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Autore: Redazione

Grave ferita a un braccio mentre taglia la legna, in ospedale con l’elisoccorso

E’ stato trasportato con l’elisoccorso all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia il 74enne di Umbertide che domenica mattina si è ferito gravemente a un braccio mentre stava tagliando la legna.

L’uomo è stato soccorso dalla moglie, che ha chiamato i sanitari. Il personale del 118, vista la gravità della ferita al braccio, ha chiesto l’intervento dell’elisoccorso per il trasporto immediato all’ospedale di Perugia, dove il 74enne è stato sottoposto a intervento chirurgico.

Olio extravergine di oliva umbro, qual è il giusto prezzo?

Con l’inizio della campagna olearia in Umbria arrivano anche le solite diatribe sul prezzo di un litro di olio extravergine di oliva.
Troppo caro venderlo a 14-15 euro al litro, come la precedente campagna olearia, visto che è un’annata di carica, le olive sulle piante ci sono: se il prodotto c’è, il prezzo deve calare.

“E’ un assioma che rifiutiamo e a cui dobbiamo opporci – afferma Marco Viola, presidente di Assoprol, Organizzazione dei produttori Olivicoli dell’Umbria – perché legare il valore dell’olio extravergine di oliva umbro, da cui discende il prezzo e non il contrario, alla sola carica degli olivi è degradante, umiliante per gli sforzi degli olivicoltori. Inoltre, non è neanche corretto dal punto di vista economico”.

Più olive, ma rese di olio in calo

La campagna olearia in Umbria si prospetta più ricca della precedente, con un aumento della produzione di olive del 30-40% ma anche, purtroppo, rese in olio al frantoio in calo almeno del 30% rispetto alla scorsa campagna olearia. Questo significa che l’olivicoltore porta più olive al frantoio, portando a casa la stessa quantità di olio, o poco più, dello scorso anno ma con un aumento di costi, soprattutto di frangitura.

“E’ ora che le valutazioni sul prezzo dell’olio extravergine di oliva umbro non vengano fatte in maniera approssimativa e sulla base di convenienze di parte – aggiunge Viola – ma sulla base di dati reali della campagna olearia. Purtroppo, i cambiamenti climatici stanno rendendo sempre più complicato e rischioso fare il mestiere dell’olivicoltore. Ha qualche diritto l’olivicoltura umbra di veder riconosciuto un aumentato rischio di impresa e di vederselo remunerato? Oppure si preferisce che gli oliveti tornino a diventare bellissime quercete?”.

Il valore dell’olio extravergine di oliva umbro

Assoprol, inoltre, sottolinea come il valore dell’olio extravergine di oliva umbro non possa essere assimilato a una semplice commodity, legata a una dinamica di domanda-offerta basata sui volumi di prodotto dell’annata, ma vada considerato in ragione di molteplici fattori, primo fra tutto l’alta considerazione che i consumatori attribuiscono al polmone verde del Centro Italia, la patria di San Francesco e San Benedetto, di una profonda spiritualità che ha emozionato il nostro Paese e il mondo.
L’olio extravergine di oliva umbro è anche storia, paesaggio e cultura che i consumatori possono e sanno apprezzare e anche pagare adeguatamente, se il suo valore non viene svilito da offerte speciali e prezzi troppo bassi sugli scaffali del supermercato.

Mercato e consumi

I dati di mercato dell’ultima campagna olearia dimostrano che, a fronte di un significativo aumento dei prezzi, non c’è stato un calo importante dei consumi di oli DOP e IGP, che anzi sono rimasti stabili, stante la mancanza di offerta.

Lo spazio commerciale per offrire olio extravergine di oliva a prezzi remunerativi per l’intera filiera esiste.
“Il valore dell’olio extravergine di oliva è riconosciuto dai consumatori ma non da un pezzo della filiera olivicolo-olearia troppo abituata a usare come unica leva di marketing il prezzo – conclude Viola – ma se si continua a tirare la corda, il rischio che si spezzi è molto alto. Il rischio è l’abbandono dell’olivicoltura umbra perché è in gioco la stessa dignità degli olivicoltori. Se qualcuno vuole soffocare gli olivicoltori umbri con prezzi irricevibili sappia che non staremo inermi. Urleremo la nostra rabbia perché tutti ci possano sentire”.

Sfruttava lavoratori extracomunitari, imprenditore arrestato per caporalato

Caporalato, arrestato in flagranza di reato a Trevi un cittadino italiano di 68 anni, titolare di un’azienda che taglia e commercializza legna destinata alla grande distribuzione, ritenuto responsabile di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro aggravato.

I carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Perugia, con l’ausilio di militari della Stazione di Trevi, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Perugia e dei mediatori culturali dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, hanno accertato che l’uomo, titolare di un’azienda esercente attività di taglio, confezionamento e commercializzazione di legna destinata al mercato della grande distribuzione, sfruttava tre lavoratori extracomunitari, di cui due di nazionalità pakistana e una di nazionalità senegalese.
Tutti i lavoratori, seppur titolari di contratto e in possesso di regolari titoli di soggiorno sul territorio italiano, risultavano essere impiegati in condizioni di sfruttamento in considerazione di una sistematica retribuzione palesemente difforme da quella prevista dai contratti collettivi nazionali e sproporzionata rispetto al lavoro prestato. Ciò in violazione della normativa relativa all’orario di lavoro e al riposo settimanale, in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, tale da esporre gli stessi a pericolo per la salute la sicurezza e l’incolumità personale e alla loro sottoposizione a condizioni alloggiative particolarmente degradanti.

Venivano rilevate inoltre reiterate inosservanze tra cui la mancata formazione dei dipendenti, non addestrati nell’utilizzo di specifica attrezzatura da taglio, il mancato adeguamento del luogo di lavoro con attrezzature antincendio e presidi di primo soccorso pur essendo presente un’ingente quantità di materiale altamente infiammabile all’interno del capannone, la mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale anche in considerazione di pregressi infortuni sul lavoro occorsi a due dei dipendenti presenti e ad altri che avevano già cessato il rapporto di lavoro.

Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato dichiarato in stato di arresto per le ipotesi di reato sopra indicate e, come disposto dalla Procura della Repubblica di Spoleto, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari a disposizione del giudice del Tribunale di Spoleto che ne ha convalidato l’arresto e confermato la medesima misura cautelare alternativa alla detenzione.

I carabinieri, infine, oltre ad elevare ammende per circa 18.000 euro, hanno sequestrato il capannone (del valore di 370.000 euro), sede operativa dell’azienda, e tutto il materiale in esso contenuto, comprese le attrezzature da lavoro e i mezzi di trasporto, al fine di scongiurare la reiterazione del reato di sfruttamento e salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Si ribalta con il camion, muore autotrasportare 66enne

Un camionista di 66 anni, campano, ha perso la vita nell’incidente avvenuto nella notte tra venerdì e sabato alle porte di Perugia, all’innesto tra la SS75 Centrale Umbra e la E45 in direzione sud.

Il mezzo, per cause in corso di accertamento, è uscito di strada, ribaltandosi. Il conducente ha perso la vita. Ferito un 36enne che era con lui nel mezzo pesante.

Lo svincolo è stato temporaneamente chiuso per effettuare i rilievi e rimuovere il mezzo pesante. Il traffico è deviato su percorsi alternativi. Sul posto stanno lavorando vigili del fuoco e personale Anas.

Amelia, crolla una parete rocciosa: non ci sono feriti

Crollo di una parete rocciosa ad Amelia, in via del Monte. La zona interessata dal crollo è stata transennata e interdetta, il capannone e l’abitazione vicino non erano utilizzati, mentre il piazzale veniva usato abitualmente come parcheggio. In quel momento c’erano parcheggiate due auto, rimaste bloccate, senza essere comunque toccate dalle pietre.

Sul posto sono intervenuti gli uomini del Distaccamento vigili del fuoco di Amelia del Comando Provinciale di Terni, insieme al personale della sede centra con i GOS (Gruppo operativo speciale) che hanno provveduto a rimuovere le pietre.

Sul posto personale dell’ufficio tecnico del Comune di Amelia, il vice sindaco Avio Proietti Scorsoni, il comandante della stazione carabinieri di Amelia e la polizia locale.

Accordo di programma Ast, Confartigianato: “Nessun passo avanti e manca il tema dell’indotto”

Confartigianato Imprese Terni aveva acceso i riflettori sull’Accordo di Programma Ast, lamentando con preoccupazione i ritardi della procedura che dovrebbe portare agli investimenti per il territorio. Preoccupazioni che ora sono emerse anche nel tavolo nazionale che si è tenuto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

“Non sono stati fatti passi avanti”

“Dopo mesi di accantonamento della questione Accordo di Programma e i solleciti che Confartigianato
Terni ha fatto per riportarla all’attenzione del dibattito politico – commenta il presidente di Confartigianato Imprese Mauro Franceschini – il fatto che finalmente si sia svolto un nuovo incontro al MIMIt è certamente positivo e in questo senso esprimiamo soddisfazione. Riguardo però i risultati dell’incontro – aggiunge – molte sono le preoccupazioni e le perplessità, perché in esso non si sono registrati passi in avanti sostanziali rispetto all’obiettivo della sottoscrizione dell’Accordo
di Programma. Al contrario è arrivata l’ufficializzazione che una ipotetica soluzione strutturale del
nodo delle tariffe energetiche, questione posta come condizione da Arvedi AST per l’Sccordo, non sarà
possibile prima del 2029. Non potendo né AST né il territorio attendere così a lungo, a questo punto la
firma dell’Accordo con il connesso sblocco dei 700 milioni di parte privata e 300 milioni di parte
pubblica è completamente rimessa all’impegno assunto dal ministro Urso a trovare una soluzione
ponte sulle tariffe energetiche, per la quale però non ci sono né anticipazioni, né certezze. Inoltre – evidenzia Confartigianato Terni – vale l’osservazione che, se era chiaro al Governo, che occorreva una soluzione ponte, essa poteva certamente essere cercata prima senza far passare inutilmente mesi e anni a danno degli umbri”.

“Non sappiamo se sono giustificate le parole del sindaco Bandecchi che accusa Arvedi – AST di intenti
strumentali a scapito del territorio nella trattativa – prosegue Confartigianato – ma di sicuro confermiamo che è il territorio e, in particolare l’indotto, che sta pagando il prezzo più alto di questa situazione di sostanziale stallo che si protrae dal 2022″.

Il tema dei costi energetici

Confartigianato evidenzia con rammarico come temi cruciali come quello dell’energia e della competitività siano ancora oggi approcciati, sia a livello nazionale che locale, con canoni emergenziali e soluzioni di continuo ripiego.

“Gli alti costi dell’energia che deprimono la competitività delle imprese – evidenzia il presidente Franceschini – sono un problema nazionale e serve una soluzione di sistema per tutte le imprese, essendo lontana una tale soluzione si invoca una soluzione strutturale locale per sostenere la competitività dei poli produttivi energivori e strategici come AST, non essendo possibile una soluzione locale strutturale in tempi brevi si punta su una soluzione ponte, con un continuo rinvio, mentre la firma dell’Accordo non arriva”.

Il tema dell’indotto

“Senza contare – evidenzia ancora Confartigianato – che l’interesse pubblico a sostenere la competitività dei poli strategici come AST tramite una riduzione dei costi energetici si debba estendere anche all’intero indotto, perché AST e indotto costituiscono nel loro insieme un polo energivoro che deve stare sul mercato internazionale. L’indotto AST ha una grande rilevanza, anche occupazionale, e quindi va tutelato e promosso affinché l’intero polo AST possa essere competitivo. Anzi questo prolungato stallo ci risulta aver favorito rapporti con le imprese dell’indotto eccessivamente orientati alla riduzione dei costi, anche correndo consapevolmente il rischio di ridurre o addirittura espellere imprese locali dal polo siderurgico,
dissolvendo un patrimonio di competenze, prassi operative sicure e omogenee e attenzione alla qualità del prodotto finale che non sarà facile recuperare e che è indispensabile – conclude il presidente Franceschini – per affrontare la nuova positiva fase che, auspichiamo, si apra con la sottoscrizione dell’Accordo di Programma”.


Litiga con la ex moglie convivente, scatta il braccialetto elettronico

Litiga con la ex moglie convivente, scatta il braccialetto elettronico dopo i racconti della donna. I carabinieri della Compagnia di Todi sono intervenuti in un’abitazione di Pantalla a seguito di una segnalazione al Numero Unico di Emergenza – NUE – 112.

I militari, giunti sul posto, si sono trovati di fronte a una situazione di grave tensione domestica che ha reso necessario l’attivazione del “Codice Rosso” e l’allontanamento urgente dalla casa familiare di un uomo 77enne, deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Spoleto per l’ipotesi di maltrattamenti in famiglia.

La misura è stata adottata a causa di vessazioni psicologiche e fisiche nei confronti della ex moglie convivente, raccontate dalla donna, che in precedenza non aveva mai avuto il coraggio di denunciare.

I militari hanno quindi effettuato una perquisizione nella camera da letto, dove hanno trovato una pistola carica nascosta nel cassetto del comodino. L’arma, pur essendo regolarmente detenuta, è stata ritenuta costituire un potenziale pericolo.

Inoltre, i militari, hanno provveduto a sequestrare cautelativamente anche diverse armi da caccia e il relativo munizionamento, tutti legalmente detenuti.

Il giudice del Tribunale di Spoleto, in sede di convalida dell’allontanamento, ha deciso di applicare anche il braccialetto elettronico al responsabile, misura necessaria per monitorare costantemente i movimenti dell’uomo e prevenire ulteriori episodi di violenza.

Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e valutare eventuali ulteriori azioni a tutela della vittima.

Anci Umbria, 20 borse per neodiplomati interessati ad esperienze all’estero

Da Anci Umbria 20 borse per neodiplomati, finanziate con il programma Erasmus+ progetto “Accreditamento Anci Umbria”, terza annualità.  Le borse sono rivolte a ragazzi e ragazze di età compresa tra i 19 e 25 anni, neodiplomati in istituti tecnici. Le figure che si andranno a formare saranno afferenti ai seguenti settori: amministrazione, finanza e marketing; turismo; grafica e comunicazione; servizi commerciali.

Nell’ambito dell’accreditamento, Anci intende coinvolgere nelle attività formative Erasmus+ neodiplomati umbri che svolgeranno un periodo di formazione presso aziende situate in Francia, Albania, Irlanda e Spagna, all’interno di una strategia diretta a fare della mobilità europea un fattore stabile di innovazione dei sistemi di raccordo tra scuola, istituzioni ed imprese, in grado di generare nuove opportunità di sviluppo socio-economico in Umbria, un territorio che registra tassi di disoccupazione giovanile (con riferimento a giovani tra i 15 e i 24 anni) pari al 31%.

I posti a disposizione sono 5 per la Francia (per la durata 122 giorni cadauno), 7 per la Spagna (122 giorni), 7 per l’Irlanda (122 giorni) e 1 per l’Albania (92 giorni).

Potranno presentare domanda di partecipazione al progetto “Accreditamento Anci Umbria” i giovani neodiplomati dell’anno 2023/2024 che, alla data di pubblicazione del bando, hanno conseguito il diploma da non più di 12 mesi presso istituti umbri in linea con i settori professionali previsti; risiedono presso la Regione Umbria; hanno una competenza linguistica minima pari al B1 in lingua straniera (a seconda dal paese di destinazione prescelto).Tutta la documentazione richiesta dal bando (consultabile nel sito www.anci.umbria.it) dovrà essere inviata esclusivamente tramite mail al seguente indirizzo di posta elettronica: anciumbria@erasmusaccreditation.com

Le candidature potranno essere inviate fino al 30 ottobre 2024. Successivamente saranno calendarizzati i colloqui per le selezioni.

Sweet Pampepato presentato alla vetrina del TTG di Rimini

Presentato all’Italia e al mondo, attraverso la vetrina del TTG di Rimini, nello stand di Confartigianato, la prima edizione di , l’evento incentrato sul dolce tipico natalizio, che si terrà dal 22 al 24 novembre nelle vie principali del centro storico di Terni.

Un evento per celebrare un prodotto simbolo del territorio, che ha ottenuto la prestigiosa certificazione IGP. Sweet Pampepato è nato su iniziativa di Confartigianato Imprese Terni, promosso e con il contributo della Camera di Commercio dell’Umbria, con il contributo di Regione Umbria, con il patrocinio del Comune di Terni, lapartnership della Provincia di Terni, in collaborazione con i Produttori Certificati di Pampepato di Terni IGP, è organizzato da SGP Grandi Eventi.

Sweet Pampepato è un’iniziativa che stiamo supportando e aprirà le porte verso il natale, proponendo dolci della tradizione natalizia come il pampepato e il torrone – ha ricordato Michela Bordoni, assessore Comune di Terni con delega al turismo -. Auspichiamo che questa prima edizione sia solamente l’inizio di questo cammino insieme per promuovere il pampepato, il nostro dolce di Terni, unico a marchio IGP“.

Sweet Pampepato – ha evidenzia Mauro Franceschini, presidente Confartigianato Imprese Terni – è un evento sul quale Confartigianato Terni ha creduto molto. Dal 22 al 24 novembre Terni celebrerà la certificazione IGP del nostro dolce tipico natalizio, il pampepato. Ci aspettiamo un gran numero di visitatori soprattutto da fuori per condividere con loro questo dolce momento”.

Con la presenza dei produttori che io oggi rappresento al TTG di Rimini, realizziamo un sogno, non solo quello dell’IGP, ma anche il fatto che possiamo finalmente festeggiare questo raggiungimento importante – ha proseguito Ivana Fernetti, presidente Federazione Alimentazione Confartigianato Imprese Terni – . Prima di tutto per noi artigiani della città, ma soprattutto per il territorio perché è un dolce che riguarda tutta l’Umbria, tutti i ternani”.

La Camera di Commercio – ha dichiarato Federico Sisti, segretario generale Camera di Commercio dell’Umbria – ha sposato fin da subito questo progetto per costruire un evento importante non solo per Terni ma per tutta la regione. Sweet Pampepato può diventare un avvenimento che destagionalizza i flussi del turismo e consente di promuovere un dolce autentico e unico come il pampepato. Inoltre il prodotto e la kermesse possono essere uno strumento attrattivo per portare a Terni e in Umbria tanti turisti a scoprire le nostre meravigliose terre”.

Il progetto Sweet Pampepato è molto importante non solo per Terni, ma per tutto il territorio regionale perché non fa altro che valorizzare e mettere un tassello in più sul rafforzamento dell’identi0tà dell’Umbria e della sua capacità di porsi come destinazione autentica e originale” ha aggiunto Antonella Tiranti, dirigente Regione Umbria Area Programmazione, Cultura, Turismo

Soddisfatto Stefano Pelliciardi, Sgp Grandi Eventi: “É stato un grande sforzo di rete, una grande sinergia fra tanti soggetti, pubblici e privati per portare a termine un festival con spettacoli itineranti e grandi nomi come Raspelli, Vissani, Iginio Massari, solo per citarne alcuni. Ma ancora il processo al pampepato, la maxi costruzione del Thyrus il drago pasticcere, ispirato alla storia della città fatto di pampepato, showcooking, disfide gastronomiche, degustazioni guidate. Veramente un programma ricco, corposo e variegato per una delle feste più dolci del di Italia“.

AST, dopo il tavolo al Ministero Arvedi alla mostra sui 140 anni delle Acciaierie

Visita giovedì mattina al PalaSì di Terni del presidente di Arvedi AST, il cavalier Giovanni Arvedi, per ammirare la “grande opera” la mostra organizzata dall’azienda per celebrare i 140 anni della fondazione.

L’esposizione, aperta al pubblico fino al prossimo 23 ottobre – da lunedì a venerdì: 10-12 / 16-19, sabato e domenica: 10-12 / 15-19,30 con ingresso libero – ha inteso accendere i riflettori sul più imponente impianto di derivazione mai realizzato in Italia tra Ottocento e Novecento. Un sistema di condotte, turbine per l’adduzione delle acque dal Velino e la conseguente trasformazione della potenza dell’acqua in forza motrice e energia elettrica.

Ad accompagnare il cav. Arvedi durante la visita, il vice presidente Mario Arvedi Caldonazzo, l’amministratore delegato Dimitri Menecali, il responsabile risorse umane Giovanni Scordo insieme ai curatori della mostra. Presenti negli spazi espositivi del PalaSì anche alcune classi delle Scuole elementari “Anita Garibaldi” e “Mazzini” di Terni impegnate nei laboratori didattici organizzati nell’ambito dell’iniziativa.

Una visita fatta all’indomani del tavolo sull’Ast che si è tenuto al Ministero dello Sviluppo economico per affrontare il tema dei costi energetici e delineare una road map per concretizzare gli impegni sugli investimenti per il territorio con l’Accordo di programma.