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Fondi a sostegno di autoimpiego e nuove imprese

E’ prevista entro la prima metà di marzo 2026 sul sito di Sviluppumbria SpA la pubblicazione dell’avviso “Myself Plus 2026”, approvato dalla Regione Umbria. Un intervento dedicato al sostegno dell’autoimpiego, del lavoro autonomo e della creazione di nuove imprese, con una dotazione complessiva pari a 1,5 milioni di euro.

L’iniziativa è finalizzata a favorire la nascita e il consolidamento di micro e piccole imprese sul territorio regionale, rafforzando le politiche per lo sviluppo economico e l’occupazione.

Confartigianato Imprese Terni, al fine di consentire alle imprese umbre e della provincia di cogliere questa opportunità, ne ha sintetizzato i contenuti, mettendo a disposizione i propri referenti, che possono essere contattati per verificare la possibilità di accesso.

È prevista una riserva delle risorse pari al 25% per i giovani under 35 e al 40% per le donne.

Due le agevolazioni: finanziamento a tasso zero, sotto forma di anticipazione, pari al 75% della spesa complessiva del progetto, per importi compresi tra 10.000 e 66.666,67 euro (IVA esclusa); contributo a fondo perduto fino al 20% della spesa ammissibile, erogato a rendicontazione.

Ogni progetto dovrà prevedere almeno 60% della spesa destinata a investimenti e fino al 40% per spese correnti, tra cui: affitti e utenze; spese di avvio d’impresa; formazione professionale; materie prime e costi di gestione iniziale.

Qui per ile info sul bando ISI 2026

Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, Inail ha pubblicato il Bando ISI

INAIL ha pubblicato l’edizione 2026 del Bando ISI, che finanzia progetti finalizzati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e all’adozione di soluzioni tecnologiche innovative.

Confartigianato Imprese Terni, al fine di consentire alle imprese umbre e della provincia di cogliere questa opportunità, ne ha sintetizzato i contenuti, mettendo a disposizione i propri referenti, che possono essere contattati per verificare la possibilità di accesso.

Possono partecipare al bando tutte le imprese, anche individuali, con almeno 1 ULA (Unità Lavorativa Annua) nel 2025, con sede nel territorio regionale iscritte alla CCIAA.

È richiesto il raggiungimento di una soglia minima di 130 punti, calcolata in base a: dimensione aziendale;
tipologia di lavorazione e relativo livello di rischio; tipologia di intervento e asse di finanziamento prescelto.

Il bando è articolato in cinque assi:

Asse 1
1.1 Progetti per la riduzione dei rischi tecnopatici (malattie professionali);
1.2 Progetti di responsabilità sociale e adozione di modelli organizzativi;
Asse 2 – Progetti per la riduzione dei rischi infortunistici;
Asse 3 – Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto;
Asse 4 – Progetti riservati alle micro e piccole imprese di settori specifici;
Asse 5 – Progetti per micro e piccole imprese della produzione agricola primaria.

Contributi concedibili

I contributi sono concessi a fondo perduto nella seguente misura:

65% delle spese ammissibili, fino a 130.000 euro (Assi 1–4);
80% a fondo perduto:
per i giovani agricoltori (Asse 5);
per i progetti di modelli organizzativi (Asse 1.2).
Novità 2025–2026

È prevista la possibilità di ottenere fino a 20.000 euro aggiuntivi (nel limite massimo complessivo di 130.000 euro) per: soluzioni innovative, come DPI intelligenti (es. abbigliamento con sensori biometrici);
interventi di protezione dal calore estremo.

Aree interne Media Valle del Tevere, approvata la Strategia da 11,8 milioni

La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore alle Aree interne, Simona Meloni, ha approvato la Strategia dell’Area Interna Media Valle del Tevere 2021–2027, denominata “Reti di comunità: il paesaggio come legame tra benessere e cura”, validando il documento strategico e il pacchetto degli interventi che saranno finanziati con risorse nazionali e risorse europee messe a disposizione dalla Regione.

La Strategia riguarda gli otto Comuni dell’Area – Todi (capofila), Collazzone, Fratta Todina, Monte Castello di Vibio, Acquasparta, Avigliano Umbro, Montecastrilli e San Gemini – e si colloca nel quadro della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) per il ciclo 2021–2027, in coerenza con i Programmi regionali FESR e FSE+ e con le risorse nazionali previste dal CIPESS.

La dotazione complessiva della Strategia ammonta a 11.779.500 euro, a cui si aggiungono risorse di cofinanziamento comunale, ed è destinata a un insieme articolato di interventi integrati che mirano a rafforzare i servizi di cittadinanza, la coesione sociale e l’attrattività territoriale dell’Area.

In particolare, attraverso le risorse del PR FESR 2021–2027, la Strategia prevede investimenti per la riqualificazione e la messa in sicurezza degli spazi pubblici, il potenziamento delle infrastrutture sociali, la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, e attività di promozione per lo sviluppo di un’offerta di turismo sostenibile ed esperienziale, capace di integrare paesaggio, cultura e comunità locali.

Con il PR FSE+ 2021–2027 sono invece finanziate azioni rivolte alle persone, con interventi per l’integrazione dei servizi sociali e sanitari, i percorsi di inclusione socio-lavorativa, il sostegno all’occupazione, in particolare giovanile, e il rafforzamento dell’offerta educativa e formativa, anche attraverso percorsi di istruzione tecnica superiore (ITS e IFTS) e apprendimenti territoriali innovativi. Alle risorse europee si affiancano 4 milioni di euro di fondi nazionali destinati in modo specifico ai servizi essenziali di cittadinanza, con interventi nei settori dell’istruzione, della sanità territoriale e della mobilità, elementi chiave per migliorare l’accessibilità dell’Area e contrastare i fenomeni di isolamento e spopolamento.

La Strategia adotta un approccio integrato che individua nel paesaggio – inteso come bene comune e infrastruttura sociale – il filo conduttore per rafforzare il legame tra benessere delle persone, cura dei luoghi e sviluppo locale, promuovendo nuove reti di comunità e modelli di cooperazione tra enti locali, servizi e cittadini.

“Con l’approvazione della Strategia della Media Valle del Tevere – dichiara l’assessore Simona Meloni – diamo concretezza a una visione di sviluppo che mette al centro le persone e i territori. Parliamo di interventi che rafforzano i servizi di base, migliorano la qualità della vita e costruiscono nuove opportunità di lavoro, formazione e inclusione. Questa Strategia investe su sanità territoriale, istruzione, mobilità, spazi pubblici e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, perché le aree interne non devono essere luoghi marginali, ma comunità vive, accessibili e capaci di attrarre giovani, famiglie e nuove energie”.

“Il lavoro di coprogettazione con i Comuni – conclude l’assessore – ha permesso di costruire un progetto coerente con i bisogni reali dei territori. Le Aree interne sono una risorsa strategica per l’Umbria e con questa Strategia rafforziamo un modello di sviluppo equilibrato, inclusivo e sostenibile”. Il documento approvato in Giunta passa ora alla Cabina di Regia nazionale per le Aree interne chiamata ad esprimersi sulla Strategia della Media Valle del Tevere e sugli interventi proposti, ultimo passaggio prima dell’avvio della fase attuativa.

Imprese umbre, 900 milioni di investimenti nel 2026 (al netto della ZES)

Le imprese umbre contano di effettuare quest’anno 900 milioni di investimenti, di cui 300 milioni
attivabili con gli incentivi fiscali di tipo nuovo su impianti, macchinari e software. E’ la stima contenuta nel Report della Camera di Commercio dell’Umbria, basato su un’approfondita indagine di Infocamere, sull’impatto previsto circa gli iper-ammortamenti e le maxi-deduzioni introdotte dalla Manovra 2026 (che cambiano il sistema finora adottato del credito d’imposta). Un dato complessivo al netto degli ulteriori investimenti che potranno essere attivati grazie alle agevolazioni della ZES.

Mencaroni: il 2026 può diventare un anno importante

Spiega Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “I dati di questo report ci dicono che il 2026 può diventare un anno importante per gli investimenti delle imprese umbre se consideriamo che ai 900 milioni stimati, di cui 300 grazie agli incentivi fiscali, vanno aggiunte le opportunità rappresentate dalla Zes. La Manovra introduce incentivi più selettivi ma anche più orientati all’economia reale, che premiano chi investe davvero in impianti, macchinari e innovazione. In Umbria partiamo da una condizione favorevole: un capitale produttivo maturo e una diffusa presenza di piccole imprese che possono utilizzare efficacemente le nuove agevolazioni. La sfida ora è trasformare questa leva fiscale in scelte concrete di investimento. Come Camera di Commercio lavoreremo perché le imprese colgano appieno questa opportunità, accompagnandole in un passaggio che può rafforzare competitività, produttività e capacità di stare sui mercati”.

Cambiano gli incentivi agli investimenti

La Manovra finanziaria 2026 segna un cambio di impostazione degli incentivi alle imprese. Dopo anni in cui il sostegno agli investimenti si è concentrato soprattutto sui crediti d’imposta, il legislatore punta ora con decisione su iper-ammortamenti e maxi-deduzioni.
Il meccanismo è semplice: chi investe in beni strumentali nuovi – impianti, macchinari e software – può dedurre fiscalmente un valore superiore a quanto effettivamente speso, riducendo l’imponibile e quindi le imposte da pagare. Non si tratta di un contributo diretto, ma di una leva che rende più conveniente anticipare o aumentare gli investimenti.

Le novità rispetto ai crediti d’imposta del passato

Rispetto ai crediti d’imposta degli anni passati, il nuovo sistema richiede una maggiore capacità fiscale, perché il beneficio passa dalla deduzione dell’imponibile e non da un credito da compensare. La misura è quindi meno automatica, ma non è riservata alle sole grandi imprese. In Umbria, dove il tessuto produttivo è composto in larga parte da micro e piccole imprese con utili e imposte da ridurre, gli investimenti di dimensione contenuta rientrano più facilmente nelle fasce di incentivo più favorevoli, rendendo le maxi-deduzioni pienamente utilizzabili. Il discrimine non è la dimensione dell’impresa, ma la presenza di utile e di imposte da ridurre.

Il quadro nazionale: bilanci con spazio per investire

Il contesto in cui si inseriscono i nuovi incentivi è favorevole. Un’indagine di InfoCamere ha analizzato oltre 107mila i bilanci presentati nel 2025 depositati nel Registro delle imprese delle Camere di commercio.
Nei settori a maggiore intensità di capitale – quelli che investono di più in impianti, macchinari e software – i beni risultano ammortizzati mediamente al 62%, mentre le imposte correnti raggiungono in media 91.350 euro.
Questi numeri indicano due elementi chiave: da un lato un capitale produttivo già in parte “maturo”, dall’altro una capienza fiscale sufficiente per assorbire le maxi-deduzioni, soprattutto nella manifattura e tra le imprese di minori dimensioni.

Perché l’Umbria può reagire meglio della media

Se questo è il quadro nazionale, l’Umbria presenta caratteristiche che possono amplificare l’effetto degli incentivi. I dati InfoCamere mostrano che, nei settori a maggiore intensità di impianti, macchinari e software, l’ammortamento medio in Umbria sale al 64%, contro il 62% della media italiana.
In termini semplici, il capitale produttivo umbro è ancora più vicino alla fase di rinnovo. A questo si aggiunge la struttura del tessuto economico regionale, caratterizzato da una forte presenza di micro e piccole imprese, che effettuano investimenti di dimensione contenuta e quindi rientrano più facilmente nelle fasce di incentivo più favorevoli.

Quanta “benzina fiscale” hanno le imprese umbre

Un altro elemento decisivo è la capienza fiscale. In Umbria le imprese pagano complessivamente oltre 460 milioni di euro di imposte correnti. Questo dato è fondamentale perché gli iper-ammortamenti funzionano solo se l’impresa ha imposte da ridurre.
In altre parole, il limite non è la mancanza di imposte da compensare: anche ipotizzando incentivi molto generosi, la base fiscale regionale è sufficiente ad assorbire volumi elevati di investimenti agevolati.

Dal capitale esistente alla stima degli investimenti 2026

Per stimare l’impatto reale degli incentivi bisogna però guardare anche alla dimensione del capitale produttivo. In Umbria il valore complessivo di impianti, macchinari e software supera i 6 miliardi di euro.
Una parte di questo capitale viene normalmente rinnovata ogni anno, indipendentemente dagli incentivi. Ma con beni ammortizzati mediamente al 64%, i nuovi strumenti fiscali possono anticipare investimenti che altrimenti sarebbero stati rinviati e aumentare il volume complessivo di spesa nel breve periodo.

Il risultato: fino a 900 milioni di investimenti nel 2026

Tenendo insieme tutti questi elementi – capienza fiscale, dimensione del parco beni strumentali, grado di ammortamento e struttura del tessuto produttivo – emerge una stima prudente ma significativa.
Nel 2026, in Umbria, gli investimenti in impianti, macchinari e software possono avvicinarsi ai 900 milioni di euro.
Di questi, circa 600 milioni rappresentano il normale ciclo di rinnovo del capitale produttivo, mentre circa 300 milioni possono essere considerati attivabili o anticipabili grazie ai nuovi incentivi introdotti dalla Manovra. A questi numeri andranno aggiunti gli investimenti che le aziende attiveranno grazie alla ZES (Zona Economica Speciale), che è un capitolo a sé stante.

La vera sfida: trasformare gli incentivi in investimenti reali

I numeri indicano che le condizioni per investire ci sono: bilanci con capienza, capitale produttivo maturo e strumenti fiscali più incisivi. La vera sfida del 2026 sarà trasformare la leva fiscale in investimenti concreti, in nuovi macchinari, impianti più efficienti e software più avanzati.
In questo passaggio, la conoscenza delle misure e la capacità di utilizzarle correttamente faranno la differenza tra un incentivo solo sulla carta e un reale impulso alla competitività delle imprese umbre.

Gepafin, il bilancio di Campagna: in soli 2 mesi 23 milioni a 178 imprese

La finanziaria regionale Gepafin, nell’ambito delle misure e dei bandi previsti dalla programmazione della Regione Umbria, negli ultimi due mesi del 2025 ha erogato 23 milioni di euro a 178 imprese.

È stato il presidente della società, Carmelo Campagna, nel tracciare un bilancio dell’anno appena concluso, a rendere noti i dati relativi alle ultime attività svolte dalla partecipata regionale umbra.

“Il nostro compito – ha ricordato Campagna – è quello di mettere a terra, tramite la predisposizione e gestione di bandi, la programmazione elaborata dalla Regione Umbria. E così, grazie all’efficiente e puntuale lavoro svolto e all’impegno messo in campo dai nostri collaboratori e dipendenti, a fine ottobre la Regione ci ha messo a disposizione un’ulteriore importante somma. Questo ci ha permesso di erogare, tra novembre e dicembre, oltre 23 milioni di euro a 178 imprese che, così come previsto dai vari bandi, avevano presentato progetti di valorizzazione e investimento e iniziative per il proprio sviluppo e ammodernamento, ad esempio in ambito digitale e ambientale. Molte delle imprese che hanno presentato domanda operano nel campo dell’agricoltura e del turismo”.

“I finanziamenti erogati – ha aggiunto il presidente di Gepafin –, insieme alle disponibilità di cassa interne alle imprese, hanno consentito loro di realizzare gli investimenti previsti. Essere riusciti a farlo entro la fine dell’anno, inoltre, ha consentito a queste imprese di avere un indicatore di bilancio positivo che poi verrà utilizzato nelle chiusure di quest’anno”.

I servizi di Sviluppumbria sull’app gratuita Umbria Facile

Sviluppumbria utilizza l’app gratuita Umbria Facile, Sviluppumbria per rendere più facilmente accessibili ai cittadini e alle imprese i bandi, le graduatorie e i servizi di assistenza. Scaricando l’app, ogni utente potrà ricevere notifiche puntuali e aggiornamenti costanti su tutte le agevolazioni e gli avvisi in uscita nel corso del 2026.

Questo consentirà ai beneficiari di conoscere i requisiti con largo anticipo e programmare con cura la presentazione delle domande, massimizzando l’efficacia degli interventi regionali. Si tratta di un’evoluzione strategica volta a costruire una pubblica amministrazione moderna e proattiva, capace di intercettare i bisogni reali della comunità umbra.

L’assessore regionale Tommaso Bori, con delega al digitale e all’innovazione, evidenzia la portata del progetto: “Questa collaborazione rappresenta un punto di partenza fondamentale per rafforzare l’accessibilità ai servizi pubblici. Grazie alla sinergia operativa tra Sviluppumbria e Punto Zero, mettiamo a sistema competenze e visione tecnologica per semplificare concretamente il rapporto tra istituzioni e cittadini, rendendo l’informazione un bene comune facilmente fruibile”.

Così gli effetti delle nuove aliquote Irpef in Umbria su stipendi e pensioni

La Giunta regionale fa il punto sugli effetti della rimodulazione dell’addizionale Irpef. Tema di cui si parla molto dalla scorsa primavera, quando è stata varata la manovra triennale da 184 milioni di euro.

A proposito dei reali effetti della rimodulazione dell’addizionale Irpef, la Regione chiarisce che la detassazione regionale per i redditi da zero a 28mila euro e lo sgravio di 150 euro per i redditi fino a 50mila euro – a cui si aggiunge la riduzione di due punti percentuali dell’aliquota Irpef nazionale (dal 35 per cento al 33 per cento) – determinano diminuzioni significative dell’imposta sui primi due scaglioni di reddito e modesti scostamenti sul terzo scaglione. Eventuali disallineamenti percepiti da alcuni contribuenti sul “netto” mensile in busta paga o pensione, possono dipendere, come sta avvenendo anche in altre regioni, dai tempi tecnici di aggiornamento dei sistemi di elaborazione stipendiali e pensionistici. Una volta completati gli adeguamenti, gli importi saranno riallineati tramite conguagli e ricondotti alla corretta applicazione delle disposizioni fiscali.

“A seguito della manovra fiscale due umbri su tre pagheranno meno o non subiranno aumenti” ribadisce la Regione. Che poi presenta esempi degli effetti delle rimodulazioni, che vedranno alcuni umbri pagare di meno ed altri costretti a sborsare di più.

Gli effetti in base ai diversi redditi

Nella fascia fino a 28mila euro rientrano i due terzi dei contribuenti: 111.056 persone tra zero e 15mila euro (21,8 per cento) e 227.453 persone tra 15 e 28mila euro (44,7 per cento). In queste due fasce l’andamento è complessivamente favorevole e progressivo. A titolo esemplificativo: a 20mila –20 euro, a 22mila –27 euro, a 25mila –39 euro, a 26mila –43 euro e a 28mila –51 euro annui.

Nella fascia da 28mila a 50mila euro di imponibile, l’effetto si presenta in equilibrio e, nel complesso, contenuto: lo sgravio regionale di 150 euro e la riduzione dell’aliquota nazionale riducono gli scostamenti. Le simulazioni riportano +9 euro mensili a 30mila euro, +4 euro mensili a 40mila, un euro in più di Irpef mensile a 45mila; mentre a 50mila euro la variazione stimata torna negativa con meno un euro al mese.

Per i redditi superiori a 50mila euro, con 35.564 persone (7 per cento), le stime evidenziano incrementi annui all’aumentare dell’imponibile: 19 euro mensili a 55mila euro, 33 euro mensili a 65mila, 46 euro mensili a 75mila, 53 euro mensili a 80mila fino a 81 euro mensili a 100mila euro. La stima dell’effetto mensile è calcolata su 11 mensilità.

Imprese, lavoro, immobili, pace fiscale, buoni pasto: le misure della Finanziaria

La Cgia ha sintetizzato le misure per famiglie e imprese contenute nella legge di bilancio 2026-2028.

Tasse, sigarette, auto
gli effetti sulle tasche degli umbri

Imprese

Perle imprese introdotto, su base triennale, il regime di iperammortamento per gli investimenti in beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese effettuati tra il 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

Istituito anche un fondo, con una dotazione di 1,3 miliardi di euro, volto a incrementare le risorse a disposizione per il credito d’imposta a favore delle imprese per gli investimenti effettuati secondo il modello “Industria 4.0”.

Finanziato il credito d’imposta nella Zona economica speciale unica (ZES unica Mezzogiorno), che però non riguarderà tutto il territorio di Umbria e Marche. Le due Regioni sono in pressing con il Governo sull’UE per ottenere l’estensione del beneficio a tutto il territorio regionale.

Finanziato il credito d’imposta per le imprese che operano o si insediano nelle Zone logistiche semplificate (ZLS).

Rifinanziati anche i contratti di sviluppo e la misura agevolativa “Nuova Sabatini” per il sostegno agli investimenti in beni strumentali da parte di micro, piccole e medie imprese.

Pacchi e buoni pasto

La soglia esentasse dei buoni pasto elettronici per i dipendenti passa da 8 euro a 10 euro.

Introdotto un contributo di 2 euro su tutte le spedizioni di valore inferiore a 150 euro provenienti da paesi extra UE.

Pace fiscale

Vengono introdotti interventi di pacificazione fiscale rivolti ai contribuenti per i carichi affidati all’agente della riscossione fino al 31 dicembre 2023. Questi ultimi potranno essere definiti in una unica soluzione oppure pagati in 9 anni, in 54 rate bimestrali uguali. La misura è rivolta ai contribuenti che hanno presentato la dichiarazione ma hanno omesso il pagamento.

Misure fiscali e sostegno al reddito

Per i contribuenti riduzione della seconda aliquota dell’IRPEF – scaglione tra 28 e 50mila euro – che passa dal 35% al 33%. La riduzione sarà sterilizzata solo per i redditi superiori a 200.000 euro. In Umbria questa misura si unisce all’aumento dell’1,89% dell’aliquota già scattata nel 2025, al netto di un contributo di 150 euro previsto per attenuare la misura.

Regime fiscale agevolato su rinnovi contrattuali (5% sugli aumenti a partire dal 2024 per redditi fino a 33mila euro), premi di produttività, lavoro festivo/notturno e trattamento accessorio.

Immobili

Confermata per il 2026 la disciplina in merito al bonus ristrutturazione sulla prima casa al 50% e al 36% dalla seconda in poi e il bonus mobili fino a 5mila euro.

Cambia la normativa sugli affitti brevi. Dal terzo immobile scatta l’attività di impresa (prima dal quinto).

Altre tasse

Confermato l’innalzamento a 35mila euro della soglia di redditi da lavoro dipendente o da pensione che permette di beneficiare della cosiddetta flat tax al 15 per cento sui redditi autonomi.

Raddoppiate le aliquote dell’imposta sulle transazioni finanziarie a partire dal 2026 (cosiddetta Tobin tax).

Famiglie, lavoro e politiche sociali

Al fine di favorire l’accesso a determinate prestazioni agevolate si introduce una revisione della disciplina per il calcolo dell’ISEE. In particolare, viene innalzata da 52.500 a 91.500 euro la soglia del valore della prima casa esclusa dal calcolo ISEE (tetto innalzato fino a 120mila euro per i nuclei residenti nelle città metropolitane).

Per il 2026, rispetto al 2025, viene rafforzato il bonus mamme, che passa da 40 a 60 euro mensili a favore delle lavoratrici con almeno due figli e reddito fino a 40mila euro. Potenziati anche il congedo parentale e il congedo per malattia dei figli minori.

Le famiglie con ISEE fino a 30mila euro potranno inoltre beneficiare del bonus libri comunale per l’acquisto di libri scolastici per le scuole superiori e di un contributo fino a 1.500 euro per chi sceglie le scuole paritarie (medie e primo biennio superiori).

Rifinanziata per gli anni 2026 e 2027 la “Carta dedicata a te”, un contributo di 500 euro per le famiglie con ISEE non superiore a 15mila euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità.

Istituito il fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati e divorziati con una dotazione di 20 milioni a decorrere dal 2026 e un fondo per il sostegno del caregiver familiare (1,15 milioni per il 2026).

Sterilizzato l’aumento di tre mesi dell’età pensionabile, a partire dal 2027, per i lavoratori impegnati in attività usuranti e gravose. Per le restanti categorie di lavoratori l’aumento sarà di un solo mese nel 2027 e di due mesi nel 2028. Per il personale militare delle forze armate, inclusi carabinieri, guardia di finanza, polizia e vigili del fuoco è previsto dal 1° gennaio 2028 – oltre all’aumento che scatterà per tutti – l’incremento di un mese per il 2028, di un ulteriore mese per il 2029 e di un ulteriore mese a decorrere dal 2030 dei requisiti per il pensionamento.

Previsto l’incremento di 20 euro al mese per le pensioni dei soggetti in condizioni disagiate.

Prorogata l’APE sociale con riferimento a determinate fattispecie. Estesa la platea delle aziende che dovranno conferire il TFR al fondo INPS: anche i datori di lavoro che raggiungono i 50 dipendenti negli anni successivi a quello di inizio attività, ad esclusione, per gli anni 2026 e 2027, dei datori di lavoro per i quali la media annuale (del relativo anno precedente) sia inferiore a 60 lavoratori dipendenti, saranno obbligati a versare al fondo INPS le quote di TFR non destinate alla previdenza complementare. Dal 2032 l’obbligo sarà esteso alle aziende da 40 dipendenti. Inoltre, dal 1° luglio 2026, scatta l’adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti del settore privato, se non esprimono la propria scelta entro 60 giorni dall’assunzione.

Sanità

Ai rifinanziamenti previsti l’anno scorso dalla legge di bilancio, pari a oltre 5 miliardi per il 2026, a 5,7 miliardi per il 2027 e a quasi 7 miliardi per il 2028, si aggiungono 2,4 miliardi di euro per il 2026 e 2,65 miliardi a decorrere dal 2027. Una parte di tali risorse sarà destinata a nuove assunzioni e al miglioramento dei trattamenti in favore del personale sanitario. Introdotte misure volte a ridurre le liste di attesa e il rispetto dei tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie.

Banche e assicurazioni

Confermato il contributo del settore finanziario, con il coinvolgimento di banche e assicurazioni.

Per gli istituti di credito è previsto un aumento di due punti percentuali dell’IRAP per tre anni, con una franchigia di 90 mila euro nel 2027 e 2028, lo slittamento delle DTA (imposte differite attive) e la possibilità di distribuire le riserve da extraprofitti con il pagamento di un contributo straordinario. Viene inoltre ridotta la deducibilità sulle perdite pregresse ed eccedenze ACE: per il 2026 la percentuale scende dal 43% al 35%, mentre per il 2027 passa dal 54% al 42%. Infine, la deducibilità degli interessi passivi è prevista nei limiti del 96% per il 2026, del 97% per il 2027, del 98% per il 2028 e del 99% per il 2029.

L’aumento dell’Irap, da cui sono escluse SIM, SGR, SICAV e holding industriali, si applica anche alle assicurazioni. Previsto inoltre per le assicurazioni il versamento di un acconto pari all’85% del contributo sul premio delle assicurazioni dei veicoli e dei natanti dovuto per l’anno precedente.

Per gli umbri agli aumenti di Irap e Irpef si aggiungono i rincari nazionali scattati dal primo gennaio

Non solo l’aumento dell’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) dello 0,50% (portando l’aliquota ordinaria dal 3,90% al 4,40%) scattato il primo gennaio 2026. E gli effetti sulle retribuzioni e pensioni medio-alte legate alla ridefinizione delle aliquote Irpef decise dal Governo regionale (che i pratica azzerano il taglio Irpef di due punti percentuali inserito nella manovra del Governo per la fascia di reddito tra 28mila e 50mila euro).

Anche gli umbri, con il nuovo anno, dovranno fare i conti con una serie di aumenti scattati in tutta Italia.

Auto

Novità “salate” per gli automobilisti. Se l’aumento di 4,05 centesimi al litro per il gasolio dovrebbe essere controbilanciato da uno stesso “sconto” sulla benzina. Aspetto sul quale le associazioni dei consumatori invitano a vigilare, altri rincari riguarderanno tutti gli automobilisti.

Pagherà di più chi viaggia in auto anche per l’adeguamento tariffario dei pedaggi autostradali. Un +1,5% di adeguamento all’inflazione a cui fanno eccezione poche tratte: le società Concessioni del Tirreno (Tronco A10 e A12), Ivrea-Torino-Piacenza (Tronco A5 e A21) e Strada dei Parchi (autostrade A24-A25 Roma L’Aquila e diramazione Torano-Pescara) non applicano aumenti. Sulla concessionaria Salerno-Pompei-Napoli invece le tariffe saliranno dell’1,925%; mentre sull’Autostrada del Brennero – con concessione scaduta e in corso il riaffidamento (la procedura di gara è aperta) – i pedaggi aumenteranno dell’1,46%.

Sale poi al 12,5% l’aliquota sulle polizze accessorie per rischi di infortunio al conducente e rischio di assistenza stradale per i contratti nuovi o rinnovati.

Sigarette

Introdotto l’aumento progressivo nel triennio 2026-2028 dell’importo minimo fisso delle accise su sigarette, sigaretti e tabacco trinciato (fino a +50 centesimi). Per le sigarette aumento del prezzo per tutte le fasce: in media circa 15 centesimi a pacchetto per il 2026, circa 25 centesimi a pacchetto per il 2027 e circa 40 dal 2028. Aumenti che scattano anche per le sigarette elettroniche.

Transizioni finanziarie

Raddoppiata (dallo 0,2% allo 0,4%) l’aliquota dell’imposta sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin tax.

Spedizioni

Scatta il contributo di 2 euro sulle spedizioni di pacchi sotto i 150 euro in arrivo da Paesi al di fuori dall’Unione europea.

Imposta di soggiorno

Anche nel 2026 i Comuni potranno incrementare l’imposta di soggiorno per coloro che alloggiano nelle strutture ricettive nel proprio territorio, fino a 2 euro per notte.

Gravi disabilità, prorogato al 31 marzo il termine per presentare domande di contributo

Prorogato al 31 marzo 2026 il termine per presentare domanda di accesso al contributo economico destinato alle persone con grave disabilità residenti in Umbria.

Si tratta di un sostegno da 300 euro mensili, fino a 1.200 euro per il 2025, pensato per alleggerire il carico delle spese quotidiane che gravano sulle famiglie. La misura è parte integrante del Progetto di vita personalizzato e partecipato, così come previsto dal DLgs 62/2024 e di cui l’Umbria è uno dei 9 territori di sperimentazione in Italia. Il contributo può essere utilizzato per assumere assistenti personali, acquistare servizi di assistenza domiciliare, pagare il canone di locazione per progetti di vita autonoma o acquisire ausili tecnologici. La Regione Umbria conferma così il proprio impegno, mettendo al centro la dignità e l’autonomia delle persone con disabilità e il supporto alle loro famiglie.

Il contributo, istituito con delibera regionale n. 1024/2025, è rivolto a cittadini minorenni, adulti e anziani con riconoscimento di grave disabilità ai sensi della Legge 104/92 (articolo 3, comma 3) che rispettino specifici requisiti sanitari ed economici. L’ISEE richiesto non deve superare i 50.000 euro per adulti e anziani (ISEE sociosanitario ristretto) e i 65.000 euro per i minorenni (ISEE per prestazioni agevolate rivolto a minorenni e famiglie con minori).

Le risorse complessive ammontano a due milioni di euro, suddivise tra i distretti sanitari delle due Aziende Sanitarie regionali. Le domande devono essere presentate esclusivamente via Posta Elettronica Certificata (PEC) agli indirizzi indicati negli avvisi pubblici.

Per informazioni complete, requisiti dettagliati e modulistica, è possibile consultare le pagine dedicate:

USL Umbria 1 https://www.uslumbria1.it/wp-content/uploads/2022/07/Allegato-A-Avviso-e-Schema-di-Domanda.pdf

USL Umbria 2: https://www.uslumbria2.it/amministrazione-trasparente/criteri-e-modalita