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In Umbria 350mila lavoratori dipendenti, ma anche loro pagano tasse “nascoste”

In Umbria ci sono (il dato è riferito al 2024, l’ultimo anno per il quale ci sono numeri ufficiali definitivi) circa 350mila lavoratori autonomi. A cui si aggiungono 241mila percettori di reddito da pensione, rispetto alla platea complessiva di circa 643mila contribuenti.

I lavoratori autonomi sono quelli che non hanno contezza di quante tasse pagano, per il meccanismo del sostituto d’imposta che vede il prelievo direttamente alla fonte. Anche se, ricorda la CGIA, pur “sentendo” maggiormente il carico tributario, spesso anche le partite Iva non hanno chiara la cifra esatta di tasse che
versano ogni anno, visto il sistema di liquidazione dell’Irpef: oltre al saldo dell’anno precedente, richiede un acconto del 100% per l’anno in corso, rendendolo poco trasparente e penalizzante in caso di incrementi di reddito.

Tra l’altro, va ricordato che l’Irpef, pur essendo l’imposta che garantisce il maggior gettito per l’erario, incide sulle entrate fiscali complessive “solo” per il 30% circa.

Nel complesso, nel 95,7% delle tasse pagate le famiglie dei lavoratori dipendenti pagano tasse e contributi senza nemmeno rendersene conto, perché sono trattenuti automaticamente dalla busta paga, oppure sono già inclusi nel prezzo di ciò che acquistano ogni giorno. Tra tasse prelevate “alla fonte” come l’Irpef o i contributi Inps o imposte “nascoste” come l’Iva, le accise sui carburanti o le imposte sulla RC auto.

Le azioni per contrastare la desertificazione bancaria in Umbria

Accordo tra Regione Umbria, Anci e organizzazioni sindacali di categoria del credito (Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin) per contrastare la desertificazione bancaria sul territorio.

Per i prossimi quattro anni, Regione, Comuni umbri e sindacati bancari si impegnano a lavorare insieme per contrastare la desertificazione bancaria, garantendo la qualità dei servizi e sostegno all’economia locale, e affrontare con determinazione le criticità del settore del credito, garantendo al contempo la stabilità occupazionale nel settore.

L’intesa nasce da un percorso di confronto avviato già nella primavera del 2026 tra Regione, Anci Umbria e le sigle sindacali del credito, che ha portato a individuare strumenti condivisi per contenere un fenomeno che negli ultimi anni ha colpito duramente il territorio umbro.

I numeri della desertificazione bancaria in Umbria

I numeri che hanno motivato l’iniziativa, esposti prima della firma dall’assessore allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti, sono allarmanti. Secondo i più recenti dati disponibili sulla desertificazione bancaria, in Umbria vivono ormai circa 53mila persone in Comuni completamente privi di sportelli bancari, un numero cresciuto del 10% solo nell’ultimo anno, mentre sono circa 3.400 le imprese che non hanno più una filiale di riferimento sul proprio territorio, anch’esse in aumento del 10%. Un terzo dei Comuni umbri è oggi senza alcuno sportello bancario, e altri 24 Comuni ne conservano soltanto uno: condizione che, se il trend non dovesse cambiare, rischia entro pochi anni di lasciare senza filiali oltre la metà dei Comuni della regione.

Proietti: fenomeno che incide sulla vita quotidiana

“Un fenomeno – ha detto la presidente della Regione Stefania Proietti – che incide profondamente sulla vita quotidiana delle persone e delle imprese, colpendo in particolare le aree interne, i borghi e i piccoli Comuni umbri, dove la chiusura di uno sportello significa spesso l’ultimo presidio di prossimità che viene meno. Da qui la scelta di istituzioni e parti sociali di costruire una risposta di sistema, la prima a livello nazionale, condivisa e non più affidata alla sola iniziativa dei singoli soggetti. Sono intenzionata a sottoporla alla Conferenza delle Regioni, affinché possa servire da paradigma per la sottoscrizione di altri documenti analoghi”.

Gori: un ulteriore passo avanti

“Quello di oggi – ha affermato Federico Gori, presidente di Anci Umbria – è un ulteriore passo avanti verso la tutela del credito territoriale, un servizio che rappresenta un presidio fondamentale per le nostre comunità. Da anni, come istituzioni e come Anci Umbria, siamo impegnati nel contrasto allo spopolamento e all’invecchiamento demografico. Questo protocollo si inserisce pienamente in tale percorso, con l’obiettivo di preservare nei territori, soprattutto quelli più piccoli e fragili, la presenza di servizi essenziali. Con la firma di questo protocollo, saremo nelle condizioni di strutturare percorsi concreti per mantenere attivi questi servizi e a individuare soluzioni capaci di rispondere alle esigenze dei territori”.

Il ruolo dei sindacati

Le organizzazioni sindacali del credito si impegnano a favorire il confronto sulle politiche regionali, a collaborare nelle attività di formazione e nella raccolta di dati sulle dinamiche occupazionali e di mercato, e a monitorare costantemente le difficoltà di accesso al credito segnalate dal territorio.

Le azioni previste

Il Protocollo si propone innanzitutto di contrastare la desertificazione bancaria e l’impoverimento dei servizi territoriali essenziali che ne deriva. A questo si affianca l’impegno a sostenere l’occupazione e la qualità del lavoro nel settore del credito, a facilitare l’accesso al credito per famiglie e imprese umbre e a promuovere una maggiore responsabilità sociale delle banche, chiamate a rafforzare la propria integrazione nel tessuto economico e sociale della regione.

Per dare concretezza a questi obiettivi, l’intesa prevede l’istituzione, entro sei mesi dalla firma, di un Tavolo del Credito Regionale, al quale prenderà parte anche Gepafin, che avrà il compito di monitorare i flussi di finanziamento, sostenere gli investimenti e prevenire situazioni di crisi di liquidità sul territorio. Accanto al Tavolo nascerà un Osservatorio Regionale sull’attività bancaria, incaricato di seguire l’evoluzione del fenomeno e di elaborare classifiche di sostenibilità delle banche presenti in Umbria.
Le parti si sono inoltre impegnate a promuovere iniziative congiunte di studio, ricerca e sensibilizzazione sui temi più rilevanti per il settore bancario e per i suoi lavoratori, così come programmi di formazione e riqualificazione professionale per il personale del credito e della finanza, anche facendo leva su fondi europei e nazionali. Un capitolo specifico dell’intesa è dedicato poi alla ricerca di soluzioni per i Comuni più esposti al rischio di desertificazione bancaria, con l’obiettivo di individuare risposte su misura per le situazioni più critiche.

Mutui e mercato immobiliare, l’andamento in Umbria nell’ultimo anno

Nel corso del 2025 in Umbria i finanziamenti per l’acquisto di abitazioni sono tornati a crescere in modo sostenuto: +2,8%. L’aumento ha seguito la sostenuta espansione delle nuove erogazioni (da 375 a 483 milioni di euro), connesse con il positivo andamento del mercato immobiliare.

La Banca d’Italia rileva che il costo dei mutui a tasso variabile ha continuato a diminuire. Nella seconda parte del 2025 si è collocato al di sotto di quello dei contratti a tasso fisso, che invece ha registrato un lieve aumento. Questo ha comportato una moderata riduzione della quota delle relative emissioni, che tuttavia rimangono ampiamente predominanti.

Le operazioni di surroga e sostituzione sono aumentate del 24,9%; sono giunte a rappresentare l’1,4% delle consistenze dei prestiti di inizio anno, il valore più alto dal 2022.

Nel 2025 l’erogazione di nuovi mutui ha continuato a interessare maggiormente i giovani, mantenendosi su un livello storicamente elevato. Questo fenomeno, secondo la Banca d’Italia, è stato favorito dal ricorso alla garanzia pubblica per l’acquisto della prima
casa, soprattutto di quella fino all’80%.

Il mercato immobiliare ha confermato i segnali di ripresa emersi alla fine del 2024; le compravendite sono aumentate del 10,9% (7,4 in Italia), tornando sui livelli del 2005. La crescita, più marcata per le abitazioni con superficie maggiore di 85 metri quadri, è stata diffusa a tutte le tipologie di comuni.

Le elaborazioni condotte sui dati tratti dalla piattaforma digitale Immobiliare.it indicano che nel primo trimestre del 2026 l’attività di ricerca online di abitazioni si è mantenuta vivace.

Secondo le stime della Banca d’Italia su dati OMI e Istat, nel 2025 in Umbria la crescita dei prezzi di vendita delle abitazioni si è rafforzata (3,0%), pur rimanendo al di sotto della media nazionale (4,0); il comparto delle locazioni ha registrato un analogo andamento (2,3 contro 3,9%).

Rottamazione bollo auto, interessate circa 7mila famiglie umbre

La Regione Umbria, con l’approvazione in Assemblea Legislativa della norma che stabilisce la definizione agevolata per la tassa automobilistica, ha aderito ufficialmente alla rottamazione-quinquies, in attuazione di quanto previsto dal Decreto Legge 27 marzo 2026, n. 38.

L’intervento – spiegano la presidente Stefania Proietti e l’assessore al Bilancio Tommaso Bori – che prevede l’applicazione della definizione agevolata attraverso la cancellazione di sanzioni e interessi per i contribuenti umbri, consentirà ai cittadini di saldare il proprio debito pagando unicamente l’imposta dovuta, con il totale azzeramento di sanzioni, interessi e accessori.

La definizione agevolata potrà essere effettuata con riferimento alle cartelle esattoriali che vanno dal 2000 al 2021 e si stima possa interessare tra 5.000 e 7.000 famiglie.

“Un intervento pensato per supportare i contribuenti riducendo il carico economico e, al contempo, per rendere più efficiente e virtuosa la gestione delle entrate regionali – hanno affermato la presidente Proietti e l’assessore Bori – recuperando parte dei crediti giacenti affidati all’Agenzia delle entrate, che altrimenti avrebbero ridotte probabilità di incasso integrale”.

“Con questo provvedimento – proseguono – coniughiamo equità fiscale, sostegno concreto alle famiglie e rigorosa tutela dei conti pubblici – Offriamo ai cittadini quindi, un’opportunità reale per regolarizzare la propria posizione azzerando il peso di sanzioni e interessi accumulati negli anni ed, allo stesso tempo, rendiamo più moderna ed efficace la gestione del fisco regionale”. Ig/g/nnn

Poli di Innovazione, le spese ammissibili a contributo e come attivarlo

“Poli di Innovazione 2026”, dotazione di 4 milioni, finanziata con fondi PR Fesr Umbria 2021-2027 (che potrà essere incrementata fino a 6 milioni attraverso ulteriori risorse del bilancio regionale per sostenere la nascita, il potenziamento e la gestione dei Poli di innovazione, favorendo la collaborazione tra imprese, università e organismi di ricerca e accelerando i processi di trasferimento tecnologico.

Finalità

L’avviso è rivolto ai Poli di innovazione già costituiti o in via di costituzione nella forma di consorzio, società consortile, Srl o Spa, composti da almeno tre imprese e con la partecipazione di almeno un organismo di ricerca e diffusione della conoscenza, pubblico o privato. Le risorse potranno finanziare sia gli investimenti necessari alla costituzione o all’ammodernamento dei Poli, sia le attività di gestione e funzionamento, comprese le azioni di animazione, marketing, trasferimento tecnologico e i servizi destinati alle imprese aderenti.

Contributo e modalità

Il contributo è concesso a fondo perduto e copre il 50% delle spese ammissibili, percentuale che potrà aumentare di cinque punti per i Poli localizzati nelle aree assistite ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente tramite PEC all’indirizzo direzionesviluppo.regione@postacert.umbria.it, dalle ore 12 del 10 settembre 2026 fino alle ore 12 del 30 ottobre 2026.
Il testo integrale dell’avviso, insieme alla modulistica necessaria, sarà disponibile sul portale istituzionale della Regione Umbria nella sezione dedicata ai Poli di innovazione.

Per informazioni è possibile contattare il servizio Sistemi produttivi, trasferimento tecnologico e poli di innovazione ai numeri 075 5045722 e 075 5045765 oppure scrivere all’indirizzo polidiinnovazione@regione.umbria.it.

Il commento dell’assessore De Rebotti

“Con questo avviso – dichiara l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Umbria, Francesco De Rebotti – continuiamo a investire in un modello di sviluppo fondato sulla collaborazione tra imprese, ricerca e territorio. I Poli di innovazione rappresentano uno strumento strategico per rafforzare la competitività del sistema produttivo umbro, favorire il trasferimento tecnologico e creare le condizioni per attrarre nuovi investimenti. È un intervento pienamente coerente con la Strategia regionale di specializzazione intelligente (S3), che punta a sostenere la crescita e la capacità innovativa delle nostre imprese”.

Sport in Umbria, tra socialità, benessere fisico e bonus

A Palazzo Donini, in occasione del punto sugli esiti degli Stati Generali dello Sport, annunciate le nuove misure che la Regione Umbria mette in campo per rafforzare il sistema sportivo regionale.

Stati generali dello sport

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i risultati del percorso partecipativo avviato nel settembre 2025, l’istituzione del gruppo tecnico incaricato di accompagnare la riscrittura della legge regionale sullo sport, il nuovo Bonus Sport destinato alle famiglie umbre, gli interventi sull’impiantistica e le prossime tappe del progetto “Umbria destinazione sport”, che si concluderà entro la fine dell’anno con un appuntamento a Terni.
Alla conferenza stampa sono intervenuti, oltre all’assessora regionale allo Sport Simona Meloni, la direttrice regionale Antonella Tiranti, il presidente della fondazione SportCity Fabio Pagliara, Letizia Ciaccafava di Destination Makers, il vicepresidente del Coni Umbria Andrea Arena, gli assessori allo Sport dei Comuni di Perugia e Terni Pierluigi Vossi e Paolo Tagliavento, e la coordinatrice regionale Umbria di Sport e Salute Giulia Brizi.
L’obiettivo degli Stati Generali – ha dichiarato l’assessora Meloni – era ascoltare il mondo dello sport e trasformare quell’ascolto in scelte concrete. Oggi entriamo nella fase operativa: la nuova legge regionale nascerà da un percorso condiviso e avrà al centro un principio chiaro, ‘Sport e benessere per tutti’. “Lo sport è socialità, prevenzione, benessere psicofisico, accessibilità e inclusione e rappresenta anche un investimento per il sistema sanitario regionale. È con questa visione che stiamo costruendo la nuova legge regionale”.

Bonus per lo sport

“L’attenzione – ha proseguito Meloni – è rivolta a tutte le età. Vogliamo garantire ai bambini e ai ragazzi la possibilità di praticare attività sportiva indipendentemente dalla condizione economica della famiglia e, allo stesso tempo, valorizzare lo sport come strumento di invecchiamento attivo attraverso il rilancio delle palestre della salute. Parallelamente prosegue il lavoro sull’impiantistica: è aperto il bando da 4 milioni di euro e stiamo già programmando, con risorse regionali, un nuovo intervento nel 2027 perché gli impianti hanno bisogno di essere riqualificati e resi sempre più accessibili. Abbiamo inoltre approvato il nuovo Bonus Sport, che sarà gestito con procedure semplificate e che vogliamo rendere strutturale. Il nostro obiettivo è anche qualificare l’Umbria come una vera palestra a cielo aperto, capace di ospitare eventi sportivi e di rafforzare il turismo sportivo, valorizzando le eccellenze del territorio”.
L’assessora ha inoltre annunciato l’avvio di un’indagine regionale dedicata ai giovani, alla pratica sportiva e alla disabilità, che analizzerà le cause dell’abbandono dell’attività sportiva, le barriere economiche e territoriali, l’accessibilità degli impianti e le differenze tra aree urbane e interne: “Vogliamo costruire politiche fondate sui dati e sui bisogni reali delle persone. L’indagine ci consentirà di orientare la nuova legge, i futuri investimenti e gli strumenti regionali a sostegno dello sport, affinché nessuno rimanga escluso. Vogliamo che ogni ragazzo, indipendentemente dal luogo in cui vive o dalla disciplina che sceglie, abbia le stesse opportunità di praticare sport”.
Tra le novità annunciate il nuovo Bonus Sport, approvato dalla Giunta regionale nella seduta di mercoledì e destinato ai ragazzi dai 6 ai 18 anni per favorire l’accesso alla pratica sportiva. La misura dispone di una dotazione di circa 2,5 milioni di euro, sarà gestita attraverso procedure semplificate rispetto al passato e consentirà alle famiglie di ricevere il contributo già all’avvio della stagione sportiva, senza dover anticipare integralmente le spese. L’obiettivo della Regione è trasformare il bonus in uno strumento strutturale di sostegno alla pratica sportiva.

La sfida

La direttrice regionale Antonella Tiranti ha ricordato come gli Stati Generali abbiano rappresentato una delle esperienze partecipative più significative realizzate dalla Regione, richiamata anche a livello nazionale come buona pratica. “Quello avviato nel 2025 non era un punto di arrivo ma l’inizio di un percorso che oggi entra nella sua fase operativa. Il gruppo di lavoro istituito dalla Giunta rappresenta un modello innovativo perché mette insieme competenze tecniche e indirizzo politico fin dall’inizio della costruzione della legge, evitando che il confronto arrivi solo nella fase finale. In parallelo, il lavoro si intreccia con altri progetti regionali dedicati all’accessibilità e all’inclusione, affinché questi principi diventino parte integrante della futura normativa sullo sport”.
Il presidente della fondazione SportCity, Fabio Pagliara, ha evidenziato come il valore degli Stati Generali risieda nell’aver interpretato i profondi cambiamenti del mondo dello sport: “La sfida è costruire una legge contemporanea, capace di leggere una società profondamente cambiata e di confrontarsi con le trasformazioni intervenute negli ultimi anni, a partire dal riconoscimento del valore dell’attività sportiva nell’articolo 33 della Costituzione e dalle riforme che hanno interessato il settore. Oggi parlare di sport significa parlare anche di salute, mobilità, crisi demografica, cambiamenti climatici e qualità delle infrastrutture. Rendere davvero accessibile a tutti la pratica sportiva è la sfida di questa legge, che può fare dell’Umbria un modello di riferimento per le altre Regioni”.
Letizia Ciaccafava, rappresentante di Destination Makers, ha ripercorso il lavoro di coprogettazione che ha accompagnato gli Stati Generali dello Sport: “Abbiamo coinvolto 55 esperti provenienti da tutta Italia, organizzati in tavoli tematici dedicati a vari temi, come salute, turismo, accessibilità, digitale. Da questo confronto sono emerse indicazioni concrete che oggi rappresentano la base per la nuova legge regionale. Lo sport diventa una leva di sviluppo territoriale, capace di rafforzare l’attrattività dell’Umbria e di migliorare la qualità della vita dei residenti e dei visitatori, valorizzando il territorio come un grande laboratorio a cielo aperto”.
Nel corso della conferenza è stato inoltre presentato un video dedicato ai valori dello sport paralimpico, ispirato al progetto realizzato in occasione delle Paralimpiadi dall’artista Lorenzo Mattotti e adattato per essere diffuso nelle scuole umbre come strumento di sensibilizzazione sui temi dell’inclusione e dell’accessibilità.
Gli Stati Generali dello Sport sono promossi dalla Regione Umbria in collaborazione con Enit.

Fisco locale, i commercialisti di Perugia: “Enti locali aderiscano alla Rottamazione-quinquies”

I commercialisti della provincia di Perugia invitano gli Enti locali ad aderire alla Rottamazione-quinquies, a pochi giorni dalla scadenza del 31 luglio.

Per il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Odcec) di Perugia, Enrico Guarducci, non si tratta solo di una scelta tecnica, ma di un atto di responsabilità verso i contribuenti colpiti dalla recessione economica e dalle conseguenze del Covid. Questi strumenti offrono soprattutto soprattutto l’opportunità “per intervenire sugli equilibri dei bilanci dei Comuni sfruttando appieno i nuovi margini di autonomia finanziaria concessi dalla Legge di bilancio 2026”.

“Attraverso, infatti, la Rottamazione-quinquies e soprattutto attraverso la definizione degli accertamenti non ancora trasferiti all’Agenzia della riscossione – spiega Guarducci –, possono essere liberate capacità di spesa dell’ente. I residui attivi sono crediti che l’ente ha accertato ma non ha ancora incassato. Molti di questi crediti, soprattutto quelli affidati alla riscossione coattiva da anni, hanno una bassa probabilità di essere riscossi e richiedono un accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità (Fcde) che assorbe risorse che l’ente potrebbe invece destinare diversamente. Se la rottamazione consente ai contribuenti di aderire e pagare anche solo il capitale, con stralcio di sanzioni e interessi con una congrua rateizzazione, aumenta la probabilità di incasso dei crediti, diminuisce il rischio di mancata riscossione e quindi può ridursi il fabbisogno di accantonamento al Fcde grazie al maggiore tasso di riscossione”.

“Non si tratta – prosegue il presidente dei commercialisti perugini – di stralciare quanto dovuto a danno dei contribuenti virtuosi ma solo di azzerare le sanzioni e gli interessi incentivando i contribuenti che hanno avuto difficoltà finanziarie, a tornare a essere virtuosi regolarizzando il proprio debito tributario con pagamenti rateizzati. La morosità incolpevole non va punita ma semmai supportata, quanto ai cattivi pagatori nessuna differenza produrrà l’aderire o no da parte degli enti pubblici a forme di definizione agevolata. Chi non vuole pagare, al di là delle sanzioni, non lo farà comunque”.

“Parallelamente – conclude il presidente – la Legge di bilancio 2026 offre ai Comuni una maggiore autonomia nella riscossione a regime: un’opportunità che va governata subito con regolamenti moderni ed efficienti svincolando quote di avanzi di amministrazione per gli effetti positivi sul Fcde. Abbiamo già assicurato, nel corso dell’incontro con il presidente dell’Anci, la disponibilità dei nostri colleghi, in particolare per quelli che si occupano di revisione degli enti locali, ad affiancare gli enti Locali in questa delicata fase di transizione per garantire la correttezza delle procedure e la sostenibilità dei bilanci pubblici”.

In Umbria il 12% delle imprese è a rischio insolvenza

In Umbria il 12,1% delle imprese è a rischio insolvenza. Cioè, potrebbero non riuscire a far fronte ai pagamenti dei prestiti ricevuti dal sistema bancario. Una percentuale, quella delle imprese in potenziale difficoltà rispetto alla platea di quelle attive, che è perfettamente in linea con la media italiana.

I dati emergono dall’osservatorio Business Scan 2026 sviluppato da Sevendata, data company italiana che analizza lo stato di salute del tessuto imprenditoriale italiano e il rischio di insolvenza a 12 mesi, da febbraio 2025 a febbraio 2026. Attraverso rating proprietario basato sull’intelligenza artificiale a reti neuronali, vengono focalizzate variabili economico-finanziarie, bilanci, eventi negativi pregiudizievoli e scoperti, profili del management e indicatori strutturali delle imprese su base settoriale e territoriale.

Incidenze più elevate si osservano nel Lazio (17,5%), in Calabria (14,0%), Campania (13,8%), Sicilia (13,1%), Abruzzo (13%), Lombardia (12,6%), Molise (12,2%), Umbria e Puglia (12,1%), Basilicata (11,8%), Liguria (11,4%), Sardegna (11,1%), Toscana (11%), Emilia-Romagna (10,5%), Marche (10,1%); mentre livelli sotto la media si rilevano in Friuli-Venezia Giulia (8,7%), in Trentino-Alto Adige (6,6%), Valle d’Aosta (7,5%), Piemonte (8,6%) e Veneto (9%). 

Tasse, imprese e autonomi umbri pagano un’aliquota doppia rispetto alle big tech

Le imprese e i lavoratori autonomi umbri pagano un’aliquota fiscale superiore del 17,0% alle principali big tech. Questa la stima fatta dalla Cgia sulla base dei dati elaboratori dall’Area studi di Mediobanca sulle multinazionali web soft, a cui viene applicata un’aliquota media del 14,8%.

E il confronto viene fatto per regione, sommando da una parte la base imponibile di imprese e lavoratori autonomi e dall’altro il Tax rate (l’aliquota fiscale, cioè la percentuale di reddito, profitto o transazione che viene trattenuta e versata allo Stato sotto forma di imposte) delle prime 25 web soft multinazionali
mondiali.

In Umbria, dove il tax rate per imprese e autonomi è del 31,8% (su una base imponibile che è, rispettivamente, di 3.339 e 1.063 milioni di euro) lo scarto è appunto del 17,0%. In linea con la media italiana, che è del 17,1%.

Il giudizio della Cgia è netto: “Anni di elusione sistematica hanno scavato un fossato enorme tra chi le tasse le paga e chi le aggira grazie a un sistema internazionale che non ha ancora trovato né la volontà né il coraggio di fermare queste operazioni discutibilissime”.

Sviluppumbria, 83 milioni alle imprese e 14 alle famiglie

Oltre 83 milioni destinati alle imprese e quasi 14 milioni a supporto delle famiglie. Questa la destinazione degli oltre 97 milioni di risorse finanziarie gestite da Sviluppumbria nel 2025.

L’amministratore unico Luca Ferrucci, nel relazionare i presenti, tra cui la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, ha evidenziato anche l’aumento dell’utile netto che si attesta sui 50mila euro. Soddisfazione, quindi, per il lavoro svolto e le politiche messe in campo dall’agenzia regionale è stato quindi espresso da tutti i soci (Regione Umbria, Provincie di Perugia e Terni, Camera di commercio dell’Umbria e Comuni di Umbertide, Città della Pieve, Castel Ritaldi, Montegabbione, Terni, Foligno e Narni) intervenuti.

“L’approvazione del bilancio – ha commentato Ferrucci – rappresenta un importante momento di verifica del lavoro svolto e dei risultati raggiunti. In pochi mesi, a partire dal mio insediamento, abbiamo rafforzato l’equilibrio economico e finanziario della società, con un utile finale che rappresenta la sintesi estrema di questo lavoro, passato da 32mila euro nel 2024 a oltre 50mila euro nel 2025. Questo è stato possibile grazie anche a una riduzione significativa, senza impattare sulla qualità del lavoro svolto, dell’esternalizzazione dei servizi, con una riduzione di spesa rispetto al 2024 di circa 750mila euro. Ci siamo altresì impegnati a potenziare il ruolo di Sviluppumbria come strumento operativo della Regione per l’attuazione delle politiche di sviluppo. Nel corso del secondo semestre del 2025, l’agenzia ha dispiegato appieno le proprie potenzialità programmatiche e, supportata dagli atti di indirizzo regionali, ha pianificato a più ampio raggio le attività future. Una linea di attività di assoluto rilievo è consistita nel supporto e nell’elaborazione di progetti strategici di particolare rilevanza per lo sviluppo regionale, con l’obiettivo di contribuire alla valorizzazione degli asset pubblici, al rafforzamento dell’attrattività territoriale e alla costruzione di strumenti operativi a supporto delle politiche regionali”. Ferrucci è poi entrato nel dettaglio, mettendo in evidenza le principali “nuove iniziative realizzate che testimoniano la capacità dell’agenzia di affiancare efficacemente la regione nella definizione e nell’attuazione di interventi ad alto impatto per il territorio ponendo le basi per una crescita solida e sostenibile”: messa a punto del nuovo portale Investumbria, finalizzato all’attrazione di investimenti esogeni e alla nascita di nuove imprese sul territorio regionale, che ha reso trasparente e visibile tutto il patrimonio fondiario della Regione; supporto alle azioni di potenziamento della Zes per promuovere nuovi investimenti produttivi; contributo alla riforma regionale del testo unico del commercio con particolare attenzione all’equilibrio tra sviluppo delle attività economiche, tutela dei centri urbani e valorizzazione delle economie di prossimità; progetti di valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale tra i quali un avviso pubblico per le stazione ex ferrovia centrale umbra (l’avviso è scaduto da pochi giorni e si procederà all’assegnazione al proponente del progetto migliore tra tutti quelli pervenuti); iniziative per il turismo sostenibile con implementazione del nuovo portale Bikeinumbria dedicato al cicloturismo per valorizzare itinerari, percorsi, eventi e servizi connessi alla mobilità dolce e alla scoperta integrata del patrimonio paesaggistico, culturale e ambientale regionale; condivisione del percorso partecipato per la riforma delle concessioni delle centrali idroelettriche e promozione delle comunità energetiche rinnovabili; rilancio delle azioni di sistema in materia di internazionalizzazione, cooperazione internazionale e promozione all’estero.

“Sviluppumbria – ha sottolineato la presidente Proietti, a margine dell’assemblea – si qualifica oggi come una della in house providing più attive d’Italia. Siamo molto orgogliosi del suo operato, soprattutto sotto la direzione di Luca Ferrucci. L’agenzia, infatti, oltre a portare avanti le precedenti operatività già definite in passato, ha elaborato e sviluppato tanti nuovi progetti che sono stati illustrati dal suo amministratore unico. Basti citare l’ausilio fornito per trasformare il patrimonio pubblico da problema a risorsa: questa è una delle attività che ha intrapreso Sviluppumbria, che veramente sta dando frutti notevolissimi e che sarà di esempio anche per altre regioni d’Italia. Ci sono poi le attività di promozione turistica, penso alle iniziative per l’ottavo centenario della morte di san Francesco, ma anche tutte le iniziative a sostegno del mondo produttivo elaborate grazie a un costante dialogo con le imprese”.

“Nella congiuntura drammatica che viviamo – ha poi commentato Proietti –, l’Umbria tiene ma ha bisogno di fare un passo avanti, non solo con la programmazione dei fondi europei e regionali, ma anche grazie all’operatività delle nostre società partecipate. Abbiamo tutte le potenzialità per caratterizzarci come motore propulsore dell’Italia mediana, anche grazie al dialogo con le altre Regioni”.