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Autore: Redazione

Ast, proclamato lo stato di agitazione: “Incertezza sul piano industriale”

Terminato il ciclo di assemblee in Acciai Speciali Terni e Tubificio, le segreterie regionali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e le Rsu del Gruppo Arvedi Ast hanno proclamato lo stato di agitazione, lamentando incertezza sul piano industriale.

I sindacati lamentano il proseguimento della fase di stallo e l’indisponibilità dell’azienda a discutere un piano industriale “sganciato dallo stesso accordo di programma”.

“I lavoratori e le lavoratrici – ricordano i sindacati – da oltre due anni con senso di responsabilità hanno reso sostenibile la lunga fase di incertezza che ha anche determinato un cambio sull’organizzazione del lavoro modificando tempi, carichi, ritmi e rapporti con alcuni livelli dirigenziali controproducenti nel confronto con i lavoratori. Non viene riconosciuto il sapere dei lavoratori e per questo viene meno il senso di appartenenza. Tutto questo – spiegano – contribuisce all’aumento del malcontento generale con l’aggiunta del fatto che nell’ottica delle razionalizzazioni e delle efficienze le azioni introdotte si sono limitate, troppo spesso, a semplici comunicazioni, senza un coinvolgimento appieno dei lavoratori e delle loro rappresentanze escludendoli, quindi, dai processi di condivisione”.

Infine, segnalano “lo stato di indebolimento in termini salariali e occupazionali delle ditte dell’indotto che invece sono strategiche per i livelli qualitativi, produttivi, di manutenzioni e servizi dello stabilimento”.

Criticità per le quali le segreterie regionali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e le Rsu del Gruppo Arvedi Ast chiedono “un cambio di passo”, e certezze, non solo rispetti agli investimenti da confermare, ma anche su un cronoprogramma per la sua realizzazione, “anche per definire le relative ricadute sul piano sociale e ambientale”.

Nella Rsu di gruppo che si svolgerà venerdì 15 novembre saranno definiti i dettagli della mobilitazione.

Il Report Bankitalia: cala la fiducia degli imprenditori umbri

Il rallentamento dell’economia tedesca frena anche la manifattura umbra, con circa un terzo delle imprese industriali che vede in calo il fatturato nei primi nove mesi dell’anno, con una conseguente riduzione prevista deli investimenti nel prossimo. E’ quanto emerge dal sondaggio congiunturale sull’industria umbra inserito nell’aggiornamento di novembre del Report sull’economia regionale redatto dalla Banca d’Italia. Da cui emerge un quadro che vede l’economia umbra debole, con una crescita, a giugno rispetto ai primi sei mesi del 2023, appena dello 0,2%.

Cosa che ha iniziato a incidere anche sulla demografia delle imprese, con il numero delle cessazioni che ha superato quello delle nuove iscrizioni.

Cala la fiducia degli imprenditori dell’industria

Segnale confermato proprio dal calo della fiducia delle industrie emerso nel sondaggio congiunturale. È proseguito il calo del fatturato in relazione al perdurante contributo negativo della domanda interna; le esportazioni sono invece tornate ad aumentare, nonostante il calo degli acquisti dalla Germania, principale mercato di sbocco delle merci umbre. La scarsa vivacità dell’attività economica e i tassi di interesse ancora elevati hanno raffreddato la spesa per investimenti; le incerte prospettive del quadro economico inducono a prudenza gli operatori anche nella formulazione dei piani per il prossimo anno.

Edilizia e mercato immobiliare

L’attività edilizia è ulteriormente cresciuta nel corso del 2024. Gli effetti del ridimensionamento degli incentivi all’edilizia privata (in Umbria il ricorso al Superbonus è stato più intenso rispetto alla media del italiana, anche in relazione alle maggiori opportunità previste dalla normativa per i proprietari degli
edifici danneggiati dal sisma del 2016) sono stati ampiamente compensati dall’incremento degli investimenti degli enti pubblici territoriali, in particolare di quelli finanziati dal PNRR, e dagli interventi di ricostruzione post-terremoto: l’attività di ricostruzione è proseguita con un’intensità analoga a quella del biennio precedente e alla fine di maggio il numero dei cantieri attivi era superiore del 2,5% rispetto a un
anno prima.

Il mercato immobiliare abitativo ha mostrato un andamento ancora debole nel comparto abitativo: le compravendite sono calate ancora del 2,4%.I prezzi hanno evidenziato un lieve recupero
(1,2%). Nel comparto non residenziale le contrattazioni sono invece tornate a crescere (13,4%).

Il terziario

Anche nel terziario l’andamento è rimasto positivo. Secondo il sondaggio della Banca d’Italia, nei primi nove mesi del 2024 più della metà delle imprese ha rilevato un aumento del fatturato, a fronte di circa un quarto che ha segnalato una diminuzione; anche depurando il dato dall’effetto dell’aumento dei listini, il saldo rimane ampiamente positivo (17%).

Il settore ha continuato a beneficiare del supporto fornito dal turismo: nei primi nove mesi del 2024 le presenze sono aumentate del 4,4% nel confronto con lo stesso periodo del 2023.

Redditività e credito

La redditività delle imprese è rimasta soddisfacente, pur mostrando alcuni segnali di indebolimento. Le disponibilità liquide, ampiamente adeguate alle necessità operative, sono ulteriormente aumentate. È proseguito il calo dei prestiti al settore produttivo che ha riflesso un elevato livello dei tassi di interesse, condizioni di offerta restrittive e una ridotta domanda per investimenti. La qualità del credito è peggiorata, in misura più intensa che nel Paese, in particolare nel settore manifatturiero.

Export

Nei primi sei mesi dell’anno in corso le esportazioni regionali a prezzi correnti sono tornate a crescere (6,8% rispetto al 2023). Tra i settori produttivi, l’agroalimentare, l’abbigliamento e la meccanica hanno continuato a fornire un contributo ampiamente positivo. L’aumento delle esportazioni ha riguardato principalmente i flussi diretti verso i paesi extra-UE (17,4%). Sono cresciute in particolare le vendite di abbigliamento negli Stati Uniti e di prodotti agroalimentari nei mercati asiatici.

Tra i paesi dell’Unione europea l’incremento è stato molto più contenuto (0,5%). Vi ha inciso l’andamento negativo dell’export di metalli e di macchinari verso la Germania, principale mercato di sbocco delle esportazioni regionali. Secondo i dati di Sondtel, circa la metà delle aziende industriali che intrattengono rapporti commerciali con controparti tedesche ha segnalato una riduzione delle quantità vendute, in molti casi di notevole entità; la parte restante ha rilevato una sostanziale invarianza. Per compensare questo calo un’ampia quota di imprese sta cercando di aumentare le proprie esportazioni in altri paesi.

Occupazione

Il numero di occupati ha continuato a crescere; a differenza degli anni precedenti, l’incremento si è concentrato tra i lavoratori autonomi. In Umbria (dati Istat) nei primi sei mesi dell’anno il numero di occupati è cresciuto dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2023 (1,5% in Italia). L’aumento
ha interessato esclusivamente la componente femminile e i lavoratori autonomi (3,0 e 7,1%.

L’incremento dell’occupazione nel settore dei servizi, in particolare quelli turistici e del commercio, ha più che compensato la flessione registrata nell’industria. Il tasso di occupazione ha raggiunto il 66,9% (dal 66,4% del primo semestre dello scorso anno).

Famiglie

L’aumento dell’occupazione e la stabilizzazione del tasso di inflazione hanno sostenuto il potere di acquisto delle famiglie. Con un modesto aumento dei consumi, nonostante il ricorso alle relative forme di credito sia rimasto significativo. Le famiglie umbra hanno ancora preferito investire i propri risparmi in titoli(+41,1%), mentre i depositi sono calati dell’1,3%.

imprenditrici

Bando “Myself plus 2024” per imprenditoria femminile e under 35

Dopo il rafforzamento della sede a Terni, con un punto di riferimento anche nel centro della città, Sviluppumbria rafforza il sostegno alle iniziative imprenditoriali dell’area, in particolare dei giovani under 35 e delle donne. Una fascia sulla quale è stato volutamente orientato il bando “Myself plus 2024”, che la Regione ha messo a disposizione per le micro e piccole imprese con sede operativa in Umbria.

Un sostegno finanziario per quelle attività, anche di lavoro autonomo di recente o prossima costituzione, con particolare riguardo a quelle promosse appunto dai giovani e dalle donne, che così possono ottenere un contributo a fondo perduto e un finanziamento a tasso zero.

A gestire la misura sarà Sviluppumbria, che realizzerà l’attività di orientamento e di supporto per le imprese costituite e per le persone fisiche interessate alla presentazione della domanda, nonché l’attività di supporto e tutoraggio ai soggetti beneficiari nella fase di rendicontazione delle spese ammissibili, al fine di favorire la corretta fruizione delle agevolazioni.

Risorse e spese ammissibili

Le risorse stanziate ammontano ad 1 milione di euro, con una riserva del 25% per i giovani under 35 e del 40% per le donne. Sono finanziabili i progetti imprenditoriali rientranti nella produzione di beni, fornitura di servizi, commercio e artigianato per una spesa complessiva compresa tra euro 10mila e 66.667, con un’intensità di aiuto pari al 95% della spesa ammissibile di cui il 75% finanziamento tasso 0 senza garanzie (max euro 50mila) e 20% contributo a fondo perduto.

Spese ammissibili: macchinari, attrezzature e arredamento; hardware, software, sito web e e-commerce; piccole opere murarie ed impianti; mezzi di trasporto, limitatamente ai casi in cui risultino funzionali e strumentali all’attività; spese correnti come utenze; spese per il business plan; consulenze; affitto locale; pubblicità; acquisto materie prime; formazione.

Come partecipare, date e scadenze invio

La presentazione delle domande di ammissione alle agevolazioni si struttura in due fasi: la prima è riferita alla compilazione della domanda, che può essere avviata fino alle ore 12 del 28 febbraio 2025; la seconda fase è relativa all’invio vero e proprio della domanda, che può essere inoltrata fino alle ore 12 del 28 febbraio 2025. Per l’invio va utilizzato esclusivamente il servizio on line raggiungibile all’indirizzo: https://puntozero.elixforms.it. Il testo completo del bando e la modulistica sono pubblicati sul Supplemento ordinario n. 1 al BUR “Serie Avvisi e Concorsi” n. 44 del 08/10/2024.

Si ribalta tir col cemento, bloccato lo svincolo per l’autostrada

Rimasto bloccato lo svincolo per l’autostrada, a Nera Montoro, per un incidente avvenuto poco dopo le 13 sulla via Ortona.

Un tir che trasportava cemento si è ribaltato. L’autista è riuscito ad uscire autonomamente, affidandosi alle cure del 118.

Dal mezzo è uscito del carburante, ma non il carico di cemento. I vigili del fuoco hanno provveduto a mettere in sicurezza il tir. Sarà necessario un trasbordo della calce in polvere per poter rimuovere il mezzo pesante, si prevedono tempi lunghi per la riapertura dello svincolo.

Sul posto stanno operando i carabinieri insieme ai vigili del fuoco.

Colto da un malore nel bosco, muore cacciatore

Un cacciatore spoletino è morto, a seguito di un malore mentre si trovava nei boschi, nella zona di Meggiano, nell’Alta Marroggia.

L’allarme è scattato intorno alle 15. Quando il personale del Sasu dell’Umbria, il personale del 118 e i carabinieri hanno raggiunto l’uomo, per lui non c’era più niente da fare.

Ottenute le autorizzazioni dal magistrato di turno per la rimozione, la salma è stata riportata a Spoleto dagli operatori del Sasu.

Un caso simile, quasi in contemporanea, si era verificato ad Anghiari, in una zona boschiva ai confini tra Toscana e Umbria. I compagni della squadra di caccia al cinghiale, in attesa dell’arrivo dell’elisoccorso, sono riusciti a raggiungere defibrillatore pubblico, salvandogli così la vita.

A Foligno, in una zona boschiva nei pressi dell’Abbazia di Sassovivo, un cacciatore è invece caduto in un dirupo, ferendosi. E’ stato portato in salvo dal personale del Sasu.

Due motociclisti tamponano un’auto sul tratto umbro dell’A1

E’ rimasta chiusa per circa un’ora, domenica pomeriggio, una corsia dell’autostrada A1, nel tratto umbro al km 464, in direzione sud, per un incidente occorso a due motociclisti.

I due centauri hanno tamponato un’auto, rimanendo feriti. Sul posto sono intervenute le autoambulanze del 118 e una squadra del distaccamento di Orvieto dei vigili del fuoco, insieme alla polizia strada. Illesi gli occupanti dell’auto.

Cacciatore scivola in un dirupo e si ferisce, recuperato dai vigili del fuoco

Un cacciatore è scivolato in un dirupo, domenica mattina, in una zona impervia vicino all’Abbazia di Sassovivo, in località Uppello, nel territorio comunale di Foligno.

L’uomo è rimasto ferito, ma è riuscito a dare l’allarme.

E’ stato raggiunto da una squadra dei vigili del fuoco di Foligno, che lo ha stabilizzato e posizionato su una barella toboga, per essere recuperato utilizzando tecniche SAF (Speleo Alpino Fluviali). Sul posto è intervenuto anche il personale del SASU (Soccorso Alpino Speleologico Umbria (SASU).

L’uomo è stato quindi affidato alle cure del personale medico del 118, che ne ha disposto il trasferimento all’ospedale di Foligno.

Morte di Giovanni Spedaletti, il cordoglio delle Istituzioni e del mondo del basket

La comunità di Torgiano, le Istituzioni e il mondo del basket sconvolti per la morte di Giovanni Spedaletti, il 18enne deceduto sabato pomeriggio in un incidente sulla strada Ferriera. La sua moto, per cause in corso di accertamento, si è scontrata con un’auto. Il giovane è morto sul colpo.

Giovanni Spedaletti stata tornando a casa dopo aver arbitrato una partita di basket. Sport che il giovane aveva praticato con passione, vestendo la maglia della Pontevecchio Basket.

Il Comune di Torgiano ha annullato gli eventi in programma per l’evento “La guerra del sale”. La Federazione italiana pallacanestro espresso le condoglianze alla famiglia a nome di tutto il basket italiano. Su tutti i campi di basket si osserverà un minuto di silenzio prima delle gare in programma domenica 10 novembre.

Meno imprese e addetti, ma in Umbria ancora un quarto dei lavoratori del privato è nel manifatturiero

In Umbria un quarto dei dipendenti del settore privato lavora per imprese del manifatturiero. E’ quanto certifica la Camera di commercio dell’Umbria, che ha elaborato gli ultimi dati del Sistema camerale, mettendoli a confronto con le altre regioni (nelle Marche la quota è del 34%, in Sardegna appena sopra il 10%) ed analizzando l’andamento negli ultimi dieci anni.

Nel decennio 2014-2024 in Umbria si è registrato un calo sia del numero di imprese che degli addetti del settore manifatturiero regionale. Con gli addetti che però rappresentano ancora una quota consistente del totale tra le imprese private.

I dati

Nell’ultimo decennio sono scomparse nella regione 1.007 imprese manifatturiere, passando dalle 7mila 960 del secondo trimestre 2014 alle 6mila 953 del 2024, con il calo del 12,7%. La flessione è stata più forte in provincia di Terni (-14,7%, da 1.532 a 1.307) rispetto a quella di Perugia (-12,2%, da 6mila 428 a 5mila 646).

Calo, anche se assai meno marcato, per gli addetti (sia familiari che dipendenti) delle imprese manifatturiere umbre, che scendono del 5,3% (da 71mila 055 del II trimestre 2014 a 67mila 298 dello stesso periodo 2024). Anche in questo caso, l’arretramento è molto più forte in provincia di Terni (-14,7%) che in quella di Perugia, dove la flessione degli addetti è del 4&.

Da rilevare che gli addetti delle aziende manifatturiere nella regione rappresentano il 25,1% del totale degli addetti delle imprese umbre di tutti i settori.

Più piccolo, ma più solido

Più piccolo nel decennio 2014-2024 – soprattutto in termini di imprese e anche di addetti – ma il sistema manifatturiero umbro si dimostra più solido. Aumentate infatti le dimensioni medie aziendali (da 8,9 addetti per impresa a 9,7). Nel 2023, poi, il comparto ha messo a segno un risultato operativo record di 228mila 113 euro per impresa manifatturiera di capitali e un utile netto per impresa (sempre di capitali) di 162mila 611 euro.

Gli ultimi cinque anni

Se si guarda agli ultimi cinque anni (2019-2023), in Umbria il settore manifatturiero in termini percentuali performa meno del complesso del sistema economico regionale; ad esempio, il risultato operativo (EBIT) per impresa di capitali è cresciuto in Umbria, nel quinquennio, del 42,4% nel settore manifatturiero e del 65,4% nel complesso del sistema economico regionale. E lo stesso accade per il valore della produzione per impresa di capitali (+31,9% nel manifatturiero e +39,4% nel complesso delle imprese di tutti i settori) e per il valore aggiunto (+24% nel manifatturiero e +31,9% per il complesso delle imprese di tutti i settori).

Le imprese giovanili manifatturiere

Le imprese manifatturiere giovanili – ossia quelle in cui la proprietà è in prevalenza di persone di età inferiore ai 35 anni – nella regione sono scese dalle 518 del secondo trimestre 2014 alle 282 dello stesso trimestre 2024. Si tratta di quasi un dimezzamento. In provincia di Perugia sono passate da 515 a 226 e in quella di Terni da 103 a 56. Rappresentano nel 2024 il 4,1% del totale delle imprese manifatturiere umbre (nel 2014 rappresentavano il 6,5%). Un segnale che va interpretato, ma che non suona certo bene per il futuro della manifattura umbra.

Il commento del presidente Mencaroni

Questo il commento del presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni: “Vedo il bicchiere mezzo pieno sul report dell’Ente camerale umbro sull’andamento del settore manifatturiero nell’ultimo decennio. L’aumento delle dimensioni aziendali medie nel manifatturiero accorcia un po’ il divario che l’Umbria patisce nei confronti della media nazionale e testimonia, insieme ad altri elementi come i dati di bilancio – quasi eccezionali nel 2023, almeno per quanto riguarda le aziende manifatturiere di capitali – che la manifattura umbra è più solida e ha dimostrato resilienza in questi anni difficili, mettendosi in condizione di intercettare il forte rimbalzo post-Covid del 2022 e 2023. Purtroppo, nel decennio sono rimaste sul campo oltre mille aziende manifatturiere, le più fragili, che non ce l’hanno fatta a mettersi in sicurezza. E questo è il bicchiere mezzo vuoto. Il tributo non è stato lieve, se si pensa che tra il 2014 e il 2024 la contrazione del numero delle imprese è stata del 12,7%, con la punta del -14,7% in provincia di Terni. Una lezione che dobbiamo comprendere bene, perché le imprese umbre della manifattura, come quelle degli altri settori, saranno competitive, sia sul mercato interno che su quelli esteri, se accetteranno in pieno le sfide della transizione digitale ed ecologica che, lo voglio rimarcare ancora una volta, rappresentano i capisaldi delle scelte strategie della Camera di Commercio dell’Umbria, che porta avanti questa posizione con innumerevoli iniziative, anche di mobilitazione, informazione, formazione e partecipazione, oltre che di incentivi. E lo fa in sinergia con le associazioni di categoria e le altre istituzioni, perché solo quando si è insieme, quando si fa massa critica e si hanno obiettivi condivisi, si possono produrre risultati concreti. Il futuro prossimo le imprese dell’Umbria lo costruiscono oggi, e i tempi sono brevi. Ci vogliono impegno, convinzione, investimenti. Chi si attarda corre un grosso rischio. Come affermava un famoso economista, nessun pasto è gratis”.

Uva da vino, grande produzione ma prezzi in calo: le quotazioni

Nella campagna di quest’anno netta crescita in Umbria della produzione di vino e mosto, dopo la caduta dello scorso anno. Nel 2024, infatti, secondo le stime di Assoenologi, Ismea e Uiv (Unione italiana vini), la produzione nella regione è salita del 30%, salendo a 365mila ettolitri di vino e mosto rispetto ai 273mila quintali del 2023. Un dato, quello umbro, nettamente superiore alla media nazionale (+7,1%) e che si piazza al terzo posto, dopo Molise (+100%) e Abruzzo (+85%) e in condominio con Toscana, Lazio, Campania e Basilicata, anch’esse con +30% rispetto allo scorso anno, che come noto fu funestato dall’attacco della peronospera.

Tuttavia calano i prezzi, in media di oltre il 26% (per la precisione -26,4%), con punte che superano il -30%. Tra le cause, il fatto che il consumo di vino è in costante riduzione: dal 2010 al 2024 il consumo, in termini di litri pro capite, si è più che dimezzato (da 21,76 a 10,3 litri).

Un anno double face, quindi, per il vino umbro, con più produzione ma con prezzi che, in media, calano quasi nella stessa misura.

I prezzi

Il quadro dei prezzi delle uve per la produzione di vini Doc e Docg – che ormai nella regione comprendono la gran parte della produzione vitivinicola – lo fornisce l’ultimo listino della Borsa Merci di Perugia, organo della Camera di Commercio dell’Umbria, che presenta un quadro dei prezzi al quintale pagati ai produttori. In tale quadro va evidenziato che la Borsa Merci della Camera di Commercio dell’Umbria ha il pregio, raro tra tutte le Borse Merci italiane, di indicare il prezzo delle merci pagato realmente al produttore, franco consegna ai centri di raccolta. Molte altre Borse considerano invece solo i prezzi praticati nelle contrattazioni tra grossisti.

L’ultimo Listino della Borsa Merci della Camera di Commercio dell’Umbria, relativo al 5 novembre, per quanto riguarda le uve largamente più diffuse nel territorio per produrre vini rossi Doc e Docg vede quotare – prezzo pagato ai produttori – Sangiovese tra 36 e 45 euro al quintale (prezzo medio 40,5 euro), Merlot (min 40 euro, max 55 euro di uva al quintale, prezzo medio 42,5 euro), Sagrantino Docg tra 120 e 160 euro (prezzo medio 140 euro).

Per quanto riguarda invece riguarda le uve largamente più diffuse nel territorio per produrre vini bianchi Doc, Trebbiano quota tra 28 e 35 euro (prezzo medio 31,5 euro) al quintale e le uve per il Grechetto tra 40 e 45 euro al quintale (prezzo medio 42,5 euro).

Si tratta di prezzi in calo rispetto al 2023. Il risultato peggiore in assoluto – confrontando i prezzi medi 2024 con quelli 2023 – lo registra il Merlot con -34,6%, segue il Sangiovese con -31,4%. Il Trebbiano segna -30% e il Grechetto -26%.

Le quotazioni in Umbria (prezzo al produttore)

Il quadro si completa con: le uve per produrre Cabernet Sauvignon, Gamay, Pinot Grigio, Chardonnay e Vermentino presentano un minimo di prezzo di 40 euro e un massimo di 45, con un listino medio di 42,5 euro. Il Trebbiano Spoletino segna min. 43 – max 48 euro, prezzo medio 45,5 euro.

Quanto alle variazioni di prezzo sul 2023, Gamay scende del 28%, mentre Pinot Grigio e Chardonnay flettono del 26,7%, il Vermentino fa -22,7% e il Trebbiano Spoletino -21,6%.

L’andamento della produzione nelle regioni italiane

I dati nazionali mostrano come la campagna 2024 (rispetto al 2023) sia stata caratterizzata da una tenuta della produzione nell’area al Nord (+0,6%), da forti recuperi nelle regioni centrali e un incremento contenuto nel Sud (+15,5%. Se paragoniamo il dato 2024 alla media dell’ultimo quinquennio, Nord e Centro si discostano del 5,3% e 5,4%, mentre si registra una flessione importante nell’area Sud con -25,7%.

Per quanto concerne l’Umbria, con l’incremento di quest’anno torna sostanzialmente sui livelli produttivi del 2023, quando il dato era di 365mila ettolitri, contro gli attuali 355mila.

In testa, come detto, ci sono i maxi incrementi di Molise e Abruzzo, seguiti dal +30% di Lazio, Molise, Campania e Basilicata. Quindi il +25% delle Marche, seguito dal +18% della Puglia, dal +10% della Calabria e del Piemonte. Chiude l’elenco delle regioni con il segno più l’Emilia Romagna (+7%). Friuli Venezia-Giulia e Veneto non mostrano variazione tra la produzione 2024 e quella 2024

In negativo la Liguria, ma solo del 3%, il Trentino-Alto Adige (-12,4%), la Sicilia (-16%) e, entrambe con -20%, Valle d’Aosta e Sardegna. Fanalino di coda è la Lombardia (-30%).

A livello nazionale, sempre secondo le stime di Assoenologi, Ismea e Uiv, la produzione è passata da 38 milioni 291 mila ettolitri 41 milioni di ettolitri, con un incremento – come detto – del 7,1%. Un dato che, nonostante sia in aumento, resta di circa il 13% sotto quello della media di produzione 2019-2023, che si attestò a 46milioni 955mila ettolitri.

I commenti

Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Favorire la concentrazione delle contrattazioni in condizioni di trasparenza; agevolare gli operatori mediante l’erogazione di servizi accessori. Sono questi gli obiettivi della Borsa Merci della Camera di Commercio dell’Umbria. L’importanza di questo strumento, che fonda il suo pilastro sulla trasparenza e sulla sua valenza istituzionale, è esaltata dal fatto che quella della provincia di Perugia fornisce i prezzi pagati al produttore, cosa che non avviene in tante altre Borse e che a mio parere rappresenta una caratteristica d’eccellenza”.

Per Bruno Diano, presidente della Borsa Merci della Camera di Commercio dell’Umbria, “la produzione quest’anno nella regione è stata buona, come anche la qualità. Avrebbe potuto essere un’annata migliore, per i nostri agricoltori, se non ci fosse un calo a due cifre dei prezzi. Il fatto è che le cantine sono piuttosto piene e quindi c’è ancora prodotto da smaltire. Ciò deprime i prezzi, anche perché il consumo di vino in Italia, in termini di consumi pro capite, è in costante calo”.

Francesco Martella, agronomo, membro della Deputazione della Borsa Merci di Perugia, spiega: “In Umbria è stato un anno di netto recupero produttivo, con la vendemmia partita molto bene soprattutto sulle varietà precoci e medio precoci. Qualche difficoltà c’è stata nella coda della campagna, dove in alcuni territori le continue piogge del mese di ottobre hanno provocato un abbassamento della resa e qualche problema fitosanitario. Senza dubbio si può affermare che la campagna 2024 è stata quella ripartenza rispetto a quella disastrosa del 2023, dove i problemi fitosanitari compromisero in maniera importante la raccolta. Quest’anno si sono recuperati i volumi medi storici del territorio”.