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Autore: Redazione

Frana, Flaminia ancora chiusa: la Regione bacchetta Anas

Nonostante le rassicurazioni fornite da Anas circa una rapida riapertura della Flaminia tra Spoleto e Terni, dopo la frana nella zona di Strettura, la strada è ancora chiusa, con il transito consentito esclusivamente dai mezzi di soccorso e per l’accesso alle abitazioni presenti lungo il tracciato interessato dalla chiusura.

La Regione Umbria, con una nota, “stigmatizza il fatto che le rassicurazioni date da Anas in merito a una riapertura pressoché immediata non si sono concretizzate e chiede, a 3 giorni dalla chiusura, interventi urgenti e indifferibili di messa in sicurezza funzionale alla riapertura della strada”.

“Senza mettere in dubbio la necessità di intervenire in maniera più complessa, vista la condizione di pericolo derivante dall’instabilità della parte rocciosa della parete – si legge ancora – quello che appare chiaro è l’indispensabile attenzione che l’Anas deve riservare a istituzioni e cittadini nel mettere tutti nelle condizioni di recepire caratteristiche, soluzioni e tempi degli interventi che si rendono necessari”.

La Regione continua a monitorare la situazione con l’assessore competente Francesco De Rebotti, che venerdì mattina si è recato sul posto per verificare lo stato dei lavori. È stata completata la demolizione del blocco roccioso che incombeva sulla strada, quindi rimosso il pericolo maggiore e si è continuato a eliminare dalla scarpata i detriti più piccoli per renderla adeguata all’installazione delle reti di protezione.
Nel primo pomeriggio è prevista la verifica del geologo che, qualora fosse positiva, permetterà di autorizzare l’avvio dell’installazione della rete metallica da parte dei rocciatori.

Questa operazione potrà essere compiuta con la riapertura della strada a unica corsia di percorrenza a senso unico alternato.

Le condizioni piu critiche sembrano state quindi superate e in attesa del sopralluogo del geologo si auspica una apertura alla circolazione anticipata e con le caratteristiche di cui sopra.

“Nel ringraziare gli addetti che sono all’opera di Anas e della ditta – conclude la Regione – ricordiamo che nel frattempo sono utilizzabili le viabilità alternative per struttura del traffico leggero e la deviazione dei mezzi superiori a 3,5 tonnellate dal km 103+900 al km 124+400”.

La SS3 Flaminia resta comunque percorribile
Si raccomanda la massima prudenza, di limitare gli spostamenti e di utilizzare percorsi alternativi.
𝐏𝐞𝐫 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐚 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐀𝐍𝐀𝐒 𝐚𝐥 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨 𝟖𝟎𝟎.𝟖𝟒𝟏.𝟏𝟒𝟖

I punti del protocollo siglato tra Anci e sindacati

Linee guida condivise per una contrattazione sociale territoriale “forte, inclusiva e coerente con i principi costituzionali” nel protocollo d’intesa siglato tra Anci Umbria e le organizzazioni sindacali regionali (Cgil, Cisl, Uil, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil).

“Un accordo che pone al centro la persona, la giustizia sociale e la dignità della vecchiaia” si legge in una nota diramata da Anci.

Il documento è stato firmato da Federico Gori, presidente di Anci Umbria, Maria Rita Paggio, segretaria generale della Cgil Umbria, Angelo Manzotti, segretario generale della Cisl Umbria, Maurizio Molinari, segretario generale Uil Umbria, Andrea Farinelli, segretario generale dello Spi Cgil Umbria, Dario Bruschi, segretario generale dello Fnp Cisl Umbria (che per l’occasione della sottoscrizione è stato sostituito da Francesco Ferroni, segretario provinciale di Perugia), Elisa Leonardi, segretaria generale della Uilp Uil Umbria.

“Questa intesa – ha dichiarato Federico Gori – si fonda sulla convinzione che il benessere dei cittadini, e in particolare della popolazione anziana, non rappresenti un costo, ma una risorsa viva per le comunità locali. Solo attraverso un confronto costante è possibile dare risposte concrete ai bisogni delle persone. La popolazione umbra, tra le più anziane d’Italia, vive una condizione di crescente fragilità, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli comuni. I servizi sanitari e sociali faticano a rispondere ai bisogni emergenti, i medici di base sono sempre meno presenti nei territori periferici e i carichi di cura ricadono spesso sulle famiglie, in particolare sulle donne. Con questo protocollo si intende programmare iniziative comuni che favoriscano l’approfondimento e l’applicazione dei contenuti condivisi”.

I punti del protocollo

Il protocollo affronta sette ambiti tematici: relazioni sindacali, politiche fiscali e tributarie, servizi sociali e sanitari, residenzialità e abitare sociale, partecipazione e cittadinanza attiva, trasporto pubblico e mobilità, digitalizzazione e accesso ai servizi.

“Questo protocollo – hanno affermato anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali – aggiorna l’intesa già esistente tra Anci Umbria e le sigle sindacali. Nasce dalla consapevolezza che il confronto tra istituzioni e rappresentanze sociali sia oggi ancora più decisivo per garantire coesione, diritti e dignità, in una fase storica segnata da forti disuguaglianze, invecchiamento demografico, tagli al welfare e profonde trasformazioni sociali e tecnologiche. Con questa intesa le parti si impegnano a programmare iniziative comuni che favoriscano l’approfondimento e l’applicazione dei temi trattati”.

Le aree tematiche del protocollo


• Relazioni sindacali: promuovere relazioni strutturate attraverso un calendario annuale di incontri con le amministrazioni comunali, per discutere preventivamente atti di bilancio, piani sociali e principali scelte in materia di servizi e tributi locali, con l’intento di finalizzare accordi.
• Politiche fiscali e tributarie: favorire una fiscalità progressiva, con soglie di esenzione e riduzioni su Irpef comunale e Tari per le fasce più deboli; condividere criteri di equità e trasparenza nelle tariffe dei servizi pubblici locali; sollecitare accordi tra Comuni e Agenzia delle Entrate per contrastare l’evasione fiscale.
• Servizi sociali e sanitari: potenziare i servizi socio-sanitari territoriali, rafforzando assistenza domiciliare, integrazione sociosanitaria e sostegno ai caregiver; valorizzare consultori e centri antiviolenza nell’ambito delle politiche di genere; condividere strumenti di valutazione della spesa sociale, con attenzione al finanziamento del Prina e ai servizi per gli anziani non autosufficienti; rafforzare la rete dei servizi nei distretti e nelle aree interne, favorendo il confronto nella progettazione legata ai finanziamenti nazionali.
• Residenzialità e abitare sociale: verificare e valorizzare il patrimonio Erp inutilizzato, garantendo criteri di assegnazione trasparenti e inclusivi; sostenere l’accesso alla casa tramite fondi affitto e soluzioni abitative innovative per anziani soli.
• Partecipazione e cittadinanza attiva: promuovere il coinvolgimento degli anziani nella vita comunitaria, anche attraverso consulte o organismi di rappresentanza; incentivare iniziative di socializzazione e contrasto alla solitudine.
• Trasporto pubblico e mobilità: favorire l’accessibilità al trasporto pubblico per anziani e persone fragili, anche con forme agevolate o gratuite; garantire servizi di mobilità verso strutture sanitarie e sociali, soprattutto nelle aree a bassa densità.
• Digitalizzazione e accesso ai servizi: contrastare il digital divide tra gli anziani attraverso alfabetizzazione digitale, sportelli di assistenza e agevolazioni per l’accesso alle tecnologie.

Tempi pagamento della PA, Confartigianato Terni avvia un monitoraggio

I tempi lunghi con i quali le pubbliche amministrazioni spesso pagano i propri fornitori di beni e servizi spesso rappresentano un problema per le imprese, che in alcuni casi devono anche anticipare cifre importanti. E questo, nonostante i tempi fissati dalla normativa nazionale.

Consapevole di questa situazione, Confartigianato Imprese Terni ha avviato in questi giorni una consultazione con le proprie aziende associate per monitorare l’andamento dei tempi di pagamento da parte della Pubblica amministrazione e delle Società partecipate locali.

L’iniziativa nasce con uno spirito di collaborazione e dialogo: l’Associazione ha richiesto alle imprese di segnalare eventuali criticità nei tempi di saldo delle fatture (fissati per legge a 30 giorni, con deroghe a 60 per la sanità), allo scopo di mappare le difficoltà, fare eventuali solleciti mirati e costruire soluzioni condivise.

L’obiettivo dell’iniziativa – spiega Confartigianato Terni in una nota – è sottolineare un principio economico fondamentale: la puntualità della PA e delle Amministrazioni Locali garantisce una stabilizzazione vitale per il tessuto produttivo. L’opportunità di questo monitoraggio discende anche dalla considerazione del momento di particolare difficoltà che il settore dell’edilizia sta vivendo in Umbria al fine di porre l’attenzione e contenere i fenomeni che possono influire negativamente sull’equilibrio finanziario delle PMI , come appunto i tempi di pagamento dei lavori pubblici.

“Siamo convinti – afferma Michele Medori segretario di Confartigianato Terni – che il rispetto dei tempi di pagamento abbia un impatto sul rilancio economico del territorio spesso più efficace e immediato di molti aiuti di Stato. Garantire flussi di cassa regolari significa permettere alle imprese di programmare, investire e crescere. È la forma più diretta di sostegno allo sviluppo”.

Confartigianato evidenzia che il monitoraggio mira innanzi tutto a individuare i colli di bottiglia che rallentano le procedure amministrative. E quindi, ad aprire un tavolo di confronto costruttivo con gli Enti e le Partecipate per favorire l’allineamento delle prassi locali alle direttive europee e nazionali.

In un’ottica di sistema – conclude l’Associazione – l’efficienza dei pagamenti pubblici non è solo un obbligo normativo legato anche agli obiettivi del PNRR, ma un impegno etico e strategico verso chi ogni giorno produce valore per la comunità ternana.

Ater mette a disposizione 36 alloggi a canone concordato in tutta l’Umbria

Ater Umbria ha aperto il bando 1/2026 per la formazione di una graduatoria per la locazione di 36 immobili, presenti su tutto il territorio regionale, a canone concordato. L’obiettivo è quello di contrastare il disagio abitativo e offrire soluzioni a costi sostenibili per le famiglie umbre.

Gli appartamenti sono così collocati: Perugia (11 alloggi), Terni (7 alloggi), Acquasparta (5 alloggi), Giano dell’Umbria (4 alloggi), Foligno (3 alloggi), Spoleto (3 alloggi), Marsciano (1 alloggio), Città della Pieve (1 alloggio) e Corciano (1 alloggio).

I canoni mensili agevolati partono dai circa 93 euro per le unità più piccole fino a oltre 400 euro per le metrature più ampie, unità che sono di varie metrature, dai due ai massimo cinque componenti.
Possono presentare domanda i soggetti che dichiarino di essere cittadini italiani, comunitari o stranieri con regolare permesso di soggiorno (almeno biennale per i lavoratori) e residenti in un comune della regione. È richiesto un Isee non superiore a 45.000 euro. Qualora l’indicatore sia inferiore a 12.000 euro è necessaria la firma di un garante con reddito superiore a tale soglia.

Tra i requisiti, che devono essere mantenuti dalla presentazione della domanda fino alla firma del contratto e per l’intera durata della locazione, quello di non possedere altri alloggi adeguati in Umbria, né aver subito sfratti per morosità o gravi inadempienze contrattuali. Inoltre, non avere pendenze economiche con Ater o aver ricevuto provvedimenti di decadenza da alloggi pubblici e di accettare le norme contenute nel regolamento di gestione degli alloggi di proprietà Ater, delle parti e dotazioni comuni dei fabbricati e di ripartizione dei conseguenti oneri, di cui é possibile prendere visione nella sezione del sito internet www.ater.umbria.it.

Le domande saranno valutate da un’apposita Commissione, nominata da un dirigente competente, costituita da tre membri: un presidente, individuato tra i dipendenti della Regione Umbria o dei Comuni in cui ricadono gli alloggi oggetto del bando e due componenti scelti tra i funzionari dell’Azienda stessa. La Commissione provvederà all’istruttoria delle domande, attribuendo i relativi punteggi ed effettuerà la verifica della

corrispondenza delle dichiarazioni relativamente allo stato di famiglia degli aspiranti assegnatari, previa l’esclusione. La Commissione si riserva la facoltà di valutare la conformità del rispetto delle condizioni di eterogeneità socio-culturale all’interno del fabbricato scelto da ciascun richiedente e procederà alla valutazione dei punteggi e, all’esito delle attività istruttorie, alla conseguente formulazione della graduatoria delle richieste per gli alloggi.

In caso di parità di punteggio, si procederà in sede pubblica, previa adeguata pubblicità e

informativa agli interessati, al sorteggio tra le richieste.

La graduatoria rimarrà valida fino alla formulazione della successiva.

Ater Umbria, prima dell’apertura delle richieste pervenute, si riserva la facoltà di apportare

delle variazioni e/o integrazioni all’elenco degli alloggi indicati nel bando, poiché è presumibile che l’Azienda riacquisisca medio tempore la disponibilità di alcuni nel territorio

regionale, adeguando conseguentemente anche il termine ultimo per la presentazione della domanda.

Il contratto di locazione avrà una durata di tre anni, rinnovabile per ulteriori due, garantendo stabilità abitativa a canoni inferiori rispetto a quelli di mercato.

Le domande devono essere inoltrate esclusivamente online compilando il form in questo link: https://forms.gle/aDPKMbdKG9iSzMnv8.

Il termine ultimo per l’invio delle istanze è fissato per le ore 23:59 del 26 febbraio 2026. Gli uffici Ater di Perugia e Terni restano a disposizione dei cittadini, previo appuntamento, per fornire supporto tecnico nella compilazione e nella digitalizzazione dei documenti.

Per ulteriori dettagli in questo link:

https://www.ater.umbria.it/index.php/home/utenza/bandi-di-assegnazione/1473-avviso-pubblico-per-l-assegnazione-in-locazione-di-alloggi-a-canone-concordato-bando-01-2026.html

A Umbriafiere Expo Tecnocom 2026: il programma

Presentata l’dizione 2026 di Expo Tecnocom, la grande manifestazione biennale dedicata ai pubblici esercizi, all’ospitalità e all’arte bianca, in programma dall’8 all’11 febbraio a Umbriafiere.

Alla conferenza stampa sono intervenuti il presidente di Epta Confcommercio Umbria Aldo Amoni, il sindaco di Bastia Umbra Erigo Pecci e il presidente di Umbriafiere Antonio Forini, che hanno sottolineato il valore strategico della manifestazione per il tessuto economico locale e per l’intero comparto della ristorazione e dell’accoglienza.

Expo Tecnocom 2026 si presenta come da tradizione con una forte e qualificata area espositiva, che vedrà la partecipazione di oltre 100 espositori distribuiti su 4 padiglioni, confermando la fiera come una delle principali piattaforme di incontro tra domanda e offerta per il settore Horeca. Anche per questa edizione saranno riproposte le tre macro aree tematiche – Food, Equipment e Contract –, pensate per facilitare l’orientamento dei visitatori e favorire una ricerca merceologica efficace e mirata. Un percorso espositivo completo che abbraccia materie prime, arredamento da interno ed esterno, impianti, attrezzature, macchinari, complementi e soluzioni per ogni esigenza del mondo della ristorazione e dell’ospitalità.

Trofeo della Pizza

Tra gli elementi di maggiore richiamo di questa edizione spicca il 4° Trofeo della Pizza, in programma lunedì 9 febbraio a partire dalle ore 10.00, organizzato da Molino Sul Clitunno, che porterà a Expo Tecnocom maestri pizzaioli, professionisti e operatori del settore, confermando il ruolo centrale dell’arte bianca all’interno della manifestazione.

Accanto al Campionato della Pizza, il programma propone un calendario ricco di cooking show e dimostrazioni tecniche organizzati direttamente dalle aziende protagoniste del settore. DAC firma una serie di appuntamenti dedicati alla valorizzazione delle materie prime e alle tecniche di lavorazione, con la partecipazione dello chef stellato Pasquale Palamaro e del campione mondiale della pizza Pasquale MoroVeganOK Academy cura invece gli eventi dedicati alla cucina vegetale e all’innovazione gastronomica, portando in fiera un approccio contemporaneo e sempre più centrale per il mondo Horeca.

Spazio anche ai temi dell’innovazione, della gestione e della sostenibilità, grazie agli incontri organizzati da Green for Business, focalizzati sull’intelligenza artificiale applicata alla hotellerie e sull’efficienza energetica come leva strategica per le imprese.

Meeting Confcommercio

Particolare rilievo assume il meeting promosso da Confcommercio Umbria, in programma lunedì 9 febbraio alle ore 15.00 presso la Sala Europa, dedicato alla presentazione del Bando INAIL, riservato alle micro e piccole imprese di settori specifici, tra cui ristorazione, bar, gelaterie e pasticcerie. Un appuntamento di grande interesse, pensato per fornire informazioni concrete sulle opportunità di incentivo per investimenti in salute e sicurezza sul lavoro, con un focus anche sul tema delle ZES.

Amoni: evento che aiuta lo sviluppo del settore

Expo Tecnocom rappresenta un’occasione concreta per accompagnare le imprese in un percorso di crescita reale. Non è soltanto una fiera espositiva, ma un luogo in cui contenuti, competenze e relazioni si trasformano in strumenti utili per chi opera ogni giorno nel mondo dei pubblici esercizi, dell’ospitalità e dell’arte bianca –  ha dichiarato il presidente Aldo Amoni -. Come Epta Confcommercio Umbria, in qualità di ente organizzatore, sentiamo la responsabilità di costruire un evento che non si limiti a fotografare il presente, ma che contribuisca attivamente allo sviluppo del settore, favorendo l’innovazione, la qualificazione professionale e la competitività delle imprese. Expo Tecnocom nasce proprio con questo obiettivo: creare connessioni, mettere in dialogo aziende, operatori e istituzioni e offrire occasioni concrete di aggiornamento e crescita“.

Così il sindaco di Bastia Umbra Erigo Pecci: “Questo tipo di evento è legato alla natura storica di quello che accade ad Umbriafiere, centro che ha la capacità di portare a Bastia tanta tecnologia, innovazione e servizi, legati in questa occasione all’Horeca. Noi ormai ci rivolgiamo all’Italia, non più solo alla regione, e va quindi traguardato questo obiettivo per ripagare tutti gli sforzi dei soggetti coinvolti. Ad Umbriafiere bisogna portare una visione nazionale e continuare in questo percorso dove ci sono tutte le condizioni, umane, di contesto ed economiche“.

Parlando di Expo Tecnocom, il presidente di Umbriafiere Antonio Forini ha sottolineato come sia “tra gli eventi storici, più specializzati e specialistici, e che alza il livello di Umbriafiere“. Un evento necessario anche perché, ha aggiunto, “l’Umbria nel settore Horeca ha fatto grandi passi avanti“.

Expo Tecnocom 2026 si svolgerà dall’8 all’11 febbraio presso Umbriafiere di Bastia Umbra, con ingresso gratuito per gli operatori del settore, e si propone ancora una volta come punto di riferimento per chi guarda al futuro della ristorazione, dell’ospitalità e dell’impresa alimentare.

Programma completo: https://www.expo-tecnocom.it/

Marchio IGP per Crescionda e Attorta, Confartigianato supporta il percorso di riconoscimento

Valorizzare i dolci tipici spoletini, la Crescionda e l’Attorta. Grande partecipazione all’incontro organizzato da Confartigianato Imprese Umbria, attraverso il supporto della Associazione Territoriale di Terni, presso la Sede di Area Spoleto/Valnerina e rivolto alle Categorie Panificatori e Pasticceri.

Durante l’incontro è stato appunto illustrato il progetto promosso dal Comune di Spoleto per valorizzare i prodotti tipici locali. Il Comune di Spoleto ha avviato, nei mesi scorsi, un progetto teso al riconoscimento del marchio di tipicità (IGP) per la Crescionda e l’Attorta, due simboli della gastronomia spoletina.

Confartigianato Umbria, da sempre impegnata nell’obiettivo di valorizzare i prodotti agroalimentari, come il Pampepato di Terni IGP, e preso atto della volontà dell’Amministrazione Comunale di Spoleto, nella persona dell’Assessore al Turismo e allo Sviluppo Economico Giovanni Paroli, coordinerà i produttori, presenti all’incontro, per iniziare il percorso per il riconoscimento IGP e di procedere in questa direzione.

L’occasione è importante, non solo per il settore agroalimentare, ma per tutto l’artigianato spoletino e per l’intera economia locale. Nonostante la lunghezza dell’iter, Confartigianato Imprese Umbria si impegna ad avviare un dialogo e un confronto continuo tra i produttori, andando avanti con le procedure richieste e aiutando i produttori stessi a rimuovere ostacoli per poter arrivare al traguardo del riconoscimento IGP.

Il marchio IGP di due prodotti tipici del territorio spoletino sarà il riconoscimento della qualità e della territorialità e un volano di sviluppo economico e di promozione turistica.

Al tempo stesso il riconoscimento del marchio di tipicità Crescionda e Attorta tutelerà il lavoro dei produttori locali, mantenendo alta la qualità del loro prodotto.

Investimenti e governance, il nuovo corso di Umbriafiere

Il percorso avviato dalle istituzioni regionali, inaugurato , trova oggi una sintesi significativa. La convergenza degli obiettivi, unita alla rilevante autonomia finanziaria maturata grazie a vent’anni di gestione oculata, costituisce la base per l’elaborazione di un piano industriale proattivo, orientato allo sviluppo delle attività, in particolare di quelle fieristiche, e all’individuazione di nuove opportunità di crescita economica e sociale.

Si apre un nuovo capitolo per Umbriafiere, con la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione e con la contestuale designazione di Antonio Forini, primo presidente di estrazione imprenditoriale.

Il progetto, presentato alle autorità istituzionali e ai soci costituenti di Umbriafiere Spa, ha l’obiettivo di restituire al quartiere fieristico regionale un ruolo centrale e strategico nella crescita economica dell’intero sistema umbro.

“Umbriafiere è un polo fieristico regionale – ha affermato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti – ma è anche molto di più. È una visione, è organizzazione di eventi che hanno un respiro nazionale e internazionale di varia natura e oggi vive appunto un rilancio voluto da tutti i soci tra cui la Regione Umbria, anche tramite Sviluppumbria, la partecipata che si occupa proprio dello sviluppo della regione a vario titolo. È questa la politica regionale della fiducia e del rilancio che ci piace anche ampliando, come è stato fatto qui ad Umbria Fiere e chiamando nell’amministrazione di questo polo fieristico, personalità del mondo dell’imprenditoria, competenze ed energie della nostra meravigliosa società umbra”.

“Il Centro fieristico di Bastia Umbra – ha sottolineato il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti – rappresenta un’infrastruttura strategica per l’equilibrio territoriale della Provincia di Perugia, capace di connettere le diverse realtà comunali e di rafforzare il legame tra sviluppo economico e identità dei territori. Eventi di rilievo nazionale come Agriumbria dimostrano concretamente il valore di questo spazio come vetrina qualificata delle nostre eccellenze produttive”.

Il processo di evoluzione presentato trae impulso dall’opportunità offerta dai fondi regionali destinati alla riqualificazione dei padiglioni esistenti e si sviluppa attraverso una stretta collaborazione con il Comune di Bastia Umbra, ente appaltante degli interventi. Un’azione congiunta che testimonia la volontà condivisa di valorizzare un’infrastruttura considerata fondamentale per il territorio. Nel corso dell’incontro, il sindaco di Bastia Umbra, Erigo Pecci, ha evidenziato infatti come il quartiere fieristico rappresenti “un vero e proprio motore urbano e un presidio identitario non solo per Bastia Umbra, ma per l’intera regione”.

Umbriafiere, il passato e il futuro

Ripercorrendo le tappe storiche che dalla fiera moderna del 1969 conducono all’attuale Umbriafiere Spa, il sindaco ha sottolineato come il fare sistema tra istituzioni e territorio sia stato, e continui a essere, un elemento determinante per la crescita e la competitività del tessuto economico e sociale regionale. Umbriafiere Spa ha scelto di sostenere attivamente il progetto, mettendo a disposizione competenze tecniche, esperienza gestionale e optando per il sostanziale utilizzo di risorse proprie, al fine di garantire interventi pienamente coerenti con le esigenze contemporanee del mercato.

Gli investimenti infrastrutturali

Tra le iniziative di maggiore rilievo figura un articolato piano di investimenti infrastrutturali orientato a incrementare competitività, efficienza e sostenibilità del quartiere fieristico. Il programma prevede la realizzazione completamente autofinanziata di un nuovo padiglione permanente, l’installazione di un impianto fotovoltaico da 480 kW, il conferimento dell’impianto in una Comunità energetica rinnovabile per la condivisione dell’energia prodotta in eccesso, il rinnovo dell’illuminazione dei padiglioni e la sostituzione dell’attuale sistema di riscaldamento con tecnologie a pompa di calore. Un’evoluzione integrata che guarda al futuro e intercetta le esigenze del contesto economico e sociale, come ribadito anche da Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria.

“Non siamo qui per limitarci a gestire l’esistente – ha affermato Mencaroni – ma per investire con decisione nella crescita. È arrivato il momento di compiere un salto di qualità. La sostenibilità e il risparmio energetico rappresentano un impegno operativo concreto e non un mero esercizio comunicativo”. In tale prospettiva, la Comunità energetica diviene uno strumento strategico per rafforzare il legame tra Umbria Fiere e il Comune di Bastia Umbra, generando benefici diffusi per il territorio.

Una piattaforma multifunzionale

Nel solco di queste riflessioni si inserisce anche l’intervento del professor Luca Ferrucci, amministratore unico di Sviluppumbria Spa, che ha rimarcato il valore della Comunità energetica rinnovabile come leva di innovazione economica, sociale e istituzionale. “Il quartiere fieristico – ha dichiarato Ferrucci – possiede tutte le potenzialità per evolvere in una piattaforma multifunzionale capace di integrare attività fieristiche, congressuali, culturali e di servizio, ampliando le fonti di redditività, riducendo la stagionalità degli utilizzi e favorendo nuove forme di collaborazione pubblico-private. Un percorso che può trasformare Umbria Fiere da semplice contenitore di eventi a nodo centrale di un ecosistema territoriale dinamico e resiliente”. A completamento di questa nuova fase evolutiva si colloca anche la progettazione di una rinnovata identità visiva, comprensiva di logo e strumenti di comunicazione, pensata per riaffermare con chiarezza il ruolo di Umbria Fiere come soggetto autonomo, trasversale e rappresentativo dell’intero tessuto economico e sociale regionale. L’ambizione complessiva è trasformare il centro fieristico in un autentico polo di aggregazione per imprese, istituzioni e cittadini, capace di attrarre nuove manifestazioni, potenziare le esistenti, generare relazioni qualificate e offrire servizi avanzati, contribuendo in modo stabile e condiviso alla crescita dell’intero sistema regionale.

“Questo nuovo tragitto – ha dichiarato Antonio Forini, presidente di Umbriafiere Spa da maggio 2025 – trova solide fondamenta nella gestione virtuosa degli anni precedenti. Abbiamo ereditato un’azienda sana e con conti in ordine. È grazie a questa eredità, frutto di prudenza e lungimiranza, che oggi possiamo avviare con serenità una fase evolutiva capace di valorizzare il passato e rendere fertile il futuro”.

“Destinazione Orvieto”, presentato il progetto di marketing turistico

Presentato a palazzo Bisenzi a Orvieto – storica dimora che vide soggiornarvi Sigmund Freud – il progetto di promozione territoriale e piano di marketing turistico “Destinazione Orvieto”, dai promotori Luca Sbarra, Emanuele Rossi, Antonella Cannas e Claudio Lattanzi.

Decine tra imprenditori, commercianti, rappresentanti di categoria, di associazioni, di cooperative e delle istituzioni provenienti dall’orvietano e dalla provincia di Viterbo, hanno partecipato all’illustrazione dell’iniziativa a cui hanno già aderito oltre 90 aziende e vari enti del terzo settore e no profit e simboleggiata dal logo di una lumaca.

IL PROGETTO

Il piano si propone di aumentare i flussi turistici, incrementare la permanenza media, destagionalizzare le presenze attraverso la collocazione sul mercato turistico italiano e straniero di otto nuove escursioni che sono state illustrate da Emanuele Rossi. Le escursioni che si aggiungono al Cammino dell’intrepido Larth e al Cammino del miracolo del Corpus domini (oltre 2000 presenze annue ed un indotto a favore dell’economia locale di mezzo milione di euro), hanno tutte la caratteristica di avere una durata di mezza giornata per consentire ai turisti di visitare Orvieto e i suoi borghi nella restante parte della giornata.
Tutti gli itinerari sono raccolti in una pubblicazione che sarà in commercio a partire dal 10 febbraio, edita dalla casa editrice Intermedia Edizioni mentre l’intero progetto è illustrato nel portale, in italiano ed inglese, www.destinazioneorvieto.com che è anche un periodico dedicato al turismo, collegato ai quotidiani online orvietonews, orvietosi, orvietolife, orvieto24, orvietosport ed umbrieconomia attraverso la comune agenzia pubblicitaria Medianetwork.

“Puntiamo con grande ambizione a fare rimanere ad Orvieto i turisti una settimana o meglio dieci giorni di fila, contro la media di permanenza che è inchiodata da decenni ad 1,5, 1,6 giorni-hanno detto i promotori-la nuova proposta che mettiamo in campo è uno strumento che può consentire di raggiungere questo risultato ed i primissimi test compiuti in questi giorni stanno già fornendo risultati straordinari. La forza su cui fare leva è rappresentata dal territorio, in una visione non Orvieto centrica e dalla straordinaria varietà di attrattive che abbiamo la fortuna di possedere. Il piano è ideologicamente orientato a sostenere la nostra comunità e a considerare il vantaggio economico che deriva dal turismo come un bene che deve certamente trasformarsi in profitti per chi investe e in creazione di lavoro, ma anche come una opportunità per far crescere i produttori e gli artigiani locali così come per favore delle persone fragili della società che hanno minori opportunità nel mercato del lavoro. Una impostazione che si esprime anche nella vendita di tanti manufatti realizzati in loco”.
Per imprimere ulteriore slancio all’economia locale, si sta studiando una applicazione al portale DO finalizzata al commercio online dei prodotti delle aziende orvietane. I primi artigiani a creare vari manufatti a forma di lumachella in ceramica, tessuto e stoffa sono stati Alberto Bellini, cooperativa Mir, Aldo Fusco, Rosaria Vagnarelli mentre la pasticceria Margottini di Fabro ha dato i natali alle prime lumachelle dolci che hanno riscosso grande successo nell’aperitivo finale che ha concluso l’incontro in musica con la chitarra di Daniele Mezzoprete.
La presentazione è stata dedicata alla figura di Domenico Masnada, per molti e cruciali anni responsabile dell’ufficio turistico di Orvieto, rievocata con stima e commozione della collega Danca Caccavello la quale ne ha sottolineato la grande capacità di essere un innovatore ed un anticipatore oltre colui che ha indirizzato l’offerta turistica locale nella direzione della modernizzazione e di una impostazione manageriale e al passo con i tempi.

Si è poi passato ad illustrare i punti del progetto di rilancio turistico sui quali inizierà subito un confronto con le associazioni di categoria e con i singoli imprenditori.

Pacchetti stagionali

In determinati periodi (bassa stagione) le imprese del territorio potranno organizzare delle offerte promozionali da divulgare tramite il portale e i social ad esso collegato. Si tratta di organizzare una serie di offerte speciali che potranno essere divulgate attraverso il portale ed i social ad esso collegati, ma anche venduti sul mercato dai tour operator che aderiscono al servizio. Ogni servizio potrà avere una sua denominazione particolare in maniera da attivare una strategia ricorrente ed annuale a sostegno dei periodi, o dei singoli territori, più critici. Questa azione viene favorita e sostenuta dall’apporto di tour operator locali o nazionale. Al momento è già stato attivato da pochi giorni e si sta già vendendo il pacchetto “Dolce metà”, una promozione collegata alla festa degli innamorati. Nel giro di tre giorni sono già arrivate le prime prenotazioni.

Note in cantina. Obiettivo: destagionalizzare Umbria jazz winter

Un festival itinerante animato da gruppi musicali che sarà ospitato nelle cantine. Il progetto va costruito in base alle disponibilità delle singole cantine, anche in collegamento con eventi da lanciare nel contesto di DO.

La lumachella, prodotto gastronomico da affermare nel mercato nazionale

Simbolo di DO, la lumaca richiama la lumachella che finora non è stata ancora oggetto di una specifica azione di marketing. Il piano prevede di organizzare un festival dedicato alla lumachella che può svolgersi in varie date nel corso dell’anno e in contesti diversi per realizzare obiettivi diversi come, ad esempio, sostenere le iniziative sociali di una frazione, di un quartiere o di una azienda come le cantine. Sullo sfondo rimane la strategia da definire per fare della lumachella un prodotto commercializzato a livello nazionale, secondo la strategia che sta perseguendo Confartigianato Terni con il pampepato. In fondo anche il panettone, fino alla fine dell’ottocento, era un dolce diffuso e conosciuto esclusivamente nella provincia di Milano. Inevitabile il richiamo all’associazione delle Città slow con cui costruire politiche promozionali condivise.

Il progetto influencer

L’idea di fondo è quella di mettere in campo un progetto condiviso per fare in modo che il territorio abbia una copertura intensa da parte degli influencer, la cui gestione ed il relativo costo (spesso limitato allo “scambio merce” o a rimborsi spese) sarà partecipato dalle aziende che vorranno accogliere il progetto. I gruppi di lavoro definiranno meglio l’utilizzo migliore degli influencer, se sia cioè preferibile concentrarli in un periodo, in un paese, in un evento, in un singolo settore economico.

Gli ambasciatori di Orvieto nel mondo

E’ stato creato un club onorifico degli “ambasciatori di Orvieto nel mondo”, formato da personalità che hanno una posizione prestigiosa nei rispettivi campi professionale e che sono legati per vari motivi ad Orvieto. La loro azione si dispiegherà in modo da concordare con loro e con gli imprenditori. I settori saranno quelli della ristorazione, della hotellerie, dei viaggi, ma anche della cultura, della politica e del giornalismo. Il primo che ha già aderito è il noto chef di Baschi, Lorenzo Polegri che gestisce una scuola di cucina a Chicago ed ha preparato due volte il pranzo a Barack Obama alla Casa Bianca.

Campagne social modello Fai

L’habitat telematico collegato a DO potrà ospitare campagne social su vasta scala che invitano i navigatori a votare la zona più bella del territorio, inventando un concorso da abbinare magari ai nuovi percorsi di trekking.

Eventi legati al turismo culturale

L’organizzazione di mostre d’arte da ospitare nelle strutture aderenti al circuito DO potrà rappresentare la base per impostare una azione finalizzata ad attrarre il turismo culturale per il quale non è stato finora elaborato alcun progetto specifico. A tal proposito, si vedano i grandi risultati ottenuti nel 2022 dalla fondazione Carit con la mostra ospitata a Terni con opere di Artemisia Gentileschi e un Caravaggio che ha fatto 10 mila presene in un mese. Un successo ripetuto successivamente con la mostra “L’amore da Tiziano a Bansky”. “Progetto archeologia”, tour sui luoghi degli scavi archeologici.

Organizzazione di un festival nazionale dedicato al turismo lento per rafforzare l’immagine di Orvieto come una delle capitali italiane del trekking. Evento da organizzare con le aziende

E’ allo studio l’istituzione di un Parco letterario, iniziativa sostenuta dal ministero della Cultura di cui in Umbria esiste finora una sola realtà. https://www.parchiletterari.com/

LE AUTORITA’ PRESENTI

Alla presentazione hanno partecipato numerose autorità: la vice presidente di Federalberghi Umbria Paola Achilli, il vice direttore di Confagricoltura Umbria Paolo Maiolini, la presidente del comitato Uisp Giuliana Bianconi De Valletta, il direttore generale della coop Quadrifoglio Andrea Massino, il presidente del Cai Roberto Basili Carla Pastore dell’associazione Age, Armando Fratini del Comitato cittadino dei quartieri, Monia Pieroni, Orietta Tascini e Andrea Graziani dell’associazione “Rocca Ripesena, il paese delle rose”, Loretta Lovisa in rappresentanza delle artigiane del merletto orvietano, la responsabile della segreteria della Strada del vino Etrusco-romana Danca Caccavello con la consulente dell’associazione Maria Rosa Borsetti.

Sul fronte istituzionale, assente la sindaca di Orvieto Roberta Tardani per il concomitante impegno al Forum del turismo di Milano, l’amministrazione comunale era rappresentata dall’assessore all’Ambiente Andrea Sacripanti, dall’assessore al bilancio Piergiorgio Pizzo e dalla consigliera di maggioranza Anna Celentano. All’incontro hanno preso parte anche la capogruppo di “Proposta civica” Roberta Palazzetti, Paola Antonini del Gruppo territoriale Media valle del Tevere comprensorio di Orvieto e Roberto Selvaggini del Movimento cinque stelle, Dina Angelosante componente della segreteria del Pd, l’ex sindaco di Orvieto Stefano Cimicchi. Ancora, il presidente del Gal Trasimeno-Orvieto Gionni Moscetti, il sindaco di Castel Viscardo Daniele Longaroni, quello di Ficulle Gian Luigi Maravalle. Molto apprezzata la presenza della consigliera comunale di Viterbo Alessandra Croci, delegata dall’amministrazione comunale alla via Francigena, alla Romeo Strata e al Giubileo.

I promotori del progetto hanno espresso ringraziamenti speciali a Marco De Vincentiis Resta, Laura Rossi e Federico Fabiani, Stefano Fiocco di Obelix, Alessandra Tanara del ristorante Corsica, Chiara Fiorentini della cantina Freddano, Giulia di Cosimo cantina Argillae, Luca Bernardini, Paolo Pero, Marco Sciarra.

Tornano a crescere le imprese in Umbria, nonostante il calo nel commercio

Nel 2025 è aumentato il numero delle imprese in Umbria, ma la crescita è lenta e resta lontana dalla media nazionale. Dal punto di vista territoriale, Terni fa meglio di Perugia. Tra i settori, pesa il calo del commercio, che in un anno perde 462 attività, mentre crescono servizi e professioni.

È quanto emerge dal report Movimprese di Infocamere, su dati della Camera di Commercio dell’Umbria: nella regione si contano 273 imprese in più, pari a una crescita dello 0,3%, a fronte di una media nazionale dello 0,96%.

Il risultato, pur positivo dopo il segno meno del 2024 (-0,36%), conferma quindi una dinamica più debole rispetto al quadro italiano, che nello stesso periodo registra un saldo attivo dello 0,96% (+56.599 imprese), oltre al triplo rispetto all’Umbria. Nella graduatoria nazionale l’Umbria si colloca al 14° posto su 20 regioni. Nel Centro Italia il risultato non è il peggiore, ma resta inferiore a quello di Toscana (+0,43%) e soprattutto Lazio (+2,08%), mentre le Marche si fermano a +0,27%.

Tra le due province umbre, Terni segna un andamento migliore rispetto a Perugia: +0,35% contro +0,28%. In termini assoluti, nel Ternano le nuove imprese sono 76, nel Perugino 197, per un totale regionale di 273 aziende in più. Complessivamente le imprese registrate passano da 89.958 a 90.231.

Va inoltre segnalato che le imprese attive crescono leggermente più di quelle registrate (+0,35% contro +0,30%), arrivando a quota 77.777. Il dato può riflettere sia una maggiore pulizia dei registri camerali sia il ritorno all’attività di imprese formalmente iscritte ma inattive negli anni precedenti.

La “qualità”

Prosegue, seppur lentamente, l’irrobustimento del tessuto imprenditoriale regionale. Le società di capitali aumentano anche in Umbria, ma meno che nel resto d’Italia. Nel 2025 le società di capitali attive crescono del 3,3% in regione, contro il +4,5% nazionale. La loro incidenza sul totale delle imprese umbre resta così più bassa della media italiana: 24,9% contro 29,3%.

Le imprese individuali e le società di persone continuano quindi a rappresentare una quota elevata del sistema produttivo regionale e mostrano maggiori difficoltà nel passaggio verso forme più strutturate. I segnali di miglioramento non mancano, ma l’Umbria nel 2025 non riesce a tenere il passo del resto del Paese, ampliando ulteriormente il divario.

Settori: pesa il calo del commercio

Dal punto di vista settoriale, al netto della crescita delle imprese non classificate, il dato più rilevante è il forte calo del commercio: tra il 2024 e il 2025 si contano 462 imprese in meno, di cui 315 in provincia di Perugia e 147 in quella di Terni. Le chiusure superano nettamente le nuove aperture.

A incidere sono la ristrutturazione in atto nel settore e una domanda ancora debole, nonostante la spinta del turismo. Nel 2025 in Umbria i consumi pro capite crescono dell’1,1% rispetto all’anno precedente: un aumento modesto se confrontato con l’incremento dei costi sostenuti dalle imprese, ma in linea con la media nazionale.

Continua anche la flessione del manifatturiero, che perde 172 imprese (-154 a Perugia e -18 a Terni). Frenano le costruzioni (-54 imprese) e arretrano i servizi immobiliari. A sostenere il bilancio complessivo è invece il resto del terziario, che registra un aumento delle attività.

In particolare, si segnala la crescita di 40 imprese nel settore delle Attività professionali, scientifiche e tecniche, considerato uno degli indicatori dell’innovazione. Un segnale incoraggiante sul fronte della transizione digitale ed ecologica, soprattutto in provincia di Perugia, che tuttavia non è ancora sufficiente a colmare il divario strutturale dell’Umbria rispetto alla media nazionale in termini di dinamica imprenditoriale.

Il commento

Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “I numeri ci dicono che l’Umbria cresce, ma lo fa con una velocità che resta insufficiente rispetto alla media nazionale. A pesare è anche una domanda dei consumi ancora debole, un tema che non riguarda solo la nostra regione ma che incide ovunque sulla capacità delle imprese di investire e consolidarsi. Il dato del commercio in difficoltà va letto in questo contesto e richiede attenzione e strumenti adeguati. Allo stesso tempo, segnali positivi arrivano dall’aumento delle imprese nei servizi professionali, scientifici e tecnici, che indicano una direzione chiara sul fronte dell’innovazione. È su questa capacità di rinnovamento che va costruita una crescita più solida e duratura per il sistema produttivo umbro”.

A Gubbio l’Assemblea generale di Confagricoltura Umbria

Assemblea generale, lunedì 26 gennaio a Gubbio, al Teatro Comunale Luca Ronconi (via del Popolo 17), di Confagricoltura Umbria. Sarà proclamato il nuovo Consiglio. Successivamente toccherà alla nuova Giunta che sceglierà il nome del presidente, visto che Fabio Rossi ha terminato il suo mandato.

Dopo la parte privata per l’elezione della nuova guida dell’associazione di categoria, alle ore 16.30 si svolgerà un incontro pubblico dal titolo “L’agricoltura come asset strategico dell’economia: proteggere da false informazioni”, un’occasione di confronto su temi decisivi per il futuro del settore primario anche in Umbria.

Agricoltura e valore economico

Ai saluti istituzionali da parte dell’assessore allo sviluppo economico del Comune di Gubbio, Micaela Parlavecchio, farà seguito la prima tavola rotonda dal titolo “Agricoltura e valore economico. Un asset strategico per il Paese”. A dialogare, moderati dal giornalista Massimo Sbardella, saranno l’assessore regionale alle politiche agricole e agroalimentari Simona Meloni, il presidente uscente di Confagricoltura Umbria Fabio Rossi, il deputato Raffaele Nevi, segretario XIII Commissione agricoltura, dopo la relazione di Andrea Massarelli, direttore operativo Intercam – Camera di Commercio dell’Umbria.

Fake news nel settore agricole

La seconda tavola rotonda dal titolo “Disinformazione e fake news. Come difendere il settore agricolo”, con la moderazione del giornalista Filippo Piervittori, vedrà la partecipazione del membro di Giunta di Confagricoltura Umbria Matteo Pennacchi, del vicedirettore Dipartimento DSA3 Unipg Francesca Todisco e della giornalista scientifica Chiara Albicocco.

I lavori del convegno saranno conclusi dagli interventi della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, del sottosegretario agli Interni Emanuele Prisco e del direttore generale di Confagricoltura Roberto Caponi.