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Autore: Sara Grossi

“Quaderno di campagna”, l’obbligo digitale slitta al 2027

Slitta di un anno l’obbligo per gli agricoltori di tenere il “Quaderno di campagna” in forma esclusivamente digitale. E’ stato infatti prorogato al 1° gennaio 2027 del termine entro il quale gli utilizzatori professionali di prodotti fitosanitari sono tenuti a registrare i trattamenti colturali con metodi digitali. Uno slittamento che recepisce le richieste di Confagricoltura, che ha fatto pressing a livello nazionale ed europeo, mettendo in luce le difficoltà degli agricoltori ad adempiere ai nuovi obblighi burocratici del “Quaderno di campagna”.

La modifica del Regolamento 2023/564 proposta dalla Commissione UE, che deve essere ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale dell’Unione europea prima di essere recepita dagli Stati membri, avrà conseguenze sul pieno utilizzo del registro informatizzato dei trattamenti agricoli (QdCa).

Confagricoltura, in una lunga e articolata azione sindacale, si era fatta portavoce delle difficoltà oggettive relative ai nuovi adempimenti informatici, che, oltre ad essere un ulteriore onere burocratico, si scontrano con le difficoltà di copertura internet di molte zone rurali.

In questi anni – evidenzia la Confederazione – è aumentata la complessità della burocrazia a carico delle imprese agricole e delle amministrazioni nazionali. Questo rinvio di un anno permette alle aziende di tirare il fiato in attesa che la Commissione europea presenti un ulteriore pacchetto di semplificazione delle norme in materia di agricoltura e alimentazione.

Stazione AV, l’Umbria attende il nuovo presidente della Toscana

Realizzare a Creti o a Rigutino la stazione Medio Etruria dell’Alta Velocità? La Giunta regionale dell’Umbria attende l’esito delle elezioni in Toscana, per discuterne con il nuovo governo regionale. E’ quanto ha detto l’assessore Francesco De Rebotti rispondendo all’interrogazione con la quale i consiglieri di minoranza Nilo Arcudi (Tp/Uc – primo firmatario), Enrico Melasecche (Lega), Andrea Romizi (FI), chiedevano una posizione chiara della Giunta umbra, che aveva approvato e poi ritirato il protocollo siglato con l’amministrazione Giani con il quale si rimetteva in discussione il progetto di Creti, che ha avuto il via libera di Rfi ed un finanziamento di 10 milioni per la progettazione, preferendo la soluzione Rigutino.

“Il tema del trasporto ferroviario in generale coinvolge le regioni del centro Italia in particolare, che sono intimamente legate dal sistema del trasporto ferroviario” ha detto De Rebotti. Spiegando che, appunto, l’Umbria deve conoscere le intenzioni del nuovo interlocutore, cioè l’amministrazione che uscirà dalle elezioni regionali in Toscana”.

“Oggi registriamo, in una fase in cui il governo regionale della Toscana si sta rinnovando – ha evidenziato De Rebotti – una incertezza rispetto all’obiettivo di quella regione, che dovrà mettere a terra, perché è su quel territorio che si fa l’intervento. Intervento che passa anche attraverso il supporto tecnico ed iter autorizzativo che riguarda la Regione. Quindi: c’è un atto, c’è un finanziamento per la progettazione che sta andando avanti, noi attenderemo con pazienza l’esito anche delle elezioni regionali della Toscana e qualsiasi sarà il soggetto che vincerà le elezioni e che sarà chiamato ad assumere la responsabilità di guidare la Regione sarà il nostro punto di riferimento”.

Concludendo: “Noi siamo chiamati a condividere progetti e visione dei nostri trasporti interregionali. Quindi, come ho fatto fin dall’inizio del mio assessorato, a prescindere dalle mie note opinioni personali, il tema sarà quello di un confronto con la Regione Toscana che ha una potestà importante dal punto di vista territoriale ed autorizzativo. Il nostro sarà un ragionamento proficuo negli interessi dell’Umbria.
Il mio primo atto, quando si insedierà il nuovo Governo regionale toscano è attivare un confronto su questo tema e su altri”.

Una risposta che, per l’opposizione, è la conferma di come l’amministrazione regionale umbra e la maggioranza che la sostiene navighino a vista sul tema delle grandi opere. “Sull’alta velocità, sul Nodo di Perugia e sulle altre opere fondamentali per il futuro della nostra regione – accusano Arcudi, Melasecche e Romizi – la Giunta continua a muoversi in totale confusione, senza visione e senza coraggio. Nella sostanza, non vogliono realizzare le opere: in Consiglio regionale votano contro, condizionati dalle pressioni del Movimento 5 Stelle, di Sinistra e Verdi e dei vari comitati locali. Un atteggiamento contraddittorio che produce solo melina e fa perdere tempo prezioso all’Umbria”.

L’Umbria tra le regioni dove il lavoro dà più soddisfazione

L’Umbria tra le regioni dove il lavoro dà maggiori soddisfazioni. Lo rileva una elaborazione della Cgia, che pone il Cuore verde d’Italia al quarto posto nell’indice di soddisfazione espresso dai lavoratori.

La propria occupazione piace (dal punto di vista economico, del riconoscimento, per l’opportunità di carriera, numero di ore lavorate, stabilità del posto, ma anche distanza da casa e soprattutto per l’interesse per ciò di cui ci si occupa, a 234mila umbri, pari al 58,2% del totale. Più “felici” sono solo i lavoratori di Valle d’Aosta e del Trentino Alto Adige, dove la percentuale supera il 60%.

Una soddisfazione percepita che in Umbria continua a migliorare. Rispetto al periodo pre Covid (il 2019), sono il 19,5% in più gli umbri soddisfatti del proprio lavoro.

In Italia

Dallo studio emerge che in Italia sono 12,2 milioni gli addetti che hanno dichiarato di “amare” il proprio lavoro, pari al 51,7% del totale degli occupati presenti nel Paese. A livello regionale la Valle d’Aosta si è posizionata al primo posto nella classifica nazionale con il 61,7% degli occupati (in valore assoluto pari a 70mila persone); sono persone che hanno dichiarato una significativa soddisfazione professionale. Seguono la Provincia Autonoma di Trento con il 61,1% (161mila) e quella di Bolzano con il 60,5 (170mila). Subito sotto il poco si collocano appunto l’Umbria l’Umbria con il 58,2 (234mila), il Piemonte con il 57,1 (poco più di un milione) e le Marche con il 55,4 (370mila).

La qualità del lavoro

Diverso è invece il livello della qualità del lavoro, calcolato dall’Ufficio studi della Cgia sulla base di una serie di indicatori oggettivi. L’Umbria scivola verso il Sud, nella parte medio-bassa della classifica, facendo meglio solo dell’Abruzzo tra le regioni al di fuori del Meridione.

Incidono negativamente il livello di gravi incidenti sul lavoro (per i quali l’Umbria è maglia nera) e l’alto numero di occupati sovraistruiti. Per contro, il posto di lavoro in Umbria è percepito come sufficientemente stabile e, appunto, in grado di dare soddisfazione.

Il messaggio di San Francesco, tra cultura e speranza di pace VIDEO

Nel giorno di San Francesco, che dal prossimo anno tornerà ad essere festa nazionale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ne ha ricordato la fonte di ispirazione culturale (“ha incarnato la summa del genio italico”), ma l’esempio di dialogo e pace, auspicando che possa essere d’esempio per interrompere la “terza guerra mondiale a pezzi” che si sta combattendo e che, con l’accettazione del piano di pace da parte di Hamas, si possa arrivare alla pace in Medioriente.

La presidente Meloni ha ricordato il percorso che ha portato il Parlamento, appunto, a reintrodurre la festa di nazionale il 4 ottobre e l’importanza delle iniziative programmate per il 2026, ottavo centenario della morte di San Francesco.

La presidente Meloni, che era accompagnata dal ministro della Cultura, Alessandro Giulio, all’inizio del suo intervento ha replicato anche ad alcuni manifestanti che l’hanno contestata inneggiando alla Palestina, ricordando proprio l’esempio di Francesco incline al dialogo.

Con i discorsi delle autorità dalla Loggia del Sacro Convento si è conclusa la prima parte delle celebrazioni per la festa di San Francesco Patrono d’Italia. Il sindaco de L’Aquila, Pierluigi Biondi, ha acceso la Lampada votiva dei Comuni d’Italia in rappresentanza del popolo italiano durante la celebrazione nella chiesa superiore della Basilica di San Francesco, presieduta da Mons. Camillo Cibotti, vescovo di Isernia-Venafro e Presidente della Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana.
Centrale nei vari interventi è stato proprio il riferimento a san Francesco d’Assisi e alla sua attualità per la società contemporanea, vista anche la recente decisione del Parlamento di reintrodurre la festa nazionale del 4 ottobre in suo onore.

“Nei giorni scorsi il Parlamento ha approvato la legge che rende il 4 ottobre festa nazionale – ha dichiarato il custode del Sacro Convento fra Marco Moroni, OFMConv, all’inizio della celebrazione in Basilica –: non solo un omaggio al Patrono d’Italia, ma il riconoscimento di valori che parlano a tutti. Perché questa festa diventi davvero feconda, occorre che ciascuno ne tragga conseguenze concrete: le nostre comunità con il loro vivere quotidiano; le amministrazioni locali con le loro scelte di giustizia e di inclusione; il Parlamento e il Governo con leggi e politiche coerenti con ciò che oggi si proclama; ciascuno di noi con scelte di vita sobrie e fraterne. Nel testo della legge si citano i temi “della pace, della fraternità tra i popoli, dell’inclusione sociale e della tutela dell’ambiente”: termini che costituiscono una vera e propria sfida e una chiamata alla responsabilità”.

Il sindaco dell’Aquila e presidente Anci Abruzzo Pierluigi Biondi, giunto ad Assisi insieme al presidente dell’Abruzzo Marco Marsilio, ha acceso la lampada di San Francesco, davanti alla tomba del santo. Le cui spoglie mortali, il prossimo anno, saranno esposte al pubblico a 800 anni dalla sua morte.

Terminati i saluti istituzionali, sono ripresi alle 16 le celebrazioni liturgiche conclusive della giornata di festa ad Assisi. L’amministrazione comunale parla di oltre tremila pellegrini abruzzesi che hanno gremito le piazze e l’interno del Santuario francescano. Grandissima risonanza anche per l’annuncio del centenario francescano del 2026 e della prima pubblica ostensione delle spoglie di san Francesco dal 22 febbraio al 22 marzo: il sito web dedicato, www.sanfrancescovive.org, è stato preso d’assalto dai fedeli al punto da causare alcune outages temporanee nella procedura di prenotazione gratuita, ma obbligatoria, dell’esperienza della venerazione del corpo di san Francesco.

“È stata davvero una giornata di festa, per tutti, nel più vero senso della parola – ha dichiarato fra Giulio Cesareo, OFMConv, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento – perché mentre abbiamo celebrato san Francesco ci siamo anche ritrovati più uniti, più solidali, più rispettosi gli uni degli altri, nonostante le nostre molteplici differenze. È vero, infine, che Francesco davvero parla a ciascuno e invita tutti a imparare da lui uno stile di vita e relazionale fraterno e fiducioso”.

Nei primi di gennaio 2026 si terrà l’apertura ufficiale del centenario della morte di san Francesco nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola.

Brunello Cucinelli: “Attività di ‘short selling’ nei riguardi della nostra casa di moda”

Con la comunicazione dei dati relativi ai primi nove mesi dell’anno, analizzati dal Cda del Gruppo, Brunello Cucinelli parla della Milano Fashion Week che si è appena conclusa, di Giorgio Armani, delle prospettive di crescita anche per il prossimo anno. E commenta quanto avvenuto negli ultimi giorni, con l’attacco che ha portato il titolo ad una pesante perdita a Piazza Affari.

“Abbiamo chiuso i primi nove mesi dell’anno – commenta Brunello Cucinelli – con degli ottimi risultati in termini di fatturato con una crescita del 10,8% a cambi correnti (11,3% a cambi costanti) e, vista la qualità delle vendite, riteniamo altrettanto anche in termini di profitto; ci sembra che l’immagine del brand racconti espressivamente come cerchiamo di vivere e lavorare”.

“È terminata – ricorda – la settimana della moda femminile a Milano: la nostra collezione ha ricevuto giudizi estremamente positivi per stile, artigianalità, qualità ed esclusività, e di questo siamo chiaramente molto soddisfatti. Nella mia vita sono cresciuto con tre grandi maestri: la raffinatissima Jil Sander, il geniale Ralph Lauren ed il visionario Giorgio Armani, e mi sono nutrito della loro raffinatezza, della loro genialità e della loro immensa visione poetica. È stata una settimana dove si è fatto onore alla figura e all’opera del grande Giorgio Armani; nel mondo di tutti coloro che amano la bellezza, la sobrietà e il lavoro, la stella del grande maestro Giorgio si è spenta per la realtà terrena dopo aver brillato a lungo nel firmamento dei più geniali artisti dei nostri tempi, e da ora splenderà gloriosa nella sfera degli spiriti immortali come il simbolo assoluto della moda italiana. A lui l’onore dei grandi”.

“Certo – dice Brunello Cucinelli – se in questa settimana non fossero intervenuti fatti che abbiamo definito ‘attività di short selling’ nei riguardi della nostra Casa di Moda, sarebbe stato preferibile, e un poco meno impegnativo tanto per me che per i due CEO e l’Investor Relator; ma quanto è avvenuto fa parte dell’essere quotati in borsa e delle sue regole. Nel merito ho ricevuto una quantità innumerevole di testimonianze di apprezzamento”.

“Per il resto dell’azienda – conclude Brunello Cucinelli – tutto è rimasto particolarmente speciale. Forse abbiamo avuto la più bella fashion week della nostra storia per presenze di giornalisti, celebrities, talents e clienti finali provenienti dalle boutique di varie parti del mondo, ai quali abbiamo dedicato una serata esclusiva. Ci attendiamo quindi una chiusura dell’anno con una sana crescita del fatturato intorno al 10%, e conseguentemente dei giusti profitti; e visti i risultati della chiusura della campagna vendite PrimaveraEstate 2026, che giudichiamo ottimi, e i sell out della collezione invernale, che stanno andando molto, molto bene, immaginiamo un 2026 con una crescita del fatturato intorno al 10%”.

Dal Pet business e occupazione, a Castiglione inaugurato il nuovo spazio di Vitakraft Italia

Dopo un continuo percorso di crescita e importanti successi, Vitakraft Italia, azienda leader nel settore dei prodotti per animali da compagnia, nata dalla joint venture tra la multinazionale tedesca Vitakraft e la Pet Company della famiglia Sciurpa, ha inaugurato a Castiglione del Lago il nuovo Vita Hub. Un moderno edificio di 1.800 metri quadrati, distribuito su tre piani e situato in via Piana 4, nei pressi dello stabilimento Vitakraft. La struttura ospita un ampio loft con area relax, meeting point e bar, numerosi uffici commerciali e direzionali e una grande sala conferenze.

Il senatore Franco Zaffini, presidente della Commissione Lavoro, ha lodato lo spirito imprenditoriale della famiglia Sciurpa e la capacità di coinvolgimento dei lavoratori, che va nella direzione indicata dal provvedimento con il quale il Governo vuole superare la contrapposizione tra proprietà e lavoratori.

Per l’assessore regionale Simona Meloni Vitakraft Italia è l’esempio dell’Umbria che vince insieme. Espressione di quell’imprenditoria che guarda al territorio, anche dal punto di vista occupazionale, e insieme alla sostenibilità e all’innovazione.

Prodotti per animali da compagnia, a Castiglione del Lago si inaugura Vita Hub

Sarà inaugurato nel pomeriggio di lunedì 29 settembrea Castiglione del Lago, il nuovo Vita Hub di Vitakraft Italia, l’azienda leader nel settore dei prodotti per animali da compagnia.

Un’altra tappa dell’importante percorso di crescita della società nata dalla partnership tra la multinazionale tedesca Vitakraft e l’azienda Pet Company della famiglia Sciurpa.

Si tratta di un moderno edificio di 1.800 metri quadrati, distribuito su tre piani e situato in via Piana 4, nei pressi dello stabilimento Vitakraft. La struttura ospita un ampio loft con area relax, meeting point e bar, numerosi uffici commerciali e direzionali e una grande sala conferenze. “Un hub – spiegano dall’azienda – pensato per unire lavoro, relazioni e futuro. L’inaugurazione, riservata a dipendenti, partner e autorità, consolida il ruolo di Vitakraft Italia come punto di riferimento nel settore”.

Alla cerimonia di inaugurazione, in programma alle 16.30, interverranno le massime autorità locali e regionali, le rappresentanze del mondo economico e produttivo, la proprietà e la dirigenza del Gruppo Vitakraft.

Crollo (-17,28%%) dopo lo stop in Borsa per il titolo Cucinelli, “violate le sanzioni alla Russia”

Borsa Italiana alle 13,34 di oggi, giovedì, ha sospeso le quotazioni del titolo Brunello Cucinelli, che in quel momento stava perdendo 4,95% a 97,76 euro. Dopo la nota in cui la casa di moda respinge ogni accusa, il titolo viene riammesso alle contrattazioni e perde il 17,28%.

Un crollo seguito alla pubblicazione del report con il quale Morpheus Research (società fondata nel 2025 da un gruppo di analisti a caccia di eventuali comportamenti scorretti sui mercati finanziari) accusa la casa di moda di Solomeo di aver continuato a vendere abiti e accessori in Russia, in parziale violazione delle sanzioni imposte dall’Unione Europea. 

Un lungo report – frutto di un lavoro di ricerca durato 3 mesi – nel quale si parla di “sconti aggressivi” al fine di liberare magazzini troppo pieni evitando di indebolire il brand. 

Accuse che hanno portato ad un posizionamento ribassista degli investitori sul titolo Brunello Cucinelli Spa, anche dopo la nota con cui la casa di moda ha spiegato qual è la sua attività nel mercato russo dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, nel rispetto delle regole comunitarie.

Posto Teleconduzione, le rassicurazioni di Enel Green Power

“Nessuna Unità operativa dell’Area Idroelettrica Centro Ovest dell’azienda, di cui fa parte anche il sistema idroelettrico umbro che mantiene la sua sede principale a Terni, sarà in alcun modo intaccata o ridotta in numeri o funzioni”. E’ quanto riferisce in una nota Enel Green Power, in riferimento all’audizione sul Posto di Teleconduzione di Terni.

“Ognuna di esse, con i suoi team di persone e mezzi – prosegue la nota di Enel Green Power – continuerà ad assicurare la gestione in sicurezza delle opere idrauliche con efficienza e adeguate risorse, generando ricadute significative anche a livello locale sia in termini di produzione di energia rinnovabile sia dal punto di vista di sostenibilità che di professionalità. Enel Green Power continua ad investire sugli impianti e sul territorio umbro, dove vanta anche un proprio polo di eccellenza come le Officine Idroelettriche. Queste ultime rappresentano per la filiera idroelettrica Enel una realtà unica in cui vengono eseguite attività di manutenzione specialistica ed elevato know how che genera alta professionalità e occupazione diretta e nell’indotto ternano”.

Tra i principali investimenti previsti a piano ci sono la manutenzione del Canale Recentino, il lavoro a Nera Montoro per la fruibilità della spiaggia di “Le Mole”, la rete paramassi a Galleto su terreno comunale. Enel Green Power, inoltre, ricorda i 12 nuovi ingressi effettuati sul territorio umbro solo nell’ultimo anno e mezzo, nonché i vari accordi con il territorio per attività di turismo sostenibile e non solo, quali il comodato d’uso a Stifone con il Comune di Narni, l’accordo con “Gli amici della Vela” a Piediluco, le collaborazioni con associazioni locali per il rafting, l’accordo con i Vigili del Fuoco per le loro esercitazioni, i terreni di proprietà a disposizione per passaggio di ciclabili e non ultima la cascata delle Marmore.

I Posti di Teleconduzione – spiega la società elettrica – offrono un servizio da remoto senza alcun vincolo fisico sul territorio, ragion per cui nella maggior parte delle regioni italiane in cui storicamente insistono impianti idroelettrici del Gruppo Enel non vi sono strutture di questo tipo. In un contesto siffatto Enel Green Power, grazie agli investimenti effettuati negli ultimi anni a favore del miglioramento della qualità degli impianti, dell’innovazione tecnologica, della digitalizzazione e dell’efficacia delle comunicazioni, ha aumentato il livello di automazione e l’efficacia della gestione a distanza, la capacità di intervenire in telecontrollo nonché quella di attivare gli interventi delle squadre operative sul territorio quando necessario. Tali fattori hanno abilitato l’ampliamento, anche a livello territoriale, del perimetro di gestione dei Posti di Teleconduzione consentendo di ottenere ulteriori sinergie in un nuovo assetto semplificato e più efficiente che ottimizzerà il servizio a supporto dei territori stessi. In questo contesto il Posto di Teleconduzione di Terni confluirà in quello di Montorio al Vomano, senza incidere in alcun modo sulla gestione territoriale degli asset né sui posti di lavoro.

I dipendenti attualmente impiegati presso il Posto di Teleconduzione di Terni – si informa – saranno reimpiegati nelle strutture territoriali, mantenendo la prossimità di luogo e rafforzando l’organico delle unità locali ternane e umbre. Peraltro, presso l’attuale posto di teleconduzione di Terni Enel ha intenzione di realizzare l’installazione del sistema di backup per tutte le sale controllo d’Italia e per ogni impianto idroelettrico del Gruppo Enel presente sulla Penisola, con un investimento infrastrutturale significativo.

Sul tema tutela e sicurezza, infine, Enel Green Power conferma che “non vi è assolutamente alcun tema di sicurezza per le persone, per gli impianti e per i territori, che sono una priorità della missione aziendale”.

In Umbria 371mila lavoratori non in regola

Degli oltre 371mila occupati in Umbria, più di 35mila sono irregolari. La Cgia stima una percentuale di irregolarità del 9,5%. In una classifica negativa guidata dalla Calabria e che conta in tutta Italia quasi 2 milioni e mezzo di irregolari (per una media del 9,7%).

Sono uomini e donne che lavorano completamente in nero o quasi; quando operano in qualità di subordinati non sono sottoposti ad alcun contratto nazionale di lavoro. Se, invece, lavorano in proprio, ovviamente non possiedono la partita Iva. In valore assoluto il numero più elevato è concentrato in Lombardia con 379.800 unità. Seguono i 319.400 residenti nel Lazio e i 270.200 abitanti della Campania.

Se, invece, calcoliamo il tasso di irregolarità, dato dal rapporto tra il numero di occupati irregolari e il totale degli occupati di ciascuna regione, in Calabria registriamo il tasso più elevato pari al 17,1%. Seguono la Campania con il 14,2%, la Sicilia con il 13,6% e la Puglia con il 12,6%.

(immagine generica d’archivio)