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Autore: Matteo Savino

Guerra in Iran, per le famiglie umbre salasso in bolletta di 136 milioni di euro

Nomisma Energia stima un aggravio della spesa delle bollette per elettricità e gas da parte di famiglie umbre di 136 milioni di euro se si manterrà l’aumento dei costi di prodotti petroliferi e gas a ausa della guerra in Medio Oriente.

Aumenti dell’energia che influiranno anche sui bilanci delle aziende, come già lamentato da Confartigianato Imprese Umbria.

L’Ufficio studi della Cgia ha rilevato l’andamento di alcune materie prime, nel settore agricolo e in quello dei metalli, che poi si riflettono sul costo dei prodotti finali. Considerando anche gli incrementi poi applicati per le maggiori spese sostenute per il trasporto. Il timore è che si possa già ripetere quanto vissuto quando scoppiò il conflitto russo-ucraino.

Questi i prezzi di alcune materie prime rilevati:

Frumento Frumento tenero ENEXT +8,9%
Granoturco Granoturco ENEXT +4,2%
Alluminio Alluminio Alloy LME +3,9%
Farina di soia Farina di soia HP NWE +1,2%
Nickel Nickel LME -1,9%
Rame Rame grado A LME -2,6%
Piombo Piombo LME -2,7% –
Zinco Zinco SHG LME -3,0%

Muore investita da una betoniera nel cantiere di casa

Indagini in corso da parte della Procura della Repubblica di Spoleto sulla morte di una donna, investita da una betoniera nella sua proprietà a Pantalla di Todi.

Secondo una prima ricostruzione, il mezzo da cantiere stava lavorando nel terreno per la realizzazione di una piscina. Il conducente non si è accorto che la donna, anziana e con problemi di deambulazione, si era spostata dietro al mezzo, investendola.

Inutili i soccorsi del personale del 118 e dei vigili del fuoco. I rilievi sono stati effettuati dai carabinieri della Compagnia di Todi.

Fuga di gas, topi e salvataggio da soffocamento: cronaca in asili e scuole umbre

Giornata che ha visto scuole e asili dell’Umbria al centro di fatti di cronaca, quella di oggi, lunedì, in Umbria.

A metà mattinata è stato evacuato l’asilo nido di Villa Pitignano per una segnalazione alla Asl, da parte delle insegnanti, di un forte odore di gas.

I bambini, al di sotto dei 3 anni, sono portati all’esterno dalle maestre, in una zona sicura, per consentire ai vigili del fuoco di trovare la perdita di metano, in cucina, e mettere in sicurezza l’edificio. Il personale della Asl, giunto con tre autoambulanze, ha effettuato controlli sui bambini, che fortunatamente presentavano parametri vitali e segni clinici nella norma.

A Todi i consiglieri comunali del Pd hanno chiesto chiarimenti sulla situazione vissuta nella scuola primaria, dove sembra che non si riesca a far fronte alla presenza dei topi

Si è inoltre appreso oggi un fatto avvenuto nei giorni scorsi all’Istituto comprensivo Gualdo Tadino – Casacastalda, dove la professoressa Sonia Radicchi, grazie alle pratiche di primo soccorso, ha salvato la vita ad una studentessa 13enne che stava soffocando per un boccone andato di traverso durante la ricreazione.

Ecco gli emolumenti delle tre squadre umbre di Serie C

Emolumenti, premi e diritti immagine per la stagione 2025-26. Ecco, nei documenti ufficiali depositati in Lega Pro, quanto costa la gestione di un club di Serie C nel calcio. Costi a cui si aggiungono, ovviamente, quelli per trasferte e altre attività, oltre a quelli di gestione delle strutture del club.

In Umbria, tra le tre squadre iscritte al Campionato di Serie C Girone B, è la Ternana ad avere i costi più alti, sfiorando gli 8,7 milioni di euro. E’ la quarta cifra più alta tra tutti i club di C dei tre gironi.

Alti anche i costi per il Perugia: più di 4,6 milioni di euro. Il Gubbio supera invece di poco i 2 milioni.

Spese non sempre in linea con i risultati sportivi. Nel Girone B, quello delle umbre, la Ternana senza la penalizzazione per i tardivi pagamenti sarebbe al quarto posto. E l’Arezzo, primo in classifica, ha la seconda spesa maggiore. Il Gubbio vede un certo allineamento tra classifica di spesa e di punti conquistati. Non il Perugia, che ha la quarta spesa più alta, ma occupa la quartultima posizione (oltre al Rimini escluso).

Catania – 14.210.854 €
Benevento – 10.867.445 €
Salernitana – 10.692.159 €
Ternana – 8.695.511 €
Arezzo – 8.111.057 €
Trapani – 6.825.799 €
Union Brescia – 6.569.545 €
L.R. Vicenza – 6.544.353 €
Ascoli – 5.552.998 €
Triestina – 5.183.516 €
Crotone – 5.167.245 €
Cosenza – 4.994.207 €
Ravenna – 4.657.395 €
Perugia – 4.603.902 €
Cittadella – 4.503.888 €
Novara – 4.103.536 €
Potenza – 4.036.554 €
Campobasso – 3.906.446 €
Lecco – 3.824.153 €
Guidonia Montecelio – 3.410.989 €
Casarano – 3.345.197 €
Sorrento – 3.144.740 €
Torres – 3.159.661 €
Casertana – 3.068.781 €
Monopoli – 3.048.770 €
Audace Cerignola – 3.686.510 €
Foggia – 2.744.472 €
Vis Pesaro – 2.693.084 €
Livorno – 2.595.452 €
Giugliano – 2.251.858 €
Lumezzane – 2.320.481 €
Siracusa – 2.328.194 €
AlbinoLeffe – 2.441.002 €
Dolomiti Bellunesi – 2.088.368 €
Gubbio – 2.065.561 €
Latina – 2.005.635 €
Pineto – 1.998.750 €
Cavese – 1.957.083 €
Pro Patria – 1.866.771 €
Sambenedettese – 1.803.257 €
Team Altamura – 1.773.406 €
Alcione Milano – 1.676.685 €
Renate – 1.656.687 €
Forlì – 1.317.126 €
Pergolettese – 1.280.164 €
AZ Picerno – 1.299.032 €
Arzignano Valchiampo – 1.242.928 €
Pianese – 1.193.182 €
Bra – 1.101.209 €
Pontedera – 1.066.781 €
Giana Erminio – 946.858 €
Carpi – 879.087 €
Virtus Verona – 791.797 €
Ospitaletto – 664.055 €

Tir a fuoco, esplosioni e Raccordo chiuso per ore e traffico in tilt

Erano passate da poco le 6 di questa mattina, mercoledì, quando lingue di fuoco ed esplosioni sono state avvertita all’inizio del viadotto del Raccordo autostradale Perugia – Bettolle, a Ponte San Giovanni.

A fuoco un mezzo pesante che trasportava materiali edili, andato completamente distrutto nel viadotto Volumini, poco dopo la galleria, in direzione Roma.

Il conducente fortunatamente è rimasto illeso.

Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti il personale Anas e la polizia di Stato. Il Raccordo autostradale è chiuso per più di due ore, con conseguenze per il traffico, in particolare a Ponte San Giovanni.

Morti sul lavoro, i dati in Umbria e il confronto con il resto d’Italia

Nel corso del 2025 sono state 17 le vittime sul lavoro in Umbria su un su circa 373mila lavoratori ufficiali. Con un’incidenza di 46.5 che è la terza peggiore in Italia.

La situazione più grave nell’ultimo anno si è registrata nella provincia di Perugia, che con 13 decessi su 283.327 lavoratori ha un’incidenza di 45.9. In zona rossa anche la provincia di Terni, che con 4 decessi su poco meno di 90mila lavoratori ha un’incidenza di 44.6.

I dati nazionali

Sono i dati dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, che nel 2025 conta 1.093 infortuni mortali totali: 798 in occasione di lavoro e 295 in itinere. La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (112). Seguono: Campania (80), Veneto (76), Emilia-Romagna e Piemonte (65), Sicilia (64), Lazio (60), Puglia (58), Toscana (50), Marche (27), Liguria (26), Calabria (21), Sardegna (18), Umbria e Trentino-Alto Adige (17), Abruzzo (16), Basilicata (12), Friuli-Venezia Giulia (10), Molise (3) e Valle d’Aosta (1).

Il settore più colpito è quello delle costruzioni, con 148 decessi in occasione di lavoro; seguito da attività manifatturiere (117), trasporti e magazzinaggio (110) e commercio (68).

Incidenti stradali, due vittime umbre | Così sono morti Giulio e Marco

Due vittime umbre, nella giornata di sabato, per altrettanti incidenti stradali. Si tratta del 22enne Giulio Carlaccini, di Amelia, dipendente della Molini Popolari Riunioni di Umbertide, e del 39enne Marco Settimi, guardia giurata, di Giove.

Il primo incidente si è verificato lungo la E45 tra le uscite di Promano e Città di Castello. Il giovane, che stava tornando a casa dopo il turno di lavoro, era alla guida dell’utilitaria che si è scontrata contro un mezzo pesante. Per lui, inutili i soccorsi. La E45 è rimasta temporaneamente chiusa, con uscita obbligatoria allo svincolo di Promano al km 111,000 e rientro a Città di Castello sud al km 118,200 , con percorso alternativo su ex ss3bis tiberina. Sul posto, insieme ai soccorritori sanitari e ai vigili del fuoco, hanno operato la polizia stradale e l’Anas.

Marco Settimi ha invece perso la vita nel Viterbese, sulla Cassia tra Capranica e Vetralla. L’auto su cui viaggiava insieme a due colleghi – trasportati in ospedale in codice rosso – si è scontrata contro un pullman. Una ventina di passeggeri sono rimasti feriti.

Frana, Flaminia chiusa tra Spoleto e Terni

In serata Anas ha fatto sapere che “a causa della presenza di materiale ancora instabile (fango e detriti) in scivolamento dalla scarpata di monte, la SS3 “Flaminia”

Resta provvisoriamente chiusa la Flaminia tra Terni e Spoleto, a causa della presenza di materiale ancora instabile in scivolamento dalla scarpata del monte, dopo la frana che si è verificata nel pomeriggio di oggi, mercoledì, nei pressi di Strettura.

Il traffico è deviato sulla SS209 “Valnerina”.

Sono intervenuti i tecnici e il personale Anas per gli interventi necessari a ripristinare la circolazione nel più breve tempo possibile, compatibilmente con le condizioni meteo.

Umbria, boom di lavoratori over 50 nel settore privato

Terni è la seconda provincia in Italia dove più alta è l’età media dei lavoratori dipendenti nel settore privato: 43,61 anni. Dietro solo (e di poco) alla provincia di Potenza.

Con 20.513 dipendenti che hanno più di 50 anni, pari al 37,4% di coloro che sono ricevono una busta paga da imprese private presenti nella provincia di Terni.

La media italiana – secondo l’elaborazione fatta dall’Ufficio studi della Cgia su dati Inps – è di 41,91 anni di età, con il 32,7% degli over 50.

Ad abbassare un po’ l’età media dei dipendenti del settore privato in Umbria c’è il dato della provincia di Perugia: 42,23 anni. Con il 33,1% del totale dei dipendenti che ha più di 50 anni.

L’Umbria è comunque sul podio delle regioni per anzianità dei lavoratori dipendenti del settore privato: sul totale di 236.820 gli over 50 sono 80.650 (pari al 34,1%) con un’età media di 42,55. Un’età più alta si trova solo in Basilicata e in Molise.

Un dato, quello umbro, a cui contribuiscono vari fattori. L’elevata età media della popolazione (anche se la Liguria, ad esempio, presenta una situazione diversa). L’elevata incidenza dell’impiego pubblico sul totale. Ed anche la cosiddetta fuga dei cervelli, con i giovani che spesso lasciano la regione perché attratti dal lavoro nelle grandi imprese (non solo per una questione di salario, ma di aspettative di carriera, riduzione del rischio e qualità delle opportunità percepite) che hanno sede fuori dai confini regionali e spesso nazionali.

ELES dopo lo sciopero difende il suo modello: l’accordo integrativo azienda non è obbligatorio

L’accordo integrativo aziendale non costituisce un obbligo giuridico, ma una facoltà. Il giorno dopo lo sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali territoriali Fiom Cgil e Fim Cisl, con un’adesione che secondo l’azienda è stata del 30%, ELES Semiconductor Equipment S.p.A difende il modello di gestione del lavoro adottato negli ultimi anni, “fondato su accordi trasparenti e oggettivi, che ha consentito di rispondere in modo concreto e misurabile alle diverse esigenze delle persone, in particolare in materia di smart working, conciliazione vita-lavoro, situazioni di cura e distanza dal luogo di lavoro. Tali strumenti hanno coinvolto la totalità dei lavoratori aventi diritto e sono stati adottati nel pieno rispetto della normativa vigente”.

L’azienda ricorda di aver scelto, anche alla luce dei cambiamenti organizzativi e di mercato, di privilegiare “strumenti flessibili, sostenibili e coerenti con un’organizzazione ad alta specializzazione tecnologica, evitando soluzioni standardizzate che non riflettano le reali differenze di ruoli, competenze e responsabilità”.

“I risultati economici conseguiti, i continui investimenti in innovazione, le iniziative ESG intraprese e l’ottenimento della certificazione per la parità di genere UNI PdR 125/2022 – scrive l’azienda – testimoniano un impegno concreto, misurabile e verificabile nel tempo nella promozione dell’inclusione, delle pari opportunità e della valorizzazione delle persone. La certificazione, UNI PdR 125/2022, rilasciata da un ente terzo indipendente, attesta l’adozione di politiche, processi e pratiche organizzative conformi ai più avanzati standard nazionali in materia di equità, inclusione e prevenzione di ogni forma di discriminazione”.

Dicendosi sempre disponibile al confronto, “purché basato su dati, fatti e rispetto reciproco, e ribadisce che ogni forma di dialogo non può prescindere dalla tutela dell’interesse aziendale, della pluralità delle persone che vi lavorano e della sostenibilità nel medio-lungo periodo”.

“ELES – termina la nota – continuerà a operare con responsabilità, trasparenza e coerenza, garantendo un ambiente di lavoro fondato sul merito, sul rispetto delle persone e sulla libertà di scelta”.