Autore: Redazione
Umbria: innovativa sperimentazione della telemedicina nelle farmacie
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Elettrocardiogrammi, holter pressori, ecg dinamico e spirometrie disponibili per tutti i cittadini in oltre 150 farmacie aderenti
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Contributo per le neo mamme: al via le domande dal 26 giugno
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Regione Umbria: 2,059 milioni di euro per sostenere 1716 famiglie, ecco come presentare domanda e chi può accedere al bonus di 1200 euro
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Tragico epilogo a Spoleto: imprenditore muore dopo quattro mesi di ricovero
Tragico epilogo a Spoleto: imprenditore muore dopo quattro mesi di ricovero
Arrestato per tentato omicidio, ora l’accusa è di omicidio per il 47enne che lo ha aggredito fuori dalla carrozzeria
Dopo quattro lunghi mesi di agonia, si è spento presso l’ospedale di Terni un imprenditore quarantenne di Spoleto, vittima di una brutale aggressione avvenuta lo scorso 16 febbraio. L’uomo era stato accoltellato fuori dalla sua carrozzeria, riportando ferite gravissime alla testa che avevano subito destato profonda preoccupazione per la sua sopravvivenza.
Le indagini condotte dai carabinieri avevano portato all’arresto di un quarantasettenne di origine cubana ma cittadino italiano, accusato inizialmente di tentato omicidio. Secondo quanto emerso, l’aggressore avrebbe atteso l’imprenditore all’esterno della sua ditta, colpendolo poi ripetutamente con un coltello. Circa un’ora dopo l’attacco, il presunto colpevole si era costituito presso il comando provinciale dell’Arma, confessando il crimine.
Alla base del gesto sembrerebbero esserci stati dissapori personali tra i due uomini, con il quarantasettenne che in passato aveva svolto alcuni lavori per l’azienda della vittima.
Ora, alla luce del tragico epilogo, l’accusa a carico del quarantasettenne è stata modificata da tentato omicidio a omicidio. L’uomo è attualmente detenuto nel carcere di Terni, in attesa di ulteriori sviluppi giudiziari.
La comunità di Spoleto è sconvolta da questa vicenda, che mette in luce una drammatica escalation di violenza scaturita da controversie lavorative e personali.
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Perugia in rivolta: oltre 3.000 agricoltori in piazza contro l’invasione dei cinghiali
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Coldiretti Umbria chiede azioni immediate per la gestione della fauna selvatica e la semplificazione amministrativa per proteggere il futuro dell’agricoltura umbra
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Il paradosso dei laureati in Umbria: pochi assunti ma difficili da trovare
Il paradosso dei laureati in Umbria: pochi assunti ma difficili da trovare
La regione tra le ultime in Italia per percentuale di assunzioni di laureati, ma le imprese lamentano difficoltà nel reperire il personale qualificato. Un’analisi del report Unioncamere-Excelsior 2023
Un paradosso evidente caratterizza il mercato del lavoro per i laureati in Umbria nel 2023. Da un lato, la regione si posiziona come terzultima in Italia per la percentuale di assunzioni di laureati sul totale degli avviamenti al lavoro; dall’altro, le imprese umbre segnalano una difficoltà significativa nel reperire i laureati necessari, con percentuali di carenza che raggiungono picchi del 74% tra il personale medico e paramedico, 70% tra gli ingegneri elettronici e dell’informazione e 68% tra i laureati in ingegneria civile e architettura.
Il quadro emerge dal report realizzato da Unioncamere, utilizzando i dati del sistema informativo Excelsior (curato da Unioncamere e Anpal) e quelli di AlmaLaurea, intitolato ‘Laureati e Lavoro – gli sbocchi professionali dei laureati nelle imprese, indagine 2023’. Questo studio analizza approfonditamente la situazione in tutte le regioni italiane, offrendo un’istantanea delle difficoltà e delle dinamiche del mercato del lavoro per i laureati.
Nel 2023, le imprese umbre hanno dichiarato di voler assumere 5.900 laureati, rappresentando il 9,1% delle assunzioni totali. Questo dato colloca l’Umbria al terz’ultimo posto in Italia, superata solo da Abruzzo (8,3%) e Valle d’Aosta (6,8%). Al contrario, le regioni con le migliori performance sono Lombardia (18,8%), Lazio (18,4%) e Piemonte (15,7%). Anche altre regioni del centro Italia non sono molto sopra l’Umbria: la Toscana registra un 9,5% e le Marche un 9,3%.
Il numero di laureati assunti in Umbria è passato dai 5.284 del 2019 ai 3.912 del 2020, a causa della pandemia. Tuttavia, nel 2021 e 2022 si è registrata una ripresa con rispettivamente 4.904 e 6.475 assunzioni, superando i livelli pre-Covid. Nel 2023, complice una crescita economica più modesta, il numero di assunzioni è sceso a 5.900, segnando un calo dell’8,9% rispetto al 2022. Nel confronto tra il 2019 e il 2023, la crescita delle assunzioni di laureati in Umbria è stata dell’11,7%, ben al di sotto del +30,2% registrato a livello nazionale.
Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio regionale, ha evidenziato come l’Umbria non brilli nel panorama delle assunzioni di laureati. Tuttavia, le imprese lamentano difficoltà nel trovare il personale qualificato necessario. Mencaroni sottolinea la necessità di approfondire le ragioni di questo mismatch, esaminando i canali di reclutamento utilizzati dalle imprese umbre e i problemi nel reperimento del personale.
«L’Umbria non brilla e anzi è a fondo classifica sulle assunzioni dei laureati, eppure le imprese della regione affermano che, in media in oltre un caso su due, hanno difficoltà a trovare i laureati di cui hanno bisogno. Insomma, il mismatch è grande e il report di Unioncamere-Excelsior, molto corposo e approfondito, va studiato a fondo perché può contribuire a mettere in campo innovazioni nelle politiche della formazione e del lavoro» ha dichiarato Mencaroni.
Nonostante la crescita inferiore rispetto al dato nazionale, Mencaroni ha sottolineato che tra il 2019 e il 2023 le assunzioni di laureati in Umbria sono comunque cresciute, passando da 5.284 a 5.900. Questo testimonia un cambiamento, seppur insufficiente, del sistema imprenditoriale umbro verso livelli di maggiore innovazione e qualità. La Camera di Commercio regionale è impegnata a supportare questo cambiamento, ponendo al centro la transizione digitale ed ecologica.
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L’ascesa dei distributori automatici di alcolici: opportunità economiche e sfide sociali
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Innovazione o rischio? Analisi dell’impatto dei distributori automatici di alcolici sull’economia locale e sulla regolamentazione dell’accesso
Negli ultimi anni, l’introduzione di distributori automatici di alcolici ha suscitato un dibattito acceso nel territorio nazionale e anche in Umbria. Questa innovazione, che offre accesso diretto a bevande alcoliche come champagne tramite distributori automatici, rappresenta un cambiamento significativo nell’economia locale e nel tessuto sociale.
I distributori automatici di alcolici sono stati implementati con rigide misure di controllo dell’età, richiedendo un documento d’identità per verificare la maggiore età dell’acquirente. Tuttavia, la possibilità di “prestare” un documento a un minore rappresenta una sfida significativa per il monitoraggio e la regolamentazione.
Secondo le autorità locali, l’introduzione di questi distributori mira a migliorare l’accessibilità per gli adulti responsabili, riducendo nel contempo i rischi legati al consumo eccessivo in luoghi pubblici. Tuttavia, preoccupazioni riguardanti l’abuso potenziale da parte dei minori e l’effetto sulla salute pubblica rimangono prominenti.
Dal punto di vista economico, questo tipo di distributori possono rappresentare un’opportunità per i proprietari di locali, offrendo loro una nuova fonte di guadagno in un mercato sempre più competitivo. Tuttavia, esistono anche preoccupazioni tra i gestori di bar e ristoranti tradizionali riguardo alla concorrenza diretta e alla possibile diminuzione delle vendite interne. La presenza di distributori automatici potrebbe spingere i locali a rivedere le loro strategie di marketing e offerta per mantenere la loro clientela.
Il futuro dei distributori automatici di alcolici dipende dalla capacità delle autorità locali di regolamentare efficacemente l’accesso e di mitigare i rischi associati al consumo irresponsabile. Il coinvolgimento attivo di proprietari di locali, consumatori e legislatori sarà cruciale per bilanciare i benefici economici con la sicurezza pubblica e la coesione sociale.