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Appennino Centrale e cratere sisma, si tenta il ritorno dei pensionati con la Flat Tax al 7%

Si punta alla Flat Tax al 7% per favorire il ripopolamento e lo sviluppo delle Aree dell’Appennino centrale.

Mercoledì 18 dicembre la misura sarà presentata a Palazzo Chigi. In un incontro che vedrà la partecipazione del vice ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Edmondo Cirielli, e del commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma 2016, Guido Castelli (nella foto).

La misura fiscale è destinata a favorire il ritorno nelle aree dell’Appennino Centrale dei cittadini pensionati residenti all’estero da almeno 5 anni, che percepiscono l’assegno da un Paese straniero.

Al tema è già stato dedicato un convegno promosso dalla School of Government della Luiss Guido Carli e dal commissario straordinario sisma 2016, in collaborazione con la Fondazione MagnaCarta.

In quell’occasione è stato evidenziato come la misura della Flat Tax al 7% potrà frenare il fenomeno di spopolamento e incentivare la crescita economica di quelle comunità. Sottolineando come i regimi agevolativi pensati per i territori del cratere, ancora impegnati nella difficile ricostruzione economica e sociale, potranno essere importanti per rilanciare queste aree.

Incendio in un garage con auto, bombole e vernici | Foto e video

Nell’officina con annessa rimessa, a Castel del Piano (Perugia) i vigili del fuoco, intervenuti sabato mattina per la segnalazione di un incendio, hanno trovato tre auto d’epoca, bombolette di vernice, batterie al litio e una bombola di acetilene. Materiale infiammabile che ha reso complesse le operazioni di spegnimento dell’incendio.

Le squadre dei vigili del fuoco hanno infatti dovuto utilizzare acqua e liquido schiumogeno e poi messo in sicurezza i materiali pericolosi e delimitato l’area con nastro segnaletico per impedirne l’accesso. È stata dichiarata la necessità di interventi immediati da parte del proprietario per lo svuotamento e la bonifica dell’immobile, che è stato interdetto all’uso fino al completamento delle operazioni.

Sul posto sono intervenuti anche agenti della polizia di Stato.

Saxa Gres, i timori dopo il dietrofront del fondo Continental

Si prospetta un dicembre di tensione per i dipendenti della Saxa Gres, dopo che il fondo inglese Continental ha disertato l’incontro al Ministero delle imprese e del made in Italy in cui avrebbe dovuto presentare a Istituzioni e sindacati.

Il fondo ha anzi comunicato il dietrofront rispetto agli impegni presi nei mesi scorsi. Con preoccupanti prospettive, adesso, per gli stabilimenti ex Tagina a Gualdo Tadino e quelli di Anagni e Roccasecca, visto che Invitali ha annunciato la revoca dei sussidi che erano legati proprio a un piano di rilancio del gruppo.

Servono soldi freschi, adesso, per scongiurare scenari preoccupanti. Con una soluzione da portare al tavolo dell’assemblea degli azionisti, fissata per il 31 gennaio.

Aeroporto dell’Umbria, distrutti chili di merci contraffatte e sigarette

Distrutti dai militari del Comando provinciale della guardia di finanza e dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in servizio presso l’Aeroporto Internazionale “San Francesco d’Assisi”, distrutti chili di merci contraffatte, che erano state sequestrate nell’ambito dei controlli effettuati nei confronti dei passeggeri in transito nello scalo umbro.

Prodotti, quasi sempre individuati a seguito dei controlli bagagli, che sono risultati essere in alcuni casi falsi e, quindi, in violazione dei diritti di proprietà intellettuale e, in altri, pericolosi per la salute dei consumatori.

Borse, zaini, portafogli, occhiali da sole, scarpe, abbigliamento, cinture, ma anche indumenti intimi, tutti griffati col logo di note Case di moda. Riproduzioni che a volte risultano talmente simili ai prodotti ufficiali da poter ingannare l’ignaro acquirente.

Per questo motivo, fondamentale risulta essere la collaborazione fornita dai titolari dei marchi che, attraverso le perizie tecniche effettuate, riescono a fornire riscontro circa l’originalità o meno delle merci sequestrate.

Sono stati avviati alla distruzione anche circa 7,5 chili di tabacchi lavorati esteri, sfusi o in stecche di pacchetti di sigarette, rinvenuti sempre a seguito del controllo bagagli e confiscati amministrativamente, in quanto eccedenti la franchigia ammessa dalla vigente legislazione (il massimo consentito è fino a 200 sigarette o 250 grammi in caso di tabacco sfuso).

Su Ast Arvedi conferma il rilancio, ma restano i nodi energia e concorrenza dall’Asia

Arvedi conferma la volontà di rilanciare l’Acciai Speciali Terni, anche se il nodo rappresentato dal costo dell’energia rende incerto l’orizzonte temporale degli investimenti promessi.

Nell’incontro che si è svolto nella sede Finarvedi a Cremona tra la proprietà di Acciai Speciali Terni e le organizzazioni sindacali territoriali e nazionali, la proprietà ha anche annunciato, secondo quanto riferito dai sindacati, “proposte e interlocuzioni a livello istituzionale risolutive per giungere al più presto ad un accordo di programma”.

All’incontro erano presenti presidente e vicepresidente Finarvedi Giovanni Arvedi e Mario Arvedi Caldonazzo, l’amministratore delegato di Acciai Speciali Terni Dimitri Menecali, e il direttore del personale Giovanni Scordo.

“Come Fim-Fiom-Uilm di Terni – si legge nella nota delle tre sigle – abbiamo ribadito le ragioni che hanno portato allo sciopero del 19 novembre 2024, in riferimento alla indisponibilità di discutere il dettaglio del piano industriale e delle ricadute negative in ordine ai carichi e ritmi di lavoro. Giovanni Arvedi ha espresso la volontà di proseguire il progetto con una maggiore trasparenza e coinvolgimento dei lavoratori attraverso le organizzazioni sindacali che si dovrà attuare nei prossimi mesi in sede aziendale”.

Giovacchino Olimpieri e Marco Bruni (Fismic), informano che il presidente ha illustrato una strategia ambiziosa: “La produzione di acciaio inox rimane il fulcro dell’attività, con l’obiettivo di raggiungere un livello di produzione tra caldo e freddi tali da rendere lo stabilimento leader in Europa. Tuttavia, non mancano le difficoltà che l’azienda ha illustrato, tra cui costi energetici molto elevati”.

Il rilancio del sito ternano e la tutela dell’occupazione, evidenzia però l’Ugl, ruotano purtroppo intorno a due punti: il caro energia e la concorrenza delle aziende cinesi e Indonesiane che immettono nel mercato europeo prodotti a basso costo.

Ora si attendono i prossimi passi al Ministero e nell’interlocuzione con la neo governatrice umbra Stefania Proietti.

Rapina in un bar, titolare colpito in testa col registratore di cassa

Ha minacciato i titolari di un bar con un cacciavite e ne ha colpito uno alla testa con il registratore di cassa, da cui ha preso 60 euro.

I carabinieri di Foligno stanno cercando l’uomo che, nelle prime ore della mattinata, ha effettuato una rapina in un bar del centro storico.

Quando hai due lo sconosciuto ha intimato di consegnare il denaro, ne è scaturita una colluttazione, con il lancio del registratore di cassa. Provocando al titolare del locale, trasportato in ospedale, ferite giudicate guaribili in dieci giorni.

Fondazione Perugia, 12 bandi per 10,2 milioni di euro

Definito il programma di interventi della Fondazione Perugia per il 2025, che ha scelto di aumentare le iniziative in calendario e i fondi in favore del territorio di riferimento. Stanziati infatti 10,2 milioni di euro, con la possibilità di un ulteriore aumento in caso di necessità.

Dodici i bandi che verranno pubblicati nel corso dell’anno, per coprire le sei linee di intervento stabilite dal piano triennale, a sua volta ispirato all’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile: benessere economico, ricerca e innovazione, benessere sociale, sostenibilità ambientale, patrimonio storico-artistico e culturale, salute.

I primi due bandi, fra i più attesi dagli enti e dalle associazioni umbre, sono già aperti e scadranno il 22 gennaio: si tratta di “Eventi folcloristici per la promozione del territorio”, con risorse per 300.000 euro, e di “Iniziative ed eventi culturali”, che stanzia ben 600.000 euro.

Nel corso dell’anno verranno pubblicati gli altri dieci bandi, a partire da gennaio con il consueto strumento “Richieste libere”, attivo per dodici mesi. A febbraio sarà la volta di “Più Api”, “Educazione alla cultura” e “Automezzi per i servizi sociali e di soccorso”; a marzo arriverà la seconda edizione di “Raddoppia il valore delle tue idee”, destinato a iniziative in cofinanziamento con le imprese, mentre ad aprile “Progetti innovativi e creazioni di nuovi enti non profit” e il “Concorso InvestiAMOsociale”. A giugno verrà lanciato “Riqualificazione e valorizzazione di aree degradate del territorio”, mentre a settembre il Bando Ricerca su “Scienze naturali, ingegneria, scienze umane e sociali” e il Bando Welfare “Allenamento alla vita indipendente”.

Sul sito ufficiale della Fondazione, fondazioneperugia.it, è disponibile il Documento programmatico previsionale 2025 e il calendario completo dei bandi, insieme a tutte le informazioni per partecipare e alle altre iniziative in programma.

“I fondi stanziati dimostrano ancora una volta la solidità e la fruttuosità del patrimonio dell’ente” spiega Alcide Casini, Presidente di Fondazione Perugia: “Non si tratta di finanziamenti a pioggia, ma di erogazioni programmate nel dettaglio e costantemente monitorate per produrre risultati efficaci. Nella definizione del nuovo Documento annuale, in particolare, abbiamo tenuto conto delle crescenti esigenze del nostro territorio e della volontà di diffondere valori positivi, come la sostenibilità ambientale e l’attivismo sociale. Oltre ai bandi” continua Casini “il 2025 vedrà l’ente filantropico ugualmente impegnato in tutte le altre attività che lo caratterizzano fin dalla nascita, nel 1992: mostre d’arte, gestione e apertura al pubblico dei suoi edifici storici, organizzazione di convegni ed eventi, sostegno a progetti di terzi particolarmente meritevoli, tutela del patrimonio storico-artistico regionale. Torneranno, infine, i percorsi formativi gratuiti per enti pubblici e Terzo settore, sempre più centrali nella missione della Fondazione e nel suo proposito di essere non solo erogatore di fondi, ma attivatore di processi partecipativi”.

Ubriaco, prende a calci e pugni la compagna: arrestato

Ubriaco, ha preso a calci e pugni la compagna, dopo una lite. La donna, dopo essere fuggita in strada per chiedere aiuto, è stata sentita da una vicina che, allarmata, ha richiesto l’intervento della polizia di Stato.

Gli agenti, intervenuti nell’abitazione di Perugia dove era stata segnalata la lite, ha arrestato il 27enne.

In precedenza i poliziotti avevano messo al sicuro l donna, affidata alle cure del personale sanitario. Le sono state diagnosticate lesioni personali giudicate guaribili in 45 giorni.

Su disposizione del pubblico ministero, l’uomo è stato quindi trattenuto nel carcere di Capanne, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’uomo si era reso responsabile più volte degli stessi reati, sempre ai danni della donna. In particolare, è stato tratto in arresto lo scorso mese di ottobre, circostanza nella quale gli era stata applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento, provvedimento poi revocato a seguito di remissione di querela da parte della vittima.

Tentato colpo alle Poste, il 48enne arrestato piantonato in ospedale

Si trova agli arresti, piantonato all’ospedale di Foligno, il 48enne, di origini romene, ritenuto responsabile del furto su uno sportello atm di un ufficio postale, che, insieme a un complice, voleva far saltare con l’esplosivo.

I due non hanno potuto effettuare il colpo perché una persona, che si trovava nelle vicinanze, ha chiamato il 112.

I carabinieri, prontamente intervenuti, hanno rintracciato poco distante uno dei due o più fuggitivi, che, a seguito dell’attivazione accidentale dell’esplosivo, ha riportato delle lesioni, motivo per il quale è stato soccorso da personale del servizio 118 e trasportato al locale ospedale, ove è tuttora ricoverato, non in pericolo di vita, e piantonato dai militari.

Sul luogo è stato eseguito un accurato sopralluogo da parte dei militari, che hanno acquisito una serie di elementi indiziari finalizzati all’esatta ricostruzione della dinamica, oltre che potenzialmente utili all’identificazione dei complici, nell’ambito delle immediate indagini avviate e coordinate dalla Procura della Repubblica di Spoleto.

Il 48enne è risultato essere destinatario anche di due mandati di arresto europeo emessi dalle autorità romene e francesi per reati analoghi, consumati dal 2019 al 2023 in Romania e Francia, provvedimenti per i quali seguirà l’attuazione delle relative formalità di rito.

La Corte dei conti chiede il conto per la gestione del ristorante ex Cramst di Orvieto

Un prestigioso immobile nell’ex complesso della chiesa di san Francesco a due passi dal Duomo di Orvieto. Una cooperativa, la Cramst, che ha intrecciato la propria storia con quella della sinistra orvietana. Un contratto di locazione tra la cooperativa ed il Comune che è stato in vigore per anni, ma con la coop che aveva smesso di pagare l’affitto dalla metà del 2013, praticamente quasi da subito, facendo arrivare il conto degli arretrati a 178 mila euro nell’arco dei cinque anni successivi.

Nel 2018, infatti, l’allora giunta di centrosinistra guidata dal sindaco Giuseppe Germani aveva alla fine deciso di procedere allo sfratto, ma la vicenda si è, parzialmente, conclusa solo adesso con una condanna da parte della Conte dei conti che ha inguaiato tre dirigenti del Comune.

La Corte dei Conti ha infatti condannato per danno erariale a carico del Comune di Orvieto il dirigente del Settore tecnico e manutenzione ed ex vicesindaco della prima Giunta Tardani, Mario Mazzi, quello del Settore finanza e bilancio Dino Bronzo e il segretario comunale Maria Perali. Disposto un risarcimento del danno in favore del Comune di 283.399 euro.

La magistratura contabile aveva contestato una mancata acquisizione di entrate pari a 302.193 euro. Secondo la Procura regionale, il danno era stato causato dalla “cattiva gestione di un contratto di locazione attiva stipulato il 19 aprile 2013 dal Comune di Orvieto con la società Cramst. Quest’ultima aveva pagato l’affitto al Comune praticamente solo nei primi sei mesi del contratto di locazione. Poi aveva smesso di dare soldi al Comune, ma non certo di far funzionar e il ristorante, che ha lavorato per anni e anni, diventando un punto di riferimento nella ristorazione della città, mantenendo sempre il proprio allure di locale di riferimento della sinistra locale anche perché tra i soci della Cramst ci sono sempre stati anche vari dirigenti del partito che era una volta era il Pci, poi divenne il Pds, poi i Ds ed ora il Pd.

Nel caso di Mazzi, il suo coinvolgimento nella vicenda Cramst si riferisce al periodo in cui era dirigente comunale e non a quello in cui, nella precedente amministrazione comunale di centrodestra, aveva svolto l’incarico di vice sindaco dopo le dimissioni del predecessore Angelo Ranchino che era in quota Lega. Il mancato pagamento dei canoni di locazione è da ricollegarsi ad una controversia che era insorta tra la società ed il Comune relativamente ad alcuni interventi nel complesso immobiliare che sarebbero stati eseguiti dalla cooperativa che, nel periodo successivo al termine della locazione, è stata sciolta. Nella decisione della magistratura contabile si fa riferimento, tra l’altro, a “mancate entrate da omessa offerta con procedura di gara” e “sottovalutazione del canone di locazione fissato nel contratto firmato, rispetto al valore minimo degli affitti praticati per immobili commerciali similari nella stessa zona e nello stesso periodo”. Cosa che avrebbe comportato “minori crediti esposti nei bilanci del Comune negli anni dal 2013 al 2021 per un totale di 487.720 euro, compresi quelli dal 2018 al 2021 pari a 218.790 euro”.

In più la Procura aveva calcolato anche l’importo del mancato recupero dei crediti non riscossi per canoni di locazione dovuti dalla cooperativa in questione e che non sarebbero stati pagati per tutto il periodo dal 2013 al 2021, per complessivi 348.656 euro. Tutto questo fino a quando la cooperativa, tre anni fa, era stata posta in liquidazione coatta amministrativa.

La Corte dei Conti ha accertato la responsabilità amministrativa dei convenuti e ha disposto la loro condanna al risarcimento del danno in favore del Comune di Orvieto che, nel caso dell’ex vicesindaco Mario Angelo Mazzi, è stata indicata nella misura di 205.116 euro. Dino Bronzo dovrà invece versare un risarcimento di 14.431 euro mentre per Maria Perali si tratta di una somma pari a 63.852 euro. Gli importi dovranno essere poi incrementati in base alla rivalutazione monetaria. Le spese di giudizio saranno poste a carico in parti uguali tra i convenuti.

La sentenza è stata pronunciata dal collegio composto dal presidente Piero Carlo Floreani, dalla consigliera Rosalba Di Giulio e dal consigliere relatore Giuseppe Vicanolo. Ora per i convenuti, condannati al maxi risarcimento, si attende il ricorso in appello contro la sentenza.