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Autore: Matteo Savino

Terremoto a Massa Martana, in corso sopralluoghi negli edifici

Sono in corso verifiche agli edifici nella zona di Massa Martana dove sabato notte, alle 23.11, si è registrata una scossa di terremoto di magnitudo 3.8 avvertita in tutta l’Umbria centro-meridionale.

Secondo quanto comunicato dall’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) il sisma ha avuto origine a una profondità profondità di 8 chilometri.

A Massa Martana le persone sono scese in strada. Attivato il centro regionale della Protezione civile.

I vigili del fuoco e i tecnici comunali stanno effettuando sopralluoghi negli edifici, a cominciare da quelli pubblici.

Nella notte, dopo una prima ricognizione, sono state segnalati solo lievi danni in due abitazioni. Ma soltanto gli accertamenti approfonditi delle prossime ore potranno dire quali effetti ha avuto la scossa sismica.

Riparata la condotta che porta il gpl a Isola Maggiore

Riparata nella serata di martedì dai tecnici della ditta Olivi Gas la falla alla condotta riportata in superficie e rimessa sul fondale del lago Trasimeno dai vigili del fuoco, con il supporto dei sommozzatori arrivati da Firenze.

Il guasto aveva interessato la condotta che dallo stoccaggio di Tuoro porta il gpl a Isola Maggiore.

Le squadre dei vigili del fuoco, con il supporto del nucleo sommozzatori proveniente dal Comando di Firenze, hanno individuato e riportato in superficie il tratto di condotta danneggiato tramite l’impiego di palloni aerostatici. Una volta emersa la tubazione, i tecnici della ditta Olivi Gas hanno provveduto a riparare la perdita.

Successivamente, congiuntamente ai vigili del fuoco, sono state effettuate le prove di tenuta con strumenti campali, al termine delle quali la condotta è stata nuovamente adagiata sul fondale.

In via precauzionale, le utenze dell’Isola Maggiore restano al momento interdette e permane il divieto di navigazione nell’area interessata. Nella giornata di domani, con la luce del giorno, saranno eseguite ulteriori verifiche tecniche: in caso di esito positivo, la situazione potrà tornare alla normalità.
Presenti sul posto anche i carabinieri, la polizia locale, i tecnici ARPA Umbria e il sindaco di Tuoro.

Fuga di gas gpl dalle acque del lago Trasimeno

A dare l’allarme sono stati alcuni residenti, che hanno visto l’acqua ribollire e sentito l’odore del gas. Sul posto, a Tuoro, sono intervenuti i vigili del fuoco del Comando di Perugia, che hanno effettivamente riscontrato la falla nella condotta sottomarina che collega Tuoro, sede di tre serbatoi di stoccaggio, all’Isola Maggiore e serve per l’approvvigionamento energetico dell’isola.

La falla è al momento circoscritta in un unico punto, identificabile in superficie dal ribollio dell’acqua e dal caratteristico odore di gas. Sul posto operano i vigili del fuoco insieme ai tecnici specializzati della ditta Olivi Gas, proprietaria della condotta.

E’ arrivato il personale del nucleo sommozzatori provenienti dal Comando di Firenze. Il loro compito è quello di localizzare e recuperare il tratto di tubazione danneggiato, liberandolo dai pesi di zavorra che la ancorano al fondo. A quel punto, i tecnici della società potranno procedere alle necessarie operazioni di riparazione e sostituzione. Al termine degli interventi, la condotta sarà sottoposta a test di tenuta per verificarne la sicurezza.
Per supportare le operazioni, è stato anche mobilitato il personale fluviale del Comando dei vigili del fuoco di Perugia. Le operazioni di soccorso sono coordinate da un funzionario del Comando presente sul posto.

A titolo precauzionale, la navigazione nell’area del lago interessata dall’incidente è stata temporaneamente interdetta. Il divieto, in vigore fino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza, riguarda sia i battelli di linea diretti all’Isola Maggiore che le imbarcazioni private. Non sono state ordinate evacuazioni sull’isola.

Maltempo, torrente esonda e allagamenti. Le immagini dall’elicottero

Si è lavorato tutto il giorno per cercare di ripristinare l’argine del torrente esondato, a seguito delle abbondanti piogge, in località San Lorenzo, nel territorio comunale di Montefalco.

Intorno alle 5 di giovedì l’acqua ha sfondato un argine, raggiungendo le abitazioni limitrofe e provocando allagamenti fino a circa 50 centimetri in alcuni edifici.

I vigili del fuoco, con l’impiego di idrovore e motopompe, hanno operato per allontanare l’acqua e riportare la situazione alla normalità.

Ulteriori criticità si sono registrate nel comune di Castel Ritaldi, dove i torrenti Ruiggiano e Tatarena hanno esondato, allagando alcune abitazioni. Sul posto sta operando una squadra dei Vigili del fuoco di Spoleto, impegnata con idrovore e motopompe. Nella stessa zona, un’autovettura rimasta bloccata è stata rimossa con il carroattrezzi, mentre un altro veicolo è tuttora fermo in via La Penna, dove sta intervenendo un’altra squadra per il recupero.

Un ulteriore intervento è in corso in località Fratta, dove una squadra fluviale dei vigili del fuoco è impegnata per fronteggiare l’allagamento di alcuni capannoni.

A Terni la prima edizione del Memorial Mirko Giansanti

Due giorni all’insegna del motosport, del ricorso e dell’orgoglio ternano, sabato 13 e domenica 14 settembre, in occasione della prima edizione del Memorial Mirko Giansanti. Una manifestazione ideata dal Club Moto d’Epoca Remo Venturi di Spoleto in collaborazione con Endas e con il Comune di Terni, in occasione di quello che sarebbe stato il compleanno dello sfortunato campione ternano, morto di malattia a soli 46 anni.

Paolo Maggi, ideatore dell’iniziativa, l’ha proposta alla famiglia Giansanti, che ne è stata entusiasta. Alla presentazione, che si è svolta nella Sala Consiliare di Palazzo Spada, c’era il papà di Mirko, Fosco Giansanti, visibilmente commosso, così come i familiari e gli amici.

La premiazione

Insieme a Fosco Giansanti, sono stati premiati Filippo Conti, amico di Mirko con cui ha condiviso l’esperienza alTeam GYTR in WorldSBK; Romina Dionisi, prima donna ternana pilota che ha partecipato a competizioni internazionali di enduro e cross; Tommaso Montanari, che ha annunciato la suq quarta partecipazione alla Dakar; Luca Agostinelli, giovane pilota della Red Bull Rookies Cup. Non ha invece potuto partecipare alle cerimonia Danilo Petrucci, ternano impegnato nel campionato Superbike.

I soggetti promotori e coinvolti

Commossi anche quanti sono intervenuti per illustrare il programma della manifestazione e le finalità. Paolo Massarini, presidente del Moto Club Remo Venturi; il vicepresidente del CONI Umbria Fabio Moscatelli; il presidente della sezione ternana dell’associazione Atleti Azzurri d’Italia Moreno De Piccoli; il presidente del comitato regionale Endas Carla Carnevali.

Il programma

Sarà un weekend all’insegna dei motori. Si inizierà sabato 13 con l’esposizione in piazza Europa delle moto appartenute a Mirko Giansanti. Domenica 14 settembre, dalle ore 9, dopo la parata dei campioni ternani e non (saranno presenti, con Fosco Giansanti, anche i familiari di Libero Liberati), al ciclopattinodromo ‘Perona’ si terranno le sessioni in pista, suddivise per categoria e cilindrata.

Camion contro un’auto sulla E45, muore bimba di 8 anni

Incidente drammatico sulla E45, in località Resina, a Perugia, costato la vita ad una bambina di 8 anni. L’auto su cui viaggiava insieme ai genitori e alle sorella di 14 anni ha stata travolta da un camion. L’incidente si è verificato intorno alle 12.30.

Per la piccola non c’è stato nulla da fare. I familiari sono stati affidati alle cure del personale sanitario del 118 e trasportate in ospedale a Perugia. Il più grave è il padre, ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Perugia. L’altra figlia e la moglie sono invece all’ospedale di Città di Castello.

Secondo quanto accertato, la loro auto è rimasta in panne, al rientro dalla vacanza, verso Ferrara. Sul posto è giunto un mezzo dell’Anas per prestare soccorso. Il camion, guidato da un autista di Città di Castello, è piombato sui due mezzi. La piccola, che era scesa dall’auto insieme al padre, è morta sul colpo.

La sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha espresso il cordoglio di tutta la cittadinanza di Perugia.

Per consentire le operazioni di soccorso la carreggiata nord della E45 è stata temporaneamente chiusa al traffico. Il transito è stato provvisoriamente deviato verso la viabilità adiacente, in direzione Sud allo svincolo di Pierantonio al km 95,900, mentre in direzione Nord allo svincolo di Resina al km 87,600.

Il personale Anas e le forze dell’ordine (che hanno effettuato i rilievi) sono intervenuti per la gestione della viabilità e per ripristinare la circolazione nel più breve tempo possibile.

Anas ha poi comunicato dopo le 16 che la circolazione è stata ripristinata in entrambi i sensi di marcia (notizia aggiornata alle ore 16.30).

Incidente con tre feriti, l’A1 chiusa in direzione nord per consentire i soccorsi

E’ rimasta temporaneamente chiusa l’autostrada A1, in direzione nord tra Attigliano e Orvieto, per un grave incidente che ha coinvolto un furgone sul quale viaggiavano tre persone, che si è ribaltato.

L’autista del furgone è stato trasportato in elisoccorso all’ospedale di Terni.

L’incidente si è verificato intorno alle 9 di oggi, martedì 9 settembre. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Amelia, la polizia stradale e le ambulanze del 118.

Una volta terminate le operazioni di soccorso e ripulita la sede stradale l’autostrada è stata riaperta anche in direzione nord.

Morti sul lavoro, a luglio Umbria ancora in “zona rossa”

Umbria in “zona rossa”, per incidenza di infortuni sul lavoro nel mese di luglio, insieme a Basilicata, Campania, Sicilia, Trentino-Alto Adige e Puglia. In zona arancione: Abruzzo, Liguria, Calabria, Veneto e Sardegna.

E’ quanto rileva l’Osservatorio Vega Engineering, che pone in “zona gialla” Piemonte, Valle d’Aosta, Toscana, Marche, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Lombardia. Solo Lazio e Molise sono in zona bianca.

I numeri di luglio

Sono state 607 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 437 in occasione di lavoro (3 in meno rispetto a luglio 2024) e 170 in itinere (33 in più rispetto a luglio 2024). Ancora alla Lombardia va la maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (64). Seguono: Campania (44), Veneto (43), Sicilia (36), Piemonte (33), Puglia (30), Emilia-Romagna, Lazio e Toscana (29), Liguria (13), Trentino-Alto Adige e Umbria (12), Abruzzo, Calabria, Marche e Sardegna (11), Basilicata (9), Friuli-Venezia Giulia (8), Molise e Valle d’Aosta (1). (Nel report allegato il numero delle morti in occasione di lavoro provincia per provincia).

Gli over 65 più colpiti

L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (per milione di occupati).

Nei primi sette mesi dell’anno, l’incidenza più elevata si registra nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (61,4) e in quella compresa tra i 55 e i 64 anni (29,1), seguita dalla fascia di lavoratori tra i 45 e i 54 anni (18,3).

Numericamente la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (155 su un totale di 437).

Le donne

In totale sono 54 le donne decedute nei primi sette mesi (+ 14,9 rispetto al 2024). In 25 hanno perso la vita in occasione di lavoro, mentre 29 in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro.

Lavoratori stranieri

Sono 131 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 607; 93 sono deceduti in occasione di lavoro e 38 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro risulta essere più che doppio rispetto a quello per gli italiani. Infatti, gli stranieri registrano 37,0 morti ogni milione di occupati, contro i 16,1 italiani.

I settori

Alla fine di luglio 2025 il settore più colpito è quello delle Costruzioni, con 67 decessi in occasione di lavoro, seguito da Attività Manifatturiere (59), Trasporti e Magazzinaggio (57) e Commercio (42).

Infortuni

Le denunce di infortunio totali diminuiscono ancora, seppur di poco, rispetto a luglio 2024. Dalle 350.823 a fine luglio 2024 passiamo alle 349.444 di quest’anno (-0,4%).

Anche alla fine dei primi sette mesi del 2025 il più elevato numero di denunce totali arriva dalle Attività Manifatturiere (41.109). Seguono: Costruzioni (21.921), Sanità (20.897), Commercio (19.125) e Trasporto e Magazzinaggio (18.952).

Le denunce di infortunio delle lavoratrici a luglio 2025 sono state 125.508 (98.446 delle quali in occasione di lavoro), mentre sono 223.936 le denunce totali degli uomini (194.878 in occasione di lavoro).

Le denunce dei lavoratori stranieri sono 73.505 su 349.444 (circa 1 su 5), mentre si registrano 61.832 denunce dei lavoratori stranieri in occasione di lavoro su un totale di 293.324 (ancora circa 1 su 5).

In Umbria

In Umbria a luglio sono state 12 le vittime sul lavoro. Con un’incidenza sugli occupati di 32.2 che la pone al secondo posto di questa classifica della pericolosità.

Nella provincia di Terni, dove lavorano 89.730 addetti, si sono registrati 3 incidenti mortali, con un’incidenza di 33.4, il 14esimo risultato peggiore in Italia.

Poco sotto si colloca la provincia di Perugia, con 9 vittime su 283.327 addetti ed un’incidenza di 31.8.

Irregolarità in cantiere, Fillea Cgil: azione capillare contro le pratiche distorsive

Invoca “un’azione capillare contro le pratiche distorsive” la Fillea Cgil dell’Umbria dopo il blitz dei carabinieri del Nucleo ispettorato del Lavoro di Perugia a Ponte San Giovanni, con lavoratori impiegati in nero, violazioni in materia di salute e sicurezza ed elementi di caporalato.

Fillea Cgil ricorda di aver denunciato da tempo simili irregolarità: “I fatti emersi non sono che la parte più visibile di un fenomeno esteso e radicato. Un sistema che incancrenisce il sistema produttivo e che vive di sfruttamento, concorrenza al ribasso e illegalità”.

Aggiungendo: “Dove c’è lavoro irregolare c’è svilimento della professionalità, mancanza di tutele e rischio concreto di incidenti. Si tratta di una forma di concorrenza sleale che alimenta l’evasione, penalizza le imprese virtuose e produce conseguenze dannose per chi lavora e per l’intero tessuto sociale”.

Scrive ancora Fillea Cgil: “In Umbria, come nel resto del Paese, la congruità della manodopera ha permesso di generare effetti positivi sia in termini di qualità del lavoro che di occupazione nel settore, ma si stratta di interventi che hanno bisogno di essere sostenuti e normalizzati nel lungo periodo. Per questo è necessario rafforzare i controlli sulla trasparenza delle imprese, sulla qualità del lavoro, incentivare l’intero sistema della prevenzione e della formazione, ma per farlo serve un’azione diffusa e capillare in grado di frenare le pratiche distorsive e costruire un modello di sviluppo in grado di essere sostenibile e più giusto”.

Amministrazione penitenziaria, operativo il nuovo Provveditorato Umbria – Marche con sede a Perugia

Con la pubblicazione nel Bollettino ufficiale del ministero della Giustizia è diventato operativo il nuovo Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria di Umbria e Marche, con sede a Perugia. Un provvedimento molto atteso, perché dal precedente accorpamento con la Toscana i penitenziari umbri sono risultati molto penalizzati, come denunciato in più occasioni anche dai sindacati di polizia penitenziaria.

Un risultato salutato con favore da tutte le forze politiche.

Dalla precedente amministrazione di centrodestra, che per questo si era battuta, con l’ex presidente Tesei che, attraverso l’on. Marchetti, aveva più volte sollecitato il Governo in tal senso. “Con questo atto si chiude la stagione dei maxi-provveditorati voluti dalla sinistra, che hanno penalizzato territori come il nostro” commentano la stessa Tesei e il capogruppo della Lega, Melasecche.

E dall’attuale maggioranza di centrosinistra, con la presidente Proietti, che ricorda le conseguenze negative dell’accorpamento dei Provveditorati a Firenze avvenuto nel 2017 ed auspica che questa nuova organizzazione possa contribuire a risolvere i problemi dei quattro carceri umbri, per i detenuti e per chi ci lavora.

L’assessore Barcaioli guarda oltre: “Con il Provveditorato finalmente operativo, il vero banco di prova sarà la capacità di trasformare la gestione delle carceri in una politica di umanità. Ora serve un cambio di approccio da parte di chi finora ha limitato la propria visione a sorvegliare e punire. È fondamentale garantire percorsi di reinserimento e supporto a chi ha commesso un crimine, se davvero vogliamo abbattere la recidiva”. E ancora: “Serve andare oltre il sovraffollamento delle strutture, aumentare il personale oggi insufficiente e superare l’approccio punitivo voluto dal decreto sicurezza. Sono necessarie strutture adeguate e strumenti efficaci per tutelare la salute mentale, garantire la sicurezza e favorire le opportunità di recupero per chi vive in carcere. Senza questo, il Provveditorato rischia di restare un esercizio burocratico senza effetto reale”.