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Autore: Redazione

Da un negozio alle attività nel Centro Italia, l’addio ad Amelia Palmerini

Nella chiesa parrocchiale di Ponte San Giovanni, a Perugia, si sono celebrati i funerali di Amelia Gardi in Palmerini, che con il marito Rino aveva fondato il piccolo negozio, attività poi cresciuta fino alle attuali attività di ricambi auto, oleodinamica, revisioni presenti in Umbria e Centro Italia.

“95 anni non sono troppi…sono tanti…ma di Amelia ce ne vorrebbero altri 1000 anni. Non so dove finiranno le anime, voglio credere e sperare che si ritrovino, però sono certa che la sua anima resterà anche in me, perché è una parte di me. Ironica, divertente, ma soprattutto intelligente, giusta ed equilibrata…sono sicura che tutte le persone che l’hanno conosciuta hanno imparato qualcosa da lei. Il più grande complimento che mi possono fare è “Sei come la tu nonna”! ed io mi impegnerò ad esserlo sempre! Ciao nonna, Giulia”. Con queste parole Giulia Palmerini ha salutato la nonna.

Anche Antonello Palmerini, con brevi ma significative parole, ha ricordato la mamma e quanti le sono stati vicino fino alla fine. Ricordando l’oretta di Parco Pascoletti, che Amelia era solita trascorrere per salutare e parlare con le tante persone che la conoscevano e apprezzavano il suo sorriso e la sua ironia.

Sempre presente in azienda e alle iniziative socio culturali dell’associazione “Pro Ponte, insieme per vivere” e “Pro Ponte Etrusca onlus” per stare accanto ai familiari e al pubblico numeroso e partecipe di questo aspetto della vita di Ponte San Giovanni, che lei aveva visto crescere. Una crescita e uno sviluppo cui lei e le aziende Palmerini hanno

“Lavora con Larth”, il Pozzo della Cava entra nella rete di aziende

Cresce il numero delle aziende che stanno aderendo al progetto “Lavora con Larth”, l’iniziativa che coinvolge artigiani, produttori, imprenditori e realtà del terzo settore in una visione sociale e comunitaria dei vantaggi collegati agli importanti flussi turistici che scaturiscono dai percorsi di trekking tra Orvieto e la Tuscia.

L’idea di fondo è quella di ridistribuire il più possibile sul territorio la ricchezza prodotta da questa nuova forma di turismo lento che vede in questa zona un importante epicentro a livello nazionale grazie al cammino dell’intrepido Larth, all’imminente attivazione del cammino del miracolo del Corpus Domini e ad altre innovative iniziative che partiranno entro l’estate.

Con centinaia di presenze anche nei mesi invernali, il cammino di Larth si sta rivelando come uno degli strumenti più efficaci applicati al turismo locale, soprattutto per destagionalizzare i flussi ed aumentare le presenze.

Gli organizzatori danno ora il gradito benvenuto al Pozzo della Cava di Marco Sciarra, titolare di un monumento simbolo della città di Orvieto e straordinario esempio di come un’iniziativa imprenditoriale possa produrre un significativo effetto positivo a favore della comunità “Il progetto di Larth rappresenta un connubio tra una forte spinta alla promozione turistica e culturale della nostra terra e una sensibilità verso il tessuto economico, in una visione condivisa e partecipata del turismo” dice Sciarra, che è anche coautore della guida dedicata al cammino del miracolo del Corpus Domini, in distribuzione a partire dal 18 aprile.

Al Pozzo della Cava sarà dunque possibile acquistare tutti i prodotti collegati al cammino di Larth e al cammino del miracolo del Corpus Domini, ma l’azienda di Marco Sciarra si inserisce anche nell’esclusivo club dei produttori dei vari gadget collegati al turismo lento ed emblemi del valore dell’artigianato locale.

Aumenti Irpef e Irap, Confartigianato: serviva più equità, si rischiano licenziamenti e delocalizzazioni

Restano riserve e insoddisfazione per gli inasprimenti fiscali che il Consiglio regionale ha deliberato, in Confartigianato. Nonostante l’apertura della presidente Proietti nel confronto con le parti sociali, che ha consentito di rendere meno penalizzanti i provvedimenti rispetto a quanto inizialmente prospettato.

“Prendiamo atto – si legge nella nota di Confartigianato – che l’Amministrazione ha ritenuto inevitabile, sulla base di proprie valutazioni, aumentare le entrate dell’Ente regionale. Rileviamo però che la manovra ha un’impostazione eccessivamente semplificata e sembra mirata esclusivamente al gettito. Mentre è largamente condiviso che le politiche fiscali non possano esaurirsi negli obiettivi di gettito, perché è prioritario valutarne l’impatto sul tessuto produttivo e sull’intera economia regionale”.

Confartigianato ritiene che una maggiore approfondimento sulle ricadute sia in termini di consumi che di occupazione, avrebbe consigliato prudenza, “perché in questo modo gli equilibri economici delle piccole e medie imprese umbre rischiano di essere messi sotto pressione da più direzioni”.

Spiega l’associazione: “Da un lato, le Pmi dovranno affrontare una riduzione dei ricavi indotta dalla prevedibile contrazione dei consumi per gli incrementi eccessivamente concentrati sulla classe media. È la classe media che presenta un ventaglio differenziato di consumi, che costituisce la base effettiva degli incassi delle Pmi umbre e del settore dei servizi in particolare, spina dorsale dell’occupazione regionale. Non sembra essere stato chiaramente spiegato che i redditi lordi complessivamente superiori ai 28.000 euro subiranno un peso molto elevato, perché non beneficeranno delle aliquote più basse esclusivamente previste per i redditi inferiori ai 28.000,00 euro. Questo genera un grave impatto del passaggio al terzo scaglione certamente non bilanciato dalla limitata detrazione di soli 150 euro. In questo senso sorgono dubbi sulla razionalità (e perfino sulla legittimità stessa) del sistema fiscale risultante; infatti, la progressività delle imposte deve crescere in modo graduale, non a salti, altrimenti si introducono gravi effetti distorsivi nell’economia”.

C’è poi la questione degli aumenti Irap, che scatteranno dal 2026: “Le Pmi umbre, che sono già alle prese con un contesto fragile a causa dell’instabilità internazionale, della crisi dei dazi e del rialzo dei costi energetici, sono oggetto dell’aumento dell’Irap, imposta che notoriamente grava sul lavoro e favorisce licenziamenti e processi di delocalizzazione. Con questa impostazione l’Umbria rischia una fuga di attività produttive verso territori più competitivi. Infatti, la manovra Proietti va inquadrata anche a livello territoriale e mentre in Umbria si aumenta, di fatto, il costo del lavoro, la Regione Lazio attiva programmi di incentivazione alle assunzioni con contributi mirati e la Regione Abruzzo beneficia del programma nazionale “Decontribuzione Sud”.

Confartigianato Imprese Umbria ribadisce la necessità di un approccio fiscale più equilibrato e contemporaneamente chiede che le riforme per l’efficientamento della spesa regionale, a partire dalla sanità, siano varate nel più breve tempo possibile al fine di poter correggere e superare la manovra fiscale, prima che i suoi effetti negativi nell’economia regionale si sviluppino compiutamente.

Riequilibrio tra Province, Confartigianato Terni: “Avviare procedura consultando le popolazioni”

Confartigianato Terni prende posizione sul tema del riequilibrio territoriale, molto sentito dai cittadini umbri. “Sono anni di dibattito infruttuoso sul punto – scrive l’associazione – occorre finalmente avviare la procedura vigente di riequilibrio, che prevede, si ricorda, la consultazione delle popolazioni interessate”.

Per Confartigianato il merito della questione, prima che una ridefinizione amministrativa dei confini, investe il livello dei servizi disponibili per i cittadini e le imprese sui singoli territori e la valorizzazione delle vocazioni territoriali. “È su questo aspetto – scrive l’associazione – che bisogna concentrare l’attenzione: occorre la capacità di guardare alle continuità territoriali, alle esigenze e alle possibili sinergie di sviluppo delle comunità dei comprensori di Terni, Orvieto, Narni, Todi e Spoleto. Tutte comunità che meritano un impegno concreto per migliorare le infrastrutture, i servizi essenziali, i presidi pubblici e le politiche amministrative, evitando scelte che possano compromettere le dinamiche economiche, demografiche e della vivibilità. È un fatto che le politiche di accentramento regionali lungamente perpetuate abbiano in ogni fase comportato perdite certe di autonomia e rappresentatività dei territori, a fronte di astratte politiche di efficientamento, non dimostrate a consuntivo, e ipotizzate a prescindere dai costi sociali ed economici dei fenomeni di spopolamento, costi che oggi stanno gravando su tutti gli umbri”.

Un’attenzione particolare. per Confartigianato Terni, va riservata alla Valnerina, che si trova ad affrontare sfide ancora più complesse: contrastare lo spopolamento accelerato dagli effetti del terremoto e rilanciare la sua vocazione storica di collegamento tra l’Adriatico e Roma. “Questo obiettivo – si legge ancora nella nota dell’associazione – si realizza non solo attraverso la ricostruzione, ma anche recuperando una continuità culturale e infrastrutturale che negli anni si è affievolita”.

Confartigianato Terni ritiene dunque che occorra perseguire “l’autorevolezza e la lungimiranza di avviare un confronto positivo tra le comunità locali su questi temi cruciali per l’economia dell’Umbria e per la sua capacità di giocare nel prossimo futuro un ruolo autonomo e definito in Italia e in Europa”.

(nella foto un’immagine di Spoleto, territorio interessato dal possibile “cambio” di Provincia)

Irpef e Irap, ecco l’emendamento della Giunta che cambia la manovra

La Giunta regionale ha approvato l’emendamento con il quale ha riscritto la manovra adottata il 21 marzo scorso. Manovra che vale 52 milioni per quest’anno e 66 milioni l’anno per il 2026 e il 2027.

Per il 2025 si interviene solo sull’Irpef. Con l’azzeramento dell’addizionale per la fascia di reddito tra 15 e 28mila euro, come è già per quella al di sotto dei 15mila euro. Nella fascia tra 28mila e 50mila la maggiorazione sarà dell’1,89%, ma con uno sgravio di 150 euro per ciascun contribuente. Riduzioni che saranno compensate dall’aumento più pesante per i redditi al di sopra dei 50.000 euro di imponibile, con una maggiorazione dello 2,1%.

Dal 2026 scatta l’aumento dell’Irap per le imprese, dello 0,40% (e non più dello 0,50% come inizialmente approvato dalla Giunta) che porta l’aliquota ordinaria a 4,30%.

Non sarà invece applicato l’aumento del bollo auto del 10%, che inizialmente era stato previsto dal 2026.

Emendamento che è stato presentato dalla Giunta questa mattina, mercoledì, e che domani (giovedì) approderà in Consiglio regionale per la definitiva approvazione. Per una manovra complessiva di 184 milioni di euro nel prossimo triennio.

Una manovra che è stata presentata dalla presidente Stefania Proietti e dal vice presidente e assessore al Bilancio Tommasi Bori, che hanno sottolineato come in questo modo si potrà far fronte al deficit della sanità (che nell’ultimo anno è di 34 milioni di euro) ed al pagamento della prima delle tre rate con le quali si intende ricostituire il Fondo di dotazione per complessivi 39 milioni di euro. La parte restante servirà a compensare i minori trasferimenti da parte dello Stato, che per quest’anno saranno di 5 milioni e mezzo di euro. Proietti e Bori hanno evidenziato come peri prossimi tre anni due terzi degli umbri non vedranno aumentate le tasse o beneficeranno di una riduzione.

La minoranza, che aveva chiesto di ritirare la manovra e che aveva presentato una mozione di sfiducia nei confronti della presidente Proietti per rinviarne l’iter, annuncia battaglia in Aula.

    Comunità Energetiche Rinnovabili, i casi concreti: così le impese risparmiano sulla bolletta

    “Comunità energetiche rinnovabili: dalle idee ai progetti concreti”. Questo il tema del confronto che si è tenuto nella sede di Arpa Umbria a Terni, organizzato da Confindustria Umbria, Legacoop Umbria e Confartigianato Imprese Umbria. Un’occasione per un confronto con le Istituzioni sulle normative e su quanto attuato, e per presentare i vantaggi delle CER costituite a Perugia e a Terni.

    QUI IL VIDEO https://www.facebook.com/100089473223934/videos/656929336930056

    L’inizio dell’evento, introdotto dai saluti , è stato posticipato nel rispetto del lutto cittadino proclamato in memoria della giovane Ilaria Sula.

    All’iniziativa – posticipata per rispettare il lutto cittadino per la morte di Ilaria Sula – introdotta dai saluti del direttore amministrativo di ARPA Umbria Amedeo Di Filippo e moderato dal giornalista Fabio Toni, hanno portato il proprio contributo gli assessori allo Sviluppo economico dei Comuni di Terni e di Perugia, Sergio Cardinali e Andrea Stafisso, che si sono soffermati sulle azioni messe in campo dagli enti locali per affrontare la sfida delle comunità energetiche, cercando di promuovere la sostenibilità e l’autosufficienza energetica.

    Gli aspetti legati alla configurazione delle CER e ai meccanismi di incentivazione sono stati affrontati dalla responsabile Funzione Promozione e Assistenza alle Imprese di GSE Enrica Cottatellucci, che ha illustrato i benefici che le CER possono assicurare alle comunità locali.

    Sul ruolo delle CER nella transizione energetica sono intervenuti Marco Centinari, presidente Sezione Territoriale Terni Confindustria Umbria, Giorgio Nanni, responsabile Ambiente e Energia Legacoop e Valentina Bagozzi, responsabile Mercato, Energia, Utilities Confartigianato Imprese.

    I casi concreti: le CER di Perugia e Terni

    Al centro dell’iniziativa due esperienze concrete, frutto della spinta propulsiva di un gruppo di imprenditori e realizzate con il coinvolgimento di Confindustria Umbria, Legacoop Umbria e Confartigianato Imprese Umbria. Si tratta, cioè, della Comunità energetica rinnovabile “Insieme sostenibili”, costituita a Terni da dieci imprese del territorio che si sono unite per produrre, consumare e condividere energia prodotta localmente da impianti da fonti rinnovabili, e della CER “Cooperativa Perugia Green Energy”, fondata a Perugia da undici imprese che hanno portato avanti un analogo progetto.

    Ad illustrarne caratteristiche e opportunità sono stati Paolo Garofoli, presidente della CER di Terni e Nicola Stabile, presidente della CER di Perugia, insieme a Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Imprese Umbria.

    “Le comunità energetiche rinnovabili – sottolineano le tre associazioni – non solo contribuiscono a un futuro più sostenibile, ma offrono anche vantaggi economici e sociali significativi. I progetti realizzati sul territorio in questo ambito rappresentano il risultato concreto di un’azione sinergica tra le nostre Associazioni e con le imprese, che hanno mostrato grande interesse verso le CER, consapevoli che l’adozione di questo modello può aumentare la competitività e contribuire alla creazione di un sistema energetico più resiliente, sostenibile e inclusivo”.

    Proietti: energia alle aziende a un prezzo giusto

    Le conclusioni sono state affidate alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti: “A Terni – ha affermato – si realizza il sogno di dare energia alle aziende a un prezzo giusto. E questo è possibile grazie alla Comunità energetica rinnovabile che rappresenta l’opportunità di renderci indipendenti, autonomi. Azzeccato il sottotitolo di questo incontro ‘dalle idee ai progetti concreti’ che ci porta con soddisfazione a toccare con mano la nascita di due nuove Cer in un’ottica di rilancio di questa regione e di solidarietà nelle scelte energetiche”.

    L’ultimo straziante addio a Ilaria Sula: “Basta violenza sulle donne”

    Fiori bianchi sulla bara di Ilaria Sula. Bianco il carro funebre, scortato da un lungo corteo silenzioso che ha accompagnato nel suo ultimo viaggio la studentessa uccisa a Roma dall’ex fidanzato, Mark Samson. “Per gelosia”, secondo quanto riferito agli inquirenti dal giovane di origine filippina.

    Un lungo corteo il cui rispettoso silenzio è stato rotto dall’applauso commosso, di fronte al feretro. E poi, più volte, dalle preghiere e dalle parole pronunciate in albanese dalla mamma di Ilaria, che non ha retto al dolore e si è accasciata; è stata costretta a proseguire su una sedia a rotelle nel corteo dal viale dello Stadio fino al cimitero, dove prima della tumulazione è stata celebrata una cerimonia laica.

    Un corteo che ha attraversato una città in lutto, come disposto dal sindaco di Terni, Stefano Bandecchi. “Ilaria non doveva essere qui in questa condizione” ha detto il primo cittadino e presidente della Provincia. Che si è abbracciato idealmente alla comunità albanese ed alla famiglia di Ilaria. “Nessuno scorsi questo ennesimo atto osceno, questo ennesimo femminicidio” ha detto il sindaco, auspicando che sia fatta giustizia, passaggio questo sottolineato con un applauso da molti dei presenti.

    Con le autorità (c’era anche la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi), i gonfaloni della città di Terni, della Provincia ternana e di Capranica Prenestina, dove è stato trovato il corpo della studentessa, chiuso in una valigia e gettato in un dirupo.

    Tanti giovani. Alcune amiche hanno mostrato le foto di Ilaria. E poi i cartelli, per dire “no” a questo ennesimo femminicidio. “‘Per Ilaria e per tutte le altre vittime, basta violenza sulle donne”, recitava uno di questi.

    Quasi in contemporanea, a Roma gli inquirenti hanno interrogato un’altra donna, la mamma di Mark Samson, indagata perché sospettata ad aver aiutato il figlio a ripulire la scena del crimine una volta scoperto il corpo di Ilaria.

    L’Amministrazione comunale ha annunciato che parteciperà anche alla manifestazione che si terrà questa sera, lunedì, alle ore 21, in piazza della Repubblica. Una fiaccolata organizzata dal Comune e dalle associazioni delle donne per ricordare Ilaria Sula e per ribadire il “no” alla violenza di genere.

    (foto dal profilo social del Comune di Terni)

    “Il diamante nero”, a Scheggino gran finale con il frittatone record

    Entra nel vino “Il diamante nero”, manifestazione giunta alla XVIII edizione, che a Scheggino rende omaggio al tartufo, con il sostegno del Consorzio del Bacino imbrifero montano (Bim) del Nera e Velino della Provincia di Perugia.

    Fino a domenica 6 aprile il borgo alle porte della Valnerina ospita espositori, anche da fuori regione, con prodotti tipici ed eccellenze enogastronomiche, ma anche convegni, musica, arte e spettacoli.

    Al taglio del nastro, accompagnato dalle note del Canto degli Italiani eseguito dalla banda musicale nazionale dell’Esercito italiano ‘Granatieri di Sardegna’, hanno preso parte il primo cittadino di Scheggino Fabio Dottori e, per la Regione Umbria l’assessore al Turismo e alle Politiche agricole e agroalimentari Simona Meloni, oltre alla vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Paola Agabiti e al consigliere Stefano Lisci. Presenti inoltre Domenico Benedetti Valentini, già deputato e senatore, Massimo Zamponi, direttore artistico di Diamante Nero, Antonella Brancadoro, direttore dell’Associazione nazionale Città del tartufo di cui Scheggino fa parte, insieme ad amministratori e sindaci dei Comuni vicini che hanno poi partecipato alla presentazione di ‘Nero’, scultura in pietra lavica e bronzo di Bruno Tavani e Roberta Passantino, alla benedizione del Milite ignoto e al Galà istituzionale.

    “Questa è la diciottesima edizione del Diamante Nero – ha commentato il sindaco Dottori – evento dedicato al nostro prodotto principale, il tartufo che cerchiamo di promuovere perché ha un grandissimo valore per il nostro territorio. Accanto al tartufo ci sono tanti prodotti tipici a cui dedichiamo iniziative durante tutto l’anno. Vogliamo attrarre turisti e la speranza è anche che qualche famiglia torni in questo territorio montano che soffre lo spopolamento. Scheggino ha molto da offrire accanto al suo paniere gastronomico, una natura incontaminata, attraversata dal fiume Nera, antichi sentieri, oggi in parte ripristinati, che collegano il centro del paese alle sue frazioni e che i turisti amano percorrere a piedi o in bicicletta”.

    “Il Diamante nero – ha aggiunto l’assessore Meloni – ci parla di tartufo ma anche di questa meravigliosa Scheggino, scrigno della Valnerina con il suo paniere di prodotti e la natura. Oggi celebriamo anche la missione per i prossimi anni di questo assessorato che è coniugare l’agricoltura con il turismo e quale territorio migliore di quello della Valnerina, con un paesaggio bellissimo con prodotti di eccellenza che dobbiamo continuare a promuovere”.

    “Scheggino – ha commentato Paola Agabiti – è patria del tartufo nero come tutta la Valnerina. Attraverso il tartufo si promuove il territorio, questa è una manifestazione consolidata, che riesce a veicolare quel messaggio non solo di apprezzare le eccellenze enogastronomiche, ma anche la cultura, le tradizioni, la storia e l’autenticità di un territorio. C’è molto da scoprire in questo weekend ricco di iniziative”.

    L’arte è una costante durante le tre giorni di Diamante nero con le installazioni ecosostenibili di Truffleland, mostre di arte in itinere, Arte da inciampo e Arte aerea curate dal Liceo artistico di Spoleto, associazione ‘Borghi, castelli e mulini della Valnerina’ e vari artisti umbri (al Museo Urbani, Diamond park, Teatro comunale, Spazio arte Val Casana, piazza Carlo Urbani, Spazio arte Barcollo, spazio Arte HappyBar).

    La giornata di sabato

    Sabato si è svolto il convegno, alle 9.30, ‘La voce degli alberi’, alla presenza, tra gli altri, dello scienziato Antonio Brunori e degli chef Michele Pidone e Giuseppe Sinisi; nel talk si discuterà di Natura, Sostenibilità e sviluppo ecosostenibile, Giovane imprenditoria e Indotto turistico economico, con uno spazio dedicato anche alla musica (esibizione degli 88 folli) e alla cucina (showcooking curato da Urbani Tartufi e Istituto alberghiero ‘De Carolis’ di Spoleto); alle 11 il raduno sul fiume Nera per una dimostrazione e addestramento con i propri cani, prova di lavoro e cerca del tartufo a cura della dog trainer Veronica Angelini.

    Alle 15 tutti in piazza Urbani per la Frittata al tartufo baby preceduta dall’esibizione del complesso bandistico santa Cecilia di Cittaducale e le majorettes Shining stars; e ancora, dalle 16 alle 21, uno degli appuntamenti più attesi, il Live Music Contest, sempre in piazza Urbani, con Francesco Bussotti (Cantautorato Italiano), Crooel Monroe (Alternative Rock), gli 88 Folli (cantautorato folk) e l’esperimento musicale, unico in Italia, che vedrà esibirsi insieme due talenti internazionali, il dj Manuel Ribeca e il tenore Roberto Cresca, oltre ad artisti emergenti. Al Teatro comunale alle 21 l’evento di solidarietà e sostegno a favore di Teatro patologico e Anffas per loro, con la proiezione del film ‘Io sono un po’matto e tu?’, alla presenza del regista Dario D’ambrosi, direttore artistico del Teatro patologico, presente insieme a parte del cast. Seguirà la consegna dei premi Diamante nero e la donazione del ricavato degli ingressi ad ‘Anffas per loro’ e Teatro patologico. Quindi allo spazio Val Casana il Diamond party di Dj Mirtillo (dalle 23.30 alle 2.30, ingresso libero).

    Il programma di domenica

    Domenica 6 aprile si apre con ‘Scudare il castello’, cerimonia di apposizione dello Scudo Blu sul castello di Scheggino, alle 9.30, nell’ambito del progetto nazionale portato avanti da Croce Rossa Italiana e Anci (come previsto dalla Convenzione dell’AIA del 1954, lo Scudo Blu viene apposto simbolicamente su beni, mobili o immobili, di grande importanza per il patrimonio culturale dei popoli, a protezione dai rischi di una guerra). Da segnalare anche il pensiero che la comunità schegginese ha deciso di rivolgere al Pontefice: durante la messa cantata dedicata a Papa Francesco, alle 11.30 nella Chiesa di san Nicola, verrà letta la missiva che sarà consegnata, poi, al Santo Padre.

    Verso il gran finale, poi, alle 15.30 sulla riva del fiume Nera per il ‘Frittatona show & degustazione’, alla presenza del testimonial dell’evento, l’attore Giulio Berruti: ben 2025 uova e 80 chilogrammi di tartufo saranno impiegati per realizzare la frittata ‘da guinness’ sotto gli occhi del pubblico, che poi assaggerà la deliziosa e profumata preparazione. Seguirà, alle 17.30, il concerto della cover band Alterego (cantautorato italiano) e alle 18.30 in piazza Urbani, la presentazione del libro ‘Un paese non è come lo vedi. Un Paese è come lo vivi’, di Giuseppe Caruso, seguita dall’esibizione musicale di Francesco Bussotti.

    Servizio Rai sul Cammino dell’intrepido Larth, ma la troupe non viene fatta entrare al museo Faina

    Uno spiacevole e sconcertante episodio ha accompagnato giovedì mattina la presenza ad Orvieto di una troupe giornalistica della sede regionale della Rai, in città per realizzare un servizio sull’importante fenomeno turistico collegato al Cammino dell’intrepido Larth.

    Con la motivazione dello scarso preavviso con cui era stata comunicata e richiesta la visita della troupe al museo, il presidente della fondazione Faina Andrea Solini non ha autorizzato l’ingresso al museo del giornalista e del cameraman. Il risultato è stato che la troupe ha dovuto realizzare un sevizio senza poter filmare la statua del guerriero etrusco Larth, conservata nel museo, intorno alla cui effige è stato costruito il progetto di marketing territoriale collegato al trekking che sta facendo sviluppare un settore che ha generato un indotto di quasi un quarto di milione di euro con migliaia di visitatori nel solo 2024.

    “L’atteggiamento formalisticamente burocratico con il quale il presidente della fondazione ha finito per vanificare una importante opportunità promozionale a favore di Orvieto è incomprensibile – dicono i promotori del progetto -. La Fondazione Faina gestisce beni di proprietà comunale, quindi il permesso a realizzare un minuto di riprese avrebbe potuto concederlo lui stesso senza alcun problema. Questo progetto di marketing che sta marcatamente creando una nuova forma di turismo e producendo denaro, è stato realizzato esclusivamente grazie al nostro lavoro e alle nostre risorse. Dalle istituzioni non ci aspettiamo ringraziamenti, ma nemmeno strani comportamenti dagli effetti ostruzionistici.
    Per rispetto nostro, del giornalista e dell’operatore Rai, delle tante persone che qui vivono di turismo e della stessa immagine di Orvieto a cui gioverebbe una sana collaborazione tra imprenditori e istituzioni”.

    Premio BIOL, Frantoio Batta nella top ten

    L’EVO BIO DOP Umbria “Colli del Trasimeno” del Frantoio Giovanni Batta di Perugia si è classificato nella top ten della trentesima edizione del Premio BIOL. Alla manifestazione di Bari hanno partecipato 507 oli provenienti da 18 Paesi: 303 dall’Italia, 204 da altre nazioni europee ed extraeuropee.

    Grande merito per il Frantoio Batta e per un olio tipico umbro, quello dei Colli del Trasimeno. Gli oli extravergine di oliva biologici sono stati valutati, con assaggi, analisi qualitative-quantitative e sensoriali, da un panel di 35 assaggiatori esperti provenienti da regioni italiane e da Canada, Germania, Cina, Grecia, Regno Unito, Slovenia, Spagna, Svizzera, Taiwan, Tunisia.

    Il Premio BIOL è organizzato dall’Associazione dei produttori biologici BIOL d’ITALIA, presieduta da Nino Paparella, su iniziativa del Ci.Bi. Consorzio Italiano per il biologico. L’evento, che ha avuto anche una categoria BiolKids e il coinvolgimento dell’Associazione nazionale Donne dell’olio, si conferma un’occasione per promuovere biodiversità, innovazione agricola e valore culturale dell’olio. “Ricercare nuovi prodotti – ha detto il presidente Paparella – e imparare ad apprezzare le differenze è ormai da anni la missione del BIOL racchiusa nel motto “fare la differenza”. Queste le caratteristiche dell’olio BIO Batta premiato: un colore dorato intenso con toni di verde, limpido; all’odorato è ampio e fine, con ricchi sentori di carciofo, cicoria e cardo di campo, con note balsamiche di rosmarino e menta.

    Nell’altro premio Sol d’Oro, assegnato a Verona, nella categoria fruttato leggero 1° classificato EVO BIO DOP Umbria Colli del Trasimeno – Frantoio Giovanni Batta – Perugia – Umbria. Al Sol d’Oro erano iscritte 326 etichette provenienti da undici nazioni con un panel di 16 assaggiatori. Altri oli umbri in evidenza: 2° classificato nella categoria DOP-IGP – Sol d’argento – all’olio Colleruita dell’azienda Agraria Viola di Foligno. Nella categoria “Big Producers” (che commercializzano olio evo con un volume superiore a un milione di litri o con un fatturato totale superiore a 50 milioni di euro): Targa d’argento – 2° classificato – Selezione DOP Umbria Colli Martani a Farchioni oli SpA di Giano dell’Umbria.

    Le aziende vincitrici del BIO 2025 riceveranno i riconoscimenti ufficiali il 30 aprile a Roma nella Sala Cavour del MASAF (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) alla presenza del Sottosegretario di Stato Luigi D’Eramo. Complimenti ai produttori umbri che tengono alto il prestigio e la qualità dei prodotti derivati dagli oliveti che ricoprono e descrivono le colline della Regione.