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Autore: Redazione

Ubriaco, prende a calci e pugni la compagna: arrestato

Ubriaco, ha preso a calci e pugni la compagna, dopo una lite. La donna, dopo essere fuggita in strada per chiedere aiuto, è stata sentita da una vicina che, allarmata, ha richiesto l’intervento della polizia di Stato.

Gli agenti, intervenuti nell’abitazione di Perugia dove era stata segnalata la lite, ha arrestato il 27enne.

In precedenza i poliziotti avevano messo al sicuro l donna, affidata alle cure del personale sanitario. Le sono state diagnosticate lesioni personali giudicate guaribili in 45 giorni.

Su disposizione del pubblico ministero, l’uomo è stato quindi trattenuto nel carcere di Capanne, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’uomo si era reso responsabile più volte degli stessi reati, sempre ai danni della donna. In particolare, è stato tratto in arresto lo scorso mese di ottobre, circostanza nella quale gli era stata applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento, provvedimento poi revocato a seguito di remissione di querela da parte della vittima.

Tentato colpo alle Poste, il 48enne arrestato piantonato in ospedale

Si trova agli arresti, piantonato all’ospedale di Foligno, il 48enne, di origini romene, ritenuto responsabile del furto su uno sportello atm di un ufficio postale, che, insieme a un complice, voleva far saltare con l’esplosivo.

I due non hanno potuto effettuare il colpo perché una persona, che si trovava nelle vicinanze, ha chiamato il 112.

I carabinieri, prontamente intervenuti, hanno rintracciato poco distante uno dei due o più fuggitivi, che, a seguito dell’attivazione accidentale dell’esplosivo, ha riportato delle lesioni, motivo per il quale è stato soccorso da personale del servizio 118 e trasportato al locale ospedale, ove è tuttora ricoverato, non in pericolo di vita, e piantonato dai militari.

Sul luogo è stato eseguito un accurato sopralluogo da parte dei militari, che hanno acquisito una serie di elementi indiziari finalizzati all’esatta ricostruzione della dinamica, oltre che potenzialmente utili all’identificazione dei complici, nell’ambito delle immediate indagini avviate e coordinate dalla Procura della Repubblica di Spoleto.

Il 48enne è risultato essere destinatario anche di due mandati di arresto europeo emessi dalle autorità romene e francesi per reati analoghi, consumati dal 2019 al 2023 in Romania e Francia, provvedimenti per i quali seguirà l’attuazione delle relative formalità di rito.

In Umbria oltre 13mila occupati in più in 2 anni, ma timori per la cig

In Umbria quest’anno si contano circa 13.400 occupati in più rispetto a due anni fa. Ufficialmente sono oggi 365.700. Con il tasso di disoccupazione che è sceso al 5,7%, anche in virtù dei quasi 22mila disoccupati in meno nel confronto con il 2022.

Una dinamica che, pur con percentuali differenti da regione a regione, si registra in tutta Italia. Con il dato preoccupante però, soprattutto negli ultimi mesi, dell’aumento del ricorso alla cassa integrazione straordinaria. E con la prospettiva di perdite di posti di lavoro in settori finora strategici, come quello dell’automotive, il cui indotto in Umbria conta circa 140 imprese e 10mila lavoratori tra diretti e indiretti.

In Italia

Nel Paese, secondo quanto evidenzia l’Ufficio studi della Cgia, l’occupazione è cresciuta complessivamente di 847mila unità (+3,6%). Di questi nuovi posti di lavoro, 672mila sono lavoratori dipendenti e 175mila autonomi.

Tra i lavoratori dipendenti, lo stock di coloro che in quest’ultimo biennio dispone di un contratto a tempo indeterminato è aumentato di 937mila unità, mentre i lavoratori con un contratto a termine sono diminuiti di 266mila. Pertanto, l’incidenza percentuale di lavoratori subordinati che attualmente possiede un contratto di lavoro precario è scesa al 14,4 per cento (-2 punti rispetto a ottobre 2022). Sempre nello stesso periodo, i disoccupati sono diminuiti a 1.473.000 (-496mila) e gli inattivi a 12.538.000 (-198mila).

Oltre alle variazioni assolute, anche l’andamento dei tassi, ovviamente, è stato positivo. Nella fascia di età 15-64 anni, quello di occupazione è salito al 62,5% (+1,9%), mentre il tasso di disoccupazione è diminuito al 5,8% (-2 punti).

Giovani, donne, Sud

In forte contrazione anche il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) che si è attestato al 17,7% (-5 punti).

Nel Paese con il tasso di occupazione femminile più basso d’Europa, in questi ultimi due anni lo stesso si è attestato al 53,6% (+2) e il tasso di disoccupazione è sceso al 6,3% (-2,7%).

Tra le quattro ripartizioni geografiche presenti in Italia, il Mezzogiorno – grazie al buon andamento delle esportazioni, delle costruzioni e degli investimenti pubblici correlati al Pnrr – parerebbe registrare l’incremento occupazionale più importante d’Italia, con quasi 350mila addetti in più negli ultimi due anni.

Anche per quanto concerne la contrazione dei disoccupati, sarebbe sempre il Sud la macro area più dinamica del Paese, con una riduzione delle persone che cercano una occupazione pari a 113mila unità. In valore assoluto a guidare la graduatoria regionale dovrebbe essere la Sicilia con -36.800 disoccupati. Seguono la Puglia con -35.600 e la Lombardia con -34.600. Questi ultimi dati, infine, trovano una ulteriore conferma dall’analisi del tasso di disoccupazione che dovrebbe subire le riduzioni più importanti in Sicilia (-3,1 per cento), in Sardegna (-3 per cento) e in Puglia (-2,6%).

La cassa integrazione

Dall’analisi della cassa integrazione guadagni autorizzata negli ultimi due anni, emerge un andamento altalenante che da sempre è legato alla stagionalità. Tuttavia, dall’inizio del 2024 il monte ore mensile risulta essere mediamente più elevato di quello registrato nell’anno precedente.

Dall’ottobre del 2022, comunque, la punta massima è stata toccata nel gennaio di quest’anno (quasi 48 milioni di ore autorizzate), successivamente c’è stata una costante discesa fino ad aprile, a maggio è tornata a salire fino a 46,3 milioni per poi crollare ad agosto, attestandosi a 23,8 milioni di ore. A settembre (ultimo dato Inps disponibile) c’è stata una forte impennata fino a raggiungere i 43,6 milioni di ore autorizzate. Un dato, stando alle crisi occupazionali scoppiate in queste ultime settimane, che dovrebbe essere destinato a salire stabilmente negli ultimi mesi di quest’anno.

A livello di ripartizione geografica, durante l’estate 2023 e a partire da febbraio di quest’anno sia il Nordovest che il Nordest presentano un monte ore autorizzato superiore alle altre due circoscrizioni. Un dato che rimane in linea anche a settembre dove a Nordest il picco sfiora i 17 milioni di ore, mentre nel Mezzogiorno è a poco sopra i 7 milioni.

Pnrr a Orvieto, l’analisi: meno fondi pro capite e nessun investimento per lavoro e sviluppo

A Orvieto meno soldi pro capite dal Pnrr che nel resto d’Italia e nessun investimento per creare lavoro sviluppo. E’ quanto emerge dallo studio fatto dal ricercatore Andrea Caporali per l’associazione Prometeo, che ha valutato l’impatto di questi interventi destinati in larga misura all’ambito socio-sanitario a differenza di quanto accaduto nella maggior parte dell’Italia, dove i soldi del Pnrr sono soprattutto andati a sostenere interventi di sviluppo economico.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza porterà a Orvieto 54 milioni e mezzo di euro. Di questi, solo 8,6 milioni derivano da progetti messi in campo dal Comune, mentre a fare la parte del leone è stata la Regione, a cui si deve ricondurre quasi il 21% di tutti i finanziamenti gestiti, compresi quelli per l’ospedale e per l’ex ospedale di piazza Duomo, a cui sono destinati 7 milioni e 700mila euro per la realizzazione della casa e dell’ospedale di comunità.

La parte maggiore dei finanziamenti transitati dal Comune riguarda la costruzione del centro per le politiche sociali di Orvieto scalo, a cui sono destinati 5 milioni. L’altro intervento riguarda la costruzione del nuovo asilo di Sferracavallo, dopo che la vecchia struttura è stata demolita perché non sicura.

Rispetto ai valori nazionali, Orvieto ha ricevuto meno soldi della media nazionale. La quota di Pnrr per l’Italia è di circa 220 miliardi di euro, pari a 3764 euro per ogni italiano; per Orvieto, che ha 19.300 abitanti, il livello totale di finanziamento, per essere in linea con questa media nazionale, dovrebbe essere di 72,6 milioni di euro.

“Si tratta più che altro di importanti rifacimenti di servizi ed attività che già esistono” è l’analisi di Caporali rispetto agli interventi complessivi del Pnrr a Orvieto. “Pochi progetti – ricorda – relativi a digitalizzazione, innovazione, competitività. Scarsi – evidenzia Caporali – anche quelli relativi a cultura e turismo. Il principale problema della nostra città è che non progetta il suo futuro, e per questo non riesce cogliere le occasioni ed i fondi quando si rendono disponibili”.

Secondo questa analisi, le ombre sono dunque molto più evidenti e sostanziose delle luci. I 55 milioni e mezzo di euro non produrrebbero sviluppo e nuova occupazione. “Si tratta in larga parte – dice Caporali – di una occasione persa. Anche il Pnrr non si occupa di garantire l’occupazione: nelle strutture sanitarie di piazza Duomo lavorerà un numero molto ridotto di medici ed infermieri rispetto a quelli che sono in servizio attualmente”.

A Perugia un arresto per la coltellata dopo l’aggressione a un gay, a Terni straniero ferito

La Squadra mobile della polizia di Terni indaga sul ferimento di un 28enne tunisino, trovato a terra la scorsa notte nella zona di Porta Sant’Angelo. A dare l’allarme sono stati alcuni passanti, che hanno visto il giovane a terra sanguinante.

Il 28enne è stato trasportato in ospedale, alcune ore dopo i medici hanno sciolto la prognosi.

A Perugia è stato invece arrestato un 20enne ritenuto l’accoltellatore che nei giorni scorsi aveva ferito un 22enne nel parcheggio del McDonald’s di Corciano. Secondo quanto sinora ricostruito dagli inquirenti, il 22enne sarebbe stato ferito perché era giunto in soccorso di un amico gay, che era stato accerchiato e aggredito da un gruppo di giovani, tra i quali ci sarebbe il 20enne che è stato poi arrestato.

Idroelettrico ternano, Italia Nostra fa i conti all’Enel e manda tutto alle autorità

Italia Nostra stima in 550 milioni nel 2022 e in 240 milioni nel 2023 il fatturato di Enel grazio allo sfruttamento idroelettrico delle acque del Velino e del Nera. Stime, perché, come lamenta l’associazione ambientalista tramite Marco Sansoni e Andrea Liberati, la società energetica non ha fornito, nonostante le richieste, i dati finanziari più recenti del polo idroelettrico locale, rispondendo che si tratterebbe di “dati sensibili”.

E allora Italia Nostra ha elaborato autonomamente gli ipotetici ricavi del polo Enel di Terni, partendo dal prezzo all’ingrosso della Borsa Elettrica-PUN del 2022 (euro 0,303 al kWh, tra guerra in Ucraina e inflazione) e del 2023 (euro 0,127 al kWh), moltiplicando il PUN per la produzione media annua degli impianti locali, pari a 1,4 TWh.

Tuttavia, considerando il ruolo prevalente degli impianti a bacino – avverte Italia NOstra – tali numeri aumentano del 30-35%: infatti produrre molta energia all’alba e al tramonto, come qui accade ‘caricando’ e ‘scaricando’ il lago di Piediluco due volte al giorno, ripaga il concessionario uscente Enel ancora di più.

Alla luce di questo, secondo i calcoli di Italia Nostra, “grazie all’ipersfruttamento delle acque dei fiumi Velino-Nera”, nel 2022 Enel ha potuto fatturare appunto oltre 550 milioni, mentre nel 2023 non è lontana dai 240 milioni.

“Circa l’80% della produzione idroenergetica – evidenzia Italia Nostra – è notoriamente generata proprio a Terni -città in plateale declino che viceversa ottiene una quota frazionale di già modesti canoni idroelettrici regionali. Città che fino al 2018 riceveva addirittura …nulla! Per Enel, invece, ben 800 milioni di ricavi in soli due anni!”.

“Al di là degli extraprofitti 2022 – prosegue Italia Nostra – è dunque Enel l’azienda in assoluto più florida e redditizia di qualsiasi altra nell’intera Umbria, anche se non ritroverete tali dati in alcuna statistica o ricerca ufficiale: eppure parliamo di oltre 1 milione di euro al giorno”, prodotti in modo parassitario su impianti ammortizzati da decenni! Una cuccagna senza pari”.

Ecco perché, da un lato, sottolinea Italia Nostra, i concessionari uscenti vorrebbero evitare le gare previste dalla legge nazionale; dall’altro lato, il Gruppo Arvedi reclama per lui stesso la rendita. Il tutto, accusa l’associazione ambientalista, “cedendo briciole alla città”.

Elementi che Italia Nostra, mentre si discute sul presidio di telecontrollo di Galleto, ha posto all’attenzione delle autorità competenti.

Incendio nella notte, evacuata una palazzina a Castel Viscardo

Incendio nella notte in un appartamento a Castel Viscardo. A dare l’allarme è stata la proprietaria dell’appartamento, posto al primo piano, da cui è partito l’incendio. Illesa la donna e il figlioletto.

Al piano terra viveva una anziana che è stata fatta evacuare, mentre al secondo e ultimo piano una coppia di sessantacinquenni sono stati salvati dai vigili del fuoco del distaccamento di Orvieto.

Il fabbricato risulta inagibile e gli occupati sono stati evacuati. Hanno trovato dimora autonomamente.

Sul posto oltre a tre mezzi dei vigili del fuoco, anche l’auto scala di Terni. Intervenuto anche il personale del 118 e i carabiniere, che indagano sulla base dei rilievi effettuati.

Incendio Fonderie Assisi, lavoratori in cassa integrazione e divieti comunali

I vigili del fuoco hanno impiegato quasi 6 ore per spegnere l’incendio che si è sviluppato all’interno delle Fonderie di Assisi, ma le conseguenze (economiche, sociali e ambientali) sono ancora ben vive.

Incendio che si sarebbe sviluppato per un problema ad una centralina elettrica, interessando poi l’olio dei condensatori di media dimensione-

Cabina elettrica che è interna all’azienda e che non riguarda l’Enel, che però ha provveduto ad un distacco dell’energia nella zona per favorire le operazioni di soccorso.

Nessuno è rimasto ferito, neanche tra i soccorritori, ma sul sito industriale si riaccendono i timori da parte del locale comitato di cittadini.

L’ordinanza del Comune

Il Comune di Assisi, su indicazione dell’ARPA, ha emesso un’ordinanza in via precauzionale stabilendo, per un raggio di 2 km dal luogo dell’incendio, il divieto di raccolta e consumo di prodotti alimentari coltivati; divieto di raccolta e consumo di funghi epigei spontanei; divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile; divieto di utilizzo dei foraggi e cereali coltivati all’esterno e destinati agli animali; limitare le attività all’aperto, con particolare riguardo a quelle di natura ludico sportiva.

La USL propone l’eventuale manutenzione straordinaria degli impianti di ventilazione meccanica di centri commerciali, aziende e luoghi di utilizzo pubblico.

Fonderie Assisi

Nei confronti dell’azienda l’ordinanza dispone il divieto di accesso a personale non autorizzato per interventi di bonifica e di sicurezza nelle zone interessate dall’incendio per inagibilità provvisoria della struttura interessata dall’evento; rimozione quanto prima del rifiuto combusto mediante ditta autorizzata previa idonea caratterizzazione e classificazione. e che entro 30 giorni dalla rimozione del rifiuto occorrerà presentare al Comune, ARPA e Regione Umbria una relazione tecnica sugli interventi effettuati corredata di documentazione fotografica attestante il rispristino dei luoghi e corredata da copia dei formulari di trasporto e di verificare le caratteristiche qualitative (con la ricerca di tutti i parametri previsti dall’AlA con l’aggiunta di PCB) delle acque contenute nella vasca e di gestire le stesse come rifiuto qualora le analisi evidenzino caratteristiche non compatibili con il sistema di depurazione della ditta, previo parere di ARPA.

Lavoratori in cassa integrazione

C’è apprensione anche per la situazione dei lavoratori, attualmente tutelati dalla cassa integrazione straordinaria. Ma i sindacati auspicano che la produzione possa riprendere a breve.

Le Segreterie provinciali Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, insieme alle Segreterie confederali regionali di Cgil, Cisl e Uil, esprimono la massima vicinanza e sostegno alle Fonderie di Assisi, dopo che l’incendio ha gravemente danneggiato parte dell’impianto di Santa Maria degli Angeli.

“Abbiamo – dichiarano i segretari Andrea Calzoni (Fim), Marco Bizzarri (Fiom) e Daniele Brizi (Uilm) – massima fiducia in una ripresa a breve delle produzioni, anche se i i danni causati dall’incendio risultano ingenti. I lavoratori che, causa fermo degli impianti, saranno obbligati a stare a casa saranno sotto regime della cassa integrazione straordinaria che era già stata aperta, mentre dall’azienda ci hanno rassicurato circa il normale pagamento degli stipendi e delle tredicesime. Fortunatamente – aggiungono – nessun lavoratore e nessuno dei vigili del fuoco intervenuti per domare le fiamme è rimasto coinvolto e ferito. Ora, fatti i debiti passaggi per capire le dinamiche dell’accaduto – concludono i sindacalisti – si tratta di intervenire in tempi rapidi per garantire la ripresa delle normali attività produttive”.

Confindustria, Raoul Ranieri nuovo presidente di Umbria Export

L’imprenditore Raoul Ranieri, amministratore unico dell’Oleificio Ranieri e past president della Sezione Alta Valle del Tevere di Confindustria Umbria, guiderà per i prossimi due Umbria Export, l’Agenzia per l’internazionalizzazione di Confindustria Umbria, realtà che ha l’obiettivo di sostenere lo sviluppo sui mercati internazionali del sistema produttivo regionale.

Ranieri è stato eletto dall’Assemblea, sarà affiancato dai quattro componenti del Consiglio di amministrazione: Elena Proietti, ceo di Erreppi e vicepresidente della Sezione Foligno di Confindustria Umbria; Riccardo Concetti, consigliere delegato e direttore commerciale di Concetti e presidente uscente di Umbria Export; Giuliano Nocentini, ceo e presidente di Kemon; Simone Cascioli, direttore generale di Confindustria Umbria.

Nel ringraziare il presidente uscente Riccardo Concetti, giunto al termine del proprio mandato, Ranieri ha manifestato la volontà di dare continuità ai progetti avviati e rafforzare ulteriormente lo sviluppo economico-commerciale delle imprese umbre sui mercati esteri.

“Nell’attuale contesto economico globale – ha evidenziato Raoul Ranieri – l’internazionalizzazione rappresenta per le imprese una sfida importante. L’uscita dai confini nazionali comporta alcune complessità, ad esempio di natura normativa o doganale, ma rappresenta al tempo stesso una grande opportunità di crescita. Umbria Export intende accompagnare le imprese del territorio in questo percorso, in modo che possano aumentare la propria competitività a livello internazionale”.

L’attività di Umbria Export continuerà ad essere incentrata sull’assistenza alle imprese nell’accesso agli strumenti di supporto regionali e nazionali, sull’organizzazione di missioni imprenditoriali e di sistema all’estero e missioni di operatori esteri in Italia, cercando di promuovere idee e proposte innovative ispirate sia alle tecnologie digitali e alla sostenibilità delle produzioni, che ai nuovi modelli di internazionalizzazione, sempre più basati su approcci che possano valorizzare in maniera integrata le filiere produttive che caratterizzano il sistema economico regionale.

“Se non torni con me ti ammazzo insieme ai figli”, ai domiciliari con braccialetto elettronico

E’ finito agli arresti domiciliari, con il braccialetto elettronico per segnalarne l’eventuale uscita, il 45enne di origine albanese che ha minacciato di morte l’ex compagna, ma anche i figli e il fratello della donna, presentandosi sul posto di lavoro armato di pistola.

Quando i carabinieri di Bettona, sulla base dei riscontri alle denunce fatte dalla donna, perseguitata dalla gelosia ossessiva, si sono recati dal 45enne per notificagli il nuovo provvedimento del giudice, lo hanno trovato alla guida di un’auto, nonostante non avesse mai conseguito la patente, e in possesso di un cacciavite e di una dose di cocaina.

Il gip, sulla base dei nuovi gravi e continui episodi, ha disposto nei confronti del 45enne gli arresti domiciliari e appunto il braccialetto elettronico.