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Autore: Redazione

Così è stata riorganizzata la rete oncologica regionale in Umbria

Nuova rete oncologica regionale in Umbria, di cui sono stati presentati i primi cinque percorsi preventivi diagnostico-terapeutici assistenziali dedicati ai tumori della mammella, del polmone, della prostata, del colon e del retto.

“Si tratta di un modello innovativo di organizzazione e funzionamento dei servizi oncologici – scive la Regione – che intende garantire uniformità, qualità ed equità delle cure, orientando e prendendo in carico la persona malata secondo la visione del Piano oncologico nazionale 2023-2027, parte integrante del nuovo Piano socio-sanitario regionale”.

All’incontro hanno preso parte la presidente della Regione, Stefania Proietti, la direttrice regionale salute e welfare, Daniela Donetti, e l’amministratore unico della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, Joseph Flagiello. Il rettore dell’Università degli Studi di Perugia Maurizio Oliviero ha inviato un saluto istituzionale, non potendo essere presente per impegni.

“Con la Rete oncologica regionale – ha sottolineato la presidente Stefania Proietti – vogliamo garantire che ogni cittadino umbro, indipendentemente dal luogo di residenza, abbia accesso agli stessi percorsi, agli stessi standard di qualità e agli stessi diritti di cura. È una rete che mette al centro la persona, sostenuta dal lavoro straordinario di professionisti, istituzioni e associazioni, e che si avvale di strumenti digitali e innovativi per rendere i percorsi più sicuri, rapidi ed equi. La rete è un investimento concreto sulla salute e sulla fiducia dei cittadini nel Servizio sanitario regionale”.

La Rete oncologica regionale, frutto del lavoro condiviso dalla direzione regionale salute e welfare con le direzioni strategiche, i professionisti delle quattro aziende sanitarie, l’Università degli Studi di Perugia e le associazioni di volontariato, rappresenta un passaggio decisivo verso il modello di Comprehensive cancer care network. L’obiettivo è integrare in modo strutturale ospedali, servizi territoriali, medicina generale e associazioni dei pazienti, rafforzando la continuità assistenziale e la prossimità delle cure.

I percorsi preventivi

“Elemento centrale della nuova rete sono i percorsi preventivi diagnostico-terapeutici assistenziali – ha evidenziato la direttrice Daniela Donetti – che definiscono con precisione i passaggi di presa in carico del paziente. I primi cinque percorsi adottati riguardano i tumori della mammella, del colon-retto, del polmone e della prostata. In particolare, quello dedicato alla mammella rappresenta un modello di eccellenza che integra screening, diagnosi precoce, chirurgia, trattamenti oncologici e radioterapici, fino alla riabilitazione e al supporto psiconcologico. Attraverso la rete delle Breast unit regionali (Perugia, Terni, Foligno e Città di Castello) vengono garantiti standard omogenei, volumi adeguati e continuità assistenziale”. Accanto ai percorsi clinici, la rete punta con decisione sulla digitalizzazione. La codifica unica dei Cip (Codici identificativi di percorso) consente di tracciare l’intero iter del paziente, monitorare tempi e prestazioni e passare da una logica prestazionale a una medicina di iniziativa. Telemedicina, teleconsulto e teleriabilitazione diventano strumenti quotidiani per favorire l’integrazione delle competenze e migliorare la qualità delle decisioni cliniche.

I Polo

Una delle principali novità organizzative è l’attivazione dei Polo (Punti di orientamento locale oncologico), presenti in ogni azienda sanitaria: spazi dedicati all’accoglienza e all’ascolto, con apertura prefissata e numero telefonico dedicato, presso cui il paziente con sospetta o accertata diagnosi oncologica può rivolgersi per essere preso in carico. Nei Polo operano oncologi e infermieri-case manager, in grado di programmare prestazioni, attivare i gruppi oncologici multidisciplinari e monitorare la continuità del percorso.

“Da anni chiediamo che la Rete oncologica regionale diventi davvero operativa – ha dichiarato Anna Maria Biancifiori, coordinatrice del gruppo Insieme Umbria contro il cancro. Oggi possiamo finalmente dire che si sta aprendo una fase nuova. Per la prima volta percepiamo la volontà politica di accelerare i tempi, di ascoltare i pazienti e di rendere più chiari i percorsi di presa in carico. È un segnale che riconosciamo e apprezziamo. Con una rete moderna, efficiente e uniforme, siamo fiduciosi che l’Umbria possa tornare a essere un modello di eccellenza nella cura oncologica”.

Inquadramento nei primi percorsi

La prima sessione dell’incontro è stata dedicata all’inquadramento nazionale e regionale, alle prospettive di innovazione e alla presentazione dei primi percorsi, a partire da quello dedicato al tumore della mammella. I lavori proseguiranno domani con approfondimenti sui percorsi oncologici relativi a prostata e colon-retto e con tavole rotonde che coinvolgeranno associazioni di pazienti, stakeholder e direzioni generali delle aziende sanitarie. La Regione esprime un sentito ringraziamento a tutti i professionisti che hanno contribuito alla costruzione della rete oncologica regionale: oncologi, chirurghi, radiologi, anatomopatologi, palliativisti, medici di medicina generale, biologi molecolari, psicologi, genetisti, riabilitatori, infermieri e tutti coloro che hanno messo competenze e impegno al servizio della comunità. Un riconoscimento particolare va ai coordinatori della rete, Sergio Bracarda (coordinatore organizzativo) e Fausto Roila (coordinatore scientifico), ai responsabili delle Breast unit, ai referenti del Registro tumori umbro e alle direzioni delle aziende sanitarie e ospedaliere umbre. “La nuova Rete oncologica regionale – ha concluso la presidente Proietti – è la dimostrazione che l’Umbria sa affrontare le sfide più complesse con un approccio moderno, partecipato e inclusivo. È una rete che unisce persone, competenze e tecnologie per offrire ai cittadini percorsi oncologici più sicuri, accessibili e umani. È un modello di sanità che guarda avanti, restando saldamente ancorato ai valori di equità e solidarietà”.

La guida pratica per tecnici e tartuficoltori

Sono sintetizzati oltre quarant’anni di ricerca scientifica condotta dal professore Mattia Bencivenga, ordinario di Botanica ambientale e applicata dell’Università di Perugia, oggi in pensione, nel manuale ‘La coltivazione pratica dei tartufi’, scritto da Bencivenga insieme a Gabriella Di Massimo e Matteo Galletti. Un importante ausilio pratico per tecnici e tartuficoltori.

L’edizione illustrata del manuale di tartuficoltura si compone di oltre 180 pagine in cui viene descritta la coltivazione di tutte le specie di tartufo che si possono raccogliere e commercializzare in Italia, secondo la legge quadro numero 752 del 1985: Tartufo bianco pregiato, Tartufo nero pregiato, Tartufo nero d’inverno, Tartufo moscato, Tartufo nero d’estate o Scorzone, Tartufo uncinato, Tartufo bianchetto o marzuolo, Tartufo nero liscio, Tartufo nero ordinario, redatto in maniera chiara e sintetica, per renderlo leggibile anche ai ‘non addetti ai lavori’. “Negli ultimi decenni – ha spiegato Bencivenga – la tartuficoltura ha fatto grossi passi in avanti, ma questi successi scientifici e colturali non sono stati completamente recepiti dagli operatori del settore, dove si rileva una disomogeneità di comportamento nei confronti della conduzione delle tartufaie. Per questo ho voluto fornire ai tecnici elementi utili per progettare l’esecuzione e la conduzione di una tartufaia coltivata”.

Nella stesura del manuale, sono stati così coinvolti due suoi ex allievi, la dottoressa Gabriella Di Massimo, che ha dedicato la sua trentennale attività di studio e di ricerca alla tartuficoltura e che progetta e gestisce prove pratiche di coltivazione in campo, e il dottor Matteo Galletti, vivaista impegnato nella ricerca di nuove tecniche per migliorare la produzione delle piante tartufigene e la loro coltivazione in pieno campo. Alla presentazione del libro, oltre agli autori c’erano il dottor Moreno Moraldi, dell’Accademia italiana scienze forestali, che ha moderato l’incontro, Graziano Antonielli, dirigente della Regione Umbria, Antonella Brancadoro, direttrice dell’Associazione nazionale Città del tartufo, numerosi agronomi, vivaisti, tartufai e conduttori di tartufaie coltivate, oltre al professore Bruno Granetti, con il quale “nel 1975-77 – ha ricordato Bencivenga – da giovani ricercatori quali eravamo, iniziammo a interessarci di tartufi perché ci arrivò la notizia che in Francia avevano iniziato a coltivare il tartufo nero pregiato. Eravamo completamente digiuni, ci documentammo, iniziammo a fare le prove di micorrizazione e nel 1980 mettemmo a dimora la prima tartufaia a fini sperimentali a Volperino”.

“Abbiamo sentito l’esigenza come studiosi e come tecnici – ha affermato Di Massimo – di riportare le nostre esperienze che affondano le loro radici all’origine della tartuficoltura in Umbria, fondata dal professor Bencivenga negli anni ’80. Per l’Umbria questo è un settore importante, abbiamo molti impianti coltivati e un manuale tecnico è sicuramente utile per i colleghi agronomi, anche se ovviamente persone perfettamente formate, e per i tartuficoltori. Il tartufo è un prodotto molto richiesto dal mercato mondiale, quindi se è fatta bene, la sua coltivazione garantisce reddito all’azienda agricola e alla comunità”.

Il dottor Galletti ha spiegato, infine, che “il tartufo bianco è la specie più pregiata ma ancora non coltivabile. Tuttavia, dato il miglioramento delle tecniche vivaistiche e l’uso della biologia molecolare, si è iniziato a produrre piante micorrizate con il tartufo bianco; non abbiamo ancora la piena conoscenza sulle pratiche agronomiche per la sua coltivazione, quindi è necessario effettuare ricerche sul campo, per questo abbiamo realizzato diverse tartufaie sperimentali per mettere a punto nei prossimi anni, le tecniche colturali per coltivare il tartufo più pregiato per l’Umbria e per il mercato mondiale”.

“Pacifica-Mente”, dal 6 al 10 ottobre Psicologia Umbria Festival

Sarà l’edizione che celebra il decennale quella in programma dal 6 al 10 ottobre per lo Psicologia Umbria Festival, appuntamento diventato una tradizione per l’Ordine degli Psicologi dell’Umbria che ha definito in questi giorni un ricco programma di incontri aperti a tutta la cittadinanza.

Confermato il format che prevede numerosi appuntamenti a Perugia, ma anche in altre località della regione come Terni, Foligno e Orvieto, oltre incontri on-line per offrire momenti di confronto e riflessione su ampie tematiche di natura psicologica, sociale e culturale. A promuovere le varie iniziative l’Ordine in prima persona grazie all’impegno del gruppo di lavoro coordinato dalla dottoressa Elena Arestia e dalla comunità professionale.
Strettamente connesso al delicato contesto internazionale il titolo scelto per l’undicesima edizione: Pacifica-Mente.
«In un momento storico in cui il mondo è scosso da conflitti e guerre confidiamo che questi momenti di scambio ed apertura alla comunità siano forieri di speranza rispetto al ruolo che la psicologia può ricoprire in tempi di crisi, anche attraverso la promozione di azioni orientate al benessere individuale e collettivo», spiega l’Ordine regionale presieduto dalla dottoressa Laura Berretta, eletta nei mesi scorsi.
Il programma del Festival, che conta decine di appuntamenti, tutti gratuiti, aperti non solo agli addetti ai lavori ma anche e soprattutto ai cittadini, sarà divulgato nei prossimi giorni.

Concessioni idriche di Bagnara, mercoledì l’incontro pubblico

Si terrà mercoledì 1 ottobre alle ore 17 alla Sala Sant’Anna in Viale Roma 15, a Perugia, il secondo incontro nell’ambito della consultazione pubblica riguardante il rinnovo delle concessioni idriche di Bagnara.

“Un percorso improntato sui principi di trasparenza, sostenibilità e partecipazione pubblica – spiega l’assessore regionale Thomas De Luca – iniziato con la consultazione convocata a Nocera Umbra il 24 luglio sul rinnovo delle concessioni delle sorgenti del fiume Topino. La Regione Umbria, consapevole della delicatezza della questione, ritiene imprescindibile il confronto pubblico con i cittadini delle comunità coinvolte, le istituzioni, i gestori, l’AURI e le associazioni. La gestione di una risorsa vitale come l’acqua è un tema cruciale per la salute delle persone e per la sopravvivenza degli ecosistemi, specialmente in un’epoca caratterizzata da eventi climatici estremi e crescente pressione sulle risorse naturali. L’obiettivo è trovare soluzioni sostenibili, concrete ed equilibrate per garantire il fabbisogno idrico dei cittadini umbri e la tutela ambientale”.

L’iniziativa mira a discutere la gestione sostenibile dell’acqua e la riduzione progressiva dei prelievi, pur garantendo il fabbisogno idropotabile della popolazione. In questo senso, la Giunta regionale sta lavorando all’aggiornamento dell’iter di rinnovo delle concessioni per assicurare un uso equo e responsabile della risorsa idrica a beneficio dei territori interessati, puntando all’uso equilibrato e alla promozione di interventi strutturali volti a migliorare l’efficienza e l’autosufficienza delle aree. Tale lavoro è in linea con i principi di tutela ambientale, uso sostenibile della risorsa e riequilibrio idrico territoriale, tutelando al contempo l’ambiente e l’alveo del fiume Topino che ha risentito di periodi di carenza d’acqua negli anni siccitosi.

EcoSanfra, il bilancio degli incontri su sostenibilità economica, sociale e ambientale

Eco Sanfra chiude la seconda edizione con quasi 3.000 presenze in tre giorni a San Francesco al Prato, registrando il tutto esaurito in tutti gli eventi.

Il festival, ispirato al Cantico delle Creature di San Francesco che celebra gli 800 anni dalla sua nascita, si è dedicato quest’anno al tema “fratello Sole”, promuovendo la sostenibilità economica, sociale e ambientale. Organizzato da Davide Placidi e Maurita Passaquieti con Fattoria Creativa e Regusto, in collaborazione con Rai Umbria e con il sostegno della Camera di Commercio dell’Umbria, Eco Sanfra conferma il suo ruolo di appuntamento culturale di rilievo nel panorama regionale.

La rassegna ha visto la partecipazione di esperti di livello nazionale e internazionale, tra cui il neuroscienziato Stefano Mancuso, il presidente di Earth Day Italia Pierluigi Sassi, il co-fondatore di ASviS Enrico Giovannini e il research professor Antonio Ereditato dell’Università di Chicago. Di particolare successo è stato lo spettacolo dedicato ai bambini con Mario Acampa e gli incontri rivolti alle scuole locali, tutti sold out con la partecipazione di 5 istituti del territorio.

Gli organizzatori evidenziano come la varietà dei linguaggi e l’attenzione alle nuove generazioni siano la chiave del successo, anticipando già il tema per il 2026, “Madre Terra”, che approfondirà ulteriormente il rapporto con la natura e il futuro sostenibile. Giovanni Parapini, direttore di Rai Umbria, sottolinea l’importanza del festival come strumento di sensibilizzazione sul cambiamento climatico, particolarmente rilevante per le giovani generazioni chiamate ad affrontare sfide ambientali sempre più complesse.

EcoSanFra 2025 è un evento ideato e organizzato da Maurita Passaquieti e Davide Placidi insieme a Fattoria Creativa e Regusto, in collaborazione con Rai Umbria e in compartecipazione con Camera di Commercio dell’Umbria. Il festival si avvale del patrocinio di Regione Umbria, Ispra, Comune di Perugia, Auri, Unesco Wwap, Sacro Convento di Assisi, Felcos, Accademia di Belle Arti di Perugia, Fondazione per la Sostenibilità Digitale, Università degli Studi di Perugia, Università per Stranieri di Perugia, ITS Academy. Partner scientifico Sviluppumbria. Si realizza con il supporto di Banca Generali, Nwg Energia, SentNet, Grafiche Antiga, AcquaSì, Tsa, VusCom, 3A-Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, Umbria Top Wines, Pefc, Hydra – museo multimediale delle Cascate delle Marmore, Sushi Umbro, Ad Motor Offical Car, Ordine degli ingegneri di Perugia, Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Perugia, Ordine dei commercialisti Perugia, Ordine degli architetti di Perugia e Grafox.

“Primi d’Italia”, il programma dell’ultima giornata

Ultimo giorno, oggi, domenica 28 settembre, per la 26ª edizione de “I Primi d’Italia”. Il festival nazionale dei primi piatti chiuderà con un programma ricco di appuntamenti che intrecciano gastronomia, cultura e spettacolo.

Il momento più atteso è previsto alle 19.15 sul palco di Largo Carducci, quando verranno premiati tre grandi protagonisti dello sport umbro: la campionessa di ginnastica ritmica Agnese Duranti, il fiorettista Alessio Foconi, che riceverà il premio de ‘I Primi d’Italia’ dal presidente del CONI Umbria Aurelio Forcignanò, e Luca Innocenzi, cavaliere folignate vincitore dell’ultima edizione della Giostra della Quintana che verrà premiato dal priore del Rione Cassero Fabio Serafini assieme ad Aldo Amoni e Giorgio Recchioni, storiche figure del rione della Torre Merlata. Tra i premiati anche il Dott. Armando Gradone, prefetto di Perugia.

La giornata si aprirà alle 10.00 con l’inaugurazione dei Villaggi del Gusto e dei mercati, per poi proseguire con le esperienze culinarie più attese. Tra le Food Experience all’Auditorium Santa Caterina, spiccano: alle 11.00 “Il sapore autentico della Sicilia: le busiate Altamore” a cura del Pastificio Altamore; “I Primi di Gragnano” firmati dallo chef Marco Cuccaro alle 13.00; “Mille sfumature di verde… l’olio umbro protagonista” con Assoprol alle 16.00; e “Tra i sapori dell’Umbria: tortelli di agnello e tagliatelle d’oca” con lo chef Marco Faiella per APCI alle 18.00. Un viaggio nel gusto che abbraccia tradizione, innovazione e territori diversi.

Nel pomeriggio si alterneranno a Palazzo Candiotti anche i laboratori de I Primi d’Italia Junior, dedicati ai più piccoli, e La Pasta della Nonna, che guiderà gli adulti alla riscoperta della manualità della pasta fatta in casa. Sarà anche l’ultimo giorno per vedere le meravigliose creazioni della mostra Ricette di Ricamo, che ospita le opere d’arte tessile del gruppo di cucito ‘La Gruppa’.

In serata tornerà l’esclusiva rassegna A Tavola con le Stelle, con la cena firmata dallo chef Andrea Impero (Ristorante Elementi Fine Dining, Torgiano, 1 stella Michelin), a confermare il respiro internazionale della manifestazione. Sul palco di Largo Carducci spazio invece all’intrattenimento con il Cabaret Show di Bicio alle 20.30, la rappresentazione del Bolero a cura della scuola di ballo folignate Spazio Danza alle 21.30 e il concerto live dei Giovani Tattici Nucleari alle 22.00

“Stati di Natura”, a Perugia e Terni la 31esima edizione di UmbriaLibri

“Stati di Natura” è il tema scelto per la 31esima edizione di UmbriaLibri, il festival letterario della Regione Umbria in programma a Perugia, dal 24 al 26 ottobre, e a Terni, dal 28 al 30 novembre.

Un’anteprima di UmbriaLibri 2025, con la verticale del Turismo, si svolgerà nei giorni 22 e 23 ottobre con alcuni panel dedicati al turismo lento, comunicazione e letteratura di viaggio il cui corner dei libri verrà ospitato alla mostra mercato dell’editoria umbra presso il CERP (Rocca Paolina). Inoltre il 23 ottobre si svolgerà – sempre in anteprima di UmbriaLibri – la “Prima giornata AIB (Associazione Italiana Biblioteche) delle biblioteche umbre”, realizzata in collaborazione con Regione Umbria.

Circa 50 le case editrici umbre presenti al festival letterario con oltre 160 eventi in programma tra le date di Perugia e Terni. Tanti gli ospiti, scrittori, editori e intellettuali tra i più importanti del panorama italiano come Paolo Nori, Giorgio Vallortigara, Paola Caridi, Elena Stancanelli, Chiara Faggiolani, Fabio Stassi, Antonella Lattanzi, Fabio Bacà, Jan Brokken, Frank Westermann, Gipi, Domenico Starnone, Maria Grazia Calandrone, Matteo Nucci, David Szalay, Romana Petri, Antonio Manzini, Emanuele Trevi, Viola Ardone, Daria Bignardi, Concita De Gregorio, Nicoletta Verna, Fabrizio Bentivoglio, Chiara Valerio, Melania Mazzucco e tanti altri ancora.

Un evento, UmbriaLibri, che unisce editoria, cultura e riflessione sui grandi temi del presente, come suggerito dal tema ‘Stati di Natura’ scelto per l’edizione 2025: da un lato richiama un ritorno alla legge del più forte e all’arbitrio, dall’altro suggerisce la possibilità di una rinascita, fondata sull’ascolto, la relazione, la cura e una rinnovata armonia con la natura.

Inclusione lavorativa, a Perugia inaugurato il laboratorio ‘Il Gusto che Unisce’

Un laboratorio per la produzione e la vendita di yogurt senza lattosio, prodotti senza lattosio e senza glutine, e, insieme, un progetto che vuole offrire un’opportunità di lavoro e di crescita, di autonomia e inclusione sociale a persone con disturbi dello spettro autistico, altre neurodivergenze e fragilità.

È stato inaugurato a Perugia, in via della Pescara 44, il laboratorio ‘Il Gusto che Unisce’, nato da un progetto lavorativo della cooperativa sociale La Brigata indipendente e supportato da diversi soggetti, il Gruppo Grifo agroalimentare con il brand Grifo Latte, Enel Cuore, la Onlus del Gruppo Enel, Fondazione Perugia, Confcooperative Umbria e Fondosviluppo.

Al taglio del nastro, insieme ai soci della cooperativa guidata dalla presidente Valentina Cimbali e dalla vicepresidente Valentina Iacucci Ostini, hanno partecipato Costanza Spera, assessora alle politiche sociali del Comune di Perugia; Sarah Bistocchi e Bianca Maria Tagliaferri, presidente e vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria; Massimo Rolla, garante regionale dei diritti delle persone con disabilità; e Francesca Pasquino, consigliera della Provincia di Perugia. Presenti inoltre Carlo Catanossi, presidente del Gruppo Grifo Agroalimentare, Andrea Valcalda, consigliere delegato Enel Cuore, Franco Moriconi, vicepresidente della Fondazione Perugia, Carlo Di Somma, presidente di Confcooperative Umbria.

“L’apertura di questo laboratorio e punto vendita – hanno spiegato la presidente Cimbali e la vicepresidente Iacucci Orsini – fa parte del progetto ‘L’Impresa della Brigata Indipendente’ con il quale nel 2023 abbiamo partecipato al concorso ‘InvestiAmosociale’ di Fondazione Perugia, conquistando il primo posto in graduatoria come migliore startup. Nel corso del 2024, la nostra cooperativa si è dedicata alla ristrutturazione di questo locale in via della Pescara, in un quartiere a due passi dal centro città, facilmente accessibile ai nostri ragazzi, anche grazie alla vicina rete di trasporti pubblici. A novembre 2024 è arrivato il contributo di Enel Cuore con il quale abbiamo potuto procedere con la seconda fase del progetto cioè creare il laboratorio dei prodotti senza glutine”.

‘Il Gusto che Unisce’ nasce in un locale di 270 metri quadrati e ospita un laboratorio di produzione di yogurt artigianale senza lattosio, buono per tutti, Briyò, in collaborazione con il Gruppo Grifo Agroalimentare; una cucina in cui lo chef Luca Fabbri affianca nella produzione di prodotti senza glutine e senza lattosio; il punto vendita in cui saranno commercializzati, oltre le produzioni proprie, prodotti freschi in co-branding con il Gruppo Grifo Agroalimentare e prodotti di altre cooperative sociali del territorio. Uno spazio che sarà anche luogo d’incontro e di attività sociali e ricreative. Il laboratorio in questa fase vede impiegati 2 ragazzi con disabilità, Federica di 26 anni, Matteo di 24 anni, e due persone adulte con disabilità, che rientreranno così nel mondo del lavoro, affiancati da Valentina Iacucci Ostini, che si occupa della parte amministrativa e Valentina Cimbali, responsabile dei laboratori alimentari.

“Sono molto contento di essere qui – ha dichiarato il presidente Catanossi – e ancor più del raggiungimento di questo traguardo. Ci abbiamo creduto fin dall’inizio mettendo a disposizione competenze, strutture, attrezzature da laboratorio, prodotti per integrare le loro produzioni. Cercheremo di collocare i loro prodotti per quello che ci sarà possibile ma soprattutto vogliamo essere partner di questi ragazzi, che sono degli eroi, e delle loro famiglie”.

“Penso che la mission della Fondazione Perugia – ha commentato Moriconi – sia assistere questi progetti. Questo in particolare è un progetto unico a cui auguro grande successo, come Fondazione saremo vicini e continueremo ad accompagnarli nel loro iter”. Enel Cuore ha sostenuto il progetto con un contributo finalizzato all’acquisto delle attrezzature per le attività di produzione e confezionamento degli yogurt e dei prodotti senza glutine.

“L’‘Impresa della Brigata Indipendente’ è molto più di un laboratorio di produzione: è una possibilità di cambiamento, una porta aperta verso il futuro per chi spesso le trova chiuse – ha detto Andrea Valcalda, consigliere delegato di Enel Cuore –. Lo sviluppo personale dei ragazzi e la loro integrazione sociale rispondono alla missione che Enel Cuore porta avanti da più di 20 anni, a sostegno delle iniziative promosse dalle realtà del terzo settore impegnate quotidianamente sul territorio per migliorare la qualità della vita delle persone più fragili. Dare un’opportunità, insieme, è il risultato più bello per rendere una comunità più coesa e solidale e quindi più accogliente”.

“Questa mattina – ha sottolineato l’assessora Spera – c’è grande emozione e felicità perché quello che parte ufficialmente oggi. È un percorso che viene da lontano con un’enorme collaborazione tra Terzo settore, associazionismo, imprese ed enti pubblici. Siamo felici di aver dato il nostro contributo pubblico a valere sul fondo autismo perché siamo fortemente convinti di dover sostenere le realtà che favoriscono la socializzazione e in questo caso anche l’occupazione che ha un valore incredibile per ragazzi che hanno forme di disabilità”. “Questa realtà – ha aggiunto la consigliera Pasquino – si inserisce perfettamente in un quartiere che ha deciso di includere. Da qui le fragilità diventano un elemento di forza per la costruzione del futuro”.

“Grazie alla cooperativa La Brigata Indipendente – ha concluso la presidente Bistocchi –, ai ragazzi e alle ragazze che hanno lavorato per l’inaugurazione di oggi e per il lavoro che fanno tutti i giorni per l’inclusione sociale propria e altrui. La disabilità non si sceglie però si può scegliere come viverla e si possono scegliere i luoghi. Abbiamo bisogno di luoghi non disabilitanti e questo laboratorio è uno di quelli, un luogo in cui viene annullata la disabilità. L’inclusione viene fatta anche attraverso il cibo, perché è un elemento che unisce. L’inclusione sociale per le istituzione locali è importante saremo al fianco di queste ragazze e di questi ragazzi”.

“La cucina biglietto da visita prezioso dell’Italia”

Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, accompagnato dal sottosegretario di Stato all’Interno Emanuele Prisco, ospite a Foligno della seconda giornata de “I Primi d’Italia”.

Ad accoglierlo, il presidente di Epta Confcommercio Umbria Aldo Amoni e le autorità locali guidate dal sindaco di Foligno Stefano Zuccarini, che lo ha accolto presso le sale del Comune. Il Ministro ha poi visitato alcuni Villaggi del Gusto, incontrando gestori e artigiani, mostrando particolare interesse per gli spazi dedicati alle eccellenze agroalimentari umbre. Successivamente, alla presenza della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, ha raggiunto il Palazzo del GAL Valle Umbra e Sibillini presso l’ex Teatro Piermarini, soffermandosi sulle attività di promozione territoriale e sul valore che il festival porta in termini di identità culturale e visibilità internazionale.

L’Italia è una straordinaria nazione che ha nella sua cucina un biglietto da visita prezioso – ha dichiarato il ministro Lollobrigida – i nostri piatti rappresentano le produzioni degli agricoltori e il legame forte del nostro cibo con il territorio e la cultura che questo rappresenta. Iniziative come questa creano il luogo nel quale piccole e grandi produzioni si incontrano, si valorizzano e diventano valore economico, permettendo di mantenere inalterata la qualità, che è l’elemento cardine del nostro modello produttivo“.

Visibilmente emozionato, il presidente di Epta Aldo Amoni ha sottolineato l’importanza di questa presenza: “Ringrazio il ministro Lollobrigida per aver dimostrato, con la sua visita e con le sue parole, una vicinanza concreta a questo festival. È un segnale che ci onora e che ci spinge a fare ancora meglio. Auspico che I Primi d’Italia – ha continuato Amoni – possano contribuire a dare ulteriore forza alla candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’UNESCO. Ringrazio per questa iniziativa il Sottosegretario all’InternoEmanuele Prisco, che non solo ci ha permesso di presentare il Festival a Roma lo scorso 5 settembre ma ha reso possibile anche la giornata di oggi“.

Dopo una giornata intensa tra convegni e laboratori, il festival guarda ora agli appuntamenti di sabato 27 settembre, che promettono di richiamare migliaia di visitatori. Tra i più attesi, la Food Experience “Vegano che passione!” firmata da VeganOk Academy assieme dallo chef Boris Scafati (ore 11.00, Auditorium Santa Caterina) e, nel pomeriggio, “Se senti il mare…” con lo chef Fabrizio Rivaroli e i suoi maltagliati al grano arso (ore 16.00). Sempre a Palazzo Candiotti proseguiranno i laboratori de I Primi d’Italia Junior, con protagonisti gli strangozzi rossi e la pasta colorata dedicata ai bambini.

Alle 21.00 l’Auditorium Santa Caterina ospiterà il secondo appuntamento della rassegna A tavola con le stelle, con lo chef Domenico Stile, due stelle Michelin dell’Enoteca La Torre di Roma, mentre Largo Carducci sarà il palcoscenico di uno degli spettacoli più attesi: alle 22.00 salirà sul palco Carmen Russo, protagonista di una serata di musica, danza e intrattenimento.

Welcare Industries, inaugurato il nuovo stabilimento produttivo di Orvieto

Inaugurato il nuovo stabilimento produttivo di Welcare Industries, azienda parte del Gruppo Labomar e realtà leader nella produzione e distribuzione di dispositivi medici, biocidi e soluzioni personalizzate per il paziente e per il caregiver.

Il piano

L’intervento, avviato ad agosto 2023 e concluso in due anni, ha richiesto un investimento complessivo di 4,5 milioni di euro e rientra in un più ampio piano industriale quinquennale (2024–2028), volto a sostenere la crescita dell’azienda.

Il piano mira a consolidare il posizionamento di Welcare quale eccellenza nel settore dei dispositivi medici per il trattamento di patologie cutanee complesse e di diversa eziologia e per la prevenzione e la gestione delle infezioni correlate all’assistenza. La società ha chiuso il 2024 in crescita, una performance frutto dell’ampliamento produttivo, dell’innovazione tecnologica, dell’effi cienza energetica e della sostenibilità e ha l’obiettivo di incrementare la quota di mercato.

Il nuovo stabilimento rappresenta un’espansione della sede già esistente di Welcare e si inserisce in un percorso di crescita costante che aveva già visto, nel 2015 e nel 2017, significativi ampliamenti delle aree produttive, logistiche e della Ricerca & Sviluppo. L’operazione rientra in un più ampio progetto di investimento del Gruppo, volto ad accelerare il percorso di crescita, rispondere alle esigenze di un mercato globale in continua evoluzione, migliorare l’efficienza operativa e garantire standard qualitativi sempre più elevati.

Lazzarotto: tappa strategica nel percorso di crescita

Spiega Fulvia Lazzarotto, CEO di Welcare Industries: “La realizzazione del nuovo stabilimento produttivo rappresenta una tappa strategica nel percorso di crescita di Welcare e un investimento mirato a rafforzare la nostra capacità industriale e la competitività sui mercati internazionali. Sin dall’inizio ci siamo distinti per curiosità, spirito internazionale e una forte vocazione all’innovazione tecnologica, elementi che ci hanno permesso di sviluppare soluzioni ad alto valore aggiunto per la salute e il benessere della collettività. La realtà che abbiamo costruito è il risultato di un confronto costante e costruttivo con una rete eterogenea di interlocutori: dalle istituzioni locali e regionali, ai rappresentanti del sistema sanitario, ai nostri partner distributivi, fi no ai professionisti e ai talenti che, con competenza e visione, hanno contribuito a consolidare la nostra presenza nel panorama internazionale. Guardando al futuro, vogliamo capitalizzare i risultati raggiunti per accelerare lo sviluppo industriale del Gruppo, ampliare la nostra presenza nei mercati globali e rafforzare la posizione di Welcare come player di riferimento per innovazione, affidabilità e crescita sostenibile, generando valore tangibile e duraturo per tutti i nostri stakeholder”.

Bertin: rafforzare ulteriormente l’ecosistema industriale del nostro Gruppo

“Con questo nuovo stabilimento produttivo andiamo a rafforzare ulteriormente l’ecosistema industriale del nostro Gruppo, dando concretezza ad una visione chiara di lungo periodo. È, inoltre, la dimostrazione che innovazione, sostenibilità e integrazione tra le realtà possono generare valore condiviso, incidendo positivamente sul mercato, sull’ambiente e sulle comunità in cui operiamo,” afferma Walter Bertin, fondatore e CEO di Labomar. “Il percorso che ha svolto Welcare, sotto la sapiente guida di Fulvia Lazzarotto, è significativo e costituisce un esempio concreto di come visione strategica e investimenti mirati possano tradursi in sviluppo e valore condiviso”.

L’intervento

Il recente intervento si traduce in una superficie produttiva complessiva di 600 mq, che ospita due camere bianche certificate secondo gli standard ISO, destinate alla produzione di dispositivi medici e presidi medico-chirurgici in ambienti a contaminazione controllata. Sono stati inoltre potenziati gli spazi dedicati al confezionamento, che oggi raggiungono 500m mq, e un immobile adiacente di 800 mq è stato riconvertito in area logistica. Anche gli uffici, per un totale di 650 mq, sono stati oggetto di un importante intervento di riqualificazione architettonica e funzionale.

Dal punto di vista tecnologico, lo stabilimento ha integrato nuove linee automatizzate per la produzione di panni e guanti preimbibiti, e una seconda autoclave per la sterilizzazione a vapore, che consente di raddoppiare la capacità di trattamento termico e di assicurare maggiore flessibilità produttiva.
Nel complesso, l’attivazione del sito porterà a un incremento stimato della capacità produttiva di oltre il 50%, grazie alla maggiore automazione, all’ottimizzazione dei flussi interni e all’aumento della superficie operativa, in risposta alla crescente domanda nazionale e internazionale.

I lavori di ampliamento del sito produttivo hanno portato anche all’adozione di soluzioni di efficienza energetica: il nuovo impianto fotovoltaico garantirà una copertura media del 60% del fabbisogno energetico nei mesi primaverili ed estivi, mentre il sistema di recupero e riutilizzo – per usi tecnici interni – delle acque reflue contribuirà a ridurre l’impatto ambientale. Tutte azioni coerenti con l’identità di Welcare come Società Benefi t e B Corp™ certificata, impegnata nell’integrazione dei criteri ESG e nel monitoraggio delle proprie performance ambientali, anche tramite rating Ecovadis.

L’impatto occupazionale

L’investimento avrà un impatto significativo anche sul fronte occupazionale: l’attuale organico di 47 risorse, suddivise tra produzione e uffici, è destinato ad aumentare di circa il 20% nel medio periodo. Il piano di assunzioni, già avviato, si articolerà nei prossimi 24 mesi, con l’apertura di nuove posizioni in ambito produttivo, tecnico e nel middle e senior management, a conferma dell’impegno di Welcare a sostenere la crescita industriale e occupazionale nel territorio umbro.