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Autore: Redazione

Morta mentre si recava in bici al lavoro, indagini in corso

Indagini in corso sull’incidente che la sera dell’ultimo dell’anno è costato la vita ad una 55enne, Monia Massoli, a Papiano di Marsciano, colpita da un’auto mentre in bicicletta si stava recando nel ristorante dove lavorava.

L’incidente è avvenuto sulla strada provinciale 357, poco distante dal ristorante. Alla guida dell’auto c’era un giovane, anche lui delposto.

Come da prassi, è indagato per omicidio stradale. I rilievi sul luogo dell’incidente sono stati effettuati dalla polizia locale e dai carabinieri della compagnia di Todi.

Trasporti, scambio di accuse da opposte vedute dopo la soppressione del volo Perugia – Bergamo

Prima e dopo. Nel passaggio di consegne politiche in Regione, la prima polemica arriva… in volo. La cancellazione della sospensione del volo Aeroitalia Perugia – Bergamo-Milano apre un botta e risposta tra l’ex assessore ai Trasporti Enrico Melasecche e la neo assessora Simona Meloni sul tema dei trasporti. Partendo appunto dall’aeroporto, per passare poi ai bus, ai treni e alle infrastrutture stradali, in particolare il Nodo di Perugia. Tema sui quali Melasecche, ora consigliere di opposizione, annuncia un’interrogazione.

Ma intanto la polemica è servita sull’aeroporto.

L’affondo di Melasecche

“Tutti coloro che si sono fin qui adoperati – attacca Melasecche – per costruire anche quella nuova rotta, a cominciare da Donatella Tesei, con cui abbiamo messo l’anima nel conseguire i brillanti risultati di questi anni, sanno le enormi difficoltà che abbiamo dovuto incontrare per rompere il muro dell’isolamento costruito dalla sinistra fino al 2019, dopo decenni di errori e risultati anche drammatici, su tutti i fronti: aereo, ferroviario, stradale e nella gestione del trasporto pubblico locale”.

“Parlare poi da parte di qualche buontempone di iniziativa elettorale per la rotta aeroporto San Francesco-Orio al Serio (direttamente su Linate il sabato e la domenica nella fase iniziale mancando gli slot per i giorni feriali) – sottolinea il consigliere di opposizione – fa soltanto sorridere perché a marzo di quest’anno le vicende elettorali erano ancora ben lontane. Piuttosto la creazione di nuove rotte ed il loro mantenimento è stato il frutto di un lavoro certosino, coraggioso, senza un attimo di tregua, utilizzando le magrissime risorse a disposizione, con i due Comuni di Perugia ed Assisi, entrambi soci e principali fruitori
dei vantaggi, che non hanno mai versato quanto la Corte dei Conti sembra ormai aver accertato come dovuto, con la necessità adesso di far fronte al pagamento delle quote arretrate”.

“Come assessore regionale ai trasporti – ricorda Melasecche – ho cessato di operare dalla data delle elezioni e la nostra Giunta aveva impegnato la società di gestione dello scalo (Sase) a presentare il piano
industriale nell’assemblea del 15 dicembre scorso, data rinviata inspiegabilmente sine die dalla neo presidente, nonostante fossero a tutti ben presenti i problemi sul tappeto. In quella seduta dovevano essere presentate tutte le iniziative e le strategie sul mantenimento delle nostre rotte e su quelle che da tempo andavamo creando. Il governo di una Regione non consente soluzioni di continuità o cali di attenzione sui problemi che incombono e che sono moltissimi. Il 20 ottobre – prosegue – già la neo residente sapeva di essere eletta e dalla sua proclamazione doveva raccogliere il testimone come in una gara di velocità perché la vita di 850 mila umbri dipende anche da lei. Abbiamo viceversa assistito a liti fra i partiti per la spartizione degli incarichi, al rimescolamento delle deleghe e alla creazione anche di quella per la conseguire la pace nel mondo, obiettivo certamente condiviso ma difficilmente alla portata di un assessore locale per quanto esperto in materia”.

“Credo – prosegue il capogruppo della Lega – che nessuno possa oggi ingannare più gli umbri come facilmente avviene in campagna elettorale. Qual è il piano industriale per l’aeroporto della Giunta Proietti? Quali risorse intende impegnare? Intende far pagare quanto dovuto ai soci Perugia e Assisi oppure pensa di mantenere un aeroporto internazionale che ha portato ad un incremento importantissimo nel turismo regionale con la fiscalità generale di tutti gli altri umbri che comunque, in queste condizioni di assenza partecipativa, non riesce ad agganciare hub fondamentali fra cui Francoforte? Non una parola su tutto questo è stata impegnata in campagna elettorale, vuoto assoluto. E non prendiamo in giro i cittadini con la tecnica della furbizia perché ha le gambe cortissime, dichiarando di iniziare con l’ascolto dei cittadini perché costituisce la più grande presa in giro della democrazia che impone a chi si propone di avere idee e progetti chiari confrontandosi con gli avversari su questo e non di certo sulla bellezza del Creato e sui versetti del Cantico delle creature”.

La replica di Meloni

Pronta la replica dell’assessora Simona Meloni. Aeroitalia – ripercorre – fu contattata nel novembre 2023 su richiesta della Regione per un collegamento su Milano Linate. Non potendo operare su Linate la Regione Umbria portò avanti l’ipotesi di un collegamento su Malpensa per poi ripiegare, in accordo con la Presidenza della Regione Lombardia, su Bergamo-Orio sul Serio.

“Ci risulta inoltre – evidenzia – che il Consiglio di amministrazione della Sase abbia espresso riserve visti gli alti costi dell’operazione comunque poi approvata. E lo stesso ha fatto anche il management della società”.

Quindi prosegue la cronista, ricordando che la compagnia Aeroitalia ha iniziato a operare con base a Perugia per il mezzo ATR72 producendo gravi disservizi ai passeggeri e allo scalo; tra questi vanno segnalati gli ulteriori costi di aperture anticipate e chiusure anticipate dello scalo. A ottobre 2024 la Sase ha deciso di chiedere alla compagnia di trovare una diversa soluzione per non gravare ulteriormente sui costi dell’aeroporto e per non procurare ulteriori disservizi anche di orario ai pochi passeggeri interessati a volare sulla tratta. Va ricordato che la media a bordo del collegamento con Bergamo è stata di circa 32/35 persone per volo. A questo punto la compagnia ha deciso di chiudere su Bergamo e riposizionare l’ATR su Comiso.

E’ stato anche valutato – evidenzia l’Esecutivo regionale – se rescindere il contratto ma sono stati presi in considerazione i pro e i contro e Aeroitalia ha deciso di attivare altre tratte, come Lamezia, Lampedusa e ovviamente Comiso, oltre il collegamento su Olbia.

“L’intera operazione con Aeroitalia, con un costo di un milione di euro – ribatte Meloni – è stata frutto di un mero accordo politico della passata amministrazione regionale che, visto come sono andate le cose, condurrà molto probabilmente effetti negativi sui conti della Sase, ascrivibile a una tratta che è non stata programmata con l’adeguata fattibilità tecnico economica ma solo per meri interessi politici come più volte sottolineato anche in documenti del management e direzione tecnica dell’aeroporto. Pur constatando che storicamente esisteva un volo di collegamento con Milano, oggi con il Freccia Rossa da Perugia in 3 ore si arriva nel centro della città, pertanto – è la posizione dell’attuale amministrazione – occorrerebbe investire su voli internazionali e hub che portino flussi in ingresso, soprattutto turistici in previsione del Giubileo, ed è comunque sempre necessario operare scelte sulla base di analisi serie e approfondite anche per quanto riguarda le compagnie”.

“La cronistoria dei fatti segna – commenta ancora l’assessora – con tutta evidenza la responsabilità dell’intera vicenda che non può certo essere ascritta all’ attuale amministrazione insediata da pochi giorni e che ha ben presente la necessità di collegamenti strutturali, sostenibili, coerenti con la vocazione dell’Umbria e in grado di contribuire a connettere l’Umbria soprattutto sul piano internazionale. Su questi temi sarà convocato nelle prossime ore – annuncia Meloni – uno specifico incontro con la società di gestione dell’Aeroporto dell’Umbria al fine di esaminare i piani di attività anche alla luce dei grandi appuntamenti dell’anno giubilare e della ricorrenza degli 800 anni dalla morte di San Francesco che attendono l’Umbria nei prossimi due anni”.

Ast, il nodo energia complica l’Accordo di programma. Confartigianato: subito sostegni alle Pmi dell’indotto

Il nodo energia complica l’effettiva attivazione degli investimenti previsti nell’Accordo di programma con Ast, che il ministro Urso conta di poter firmare a febbraio.

Dopo l’ultimo vertice al Ministero, Confartigianato Imprese Terni vede confermati i timori espressi nei mesi scorsi ed invita a prevedere da subito aiuti per le piccole medie imprese dell’indotto.

“Contrariamente alle trionfalistiche letture interessate politicamente – evidenzia Confartigianato a proposito dei timori espressi – già allora era chiaro che non si erano registrati passi in avanti rispetto all’obiettivo della sottoscrizione dell’Accordo di programma. Al contrario era arrivata l’ufficializzazione che una ipotetica soluzione strutturale del nodo delle tariffe energetiche, questione posta come condizione da Arvedi Ast per la firma, non era ipotizzabile prima del 2029. Quindi già da ottobre scorso la firma dell’Accordo era completamente rimessa all’impegno assunto dal ministro Urso a trovare una soluzione ponte sulle tariffe energetiche”.

Con l’incontro del 30 dicembre lo stesso ministro ha ufficializzato che la normativa non consente alcuna soluzione ponte. Auspicando che l’Accordo possa essere firmato a febbraio, ma senza alcuna possibilità di venire incontro alle richieste che Ast ha posto come precondizione per la firma.

“E’ chiaro che né Ast né il territorio – sottolinea ancora Confartigianato – possono attendere fino al 2029. E’ anche chiaro che sono passati mesi e anni in attesa della firma dell’accordo, con il connesso sblocco degli investimenti di 700 milioni di parte privata e 300 milioni di parte pubblica, accordo sempre preannunciato come imminente, anzi ‘all’ultimo miglio’, e ancora una volta rinviato a febbraio 2025, ma senza alcuna certezza”.

Prosegue l’associazione di categoria: “Non ci sfugge che le questioni energetiche sono un problema europeo e nazionale che investe tutto il sistema produttivo italiano e che la trattativa sul polo Ast può essere anche vista strumentalmente come ricerca di spazi straordinari di flessibilità rispetto ai vincoli europei. Resta il fatto che non è ammissibile che la ricerca di un nuovo equilibrio nazionale ed europeo di politica energetica possa andare a scapito del territorio; infatti, in questo periodo di sostanziale stallo che si protrae dal 2022, il territorio ternano, e in particolare l’indotto delle Pmi locali, ha pagato il prezzo più alto”.

Confartigianato Terni si limita ad osservare che “non è credibile che ci sia voluto un tempo così lungo (dal 2022 al 2025) solo per verificare che non è possibile la soluzione strutturale e non è possibile nemmeno la soluzione ponte per rispondere alla precondizione posta da Ast. Tali verifiche, infatti, potevano essere fatte in pochi mesi o giorni”.

Per questo, Confartigianato Terni chiede strumenti immediati dedicati al sostegno delle Pmi locali dell’indotto, “che non possono aspettare oltre”. E una strategia nazionale “chiara e condivisa tra le istituzioni con le connesse e conseguenti politiche energetiche e industriali per la valorizzazione del polo siderurgico ternano, che, giova ricordare a tutti – sottolinea – non è composto solo da Ast, ma è un polo integrato Ast – Pmi locali dell’indotto”.

Vertice su Ast: a febbraio l’Accordo di programma, ma prima la questione idroelettrica

Gruppo Arvedi, sindacati e Istituzioni – dal Ministero, alla Regione, al Comune di Terni – hanno concordato un percorso che entro febbraio dovrà portare alla stesura di un cronoprogramma, a cominciare con la firma dell’Accordo di programma per il rilancio del polo siderurgico ternano. Ma prima, entro il 20 gennaio, insieme alla Regione Umbria, si dovrà concordare una modalità per ridurre i costi energetici. Fondamentale, su questo fronte, sarà la gara per la nuova concessione della centrale idroelettrica, che avverrà nel 2029.

Questo l’esito dell’incontro che si è tenuto questa mattina (lunedì) al MiMiT, al quale hanno preso parte, insieme al ministro Adolfo Urso, l’assessore De Rebotti per la Regione Umbria, il sindaco di Terni Bandecchi insieme all’assessore Cardinali, rappresentanti dell’azienda e delle organizzazioni sindacali. Un risultato commentato positivamente dal sottosegretario agli Interi, Emanuele Prisco, per il quale quando deciso “consente di fare un passo in avanti nella vertenza in corso. Positiva la stesura di un cronoprogramma, che da qui a febbraio porterà alla stesura dell’accordo di programma tra le varie istituzioni e l’azienda, al fine di rilanciare un polo siderurgico molto importante e strategico per l’Umbria come per l’Italia”.

“Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy – prosegue Prisco – si sta occupando della vertenza con grande solerzia ed efficacia e di questo ringrazio il ministro Urso. Dirimenti saranno adesso le determinazioni della Regione in merito alla concessione della centrale idroelettrica, determinazioni che dovranno arrivare entro fine gennaio: la riduzione del costo dell’energia è infatti condizione chiave per la realizzazione del piano industriale elaborato dall’azienda”

Aeroitalia, stop al volo Perugia – Bergamo / Milano

Stop al volo Aeroitalia Perugia-Bergamo, con collegamento con Milano. Ultimo volo nella giornata di venerdì 30 dicembre. Poi, “non ci sono voli disponibili”, come si legge nel sito della compagnia aerea.

Che aveva spostato gli orari, con partenza da Perugia alle 12,30 e rientro da Bergamo il giorno successivo alle 11 del mattino. Più di un campanello di allarme per il disimpegno della compagnia nella tratta tra l’Umbria e la Lombardia, come aveva denunciato nelle scorse settimane un fruitore del volo, il giornalista perugino Matteo Grandi.

Un volo da mantenere con 700mila euro. Soldi che al momento, tra pubblico e privato, non vengono garantiti.

Un duro colpo, al momento, per gli accessi in Umbria, nell’anno del Giubileo.

Eppure due mesi fa Krassimir Tanev, chief commercial officer di Aeroitalia, aveva confermato il collegamento tra l’aeroporto umbro e quello di Bergamo, annunciando la ripresa a metà dicembre dei collegamenti con Lamezia e il nuovo volo per Comiso, rotte entrambe con frequenza bisettimanale.

E la notizia della soppressione del volo per Bergamo – Milano già fa discutere: “Come assessore regionale ai trasporti – ricorda Enrico Melasecche, assessore della Giunta uscente – ho cessato di operare dalla data delle elezioni e la nostra Giunta aveva impegnato la società di gestione dello scalo (Sase) a presentare il piano industriale nell’assemblea del 15 dicembre scorso, data rinviata inspiegabilmente sine die dalla neo presidente, nonostante fossero a tutti ben presenti i problemi sul tappeto. In quella seduta dovevano essere presentate tutte le iniziative e le strategie sul mantenimento delle nostre rotte e su quelle che da tempo andavamo creando. Il governo di una Regione non consente soluzioni di continuità o cali di attenzione sui problemi che incombono e che sono moltissimi”.

Nuovi negozi senza tasse per 3 anni, così Todi prova a sostenere il commercio

Niente tasse per tre anni per chi apre nuove attività commerciali a Todi. Dove si riduce anche la tassa per l’occupazione di suolo pubblico. Viene poi ridotta l’Imu per i proprietari di immobili nel centro storico che li concedono in locazione a commercianti.

Queste le misure con cui l’amministrazione comunale di Todi cerca di rivitalizzare le attività economiche, in particolare quelle del settore del commercio, alle prese con l’aumento dei costi di gestione e soprattutto la concorrenza dei grandi centri commerciali che stanno aprendo un po’ ovunque in Umbria.

Le misure sono state previste nel Bilancio di previsione, dove resta invariata per tutti l’Imu e si riduce l’addizionale comunale Irpef, che scende allo 0,62%.

Per le famiglie bisognose, rifinanziato il fondo Tari attraverso il quale scatteranno i rimborsi.

Giubileo: aperte le Porte Sante anche in Umbria, dove sono attesi milioni di pellegrini e turisti

Apertura delle Porte Santa anche in Umbria, terra che, dopo Roma, sarà tra lepiù interessate dall’arrivo dei pellegrini per il Giubileo del 2025. Un evento significativo e importante per le comunità non solo religiose della regione perché, secondo le stime, nel corso dell’anno sono attesi milioni di turisti nei centri spirituali dell’Umbria, come ad esempio Assisi, Norcia, Cascia.

“Il 2025 sarà un anno straordinario per la nostra regione – afferma la presidente della Regione Stefania Proietti che, tra l’altro, ha la delega al Giubileo – perché l’Anno Santo all’insegna della speranza si intreccia con eventi di storica importanza, come la canonizzazione di Carlo Acutis prevista ad aprile e le ricorrenze legate all’ottavo centenario francescano come quelle dedicate al Cantico delle Creature”.

“Il Giubileo è un momento di riflessione ed è una grande opportunità – ha sostenuto la presidente – per lo sviluppo del nostro territorio, per far conoscere le bellezze culturali e naturali, per promuovere l’immenso patrimonio spirituale e di valori dell’Umbria. Per questi motivi va profuso da parte di tutti, istituzioni in primis, un impegno grandioso per vincere la sfida giubilare dell’accoglienza”.

Nei primi giorni dell’anno la presidente Proietti incontrerà le autorità nazionali istituzionali deputate al Giubileo.

Ricostruzione e Superbonus, plafond raggiunto: si lavora ai nuovi parametri del contributo Sisma

Il plafond da 330 milioni, introdotto con decreto-legge n. 39 del 29 marzo 2024 poi convertito con alcune modifiche, riservato alle domande di Superbonus integrativo del contributo sisma nel cratere 2016 e presentate dopo il 30 marzo 2024, si è esaurito il 20 dicembre 2024.

Un plafond che era stato autorizzato per assicurare alla ricostruzione 2016 una transizione ragionevole verso la completa fuoriuscita dal Superbonus, consentendo fino a tutto il 2024 – entro il limite di
spesa appunto di 330 milioni – la possibilità di attivare lo sconto in fattura e la cessione del credito di imposta.

Niente più sconto in fattura e cessione del credito

Il monitoraggio del plafond è stato effettuato dalla Struttura commissariale, attraverso la piattaforma
GEDISI ed ha confermato il suo esaurimento. Per le nuove pratiche sisma non sarà più esercitabile
l’opzione dello sconto in fattura e della cessione del credito. Queste pratiche potranno avvalersi
del Superbonus in aggiunta al contributo per la ricostruzione, solo attraverso la modalità dell’uso diretto della detrazione.

In ogni caso – chiarisce la Struttura commissariale per la ricostruzione – per tutte le istanze, precedenti e successive al 30 marzo 2024, con o senza sconto in fattura, il beneficio (pari all’importo eccedente il contributo previsto per la ricostruzione, nella misura del 110%) sarà riconosciuto solo per le spese sostenute entro la data del 31 dicembre 2025.

La fruizione delle detrazioni fiscali in questione è comunque subordinata al rispetto di quanto previsto dal
D.P.C.M. 17 settembre 2024 e successivo D.P.C.M. del 29 ottobre 2024 con cui sono stati definiti contenuto, modalità e termini delle informazioni da trasmettere all’ENEA e al Portale nazionale delle classificazioni sismiche-PNCS.

Le modifiche delle domande: cosa cambia

Per chi volesse modificare gli importi Superbonus relativamente alle domande antecedenti al 30 marzo,
non va apportata la modifica in piattaforma GE.DI.SI., ma vanno seguite esclusivamente le procedure di
monitoraggio nazionale definite dal D.P.C.M. 17 settembre 2024 e successivo D.P.C.M. del 29 ottobre 2024.

Per chi volesse modificare gli importi Superbonus relativamente alle domande successive al 30
marzo, invece, l’importo dichiarato come super bonus non può essere modificato se non in diminuzione,
aggiornando sia la piattaforma GE.DI.SI. che seguendo le procedure definite dal D.P.C.M. 17 settembre
2024 e successivo D.P.C.M. del 29 ottobre 2024.

I nuovi parametri per il contributo Sisma

Per le domande antecedenti del 30 marzo 2024 la piattaforma GE.DI.SI. è in fase di adeguamento, per permettere un agevole aggiornamento, ove necessario, per i soli parametri relativi
al contributo Sisma.

Il commissario Castelli, in sinergia con i presidenti delle Regioni del Centro Italia interessate e la collaborazione degli Uffici Speciali per la Ricostruzione sisma, sta perfezionando un provvedimento finalizzato a riconoscere gli incrementi parametrici e le maggiorazioni delle percentuali di contributo in favore di quanti non potranno beneficiare del Superbonus in aggiunta al contributo sisma.
L’obiettivo dell’ordinanza, ad otto anni dal terremoto, è quello di evitare gli accolli a carico dei terremotati e di garantire una prosecuzione spedita e sostenibile della ricostruzione del cratere 2016.

Un cratere che con l’approvazione della Legge di Bilancio ha registrato sia il rifinanziamento della ricostruzione privata che il mantenimento nel 2025 dello stato di emergenza e delle misure agevolative in favore di comuni, cittadini e imprese.

    In Umbria occupati sempre più “vecchi”: il rapporto

    L’occupazione in Umbria registra un costante invecchiamento: i giovani under 35 scendono al 20,7% del totale, mentre gli over 50 occupati superano il 41%.

    In Umbria, negli ultimi cinque anni (il dato ventennale c’è solo per l’Italia e le circoscrizioni, non per le regioni) il fenomeno del calo dell’occupazione giovanile si riflette in modo più marcato rispetto alla media nazionale.
    I giovani under 35, nel 2018, rappresentavano il 21,1% dell’occupazione totale; nel 2023, la loro quota è scesa al 20,7%.

    La quota di occupati nella fascia tra 35 e 49 anni è diminuita dal 42,2% del 2018 al 37,7% del 2023.
    Mentre gli occupati over 50 sono aumentati dal 39,6% al 41,6%, con i lavoratori tra i 50 e i 64 anni che sono passati dal 33,6% al 37,6%, mentre gli over 64 sono cresciuti dal 3% al 4%.
    In valori assoluti, gli under 35 occupati in Umbria sono aumentati di appena mille unità, da 74.000 nel 2018 a 75.000 nel 2023, non compensando l’aumento complessivo degli occupati. Gli over 50, invece, sono cresciuti da 128.000 nel 2018 a 151.000 nel 2023, rappresentando quasi tutto l’incremento complessivo dell’occupazione, che è passata da 349.000 a 362.000 unità.

    Il confronto col resto d’Italia

    In Italia l’aumento del tasso di occupazione giovanile (dal 41% al 45,6%) ha consentito di mantenere stabile, e persino incrementare leggermente, la quota degli under 35 sul totale degli occupati, passata dal 22% al 22,8%. In Umbria, al contrario, il tasso di occupazione giovanile è aumentato dal 44,2% al 46,4%, ma non abbastanza da compensare l’effetto dell’inverno demografico. La quota degli under 35 sul totale degli occupati è infatti diminuita, segnalando un rallentamento della capacità della regione di attrarre e mantenere i giovani lavoratori.

    Come evidenzia l’indagine “Demografia e forza lavoro” del CNEL, c’è un margine di miglioramento significativo rispetto ad altri Paesi europei. “La sfida è cogliere questa opportunità prima che sia troppo tardi” si legge nel report.

    Il ruolo della Camera di commercio

    La Camera di Commercio dell’Umbria ribadisce il proprio impegno per il futuro della regione, con iniziative che abbracciano formazione, aggiornamento e supporto alle imprese, mirando a garantire un mercato del lavoro inclusivo e sostenibile per tutte le generazioni.

    “Nel quadro difficile che emerge sull’occupazione degli under 35, la cui quota si assottiglia sempre più sul totale degli occupati a causa del crollo delle nascite che in Italia perdura da anni e anni – commenta il presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni – si intravedono tuttavia alcune luci. La prima è l’aumento del tasso di occupazione dei giovani under 35, frutto a mio parere di due fattori chiave: il miglioramento del sistema formativo e politiche più attrattive che, via via, le imprese stanno mettendo in campo per attirare giovani. In secondo luogo, l’aumento degli over 50 al lavoro, derivante principalmente dalle politiche pensionistiche, ma anche da una maggiore attenzione delle imprese, che riescono a trovare personale con difficoltà. Questioni, insomma, che vanno affrontate con politiche e scelte adeguate di ‘age management’, perché lo scenario che abbiamo davanti, dettato dall’inverno demografico, non migliorerà tanto presto e, anzi, nel breve periodo è destinato ad aggravarsi. La Camera di Commercio contribuisce, in collaborazione con le scuole, ad aumentare il tasso di orientamento e formazione dei giovani lavorando a tutto tondo, affinché le ragazze e i ragazzi di oggi possano inserirsi agevolmente e in modo strutturato nel mondo del lavoro, utilizzando le necessarie competenze. Allo stesso modo – evidenzia Mencaroni – è cresciuto di spessore e qualità l’impegno nella formazione e nell’aggiornamento degli imprenditori”.

    Escursionisti bloccati sulle montagne, tre interventi dei vigili del fuoco

    Tre interventi dei vigili del fuoco per escursionisti che sono rimasti bloccati, nel pomeriggio di venerdì, sul Monte Cucco, sul Subasio e sul Brunette, a causa della neve e del ghiaccio affrontata senza adeguato equipaggiamento.

    Sul Monte Cucco un escursionista di 23 anni è rimasto bloccato nel pomeriggio. I vigili del fuoco di Gubbio, con il supporto dell’elicottero Drago 57, sono riusciti a recuperare il giovane, che poi è stato affidato al personale sanitario per verificare il suo stato di salute.

    Successivamente, sette boy scout i sono persi sopra Trevi, attivando l’intervento di vigili del fuoco e Sasu. I ragazzi sono stati poi rintracciati e guidati fino al rifugio “Pozzo di Mezzanotte”.

    Un altro intervento è stato effettuato dai vigili del fuoco per soccorrere alcuni automobilisti rimasti in panne sul Subasio.