Un voto che segna un cambio di passo importante per il futuro dell’agricoltura europea e per la tutela del lavoro degli agricoltori. Coldiretti Umbria commenta così l’approvazione da parte del Parlamento Europeo delle modifiche al Regolamento sull’Organizzazione Comune dei Mercati (Ocm) e il voto sulla semplificazione della Politica agricola comune (Pac).
“Le decisioni assunte, accolgono molte delle nostre storiche richieste e rappresentano – sottolinea Albano Agabiti, presidente Coldiretti Umbria – un primo risultato concreto delle mobilitazioni che hanno visto protagonisti anche gli agricoltori umbri, in piazza per difendere reddito, trasparenza e sostenibilità”.
“Grande soddisfazione – spiega Agabiti – per l’apertura all’estensione dell’etichetta d’origine su tutti gli alimenti, un principio di trasparenza che Coldiretti sostiene da anni e che permetterà ai cittadini di conoscere con chiarezza la provenienza dei cibi, valorizzando le produzioni locali e garantendo una concorrenza più leale. Bene anche la preferenza dei prodotti di origine comunitaria e locale in mense e appalti pubblici. Tra le principali novità inoltre – aggiunge Agabiti – lo stop all’utilizzo di denominazioni come ‘hamburger’ o ‘bistecca’ per prodotti vegetali o sintetici, una misura per contrastare il fenomeno del ‘meat sounding’ e tutelare i consumatori da pratiche commerciali ingannevoli, rafforzando al contempo il settore zootecnico, così rilevante pure per l’economia agricola regionale”.
“Sul fronte della filiera agroalimentare – riferisce il direttore regionale Coldirett,i Mario Rossi – il Parlamento europeo ha dato il via libera all’obbligatorietà dei contratti scritti, con la previsione che anche i costi di produzione vengano considerati nella fissazione dei prezzi. Un passo fondamentale – sottolinea Rossi – per mettere fine a pratiche sleali che troppo spesso hanno costretto le aziende agricole a vendere sottocosto, compromettendo la loro sostenibilità economica. Parallelamente – prosegue Rossi – l’approvazione delle misure di semplificazione della Pac rappresenta un ulteriore risultato di rilievo per il mondo agricolo. Le nuove disposizioni introducono maggiore flessibilità e meno burocrazia, con la possibilità, ad esempio, per gli Stati membri, di esentare dagli impegni degli ecoschemi gli agricoltori con meno di 10 ettari e/o con un numero limitato di capi introducendo una reale proporzionalità e riducendo drasticamente gli oneri per le piccole aziende. Le modifiche approvate dal Parlamento – conclude Rossi – dovranno ora passare al voto del Trilogo, ma rappresentano un segnale politico di grande rilievo nel percorso di sostenibilità e semplificazione per le imprese agricole”.
Perché fare una visita medica in Umbria è diventato così difficile? Perché tanti cittadini devono rivolgersi al privato per curarsi? E che fine ha fatto il diritto alla salute per tutti?
“Sos Sanità” (Intermedia Edizioni) è il nuovo libro di Andrea Caporali e Andrea Impannati, un’analisi documentata sulla crisi del sistema sanitario umbro. Caporali, ingegnere biomedico e ricercatore all’Università di Teramo, e Impannati, giornalista e comunicatore, collaborano da anni con l’associazione PrometeOrvieto, impegnata nello studio delle politiche sanitarie regionali. Attraverso dati, ricerche e testimonianze raccolte sul territorio, il volume indaga le cause del progressivo indebolimento della sanità pubblica in Umbria, descrivendo un sistema che da tempo ha smarrito l’efficienza e la fiducia che lo avevano reso un modello nel panorama nazionale.
Questo libro, in uscita nazionale a partire dal 12 ottobre, racconta, in modo chiaro e diretto, cosa sta succedendo davvero alla sanità umbra. Un viaggio tra dati, testimonianze e scelte politiche che mostra come il nostro servizio sanitario nazionale stia cambiando, spesso in peggio: ospedali sotto organico, tempi di attesa infiniti, servizi tagliati e sempre più spazio al settore privato.
Un’inchiesta necessaria per capire le radici di questi problemi, che ha l’obiettivo di far riflettere su come difendere una sanità che sia davvero al servizio di tutti. Perché la salute non può diventare un privilegio.
Dal modello umbro alla crisi dei servizi
Il libro ricostruisce la storia della sanità regionale e il suo intreccio con la politica, evidenziando i passaggi che hanno portato al ridimensionamento di strutture e personale, alla crescita della mobilità passiva e all’espansione del settore privato. L’Umbria vede aumentare i cittadini costretti a curarsi altrove o a rinunciare alle prestazioni. Emerge un quadro complesso, dove le disuguaglianze territoriali e sociali si ampliano e la qualità dei servizi di base risulta sempre più fragile. Un trend speculare è quello dell’incremento delle aziende private che si occupano di sanità nel territorio, sia nel numero delle strutture che nel fatturato.
Il futuro della sanità
La sanità è tornata al centro del dibattito politico, grazie anche alle elezioni regionali del 2024 che hanno segnato un cambio di guida della Regione. Il libro cerca di far riflettere sul futuro del welfare: la necessità di rinnovare il Servizio sanitario regionale, di restituirgli efficienza, competenze e fiducia, affinché possa tornare ad essere uno dei pilastri fondamentali della comunità. Un testo che invita a comprendere la crisi non per dividere, ma per trovare una modalità per ripensare il diritto alla salute tanto caro ai cittadini.
Per festeggiare i 190 anni della Camera di Commercio dell’Umbria al via, dal 14 ottobre, a un viaggio tra le emozioni e le sfide del mondo produttivo attraverso dodici pellicole d’autore. Da Ken Loach a François Ozon, da Lars von Trier a Laurent Cantet: il valore del lavoro e dell’impresa al centro di una rassegna che unisce cultura, economia e società. Perugia e Terni si fanno set d’eccellenza, con quattro cinema coinvolti e ingresso gratuito. Ci saranno anche talk rapidi, un invito a ripensare lavoro e impresa con lo sguardo del cinema d’autore. Un progetto che celebra la storia della Camera di commercio dell’Umbria guardando al futuro con visione e coraggio.
Il cinema come palestra civile
Il cinema non intrattiene soltanto: allena lo sguardo. Ogni appuntamento è preceduto da un talk breve con un critico e un esperto, per collegare scene e vita reale: organizzazione, pari opportunità, qualità del lavoro. È un viaggio che parla a tutti – imprenditori, lavoratori, studenti, famiglie – perché la competitività non è solo tecnologia ma cultura condivisa. L’ingresso è libero: una scelta che dice che la cultura economica è un bene comune.
Storie che lasciano il segno
Dalla mensa di un ristorante che riparte tra mille inciampi alle aule dove insegnanti e studenti si misurano con il presente, dai piani alti delle aziende alle linee di produzione: le pellicole selezionate mostrano cadute, scelte, conflitti e rinascite. C’è l’ironia che sdrammatizza senza banalizzare, c’è la lotta per i diritti, c’è il coraggio di una leadership responsabile, c’è la fatica quotidiana di chi tiene insieme conti, persone e valori. Il risultato è un mosaico che invita a prendersi cura dei luoghi di lavoro.
Dopo il film
Ogni serata si chiude con un invito semplice: continuare a parlarne. Nel foyer, a casa, in ufficio, in classe. Le immagini funzionano davvero quando diventano scelte: una nuova procedura più equa, un’attenzione in più per chi è fragile, un’idea che diventa progetto. Questo è lo spirito della rassegna: condividere competenze, coltivare relazioni e accendere il gusto di innovare.
Calendario delle proiezioni
Cinema PostModernissimo – Perugia 14 ottobre, ore 21:30 – Il mio amico Eric di Ken Loach 21 ottobre, ore 21:30 – Soul Kitchen di Fatih Akin 28 ottobre, ore 21:30 – Un altro mondo di Stéphan Brizé
Cinema Zenith – Perugia
6 novembre, ore 21:30 – Il grande capo di Lars von Trier 13 novembre, ore 21:30 – La bella statuina di François Ozon 20 novembre, ore 21:30 – Lady Henderson presenta di Stephen Frears
Cinema Melies – Perugia
2 dicembre, ore 21:30 – Madame Clicquot di Thomas Napper 9 dicembre, ore 21:30 – We Want Sex di Nigel Cole 16 dicembre, ore 21:30 – La classe di Laurent Cantet
Cinema Politeama – Terni 8 gennaio, ore 21:30 – Madame Clicquot di Thomas Napper 22 gennaio, ore 21:30 – Un altro mondo di Stéphan Brizé 29 gennaio, ore 21:30 – Lady Henderson presenta di Stephen Frears
A Perugia partecipano PostModernissimo, Méliès e Zenith; a Terni il Politeama Lucioli. Orario 21:30. Aggiornamenti su umbria.camcom.it.
Fondata nel 1835, la Camera di commercio ha attraversato ricostruzioni, crisi e ripartenze, sostenendo il tessuto produttivo con servizi, orientamento e promozione. Questo compleanno non è un punto e a capo: è un salto di pagina. Portare il cinema nelle sale significa aprire le celebrazioni alla città, chiamare la comunità a una riflessione che riguarda anche la qualità delle relazioni su cui si regge l’economia. Ricerca, formazione, digitalizzazione, sostenibilità: parole che diventano storie ed energie.
Un invito speciale ai più giovani
“Sguardo in Camera” dedica uno sguardo attento agli studenti: i film sono una bussola per orientarsi tra scelte di studio, lavoro e impresa. Non ci sono lezioni frontali: ci sono domande urgenti – come si guida un team? come si concilia vita e lavoro? come si reagisce all’errore? – a cui ciascuno può provare a rispondere. È un modo concreto per coltivare talento e cittadinanza, avvicinando i giovani alla realtà imprenditoriale dell’Umbria.
Partecipare è semplice
L’accesso è gratuito fino a esaurimento posti. Tutti gli appuntamenti iniziano alle 21:30. Il calendario completo, eventuali variazioni e materiali saranno su umbria.camcom.it e sui canali dei cinema. Venire in sala è già una scelta: quella di trasformare un anniversario in energia collettiva, di far vivere l’idea che il lavoro migliore nasce da comunità consapevoli.
Partecipare è semplice
Dichiara Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell’Umbria: “Celebrando 190 anni di vita, la Camera di commercio dell’Umbria vuole parlare non solo di ciò che ha costruito, ma di ciò che può ancora costruire insieme ai cittadini e alle imprese. ‘Sguardo in Camera’ nasce da questa visione: portare il mondo economico fuori dagli uffici, dentro i luoghi della cultura e del pensiero condiviso. Il lavoro è cambiato, l’impresa pure: oggi più che mai servono dialogo, creatività e responsabilità sociale.Vogliamo che ogni proiezione diventi un momento di riflessione civile, capace di ispirare chi studia, chi produce, chi amministra. Perché lo sviluppo non è solo una questione di numeri, ma di valori, fiducia e comunità. Guardare un film insieme, discutere, riconoscersi nelle storie: è anche questo un modo per costruire il futuro dell’Umbria”.
Mancano poco più di tre settimane alla scadenza del bando della Commissione nazionale dei Collegi del Mondo Unito per frequentare gli ultimi due anni delle superiori in una scuola internazionale. Disponibili numerose borse di studio integrali o parziali.
Il mese scorso, un altro studente umbro, Giovanni Cari di Narni, è partito per il college UWC di Mostar, in Bosnia.
I posti disponibili
Il bando della commissione nazionale dei Collegi del Mondo Unito (UWC, United World College) per il biennio 2026/2028, mette a disposizione degli studenti residenti in Italia circa 30 posti, la maggior parte dei quali coperti da borse di studio totali o parziali, per frequentare gli ultimi due anni delle scuole superiori in uno dei college dell’organizzazione presenti in Europa, Asia, Africa e America. Una sede UWC si trova anche in Italia, a Duino, vicino a Trieste.
I College del Mondo unito (UWC)
Nati negli anni ’60 su iniziativa di Kurt Hahn, un filantropo e pedagogista tedesco che, in piena guerra fredda, ebbe l’idea di istituire luoghi in cui i ragazzi potessero imparare praticando i valori della fratellanza e condivisione per trasformarsi in individui in grado di imprimere un cambiamento positivo nel mondo, oggi questi college costituiscono un vero e proprio network educativo, con un totale di 18 scuole che, al termine del biennio, rilasciano il diploma internazionale in lingua inglese IB (international baccalaureate), riconosciuto in Italia e all’estero. Il programma didattico prevede la costruzione di un piano educativo individuale, con la scelta di sei materie appartenenti ad altrettante aree di studio, completato da attività sportive, creative e di volontariato al servizio delle comunità locali e combinando anche momenti conviviali con gli stessi docenti che fanno da tutor a piccoli gruppi di ragazzi. E dopo il diploma, un programma di borse di studio dedicato agli studenti che escono da questi college, offre la possibilità di frequentare le migliori università internazionali.
I college UWC sono finanziati attraverso donazioni da parte di filantropi, istituzioni nazionali e locali, fondazioni, ma anche ex studenti che si sono realizzati professionalmente e che spesso continuano a impegnarsi a titolo volontario all’interno dell’organizzazione per aiutare altri ragazzi a beneficiare di questa opportunità.
Le scadenze del bando
Il termine ultimo per partecipare al bando nazionale è il prossimo 31 ottobre alle ore 16 e possono parteciparvi i ragazzi nati tra il 1° settembre 2008 e il 31 agosto 2010 che hanno appena iniziato il terzo anno delle superiori (ma la casistica è varia ed è specificata nell’avviso).
Dopodiché, tra il mese di dicembre 2025 e gennaio 2026, si svolgeranno le selezioni in due fasi (interregionale e nazionale), che si baseranno sui risultati scolastici ma soprattutto sulle caratteristiche caratteriali dei ragazzi, ai quali sono richiesti anche curiosità, empatia, apertura mentale e intraprendenza. Solo dopo aver stilato la graduatoria di merito verrà valutata la situazione reddituale delle famiglie di provenienza affinché a nessun ragazzo meritevole sia preclusa la possibilità di frequentare un college UWC per motivi economici: le borse di studio, infatti, vengono assegnate in base al bisogno economico.
La graduatoria definitiva verrà resa nota tra la fine di febbraio e i primi di marzo 2026, con l’assegnazione delle sedi e delle borse di studio, mentre la partenza dei ragazzi è prevista entro il mese di settembre dello stesso anno per dare inizio a un’avventura in grado di trasformare la loro vita.
L’Umbria e UWC
La Presidente della Commissione nazionale UWC è Marina Macchiaiolo, di Città della Pieve, ex studentessa al college UWC di Duino e oggi pediatra esperto in malattie rare e genetica medica all’ospedale Bambino Gesù di Roma.
Cecilia Anesi, anche lei di Città della Pieve ed ex studentessa a Duino, oggi è giornalista investigativa, co-fondatrice e direttrice del Centro di giornalismo di inchiesta IRPI che è parte della Global Investigative Journalism Network.
Nel biennio 2022/2024 lo studente perugino Valerio Castellini (oggi all’università di Princeton, New Jersey) ha frequentato il collegio UWC di Maastricht, in Olanda, mentre il mese scorso un ragazzo di Narni, Giovanni Cari, è partito per il college di Mostar, in Bosnia-Erzegovina.
In Umbria i giovani della cosiddetta “Generazione Z” (coloro che oggi hanno tra i 13 e i 28 anni) studiano e lavorano più della media nazionale. Secondo i dati Tagliacarne-Unioncamere-Camera di Commercio dell’Umbria, il tasso di immatricolazione universitaria è record, disoccupazione giovanile in calo e imprese under 35 in crescita. La sfida è trattenere i talenti e far crescere qualità e sostenibilità. La spinta culturale, l’imprenditorialità under 35 e il consumo esperienziale confermano che i giovani della generazione Z non sono spettatori, ma protagonisti. La Camera di commercio dell’Umbria avverte: serve un salto: contratti qualificati, percorsi connessi con il territorio e incentivi per chi resta. È possibile trasformare questa forza potenziale in classe dirigente regionale.
Mencaroni: sono la più grande opportunità di crescita per l’Umbria
Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “I giovani della Generazione Z rappresentano la più grande opportunità di crescita per l’Umbria. Studiano più della media nazionale, partecipano al mercato del lavoro con energia e voglia di fare impresa. È una generazione concreta, che chiede percorsi formativi di qualità, lavoro vero, ambienti innovativi. Come Camera di Commercio lavoriamo costantemente per rafforzare il ponte tra scuola e imprese, facendo proposte per il rientro dei laureati e premiare chi sceglie di costruire qui il proprio futuro. I cinque punti chiave che proponiamo e sui quali va fatto convergere in maniera unitaria lo sforzo di tutte le istituzioni umbre sono da affrontare con decisione. Non possiamo permetterci di disperdere questo patrimonio umano: dobbiamo fare dell’Umbria una regione giovane, dinamica e attrattiva, dove restare e lavorare abbia senso.”
Motore dell’economia In Umbria la Generazione Z è un motore reale dell’economia regionale. I dati più recenti raccontano una realtà che sorprende: i giovani umbri studiano e lavorano più della media nazionale. Il tasso di disoccupazione per la fascia 15–29 anni è sceso al 12,4% nel 2024, contro il 14,7% dell’Italia, mentre il tasso di attività — ovvero quanti lavorano o cercano lavoro — è salito al 71,5%, superando sia la media del Centro (70,6%) sia quella nazionale (66,6%).
Ma non è solo una questione occupazionale. Il vero salto riguarda la formazione: l’Umbria cresce nella qualità e nella quantità degli studi, segnando risultati di rilievo anche nel confronto con le regioni più forti.
I giovani umbri studiano di più Secondo l’indagine del Centro Studi Tagliacarne – Unioncamere (settembre 2025), la provincia di Terni è terza in Italia su 107 province per percentuale di immatricolati all’università rispetto alla popolazione di 19 anni (quindi tra coloro che su diplomano): un 69,3%, a fronte di una media nazionale inferiore al 50%. È un balzo di quasi trenta posizioni in un solo anno.
Anche Perugia si colloca nella fascia alta della graduatoria, confermando una propensione strutturale allo studio e alla formazione post-diploma. Entrambe le province presentano una quota di popolazione 25–49 anni con al più la terza media tra le più basse del Paese (Terni è 12ª), segno di un capitale umano istruito e in crescita.
Inoltre, quasi un terzo dei giovani universitari umbri sceglie discipline STEM — Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica — percentuale superiore alla media italiana e in linea con i territori più industrializzati.
Tutto ciò dimostra che la Generazione Z umbra non solo lavora, ma investe con decisione sulla conoscenza, costruendo basi solide per un futuro competitivo.
Neet in discesa, partecipazione in crescita Altro segnale positivo è il calo dei Neet — i giovani che non studiano e non lavorano — scesi in Umbria al 10,5%, contro il 15% della media italiana. Tra il 2018 e il 2023, mentre la popolazione 15–34 anni diminuiva di circa 4mila unità, i Neet si riducevano di oltre 12mila 600 persone. Non è un effetto demografico, ma un chiaro indice di maggiore partecipazione, di giovani che scelgono percorsi di formazione, tirocini o esperienze lavorative. È il segno di una generazione che non aspetta, ma agisce.
Impresa giovane: laboratorio di innovazione L’Umbria è anche terreno fertile per l’imprenditorialità under 35. I dati della Camera di commercio dell’Umbria segnalano un saldo positivo di +409 nuove imprese nel secondo trimestre del 2025 rispetto al precedente: il miglior risultato degli ultimi cinque anni. Il bilancio annuale resta leggermente negativo (-0,83%), ma la crescita delle imprese giovanili è decisamente più dinamica della media nazionale. I settori più vivaci: turismo esperienziale, agroalimentare innovativo, tecnologie digitali e manifattura sostenibile.
È una generazione che non teme il rischio, combina competenze tecniche e visione internazionale, ma chiede un ecosistema più rapido e semplice: meno burocrazia, più mentoring, fondi seed accessibili e spazi condivisi dove far nascere idee.
Trattenere i talenti, costruire senso L’Umbria forma giovani preparati ma fatica a trattenerli. Molti laureati scelgono di partire per trovare altrove percorsi di crescita professionale. La sfida è trasformare la qualità formativa in occupazione qualificata, con contratti stabili e opportunità coerenti con le competenze acquisite. Serve un patto strutturato tra istituzioni, università e imprese per incentivare il rientro dei laureati, collegare i corsi alla domanda locale e creare filiere di lavoro ad alta specializzazione.
Come osserva l’avvocato Andrea Carta Mantiglia di BonelliErede, la law firm da cui è passata la storia economica d’Italia: “Le nuove leve cercano autonomia, chiarezza, valori concreti. Vogliono sapere perché lavorano, non solo quanto guadagnano. Non basta dirsi inclusivi: bisogna dimostrarlo con fatti, benefit reali e percorsi trasparenti.” È una riflessione che illumina anche la sfida umbra: non basta offrire un salario, bisogna costruire motivazione e appartenenza.
I cinque punti chiave
La Camera di Commercio dell’Umbria lavora perché, in concreto con tutte le altre istituzioni, si possano trasformare questi dati e queste aspettative in politiche concrete:
Voucher di rientro per laureati che scelgono l’Umbria come luogo di realizzazione professionale; Contratti qualificati per i primi impieghi giovanili, con durata certificata e possibili evoluzioni; Incentivi all’imprenditorialità giovanile, con supporti per startup, spin-off e innovazione locale; Distretti culturali integrati e “hub dell’esperienza”, per moltiplicare le connessioni tra cultura, turismo e giovani consumatori; Formazione mirata 4.0 e digitalizzazione delle PMI, per rispondere ai gap di competenze richiesti dai giovani. Una generazione che può cambiare la regione L’Umbria possiede un capitale umano di valore e un contesto favorevole: territorio compatto, comunità coesa, costi d’impresa contenuti, qualità della vita elevata. Ora serve un passo in più: trasformare la potenzialità dei giovani in forza strutturale della crescita economica.
Mancano gli agenti in tutta la provincia di Perugia per garantire la sicurezza pubblica. E’ la denuncia del Siap (Sindacato italiano appartenenti polizia) attraverso i segretari regionale e provinciale di Perugia, rispettivamente Vincenzo D’Acciò e Giacomo Massari.
“Ormai – attaccano – non si tratta più di un’emergenza organica ma di un vero e proprio problema strutturale, dovuto a anni di dimagrimento delle forze effettive ai vari reparti. Come in passato, le recenti assegnazioni non sono state in grado di tamponare neanche le uscite per i pensionamenti”.
Il Siap chiede di rivedere il sistema delle assunzioni e l’apparato scuole di formazione “insufficienti a garantire il necessario incremento degli organici”.
Il Siap lamenta da tempo il disagio dei poliziotti “costretti agli straordinari per garantire tutti i servizi, ma anche degli stessi cittadini che vorrebbero vedere più pattuglie nel proprio quartiere o lungo le strade. La sezione della Polizia stradale, con i suoi quattro distaccamenti, non riesce infatti a far uscire più di due pattuglie per tutta la provincia nei turni serali e notturni. Peggio ancora per i commissariati – sottolineano – tutti tremendamente sotto organico. Foligno, la terza città dell’Umbria, è sotto di 15 unità, Spoleto di 8 e Città di Castello 15. E ancora, la Polfer non ha adeguato organico per coprire tutti i servizi e anche il Posto di Polizia all’aereoporto internazionale di Sant’Egidio non riceve rinforzi a fronte di nuove tratte e numeri di passeggeri in costante aumento. Per non parlare del controllo del territorio con l’Upgsp (Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico) è affidato a sole due volanti per turno quando va bene”.
“È scontato dire che la sicurezza è un diritto dei cittadini – concludono D’Acciò e Massari –, ma vale la pena precisare che è anche un fattore di prosperità economica e sociale di un Paese. E nel complesso tra Questura e stradale servirebbero almeno 50 uomini di apporto minimo in termini di risorse umane”.
La visita al Deposito dei Beni Culturali di Santo Chiodo ha fatto da anteprima a “Conserva”, il Salone nazionale dell’arte della conservazione alimentare e dei beni culturali, dall’11 al 13 ottobre in programma al Complesso monumentale di San Nicolò a Spoleto.
Screenshot@Pier Paolo Metelli. Le foto possono essere utilizzate solo con l’autorizzazione dell’ Autore@Pier Paolo Metelli. Le foto possono essere utilizzate solo con l’autorizzazione dell’ Autore@Pier Paolo Metelli. Le foto possono essere utilizzate solo con l’autorizzazione dell’ Autore
Un’anteprima dedicata alla Conservazione dei beni culturali, e non si poteva non partire mettendo in luce il Deposito spoletino che custodisce un tesoro composto da migliaia di opere d’arte, qui ricoverate dopo il sisma del Centro Italia del 2016: pale d’altare, statue in marmo, in legno, in terracotta, crocifissi, paramenti liturgici, tessuti, arredi sacri, oggetti da cerimonia, colonne, campane, porzioni di affreschi, frammenti di chiese che poco o niente hanno potuto contro la violenza delle scosse che hanno colpito le nostre terre.
Le opere, catalogate e messe in sicurezza da un team di storici dell’arte, architetti, archeologi, restauratori, funzionari ministeriali, in attesa di essere ricollocate nei loro luoghi d’origine, in questa occasione sono state eccezionalmente presentate al pubblico, guidato nella visita da Giovanni Luca Delogu (storico dell’arte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria). Una visita esclusiva, quindi, visto che il Deposito, nonostante le opere importanti vengano ricoverate per lungo tempo, non è un luogo museale.
L’iniziativa è poi proseguita anche con la visita al Laboratorio dell’azienda di restauro CooBeC, con la presenza dei restauratori. Anche in questo caso una apertura eccezionale delle porte dei laboratori, per consentire al pubblico di assistere ad alcune fasi di restauri in corso, presentate da Antonella Filiani, presidente Coo.Be.C.
Da sabato l’avvio di Conserva, con il cuore del centro storico spoletino – con fulcro al Complesso monumentale di San Nicolò – che ospita quindi per la II edizione un’iniziativa che promuove la riscoperta delle tecniche tradizionali di conservazione alimentare, l’innovazione scientifica, e che da quest’anno allarga i suoi orizzonti anche alla tutela del territorio e alla salvaguardia del patrimonio artistico. Tre giorni di approfondimenti, degustazioni, aziende e realtà selezionate, mostre e visite guidate. Il fil rouge che lega cibo e cultura si fa così ancora più intenso, proponendo una visione integrata della conservazione: non solo alimentare ma anche ambientale, storica e identitaria.
Sabato 11 e domenica 12 ottobre (ore 10-20) sarà possibile acquistare e degustare prodotti di aziende umbre e non solo selezionate del settore della conservazione grazie alla Mostra Mercato al Complesso monumentale San Nicolò. Sarà possibile anche un Pic-nic urbano, creando il proprio cestino con i prodotti di Conserva.
Il Complesso monumentale di San Nicolò, in occasione di Conserva, ospiterà con la mostra “conservArte” la serie completa delle 10 serigrafie della Campbell’s Soup di Andy Warhol. Risalente al 1962, la zuppa Campbell’s da allora è divenuta iconica, facendo conoscere di fatto l’artista americano al mondo intero. Un’idea geniale la sua, come lo sarà tutta la produzione a venire: prendere a prestito oggetti e volti, che sia dagli scaffali o dal jet-set americano e internazionale poco importa, e riproporli all’infinito. Accanto alle opere di Warhol saranno esposti lavori di altri artisti storicizzati (Botero, Wesselmann, Ramos) e viventi, sia affermati che emergenti (Kusama, Banksy, Policastro, Wonder), nonché alcuni progetti dell‘Istituto Italiano Design di Perugia, tutti convergenti attorno al tema del cibo e del design. La mostra è a cura di Adelinda Allegretti e ad ingresso libero (sabato dalle 10.00 alle 20.00; domenica dalle 10.00 alle 19.00; lunedì dalle 10.00 alle 13.00).
Sabato
Conserva prevede anche laboratori, corsi, degustazioni e visite guidate. La giornata di sabato 11 ottobre (ore 10.30) inizia con la Visita guidata agli interventi di restauro della Tecnireco srl nel Duomo di Spoleto: l’affresco di Filippo Lippi, il pavimento cosmatesco, il rosone principale. A cura di Paolo Virilli, direttore tecnico Tecnireco – Tecnici Restauro Conservazione Beni Culturali.
Alle ore 15, Laboratorio “Autoproduzione dell’aceto” con Carlo Nesler. Presentazione teorica e laboratorio pratico di produzione dell’aceto. Al termine di questo laboratorio, ogni partecipante riceverà uno starter per produrre in casa il proprio aceto.
Alle ore 16, “Cibus, la conservazione all’epoca dei romani”, visita guidata alla Casa Romana di Spoleto, una domus del I sec. d.C., che si trasforma in un’occasione per approfondire gli usi e costumi dell’epoca, con un focus sulle abitudini alimentari e i metodi di conservazione di 2000 anni fa. A cura di Maggioli Cultura.
Alle ore 16.30, “Conservare senza rischi: il problema del botulino”. Incontro con l’agronomo Daniele Paci. Un talk chiaro e pratico per capire cos’è il botulino, perché può essere pericoloso e quali accorgimenti semplici ci permettono di prevenirlo in cucina. Per conservare in sicurezza senza rinunciare al gusto.
Domenica
La giornata di domenica 12 ottobre inizia alle ore 11 con il laboratorio “Buongiorno madre”, a cura di Riccardo Raspa e Chiara Bazzurri di Ora Forneria. L’arte dell’impasto naturale, i segreti della fermentazione spontanea e della lievitazione lenta. Al termine dell’esperienza, ogni partecipante porterà a casa il proprio “starter” di lievito madre, pronto per dare vita a pani, pizze e focacce e la sua pagnotta da cuocere a casa. A Cura di Ora Forneria, con la collaborazione di OIRZ Molini Fagioli (farine di Origine Italiana Residuo Zero).
Alle ore 11 a Palazzo Collicola prenderà il via invece l’incontro dal titolo “L’arte della conservazione Barocca”. La celebre “Spezieria” della bottega del Guercino, esposta al Piano Nobile di Palazzo Collicola, offre l’occasione per parlare della raffinata arte della conservazione del Seicento. Una carrellata di nature morte e di ricette dell’epoca, per evocare la complessità dei gusti dell’età barocca. A cura di Maggioli Cultura.
Alle ore 12, “I molti volti dell’Umami: degustazione di miso e shoyu”, laboratorio e degustazione con Carlo Nesler. Viaggio sensoriale per assaporare e conoscere qualità e usi di diversi condimenti fermentati accomunati dall’umami.
Alle ore 15, “Dalle erbe spontanee il tuo insaporitore naturale”, laboratorio dimostrativo con Orto Sive Natura. Come conservare fiori spontanei ed erbe selvatiche per condire olio, burro e utilizzarle in cucina.
Alle ore 16, “Brave come le Api, buono come il Miele”, laboratorio per bambini, a cura di Apicoltura Galli. Un’attività creativa dedicata ai bambini dai 3 agli 8 anni: tra pennarelli e disegni da colorare, prepareremo insieme terriccio, argilla e semi di fiori, le bombe di semi, da portare a casa e lanciare in un campo o in un angolo di terra, per aiutare le api nel loro prezioso lavoro di impollinazione.
Alle ore 17, “Frigorifero e congelatore: come usarli bene per conservare i cibi”, talk con l’agronomo Daniele Paci. Dall’organizzazione degli scaffali al giusto utilizzo delle temperature: un incontro utile e ricco di consigli pratici per sfruttare al meglio frigorifero e congelatore, ridurre gli sprechi e garantire cibi sempre sicuri.
Gran finale lunedì 13 ottobre alle ore 10.30 ancora al Complesso monumentale di San Nicolò con il convegno “Conserva Azione – Il passato e il futuro dell’arte della conservazione alimentare. Il rapporto tra il tempo e il cibo, tra storia, cultura, sostenibilità e nuove pratiche”, con l’obiettivo di stimolare una riflessione attenta sul tempo, la memoria, il cibo e la cultura, interrogandosi sulle prospettive future delle pratiche di conservazione in un mondo che cambia.
Dopo i saluti istituzionali di Andrea Sisti, sindaco del Comune di Spoleto, e Giovanni Maria Angelini Paroli, assessore turismo Comune di Spoleto, interverranno: Guido Farinelli, storico dell’alimentazione (“Ma qual è il tempo del cibo? Dal passato, un’analisi per capire il rapporto tra la dimensione gastronomica e quella temporale nell’alimentazione moderna”); Daniele Paci, agronomo (“Conservare in sicurezza: tra mode alimentari e falsi miti dei social”); Carlo Nesler, esperto di fermentazioni (“Conserve o prodotti? Cosa rende così interessanti molte conserve e perché invece molti prodotti conservati sono meno validi dei prodotti freschi?); lo chef Tommaso Tonioni del ristorante Arso. Modera Maurizio Pescari, giornalista. Un appuntamento dedicato agli operatori del settore, per confrontarsi e capire insieme ad esperti le nuove tendenze.
Un modo per chiudere in bellezza la tre giorni di Conserva per confrontarsi insieme ad esperti, sui temi legati all’innovazione, alla sicurezza e alla tradizione. Stiamo vivendo un momento di grande sperimentazione, in cucina e nella ristorazione, i cibi fermentati diventano novità gastronomiche “assolute”, applicare tecniche innovative ai prodotti locali permette di dare un grande valore aggiunto ai prodotti del nostro territorio.
Si parlerà di fermentazioni, di cibo vivo insieme a Carlo Nesler, punto di riferimento nazionale e non solo, delle fermentazioni alternative. Tecniche importanti si, ma da realizzare in sicurezza. Con Daniele Paci si parlerà proprio di sicurezza, il tema del botulino, nelle preparazioni, dalle conservazioni domestiche alla ristorazione.
L’iniziativa – ideata da Anna Setteposte, di Anna7Poste Eventi&Comunicazione Srl, organizzatrice dell’evento insieme al Comune di Spoleto – è patrocinata dalla Regione Umbria ed è realizzata con il sostegno del Gal Valle Umbra e Sibillini – AS 2.1 nell’ambito del CSR per l’Umbria 2023 – 2027 – intervento SRG 06.
Tutti gli eventi si svolgeranno principalmente al Complesso monumentale di San Nicolò e in spazi dedicati nel centro storico di Spoleto. Per programma completo, info e prenotazioni: www.saloneconserva.it; info@saloneconserva.it.
La seconda edizione di “Sweet Pampepato” e il progetto “Borghi Artigiani”. Sono le due iniziative, che uniscono promozione territoriale, turismo e valorizzazione dell’artigianato locale, presentate da Confartigianato Imprese Terni al TTG Travel Experience di Rimini.
A presentare l’edizione 2025 del festival Sweet Pampepato, evento organizzato da Confartigianato Imprese Terni, ANCOS comitato provinciale di Terni e SGP grandi eventi, è stato Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Imprese Terni, insieme a Stefano Pellicciardi di SGP Grandi Eventi e Roberta Corbò responsabile del settore Turismo di Confartigianato Imprese.
L’evento, dedicato al dolce simbolo della tradizione ternana, giunto alla seconda edizione, si terrà nel centro di Terni dal 21 al 23 novembre 2025, e proporrà tre giorni di degustazioni, laboratori, incontri e spettacoli dedicati all’eccellenza artigiana e alla cultura gastronomica umbra. Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sono disponibili sul sito ufficiale: www.sweetpampepato.it.
A seguire, è stato presentato il progetto “Borghi Artigiani”, promosso congiuntamente da Confartigianato Terni, Confartigianato Macerata–Ascoli Piceno–Fermo, Confartigianato Rieti e Confartigianato Viterbo, nell’ambito del programma nazionale Percorsi Accoglienti di Ancos Confartigianato. All’incontro hanno partecipato Roberta Corbò, e i presidenti delle associazioni di Confartigianato di Terni Mauro Franceschini, Viterbo Michael Del Moro, Macerata – Ascoli Enzo Mengoni, Riccardo Natalini sindaco di Urbisaglia, Rachele Chiani vicesindaco di Soriano nel Cimino e Fabio Menicacci segretario generale di Ancos e responsabile nazionale del progetto Percorsi Accoglienti.
Il progetto coinvolge quattro borghi “pilota” – Poggio Mirteto, Soriano nel Cimino, San Gemini e Urbisaglia – e punta a costruire una rete di esperienze artigiane e culturali capaci di attrarre visitatori e favorire nuove forme di turismo sostenibile e identitario.
Due progetti diversi ma complementari, “Sweet Pampepato” e “Borghi Artigiani”, che condividono una stessa visione: valorizzare i territori attraverso le persone, le imprese, il sapere artigiano, i valori identitari dei territori e le tipicità gastronomiche.
A settembre sono stati 74.757 i passeggeri transitati all’aeroporto internazionale dell’Umbria – Perugia “San Francesco d’Assisi”, con una crescita del +20% rispetto ai 62.532 registrati nello stesso mese del 2024.
Sase – la società che gestisce lo scalo perugino – in una nota sottolinea come, a fronte di 718 movimenti aerei (+2% rispetto ai 706 del 2024), il traffico passeggeri sia aumentato di 20 punti percentuali, grazie alle ottime performance di riempimento registrate su tutte le rotte del network. Quello appena concluso rappresenta inoltre il mese di settembre più trafficato nella storia dello scalo, superando il precedente record del 2023, quando i passeggeri furono 63.189.
Nel dettaglio, il 66% del traffico passeggeri è stato generato da voli internazionali, mentre il 33% ha riguardato collegamenti nazionali. Il traffico di aviazione generale ha fatto invece registrare 233 movimenti aerei.
Analizzando i dati dei primi nove mesi dell’anno, sono stati registrati 513.512 passeggeri, con un incremento del +20% rispetto allo stesso periodo del 2024 – anno record per il “San Francesco d’Assisi” – quando i passeggeri furono 426.982.
Alla fine di ottobre terminerà la programmazione voli della stagione estiva 2025, che vede operative fino a 17 rotte e 114 voli settimanali.
Per tutte le informazioni sui collegamenti operati da/per l’aeroporto internazionale dell’Umbria è possibile consultare il nuovo sito web dello scalo: www.airport.umbria.it.
L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato a maggioranza (la minoranza si è astenuta, chiedendo un approfondimento in Commissione degli ulteriori emendamenti presentati dalla Giunta) il disegno di legge “Misure urgenti per la transizione energetica e la tutela del paesaggio umbro”, provvedimento cruciale che colma il vuoto normativo, fornendo finalmente un quadro certo e definito a livello regionale sulle aree idonee e aree non idonee per l’installazione di impianti a fonti energetiche rinnovabili.
Incentivi nelle aree idonee, deterrenza nelle aree non idonee
La legge individua in modo chiaro le aree idonee, che superano i limiti della normativa statale puntando su superfici antropizzate o già compromesse, al fine di incentivare la rigenerazione e l’uso razionale del territorio preservando al massimo il territorio non antropizzato. Per gli impianti ricadenti nelle aree idonee, i termini dei procedimenti autorizzativi sono ridotti di un terzo, e il parere paesaggistico, se previsto, è obbligatorio ma non vincolante.
Sono considerate aree idonee, tra le altre, superfici e coperture di edifici, parcheggi, insediamenti produttivi esistenti o dismessi (con una zona di rispetto di 500 metri), discariche e cave cessate o abbandonate. Sono idonee le aree adiacenti alla rete autostradale (A1, E45, Terni-Orte e Perugia-Bettolle) e alle linee ferroviarie, entro 300 metri. L’Umbria è la prima regione a definire idonee anche le aree dove ricadono impianti dedicati a Comunità Energetiche.
La Regione ha stabilito barriere chiare per la tutela del patrimonio umbro. Sono considerate aree non idonee le zone di tutela e a rischio di dissesto idrogeologico e idraulico. Sono non idonee aree protette ricomprese nel perimetro dei beni sottoposti a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004, ad esempio anche i siti UNESCO, la Rete Natura 2000, le praterie sommitali sopra i 900 metri, e la fascia pedemontana olivata Assisi-Spoleto. La non idoneità si applica con specifiche fasce di rispetto dal perimetro dei beni vincolati: 500 metri per fotovoltaico e agrivoltaico e 3.000 metri per gli impianti eolici. Per impianti di grande taglia, le aree non idonee si estendono fino a 2.000 metri dai recettori sensibili (centri abitati, scuole) e 3.000 metri dai beni tutelati.
Fare impianti nelle aree idonee sarà semplice, veloce e a rischio zero. Presentare progetti in aree non idonee avrà un’elevata probabilità di esito negativo.
Criteri di alta qualità progettuale e garanzie finanziarie
La legge prevede che tutti i progetti, a prescindere dall’area, abbiano caratteristiche di alta qualità progettuale che viene garantita attraverso la richiesta di dettagliata documentazione tecnica, tra cui anche la presentazione di una garanzia finanziaria nel caso di dimissione dell’impianto e la previsione di oneri istruttori nella misura dello 0,1% nel caso di progetti su aree idonee, 5% nel caso di aree idonee e che non sono dovuti nel caso di impianti dedicati a CER.
Priorità alle Comunità Energetiche Rinnovabili e all’agricoltura umbra
La legge privilegia l’autoconsumo e le esigenze delle comunità locali. Le aree destinate a progetti a servizio di una CER sono considerate aree idonee. Viene eliminato l’obbligo di documentare preventivamente i fabbisogni energetici dei membri, consentendo lo sviluppo graduale e l’ingresso di nuovi membri.
Eolico strategico
Per equilibrare le ampie protezioni assicurate al peculiare paesaggio umbro sono state individuate aree idonee specifiche per gli impianti eolici (superiori a 1 MW e altezza massima al mozzo di 100 metri) limitatamente ad aree con adeguata ventosità (> 6 m/s) e bassa esposizione panoramica rispetto ai beni paesaggistici.
Agrivoltaico avanzato
Nelle aree non idonee, gli impianti agrivoltaici avanzati sono ammessi solo se a servizio di aziende agricole e zootecniche con sede in Umbria, e la cui attività realizzata al di sotto sia destinata ad agricoltura biologica certificata o a colture/allevamenti costituiti da razze e varietà autoctone di interesse agrario, garantendo l’integrazione nel paesaggio.
Il ruolo dei Comuni e la cartografia
La legge rafforza il ruolo degli enti locali nella pianificazione energetica. I Comuni che intendono tutelare i centri storici (Zone A) possono individuare zone non idonee all’installazione di impianti sulle coperture, a condizione che individuino aree idonee da destinare al soddisfacimento dei bisogni energetici degli utenti (domestici e non domestici) o superfici idonee alternative per l’autoconsumo, anche tramite CER.
La Giunta regionale si impegna ora nella fase operativa, prevedendo entro 120 giorni la mappatura ricognitiva delle aree idonee a bassa visibilità panoramica per l’eolico, ed entro 180 giorni la mappatura ricognitiva di tutte le aree idonee, distinta per tipologia di fonte rinnovabile, consultabile liberamente sulla piattaforma WebGis della Regione Umbria che risulterà uno strumento fondamentale non soltanto per gli operatori economici, ma anche per enti locali e cittadini.
De Luca: autoprodursi energia è un diritto
“Abbiamo stabilito che autoprodursi energia è un diritto – il commento dell’assessore De Luca – che a decidere dove si fanno gli impianti sono lo Stato, le Regioni e i Comuni, non il mercato. Abbiamo stabilito che le aree dove si presentano progetti di impianti per le Comunità Energetiche sono aree idonee”.
De Luca ha annunciato che ora si aprirà la fase per portate al nuovo Piano energetico regionale, “con cui andremo a costruire le politiche attive, declinando la strategia nelle sedi territoriali per dare una risposta ai fabbisogni di ogni comune”.