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Autore: Matteo Savino

Ancora un’aggressione a personale ospedaliero: arrestato un 60enne che ha picchiato un’infermiera

Ancora una caso di violenza in Umbria nei confronti di personale ospedaliero. Dopo il caso di Foligno, una infermiera dell’ospedale di Terni è stata aggredita da un uomo, di 60 anni, ternana, che si era recato al Pronto soccorso pretendendo di essere visitato immediatamente, pur non ricorrendone i presupposti.

Quando i sanitari sono intervenuti per calmarlo, l’uomo li ha aggrediti, sferrando un pugno al volto di un’infermiera.

Dopo quella di Foligno, ancora un’aggressione al personale sanitario, con una infermiera colpita al volto da un paziente che peraltro avrebbe dovuto essere domiciliari e che per questo è stato arrestato.

Sul posto sono arrivate due volanti della polizia, che hanno arrestato il 60enne per lesioni a personale sanitario, reato specifico introdotto dalla recente modifica legislativa emanata a tutela di tale categoria professionale.

Tra l’altro gli agenti hanno scoperto che l’uomo era agli arresti domiciliari.

Venerdì mattina l’udienza direttissima, con cui il giudice ha convalidato l’arresto, segnalando quanto accaduto ai fini di un eventuale inasprimento della misura alternativa in atto

Si chiude nell’ufficio dell’ospedale con una dottoressa minacciandola, arrestato

Momenti di paura all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno, il24enne era ubriaco e aveva addosso sostanze stupefacenti

Momenti di paura all’ospedale di Foligno dove un giovane, già gravato da precedenti di polizia, si è chiuso dentro l’ufficio con una dottoressa che si era offerta di aiutarla, minacciandola.

Il giovane – poi risultato ubriaco e trovato in possesso di droga – si era inizialmente recato al C.U.P. dell’ospedale “San Giovanni Battista”, pretendendo, pur senza averne titolo, l’immediato svolgimento di alcuni esami di laboratorio.

Benché le impiegate addette allo sportello avessero tentato di spiegargli l’impossibilità di accogliere la sua richiesta, il 24enne è andato in escandescenza, minacciandole esplicitamente e prendendo a calci la porta dell’ufficio, danneggiandola.

Per provare a tranquillizzarlo, una dottoressa si è offerta di riceverlo per spiegargli la situazione. Ma il giovane ha minacciato anche lei, avvicinandosi al punto da farle temere un’imminente aggressione fisica. La donna ha chiesto aiuto, urlando, e il 24enne si è chiuso con lei nella stanza.

Neppure l’immediato intervento dei poliziotti ha indotto l’uomo a ritrovare la calma. Il giovane ha aggredito anche gli agenti, minacciandoli. Con non poche difficoltà, i poliziotti sono riusciti ad arrestare il giovane, che deve rispondere delle accuse di violenza privata, danneggiamento, resistenza e violenza o minaccia a pubblico ufficiale.

Su disposizione del pubblico ministero della Procura di Spoleto di turno, il 24enne si trova agli arresti domiciliari, in attesa di essere giudicato per direttissima.

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Morte di Ilaria, l’ex fidanzato ha confessato: l’alibi col cellulare lo ha incastrato

Ha ucciso Ilaria Sula con due coltellate alla gola. Poi, ne ha messo il corpo in una valigia, abbandonata in un dirupo in zona Poli, alla periferia di Roma. Di fronte alle domande degli inquirenti, che lo hanno fermato sulla base dei riscontri sul cellulare della studentessa ternana, il 23enne filippino Mark Antony Samson, ex fidanzato della giovane, ha confessato. Questo il racconto reso agli inquirenti, che ora stanno cercando riscontri oggettivi.

Tra gli elementi che lo hanno incastrato, appunto, il fatto che dopo il femminicidio abbia utilizzato il cellulare della giovane per crearsi un’alibi, interagendo per suo conto sui social e rispondendo ad alcuni messaggi in chat.

In realtà, di Ilaria Sula, 22enne iscritta al terzo anno di Statistica all’Università La Sapienza a Roma, dove viveva condividendo l’appartamento con altre studentesse, non si avevano notizie dal 25 marzo.

L’ex fidanzato filippino aveva addirittura accompagnato i genitori della giovane al Commissariato Sant’Ippolito per denunciarne la scomparsa.

Gli inquirenti hanno seguito le celle agganciate dal cellulare della giovane, dopo la sua scomparsa. Fino al dirupo dove è stata trovata la valigia con il corpo senza vita di Ilaria. A quel punto, i sospetti sono caduti sull’ex fidanzato, ipotizzando che avesse usato i social ed inviato messaggi fingendo che fosse la studentessa a farlo.

Dopo il fermo, interrogato, il 23enne è crollato.

Il corpo di Ilaria è stato portato all’Istituto di medicina legale, dove sarà sottoposto ad autopsia. L’appartamento nel quartiere Africano Homs a Roma dove il giovane vive con i genitori è stato posto sotto sequestro.

L’Umbria piange un’altra vittima. In pochi giorni tre i delitti. In due casi si tratta di femminicidi, nell’altro, di una figlia accusata di aver assassinato l’anziano padre.

Il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, parla di una notizia che “getta nello sconforto e nel dolore una intera città. Si tratta di un atto di grande crudeltà nei confronti di una giovane donna, di una ragazza fortemente impegnata negli studi e nella vita sociale”.

La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ribadisce l’importanza di intervenire tempestivamente intensificando le azioni nelle scuole e nelle università, partendo dai giovani, per promuovere una cultura di rispetto e di consapevolezza. Ma parla anche di rafforzare i servizi di supporto alle vittime di violenza, perché è urgente che la cultura del silenzio venga spezzata, e che ogni segnale di abuso venga ascoltato e affrontato. “La discriminazione di genere, l’oggettivazione delle donne e la cultura della violenza – dice – non devono più trovare spazio nella nostra quotidianità”.

Ordigno trovato nella facoltà dell’Investigazione a Narni, le indagini

Si segue la pista anarchica, dopo la rivendicazione sul web a nome del gruppo Kyriakos Xymitiris

E’ la pista anarchica quella che gli inquirenti stanno seguendo per l’ordigno incendiario trovato lunedì all’interno della facoltà di Scienze dell’investigazione e della sicurezza, a Palazzo Sacripanti, a Narni.

Un ordigno per il quale sul web è comparsa la rivendicazione del gruppo anarchico Kyriakos Xymitiris. Questo il testo del messaggio: “Domenica 30 Marzo ci siamo introdotti nella facoltà di “Scienze dell’Investigazione e della Sicurezza” a Narni, in Umbria, ed abbiamo collocato un ordigno incendiario nella stanza “Laboratorio scena del crimine”. Con quest’azione abbiamo voluto colpire un centro di formazione della futura intelligence dello stato italiano. Stato genocida come ci dimostra la sua cooperazione con lo stato sionista d’ Israele nel massacro del popolo palestinese. Stato torturatore come ci dimostra l’esistenza del regime carcerario di 41bis in cui è recluso, anche, il compagno anarchico Alfredo Cospito. Stato stragista come ci dimostrano l’eccidio di migranti nel mar Mediterraneo e gli assassinii di detenuti/e nelle carceri”.

Come da protocollo, è scattata la procedura di sicurezza, con gli artificieri dei carabinieri che hanno effettivamente trovato l’ordigno.

Ora si indaga per risalire agli autori del gesto, che ha una forte valenza simbolica, dato che proprio in quell’edificio saranno formati gli inquirenti.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sottosegretario agli Interni, Emanuele Prisco: “Un fatto gravissimo quello rivendicato oggi da un gruppo anarchico a Narni: collocare un ordigno all’interno di un’aula universitaria rappresenta un atto terroristico inaccettabile. Ringrazio le forze dell’ordine per la rapida reazione e confido nel lavoro della Procura di Terni, che in sinergia con gli investigatori dell’Antiterrorismo di Perugia si occupano della vicenda. Auspico intanto la condanna unanime di tale violenza estremista. In particolare per quanto accaduto a Narni, dove è stata messa nel mirino l’Università, simbolo della conoscenza e della libera diffusione delle idee: un attentato rivendicato con minacce alle fondamenta delle istituzioni messe a protezione della nostra Repubblica. Certi atti vanno isolati e repressi senza sconti, così come vanno isolati i violenti e gli estremisti”.

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“Ha strangolato il padre tenendolo morto in casa per giorni”, le accuse alla 43enne di Foligno

I dubbi del medico di famiglia e l’intervento dei carabinieri nell’appartamento di Prato Smeraldo, poi la decisione della Procura

E’ stata arrestata con un’accusa terribile: avrebbe ucciso il padre 75enne, strangolandolo, e denunciandone la morte per cause naturali molti giorni dopo.

La 43enne di Foligno si trova nel carcere di Perugia, per disposizione della Procura della Repubblica di Spoleto, che l’accusa di omicidio aggravato.

La donna, Scilla Bertini, aveva chiesto l’intervento del medico di famiglia per denunciare la morte del padre Claudio, di 75 anni, con cui conviveva. Era il 14 marzo. Il medico aveva constatato che il corpo dell’uomo presentava segni di decomposizione avanzata. Per questo aveva allertato i carabinieri, che erano giunti nell’abitazione di Prato Smeraldo. Dove hanno trovato disordine, come se qualcuno avesse rovistato tra i mobili.

L’abitazione era stata posta sotto sequestro, per consentire ulteriori accertamenti. Non c’erano segni di effrazione che potessero giustificare l’eventuale ingresso di estranei in casa. La Procura ha disposto l’autopsia sul corpo dell’uomo, dalla quale si evidenzia la morte per strangolamento. Decesso che si fa risalire addirittura a metà febbraio.

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Fusione Coop, il 14 aprile incontro su Castiglione sede e logistica: revocato lo sciopero

Per la Filcams Cgil si tratta di un passo avanti, ma resta lo stato di agitazione in attesa degli esiti del confronto sul personale

La Filcams Cgil di Perugia ha revocato lo sciopero precedentemente indetto per lunedì 31 marzo nelle sedi Coop Centro Italia di Castiglione del Lago.

Questo perché il sindacato ha ritenuto “positiva la recente firma del verbale di accordo ex art. 47 relativo alla fusione, che include impegni concreti e la costituzione di tavoli tematici sulla sede e la logistica di cui il primo fissato per il 14 aprile”.

“Questi tavoli – spiega il sindacato – rappresentano un passo importante per affrontare le questioni relative alla fusione, agli effetti e agli strumenti necessari al fine di evitare eventuali ricadute occupazionali che avrebbero conseguenze drammatiche oltre che per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, anche per il tessuto economico e sociale del Trasimeno e di tutta l’Umbria”.

Proprio la mancata calendarizzazione dei tavoli aveva portato la Filcams Cgil ad indire uno sciopero. Tuttavia, nonostante questo sviluppo definito “incoraggiante”, il sindacato ha deciso di mantenere lo stato di agitazione fino a quando “non avremo un esito chiaro e soddisfacente dai tavoli di confronto”.

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Agriumbria, tra nuove richieste ed esigenze di qualità e sostenibilità

Umbriafiere è tornata ad essere il polo nazionale di riferimento delle carni di qualità, con Agriumbria, in programma fino al 30 marzo. (qui il programma completo)

Un’edizione, la 56esima, che conferma come le novità introdotte nella scorsa edizione che siano state una grande scommessa vinta, con il nuovo spazio espositivo, un’area demo dedicata al settore Forestazione,
uno spazio somministrazione curato insieme ad Associazione Italiana Allevatori.

Al centro anche di questa edizione di Agriumbria la sostenibilità nella zootecnia, grazie a innovazione tecnologica, mostre nazionali, spazi demo e partnership strategiche con AIA e Federunacoma per una fiera di riferimento in Italia.

Un’occasione di riflessione tra l’aumento della domanda di prodotti di origine animale e l’esigenza della sostenibilità ambientale globale. “In un contesto come quello di Eima, evento di rilevanza internazionale, abbiamo già ribadito quanto la meccanizzazione, e insieme l’innovazione tecnologica, siano un importante elemento di miglioramento per la zootecnia e l’agricoltura in generale – ha spiegato il presidente di Umbriafiere, Stefano Ansideri – è del resto uno dei segreti di Agriumbria, quello di creare confronti tra mondo degli imprenditori e mondo della scienza e della ricerca”.

“La filiera vincente” sarà il fil-rouge di quella che ormai è la manifestazione di riferimento nel panorama fieristico del Centro-Sud.

Si riconfermano le mostre e le rassegne nazionali legate alle razze zootecniche, in un momento in cui il comparto sta attraversando una fase strutturale non felice. Confermato anche il forte legame con le istituzioni partner, come la Regione Umbria e la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Perugia.

Al contempo le due anime di Agriumbria sono sempre più rappresentate del legame con FederUnacoma (meccanizzazione) ed AIA (zootecnia), a testimonianza della fondamentale valenza di entrambe i comparti all’interno del progetto fieristico e convinti della scelta strategica della “fiera di filiera”.

Agriumbria 2025 è stata inaugurata dal ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, insieme alla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e all’assessore regionale Simona Meloni.

Proietti alla Casa dello Sviluppo Rurale: l’impegno dell’Umbria

Proietti e Meloni hanno poi inaugurato la “Casa dello Sviluppo Rurale, lo stand della Regione Umbria – Assessorato all’Agricoltura e Autorità di Gestione dello sviluppo rurale che, fino a domenica, ospiterà numerosi eventi e iniziative nello spazio allestito presso il padiglione 7 della fiera.

“Gli agricoltori umbri – ha detto Proietti – si prendono cura del nostro territorio quotidianamente. Ma si prendono anche cura dell’ambiente e sono portatori di uno stile di vita sano che affonda le sue radici nella nostra tradizione. Agriumbria è la storia di tutti noi. In questa tre giorni c’è tutto quello che l’agricoltura rappresenta 365 giorni l’anno. Per noi l’agricoltura è un asset fondamentale dello sviluppo di questa nostra regione e siamo pronti a ricordarlo all’Europa a cui chiediamo di esercitare il suo ruolo per fare il bene dei territori e delle comunità. Noi abbiamo la responsabilità di far atterrare i fondi comunitari e renderli strumento di crescita e sviluppo. Per questo servono riforme strutturali e un’attuazione della programmazione europea anche in una chiave innovativa fatta di ricerca e giovani al centro”.

Meloni: presidio del territorio e sguardo all’Europa

Nuove generazioni, presidio del territorio e sguardo all’Europa anche nelle parole dell’assessore Simona Meloni: “In questi tre mesi dal mio insediamento ho incontrato gli stakeholders del mondo agricolo e ora è arrivato il momento di trasformare gli input in azioni concrete e innovazione. Siamo qui per sostenere chi fa impresa agricola e sviluppo e vogliamo farlo attraverso processi che aumentino la produttività, che semplifichino la burocrazia e accompagnino il ricambio generazionale che è fondamentale per l’agricoltura umbra – ha spiegato l’assessore -. Non c’è più spazio per una narrazione bucolica: per attrarre i giovani occorre offrire loro un futuro fatto di certezze e opportunità. Per questo siamo al lavoro per ricalibrare gli strumenti, anche finanziari, che abbiamo a disposizione. Ci saranno meno bandi ma più sostanziosi e meglio calibrati, meno burocrazia, più sostegno a chi fa impresa. Siamo il cuore verde d’Italia anche perché il territorio regionale vive di agricoltura, di zootecnia e di un ambiente unico. Questo è il nostro patrimonio più grande che ogni giorno viene presidiato, come accade in particolare modo nelle aree interne, da agricoltori e allevatori. Lotteremo per dire ‘no’ al fondo unico della PAC, all’Europa vogliamo ricordare che non accetteremo che ci siano disuguaglianze tra le regioni europee”.

La Regione Umbria ad Agriumbria

“L’Umbria rinasce dai borghi rurali”, è il claim che caratterizza la presenza istituzionale ad Agriumbria nonché il fulcro del racconto che sarà offerto presso lo stand allestito all’interno del padiglione 7 della fiera. La “Casa dello Sviluppo Rurale” ospiterà momenti divulgativi su temi importanti come l’agricoltura sociale, cruciale per migliorare la qualità della vita nelle aree rurali e accrescere, diversificandole, le fonti di reddito delle aziende agricole, ma sarà dato spazio anche a momenti più didattici e ludico-ricreativi come la presentazione del PAC GAME, il gioco da tavolo ideato dal CREA – Rete Rurale Nazionale, e ai laboratori pensati per i più piccoli come il gioco “Proteggiamo le nostre piante con Susy l’Ispettore!”, realizzato dal Servizio Fitosanitario regionale, e “A Scuola di Bio”, a cura di 3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, dedicato al biologico, alla sana alimentazione, alla biodiversità e alla sostenibilità ambientale.

Unicoop Etruria, via libera dall’ultima assemblea. A Castiglione si sciopera ancora

Lunedì 31 marzo le lavoratrici e i lavoratori della sede e del magazzino di Castiglione del Lago incroceranno di Coop Centro Italia si fermeranno per lo sciopero di 4 ore proclamato dalla Filcams Cgil di Perugia, con presidio di fronte alla struttura castiglionese, dalle 8.30 alle 12.30.

Uno sciopero che segue quello del 20 febbraio, che era stato indetto per avere informazioni sul piano industriale e l’istituzione di tavoli territoriali.

“Durante l’incontro nazionale avvenuto a Roma il 26 febbraio – spiega il segretario generale della Filcams Cgil Perugia, Massimiliano Cofani – non sono emersi elementi di novità riguardo ai contenuti del piano industriale. È stato, tuttavia, promesso un impegno a convocare ‘a stretto giro’ dei tavoli tematici sulla sede e sulla logistica. A oggi, purtroppo, nessun tavolo è stato convocato né calendarizzato. Le preoccupazioni dei lavoratori rimangono forti: centottanta lavoratori della sede e oltre cento del magazzino sono in attesa di risposte chiare sul loro futuro e su quello della cooperativa. Preoccupano anche le eventuali ricadute sul territorio lacustre. Invitiamo tutti a partecipare al presidio per far sentire la propria voce e sostenere le legittime richieste dei lavoratori”.

Intanto il processo di fusione per la creazione di Unicoop Etruria. Lunedì si è tenuta l’assemblea generale di Unicoop Tirreno, ultimo degli incontri di ratifica dell’accordo che si sono svolti in Umbria, Lazio e Toscana.

Unicoop Etruria nascerà nella seconda metà di quest’anno, con 800mila soci e 170 punti vendita in tutto il Centro Italia.

“I conti della sanità sono in equilibrio”, il centrodestra va dal prefetto

L’opposizione rivela una parte del report di Kmpg tralasciata da Proietti: decifit di 34 milioni, ma con il payback dispositivi medici può arrivare un attivo di 14 milioni

“Il disavanzo in sanità non è di 90 milioni di euro, ma il bilancio sanitario è in sostanziale equilibrio. Lo dice la stessa società Kpmg. E nella conferenza stampa di mercoledì è stato detto il falso sapendo di dirlo. Per questo chiediamo le dimissioni della Giunta”.

La portavoce delle opposizioni, l’ex presidente Donatella Tesei, replica alle parole della presidente Stefania Proietti. Evidenziando quanto è scritto a pag. 5 di quel “Prime evidenze”, estratto della relazione fatta dall’advisor privato a cui la Regione ha affidato il compito di visionare i dati della sanità umbra. “Kpmg, società privata incaricata con soldi pubblici dalla Giunta, dice
chiaramente nel suo report – spiega Tesei – che al risultato economico negativo per il 2024 di 90 milioni di euro vanno sottratti 23 milioni di euro di payback farmaceutico e 33 milioni di euro di premialità già accantonate. Quindi il disavanzo sarebbe di 34 milioni di euro. Ma se si considera anche il payback dispositivi medici, che per l’Umbria vale 48 milioni di euro, l’equilibrio di bilancio sanitario per il 2024 si potrebbe tranquillamente raggiungere e anzi si potrebbe chiudere addirittura in attivo di 14 milioni di euro. E questi dati li fornisce il report di Kpmg. Quindi ieri nella conferenza stampa della Giunta sono state usate solo alcune pagine di questo report, omettendone altre. Avevano questi numeri e non li hanno voluti dare: è stato detto il falso sapendo di dirlo. Questa manovra ‘lacrime e sangue’ annunciata dalla presidente Proietti poggia su presupposti falsi. Non c’è il rischio commissariamento e nemmeno quello del piano di rientro, che viene prima, né tanto meno c’è bisogno di una manovra fiscale di 322 milioni”.

Soldi che per l’opposizione l’amministrazione di centrosinistra vuole utilizzare per altro. Utilizzando lo spauracchio del commissariamento della sanità per giustificare un aumento di tasse che non si verifica in Umbria da 25 anni.

Per questo i consiglieri di opposizione, che ancora stanno occupando il Consiglio regionale, si recheranno dal prefetto di Perugia “per mettere in fila questi comportamenti sbagliati. Chiederemo al prefetto di vigilare e di metterci nelle condizioni di poter esercitare il nostro dovere di vigilanza. Noi abbiamo chiesto reiteratamente, prima in Commissione e poi in Consiglio, di fornirci questa documentazione e non c’è stata data. Non solo: la presidente Proietti si è anche rifiutata di riferire durante l’ultima seduta dell’Assemblea legislativa. Questo non ci consente di svolgere il compito di consiglieri regionali di minoranza che ci è stato assegnato dagli umbri. Per questo abbiamo occupato l’Aula di Palazzo Cesaroni. Serve dire la verità, quella vera. Senza dimenticare che siamo ancora in attesa della risposta alla nostra richiesta di accesso agli atti sull’iter di assegnazione a questa società privata”.

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Femminicidio a Spoleto, così Gianluca ha ucciso la moglie Laura Papadia tentando poi il suicidio

La donna di 37 anni vicedirettrice di un supermercato, il 48enne Gianluca Romita è un rappresentante di vini: fermato al Ponte delle Torri

Femminicidio a Spoleto, dove Gianluca Romita, 47enne, è stato arrestato con l’accusa di aver ucciso la moglie Laura Papadia, di 36 anni.
La tragedia si è consumata alla Rocca dei Perugini, complesso nella parte bassa del centro storico di Spoleto, alla fine di corso Garibaldi. Qui da poco più di un anno viveva la coppia. Lei, originaria di Palermo, si era trasferita nella città ducale perché assunta come vice direttrice di una supermercato.
Lui, di Senigallia, da tempo lavorava in zona come rappresentante di vini. I poliziotti, che lui stesso aveva chiamato confessando l’uccisione della moglie, lo hanno arrestato nei pressi del Ponte delle Torri, dove voleva togliersi la vita. Gli agenti lo hanno trovato in evidente stato di agitazione, riuscendo a farlo desistere dal compiere un altro gesto estremo dopo una lunga trattativa, al termine della quale si è consegnato loro.
Nell’abitazione dove presumibilmente è stato compiuto il delitto la polizia scientifica sta effettuando i rilievi. Da una prima ricognizione cadaverica, Laura è stata strangolata, forse nel sonno. Gli agenti sono entrati all’interno da una finestra, con l’aiuto dei vigili del fuoco. Trovando il corpo senza vita della donna.
Gianluca Romita è stato condotto in Commissariato a Spoleto, dove è a disposizione dell’autorità giudiziaria. Non sono ancora chiari, come ha detto sul momento il procuratore capo di Spoleto Claudio Chicchella, i motivi che lo avrebbero condotto a compiere il femminicidio. Sono in corso indagini circa tracce di precedenti liti o comunque episodi che potrebbero poi essere degenerati, sino al tragico epilogo.

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