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Gepafin assume full-time un esperto in gestione e politiche di ingegneria finanziaria a supporto delle imprese

Gepafin Spa, la società regionale pubblico-privata, ha indetto una selezione per titoli e colloquio per l’assunzione a tempo indeterminato con contratto di lavoro full-time di un ‘Esperto in gestione e politiche di ingegneria finanziaria a supporto delle imprese’, garantendo pari opportunità tra uomo e donna nel lavoro ai sensi del Decreto legislativo numero 198 del 2006 (e successive modificazioni e integrazioni). Per candidarsi c’è tempo fino a giovedì 22 gennaio 2026.

Gepafin è la società finanziaria della Regione dell’Umbria partecipata al 44% da 10 istituti bancari, iscritta all’elenco degli Intermediari Finanziari ex art. 106 TUB. Svolge attività di concessione di finanziamenti, rilascio di garanzie e interventi in equity e quasi-equity. Per la selezione del candidato, la società si avvarrà del supporto tecnico professionale della di Manpower srl.

“L’inquadramento contrattuale e il trattamento economico annuo – informa in una nota Gepafin Spa – saranno commisurati all’esperienza e alle competenze maturate nel ruolo, inoltre gli emolumenti saranno soggetti alle trattenute erariali, assistenziali, previdenziali e a quanto previsto dalla normativa vigente in materia. L’incarico è incompatibile con l’esercizio di qualunque altro impiego, professione, industria o commercio”.

La domanda

Per l’ammissione alla selezione si dovrà produrre la domanda di partecipazione per via telematica dalla seguente pagina del sito istituzionale di Gepafin https://gepafin.it/societa-trasparente/selezione-del-personale/ – Reclutamento del Personale, all’interno della sezione ‘Società Trasparente – Selezione del Personale’.

Sulla piattaforma saranno disponibili per la consultazione l’avviso di selezione con le informazioni sul profilo professionale ricercato, i requisiti richiesti, il manuale per l’utilizzo dell’applicativo e alcune Faq con soluzioni note. La compilazione e l’invio telematico della domanda dovrà avvenire entro le ore 23.59 del 22 gennaio 2026. È previsto un servizio di assistenza ai candidati (helpdesk) per l’inserimento dei dati e della domanda. L’assistenza tecnica, garantita fino alle 24 ore precedenti alla scadenza, avverrà tramite la casella di posta elettronica dedicata support@upconcorsi.it .

“Gepafin – conclude la nota – si riserva la facoltà di revocare o annullare la presente selezione, destituire o rinviare lo svolgimento della stessa, nonché le connesse attività di assunzione, e di sospendere la nomina dei candidati idonei in ragione di esigenze attualmente non valutabili né prevedibili, nonché in applicazione di disposizioni di contenimento della spesa che impedissero, in tutto o in parte, assunzioni di personale”.

UniStra e UniPg, aumentati i Fondi per la contrattazione del salario accessorio del personale

L’Università per Stranieri di Perugia e dall’Università degli Studi di Perugia hanno deciso di incrementare in maniera significativa i Fondi per la contrattazione del salario accessorio del personale.

Una scelta accolta con soddisfazione da Flc Cgil, i cui delegati, con le Rsu dei due Atenei, avevano presentato proposte in tal senso da settembre.

“Un segnale concreto di attenzione – commentano dalla segreteria di Flc Cgil Umbria-Perugia – verso il personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, da anni penalizzato sul piano retributivo. È noto, infatti, come il personale delle Università pubbliche italiane risulti il meno retribuito dell’intero comparto pubblico”. “L’ultimo contratto nazionale, non sottoscritto dalla sola Flc Cgil – aggiungono dalla segreteria di Flc Cgil Umbria-Perugia  –, ha ulteriormente aggravato la situazione prevedendo aumenti salariali largamente insufficienti, inferiori a un terzo dell’inflazione registrata nel periodo di riferimento, pari in media a soli 30–40 euro lordi mensili. In questo contesto, l’incremento dei Fondi per il salario accessorio, oltre 32mila euro all’Università per Stranieri di Perugia e oltre 524mila euro all’Università degli Studi di Perugia assume un valore particolarmente rilevante, contribuendo a migliorare le condizioni economiche degli oltre 1.000 lavoratrici e lavoratori delle due istituzioni universitarie umbre”.

La Segreteria della Flc Cgil Umbria ringrazia le Rsu e i delegati della Flc Cgil dei due Atenei “per il lavoro svolto” e riconosce “la disponibilità dimostrata dai due rettori e dai due direttori generali che hanno accolto le proposte sindacali rendendo possibili questi importanti risultati”.

In Umbria più di un quarto delle imprese è al femminile

Nell’Italia che ha il record in Europa di donne che hanno un lavoro indipendente (il 16% contro una media Ue del 10,6%), in Umbria più di un quarto delle imprese sono al femminile. Sono infatti 19.743 le imprese nell’isola che hanno come titolari donne, su un totale di 77.988 aziende, pari al 25,3%.

Una percentuale superiore alla media italiana, che è del 22,7%. E che pone l’Umbria al quarto posto tra le regioni italiane.

Certo, quando si parla di auto-impiego bisogna fare attenzione a quelle forme contrattuali che in realtà possono nascondere un lavoro subordinato svolto con minori tutele ed oneri da parte degli imprenditori, che si servono di personale con partita Iva. Ma comunque il dato sull’imprenditoria femminile mostra anche una certa intraprendenza delle donne in economia.

La Cgia evidenzia almeno due fattori che motivano le donne a intraprendere un percorso imprenditoriale.

Il primo è strutturale ed è correlato alla condizione socio-economica: situazioni di disoccupazione, tradizioni familiari o la presenza di incentivi economici inducono a considerare l’imprenditorialità come necessità.

Il secondo fattore è motivazionale e riguarda ragioni intrinseche che spingono le donne ad abbracciare tale opportunità; questo aspetto sembra rispecchiare maggiormente la sensibilità femminile. Grazie all’autoimprenditorialità, le donne possono gestire con maggiore
flessibilità gli impegni lavorativi insieme a quelli familiari. Inoltre, coloro che si trovano in condizioni di inattività a causa della nascita di un figlio incontrano notevoli difficoltà nel reinserirsi nel mercato del lavoro. L’autoimpiego si è dunque affermato come uno degli strumenti più efficaci per riconquistare protagonismo nella propria vita professionale e realizzare i propri obiettivi e aspirazioni nella speranza di ottenere risultati economici gratificanti e una maggiore indipendenza. 

Operai Anas feriti sul Raccordo, la Uil: più capitale umano per la sicurezza stradale

“L’infortunio sul lavoro capitato ai due cantonieri che lavoravano sul Raccordo Perugia – Bettolle, tra Ferro di Cavallo e Olmo, riaccende l’attenzione sull’esposizione al rischio a cui si trovano i lavoratori su strada di Anas, pur in presenza di una grande attenzione dell’azienda alle tematiche della sicurezza sul lavoro, afferenti al Decreto legislativo 81, che regolamenta il settore. Il costante impegno alla formazione, attuato grazie alla sinergia tra i vertici Anas e le Oo.ss., infatti, non riesce ad arginare un pericolo che spesso è indipendente dalla condotta dei lavoratori e delle lavoratrici, ma che coinvolge gli altri utenti della strada”.

Così in una nota Uil Fp – Anas Umbria, all’indomani dell’incidente che ha coinvolto due dipendenti in direzione Bettolle.

Il conducente dell’autovettura ha perso il controllo del veicolo in corrispondenza di un cantiere mobile per la pulizia dei fossi laterali, investendo i due addetti Anas che stavano operando in banchina. Uno dei cantonieri è ferito ed è stato soccorso dal 118. L’autovettura si è poi ribaltata.

L’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, seguendo con attenzione la situazione aveva espresso vicinanza ai due dipendenti coinvolti.

Un incidente sul quale però accende i riflettori la Uil Fp Anas: “Dalle prime ricostruzioni della vicenda di ieri, l’incidente sembra determinato dalla distrazione di un automobilista, che non avrebbe visto in tempo la segnaletica apposta lungo il percorso dai lavoratori protagonisti del cantiere mobile. Una tragica fatalità, dunque, che ha condotto i due lavoratori in ospedale, di cui uno in condizioni gravi. Nostro compito, però, non è quello di arrendersi al destino ma lavorare per invertire la tendenza. Serve dunque sempre di più in una maggiore attenzione all’educazione e alla sicurezza stradale degli automobilisti. In questo quadro, oltre all’Anas che ha attuato la campagna ‘Guida e basta’, molte sono le realtà impegnate. Ad Anas poi vogliamo esprimere la necessità di aumentare invece il personale d’esercizio, con l’obiettivo di garantire un allestimento di sicurezza dei cantieri sempre migliore”.

“Su strada, per quanto possa essere attenta e scrupolosa la predisposizione dei protocolli di sicurezza e la loro attuazione – conclude la nota del sindacato – i lavoratori rischiano la vita e dunque la cura non è mai abbastanza. Con più lavoratori impegnati nella predisposizione dei cantieri però l’esposizione al rischio può essere abbattuta. Senza alcuna volontà polemica, e ringraziando Anas per l’attenzione che mette sulla sicurezza, vogliamo lanciare un appello e aprire un dialogo, all’azienda e ai cittadini tutti, affinché i lavoratori su strada non siano esposti più al terribile rischio di non tornare a casa dopo il turno di lavoro”.

E nata “Uil Fp O.ss”, che riunisce Uil Fpl e UilPa

Primo consiglio regionale per la neonata “Uil Fp O.ss”, che riunisce Uil Fpl e UilPa. A presiedere l’assise il segretario generale Uil Umbria, Maurizio Molinari. Con la fusione, la Uil Fp diventa la categoria più grande della Uil.

“Questa nuova responsabilità – è spiegato in una nota del sindacato – ci lega ancora di più a chi ci ha dato fiducia: alle lavoratrici e ai lavoratori che, con la loro dedizione quotidiana, permettono alla nostra regione e al nostro Paese di crescere, di muoversi, di vivere. Sarà una responsabilità che porteremo avanti per lavoratrici e lavoratori che, con la loro dedizione quotidiana, permettono alla nostra regione e al nostro Paese di crescere, di muoversi, di vivere. A loro dobbiamo tutto. La Uil Fp non nasce come la semplice unione di categorie: è un cuore che batte più forte, un motore che moltiplica energie, idee e passioni. È un progetto collettivo che rende la Uil ancora più viva, più unita, più grande. E soprattutto, è un luogo in cui sentirsi parte di qualcosa che vale davvero”.

“La Uil Fp – prosegue la nota – non nasce come la semplice unione di categorie: è un cuore che batte più forte, un motore che moltiplica energie, idee e passioni. È un progetto collettivo che rende la Uil ancora più viva, più unita, più grande. E soprattutto, è un luogo in cui sentirsi parte di qualcosa che vale davvero”.

Contratto igiene ambientale, mercoledì sciopero

Per oggi, mercoledì 10 dicembre, le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel hanno indetto una giornata di sciopero per il terzo turno di lavoro per il mancato rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro del settore igiene ambientale, con presidio a Perugia, sotto Palazzo dei Priori, dalle 10 alle 13.

“Parliamo – affermano i sindacati – di un contratto nazionale scaduto a dicembre 2024,ancora in stallo dopo un anno di trattativa, con posizioni decisamente lontane tra Utilitalia, Assoambiente e le organizzazioni dei lavoratori. A fronte di una richiesta economica del 16% fatta dalle sigle sindacali per il recupero dell’inflazione, le parti datoriali offrono oggi una proposta di gran lunga al di sotto della doppia cifra. Altri elementi di forte criticità riguardano la riparametrazione e la riclassificazione del personale, che dovrebbero superare il cosiddetto ‘livello d’ingresso’, che non ha più ragione di esistere nel mondo dell’igiene ambientale. Il settore sta infatti vivendo un momento di trasformazione tecnologica importante e ha introdotto nuove professionalità che meritano un riconoscimento contrattuale diverso da quello che l’attuale Ccnl prevede”.

“Dare centralità al contratto nazionale, attraverso la valorizzazione delle professionalità e il riconoscimento dell’inflazione effettiva – aggiungono Fo Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel –, significa evitare situazioni di destrutturazione, soprattutto in vista delle future gare per l’affidamento di servizi che ci saranno nella nostra regione a partire dal 2027, anno di scadenza degli attuali contratti per la gestione dei rifiuti. Nelle prossime assegnazioni un Ccnl di qualità sarà un necessario elemento di deterrenza nelle logiche volte al massimo ribasso che quasi sempre ci troviamo a contrastare negli appalti”.

Alla luce di questi motivi, le organizzazioni sindacali chiedono un incontro all’amministrazione comunale di Perugia per discutere nel dettaglio la vicenda. “Domani – concludono i sindacati – è un giorno di lotta, dove non si rivendica solo un salario dignitoso, ma, attraverso l’adeguamento del contratto, anche un servizio efficiente e adeguato per i cittadini”.

Vertenza Unicoop – Superconti, proclamato lo sciopero per il 18 dicembre

Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato per il 18 dicembre uno sciopero per l’intero turno di lavoro, con presidi davanti a sedi e punti vendita di Unicoop Etruria e Superconti.

Una protesta che segue il vertice romano in cui la dirigenza della cooperativa, nata dalla fusione tra Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia, ha annunciato di voler cedere o chiudere 24 negozi, 12 dei quali con l’insegna Superconti, insieme a un forte ridimensionamento delle sedi amministrative. Per quanto riguarda chiusure e cessioni sono 11 i punti vendita interessati in Umbria: 4 Unicoop (a Bastia, San Sisto, Cannara e Tavernelle) e 7 Superconti (via Settevalli a Perugia, Amelia, Acquasparta, Todi, a Terni Corso Tacito, via Turati e Cospea).

Con 260 posti di lavoro a rischio, in particolare per il personale delle sedi amministrative di Castiglione del Lago e Terni.

“Si tratta di un piano irricevibile – scrivono i sindacati – che mette a rischio l’occupazione di 520 persone e scarica ancora una volta sulle lavoratrici e i lavoratori gli errori di gestione e le inefficienze delle dirigenze che si sono alternate negli anni alla guida, senza mai riuscire a rilanciare davvero le cooperative. La narrazione secondo cui sarebbero scelte dolorose ma necessarie non regge, pretendiamo rispetto per le persone che da anni si sacrificano e che oggi vengono trattate come numeri da aggiustare per far quadrare i conti con banche e finanziatori vari. Senza un vero rilancio commerciale della cooperativa, fatto anche di investimenti sulla rete, valorizzazione delle professionalità, il futuro di Unicoop Etruria è segnato in partenza e le dismissioni e gli esuberi di oggi, concludono i sindacati, saranno solo l’inizio”.

La Regione ha già convocato i sindacati per il 9 dicembre, in vista dell’incontro di venerdì 12 con gli stessi rappresentanti dei lavoratori e i vertici di Unicoop Etruria.

Ecco perché i lavoratori dell’Opera del Duomo hanno manifestato

Prosegue la mobilitazione dei lavoratori delle Fabbricerie, in particolare di quelli dell’Opera del Duomo di Orvieto, che hanno organizzato un flash mob proprio davanti al Duomo, per sottolineare l’urgenza della riapertura del negoziato per il rinnovo del contratto di lavoro e il conseguente adeguamento degli stipendi.

A quasi due anni dalla scadenza del contratto nazionale di lavoro 2021-2023, infatti, erano seguiti mesi e mesi di trattativa e una procedura di conciliazione conclusasi con il mancato accordo a causa dell’indisponibilità dell’associazione datoriale a compiere i necessari passi avanti.

“Dopo due anni di trattativa gli enti aderenti a Fabbricerie – si legge nei volantini che i manifestanti hanno esposto questa mattina durante il flash mob –, i responsabili dei monumenti che voi visitate non sono disponibili a riconoscere ai loro lavoratori e alle loro lavoratrici un aumento degli stipendi adeguato all’alta inflazione registrata in questi anni. Tutto è aumentato. Gli affitti, i beni alimentari, le bollette e i ricavi delle Fabbricerie. Solo i nostri stipendi non possono aumentare? Mentre noi continuiamo a prenderci cura dei monumenti e a tenerli aperti gli enti chiudono la trattativa. Riaprite la trattativa e dateci presto un giusto contratto”.

“Dopo la proposta dell’aumento del 5,2 per cento, a cui si è aggiunta l’ulteriore proposta di un rilancio dell’1,2 per cento da parte dei rappresentanti dei datori di lavoro delle Opere, riteniamo insufficiente tale proposta per procedere alla sottoscrizione del Contratto Nazionale – ha affermato Andrea Pitoni, segretario generale di Fp Cgil Terni –. L’Associazione nazionale delle fabbricerie deve tornare al tavolo con una proposta economica rispondente alle aspettative di chi, ogni giorno, garantisce l’accesso e la tutela di opere che rappresentano un patrimonio dell’umanità. La proposta di incremento del 6,4% non è sufficiente: non tutela il potere d’acquisto eroso dall’inflazione e non risponde alle richieste contenute nella piattaforma unitaria, sostenute in tutte le assemblee svolte a ottobre”. “Questo contratto – conclude il segretario ternano della Fp Cgil – deve recuperare anche parte dello scostamento registrato nel triennio precedente, come previsto dalla clausola contrattuale. Basta con risposte elusive e insufficienti: servono aumenti tabellari adeguati per tutelare realmente i salari e dare risposte concrete a chi lavora ogni giorno nelle fabbricerie”.

Ferro, dal primo gennaio 103 lavoratori passano a Trenitalia

Dal prossimo primo gennaio passeranno a Trenitalia 103 maestranze dalle ex Officine Busitalia di Umbertide e altri operatori del settore ferro in Umbria. L’accordo siglato tra Trenitalia e le organizzazioni sindacali di categoria consente di evitare perdite occupazionali.

Sono coinvolte 103 maestranze di cui 73 macchinisti e capitreno, alcuni lavoratori indiretti e 27 addetti alle officine che andranno a svolgere attività di capotreno, macchinista, controllo pulizia a bordo treno, biglietteria, assistenza supporto di manovra e staff nelle stazioni di Perugia, Terni e Foligno.

L’accordo prevede specifiche tutele normative ed economiche per tutti i lavoratori come il riconoscimento dell’anzianità convenzionale (o di servizio), le tutele dell’art.18 statuto dei lavoratori per gli assunti anteriforma (07/03/2015) e l’assegnazione adeguata di livelli professionali ambito CCNL Gruppo FSI che permetteranno il mantenimento-incremento della RAL di provenienza. Nello specifico avremo:

• 33 capo treno che avranno il livello B3 CCNL Gruppo FSI di cui 16 assegnati a Terni e 17 a Foligno.
• 35 macchinisti che avranno il livello B3 CCNL Gruppo FSI di cui 12 a terni e 23 a Foligno.
• 6 dipendenti acquisiranno il livello B3 CCNL Gruppo FSI con assegnazione Foligno non appena termineranno la formazione da capo treno. Per costoro è stata inserita una clausola di salvaguardia nel caso ci siano ritardi formativi, in tal caso il passaggio verrà posticipato.
• 4 dipendenti svolgeranno l’attività di manovra di cui 3 a Terni con livello C3 e 1 a Foligno con il B3.
• 4 dipendenti saranno utilizzati in vendita ed assistenza di cui 2 a Perugia, 1 a Foligno e 1 a Terni tutti con il livello B3.
• 11 dipendenti saranno utilizzati al controllo pulizie con il livello C2 di cui 2 a Terni, 4 a Perugia e 5 a Foligno.
• 8 dipendenti saranno assegnati a ruoli amministrativi e gestionali con vari livelli di riferimento.

L’accordo e la sua gestione sono basati su uno spirito che cerca di soddisfare le esigenze tecnico-produttive con quelle delle residenze dei singoli lavoratori. Per tale ragione per quanto concerne il personale mobile, si è condivisa l’istituzione anche di un turno di zona su Perugia. Su questo ambito e per scendere nei particolari attendiamo i prossimi sviluppi.
Il percorso, ora, prevede un’ulteriore interlocuzione con Busitalia per definire i contenuti tecnici ed economici della conciliazione che verrà chiesto di sottoscrivere a tutti gli interessati all’atto delle dimissioni da Busitalia e assunzione a Trenitalia. Atto che sarà contestuale presso la sede Confindustria di Perugia entro il prossimo dicembre e che verrà anticipato con una mail di convocazione a tutti gli interessati che conterrà anche i dettagli della proposta di assunzione in termini di sede di lavoro ed inquadramento.
“Dal punto di vista sindacale – il commento dalle segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast, Orsa – esprimiamo soddisfazione per la sottoscrizione dell’accordo di confluenza che tutela normativamente ed economicamente tutti i dipendenti coinvolti. Ora rimane da monitorare il percorso conclusivo affinché non ci siano inconvenienti futuri”.

“Non si perde un solo posto di lavoro – evidenzia il segretario della Filt Cgil, Ciro Zeno – e il trasporto ferroviario passerà dopo decenni sotto un unico gestore, e cioè Trenitalia, per tutta l’Umbria. Possiamo definirlo un passaggio storico e auspichiamo che questo rappresenti il rilancio del trasporto ferroviario nella nostra regione. Attendiamo con ansia la riapertura della linea Perugia-Todi-Marsciano-Terni perché rappresenterà il rilancio del trasporto metropolitano e, nella stessa misura, aspettiamo il potenziamento della linea Perugia-Sansepolcro che sarà lo sbocco verso nord. Tutto questo sicuramente rappresenterà la velocizzazione dal capoluogo di regione verso nord dell’Umbria e da Perugia verso Terni, quindi verso Roma”.

“La Filt Cgil – ha concluso il segretario Ciro Zeno – è orgogliosa di aver sottoscritto questo accordo fatto di sacrificio ma anche di grande capacità di sintesi, un metodo che è stato alla base del tavolo di concertazione. Nel contempo ringraziamo sia Busitalia che Trenitalia per la grande disponibilità e per aver compreso l’importanza e la strategia di questo percorso. La Direzione regionale Umbria di Trenitalia potrà vantare dal primo gennaio un organico di tutto rispetto che la mette al pari di altre grandi Direzioni regionali d’Italia: non siamo più la piccola Umbria”.

In Umbria, più che nel resto d’Italia, il lavoro lo danno le piccole e medie imprese

In Umbria 211.221 occupati, su un totale di 250.965, lavora nelle micro, piccole e medie imprese (MPMI). Una percentuale dell’84,2% a fronte di una media del 76,4% in un’Italia che sta perdendo le grandi imprese, ma che vede il tessuto di Pmi più robusto d’Europa.

Percentuale che nella provincia di Perugia scende all’83,8% (63.295 addetti su 194.901 totali), mentre nella provincia di Terni è dell’85,5% (47.926 addetti su 56.064).

In Italia

Secondo l’elaborazione dell’Ufficio studi della Cgia, i lavoratori sono maggiormente concentrati nel MPMI nel Sud. Sul podio delle percentuali più alte ci sono il Molise con 98,3% (57.683 occupati du 58.682), la Calabria con il 96,6% (279.992 occupati su 289.745) e la Basilicata con 95,8% (99.452 su un totale di 103.842).

Le tre regioni dove le percentuali risultano più basse sono il Piemonte con 70,1% (1.008.832 di occupati su 1.438.868), il Lazio con 68,1% (1.319.973 su 1.939.181), la Lombardia con il 64,9% (2.966.720 su 4.569.825 di occupati).

In Italia complessivamente il 76,4% dei 18,6 milioni di occupati è impegnato nelle micro, piccole e medie imprese (14.242.347 addetti).