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Autore: Redazione

Pronunciamento Consulta, ANAP: rivedere il sistema di adeguamento pensioni

Dopo la recente pronuncia della Consulta, che ha riconosciuto la possibilità di considerare in futuro le perdite subite dai pensionati, ma senza fornire garanzie concrete, ANAP – l’Associazione dei Pensionati di Confartigianato – ribadisce la necessità di rivedere l’attuale sistema di adeguamento degli assegni pensionistici. E questo sempre nell’ottica di tutelare il potere d’acquisto delle pensioni e garantire equità nel meccanismo di rivalutazione.

“Capiamo l’importanza di tutelare i pensionati con assegni più bassi, ma questo non può avvenire penalizzando chi ha lavorato per una vita versando contributi significativi”, dichiara Luciano Vittori, presidente ANAP Provincia di Terni.

“Il sistema attuale erode progressivamente il potere d’acquisto di centinaia di migliaia di pensionati, senza certezze di recupero futuro. Non si può continuare a far cassa sulle pensioni con misure emergenziali che diventano strutturali, per mancanza di una visione sistema e di lungo respiro.”

ANAP sottolinea come il mancato adeguamento pieno colpisca soprattutto i pensionati con assegni medio-alti, che per anni hanno contribuito in modo rilevante al sistema previdenziale e fiscale del Paese.

“Chiediamo, quantomeno, che la percentuale di rivalutazione sia calcolata per fasce di importo e non sull’intero trattamento pensionistico. Solo così possiamo ristabilire un criterio di equità e giustizia sociale”, prosegue Vittori, “e stiamo valutando, se opportune, nuove possibilità di contenzioso volte a ottenere una rivalutazione più equa e coerente con i principi di proporzionalità e progressività e con quanto rilevato dalla Consulta”.

ANAP ribadisce al Governo la necessità di aprire un confronto serio e costruttivo sulla materia, per garantire ai pensionati la giusta tutela del loro reddito e il riconoscimento del contributo che hanno dato allo sviluppo del Paese.

Digitale, prima riunione del “Tavolo regionale dell’Umbria 2030”

Il vicepresidente della Regione Umbria con delega all’Innovazione e Agenda digitale, Tommaso Bori, ha avviato la prima riunione del “Tavolo regionale dell’Umbria 2030”, che ha fortemente voluto “proprio con l’obiettivo – ha spiegato – di coinvolgere il partenariato istituzionale ed economico/sociale, in un percorso finalizzato a fare del digitale una leva strategica per lo sviluppo dell’Umbria, sia in ambito pubblico, che privato”.

La Regione Umbria, ha assicurato l’assessore Bori – è orientata a promuovere una trasformazione digitale democratica e inclusiva, che diventi strumento di crescita dell’intera società umbra, capace di alimentare la partecipazione, di superare le disparità di genere e di scongiurare polarizzazioni sociali e territoriali che la tecnologia rischia di amplificare.

In apertura dell’incontro – alla presenza dei direttori e dei dirigenti regionali, dei rappresentanti delle società e enti partecipati o controllati, delle aziende sanitarie e ospedaliere, delle università e degli altri centri di ricerca presenti nella regione, dell’ufficio scolastico regionale per l’Umbria, delle associazioni di categoria, delle realtà cooperative, dei sindacati e delle altre principali istituzioni del territorio – Bori ha ricordato che “nel programma di governo della presidente Proietti, è evidenziato il proposito di fare dell’Umbria la Regione più digitale d’Italia e, di conseguenza, la priorità di far tornare l’agenda digitale in una dimensione trasversale della programmazione regionale.

Per Bori di conseguenza, “i servizi regionali non dovranno essere compartimenti stagni, ma al contrario, strutture leggere e sempre più dialoganti, anche sul fronte delle risorse, visto che il nuovo orientamento è quello di stabilire un’osmosi anche tra tutti i fondi a disposizione in un’ottica sempre più integrata per far sì che la Regione Umbria possa mettersi a servizio dell’intero sistema pubblico dell’Umbria”.

Spostando l’attenzione dai propositi all’azione, Bori ha reso noto che nel PIAO 2025-2027 approvato dalla Giunta la trasformazione digitale e la comunicazione sono state poste come missioni trasversali da coordinare in tutte le articolazioni regionali, perché è necessario e quanto mai urgente, che il miglioramento e la digitalizzazione del sistema amministrativo-contabile dell’ente sia attuato non come semplice riproposizione in chiave digitale dell’iter approvativo cartaceo, ma tramite una riorganizzazione dei processi, attraverso l’adozione di strumenti digitali avanzati, supportati anche dall’intelligenza artificiale, che possano condurre ad un sistema più efficiente a parità di investimenti”.

Le azioni avviate

Il focus della riunione è stato spostato quindi, sulle azioni avviate: ovvero il restyling e l’innovazione radicale del sito della Regione Umbria,(prossima.regione.umbria.it) la comunicazione integrata e i servizi dell’app UmbriaFacile.

Il responsabile del servizio regionale semplificazione e facilitazione digitale, Giovanni Gentili, ha illustrato la fase di dispiegamento e test del nuovo sito istituzionale della Regione Umbria denominato “prossima” sottolineando che la costruzione vuole essere partecipata e coinvolgere attivamente tutte le persone interessate nella definizione delle funzionalità, della struttura e dei contenuti. Una buona architettura dell’informazione infatti, aiuta i cittadini a comprendere ciò che le circonda e a trovare ciò che cercano, sia online che offline. A tal fine, occorre invertire il punto di vista burocratico prediligendo un approccio che parte dai bisogni dell’utente.

L’app “UmbriaFacile”, ha spiegato il dirigente regionale alla semplificazione e facilitazione digitale, Graziano Antonelli, ha consente ai cittadini di accedere rapidamente ad un’ampia gamma di servizi della PA, inclusi quelli socio-sanitari. Il design di UmbriaFacile, con un’interfaccia intuitiva e user-friendly, è basato sul “Modello Comuni” di AgID e segue i principi dell’User Centered Design per garantire un’esperienza ottimale agli utenti. Tra le principali funzionalità dell’app vi sono l’accesso facilitato ai servizi pubblici regionali, in linea con la strategia “Cloud First” per la digitalizzazione della pubblica amministrazione; l’autenticazione sicura tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (Carta d’Identità Elettronica), allerta meteo, battute di caccia, candidature ed offerte di lavoro e gestione delle pratiche amministrative, centrale è quello relativo all’area sanitaria permettendo a chiunque di usufruire in modo rapido e semplice di un servizio fondamentale, che consente di avere sempre a disposizione il proprio fascicolo sanitario, di essere informati della condizione delle file d’attesa nei vari pronto soccorso degli ospedali regionali e ambulatori in base al colore del codice di attesa, di prenotare visite mediche ed esami per se stessi e per terzi scegliendo luogo, giorno e orario e cambiare medico con un clik.

A conclusione dell’incontro sono stati presentati i DigiPass e le loro innovazioni dove i cittadini possono trovare il personale che li supporta nell’utilizzo dei servizi. Il percorso di digitalizzazione dei servizi pubblici quindi, è accompagnato dai 62 punti di facilitazione digitale distribuiti lungo il territorio umbro.

Questo è il primo passo che la Regione compie per porsi come possibile punto di riferimento in ambito digitale del Paese, anche grazie al ruolo del vicepresidente Bori come Coordinatore della Commissione per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione della Conferenza delle Regioni.

Lo stato di salute dell’economia del Folignate: il Report Camera di Commercio

Crisi demografica e il divario con il resto dell’Umbria e dell’Italia rappresentano sfide cruciali per l’economia del Folignate, che pure mostra segnali di crescita, anche se moderata e legata all’andamento di alcuni settori trainanti.

Il report “L’Economia del Folignate”, realizzato dalla Camera di Commercio dell’Umbria, fotografa un quadro complesso: redditi inferiori alla media regionale e nazionale e investimenti insufficienti in innovazione. L’occupazione tiene, ma resta inferiore ai livelli nazionali. Le strategie per il rilancio includono incentivi per attrarre giovani e imprese, formazione avanzata e supporto all’innovazione. Senza un intervento deciso, il rischio è un declino economico e sociale sempre più marcato.

L’analisi dei dati del sistema informativo “Pablo” e dei bilanci aziendali evidenzia un territorio con alcuni settori produttivi solidi, ma con bassa competitività e un calo della popolazione preoccupante. fattori che rischiano di compromettere lo sviluppo a lungo termine.

La presentazione del Report

Il report “L’Economia del Folignate”, realizzato dalla Camera di Commercio dell’Umbria nell’ambito dell’iniziativa di successo “La Camera incontra i territori”, è stato presentato nella tappa Foligno, dove la Giunta camerale si è riunita confrontandosi con istituzioni, associazioni imprenditoriali e categorie professionali del territorio (Bevagna, Foligno, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Nocera Umbra, Sellano, Spello, Trevi e Valtopina).

Nell’occasione il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, ha ribadito la validità dell’iniziativa, avviata lo scorso anno e giunta alla sua quinta tappa dopo Città di Castello, Spoleto, Orvieto e Assisi. L’incontro ha permesso un confronto diretto sulle necessità del territorio, così da migliorare continuamente l’efficienza dell’attività camerale. Mencaroni ha poi ringraziato il Comune di Foligno per l’attenzione rivolta all’Ente camerale, sottolineando il legame storico tra Foligno e la Camera, che proprio quest’anno celebra i 190 anni dalla sua fondazione in questa città.

Con lui, il vice presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Mauro Franceschini. Presenti all’incontro anche i sindaci del territorio, a partire dal primo cittadino di Foligno, Stefano Zuccarini, che hanno espresso soddisfazione per l’iniziativa e ribadito l’importanza di rafforzare il rapporto con la Camera di Commercio. È stata sottolineata l’importanza di disporre di dati economici aggiornati, grazie ai report della Camera, per orientare le politiche locali.

Il report economico è stato illustrato il segretario generale dell’Ente Camerale, Federico Sisti, accompagnato dai vice segretari Mario Pera e Giuliana Piandoro.

Un territorio in declino demografico

Uno degli aspetti più allarmanti riguarda il trend demografico. Tra il 1971 e il 2024, la popolazione del Folignate è cresciuta solo del 6,2%, mentre l’Umbria ha registrato un aumento del 10% e l’Italia dell’8,9%. Ancora più preoccupante è la previsione al 2042: il Folignate perderà quasi 9.000 abitanti, con un calo del 9,3%. Il saldo naturale è negativo (-3.417 abitanti), con un indice di vecchiaia che passerà dagli attuali 224 anziani ogni 100 bambini a 386 nel 2042.

La questione non è solo numerica, ma anche qualitativa: la percentuale di popolazione con istruzione terziaria è ferma al 15,6%, inferiore alla media umbra (16,9%).

Dati più granulari sulla qualità della vita

  • La riduzione della popolazione ha portato alla chiusura di alcuni servizi essenziali nei piccoli centri.
  • Il reddito medio per contribuente è inferiore alla media umbra e nazionale, influenzando il potere d’acquisto locale.
  • Il coefficiente di Gini, che misura la disuguaglianza nella distribuzione del reddito, mostra un divario crescente tra fasce di popolazione.

Economia: tra stabilità e difficoltà strutturali

L’economia del Folignate mostra segnali di crescita, ma a un ritmo inferiore rispetto al resto del Paese. Il valore aggiunto per impresa nel 2023 era di 592.764 euro, ben al di sotto della media umbra (723.907 euro) e italiana (753.527 euro). La produttività del lavoro è migliorata dal 2019 al 2023, ma resta inferiore ai livelli regionali e nazionali.

Il valore della produzione per impresa è cresciuto, ma rimane nettamente inferiore alla media umbra e nazionale, evidenziando un tessuto economico meno dinamico.

Le imprese e i settori trainanti

  • Il settore manifatturiero è in difficoltà con una riduzione delle unità locali (-2,7% nel 2024).
  • Il turismo mostra segnali di ripresa, con un aumento delle presenze, ma una permanenza media inferiore alla media nazionale.
  • I settori più dinamici sono il commercio all’ingrosso e i servizi alle imprese.
  • Le aziende leader per fatturato, come O.M.A. S.p.A. e UmbraGroup, svolgono un ruolo strategico per l’occupazione locale.

Redditività e investimenti: segnali misti

Gli indicatori di redditività mostrano un panorama altalenante. Il ROI delle imprese folignati nel 2023 era del 4,0%, inferiore alla media italiana (4,4%). Il ROE è sceso dal 7,7% del 2019 al 6,1% nel 2023.

Sul fronte degli investimenti, le imprese del Folignate hanno registrato un incremento delle immobilizzazioni totali nel 2023, superando la media italiana.

Competitività e innovazione

  • Il Folignate ha una bassa propensione all’innovazione.
  • Le imprese esportano meno rispetto alla media regionale e nazionale.
  • Gli investimenti in digitalizzazione sono limitati, riducendo la competitività.

Occupazione e mercato del lavoro

Il mercato del lavoro tiene, ma con criticità. Il numero di addetti per impresa è inferiore alla media umbra e italiana. Il costo del personale è cresciuto del 19% tra il 2019 e il 2023, ma resta inferiore alla media nazionale.

Politiche e strategie per il rilancio

  • Incentivi per attrarre giovani e professionisti.
  • Investimenti in formazione per colmare il gap di competenze.
  • Rafforzamento del sostegno all’innovazione e alle startup.

Il Folignate si trova in una posizione delicata: l’economia cresce, ma il divario con il resto del Paese resta marcato. Il nodo demografico è centrale e senza un’inversione di tendenza il rischio è un declino economico e sociale sempre più grave.

Nel centro di Perugia è già tempo di Sbaracco

Nel centro storico torna l’iniziativa Sbaracco – La Festa del Piccolo Commercio, organizzata dal Consorzio Perugia in Centro, l’associazione che riunisce i commercianti dell’acropoli. L’evento, giunto alla sua 22esima edizione, si terrà il venerdì 21 e sabato 22 febbraio 2025 e rappresenta un’opportunità imperdibile per tutti gli appassionati di shopping.

Le vie storiche di Perugia e i pittoreschi borghi dell’acropoli si trasformeranno in un grande salotto a cielo aperto, animato da artigiani e commercianti locali che proporranno prodotti di ogni tipo, arricchendo l’atmosfera con stand allestiti direttamente davanti alle vetrine dei negozi. Il cuore dell’iniziativa è il tradizionale “saldo dei saldi”, con sconti ulteriori rispetto a quelli già applicati durante il periodo dei saldi invernali, offrendo così l’occasione di acquistare a prezzi vantaggiosi.

“Sbaracco è un evento che rappresenta molto di più di una semplice occasione di shopping – spiega Paolo Mariotti, presidente del Consorzio Perugia in Centro – . È un’opportunità per tutta la cittadinanza di scoprire, grazie a sconti imperdibili, e sostenere il commercio di prossimità, che è il cuore pulsante della nostra città. In un periodo in cui la concorrenza è sempre più globale, è fondamentale valorizzare le realtà locali, che contribuiscono a mantenere viva l’identità e la tradizione del nostro centro storico. L’iniziativa è un’occasione unica per fare acquisti vantaggiosi e rafforzare il legame tra i cittadini e le attività commerciali locali”.

L’evento prenderà il via venerdì 21 febbraio alle ore 10 e interesserà decine di negozio diffusi nelle diverse aree del centro storico, tra cui Corso Vannucci e le vie limitrofe come piazza Matteotti, via dei Priori, via Oberdan, corso Cavour, via Marconi, via Masi e viale Indipendenza. Decine di negozi esporranno all’esterno i propri prodotti, offrendo sconti fino all’80% su una vasta gamma di articoli, tra cui abbigliamento, calzature, accessori, prodotti per il benessere e molto altro.

Dai gioielli agli articoli per la casa, dai profumi ai prodotti di erboristeria, dai casalinghi agli articoli sportivi, ogni angolo del centro si riempirà di occasioni imperdibili. Un’ulteriore sorpresa per i visitatori: in caso di maltempo, l’evento proseguirà con corner dedicati all’interno dei negozi aderenti, garantendo così un’esperienza di shopping senza interruzioni.

Sbaracco è ormai un appuntamento consolidato nel panorama degli eventi perugini e non solo, richiamando ogni anno centinaia di visitatori pronti a scoprire le migliori offerte e a supportare il piccolo commercio locale. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Perugia, che sostiene attivamente il commercio e le tradizioni della città. Per rimanere aggiornati su tutte le novità dell’evento e conoscere l’elenco completo dei negozi partecipanti, vi invitiamo a seguire i profili social “Enjoy Perugia” e “Perugia in Centro”.

Un milione di euro per il Trasimeno, ecco gli interventi

Si è aperta con un confronto presso il Museo della Pesca a San Feliciano, cui hanno partecipato gli amministratori locali, le associazioni, i tecnici e i cittadini dei Comuni del Lago Trasimeno e con la presenza degli assessori regionali Simona Meloni e Thomas De Luca e del consigliere regionale Christian Betti, la ricognizione al Lago Trasimeno del commissario straordinario nazionale per l’adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica, Nicola Dell’Acqua.

Gli interventi per il Trasimeno

Un sopralluogo che arriva a seguito dello sblocco di risorse finanziarie per circa un milione di euro da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e all’esito positivo delle analisi sulle acque di Montedoglio, che possono rappresentare un pezzo importante degli interventi urgenti allo studio per tutelare l’ecosistema del lago.

Dragaggi, pulizia delle sponde, sistemazione della rete di scolo, pesca e acqua da Montedoglio: sono questi gli elementi essenziali di una strategia più ampia che di cui si è parlato a San Feliciano e che ora sarà al centro di una Conferenza dei servizi che il commissario Dell’Acqua intende convocare quanto prima e che, come è stato detto durante l’incontro al Museo della Pesca, avrà tempi stretti e un carattere immediatamente operativo.

Le parole del commissario

“Ci sono delle attività da svolgere subito per dare un segnale a tutto il Trasimeno e far capire che si possono avviare attività non impattanti per sistemare l’attuale situazione e le sue criticità – ha detto il commissario Dell’Acqua -. Poi ci sono anche azioni a lungo termine da avviare, a cominciare da una gestione integrata dell’ecosistema. Prima di tutto, comunque, occorre chiudere l’accordo sull’acqua di Montedoglio. Ne abbiamo parlato con la presidente della Regione Stefania Proietti e abbiamo concordato che questo passaggio è necessario per dare la certezza al Trasimeno di avere una disponibilità idrica che consenta al lago di essere resiliente anche di fronte al cambiamento climatico e l’andamento delle piogge. Per farlo serve l’acqua di Montedoglio che va adattata perché viene da un altro bacino idraulico e occorre poi la pulizia dei fondali dai sedimenti”.

Gli assessori regionali

Uscire da una logica emergenziale e dall’inerzia che ha contraddistinto il passato è quello che ha sottolineato l’assessore regionale Thomas De Luca: “È evidente che nessuna delle risposte che intendiamo adottare, presa singolarmente, è risolutiva ma deve essere portata avanti nel suo complesso. Ogni azione è fondamentale. E soprattutto quello che è necessario è cambiare il paradigma: da una gestione emergenziale a una gestione ordinaria – ha spiegato De Luca -. Lo sappiamo che è difficile, ma in questo momento è fondamentale costruire una nuova normalità in cui la manutenzione ordinaria dei fossi, le nuove opere adduttive, la gestione e la governance dei fenomeni, siano qualcosa che anticipi le crisi idriche e le emergenze. È evidente che i vincoli ambientali previsti dalla Direttiva Habitat sussistono se l’habitat c’è: quindi tutelare la biodiversità vuol dire agire. Non fare nulla significa trasformare il Trasimeno in una palude. Dobbiamo agire presto con la prospettiva che non si ritorni all’inerzia degli anni passati”.

Parla di una forte azione di sistema per la tutela e lo sviluppo del Trasimeno anche l’assessore regionale Simona Meloni: “Occorre una terapia d’urto per iniziare al meglio la stagione estiva del Lago. Questo è quello che abbiamo già previsto con una delibera della Giunta regionale che ci consente di avviare un’azione per l’ecosistema e la vivibilità del Trasimeno. Un lago che è fatto di turismo, economia, pesca e sviluppo – ha spiegato Meloni -. La visita del Commissario Dell’Acqua ci consente anche di pianificare il futuro affinché non si ripetano più situazioni di emergenza. Occorre un intervento normativo quadro con risorse annuali stabili e che diano ogni anno certezza sulle attività che si possono svolgere per mantenere il lago vivo, attivo e pulito. Dalla manutenzione delle sponde fino ai dragaggi, il Trasimeno deve poter essere navigabile con collegamenti verso le isole e valorizzare le sue attività economiche consentendo anche quel ricambio generazionale di chi, in questa terra, vive e investe da generazioni”.

La ricognizione del commissario Dell’Acqua è poi proseguita fino a concludersi con un meeting presso uffici Unione dei Comuni a Passignano sul Trasimeno.

Fusione in Unicoop Etruria, giovedì sciopero. Coop Centro Italia: percorso sindacale già avviato

I lavoratori della sede e del magazzino di Castiglione del Lago di Coop Centro Italia, unitamente alle organizzazioni sindacali Filcams Cgil Perugia e Uiltucs Uil Umbria, riuniti in assemblea, hanno indetto lo stato di agitazione e due ore di sciopero per giovedì 20 febbraio, dalle ore 8:30 alle ore 10:30, con presidio fuori dalla stessa sede di Castiglione del Lago.

“Nonostante le nostre ripetute richieste – spiegano le organizzazioni sindacali – l’azienda non ha ancora fornito il piano industriale relativo alla fusione per incorporazione con Unicoop Tirreno. Con questa iniziativa vogliamo informare l’opinione pubblica della condotta dell’azienda e richiedere con forza il piano industriale e le ricadute occupazionali che l’applicazione dello stesso avranno sui lavoratori e su tutto il territorio locale”.

Coop Centro Italia, infatti, è una delle imprese più grandi della regione e, considerando gli addetti del centro logistico e direzionale di Castiglione del Lago, è uno dei maggiori bacini occupazionali del Trasimeno.

Il progetto di fusione prevede la creazione di Unicoop Etruria Società Cooperativa. “La fusione per incorporazione – ricordano Filcams Cgil Perugia e Uiltucs Uil Umbria – sposta la sede legale e amministrativa in provincia di Livorno e rischia di indebolire la presenza nel territorio della cooperativa. Per queste ragioni, consapevoli che Coop Centro Italia rappresenti un patrimonio di tutta la comunità, chiediamo il sostegno delle istituzioni e invitiamo al presidio tutte le forze politiche e sociali della regione, auspicando che la mobilitazione favorisca un cambio di atteggiamento da parte dei dirigenti e degli amministratori di Coop Centro Italia, che sino a ora sono stati evasivi”.

La risposta di Coop Centro Italia

Coop Centro Italia precisa però che il confronto sindacale sul percorso di fusione con Unicoop Tirreno è stato già avviato in occasione dell’incontro del 13 gennaio, con l’incontro a Roma presso lo Starhotels Metropole, con le rappresentanza sindacali di categoria, nonché RSU e RSA di ogni singola unità organizzative/lavorative delle due Cooperative.

“In quella sede – scrive Coop Centro Italia – la Cooperativa ha illustrato i contenuti del Piano Industriale e ha condiviso con le OO.SS. di proseguire un percorso di confronto con la rappresentanza dei lavoratori sui diversi ambiti coinvolti”.

Successivamente, viene ricordato, si è tenuto un ulteriore incontro il 4 febbraio e un altro è già fissato per il prossimo 26 febbraio nell’ambito della consultazione sindacale relativa alla procedura di fusione.

“Riteniamo importante evidenziare – scrive ancora Coop Centro Italia – che a seguito dell’ultimo incontro, del 4 febbraio le OO.SS. hanno diffuso un comunicato unitario in cui si evidenzia che la Cooperativa ha fornito ‘prime, parziali rassicurazioni’ riguardo a magazzini e sedi”. E si evidenzia come nel comunicato sindacale a firma Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil diffuso il giorno 4 febbraio sia stato scritto: “I magazzini di Vignale e Castiglione del Lago non saranno interessati da ricadute dirette e in generale tutti gli attuali siti logistici sono considerati funzionali al nuovo progetto”; “Sulle Sedi sarà operata “un’ottimizzazione”, ma non sono ancora in grado di quantificare gli eventuali esuberi che si determineranno. È escluso in ogni caso il ricorso a procedure unilaterali di licenziamento collettivo”.

Con questa precisazione Coop Centro Italia intende quindi sottolineare che il tavolo di confronto è già attivo e vede la partecipazione delle rappresentanze sindacali nazionali e territoriali (comprese Filcams Cgil di Perugia e Uiltucs Uil Umbria), nonché delle RSU e RSA di tutte le unità organizzative della Cooperativa e della controllata Superconti.

Gli incontri con le organizzazioni sindacali, conclude Coop Centro Italia, stanno a testimoniare una interlocuzione che, nel corso dei confronti che ci saranno, “potrà anche tenere di conto di valutazioni e suggerimenti da parte delle OO.SS. nazionali”.

(foto di archivio, notizia aggiornata alle 17.28)

Software per rilevare la presenza degli operai di Umbraflor, sindacati all’attacco

Le organizzazioni sindacali Fai Cisl, Flai Cgi e Uila Uil all’attacco dopo che i vertici dell’Agenzia Forestale Regionale dell’Umbria Umbraflor hanno dato attuazione all’ultimo decreto sull’applicazione di un software per la rilevazione della presenza in modalità digitale e non più cartacea del comparto operai forestali.

“Sembra più un ultimo colpo di coda – scrivono i sindacati – data la scadenza dell’incarico dell’amministratore o un difendere una propria scelta di organizzazione del lavoro, su cui vi erano impegni presi con le rappresentanze sindacali per una discussione aperta all’interno dell’accordo sindacale integrativo scaduto già a dicembre 2023”.

Nel frattempo è arrivata alle organizzazioni sindacali la risposta dell’assessore Simona Meloni sulla richiesta incontro, in cui i sindacati annunciano che chiederanno le immediate dimissioni dell’amministratore unico ed uno stop all’attuazione dell’ultimo decreto di Afor sulle modalità e sui tempi di attuazione della registrazione digitale delle timbrature degli operai forestali.

“Come sempre ribadito – concludono i sindacalisti – chiediamo una discussione ampia e partecipata dei lavoratori nel contratto integrativo regionale ed in assenza di adeguate risposte nell’incontro programmato proclameremo lo sciopero degli operai forestali”.

Liste d’attesa e mobilità le riflessioni di Fipac Confesercenti sulla sanità umbra

Riceviamo e pubblichiamo questa riflessione di Sergio Giardinieri (consigliere nazionale Fipac e presidente Confesercenti Terni) su alcune problematiche della sanità umbra maturata in occasione della 33esima Giornata Mondiale del Malato celebrata nei giorni scorsi e istituita da San Giovanni Paolo II nella ricorrenza dell’apparizione della Madonna a Lourdes.

Cominciamo con l’annoso problema delle liste di attesa che, da 44mila che erano in estate, sono quasi raddoppiate agli inizi di quest’anno. Gli interventi della nuova giunta regionale, dopo la nomina del nuovo direttore Salute e Welfare della Regione, Daniela Donetti, approvata nella seduta di mercoledì 15 gennaio con gli obiettivi prioritari delle liste di attesa, dei conti delle quattro aziende sanitarie umbre e del piano sanitario, e la nomina della dottoressa Enrica Ricci quale responsabile unico dell’assistenza sanitaria (RUAS) dell’Umbria il 30 gennaio scorso con la delibera della giunta regionale numero 70, si sono concentrati nell’annunciato piano di azzeramento delle liste di attesa entro tre mesi. Per ora siamo di fronte ad una sforbiciata del 10 per cento con ottomila posti in più per esami e visite, intervenendo sulle prestazioni più difficili da prenotare; un sistema, quello delle prenotazioni, destinato ad essere modificato.
Intanto sempre più umbri si curano fuori regione e questa mobilità sanitaria passiva determina un saldo negativo nei conti: lo scorso anno il fenomeno dei cittadini umbri che sono andati a curarsi fuori regione, con l’obbligo di saldare economicamente visite ed esami da parte della Regione di provenienza, ha superato i 119 milioni di euro mentre la mobilità attiva ha di poco superato gli 82 milioni.
Quali le ragioni?
Diverse e non ultima le lunghe liste di attesa, ma si può anche aggiungere la carenza di personale sanitario. Secondo il presidente di Cimo Fesmed Umbria sono 322 i dirigenti medici del servizio sanitario regionale che mancano, mentre per quanto riguarda gli infermieri, per il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, il fabbisogno è di oltre mille unità. Per non parlare dei farmacisti che lamentano 150 unità mancanti sul territorio regionale, uno ogni due presidi territoriali. Quelli che sono al lavoro hanno un’età elevata, superiore ai 55 anni il 14,3% dei medici e dei veterinari, il 17,7 degli odontoiatri e il 18,7 del personale infermieristico ad esempio. Entro quest’anno andranno in pensione 29 mila camici bianchi e 21 mila infermieri mentre il 41 per cento del personale infermieristico del SSN ha tra i 50 e i 59 anni. Se si considera che gli iscritti al corso di laurea infermieristica nell’anno accademico 2023-2024 risulta essere in media 1,1 rispetto al numero dei posti disponibili, appare evidente la crisi vocazionale delle professioni sanitarie, le dure condizioni di lavoro che non consentono una adeguata vita sociale e familiare, uno stipendio che è il 19% in meno rispetto alla media europea.
Eppure, oltre alla carenza del personale, alle lunghe liste di attesa e alla emigrazione sanitaria, i cittadini sono sfiduciati e lo rileva anche l’undicesima edizione del Rapporto sul Benessere equo e sostenibile di ISTAT. Il numero dei posti letto è diminuito e si stima che negli ospedali italiani ne manchino almeno 100 mila di degenza ordinaria e 12 mila di terapia intensiva e diminuisce anche il numero dei nosocomi, in particolare quelli pubblici.
In Umbria, oltre il 72 per cento dei pensionati ha una pensione che non raggiunge i mille euro e di questi più del 64 per cento è a rischio povertà. Aumentano quindi i casi di anziani in difficoltà che lamentano condizioni di indigenza ed i dati della ricerca sull’invecchiamento Age-it dell’Università di Firenze, ci dicono che la Regione, con i suoi 92 Comuni piccoli e medi, ne conta un quarto con rischio per gli anziani come Todi, Gubbio, Città di Castello, ma anche gran parte della Valnerina e quelli del Trasimeno per un totale di 18 Comuni. Le maggiori difficoltà riguardano realtà come Poggiodomo, Costacciaro, Pietralunga Scheggia e Pascelupo.
Nel frattempo ci viene ricordato dalla Fondazione Gimbe che l’Umbria risulta la penultima regione per medici specialisti delle aziende sanitarie abilitati alla consultazione dell’Fse (fascicolo sanitario elettronico) alla data del 31 agosto scorso, con una media dell’1 per cento rispetto alla media nazionale del 76 per cento. Viene superata solo dalla Liguria con la totale assenza di medici specialisti abilitati.
Chiudiamo ricordando l’istituzione della Commissione speciale sull’attuazione del PNNR missione 6, salute, da parte della Prima Commissione consiliare dell’Umbria con il compito di svolgere audizioni e indagini conoscitive per esaminare l’efficacia degli interventi sanitari già realizzati o in corso.
Come FIPAC Confesercenti auspichiamo che dalle parole si passi ai fatti e non sia l’ennesimo tentativo di diluire i problemi che, come visto non mancano e sono urgenti.

Sergio Giardinieri, consigliere nazionale Fipac Confesercenti e presidente Confesercenti Terni

Premio San Valentino, ecco i vincitori 2025

Svelati i vincitori del Premio San Valentino 2025, assegnato dall’Istituto di Studi Teologici e Storico Sociali di Terni e destinato a opere e figure che hanno valorizzato la figura del santo martire ternano e i valori da lui incarnati come famiglia, relazioni e pace e che in passato è andato, tra gli altri, a Daniele Mencarelli, Anna Fiscale, Alessandro D’Alatri e papa Francesco. Si tratta di Anna Cherubini, Rita Lizzi Testa, Attilio Danese e Giulia Paola Di Nicola, Francesco Pesce, Serse Conti, Cecilia Di Giuli, Michela Giraud, Riccardo Milani, il Conservatorio Briccialdi di Terni, Francesco Belletti e Alessia Bertelli della Croce Rossa Internazionale.

Il prestigioso riconoscimento è stato annunciato come da tradizione la sera del 14 febbraio, in occasione dell’apertura del Valentine Fest, rassegna interamente dedicata a san Valentino e che prosegue fino al 5 aprile con incontri, presentazioni di libri, concerti e spettacoli al Cenacolo San Marco, dove è allestita la mostra Il Santo senza volto dedicata all’iconografia di san Valentino dall’arte paleocristiana fino all’intelligenza artificiale, passando per le rivisitazioni pop di molti artisti, in alcune delle quali il santo è ritratto con il volto di personaggi conosciuti, come l’attore Stefano Sala o il sindaco di Terni Stefano Bandecchi. Il catalogo della mostra è contenuto nel numero valentiniano di Adesso in distribuzione gratuita al Cenacolo San Marco.

La maggior parte dei premi verranno consegnati proprio nel corso della chiusura del Valentine Fest il 5 aprileDomenica 23 febbraio verrà invece consegnato il Premio San Valentino 2024 per la Teologia a Philippe Bordeyne, presidente del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, che presiederà nella Basilica la celebrazione per le Nozze d’argento.

TUTTI I VINCITORI DEL PREMIO SAN VALENTINO 2025

LETTERATURA

Anna Cherubini 
per Diventeremo amiche 

Esistono nella vita destini paralleli e due di questi destini si sono sfiorati, quattro decenni fa, all’ombra del Cupolone. Sono quelli di Emanuela Orlandi e di Anna Cherubini. Entrambe figlie di funzionari vaticani, entrambe con famiglie numerose e amati fratelli maggiori, entrambe appassionate di musica. Diventeremo amiche non è un’inchiesta sul caso Orlandi, ma la testimonianza di una sua coetanea che ha condiviso con lei la vita da “Vatican Girl” e la stessa scuola di musica. Oltre a offrire una prospettiva completamente diversa sulla storia di Emanuela, Cherubini presenta un affresco di grande intensità sulla vita di una famiglia al tempo stesso normale e particolarissima, in cui si affaccia anche Lorenzo detto Jovanotti, uno dei tre fratelli di Anna.

STORIA

Rita Lizzi Testa per gli studi sulla famiglia di origine di san Valentino.

Ordinaria di Storia romana all’Università di Perugia, si è formata a Firenze e ha studiato al King’s College di Londra, a l’Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi e all’Institute for Advanced Study di Princeton. Esperta delle relazioni tra Impero romano e Chiesa, è stata Responsabile di cinque Progetti nazionali e componente di due Progetti internazionali volti allo studio delle istituzioni antiche e delle sue trasformazioni in età tarda. Nel volume Valentino martire, santo e vescovo. Dalla tradizione alla Storia ha avanzato l’ipotesi di una provenienza del Santo dalla famiglia dei Simmachi.


FILOSOFIA

Attilio Danese e Giulia Paola Di Nicola, direttori della rivista Prospettiva persona.

Coppia di filosofi, hanno scritto insieme – tra l’altro – i libri Le ragioni del matrimonioPerdono… per dono. Quale risorsa per la famiglia e la societàIl buio sconfitto – Cinque relazioni speciali tra eros e amicizia spirituale, Un amore scritto in cielo – Zelia Guérin e Luigi Martin genitori di Teresa di Lisieux Amore e pane. Eucaristia in famiglia. Giulia è stata ricercatrice e docente di sociologia alle Università di Chieti, di Teramo e di Bari e agli Istituti di Scienze Religiose di L’Aquila e di Pescara, oltre che ai Pontifici Istituti “Marianum” e “Auxilium” di Roma. Attilio è docente di Filosofia politica all’Università di Chieti ed è membro del Comitato direttivo dell’Accademia Internazionale Intams di Bruxelles. Insieme hanno fondato e sono direttori di “Prospettiva Persona”, rivista semestrale del Centro Ricerche Personaliste di Teramo. www.prospettivapersona.it


TEOLOGIA

Francesco Pesce per Il matrimonio a Wittenberg. Con un’antologia di testi di Martin Lutero.

Il matrimonio segna un cambiamento forte nella vita di Martin Lutero e anche nella sua riflessione teologica. Il volume di Francesco Pesce indaga questo mutamento, a partire dalla lettura dei testi e delle lettere dedicati al matrimonio. Il volume, che si avvale della prefazione di Munib Younan, vescovo emerito della Chiesa luterana in Terra Santa ed ex presidente della Federazione Luterana Mondiale, da una parte racconta il matrimonio cristiano attraverso l’esperienza personale del fondatore del protestantesimo, dall’altro rappresenta una straordinaria esperienza ecumenica. Francesco Pesce, classe 1974, è ordinario di teologia pastorale presso l’Istituto di Scienze Religiose Giovanni Paolo I ed è direttore del Centro della Famiglia di Treviso.


ARTE

Artaserse Conti per il ritratto di San Valentino

Operaio, pugile, allenatore, pittore, Artaserse Conti – ternano, classe 1943 – è un personaggio ribelle e controverso, con una storia vissuta all’insegna dell’istinto e delle passioni, tra boxe, pittura e viaggi. Prima pugile, poi allenatore della Team Boxe Terni, dove si distingue per l’eccellente tecnica e la profonda umanità verso i suoi allievi, ha scoperto per caso la pittura da autodidatta diventando uno dei più apprezzati autori naif della scena ternana. Un’arte che lui stesso definisce “strana”. I suoi dipint sono animati da personaggi che spaziano da Frankenstein a Dante, da Alberto Sordi a Gesù e san Francesco. Il suo ritratto di san Valentino è stata una delle primissime opere entrate nella collezione permanente del Cenacolo San Marco in occasione della prima edizione del Valentine Fest, e compare anche nella copertina del numero di Adesso che ne raccoglie il catalogo. A lui è stato dedicato anche un documentario realizzato da sue colleghi artisti: Desiderio e Cristiano Carotti.


TEATRO

Cecilia Di Giuli per Come Lucio Dalla e Ronn Moss

Ternana, attrice e autrice teatrale, ha interpretato – tra l’altro – in televisione Don Matteo, Distretto di polizia Un professore e al cinema Chiara di Susanna Nicchiarelli e I peggiori giorni di Edoardo Leo e Massimiliano Bruno. E’ stata la prima attrice a interpretare Jacopa dei Settesoli – fedelissima compagna di Francesco d’Assisi – nel film La Stella di Greccio. Nel monologo autobiografico Come Lucio Dalla e Ronn Moss racconta il primo contatto con la morte, attraverso la storia di un pesce rosso compratole da bambina alla fiera di San Valentino.


CINEMA

Riccardo Milani perUn mondo a parteMichela Giraudper Flaminia

Un mondo a parte, interpretato da Antonio Albanese e Virginia Raffaele, racconta la storia di un insegnante che da una grande città si trasferisce in un piccolo paese marsicano nel Parco nazionale d’Abruzzo, dove deve far fronte al calo demografico a causa del quale la scuola rischia la chiusura. Riccardo Milani è tra i principali protagonisti della commedia italiana degli ultimi trent’anni: tra i suoi film Auguri professore, La guerra degli Antò, Piano solo, Come un gatto in tangenziale, Corro da te Grazie ragazzi.

Flaminia, con cui Michela Giraud ha debuttato alla regia, racconta la storia, in parte autobiografica, del rapporto tra una donna e la sorella affetta da autismo. Tra le comiche più popolari degli ultimi anni, Giraud – classe 1987 – ha fatto parte del cast di programmi come Colorado, LOL Quelli che il calcio. E’ autrice e interprete del monologo La verità, nient’altro che la verità, lo giuro!. Nel 2020 ha partecipato al Terni Film Festival.


MUSICA

Conservatorio “Briccialdi” di Terni per Il martirio di San Valentino

Il 24 febbraio 2024 nella Basilica di San Valentino a Terni è andato in scena Il martirio di San Valentino. Oratorio per soli, coro e orchestra di Giacomo Puccini (1712-1781) messo in scena da solisti, coro e orchestra del Conservatorio Statale di Musica “Briccialdi” con la direzione diu Marco Gatti.

Ispirato al martirio del san Valentino cosiddetto “romano” (ma che si identifica – nel nome, data di morte e principali caratteristiche con quello di Terni), vede in scena san Valentino (interpretato dalla soprano Bianca Josefina Asturiano Perez-Chao), la Fede (la soprano Aurora Tarantola), Asterio (il tenore Roberto Mattioni), Calfurnio (il tenore Domenico Maglioni) e Claudio (il basso Danilo Paludi).

Lo spartito dell’oratorio scritto dal nonno del più celebre Puccini, è stato ritrovato da Emiliano Buccetti, vicepresidente del Centro Culturale Valentiniano e affidato all’Istituto musicale ternano, che lo ha studiato e ne ha proposto un’esecuzione. Il progetto ha rappresentato una straordinaria operazione sotto il profilo dell’indagine storica sul santo dai mille volti e ma anche l’occasione per una formidabile sinergia tra le forze del territorio per la valorizzazione del proprio patrono.


COMUNICAZIONE

Francesco Belletti per il Centro Italiano di Studi sulla Famiglia

Nato nel 1957, Francesco Belletti si è laureato in Scienze Politiche a Milano e ha lavorato per oltre 15 anni come consulente e ricercatore libero professionista per enti pubblici e privati no profit su tematiche sociali come indagini, analisi statistiche, formazione e consulenza organizzativa. Dal 1990 collabora al Cisf e dal 2000 ne è direttore. E’ stato anche Presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari ed è stato consultore del Pontificio Consiglio per la famiglia. Ha scritto, tra l’altro, Essere padri (San Paolo) e Mai parlato così tanto di famiglia? tra Dico e Family Day (Paoline).

Il Centro Internazionale Studi Famiglia intende promuovere una cultura della famiglia nel solco dei valori tramandati ed insieme nella prospettiva dei mutati scenari della società contemporanea. Promuove un Centro Documentazione informatizzato e specializzato sulle tematiche familiari, la pubblicazione di un Rapporto sulla famiglia in Italia a cadenza biennale, affidato a centri di ricerca e a specialisti in varie discipline, la promozione della ricerca scientifica su temi concernenti la vita familiare; la pubblicazione di saggi e studi che siano particolarmente rivolti alla condizione storica della famiglia e alla definizione dei suoi ruoli specifici nella società contemporanea; il dibattito pubblico attraverso seminari, convegni a carattere scientifico o informativo.


PACE

Alessia Bertelli della Croce Rossa Internazionale per il lavoro svolto nello Yemen.

Quella che si sta consumando nello Yemen è una di quelle guerre “nascoste”, che non fanno notizia e che contribuiscono a creare quella che papa Francesco definisce “Terza guerra mondiale a pezzi”. L’origine delle tensioni  a divisioni politiche e regionali emerse durante le proteste della “primavera araba” del 2011 che ha portato alla caduta del presidente Ali Abdullah Saleh.

Il conflitto è esploso nel 2014, quando il movimento sciita Houthi, supportato dall’Iran, ha preso il controllo di ampie aree del Paese, inclusa la capitale Sanaa.  Nel 2015, una coalizione guidata dall’Arabia Saudita è intervenuta militarmente a sostegno del governo yemenita internazionalmente riconosciuto, intensificando il conflitto. Da allora, lo Yemen è diventato luogo di una guerra regionale con profonde ripercussioni internazionali, con l’Iran che sostiene gli Houthi e i paesi del Golfo, guidati dall’Arabia Saudita, che supportano il governo yemenita che ha spostato la sua capitale temporaneamente ad Aden. La guerra ha prodotto oltre 19.000 vittime civili, 4,5 milioni di di sfollati, 2,5 milioni di bambini sotto i 5 anni che soffrono di malnutrizione acuta, 8 milioni di persone senza accesso all’acqua potabile e oltre 18 milioni di persone, un terzo della popolazione, che sopravvivono solo grazie agli aiuti umanitari. La guerra in Yemen è alimentata dal commercio di armi, in gran parte provenienti da Stati Uniti, Regno Unito ma anche da tanti paesi europei.

Alessia Bertelli è nata nel 1979 e dopo la laurea in relazioni internazionali ha lavorato per la Oxfam per trasferirsi nel 2013 alla Croce Rossa internazionale. Ha operato, tra l’altro, a Gerusalemme, in Etiopia, Ucraina, Russia, Siria, Centrafrica, Sudan e Iraq. Nel 2023 è stata ospite del Terni Film Festival parlando delle condizioni dell’Iraq a vent’anni dalla guerra. Dal 2024 è in Yemen.

Giubileo, riunita la Cabina di regia: Umbria seconda tappa dopo Roma

Si è riunita a Palazzo Chigi la Cabina di regia istituzionale per il Giubileo, presieduta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr, Tommaso Foti, il sindaco di Roma e commissario al Giubileo Roberto Gualtieri, i governatori del Lazio e dell’Umbria Francesco Rocca e Stefania Proietti, e la sottosegretaria al Mef, Sandra Savino, il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano. Presenti anche rappresentanti degli altri dicasteri interessati (Turismo, Cultura, Interno).

La presidente della Regione, Stefania Proiettia, ha riferito che l’Umbria si sta mobilitando per l’accoglienza del Giubileo degli adolescenti, primo evento molto significativo che, per la concomitanza della canonizzazione di Carlo Acutis, il periodo di alta stagione turistica con il ponte del 25 aprile-Pasqua e le iniziative per l’ottavo centenario francescano, porterà flussi molto consistenti di persone in Umbria.

“Le principali necessità per l’Umbria nel gestire i flussi che si annunciano straordinari di pellegrini e turisti – ha aggiunto la presidente – riguardano l’accoglienza, i trasporti locali regionali e interregionali, la gestione della sanità di emergenza, il potenziamento del sistema di protezione civile e di sicurezza, il coordinamento di informazione e comunicazione e anche l’accessibilità per tutti delle nostre città”.

“L’inserimento ufficiale nel tavolo istituzionale di Cabina di regia nazionale, a dimostrazione che l’Umbria sarà la seconda tappa dopo Roma in questo Giubileo della Speranza – ha concludo la governatrice – conferma la disponibilità del Governo nel supportare la nostra Regione in questo anno che sarà importantissimo non solo per i flussi turistici, ma per diventare il vero e proprio ‘cuore’ dell’accoglienza in Italia”.