Autore: Redazione
Premio Cerevisia 2024: celebrazione dell’eccellenza birraria italiana
Premio Cerevisia 2024: celebrazione dell’eccellenza birraria italiana
Condividi questo articolo
Ultime notizie
Lupi come “collaboratori speciali” nella difesa dei vigneti umbri e toscani
Lupi come “collaboratori speciali” nella difesa dei vigneti umbri e toscani
Un progetto innovativo delle Tenute del Cerro promuove la sostenibilità ambientale ed economica integrando i lupi nella protezione delle vigne dagli attacchi di cinghiali e caprioli.
Nell’ambito della crescente attenzione alla sostenibilità ambientale ed economica delle aziende agricole, i lupi sono emersi come preziosi alleati nella difesa dei vigneti umbri e toscani dagli attacchi di cinghiali e caprioli. Antonio Donato, direttore generale delle Tenute del Cerro, sottolinea l’importanza della presenza di questi animali a ridosso dei filari. “Sono davvero preziosi, tengono lontana la fauna selvatica, che diventa dannosa per i vigneti soprattutto nella prima fase vegetativa della vite”, spiega Donato.
Nelle tenute, sono presenti diversi esemplari di lupi che rispettano l’ambiente in cui vivono. “I primi li abbiamo avvistati in Umbria, ma sono tornati da qualche anno anche nelle tenute toscane. Non è difficile incontrarli in pieno giorno in mezzo alle vigne oppure ai margini dei boschi, tanto che in più di un’occasione è stato anche possibile riprenderli con gli smartphone”, aggiunge Donato.
Le Tenute del Cerro hanno avviato un grande progetto di sostenibilità ambientale per tutte le loro produzioni, in particolare quella vitivinicola. Questo progetto va oltre il classico protocollo del biologico, integrando pratiche che favoriscono un equilibrio naturale tra le specie animali. “La sostenibilità ambientale ha a che fare con tutto ciò che ci circonda e trova la sua massima applicazione attraverso lo straordinario lavoro della natura, nel perfetto equilibrio tra le specie animali. In tal senso, i lupi sono dei nostri preziosi alleati”, afferma Donato.
Il direttore generale affronta anche il tema dei cambiamenti climatici, con estati sempre più torride, soprattutto nelle zone interne dove operano le tenute del gruppo. “Negli ultimi 20-25 anni, abbiamo assistito a una vera e propria escalation delle temperature, che ha richiesto progetti specifici per contrastare la siccità e rispettare l’ambiente. Abbiamo avviato protocolli ed azioni che hanno già portato a una drastica diminuzione dell’uso della chimica”, dice Donato. Un esempio concreto è l’impianto di irrigazione che ormai copre quasi la totalità dei vigneti.
Per affrontare i periodi di prolungata siccità, le Tenute del Cerro hanno creato invasi capaci di contenere circa 150 mila metri cubi di acqua piovana e realizzato una rete idrica di soccorso. “Queste misure ci permettono di mantenere la produzione vitivinicola sostenibile, garantendo al contempo la salute e la qualità delle nostre vigne”, conclude Donato.
Condividi questo articolo
Ultime notizie
Inaugurata a Perugia la Casa del Made in Italy
Inaugurata a Perugia la Casa del Made in Italy
Il Ministro Urso annuncia l’apertura di 55 nuove strutture entro l’anno, promettendo supporto e crescita per il settore manifatturiero italiano
Condividi questo articolo
Ultime notizie
Innovazione e tradizione: il futuro industriale dell’Umbria
Innovazione e tradizione: il futuro industriale dell’Umbria
Superando le sfide per valorizzare forme e design nella regione
Nel cuore verde dell’Italia, l’Umbria si staglia non solo per la sua bellezza paesaggistica e la ricchezza culturale, ma anche per le sue sfide e opportunità nel campo dell’innovazione industriale. Nel 2022, la regione ha registrato solamente 53 brevetti, una cifra che, secondo molti, non rispecchia il vero potenziale creativo e industriale del territorio.
La Camera di Commercio dell’Umbria ha recentemente promosso un convegno di grande rilevanza dal titolo “Forma oltre la forma – Innovazione e tutela nel mondo della proprietà industriale”. Questo evento si è proposto di stimolare un dialogo costruttivo tra diverse figure professionali, tra cui giuristi, urbanisti e architetti, per affrontare a 360 gradi il tema dell’innovazione e della sua tutela. Secondo il presidente della Camera di Commercio, Giorgio Mencaroni, questa iniziativa è cruciale poiché “rappresenta una partita decisiva per lo sviluppo della regione”.
Una delle principali criticità individuate è la scarsa propensione delle imprese umbre a registrare i propri marchi, spesso percepiti come procedimenti burocratici onerosi. Tuttavia, Mencaroni rassicura che il processo è stato semplificato e i costi sono accessibili, con una media di circa 800 euro per la registrazione di un marchio. Inoltre, la Camera di Commercio si impegna attivamente nella promozione della cybersicurezza e fornisce supporto alle aziende per la tutela della proprietà intellettuale, inclusi informazioni dettagliate sui finanziamenti disponibili.
Il convegno ha evidenziato che l’innovazione non può e non deve essere limitata al solo ambito informatico, ma deve abbracciare anche la dimensione del design e delle forme. Questo approccio integrato è fondamentale per valorizzare le competenze locali e stimolare la competitività delle imprese umbre su scala nazionale e internazionale.
Il potenziale creativo della regione, arricchito dalla sua storia e dalle sue tradizioni, può essere il motore di un’innovazione che va oltre il digitale, abbracciando le forme e il design dei prodotti industriali, per costruire un futuro sostenibile e competitivo per l’Umbria.
Condividi questo articolo
Ultime notizie
Apertura di due nuovi cantieri stradali nella provincia di Terni
Apertura di due nuovi cantieri stradali nella provincia di Terni
Interventi sulla SP 113 e SP 31 per un investimento totale di 400.000 euro
Condividi questo articolo
Ultime notizie
Scontro tra soci: fondazione CR Orvieto abbandona l’assemblea in polemica con Mediocredito Centrale
Scontro tra soci: fondazione CR Orvieto abbandona l’assemblea in polemica con Mediocredito Centrale
La fondazione CR Orvieto abbandona l’assemblea in disaccordo con Mediocredito Centrale: “interpretazioni giuridiche discutibili e mancanza di trasparenza”
Il 17 giugno scorso, la Cassa di Risparmio di Orvieto Spa ha proceduto al rinnovo del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale. Tuttavia, la Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, in qualità di socio di minoranza, ha deciso di non partecipare alla votazione e di lasciare anzitempo l’assemblea, esprimendo completo disaccordo con Mediocredito Centrale. Quest’ultimo, secondo la Fondazione, ha utilizzato un’interpretazione giuridicamente discutibile delle disposizioni statutarie che regolano il funzionamento dell’assemblea, precludendo ogni legittima possibilità di nominare i rappresentanti della Fondazione.
La Fondazione CR Orvieto ha criticato aspramente l’operato di Mediocredito Centrale, evidenziando che le liste di candidati per il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale erano state depositate nei termini e nei modi previsti dalla legge e dallo statuto. La decisione di non aderire all’ultimo aumento di capitale, ottenuto dal socio di maggioranza tramite una gestione assembleare considerata discutibile e oggetto di una causa ancora pendente presso il Tribunale di Perugia, ha privato la Fondazione della percentuale di “blocco” necessaria per impedire tali atteggiamenti.
La Fondazione sostiene che la nomina degli organi di governo di una società dovrebbe avvenire senza l’uso di atti di forza o interpretazioni di dubbia legittimità statutaria. In un contesto in cui la compagine sociale è costituita da due soli soci, i rapporti tra maggioranza e minoranza dovrebbero basarsi su principi di lealtà, correttezza e trasparenza, per il bene comune della società amministrata.
La conduzione della vicenda da parte di Mediocredito Centrale è stata fortemente stigmatizzata dalla Fondazione, che contesta il metodo e il merito dell’operato del socio di maggioranza. Le quattro assemblee necessarie per giungere a una decisione già definita da tempo, i rinvii ingiustificati e le assenze immotivate del socio di maggioranza, sono stati percepiti come pretestuosi. Nonostante gli ottimi risultati raggiunti dalla precedente consiliatura, il rinnovo quasi completo del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale è avvenuto senza considerare le esigenze del territorio e del socio storico della Cassa.
Durante l’ultima assemblea, la Fondazione ha posto domande sui motivi del rinnovo e delle assenze, senza ricevere risposte. La decisione di Mediocredito Centrale di imporre una soluzione prevaricatrice, priva di motivazioni chiare e contraria alle norme statutarie, è vista come una mancanza di attenzione verso la Fondazione, che detiene ancora una quota significativa del capitale (14,68%), ma viene privata della possibilità di avere una rappresentanza adeguata negli organi di governo della Banca.
L’azione di Mediocredito Centrale compromette i futuri rapporti tra i due soci e costituisce un pregiudizio ai principi statutari e alla tradizione della Cassa di Risparmio di Orvieto. Per queste ragioni, la Fondazione ha deciso di non partecipare alla votazione e di lasciare l’assemblea, riservandosi ogni iniziativa legale a tutela dei propri diritti connessi alla partecipazione al capitale sociale.
Condividi questo articolo
Ultime notizie
Rinascimento economico: presentazione del Manifesto per la Nuova Economia
Rinascimento economico: presentazione del Manifesto per la Nuova Economia
Un convegno internazionale per delineare le frontiere della ricerca e promuovere i principi dell’economia civile nelle università
Condividi questo articolo
Ultime notizie
Arrestato spacciatore albanese a Perugia
Arrestato spacciatore albanese a Perugia
Cocaina e denaro sequestrati: operazione dei carabinieri di Farneto di Colombella
I Carabinieri della Stazione di Farneto di Colombella, coadiuvati dalla Sezione Operativa della Compagnia di Perugia, hanno arrestato un giovane albanese di 21 anni, senza fissa dimora, per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’operazione è scaturita dalle segnalazioni dei residenti di Pianello, preoccupati per l’attività sospetta del soggetto che si aggirava in auto per le strade della zona.
Il giovane è stato fermato mentre si trovava a bordo del proprio veicolo e sottoposto a perquisizione personale, durante la quale è stato trovato in possesso di 68 involucri di cocaina, per un peso complessivo di 52 grammi. In aggiunta, è stato sequestrato un ammontare di 635 euro, suddivisi in banconote di vario taglio, ritenuti provento dell’attività illecita di spaccio. Un telefono cellulare, utilizzato per gestire i contatti con i clienti, è stato anch’esso confiscato.
Il 21enne è stato presentato in udienza di convalida presso il Tribunale, dove gli è stata applicata la misura cautelare in carcere. Le autorità competenti hanno provveduto al sequestro della droga e del telefono cellulare come prove del reato contestato.
Il Comandante della Compagnia di Perugia ha espresso soddisfazione per l’operazione, sottolineando l’importanza della collaborazione tra le forze dell’ordine e la comunità locale nel contrasto al traffico di sostanze stupefacenti. La rapida risposta dei Carabinieri, facilitata dalle segnalazioni dei cittadini, ha permesso di individuare e fermare il responsabile, garantendo così maggiore sicurezza e tranquillità nella zona.
Il giovane arrestato affronterà ora le conseguenze legali del suo comportamento, mentre le indagini proseguiranno per individuare eventuali complici o ulteriori collegamenti nell’ambito dell’attività criminale rilevata.
