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Autore: Redazione

Dal 31 ottobre al 2 novembre a Spoleto torna “Dolci d’Italia”

Presentata a Roma, nella Sala Colucci della sede Nazionale di Confcommercio, la sesta edizione di ‘Dolci d’Italia’, il Festival Nazionale dei Dolci organizzato da Epta Confcommercio Umbria con il contributo e il patrocinio del Comune di Spoleto, che si terrà nel centro storico di Spoleto dal 31 ottobre al 2 novembre. Hanno preso parte all’incontro il presidente di Epta Aldo Amoni, l’assessore con deleghe al turismo, sviluppo economico, commercio e marketing del Comune di Spoleto Giovanni Maria Angelini Paroli, il presidente del GAL Valle Umbra e Sibillini Pietro Bellini, il presidente della Confcommercio Spoleto Tommaso Barbanera.

Il programma

In programma tre giorni dedicati alle eccellenze dolciarie e alla scoperta delle tradizioni regionali, con momenti di intrattenimento e laboratori per adulti e bambini. Come da tradizione, il Chiostro di San Nicolò sarà il cuore pulsante della manifestazione, ospitando la Sweet Academy, la rassegna di cooking show che porta a Spoleto i maestri della pasticceria da tutta Italia. Un’occasione per imparare tecniche e segreti direttamente dai protagonisti. Tra i nomi più attesi di questa edizione spicca Simone Rugiati, chef, conduttore e volto amatissimo della televisione italiana, pioniere dei cooking show nel nostro Paese, protagonista sabato 1 novembre alle 16.30 con una masterclass che promette spettacolo e creatività.

Alla Sala degli Ori torna l’appuntamento con “Le Delizie dello Stivale”, un viaggio sensoriale che attraversa l’Italia da nord a sud grazie a una selezione di aziende dolciarie che proporranno al pubblico un dolce tipico per ogni regione. Un mosaico di sapori che racconta il Paese meglio di qualsiasi guida turistica, e che quest’anno si arricchisce della collaborazione con ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, a conferma di come la pasticceria italiana rappresenti un ambasciatore del Made in Italy nel mondo.

Per il presidente di Epta Aldo Amoni “Dolci d’Italia è diventato un appuntamento consolidato, capace di attrarre ogni anno migliaia di visitatori da tutto il Centro Italia e di valorizzare il territorio attraverso la celebrazione della sua tradizione dolciaria. Tuttavia – continua Amoni – dispiace constatare che, nonostante il successo crescente, molte aziende del settore restino ancora esitanti nel cogliere questa opportunità di visibilità e di contatto diretto con il pubblico. Credo che il futuro di eventi come questo passi proprio dalla capacità di fare sistema e di crederci tutti insieme, istituzioni e imprese comprese“.

Attesissimo il tradizionale “Dolce da record”, che domenica 2 novembre alle 16.00 in Piazza Garibaldi vedrà realizzare una Attorta spoletina lunga 60 metri, frutto del lavoro degli studenti dell’Istituto Alberghiero di Spoleto: un’impresa collettiva che unisce scuola e tradizione, grazie all’importantissimo sostegno della Dirigente Scolastica Dott.ssa Roberta Galassi.

Per l’assessore Paroli “Dolci d’Italia rappresenta un appuntamento di grande rilievo per la nostra città, capace di coniugare tradizione, qualità e valorizzazione del territorio. Con questa sesta edizione intendiamo rafforzare ulteriormente il ruolo di Spoleto come punto di riferimento nazionale per la promozione delle eccellenze dolciarie italiane, favorendo al contempo la crescita del turismo enogastronomico e la collaborazione tra operatori del settore. Si tratta ormai di un evento che è entrato a pieno titolo tra gli appuntamenti stabili del nostro palinsesto autunnale – ha spiegato Paroli – una manifestazione che contribuisce a promuovere l’immagine di Spoleto, valorizzandone le risorse anche grazie al prezioso sostegno delle imprese locali“.

Tra le novità del 2025, la sezione “Aspettando il Natale… brindisi e dolcezze” in Piazza Garibaldi, dove sarà possibile degustare panettoni, pandori e torroni artigianali da tutta Italia abbinati a Spumante Asti e Brachetto d’Acqui, in collaborazione con i rispettivi Consorzi di tutela. Si consolida anche la collaborazione con il GAL Valle Umbra e Sibillini: quest’anno in Piazza Garibaldi ci sarà il Palazzo GAL, un vero e proprio ‘quartier generale’ che ospiterà dibattiti e cooking show. Da segnalare tra gli altri, l’incontro che si terrà sabato 1 novembre alle 11.00 dal titolo ‘INCONTRO POP – Partecipa, Orientati, Progetta: il Futuro del GAL e delle Comunità Rurali’.

‘Dolci d’Italia’ conferma così la sua vocazione di grande vetrina nazionale per la pasticceria e il turismo esperienziale, capace di unire gusto, cultura e valorizzazione del territorio.

Info sul festival: https://www.dolciditalia.it/

Nuovi uffici regionali a Terni, Bori: “Risparmi per 250mila euro all’anno”

La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato la proposta di articolazione degli uffici regionali situati a Terni in vista dell’imminente completamento dei lavori di recupero dell’edificio di proprietà dell’ente in via Saffi. Qui sarà infatti a breve inaugurato il nuovo centro direzionale degli uffici afferenti alla Giunta regionale. Operazione che consentirà di restituire al Comune di Terni la sede del Centro multimediale (Cmm), in cui la Regione è in locazione, e di ridefinire interamente l’articolazione delle attività presenti a Palazzo De Sanctis, divenuto di proprietà regionale nel 2024, in cui confluiranno gli uffici dell’Assemblea legislativa, di Sviluppumbria, dell’Agenzia di forestazione regionale (Afor), il Centro per le pari opportunità, il Centro antiviolenza e uno sportello di Arpal per l’utenza.

La ristrutturazione dell’immobile di via Saffi consente – con il trasloco del personale attualmente presente dal Cmm – una notevole riduzione dei costi di gestione e una rilevante razionalizzazione degli uffici della Giunta regionale che troverebbero luogo in un’unica sede. L’edificio ha un livello di efficientamento energetico avanzato ed è dotato di fondamenta poste con una serie di isolatori sismici, per questo viene classificato come edificio strategico in situazioni emergenziali. Le economie che si verranno a creare dal momento del completamento del trasloco saranno pari ai costi di locazione, a cui aggiungere i canoni condominiali, pari complessivamente a oltre 250mila euro l’anno.

Per il vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori, con deleghe al personale e al patrimonio, “la nuova articolazione degli uffici di Terni è un’azione da ricomprendere nella più ampia attività di riorganizzazione dei servizi e di valorizzazione del patrimonio regionale che è stata avviata dal momento dell’insediamento. L’obiettivo – conclude Bori – è quello di una Regione sempre più innovativa, trasparente e al servizio della comunità, nella consapevolezza che una pubblica amministrazione capace e moderna è uno degli elementi che rendono un territorio più competitivo e attrattivo”.

Ancora un incidente sulla Pian d’Assino, muore un operaio 28enne

Ancora un grave incidente sulla statale 219 Pian d’Assino. Nello scontro tra quattro vetture, nei pressi dell’uscita di Gubbio Est, nella serata di giovedì ha perso la vita un 28enne, Matteo Panfili, operaio eugubino.

Altre due persone sono rimaste ferite, ma sembra in modo lieve. La dinamica dell’incidente è al vaglio dei carabinieri. Ai vigili del fuoco ed al personal sanitario del 118 si è presentata una scena drammatica, con due vetture ribaltate dopo lo scontro, presumibilmente frontale. Segno evidente dell’elevata velocità con la quale procedevano almeno alcune delle vetture coinvolte.

Quel tratto di strada è stato segnalato per la sua velocità, con il rischio di incidenti frontali durante manovre di sorpasso.

Sweet Pampepato, presentato il programma dell’edizione 2025

Dal 21 al 23 novembre il centro storico di Terni tornerà ad ospitare Sweet Pampepato, la seconda edizione della manifestazione che celebra il dolce iconico ternano insieme ad altre prelibatezze dolciarie italiane, con degustazioni guidate, appuntamenti didattici e culturali, premiazioni, spettacoli di animazione, maxi-sculture e tanto altro.

L’edizione della definitiva consacrazione per una manifestazione che, nella prima edizione, si è subito affermata tra i principali eventi nel suo genere, con 50 eventi in tre giorni ai quali hanno partecipato circa 70mila visitatori.

Numeri che la seconda edizione punta a superare, forte anche di un programma ancora più ricco di iniziative, tra percorsi di enogastronomia, cultura, spettacolo e installazioni scenografiche pensate per coinvolgere cittadini e visitatori di tutte le età. Programma che è stato presentato nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, sede della Giunta regionale.

“Il centro di Terni – ha ricordato Mauro Franceschini, presidente Confartigianato imprese Terni – si animerà di svariati appuntamenti per celebrare il nostro dolce tipico che gode inoltre dell’ambiziosa certificazione IGP, ma è anche un evento di marketing territoriale che darà il via anche alle imminenti festività natalizie”.

“È giusto sostenere e promuovere questa manifestazione – ha commenta Alessandra Salinetti, assessore al Turismo ed Eventi del Comune di Terni – che non si limita a valorizzare il pampepato come prodotto, ma ne esalta anche l’identità culturale. Gli operatori coinvolti dimostrano grande passione e dedizione, ed è fondamentale che istituzioni, privati e associazioni collaborino attivamente affinché si possano raggiungere risultati significativi e condivisi.”

Francesco Filipponi, consigliere della Regione Umbria, è intervenuto per conto della presidente Stefania Proietti: “Si tratta di un evento prezioso, non solo per la città – ha sottolineato – ma per l’intero territorio regionale. Ci auguriamo che questi tre giorni siano ricchi di iniziative coinvolgenti e che possano riscuotere grande attenzione e partecipazione in tutta l’Umbria”.

Federico Sisti, segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria, ha evidenziato come Sweet Pampepato rappresenti un’occasione di valorizzazione identitaria e territoriale: “Questo evento non è solo la promozione di un dolce tipico ma una manifestazione attrattiva e un elemento di narrazione del territorio. Un prodotto che ha tutti gli elementi per essere il centro di un progetto come Sweet Pampepato che vuole raccontare attraverso la gastronomia un’identità e un territorio tutta da visitare e scoprire”.

Nel dettaglio il programma è stato illustrato da Stefano Pelliciardi, SGP Grandi Eventi: “Anche quest’anno il cuore della manifestazione sarà dedicato ai produttori del Pampepato IGP di Terni in Piazza della Repubblica, insieme ad altri produttori provenienti da tutto il territorio nazionale. A questo si affianca un ricco programma di eventi, degustazioni e showcooking, ma anche grandi nomi della cultura gastronomica italiana come Daniele Persegani, Tessa Gelisio, Paolo Massobrio ma anche il premio Pampepato d’oro ad Alessio Foconi. Non mancheranno inoltre grandi sorprese come il processo al Pampepato e la maxi costruzione di pampepato dedicato all’obelisco di Pomodoro”.

Presenti alla conferenza stampa anche alcuni dei produttori di pampepato Igp Terni, rappresentato al tavolo da Luca D’Antonio. Sweet Pampepato, ha evidenziato, ha fatto conoscere il pampepato di Terni Igp in tutta Italia. Ma con la vetrina a Osaka, in occasione di Expo 2025, Sweet Pampepato ha portato il dolce tipico ternano in tutto il mondo.

Sabato lavori sulla linea ferroviaria Foligno – Terontola

Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) comunica che svolgerà interventi di manutenzione infrastrutturale sulla linea Terontola – Perugia – Foligno dalle ore 9 di sabato 18 ottobre alle 9 di domenica 19 ottobre.

Per consentire l’operatività di cantiere, sarà sospesa per 24 ore la circolazione ferroviaria e il traffico veicolare di un tratto di strada su via Lago d’Albano.

I lavori – 200mila euro di investimento complessivi – vedranno coinvolte circa 35 persone, tra dipendenti RFI e delle imprese appaltatrici. Le attività principali consistono nell’impermeabilizzazione del sottovia in via Lago D’Albano a Foligno (Km 2+641 della tratta Foligno-Spello) e in interventi sulle parti strutturali dell’impalcato.

Durante la stessa interruzione RFI effettuerà lavori di manutenzione straordinaria, tra cui la demolizione di una Casa Cantoniera al Km 3+373.

Eccezionale intervento, operazione all’anca con innesto osseo di cavallo

La vecchia protesi all’anca è stata sostituita con un innesto osseo di cavallo. Eccezionale intervento chirurgico ortopedico eseguito presso all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno.

La Struttura Complessa di Ortopedia, diretta dal dr. Giulio Pucci, ha portato a termine con successo una revisione protesica d’anca su un paziente affetto da grave metallosi, in un quadro classificato come Paprosky tipo 3B, una delle condizioni più difficili da affrontare in ambito di chirurgia ricostruttiva dell’anca.

L’intervento è stato eseguito dal dr. Michele Berloco e dal dr. Andrea Farneti (nella foto), specialisti della stessa struttura, e ha richiesto l’utilizzo di un innesto osseo eterologo di origine equina, tecnica d’avanguardia che ha permesso il ripristino strutturale dell’acetabolo, fortemente compromesso dalla perdita ossea causata dall’usura e dalla mobilizzazione della protesi primaria.

Il paziente, residente in Umbria, era portatore di una protesi totale d’anca impiantata circa vent’anni fa. Negli ultimi mesi aveva iniziato a manifestare dolore acuto, rigidità articolare e difficoltà nella deambulazione, accompagnati da segni radiografici evidenti di mobilizzazione della componente acetabolare e presenza di metallosi, una complicanza rara ma molto seria, dovuta al rilascio di particelle metalliche da protesi usurate. Gli esami preoperatori hanno rivelato una grave osteolisi periacetabolare, con un quadro classificabile come Paprosky tipo 3B, stadio che indica un importante deficit osseo, migrazione craniale della protesi e instabilità articolare severa. 

“Abbiamo affrontato un caso tecnicamente molto impegnativo – spiega il dr. Michele Berloco – con una qualità ossea estremamente compromessa e un rischio concreto di non riuscire a garantire un ancoraggio stabile alla nuova protesi”.

La strategia operatoria ha previsto la rimozione completa della vecchia protesi e dei tessuti necrotici, seguita da un’accurata pulizia dei residui metallici derivanti dalla metallosi. La vera innovazione è però giunta nella fase ricostruttiva: è stato utilizzato un innesto osseo equino, trattato con tecnologie avanzate per garantire biocompatibilità e capacità osteoinduttiva.

L’osso equino deantigenato utilizzato in questo tipo di interventi è una soluzione biologica che, negli ultimi anni, ha dimostrato eccellenti risultati in chirurgia ortopedica ricostruttiva, grazie alla sua capacità di integrazione con il tessuto osseo umano. In questo caso specifico, l’innesto è stato modellato per ricostruire l’intera cavità acetabolare, offrendo un supporto solido alla nuova coppa protesica cementata.

“La scelta dell’innesto equino – prosegue Berloco – ci ha consentito di evitare prelievi ossei autologhi, che avrebbero comportato ulteriori traumi chirurgici, e al contempo ha offerto una matrice osteoconduttiva ideale per sostenere l’osteointegrazione della nuova protesi, permettendo al paziente una deambulazione con carico relativamente precoce già a poche settimane dall’intervento”.

L’intervento, durato circa tre ore e mezza, ha coinvolto un team multidisciplinare composto da chirurghi ortopedici, anestesisti, tecnici di sala operatoria e personale infermieristico altamente specializzato. Fondamentale anche il contributo dell’équipe di radiologia per la pianificazione preoperatoria e del laboratorio di anatomia patologica, che ha confermato la diagnosi di reazione da metallosi con necrosi dei tessuti molli circostanti. 

Il decorso post operatorio del paziente è stato regolare , il percorso riabilitativo è iniziato al reparto grazie all’impegno delle fisioterapiste della struttura Ortopedica e già dopo una settimana dall’intervento, il paziente è stato in grado di sostenere il carico parziale sull’arto operato; successivamente alla dimissione il paziente ha proseguito il recupero funzionale presso il Centro SCRIN di Trevi, struttura specializzata in riabilitazione ortopedica post-operatoria ad alta intensità.

Gli ultimi controlli radiografici hanno confermato la buona tenuta dell’innesto ed il corretto posizionamento della nuova protesi.

La soddisfazione e il ringraziamento della presidente della Giunta regionale dell’Umbria, Stefania Proietti: “Questo intervento dimostra come nelle strutture pubbliche sia possibile realizzare procedure complesse con risultati eccellenti, grazie all’integrazione tra competenze specialistiche e tecnologie avanzate. Esprimo il mio ringraziamento a tutti i professionisti che hanno reso possibile questo eccezionale risultato e che contribuiscono quotidianamente a rendere sempre più attrattiva la nostra sanità”.

Quando la natura diventa innovazione: l’evoluzione della farina di Basalti Orvieto


In un mondo agricolo sempre più attento alla sostenibilità e alla qualità del suolo, c’è chi ha saputo guardare la natura con occhi diversi, scorgendo in essa una risorsa antica e preziosa. È la storia di Basalti Orvieto che ha scelto di valorizzare un materiale che la terra stessa fornisce, trasformandolo in una risorsa vitale per l’agricoltura: la farina di basalto.

“La farina di basalto funziona come ci confermano le crescenti quote di mercato – sostiene il dottor Roberto Castaldi, agronomo dell’azienda – .Volendo migliorare la funzionalità del nostro prodotto, attraverso prove, studi e ricerche condivise anche con alcuni clienti, abbiamo aggiunto alla farina di basalto un elemento in più”.

Nasce il Micobas, un prodotto che unisce la potenza della farina di basalto con il lavoro meticoloso di un consorzio microbico studiato appositamente per valorizzare la sinergia.

Il caso del kiwi di Cisterna di Latina: un test sul campo

L’efficacia di questo approccio è confermata dall’esperienza dell’agronomo Roberto Castaldi, consulente di Basalti Orvieto. “A marzo sono stato contattato da un’azienda agricola che coltiva kiwi a Cisterna di Latina – spiega -. Le piante non crescevano, si seccavano. Dall’analisi del terreno è emersa una salinità elevata che impediva l’assorbimento dei nutrienti. Occorreva intervenire, ma con delicatezza e metodo”.
La risposta è arrivata con l’applicazione mirata del basalto: “Abbiamo attivato trattamenti sia sul terreno con Micobas Suolo che sulle foglie con Micobas Foglie, a partire da aprile. Micobas ha consentito di rivitalizzare la cuffia radicale, la parte iniziale delle radici, restituendo loro la capacità di assorbimento”.
Con risultati evidenti: il terreno sottoposto a trattamento (1 ettaro su un totale di 20) ha prodotto 400 quintali di kiwi, contro i 300 quintali ottenuti l’anno precedente, con un incremento del fatturato almeno del 30%. I trattamenti sono stati numerosi (14 fogliari e 2 sul suolo). Con un modesto investimento per l’azienda agricola hanno ottenuto un tangibile miglioramento della qualità e della pezzatura dei frutti.
“La maggiore dimensione e uniformità del prodotto sono la prova che siamo andati nella direzione giusta, usando un prodotto biologico e naturale”, rimarca Castaldi. Tanto che il trattamento verrà ripetuto, per la prossima stagione, sui restanti 19 ettari di coltivazione.

I vantaggi della tecnologia Microbas

L’esperienza di Cisterna non è un caso isolato, ma un paradigma della potenzialità della tecnologia Micobas. Ogni campo, ogni appezzamento ha una propria storia geologica e chimica. Il vero vantaggio della tecnologia Micobas è che non impone soluzioni standard, ma si adatta, sostiene e rigenera. Restituisce vitalità al terreno, equilibrio alle piante, dinamismo all’ecosistema. È l’esempio che un’agricoltura più razionale, sostenibile e rigenerativa è possibile: la tecnologia oggi esiste, ma serve la saggezza di sapere come usarla.

Innovazione, ricerca e visione per il futuro

Basalti Orvieto non guarda solo al presente. L’azienda investe in nuove tecnologie, processi e modalità di applicazione, con l’obiettivo di rendere le tecnologie studiate più accessibili, efficaci e integrate ai sistemi agricoli moderni. Uno dei progetti più promettenti è l’applicazione della tecnologia Micobas tramite droni, per distribuire in modo preciso e sostenibile i trattamenti, riducendo sprechi e impatto ambientale.
“Coltivare in modo più razionale è possibile – aggiunge Gianluca Pizzuti – La tecnologia esiste — ma è nelle mani di chi sa usarla con coscienza che diventa strumento di cambiamento. Noi di Basalti Orvieto investiamo per creare un’agricoltura che guarda lontano, che lascia un segno positivo per le generazioni che verranno. Il nostro compito è innovare rispettando la terra”.

Insomma, in un mondo in cui spesso si cerca di dominare la natura, Basalti Orvieto sceglie di dialogare con essa: trasformare la roccia in vita, la pietra in nutrimento, l’innovazione in cura.

Autoffocina abusiva: sequestro, maximulta e segnalazione alla Camera di commercio

Un officina piena di attrezzatura. Presenti anche due auto in riparazione. Solo che quell’autofficina, a Foligno, era abusiva, in quanto priva di qualsiasi tipo di autorizzazione allo svolgimento dell’attività.

Nel corso del controllo da parte della polizia provinciale è stato identificato il trasgressore, uomo di 26 anni residente a Foligno, intento nell’attività di montaggio e smontaggio di un veicolo. Nel garage sono stati trovati molti veicoli privi di parte meccaniche e attrezzature professionali come: un sollevatore manuale idraulico, un carrello/cassettiera porta attrezzi, una scatola di chiavi inglesi, due saldatrici (una a filo una ad elettrodi) e un cavalletto porta motore.

L’attività abusiva è stata scoperta a seguito di una serie di controlli che hanno portato alla individuazione del capannone dove l’uomo lavorava abusivamente e che, al momento dell’accesso all’immobile da parte degli agenti di polizia, era intento al trattamento di alcune parti meccaniche di un veicolo.

Gli agenti hanno provveduto all’applicazione di una sanzione amministrativa di oltre 5.000 euro nonché al sequestro delle attrezzature, comunicando il tutto alla Camera di Commercio dell’Umbria quale autorità competente.

Tre Bicchieri Gambero Rosso per “Il Trebbio” della Cantina Goretti

Tre Bicchieri dalla guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso per ‘Il Trebbio’, vino bianco da uve 100% Trebbiano Spoletino della Cantina Goretti.

Un traguardo significativo, frutto di un percorso ambizioso e di una vera e propria scommessa enologica, nata dalla volontà di credere nelle potenzialità di una varietà autoctona ancora poco conosciuta ma dalle straordinarie capacità espressive.

“Questo riconoscimento ci riempie di gioia. È il risultato di anni di ricerca, sperimentazione e amore per la nostra terra” , le parole di Gianluca Goretti, che ha fortemente creduto in questo progetto.

“Abbiamo voluto puntare su una varietà storica del nostro territorio, il Trebbiano Spoletino – dichiarano all’unisono le due sorelle, Sara e Giulia, oggi in quarta generazione –, credendo fermamente nella sua eleganza, longevità e potenziale. ‘Il Trebbio’ nasce proprio da questa visione: valorizzare l’autenticità con uno stile contemporaneo”.

Fondamentale in questo percorso anche la collaborazione con l’enologo Emiliano Falsini, che ha accompagnato l’evoluzione tecnica del vino. “Abbiamo lavorato – commenta Falsini – per interpretare il Trebbiano Spoletino con un’identità precisa: freschezza, struttura, profondità aromatica. È un bianco che sorprende, capace di evolversi nel tempo e raccontare la sua origine con coerenza e forza”.

“Il Trebbio – afferma in conclusione Stefano Goretti – è oggi uno dei vini più rappresentativi della nuova visione Goretti: radici solide, con la volontà di migliorare attraverso uno sguardo aperto e ambizioso verso il futuro”.

Carlo Cracco: “Come cucinare il tartufo? Il limite è la fantasia…”

E’ iniziata nel segno dello chef Carlo Cracco la 38esima edizione della Mostra mercato del tartufo bianco e della patata di Pietralunga. Proponendo, grazie alla collaborazione con il main sponsor della manifestazione, Giuliano Tartufi, un pranzo esclusivo in piazza Fiorucci, ovviamente a base di quello che è considerato, a buon ragione, il re indiscusso della tavola: il tartufo bianco.

“Il tartufo – ha commentato Cracco – è un prodotto unico e noi, in Italia, abbiamo la fortuna di averne in abbondanza, ma per fare in modo che continui a essere così, dobbiamo tutelarlo rispettando la terra da cui nasce. Per quanto riguarda il come cucinarlo o il come servirlo, il limite è solo legato alla creatività e fantasia di ciascuno”.

“Carlo Cracco è il nostro testimonial fino al prossimo anno – ha spiegato il titolare della Giuliano Tartufi, Giuliano Martinelli, in apertura di pranzo –. È un grande chef che utilizza molto spesso e in molti dei suoi piatti il tartufo, sia nei suoi ristoranti che nelle sue esibizioni pubbliche in Italia e all’estero. Tra grandi professionisti abbiamo trovato subito un forte feeling e abbiamo così avvio a questa collaborazione”.

Insomma, tra piatti stellati e tanto divertimento, un avvio scoppiettante per un’edizione della mostra mercato ricca di novità, a partire dal raddoppio delle giornate di programmazione, con ben due weekend di eventi e iniziative. per degustare quindi nel migliore dei modi il tartufo bianco, nella prima manifestazione dell’anno in Umbria dedicata a tale prodotto, si potrà tornare ancora a Pietralunga sabato 18 e domenica 19 ottobre. Due ulteriori giorni di percorsi enogastronomici, con dodici chef che cucinano per le vie del borgo, di degustazioni, show cooking, stand enogastronomici, momenti di incontro tra cultura e cucina. e ancora: musica dal vivo, passeggiate tra i boschi, gare podistiche e di mountain bike.

“La promozione della nostra Umbria passa anche da queste manifestazioni, dall’enogastronomia e dal nostro paniere di prodotti tipici, dai prodotti della terra fino al piatto finale, attraverso la nostra grande cultura di trasformazione. E di questo paniere il tartufo ne è sicuramente il re, soprattutto in autunno. Ma va ricordato che l’Umbria è l’unica regione italiana in cui il tartufo nasce tutto l’anno, contribuendo così, grazie a quello che a Pietralunga hanno definito tuber turismo, a destagionalizzare i flussi turistici. In questi giorni, veramente si esalta pienamente il claim ‘l’Umbria in tutti i sensi” che abbiamo ideato per la nostra campagna di promozione turistica”.