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Autore: Matteo Savino

Batterie e pneumatici, scoperta discarica abusiva nel Parco del Subasio

Vecchi pneumatici, batterie, bombolette spray e confezioni di vernice. Tutto abbandonato all’interno del Parco del Monte Subasio, in località Bandita Cilleni, nel territorio comunale di Nocera Umbra).

Una vera e propria discarica di rifiuti pericolosi, tra l’altro all’intero di un’area protetta. Saranno effettuate anche analisi con prelievi dei terreni, per verificare eventuali contaminazioni sottostanti e di falde acquifere. In particolare, preoccupa la possibile fuoriuscita di sostanze dalle vecchie batterie abbandonate.

I carabinieri forestali hanno informato del problema sia la Regione Umbria, sia il Comune di Nocera Umbra.

Lavoro, l’Umbria tra le regioni dove è più difficile reperire manodopera

L’Umbria è sul podio, non certo invidiabile, delle regioni italiane dove gli imprenditori fanno più fatica a trovare le figure che vogliono assumere. Un problema che si presenta nel 55% delle assunzioni programmate. Fenomeno inferiore solo a quello che si registra in Trentino Alto Adige (56,5%) e in Friuli Venezia Giulia (55,3%). A fronte di una media italiana che è del 47,8%.

Nelle province

L’analisi della Cgia valuta il fenomeno nei territori, analizzando i dati delle province. Perugia è la nona in Italia, con la difficoltà di reperimento che raggiunge il 55,1%. Meno peggio Terni, dove il fenomeno riguarda il 54,5% delle assunzioni programmate.

Guardando al resto d’Italia, Pordenone è la provincia dove gli imprenditori faticano più di tutti gli altri colleghi d’Italia a trovare un lavoratore dipendente; nel 2024 la difficoltà di reperimento della realtà friulana è stata del 56,8%. Seguono Bolzano e Trento con il 56,5, Gorizia con il 56,1 e Cuneo con il 55,9.

Caserta con il 39,3%, Salerno con il 38,3 e, infine, Palermo con il 36,9 sono i territori dove è più facile reperire la manodopera richiesta.

Le figure introvabili

La Cgia mostra come il problema riguardi soprattutto operai specializzati, in ogni settore. Nell’edilizia mancano carpentieri, ponteggiatori, cartongessisti, stuccatori, pavimentatori/piastrellisti, palchettisti e gruisti/escavatoristi. Nel comparto del legno sono quasi introvabili i verniciatori, gli ebanisti, i restauratori di mobili antichi e i filettatori attrezzisti. Nel tessile-abbigliamento si faticano ad assumere modellisti, confezionisti e stampatori. Nel calzaturiero, invece, tagliatori, orlatori, rifinitori e cucitori. Nella metalmeccanica, infine, la maggiore difficoltà di reperimento riguarda tornitori, fresatori, saldatori certificati, operatori di macchine a controllo numerico computerizzato e i tecnici di
montaggio per l’assemblaggio dei componenti complessi.

La ricerca di operai specializzati

Sempre secondo l’elaborazione della Cgia, nel 2024, su un totale di 5,5 milioni di nuovi ingressi previsti nel mercato del lavoro, quasi 840 mila (pari al 15 per cento del totale delle entrate attese) hanno riguardato operai specializzati. La ricerca di queste figure si è rivelata particolarmente impegnativa: nel 63,8% dei casi, infatti, gli imprenditori hanno segnalato notevoli difficoltà nel reperimento e, quando la selezione ha avuto esito positivo, il processo ha richiesto in media quasi cinque mesi. Nessun’altra professione richiesta dalle aziende ha evidenziato livelli di difficoltà e tempi di ricerca superiori a quelli riscontrati per gli operai specializzati.

Frode agricola, condannati 4 imprenditori: coinvolta anche un’azienda del Perugino

C’è anche un’azienda umbra tra le sei riconducibili a imprenditori veneti che sono stati condannati per una frode ai danni del Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA).

Una volta che la sentenza è diventata esecutiva con l’ultimo grado di giudizio, la guardia di finanza di Padova ha eseguito una confisca di beni per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro e il sequestro di un’ulteriore cifra di poco inferiore ai 4 milioni.

I quattro imprenditori sono stati giudicati responsabili di aver architettato un sistema di frode che ha permesso alle sei aziende agricole, con sede nelle province di Padova, L’Aquila e Perugia, di accedere indebitamente ai contributi europei del FEAGA. Il tutto utilizzando due prestanome che hanno ottenuto agevolazioni in quanto “giovani imprenditori”, senza che ne avessero realmente i requisiti.

Dopo la condanna passata in giudicato sono state confiscate partecipazioni societarie, disponibilità finanziarie, polizze assicurative, immobili, terreni e un intero complesso aziendale, per un valore stimato di oltre 3,3 milioni di euro. Inoltre, la Procura Regionale della Corte dei Conti del Veneto ha disposto un sequestro conservativo anticipato di beni per ulteriori 3,9 milioni.

Bilancio Ast, numeri in aumento e prospettive positive legate ai costi energetici

Acciai Speciali Terni, società del Gruppo Arvedi, nell’esercizio 2024 ha fatto registrare ricavi per quasi 2,4 miliardi di euro (in incremento rispetto ai 2 miliardi 272 milioni del 2023) con l’utile netto che raddoppia rispetto all’anno precedente, sfiorando i 32,5 milioni di euro (era stato di 15,8 milioni di euro nell’esercizio 2023).

Il margine operativo lordo (MOL) sale a quasi 103 milioni (era stato di 95 milioni nel 2023), mentre il risultato operativo è di circa 54 milioni. Numeri in aumento, nonostante l’elevato peso del costo dell’energia (che incide per circa il 40% dei costi di produzione). Cosa che fa ben sperare per l’anno in corso, considerando i costi energetici in calo nei primi mesi del 2025.

Più che dimezzato l’indebitamente finanziario, che cala a 47,6 milioni di euro.

Il Gruppo Arvedi chiude l’esercizio 2024 con ricavi consolidati pari a 5,7 miliardi di euro (6 miliardi nel 2023) e un risultato netto di 92 milioni di euro (235 milioni nel 2023).

Numeri che mostrano l’importanza all’interno del Gruppo del polo siderurgico ternano. Per il cui futuro il Gruppo Arvedi confida negli investimenti legati all’Accordo di programma sottoscritto. In attesa che si sblocchino le prospettive del lamierino magnetico, legato al mercato dell’automotive, il piano industriale Ast prevede entro il 2028 investimenti di oltre 560 milioni, per l’elettrificazione dei processi e all’aumento dell’efficienza della produzione di acciaio inox, e per assicurare sicurezza e sostenibilità ambientale. Il Mimit concede un finanziamento a fondo perduto di circa 70 milioni di euro.

Sulle strade dell’Umbria 38mila veicoli senza RC auto

Si stima che sulle strade umbre circolino 38mila veicoli senza assicurazione, 4mila in più rispetto al 2022, a dimostrazione di come il fenomeno sia in crescita (+11,8%).

A lanciare l’allarme è il Sindacato nazionale agenti di assicurazione (Sna). Nella sola provincia di Perugia la stima dei non assicurati è arrivata a 30mila veicoli (+15,4%) e dei 656 mila veicoli in circolazione il 4,5% risulta privo di regolare garanzia Rc auto, una percentuale inferiore alla media nazionale (6,1%), ma comunque significativa.

Nel 2024, in Italia si stimano circa 2,915 milioni di veicoli non assicurati, con un aumento del 12,8 per cento in soli due anni rispetto ai 2,585 milioni del 2022. “Questi numeri rendono la questione non più procrastinabile di interventi risolutivi – afferma Gianluca Costantini, coordinatore regionale in Umbria di Sna, associazione che ha condotto diverse ricerche sul tema –. In regione il 4,4% dei veicoli è privo di assicurazione, percentuale più bassa rispetto alla media, ma che segna la crescita dei non assicurati e rappresenta una situazione socialmente inaccettabile”.

“Questi numeri non sono più accettabili per la collettività – ha aggiunto Fabrizio Rasimelli, presidente della sezione provinciale Sna di Perugia –. È inutile rendere il Codice della strada sempre più severo se poi si consente a oltre 34mila veicoli di circolare senza una copertura assicurativa. Basterebbe mettere in atto un semplice incrocio delle banche dati già esistenti per contrastare in maniera efficace questo malcostume che rappresenta un pericolo reale per tutti gli automobilisti”.

Il costo di questo fenomeno “ricade pesantemente sul Fondo di garanzia per le vittime della strada, gestito dalla Consap – spiegano da Sna –, che indennizza le vittime di sinistri con veicoli non identificati o non assicurati. Le risorse del fondo provengono da una percentuale sui premi Rc Auto (2,5%) pagati dalle compagnie che indirettamente pesano su tutti gli assicurati onesti”. Oltre all’impatto diretto sul Fondo, i veicoli non assicurati “rappresentano una perdita economica significativa per l’intero sistema” sottolinea Paolo Bullegas, responsabile nazionale della Commissione di studio Rc Auto Sna, il quale stima che i 2,915 milioni di automobilisti che evadono l’obbligo assicurativo costano al sistema oltre 5 miliardi di euro. Il danno si estende anche alle casse dello Stato.

“Tra oneri fiscali e parafiscali – aggiunge Bullegas –, lo Stato potrebbe incassare oltre 1,3 miliardi di euro. Queste risorse migliorerebbero i bilanci pubblici e potrebbero essere reinvestite per il beneficio collettivo, ad esempio, potenziando la sicurezza stradale o i pronto soccorso”. Gli Agenti di assicurazione denunciano da tempo questa problematica e considerano “imperativo” individuare soluzioni efficaci. Tra queste Bullegas propone una convenzione per l’incrocio delle banche dati dei veicoli assicurati con quella dei veicoli immatricolati per individuare i veicoli non assicurati; campagne mirate per aumentare la consapevolezza sui rischi e le conseguenze della circolazione senza assicurazione; l’introduzione di agevolazioni o incentivi per le fasce di popolazione più fragili economicamente; una revisione della normativa per introdurre un limite massimo di quotazione del rischio. Sna ha infatti rilevato “tariffe insostenibili, anche oltre 10mila euro annui, per la classe d’ingresso (Bonus Malus 14), ipotizzando una potenziale elusione dell’obbligo a contrarre in alcune aree del Paese”.

Cade con la moto, così è morto Giuseppe Soli

Giuseppe Soli, 54enne di Foligno residente a Spello, è morto in un incidente mentre con la sua motocicletta percorreva la statale 209 Valnerina, nei pressi di Visso, sul versante marchigiano, in direzione Preci.

Secondo quanto ricostruito, nell’incidente non risultano coinvolti altri mezzi. Giuseppe Soli ha perso il controllo della sua Honda all’interno di una galleria, finendo contro un pilone di cemento.

Il personale del 118, allertato da un passante che ha trovato il motociclista a terra, ha provato a compiere le manovre di rianimazione sul posto (l’elisoccorso non è potuto atterrare a causa del maltempo), ma invano.

Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco – che hanno messo in sicurezza il tratto di strada – e i carabinieri.

Giuseppe Soli era appassionato della motocicletta. Che conduceva da molti anni. La notizia della sua morte ha colpito la comunità di Spello e di Foligno, la città dove era nato ed era molto conosciuto. Lascia due figlie.

La salma è attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Finanziere in pensione trovato senza vita, indagini e sequestri

E’ stato trovato senza vita, nell’auto all’interno della sua abitazione, a Prisciano di Terni. La vittima è Andrea Fiorelli, 59enne finanziere, andato in pensione sei anni fa.

A fare la tragica scoperta sono stati i familiari, venerdì sera, visto che l’uomo non rispondeva al telefono.

Una morte sulla quale stanno indagando i carabinieri del Comando provinciale di Terni, coordinati dal pm Raffaele Pesiri della Procura ternana. Sul collo dell’uomo è evidente una profonda ferita. Da un primo esame autoptico non è stato possibile accertare se se li sia procurati da solo o si tratti delle conseguenze di un’aggressione. Aspetti che potrà chiarire l’autopsia, disposta dalla Procura.

Tra gli oggetti sequestrati nel garage in cui è stato trovato il cadavere, anche una motosega, compatibile con la ferita al collo.

Al momento gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi. Sentiti, oltre ai familiari, alcuni conoscenti della vittima.

Treni, riaperta la Direttissima Firenze – Roma

Ripresa dalla mattinata di venerdì la circolazione dei treni sull’intera linea Direttissima Firenze – Roma, sospesa dall’11 al 21 agosto fra Chiusi e Orvieto per lavori di manutenzione e potenziamento dell’infrastruttura. Interventi che si sono conclusi nei tempi previsti.

I lavori, a cura di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), hanno riguardato in particolare la galleria Fabro e il viadotto Paglia, nei pressi di Orvieto. Le attività hanno impegnato quotidianamente oltre 40 tecnici di RFI e delle ditte appaltatrici, con l’impiego di treni cantiere e numerosi mezzi operativi.

I treni stanno percorrendo le tratte rinnovate ad una velocità inizialmente ridotta, con allungamento dei tempi di percorrenza fino a 15 minuti. La velocità verrà gradualmente innalzata fino a raggiungere quella massima prevista sulla linea a partire dal 30 agosto.

Sui sistemi di vendita delle imprese ferroviarie – fa sapere Trenitalia – i treni sono stati caricati con le modifiche di percorrenza previste.

Caccia al ladro seriale nei negozi del centro di Perugia

Caccia all’uomo per arrestare il marocchino 25enne che ha ferito un commerciante del centro storico di Perugia che lo aveva fermato dopo un furto, l’ennesimo, in un negozio di vestiti.

Il giovane, autore di diversi furti nel centro, è stato individuato dalle telecamere di sorveglianza della zona e denunciato dai carabinieri.

Dopo l’ultimo colpo si era dato alla fuga a piedi, come nelle altre occasioni. Ma questa volta alcuni commercianti, accorsi per aiutare il collega derubato, lo avevano fermato.

A quel punto il giovane marocchino ha estratto un taglierino ferendo al braccio un commerciante (la ferita fortunatamente è risultata lieve) così da poter fuggire.

I carabinieri, accorsi sul luogo del furto e del successivo ferimento, lo hanno potuto individuare e denunciare per rapina impropria.

Un episodio che ha creato sconcerto tra i commercianti della zona di via Oberdan e gli altri del centro storico, più volte colpiti dal giovane che entra negli esercizi, arraffa la merce e si dà alla fuga. Tenendo in tasca un taglierino, come ha dimostrato quest’ultimo episodio che poteva avere conseguenze ben più gravi.

Tempesta tra Corciano e Perugia, stop ai treni e Raccordo interrotto

Al lavoro sul Raccordo Perugia – Bettolle e sul tratto della linea ferroviaria Foligno – Terontola, nel tratto tra Corciano ed Ellera, per ripristinare i danni causati dalla tempesta che si è abbattuta in quella zona (coinvolgendo anche i comuni ad est del Trasimeno) nel pomeriggio di domanica.

Bomba d’acqua e forti raffiche di vento hanno provocato allagamenti e cadute di alberi, tegole e coperture.

Gli alberi caduti hanno indotto Trenitalia a sospendere la circolazione dei treni in quel tratto, con l’attivazione di bus sostitutivi.

Anas ha invece chiuso la carreggiata in direzione Bettolle/Firenze del Raccordo, tra gli svincoli di Olmo e Corciano, a causa di alberi caduti in carreggiata in seguito al maltempo. Il traffico è stato deviato con indicazioni sul posto.

Tanti gli alberi caduti nelle zone interne. Numerose le chiamate ai vigili del fuoco anche per danni a strutture private. Le situazioni più critiche a Chiugiana, nel territorio di Corciano, e nel capoluogo regionale a San Sisto.

Nella serata di martedì ripristinata la normale viabilità sul tratto del Raccordo interessato. Da mercoledì treni in transito regolare sulla Foligno – Terontola.

(foto dal profilo Facebook con il quale il sindaco di Corciano, Lorenzo Pierotti, ha informato la popolazione sull’evoluzione della situazione)