Ritrovato in Alto Adige Guillermo Ever Zambelli, il 39enne di Umbertide di cui si erano perse le tracce dal 13 aprile.
Il ragazzo, originario del Salvador, cresciuto ad Umbertide dove risiede, aveva fatto perdere le proprie tracce. Erano così scattate le ricerche, che hanno impegnato forze dell’ordine, vigili del fuoco e volontari. Ricerche che a un certo punto si erano concentrate nella zona di Perugia, dove per due volte era stato avvistato.
Fino al ritrovamento addirittura in Alto Adige. Il ragazzo sta bene, gli amici e la comunità umbra possono tirare un sospiro di sollievo.
I sindacati denunciano l’ennesima aggressione a personale dei mezzi pubblici in Umbria. L’ultimo episodio si è verificato nei pressi della stazione Fontivegge di Perugia, ai danni di un autista e di un controllore di Busitalia mentre svolgevano la loro mansione.
A denunciare questo nuovo caso sono le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt Uil dell’Umbria: “Semplicemente per aver chiesto un ticket, i lavoratori sono stata aggrediti da dei ragazzi che sono oggi probabilmente sotto il vaglio degli inquirenti”.
“Non è più accettabile – ribadiscono i sindacati – questa condizione di grande criticità in tema di sicurezza sui bus e su tutti i mezzi pubblici. Non è più accettabile andare al lavoro e rischiare di tornare a casa con lesioni per otto giorni di prognosi, quando va bene, e con braccia rotte e quant’altro, quando va male. Nei bus, nei treni e nei mezzi pubblici in generale, accade troppo spesso che chi svolge il proprio lavoro viene aggredito nelle circostanze più variabili e impreviste. Chiediamo più sicurezza a bordo dei mezzi pubblici”.
“Chiediamo – concludono Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt Uil – un intervento robusto in merito, non solo al Governo, ma anche alla Regione e alle aziende che gestiscono i trasporti in Umbria. La sicurezza è in seno al datore di lavoro e le aziende devono mettere in atto tutte quelle azioni atte a garantire il servizio e la sicurezza dei propri dipendenti. Intanto chiediamo un tavolo urgentissimo con le aziende e con la prefettura per arrivare a un protocollo che metta a garanzia la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici nella nostra regione”.
Troppe buche, chiuso un tratto della E45. L’Anas ha comunicato che per ammaloramento del piano viabile, carreggiata temporaneamente chiusa, in direzione Cesena, sulla strada statale 3 “Bis Tiberina”, dal km 128,000 al km 130,200, in località Città di Castello.
Una situazione peggiorata nelle ultime ore a causa delle intense piogge che si sono abbattute sull’Umbria.
Sul posto sono presenti le squadre Anas per la gestione dell’evento e per consentire la riapertura del tratto nel più breve tempo possibile.
Il tratto di strada è stato anche interessato da un incidente, fortunatamente senza gravi conseguenze per la donna al volante della Fiat Panda, affidata alle cure del personale del 118. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia stradale.
Scossa di terremoto nella prima mattina di oggi, domenica, con epicentro a Spoleto. La terra ha tremato poco prima delle 8, con epicentro in località Mustaiole, verso il confine ternano.
Secondo quanto rivelato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il sisma ha avuto una magnitudo di 2.5, con ipocentro ad una profondità di circa 10 km.
La scossa è stata avvertita distintamente dalla popolazione, ma non si registrano danni.
Negli ultimi giorni scosse sismiche, di non particolare intensità, sono state registrate nell’area dell’Adriatico. Oltre a quelle che continuano a riguardare la zona dei Campi Flegrei, in Campania.
E’ morto in ospedale il 54enne che aveva perso il controllo della sua auto, a Parrano, finendo contro il muro di un casale lungo la strada provinciale 104.
All’arrivo dei soccorritori l’uomo era apparso in condizioni gravissime a causa dei traumi riportati. I vigili del fuoco lo aveva estricato dalle lamiere e affidato al personale medico del 118. Nel frattempo era arrivato l’elisoccorso, che aveva provveduto al trasporto in ospedale.
I medici hanno fatto di tutto per cercare di salvargli la vita, ma il suo cuore ha smesso di battere.
Le cause dell’incidente sono in corso di accertamento sulla base dei rilievi effettuati sul posto.
I segretari generali Ciro Zeno e Cecchetti Stefano attaccano il Cda dopo quanto appreso nell’incontro in Prefettura
“Conti in rosso” per Sase, società che gestisce l’aeroporto internazionale dell’Umbria. E’ quanto denunciano le organizzazioni sindacali Filt Cgil e Uilt Umbria, secondo quanto appreso dai due segretari generali Ciro Zeno e Cecchetti Stefano nel corso di un incontro che si è tenuto in Prefettura a Perugia. “Dopo una gara sulla sicurezza interna da noi rigettata fin dal primo momento – proseguono i sindacati –, poiché guidati dalla forte prerogativa di tutelare tutte le maestranze, sia quelle a tempo indeterminato che quelle stagionali, in modo del tutto inusuale e in anteprima abbiamo appreso dei conti in rosso”. “Siamo stati colti dall’incredulità più totale – aggiungono da Filt Cgil e Uilt – e siamo fortemente preoccupati per le sorti del San Francesco d’Assisi e per tutti i lavoratori poiché è molto probabile, a questo punto, che Sase continui a far cassa sulla pelle dei lavoratori. Un consiglio di amministrazione quasi dimissionario che sta producendo danni a non finire”. “Come è stato possibile – chiedono i sindacati – passare da importanti utili a un disavanzo in così pochi mesi? C’è stata incapacità gestionale? E soprattutto, chi pagherà i conti in rosso, i debiti? Ancora una volta i lavoratori?”. “Un disastro che noi abbiamo annunciato già da alcuni mesi – concludono i due sindacati – e che ci auguriamo oggi vedrà accesi e puntati i riflettori anche su questo delicato asset umbro anch’esso in crisi”.
E’ stato rinviato a giudizio un perugino 47enne accusato di diffamazione e minacce pluriaggravate nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Dovrà comparire di fronte al giudice il prossimo 12 febbraio.
La denuncia era scattata dopo che lo scorso ottobre sui social erano comparsi post offensivi e minacciosi a firma di un sedicente ex militare dello Stato italiano nei confronti sia della premier, sia dei componenti della sua famiglia, ed in particolare della figlia.
In seguito alla querela presentata da Giorgia Meloni, la Digos di Vercelli aveva identificato l’autore dei post. La polizia giudiziaria aveva verificato il 47enne perugino era stato già indagato e rinviato a giudizio per altre minacce social nei confronti della presidente del Consiglio.
L’inchiesta è dunque passata alla Procura della Repubblica di Perugia, guidata da Raffaele Cantone, con l’avviso di conclusione delle indagini preliminari al 47enne per diffamazione e minacce.
Ancora un’aggressione a personale ospedaliero, dopo gli ultimi casi accaduti a Foligno e a Terni. Questa volta a farne le spese è stato un infermiere del Pronto soccorso di Orvieto.
Nel corso del turno di notte, l’infermiere aveva notato un uomo seduto in un corridoio adiacente al Pronto soccorso. Quando gli ha chiesto se avesse necessità di assistenza, lo sconosciuto ha risposto in modo sgarbato e si è repentinamente allontanato.
Pertanto, insieme ad altri colleghi, l’infermiere si è posto alla ricerca dell’uomo, rintracciandolo poco dopo in un’altra area dell’ospedale, dopo aver preventivamente allertato la Centrale Operativa dell’Arma mediante NUE 112. Alla ripetuta richiesta circa eventuali bisogni, lo sconosciuto ha reagito bruscamente, facendo cadere con un’energica spinta l’infermiere che si era prodigato in suo aiuto; nel rovinare a terra quest’ultimo ha urtato una porta di vetro, riportando lesioni poi giudicate guaribili in tre giorni dai suoi colleghi.
Intanto la pattuglia dell’Arma, giunta sul posto, ha immediatamente bloccato l’aggressore, poi identificato in un 37enne italiano, senza fissa dimora e gravato da numerosi precedenti, traendolo in arresto ai sensi della norma del Codice Penale introdotta dalla legge 113/2020 e recentemente rinovellata dal D.L. 137/2024, che punisce i reati violenti commessi in danno di personale sanitario di qualunque ruolo, con pene inasprite e nuove circostanze aggravanti, strumenti che permettono di procedere d’ufficio e perseguire i reati di violenza e lesioni nei confronti di medici ed infermieri con l’arresto obbligatorio.
Il 37enne arrestato è stato trattenuto in camera di sicurezza fino all’udienza di convalida, all’esito della quale il gip, nel convalidare l’arresto, ha disposto nei suoi confronti il divieto di dimora nel comune di Orvieto.
La vittima è un eugubino di 33 anni, da un giorno non si avevano più sue notizie
E’ stato trovato senza vita all’interno di un’auto, in un fosso al di sotto della vecchia strada della Contessa, nel territorio comunale di Gubbio.
La vittima è un eugubino di 33 anni. Non si avevano più sue notizie da un giorno, il suo telefono appariva spento. Poi, la tragica scoperta, quando qualcuno ha segnalato alle forze dell’ordine la presenza di un’auto nel fossato.
All’interno, i vigili del fuoco hanno trovato l’uomo senza vita. Inutile l’intervento del personale sanitario.
Sul posto sono giunti gli agenti della polizia locale ed i carabinieri di Gubbio, che indagano sulle cause del decesso.
Per gli inquirenti la donna avrebbe aiutato il figlio a trasportare il corpo della studentessa ed a ripulire la scena del crimine
È indagata per concorso in occultamento di cadavere la madre di Mark Antony Samson, il 23enne che ha confessato l’uccisione della sua ex fidanzata, la studentessa ternana Ilaria Sula. Avrebbe visto la ragazza morta nella stanza da letto del figlio e lo avrebbe aiutato a trasportare il corpo in una valigia ed a ripulire la camera da letto dove l’aveva appena accoltellata. Nell’interrogatorio in carcere Mark Samson aveva detto di aver “fatto tutto da solo”, ma si era avvalso della facoltà di non rispondere alle domande sulla madre. Una notizia che arriva alla vigilia dei funerali di Ilaria Sula, che saranno celebrati lunedì alle 14. Un corteo accompagnerà nel suo ultimo viaggio la ragazza dall’abitazione di famiglia, in viale dello Stadio, fino al cimitero comunale. A Terni sarà lutto cittadino. I legali di Mark Sampson, al quale gli inquirenti stanno valutando di contestare anche la premeditazione, ipotizzano di chiedere una perizia psichiatrica.