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Autore: Matteo Savino

Fusione Coop, il 14 aprile incontro su Castiglione sede e logistica: revocato lo sciopero

Per la Filcams Cgil si tratta di un passo avanti, ma resta lo stato di agitazione in attesa degli esiti del confronto sul personale

La Filcams Cgil di Perugia ha revocato lo sciopero precedentemente indetto per lunedì 31 marzo nelle sedi Coop Centro Italia di Castiglione del Lago.

Questo perché il sindacato ha ritenuto “positiva la recente firma del verbale di accordo ex art. 47 relativo alla fusione, che include impegni concreti e la costituzione di tavoli tematici sulla sede e la logistica di cui il primo fissato per il 14 aprile”.

“Questi tavoli – spiega il sindacato – rappresentano un passo importante per affrontare le questioni relative alla fusione, agli effetti e agli strumenti necessari al fine di evitare eventuali ricadute occupazionali che avrebbero conseguenze drammatiche oltre che per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, anche per il tessuto economico e sociale del Trasimeno e di tutta l’Umbria”.

Proprio la mancata calendarizzazione dei tavoli aveva portato la Filcams Cgil ad indire uno sciopero. Tuttavia, nonostante questo sviluppo definito “incoraggiante”, il sindacato ha deciso di mantenere lo stato di agitazione fino a quando “non avremo un esito chiaro e soddisfacente dai tavoli di confronto”.

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Agriumbria, tra nuove richieste ed esigenze di qualità e sostenibilità

Umbriafiere è tornata ad essere il polo nazionale di riferimento delle carni di qualità, con Agriumbria, in programma fino al 30 marzo. (qui il programma completo)

Un’edizione, la 56esima, che conferma come le novità introdotte nella scorsa edizione che siano state una grande scommessa vinta, con il nuovo spazio espositivo, un’area demo dedicata al settore Forestazione,
uno spazio somministrazione curato insieme ad Associazione Italiana Allevatori.

Al centro anche di questa edizione di Agriumbria la sostenibilità nella zootecnia, grazie a innovazione tecnologica, mostre nazionali, spazi demo e partnership strategiche con AIA e Federunacoma per una fiera di riferimento in Italia.

Un’occasione di riflessione tra l’aumento della domanda di prodotti di origine animale e l’esigenza della sostenibilità ambientale globale. “In un contesto come quello di Eima, evento di rilevanza internazionale, abbiamo già ribadito quanto la meccanizzazione, e insieme l’innovazione tecnologica, siano un importante elemento di miglioramento per la zootecnia e l’agricoltura in generale – ha spiegato il presidente di Umbriafiere, Stefano Ansideri – è del resto uno dei segreti di Agriumbria, quello di creare confronti tra mondo degli imprenditori e mondo della scienza e della ricerca”.

“La filiera vincente” sarà il fil-rouge di quella che ormai è la manifestazione di riferimento nel panorama fieristico del Centro-Sud.

Si riconfermano le mostre e le rassegne nazionali legate alle razze zootecniche, in un momento in cui il comparto sta attraversando una fase strutturale non felice. Confermato anche il forte legame con le istituzioni partner, come la Regione Umbria e la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Perugia.

Al contempo le due anime di Agriumbria sono sempre più rappresentate del legame con FederUnacoma (meccanizzazione) ed AIA (zootecnia), a testimonianza della fondamentale valenza di entrambe i comparti all’interno del progetto fieristico e convinti della scelta strategica della “fiera di filiera”.

Agriumbria 2025 è stata inaugurata dal ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, insieme alla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e all’assessore regionale Simona Meloni.

Proietti alla Casa dello Sviluppo Rurale: l’impegno dell’Umbria

Proietti e Meloni hanno poi inaugurato la “Casa dello Sviluppo Rurale, lo stand della Regione Umbria – Assessorato all’Agricoltura e Autorità di Gestione dello sviluppo rurale che, fino a domenica, ospiterà numerosi eventi e iniziative nello spazio allestito presso il padiglione 7 della fiera.

“Gli agricoltori umbri – ha detto Proietti – si prendono cura del nostro territorio quotidianamente. Ma si prendono anche cura dell’ambiente e sono portatori di uno stile di vita sano che affonda le sue radici nella nostra tradizione. Agriumbria è la storia di tutti noi. In questa tre giorni c’è tutto quello che l’agricoltura rappresenta 365 giorni l’anno. Per noi l’agricoltura è un asset fondamentale dello sviluppo di questa nostra regione e siamo pronti a ricordarlo all’Europa a cui chiediamo di esercitare il suo ruolo per fare il bene dei territori e delle comunità. Noi abbiamo la responsabilità di far atterrare i fondi comunitari e renderli strumento di crescita e sviluppo. Per questo servono riforme strutturali e un’attuazione della programmazione europea anche in una chiave innovativa fatta di ricerca e giovani al centro”.

Meloni: presidio del territorio e sguardo all’Europa

Nuove generazioni, presidio del territorio e sguardo all’Europa anche nelle parole dell’assessore Simona Meloni: “In questi tre mesi dal mio insediamento ho incontrato gli stakeholders del mondo agricolo e ora è arrivato il momento di trasformare gli input in azioni concrete e innovazione. Siamo qui per sostenere chi fa impresa agricola e sviluppo e vogliamo farlo attraverso processi che aumentino la produttività, che semplifichino la burocrazia e accompagnino il ricambio generazionale che è fondamentale per l’agricoltura umbra – ha spiegato l’assessore -. Non c’è più spazio per una narrazione bucolica: per attrarre i giovani occorre offrire loro un futuro fatto di certezze e opportunità. Per questo siamo al lavoro per ricalibrare gli strumenti, anche finanziari, che abbiamo a disposizione. Ci saranno meno bandi ma più sostanziosi e meglio calibrati, meno burocrazia, più sostegno a chi fa impresa. Siamo il cuore verde d’Italia anche perché il territorio regionale vive di agricoltura, di zootecnia e di un ambiente unico. Questo è il nostro patrimonio più grande che ogni giorno viene presidiato, come accade in particolare modo nelle aree interne, da agricoltori e allevatori. Lotteremo per dire ‘no’ al fondo unico della PAC, all’Europa vogliamo ricordare che non accetteremo che ci siano disuguaglianze tra le regioni europee”.

La Regione Umbria ad Agriumbria

“L’Umbria rinasce dai borghi rurali”, è il claim che caratterizza la presenza istituzionale ad Agriumbria nonché il fulcro del racconto che sarà offerto presso lo stand allestito all’interno del padiglione 7 della fiera. La “Casa dello Sviluppo Rurale” ospiterà momenti divulgativi su temi importanti come l’agricoltura sociale, cruciale per migliorare la qualità della vita nelle aree rurali e accrescere, diversificandole, le fonti di reddito delle aziende agricole, ma sarà dato spazio anche a momenti più didattici e ludico-ricreativi come la presentazione del PAC GAME, il gioco da tavolo ideato dal CREA – Rete Rurale Nazionale, e ai laboratori pensati per i più piccoli come il gioco “Proteggiamo le nostre piante con Susy l’Ispettore!”, realizzato dal Servizio Fitosanitario regionale, e “A Scuola di Bio”, a cura di 3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, dedicato al biologico, alla sana alimentazione, alla biodiversità e alla sostenibilità ambientale.

Unicoop Etruria, via libera dall’ultima assemblea. A Castiglione si sciopera ancora

Lunedì 31 marzo le lavoratrici e i lavoratori della sede e del magazzino di Castiglione del Lago incroceranno di Coop Centro Italia si fermeranno per lo sciopero di 4 ore proclamato dalla Filcams Cgil di Perugia, con presidio di fronte alla struttura castiglionese, dalle 8.30 alle 12.30.

Uno sciopero che segue quello del 20 febbraio, che era stato indetto per avere informazioni sul piano industriale e l’istituzione di tavoli territoriali.

“Durante l’incontro nazionale avvenuto a Roma il 26 febbraio – spiega il segretario generale della Filcams Cgil Perugia, Massimiliano Cofani – non sono emersi elementi di novità riguardo ai contenuti del piano industriale. È stato, tuttavia, promesso un impegno a convocare ‘a stretto giro’ dei tavoli tematici sulla sede e sulla logistica. A oggi, purtroppo, nessun tavolo è stato convocato né calendarizzato. Le preoccupazioni dei lavoratori rimangono forti: centottanta lavoratori della sede e oltre cento del magazzino sono in attesa di risposte chiare sul loro futuro e su quello della cooperativa. Preoccupano anche le eventuali ricadute sul territorio lacustre. Invitiamo tutti a partecipare al presidio per far sentire la propria voce e sostenere le legittime richieste dei lavoratori”.

Intanto il processo di fusione per la creazione di Unicoop Etruria. Lunedì si è tenuta l’assemblea generale di Unicoop Tirreno, ultimo degli incontri di ratifica dell’accordo che si sono svolti in Umbria, Lazio e Toscana.

Unicoop Etruria nascerà nella seconda metà di quest’anno, con 800mila soci e 170 punti vendita in tutto il Centro Italia.

“I conti della sanità sono in equilibrio”, il centrodestra va dal prefetto

L’opposizione rivela una parte del report di Kmpg tralasciata da Proietti: decifit di 34 milioni, ma con il payback dispositivi medici può arrivare un attivo di 14 milioni

“Il disavanzo in sanità non è di 90 milioni di euro, ma il bilancio sanitario è in sostanziale equilibrio. Lo dice la stessa società Kpmg. E nella conferenza stampa di mercoledì è stato detto il falso sapendo di dirlo. Per questo chiediamo le dimissioni della Giunta”.

La portavoce delle opposizioni, l’ex presidente Donatella Tesei, replica alle parole della presidente Stefania Proietti. Evidenziando quanto è scritto a pag. 5 di quel “Prime evidenze”, estratto della relazione fatta dall’advisor privato a cui la Regione ha affidato il compito di visionare i dati della sanità umbra. “Kpmg, società privata incaricata con soldi pubblici dalla Giunta, dice
chiaramente nel suo report – spiega Tesei – che al risultato economico negativo per il 2024 di 90 milioni di euro vanno sottratti 23 milioni di euro di payback farmaceutico e 33 milioni di euro di premialità già accantonate. Quindi il disavanzo sarebbe di 34 milioni di euro. Ma se si considera anche il payback dispositivi medici, che per l’Umbria vale 48 milioni di euro, l’equilibrio di bilancio sanitario per il 2024 si potrebbe tranquillamente raggiungere e anzi si potrebbe chiudere addirittura in attivo di 14 milioni di euro. E questi dati li fornisce il report di Kpmg. Quindi ieri nella conferenza stampa della Giunta sono state usate solo alcune pagine di questo report, omettendone altre. Avevano questi numeri e non li hanno voluti dare: è stato detto il falso sapendo di dirlo. Questa manovra ‘lacrime e sangue’ annunciata dalla presidente Proietti poggia su presupposti falsi. Non c’è il rischio commissariamento e nemmeno quello del piano di rientro, che viene prima, né tanto meno c’è bisogno di una manovra fiscale di 322 milioni”.

Soldi che per l’opposizione l’amministrazione di centrosinistra vuole utilizzare per altro. Utilizzando lo spauracchio del commissariamento della sanità per giustificare un aumento di tasse che non si verifica in Umbria da 25 anni.

Per questo i consiglieri di opposizione, che ancora stanno occupando il Consiglio regionale, si recheranno dal prefetto di Perugia “per mettere in fila questi comportamenti sbagliati. Chiederemo al prefetto di vigilare e di metterci nelle condizioni di poter esercitare il nostro dovere di vigilanza. Noi abbiamo chiesto reiteratamente, prima in Commissione e poi in Consiglio, di fornirci questa documentazione e non c’è stata data. Non solo: la presidente Proietti si è anche rifiutata di riferire durante l’ultima seduta dell’Assemblea legislativa. Questo non ci consente di svolgere il compito di consiglieri regionali di minoranza che ci è stato assegnato dagli umbri. Per questo abbiamo occupato l’Aula di Palazzo Cesaroni. Serve dire la verità, quella vera. Senza dimenticare che siamo ancora in attesa della risposta alla nostra richiesta di accesso agli atti sull’iter di assegnazione a questa società privata”.

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Femminicidio a Spoleto, così Gianluca ha ucciso la moglie Laura Papadia tentando poi il suicidio

La donna di 37 anni vicedirettrice di un supermercato, il 48enne Gianluca Romita è un rappresentante di vini: fermato al Ponte delle Torri

Femminicidio a Spoleto, dove Gianluca Romita, 47enne, è stato arrestato con l’accusa di aver ucciso la moglie Laura Papadia, di 36 anni.
La tragedia si è consumata alla Rocca dei Perugini, complesso nella parte bassa del centro storico di Spoleto, alla fine di corso Garibaldi. Qui da poco più di un anno viveva la coppia. Lei, originaria di Palermo, si era trasferita nella città ducale perché assunta come vice direttrice di una supermercato.
Lui, di Senigallia, da tempo lavorava in zona come rappresentante di vini. I poliziotti, che lui stesso aveva chiamato confessando l’uccisione della moglie, lo hanno arrestato nei pressi del Ponte delle Torri, dove voleva togliersi la vita. Gli agenti lo hanno trovato in evidente stato di agitazione, riuscendo a farlo desistere dal compiere un altro gesto estremo dopo una lunga trattativa, al termine della quale si è consegnato loro.
Nell’abitazione dove presumibilmente è stato compiuto il delitto la polizia scientifica sta effettuando i rilievi. Da una prima ricognizione cadaverica, Laura è stata strangolata, forse nel sonno. Gli agenti sono entrati all’interno da una finestra, con l’aiuto dei vigili del fuoco. Trovando il corpo senza vita della donna.
Gianluca Romita è stato condotto in Commissariato a Spoleto, dove è a disposizione dell’autorità giudiziaria. Non sono ancora chiari, come ha detto sul momento il procuratore capo di Spoleto Claudio Chicchella, i motivi che lo avrebbero condotto a compiere il femminicidio. Sono in corso indagini circa tracce di precedenti liti o comunque episodi che potrebbero poi essere degenerati, sino al tragico epilogo.

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Operaio muore travolto da un furgone sull’Autostrada

L’incidente in un cantiere nel tratto tra Fabro e Orvieto, dove risiedeva. La vittima aveva 38 anni

Umberto Losito, un operaio di 38 anni, addetto alla manutenzione stradale per conto di una ditta di Orvieto (dove risiedeva con la moglie e la figlia di soli 3 anni) è morto sulla carreggiata nord dell’autostrada A1, tra Fabro e Orvieto.
Nell’allestimento di un cantiere, l’operaio è morto travolto da un furgone condotto da un 34enne tunisino residente in Toscana, dipendente di una ditta che consegna alimentari. Il 34enne aveva appena terminato di effettuare una consegna ad un esercizio di Orvieto ed aveva imboccato l’autostrada in direzione nord, per tornare in Toscana.
Il conducente del veicolo è risultato negativo all’alcoltest. Il furgone è stato posto sotto sequestro, così come il mezzo con il quale la vittima aveva raggiunto il cantiere.
I rilievi sono stati effettuati dalla polizia stradale. La Procura di Terni ha aperto un fascicolo per omicidio stradale.

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La condizione delle donne lavoratrici, dati e prospettive

“La condizione delle donne lavoratrici in Umbria” è il tema affrontato nel convegno moderato da Luca Ginetto, caporedattore Rai TGR Umbria, organizzato da INPS e INAIL dell’Umbria insieme alla Direzione interregionale Lavoro Centro e all’Ispettorato territoriale Lavoro di Perugia.

Queste tematiche sono state oggetto di approfondimenti e riflessioni da parte dei tre Enti, cui è attribuito il compito di attuare le previsioni di legge in materia di opportunità, rispetto, legalità e sicurezza delle donne che lavorano.

Dopo i saluti istituzionali di Letizia Michelini, consigliera regionale dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, di Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia e di Lorenzo Falistocco, consigliere del Comune di Perugia, che hanno concordemente sottolineato come il tema della lotta alle diseguaglianza e discriminazioni, comprese quelle di genere, sia al centro delle rispettive agende istituzionali, l’iniziativa è entrata nel vivo e si sono susseguiti gli interventi “tecnici” dei rappresentanti dei tre Enti promotori.

Stefano Marconi, direttore della DIL Centro, ha presentato lo scopo dell’iniziativa che punta a portare sinergicamente all’attenzione i dati rilevati in Umbria dei fenomeni discriminatori e la dimensione delle irregolarità per mancato rispetto delle disposizioni poste a tutela anche della componente femminile della popolazione lavorativa. Ha sottolineato, insieme al direttore dell’Ispettorato di Perugia, Andrea Benedetti, l’importanza della conciliazione quale strumento per favorire la regolarizzazione delle posizioni e sostenere al contempo il processo di trasformazione e necessario adeguamento anche culturale in tema di parità.

Per questo è stato nel loro intervento richiamato il ruolo e la collaborazione della consiglierà di Parità, figura di raccordo a supporto delle istanze dei lavoratori rispetto alle aziende e Istituzioni. Nei successivi interventi sempre del personale dell’INL, i responsabili funzionari Eugenio Eranio Boccafurni, Marcello Cadavéro e Terenzio Jacopo, sono state presentate le principali inadempienze riguardo al divieto di discriminazione tra generi e alcuni casi emblematici che la magistratura, nei diversi gradi di giudizio, ha ridefinito quale faro illuminante per un’applicazione più efficace in termini di reale inclusione della persona e contro ogni forma di asimmetria discriminatoria nei confronti delle donne e delle minoranze. Inoltre, gli Uffici hanno illustrato la condizione delle lavoratrici in Italia e in Umbria, che si vedono costrette a rassegnare le dimissioni dal proprio posto di lavoro per esigenze famigliari mentre, nel caso degli uomini, le dimissioni nei primi anni di vita del figlio sono motivate prevalentemente da esigenze di carriera perché hanno maggiori opportunità di impiegarsi in differenti imprese. Tutto ciò nonostante la Regione Umbria si distingua per un numero di strutture di cura dei minori da 0 a 2 anni superiore alle media nazionale.

Inps ha portato la testimonianza del CUG nazionale che, con la presidente Maria Giovanna De Vivo, ha rappresentato come le politiche dell’Istituto previdenziale siano nel tempo rivolte a realizzare concretamente la necessaria attenzione alle condizioni di parità e inclusione sia interna del personale, che riguardo ai rapporti con i cittadini. Il direttore regionale Antonio Maria Di Marco Pizzongolo ha presentato un progetto recentemente attivato con il personale delle sedi Inps in Umbria di buona pratica per la contaminazione culturale volta all’equo coinvolgimento dei due generi nell’azione posta a superare le discriminazioni. Altrettanto ha richiamato la consigliera del CUG Rossella Dominici, presentando i protocolli INPS-Centri antiviolenza avviati in regione. Trattasi in entrambi i casi di iniziative concrete che vanno verso la maggiore efficacia nella tutela della donna e della parità di genere. La dirigente della Direzione regionale Inps Umbria, Roberta Cuccagna, ha concluso richiamando il fenomeno pensionistico nelle dinamiche di dettaglio che evidenziano una oggettiva disparità nei trattamenti uomo/donna derivante da una contribuzione discontinua e meno piena, che vede le donne più svantaggiate rispetto agli uomini.

Inail Direzione regionale Umbria, con la presenza del direttore regionale Alessandra Ligi, ha presentato i dati sull’andamento infortunistico al femminile, con attenzione agli infortuni in itinere e a quelli collegati alle molestie, violenze e stress lavorativo, fenomeni che risultano in aumento in particolare nella componente femminile della forza lavora e in particolare nel comparto cura della persona, sanità professioni helper.

Il dirigente Medico Inail, Marina Giuliani, ha richiamato la portata innovativa della medicina di genere nell’ambito degli interventi di prevenzione anche dei rischi lavorativi e l’importanza di effettuare all’interno degli ambienti di lavoro la valutazione dei rischi distinguendo la differente esposizione in ragione dei due generi atta a garantire la piena tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

La consigliera di parità della Regione Umbria Rosita Garzi ha tracciato le conclusioni, sottolineando che più che di un bilancio definitivo rispetto ai temi posti durante la giornata, quanto emerso ha aperto ulteriori interessanti spazi di approfondimento e conseguenti azioni positive. Il valore del convegno, ha rimarcato, è stato quello di avere messo a sistema tanti elementi di utile dettaglio informativo e ha apprezzato il metodo adottato che intenderebbe proporre a tutti di replicare attivando un Tavolo comune dedicato a questi temi e che abbia il carattere della concretezza e punti a fornire una conoscenza puntuale e condivisa dei reali bisogni e attese dei cittadini in materia di eguaglianza equità e parità di trattamento anche nel lavoro.

Crisi della manifattura tedesca, Terni tra le province con l’export più a rischio

I dati che emergono dal dossier dell’Ufficio studi di Confartigianato Imprese

C’è anche Terni tra le province italiane più esposte sul mercato tedesco, con peso delle esportazioni di prodotti manifatturieri in Germania sul valore aggiunto provinciale doppio rispetto alla media, con l’8,8%. Una percentuale inferiore soltanto a quella di Chieti con 12,5%, Piacenza con 10,8%, Mantova con 9,5%, Reggio Emilia con 8,9%.
Sono queste le province italiane – secondo il dossier realizzato dall’Ufficio studi di Confartigianato – che guardano con più preoccupazione alle difficoltà della manifattura tedesca e alle conseguenze per le esportazioni italiane. Dopo due anni consecutivi (2023-2024) di recessione, nel 2024 il mercato della Germania segna un calo del 5,0% delle vendite del made in Italy a fronte della stabilità (+0,2%) nel resto del mondo.
Nell’ultimo anno il calo dell’export è pari a 3.759 milioni di euro: le imprese italiane hanno perso oltre 10 milioni di euro al giorno di vendite sul mercato tedesco.
In chiave territoriale, maggiore esposizione sul mercato tedesco del Veneto con esportazioni di prodotti manifatturieri in Germania pari al 6,2% del valore aggiunto regionale, seguito da Piemonte con 6,1%, Emilia-Romagna con 6,0%, Trentino-Alto Adige con 5,9%, Friuli-Venezia Giulia con 5,5%, Abruzzo, prima regione del Mezzogiorno, con il 5,2%, Lombardia con 4,6%, Umbria con 4,3% e Toscana con 4,1%. 
Nei territori specializzati nella produzione di macchinari si sta soffrendo la bassa domanda interna e il calo delle importazioni della Germania, di cui l’Italia e la prima fornitrice mondiale. Nei primi nove mesi del 2024, a fronte di un calo del 5,0% in media nazionale, le esportazioni di macchinari sul mercato tedesco scendono del 10,7% in Veneto e del 9,2% in Emilia-Romagna. Calo più contenuto (-2,9%) per la Lombardia, mentre si osserva una tenuta (+0,8%) in Piemonte. Tra le prime quindici province si registrano cali a doppia cifra per Reggio Emilia, Padova, Verona, Modena, Brescia e Parma.
Nel 2024 la produzione della prima manifattura d’Europa perde il 4,8% su base annua, un calo più ampio del 2,5% della media Ue, con una performance peggiore di quelle registrate in Italia (-3,7%) e Francia (-0,6%).
In calo del 6,9% la produzione di autoveicoli, che in Germania rappresenta più della metà (52,9%) dell’occupazione europea del settore. Dopo il varo del Green Deal europeo, tra il 2019 e il 2024, la Germania ha perso il 18,1% della produzione di autoveicoli. Con la stretta monetaria, in due anni si registra un calo dell’8,7% degli investimenti in macchinari (-2,2% in Eurozona).

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L’ultimo commosso saluto a Sandro Mendoza, poi la fiaccolata contro i rischi sul lavoro

I funerali del 26enne morto a seguito delle gravi ustionati nell’incidente all’interno dell’Ast: “Come un figlio”

Le comunità di Terni e dell’Umbria intera, rappresentate dal sindaco Stefano Bandecchi e dalla presidente Stefania Proietti, si sono strette intorno alla famiglia Mendoza Bailon nel giorno dell’ultimo saluto a Sanderson Ney, per tutti Sandro, il 26enne dipendente della Tapojarvi morto dopo giorni di agonia per le ustioni provocate nell’incidente nell’area Ast.
Nella giornata di lutto cittadino, in tanti hanno raggiunto la Sala del regno dei Testimoni di Geova per il rito di addio al giovane Sandro. “Per molti come un figlio”, come è stato ricordato nelle commoventi parole rivolte di fronte ai familiari, ai colleghi di lavori ed ai dipendenti di tutto l’indotto Ast, ai rappresentanti sindacali e alle autorità presenti.
Il sindaco Bandecchi ha voluto portare in spalla la bara con il corpo di Sandro, che ora riposa nel cimitero di piazzale Caduti di Montelungo.
Una giornata di lutto, con bandiere a mezz’asta e serrande chiuse per alcune ore, per la città di Terni, che mercoledì sera ospiterà la fiaccolata di sensibilizzazione ai rischi sul lavoro organizzata dai sindacati.

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Export umbro più a riparo dai dazi, ma pesano quelli sull’acciaio e quelli minacciati da Trump sul vino

L’indagine della CGIA di Mestre rileva la buona diversificazione dei prodotti made in Umbria destinati all’estero

Il peso dei dazi Usa (25%) sull’acciaio e l’alluminio, lavorazione che, insieme ad altri metalli non preziosi, nel 2024 ha rappresentato oltre il 18% dell’export umbro mondiale, per un valore complessivo di un miliardo e 60 milioni di euro circa. Ma anche la minaccia del presidente Trump, in risposta ai dazi dell’Unione Europea, di tassare del 200% i vini europei che entrano negli Stati Uniti. Che pur pesando solo per lo 0,67% dell’export umbro (considerando anche le altre bevande prodotte, per un valore di 39,1 milioni, rappresenta un fiore all’occhiello del made in Umbria, ambasciatore della regione nel mondo e ulteriore volano per il turismo.

L’Umbria però può reggere meglio di altre regioni italiane la guerra mondiale dei dazi innescata dalle misure volute dall’amministrazione Trump. E questo, grazie al suo buon indice di diversificazione dei settori i cui prodotti sono principalmente destinati all’estero. La Cgia di Mestre calcola questo indice in 61.9 (ottavo risultato italiano), dato dal rapporto tra l’export dei primi dieci settori merceologici e il totale dei 5.905 milioni di euro dei prodotti che dall’Umbria sono stati venduti all’estero nell’ultimo anno.

Siderurgia e altre produzioni metalliche

La parte del leone la fanno chiaramente i prodotti della siderurgia in senso stretto, che da soli pesano per il13,2% dell’export totale, per un valore 776,9 milioni, cresciuto dell’8,1% tra il 2023 e il 2024. A questi vanno aggiunti tubi e cavi in acciaio (117,2 milioni), altri prodotti in metallo (89,7 milioni), altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio (75,9 milioni), che portano appunto il totale dei prodotti che hanno visto aumentare i dazi Usa a sfiorare il miliardo e 60 milioni di euro.

I primi dieci settori di esportazione

Dopo la siderurgia, i principali settori di esportazione del made in Umbria sono gli articoli di abbigliamento, escluso l’abbigliamento in pelliccia (606,7 milioni); altre macchine di impiego generale (573,9 milioni); oli e grassi vegetali e animali (337,4 milioni); altri prodotti alimentari (307,7 milioni); articoli di maglieria (232,7 milioni); macchine di impiego generale (213,5 milioni); prodotti di colture agricole non permanenti (201,7 milioni); altre macchine per impieghi speciali (193,4 milioni); autoveicoli (185,2 milioni).

La diversificazione

Questi dieci settori merceologici complessivamente hanno contribuito per 3.629 milioni di euro all’export umbro, pari al 61,9%.

Situazione meno critica di quella che si presenta in quasi tutto il Mezzogiorno, ad eccezione della Puglia. In Sardegna domina l’export dei prodotti derivanti della raffinazione del petrolio. Ma è molto legato a pochi settori merceologici anche l’export del Molise (86,9% per i primo 10, in particolare dalla vendita dei prodotti chimici/materie plastiche e gomma, autoveicoli e prodotti da forno) e della Sicilia (85%), che presenta una forte vocazione nella raffinazione dei prodotti petroliferi.

Pertanto in queste regioni, se dopo l’acciaio, l’alluminio e i loro derivati gli USA – e, a catena, altri Paesi del mondo – decidessero di innalzare le barriere commerciali anche ad altri beni, gli effetti negativi per il sistema produttivo potrebbero abbattersi maggiormente nei territori dove la dimensione economica dell’export è fortemente condizionata da pochi settori merceologici.

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