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Uffici stampa, protocollo tra Comuni e giornalisti

Anci Umbria, Associazione Stampa Umbra (Asu), Gruppo Uffici Stampa Umbria (Gus) e Ordine dei Giornalisti dell’Umbria (Odg) hanno firmato un protocollo d’intesa finalizzato a rafforzare la qualità, la professionalità e l’uniformità della comunicazione pubblica all’interno dei Comuni umbri.

L’accordo, frutto anche di un percorso nazionale avviato nei mesi scorsi da Anci e dalla Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi), nasce dalla consapevolezza che il rapporto tra istituzioni e cittadini richiede oggi modalità di comunicazione sempre più chiare, trasparenti e strutturate. Come riportato nel documento, “la gestione dell’informazione, ispirata ai principi di chiarezza e completezza sui servizi offerti, deve garantire una migliore qualità del livello di conoscenza delle diverse attività e dei progetti degli enti territoriali”.

I dettagli del protocollo

Il protocollo impegna le parti ad attivare un programma di sensibilizzazione affinché ogni amministrazione – anche in forma associata – preveda nella propria pianta organica un ufficio stampa dedicato alla comunicazione istituzionale e ai rapporti con i media, in attuazione della legge 150/2000.

L’intesa promuove l’adozione di procedure di selezione uniformi e raccomanda la presenza di giornalisti professionisti con almeno dieci anni di iscrizione all’albo nelle commissioni esaminatrici, a garanzia della qualità e della coerenza dei processi di reclutamento.

Un capitolo centrale del protocollo riguarda la formazione: le parti si impegnano a promuovere attività permanenti di aggiornamento e a costituire un gruppo di lavoro tecnico per progettare percorsi formativi condivisi, in linea con quanto previsto dal Dpr 422/2001 e dall’obbligo di formazione professionale continua.

Il documento prevede anche la creazione di una Commissione di monitoraggio composta da rappresentanti di Anci Umbria, Asu/Gus e Odg Umbria, con il compito di verificare l’attuazione delle attività previste e di promuovere la costituzione di uffici stampa comunali, anche in forma aggregata.

La firma

Alla firma del protocollo erano presenti Federico Gori, presidente di Anci Umbria, Massimiliano Cinque, presidente di Asu, Luca Benedetti, presidente dell’Odg Umbria, e Alessandra Borghi, presidente del Gus Umbria.

“Questo protocollo – dichiara Federico Gori – rappresenta un passo avanti fondamentale per rafforzare la qualità della comunicazione pubblica nei nostri Comuni. Una comunicazione chiara, tempestiva e professionale non è un elemento accessorio, ma una condizione essenziale per costruire fiducia, trasparenza e partecipazione. La collaborazione con Asu, Gus e Odg dell’Umbria ci permetterà di mettere a sistema competenze, visioni e strumenti, offrendo ai Comuni un percorso chiaro e condiviso. È un impegno concreto per migliorare la qualità del servizio pubblico e rafforzare il legame con le nostre comunità”.

“Siamo particolarmente soddisfatti della firma del protocollo – sottolinea Massimiliano Cinque – che non è solo un’enunciazione di principi ma uno strumento pratico di lavoro. Contiene infatti una sorta di vademecum sull’organizzazione degli uffici stampa e sul reclutamento del personale, ribadendo quello che afferma la legge 150 del 2000 e cioè che negli uffici stampa devono lavorare giornalisti regolarmente iscritti all’ordine. Nel protocollo si insiste anche sull’autonomia professionale e sul rispetto di alcuni principi cardine nella compilazione dei bandi relativi alle assunzioni. E’ un passo importante che parte dagli uffici stampa pubblici ma che può e deve avere riverberi anche su quelli privati”.

“Il protocollo firmato oggi, a cui Odg, Asu e Gus hanno lavorato con convinzione, – rimarca Luca Benedetti – è un passo importante per rendere migliore l’informazione istituzionale nella nostra regione, informazione che deve avvalersi della professionalità dei giornalisti. Con la firma dell’intesa speriamo che vengano meno le zone d’ombra sul corretto impiego dei giornalisti (quando, addirittura, il ruolo è ricoperto da chi giornalista non è) che nel corso dei mesi scorsi ha già costretto Asu, Odg e Gus a intervenire. Il protocollo è importante in quanto può diventare la base per l’impiego dei giornalisti non solo per i Comuni ma anche per altri enti a totale partecipazione pubblica (o che utilizzano cospicui fondi pubblici per la loro attività) che non sempre utilizzano, per l’informazione istituzionale, i giornalisti ma si avvalgono di altre professionalità per una preoccupante, e non corretta, invasione di campo”.

“Questo protocollo – afferma, infine, Alessandra Borghi – è importante sotto due aspetti: da un lato va incontro agli amministratori delineando le corrette modalità per il reclutamento dei giornalisti; dall’altro valorizza l’apporto essenziale che la nostra categoria può dare all’attuazione del principio di trasparenza in ambito pubblico. In particolare, attraverso il vademecum che ne costituisce parte integrante, ci restituisce una visione aggiornata del giornalista pubblico nell’era della comunicazione digitale. Un professionista che, oltre a usare gli strumenti tradizionali come comunicati e conferenze stampa, gestisce eventi, i social, elabora campagne di comunicazione, cura il brand delle organizzazioni pubbliche e utilizza strumenti che innovano i processi informativi pur nel rispetto di precisi limiti deontologici”.

Uil Poste e Uilcom unite anche in Umbria in Uil Fpc

E’ nata anche in Umbria Uil Fpc, la nuova struttura che unisce Uil Poste e Uilcom. Secondo congresso regionale a svolgersi in Italia, quello di Perugia, che ha eletto la nuova struttura umbra, che sarà guidata dalla segretaria generale Stefania Panerai. Presenti anche il segretario di Uilcom Umbria il segretario generale Uilcom Salvo Ugliarolo, il segretario generale di UilPost Claudio Solfaroli Camillocci e il segretario generale della Uil Umbria, Maurizio Molinari.

“Questo percorso di unificazione – ha detto Panerai – ci vedrà impegnati, ciascuno con le proprie competenze e il bagaglio di esperienze acquisite negli anni, nella tutela dei diritti del lavoratore in un settore sempre più ampio che spazia dall’industria alle telecomunicazioni, dalla digitalizzazione ai servizi postali”.

Proprio Panerai ha tracciato una panoramica di Poste Italiane, riconosciuta da tutta come la più grande infrastruttura del Paese, anche in virtù della sua funzione di sociale di raccordo e relazione tra Istituzioni, cittadini e corpi intermedi. “L’azienda – ha detto – è sempre più votata al profitto e al rendimento e sempre meno al benessere dei lavoratori e alla soddisfazione dei cittadini”. Ricordata la battaglia contro la privatizzazione e l’integrazione di nuove società: “ciò deve indurci a capire come queste trasformazioni metteranno in crisi l’unicità aziendale”. Sugli sportelli stigmatizzata la politica azienda: “massimizzare il rendimento degli uffici postali e procedere, attraverso l’integrazione di nuove società, alla progressiva esternalizzazione dei servizi presso reti terze. Tutto ciò influirà sul mantenimento dei livelli occupazionali. Serve qualcosa di più dell’impegno a non chiudere gli uffici”. E sul capitolo tecnologia, ormai si fa i conti con l’Intelligenza artificiale: “Sono maturi i tempi per contrattare la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario”.

A seguire Antonio Rapace, segretario generale uscente Uilcom Umbria: “Un unico progetto tra Uilcom e UilPoste ci porta a ridurre la frammentazione e ci rende più competitivi per il futuro”. Plauso all’iniziativa anche dal segretario generale Uil Umbria Maurizio Molinari: “Questa fusione da più linfa alla nostra organizzazione. La transizione digitale, i nuovi cambiamenti passano da questa categoria”. E poi sulla Regione: “Collegamenti, Pil, sanità: siamo pronti a prendere posizioni anche dure e scomode per dire che è ora che arrivi il cambio di passo”. Conclusioni affidate ai due segretari generali nazionali uscenti:

“Stiamo facendo nascere il sindacato dell’innovazione – ha detto Solfaroli Camillocci – che mette insieme tanti mondi, dalle Poste alla cultura, ai mass media. Siamo una categoria che potrà determinare le scelte di politica industriale di questo Paese. Le nostre battaglie restano gestione dell’IA a livello contrattuale, incidenza degli infortuni e battagli contro il precariato”.

“Si tratta della Federazione del futuro – ha detto Ugliarolo – e vogliamo essere fieri e orgogliosi del lavoro svolto in questo anno”.

Sogepu assume 9 figure professionali | Profili, requisiti e come fare domanda

Sogepu assume nove figure professionali a copertura dei posti vacanti a seguito di pensionamenti. Per la selezione pubblica indette tre procedure.

I bandi, consultabili sul portale web dell’azienda al link https://sogepu.etrasparenza.it/contenuto13355_avvisi-di-selezione_874.html, riguardano tre distinti profili, ciascuno dei quali risponde a specifiche esigenze operative della società: meccanico, patente C+CQC, figura specializzata nella manutenzione e riparazione dei mezzi aziendali (1 posto); addetto alla raccolta, patente C+CQC, operatore qualificato per la conduzione dei mezzi impiegati nella raccolta e trasporto dei rifiuti (6 posti); addetto alla raccolta, patente B, operatore per i servizi di raccolta con veicoli leggeri, a supporto delle attività capillari di igiene urbana sul territorio (2 posti).

I candidati in possesso dei requisiti richiesti potranno partecipare alle selezioni presentando domanda esclusivamente per via telematica entro il 27 aprile 2026. Le graduatorie risultanti dalle prove previste dalle tre procedure avranno una validità di 24 mesi dalla data di approvazione e saranno utilizzate non soltanto per la copertura dei posti attualmente vacanti, ma anche per far fronte a esigenze di sostituzione del personale. La pubblicazione dei bandi si inserisce in un più ampio percorso di rafforzamento della struttura aziendale volto a garantire la continuità e l’efficienza dei servizi ambientali erogati sul territorio.

“La volontà è di investire nel capitale umano quale leva strategica per il miglioramento continuo dei servizi”, dichiara il consiglio di amministrazione di Sogepu. Che sottolinea come “il rafforzamento dell’organico aziendale risponda all’obiettivo di garantire ai cittadini standard elevati nei servizi di igiene urbana e nella gestione degli impianti di trattamento, consolidando il ruolo di Sogepu come punto di riferimento per la tutela ambientale dell’Altotevere”.

Con l’occasione, i vertici della società rivolgono “un sincero ringraziamento a tutti i lavoratori e le lavoratrici che nel corso degli ultimi anni hanno contribuito con dedizione e professionalità alla crescita di Sogepu, accedendo al meritato trattamento pensionistico a conclusione del proprio percorso lavorativo”. “Il loro impegno quotidiano – afferma il consiglio di amministrazione – è stato un pilastro fondamentale per la qualità dei servizi offerti alle comunità che serviamo”.

“Un ringraziamento altrettanto sentito – proseguono – va al personale attualmente in forza all’azienda, che ogni giorno porta avanti con competenza e spirito di servizio le attività societarie, garantendo ai cittadini dell’Altotevere un presidio ambientale affidabile e puntuale. È grazie al loro lavoro che Sogepu continua a essere un punto di riferimento per il territorio”.

Martedì sciopero del personale dei servizi educativi e scolastici del Comune di Foligno

La RSU del Comune di Foligno e le organizzazioni sindacali UIL FPL, FP CGIL, CISL FP e USB hanno comunicato la proclamazione di uno sciopero per l’intera giornata di martedì 31 marzo del personale dei servizi educativi e scolastici del Comune di Foligno.

La decisione è stata assunta dall’assemblea delle lavoratrici dei servizi educativi e scolastici, dopo l’esito negativo del tentativo di conciliazione conclusosi a fine febbraio in Prefettura. In assemblea sono stati riportati gli elementi emersi nell’incontro con l’Amministrazione dell’11 marzo, nel quale sono stati richiamati intenti e possibili soluzioni da inserire nella programmazione dell’Ente, anche attraverso il PIAO. Ad oggi, però, a oltre due mesi dall’avvio dello stato di agitazione, le lavoratrici hanno ribadito che le criticità permangono e che non vi sono ancora risposte operative e verificabili, né impegni concreti su tempi di soluzione.

“Lo sciopero – scrivono i sindacati in una nota – non è un atto simbolico né una scelta presa a cuor leggero. È una presa di responsabilità di fronte a una situazione che continua a incidere sul funzionamento quotidiano dei nidi, sulla qualità del servizio reso alle famiglie e sulle condizioni di lavoro del personale. Le difficoltà riguardano in particolare la tenuta degli organici e la gestione delle assenze, la mancata copertura tempestiva dei posti vacanti e la conseguente pressione organizzativa che si scarica sulle lavoratrici e, inevitabilmente, sul servizio. A ciò si aggiunge la necessità di chiarire in modo trasparente e documentato quali scelte l’Amministrazione intenda assumere sul futuro assetto dei nidi comunali, evitando percorsi che possano tradursi in un depotenziamento dell’offerta educativa o in un arretramento della qualità del servizio pubblico”.

“Ribadiamo – proseguono i sindacati – che non è sufficiente richiamare obiettivi generali o buoni propositi: occorrono atti concreti, tempi certi e un percorso verificabile, a partire da una programmazione dei fabbisogni che confermi gli investimenti nei nidi senza precarizzare il lavoro e garantendo organici adeguati. Senza questi elementi, le lavoratrici non possono restare in attesa indefinita, mentre le criticità restano le stesse e il servizio continua a reggersi sull’impegno quotidiano di chi ci lavora”.

“Siamo consapevoli dei disagi che lo sciopero potrà arrecare alle famiglie – termina la nota – e chiediamo comprensione. Questa iniziativa nasce proprio per difendere un servizio essenziale per la comunità e per garantire che resti un servizio pubblico di qualità, stabile e in grado di rispondere ai bisogni educativi dei bambini e delle famiglie di Foligno”.

Città della Domenica cerca ulteriore personale: come inviare le candidature

Città della Domenica inaugura una nuova stagione di attività ed eventi, per la quale è alla ricerca di ulteriore personale.

Domenica 22 marzo si aprono infatti le porte del family park situato sul monte Pulito, a Perugia, luogo ideale per trascorrere momenti di svago immersi nella natura, tra atmosfere fiabesche, boschi sempreverdi, animali in libertà o nella fattoria.

Proprio la fattoria è al centro delle attenzioni dei gestori in questi giorni di inizio primavera, in cui sono attese diverse nascite: intanto è già arrivata Rosalinda, femmina di asinello bianco dell’Asinara, uno degli animali fiori all’occhiello del parco naturalistico, che dal 1985 ha avviato un progetto di salvaguardia di questa specie a rischio estinzione, in collaborazione con l’Università degli studi di Perugia.

Occhi vispi e blu e manto bianco latte, la si può trovare sempre a fianco di mamma Ambra mentre papà Pittireddu per ora ‘deve mantenere le distanze’, pur essendo nel recinto vicino.

Gli asinelli bianchi sono animali particolarmente docili e quindi adatti ai bambini e non a caso l’asinello ‘Burro’ è la mascotte di Città della Domenica e anche quest’anno darà il benvenuto ai visitatori insieme agli ‘amici’ circensi, Leila e Dodo.

Nuove iniziative

In questa prima fase della stagione, Città della Domenica propone le attività e gli spettacoli che tanto l’hanno resa gradita nel tempo a grandi e piccini: dalla falconeria nell’area Far west alla mungitura in fattoria, esperienza altamente educativa e coinvolgente (calendario completo delle attività: www.cittadelladomenica.it). Nel corso della stagione, poi, verranno introdotte nuove attività ludico didattiche, per esperienze uniche a contatto con gli animali sotto la guida dei ranger che se ne prendono cura. Anche il Rettilario, tra i più grandi d’Europa, si apre alle novità: all’interno fervono i lavori per l’ammodernamento e l’introduzione di nuovi animali, oltre all’ampliamento del percorso evoluzionistico: il tutto dovrebbe essere pronto e fruibile entro giugno.

Si cerca ulteriore personale

Resta valida, inoltre, la possibilità di entrare gratis per tutta la stagione dopo l’acquisto del biglietto a prezzo intero. “Praticamente come avere un abbonamento – ha spiegato il direttore del parco, Alessandro Guidi – perché così si riescono a vivere pienamente le diverse esperienze che offriamo. Questo richiede impegno e l’impiego di diverse figure professionali. Per questo siamo alla ricerca di personale da inserire nel nostro staff, che abbia a cuore gli animali e voglia abbracciare il nostro progetto di ‘parco del benessere’, dove si lasciano telefonini in tasca per vivere pienamente il contatto con la natura e gli animali”. In particolare, in questa fase, Città della Domenica è alla ricerca di barman e addetti alla ristorazione, all’accoglienza e all’amministrazione, oltre a collaboratori per la gestione delle aree giochi e dei laboratori didattici, con contratto part time e full time fino a fine stagione, quindi novembre 2026, e con possibilità di rinnovo.

Per informazioni e invio di curriculum si può telefonare al numero 075.5054941-2 o scrivere all’indirizzo e-mail info@cittadelladomenica.it.

Foligno, confronto europeo su formazione e lavoro al Centro per l’impiego

In occasione della quinta edizione di C.r.e.a. Cultura – il festival internazionale dedicato alle buone pratiche di educazione al patrimonio culturale in programma a Foligno dal18 al 20 marzo – la città ha ospitato anche un momento di confronto europeo dedicato ai temi della formazione e delle politiche attive del lavoro.

Presso la sede di Arpal Umbria – Centro per l’impiego di Foligno, si è svolto un incontro tra Cepa Spagna, i rappresentanti dell’assessorato alla formazione e istruzione della città bulgara di Sandanski, Arpal Umbria e Sviluppo Lavoro Italia. Durante l’incontro sono state presentate ai colleghi spagnoli, professionisti pubblici impegnati nel campo della formazione e delle politiche attive, alcune delle buone pratiche sviluppate in Umbria in questi ambiti.

In particolare è stato illustrato il funzionamento del sistema regionale dei servizi per il lavoro, con un approfondimento sulle politiche attive, sugli strumenti dedicati allo sviluppo territoriale e sui servizi rivolti a disoccupati e imprese. La delegazione ha mostrato particolare interesse per il modello di rete tra pubblico e privato, per i servizi di orientamento, mediazione e accompagnamento al lavoro e per gli strumenti di politica attiva attivati a livello regionale. All’incontro erano presenti, per ARPAL Umbria, il responsabile dei Centri per l’impiego di Terni, Foligno e Orvieto Fabio Narciso e Daniele Adanti per Sviluppo Lavoro Italia.

“Il confronto con realtà europee – dichiara l’assessore regionale allo sviluppo economico, formazione e lavoro Francesco De Rebotti – rappresenta sempre un’opportunità preziosa per condividere esperienze e migliorare i servizi. L’Umbria negli ultimi anni ha investito molto nel rafforzamento della rete dei Centri per l’impiego e delle politiche attive, con l’obiettivo di offrire strumenti sempre più efficaci sia a chi cerca lavoro sia alle imprese del territorio. Il fatto che queste esperienze suscitino interesse anche a livello internazionale conferma la validità del lavoro svolto e la capacità del nostro sistema di fare rete tra istituzioni e soggetti del territorio”. L’incontro si è rivelato un’importante occasione di scambio di buone pratiche tra Italia, Spagna e Bulgaria, contribuendo a rafforzare la collaborazione internazionale nel campo della formazione e delle politiche del lavoro.

Sicurezza sul lavoro, la Regione Umbria aderisce all’accordo con Inail

La Regione Umbria aderisce all’Accordo quadro di collaborazione tra Inail e Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore allo sviluppo economico e al lavoro Francesco De Rebotti.

Il provvedimento consente alla Regione di partecipare alla campagna nazionale finalizzata al rafforzamento della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro nei contesti produttivi, con particolare attenzione ai settori a maggiore rischio infortunistico. Gli interventi formativi saranno aggiuntivi rispetto alla formazione obbligatoria già prevista dagli accordi Stato-Regioni e mirano ad accrescere la consapevolezza dei rischi e delle corrette misure di prevenzione nei luoghi di lavoro.

“Promuovere la sicurezza sul lavoro significa prima di tutto investire sulla formazione e sulla prevenzione – afferma l’assessore Francesco De Rebotti –. Con questo atto l’Umbria aderisce a un’iniziativa nazionale importante che ci permette di rafforzare le competenze di lavoratrici e lavoratori e di diffondere una cultura della sicurezza sempre più radicata nelle imprese e nei contesti produttivi”.

All’Umbria sono stati assegnati complessivamente 216.963 euro, risorse finanziate da Inail nell’ambito delle iniziative collegate al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e destinate alla realizzazione dei percorsi formativi sul territorio regionale. La Giunta ha inoltre approvato le linee di indirizzo per la definizione di un avviso pubblico che consentirà la presentazione di progetti formativi dedicati alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’attuazione degli interventi sarà affidata ad Arpal Umbria, l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro, che curerà la gestione delle attività e la realizzazione dei percorsi formativi previsti dall’accordo. “L’obiettivo – prosegue De Rebotti – è favorire un aggiornamento continuo delle competenze e promuovere comportamenti sempre più consapevoli rispetto ai rischi presenti negli ambienti di lavoro. La sicurezza deve essere un valore condiviso e quotidiano, che coinvolge imprese, lavoratori e istituzioni”.

Le attività formative rientrano nel quadro dell’accordo nazionale sottoscritto nel 2023 tra Inail e la Conferenza delle Regioni e successivamente prorogato fino al 31 dicembre 2026, con l’obiettivo di favorire una più ampia partecipazione delle imprese e garantire il pieno utilizzo delle risorse disponibili.

Confronto sul futuro dell’assistenza socio-sanitaria

A Todi un confronto istituzionale su modelli, qualità e futuro dell’assistenza socio-sanitaria, nell’iniziativa pubblica in programma venerdì 13 marzo alle ore 15.30, presso la Sala vetrata dei Portici Comunali di Todi, dedicato al tema dell’affidamento dei servizi socio-sanitari, tra gare d’appalto e convenzioni pluriennali.

L’iniziativa, promossa da Fisascat Umbria, Fp Cisl Umbria e Cisl Pensionati, si pone l’obiettivo di aprire un confronto politico-istituzionale sulle diverse modalità di gestione e aggiudicazione dei servizi nel settore socio-sanitario, alla luce dei cambiamenti demografici e dei bisogni emergenti.

In Umbria, dove l’età media della popolazione ha raggiunto i 48,5 anni, la domanda di servizi sociali e assistenziali è in costante crescita e lo sarà ancora di più nei prossimi anni. In questo contesto, il modello di affidamento dei servizi può incidere in modo significativo sulle risorse disponibili, sui livelli di assistenza garantiti e sulla qualità del lavoro degli operatori.

Il dibattito prenderà le mosse dalla Legge regionale n. 2 del 2024, che disciplina le diverse possibilità di gestione dei servizi socio-sanitari. Una legge approvata sia dalla maggioranza sia dall’opposizione in Consiglio regionale e considerata un punto di partenza condiviso per una programmazione capace di superare contrapposizioni ideologiche.

All’incontro parteciperanno il sindaco di Todi Antonino Ruggiano, il presidente di Confcooperative Umbria Carlo Di Somma e il presidente della Residenza protetta “Letizia Veralli – Angelo e Giulio Cortesi” Mario Ciani.

Il confronto sindacale sarà affidato a Rachele Rotoni, segretaria generale Fisascat Cisl, Marcello Romeggini, segretario generale Fp Cisl, e Francesco Ferroni, segretario generale Cisl Pensionati di Perugia, che porteranno il punto di vista degli operatori del settore e delle persone anziane.

I lavori saranno coordinati da Valerio Natili, responsabile Cisl per il territorio di Perugia.

Da Perugia a Milano, prosegue il sogno di diventare stilisti per tre giovani di talento

Da Perugia a Milano, per una tappa ‘intermedia’ di un viaggio verso la realizzazione di un sogno ambizioso, affermarsi come stilisti di moda, lasciando la propria impronta nel fashion system. Sono i giovani talenti che hanno partecipato alla terza edizione di Umbria Fashion, a novembre 2025 a Perugia, e come premio hanno potuto prendere parte alla Milano Fashion Week 2026, andata in scena dal 24 febbraio al 2 marzo nel capoluogo lombardo.

Alice Paparelli, vincitrice del contest per stilisti emergenti, insieme a Giulia Brunetti e Maria Chiara Tenda, seconda e terza classificata, sono state ospiti della sfilata di Vivetta. Ad accompagnarle una guida esperta, Laura Cartocci, founder di Umbria Fashion e presidente di Un’idea per la vita onlus, da oltre 30 anni nel settore della moda dapprima come indossatrice di noti brand nazionali ed internazionali e poi come insegnante di portamento e collaboratrice della casa di moda Luisa Spagnoli, protagonista nelle sfilate milanesi. Proprio con la Luisa Spagnoli le ragazze hanno avuto un’altra grande opportunità, potendo entrare nel backstage e partecipare attivamente al fashion show inserito in un evento internazionale, la Milano Fashion Week appunto, dove stilisti e case di moda presentano le proprie collezioni al pubblico lanciando mode e tendenze. Non solo: prima di ripartire le aspiranti stiliste hanno vissuto anche un’altra esperienza coinvolgente nel set allestito a Palazzo Barozzi per la presentazione della collezione fall-winter 2026/2027 di Fabiana Filippi. Qui, l’architettura del XX secolo e gli affreschi di Giulio Borsani hanno dialogato con un’installazione di fili disposti secondo una struttura a labirinto concentrico. In questo spazio, il filo ha preso vita come segno e percorso, in un racconto in cui l’identità di Fabiana Filippi si è rivelata nel dialogo tra arte, materia e corpo.

“Sono giovani e talentuose – ha dichiarato Laura Cartocci, riferendosi alle stiliste emergenti che hanno ‘mosso i primi passi’ proprio a Umbria Fashion – e sono felice di aver potuto accompagnarle in questa esperienza milanese. Hanno potuto respirare un’atmosfera internazionale e osservare cosa succede dietro le quinte di una sfilata per compiere, così, un ulteriore passo verso la realizzazione del loro sogno”.

“Questa è una delle tante opportunità offerte da Umbria Fashion – ha ricordato Cartocci –, evento che coniuga moda, arte e solidarietà e che vuole anche essere un ponte tra i giovani che si stanno formando nelle scuole di moda e design del territorio e il mondo imprenditoriale del fashion. Non a caso, tra i premi dell’edizione 2025 del contest, oltre alla partecipazione alla Milano Fashion Week, c’erano anche due tour in aziende di moda che si sono tenuti alla Monnalisa di Arezzo e alla Cardinalini & C. spa di Acquasparta, dove gli stilisti emergenti sono stati accolti rispettivamente dai presidenti Piero Iacomoni e Marco Cardinalini. La vincitrice del contest di UF, Alice Paparelli, inoltre, sarà chiamata a svolgere un tirocinio di tre mesi alla Cardinalini & C.”.

Giovani e digitale nell’impresa: i due volti dell’Umbria

Due indagini con la Camera di Commercio dell’Umbria descrivono un doppio binario. Nel digitale “classico” la regione resta sotto la media nazionale, ma l’economia dei Digital Content Creator corre: in Umbria sono 392 imprese. Nel perimetro delle start-up innovative, invece, la quota giovanile resta sotto media. Sulle start-up Terni spicca per intensità e posizionamenti: 7° e 14° posto su 110 province. Perugia tiene su alcuni indicatori, ma rallenta nella crescita ed è indietro sulle giovanili.

Nel precedente report della Camera di Commercio era emerso che la quota di imprese che innovano nel digitale è inferiore alla media italiana di 5,8 punti percentuali; ancora più marcato il divario sull’intensità degli investimenti (tecnologia, organizzazione e modelli di business), dove il gap arriva a -9,7 punti. È un dato che pesa, perché descrive la capacità di trasformare il digitale in produttività.
Eppure, guardando dove l’innovazione si alimenta di linguaggi, piattaforme e competenze diffuse – spesso più vicine ai giovani – la fotografia si fa meno scontata. Due indagini realizzate con la collaborazione della Camera di Commercio dell’Umbria mettono in fila gli indizi. La prima, di Infocamere con il coordinamento scientifico dell’Università di Padova, misura l’espansione dell’economia dei Digital Content Creator. La seconda, Dataview – Il barometro dell’economia territoriale di Unioncamere–Istituto Guglielmo Tagliacarne, osserva le start-up innovative nelle due province umbre. Insieme raccontano un territorio che produce nuova imprenditorialità digitale, ma che fatica ancora a tradurre una parte di quel potenziale nel canale, più stretto e costoso, delle start-up innovative “certificate”.

L’alfabetizzazione digitale si fa impresa

L’indagine sui Digital Content Creator intercetta imprese nate attorno ai nuovi canali digitali: YouTube, TikTok, Instagram, e a parole chiave come “content creator”, “video maker”, “influencer”, rintracciate nell’oggetto sociale e nelle descrizioni di attività. Non è soltanto un fenomeno culturale: dietro un contenuto ben costruito ci sono competenze su produzione, montaggio, grafica, dati, marketing, contratti e diritti.
La ricerca distingue le imprese in due gruppi. Le “core” operano in settori ATECO intrinsecamente legati alla content creation (produzione audiovisiva, piattaforme digitali, comunicazione e marketing digitale): rappresentano una nuova imprenditorialità nativa. Le “ibride” svolgono attività in cui la creazione di contenuti è ancillare ma rilevante (moda, turismo, fitness, consulenza, istruzione): sono la prova che il contenuto può diventare parte integrante del modello di business.
Tra 2015 e 2024 la crescita è netta. In Italia le imprese di Digital Content Creator sono aumentate del +185% (da 8.918 a 25.429), con un ritmo più intenso per le “core” (+206%) rispetto alle “ibride” (+155%). L’Umbria segue la stessa traiettoria e conta 392 imprese: 229 “core” e 163 “ibride”. Sul totale nazionale la regione vale l’1,54% del fenomeno; sale all’1,7% nelle “ibride” e scende all’1,43% nelle “core”: quote in linea, e in parte leggermente superiori, rispetto al peso dell’Umbria su popolazione ed economia nazionale. È qui che l’innovazione “giovane” si vede con più chiarezza: come imprenditorialità digitale diffusa, spesso micro, capace di crescere e contaminare settori tradizionali.
La cerniera: giovani presenti, ma meno della media nel perimetro start-up
È qui che il racconto cambia tono. Nelle graduatorie sulle start-up innovative, infatti, la quota di start-up giovanili risulta sotto la media nazionale sia a Terni sia a Perugia, e in modo più marcato nel capoluogo. Non è una smentita della spinta giovanile: è la prova che questa spinta, oggi, passa più facilmente da canali a bassa soglia d’ingresso (creator, servizi digitali, attività ibride) che dal canale delle start-up innovative, dove contano capitale, reti, incubazione e competenze avanzate. In altre parole: i giovani innovano, ma non sempre lo fanno dentro la definizione statistica di “start-up innovativa”.

Le start-up innovative nelle due province dell’Umbria

Nel barometro Dataview di Unioncamere–Tagliacarne, la provincia di Terni risulta sopra la media nazionale in tre voci su cinque e in due casi entra tra le prime venti posizioni della graduatoria delle 110 province italiane. Il dato migliore è l’incidenza delle start-up ad alto valore tecnologico in ambito energetico: 29,2%, 7° posto nazionale. Molto bene anche il numero di start-up innovative per 100.000 abitanti: 14, che vale il 14° posto. La variazione percentuale 2016–2025 è +100% (38° posto). Restano invece più deboli due indicatori: l’incidenza delle start-up femminili (4,2%, 101° posto) e quella delle start-up giovanili (sotto media, 74ª posizione).
La provincia di Perugia mostra un profilo più irregolare. È sopra media in due indicatori: l’incidenza delle start-up femminili (23,3%, 11° posto su 110) e l’incidenza delle start-up ad alto valore tecnologico in ambito energetico (22,1%, 22ª posizione). Regge nel numero di start-up innovative per 100.000 abitanti (13,5, 50° posto), ma rallenta nella variazione 2016–2025 (+38,7%, 66° posto). Il punto più critico è l’incidenza delle start-up giovanili: 9,3%, 94° posto su 110.
Il quadro finale è quindi coerente, ma più sfumato di uno slogan: l’Umbria tiene e cresce dove l’innovazione digitale è accessibile, sperimentale e diffusa; mentre nel canale delle start-up innovative, soprattutto per la componente giovanile, emergono ancora margini ampi. La base c’è. La sfida – per imprese, istituzioni e sistema dei servizi – è rendere più facile il passaggio dalla competenza digitale al progetto imprenditoriale strutturato: dal contenuto al prodotto, dalla visibilità al capitale, dalla micro-attività all’impresa che scala.

Mencaroni: la transizione digitale cambio di mentalità e metodo

Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Questi dati ci dicono una cosa che spesso sfugge: la transizione digitale non è una vetrina di tecnologie, è un cambio di mentalità e di metodo. Se i giovani trovano strade rapide per fare impresa nelle piattaforme e nei contenuti, significa che il talento c’è e sa muoversi; il compito delle istituzioni è trasformare quell’energia in progetti che restano, crescono e creano lavoro qui. Per questo, nel nostro programma di mandato, digitale ed ecologico non sono due capitoli separati: sono la stessa sfida, produrre di più consumando meno, competere con dati e competenze invece che con margini compressi. Ecco perché investiamo in iniziative che portano l’impresa dentro le scuole: non per ‘orientare’, ma per allenare i ragazzi a sperimentare, magari fallire e poi ripartire meglio. L’Umbria può diventare un laboratorio nazionale se riesce a fare il salto dal digitale praticato al digitale industriale: dalla creatività diffusa a filiere e imprese che scalano”.