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Autore: Matteo Savino

Ecco gli emolumenti delle tre squadre umbre di Serie C

Emolumenti, premi e diritti immagine per la stagione 2025-26. Ecco, nei documenti ufficiali depositati in Lega Pro, quanto costa la gestione di un club di Serie C nel calcio. Costi a cui si aggiungono, ovviamente, quelli per trasferte e altre attività, oltre a quelli di gestione delle strutture del club.

In Umbria, tra le tre squadre iscritte al Campionato di Serie C Girone B, è la Ternana ad avere i costi più alti, sfiorando gli 8,7 milioni di euro. E’ la quarta cifra più alta tra tutti i club di C dei tre gironi.

Alti anche i costi per il Perugia: più di 4,6 milioni di euro. Il Gubbio supera invece di poco i 2 milioni.

Spese non sempre in linea con i risultati sportivi. Nel Girone B, quello delle umbre, la Ternana senza la penalizzazione per i tardivi pagamenti sarebbe al quarto posto. E l’Arezzo, primo in classifica, ha la seconda spesa maggiore. Il Gubbio vede un certo allineamento tra classifica di spesa e di punti conquistati. Non il Perugia, che ha la quarta spesa più alta, ma occupa la quartultima posizione (oltre al Rimini escluso).

Catania – 14.210.854 €
Benevento – 10.867.445 €
Salernitana – 10.692.159 €
Ternana – 8.695.511 €
Arezzo – 8.111.057 €
Trapani – 6.825.799 €
Union Brescia – 6.569.545 €
L.R. Vicenza – 6.544.353 €
Ascoli – 5.552.998 €
Triestina – 5.183.516 €
Crotone – 5.167.245 €
Cosenza – 4.994.207 €
Ravenna – 4.657.395 €
Perugia – 4.603.902 €
Cittadella – 4.503.888 €
Novara – 4.103.536 €
Potenza – 4.036.554 €
Campobasso – 3.906.446 €
Lecco – 3.824.153 €
Guidonia Montecelio – 3.410.989 €
Casarano – 3.345.197 €
Sorrento – 3.144.740 €
Torres – 3.159.661 €
Casertana – 3.068.781 €
Monopoli – 3.048.770 €
Audace Cerignola – 3.686.510 €
Foggia – 2.744.472 €
Vis Pesaro – 2.693.084 €
Livorno – 2.595.452 €
Giugliano – 2.251.858 €
Lumezzane – 2.320.481 €
Siracusa – 2.328.194 €
AlbinoLeffe – 2.441.002 €
Dolomiti Bellunesi – 2.088.368 €
Gubbio – 2.065.561 €
Latina – 2.005.635 €
Pineto – 1.998.750 €
Cavese – 1.957.083 €
Pro Patria – 1.866.771 €
Sambenedettese – 1.803.257 €
Team Altamura – 1.773.406 €
Alcione Milano – 1.676.685 €
Renate – 1.656.687 €
Forlì – 1.317.126 €
Pergolettese – 1.280.164 €
AZ Picerno – 1.299.032 €
Arzignano Valchiampo – 1.242.928 €
Pianese – 1.193.182 €
Bra – 1.101.209 €
Pontedera – 1.066.781 €
Giana Erminio – 946.858 €
Carpi – 879.087 €
Virtus Verona – 791.797 €
Ospitaletto – 664.055 €

Tir a fuoco, esplosioni e Raccordo chiuso per ore e traffico in tilt

Erano passate da poco le 6 di questa mattina, mercoledì, quando lingue di fuoco ed esplosioni sono state avvertita all’inizio del viadotto del Raccordo autostradale Perugia – Bettolle, a Ponte San Giovanni.

A fuoco un mezzo pesante che trasportava materiali edili, andato completamente distrutto nel viadotto Volumini, poco dopo la galleria, in direzione Roma.

Il conducente fortunatamente è rimasto illeso.

Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti il personale Anas e la polizia di Stato. Il Raccordo autostradale è chiuso per più di due ore, con conseguenze per il traffico, in particolare a Ponte San Giovanni.

Morti sul lavoro, i dati in Umbria e il confronto con il resto d’Italia

Nel corso del 2025 sono state 17 le vittime sul lavoro in Umbria su un su circa 373mila lavoratori ufficiali. Con un’incidenza di 46.5 che è la terza peggiore in Italia.

La situazione più grave nell’ultimo anno si è registrata nella provincia di Perugia, che con 13 decessi su 283.327 lavoratori ha un’incidenza di 45.9. In zona rossa anche la provincia di Terni, che con 4 decessi su poco meno di 90mila lavoratori ha un’incidenza di 44.6.

I dati nazionali

Sono i dati dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, che nel 2025 conta 1.093 infortuni mortali totali: 798 in occasione di lavoro e 295 in itinere. La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (112). Seguono: Campania (80), Veneto (76), Emilia-Romagna e Piemonte (65), Sicilia (64), Lazio (60), Puglia (58), Toscana (50), Marche (27), Liguria (26), Calabria (21), Sardegna (18), Umbria e Trentino-Alto Adige (17), Abruzzo (16), Basilicata (12), Friuli-Venezia Giulia (10), Molise (3) e Valle d’Aosta (1).

Il settore più colpito è quello delle costruzioni, con 148 decessi in occasione di lavoro; seguito da attività manifatturiere (117), trasporti e magazzinaggio (110) e commercio (68).

Incidenti stradali, due vittime umbre | Così sono morti Giulio e Marco

Due vittime umbre, nella giornata di sabato, per altrettanti incidenti stradali. Si tratta del 22enne Giulio Carlaccini, di Amelia, dipendente della Molini Popolari Riunioni di Umbertide, e del 39enne Marco Settimi, guardia giurata, di Giove.

Il primo incidente si è verificato lungo la E45 tra le uscite di Promano e Città di Castello. Il giovane, che stava tornando a casa dopo il turno di lavoro, era alla guida dell’utilitaria che si è scontrata contro un mezzo pesante. Per lui, inutili i soccorsi. La E45 è rimasta temporaneamente chiusa, con uscita obbligatoria allo svincolo di Promano al km 111,000 e rientro a Città di Castello sud al km 118,200 , con percorso alternativo su ex ss3bis tiberina. Sul posto, insieme ai soccorritori sanitari e ai vigili del fuoco, hanno operato la polizia stradale e l’Anas.

Marco Settimi ha invece perso la vita nel Viterbese, sulla Cassia tra Capranica e Vetralla. L’auto su cui viaggiava insieme a due colleghi – trasportati in ospedale in codice rosso – si è scontrata contro un pullman. Una ventina di passeggeri sono rimasti feriti.

Frana, Flaminia chiusa tra Spoleto e Terni

In serata Anas ha fatto sapere che “a causa della presenza di materiale ancora instabile (fango e detriti) in scivolamento dalla scarpata di monte, la SS3 “Flaminia”

Resta provvisoriamente chiusa la Flaminia tra Terni e Spoleto, a causa della presenza di materiale ancora instabile in scivolamento dalla scarpata del monte, dopo la frana che si è verificata nel pomeriggio di oggi, mercoledì, nei pressi di Strettura.

Il traffico è deviato sulla SS209 “Valnerina”.

Sono intervenuti i tecnici e il personale Anas per gli interventi necessari a ripristinare la circolazione nel più breve tempo possibile, compatibilmente con le condizioni meteo.

Umbria, boom di lavoratori over 50 nel settore privato

Terni è la seconda provincia in Italia dove più alta è l’età media dei lavoratori dipendenti nel settore privato: 43,61 anni. Dietro solo (e di poco) alla provincia di Potenza.

Con 20.513 dipendenti che hanno più di 50 anni, pari al 37,4% di coloro che sono ricevono una busta paga da imprese private presenti nella provincia di Terni.

La media italiana – secondo l’elaborazione fatta dall’Ufficio studi della Cgia su dati Inps – è di 41,91 anni di età, con il 32,7% degli over 50.

Ad abbassare un po’ l’età media dei dipendenti del settore privato in Umbria c’è il dato della provincia di Perugia: 42,23 anni. Con il 33,1% del totale dei dipendenti che ha più di 50 anni.

L’Umbria è comunque sul podio delle regioni per anzianità dei lavoratori dipendenti del settore privato: sul totale di 236.820 gli over 50 sono 80.650 (pari al 34,1%) con un’età media di 42,55. Un’età più alta si trova solo in Basilicata e in Molise.

Un dato, quello umbro, a cui contribuiscono vari fattori. L’elevata età media della popolazione (anche se la Liguria, ad esempio, presenta una situazione diversa). L’elevata incidenza dell’impiego pubblico sul totale. Ed anche la cosiddetta fuga dei cervelli, con i giovani che spesso lasciano la regione perché attratti dal lavoro nelle grandi imprese (non solo per una questione di salario, ma di aspettative di carriera, riduzione del rischio e qualità delle opportunità percepite) che hanno sede fuori dai confini regionali e spesso nazionali.

ELES dopo lo sciopero difende il suo modello: l’accordo integrativo azienda non è obbligatorio

L’accordo integrativo aziendale non costituisce un obbligo giuridico, ma una facoltà. Il giorno dopo lo sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali territoriali Fiom Cgil e Fim Cisl, con un’adesione che secondo l’azienda è stata del 30%, ELES Semiconductor Equipment S.p.A difende il modello di gestione del lavoro adottato negli ultimi anni, “fondato su accordi trasparenti e oggettivi, che ha consentito di rispondere in modo concreto e misurabile alle diverse esigenze delle persone, in particolare in materia di smart working, conciliazione vita-lavoro, situazioni di cura e distanza dal luogo di lavoro. Tali strumenti hanno coinvolto la totalità dei lavoratori aventi diritto e sono stati adottati nel pieno rispetto della normativa vigente”.

L’azienda ricorda di aver scelto, anche alla luce dei cambiamenti organizzativi e di mercato, di privilegiare “strumenti flessibili, sostenibili e coerenti con un’organizzazione ad alta specializzazione tecnologica, evitando soluzioni standardizzate che non riflettano le reali differenze di ruoli, competenze e responsabilità”.

“I risultati economici conseguiti, i continui investimenti in innovazione, le iniziative ESG intraprese e l’ottenimento della certificazione per la parità di genere UNI PdR 125/2022 – scrive l’azienda – testimoniano un impegno concreto, misurabile e verificabile nel tempo nella promozione dell’inclusione, delle pari opportunità e della valorizzazione delle persone. La certificazione, UNI PdR 125/2022, rilasciata da un ente terzo indipendente, attesta l’adozione di politiche, processi e pratiche organizzative conformi ai più avanzati standard nazionali in materia di equità, inclusione e prevenzione di ogni forma di discriminazione”.

Dicendosi sempre disponibile al confronto, “purché basato su dati, fatti e rispetto reciproco, e ribadisce che ogni forma di dialogo non può prescindere dalla tutela dell’interesse aziendale, della pluralità delle persone che vi lavorano e della sostenibilità nel medio-lungo periodo”.

“ELES – termina la nota – continuerà a operare con responsabilità, trasparenza e coerenza, garantendo un ambiente di lavoro fondato sul merito, sul rispetto delle persone e sulla libertà di scelta”.

Rissa tra giovanissimi, oltre alle bottiglie usata un’accetta

Mercoledì pomeriggio, a seguito di chiamata al Numero Unico di Emergenza, il personale della Polizia di Stato di Assisi è intervenuto presso la stazione ferroviaria di Bastia Umbra per la segnalazione di una rissa in atto, a seguito della quale sono stati denunciati

Quattro giovani – tre minorenni e un maggiorenne – sono stati denunciati dalla polizia di Stato di Assisi per la violenta rissa avvenuta nei pressi della stazione ferroviaria di Bastia Umbra, mercoledì pomeriggio.

Rissa degenerata quando sono spuntate bottiglie usate come arma e anche un’accetta. Un testimone ha riferito ai poliziotti che un soggetto aveva colpito due ragazzi con un oggetto contundente, simile ad un’accetta, utilizzando la parte del manico, scatenando una colluttazione che vedeva coinvolti oltre alle due vittime, altri due giovani.

Alcuni dei giovani coinvolti sono rimasti feriti e sono stati mediati in ospedale.

Grazie agli approfondimenti degli operatori del Commissariato e agli elementi acquisiti dai testimoni, oltre a quelli rilevati dalla visione delle immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza, i poliziotti sono riusciti ad identificare i quattro partecipanti alla rissa e a ricostruire la dinamica dell’accaduto.

L’episodio, infatti, sarebbe collegato a contrasti avvenuti in precedenza, all’interno di un locale di pubblico spettacolo della zona, tra i giovani coinvolti. Per questi motivi, tutti e quattro i soggetti sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per il reato di rissa aggravata.

I poliziotti hanno in seguito rinvenuto anche l’accetta utilizzata durante l’aggressione, poi sottoposta a sequestro.

Sono in atto approfondimenti in relazione all’adozione di eventuali misure di prevenzione.

Un episodio che si è verificato nei giorni in cui l’Italia è scossa per la morte di un 18enne accoltellato a scuola. E la politica si divide sulle norme, contenute nel dl sicurezza, tese a contrastare il fenomeno delle baby gang e dei giovanissimi che vanno in giro armati di coltelli.

Maltempo in Umbria | Vento nell’Orvietano, nevicate sull’Appennino

Arrivato il maltempo in Umbria, dove era stata diramata dalla protezione civile un’allerta gialla.

Numerosi interventi dei vigili del fuoco nel territorio orvietano per il forte vento. Dalla mattinata i vigili del fuoco di Orvieto sono stati impegnati in una serie di interventi dovuti alle avverse condizioni meteorologiche. Diversi recuperi di autovetture – tra cui anche quello di un’ambulanza – e la rimozione di alberi caduti. Un albero in località Buinviaggio, che ha interrotto completamente la circolazione sulla strada che da Orvieto conduce in direzione Viterbo, poco prima del bivio per Torre San Severo–Porano.

Sul versante opposto dell’Umbria, al confine con le Marche, i disagi sono stati invece provocati dalle intense nevicate, in particolare nella zona tra Fossato di Vico e Fabriano, con disagi per la viabilità.

Si traveste da uomo per rubare l’incasso di tutto il locale in cui lavora

Si è travestita da uomo ed ha sfondato il parabrezza dell’auto del titolare del ristorante in cui lavorava, per rubare la borsa con l’incasso. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Città della Pieve hanno denunciato, in stato di libertà, la cameriera.

Il titolare del locale ha chiamato il 112, segnalando che un soggetto stava colpendo a martellate il parabrezza della propria autovettura parcheggiata nei pressi del locale e, dopo averlo sfondato, si allontanava a piedi.

I militari in tempi brevi giungevano sul posto ed apprendevano dal richiedente che il danneggiamento del parabrezza della costosa autovettura, era servito al ladro per penetrare all’interno dell’abitacolo ed appropriarsi di una borsa nascosta sotto il sedile, dove erano custodite alcune migliaia di euro, frutto dell’incasso dell’attività commerciale, relativo all’intero periodo natalizio, non ancora versato in banca in ragione delle festività.

Durante i primi accertamenti i militari repertavano una serie di tracce di sangue, evidentemente lasciate dal ladro, ed acquisivano i video dal sistema di sorveglianza presente sul parcheggio. Dalle immagini notavano un soggetto goffo con in mano un martello da carpentiere, vestito da uomo, ma con fattezze e forme femminili. Nonostante la persona indossasse un cappuccio che impediva di osservarne il volto, gli operanti iniziavano a sospettare di una dipendente del ristorante, già nota alle forze dell’ordine e che per l’appunto presentava le stesse caratteristiche fisiche del soggetto ritratto nei filmati.

In tempi brevi, sotto la direzione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Perugia, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile perquisivano la casa della sospettata, dove rinvenivano e sequestravano sostanza stupefacente del tipo cocaina, parte della refurtiva e tutti i capi di abbigliamento indossati dalla donna per perpetrare il furto.

Nel raccogliere la denuncia del commerciante, i carabinieri apprendevano come la dipendente, soltanto pochi mesi fa, fosse stata ripresa mentre occultava le mance destinate a tutti i dipendenti, ma allora fu deciso di soprassedere dando un’opportunità di ravvedimento alla colpevole.

La posizione dell’indagata è attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria.