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Autore: Matteo Savino

Umbria, boom di lavoratori over 50 nel settore privato

Terni è la seconda provincia in Italia dove più alta è l’età media dei lavoratori dipendenti nel settore privato: 43,61 anni. Dietro solo (e di poco) alla provincia di Potenza.

Con 20.513 dipendenti che hanno più di 50 anni, pari al 37,4% di coloro che sono ricevono una busta paga da imprese private presenti nella provincia di Terni.

La media italiana – secondo l’elaborazione fatta dall’Ufficio studi della Cgia su dati Inps – è di 41,91 anni di età, con il 32,7% degli over 50.

Ad abbassare un po’ l’età media dei dipendenti del settore privato in Umbria c’è il dato della provincia di Perugia: 42,23 anni. Con il 33,1% del totale dei dipendenti che ha più di 50 anni.

L’Umbria è comunque sul podio delle regioni per anzianità dei lavoratori dipendenti del settore privato: sul totale di 236.820 gli over 50 sono 80.650 (pari al 34,1%) con un’età media di 42,55. Un’età più alta si trova solo in Basilicata e in Molise.

Un dato, quello umbro, a cui contribuiscono vari fattori. L’elevata età media della popolazione (anche se la Liguria, ad esempio, presenta una situazione diversa). L’elevata incidenza dell’impiego pubblico sul totale. Ed anche la cosiddetta fuga dei cervelli, con i giovani che spesso lasciano la regione perché attratti dal lavoro nelle grandi imprese (non solo per una questione di salario, ma di aspettative di carriera, riduzione del rischio e qualità delle opportunità percepite) che hanno sede fuori dai confini regionali e spesso nazionali.

ELES dopo lo sciopero difende il suo modello: l’accordo integrativo azienda non è obbligatorio

L’accordo integrativo aziendale non costituisce un obbligo giuridico, ma una facoltà. Il giorno dopo lo sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali territoriali Fiom Cgil e Fim Cisl, con un’adesione che secondo l’azienda è stata del 30%, ELES Semiconductor Equipment S.p.A difende il modello di gestione del lavoro adottato negli ultimi anni, “fondato su accordi trasparenti e oggettivi, che ha consentito di rispondere in modo concreto e misurabile alle diverse esigenze delle persone, in particolare in materia di smart working, conciliazione vita-lavoro, situazioni di cura e distanza dal luogo di lavoro. Tali strumenti hanno coinvolto la totalità dei lavoratori aventi diritto e sono stati adottati nel pieno rispetto della normativa vigente”.

L’azienda ricorda di aver scelto, anche alla luce dei cambiamenti organizzativi e di mercato, di privilegiare “strumenti flessibili, sostenibili e coerenti con un’organizzazione ad alta specializzazione tecnologica, evitando soluzioni standardizzate che non riflettano le reali differenze di ruoli, competenze e responsabilità”.

“I risultati economici conseguiti, i continui investimenti in innovazione, le iniziative ESG intraprese e l’ottenimento della certificazione per la parità di genere UNI PdR 125/2022 – scrive l’azienda – testimoniano un impegno concreto, misurabile e verificabile nel tempo nella promozione dell’inclusione, delle pari opportunità e della valorizzazione delle persone. La certificazione, UNI PdR 125/2022, rilasciata da un ente terzo indipendente, attesta l’adozione di politiche, processi e pratiche organizzative conformi ai più avanzati standard nazionali in materia di equità, inclusione e prevenzione di ogni forma di discriminazione”.

Dicendosi sempre disponibile al confronto, “purché basato su dati, fatti e rispetto reciproco, e ribadisce che ogni forma di dialogo non può prescindere dalla tutela dell’interesse aziendale, della pluralità delle persone che vi lavorano e della sostenibilità nel medio-lungo periodo”.

“ELES – termina la nota – continuerà a operare con responsabilità, trasparenza e coerenza, garantendo un ambiente di lavoro fondato sul merito, sul rispetto delle persone e sulla libertà di scelta”.

Rissa tra giovanissimi, oltre alle bottiglie usata un’accetta

Mercoledì pomeriggio, a seguito di chiamata al Numero Unico di Emergenza, il personale della Polizia di Stato di Assisi è intervenuto presso la stazione ferroviaria di Bastia Umbra per la segnalazione di una rissa in atto, a seguito della quale sono stati denunciati

Quattro giovani – tre minorenni e un maggiorenne – sono stati denunciati dalla polizia di Stato di Assisi per la violenta rissa avvenuta nei pressi della stazione ferroviaria di Bastia Umbra, mercoledì pomeriggio.

Rissa degenerata quando sono spuntate bottiglie usate come arma e anche un’accetta. Un testimone ha riferito ai poliziotti che un soggetto aveva colpito due ragazzi con un oggetto contundente, simile ad un’accetta, utilizzando la parte del manico, scatenando una colluttazione che vedeva coinvolti oltre alle due vittime, altri due giovani.

Alcuni dei giovani coinvolti sono rimasti feriti e sono stati mediati in ospedale.

Grazie agli approfondimenti degli operatori del Commissariato e agli elementi acquisiti dai testimoni, oltre a quelli rilevati dalla visione delle immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza, i poliziotti sono riusciti ad identificare i quattro partecipanti alla rissa e a ricostruire la dinamica dell’accaduto.

L’episodio, infatti, sarebbe collegato a contrasti avvenuti in precedenza, all’interno di un locale di pubblico spettacolo della zona, tra i giovani coinvolti. Per questi motivi, tutti e quattro i soggetti sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per il reato di rissa aggravata.

I poliziotti hanno in seguito rinvenuto anche l’accetta utilizzata durante l’aggressione, poi sottoposta a sequestro.

Sono in atto approfondimenti in relazione all’adozione di eventuali misure di prevenzione.

Un episodio che si è verificato nei giorni in cui l’Italia è scossa per la morte di un 18enne accoltellato a scuola. E la politica si divide sulle norme, contenute nel dl sicurezza, tese a contrastare il fenomeno delle baby gang e dei giovanissimi che vanno in giro armati di coltelli.

Maltempo in Umbria | Vento nell’Orvietano, nevicate sull’Appennino

Arrivato il maltempo in Umbria, dove era stata diramata dalla protezione civile un’allerta gialla.

Numerosi interventi dei vigili del fuoco nel territorio orvietano per il forte vento. Dalla mattinata i vigili del fuoco di Orvieto sono stati impegnati in una serie di interventi dovuti alle avverse condizioni meteorologiche. Diversi recuperi di autovetture – tra cui anche quello di un’ambulanza – e la rimozione di alberi caduti. Un albero in località Buinviaggio, che ha interrotto completamente la circolazione sulla strada che da Orvieto conduce in direzione Viterbo, poco prima del bivio per Torre San Severo–Porano.

Sul versante opposto dell’Umbria, al confine con le Marche, i disagi sono stati invece provocati dalle intense nevicate, in particolare nella zona tra Fossato di Vico e Fabriano, con disagi per la viabilità.

Si traveste da uomo per rubare l’incasso di tutto il locale in cui lavora

Si è travestita da uomo ed ha sfondato il parabrezza dell’auto del titolare del ristorante in cui lavorava, per rubare la borsa con l’incasso. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Città della Pieve hanno denunciato, in stato di libertà, la cameriera.

Il titolare del locale ha chiamato il 112, segnalando che un soggetto stava colpendo a martellate il parabrezza della propria autovettura parcheggiata nei pressi del locale e, dopo averlo sfondato, si allontanava a piedi.

I militari in tempi brevi giungevano sul posto ed apprendevano dal richiedente che il danneggiamento del parabrezza della costosa autovettura, era servito al ladro per penetrare all’interno dell’abitacolo ed appropriarsi di una borsa nascosta sotto il sedile, dove erano custodite alcune migliaia di euro, frutto dell’incasso dell’attività commerciale, relativo all’intero periodo natalizio, non ancora versato in banca in ragione delle festività.

Durante i primi accertamenti i militari repertavano una serie di tracce di sangue, evidentemente lasciate dal ladro, ed acquisivano i video dal sistema di sorveglianza presente sul parcheggio. Dalle immagini notavano un soggetto goffo con in mano un martello da carpentiere, vestito da uomo, ma con fattezze e forme femminili. Nonostante la persona indossasse un cappuccio che impediva di osservarne il volto, gli operanti iniziavano a sospettare di una dipendente del ristorante, già nota alle forze dell’ordine e che per l’appunto presentava le stesse caratteristiche fisiche del soggetto ritratto nei filmati.

In tempi brevi, sotto la direzione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Perugia, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile perquisivano la casa della sospettata, dove rinvenivano e sequestravano sostanza stupefacente del tipo cocaina, parte della refurtiva e tutti i capi di abbigliamento indossati dalla donna per perpetrare il furto.

Nel raccogliere la denuncia del commerciante, i carabinieri apprendevano come la dipendente, soltanto pochi mesi fa, fosse stata ripresa mentre occultava le mance destinate a tutti i dipendenti, ma allora fu deciso di soprassedere dando un’opportunità di ravvedimento alla colpevole.

La posizione dell’indagata è attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria.

Irpef, sigarette, benzina: i conti sulle tasche degli umbri

Anche gli umbri fanno i conti con la Legge di Bilancio 2026 da 22 miliardi di euro. In particolare i circa 113mila contribuenti che dal 2025 si sono visti aumentare dell’1,89% dalla Giunta regionale l’aliquota Irpef nello scaglione tra 28mila e 50mila euro di guadagni. Al netto di un contributo di 150 euro previsto per attenuare la misura.

Un aumento dell’aliquota che sarà più che annullato dalla Manovra del Governo nazionale, che per lo scaglione di reddito tra 28mila e 50mila euro taglia di 2 punti percentuali l’aliquota, che scende dal 35% al 33%.

In molti, poi, usufruiranno della tassazione agevolata, al 5%, sugli incrementi derivanti dai rinnovi contrattuali del settore privati, fino a 33mila euro di reddito.

I circa 200mila fumatori umbri pagheranno però 50 centesimi in più le sigarette il prossimo anno. Un incremento previsto al rialzo nei due anni successivi.

Cattive notizie anche per i possessori delle circa 230mila auto diesel presenti in Umbria: dal 2026 l’aliquota aumenterà di 4,05 centesimi al litro, arrivando a 0,6729 euro/litro. Stesso livello di accise per la benzina, che quindi avrà un ribasso, con un risparmio per i possessori delle circa 260mila auto che in Umbria sono alimentate dalla verde.

Melodie Gospel per gli 80 anni di Confartigianato Terni

Un successo che è andato ben oltre le aspettative quello registrato per il concerto di Mario Donatone & Bluesman Latino, evento organizzato da Confartigianato Imprese Terni in collaborazione con la Parrocchia di San Francesco e con il coordinamento organizzativo di Fabrizio Zampetti. Evento a cui hanno assistito oltre 700 persone nella Chiesa di San Francesco.

Un cast artistico di altissimo profilo

Il concerto, nato come anteprima del San Valentino Jazz 2026, è stato il momento culminante per festeggiare ufficialmente l’80° anniversario della fondazione di Confartigianato Terni. Sul palco, insieme alla maestria al pianoforte e alla voce di Mario Donatone, si è esibito un ensemble di straordinario talento che ha incantato la platea: le voci potenti e raffinate di Claudia Marss, Barbara Eramo, Giovanna Bosco e Isabella Del Principe, accompagnate dalla solidità ritmica e armonica di Angelo Cascarano (voce, chitarra), Marco Camboni (basso) e Francesco Calogiuri (batteria).

Eccellenza tecnica e produzione d’autore

Il pubblico ha potuto godere di una performance di rara qualità, supportata da una produzione tecnica di primo livello: molto curati i servizi audio, che hanno saputo valorizzare ogni sfumatura delle voci e degli strumenti nonostante la complessa acustica della chiesa. Il raffinato light design ha creato un’atmosfera suggestiva, trasformando la navata in un palcoscenico magico e solenne.
La perfetta sinergia tra la struttura di Confartigianato, la disponibilità della Parrocchia e l’esperienza di Fabrizio Zampetti ha permesso di gestire con fluidità un evento di grande musica e condivisione.

La soddisfazione del presidente Mauro Franceschini

“Non potevamo festeggiare i nostri primi 80 anni in modo migliore,” ha dichiarato il presidente di Confartigianato Terni, Mauro Franceschini. “Vedere oltre 700 persone riunite nella Chiesa di San Francesco dimostra quanto la nostra Associazione sia radicata nel cuore della città. La qualità artistica di Mario Donatone e di tutta la band è stata superba e gli aspetti tecnici, dall’audio alle luci, sono stati curati nei minimi dettagli per offrire un’esperienza di altissimo profilo. Un ringraziamento sentito alla Parrocchia di San Francesco per l’accoglienza e a Fabrizio Zampetti per il prezioso supporto organizzativo. Questo evento chiude un 2025 storico e ci proietta verso un 2026 che vedrà Confartigianato Terni ancora protagonista nella difesa delle imprese dei nostri territori, nella promozione dell’economia, delle tipicità artigianali, della cultura e dell’arte. A brevissimo il prossimo impegno con il San Valentino Jazz.”

L’iniziativa conferma la centralità di Confartigianato Terni come motore culturale del territorio, capace di promuovere l’eccellenza in tutte le sue forme.

Musei in Umbria, le aperture straordinarie del primo e 6 gennaio e quelli gratuiti il 4

Ci sono anche dieci siti culturali umbri nell’elenco di quelli che il primo gennaio saranno aperti, pubblicato dal Ministero della Cultura.

Si tratta del Tempietto del Clitunno di Campello, del Parco Archeologico e del Teatro Romano di Gubbio, del Palazzo Ducale di Gubbio, di Villa del Colle del Cardinale a Perugia, del Museo Paleontologico di Pietrafitta, del Castello Bufalini di Città di Castello, della Rocca Albornoz e del Museo del Ducato di Spoleto, del Museo Archeologico e del Teatro Romano di Spoleto, del Museo Archeologico di Orvieto, dell’Area Archeologica di Carsulae.

Aperture anche il 6 gennaio, giorno dell’Epifania.

Il 4 gennaio, prima domenica del mese, si rinnova l’appuntamento con la #domenicalmuseo, l’iniziativa del Ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese.

Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura, con accesso con prenotazione consigliata o obbligatoria, dove richiesta.

Qui l’elenco dei siti aperti e gratuiti in Umbria.

Cinghiali a Colfiorito, proposte e accuse tra danni e interessi economici

E’ scontro sulla gestione del Parco di Colfiorito e sugli effetti del proliferare, nell’area, dei cinghiali, che devastano le aree agricole della zona.

A lanciare un nuovo allarme è stata la Coldiretti, che ha segnalato il problema al Comune di Foligno con una lettera congiunta del presidente di Coldiretti Umbria, Albano Agabiti e della presidente di Coldiretti Perugia, Anna Chiacchierini, chiedendo un immediato intervento dell’Ente gestore “per fronteggiare una situazione ormai fuori controllo”.

Il presidente Agabiti ha evidenziato il danno economico, ma anche i problemi per la sicurezza legati al proliferare dei cinghiali.

Un allarme che è stato raccolta da Federcaccia Umbra, che punta l’indice contro quelle aree protette che, senza una corretta gestione, diventano “serbatoi” in cui i cinghiali si producono a dismisura.

“Il Parco di Colfiorito – afferma l’associazione venatoria – è l’esempio lampante di come l’assenza di una gestione venatoria e di controllo efficace all’interno delle aree protette crei un ‘effetto serbatoio’. Questi territori, nati per tutelare la biodiversità, si sono trasformati in bacini di riproduzione fuori controllo che poi ‘esportano’ danni incalcolabili alle aziende agricole vicine e pericoli costanti sulle strade”.

Federcaccia invita quindi alla sinergia tra cacciatori e agricoltori. E chiede alla Regione un cambio di passo nella gestione dei parchi. Avanzando tre proposte per la situazione specifica di Colfiorito.

Interventi coordinati: con un piano straordinario di prelievo all’interno dei parchi, utilizzando personale qualificato e cacciatori formati, “per abbattere drasticamente la densità della specie”.
Revisione dei regolamenti, per “superare i limiti che oggi rendono le aree protette zone di impunità per la fauna selvatica, a discapito dell’equilibrio ecologico”.
E un “Tavolo Tecnico Permanente, un coordinamento che veda seduti allo stesso tavolo Regione, Associazioni Agricole e Associazioni Venatorie per monitorare settimanalmente l’evoluzione della situazione a Colfiorito”.

La LAC Umbria (Lega Abolizione Caccia) parla di “grande inganno”. Ribadisce che è la caccia a far proliferare i cinghiali, perché “si destruttura il branco” uccidendo gli esemplari più grandi anziché i piccoli. Ed accusa cacciatori e agricoltori di voler far fronte comune perché allettati dal business legato alla filiera delle carni selvatiche.

Vertenza Unicoop, dopo lo sciopero lunedì confronto in Regione

Lunedì 22 dicembre incontro tra i vertici della Regione Umbria, sindacati e azienda, dopo lo sciopero di giovedì indetto dalle organizzazioni Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per contrastare il piano industriale presentato dalla neonata cooperativa, che prevede consistenti cessioni di punti vendita, esuberi e un forte ridimensionamento delle sedi amministrative.

Sciopero che ha avuto un’adesione molto alta. In Umbria, nel magazzino e nella sede amministrativa di Castiglione del Lago i sindacati parlano rispettivamente dell’80 e del 60% di astensione dal lavoro, mentre molti punti vendita del territorio regionale sono riusciti ad aprire solo con grandi difficoltà. Numerosi anche i lavoratori intervenuti al presidio promosso dalle organizzazioni sindacali e dalla Rsu davanti alla sede castiglionese di Unicoop Etruria.

Oltre ai rappresentanti sindacali di Filcams, Fisascat e Uiltucs e delle organizzazioni confederali regionali Cgil, Cisl e Uil, erano presenti anche vari rappresentati delle istituzioni locali e regionali, con i sindaci Matteo Burico (Castiglione del Lago), che già nei giorni e mesi scorsi aveva ribadito la sua vicinanza alla lotta dei lavoratori, Fausto Risini (Città della Pieve), Luca Dini (Paciano) e Sandro Pasquali (Passignano sul Trasimeno) – anche a dimostrazione della preoccupazione per le conseguenze socio-economiche che un ridimensionamento di un’impresa importante come Unicoop Etruria potrebbe avere in questo territorio –, e i consiglieri regionali Cristian Betti, Fabrizio Ricci e Nilo Arcudi.

“Senza neanche mettere in campo concreti tentativi di rilancio e investimento – spiegano le organizzazioni sindacali – dopo anni di inefficienze e scelte gestionali discutibili, da noi puntualmente contestate, ancora una volta si prova a scaricarne il costo sul personale dipendente: la grande partecipazione di oggi e l’attenzione espressa anche da molte istituzioni locali, testimonia che i lavoratori non lo accetteranno e andranno fino in fondo per ottenere risposte adeguate”. “Pretendiamo un impegno vero sul futuro della rete vendita – fanno sapere ancora i sindacati – con investimenti sulle strutture e sul lavoro, il mantenimento di funzioni e personale a Castiglione, prospettive chiare per l’insegna Superconti e soprattutto tutela occupazionale per tutte e tutti, con adeguate garanzie sul fronte economico, normativo e contrattuale in caso di cessioni a terzi”.

Per la sede amministrativa di Castiglione del Lago, in particolare, i sindacati chiedono che le siano affidate precise funzioni e il mantenimento di un numero importante di lavoratori, anche con l’attivazione dello smart working per dialogare a distanza con la sede di Vignale. “Eventuali esuberi – aggiungono i sindacati – possono essere ricollocati nel magazzino di Castiglione del Lago che, come ci ha comunicato la cooperativa, sarà oggetto a un forte investimento e di una reinternalizzazione di quei reparti che dieci anni fa furono spostati a Terni. Fermando immediatamente ogni forma di esternalizzazione. Per la rete vendita della provincia di Perugia si parla della chiusura di sei negozi che contano circa 40 dipendenti: chiediamo la ricollocazione nei negozi limitrofi che sono attualmente sotto organico”.