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Congresso Uil Umbria, Molinari confermato segretario

“Il momento è straordinario e non possiamo più usare strumenti ordinari: serve un lavoro di squadra collettivo, un grande momento di confronto e di azione. Siamo convinti della necessità della scrittura di un grande Piano industriale e di sviluppo per l’Umbria”. Questo l’appello lanciato dal segretario generale della Uil dell’Umbria, Maurizio Molinari, dal palco del 19esimo congresso regionale che lo ha rieletto per un nuovo mandato alla guida della Uil dell’Umbria. Un congresso importante, che ha visto la presenza dei dirigenti nazionali del sindacato e delle categorie, delle Istituzioni e delle organizzazioni datoriali. Ospiti anche i rappresentanti di Cgil e Cisl Umbria.

Il Piano di sviluppo per l’Umbria, per Molinari, va fatto subito e messo in pratica velocemente. “Un tavolo permanente, un’alleanza per lo sviluppo e la crescita: non serve formalizzarsi sui nomi o sulle etichette ma guardare alla sostanza. Noi siamo pronti, già da domani – ha detto Molinari – a sedersi intorno ad un tavolo con le altre organizzazioni sindacali, le associazioni di categorie e le Istituzioni”. L’appello è stato lanciato alla politica, alle associazioni datoriali e di categoria, ma anche ai sindacati e alla Uil tutta. Molinari ha rivendicato i risultati e le azioni incisive, dall’apertura della nuova sede regionale, passando per l’iniziativa shock delle bare di cartone in piazza IV novembre, a Perugia, per denunciare le morti sul lavoro e poi la Carovana a Foligno, contro i lavoratori fantasma. E la presentazione del Protocollo appalti, che è stato inserito all’interno di una proposta di legge presentata dalla consigliera regionale Letizia Michelini.

L’appello e la richiesta è stata anche quella del “coraggio delle scelte” per la politica e le istituzioni. Scelte che servono in tutti i settori, a partire dalla sanità passando per infrastrutture e trasporti, rifiuti e ambiente, giovani e anziani. Sulla sanità scelte che dovranno essere prese per risolvere la carenza del personale, liste d’attesa e fuga verso il privato. “Una situazione che è come un vortice verso il disastro che richiede scelte coraggiose e una riorganizzazione basata su qualità ed efficienza. Piaghe dell’Umbria restano spopolamento, invecchiamento e difficoltà dei giovani, più precari e spesso costretti a lasciare il territorio”. Quindi le infrastrutture e i trasporti, con la denuncia dell’isolamento dell’Umbria, perché “il diritto alla mobilità è libertà”. Sul piano sindacale viene ribadita l’importanza della rappresentanza, con la richiesta di regole chiare e il contrasto ai contratti pirata”. E poi il punto della situazione sul sindacato umbro: crescono servizi e iscritti. Conclusioni della mattina affidate al segretario organizzativo nazionale Emanuele Ronzoni: “Siamo una organizzazione che ha intuizione, capacità di elaborazione e che fa proposte”.

Nel pomeriggio gli interventi dei segretari generali delle categorie, le conclusioni di Bombardieri e l’elezione di Molinari. “Per noi il lavoro è una priorità: abbiamo sempre messo al centro della nostra azione la necessità di dare risposte sui salari e sul lavoro dignitoso – ha detto Bombardieri – In questo Paese, aumentano i numeri, ma non la qualità dell’occupazione: è su questo aspetto che occorre concentrarsi e intervenire. Anche il tema della sicurezza sul lavoro – ha proseguito Bombardieri – resta per noi prioritario, perché continuano a esserci più di mille morti l’anno. Abbiamo fatto passi in avanti, ma riteniamo che bisogna fare di più sul fronte della prevenzione e della formazione, istituendo anche il reato dell’omicidio per violazioni di norme sulla sicurezza e sradicando il lavoro nero, spesso causa di gravi incidenti subiti da lavoratrici e lavoratori sfruttati. Non ci fermeremo – ha sottolineato il leader della Uil – fino a quando non avremo raggiunto l’obiettivo di zero morti sul lavoro”. Bombardieri ha poi risposto anche a domande sull’attuale crisi geopolitica e sul ruolo dell’Europa: “In questi anni – ha detto – è stato messo in discussione il principio del rispetto del diritto internazionale con conseguenze sulle persone più deboli. L’Europa dovrebbe modificare il Patto di stabilità piuttosto che confermare le attuali regole della politica economica e finanziaria, perché – ha concluso Bombardieri – questa situazione di crisi ricade sulle spalle dei più deboli e ciò è sbagliato e inaccettabile”.

Incentivi all’occupazione, salario giusto, rinnovi, digitale: il decreto sul lavoro in sintesi

Questi, in sintesi, i punti del decreto-legge sul lavoro approvato dal Consiglio dei Ministri, con una dotazione di circa 934 milioni di euro.

Bonus e incentivi all’occupazione

Al fine di ridurre i divari territoriali e favorire l’inserimento nel mercato del lavoro delle categorie più esposte, il decreto prevede quattro principali misure di decontribuzione:

bonus assunzione donne 2026, consistente in un esonero contributivo del 100% (fino a 650 euro mensili) per 24 mesi per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate, con un incremento a 800 euro per le assunzioni effettuate nelle regioni della zona economica speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno;
bonus assunzione giovani 2026, che prevede l’esonero del 100% dei contributi previdenziali (fino a 500 euro mensili) per 24 mesi per le nuove assunzioni di personale non dirigenziale di età inferiore ai 35 anni, con limite elevato a 650 euro nel Sud e nelle aree di crisi;
bonus stabilizzazione giovani 2026, che prevede l’esonero del 100% dei contributi fino a 500 euro per 24 mesi anche per le stabilizzazioni di contratti a termine, stipulati tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2026 e della durata massima di 12 mesi, effettuate tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, per personale di età inferiore ai 35 anni mai occupato stabilmente in precedenza;
bonus assunzioni ZES 2026, per i datori di lavoro che occupano fino a un massimo di 10 dipendenti nella ZES unica per il Mezzogiorno, consistente in un esonero contributivo totale (fino a 650 euro mensili) per l’assunzione di soggetti over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.

Salario giusto

La disciplina sui trattamenti economici complessivi (TEC) tutela l’equilibrio di interessi tra lavoratori e parti sociali. Si garantisce ai lavoratori una retribuzione non inferiore ai minimi stabiliti dai contratti collettivi nazionali (CCNL) stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, contrastando il dumping. La norma tutela le imprese favorendo la concorrenza leale e valorizza l’autonomia di sindacati e datori di lavoro, evitando l’imposizione di un salario minimo fissato per legge e lasciando alla contrattazione la definizione delle voci retributive.

Disciplina dei rinnovi contrattuali

Si interviene sulla disciplina del rinnovo dei contratti collettivi di lavoro. Nel rispetto dell’autonomia delle parti sociali, si stabilisce che siano le stesse a disciplinare, in sede di rinnovo, le decorrenze degli incrementi retributivi, gli eventuali importi una tantum e gli strumenti di copertura economica per il periodo tra la scadenza del vecchio contratto e la firma del nuovo, assumendo la data di scadenza naturale del contratto previgente come riferimento per assicurare la continuità della tutela economica. Qualora il rinnovo non avvenga entro 12 mesi dalla scadenza, le retribuzioni sono adeguate forfettariamente in misura pari al 30% della variazione dell’Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato (IPCA).

Contrasto al caporalato digitale e tutele tecnologiche

Il provvedimento introduce misure specifiche per prevenire l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro, con particolare riferimento alle attività gestite tramite piattaforme digitali, attraverso la verifica dell’identità digitale del lavoratore. Si tratta di una misura volta a impedire il fenomeno della cessione o del “noleggio” degli account che alimenta forme di caporalato, consentendo l’accesso alle piattaforme esclusivamente tramite sistemi di identificazione certa (SPID, CIE o sistemi di autenticazione forte); vige il divieto di cedere le proprie credenziali o utilizzare account non riconducibili alla propria identità, con responsabilità dei gestori per i sistemi di controllo e sanzioni amministrative o sospensione dell’attività per omessa vigilanza. Ed anche
il diritto alla trasparenza algoritmica, che impone l’obbligo di fornire informazioni chiare sulle modalità di funzionamento degli algoritmi che influenzano l’assegnazione dei compiti e i compensi, garantendo il diritto di conoscere i parametri del proprio “rating” e di richiedere l’intervento umano per il riesame di decisioni automatizzate che incidano significativamente sul rapporto di lavoro.
Conciliazione famiglia-lavoro

Sgravi

Il decreto introduce uno sgravio contributivo per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026, un nuovo strumento di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro, che definisce requisiti verificabili e indicatori di performance per le organizzazioni, private e pubbliche, che scelgono di investire in modo strutturato su maternità, paternità, carichi di cura, flessibilità organizzativa, welfare aziendale, salute e continuità di carriera. La misura contenuta nel decreto prevede un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le aziende in possesso della certificazione collegata alla valorizzazione del sostegno alla natalità e alle esigenze di cura, con una misura fino all’1 per cento e nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna impresa.

Trattamento di fine rapporto

Si prevede la possibilità per i lavoratori di conferire alla previdenza complementare le quote TFR maturate nel periodo gennaio-giugno 2026.

Lavoro, il Consiglio regionale ha approvato la riforma di Arpal

Il Consiglio regionale dell’Umbria ha approvato il disegno di legge (atto 483/2026) che riorganizza l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro (Arpal), introducendo modifiche alla legge regionale 1/2018 e alla legge regionale 4/2013. Il provvedimento punta a rendere più semplice ed efficiente il funzionamento dell’Agenzia, a partire dalla governance. Viene infatti introdotta la figura dell’amministratore unico, che sostituisce presidente e consiglio di amministrazione, affiancato da un direttore con funzioni gestionali e operative. Previsto anche il revisore unico dei conti al posto del precedente organo collegiale.

Tra i punti qualificanti della riforma c’è il rafforzamento dell’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro, che avrà un ruolo ancora più centrale nel fornire dati e analisi utili a orientare le politiche regionali, con un’attenzione specifica anche al monitoraggio dei tirocini e ai loro esiti occupazionali. Novità rilevante anche sul fronte dell’inclusione: vengono introdotti i tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia e alla riabilitazione, pensati in particolare per le persone con disabilità e per chi incontra maggiori difficoltà nell’ingresso nel mondo del lavoro.

La riorganizzazione consente un risparmio complessivo per il bilancio di Arpal pari a 79.446,42 euro.

“La riforma di Arpal nasce con l’obiettivo di semplificare, migliorare e chiarire i ruoli, accompagnando questo percorso anche con un risparmio che potrà essere reinvestito all’interno dell’Agenzia – ha spiegato l’assessore alle Politiche del lavoro, Francesco De Rebotti – Ringrazio la Prima commissione per il lavoro congiunto: è stata una riforma costruita coinvolgendo tutti i soggetti interessati, dai lavoratori di Arpal ai sindacati, fino alle associazioni di categoria. La scelta di procedere per fasi, partendo dalla governance, ci consente di dare tempi certi al commissariamento, che si concluderà a fine maggio. In questo nuovo assetto il direttore sarà la vera anima operativa dell’Agenzia, mentre il revisore unico a tempo pieno garantirà il pieno controllo dei conti. Arpal, anche in questa fase, ha continuato a lavorare raggiungendo risultati importanti, come quelli legati al programma GOL, grazie all’impegno dei lavoratori, che devono essere messi nelle condizioni di operare con maggiore serenità”.

Continua l’assessore: “Ora si apre una fase decisiva: con il passaggio della proposta organizzativa consegniamo alla nuova governance una riforma con una forte direzione pubblica, più chiara nei compiti e più snella. Sarà necessario completarla con un modello organizzativo, funzioni e strumenti adeguati per affrontare nodi centrali, a partire dalle procedure informatiche, riportando anche l’Osservatorio al centro delle politiche attive del lavoro. Parallelamente, era necessario intervenire in modo dignitoso anche sugli spazi di lavoro: a Terni le condizioni erano al limite e, non essendo stato possibile raggiungere un accordo con i primi proprietari individuati, abbiamo fatto riferimento alla seconda opzione, il Tulipano, che diventerà la nuova sede e dove torneremo a organizzare la fiera del lavoro. A Perugia abbiamo lavorato per migliorare gli standard qualitativi delle strutture. Arpal avrà inoltre un ruolo nella regia di Pentima: il 27 aprile accoglierò la Seconda commissione dell’Assemblea legislativa e presenteremo l’intervento di riqualificazione degli spazi. In quel contesto, accanto al ruolo fondamentale dell’università, vogliamo rafforzare la vocazione storica della formazione professionale, recuperando spazi dedicati a competenze come saldatura, termoidraulica e falegnameria, figure oggi fortemente richieste dal sistema produttivo regionale”.

Uilca Umbria, Mauro Sergnese è il nuovo segretario generale

Mauro Sergnese è stato eletto all’unanimità nuovo segretario generale della Uilca Umbria, la categoria che si occupa dell’organizzazione nel settore del credito, esattoriale ed assicurativo. La nuova segreteria sarà composta anche da Luca Cucina, Valentina Gallarate e Daniele Bravi.

Tra i punti delle priorità individuate dal neo segretario il contrasto alla desertificazione bancaria con l’urgenza di frenare la chiusura degli sportelli nei piccoli comuni per evitare lo ‘spopolamento economico’. Messo al centro lo Stop alle politiche di vendita aggressive e tutela psicofisica per i lavoratori. La Uilca lavorerà per la richiesta di aumento medio di 518 euro per ridistribuire gli utili record del settore e riduzione a 35 ore dell’orario di lavoro. Individuata anche la questione dell’intelligenza artificiale che deve essere governata con trasparenza per evitare tagli al personale.

Al termine dei lavori il nuovo segretario generale Mauro Sergnese ha spiegato: “Saremo un punto di riferimento costante nei luoghi di lavoro. Siamo pronti al dialogo, ma determinati nel difendere i diritti di ogni singolo lavoratore”.

Caro-carburante, Filt Cgil Umbria “chiama” la Regione: costi insostenibili per le aziende

“Abbiamo già avuto confronti con aziende del settore della logistica che ci hanno comunicato grandi difficoltà a causa del caro carburanti, con conseguenze anche sul pagamento degli stipendi. Solo un esempio: la sola sede di Foligno di un’azienda del comparto sta registrando aumenti di spesa quotidiana di circa 1.600 euro, che vuol dire circa 40 mila euro di ulteriori costi ogni mese. Ma non mancano imprese, sempre della logistica, che chi ci hanno segnalato aumenti fino a 80 mila euro al mese per il gasolio e l’energia. Una situazione evidentemente insostenibile e che potrebbe avere ripercussioni sui lavoratori, con rischio di licenziamenti e cassa integrazione, e sui consumatori, con aumento del costo delle merci”.

Filt Cgil Umbria lancia l’allarme per il costante aumento del costo dei carburanti e per le sue ripercussioni sul tessuto economico umbro. Un timore accompagnato anche dalla richiesta di intervento da parte delle istituzioni, a partire da quelle regionali: il segretario generale Ciro Zeno, affiancato dai segretari Ivano Bruschi e Silvia Cascianelli, ha sottolineato infatti la necessità di istituire con urgenza un tavolo con le organizzazioni sindacali, le imprese e la Regione proprio per affrontare le difficoltà di un comparto, quello della logistica, che in Umbria conta circa 4.500 lavoratori diretti e altri circa 5 mila indiretti.

“Non possiamo accettare – ha affermato con decisione Zeno – che a pagare i il prezzo di queste guerre assurde e criminali siano ancora una volta i lavoratori. L’intero settore delle logistica e della distribuzione porta a porta, così fondamentale nella nostra società, è oggi in forte sofferenza. Tutti i player con cui stiamo parlando stanno registrando problemi e, se come si prevede, il gasolio dovesse arrivare a 3 euro al litro, sarà molto difficile gestire questa crisi. Parliamo di migliaia e migliaia di euro di costi in più ogni giorno per far circolare camion e furgoni che fanno arrivare le merci in Umbria. Il risvolto negativo rischiano di vederlo non solo i lavoratori, che vedono a rischio il loro stipendio, ma tutti gli umbri quando vedranno gli aumenti spropositati del costo dei prodotti sugli scaffali dei negozi”. La Filt Cgil Umbria ha anche sottolineato che tali aumenti si potrebbero ripercuotere pure sul trasporto pubblico locale, mettendo a rischio la tenuta del servizio.

“Noi – fa sapere Zeno – già ci stiamo rapportando con tante imprese per capire dove poter risparmiare, senza andare a colpire i lavoratori, ma è ovvio che la problematica debba essere affrontata a livello regionale e, soprattutto, a livello nazionale e internazionale. I nuovi aumenti già si stanno mangiando lo sconto sulle accise deciso dal governo. Il nostro è un appello preventivo alle istituzioni prima che sia troppo tardi. Si sta sottovalutando il problema, ma si rischia una crisi gravissima”.

Stf Loterios di Fontignano, le ragioni dello sciopero

Sciopero di otto ore martedì 14 aprile alla Stf Loterios di Fontignano (Perugia) proclamato dalle organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil.

Nella stessa giornata, dalle 9 alle 10.30 i lavoratori presidieranno i cancelli dell’azienda specializzata nella realizzazione di soluzioni di alta qualità per lo scambio termico e la filtrazione dell’aria in materiali speciali.

Le organizzazioni sindacali già da tempo hanno richiesto il rilancio della Stf Loterios, registrando però – come denunciano gli stessi segretari territoriali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, rispettivamente Andrea Calzoni, Nico Malossi e Daniele Brizi – “un progressivo deterioramento delle prospettive economiche e la perdita di fette di mercato in un settore che può offrire ancora prospettive di prosperità”.

“Nei tanti passaggi formali che abbiamo avuto con l’azienda – ricordano Calzoni, Malossi e Brizi –, abbiamo ribadito la nostra posizione, fino ad arrivare, il 6 novembre scorso, a proclamare lo sciopero affinché venisse prodotto un vero piano industriale. Nonostante ciò, a dicembre l’azienda ha avviato la procedura di licenziamento collettivo riaprendo così lo stato di agitazione. Successivamente, come auspicato, è stata richiesta la cassa integrazione straordinaria, dichiarando la disponibilità del management e della proprietà a fare tutto il necessario per la ripresa produttiva”. “A oggi, però – fanno sapere i segretari di Fim, Fiom e Uilm –, non è stata fatta alcuna azione tangibile da parte della proprietà per risolvere i gravi problemi finanziari che non hanno permesso di ultimare le commesse ordinate dal principale cliente e che oggi, incomplete, rappresentano un grave problema. In questi anni le uniche azioni viste sono gli avvicendamenti degli apicali, cinque amministratori delegati in pochissimo tempo. Ognuno di essi ha fatto promesse che non si sono concretizzate”.

TSA seleziona il direttore generale, come candidarsi

Trasimeno Servizi Ambientali TSA, con delibera del Consiglio di amministrazione 402 del 30 marzo, ha pubblicato un avviso pubblico di selezione per la ricerca della figura di direttore/direttrice generale da assumere a tempo determinato fino al 31 dicembre 2027 (incarico prorogabile).

Al candidato sono richiesti come requisiti, il diploma di laurea in Ingegneria, uno o più requisiti professionali e culturali: aver svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati, ovvero, aziende pubbliche o private, con esperienza acquisita per almeno un triennio, anche non continuativo, con qualifica da dirigente o un quadriennio, anche non continuativo, con qualifica da quadro; aver conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e post-universitaria, da pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate per almeno un quinquennio in organismi ed enti pubblici o privati in posizioni funzionali previste per l’accesso alla dirigenza. Il candidato, inoltre, deve essere iscritto alla Sezione A dell’Albo Professionale dell’Ordine degli Ingegneri.

Le domande potranno essere presentate entro il 2 maggio, attraverso il link

https://www.tsaweb.it/pagine/procedure-di-selezione

In Umbria più lavoro, ma meno qualificato | L’indagine

In Umbria crescono le assunzioni, ma arretra il lavoro più qualificato. E’ quanto emerge dal bollettino Excelsior Informa per l’Umbria relativo ad aprile 2026 e al trimestre aprile-giugno 2026, il sistema informativo curato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ormai diventato il principale punto di riferimento.

Ad aprile le imprese umbre programmano 5.960 entrate, contro le 5.840 di un anno prima, e 19.500 nel trimestre aprile-giugno, contro 18.260 del 2025. Ma solo l’8% delle assunzioni previste (contro il 9% dello stesso periodo d025) riguarda laureati e appena il 12% dirigenti (contro il 14% del 2025), specialisti e tecnici, sotto la media nazionale. È la fotografia di un mercato del lavoro che cresce in ampiezza, ma non ancora in qualità. Un segnale positivo nei volumi, molto meno rassicurante nella composizione della domanda. E che, come ogni previsione, potrà essere riletto alla luce degli effetti economici del conflitto tra Stati Uniti e Iran.

Il commento

Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, commenta: “I numeri dicono che l’Umbria si muove, e questa è una buona notizia. Ma oggi non basta contare le assunzioni: bisogna pesarne la qualità. Se cresce il lavoro e non crescono con la stessa forza competenze alte, innovazione e profili specializzati, il rischio è di correre senza avanzare davvero. La sfida, allora, non è solo occupare di più, ma alzare il valore del lavoro che si crea. È su questo passaggio che si misura la maturità di un sistema economico regionale. E in una fase internazionale così instabile, servono ancora più lucidità, visione e capacità di investimento”.

L’analisi

Il conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran, con effetti già visibili sui mercati energetici e sulla fiducia, potrebbe inoltre incidere nei prossimi mesi in maniera rilevante. Ma il punto è appunto quale lavoro cresce. Se si mette accanto l’espansione delle entrate previste con il quadro macroeconomico regionale, emerge infatti una tensione importante: il DEFR 2026-2028 della Regione Umbria, sulla base delle stime Prometeia, indica per il 2026 una crescita del Pil regionale attorno al +0,6%, sostanzialmente in linea ma leggermente sotto il +0,7% nazionale. Questo scarto tra crescita dell’occupazione programmata e crescita del prodotto non dimostra da solo un calo di produttività, ma suggerisce con forza una questione di fondo: l’economia umbra continua a generare lavoro più rapidamente di quanto riesca ad alzare il proprio valore aggiunto. E quando accade, il rischio è che aumentino soprattutto posizioni più fragili, meno pagate, meno capaci di spostare in alto il profilo competitivo del sistema regionale.

Qui si arriva al secondo, decisivo elemento del report. Solo l’8% delle entrate previste in Umbria ad aprile 2026 è destinato a personale laureato. Ed è altrettanto significativo che appena il 12% riguardi dirigenti, specialisti e tecnici, una quota inferiore alla media nazionale, ferma al 14%. È qui che il dato quantitativo cambia segno: il mercato del lavoro umbro si allarga, ma continua a farlo con una domanda troppo debole di capitale umano altamente qualificato. Non è un dettaglio statistico; è un indicatore strutturale. Dice che la regione continua a creare occupazione senza riuscire ancora, in misura sufficiente, a spostare il proprio baricentro verso attività, servizi e funzioni professionali a più alto contenuto di conoscenza.

Quanto agli altri numeri Excelsior, le assunzioni previste si concentrano per il 60% nei servizi e per il 74% nelle imprese con meno di 50 dipendenti. Solo il 22% delle entrate sarà stabile, cioè con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre il 78% sarà a termine o con altre forme a durata predefinita. Nel 51% dei casi le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati; nel 31% dei casi le entrate interesseranno giovani con meno di 30 anni; nel 25% personale immigrato. E ancora: per il 61% delle entrate viene richiesta esperienza specifica o nello stesso settore. Il mercato, insomma, si muove; ma continua a muoversi con una forte pressione sul reperimento dei profili, un basso tasso di stabilità e una domanda professionale che resta in larga parte schiacciata sui segmenti intermedi e bassi.

Il dettaglio settoriale conferma la direzione generale. Rispetto ad aprile 2025, il report registra +30 entrate nel settore primario e +180 nei servizi, mentre l’industria perde 80 entrate nel mese; sul trimestre aprile-giugno, il saldo è di +160 nel primario, +1.090 nei servizi e -10 nell’industria. Nei principali comparti, ad aprile, le imprese umbre programmano 1.350 entrate nei servizi di alloggio e ristorazione e nei servizi turistici, 720 nel commercio, 560 nelle costruzioni, 510 nei servizi alle persone e 360 nei servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone. Nel trimestre i valori salgono rispettivamente a 4.210, 2.280, 2.020, 1.930 e 1.220. È una geografia dell’occupazione che racconta bene dove oggi cresce la domanda: soprattutto nei servizi, nei comparti a più alta intensità operativa, nella cura, nell’accoglienza, nelle attività di supporto; molto meno nelle funzioni capaci di trascinare innovazione, managerialità e specializzazione avanzata.

Il report Excelsior di aprile 2026, dunque, offre all’Umbria una notizia buona e una più problematica. La notizia buona è che le imprese continuano ad assumere e che il saldo rispetto al 2025 è positivo, sia nel mese sia nel trimestre. La notizia più problematica è che questa crescita non modifica ancora, in profondità, la composizione della domanda di lavoro: pochi laureati, poche professioni alte, molti contratti non stabili, forte concentrazione nei servizi e persistente difficoltà di reperimento.

Lavoro, in Commissione l’esame degli emendamenti alla riforma

Lavoro, la Prima commissione regionale prosegue l’esame del disegno di legge della Giunta “Ulteriori modificazioni ed integrazioni alla legge regionale 14 febbraio 2018, n. 1 (Sistema integrato per il mercato del lavoro, l’apprendimento permanente e la promozione dell’occupazione. Istituzione dell’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro)”.

In particolare, gli uffici di Palazzo Cesaroni hanno esposto le istruttorie tecnico normativa e tecnico finanziaria sulle modifiche riguardanti la governance di Arpal, che erano state presentate in una precedente seduta (https://tinyurl.com/modifichearpal). 

Presente alla riunione l’assessore Francesco De Rebotti, che ha illustrato alcuni emendamenti all’atto, che verranno depositati nei prossimi giorni. Per la Giunta, infatti, oltre alle riforma della governance di Arpal prevista nel disegno di legge, “è necessario prevedere delle semplificazioni che garantiscano la programmazione regionale integrata tra politiche del lavoro e politiche di sviluppo; la sua declinazione nelle attività proprie di Arpal in modo da garantire la filiera istruzione-formazione-lavoro; la chiara
definizione dei ruoli di Regione e Arpal per cittadini e imprese nelle politiche del lavoro e degli apprendimenti, oltre alla buona e rapida spesa delle risorse finanziarie disponibili. Inoltre si vuole dare
attuazione alle modifiche intervenute nel quadro normativa nazionale”.

Accordo per l’erogazione della nuova indennità di Pronto Soccorso

Siglato nei giorni scorsi l’accordo definitivo tra la Regione Umbria e le organizzazioni sindacali del comparto sanità (Cisl fp, Fials, Nursind, Nursing up) per l’erogazione della nuova indennità di Pronto Soccorso.

L’intesa, frutto di un costruttivo confronto regionale in attuazione del nuovo contratto nazionale (Ccnl 2022–2024), segna una svolta decisiva per il riconoscimento economico del personale sanitario del comparto che opera nei contesti di emergenza-urgenza.

Grazie a questa firma, si sbloccano risorse economiche di rilievo che garantiranno un sostegno concreto a chi lavora nei reparti più complessi del nostro sistema sanitario. Lo stanziamento complessivo per la Regione Umbria è in crescita costante: dai circa 4,1 milioni di euro previsti per il 2025, si supererà la quota di 4,7 milioni di euro annui a decorrere dal 2026.

L’accordo non si limita a erogare fondi, ma introduce un criterio di equità e valorizzazione professionale: per la prima volta l’indennità viene differenziata in base ai profili professionali, assicurando conguagli importanti per le annualità 2023, 2024 e 2025 e nuovi valori di acconto mensile a partire da quest’anno.
Il provvedimento riguarda il personale del comparto sanitario assegnato ai servizi di Pronto Soccorso (DEA di I e II livello e ospedali di base), ma l’accordo estende giustamente il beneficio anche a chi vive quotidianamente il disagio delle particolari condizioni lavorative in ambiti assimilati, come la centrale operativa e le postazioni del 118, l’elisoccorso, i Pronto Soccorso specialistici di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda ospedaliera di Perugia e Terni e di Pediatria dell’Azienda ospedaliera di Perugia, oltre ai servizi di radiologia delle due Aziende ospedaliere regionali dedicati all’urgenza.

L’intesa prevede un cronoprogramma serrato per garantire che i benefici economici arrivino rapidamente: i pagamenti dei conguagli relativi agli anni precedenti saranno effettuati dalle Aziende sanitarie entro il mese di luglio 2026. Già dai prossimi mesi, inoltre, il personale vedrà un significativo incremento negli acconti mensili.