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Città della Domenica cerca ulteriore personale: come inviare le candidature

Città della Domenica inaugura una nuova stagione di attività ed eventi, per la quale è alla ricerca di ulteriore personale.

Domenica 22 marzo si aprono infatti le porte del family park situato sul monte Pulito, a Perugia, luogo ideale per trascorrere momenti di svago immersi nella natura, tra atmosfere fiabesche, boschi sempreverdi, animali in libertà o nella fattoria.

Proprio la fattoria è al centro delle attenzioni dei gestori in questi giorni di inizio primavera, in cui sono attese diverse nascite: intanto è già arrivata Rosalinda, femmina di asinello bianco dell’Asinara, uno degli animali fiori all’occhiello del parco naturalistico, che dal 1985 ha avviato un progetto di salvaguardia di questa specie a rischio estinzione, in collaborazione con l’Università degli studi di Perugia.

Occhi vispi e blu e manto bianco latte, la si può trovare sempre a fianco di mamma Ambra mentre papà Pittireddu per ora ‘deve mantenere le distanze’, pur essendo nel recinto vicino.

Gli asinelli bianchi sono animali particolarmente docili e quindi adatti ai bambini e non a caso l’asinello ‘Burro’ è la mascotte di Città della Domenica e anche quest’anno darà il benvenuto ai visitatori insieme agli ‘amici’ circensi, Leila e Dodo.

Nuove iniziative

In questa prima fase della stagione, Città della Domenica propone le attività e gli spettacoli che tanto l’hanno resa gradita nel tempo a grandi e piccini: dalla falconeria nell’area Far west alla mungitura in fattoria, esperienza altamente educativa e coinvolgente (calendario completo delle attività: www.cittadelladomenica.it). Nel corso della stagione, poi, verranno introdotte nuove attività ludico didattiche, per esperienze uniche a contatto con gli animali sotto la guida dei ranger che se ne prendono cura. Anche il Rettilario, tra i più grandi d’Europa, si apre alle novità: all’interno fervono i lavori per l’ammodernamento e l’introduzione di nuovi animali, oltre all’ampliamento del percorso evoluzionistico: il tutto dovrebbe essere pronto e fruibile entro giugno.

Si cerca ulteriore personale

Resta valida, inoltre, la possibilità di entrare gratis per tutta la stagione dopo l’acquisto del biglietto a prezzo intero. “Praticamente come avere un abbonamento – ha spiegato il direttore del parco, Alessandro Guidi – perché così si riescono a vivere pienamente le diverse esperienze che offriamo. Questo richiede impegno e l’impiego di diverse figure professionali. Per questo siamo alla ricerca di personale da inserire nel nostro staff, che abbia a cuore gli animali e voglia abbracciare il nostro progetto di ‘parco del benessere’, dove si lasciano telefonini in tasca per vivere pienamente il contatto con la natura e gli animali”. In particolare, in questa fase, Città della Domenica è alla ricerca di barman e addetti alla ristorazione, all’accoglienza e all’amministrazione, oltre a collaboratori per la gestione delle aree giochi e dei laboratori didattici, con contratto part time e full time fino a fine stagione, quindi novembre 2026, e con possibilità di rinnovo.

Per informazioni e invio di curriculum si può telefonare al numero 075.5054941-2 o scrivere all’indirizzo e-mail info@cittadelladomenica.it.

Foligno, confronto europeo su formazione e lavoro al Centro per l’impiego

In occasione della quinta edizione di C.r.e.a. Cultura – il festival internazionale dedicato alle buone pratiche di educazione al patrimonio culturale in programma a Foligno dal18 al 20 marzo – la città ha ospitato anche un momento di confronto europeo dedicato ai temi della formazione e delle politiche attive del lavoro.

Presso la sede di Arpal Umbria – Centro per l’impiego di Foligno, si è svolto un incontro tra Cepa Spagna, i rappresentanti dell’assessorato alla formazione e istruzione della città bulgara di Sandanski, Arpal Umbria e Sviluppo Lavoro Italia. Durante l’incontro sono state presentate ai colleghi spagnoli, professionisti pubblici impegnati nel campo della formazione e delle politiche attive, alcune delle buone pratiche sviluppate in Umbria in questi ambiti.

In particolare è stato illustrato il funzionamento del sistema regionale dei servizi per il lavoro, con un approfondimento sulle politiche attive, sugli strumenti dedicati allo sviluppo territoriale e sui servizi rivolti a disoccupati e imprese. La delegazione ha mostrato particolare interesse per il modello di rete tra pubblico e privato, per i servizi di orientamento, mediazione e accompagnamento al lavoro e per gli strumenti di politica attiva attivati a livello regionale. All’incontro erano presenti, per ARPAL Umbria, il responsabile dei Centri per l’impiego di Terni, Foligno e Orvieto Fabio Narciso e Daniele Adanti per Sviluppo Lavoro Italia.

“Il confronto con realtà europee – dichiara l’assessore regionale allo sviluppo economico, formazione e lavoro Francesco De Rebotti – rappresenta sempre un’opportunità preziosa per condividere esperienze e migliorare i servizi. L’Umbria negli ultimi anni ha investito molto nel rafforzamento della rete dei Centri per l’impiego e delle politiche attive, con l’obiettivo di offrire strumenti sempre più efficaci sia a chi cerca lavoro sia alle imprese del territorio. Il fatto che queste esperienze suscitino interesse anche a livello internazionale conferma la validità del lavoro svolto e la capacità del nostro sistema di fare rete tra istituzioni e soggetti del territorio”. L’incontro si è rivelato un’importante occasione di scambio di buone pratiche tra Italia, Spagna e Bulgaria, contribuendo a rafforzare la collaborazione internazionale nel campo della formazione e delle politiche del lavoro.

Sicurezza sul lavoro, la Regione Umbria aderisce all’accordo con Inail

La Regione Umbria aderisce all’Accordo quadro di collaborazione tra Inail e Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore allo sviluppo economico e al lavoro Francesco De Rebotti.

Il provvedimento consente alla Regione di partecipare alla campagna nazionale finalizzata al rafforzamento della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro nei contesti produttivi, con particolare attenzione ai settori a maggiore rischio infortunistico. Gli interventi formativi saranno aggiuntivi rispetto alla formazione obbligatoria già prevista dagli accordi Stato-Regioni e mirano ad accrescere la consapevolezza dei rischi e delle corrette misure di prevenzione nei luoghi di lavoro.

“Promuovere la sicurezza sul lavoro significa prima di tutto investire sulla formazione e sulla prevenzione – afferma l’assessore Francesco De Rebotti –. Con questo atto l’Umbria aderisce a un’iniziativa nazionale importante che ci permette di rafforzare le competenze di lavoratrici e lavoratori e di diffondere una cultura della sicurezza sempre più radicata nelle imprese e nei contesti produttivi”.

All’Umbria sono stati assegnati complessivamente 216.963 euro, risorse finanziate da Inail nell’ambito delle iniziative collegate al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e destinate alla realizzazione dei percorsi formativi sul territorio regionale. La Giunta ha inoltre approvato le linee di indirizzo per la definizione di un avviso pubblico che consentirà la presentazione di progetti formativi dedicati alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’attuazione degli interventi sarà affidata ad Arpal Umbria, l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro, che curerà la gestione delle attività e la realizzazione dei percorsi formativi previsti dall’accordo. “L’obiettivo – prosegue De Rebotti – è favorire un aggiornamento continuo delle competenze e promuovere comportamenti sempre più consapevoli rispetto ai rischi presenti negli ambienti di lavoro. La sicurezza deve essere un valore condiviso e quotidiano, che coinvolge imprese, lavoratori e istituzioni”.

Le attività formative rientrano nel quadro dell’accordo nazionale sottoscritto nel 2023 tra Inail e la Conferenza delle Regioni e successivamente prorogato fino al 31 dicembre 2026, con l’obiettivo di favorire una più ampia partecipazione delle imprese e garantire il pieno utilizzo delle risorse disponibili.

Confronto sul futuro dell’assistenza socio-sanitaria

A Todi un confronto istituzionale su modelli, qualità e futuro dell’assistenza socio-sanitaria, nell’iniziativa pubblica in programma venerdì 13 marzo alle ore 15.30, presso la Sala vetrata dei Portici Comunali di Todi, dedicato al tema dell’affidamento dei servizi socio-sanitari, tra gare d’appalto e convenzioni pluriennali.

L’iniziativa, promossa da Fisascat Umbria, Fp Cisl Umbria e Cisl Pensionati, si pone l’obiettivo di aprire un confronto politico-istituzionale sulle diverse modalità di gestione e aggiudicazione dei servizi nel settore socio-sanitario, alla luce dei cambiamenti demografici e dei bisogni emergenti.

In Umbria, dove l’età media della popolazione ha raggiunto i 48,5 anni, la domanda di servizi sociali e assistenziali è in costante crescita e lo sarà ancora di più nei prossimi anni. In questo contesto, il modello di affidamento dei servizi può incidere in modo significativo sulle risorse disponibili, sui livelli di assistenza garantiti e sulla qualità del lavoro degli operatori.

Il dibattito prenderà le mosse dalla Legge regionale n. 2 del 2024, che disciplina le diverse possibilità di gestione dei servizi socio-sanitari. Una legge approvata sia dalla maggioranza sia dall’opposizione in Consiglio regionale e considerata un punto di partenza condiviso per una programmazione capace di superare contrapposizioni ideologiche.

All’incontro parteciperanno il sindaco di Todi Antonino Ruggiano, il presidente di Confcooperative Umbria Carlo Di Somma e il presidente della Residenza protetta “Letizia Veralli – Angelo e Giulio Cortesi” Mario Ciani.

Il confronto sindacale sarà affidato a Rachele Rotoni, segretaria generale Fisascat Cisl, Marcello Romeggini, segretario generale Fp Cisl, e Francesco Ferroni, segretario generale Cisl Pensionati di Perugia, che porteranno il punto di vista degli operatori del settore e delle persone anziane.

I lavori saranno coordinati da Valerio Natili, responsabile Cisl per il territorio di Perugia.

Da Perugia a Milano, prosegue il sogno di diventare stilisti per tre giovani di talento

Da Perugia a Milano, per una tappa ‘intermedia’ di un viaggio verso la realizzazione di un sogno ambizioso, affermarsi come stilisti di moda, lasciando la propria impronta nel fashion system. Sono i giovani talenti che hanno partecipato alla terza edizione di Umbria Fashion, a novembre 2025 a Perugia, e come premio hanno potuto prendere parte alla Milano Fashion Week 2026, andata in scena dal 24 febbraio al 2 marzo nel capoluogo lombardo.

Alice Paparelli, vincitrice del contest per stilisti emergenti, insieme a Giulia Brunetti e Maria Chiara Tenda, seconda e terza classificata, sono state ospiti della sfilata di Vivetta. Ad accompagnarle una guida esperta, Laura Cartocci, founder di Umbria Fashion e presidente di Un’idea per la vita onlus, da oltre 30 anni nel settore della moda dapprima come indossatrice di noti brand nazionali ed internazionali e poi come insegnante di portamento e collaboratrice della casa di moda Luisa Spagnoli, protagonista nelle sfilate milanesi. Proprio con la Luisa Spagnoli le ragazze hanno avuto un’altra grande opportunità, potendo entrare nel backstage e partecipare attivamente al fashion show inserito in un evento internazionale, la Milano Fashion Week appunto, dove stilisti e case di moda presentano le proprie collezioni al pubblico lanciando mode e tendenze. Non solo: prima di ripartire le aspiranti stiliste hanno vissuto anche un’altra esperienza coinvolgente nel set allestito a Palazzo Barozzi per la presentazione della collezione fall-winter 2026/2027 di Fabiana Filippi. Qui, l’architettura del XX secolo e gli affreschi di Giulio Borsani hanno dialogato con un’installazione di fili disposti secondo una struttura a labirinto concentrico. In questo spazio, il filo ha preso vita come segno e percorso, in un racconto in cui l’identità di Fabiana Filippi si è rivelata nel dialogo tra arte, materia e corpo.

“Sono giovani e talentuose – ha dichiarato Laura Cartocci, riferendosi alle stiliste emergenti che hanno ‘mosso i primi passi’ proprio a Umbria Fashion – e sono felice di aver potuto accompagnarle in questa esperienza milanese. Hanno potuto respirare un’atmosfera internazionale e osservare cosa succede dietro le quinte di una sfilata per compiere, così, un ulteriore passo verso la realizzazione del loro sogno”.

“Questa è una delle tante opportunità offerte da Umbria Fashion – ha ricordato Cartocci –, evento che coniuga moda, arte e solidarietà e che vuole anche essere un ponte tra i giovani che si stanno formando nelle scuole di moda e design del territorio e il mondo imprenditoriale del fashion. Non a caso, tra i premi dell’edizione 2025 del contest, oltre alla partecipazione alla Milano Fashion Week, c’erano anche due tour in aziende di moda che si sono tenuti alla Monnalisa di Arezzo e alla Cardinalini & C. spa di Acquasparta, dove gli stilisti emergenti sono stati accolti rispettivamente dai presidenti Piero Iacomoni e Marco Cardinalini. La vincitrice del contest di UF, Alice Paparelli, inoltre, sarà chiamata a svolgere un tirocinio di tre mesi alla Cardinalini & C.”.

Giovani e digitale nell’impresa: i due volti dell’Umbria

Due indagini con la Camera di Commercio dell’Umbria descrivono un doppio binario. Nel digitale “classico” la regione resta sotto la media nazionale, ma l’economia dei Digital Content Creator corre: in Umbria sono 392 imprese. Nel perimetro delle start-up innovative, invece, la quota giovanile resta sotto media. Sulle start-up Terni spicca per intensità e posizionamenti: 7° e 14° posto su 110 province. Perugia tiene su alcuni indicatori, ma rallenta nella crescita ed è indietro sulle giovanili.

Nel precedente report della Camera di Commercio era emerso che la quota di imprese che innovano nel digitale è inferiore alla media italiana di 5,8 punti percentuali; ancora più marcato il divario sull’intensità degli investimenti (tecnologia, organizzazione e modelli di business), dove il gap arriva a -9,7 punti. È un dato che pesa, perché descrive la capacità di trasformare il digitale in produttività.
Eppure, guardando dove l’innovazione si alimenta di linguaggi, piattaforme e competenze diffuse – spesso più vicine ai giovani – la fotografia si fa meno scontata. Due indagini realizzate con la collaborazione della Camera di Commercio dell’Umbria mettono in fila gli indizi. La prima, di Infocamere con il coordinamento scientifico dell’Università di Padova, misura l’espansione dell’economia dei Digital Content Creator. La seconda, Dataview – Il barometro dell’economia territoriale di Unioncamere–Istituto Guglielmo Tagliacarne, osserva le start-up innovative nelle due province umbre. Insieme raccontano un territorio che produce nuova imprenditorialità digitale, ma che fatica ancora a tradurre una parte di quel potenziale nel canale, più stretto e costoso, delle start-up innovative “certificate”.

L’alfabetizzazione digitale si fa impresa

L’indagine sui Digital Content Creator intercetta imprese nate attorno ai nuovi canali digitali: YouTube, TikTok, Instagram, e a parole chiave come “content creator”, “video maker”, “influencer”, rintracciate nell’oggetto sociale e nelle descrizioni di attività. Non è soltanto un fenomeno culturale: dietro un contenuto ben costruito ci sono competenze su produzione, montaggio, grafica, dati, marketing, contratti e diritti.
La ricerca distingue le imprese in due gruppi. Le “core” operano in settori ATECO intrinsecamente legati alla content creation (produzione audiovisiva, piattaforme digitali, comunicazione e marketing digitale): rappresentano una nuova imprenditorialità nativa. Le “ibride” svolgono attività in cui la creazione di contenuti è ancillare ma rilevante (moda, turismo, fitness, consulenza, istruzione): sono la prova che il contenuto può diventare parte integrante del modello di business.
Tra 2015 e 2024 la crescita è netta. In Italia le imprese di Digital Content Creator sono aumentate del +185% (da 8.918 a 25.429), con un ritmo più intenso per le “core” (+206%) rispetto alle “ibride” (+155%). L’Umbria segue la stessa traiettoria e conta 392 imprese: 229 “core” e 163 “ibride”. Sul totale nazionale la regione vale l’1,54% del fenomeno; sale all’1,7% nelle “ibride” e scende all’1,43% nelle “core”: quote in linea, e in parte leggermente superiori, rispetto al peso dell’Umbria su popolazione ed economia nazionale. È qui che l’innovazione “giovane” si vede con più chiarezza: come imprenditorialità digitale diffusa, spesso micro, capace di crescere e contaminare settori tradizionali.
La cerniera: giovani presenti, ma meno della media nel perimetro start-up
È qui che il racconto cambia tono. Nelle graduatorie sulle start-up innovative, infatti, la quota di start-up giovanili risulta sotto la media nazionale sia a Terni sia a Perugia, e in modo più marcato nel capoluogo. Non è una smentita della spinta giovanile: è la prova che questa spinta, oggi, passa più facilmente da canali a bassa soglia d’ingresso (creator, servizi digitali, attività ibride) che dal canale delle start-up innovative, dove contano capitale, reti, incubazione e competenze avanzate. In altre parole: i giovani innovano, ma non sempre lo fanno dentro la definizione statistica di “start-up innovativa”.

Le start-up innovative nelle due province dell’Umbria

Nel barometro Dataview di Unioncamere–Tagliacarne, la provincia di Terni risulta sopra la media nazionale in tre voci su cinque e in due casi entra tra le prime venti posizioni della graduatoria delle 110 province italiane. Il dato migliore è l’incidenza delle start-up ad alto valore tecnologico in ambito energetico: 29,2%, 7° posto nazionale. Molto bene anche il numero di start-up innovative per 100.000 abitanti: 14, che vale il 14° posto. La variazione percentuale 2016–2025 è +100% (38° posto). Restano invece più deboli due indicatori: l’incidenza delle start-up femminili (4,2%, 101° posto) e quella delle start-up giovanili (sotto media, 74ª posizione).
La provincia di Perugia mostra un profilo più irregolare. È sopra media in due indicatori: l’incidenza delle start-up femminili (23,3%, 11° posto su 110) e l’incidenza delle start-up ad alto valore tecnologico in ambito energetico (22,1%, 22ª posizione). Regge nel numero di start-up innovative per 100.000 abitanti (13,5, 50° posto), ma rallenta nella variazione 2016–2025 (+38,7%, 66° posto). Il punto più critico è l’incidenza delle start-up giovanili: 9,3%, 94° posto su 110.
Il quadro finale è quindi coerente, ma più sfumato di uno slogan: l’Umbria tiene e cresce dove l’innovazione digitale è accessibile, sperimentale e diffusa; mentre nel canale delle start-up innovative, soprattutto per la componente giovanile, emergono ancora margini ampi. La base c’è. La sfida – per imprese, istituzioni e sistema dei servizi – è rendere più facile il passaggio dalla competenza digitale al progetto imprenditoriale strutturato: dal contenuto al prodotto, dalla visibilità al capitale, dalla micro-attività all’impresa che scala.

Mencaroni: la transizione digitale cambio di mentalità e metodo

Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Questi dati ci dicono una cosa che spesso sfugge: la transizione digitale non è una vetrina di tecnologie, è un cambio di mentalità e di metodo. Se i giovani trovano strade rapide per fare impresa nelle piattaforme e nei contenuti, significa che il talento c’è e sa muoversi; il compito delle istituzioni è trasformare quell’energia in progetti che restano, crescono e creano lavoro qui. Per questo, nel nostro programma di mandato, digitale ed ecologico non sono due capitoli separati: sono la stessa sfida, produrre di più consumando meno, competere con dati e competenze invece che con margini compressi. Ecco perché investiamo in iniziative che portano l’impresa dentro le scuole: non per ‘orientare’, ma per allenare i ragazzi a sperimentare, magari fallire e poi ripartire meglio. L’Umbria può diventare un laboratorio nazionale se riesce a fare il salto dal digitale praticato al digitale industriale: dalla creatività diffusa a filiere e imprese che scalano”.

Legge per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali, OK in Commissione

Approvata all’unanimità dei presenti (Pd, M5S, Avs, Ud-Pp) dalla Terza commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria la proposta di legge “Disposizioni per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali”, firmata da Francesco Filipponi e Maria Grazia Proietti Proietti (Pd).

Le norme contenute, così come emendate ed integrate durante i lavori di Commissione, mirano ad incrementare la sicurezza dei lavoratori digitali che svolgono la propria attività sul territorio umbro,
tutelando la loro dignità, sicurezza e salute. Migliorando la trasparenza del mercato del lavoro e promuovendo un modello di sviluppo delle piattaforme digitali che sia socialmente responsabile
ed equo.

La Regione dovrà individuare, di concerto con le Asl, le misure necessarie a tutelare salute e sicurezza dei lavoratori attraverso: la valutazione dei rischi tradizionali e specifici per la peculiare attività che svolgono i lavoratori digitali (stress lavorativo intrinsecamente connesso ai tempi di consegna, l’assegnazione dei turni, la distribuzione delle occasioni di lavoro e dei luoghi di svolgimento dell’attività); la definizione delle
modalità di mitigazione dei rischi e l’individuazione dei dispositivi di protezione individuale più idonei per lo svolgimento dell’attività; la definizione della formazione specifica obbligatoria a carico delle piattaforme digitali, con particolare attenzione al Codice della strada e al mezzo di trasporto utilizzato per la prestazione di lavoro; la previsione di iniziative di informazione specifica sulle malattie professionali e sui rischi e sui danni derivanti dall’esercizio dell’attività di servizio e sulle procedure di prevenzione e di protezione.

Viene previsto il ‘Registro regionale del lavoro tramite piattaforme digitali’, articolato in: anagrafe dei lavoratori digitali e anagrafe dei soggetti giuridici che offrono lavoro tramite piattaforme digitali. L’iscrizione è, in entrambi i casi, gratuita e facoltativa. Prevista poi l’istituzione della ‘Consulta regionale
del lavoro digitale’ che fornisce indicazioni per la stesura del programma annuale degli interventi, elabora studi e ricerche, presenta proposte per il perfezionamento della legislazione, monitora l’evoluzione dell’economia digitale, esamina le problematiche applicative delle tutele dei lavoratori digitali. Elabora inoltre la ‘Carta dei diritti dei lavoratori digitali’.

In caso di condizioni meteo climatiche che comportino rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori digitali, il presidente della Giunta regionale adotta ordinanze contingibili e urgenti a loro
tutela.

Sanità umbra, pubblicato il bando per l’assunzione di 122 Oss

Dopo l’approvazione della graduatoria finale del concorso per 124 infermieri, la Regione Umbria annuncia la pubblicazione del concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di 122 operatori sociosanitari da mettere a disposizione delle quattro Aziende sanitarie regionali.

L’Azienda unità sanitaria locale Umbria 2, in qualità di azienda capofila, ha pubblicato il bando di concorso pubblico unificato per titoli ed esami per la copertura a tempo indeterminato di 122 posti di operatore sociosanitario (oss). Il concorso è indetto in forma congiunta tra l’Azienda Usl. Umbria 1, l’Azienda Usl Umbria 2, l’Azienda ospedaliera Santa Maria della misericordia di Perugia e l’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni. I 122 posti sono ripartiti tra le quattro aziende sanitarie regionali: 50 all’ASL Umbria 1, 50 all’ASL Umbria 2, 12 all’azienda ospedaliera di perugia e 10 all’Azienda ospedaliera di Terni. La distribuzione include specifiche riserve di legge a favore dei volontari delle Forze Armate congedati senza demerito e degli operatori volontari del servizio civile universale o nazionale.

Per partecipare è richiesto il possesso dell’attestato di qualifica di operatore sociosanitario, conseguito ai sensi dell’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001. Le domande di partecipazione dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso il portale del reclutamento InPA (www.inpa.gov.it) entro le ore 14:00 del 5 marzo 2026. Il bando integrale è disponibile sul sito aziendale www.uslumbria2.it nella sezione “Concorsi”. Per informazioni amministrative è possibile contattare l’Ufficio concorsi al numero 0743.210344 o 210450, dal lunedì al venerdì dalle 11:00 alle 12:30.

“Stiamo mantenendo la rotta su uno degli impegni più concreti che questa Giunta si è assunta – dichiara la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – costruire un servizio sanitario regionale più forte, più vicino ai cittadini e capace di rispondere alle esigenze di una popolazione che cambia. Dopo la graduatoria degli infermieri, ora mettiamo a bando altri 122 Operatori Sociosanitari: figure insostituibili che ogni giorno, nei reparti e nei servizi territoriali, garantiscono assistenza, umanità e continuità di cura alle persone più fragili. Queste assunzioni non sono solo numeri: sono un investimento nella qualità della sanità umbra, nella dignità del lavoro e nella sicurezza di ogni famiglia della nostra regione. Continueremo su questa strada, con metodo e determinazione”.

Foligno, stato di agitazione tra i dipendenti comunali

Proclamato lo stato d’agitazione generale al Comune di Foligno. Lo hanno dichiarato la RSU e le organizzazioni sindacali UIL FPL, FP CGIL, CISL FP e USB, chiedendo alla Prefettura l’attivazione del tentativo di conciliazione previsto per i servizi pubblici essenziali.

La decisione, spiegano i sindacati, arriva dopo mesi di segnalazioni e richieste di incontro rimaste senza un confronto stabile e verificabile. Le criticità sono aumentate di mese in mese: da ultimo, il 26 gennaio scorso il sindacato aveva formalmente richiesto alla Giunta un incontro urgente, segnalando rischi di disservizi e la necessità di scelte immediate su alcuni snodi strategici dell’Ente. Il 4 febbraio si è tenuta una riunione alla presenza del Sindaco e di tutti gli assessori, nella quale è stato possibile rappresentare unitariamente le criticità più urgenti e chiedere un percorso ravvicinato di aggiornamenti e verifiche; a distanza di oltre due settimane, tuttavia, mentre le criticità permangono, non risultano convocazioni successive né un calendario operativo di confronto.

Tra le urgenze principali viene indicata la situazione dell’Area Lavori Pubblici, chiamata a gestire in una fase delicatissima interventi complessi e procedure connesse anche al PNRR. Il personale segnala una condizione di forte pressione operativa e fragilità organizzativa, con un punto cruciale: la tenuta della catena decisionale e delle responsabilità sui procedimenti, a partire dalle funzioni essenziali legate ai progetti.

“Se i procedimenti rallentano o si bloccano – sottolinea il sindacato – i riflessi non restano dentro un ufficio: possono tradursi in ritardi, criticità amministrative, maggiori oneri e, nei casi peggiori, nel rischio di perdita di risorse. Questo significa possibili impatti sul bilancio comunale e quindi sulla capacità dell’Ente di garantire servizi e investimenti alla cittadinanza”.

Altro nodo urgente è la piena operatività dell’Ufficio Personale, snodo decisivo per tutta la macchina comunale: gestione del rapporto di lavoro, assunzioni, organizzazione, atti e scadenze. Risulta essenziale che l’Amministrazione assicuri continuità operativa immediata, ricoprendo senza ulteriore attesa il posto di responsabile dell’Ufficio, vacante da circa due mesi.

“Senza un Ufficio Personale pienamente operativo – spiegano – si rallentano o si fermano processi che riguardano tutti: lavoratori, uffici e, quindi, servizi alla cittadinanza. Non è una questione ‘di settore’: è un tema di tenuta complessiva dell’Ente e di garanzia della regolarità delle attività”.

RSU e sindacati evidenziano infine che, pur nel rispetto delle procedure previste, su dossier cruciali – tra cui riorganizzazione e sistema di valutazione/performance – il confronto rischia di ridursi a un passaggio formale, senza reale incidenza sulle scelte finali, comprimendo il contributo dei lavoratori e alimentando tensioni interne.

Con lo stato d’agitazione, RSU e OO.SS. chiedono quindi: un metodo di relazioni sindacali effettivo, con verifiche ravvicinate e riscontri tracciabili, affinché il confronto non resti di facciata sulle principali scelte organizzative e sulle ricadute sul lavoro; misure urgenti per assicurare la piena operatività dell’Ufficio Personale; azioni immediate per mettere in sicurezza l’Area Lavori Pubblici e garantire continuità gestionale e capacità di rispettare scadenze e adempimenti, inclusi quelli connessi al PNRR, prevenendo ricadute su bilancio e servizi.

“Dopo la riunione del 4 febbraio – concludono – il Sindacato ha mantenuto una linea di estrema riservatezza e cautela, confidando nell’avvio di un percorso concreto e di dialogo. Il passare del tempo, senza soluzioni certe e senza un confronto stabile sulle scelte, impone oggi nuove iniziative”.

Lavoro, in Umbria più assunzioni di stranieri della media nazionale

In Umbria un quarto delle persone assunte nell’ultimo anno è di nazionalità estera. Percentuale superiore a quella mediamente registrata in un’Italia, di oltre il 23%. In Umbria sono stranieri 17.660 neoassunti sul totale di 69.970 immessi al lavoro nel corso dell’ultimo anno. Rispetto al periodo pre-covid, l’incremento è stato del 188,5%, il terzo più alto in Italia. Probabilmente anche per la spinta della ricostruzione delle zone del terremoto, vista l’elevata percentuale di stranieri assunti in edilizia.

L’Umbria sta diventando una delle regioni con più presenza di lavoratori extracomunitari nelle imprese. Nel 2024 (l’ultimo anno per il quale si hanno dati definitivi, in attesa di quelli del 2025) i dipendenti extracomunitari erano 29.380 su un totale di 236.820 (il 12,4%).

Le province umbre

Nella provincia di Terni i neoassunti stranieri nell’ultimo anno sono stati 3.630 su un totale di 15.320 (23,7%), Percentuale che nella provincia di Perugia sale al 25,7%: 14.030 gli assunti stranieri su 54.660.

In Italia

Una situazione in controtendenza con quanto si osserva in Italia. Secondo una elaborazione effettuata dalla Fondazione Leone Moressa, i lavoratori dipendenti extracomunitari presenti in Italia sono poco meno di 2,2 milioni e le regioni dove l’incidenza percentuale sul totale lavoratori dipendenti è più elevata sono l’Emilia Romagna (17,4%), la Toscana e la Lombardia (entrambe con il 16,6).

Secondo l’elaborazione dell’Ufficio studi della Cgia, cresce a ritmo sostenuto la presenza di lavoratori stranieri nel mercato del lavoro italiano. Nel 2025 le assunzioni di immigrati sfiorano quota 1 milione e 360mila, pari al 23% del totale: in pratica, un nuovo assunto su quattro non è italiano. Il balzo rispetto al periodo pre-Covid è netto. Confrontando i dati con il 2019, il numero assoluto di ingressi è più che raddoppiato.

L’incidenza varia molto a seconda dei settori. In agricoltura quasi la metà delle nuove assunzioni riguarda stranieri (42,9%). Quote elevate anche nel tessile-abbigliamento-calzature (41,8%) e nelle costruzioni (33,6%), mentre pulizie e trasporti si attestano al 26,7%.

Guardando ai numeri assoluti, la ristorazione guida la classifica con 231.380 ingressi tra cuochi, aiuto cuochi, lavapiatti, addetti alle pulizie e camerieri. Seguono i servizi di pulizia con 137.330 lavoratori e l’agricoltura con 105.540.