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Autore: Redazione

La Regione boccia l’autorizzazione all’impianto a biometano di Ponte Caldaro

La Regione boccia l’autorizzazione all’impianto a biometano a Ponte Caldaro, nel territorio di Narni. Un diniego che viene salutato con soddisfazione dal Comune di Narni, che parla di “una vittoria della comunità e della difesa del territorio”.

Fin dall’inizio l’Amministrazione comunale narnese ha seguito con grande attenzione l’iter autorizzativo, analizzando a fondo il progetto e individuandone le gravi carenze, soprattutto sotto il profilo tecnico e ambientale. Attraverso il lavoro costante degli uffici comunali è stato possibile produrre osservazioni puntuali e collaborare in modo costruttivo con gli altri enti coinvolti nel procedimento.

Commenta così il sindaco Lorenzo Lucarelli: “Una battaglia politica e una battaglia del territorio. Un risultato che abbiamo raggiunto grazie al lavoro dell’Amministrazione, delle istituzioni, degli uffici tecnici , dei comitati e dei cittadini. Il nostro impegno è stato sempre quello di tutelare l’interesse collettivo, senza strumentalizzazioni. Continueremo a difendere il nostro territorio con serietà e determinazione, in ogni sede”.

Chiarisce l’assessore all’Ambiente Rubini: “Non siamo contrari per principio agli impianti di questo tipo, ma riteniamo fondamentale che siano progettati con competenza, rispetto per l’ambiente e coerenza con il contesto territoriale. Il progetto, come risulta dalla istruttoria, presentava carenze importanti, e come Comune ci siamo mossi fin da subito per evidenziarle. Oggi possiamo dire di aver fatto il nostro dovere, mettendo al centro la qualità della progettazione e la sostenibilità”.

Il Comune ha anche supportato i comitati cittadini nel predisporre osservazioni tecniche e puntuali all’interno delle procedure amministrative, sempre in modo responsabile e non strumentale.

Sciopero Lidl, Filcams: alta adesione, chiusure e riduzioni di servizio

Tre supermercati Lidl – a Spoleto, Castiglione del Lago e Città della Pieve – sono rimasti chiusi venerdì a seguito dello sciopero indetto in tutta la provincia dalla Filcams Cgil di Perugia. “A testimonianza del forte disagio vissuto da chi ogni giorno garantisce il funzionamento dei punti vendita”, commenta il sindacato, ricordando che nei punti vendita di Perugia, Foligno e Marsciano si sono registrati “disservizi e riduzioni del servizio dovuti all’ampia partecipazione dei dipendenti allo sciopero”.

“La protesta – spiegano da Filcams Cgil – è nata da una situazione ormai insostenibile per chi lavora nei supermercati Lidl, dove i carichi di lavoro sono sempre più pesanti, i turni vengono imposti senza reale conciliazione con la vita privata e mancano risposte concrete da parte dell’azienda sul rinnovo del contratto integrativo. I lavoratori e le lavoratrici hanno deciso di alzare la voce per chiedere una riorganizzazione dei turni di lavoro che tenga conto dei tempi di vita e delle esigenze familiari; un aumento del personale nei punti vendita per ridurre lo stress e garantire pause dignitose; un contratto integrativo aziendale che riconosca economicamente l’impegno quotidiano e le condizioni lavorative sempre più gravose; il rispetto della dignità dei lavoratori, che troppo spesso si ritrovano soli in negozio a fronteggiare code, urgenze e mancanza di supporto”.

“Questo sciopero – concludono dal sindacato – è stato un segnale forte, chiaro e determinato: i lavoratori non sono più disposti a subire in silenzio. Se oggi molti punti vendita sono rimasti chiusi è perché chi lavora ha deciso di far valere i propri diritti. Chi sciopera cambia le cose, chi resta fermo le lascia com’erano. La Filcams Cgil Perugia continuerà a promuovere e sostenere ogni iniziativa di mobilitazione per dare voce alle richieste di dignità, rispetto e miglioramento delle condizioni lavorative”.

“Storia del tartufo”, a Trevi il diamante nero da leggere e da gustare

Domenica 25 maggio, a Villa Fabri di Trevi, l’evento tra pittura poesia e degustazioni per la presentazione del volume che riporta alla luce le radici culturali ed economiche di uno dei prodotti più preziosi di queste terre, il tartufo.

“Storia del tartufo a Trevi dal Quattrocento a San Pietro a Pettine”, un libro racconta un legame antico con il territorio, mai raccontato fino in fondo. Un volume firmato dallo storico Stefano Bordoni che per la prima volta riporta alla luce le radici culturali, economiche e simboliche di uno dei prodotti più preziosi del territorio umbro, grazie all’associazione Pro Trevi e al “Progetto di ricerca permanente Durastante Natalucci”. La presentazione si terrà domenica 25 maggio alle 11, a Villa Fabri, con il patrocinio del Comune di Trevi.

La pubblicazione inaugura la collana editoriale “Produzioni Trevane”, ideata con l’obiettivo di esplorare e divulgare la storia delle eccellenze produttive trevane, partendo proprio dal tartufo: non solo ingrediente d’eccellenza, ma elemento identitario della comunità locale.

Determinante per la realizzazione del progetto è stato il contributo della Tenuta San Pietro a Pettine, che ha creduto sin dall’inizio nell’importanza di sostenere la ricerca storica e culturale, e nel valore di una narrazione che restituisca al tartufo il posto che merita nella memoria e nel futuro di Trevi. Un impegno che porta la firma di Carlo Caporicci, da anni in prima linea nel promuovere il legame tra territorio, qualità e tradizione, in particolare per divulgare la centralità del tartufo nelle nostre tradizioni culinarie, organizzando anche esperienze di caccia, con i cani al seguito, proprio in questa zona. Un amore viscerale verso la propria terra, alla sua vocazione, alla sua storia di famiglia. “È un libro che ho fortemente voluto – spiega Caporicci -. Se San Pietro a Pettine è per il tartufo solo una tappa di una storia che continuerà, per me è il punto d’arrivo, la chiusura di un cerchio, la realizzazione di un sogno tramandatomi, che mi porto addosso fin da bambino come una maglia presa a crescere. Il sogno di una famiglia, la mia, dedita da quasi ottanta anni alla lavorazione del tartufo, ma che voleva anche condividere, in un luogo speciale, la passione per questo prezioso frutto della nostra terra. E proprio qui a San Pietro a Pettine, dove sono cresciute le mie figlie e dove vedo giocare i miei nipoti, che questo si è potuto avverare. L’idea di condivisione è in effetti centrale per me: è per questo che i nostri tartufi non saranno mai i “tartufi di Carlo”, ma piuttosto i tartufi di San Pietro a Pettine, perché prima che a me appartengono a un luogo e alla comunità che lo abita. Un bene comune da proteggere e capace di raccontare e far amare la nostra terra”.

L’evento sarà accompagnato da degustazioni a base del celebre tubero, dimostrazioni di caccia al tartufo, curate dalla Tenuta di San Pietro a Pettine, e estemporanee di pittura, letture di poesie, per trasformare la mattinata in una vera e propria festa dei sensi, della memoria e del gusto.

L’ingresso è libero e aperto a tutti. Un’occasione imperdibile per scoprire che il tartufo, a Trevi, non è solo un prodotto, ma una storia che parla di un territorio, profondamente.

Sorpreso a rubare, lotta con il vigilante e poi viene arrestato dai carabinieri

Si era introdotto all’interno di un negozio, in un centro commerciale, dopo l’orario di chiusura, rubando alcolici e attrezzi da lavoro. Nel tentativo di allontanarsi, si è incontrato con l’addetto alla vigilanza, con cui ha avuto una colluttazione.

Il 35enne, di nazionalità marocchina, è stato arrestato poco dopo dai carabinieri della Stazione di Marsciano, unitamente a quelli dell’Aliquota Radiomobile. Nei suoi confronti è scattata la denuncia per i reati di resistenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale, rapina impropria e danneggiamento aggravato.

Durante le fasi dell’arresto, infatti, l’uomo ha opposto una violenta resistenza, insultando e minacciando i militari e danneggiando l’auto di servizio. In tale frangente, quindi, si è reso necessario da parte dei carabinieri l’impiego dello spray al peperoncino in dotazione per contenere l’aggressività dell’individuo.
Sul posto è giunto il personale medico del 118, che ha visitato il 35enne senza riscontrare lesioni.

La refurtiva è stata restituita al responsabile del supermercato, mentre l’arresto è stato successivamente convalidato dall’autorità giudiziaria competente.

Negozi e imprese nel mirino dei ladri, il caso Terni in Prefettura

Dopo i casi di criminalità che hanno colpito in maniera sistematica attività commerciali, artigiane e piccole e medie imprese in generale, con particolare riferimento al centro città e alle aree produttive, audizione in Prefettura, dove si è riunito il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, per le associazioni Confartigianato Imprese Terni, Confcommercio Umbria – Mandamento di Terni e Confesercenti Terni.

Le piccole e medie imprese, già messe a dura prova dalle difficoltà economiche e dalla burocrazia, si trovano adesso a fronteggiare il rischio costante di furti, rapine e danneggiamenti. Episodi che nelle aree abitate si presentano con frequenza crescente e con tratti particolarmente violenti, anche se per danni di minore importo, mentre nelle aree produttive hanno già generato danni di grande rilevanza in grado di impattare sugli stessi equilibri economici e finanziari delle imprese.

L’ultimo e più grave furto sventato dalle forze dell’ordine a Maratta, per tempi di preparazione, complessità dei mezzi e attrezzature rubate, modalità e numero di persone coinvolte, sembra far suppore l’operatività a Terni di una organizzazione criminale strutturata dedita ai furti dei beni aziendali. In ogni caso, tali eventi diminuiscono la vivibilità e perturbano l’ordinato svolgimento delle attività economiche.

Per agire in un’ottica integrata di sicurezza partecipata, si è concordato di pianificare un calendario di incontri riguardanti l’area urbana e le aree artigianali, cui prenderanno parte le Istituzioni responsabili dell’ordine pubblico e della sicurezza, l’Amministrazione comunale di Terni, le associazioni di categoria e i singoli operatori economici.

Confartigianato Imprese Terni, Confcommercio Terni e Confesercenti Terni ritengono “che sia urgente confermare l’impegno nel ricercare una risposta efficace, ferma e condivisa a seguito degli eventi recenti in termini di sicurezza e vivibilità, per migliorare la qualità della vita a Terni e favorire l’economia cittadina”.

Sulle tracce di Larth, anche la Fondazione CRO sostiene il piano per il turismo lento a Orvieto

Sulle tracce “dell’intrepido Larth” Orvieto si appresta a diventare il fulcro di una serie di esperienze di turismo lento che già stanno facendo da leva per molti settori economici come ristoranti, alberghi, artigianato, bed and breakfast, case vacanze. Flussi turistici da valorizzare per innescare altri fenomeni virtuosi, per incrementare le presenze turistiche e destagionalizzarle, ma anche dar vita ad altre azioni di rivitalizzazione e rinascita.

Il Piano

Dalla consapevolezza dell’importanza di questo processo è stato ideato un progetto di marketing territoriale incentrato sullo sviluppo del turismo lento e sulla sua capacità di determinare effetti positivi a favore dell’intero sistema economico della zona. Il piano, denominato “Il contributo dei cammini alla crescita economica del territorio orvietano”, è stato elaborato dai promotori del Cammino dell’intrepido Larth, con il sostegno dell’associazione Club Amici della Stampa e sottoposto alla valutazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto da cui è giunta una valutazione positiva, deliberando il sostegno economico.

Dopo Larth, il Cammino del Miracolo del Corpus Domini

Si parte dai risultati conseguiti dal Cammino dell’Intrepido Larth, che già crea un indotto annuo di poco inferiore al quarto di milione di euro. E per il quale sono in preparazione significative implementazioni. Ma il piano prevede anche l’attivazione de “Il cammino del Miracolo del Corpus Domini”, con una lunghezza di 22 chilometri, che potrà essere percorso in un tempo compreso tra le sei e le sette ore.

L’Anno Giubilare

“La sua rilevanza – si legge nel progetto – è ovviamente collegata all’Anno Giubilare e, a tal proposito, sono stati stretti accordi con tour operator nazionali. L’obiettivo del progetto è quello di promuovere la conoscenza in Italia e all’estero del miracolo eucaristico come elemento identitario di questa terra. A tal fine, si sta lavorando alla costituzione di un comitato tecnico-scientifico, composto da laici e cattolici, incaricato di svolgere un’attività culturale di promozione sia dell’evento spirituale che del cammino che ad esso si ispira”.

Trasporto pubblico locale, Filt e Faisa attaccano l’attuale Giunta: segue il “metodo Melasecche”

“Promesse di Pulcinella?”. I dubbi dei segretari generali di Filt Cgil, Ciro Zeno, e Faisa Cisal, Cristian Di Girolamo di fronte alle scelte dell’attuale amministrazione regionale di centrosinistra, che in campagna elettorale aveva criticato le scelte dell’amministrazione Tesei sul trasporto pubblico locale e che invece ora sta seguendo il “metodo Melasecche”.

“Purtroppo – attaccano Zeno e Di Girolamo – la situazione in Umbria precipita verso politiche dannose per cittadini e lavoratori. Il colpo finale sta per essere assestato dall’attuale governo regionale che sembra molto convinto di portare avanti, con i soliti ‘attori’ che hanno assistito l’assessore Enrico Melasecche nel passato, incluso l’advisor che ha fatto la gara per lui, un progetto di distruzione del trasporto pubblico locale. Ci saremmo attesi almeno il cambio di questa figura”.

I nodi

“La posta in gioco è alta – specificano Zeno e Di Girolamo –. Parliamo, solo per fare alcuni esempi, di tagli drastici ai posti di lavoro, aumento delle tariffe, cessione gratuita a titolo gratuito a privati inclusa la manutenzione dei mezzi acquistati con fondi pubblici, riduzione dei chilometri e dei servizi, con un subappalto che supera il 49%. Non ci sono garanzie per gli operatori inidonei, per i giovani, né per la reintegrazione occupazionale in caso di pensionamenti. Inoltre, non viene garantita l’applicazione dei contratti di secondo livello. Città come Spoleto va per conto suo e Terni sembra puntino molto sul servizio a chiamata per il 30% dei servizi. A questo punto i lotti sarebbero cinque se contiamo l’autonomia di Spoleto. Insomma, uno spezzatino che farà sprofondare l’Umbria dei trasporti nel baratro. Ormai, l’Umbria sembra destinata a diventare una vera e propria giungla del trasporto pubblico locale. E c’è anche la spada di Damocle dell’aumento delle tariffe”.

Le promesse alle elezioni

“Questi argomenti, nella precedente legislatura – ricordano i segretari di Filt e Faisa –, sono stati usati dall’opposizione, nei consigli regionali degli ultimi tre anni, come uno strumento per ottenere consenso, per poi scaricare sui cittadini e sui lavoratori di questo settore strategico le conseguenze di decisioni sbagliate una volta vinte le elezioni. Questa storia si presenta come un ‘dramma di rappresentanza’ tra centrodestra e centrosinistra: sembra che non ci sia differenza tra i due schieramenti”. “Purtroppo siamo costretti ad affermarlo – puntualizzano Zeno e Di Girolamo – perché, seppure gli ultimi incontri con la Regione, con l’assessore ai trasporti e, in parte, con la presidente Proietti, hanno dimostrato un cambio di metodo basato su partecipazione e ascolto, tale metodo si è rivelato però fittizio e di prospetto poiché poi la politica e le istituzioni proseguono per la propria strada, senza recepire le fondamentali istanze di Filt Cgil e Faisa Cisal, che ormai da anni dimostrano, anche con i fatti, che la divisione in quattro lotti ridurrà inevitabilmente servizi e diritti a maggior costi per i cittadini.

Lotto unico o quattro lotti, i costi

“L’Umbria non può permettersi di perdere un solo posto di lavoro – continuano Zeno e Di Girolamo –, ma sembra che questa preoccupazione interessi davvero a pochi. Ci hanno detto anche che i costi aumentano con un lotto unico e diminuiscono con quattro lotti, ma la ‘formula magica’ che dimostra ciò non ci è stata mai palesata, i criteri di calcolo sono del tutto poco chiari e tenuti gelosamente nascosti. Abbiamo contezza certa, inoltre, che di fatto sono i dirigenti a prendere le decisioni. La politica ha poca voce e poco coraggio. Si cerca di portare avanti un modello già visto, con il cosiddetto modello ‘Melasecche’ dei quattro lotti, che si è rivelato fin dagli albori un fallimento, tant’è che lo ha lasciato nelle mani del governo successivo”.

“Un governo dei trasporti che si posiziona in una confort zone – affermano Zeno e Di Girolamo – e ciò è dimostrato dal Sì alla stazione di Creti, a quella di Collestrada, ai quattro lotti sul Tpl, scelte melasecchiane che ora sono divenute derebottiane viste Anche le affermazioni mezzo tv. e stampa. Tornando al Tpl, Questo tipo di soluzione rischia di danneggiare molte imprese locali umbre, anche a conduzione familiare, che grazie al modello attuale vivono, ma con quello che si prospetta si troverebbero escluse dal Tpl a favore di altre che potrebbero non garantire una continuità imprenditoriale. In sostanza, si continua sulla stessa strada, con un programma elettorale di centrodestra che si concretizza con il governo di centrosinistra. Non c’è stato nessun cambiamento di pensiero, di sviluppo economico o di futuro per l’Umbria: questa situazione la viviamo con grande amarezza”.

“Manca il coraggio”

“Non comprendiamo l’attuale classe politica – dichiarano Zeno e Di Girolamo – alla quale pare mancare il coraggio per modificare questa proposta di modello, come invece evidenziato in campagna elettorale. Procedere con l’indizione di una gara, prima ancora di aver predisposto un piano di bacino che risponde oggi alle esigenze di 40 anni fa, è una scelta inadeguata e sbagliata. A nostro parere dovrebbero fermarsi rispetto alla fretta imposta da altri organismi, poiché la fretta potrebbe produrre un disastro”.

“Il nostro ruolo di sindacato – concludono Zeno e Di Girolamo – è quello di mantenere la neutralità, non allineandosi a un partito politico né a una coalizione; piuttosto dobbiamo tutelare i posti di lavoro, il servizio pubblico e i diritti dell’intera comunità umbra, scongiurando il rischio di un ulteriore impoverimento e di ricorsi agli ammortizzatori sociali, che rappresenterebbero la fine di un’epoca e il declino del servizio pubblico”.

Ai e cybersecurity, formazione gratuita per imprese e professionisti

Un’agenda per il futuro digitale delle imprese umbre. A Perugia oggi, giovedì 22 maggio, alle 14.45 alla Camera di Commercio in via Cacciatori delle Alpi l’evento gratuito (con registrazione online aperta) sul tema “IA generativa e cybersecurity per PMI e professionisti”.

Un incontro organizzato da Fondazione Mondo Digitale ETS e ING Italia nell’ambito del progetto Job Digital Lab.

Chi è la Fondazione Mondo Digitale

La Fondazione Mondo Digitale (FMD) è un ente del Terzo Settore nato con l’obiettivo di promuovere l’innovazione sociale attraverso la diffusione delle competenze digitali, l’educazione inclusiva e l’uso consapevole delle tecnologie. Attiva su tutto il territorio nazionale, la fondazione lavora con scuole, aziende, pubbliche amministrazioni e centri di ricerca per costruire una società della conoscenza più equa e accessibile.
“La nostra missione è rendere il digitale uno strumento per tutti, non per pochi. La trasformazione tecnologica deve andare di pari passo con quella culturale”, spiega la direttrice generale Mirta Michilli.

Tecnologia e sicurezza: binomio indissolubile

La sfida per le PMI non è più se adottare tecnologie innovative, ma come farlo senza esporsi a rischi cyber.
“La crescita digitale deve camminare insieme a una maggiore consapevolezza dei pericoli informatici, oggi più che mai sofisticati e mirati”, sottolinea Piergiorgio Ricci, formatore della Fondazione Mondo Digitale, che guiderà la sessione formativa dedicata proprio alle minacce e alle strategie di difesa nel contesto delle nuove tecnologie.

Il modulo curato da Ricci toccherà punti cruciali: dalla mappatura delle minacce cyber più diffuse all’analisi delle normative vigenti, fino alle soluzioni di sicurezza avanzata.
“Molti attacchi alle PMI non avvengono per colpa di falle tecniche, ma per mancanza di formazione interna. Questo evento serve proprio a colmare quel gap”, aggiunge Ricci.

Dal chatbot all’impresa: l’IA che lavora per te

La parte tecnica dell’evento sarà aperta da Francesco Marchesini, formatore esperto di intelligenza artificiale, con una sessione dedicata alle potenzialità pratiche degli LLM (Large Language Models), degli agenti AI e dei sistemi RAG (Retrieval-Augmented Generation).
Il clou sarà una demo live di un chatbot intelligente per l’assistenza clienti, costruito con contenuti aziendali personalizzati e progettato per operare in ambienti produttivi, con un focus sulla protezione dei dati.

Marchesini spiega: “Le PMI hanno ora accesso a strumenti di IA che prima erano riservati ai colossi tecnologici. La differenza tra chi sopravvive e chi prospera nei prossimi anni sarà nella capacità di integrare queste tecnologie senza delegare tutto all’esterno”.

Storie di successo e dati sulle Partite IVA

Ma l’evento non sarà solo formazione: spazio anche all’ispirazione, grazie al format “JDL Talks: Idee che fanno impresa”. Aprirà Filippo Stefanelli, Head of Brand, Marketing & Communications di ING Italia, con la presentazione della nuova edizione di “People Insight Lab”, la ricerca che fotografa bisogni, ostacoli e ambizioni delle Partite IVA italiane. Una bussola per comprendere l’ecosistema delle microimprese, spesso sottorappresentato nel dibattito pubblico, ma decisivo per il tessuto economico del Paese.

Accanto ai dati, la voce di chi ce l’ha fatta. Giacomo Paolo Barnocchi, imprenditore umbro e CEO del Gruppo Edotto, racconterà come ha trasformato un’idea in un’impresa solida, sfruttando la tecnologia per affrontare e superare momenti critici. “Nel 2020 eravamo in ginocchio. Abbiamo investito sulla formazione digitale e oggi sviluppiamo software proprietari per l’education aziendale in tutta Italia”.

Una formazione gratuita per imprese, professionisti e studenti

L’iniziativa è completamente gratuita e si rivolge a imprenditori, liberi professionisti, studenti universitari e curiosi del digitale. La registrazione è già attiva online al link: https://rb.gy/va5z8g

“Chi oggi non investe nella propria alfabetizzazione digitale è destinato a restare ai margini”, afferma Mirta Michilli, direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale. “Portiamo queste competenze nei territori perché è lì che il futuro si gioca davvero”.

Un’occasione da non perdere per il tessuto imprenditoriale locale

L’Umbria, che conta oltre 77mila PMI attive, secondo i dati di Unioncamere aggiornati a marzo 2025, è un laboratorio ideale per testare modelli di innovazione sostenibile e diffusa. La Camera di Commercio regionale, partner dell’evento, intende fare di questo appuntamento un punto di svolta.

Piazza della Pace, dopo la revoca parla l’imprenditore Valerio Palmieri

Ad Orvieto esplode il caos dopo la decisione del Comune di revocare in piazza della Pace la gestione dei bagni pubblici e presto anche del bar al Gruppo Italiano Ristoro, che pure ha investito 250 mila euro nel riqualificare l’area di accoglienza della stazione ferroviaria. Ora si vuole dare tutto in mano alle cooperative. Il risultato: dipendenti che restano senza lavoro, bagni pubblici chiusi ormai da una settimana in piena stagione turistica, senza che nessuno sappia quando potranno riaprire. E una causa legale in arrivo che rischia di bloccare la futura gestione. Anche le guide turistiche sono sul piede di guerra per gli enormi disagi arrecati ai viaggiatori privati dei servizi igienici.

Ecco la posizione di Valerio Palmieri, del Gruppo Italiano Ristoro, nella lettera che ci ha inviato.

“Dopo l’alluvione abbiamo deciso di investire proprio su PdP, uno dei simboli della disastrosa esondazione del Paglia che ci ha colpiti fortemente sia a livello personale che imprenditoriale.

Dieci anni di gestione per un progetto che ha avuto una gestazione lunga e che ha visto un importante investimento per andare a recuperare e riqualificare un’area completamente abbandonata e luogo di lavoro unicamente di spacciatori, prostitute e qualche abusivo.

I bagni pubblici all’epoca erano degni di una bidonville più che di quella che è stata definita “una delle dieci città più accoglienti al mondo” (da Booking.com).

Oltre a riqualificare lo stabile e gestire l’accoglienza nel suo complesso abbiamo preso in carico i servizi di pulizia del piazzale, cura del verde pubblico e, non ultimo, quello di pulizia del sottopasso ferroviario e dell’apertura/chiusura del percorso meccanizzato (ascensore e scala mobile), primo soccorso in caso di incidenti e sblocco/intervento per liberare persone intrappolate in caso di malfunzionamento in ascensore.

La convenzione tra la nostra società ed il comune prevedeva un rapporto di 10 anni rinnovabile per altri 10 a discrezione dell’ente o, in caso di mutate esigenze ed in virtù di un bando con contenuti modificati, il diritto di prelazione a pari condizioni economiche.

Abbiamo investito una somma importante nel progetto, certi di poterla spalmare su 20 anni ed abbiamo portato tutta la nostra professionalità nella gestione di un punto di accoglienza che è divenuto nel tempo uno dei più importanti (o forse il più importante) della città, anche in virtù della riqualificazione dei bagni, gestiti con grande attenzione e con una presenza fissa dell’operatore per tutto l’arco della giornata, con 2-3 dipendenti di media (nei 10 anni) impiegati su turni, con la massima flessibilità per non lasciare alcun gruppo (nemmeno i ritardatari che partivano dopo l’orario di chiusura) senza un servizio indispensabile.

Oggi l’amministrazione ha deciso di creare un unico bando per la gestione di tutti i bagni pubblici di Orvieto (oltre a quelli di PdP anche 3 b.p. di Orvieto centro) con l’idea che “oltre che rispondere alla esigenza di uniformare la qualità dei servizi stessi, renda possibile conseguire economie di scala utile a garantire l’equilibrio economico-finanziario dell’affidamento”

Ci è stato detto che eravamo interlocutori seri e graditi, ma poi nei fatti ci è stato intimato di lasciare i locali con meno di 24 ore di preavviso, anche a fronte di una nostra disponibilità a prooseguire in proroga in attesa del nuovo bando (che il comune ha la colpa di non aver tempestivamente ed anticipatamente preparato) rendendo di fatto impossibile una nostra partecipazione alla nostra procedura: come è possibile sostenere gli ingenti costi di smantellamento e poi tra 6 mesi re-investire per creare qualcosa che oggi è già pronta?

Si ha l’impressione che sia più importante liberare i locali (che resteranno vuoti per un lasso di tempo ad oggi non determinabile) piuttosto che dare continuità al servizio.

Alla nostra richiesta di continuità tesa a garantire il servizio abbiamo ricevuto quale risposta una diffida, che si è concretizzata in una riconsegna dei bagni questa mattina.

Un atto grave e lontano da quel buon senso che dall’amministrazione ci saremmo aspettati, che si traduce in:

  • Perdita di 5 posti di lavoro (2 dipendenti addette ai bagni donne di 45 e 59 anni difficilmente ricollocabili)
  • Interruzione del servizio in piena stagione turistica (16 maggio) con gravi lamentele dell’utenza e degli operatori turistici
  • Nella ricerca di uniformare il livello si va a chiudere l’unico bagno che funziona, col risultato di uniformare tutto verso il basso

Abbiamo tentato di trovare una soluzione, proponendo alcune soluzioni normativamente lineari, oltre ad offrire la massima disponibilità, ma alla resa dei conti c’è stato un gioco nel quale il politico rimbalzava la responsabilità al tecnico e viceversa, trovando nell’univo vicesindaco Stefano Spagnoli una persona capace di ascoltare.

Siamo amareggiati per questa scelta che speriamo possa essere giusta per la città e non, come temiamo, l’epilogo di qualcosa che è stato costruito con fatica e grande abnegazione in 10 anni e distrutto in 7 giorni.

Dieci anni che peraltro portano su di se il marchio del covid, con una chiusura obbligata di 2 anni, che avrebbe potuto indurre a più miti consigli, in ordine di una possibile proroga, l’amministrazione, capace di concederla pochi mesi prima e nelle medesime condizioni al nostro vicino dell’Area Camper, certamente meritevole di un rinnovo secondo gli standard dell’amministrazione Tardani, ma probabilmente non altrettanto strategica rispetto ai bagni ed al punto di accoglienza di Piazza della Pace.

Aggiungo che alla scadenza della convenzione dell’area Camper il Comune ha sospeso il rapporto per la riscossione della tariffa giornaliera dei bus in sosta a PdP (allora 45 euro), rimanendo inerte da giugno a tutto agosto, fin quando per senso civico e per restituire un senso ad una situazione da far west mi sono fatto avanti proponendo di gestire in emergenza e gratuitamente il servizio fino dal 01/09/24 al 31/12/24.

Ovviamente il Comune è stato ben felice di cedere temporaneamente tale onere alla nostra società, che ha incassato per conto del Comune ed a titolo gratuito oltre 30.000 euro in 4 mesi con il solo ausilio di un pos del Comune e con la sbarra/gettoniera malfunzionante dal 1 settembre e sostituita solo il 15 di novembre, andando e tornando ogni volta con la bicicletta dal locale alla sbarra (con una persona praticamente dedicata) laddove il Comune non è stato in grado di incassare 1euro nei 3 mesi precedenti”.

Tre Valli, da oggi i lavori per il tratto San Giovanni di Baiano – Firenzuola

Consegnati i lavori, con la sottoscrizione del verbale da parte dei Anas, per la realizzazione della strada statale 685 “delle Tre Valli Umbre” nel tratto compreso tra San Giovanni di Baiano e Firenzuola (itinerario Spoleto-Acquasparta) con l’impresa IRCOP S.p.A., capogruppo del raggruppamento di aziende aggiudicatario dei lavori.

Da oggi, mercoledì 21 maggio, l’appaltatore prende possesso di tutte le aree di cantiere e potrà così avviare l’esecuzione delle attività necessarie e propedeutiche all’avvio concreto dei lavori, previsto per l’estate. A partire da oggi decorre inoltre la durata contrattuale dei lavori che è di circa 3 anni (1135 giorni).

L’intervento, per un investimento complessivo di circa 109 milioni di euro, si sviluppa su un tracciato di 4,4 km, in prosecuzione del tratto già realizzato, e comprende due viadotti, due gallerie artificiali e altre opere minori.

L’intervento rientra nel programma di investimenti per la realizzazione di nuove infrastrutture in Umbria da parte di Anas, nell’ambito del quale sono in corso anche i lavori per il raddoppio della SS318 “di Valfabbrica” tra Valfabbrica e Casacastalda, i lavori per la realizzazione della SS219 “di Gubbio e Pian d’Assino” tra Mocaiana e il bivio per Pietralunga e i lavori di rettifica del tracciato della SS205 “Amerina” nel comune di Baschi.

Con l’avvio del cantiere della Tre Valli, l’investimento complessivo per lavori in corso ammonta a 392 milioni di euro.