E’ Alba la nuova Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027. L’annuncio è stato dato dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel corso della cerimonia che si è svolta nella Sala Spadolini del Ministero, alla presenza della Giuria della selezione e dei rappresentanti delle città finaliste.
Niente da dare per Foligno e Spoleto, che hanno presentato una candidatura congiunta, arrivate in finale insieme a ”Pietrasanta ed a Termoli.
Ha vinto il progetto “Le fabbriche del vento”, con cui Alba ha saputo convincere la Giuria presieduta da Lorenza Baroncelli al termine della procedura di selezione, ottenendo la seguente motivazione:
“Il progetto si distingue per l’eccellente capacità di coniugare rigenerazione territoriale, innovazione artistica e partecipazione diffusa, attraverso un programma culturale di altissimo profilo. Si radica in una tradizione d’avanguardia che negli anni ha trasformato il territorio in laboratorio creativo, proiettandosi verso il futuro con iniziative destinate a diventare appuntamenti fissi nel panorama artistico nazionale e internazionale.
“Con la Capitale dell’arte contemporanea abbiamo, ancora, messo in moto le energie delle forze sociali, delle strutture e dei territori che hanno voglia di emergere, di farsi notare o anche solo di essere riconosciuti per la loro esperienza e la loro creatività”, ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Alba riceverà un contributo di un milione di euro, destinato alla realizzazione delle iniziative previste nel dossier di candidatura.
Sfuma dunque il sogno per Foligno e Spoleto, con i due sindaci, Zuccarini e Sisti, che però si dicono soddisfatti della collaborazione e del lavoro fatto, che potrà servire per valorizzare l’arte contemporanea nei due territori.
Presentata a Roma, nella Sala Colucci della sede Nazionale di Confcommercio, la sesta edizione di ‘Dolci d’Italia’, il Festival Nazionale dei Dolci organizzato da Epta Confcommercio Umbria con il contributo e il patrocinio del Comune di Spoleto, che si terrà nel centro storico di Spoleto dal 31 ottobre al 2 novembre. Hanno preso parte all’incontro il presidente di Epta Aldo Amoni, l’assessore con deleghe al turismo, sviluppo economico, commercio e marketing del Comune di Spoleto Giovanni Maria Angelini Paroli, il presidente del GAL Valle Umbra e Sibillini Pietro Bellini, il presidente della Confcommercio Spoleto Tommaso Barbanera.
Il programma
In programma tre giorni dedicati alle eccellenze dolciarie e alla scoperta delle tradizioni regionali, con momenti di intrattenimento e laboratori per adulti e bambini. Come da tradizione, il Chiostro di San Nicolò sarà il cuore pulsante della manifestazione, ospitando la Sweet Academy, la rassegna di cooking show che porta a Spoleto i maestri della pasticceria da tutta Italia. Un’occasione per imparare tecniche e segreti direttamente dai protagonisti. Tra i nomi più attesi di questa edizione spicca Simone Rugiati, chef, conduttore e volto amatissimo della televisione italiana, pioniere dei cooking show nel nostro Paese, protagonista sabato 1 novembre alle 16.30 con una masterclass che promette spettacolo e creatività.
Alla Sala degli Ori torna l’appuntamento con “Le Delizie dello Stivale”, un viaggio sensoriale che attraversa l’Italia da nord a sud grazie a una selezione di aziende dolciarie che proporranno al pubblico un dolce tipico per ogni regione. Un mosaico di sapori che racconta il Paese meglio di qualsiasi guida turistica, e che quest’anno si arricchisce della collaborazione con ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, a conferma di come la pasticceria italiana rappresenti un ambasciatore del Made in Italy nel mondo.
Per il presidente di Epta Aldo Amoni “Dolci d’Italia è diventato un appuntamento consolidato, capace di attrarre ogni anno migliaia di visitatori da tutto il Centro Italia e di valorizzare il territorio attraverso la celebrazione della sua tradizione dolciaria. Tuttavia – continua Amoni – dispiace constatare che, nonostante il successo crescente, molte aziende del settore restino ancora esitanti nel cogliere questa opportunità di visibilità e di contatto diretto con il pubblico. Credo che il futuro di eventi come questo passi proprio dalla capacità di fare sistema e di crederci tutti insieme, istituzioni e imprese comprese“.
Attesissimo il tradizionale “Dolce da record”, che domenica 2 novembre alle 16.00 in Piazza Garibaldi vedrà realizzare una Attorta spoletina lunga 60 metri, frutto del lavoro degli studenti dell’Istituto Alberghiero di Spoleto: un’impresa collettiva che unisce scuola e tradizione, grazie all’importantissimo sostegno della Dirigente Scolastica Dott.ssa Roberta Galassi.
Per l’assessore Paroli “Dolci d’Italia rappresenta un appuntamento di grande rilievo per la nostra città, capace di coniugare tradizione, qualità e valorizzazione del territorio. Con questa sesta edizione intendiamo rafforzare ulteriormente il ruolo di Spoleto come punto di riferimento nazionale per la promozione delle eccellenze dolciarie italiane, favorendo al contempo la crescita del turismo enogastronomico e la collaborazione tra operatori del settore. Si tratta ormai di un evento che è entrato a pieno titolo tra gli appuntamenti stabili del nostro palinsesto autunnale – ha spiegato Paroli – una manifestazione che contribuisce a promuovere l’immagine di Spoleto, valorizzandone le risorse anche grazie al prezioso sostegno delle imprese locali“.
Tra le novità del 2025, la sezione “Aspettando il Natale… brindisi e dolcezze” in Piazza Garibaldi, dove sarà possibile degustare panettoni, pandori e torroni artigianali da tutta Italia abbinati a Spumante Asti e Brachetto d’Acqui, in collaborazione con i rispettivi Consorzi di tutela. Si consolida anche la collaborazione con il GAL Valle Umbra e Sibillini: quest’anno in Piazza Garibaldi ci sarà il Palazzo GAL, un vero e proprio ‘quartier generale’ che ospiterà dibattiti e cooking show. Da segnalare tra gli altri, l’incontro che si terrà sabato 1 novembre alle 11.00 dal titolo ‘INCONTRO POP – Partecipa, Orientati, Progetta: il Futuro del GAL e delle Comunità Rurali’.
‘Dolci d’Italia’ conferma così la sua vocazione di grande vetrina nazionale per la pasticceria e il turismo esperienziale, capace di unire gusto, cultura e valorizzazione del territorio.
La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato la proposta di articolazione degli uffici regionali situati a Terni in vista dell’imminente completamento dei lavori di recupero dell’edificio di proprietà dell’ente in via Saffi. Qui sarà infatti a breve inaugurato il nuovo centro direzionale degli uffici afferenti alla Giunta regionale. Operazione che consentirà di restituire al Comune di Terni la sede del Centro multimediale (Cmm), in cui la Regione è in locazione, e di ridefinire interamente l’articolazione delle attività presenti a Palazzo De Sanctis, divenuto di proprietà regionale nel 2024, in cui confluiranno gli uffici dell’Assemblea legislativa, di Sviluppumbria, dell’Agenzia di forestazione regionale (Afor), il Centro per le pari opportunità, il Centro antiviolenza e uno sportello di Arpal per l’utenza.
La ristrutturazione dell’immobile di via Saffi consente – con il trasloco del personale attualmente presente dal Cmm – una notevole riduzione dei costi di gestione e una rilevante razionalizzazione degli uffici della Giunta regionale che troverebbero luogo in un’unica sede. L’edificio ha un livello di efficientamento energetico avanzato ed è dotato di fondamenta poste con una serie di isolatori sismici, per questo viene classificato come edificio strategico in situazioni emergenziali. Le economie che si verranno a creare dal momento del completamento del trasloco saranno pari ai costi di locazione, a cui aggiungere i canoni condominiali, pari complessivamente a oltre 250mila euro l’anno.
Per il vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori, con deleghe al personale e al patrimonio, “la nuova articolazione degli uffici di Terni è un’azione da ricomprendere nella più ampia attività di riorganizzazione dei servizi e di valorizzazione del patrimonio regionale che è stata avviata dal momento dell’insediamento. L’obiettivo – conclude Bori – è quello di una Regione sempre più innovativa, trasparente e al servizio della comunità, nella consapevolezza che una pubblica amministrazione capace e moderna è uno degli elementi che rendono un territorio più competitivo e attrattivo”.
Ancora un grave incidente sulla statale 219 Pian d’Assino. Nello scontro tra quattro vetture, nei pressi dell’uscita di Gubbio Est, nella serata di giovedì ha perso la vita un 28enne, Matteo Panfili, operaio eugubino.
Altre due persone sono rimaste ferite, ma sembra in modo lieve. La dinamica dell’incidente è al vaglio dei carabinieri. Ai vigili del fuoco ed al personal sanitario del 118 si è presentata una scena drammatica, con due vetture ribaltate dopo lo scontro, presumibilmente frontale. Segno evidente dell’elevata velocità con la quale procedevano almeno alcune delle vetture coinvolte.
Quel tratto di strada è stato segnalato per la sua velocità, con il rischio di incidenti frontali durante manovre di sorpasso.
Preoccupano anche a Perugia, sede storica della Perugina, dove a San Sisto c’è uno dei dieci siti produttivi del Gruppo Nestlè, l’annuncio dato dal nuovo ceo della multinazionale svizzera, Philipp Navratil, di tagliare 16mila posti di lavoro entro il 2027, pari a circa il 6% della forza lavoro nel mondo. Un annuncio fatto dopo aver presentato i dati dei primi nove mesi, in cui il Gruppo Nestlè ha registrato un fatturato di 65,9 miliardi di franchi svizzeri, in calo dell’1,9% rispetto all’anno precedente a causa dell’effetto dei cambi valutari, ma con una crescita organica del 3,3%. L’incremento dei volumi è stato dello 0,6%. Nel solo terzo trimestre, la crescita organica ha raggiunto il 4,3%, trainata da una maggiore domanda in diversi mercati chiave, in Europa e nel Nord America. Male invece la Grande Cina, con un impatto negativo di 80 punti base sulla crescita organica e di 40 sulla crescita reale.
“Il mondo sta cambiando e Nestlé deve cambiare più rapidamente” ha detto Novratil, che ha fissato, entro il 2027, il risparmio dei costi di 3 miliardi di franchi svizzeri (il piano precedente prevedeva riduzioni per 2,5 miliardi di franchi svizzeri).
Gli esuberi
Gli esuberi riguarderanno 12mila impiegati e 4 mila operai nei reparti di produzione e logistica. Quanto agli stabilimenti che saranno interessati, la società si è limitata a comunicar che la riduzione sarà gestita “con rispetto e trasparenza” per limitare l’impatto sociale sui lavoratori coinvolti.
Quello di San Sisto è uno dei dieci stabilimenti della galassia Nestlè in Italia, sparsi tra Umbria, Lombardia, Veneto, Toscana, Campania e Valle d’Aosta.
Pensa Perugia chiede garanzie ufficiali a Nestlè
“Le notizie diffuse in queste ore sull’annuncio di Nestlé di una riduzione di 16.000 posti di lavoro a livello globale nei prossimi due anni non possono lasciarci indifferenti. Si tratta di un piano di ristrutturazione di dimensioni enormi, che rischia di avere ripercussioni anche sul nostro territorio e, in particolare, sullo stabilimento Perugina di San Sisto, cuore produttivo e simbolico di Nestlé in Italia” ha commentato il capogruppo di Pensa Perugia in Consiglio comunale, Lorenzo Mazzanti. Che chiede se lo stabilimento di Perugia è coinvolto, in quale misura e con quali prospettive occupazionali, attraverso comunicazioni “immediate e ufficiali” da parte di Nestlè.
E nel frattempo rivolge un appello alle istituzioni regionali e al Governo “affinché si attivino da subito per vigilare sulla situazione e tutelare l’occupazione umbra, evitando che lo stabilimento Perugina diventi vittima collaterale di strategie industriali globali che nulla hanno a che vedere con la qualità e la produttività del nostro sito. Non possiamo permettere che la storia industriale di Perugia – conclude Mazzanti – venga messa a rischio in silenzio. La Perugina rappresenta un’eccellenza, un presidio di lavoro e di identità collettiva. Su questo non arretreremo di un passo: vogliamo garanzie chiare, pubbliche e immediate sul futuro dello stabilimento e dei suoi lavoratori”.
Dal 21 al 23 novembre il centro storico di Terni tornerà ad ospitare Sweet Pampepato, la seconda edizione della manifestazione che celebra il dolce iconico ternano insieme ad altre prelibatezze dolciarie italiane, con degustazioni guidate, appuntamenti didattici e culturali, premiazioni, spettacoli di animazione, maxi-sculture e tanto altro.
L’edizione della definitiva consacrazione per una manifestazione che, nella prima edizione, si è subito affermata tra i principali eventi nel suo genere, con 50 eventi in tre giorni ai quali hanno partecipato circa 70mila visitatori.
Numeri che la seconda edizione punta a superare, forte anche di un programma ancora più ricco di iniziative, tra percorsi di enogastronomia, cultura, spettacolo e installazioni scenografiche pensate per coinvolgere cittadini e visitatori di tutte le età. Programma che è stato presentato nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, sede della Giunta regionale.
“Il centro di Terni – ha ricordato Mauro Franceschini, presidente Confartigianato imprese Terni – si animerà di svariati appuntamenti per celebrare il nostro dolce tipico che gode inoltre dell’ambiziosa certificazione IGP, ma è anche un evento di marketing territoriale che darà il via anche alle imminenti festività natalizie”.
“È giusto sostenere e promuovere questa manifestazione – ha commenta Alessandra Salinetti, assessore al Turismo ed Eventi del Comune di Terni – che non si limita a valorizzare il pampepato come prodotto, ma ne esalta anche l’identità culturale. Gli operatori coinvolti dimostrano grande passione e dedizione, ed è fondamentale che istituzioni, privati e associazioni collaborino attivamente affinché si possano raggiungere risultati significativi e condivisi.”
Francesco Filipponi, consigliere della Regione Umbria, è intervenuto per conto della presidente Stefania Proietti: “Si tratta di un evento prezioso, non solo per la città – ha sottolineato – ma per l’intero territorio regionale. Ci auguriamo che questi tre giorni siano ricchi di iniziative coinvolgenti e che possano riscuotere grande attenzione e partecipazione in tutta l’Umbria”.
Federico Sisti, segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria, ha evidenziato come Sweet Pampepato rappresenti un’occasione di valorizzazione identitaria e territoriale: “Questo evento non è solo la promozione di un dolce tipico ma una manifestazione attrattiva e un elemento di narrazione del territorio. Un prodotto che ha tutti gli elementi per essere il centro di un progetto come Sweet Pampepato che vuole raccontare attraverso la gastronomia un’identità e un territorio tutta da visitare e scoprire”.
Nel dettaglio il programma è stato illustrato da Stefano Pelliciardi, SGP Grandi Eventi: “Anche quest’anno il cuore della manifestazione sarà dedicato ai produttori del Pampepato IGP di Terni in Piazza della Repubblica, insieme ad altri produttori provenienti da tutto il territorio nazionale. A questo si affianca un ricco programma di eventi, degustazioni e showcooking, ma anche grandi nomi della cultura gastronomica italiana come Daniele Persegani, Tessa Gelisio, Paolo Massobrio ma anche il premio Pampepato d’oro ad Alessio Foconi. Non mancheranno inoltre grandi sorprese come il processo al Pampepato e la maxi costruzione di pampepato dedicato all’obelisco di Pomodoro”.
Presenti alla conferenza stampa anche alcuni dei produttori di pampepato Igp Terni, rappresentato al tavolo da Luca D’Antonio. Sweet Pampepato, ha evidenziato, ha fatto conoscere il pampepato di Terni Igp in tutta Italia. Ma con la vetrina a Osaka, in occasione di Expo 2025, Sweet Pampepato ha portato il dolce tipico ternano in tutto il mondo.
La prontezza dell’autista ha evitato una tragedia lungo l’autostrada A1, prima dello svincolo di Fabro. Un autobus turistico con a bordo un gruppo di cittadini statunitensi in viaggio da Orvieto verso Siena è stato colpito, mentre viaggiava, da un paletto metallico, forse caduto in precedenza da un veicolo in transito. Il palo si è conficcato nel parabrezza, ferendo il conducente, che è comunque riuscito con prontezza a fermare il bus in corsia di emergenza.
Il conducente è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118, mentre tutti i passeggeri sono rimasti illesi, sebbene comprensibilmente scossi dall’accaduto.
In attesa dell’arrivo di un altro autobus e di un nuovo autista, i passeggeri sono stati assistiti sul posto.
Sono intervenuti i vigili del fuoco di Orvieto, la polizia stradale, il 118 e il personale di Autostrade per l’Italia per la gestione dell’emergenza e la messa in sicurezza dell’area.
Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) comunica che svolgerà interventi di manutenzione infrastrutturale sulla linea Terontola – Perugia – Foligno dalle ore 9 di sabato 18 ottobre alle 9 di domenica 19 ottobre.
Per consentire l’operatività di cantiere, sarà sospesa per 24 ore la circolazione ferroviaria e il traffico veicolare di un tratto di strada su via Lago d’Albano.
I lavori – 200mila euro di investimento complessivi – vedranno coinvolte circa 35 persone, tra dipendenti RFI e delle imprese appaltatrici. Le attività principali consistono nell’impermeabilizzazione del sottovia in via Lago D’Albano a Foligno (Km 2+641 della tratta Foligno-Spello) e in interventi sulle parti strutturali dell’impalcato.
Durante la stessa interruzione RFI effettuerà lavori di manutenzione straordinaria, tra cui la demolizione di una Casa Cantoniera al Km 3+373.
La vecchia protesi all’anca è stata sostituita con un innesto osseo di cavallo. Eccezionale intervento chirurgico ortopedico eseguito presso all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno.
La Struttura Complessa di Ortopedia, diretta dal dr. Giulio Pucci, ha portato a termine con successo una revisione protesica d’anca su un paziente affetto da grave metallosi, in un quadro classificato come Paprosky tipo 3B, una delle condizioni più difficili da affrontare in ambito di chirurgia ricostruttiva dell’anca.
L’intervento è stato eseguito dal dr. Michele Berloco e dal dr. Andrea Farneti (nella foto), specialisti della stessa struttura, e ha richiesto l’utilizzo di un innesto osseo eterologo di origine equina, tecnica d’avanguardia che ha permesso il ripristino strutturale dell’acetabolo, fortemente compromesso dalla perdita ossea causata dall’usura e dalla mobilizzazione della protesi primaria.
Il paziente, residente in Umbria, era portatore di una protesi totale d’anca impiantata circa vent’anni fa. Negli ultimi mesi aveva iniziato a manifestare dolore acuto, rigidità articolare e difficoltà nella deambulazione, accompagnati da segni radiografici evidenti di mobilizzazione della componente acetabolare e presenza di metallosi, una complicanza rara ma molto seria, dovuta al rilascio di particelle metalliche da protesi usurate. Gli esami preoperatori hanno rivelato una grave osteolisi periacetabolare, con un quadro classificabile come Paprosky tipo 3B, stadio che indica un importante deficit osseo, migrazione craniale della protesi e instabilità articolare severa.
“Abbiamo affrontato un caso tecnicamente molto impegnativo – spiega il dr. Michele Berloco – con una qualità ossea estremamente compromessa e un rischio concreto di non riuscire a garantire un ancoraggio stabile alla nuova protesi”.
La strategia operatoria ha previsto la rimozione completa della vecchia protesi e dei tessuti necrotici, seguita da un’accurata pulizia dei residui metallici derivanti dalla metallosi. La vera innovazione è però giunta nella fase ricostruttiva: è stato utilizzato un innesto osseo equino, trattato con tecnologie avanzate per garantire biocompatibilità e capacità osteoinduttiva.
L’osso equino deantigenato utilizzato in questo tipo di interventi è una soluzione biologica che, negli ultimi anni, ha dimostrato eccellenti risultati in chirurgia ortopedica ricostruttiva, grazie alla sua capacità di integrazione con il tessuto osseo umano. In questo caso specifico, l’innesto è stato modellato per ricostruire l’intera cavità acetabolare, offrendo un supporto solido alla nuova coppa protesica cementata.
“La scelta dell’innesto equino – prosegue Berloco – ci ha consentito di evitare prelievi ossei autologhi, che avrebbero comportato ulteriori traumi chirurgici, e al contempo ha offerto una matrice osteoconduttiva ideale per sostenere l’osteointegrazione della nuova protesi, permettendo al paziente una deambulazione con carico relativamente precoce già a poche settimane dall’intervento”.
L’intervento, durato circa tre ore e mezza, ha coinvolto un team multidisciplinare composto da chirurghi ortopedici, anestesisti, tecnici di sala operatoria e personale infermieristico altamente specializzato. Fondamentale anche il contributo dell’équipe di radiologia per la pianificazione preoperatoria e del laboratorio di anatomia patologica, che ha confermato la diagnosi di reazione da metallosi con necrosi dei tessuti molli circostanti.
Il decorso post operatorio del paziente è stato regolare , il percorso riabilitativo è iniziato al reparto grazie all’impegno delle fisioterapiste della struttura Ortopedica e già dopo una settimana dall’intervento, il paziente è stato in grado di sostenere il carico parziale sull’arto operato; successivamente alla dimissione il paziente ha proseguito il recupero funzionale presso il Centro SCRIN di Trevi, struttura specializzata in riabilitazione ortopedica post-operatoria ad alta intensità.
Gli ultimi controlli radiografici hanno confermato la buona tenuta dell’innesto ed il corretto posizionamento della nuova protesi.
La soddisfazione e il ringraziamento della presidente della Giunta regionale dell’Umbria, Stefania Proietti: “Questo intervento dimostra come nelle strutture pubbliche sia possibile realizzare procedure complesse con risultati eccellenti, grazie all’integrazione tra competenze specialistiche e tecnologie avanzate. Esprimo il mio ringraziamento a tutti i professionisti che hanno reso possibile questo eccezionale risultato e che contribuiscono quotidianamente a rendere sempre più attrattiva la nostra sanità”.
Un officina piena di attrezzatura. Presenti anche due auto in riparazione. Solo che quell’autofficina, a Foligno, era abusiva, in quanto priva di qualsiasi tipo di autorizzazione allo svolgimento dell’attività.
Nel corso del controllo da parte della polizia provinciale è stato identificato il trasgressore, uomo di 26 anni residente a Foligno, intento nell’attività di montaggio e smontaggio di un veicolo. Nel garage sono stati trovati molti veicoli privi di parte meccaniche e attrezzature professionali come: un sollevatore manuale idraulico, un carrello/cassettiera porta attrezzi, una scatola di chiavi inglesi, due saldatrici (una a filo una ad elettrodi) e un cavalletto porta motore.
L’attività abusiva è stata scoperta a seguito di una serie di controlli che hanno portato alla individuazione del capannone dove l’uomo lavorava abusivamente e che, al momento dell’accesso all’immobile da parte degli agenti di polizia, era intento al trattamento di alcune parti meccaniche di un veicolo.
Gli agenti hanno provveduto all’applicazione di una sanzione amministrativa di oltre 5.000 euro nonché al sequestro delle attrezzature, comunicando il tutto alla Camera di Commercio dell’Umbria quale autorità competente.