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Autore: Redazione

Confindustria Orvieto, Michele Basili eletto presidente | Il Direttivo

Michele Basili, Ceo di C.I.S.E. Costruzioni Idrauliche Stradali Edili, azienda di Orvieto specializzata nella realizzazione e manutenzione di strade, guiderà la Sezione Territoriale Orvieto di Confindustria Umbria per il biennio 2024-2026.

L’Assemblea, che si è riunita all’Altarocca Wine Resort di Orvieto, ha inoltre eletto il vicepresidente Andrea Giontella (Termopetroli) e rinnovato il Consiglio direttivo, di cui fanno parte: Roberto Biagioli (Gruppo Biagioli); Maurizio Barnabè (Cassa di Risparmio di Orvieto); Patrizia Ceprini (Ceprini Costruzioni); Sabrina Ceprini (Altarocca Wine Resort – Italy Lodge); Luciano Ciotti (Ciotti Luciano); Massimo Corneli (Corneli);
Leonardo Fortinelli (Compagnia del Cotone e della Seta); Francesco Lanzi (La Romana Farine); Fulvia Lazzarotto (Welcare Industries); Davide Mira (Mira Orvieto); Clelia Petrangeli (IPC Impresa Petrangeli Cesare); Raffaele Rook (Basalto La Spicca).

Nel ringraziare la presidente uscente Patrizia Ceprini, giunta al termine del proprio mandato, Michele Basili, già vicepresidente della Sezione, ha espresso la volontà di dare continuità al percorso intrapreso per contribuire allo sviluppo economico e sociale del territorio.

“Questo incarico – ha spiegato Basili – rappresenta per me un onore e una forte responsabilità. Continueremo ad impegnarci per favorire la crescita, raccogliendo le istanze delle imprese e affiancandole nelle complesse sfide che si troveranno ad affrontare. La collaborazione e lo scambio di esperienze saranno punti fermi, nella convinzione che solo lavorando insieme possiamo creare opportunità e contribuire allo sviluppo del nostro territorio. Porteremo avanti iniziative in sinergia con le altre Sezioni territoriali e di categoria, per cercare di raggiungere obiettivi comuni e in linea con la strada tracciata dalla presidenza di Confindustria Umbria”.

Infrastrutture, sviluppo sostenibile, turismo e formazione saranno tra i temi chiave del prossimo mandato. “Per rendere attrattivo il territorio e contribuire al benessere della nostra comunità – ha sottolineato Basili – occorre un adeguato sistema infrastrutturale, a cui si aggiunge lo sviluppo digitale, elemento indispensabile per sostenere l’innovazione e la competitività del sistema produttivo. Continueremo inoltre ad impegnarci per valorizzare al meglio il patrimonio storico, culturale e ambientale del nostro territorio e per sostenere la formazione professionale dei giovani”.

Nel ripercorrere l’attività della Sezione, la presidente uscente Patrizia Ceprini ha evidenziato “lo spirito di squadra con cui – ha detto – sono state affrontate problematiche inedite.

Alla parte pubblica dell’Assemblea, dopo il saluto del sindaco di Orvieto Roberta Tardani, sono intervenuti l’assessore regionale alle Infrastrutture Enrico Melasecche Germini, che ha illustrato lo stato dell’arte degli investimenti e degli interventi destinati a potenziare il sistema delle infrastrutture del territorio e il Direttore regionale allo Sviluppo economico Michele Michelini, che ha presentato i recenti strumenti messi a disposizione dalla Regione Umbria a sostegno delle imprese.

(nella foto Michele Basili e Andrea Giontella)


Inchiesta dossieraggio, la Procura ha depositato nuovi documenti

Nuova udienza, al Tribunale del Riesame di Perugia, dell’inchiesta sul presunto dossieraggio attraverso accessi abusivi alle banche dati della Dna e a quella SIVA relativa alla segnalazione di operazioni sospette.

Il procuratore generale Raffele Cantone – nell’ambito dell’appello presentato dalla Procura contro il rigetto della richiesta di misure cautelari da parte del gip nei confronti dei due indagati – ha depositato, quale attività integrativa di indagine, due annotazioni del Nucleo di polizia valutaria della guardia di finanza che dimostrano numerosi ulteriori accessi alle banche dati non autorizzati. Ed anche una notazione trasmessa dal procuratore generale antimafia.

La difesa dei due indagati si è opposta, ritenendo irrituale il deposito di atti integrativi di indagine.

Il Tribunale ha disposto il prosieguo dell’udienza al 12 novembre e si è riservato di decidere sulle eccezioni della difesa e sull’appello cautelare.

Caro-energia, il caso Ast in Aula: “A Terni una partita dell’Italia e dell’Europa”

“A Terni si gioca una partita dell’Italia e dell’Europa”. Questa la premessa dell’assessore regionale Michele Fioroni alla risposta fornita in Aula all’interrogazione a risposta immediata presentata dal consigliere Thomas De Luca (M5s) sul caso caro-energia relativo ad Ast.

“Il tema energetico – ha ricordato Fioroni – si pone fuori dall’Accordo di programma. L’ostacolo più improntate era la deroga dall’Ue per gli aiuti di stato, ed è superato. Avuta questa deroga il problema si pone per un acciaio totalmente decarbonizzato: la sfida è produrre acciaio da fonti rinnovabili. E Terni sarebbe l’unica acciaieria collegata ad una vicina grande derivazione. Il tema si pone con chi fornisce l’energia, cosa che ha fatto la presidente Tesei in più occasioni. Nessuno ha mai parlato di nucleare per Terni. Serve mettersi al tavolo con Enel affinché il tema specifico di Ast venga considerato da Enel come elemento unico per le sue caratteristiche, derogabile a meccanismi di mercato, perché ora c’è la problematica che riguarda la competitività del sistema siderurgico europeo. L’Italia ha sempre avuto una produzione di acciaio di altissima qualità, ma la politica è stata miope sul versante energetico. La presidente Tesei ha chiesto un incontro a Enel con i ministri Urso e Pichetto Fratin per affrontare il tema energetico. L’accordo di programma si potrebbe firmare anche oggi, ma attualmente renderebbe l’acciaio non competitivo”.

De Luca, ricordando che l’azienda procederà ad una sospensione e riduzione dell’attività con la richiesta di Cig ordinaria che dal 24 al 30 settembre riguarderà 200 dipendenti, aveva chiesto quali misure intende mettere in campo per i problemi sollevati da Arvedi-Ast per i costi energetici. E di specificare se si sia proceduto allo studio di fattibilità per la costituzione di una società mista pubblico-privata come chiesto dalla delibera di questa Aula del febbraio 2023. Ma anche se si intende procedere verso questa prospettiva o se, come affermato dal Ministro dello sviluppo economico, si stia lavorando al ricorso massiccio al nucleare e in quali termini e scadenze.

Nella sua replica l’esponente del M5s si è detto non soddisfatto della risposta dell’assessore: “Annunciate da troppo tempo l’accordo di programma, che nei fatti ancora non c’è. Ognuno deve fare la sua parte e mettersi in condizione di non nascondersi. La Regione non deve andare dal concessionario a chiedere con le mani giunte. Abbiamo gli strumenti su cui poter operare, nessuno chiede azioni di rottura ma dovete agire”.

Umbria protagonista al Salone del Gusto 2024

L’Umbria sarà presente con le sue eccellenze e specificità al Terra Madre Salone del Gusto 2024, che si terrà a Torino dal 26 al 30 settembre.

Lo stand istituzionale dedicato all’Umbria – allestito dalla Regione, Assessorato all’Agricoltura, in collaborazione con ASSOGAL Umbria, il 3A-Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria nell’ambito dell’intervento SRA16 “Conservazione agro-biodiversità” del CSR per l’Umbria 2023-2027, e la Camera di Commercio dell’Umbria – sarà il cuore di un programma denso di attività che metteranno in luce le eccellenze agroalimentari della regione.

L’evento, che pone l’accento su temi centrali come la biodiversità, la sostenibilità e la lotta agli sprechi alimentari, rappresenta un’importante occasione di promozione dei prodotti di alta qualità legati alla biodiversità agricola e alle produzioni locali.

Il progetto è finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale (PSR) per l’Umbria 2014-2022, Misura 19 “Sostegno allo sviluppo locale LEADER”, con l’obiettivo di sostenere e valorizzare il tessuto agricolo locale, facendo leva sulla qualità e la tipicità dei prodotti umbri.

All’interno dello stand istituzionale il pubblico avrà l’opportunità di partecipare a una serie di degustazioni “narrate” e show cooking che metteranno in evidenza prodotti quali il Sedano Nero di Trevi, lo Zafferano di Cascia e molte altre tipicità. Lo spazio sarà animato da eventi curati da ASSOGAL, 3A-Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria e Slow Food Umbria, con momenti di approfondimento che affronteranno tematiche legate all’innovazione agricola e alla promozione del turismo sostenibile. Tra i prodotti protagonisti, spiccano, le cultivar autoctone di olivo, i presidi Slow Food come la Fagiolina del Trasimeno e il Vinosanto da uve affumicate, oltre a una vasta gamma di altre eccellenze, tra cui la Roveja di Civita di Cascia e la Pecora Sopravvissana. Questi prodotti, grazie alla loro qualità e al forte legame con il territorio, rappresentano un simbolo identitario dell’Umbria e del suo impegno per la conservazione della biodiversità.

“Partecipare al Salone del Gusto a Torino significa valorizzare il patrimonio agroalimentare dell’Umbria, facendo conoscere a un pubblico sempre più ampio i nostri prodotti di eccellenza. La nostra regione – dichiara l’assessore all’Agricoltura Roberto Morroni – grazie al lavoro sinergico con le istituzioni e le realtà locali, è pronta a confermare la propria vocazione di terra legata ai valori della sostenibilità e dell’innovazione in campo agricolo. Inoltre, la collaborazione attuata tra Assessorati Agricoltura e Turismo ci consente di creare valore aggiunto ad un’offerta di soggiorno esperienziale. Grazie a una strategia comunicativa efficace, si mira a trasformare le produzioni tradizionali, spesso considerate di nicchia, in vere opportunità di crescita economica e turistica per l’intero territorio”.

Terra Madre Il Salone del Gusto rappresenta una vetrina straordinaria per promuovere l’agrobiodiversità umbra, attraverso un nuovo approccio comunicativo che mira a sensibilizzare il pubblico sul valore culturale e scientifico delle produzioni locali. Questo tipo di eventi contribuisce a creare nuove opportunità economiche per le aziende del territorio e favorisce anche un dialogo costruttivo tra agricoltori, produttori e consumatori, stimolando lo sviluppo di una filiera sempre più sostenibile e innovativa.

Con la cultura “si mangia”: in Umbria vale 1.120 milioni e quasi 21mila addetti

Con la cultura “si mangia” anche, come emerge dal rapporto “Io sono Cultura 2024” – e dall’ulteriore ’elaborazione che di vari di questi dati ha fatto la Camera di Commercio dell’Umbria – realizzato come ogni anno (è giunto alla 14esima edizione) da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Tagliacarne e Deloitte, con la collaborazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Fondazione Fitzcarraldo, Fornasetti e con il patrocinio del Ministero della Cultura.

Il settore vale infatti in Umbria 1.120 milioni di valore aggiunto e quasi 21mila addetti. Su base provinciale, Perugia conta 896 milioni di euro di valore aggiunto e 16mila 045 occupati, Terni 224 milioni di valore aggiunto e 4mila 682 occupati.

E sul totale della spesa turistica, quella legata a consumi culturali rappresenta in Umbria la percentuale più alta in Italia dopo quella del Lazio.

Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo (SPCC) rappresenta il 4,8% del valore aggiunto dell’economia umbra (la media nazionale è del 5,6%) e il 5,5% dell’occupazione regionale (la media nazionale è il 5,9%).

Le imprese del SPCC nella regione ammontano – sempre nel 2023 – a 3mila 882. Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo suddivide in Attività Core Cultura (Industria creative, industrie culturali, patrimonio storico-artistico, performing arts) e Creative driven, ossia attività che, pur non facendo parte della filiera Cultura, impiegano contenuti e competenze culturali e creative per accresce il valore dei propri prodotti (grafici o illustratori, designer, architetti, comunicatori, fotografi, sviluppatori videogame, registi, autori/scrittori, storyteller, attori/performers, musicisti, videomaker, artisti, organizzatori di eventi).

La ricchezza prodotta

Per quanto riguarda le Attività Core Cultura, il valore aggiunto prodotto nel 2023 in Umbria è pari a 537 milioni di euro, che rappresentano il 2,3% del totale dell’economia umbra, mentre le attività Creative driven presentano un valore aggiunto di 582 milioni di euro, il 2,5% del totale dell’economia regionale.

In altre parole, degli 1,12 miliardi di euro di valore aggiunto realizzati in Umbria dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo, il 47,9% è riconducibile alle Attività Core e il 52,1% a quelle Creative driven.

L’occupazione

Per quanto riguarda l’occupazione, sempre nel 2023 in Umbria le attività Core contano 10mila 967 addetti e quelle Creative driven 20mila 728. La situazione nella regione si inverte, quindi, rispetto a quanto visto per il valore aggiunto: nelle attività Core l’occupazione rappresenta il 52,9% di quella totale del Sistema Produttivo Culturale e Creativo e le attività Creative driven il 47,1%.

Di conseguenza, la produttività del lavoro per addetto (è data dalla divisione tra valore aggiunto e numero di occupati ed è importante perché è il principale indicatore del livello di benessere del settore ed è fattore determinante per il livello delle retribuzioni) nel 2023 in Umbria è più alta nelle attività Creative driven (59mila 625 euro per occupato) che in quelle Core (48mila 965 euro). In entrambi i casi, tuttavia, la produttività del lavoro in Umbria è inferiore a quella media nazionale del 24,9% nelle Attività Core e del 15% in quelle Creative driven. Complessivamente, per quanto riguarda l’intero Sistema Produttivo Culturale e Creativo, nel 2023 la produttività del lavoro nella regione è di 54mila 033 euro per addetto, contro i 67mila 316 euro della media nazionale. Il divario a sfavore dell’Umbria è, quindi, di 13mila 283 euro annui, il che significa -19,7%.

L’Umbria, tuttavia, è la sesta regione per crescita del valore aggiunto del SPCC tra il 2022 e il 2023 e la quarta regione per aumento dell’occupazione, a dimostrazione di come, benché sia ancora indietro in termini di valore aggiunto e, in parte minore di occupazione, nel Sistema Produttivo Culturale e Creativo, stia crescendo da qualche anno più della media nazionale, recuperando terreno.

Ed è da considerare l’importanza del SPCC per lo sbocco occupazionale dei laureati, che rappresentano il 47,7% degli addetti (51,9% nelle Attività Core e 40,8% in quella Creative driven), contro il 25,5% dell’intera economia. Si tratta, in valori assoluti, di 9mila 911 addetti laureati su un totale di 20mila 728.

Come va osservato che cresce il ruolo dei giovani, in tutti i settori culturali sia nella produzione che nella fruizione. Emerge tuttavia una certa precarietà, concentrata in specifici comparti con quote di lavoratori con contratto a termine rilevanti nelle performing arts e arti visive (30,8%), attività di valorizzazione del patrimonio storico e artistico (23,9%) e nel settore dell’architettura e design (20,2%).

La spesa turistica

Infine è da evidenziare come, sul totale della spesa turistica, quella legata a consumi culturali rappresenti in Umbria la percentuale più alta in Italia dopo quella del Lazio (in quest’ultima regione la spesa turistica legata ai consumi culturali supera l’80% della spesa turistica totale, segue appunto l’Umbria tra il 75% e l’80%).

Il commento del presidente Mencaroni

Questo il commento del presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni: “Oggi le industrie culturali e creative sono tra i settori più strategici per facilitare la ripresa economica e sociale italiana. Non solo perché i numeri dell’ultimo decennio dimostrano che parliamo di una fonte significativa di posti di lavoro e ricchezza, ma anche perché sono un motore di innovazione per l’intera economia e agiscono come un attivatore della crescita di altri settori, dal turismo alla manifattura creative-driven, ossia quella manifattura che ha saputo incorporare professionisti e competenze culturali e creative nei processi produttivi spesso orientati alla sostenibilità, traducendo la bellezza in oggetti e portando il made in Italy nel mondo. Bellezza e cultura, quindi, sono parte del Dna italiano e umbro e sono alla base delle ricette made in Italy per la crescita del benessere economico e sociale. Il rapporto ‘Io sono cultura’ annualmente quantifica il peso della cultura e della creatività nell’economia nazionale e delle varie regioni. I numeri dimostrano che la cultura è uno dei motori della nostra economia; lo studio propone numeri e storie ed è realizzato grazie al contributo di molte personalità di punta nei diversi settori. Tutti temi su cui Unioncamere, che peraltro è tra i curatori di ‘Io sono cultura’, e la Camera di Commercio dell’Umbria, sono molto attivi a tutti i livelli”.

Ciclista muore dopo lo scontro con un’auto ferma lungo la strada

Un ciclista di 72 anni è morto nell’incidente che si è verificato fuori dal centro abitato di Magione, dove risiedeva.

Secondo una prima ricostruzione – la dinamica è al vaglio dei carabinieri che hanno effettuato i rilievi sul posto – il ciclista è andato a sbattere contro una Jeep ferma a bordo strada, sembra con le quattro frecce inserite.

L’impatto è stato particolarmente violento, inutili i tentativi del personale del 118 di salvargli la vita.

Umbria alle urne il 17 e il 18 novembre, il decreto

Elezioni regionali in Umbria domenica 17 e lunedì 18 novembre. La presidente Donatella Tesei ha pubblicato questa mattina (domenica) il decreto che ufficializza la data delle elezioni. Accorpando dunque l’Umbria all’Emilia Romagna, mentre in Liguria, a seguito delle dimissioni del governatore Toti, si andrà alle urne, per tempi tecnici, il 27 e 28 ottobre.

In Umbria il 17 novembre urne aperte dalle 7 alle 23; il 18 novembre dalle 7 alle 15.

Oltre alla presidente uscente Donatella Tesei, sostenuta da tutto il centrodestra, si candidano a guidare l’Umbria Stefania Proietti, rappresentante del Patto Avanti, il campo largo del centrosinistra, Moreno Pasquinelli (Fronte del Dissenso), Roberto Fiore (Forza Nuova) e Francesco Miroballo (Umbria Autonoma), Marco Rizzo (Umbria Sovrana).

Morti nei cantieri e burocrazia, in Umbria oltre 12mila imprese attendono la patente a crediti

Sono 12.083, secondo il calcolo effettuato dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, le imprese del cosiddetto “comparto casa” (costruzioni, elettricisti, termoidraulici, ascensoristi, falegnami, serramentisti, fabbri, lattonieri ed altre lavorazioni) che in Umbria attendono il funzionamento della patente a crediti. Un meccanismo che nelle intenzioni del legislatore dovrebbe punire le imprese poco attente alla sicurezza e quindi prevenire incidenti sul lavoro.

Le morti sul lavoro

Un fenomeno purtroppo in crescita. Tra gennaio e luglio di quest’anno sono stati 577 i decessi sui luoghi di lavoro, 18 in più rispetto allo stesso periodo del 2023. In Italia ogni anno ci sono oltre mille morti sul lavoro e quasi 600mila infortuni. I cantieri sono tra i luoghi di lavoro più a rischio di incidenti mortali, in particolare per la caduta dall’alto, per seppellimento a seguito di lavori di sbancamento e per soffocamento a seguito di interventi in ambienti confinati.

Gli incidenti in Umbria

In Umbria lo scorso anno sono state 25 le morti tra lavoratori del settore delle costruzioni e impiantisti. E nei primi sette mesi di quest’anno si sono verificati11 incidenti mortali (9 nella provincia di Perugia e 2 nel Ternano). Un dato in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2023, ma che comunque non può far abbassare la guardia.

Le nuove norme che dovrebbero favorire rigore anche nei cantieri, nell’interesse delle imprese sane, stentano però a decollare.

Ritardi normativi e burocratici

Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo per la patente a crediti messo a punto dal Ministero del Lavoro, che fissa al primo ottobre l’entrata in vigore della nuova misura, si attende che l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) approvi la circolare esplicativa. Tant’è che le principali associazioni dell’artigianato ne hanno chiesto a questo punto un rinvio al 2025.

Si stima che il 40% delle imprese interessate dalla patente a punti siano di piccole dimensioni, spesso con il solo titolare, sul quale quindi cadranno le incombenze burocratiche, con la necessità di avvalersi di un tecnico per effettuare l’iscrizione sulla piattaforma, appena disponibile.

Chi è obbligato alla patente a crediti

I destinatari della misura sono le imprese e i lavoratori autonomi (ovvero gli artigiani senza dipendenti) che operano nei cantieri temporanei e mobili. Tra questi ultimi rientrano i cantieri edili, quelli per realizzare le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime e idroelettriche. Sono esclusi da questo provvedimento coloro che in questi ambienti di lavoro effettuano solo mere forniture o prestazioni di natura intellettuale (ovvero i liberi professionisti).

Non sono ottenute a richiederla anche le imprese (prevalentemente medio/grandi) che possiedono la SOA (Società Organismo di Attestazione) in classifica pari o superiore alla III (per contratti di appalto pari o superiori a 1.033.000 euro).

Come funziona la patente a crediti

La patente è rilasciata, in formato digitale, dall’INL in base al possesso dei seguenti requisiti:
a) – iscrizione alla Camera di Commercio;
b) – adempimento, da parte dei datori di lavoro, dei dirigenti, dei preposti, dei lavoratori autonomi e dei prestatori di lavoro, degli
obblighi formativi previsti dal presente decreto;
c) – possesso del Documento unico di regolarità contributiva (Durc) in corso di validità;
d) – possesso del Documento di valutazione dei rischi (Dvr), nei casi previsti dalla normativa vigente;
e) – possesso della certificazione di regolarità fiscale (Durf), nei casi previsti dalla normativa vigente;
f) – avvenuta designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, nei casi previsti dalla normativa
vigente.

Il funzionamento è simile a quello della patente a punti per i conducenti di mezzi a motore. Si parte da una base iniziale di 30 punti: nel caso si verifichino incidenti, infortuni sul lavoro e/o violazioni delle norme di sicurezza, si procede alla decurtazione.

Un meccanismo che può effettivamente consentire di aumentare la sicurezza nei cantieri, monitorando le imprese che a vario titolo vi lavorano. Ma che non deve risolversi ad una mera ennesima incombenza burocratica per le imprese italiane.

(foto generica di archivio)

Bimbo muore sotto il van guidato dal padre

E’ sceso dal van, riuscendo ad aprire il portellone. Proprio mentre il mezzo, guidato dal padre, si stava muovendo per riportare la famiglia Achitei a casa, a Magione. Il piccole Matia, 8 anni da compiere, è morto così, nella zona industriale di Sant’Andrea delle Fratte, a Perugia, nel pomeriggio di venerdì.

Il padre doveva effettuare un lavoro in una falegnameria di Sant’Andrea delle Fratte. Con lui c’erano la moglie e i cinque figli. Terminato il lavoro, la famiglia stava tornando a casa, quando il piccolo, per cause che i carabinieri stanno cercando di ricostruire, è sceso dal mezzo, già in movimento.

Il padre, che era alla guida, non ha potuto fare nulla per evitare l’impatto. Il piccolo è rimasto a terra, esanime. Inutili i tentativi del personale sanitario di rianimarlo.

Una Cabina di regia per affrontare i problemi del Lago Trasimeno

Una Cabina di regia per affrontare i problemi del Trasimeno. E’ quanto è stato deciso nel vertice che si è tenuto a Roma, presieduto dal ministro per la Protezione civile Nello Musumeci e a cui hanno partecipato, la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Galeazzo Bignami, il sottosegretario Emanuele Prisco, i rappresentanti del ministero dell’Ambiente, del dipartimento di Protezione civile, del commissario straordinario nazionale per i Fenomeni sulla Scarsità idrica, il direttore dell’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambiente, della Regione Toscana e dell’Autorità  del Bacino.

“Trovare una rapida soluzione alle gravi criticità che sta vivendo il lago Trasimeno e lavorare affinché si possano prevenire in futuro. Queste sono le esigenze che ho rappresentato e che hanno portato ad individuare alcuni percorsi possibili da mettere in atto in breve tempo” ha commentato la governatrice Tesei. Aggiungendo:  “Ringrazio il ministro Musumeci per aver dato seguito alla mia richiesta avanzata i giorni scorsi attraverso una lettera indirizzata a lui, e per conoscenza al Ministero dell’Ambiente, al Ministero delle Infrastrutture e al Ministero delle Politiche Agricole, in cui facevo presente le problematiche nonché le ricadute igienico sanitarie e socio economiche che stanno avendo sull’area lacustre umbra”.

Nel corso dell’incontro sono state esaminate le cause che hanno determinato l’abbassamento del livello del lago Trasimeno ed è stato individuato un percorso che verrà approfondito in una apposita seduta della Cabina di regia che verrà convocata a breve presso il Ministero dell’Ambiente. In quella sede saranno definite le tappe per rendere il lago navigabile anche per i traghetti e al tempo stesso lavorare per il dragaggio ed eliminare in tempi rapidi le criticità oggi presenti.

“Ho subito raccolto il puntuale e sentito grido d’allarme della presidente Tesei – ha affermato il Ministro Musumeci – e costituito il tavolo di lavoro con le istituzioni interessate. Ho colto la buona volontà di tutti nel trovare presto una soluzione, anche con provvedimenti straordinari, celeri ed efficaci”.