Convocato per giovedì 19 dicembre (ore 10) la prima seduta della XII Legislatura dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. Con prosecuzione il giorno successivo, venerdì 20, sempre alle 10, vista la maggioranza qualificata richiesta per eleggere il presidente dell’Assemblea, che nella prima seduta sarà presieduta dal consigliere anziano Enrico Melasecche.
Il presidente è eletto infatti a maggioranza dei quattro quinti dei componenti dell’Assemblea, ma se dopo tre scrutini nessun candidato ottiene la maggioranza richiesta, nella quarta votazione, da tenersi nel giorno successivo, è sufficiente la maggioranza assoluta dei consiglieri.
Successivamente all’elezione del presidente si procederà a quella dei due vicepresidenti.
Ma c’è soprattutto attesa per conoscere la squadra di governo della presidente Stefania Proietti, che in queste ore, insieme ai partiti e alle liste della sua coalizione, sta sciogliendo gli ultimi nodi.
I posti in Consiglio
Il ruolo di presidente dell’Assemblea dovrebbe andare a Francesco De Rebotti (Pd), con vice Paola Agabiti (FdI) per l’opposizione. Quanto ai capigruppo, il Pd ha scelto Cristian Betti (il più votato dopo Meloni e Bori chiamati in Giunta). Per i monogruppo di maggioranza le scelte sono obbligate: Luca Simonetti (M5S), Fabrizio Ricci (AVS), Bianca Maria Tagliaferri (Umbria Domani). Per l’opposizione, Eleonora Pace per FdI, Laura Pernazza per FI, Enrico Melasecche per la Lega, Nilo Arcudi per Tesei Presidente. La governatrice uscente Donatella Tesei sarà la portavoce dell’opposizione, Andrea Romizi a capo della Commissione controllo.
Le deleghe in Provincia di Perugia
Intanto Stefania Proietti ha ceduto ufficialmente la guida della Provincia di Perugia al suo vice nominato, Sandro Pasquali. A lui sono state anche assegnate la delega per le politiche nelle materie di attuazione del PNRR, progettazione europea, nonché la delega al Lago Trasimeno. Alla consigliera Scilla Cavanna invece è andata la delega per le politiche nelle materie di patrimonio, bilancio e società partecipate, programmazione scolastica, politiche giovanili, avvocatura, delega CAL; al consigliere Gianluca Moscioni la delega per le politiche nelle materie di progettazione viaria e viabilità provinciale e viabilità regionale ex legge regionale n. 10 /2015 e la delega in materia di ambiente; alla consigliera Francesca Pasquino la delega per le politiche nelle materie di edilizia scolastica, controllo di fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e promozione delle pari opportunità nel territorio provinciale, nonché la delega in materia di trasporti; alla consigliera Laura Servi la delega per le politiche nelle materie di urbanistica, PTCP, Sistema Informativo Territoriale e digitalizzazione e Stazione Unica Appaltante; al consigliere Riccardo Vescovi la delega per le politiche nelle materie di personale e Polizia provinciale.
In Provincia di Terni
A Terni la presidente Laura Pernazza, eletta in Consiglio regionale, sarà sostituita alla guida della Provincia da vice presidente nominato, Francesco Maria Ferranti.
L’incarico conferito potrà essere oggetto di revoca da parte del presidente.
E’ finita la fase del post Covid e crollano del 10 per cento gli ingressi dei visitatori al Pozzo di San Patrizio. Il monumento simbolo della città e cartina di tornasole di un andamento turistico che negli anni del post Covid aveva vissuto sempre una fase positiva, adesso accusa il colpo con una flessione non lieve e piuttosto preoccupante, calcolata sui primi dieci mesi dell’anno e confrontata con lo stesso periodo del 2023. Complessivamente si tratta di una riduzione di circa 22 mila presenze, un dato estremamente pesante che potrebbe denotare un pericolosi scricchiolio in quel modello di economia turistica sul quale l’attuale amministrazione comunale ha sempre puntato tutte le sue carte, valorizzando proprio gli accessi al pozzo come elemento dimostrativo di una crescita sostenuta.
La flessione del 2024 adesso induce a riflessioni e analisi sui motivi di un calo che sembra andare in controtendenza rispetto ad altre città umbre a vocazione turistica anche se le statistiche da tenere presenti dovranno essere quelle di fine anno.
Nel frattempo però la Giunta comunale ha comunque deciso di aumentare il prezzo del biglietto del pozzo dagli attuali 5 euro a 6; una scelta che si calcola porterà nelle casse pubbliche un surplus di 200 mila euro, in grado di compensare bene il calo di incasso dovuto alla riduzione di ingressi.
Sulla questione intervengono i gruppi di opposizione, segnalando il silenzio dell’amministrazione su questo punto critico. “Quando negli anni scorsi i visitatori aumentavano l’ufficio stampa del Comune ci raccontava delle capacità dell’Amministrazione ad attrarre turisti: pubblicità sugli autobus, Orvieto always on, Innamorati di Orvieto, luminarie, albero di Natale o stella cometa a seconda degli anni, mercatini, palazzi illuminati, insomma un avvicendamento fantasmagorico di luci, colori e immagini in un villaggio delle mille e una notte. Il messaggio era: la strada è quella giusta, noi siamo bravi e per questo arrivano i turisti. Non raccontavano però che l’overturism, il sovraffollamento turistico, era diventato un fenomeno socioeconomico sempre più diffuso, indipendente dalle politiche locali e legato essenzialmente agli effetti post-Covid, peraltro con risultati altrove ben più eccellenti dei nostri. Ora che l’effetto inerziale del post-Covid si sta smorzando l’ufficio stampa del Comune di Orvieto tace. Torneremo su questo argomento non appena avremo i dati definitivi 2024” annunciano.
Sciopero dei trasporti di venerdì 13 dicembre, questi gli orari e le modalità in Umbria dopo la decisione del Tar del Lazio di accogliere la richiesta di sospendere l’ordinanza di precettazione. L’astensione sarà dunque di 24 ore e non più di 4, secondo l’istanza presentata da Usb Lavoro Privato,
In provincia di Perugia
Servizi autobus urbani ed extraurbani, Navigazione Lago Trasimeno, Minimetrò di Perugia, Mobilità alternativa di Spoleto (percorsi meccanizzati dei parcheggi “Spoletosfera” e “Ponzianina-Rocca e Posterna”): sciopero di 24 ore con garanzia di effettuazione dei servizi nelle fasce orarie 6-9 e 12-15.
Le corse che partono dal capolinea prima dell’orario dello sciopero raggiungeranno comunque il capolinea di destinazione.
Servizio biglietterie città di Perugia: P.zza Partigiani e Stazione FS: il servizio sarà garantito con il normale orario.
Servizio biglietteria Spoleto Stazione FS: il servizio sarà garantito con il normale orario.
Servizio ascensori e scale mobili di Perugia: i servizi saranno garantiti per l’intera giornata con il normale orario.
URP Perugia: il servizio sarà garantito con il normale orario.
In provincia di Terni
Servizi autobus urbani ed extraurbani, Funicolare di Orvieto: sciopero di 24 ore con garanzia di effettuazione dei servizi nelle fasce orarie 6:30-9:30 e 12:30-15:30.
Le corse che partono dal capolinea prima dell’orario dello sciopero raggiungeranno comunque il capolinea di destinazione.
Servizio biglietterie città di Terni: Biglietteria Bus Terminal: il servizio sarà garantito con il normale orario.
URP Terni: il servizio sarà garantito con il normale orario.
SERVIZI FERROVIARI
Sciopero di 24 ore con garanzia di effettuazione dei servizi nelle fasce orarie: 5:45-8:45 e 11:45-14:45.
Servizi effettuati nella rete regionale
I servizi che partono dalla stazione di origine al di fuori delle fasce orarie sopra riportate non saranno garantiti in caso di adesione.
Nelle predette fasce a causa della diversa modalità di svolgimento del servizio ferroviario (autobus-treno-autobus) non sarà garantita la continuità del servizio stesso tra origine e destinazione.
Servizi ferroviari effettuati in nome e per conto di Trenitalia nella rete nazionale RFI:
Saranno garantiti i servizi indicati come tali nell’orario ufficiale Trenitalia (treni 19705, 19745 Terni – L’Aquila e treni 19722, 19758 L’Aquila – Terni).
Distrutti dai militari del Comando provinciale della guardia di finanza e dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in servizio presso l’Aeroporto Internazionale “San Francesco d’Assisi”, distrutti chili di merci contraffatte, che erano state sequestrate nell’ambito dei controlli effettuati nei confronti dei passeggeri in transito nello scalo umbro.
Prodotti, quasi sempre individuati a seguito dei controlli bagagli, che sono risultati essere in alcuni casi falsi e, quindi, in violazione dei diritti di proprietà intellettuale e, in altri, pericolosi per la salute dei consumatori.
Borse, zaini, portafogli, occhiali da sole, scarpe, abbigliamento, cinture, ma anche indumenti intimi, tutti griffati col logo di note Case di moda. Riproduzioni che a volte risultano talmente simili ai prodotti ufficiali da poter ingannare l’ignaro acquirente.
Per questo motivo, fondamentale risulta essere la collaborazione fornita dai titolari dei marchi che, attraverso le perizie tecniche effettuate, riescono a fornire riscontro circa l’originalità o meno delle merci sequestrate.
Sono stati avviati alla distruzione anche circa 7,5 chili di tabacchi lavorati esteri, sfusi o in stecche di pacchetti di sigarette, rinvenuti sempre a seguito del controllo bagagli e confiscati amministrativamente, in quanto eccedenti la franchigia ammessa dalla vigente legislazione (il massimo consentito è fino a 200 sigarette o 250 grammi in caso di tabacco sfuso).
Oltre 100 miliardi di euro di investimenti in cinque anni e una profonda trasformazione dell’azienda. Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ha presentato il Piano Strategico 2025-2029.
Davanti al presidente di Ferrovie dello Stato Italiane, Tommaso Tanzilli, e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, l’amministratore delegato e direttore generale, Stefano Antonio Donnarumma, ha illustrato le strategie del Gruppo attraverso il Piano redatto sulla base di circa 250 indicatori di performance da raggiungere nei prossimi cinque anni, il Gruppo FS punta a rafforzare la resilienza della rete ferroviaria e stradale, migliorare la qualità del servizio, supportare il completamento delle infrastrutture e a promuovere una mobilità sempre più sostenibile.
Una crescita sostanziale, quella che si prospetta da qui al 2029, determinata da un miglioramento di tutti i principali indicatori economici: incremento dei ricavi a oltre 20 miliardi di euro; EBITDA a più di 3,5 miliardi di euro; risultato netto a oltre500 milioni.
“Il Piano Strategico che ci accompagnerà nei prossimi cinque anni avrà un impatto decisivo sull’assetto del Gruppo FS, mettendoci in condizione di superare le sfide attuali e quelle future”, ha sottolineato il presidente Tanzilli. “Sfide – ha aggiunto – che potremo vincere solamente grazie a un programma certo di investimenti a livello infrastrutturale e tecnologico e all’apporto fondamentale delle persone del Gruppo che, quotidianamente, si impegnano per garantire un servizio all’altezza delle aspettative in tutti gli ambiti in cui operiamo. Il Piano Strategico inciderà in maniera determinante anche sul Sistema Paese, portando connettività, servizi e quel valore aggiunto che può fare la differenza”.
“Il Gruppo FS – ha detto Donnarumma – si prepara ad avviare una fase di trasformazione ambiziosa, mirata non solo a innovare i processi operativi, ma anche a migliorare sensibilmente i servizi offerti. Ho l’onore di guidare un’azienda solida e radicata nel tessuto socioeconomico del Paese con un forte bisogno di rilancio attraverso una roadmap di dettaglio, supportata da adeguati investimenti. Questo Piano, che mira a imprimere una netta discontinuità, risponde alle esigenze di una società proiettata verso il futuro, riconoscendo nella mobilità integrata un pilastro fondamentale per lo sviluppo. L’obiettivo è affrontare con maggiore efficacia le sfide economico-finanziarie e potenziare ulteriormente le infrastrutture e la qualità del servizio. La nuova organizzazione punta, inoltre, a rafforzare il ruolo internazionale del Gruppo, per posizionarlo come leader nel settore della mobilità”.
Le linee guida strategiche
Sono otto le linee guida strategiche che accompagneranno questo percorso di rinnovamento, a cominciare dall’impegno del Gruppo a potenziare le infrastrutture delPaese. L’obiettivo è attivare nuove linee ferroviarie AV che permettano di collegare territori finora non serviti, così da aumentare del 30% le persone raggiunte dal sistema Alta Velocità in Italia. Questo sarà realizzato elevando il Gruppo FS a frontiera dell’eccellenza, con il raggiungimento della miglior performance di sempre attraverso il recupero della puntualità per oltre 50mila treni all’anno. A tutto ciò si aggiunge un’esperienza di viaggio calibrata sulla persona, con l’incremento della soddisfazione dei passeggeri. Non meno determinante il presidio internazionale, per cui si stima un incremento del volume dei passeggeri del 40%. La disciplina operativa, grazie anche agli ingenti investimenti, punta ad efficientare del 5% i costi operativi aggredibili. Inoltre, sul fronte della sostenibilità, si profila oltre un Gigawatt di fotovoltaico installato entro il 2029 e, per quanto riguarda innovazione e sicurezza, è stato fissato il raggiungimento del 100% della rete Core Extended coperta dal sistema ERTMS da qui al 2040. Completa le linee strategiche una netta accelerazione del business, con l’attrazione di nuove competenze e risorse finanziarie necessarie per garantire il proseguimento degli investimenti.
Programmi trasformativi per abilitare la crescita del Gruppo
Per accompagnare il percorso evolutivo del Gruppo FS sono stati individuati cinque programmi trasformativi che hanno un impatto su tutti gli ambiti di business.
Sicurezza per i passeggeri, gli asset e i lavoratori ovunque essi si trovino, con l’obiettivo “zero infortuni”. Verranno messe a disposizione 125mila giornate di formazione tramite FS Security Academy.
Risorse Umane con persone e competenzeal centro, in un’ottica di una sempre maggiore identità, inclusione e collaborazione.
Tecnologia, con un ruolo determinante, con oltre due miliardi di euro di investimenti digitali in dieci anni.
Sostenibilità, con un occhio ancora più attento alla mobilità sostenibile e maggiore attenzione al benessere delle persone per incrementare il livello di soddisfazione dei dipendenti.
Risorse finanziarie per una piena valorizzazione dei business del Gruppo, così da massimizzare le opportunità di crescita.
Infrastruttura ferroviaria
A oggi sono 17mila i chilometri di linee ferroviarie gestite dal Gruppo FS tramite la controllata RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e circa novemila i treni in circolazione ogni giorno. Per potenziare la qualità del servizio della rete saranno investiti più di 50 miliardi di euro nei prossimi dieci anni. Una quota che, da qui al 2034, concorrerà all’attivazione di nuovi standard tecnologici e all’evoluzione dei modelli manutentivi. Sono inoltre previsti la razionalizzazione del modello di esercizio con i volumi corrispondenti e il potenziamento dell’accessibilità delle stazioni e dei servizi dedicati. Nello stesso arco temporale verrà messa in atto una vera e propria trasformazione della rete, grazie a un investimento di 60 miliardi di euro.
Infrastruttura stradale
Il Gruppo FS gestisce attraverso Anas 32mila chilometri di strade, con più di otto milioni di veicoli quotidianamente in circolazione. In dieci anni sono previsti oltre 40 miliardi di euro di investimenti, di cui 25 destinati alle nuove opere stradali sul perimetro nazionale e 15 finalizzati al miglioramento della qualità del servizio.
Trasporto passeggeri Italia
Ogni anno le persone che usufruiscono dei collegamenti del Gruppo FS in Italia sono circa 570 milioni. Tra gli obiettivi del Piano Strategico 2025-2029 c’è anche l’ampliamento dell’offerta commerciale, così da rendere possibile un’evoluzione del perimetro dei passeggeri trasportati. In cinque anni le persone che sceglieranno di spostarsi a bordo dei treni di Trenitalia cresceranno di oltre 100 milioni, mentre aumenteranno di oltre 95 milioni i passeggeri di Busitalia. Per garantire un servizio moderno, innovativo e sostenibile occorre una trasformazione della flotta di treni e bus. A cominciare dalla messa in circolazione di 46 nuovi treni Alta Velocità Frecciarossa1000, 145 treni del Regionale e più di 1.260 bus a basso impatto di CO2 nei prossimi dieci anni.
Trasporto passeggeri internazionale
Guardando oltre i confini italiani, le persone che in un anno viaggiano a bordo dei treni del Gruppo FS sono state 230 milioni. Nell’arco di Piano verrà rivolta un’attenzione sempre più ampia al trasporto dei passeggeri all’estero, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo internazionale del Gruppo FS. I passeggeri che in Europa usufruiranno dell’Alta Velocità supereranno i 14 milioni, quelli dell’Urban Mobility i 140 milioni mentre quelli del business regolato europeo i 150 milioni.
Trasporto merci
Anche il trasporto merci vivrà una trasformazione del proprio business verso un modello Freight Forwarder europeo al servizio di un mercato ampio e diversificato. Attualmente con Mercitalia ogni anno vengono trasportate 37 milioni di tonnellate di merci e, tra le azioni chiave per il rilancio del settore, rientrano la creazione di un’interfaccia unica per il cliente, lo sviluppo di un’offerta integrata e l’attivazione di partnership a supporto del trasporto multimodale.
Urbano
Rilevante, per il Gruppo FS, è anche la valorizzazione di tutti quegli asset che non sono più funzionali al servizio ferroviario in chiave di sviluppo sostenibile delle città. Questo obiettivo è indirizzabile grazie a 1,1 miliardi di euro di patrimonio immobiliare non funzionale, finalizzati allo sviluppo di progetti immobiliari a supporto della rigenerazione urbana. Ulteriori investimenti sono dedicati allo sviluppo di un’offerta di parcheggi innovativi, promuovendo così l’intermodalità e favorendo l’accesso alla rete ferroviaria.
Iniziative strategiche: Rab, Internazionale, Integrazione Verticale e connettività
Affinché il Gruppo FS diventi sempre più solido e contribuisca attivamente alla creazione di valore per il Sistema Paese, il Piano potrebbe essere ulteriormente potenziato da una serie di iniziative strategiche, non incluse nei numeri del Piano:
adozione di un nuovo modello di finanziamento in logica RAB per la messa in sicurezza degli investimenti attraverso l’autofinanziamento con eventuale apertura al capitale di terzi e la conseguente riduzione del fabbisogno di finanziamenti pubblici;
potenziamento di FS International dedicata al controllo e alla gestione del business internazionale sul perimetro dei passeggeri attraverso partner finanziari-industriali;
integrazione verticale e sviluppo di partnership con operatori industriali e finanziari per accelerare lo sviluppo del business;
creazione di una nuova infrastruttura dedicata ai servizi di connettività a bordo treno.
Arvedi conferma la volontà di rilanciare l’Acciai Speciali Terni, anche se il nodo rappresentato dal costo dell’energia rende incerto l’orizzonte temporale degli investimenti promessi.
Nell’incontro che si è svolto nella sede Finarvedi a Cremona tra la proprietà di Acciai Speciali Terni e le organizzazioni sindacali territoriali e nazionali, la proprietà ha anche annunciato, secondo quanto riferito dai sindacati, “proposte e interlocuzioni a livello istituzionale risolutive per giungere al più presto ad un accordo di programma”.
All’incontro erano presenti presidente e vicepresidente Finarvedi Giovanni Arvedi e Mario Arvedi Caldonazzo, l’amministratore delegato di Acciai Speciali Terni Dimitri Menecali, e il direttore del personale Giovanni Scordo.
“Come Fim-Fiom-Uilm di Terni – si legge nella nota delle tre sigle – abbiamo ribadito le ragioni che hanno portato allo sciopero del 19 novembre 2024, in riferimento alla indisponibilità di discutere il dettaglio del piano industriale e delle ricadute negative in ordine ai carichi e ritmi di lavoro. Giovanni Arvedi ha espresso la volontà di proseguire il progetto con una maggiore trasparenza e coinvolgimento dei lavoratori attraverso le organizzazioni sindacali che si dovrà attuare nei prossimi mesi in sede aziendale”.
Giovacchino Olimpieri e Marco Bruni (Fismic), informano che il presidente ha illustrato una strategia ambiziosa: “La produzione di acciaio inox rimane il fulcro dell’attività, con l’obiettivo di raggiungere un livello di produzione tra caldo e freddi tali da rendere lo stabilimento leader in Europa. Tuttavia, non mancano le difficoltà che l’azienda ha illustrato, tra cui costi energetici molto elevati”.
Il rilancio del sito ternano e la tutela dell’occupazione, evidenzia però l’Ugl, ruotano purtroppo intorno a due punti: il caro energia e la concorrenza delle aziende cinesi e Indonesiane che immettono nel mercato europeo prodotti a basso costo.
Ora si attendono i prossimi passi al Ministero e nell’interlocuzione con la neo governatrice umbra Stefania Proietti.
Iniziato il conto alla rovescia per imprese e professionisti per l’operazione di vasta portata relativa alla nuova classificazione delle attività economiche ATECO 2025 per fotografare e seguire in maniera ancora più puntuale.
La nuova classificazione Ateco – sviluppata dall’Istat – sostituirà l’attuale versione della classificazione ATECO 2007 – Aggiornamento 2022. L’entrata in vigore effettiva avverrà dal primo aprile 2025, per consentirne l’implementazione operativa da parte delle diverse amministrazioni che la utilizzano per la produzione primaria di dati amministrativi e per la raccolta e diffusione di dati statistici.
Dal primo aprile 2025
Dal primo aprile, 2025 quindi, scatteranno per tutti adempimenti statistici, adempimenti amministrativi presso il sistema camerale, adempimenti fiscali. Imprese e liberi professionisti potranno partecipare a questo processo, come detto a partire dal 1° aprile 2025 per verificare ed eventualmente confermare o modificare le proposte di ricodifica utilizzando gli strumenti e le procedure di seguito illustrati.
Adempimenti statistici. Per le finalità statistiche perseguite dall’Istat, a partire dal primo aprile 2025 tutti gli utenti del Portale statistico delle Imprese “Statistica&Imprese” potranno verificare l’attività economica svolta, mediante l’accesso al link di riferimento (https://imprese.istat.it).
Dopo la consueta autenticazione, un box in evidenza nella schermata di accesso al sistema consentirà la verifica della corretta riclassificazione avvenuta in ATECO 2025.
Attraverso queste nuove funzionalità, sempre a partire dal primo aprile 2025 l’utente potrà confermare la proposta di riclassificazione oppure, qualora non la ritenesse adeguata, avrà la possibilità di non confermare tale proposta. In quest’ultimo caso, l’utente verrà indirizzato nella schermata Anagrafica dove potrà visionare l’attività economica prevalente svolta secondo la nuova classificazione ATECO 2025 (sia come codice sia come descrizione testuale) e potrà quindi richiederne una modifica tramite il canale di segnalazione già presente nel Portale.
Adempimenti amministrativi
Per le finalità amministrative, le Camere di commercio hanno sviluppato apposite soluzioni per implementare la nuova codifica ATECO nel Registro delle Imprese.
Il processo di riclassificazione sarà eseguito d’ufficio a partire dal 1° aprile 2025 e le imprese interessate saranno informate dell’avvenuto aggiornamento tramite gli strumenti digitali messi a disposizione dalla propria Camera di commercio.
Per una transizione graduale alla nuova classificazione, la visura camerale dell’impresa riporterà per un periodo transitorio sia i nuovi codici ATECO sia quelli precedenti.
Adempimenti fiscali
Per le finalità fiscali, tutti gli operatori Iva saranno tenuti ad utilizzare i codici attività indicati nella nuova classificazione ATECO 2025 negli atti e nelle dichiarazioni da presentare all’Agenzia delle entrate, salva diversa indicazione riportata nelle istruzioni dei modelli fiscali.
La comunicazione dell’avvenuta riclassificazione e la visura aggiornata, inoltre, saranno disponibili senza costi dall’app impresa italia, scaricabile dai principali app store online. Sul sito impresa.italia.it (http://impresa.italia.it/) sono disponibili i riferimenti agli store da cui è possibile scaricare l’app.
Il settore delle costruzioni si conferma un pilastro fondamentale per la crescita economica e sociale dell’Umbria. Nonostante il rallentamento della massa salari registrato nell’ultimo trimestre rappresenta un elemento da non sottovalutare, anche rispetto a temi che si stanno dibattendo come le risorse per la ricostruzione delle aree terremotate, la riarticolazione dei bonus edilizi con la cessazione del Superbonus 110, le infrastrutture viarie.
È quanto emerge dai dati riportati nel Rapporto annuale su “Le costruzioni e lo sviluppo economico e sociale dell’Umbria” predisposto da ANCE Perugia (Associazione Costruttori Edili della Provincia di Perugia) e presentato oggi 10 dicembre nell’ambito del convegno organizzato in concomitanza con l’Assemblea 2024 dell’Associazione, dal titolo: “COSTRUTTORI DI FUTURO – Un cambio di passo”.
Il rapporto evidenzia come, in un contesto di incertezza economica, il comparto delle costruzioni sia riuscito a mantenere un ruolo centrale, trainato anche dai finanziamenti del PNRR e dalla ricostruzione. Anche se nell’ultimo trimestre disponibile si registra una riduzione del monte salari che induce alla cautela.
Andamento del settore delle costruzioni
Nel periodo ottobre 2023 – settembre 2024, il volume delle ore lavorate nel settore delle costruzioni è cresciuto del +9,8% a Perugia e del +7% a Terni, con un aumento della massa salari rispettivamente del +12% e del +9,3%. Questo ha generato un incremento occupazionale che ha portato il numero di lavoratori mediamente attivi a superare le 13.000 unità a livello regionale e quello delle imprese a sfiorare le 2.500.
Il PNRR come catalizzatore
Grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in Umbria sono stati avviati oltre 4.200 interventi per un valore complessivo di 4,7 miliardi di euro, concentrati su cinque missioni strategiche, in particolare per la transizione ecologica, la digitalizzazione e l’ammodernamento delle infrastrutture.
Opportunità e sfide per il mercato delle costruzioni in Umbria
Il mercato delle costruzioni in Umbria si trova in una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da nuove opportunità e sfide significative. Questa evoluzione richiede un approccio innovativo, che sappia bilanciare le esigenze di sviluppo economico con la sostenibilità e il benessere del territorio.
Rigenerazione urbana: un nuovo modello di sviluppo
La rigenerazione urbana si conferma una priorità strategica per il settore. I progetti di riqualificazione si concentrano sulla valorizzazione delle aree esistenti, riducendo il consumo di suolo e puntando a creare spazi vivibili, moderni e sostenibili. L’obiettivo è coniugare sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica, integrando soluzioni avanzate per l’efficienza energetica e il benessere dei cittadini. Questi interventi non solo migliorano la qualità della vita, ma offrono anche nuove prospettive economiche per le imprese e i territori coinvolti.
Sostenibilità al centro delle costruzioni
La transizione verso un’edilizia sostenibile è ormai una necessità imprescindibile. Le imprese umbre stanno dedicando crescente attenzione a strumenti e metodologie che promuovano la sostenibilità, come l’utilizzo del Building Information Modeling (BIM) per una gestione più efficiente dei progetti, e l’adozione di pratiche per ridurre le emissioni diCO₂. L’impiego di materiali green e l’attenzione all’economia circolare rappresentano ulteriori leve per innovare il settore, rispondendo alle richieste di un mercato sempre più orientato alla responsabilità ambientale.
Carenza di competenze: una sfida da affrontare
Una delle criticità principali evidenziate dal Rapporto ANCE riguarda la carenza di figure professionali qualificate. Il 40% delle imprese umbre lamenta difficoltà nel trovare personale con competenze specifiche, specialmente nei settori emergenti come la digitalizzazione, la sostenibilità e l’efficienza energetica. Questa situazione sottolinea l’urgenza di investire nella formazione, sia attraverso percorsi accademici, sia tramite programmi di aggiornamento professionale. Solo così sarà possibile colmare il divario tra la domanda di competenze e l’offerta, garantendo al settore le risorse umane necessarie per affrontare le sfide future.
La relazione del presidente ANCE Perugia, Giacomo Calzoni
“La carenza di competenze e di mano d’opera – ha affermato nella sua relazione il presidente di Ance Perugia Giacomo Calzoni – costituisce il principale ostacolo per continuare un trend virtuoso per le imprese e per lo sviluppo dei territori. Egualmente diventa urgente una crescita di efficienza delle amministrazioni pubbliche con le quali noi collaboriamo dando il nostro supporto, ma a fronte di crescenti rischi di tenuta economica e finanziaria delle imprese. E’ una questione che va affrontata urgentemente. Dobbiamo lavorare insieme per trovare delle risposte concrete. La sfida attuale e per il futuro non può prescindere da un confronto costruttivo e da un dialogo tra sistema delle imprese, amministrazioni pubbliche e chi ha responsabilità decisionale a livello territoriale. E’ inoltre fondamentale – evidenzia il presidente Calzoni – che per tutta l’area del cratere sismico siano assicurate per i prossimi anni risorse certe e adeguate. E che si proceda rapidamente con la realizzazione delle infrastrutture viarie necessarie”.
Guardando al futuro
Le previsioni per il 2025 sono ottimistiche per il 37% delle imprese intervistate, che prevedono una crescita, mentre il 50% stima una stabilità rispetto all’anno in corso. Tuttavia, il settore si trova a fronteggiare importanti sfide legate all’aumento dei costi dei materiali e alla necessità di innovare i processi.
Da non sottovalutare il rallentamento della massa salari dell’ultimo trimestre, del quale occorrerà valutare attentamente le cause.
In sintesi, il mercato delle costruzioni in Umbria si trova davanti a un momento decisivo: le opportunità offerte dalla rigenerazione urbana e dalla sostenibilità devono essere supportate da un sistema formativo efficace, capace di fornire al settore le competenze necessarie per innovare e crescere.
ANCE Perugia ribadisce il proprio impegno a collaborare con imprese, amministrazioni pubbliche e stakeholder, per affrontare con successo le trasformazioni del settore e contribuire allo sviluppo sostenibile e inclusivo della regione.
Premi fedeltà associativa ANCE Perugia
All’interno dell’iniziativa pubblica che ha fatto seguito all’Assemblea annuale di ANCE Perugia, il presidente Giacomo Calzoni ha consegnato i premi alla fedeltà associativa alle seguenti imprese:
– Biocostruzioni (associata ANCE da 75 anni), premio ritirato da Fabrizio Bandini
– Calcestruzzi Magione di Gradassi & C. (associata ANCE da 50 anni), premio ritirato da Milena Gradassi
– Colabeton (associata ANCE da 50 anni), premio ritirato da Paola Colaiacovo
– Edilizia Papa Costruzioni Generali (associata ANCE da 50 anni), premio ritirato da Daniele Papa
– RE.RI.T. (associata ANCE da 25 anni), premio ritirato da Andrea Tulli
– Varian (associata ANCE da 25 anni), premio ritirato da Francesco Angelelli
Ha minacciato i titolari di un bar con un cacciavite e ne ha colpito uno alla testa con il registratore di cassa, da cui ha preso 60 euro.
I carabinieri di Foligno stanno cercando l’uomo che, nelle prime ore della mattinata, ha effettuato una rapina in un bar del centro storico.
Quando hai due lo sconosciuto ha intimato di consegnare il denaro, ne è scaturita una colluttazione, con il lancio del registratore di cassa. Provocando al titolare del locale, trasportato in ospedale, ferite giudicate guaribili in dieci giorni.
Definito il programma di interventi della Fondazione Perugia per il 2025, che ha scelto di aumentare le iniziative in calendario e i fondi in favore del territorio di riferimento. Stanziati infatti 10,2 milioni di euro, con la possibilità di un ulteriore aumento in caso di necessità.
Dodici i bandi che verranno pubblicati nel corso dell’anno, per coprire le sei linee di intervento stabilite dal piano triennale, a sua volta ispirato all’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile: benessere economico, ricerca e innovazione, benessere sociale, sostenibilità ambientale, patrimonio storico-artistico e culturale, salute.
I primi due bandi, fra i più attesi dagli enti e dalle associazioni umbre, sono già aperti e scadranno il 22 gennaio: si tratta di “Eventi folcloristici per la promozione del territorio”, con risorse per 300.000 euro, e di “Iniziative ed eventi culturali”, che stanzia ben 600.000 euro.
Nel corso dell’anno verranno pubblicati gli altri dieci bandi, a partire da gennaio con il consueto strumento “Richieste libere”, attivo per dodici mesi. A febbraio sarà la volta di “Più Api”, “Educazione alla cultura” e “Automezzi per i servizi sociali e di soccorso”; a marzo arriverà la seconda edizione di “Raddoppia il valore delle tue idee”, destinato a iniziative in cofinanziamento con le imprese, mentre ad aprile “Progetti innovativi e creazioni di nuovi enti non profit” e il “Concorso InvestiAMOsociale”. A giugno verrà lanciato “Riqualificazione e valorizzazione di aree degradate del territorio”, mentre a settembre il Bando Ricerca su “Scienze naturali, ingegneria, scienze umane e sociali” e il Bando Welfare “Allenamento alla vita indipendente”.
Sul sito ufficiale della Fondazione, fondazioneperugia.it, è disponibile il Documento programmatico previsionale 2025 e il calendario completo dei bandi, insieme a tutte le informazioni per partecipare e alle altre iniziative in programma.
“I fondi stanziati dimostrano ancora una volta la solidità e la fruttuosità del patrimonio dell’ente” spiega Alcide Casini, Presidente di Fondazione Perugia: “Non si tratta di finanziamenti a pioggia, ma di erogazioni programmate nel dettaglio e costantemente monitorate per produrre risultati efficaci. Nella definizione del nuovo Documento annuale, in particolare, abbiamo tenuto conto delle crescenti esigenze del nostro territorio e della volontà di diffondere valori positivi, come la sostenibilità ambientale e l’attivismo sociale. Oltre ai bandi” continua Casini “il 2025 vedrà l’ente filantropico ugualmente impegnato in tutte le altre attività che lo caratterizzano fin dalla nascita, nel 1992: mostre d’arte, gestione e apertura al pubblico dei suoi edifici storici, organizzazione di convegni ed eventi, sostegno a progetti di terzi particolarmente meritevoli, tutela del patrimonio storico-artistico regionale. Torneranno, infine, i percorsi formativi gratuiti per enti pubblici e Terzo settore, sempre più centrali nella missione della Fondazione e nel suo proposito di essere non solo erogatore di fondi, ma attivatore di processi partecipativi”.