INPS, le nuove regole sulle assenze per malattia
Da quest’anno sono cambiate le regole dei controlli INPS sulle assenze per malattia dei lavoratori dipendenti. Rafforzate le verifiche sanitarie (con controlli più frequenti e procedure digitalizzate) per contrastare eventuali abusi.
Tra le principali novità previste dalla manovra economica del Governo cìè anche il potenziamento del personale incaricato delle visite fiscali, per aumentare i controlli domiciliari.
Attivato il nuovo portale telematico integrato nella Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), attraverso il quale i datori di lavoro potranno richiedere visite fiscali in modo più semplice e immediato, velocizzando l’intera procedura di verifica.
Una delle novità più importanti della riforma riguarda gli orari di reperibilità durante la malattia. Senza distinzione, come previsto dalla sentenza del TAR del Lazio n. 16305, tra lavoratori pubblici e privati.
Queste le fasce orarie per le visite fiscali INPS per tutti i lavoratori (nei giorni feriali e festivi):
dalle 10:00 alle 12:00
dalle 17:00 alle 19:00
In queste fasce orarie il lavoratore in malattia è tenuto a trovarsi presso il domicilio comunicato nel certificato medico. Può assentarsi per i seguenti motivi certificati:
visite specialistiche;
esami clinici;
terapie mediche;
cure legate al percorso sanitario.
In questi casi è fondamentale possedere una documentazione scritta che giustifichi l’assenza al momento del controllo.
Sono esclusi dai controlli domiciliari:
lavoratori con patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
dipendenti con invalidità pari o superiore al 67%;
lavoratori affetti da malattie connesse a infortuni sul lavoro;
casi riconducibili a patologie derivanti dall’attività lavorativa.
Resta comunque all’INPS la facoltà di effettuare verifiche documentali o ulteriori accertamenti sanitari.
Il certificato medico va inviato seguendo le procedure ordinarie. Entro il giorno successivo all’inizio della malattia, il medico curante deve inviare telematicamente il certificato all’INPS. Successivamente, il lavoratore deve comunicare al datore di lavoro il numero di protocollo della pratica entro 48 ore.