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Autore: Matteo Savino

“Conti in rosso per l’aeroporto”, la denuncia di Filt Cgil e Uilt Umbria

I segretari generali Ciro Zeno e Cecchetti Stefano attaccano il Cda dopo quanto appreso nell’incontro in Prefettura

“Conti in rosso” per Sase, società che gestisce l’aeroporto internazionale dell’Umbria. E’ quanto denunciano le organizzazioni sindacali Filt Cgil e Uilt Umbria, secondo quanto appreso dai due segretari generali Ciro Zeno e Cecchetti Stefano nel corso di un incontro che si è tenuto in Prefettura a Perugia.
“Dopo una gara sulla sicurezza interna da noi rigettata fin dal primo momento – proseguono i sindacati –, poiché guidati dalla forte prerogativa di tutelare tutte le maestranze, sia quelle a tempo indeterminato che quelle stagionali, in modo del tutto inusuale e in anteprima abbiamo appreso dei conti in rosso”.
“Siamo stati colti dall’incredulità più totale – aggiungono da Filt Cgil e Uilt – e siamo fortemente preoccupati per le sorti del San Francesco d’Assisi e per tutti i lavoratori poiché è molto probabile, a questo punto, che Sase continui a far cassa sulla pelle dei lavoratori. Un consiglio di amministrazione quasi dimissionario che sta producendo danni a non finire”.
“Come è stato possibile – chiedono i sindacati – passare da importanti utili a un disavanzo in così pochi mesi? C’è stata incapacità gestionale? E soprattutto, chi pagherà i conti in rosso, i debiti? Ancora una volta i lavoratori?”.
“Un disastro che noi abbiamo annunciato già da alcuni mesi – concludono i due sindacati – e che ci auguriamo oggi vedrà accesi e puntati i riflettori anche su questo delicato asset umbro anch’esso in crisi”.

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Diffamò Giorgia Meloni sui social, perugino rinviato a giudizio

E’ stato rinviato a giudizio un perugino 47enne accusato di diffamazione e minacce pluriaggravate nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Dovrà comparire di fronte al giudice il prossimo 12 febbraio.

La denuncia era scattata dopo che lo scorso ottobre sui social erano comparsi post offensivi e minacciosi a firma di un sedicente ex militare dello Stato italiano nei confronti sia della premier, sia dei componenti della sua famiglia, ed in particolare della figlia.

In seguito alla querela presentata da Giorgia Meloni, la Digos di Vercelli aveva identificato l’autore dei post. La polizia giudiziaria aveva verificato il 47enne perugino era stato già indagato e rinviato a giudizio per altre minacce social nei confronti della presidente del Consiglio.

L’inchiesta è dunque passata alla Procura della Repubblica di Perugia, guidata da Raffaele Cantone, con l’avviso di conclusione delle indagini preliminari al 47enne per diffamazione e minacce.

Ancora un’aggressione al pronto soccorso ospedaliero

Ancora un’aggressione a personale ospedaliero, dopo gli ultimi casi accaduti a Foligno e a Terni. Questa volta a farne le spese è stato un infermiere del Pronto soccorso di Orvieto.

Nel corso del turno di notte, l’infermiere aveva notato un uomo seduto in un corridoio adiacente al Pronto soccorso. Quando gli ha chiesto se avesse necessità di assistenza, lo sconosciuto ha risposto in modo sgarbato e si è repentinamente allontanato.

Pertanto, insieme ad altri colleghi, l’infermiere si è posto alla ricerca dell’uomo, rintracciandolo poco dopo in un’altra area dell’ospedale, dopo aver preventivamente allertato la Centrale Operativa dell’Arma mediante NUE 112. Alla ripetuta richiesta circa eventuali bisogni, lo sconosciuto ha reagito bruscamente, facendo cadere con un’energica spinta l’infermiere che si era prodigato in suo aiuto; nel rovinare a terra quest’ultimo ha urtato una porta di vetro, riportando lesioni poi giudicate guaribili in tre giorni dai suoi colleghi.

Intanto la pattuglia dell’Arma, giunta sul posto, ha immediatamente bloccato l’aggressore, poi identificato in un 37enne italiano, senza fissa dimora e gravato da numerosi precedenti, traendolo in arresto ai sensi della norma del Codice Penale introdotta dalla legge 113/2020 e recentemente rinovellata dal D.L. 137/2024, che punisce i reati violenti commessi in danno di personale sanitario di qualunque ruolo, con pene inasprite e nuove circostanze aggravanti, strumenti che permettono di procedere d’ufficio e perseguire i reati di violenza e lesioni nei confronti di medici ed infermieri con l’arresto obbligatorio.

Il 37enne arrestato è stato trattenuto in camera di sicurezza fino all’udienza di convalida, all’esito della quale il gip, nel convalidare l’arresto, ha disposto nei suoi confronti il divieto di dimora nel comune di Orvieto.

Auto in un fossato della Contessa, all’interno il corpo senza vita di un 33enne scomparso

La vittima è un eugubino di 33 anni, da un giorno non si avevano più sue notizie

E’ stato trovato senza vita all’interno di un’auto, in un fosso al di sotto della vecchia strada della Contessa, nel territorio comunale di Gubbio.

La vittima è un eugubino di 33 anni. Non si avevano più sue notizie da un giorno, il suo telefono appariva spento. Poi, la tragica scoperta, quando qualcuno ha segnalato alle forze dell’ordine la presenza di un’auto nel fossato.

All’interno, i vigili del fuoco hanno trovato l’uomo senza vita. Inutile l’intervento del personale sanitario.

Sul posto sono giunti gli agenti della polizia locale ed i carabinieri di Gubbio, che indagano sulle cause del decesso.

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Uccisione di Ilaria Sula, indagata la madre dell’ex fidanzato reo confesso

Per gli inquirenti la donna avrebbe aiutato il figlio a trasportare il corpo della studentessa ed a ripulire la scena del crimine

È indagata per concorso in occultamento di cadavere la madre di Mark Antony Samson, il 23enne che ha confessato l’uccisione della sua ex fidanzata, la studentessa ternana Ilaria Sula.
Avrebbe visto la ragazza morta nella stanza da letto del figlio e lo avrebbe aiutato a trasportare il corpo in una valigia ed a ripulire la camera da letto dove l’aveva appena accoltellata.
Nell’interrogatorio in carcere Mark Samson aveva detto di aver “fatto tutto da solo”, ma si era avvalso della facoltà di non rispondere alle domande sulla madre.
Una notizia che arriva alla vigilia dei funerali di Ilaria Sula, che saranno celebrati lunedì alle 14. Un corteo accompagnerà nel suo ultimo viaggio la ragazza dall’abitazione di famiglia, in viale dello Stadio, fino al cimitero comunale. A Terni sarà lutto cittadino.
I legali di Mark Sampson, al quale gli inquirenti stanno valutando di contestare anche la premeditazione, ipotizzano di chiedere una perizia psichiatrica.

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Un corte accompagnerà Ilaria Sula nel suo ultimo viaggio, lunedì i funerali a Terni

Saranno celebrati lunedì alle 14 a Terni i funerali di Ilaria Sula, la studentessa uccisa a Roma dall’ex fidanzato Mark Samson.

Come comunicato sui social dal padre di Ilaria, Flamur Sula, un corteo funebre a piedi, dalla sua abitazione di viale dello Stadio 5, accompagnerà la salma di Ilaria fino al cimitero.

“Un ringraziamento a tutte le persone che vorranno partecipare” ha scritto il padre.

Lunedì per Terni sarà un’altra giornata di dolore.

Intanto, proseguono le indagini per chiarire come è stata uccisa la studentessa e chi ha aiutato Mark Samson a portarne via il corpo dall’abitazione del quartiere Africano dove è stata uccisa a coltellate.

Gli inquirenti intendono capire se i genitori del giovane, soprattutto la madre, abbiano avuto un ruolo in questa vicenda. Anche se Mark Samson ha detto di aver fatto tutto da solo, pur avvalendosi della facoltà di non rispondere al magistrato sulle domande che riguardavano i genitori.

Nel corso dell’ultima perquisizione nell’alloggio dei Samson, posto sotto sequestro, è stato sequestrato il computer dello studente.

Incendio nella notte nella zona industriale di Sant’Eraclio

Nella notte un incendio ha danneggiato tre mezzi di una ditta nella zona industriale di Sant’Eraclio di Foligno. Si tratta di un furgone, divorato dalle fiamme, e di due vetture.

L’allarme ai vigili del fuoco è scattato alle 2.30. I caschi rossi sono riusciti ad arginare l’incendio ed a mettere in sicurezza l’area. Nessuna persona è rimasta coinvolta.

Le indagini sulle cause dell’incendio sono affidate ai carabinieri. Sul posto è intervenuta anche la polizia stradale.

Incendio mentre dorme, pensionato muore intossicato

Incendio mentre dorme, pensionato muore intossicato

Quando si è svegliato ed ha visto la camera da letto avvolta dalle fiamme ha provato ad uscire dal suo appartamento, ma sulla porta è caduto a terra, probabilmente sopraffatto dal fumo inalato. I vigili del fuoco hanno trovato ormai senza vita il 75enne che viveva da solo in un appartamento in via Montebello a Terni.

Il personale sanitario del 118 ha provato a rianimarlo, ma il suo cuore aveva già cessato di battere.

Le famiglie che abitano negli altri appartamenti della palazzina sono state fatte evacuare durante le operazioni di spegnimento dell’incendio e della successiva bonifica. La palazzina non ha riportato danni strutturali e sono dunque potute tornare a casa.

L’appartamento al terzo piano, dove si è consumata la tragedia, è stato posto sotto sequestro da parte della Procura di Terni, che ha aperto un fascicolo. Sono stati anche effettuati gli accertamenti da parte della polizia scientifica, oltre a quelli tecnici dei vigili del fuoco.

L’ipotesi è che le fiamme possano essersi sprigionate da un corto circuito all’impianto elettrico, forse per la presenza di una stufetta utilizzata per scaldare la stanza.

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Femminicidio di Ilaria Sula, Mark Samson: “L’ho uccisa quando ho visto quel messaggio sul cellulare”

Nell’interrogatorio in carcere l’ex fidanzato ha confessato ancora l’uccisione della studentessa ternana, ma non ha risposto sui genitori

“Ho ucciso Ilaria per gelosia, quando ho visto che aveva ricevuto un messaggio da un altro ragazzo. Ho fatto tutto da solo”. Per quasi sei ore, di fronte al gip arrivato nel carcere di Regina Coeli dove è stato portato a seguito della sua prima confessione, Mark Samson ha ammesso ancora una volta di aver ucciso lui l’ex fidanzata Ilaria Sula. Fornendo anche un movente, al vaglio degli inquirenti, che può essere decisivo ai fini della contestazione della premeditazione.

Un delitto avvenuto nella casa di Homs, con i genitori presenti in casa. Ma in merito al ruolo che i genitori avrebbero avuto nel rimuovere il corpo di Ilaria, il giovane di origini filippine si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Per il resto, ha raccontato della relazione avuta con la studentessa ternana. Di come fosse finita, nonostante lui ne fosse “ancora innamorato”. Fino al tragico epilogo.

Ilaria, il 25 marzo, si era recata nell’appartamento dove Mark vive con i genitori per restituirgli dei vestiti. Secondo il racconto fatto dal ragazzo, Ilaria si sarebbe fermata a dormire da lui. Ma poi, la mattina successiva, i due giovani avrebbero litigato.

“L’ho uccisa perché ero geloso, dopo aver visto quel messaggio” ha ripetuto Mark Samson agli inquirenti, negando di aver premeditato il femminicidio. Ha impugnato il coltello ed ha colpito la ragazza, che ha cercato di difendersi, come dimostrano le ferite della lama rinvenute sulle braccia e su altre parti del colpo. Letali sono state quelle sferrate alla gola.

Ilaria è morta dissanguata. Ma prima, durante l’aggressione subita, ha cercato di difendersi, sicuramente ha urlato. Difficile che i genitori, presenti in casa, non abbiano sentito nulla.

Mark ha detto di aver fatto tutto da solo. Di aver messo il corpo ormai senza vita di Ilaria in un sacco di plastica e di averlo poi chiuso in una valigia. Di aver ripulito da solo la stanza dove si è consumato il delitto e di aver caricato il corpo nell’auto di famiglia, con cui ha raggiunto la zona isolata di Capranina Prestina, nei pressi del Monte Guadagnolo, dove Ilaria è stata gettata in un dirupo.

Gli inquirenti hanno dubbi sul fatto che Mark Samson possa aver fatto tutto da solo.

I rilievi effettuati nell’abitazione del quartiere Africano di Homs potranno fornire alcune risposte. Così come l’eventuale ritrovamento dell’arma del delitto e degli stracci utilizzati per ripulire la scena del crimine. Oltre al cellulare di Ilaria, che Mark ha usato per inviare messaggi per conto della ragazzi ormai senza vita, anche ai genitori, poi accompagnati in polizia per sporgere denuncia di scomparsa, fingendosi preoccupato.

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Ast, stop alla linea a caldo per 2 settimane. E sul futuro pesano i dazi Usa

La direzione aziendale ha comunicato alle Rsu la chiusura da lunedì 14 a mercoledì 30 aprile. Non scatta la cassa integrazione: i dipendenti interessati potranno andare al lavoro

L’Ast fermerà la linea dell’area a caldo da lunedì 14 a mercoledì 30 aprile. Lo stop è stato comunicato alle Rsu dalla direzione aziendale, che ha spiegato come non sarà prevista la cassa integrazione, perché il personale interessato potrà recarsi al lavoro rispettando il proprio turno d’appartenenza.

Uno stop che preoccupa i lavoratori e i propri rappresentanti, perché conferma una situazione di precarietà nelle previsioni della produzione. Scenario che può essere peggiorato dai nuovi dazi introdotti dall’amministrazione statunitense. Soprattutto nel caso di risposte che potranno scatenare una guerra commerciale con al centro l’acciaio e l’alluminio.

Nuove difficoltà nei mercati internazionali che dunque si aggiungono alle criticità legate al costo dell’energia.

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