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Area interna Media Valle, piano di investimenti da 12 milioni

Mercoledì 4 marzo, alle 12, nella sala Fiume di Palazzo Donini, a Perugia, si terrà la conferenza stampa di presentazione della strategia dell’Area interna della Media Valle del Tevere e dell’Umbria meridionale e al relativo piano di investimenti per circa 12 milioni di euro finalizzato a promuovere coesione, sostenibilità, crescita equilibrata e innovazione sociale. La conferenza vedrà la presenza dell’assessore regionale Simona Meloni, del sindaco di Todi (Comune capofila), Antonino Ruggiano e dei sindaci dell’Area interna costituita dai Comuni di Acquasparta, Avigliano Umbro, Collazzone, Fratta Todina, Monte Castello di Vibio, Montecastrilli e San Gemini.

Oltre alla strategia d’area, ovvero un vero e proprio progetto di futuro per il territorio in oggetto, verrà presentato il piano degli investimenti individuati a valere sulla programmazione 2021-2027 della Snai, la Strategia nazionale aree interne.

Firmato il protocollo contro il sovraindebitamento

Firmato il protocollo per la rete territoriale di prevenzione e supporto per chi ha problemi di sovraindebitamento. Si tratta dell’atto conclusivo del progetto Spes, Support for preventing exclusion from social life caused by over-indebtedness, promosso dall’Ordine degli avvocati di Perugia e finanziato dall’Unione Europea tramite Indire, in collaborazione con l’European consumer debt network.

L’intesa mette in relazione istituzioni e realtà del territorio, tra cui Regione Umbria, Comune di Perugia, Procura generale di Perugia, Caritas diocesana di Perugia, Unione nazionale consumatori, Università degli Studi di Perugia, Fondazione Umbria contro l’usura, Croce Rossa Italiana – Comitato di Perugia, Fondazione Perugia, Banca d’Italia e Banca Etica, con l’obiettivo di rafforzare prevenzione, educazione finanziaria e supporto alle persone in difficoltà economica, costruendo un sistema coordinato e più efficace. La firma segna l’avvio operativo della rete territoriale contro il sovraindebitamento, si apre perciò una fase di continuità e di strutturazione di una collaborazione già sperimentata.

A sottoscrivere il protocollo per la Regione è stato l’assessore al Welfare, Fabio Barcaioli, che ha sottolineato: “Ringrazio l’Ordine degli avvocati di Perugia per aver promosso questo percorso e tutti i partner che hanno scelto di lavorare insieme. Il sovraindebitamento si accompagna spesso a solitudine e isolamento, e può trasformarsi in esclusione sociale. Per questo serve una responsabilità condivisa e uno sguardo attento alle persone. Con il protocollo mettiamo in rete competenze diverse per offrire percorsi di accompagnamento fondati su fiducia e orientamento”.

L’assessore ha inoltre ribadito: “Auspico che questa rete diventi un punto di riferimento stabile, capace di intercettare i segnali di difficoltà e di offrire risposte coordinate. La Regione continuerà a fare la propria parte. Oggi firmiamo un protocollo ma soprattutto confermiamo un impegno comune: nessuno deve sentirsi solo”.

Assegno di Inclusione, Inps chiarisce le novità

Inps spiega le novità introdotte dalla Legge di Bilancio per i percettori del Reddito di Inclusione.

La principale modifica riguarda l’eliminazione del mese di sospensione che finora interveniva dopo i primi 18 mesi di erogazione e dopo ciascun rinnovo. I nuclei familiari potranno presentare domanda di rinnovo già dal mese successivo all’ultimo pagamento, evitando interruzioni nel sostegno economico. Il beneficio continua ad avere una durata massima di 18 mesi, rinnovabile per 12 mesi. La prima mensilità del rinnovo sarà pari al 50 per cento dell’importo spettante.

Tra le novità, prevista anche l’estensione del contributo straordinario aggiuntivo – fino a un massimo di 500 euro – anche per i nuclei che hanno maturato il diciottesimo mese nel novembre 2025, previa verifica dei requisiti.

La Legge di Bilancio rafforza infine le risorse destinate alla misura, con uno stanziamento aggiuntivo di 160 milioni di euro per il 2026 e incrementi progressivi negli anni successivi.

Le nuove disposizioni puntano a garantire maggiore continuità del sostegno economico alle famiglie in condizione di vulnerabilità, semplificando i rinnovi e consolidando la stabilità finanziaria della misura.

Assegno di inclusione per oltre 10mila umbri, i dati

In Umbria a dicembre 2025 erano 5.451 i nuclei che hanno beneficiato dell’assegno di inclusione, misura che ha coinvolto 10.187 persone, a cui è andato un importo medio mensile di 662 euro.

In provincia di Perugia i nuclei beneficiati sono stati 3.590 (6.764 persone) con un importo medio di 657 euro.

In provincia di Terni 1.861 nuclei beneficiari (3.423 persone) per un importo medio leggermente più alto, di 672 euro.

L’assegno di Inclusione spetta ai nuclei familiari in condizioni di fragilità economica e sociale, che includano almeno un componente con disabilità, minorenne, over 60, o in condizione di svantaggio (inserito in percorsi socio-sanitari) e che rispettino specifici requisiti di ISEE (sotto i 10.140 euro), patrimonio immobiliare (esclusa prima casa) e mobiliare, oltre a quelli di cittadinanza e residenza in Italia.

Fondi a sostegno di autoimpiego e nuove imprese

E’ prevista entro la prima metà di marzo 2026 sul sito di Sviluppumbria SpA la pubblicazione dell’avviso “Myself Plus 2026”, approvato dalla Regione Umbria. Un intervento dedicato al sostegno dell’autoimpiego, del lavoro autonomo e della creazione di nuove imprese, con una dotazione complessiva pari a 1,5 milioni di euro.

L’iniziativa è finalizzata a favorire la nascita e il consolidamento di micro e piccole imprese sul territorio regionale, rafforzando le politiche per lo sviluppo economico e l’occupazione.

Confartigianato Imprese Terni, al fine di consentire alle imprese umbre e della provincia di cogliere questa opportunità, ne ha sintetizzato i contenuti, mettendo a disposizione i propri referenti, che possono essere contattati per verificare la possibilità di accesso.

È prevista una riserva delle risorse pari al 25% per i giovani under 35 e al 40% per le donne.

Due le agevolazioni: finanziamento a tasso zero, sotto forma di anticipazione, pari al 75% della spesa complessiva del progetto, per importi compresi tra 10.000 e 66.666,67 euro (IVA esclusa); contributo a fondo perduto fino al 20% della spesa ammissibile, erogato a rendicontazione.

Ogni progetto dovrà prevedere almeno 60% della spesa destinata a investimenti e fino al 40% per spese correnti, tra cui: affitti e utenze; spese di avvio d’impresa; formazione professionale; materie prime e costi di gestione iniziale.

Qui per ile info sul bando ISI 2026

Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, Inail ha pubblicato il Bando ISI

INAIL ha pubblicato l’edizione 2026 del Bando ISI, che finanzia progetti finalizzati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e all’adozione di soluzioni tecnologiche innovative.

Confartigianato Imprese Terni, al fine di consentire alle imprese umbre e della provincia di cogliere questa opportunità, ne ha sintetizzato i contenuti, mettendo a disposizione i propri referenti, che possono essere contattati per verificare la possibilità di accesso.

Possono partecipare al bando tutte le imprese, anche individuali, con almeno 1 ULA (Unità Lavorativa Annua) nel 2025, con sede nel territorio regionale iscritte alla CCIAA.

È richiesto il raggiungimento di una soglia minima di 130 punti, calcolata in base a: dimensione aziendale;
tipologia di lavorazione e relativo livello di rischio; tipologia di intervento e asse di finanziamento prescelto.

Il bando è articolato in cinque assi:

Asse 1
1.1 Progetti per la riduzione dei rischi tecnopatici (malattie professionali);
1.2 Progetti di responsabilità sociale e adozione di modelli organizzativi;
Asse 2 – Progetti per la riduzione dei rischi infortunistici;
Asse 3 – Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto;
Asse 4 – Progetti riservati alle micro e piccole imprese di settori specifici;
Asse 5 – Progetti per micro e piccole imprese della produzione agricola primaria.

Contributi concedibili

I contributi sono concessi a fondo perduto nella seguente misura:

65% delle spese ammissibili, fino a 130.000 euro (Assi 1–4);
80% a fondo perduto:
per i giovani agricoltori (Asse 5);
per i progetti di modelli organizzativi (Asse 1.2).
Novità 2025–2026

È prevista la possibilità di ottenere fino a 20.000 euro aggiuntivi (nel limite massimo complessivo di 130.000 euro) per: soluzioni innovative, come DPI intelligenti (es. abbigliamento con sensori biometrici);
interventi di protezione dal calore estremo.

Aree interne Media Valle del Tevere, approvata la Strategia da 11,8 milioni

La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore alle Aree interne, Simona Meloni, ha approvato la Strategia dell’Area Interna Media Valle del Tevere 2021–2027, denominata “Reti di comunità: il paesaggio come legame tra benessere e cura”, validando il documento strategico e il pacchetto degli interventi che saranno finanziati con risorse nazionali e risorse europee messe a disposizione dalla Regione.

La Strategia riguarda gli otto Comuni dell’Area – Todi (capofila), Collazzone, Fratta Todina, Monte Castello di Vibio, Acquasparta, Avigliano Umbro, Montecastrilli e San Gemini – e si colloca nel quadro della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) per il ciclo 2021–2027, in coerenza con i Programmi regionali FESR e FSE+ e con le risorse nazionali previste dal CIPESS.

La dotazione complessiva della Strategia ammonta a 11.779.500 euro, a cui si aggiungono risorse di cofinanziamento comunale, ed è destinata a un insieme articolato di interventi integrati che mirano a rafforzare i servizi di cittadinanza, la coesione sociale e l’attrattività territoriale dell’Area.

In particolare, attraverso le risorse del PR FESR 2021–2027, la Strategia prevede investimenti per la riqualificazione e la messa in sicurezza degli spazi pubblici, il potenziamento delle infrastrutture sociali, la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, e attività di promozione per lo sviluppo di un’offerta di turismo sostenibile ed esperienziale, capace di integrare paesaggio, cultura e comunità locali.

Con il PR FSE+ 2021–2027 sono invece finanziate azioni rivolte alle persone, con interventi per l’integrazione dei servizi sociali e sanitari, i percorsi di inclusione socio-lavorativa, il sostegno all’occupazione, in particolare giovanile, e il rafforzamento dell’offerta educativa e formativa, anche attraverso percorsi di istruzione tecnica superiore (ITS e IFTS) e apprendimenti territoriali innovativi. Alle risorse europee si affiancano 4 milioni di euro di fondi nazionali destinati in modo specifico ai servizi essenziali di cittadinanza, con interventi nei settori dell’istruzione, della sanità territoriale e della mobilità, elementi chiave per migliorare l’accessibilità dell’Area e contrastare i fenomeni di isolamento e spopolamento.

La Strategia adotta un approccio integrato che individua nel paesaggio – inteso come bene comune e infrastruttura sociale – il filo conduttore per rafforzare il legame tra benessere delle persone, cura dei luoghi e sviluppo locale, promuovendo nuove reti di comunità e modelli di cooperazione tra enti locali, servizi e cittadini.

“Con l’approvazione della Strategia della Media Valle del Tevere – dichiara l’assessore Simona Meloni – diamo concretezza a una visione di sviluppo che mette al centro le persone e i territori. Parliamo di interventi che rafforzano i servizi di base, migliorano la qualità della vita e costruiscono nuove opportunità di lavoro, formazione e inclusione. Questa Strategia investe su sanità territoriale, istruzione, mobilità, spazi pubblici e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, perché le aree interne non devono essere luoghi marginali, ma comunità vive, accessibili e capaci di attrarre giovani, famiglie e nuove energie”.

“Il lavoro di coprogettazione con i Comuni – conclude l’assessore – ha permesso di costruire un progetto coerente con i bisogni reali dei territori. Le Aree interne sono una risorsa strategica per l’Umbria e con questa Strategia rafforziamo un modello di sviluppo equilibrato, inclusivo e sostenibile”. Il documento approvato in Giunta passa ora alla Cabina di Regia nazionale per le Aree interne chiamata ad esprimersi sulla Strategia della Media Valle del Tevere e sugli interventi proposti, ultimo passaggio prima dell’avvio della fase attuativa.

Imprese umbre, 900 milioni di investimenti nel 2026 (al netto della ZES)

Le imprese umbre contano di effettuare quest’anno 900 milioni di investimenti, di cui 300 milioni
attivabili con gli incentivi fiscali di tipo nuovo su impianti, macchinari e software. E’ la stima contenuta nel Report della Camera di Commercio dell’Umbria, basato su un’approfondita indagine di Infocamere, sull’impatto previsto circa gli iper-ammortamenti e le maxi-deduzioni introdotte dalla Manovra 2026 (che cambiano il sistema finora adottato del credito d’imposta). Un dato complessivo al netto degli ulteriori investimenti che potranno essere attivati grazie alle agevolazioni della ZES.

Mencaroni: il 2026 può diventare un anno importante

Spiega Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “I dati di questo report ci dicono che il 2026 può diventare un anno importante per gli investimenti delle imprese umbre se consideriamo che ai 900 milioni stimati, di cui 300 grazie agli incentivi fiscali, vanno aggiunte le opportunità rappresentate dalla Zes. La Manovra introduce incentivi più selettivi ma anche più orientati all’economia reale, che premiano chi investe davvero in impianti, macchinari e innovazione. In Umbria partiamo da una condizione favorevole: un capitale produttivo maturo e una diffusa presenza di piccole imprese che possono utilizzare efficacemente le nuove agevolazioni. La sfida ora è trasformare questa leva fiscale in scelte concrete di investimento. Come Camera di Commercio lavoreremo perché le imprese colgano appieno questa opportunità, accompagnandole in un passaggio che può rafforzare competitività, produttività e capacità di stare sui mercati”.

Cambiano gli incentivi agli investimenti

La Manovra finanziaria 2026 segna un cambio di impostazione degli incentivi alle imprese. Dopo anni in cui il sostegno agli investimenti si è concentrato soprattutto sui crediti d’imposta, il legislatore punta ora con decisione su iper-ammortamenti e maxi-deduzioni.
Il meccanismo è semplice: chi investe in beni strumentali nuovi – impianti, macchinari e software – può dedurre fiscalmente un valore superiore a quanto effettivamente speso, riducendo l’imponibile e quindi le imposte da pagare. Non si tratta di un contributo diretto, ma di una leva che rende più conveniente anticipare o aumentare gli investimenti.

Le novità rispetto ai crediti d’imposta del passato

Rispetto ai crediti d’imposta degli anni passati, il nuovo sistema richiede una maggiore capacità fiscale, perché il beneficio passa dalla deduzione dell’imponibile e non da un credito da compensare. La misura è quindi meno automatica, ma non è riservata alle sole grandi imprese. In Umbria, dove il tessuto produttivo è composto in larga parte da micro e piccole imprese con utili e imposte da ridurre, gli investimenti di dimensione contenuta rientrano più facilmente nelle fasce di incentivo più favorevoli, rendendo le maxi-deduzioni pienamente utilizzabili. Il discrimine non è la dimensione dell’impresa, ma la presenza di utile e di imposte da ridurre.

Il quadro nazionale: bilanci con spazio per investire

Il contesto in cui si inseriscono i nuovi incentivi è favorevole. Un’indagine di InfoCamere ha analizzato oltre 107mila i bilanci presentati nel 2025 depositati nel Registro delle imprese delle Camere di commercio.
Nei settori a maggiore intensità di capitale – quelli che investono di più in impianti, macchinari e software – i beni risultano ammortizzati mediamente al 62%, mentre le imposte correnti raggiungono in media 91.350 euro.
Questi numeri indicano due elementi chiave: da un lato un capitale produttivo già in parte “maturo”, dall’altro una capienza fiscale sufficiente per assorbire le maxi-deduzioni, soprattutto nella manifattura e tra le imprese di minori dimensioni.

Perché l’Umbria può reagire meglio della media

Se questo è il quadro nazionale, l’Umbria presenta caratteristiche che possono amplificare l’effetto degli incentivi. I dati InfoCamere mostrano che, nei settori a maggiore intensità di impianti, macchinari e software, l’ammortamento medio in Umbria sale al 64%, contro il 62% della media italiana.
In termini semplici, il capitale produttivo umbro è ancora più vicino alla fase di rinnovo. A questo si aggiunge la struttura del tessuto economico regionale, caratterizzato da una forte presenza di micro e piccole imprese, che effettuano investimenti di dimensione contenuta e quindi rientrano più facilmente nelle fasce di incentivo più favorevoli.

Quanta “benzina fiscale” hanno le imprese umbre

Un altro elemento decisivo è la capienza fiscale. In Umbria le imprese pagano complessivamente oltre 460 milioni di euro di imposte correnti. Questo dato è fondamentale perché gli iper-ammortamenti funzionano solo se l’impresa ha imposte da ridurre.
In altre parole, il limite non è la mancanza di imposte da compensare: anche ipotizzando incentivi molto generosi, la base fiscale regionale è sufficiente ad assorbire volumi elevati di investimenti agevolati.

Dal capitale esistente alla stima degli investimenti 2026

Per stimare l’impatto reale degli incentivi bisogna però guardare anche alla dimensione del capitale produttivo. In Umbria il valore complessivo di impianti, macchinari e software supera i 6 miliardi di euro.
Una parte di questo capitale viene normalmente rinnovata ogni anno, indipendentemente dagli incentivi. Ma con beni ammortizzati mediamente al 64%, i nuovi strumenti fiscali possono anticipare investimenti che altrimenti sarebbero stati rinviati e aumentare il volume complessivo di spesa nel breve periodo.

Il risultato: fino a 900 milioni di investimenti nel 2026

Tenendo insieme tutti questi elementi – capienza fiscale, dimensione del parco beni strumentali, grado di ammortamento e struttura del tessuto produttivo – emerge una stima prudente ma significativa.
Nel 2026, in Umbria, gli investimenti in impianti, macchinari e software possono avvicinarsi ai 900 milioni di euro.
Di questi, circa 600 milioni rappresentano il normale ciclo di rinnovo del capitale produttivo, mentre circa 300 milioni possono essere considerati attivabili o anticipabili grazie ai nuovi incentivi introdotti dalla Manovra. A questi numeri andranno aggiunti gli investimenti che le aziende attiveranno grazie alla ZES (Zona Economica Speciale), che è un capitolo a sé stante.

La vera sfida: trasformare gli incentivi in investimenti reali

I numeri indicano che le condizioni per investire ci sono: bilanci con capienza, capitale produttivo maturo e strumenti fiscali più incisivi. La vera sfida del 2026 sarà trasformare la leva fiscale in investimenti concreti, in nuovi macchinari, impianti più efficienti e software più avanzati.
In questo passaggio, la conoscenza delle misure e la capacità di utilizzarle correttamente faranno la differenza tra un incentivo solo sulla carta e un reale impulso alla competitività delle imprese umbre.

Gepafin, il bilancio di Campagna: in soli 2 mesi 23 milioni a 178 imprese

La finanziaria regionale Gepafin, nell’ambito delle misure e dei bandi previsti dalla programmazione della Regione Umbria, negli ultimi due mesi del 2025 ha erogato 23 milioni di euro a 178 imprese.

È stato il presidente della società, Carmelo Campagna, nel tracciare un bilancio dell’anno appena concluso, a rendere noti i dati relativi alle ultime attività svolte dalla partecipata regionale umbra.

“Il nostro compito – ha ricordato Campagna – è quello di mettere a terra, tramite la predisposizione e gestione di bandi, la programmazione elaborata dalla Regione Umbria. E così, grazie all’efficiente e puntuale lavoro svolto e all’impegno messo in campo dai nostri collaboratori e dipendenti, a fine ottobre la Regione ci ha messo a disposizione un’ulteriore importante somma. Questo ci ha permesso di erogare, tra novembre e dicembre, oltre 23 milioni di euro a 178 imprese che, così come previsto dai vari bandi, avevano presentato progetti di valorizzazione e investimento e iniziative per il proprio sviluppo e ammodernamento, ad esempio in ambito digitale e ambientale. Molte delle imprese che hanno presentato domanda operano nel campo dell’agricoltura e del turismo”.

“I finanziamenti erogati – ha aggiunto il presidente di Gepafin –, insieme alle disponibilità di cassa interne alle imprese, hanno consentito loro di realizzare gli investimenti previsti. Essere riusciti a farlo entro la fine dell’anno, inoltre, ha consentito a queste imprese di avere un indicatore di bilancio positivo che poi verrà utilizzato nelle chiusure di quest’anno”.

I servizi di Sviluppumbria sull’app gratuita Umbria Facile

Sviluppumbria utilizza l’app gratuita Umbria Facile, Sviluppumbria per rendere più facilmente accessibili ai cittadini e alle imprese i bandi, le graduatorie e i servizi di assistenza. Scaricando l’app, ogni utente potrà ricevere notifiche puntuali e aggiornamenti costanti su tutte le agevolazioni e gli avvisi in uscita nel corso del 2026.

Questo consentirà ai beneficiari di conoscere i requisiti con largo anticipo e programmare con cura la presentazione delle domande, massimizzando l’efficacia degli interventi regionali. Si tratta di un’evoluzione strategica volta a costruire una pubblica amministrazione moderna e proattiva, capace di intercettare i bisogni reali della comunità umbra.

L’assessore regionale Tommaso Bori, con delega al digitale e all’innovazione, evidenzia la portata del progetto: “Questa collaborazione rappresenta un punto di partenza fondamentale per rafforzare l’accessibilità ai servizi pubblici. Grazie alla sinergia operativa tra Sviluppumbria e Punto Zero, mettiamo a sistema competenze e visione tecnologica per semplificare concretamente il rapporto tra istituzioni e cittadini, rendendo l’informazione un bene comune facilmente fruibile”.