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Autore: Matteo Savino

Consumi umbri al livello più basso del Centro-Nord: l’indagine

L’Umbria, per la quale il Governo Meloni ha autorizzato, insieme alle Marche, l’ingresso nella Zes Unica (Zona Economia Speciale), è “scivolata” anche nei consumi. Un indicatore che rivela l’impatto dell’economia macro sulle famiglie.

Secondo l’indagine del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne-Unioncamere, i consumi pro capite delle famiglie umbre nel 2023 si attestano a 20.245,6 euro, il livello più basso tra le regioni del Centro-Nord. Peggio fanno solo le regioni meridionali, ma anche rispetto a queste l’Umbria sta perdendo terreno. Aumentano le disuguaglianze interne e cala il potere d’acquisto reale.

Mencaroni: lo specchio dell’andamento dell’economia reale

Spiega Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “I consumi delle famiglie sono lo specchio diretto dell’andamento dell’economia reale. Se l’Umbria arretra, è perché da troppo tempo sconta una debolezza strutturale sul fronte della produttività. Questo è il vero nodo da sciogliere: senza un rilancio della capacità di produrre valore aggiunto, ogni altra misura rischia di essere tampone. Serve una svolta che unisca investimenti mirati, formazione, digitalizzazione e supporto alle imprese più dinamiche, per rimettere in moto redditi, occupazione e quindi consumi. L’Umbria ha le risorse umane e territoriali per farcela, ma non può più permettersi di rinviare”.

Il dato è netto: la spesa pro capite per consumi delle famiglie umbre (20.245,6 euro annui) nel 2023 è del 13,5% inferiore alla media nazionale, che si attesta a 23.406 euro, e del 5,3% sotto la media delle regioni del Centro Italia (21.389,1 euro). Non solo: rispetto alla Lombardia (24.283,7 euro), l’Umbria accusa un ritardo del 16,6%, pari a oltre 4.000 euro l’anno per abitante. Il distacco è evidente anche rispetto a regioni confinanti come Toscana e Lazio, dove la spesa pro capite supera abbondantemente i 21.600 euro.

Crescono i consumi, ma solo in apparenza

Guardando al periodo 2019-2023, i consumi umbri sembrano essere cresciuti dell’11%, ma si tratta di una crescita solo apparente, gonfiata dall’inflazione. Se si calcola la variazione reale – cioè depurata dal carovita – la spesa per consumi pro capite in Umbria è in realtà scesa del 4,7%, più del doppio rispetto alla media nazionale, che registra un calo del 2%.

Solo Piemonte (-4,8%) e Toscana (-5,5%) fanno peggio. A dimostrarlo è l’indagine del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne-Unioncamere. Nel 2023 la spesa complessiva per consumi delle famiglie umbre è stata di circa 17,3 miliardi di euro, ma nel 2019 – a prezzi costanti – ammontava a 18,1 miliardi. Significa che in cinque anni sono evaporati circa 850 milioni di euro di consumi reali. Un’erosione che pesa sia sui bilanci familiari sia sull’intera economia regionale, rallentando la ripartenza dei settori più legati alla domanda interna.

Perugia e Terni, due marce diverse

Il divario si allarga anche all’interno della regione. Un residente della provincia di Perugia spende in media 2.131 euro in più l’anno rispetto a uno della provincia di Terni, con consumi pro capite pari rispettivamente a 20.785,5 e 18.654,1 euro. Una differenza del 10,3%, che si riflette anche nella dinamica temporale: tra 2019 e 2023 la spesa reale per consumi è calata del 4,4% a Perugia e del 5,5% a Terni.

L’Umbria dei consumi è quindi spezzata in due: una provincia relativamente più reattiva, l’altra che arranca. A Terni, il potere d’acquisto delle famiglie è più debole e la ripartenza post-pandemia si è rivelata più difficile. I consumi rimangono compressi, anche nei settori meno rinunciabili.

Il peso degli alimentari cresce quando si spende meno

La contrazione dei consumi si traduce anche in un cambiamento nella loro composizione. In Umbria la spesa per consumi alimentari ammonta in media a 3.897,1 euro per abitante, pari al 19,1% del totale, contro una media nazionale del 18,6% e una del Centro del 18,4%. Il motivo? I beni alimentari sono meno comprimibili: quando si restringe il budget, sono i consumi voluttuari a cedere per primi.

La regola vale anche a livello provinciale. A Terni la quota di spesa alimentare è ancora più alta (19,4%), segnale di una maggiore rigidità del paniere di spesa. Di contro, nelle regioni più ricche il peso degli alimentari è molto più basso: appena 11,5% in Trentino-Alto Adige, 13,3% in Valle d’Aosta, 15,2% in Veneto. Lì, il consumo è meno “necessario” e più orientato alla qualità e al tempo libero.

In termini assoluti, a Perugia la spesa alimentare pro capite è di 3.926,3 euro l’anno, a Terni di 3.810,8. Ma è la quota relativa sul totale che conta: maggiore è l’incidenza del cibo, minore è lo spazio per tutto il resto. Questo spiega anche la fragilità delle economie locali più dipendenti dalla domanda interna.

Il paragone con il Pil: i conti non tornano

Secondo le ultime stime, il Pil italiano, come quello umbro, nel 2023 ha superato il livello pre-Covid, mentre la spesa reale delle famiglie non l’ha ancora fatto. È il segno che la crescita è tornata più nei conti macroeconomici che nella vita quotidiana mostrando che, mentre il valore nominale dei consumi è salito, la quantità reale di beni e servizi acquistati è scesa. In parole povere: gli umbri spendono di più ma comprano di meno. L’inflazione ha svuotato i carrelli e messo sotto pressione il reddito disponibile.

Ultima del Centro, prima del Sud

L’Umbria è così finita in una sorta di limbo statistico: è l’ultima del Centro-Nord per spesa pro capite, ma la prima del Mezzogiorno. Fa peggio della media del Centro, ma leggermente meglio di regioni come Sicilia, Puglia e Calabria. Le Marche la superano di misura, ma sono anch’esse in fondo alla classifica.

Anche guardando ai consumi alimentari totali, l’Umbria rappresenta l’1,4% della spesa italiana, e occupa una posizione intermedia tra Nord e Sud. Ma è un intermedio fragile, perché senza la capacità di agganciare le dinamiche positive del Centro-Nord, e con il rischio concreto di una deriva meridionale.

Un campanello d’allarme, che questa nuova indagine – ancora una volta firmata dal Centro Studi Guglielmo Tagliacarne-Unioncamere – mette nero su bianco.

Gravi ferite alla testa, al “Gemelli” il bimbo morso da un cane

E’ stato trasferito a Roma, già nella serata di domenica, con l’elisoccorso, il bambino di 15 mesi morso al volto da un cane corso di un parente. Il piccolo, che si trova ricoverato nel reparto maxillo-facciale pediatrico del policlinico “Gemelli” di Roma, ha lesioni gravi, che forse richiederanno ulteriori interventi chirurgici. Secondo le autorità sanitarie non è comunque in pericolo di vita.

ll bambino era stato inizialmente preso in cura all’ospedale di Spoleto La ferita più grave, trapassante della regione zigomatica e della guancia, insieme a quella a livello della regione occipitale sinistra, pur in presenza di parametri “stabili”, è stato trasferito in codice rosso all’ospedale di Terni, dove è stato sottoposto a un primo intervento chirurgico, durato due ore. Poi, sempre nella serata di domenica, il trasferimento al “Gemelli” di Roma.

L’animale, un corso grigio di taglia grande, in accordo con il proprietario, è stato portato per motivi di sicurezza nel canile sanitario di San Gemini dal dottor Nicola Danza dell’Unità operativa complessa Sanità pubblica veterinaria della Usl Umbria 2, diretta dal dottor Luca Nicola Castiglione.

L’Asl2 chiarisce che il molosso verrà tenuto in osservazione per qualche giorno prima di essere nuovamente consegnato ai proprietari. Come anticipato, secondo quanto previsto dalla normativa, sarà effettuato un esame comportamentale per determinare l’eventuale ordinanza a cui si dovrà attenere il proprietario.

Su quanto accaduto nell’abitazione di San Giacomo di Spoleto sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri, anche sulla base delle relazioni del Servizio veterinario della Asl2.

Dazi, vertice con Governo. Cotarella (Assoenologi): “Ogni territorio dovrà gestire la propria produzione di uve”

“Ogni singolo territorio dovrà gestire la propria produzione di uve in funzione della richiesta del mercato. Una regola fondamentale di ogni mercato è che l’offerta non deve mai superare la domanda, altrimenti il sistema non regge”. Così la posizione di Riccardo Cotarella, presidente nazionale di Assoenologi, dopo l’incontro che si è svolto a Palazzo Chigi con il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, a cui ha preso parte anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, per fare il punto sulla situazione del comparto vinicolo, alla luce dei dazi imposti dagli Usa. 

Cotarella ha anche sottolineato come il tema della gestione delle rese non possa più essere rimandato: “La qualità è fondamentale, ma va accompagnata da una corretta analisi della domanda e dell’offerta. È la regola più elementare di qualunque mercato”.

L’intervento di Cotarella si inserisce nel più ampio quadro dell’incontro tra Governo e rappresentanti della filiera vitivinicola italiana, durante il quale si è definito il perimetro della nuova strategia nazionale di comunicazione a supporto del vino italiano. Una campagna istituzionale, voluta dal Ministero dell’Agricoltura, e soprattutto dal titolare del dicastero, Francesco Lollobrigida, che mira a valorizzare il vino come prodotto identitario dell’Italia, baluardo culturale ed economico da difendere dagli attacchi ideologici di matrice proibizionista, provenienti da alcune correnti europee e internazionali.

Assoenologi ribadisce il proprio impegno a fianco delle istituzioni per la salvaguardia del comparto vitivinicolo italiano, promuovendo la sostenibilità economica e ambientale delle produzioni, la cultura del bere responsabile e la consapevolezza delle sfide che il settore deve affrontare in modo serio, strutturato e condiviso.

Incidente sulla SS75, al lavoro per recuperare la bisarca uscita di strada

Vigili del fuoco al lavoro con un’autogru per recuperare la bisarca uscita di strada lungo la SS75, all’altezza di Rivotorto, in direzione Foligno, dopo aver tamponato un’auto.

Dopo il soccorso ai feriti – per una ragazza 21enne è stato necessario l’intervento dell’elisoccorsoperiltrasporto all’ospedale di Perugia – sul posto stanno operando, insieme ai vigili del fuoco, la polizia stradale e il personale Anas, per la gestione della viabilità. In quel tratto si transita infatti attualmente sono in una corsia in direzione sud.

Successivamente, sempre lungo la SS 75, si sono verificati altri due incidenti: uno nella stessa direzione del primo evento, probabilmente causato dai rallentamenti del traffico, e un altro in direzione opposta, dopo lo svincolo per Santa Maria degli Angeli.

L’Umbria può entrare nella ZES insieme alle Marche: i benefici per le imprese

Anche l’Umbria, insieme alle Marche, potrà entrare nella Zona Economica Speciale, l’area unica istituita dal 1° gennaio 2024 in sostituzione delle precedenti 8 Zes, e che comprende attualmente Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna.

Un provvedimento che dà accesso a particolari agevolazioni per le imprese dei territori della Zes, tra i quali credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali all’attività d’impresa; detassazione e sconto/rimborso di vecchi debiti fiscali con l’erario; riduzione dei dazi doganali di importazione.

L’annuncio è stato fatto da Ancona dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a poche ore dal Consiglio dei ministri chiamato a varare una serie di misure economiche. Ricordando “l’innata vocazione produttiva” delle Marche.

Il provvedimento è stato accolto con soddisfazione dal sottosegretario Emanuele Prisco: “L’estensione della Zona Economica Speciale anche all’Umbria è una decisione strategica che riconosce finalmente le potenzialità del nostro tessuto produttivo e dà una risposta concreta alle esigenze di crescita, modernizzazione e attrazione di investimenti”.

“Come ha ricordato la presidente Meloni – ha aggiunto Prisco – siamo di fronte a una fase storica complessa, che richiede coraggio e visione. La ZES rappresenta una straordinaria occasione per sostenere la competitività delle imprese umbre e rilanciare lo sviluppo, in particolare nelle aree interne. Oggi è una bella giornata per Umbria e Marche ”.

Bimbo di 15 mesi morso alla testa da un cane corso: operato, l’animale in osservazione

Un bambino di soli 15 mesi è stato operato all’ospedale di Terni dove è arrivato in elisoccorso dal pronto soccorso di Spoleto a seguito dei morsi di un cane corso alla testa e ad una mano.

L’aggressione è avvenuta nell’abitazione della famiglia, a San Giacomo di Spoleto, dove vive anche il parente proprietario del cane.

I genitori del bambino lo hanno trasportato al pronto soccorso del San Matteo degli Infermi. Qui i medici hanno richiesto l’intervento dell’elisoccorso Nibbio per il trasporto rapido all’ospedale di Terni, dove è stato sottoposto ad una prima operazione. Le condizioni sono critiche, vista l’età, ma il piccolo, secondo le autorità sanitarie, non sarebbe in pericolo di vita.

Nel luogo in cui il cane ha aggredito il piccolo sono arrivati i carabinieri, oltre alle autorità sanitarie. Che hanno provveduto a portare l’animale in una struttura, dove è sotto osservazione. In base alle normative nazionali e regionali, le autorità sanitarie dovranno infatti effettuare una valutazione comportamentale dell’animale, per verificarne la pericolosità e determinare i conseguenti provvedimenti per il proprietario affinché il cane non rappresenti un pericolo.

L’attuale normativa non prevede l’abbattimento dei cani – se non durante un’aggressione in corso, per salvare la vittima – ma una procedura che porta poi a misure che il proprietario deve rispettare. A lui, ovviamente, spettano le spese, anche nel caso l’animale debba restare in una struttura di reinserimento.

Chi ha un cane può rinunciare alla custodia – provvedendo appunto alle spese nel caso in cui se ne faccia carico una struttura pubblica o una convenzionata – ma non alla proprietà.

Restano ovviamente le eventuali responsabilità civili e penali in grado di aggressioni a persone o altri animali.

Maltempo, tanti interventi dei vigili del fuoco: Bastia e Assisano, Folignate, Perugia e nell’Umbria sud

Disagi, danni e tanto lavoro da parte dei vigili del fuoco a causa del maltempo che, dal nord verso sud, ha riguardato anche l’Umbria nella giornata di domenica.

Forti piogge in mattinata nell’Alto Tevere. Poi i nuvoloni si sono spostati verso Perugia, portando pioggia ed anche grandine in alcune zone.

Una bomba d’acqua si è poi abbattuta tra Bastia Umbra e Santa Maria degli Angeli. Verifiche sui sottopassi ferroviari, rimasti comunque tutti transitabili. In alcune abitazioni private si sono però verificati allagamenti. Il Comune ha invitato i condomini colpiti al pompaggio dell’acqua, per prevenire ulteriori danni.

Acqua e vento anche nel Folignate e nel Perugino.

Il maltempo ha poi colpito l’Umbria sud, con numerosi interventi da parte dei vigili del fuoco, per le chiamate arrivate dai Comandi di Perugia e di Terni.

Impiegate anche le due squadre AIB (anticendio boschivo) riconvertite per fronteggiare l’emergenza maltempo.

(immagine di archivio)

Riaperta la viabilità ai mezzi pesanti sulla Flaminia

Da oggi, sabato 2 agosto, riaperta la viabilità anche ai mezzi pesanti sul viadotto al km 112 della statale Flaminia, nel tratta della Somma tra Terni e Spoleto. Il transito di camion e bus era stato precluso lo scorso novembre a seguito di una verifica effettuata dai tecnici Anas.

Che ora, completati tutti i rilievi, hanno dato il via libera al transito, anche se saranno necessari lavori di ripristino che comunque non dovrebbero portare a nuovi divieti di viabilit.

In questi otto mesi i mezzi pesanti tra Terni e Spoleto erano transitati in Valnerina, con disagi per la viabilità interna e conseguenze economiche.

Vacanze e Giubileo, weekend ad alto traffico: E45 tra le strade più a rischio

C’è anche la E45 tra le strade che l’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas considera ad alto rischio traffico in questo primo weekend di luglio, per il quale, sono attesi 13 milioni e 155mila spostamenti di autoveicoli lungo le strade italiane di competenza.

Nell’intero mese di luglio si sono registrati 234,7 milioni di spostamenti di autoveicoli sull’intera rete stradale e autostradale Anas.

La mattinata più critica quella sabato 2 agosto, quando Viabilità Italia prevede bollino nero con spostamenti dai grandi centri urbani verso le località di villeggiatura, di mare al sud e di montagna al nord e verso i confini di stato. Domenica 3 agosto, come era stato già per venerdì, bollino rosso. Nel pomeriggio e nella serata di domenica si concentreranno i rientri verso le grandi città di chi ha scelto il weekend breve.

Giubileo dei Giovani

In vista dell’incremento dei flussi di traffico verso la Capitale per il Giubileo dei Giovani 2025, il più grande appuntamento dell’Anno Santo iniziato lo scorso 28 luglio e in programma fino al 3 agosto, che prevede un’ampia partecipazione di ragazzi e ragazze provenienti da tutto il mondo, Anas ha intensificato i servizi di sorveglianza e pronto intervento sulle tratte stradali e autostradali di competenza interessate dall’evento. Nei giorni 1, 2 e 3 agosto la società potenzierà i presìdi operativi lungo le autostrade del Grande Raccordo Anulare e della A91 “Roma-Fiumicino”, in corrispondenza della Fiera di Roma, dove sono alloggiati circa 25mila giovani, e delle diramazioni verso le aree di sosta degli autobus identificate dal Comune di Roma all’interno dell’area urbana.

I PMV-pannelli a Messaggio Variabile del Grande Raccordo Anulare saranno aggiornati con le indicazioni per facilitare il percorso degli autobus.
L’obiettivo è agevolare anche il traffico turistico che nell’area romana potrebbe sovrapporsi al flusso dei pellegrini.

Le strade più transitate

Gli itinerari interessati saranno in direzione sud le principali direttrici verso le località di villeggiatura, in particolare lungo le dorsali adriatica, tirrenica e jonica, e lungo i valichi di confine in direzione di Francia, Slovenia e Croazia.

L’intensificazione della circolazione potrà riguardare i principali itinerari turistici: la A2 “Autostrada del Mediterraneo” che attraversa Campania, Basilicata e Calabria; le statali 106 Jonica e 18 Tirrena Inferiore in Calabria; le Autostrade A19 Palermo-Catania e A29 Palermo-Mazara del Vallo in Sicilia; la statale 131 Carlo Felice in Sardegna; la statale 148 Pontina nel Lazio, arteria particolarmente trafficata che insieme alla statale 7 “Appia” assicura i collegamenti tra Roma e le località turistiche del basso Lazio; l’Itinerario E45 (SS675 e SS3 bis) che interessa Umbria, Toscana, Emilia Romagna e collega il nord est con il centro Italia; le direttrici SS1 Aurelia (Lazio, Toscana e Liguria), SS16 Adriatica (Puglia, Molise, Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto).
Al nord i Raccordi Autostradali RA13 ed RA14 in Friuli-Venezia Giulia verso i valichi di confine, la statale 36 del Lago di Como e dello Spluga in Lombardia, la statale 45 di Val Trebbia in Liguria, la statale 26 della Valle D’Aosta e la statale 309 Romea tra Emilia-Romagna e Veneto e la statale 51 di Alemagna in Veneto.

Il divieto di transito dei veicoli pesanti è in vigore oggi, venerdì 1° agosto, dalle 16.00 alle 22.00, domani, sabato 2 agosto, dalle 8.00 alle 22.00 e domenica 3 agosto dalle 7.00 alle 22.00.

Ridotti i cantieri Anas

In vista del grande aumento dei flussi Anas ha potenziato l’impegno del personale su tutto il territorio nazionale e ha ridimensionato la presenza dei cantieri.

“Siamo impegnati a garantire una circolazione fluida e scorrevole – ha spiegato l’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme -. Fino all’8 settembre saranno chiusi o sospesi 1348 cantieri, circa l’81% di quelli attivi (1672). Per agevolare i flussi di traffico già dal 1° luglio sono stati chiusi 98 cantieri inamovibili pari a circa 680 km di strada. In base al nostro piano esodo sono operativi 2.500 addetti con il presidio delle squadre Anas h24 per monitorare la rete e intervenire subito in caso di emergenza. Con il MIT e le Forze dell’Ordine da sempre siamo in prima linea per tutelare la sicurezza stradale dei cittadini. Con il nostro lavoro – sottolinea l’ad Gemme – vogliamo assicurare a chi si mette in viaggio vacanze serene con la raccomandazione per tutti di avere sempre comportamenti corretti al volante come ricordiamo nella nostra campagna ‘Quando sei alla guida tutto può aspettare’”.

La presenza su strada di Anas è di circa 2.500 risorse in turnazione, costituite da personale tecnico e di esercizio oltre al personale delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale, per assicurare il monitoraggio del traffico in tempo reale h 24.

Per la situazione dei cantieri inamovibili Anas invita i viaggiatori a consultare prima di partire la pagina Esodo estivo del sito stradeanas.it (link https://www.stradeanas.it/it/esodoestivo).

Anas ricorda che il calendario dei bollini per l’estate è disponibile sul sito di Anas (https://www.stradeanas.it/it/esodoestivo) e su quello di Viabilità Italia (https://www.poliziadistato.it/articolo/28345).

Consigli Anas per un viaggio sicuro

Anas fornisce alcuni consigli per chi di mette in viaggio, in particolare in questi giorni.
Dotarsi di generi di prima necessità e di una scorta d’acqua per evitare disidratazione durante il viaggio, soprattutto nei giorni in cui è previsto grande caldo
Controllare il veicolo, in particolare pressione degli pneumatici, efficienza delle luci, livelli di olio e acqua
Consultare il meteo e il calendario dei giorni critici, quando i tempi di percorrenza potranno essere maggiori della norma, valutando eventuali percorsi alternativi
Non assumere sostanze alcoliche o droghe prima o durante la guida
Tutti i passeggeri e il guidatore, senza eccezioni, devono indossare la cintura e assicurare i bambini nei seggiolini o negli adattatori (fino a 1,50 metri di altezza)
Rispettare i limiti di velocità e tenersi sempre sulla corsia libera a destra mantenendo la distanza di sicurezza
In caso di stanchezza o sensazione di sonno fermarsi subito, in sicurezza nelle aree di servizio, per riposarsi e recuperare le energie
Non distrarsi mai alla guida. Sono tre i tipi di distrazione da evitare quando si conduce un veicolo: distrazione visiva, non guardare la strada; distrazione cognitiva, non porre attenzione alla guida; distrazione manuale, avere le mani impegnate sul volante.

Ryanair: pronti a raddoppiare l’investimento su Perugia se la Regione paga la tassa d’imbarco

Ryanair è pronta a raddoppiare l’investimento sull’aeroporto Sam Francesco d’Assisi se la Regione Umbria si farà carico della tassa d’imbarco sui voli in partenza, come già fatto da Friuli Venezia Giulia e Abruzzo. Questa la proposta che la compagnia low cost irlandese, con il proprio chief commercial officer, Jason McGuinness, arrivato per la volta in Umbria, ha fatto alla presidente Stefania Proietti.

La tassa, di circa 6,50 euro per ciascun passeggero in partenza (ma con la divisione in caso di più scali sul territorio nazionale) è ufficialmente chiamata “addizionale comunale sui diritti d’imbarco”, ma ad incassarla è lo Stato. Una tassa che Ryanair sta chiedendo all’Italia di eliminare, perché frenerebbe il traffico aereo in partenza dal Belpaese.

In cambio, Ryanair è pronta a raddoppiare posti di lavoro, voli e, potenzialmente, passeggeri sullo scalo umbro. Portando a 20 le rotte (con un rafforzamento delle 5 principali), puntando a trasportare 800mila passeggeri, il doppio degli attuali 400mila. Così come raddoppierebbero i posti di lavoro allo scalo umbro, portandoli a complessivi 600.

“Una proposta che ci è arrivata sul tavolo da parte di Ryanair e che stiamo valutando” la posizione di Proietti. Che ha dato appuntamento al prossimo ottobre, quando la Regione, Sase (presente il direttore Antonello Marcucci) ed i soci (alla conferenza stampa ha partecipato l’amministratore di Sviluppumbria, Luca Ferrucci) avranno calcolato l’ammontare dello sforzo economico richiesto ed i benefici in termini di incoming turistico.