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Rottamazione bollo auto, interessate circa 7mila famiglie umbre

La Regione Umbria, con l’approvazione in Assemblea Legislativa della norma che stabilisce la definizione agevolata per la tassa automobilistica, ha aderito ufficialmente alla rottamazione-quinquies, in attuazione di quanto previsto dal Decreto Legge 27 marzo 2026, n. 38.

L’intervento – spiegano la presidente Stefania Proietti e l’assessore al Bilancio Tommaso Bori – che prevede l’applicazione della definizione agevolata attraverso la cancellazione di sanzioni e interessi per i contribuenti umbri, consentirà ai cittadini di saldare il proprio debito pagando unicamente l’imposta dovuta, con il totale azzeramento di sanzioni, interessi e accessori.

La definizione agevolata potrà essere effettuata con riferimento alle cartelle esattoriali che vanno dal 2000 al 2021 e si stima possa interessare tra 5.000 e 7.000 famiglie.

“Un intervento pensato per supportare i contribuenti riducendo il carico economico e, al contempo, per rendere più efficiente e virtuosa la gestione delle entrate regionali – hanno affermato la presidente Proietti e l’assessore Bori – recuperando parte dei crediti giacenti affidati all’Agenzia delle entrate, che altrimenti avrebbero ridotte probabilità di incasso integrale”.

“Con questo provvedimento – proseguono – coniughiamo equità fiscale, sostegno concreto alle famiglie e rigorosa tutela dei conti pubblici – Offriamo ai cittadini quindi, un’opportunità reale per regolarizzare la propria posizione azzerando il peso di sanzioni e interessi accumulati negli anni ed, allo stesso tempo, rendiamo più moderna ed efficace la gestione del fisco regionale”. Ig/g/nnn

Poli di Innovazione, le spese ammissibili a contributo e come attivarlo

“Poli di Innovazione 2026”, dotazione di 4 milioni, finanziata con fondi PR Fesr Umbria 2021-2027 (che potrà essere incrementata fino a 6 milioni attraverso ulteriori risorse del bilancio regionale per sostenere la nascita, il potenziamento e la gestione dei Poli di innovazione, favorendo la collaborazione tra imprese, università e organismi di ricerca e accelerando i processi di trasferimento tecnologico.

Finalità

L’avviso è rivolto ai Poli di innovazione già costituiti o in via di costituzione nella forma di consorzio, società consortile, Srl o Spa, composti da almeno tre imprese e con la partecipazione di almeno un organismo di ricerca e diffusione della conoscenza, pubblico o privato. Le risorse potranno finanziare sia gli investimenti necessari alla costituzione o all’ammodernamento dei Poli, sia le attività di gestione e funzionamento, comprese le azioni di animazione, marketing, trasferimento tecnologico e i servizi destinati alle imprese aderenti.

Contributo e modalità

Il contributo è concesso a fondo perduto e copre il 50% delle spese ammissibili, percentuale che potrà aumentare di cinque punti per i Poli localizzati nelle aree assistite ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente tramite PEC all’indirizzo direzionesviluppo.regione@postacert.umbria.it, dalle ore 12 del 10 settembre 2026 fino alle ore 12 del 30 ottobre 2026.
Il testo integrale dell’avviso, insieme alla modulistica necessaria, sarà disponibile sul portale istituzionale della Regione Umbria nella sezione dedicata ai Poli di innovazione.

Per informazioni è possibile contattare il servizio Sistemi produttivi, trasferimento tecnologico e poli di innovazione ai numeri 075 5045722 e 075 5045765 oppure scrivere all’indirizzo polidiinnovazione@regione.umbria.it.

Il commento dell’assessore De Rebotti

“Con questo avviso – dichiara l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Umbria, Francesco De Rebotti – continuiamo a investire in un modello di sviluppo fondato sulla collaborazione tra imprese, ricerca e territorio. I Poli di innovazione rappresentano uno strumento strategico per rafforzare la competitività del sistema produttivo umbro, favorire il trasferimento tecnologico e creare le condizioni per attrarre nuovi investimenti. È un intervento pienamente coerente con la Strategia regionale di specializzazione intelligente (S3), che punta a sostenere la crescita e la capacità innovativa delle nostre imprese”.

Sport in Umbria, tra socialità, benessere fisico e bonus

A Palazzo Donini, in occasione del punto sugli esiti degli Stati Generali dello Sport, annunciate le nuove misure che la Regione Umbria mette in campo per rafforzare il sistema sportivo regionale.

Stati generali dello sport

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i risultati del percorso partecipativo avviato nel settembre 2025, l’istituzione del gruppo tecnico incaricato di accompagnare la riscrittura della legge regionale sullo sport, il nuovo Bonus Sport destinato alle famiglie umbre, gli interventi sull’impiantistica e le prossime tappe del progetto “Umbria destinazione sport”, che si concluderà entro la fine dell’anno con un appuntamento a Terni.
Alla conferenza stampa sono intervenuti, oltre all’assessora regionale allo Sport Simona Meloni, la direttrice regionale Antonella Tiranti, il presidente della fondazione SportCity Fabio Pagliara, Letizia Ciaccafava di Destination Makers, il vicepresidente del Coni Umbria Andrea Arena, gli assessori allo Sport dei Comuni di Perugia e Terni Pierluigi Vossi e Paolo Tagliavento, e la coordinatrice regionale Umbria di Sport e Salute Giulia Brizi.
L’obiettivo degli Stati Generali – ha dichiarato l’assessora Meloni – era ascoltare il mondo dello sport e trasformare quell’ascolto in scelte concrete. Oggi entriamo nella fase operativa: la nuova legge regionale nascerà da un percorso condiviso e avrà al centro un principio chiaro, ‘Sport e benessere per tutti’. “Lo sport è socialità, prevenzione, benessere psicofisico, accessibilità e inclusione e rappresenta anche un investimento per il sistema sanitario regionale. È con questa visione che stiamo costruendo la nuova legge regionale”.

Bonus per lo sport

“L’attenzione – ha proseguito Meloni – è rivolta a tutte le età. Vogliamo garantire ai bambini e ai ragazzi la possibilità di praticare attività sportiva indipendentemente dalla condizione economica della famiglia e, allo stesso tempo, valorizzare lo sport come strumento di invecchiamento attivo attraverso il rilancio delle palestre della salute. Parallelamente prosegue il lavoro sull’impiantistica: è aperto il bando da 4 milioni di euro e stiamo già programmando, con risorse regionali, un nuovo intervento nel 2027 perché gli impianti hanno bisogno di essere riqualificati e resi sempre più accessibili. Abbiamo inoltre approvato il nuovo Bonus Sport, che sarà gestito con procedure semplificate e che vogliamo rendere strutturale. Il nostro obiettivo è anche qualificare l’Umbria come una vera palestra a cielo aperto, capace di ospitare eventi sportivi e di rafforzare il turismo sportivo, valorizzando le eccellenze del territorio”.
L’assessora ha inoltre annunciato l’avvio di un’indagine regionale dedicata ai giovani, alla pratica sportiva e alla disabilità, che analizzerà le cause dell’abbandono dell’attività sportiva, le barriere economiche e territoriali, l’accessibilità degli impianti e le differenze tra aree urbane e interne: “Vogliamo costruire politiche fondate sui dati e sui bisogni reali delle persone. L’indagine ci consentirà di orientare la nuova legge, i futuri investimenti e gli strumenti regionali a sostegno dello sport, affinché nessuno rimanga escluso. Vogliamo che ogni ragazzo, indipendentemente dal luogo in cui vive o dalla disciplina che sceglie, abbia le stesse opportunità di praticare sport”.
Tra le novità annunciate il nuovo Bonus Sport, approvato dalla Giunta regionale nella seduta di mercoledì e destinato ai ragazzi dai 6 ai 18 anni per favorire l’accesso alla pratica sportiva. La misura dispone di una dotazione di circa 2,5 milioni di euro, sarà gestita attraverso procedure semplificate rispetto al passato e consentirà alle famiglie di ricevere il contributo già all’avvio della stagione sportiva, senza dover anticipare integralmente le spese. L’obiettivo della Regione è trasformare il bonus in uno strumento strutturale di sostegno alla pratica sportiva.

La sfida

La direttrice regionale Antonella Tiranti ha ricordato come gli Stati Generali abbiano rappresentato una delle esperienze partecipative più significative realizzate dalla Regione, richiamata anche a livello nazionale come buona pratica. “Quello avviato nel 2025 non era un punto di arrivo ma l’inizio di un percorso che oggi entra nella sua fase operativa. Il gruppo di lavoro istituito dalla Giunta rappresenta un modello innovativo perché mette insieme competenze tecniche e indirizzo politico fin dall’inizio della costruzione della legge, evitando che il confronto arrivi solo nella fase finale. In parallelo, il lavoro si intreccia con altri progetti regionali dedicati all’accessibilità e all’inclusione, affinché questi principi diventino parte integrante della futura normativa sullo sport”.
Il presidente della fondazione SportCity, Fabio Pagliara, ha evidenziato come il valore degli Stati Generali risieda nell’aver interpretato i profondi cambiamenti del mondo dello sport: “La sfida è costruire una legge contemporanea, capace di leggere una società profondamente cambiata e di confrontarsi con le trasformazioni intervenute negli ultimi anni, a partire dal riconoscimento del valore dell’attività sportiva nell’articolo 33 della Costituzione e dalle riforme che hanno interessato il settore. Oggi parlare di sport significa parlare anche di salute, mobilità, crisi demografica, cambiamenti climatici e qualità delle infrastrutture. Rendere davvero accessibile a tutti la pratica sportiva è la sfida di questa legge, che può fare dell’Umbria un modello di riferimento per le altre Regioni”.
Letizia Ciaccafava, rappresentante di Destination Makers, ha ripercorso il lavoro di coprogettazione che ha accompagnato gli Stati Generali dello Sport: “Abbiamo coinvolto 55 esperti provenienti da tutta Italia, organizzati in tavoli tematici dedicati a vari temi, come salute, turismo, accessibilità, digitale. Da questo confronto sono emerse indicazioni concrete che oggi rappresentano la base per la nuova legge regionale. Lo sport diventa una leva di sviluppo territoriale, capace di rafforzare l’attrattività dell’Umbria e di migliorare la qualità della vita dei residenti e dei visitatori, valorizzando il territorio come un grande laboratorio a cielo aperto”.
Nel corso della conferenza è stato inoltre presentato un video dedicato ai valori dello sport paralimpico, ispirato al progetto realizzato in occasione delle Paralimpiadi dall’artista Lorenzo Mattotti e adattato per essere diffuso nelle scuole umbre come strumento di sensibilizzazione sui temi dell’inclusione e dell’accessibilità.
Gli Stati Generali dello Sport sono promossi dalla Regione Umbria in collaborazione con Enit.

Fisco locale, i commercialisti di Perugia: “Enti locali aderiscano alla Rottamazione-quinquies”

I commercialisti della provincia di Perugia invitano gli Enti locali ad aderire alla Rottamazione-quinquies, a pochi giorni dalla scadenza del 31 luglio.

Per il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Odcec) di Perugia, Enrico Guarducci, non si tratta solo di una scelta tecnica, ma di un atto di responsabilità verso i contribuenti colpiti dalla recessione economica e dalle conseguenze del Covid. Questi strumenti offrono soprattutto soprattutto l’opportunità “per intervenire sugli equilibri dei bilanci dei Comuni sfruttando appieno i nuovi margini di autonomia finanziaria concessi dalla Legge di bilancio 2026”.

“Attraverso, infatti, la Rottamazione-quinquies e soprattutto attraverso la definizione degli accertamenti non ancora trasferiti all’Agenzia della riscossione – spiega Guarducci –, possono essere liberate capacità di spesa dell’ente. I residui attivi sono crediti che l’ente ha accertato ma non ha ancora incassato. Molti di questi crediti, soprattutto quelli affidati alla riscossione coattiva da anni, hanno una bassa probabilità di essere riscossi e richiedono un accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità (Fcde) che assorbe risorse che l’ente potrebbe invece destinare diversamente. Se la rottamazione consente ai contribuenti di aderire e pagare anche solo il capitale, con stralcio di sanzioni e interessi con una congrua rateizzazione, aumenta la probabilità di incasso dei crediti, diminuisce il rischio di mancata riscossione e quindi può ridursi il fabbisogno di accantonamento al Fcde grazie al maggiore tasso di riscossione”.

“Non si tratta – prosegue il presidente dei commercialisti perugini – di stralciare quanto dovuto a danno dei contribuenti virtuosi ma solo di azzerare le sanzioni e gli interessi incentivando i contribuenti che hanno avuto difficoltà finanziarie, a tornare a essere virtuosi regolarizzando il proprio debito tributario con pagamenti rateizzati. La morosità incolpevole non va punita ma semmai supportata, quanto ai cattivi pagatori nessuna differenza produrrà l’aderire o no da parte degli enti pubblici a forme di definizione agevolata. Chi non vuole pagare, al di là delle sanzioni, non lo farà comunque”.

“Parallelamente – conclude il presidente – la Legge di bilancio 2026 offre ai Comuni una maggiore autonomia nella riscossione a regime: un’opportunità che va governata subito con regolamenti moderni ed efficienti svincolando quote di avanzi di amministrazione per gli effetti positivi sul Fcde. Abbiamo già assicurato, nel corso dell’incontro con il presidente dell’Anci, la disponibilità dei nostri colleghi, in particolare per quelli che si occupano di revisione degli enti locali, ad affiancare gli enti Locali in questa delicata fase di transizione per garantire la correttezza delle procedure e la sostenibilità dei bilanci pubblici”.

In Umbria il 12% delle imprese è a rischio insolvenza

In Umbria il 12,1% delle imprese è a rischio insolvenza. Cioè, potrebbero non riuscire a far fronte ai pagamenti dei prestiti ricevuti dal sistema bancario. Una percentuale, quella delle imprese in potenziale difficoltà rispetto alla platea di quelle attive, che è perfettamente in linea con la media italiana.

I dati emergono dall’osservatorio Business Scan 2026 sviluppato da Sevendata, data company italiana che analizza lo stato di salute del tessuto imprenditoriale italiano e il rischio di insolvenza a 12 mesi, da febbraio 2025 a febbraio 2026. Attraverso rating proprietario basato sull’intelligenza artificiale a reti neuronali, vengono focalizzate variabili economico-finanziarie, bilanci, eventi negativi pregiudizievoli e scoperti, profili del management e indicatori strutturali delle imprese su base settoriale e territoriale.

Incidenze più elevate si osservano nel Lazio (17,5%), in Calabria (14,0%), Campania (13,8%), Sicilia (13,1%), Abruzzo (13%), Lombardia (12,6%), Molise (12,2%), Umbria e Puglia (12,1%), Basilicata (11,8%), Liguria (11,4%), Sardegna (11,1%), Toscana (11%), Emilia-Romagna (10,5%), Marche (10,1%); mentre livelli sotto la media si rilevano in Friuli-Venezia Giulia (8,7%), in Trentino-Alto Adige (6,6%), Valle d’Aosta (7,5%), Piemonte (8,6%) e Veneto (9%). 

Tasse, imprese e autonomi umbri pagano un’aliquota doppia rispetto alle big tech

Le imprese e i lavoratori autonomi umbri pagano un’aliquota fiscale superiore del 17,0% alle principali big tech. Questa la stima fatta dalla Cgia sulla base dei dati elaboratori dall’Area studi di Mediobanca sulle multinazionali web soft, a cui viene applicata un’aliquota media del 14,8%.

E il confronto viene fatto per regione, sommando da una parte la base imponibile di imprese e lavoratori autonomi e dall’altro il Tax rate (l’aliquota fiscale, cioè la percentuale di reddito, profitto o transazione che viene trattenuta e versata allo Stato sotto forma di imposte) delle prime 25 web soft multinazionali
mondiali.

In Umbria, dove il tax rate per imprese e autonomi è del 31,8% (su una base imponibile che è, rispettivamente, di 3.339 e 1.063 milioni di euro) lo scarto è appunto del 17,0%. In linea con la media italiana, che è del 17,1%.

Il giudizio della Cgia è netto: “Anni di elusione sistematica hanno scavato un fossato enorme tra chi le tasse le paga e chi le aggira grazie a un sistema internazionale che non ha ancora trovato né la volontà né il coraggio di fermare queste operazioni discutibilissime”.

Sviluppumbria, 83 milioni alle imprese e 14 alle famiglie

Oltre 83 milioni destinati alle imprese e quasi 14 milioni a supporto delle famiglie. Questa la destinazione degli oltre 97 milioni di risorse finanziarie gestite da Sviluppumbria nel 2025.

L’amministratore unico Luca Ferrucci, nel relazionare i presenti, tra cui la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, ha evidenziato anche l’aumento dell’utile netto che si attesta sui 50mila euro. Soddisfazione, quindi, per il lavoro svolto e le politiche messe in campo dall’agenzia regionale è stato quindi espresso da tutti i soci (Regione Umbria, Provincie di Perugia e Terni, Camera di commercio dell’Umbria e Comuni di Umbertide, Città della Pieve, Castel Ritaldi, Montegabbione, Terni, Foligno e Narni) intervenuti.

“L’approvazione del bilancio – ha commentato Ferrucci – rappresenta un importante momento di verifica del lavoro svolto e dei risultati raggiunti. In pochi mesi, a partire dal mio insediamento, abbiamo rafforzato l’equilibrio economico e finanziario della società, con un utile finale che rappresenta la sintesi estrema di questo lavoro, passato da 32mila euro nel 2024 a oltre 50mila euro nel 2025. Questo è stato possibile grazie anche a una riduzione significativa, senza impattare sulla qualità del lavoro svolto, dell’esternalizzazione dei servizi, con una riduzione di spesa rispetto al 2024 di circa 750mila euro. Ci siamo altresì impegnati a potenziare il ruolo di Sviluppumbria come strumento operativo della Regione per l’attuazione delle politiche di sviluppo. Nel corso del secondo semestre del 2025, l’agenzia ha dispiegato appieno le proprie potenzialità programmatiche e, supportata dagli atti di indirizzo regionali, ha pianificato a più ampio raggio le attività future. Una linea di attività di assoluto rilievo è consistita nel supporto e nell’elaborazione di progetti strategici di particolare rilevanza per lo sviluppo regionale, con l’obiettivo di contribuire alla valorizzazione degli asset pubblici, al rafforzamento dell’attrattività territoriale e alla costruzione di strumenti operativi a supporto delle politiche regionali”. Ferrucci è poi entrato nel dettaglio, mettendo in evidenza le principali “nuove iniziative realizzate che testimoniano la capacità dell’agenzia di affiancare efficacemente la regione nella definizione e nell’attuazione di interventi ad alto impatto per il territorio ponendo le basi per una crescita solida e sostenibile”: messa a punto del nuovo portale Investumbria, finalizzato all’attrazione di investimenti esogeni e alla nascita di nuove imprese sul territorio regionale, che ha reso trasparente e visibile tutto il patrimonio fondiario della Regione; supporto alle azioni di potenziamento della Zes per promuovere nuovi investimenti produttivi; contributo alla riforma regionale del testo unico del commercio con particolare attenzione all’equilibrio tra sviluppo delle attività economiche, tutela dei centri urbani e valorizzazione delle economie di prossimità; progetti di valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale tra i quali un avviso pubblico per le stazione ex ferrovia centrale umbra (l’avviso è scaduto da pochi giorni e si procederà all’assegnazione al proponente del progetto migliore tra tutti quelli pervenuti); iniziative per il turismo sostenibile con implementazione del nuovo portale Bikeinumbria dedicato al cicloturismo per valorizzare itinerari, percorsi, eventi e servizi connessi alla mobilità dolce e alla scoperta integrata del patrimonio paesaggistico, culturale e ambientale regionale; condivisione del percorso partecipato per la riforma delle concessioni delle centrali idroelettriche e promozione delle comunità energetiche rinnovabili; rilancio delle azioni di sistema in materia di internazionalizzazione, cooperazione internazionale e promozione all’estero.

“Sviluppumbria – ha sottolineato la presidente Proietti, a margine dell’assemblea – si qualifica oggi come una della in house providing più attive d’Italia. Siamo molto orgogliosi del suo operato, soprattutto sotto la direzione di Luca Ferrucci. L’agenzia, infatti, oltre a portare avanti le precedenti operatività già definite in passato, ha elaborato e sviluppato tanti nuovi progetti che sono stati illustrati dal suo amministratore unico. Basti citare l’ausilio fornito per trasformare il patrimonio pubblico da problema a risorsa: questa è una delle attività che ha intrapreso Sviluppumbria, che veramente sta dando frutti notevolissimi e che sarà di esempio anche per altre regioni d’Italia. Ci sono poi le attività di promozione turistica, penso alle iniziative per l’ottavo centenario della morte di san Francesco, ma anche tutte le iniziative a sostegno del mondo produttivo elaborate grazie a un costante dialogo con le imprese”.

“Nella congiuntura drammatica che viviamo – ha poi commentato Proietti –, l’Umbria tiene ma ha bisogno di fare un passo avanti, non solo con la programmazione dei fondi europei e regionali, ma anche grazie all’operatività delle nostre società partecipate. Abbiamo tutte le potenzialità per caratterizzarci come motore propulsore dell’Italia mediana, anche grazie al dialogo con le altre Regioni”.

E’ morto Giovannino Antonini, da presidente della Bps protagonista della finanza regionale

Si è spento nella sua abitazione a Spoleto, a seguito di una malattia, Giovannino Antonino, a lungo presidente della Banca Popolare di Spoleto e poi della Spoleto Credito e Servizi.

“Antonini – è scritto in una nota di cordoglio della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, a nome della Giunta – è stato un protagonista del mondo bancario umbro che ha dato impulso allo sviluppo dei settori dell’economia e del sociale del nostro territorio. La Regione Umbria lo ricorda formulando sentite condoglianze alla moglie e ai figli”.

“Figura che per molti anni ha rappresentato una parte significativa della storia economica, bancaria e sociale del nostro territorio”. ha ricordato il sindaco di Spoleto, Andrea Sisti, esprimendo il cordoglio dell’amministrazione comunale.

“Antonini – si legge nella nota del Comune – ha legato il proprio nome a una stagione importante della vita cittadina, contribuendo allo sviluppo e alla crescita di realtà che hanno avuto un ruolo centrale nell’economia locale. Nel ricordare l’impegno con cui ha operato a servizio delle istituzioni economiche del territorio, esprimo a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità spoletina le più sentite condoglianze ai familiari”.

Gepafin, il Cda che accompagna il confermato presidente Campagna

Carmelo Campagna è stato confermato dalla Regione Umbria alla guida della partecipata regionale Gepafin, per il terzo mandato. Una scelta “convinta” e nel segno della “continuità” da parte della presidente Stefania Proietti. Presenti all’Assemblea, oltre alla presidente Proietti, il presidente Campagna, i dirigenti di Gepafin e i rappresentanti delle società e degli istituti di credito soci, anche Francesco De Rebotti, assessore regionale allo sviluppo economico.

“La decisione di confermare alla presidenza Carmelo Campagna – ha affermato Proietti – deriva dall’aver lavorato insieme un anno e mezzo e aver visto la capacità di Gepafin di evolvere, pur nelle difficoltà congiunturali e pur nelle sfide che abbiamo già posto al nuovo Cda come socio di riferimento”.

“Il nostro – ha commentato Carmelo Campagna – è un lavoro di squadra fatto con il Consiglio di amministrazione, le strutture interne e quelle della Regione con l’obiettivo di supportare i nostri territori e le nostre imprese con gli strumenti della programmazione comunitaria. È una giornata di bilanci, perché abbiamo approvato anche il consuntivo 2025 che si è chiuso positivamente, e anche un momento per mettere dei tasselli e piantare dei semi che dovranno poi germogliare nei prossimi mesi. Siamo intermediario vigilato 106 del Testo unico bancario con 10 banche socie, seguiamo i trend di innovazione tecnologica per far sì che anche i costi, l’efficienza, la possibilità di scaricare quello che serve sul territorio siano adeguati e in linea con quello che in questo momento il mercato richiede”.

Il Cda

Proietti ha anche indicato gli altri nomi dei membri in quota alla Regione Umbria, che comporranno il nuovo Consiglio di amministrazione di Gepafin: le consigliere Giada Fantini, confermata dal precedente Cda, e, come nuova entrata, la giovane Francesca Fossatelli. Nominativi frutto anche delle candidature giunte a seguito dello specifico avviso pubblico voluto dalla Regione per designare i tre componenti di sua spettanza per il prossimo triennio. I consiglieri espressione dei soci (Intesa San Paolo, Banco Desio, Sviluppumbria, Banca Centro Toscana Umbria, Unicredit, Bcc di Spello e del Velino, Banca di Anghiari e Stia, Bnl Bnp Paribas, Cassa di risparmio di Orvieto, Monte dei Paschi di Siena, Sinloc) sono invece Luca Silla (vicepresidente) e Gabriele Cecconi. “Come di competenza della Regione – ha proseguito Proietti –, abbiamo fatto anche altre due nomine, entrambe al femminile: Giada Fantini, anch’essa in continuità dopo aver visto il positivo impatto cha ha avuto all’interno di Gepafin grazie alle sue grandi competenze legali; Francesca Fossatelli una giovane umbra emergente nel panorama internazionale, un talento riconosciuto all’estero e troppo poco nel nostro Paese e che abbiamo richiamato per contribuire a questo nostro strategico strumento di politica economica”.

Nel 2025, Gepafin ha operato in un contesto economico umbro caratterizzato da una qualità del credito elevata, con un tasso di deterioramento per le famiglie rimasto stabile allo 0,8%, e una continua crescita dei depositi bancari. In questo scenario, Gepafin ha confermato il proprio ruolo strategico di intermediario tra le esigenze del territorio e il sistema bancario, gestendo in particolare gli strumenti finanziari del Pr Fesr 2021-2027 per un valore complessivo di 141 milioni di euro. L’attività operativa si è concentrata sull’erogazione di prestiti e garanzie attraverso diversi bandi che hanno visto una dotazione finanziaria iniziale di 40,5 milioni di euro. Tra le principali iniziative figurano: i fondi Prestiti (large, medium, small) destinati a micro, piccole e medie imprese per investimenti produttivi, con tassi agevolati e possibilità di remissione del debito fino al 50%; il fondo Ricerca e il fondo Turismo che mirano rispettivamente a sostenere progetti di innovazione industriale e la riqualificazione della ricettività alberghiera; fondo Fly 2024 dedicato alle start-up ammesse ai contributi dell’avviso Travel. Al termine del periodo di presentazione delle domande, Gepafin ha registrato un fabbisogno finanziario superiore alle risorse disponibili, con richieste per circa 60 milioni di euro a fronte di una dotazione di 35,5 milioni di eruo. Al momento della redazione della relazione sulla gestione del bilancio 2025, erano state erogate 178 operazioni per un totale di oltre 23 milioni di euro.

Gepafin ha inoltre proseguito con determinazione il suo percorso di trasformazione digitale focalizzandosi su tre pilastri. Innanzitutto la digitalizzazione dei processi: il nuovo portale per i bandi, gestito internamente e integrato con i dati della Camera di commercio, ha permesso di automatizzare le istruttorie e ridurre i rischi operativi. Poi la piattaforma Fintech, testata per la compensazione multilaterale di debiti e crediti commerciali, che permette alle imprese di estinguere le reciproche posizioni senza ricorso a liquidità esterna. Nel 2025 sono state simulate compensazioni su un volume di 300 milioni di euro. Il Digital Twin economico-finanziario, progetto per creare una rappresentazione digitale dinamica dell’ecosistema economico regionale per supportare decisioni basate sui dati e analisi predittive. Gepafin punta inoltre all’integrazione di chatbot di intelligenza artificiale (Agenti LLM) per facilitare l’analisi dei dati complessi attraverso il linguaggio naturale.

Un punto di rilievo è l’accordo con Eni Plenitude, volto a favorire la transizione energetica delle imprese umbre tramite il modello dell’Energy Performance Contract (EPC). Questo meccanismo consente alle aziende di installare impianti fotovoltaici senza investimenti iniziali, ripagando l’intervento attraverso i risparmi generati in bolletta. Gepafin interviene rilasciando garanzie per mitigare il rischio finanziario dell’operazione.

Il 22 giugno molte di queste progettualità saranno tra i temi dell’incontro tra la Commissione nazionale della Conferenza delle Regioni presieduta dal vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori e la Commissione nazionale di Anfir (Associazione nazionale finanziarie regionali) sulla digitalizzazione presieduta dalla dottoressa Cecilia Moretti, “due guide umbre – ha concluso il presidente Campagna – che, a livello nazionale, che innestano un ragionamento sull’innovazione digitale e sull’intelligenza artificiale che potrà dare un importante un ritorno alle nostre attività”.

Così il risparmio degli umbri | L’opzione smartworking

Le famiglie umbre accantonano (il dato è del 2024) 1,208 miliardi, appena l’1,07% del totale nazionale. La propensione sale al 6,30%, ma resta sotto l’8,28% dell’Italia e il 7,28% del Centro. Perugia ha più risparmio pro capite, Terni trattiene una quota maggiore del reddito.

Il confronto con Toscana, Marche e Lazio mostra una regione che migliora ma resta indietro. Nei territori con più smart working si accantonano 2.697 euro a lavoratore contro 1.615. La differenza, 1.082 euro, dice quanto contino lavoro qualificato, digitale e organizzazione. Il nodo umbro non è la scarsa prudenza: è il reddito che resta troppo stretto dopo le spese.

E’ quanto emerge dall’analisi di Unioncamere e del Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, fulcro dell’informazione economica camerale, sviluppata per l’Umbria nella collaborazione con la Camera di Commercio dell’Umbria.

Il numero decisivo è la propensione al risparmio: la quota del reddito disponibile lordo che non viene assorbita dai consumi finali. In Italia è salita dal 7,55% del 2019 all’8,28% del 2024. Il Nord arriva al 9,73%, il Centro al 7,28%, il Sud e Isole al 6,08%. L’Umbria si ferma al 6,30%: meglio del 5,62% del 2019, ma ancora ben sotto la media nazionale e sotto tutte le altre regioni centrali.
Anche l’ammontare complessivo mostra il peso dei divari. Il risparmio lordo italiano vale 113,055 miliardi di euro. Il Nord ne concentra 71,189 miliardi, pari al 62,97% del totale, con 2.589,15 euro pro capite. Il Centro arriva a 20,504 miliardi, il 18,14%, con 1.751,74 euro a testa. Il Sud e Isole pesa per 21,362 miliardi, il 18,90%, ma scende a 1.081,24 euro per abitante. L’Umbria, con l’1,07% del totale nazionale, è dentro l’Italia che tiene, ma non dentro quella che accumula di più.

La regione guadagna due posti nella graduatoria nazionale, ma resta sedicesima. Supera Puglia al 6,24%, Calabria al 5,91%, Sardegna al 5,29% e Sicilia al 5,05%; resta però dietro all’Abruzzo al 6,54%, alle Marche al 7,47%, alla Toscana al 7,63% e al Lazio al 7,14%. Rispetto al vertice, la distanza è netta: Piemonte al 10,70%, Lombardia al 10,46%, Emilia-Romagna al 10,14%. L’Umbria non è in coda, ma non aggancia il passo dell’Italia più solida.

Anche il risparmio pro capite racconta una regione sospesa. La Lombardia guida con 2.943,72 euro per abitante e concentra il 26,1% del risparmio nazionale. Seguono Piemonte con 2.719,60 euro, Emilia-Romagna con 2.705,01 e Liguria con 2.546,67. L’Umbria, con 1.418,11 euro, è quattordicesima: davanti ad Abruzzo, Campania, Puglia, Sardegna, Calabria e Sicilia, ma ultima nell’Italia centrale.

Dentro la regione, Perugia e Terni raccontano due sfumature diverse. La provincia di Perugia genera 915,12 milioni di risparmio lordo e arriva a 1.437,28 euro pro capite. La provincia di Terni si ferma a 293,49 milioni e a 1.361,50 euro per abitante. In valore medio, Perugia è avanti del 5,3%. Ma nella propensione il rapporto si rovescia: Terni sale al 6,59%, Perugia resta al 6,21%. I perugini mettono da parte più euro a testa, i ternani trattengono una quota leggermente maggiore del reddito disponibile.
Le classifiche provinciali confermano il miglioramento, ma anche la distanza. Terni è al 75° posto nazionale per propensione al risparmio, due posizioni meglio del 2019; Perugia è 81ª, sei posizioni meglio del pre-Covid. Nel risparmio pro capite, Perugia è 68ª e Terni 71ª. Sono segnali di recupero, non di svolta: la regione risale, ma resta nella metà bassa della graduatoria.

La distanza dalle province leader è pesante. Milano accantona 3.920,01 euro per abitante, quasi il triplo dell’Umbria. Seguono Biella con 3.560,85 euro, Modena con 3.260,57, Bologna con 3.028,27 e Genova con 2.998,63. Nella propensione, la prima è Biella con il 14,37%, seguita da Asti al 12,79% e Vercelli al 12,53%. Le prime ventuno province sono del Nord; per trovare la prima del Centro bisogna arrivare ad Ancona, trentaseiesima con l’8,52%.

Il lavoro da remoto è uno dei passaggi più rivelatori. Nei territori dove lo smart working è più diffuso della media, i lavoratori hanno accantonato 2.697 euro a testa nel 2024; dove pesa meno, 1.615 euro. La differenza è di 1.082 euro per lavoratore. Anche la propensione cambia: 9,45% contro 7,67%. Non è soltanto il risparmio sul tragitto casa-ufficio. È il segnale di economie più qualificate, più digitali, più terziarie, con redditi e organizzazioni del lavoro capaci di lasciare più spazio nei bilanci familiari.

Avverte Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “La conoscenza deve diventare azione: più produttività, più competenze, più digitale, più credito orientato agli investimenti, servizi più efficienti e lavoro di qualità. È su questi terreni che tutte le istituzioni e le forze sociali ed economiche debbono convergere con azioni coordinate, accompagnando le imprese nella transizione digitale, rafforzando la formazione, sostenendo l’incontro tra domanda e offerta di competenze e favorendo una crescita più solida. Il risparmio diventa sviluppo solo se nasce da redditi più forti e da fiducia. Non basta difendersi dagli imprevisti: dobbiamo aiutare l’Umbria – conclude – a trasformare quel margine in futuro, capitale umano e nuova capacità di crescere”.