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Autore: Matteo Savino

Premio di risultato alla Garofoli, sindacati soddisfatti

“Esprimiamo grande soddisfazione per il risultato raggiunto da Garofoli spa e, contestualmente, valutiamo positivamente l’impianto del Premio di risultato (Pdr) sottoscritto che rimane sfidante, innovativo e raggiungibile al 100% per il 2025 con i lavoratori che sapranno cogliere tutte le sfide significative a cui sono chiamati”.

Commentano così le segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm di Terni, insieme alle Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) dell’azienda, dopo l’incontro in cui la Direzione aziendale di Garofoli ha illustrato i parametri del Pdr sottoscritto nel 2024 e valevole fino al 2026.

“Tutti gli obiettivi sono stati raggiunti al 100% tranne il parametro delle rilavorazioni – spiegano Fim, Fiom e Uilm di Terni – , ragione per cui il premio complessivo paga al 90%, quindi, 800 euro in valore economico o 1000 euro in welfare. In aggiunta al premio contrattato, la Direzione aziendale, a fronte degli straordinari risultati raggiunti nell’anno 2024 elargirà un ulteriore e altrettanto straordinario riconoscimento economico ai propri collaboratori per valorizzarne le competenze, le professionalità e condividere con loro quanto di buono è stato fatto”.

L’azienda conferma, come negli anni passati, “un trend molto positivo – aggiungono Fim, Fiom e Uilm – in termini di fatturato e di portafoglio ordini pluriennale (con una visibilità che arriva fino al 2031) che garantisce la continuità aziendale e del business negli anni, aumentando del 9% l’intera forza lavoro e le relative professionalità, anche in un’ottica di continuità gestionale e di business frutto altresì di corrette e strutturate relazioni industriali”.

“Abbiamo fortemente bisogno di orientare l’industria all’interno delle transizioni ecologiche e tecnologiche che stiamo attraversando – commentano i sindacati –, bisogna trovare proprie specificità in un nuovo modello di sviluppo, più compatibile con l’ambiente, ed economicamente sostenibile, con particolare riferimento alle aziende energivore. In questo contesto va valorizzato ed esteso il concetto che tra i parametri ci sia quello della valutazione ESG (Environmental, Social, Governance) in continuo aumento anche nei prossimi anni, come attesta il piano triennale presentato. Oltre ciò la Garofoli spa è capofila come Prosumer di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) con la costituzione di una cooperativa con producer e consumer che può crescere notevolmente in termini di adesioni, immettendo sul territorio energia pulita a basso costo per le imprese e per i cittadini”.

“La Garafoli spa, anche per questi motivi – concludono Fim, Fiom e Uilm di Terni –, rimane un’azienda di eccellenza sul territorio ma anche a livello nazionale, precursora della sostenibilità economica, ambientale e sociale dell’impresa che sancisce anche nel terzo bilancio di sostenibilità”.

Maltempo sull’Umbria, tromba d’aria scoperchia tetti e abbatte alberi

Dopo gli allagamenti a Castiglione del Lago e la tempesta nell’Orvietano, il maltempo ha colpito in Umbria nella zona di Gualdo Cattaneo. Dove nel pomeriggio di lunedì una violenta tromba d’aria ha colpito alcune aree, provocando ingenti danni e richiedendo l’intervento immediato dei vigili del fuoco.

Le squadre stanno operando ininterrottamente su numerosi scenari, con particolare attenzione alle segnalazioni di tetti scoperchiati, alberi abbattuti – anche di grosse dimensioni – e strutture danneggiate a causa delle forti raffiche di vento.

Sono intervenute due squadre provenienti dal Distaccamento di Todi, di cui una richiamata in servizio straordinario, oltre a squadre provenienti dalla sede centrale, dotate di mezzi aerei (autoscale) e di droni. Quest’ultimi sono impiegati per effettuare sopralluoghi sulle coperture delle abitazioni e consentire così la definizione di una scala di priorità negli interventi.

I vigili del fuoco stanno operando in sinergia con le squadre del Comune e con i volontari di protezione civile, che stanno offrendo un prezioso supporto logistico e operativo. In particolare, vengono impiegati anche mezzi di movimento terra per la rimozione di alberi e detriti e per la liberazione delle strade nelle aree maggiormente colpite.

Le operazioni di soccorso sono tuttora in corso e proseguiranno per tutta la giornata, al fine di garantire la messa in sicurezza delle zone colpite e ripristinare le normali condizioni di viabilità e sicurezza.

Tempesta sull’Orvietano, A1 ferma per alcune ore e cimitero chiuso per tre giorni

Resterà chiuso per tre giorni il Cimitero monumentale di Orvieto, a seguito dei danni provocati dalla tempesta che dalla tarda serata di domenica si è abbattuta sul comprensorio.

A fare danni soprattutto il vento, che ha abbattuto diverse piante. L’intervento principale è stato la caduta di una grossa pianta sull’autostrada A1, che ha bloccato l’intera carreggiata sud prima dell’uscita Attigliano. Fortunatamente non ci sono stati feriti; rimossa la grossa pianta da parte dei vigili del fuoco, è stato riaperto il traffico veicolare. Sul posto anche la polizia stradale e ANAS.

Ma numerosi sono stati gli interventi a cui sono stati chiamati i vigili del fuoco in gran parte della provincia di Terni e nell’Orvietano in particolare.

Maltempo a Castiglione, alberi abbattuti e un incendio innescato da un fulmine AGGIORNAMENTI

Pioggia, fulmini e forti raffiche di vento si sono abbattute sul territorio di Castiglione del Lago nella giornata di sabato.

Diverse squadre dei vigili del fuoco sono intervenute per fronteggiare le numerose emergenze.

Gli interventi hanno visto impegnato personale vigili del fuoco della sede centrale, del Distaccamenti volontari di Castiglione del Lago e di Città della Pieve, attivi in operazioni di spegnimento di un incendio di vegetazione innescato dalla caduta di un fulmine, nella rimozione di alberi pericolanti o abbattuti sulla sede stradale e nella messa in sicurezza di una copertura scoperchiata dal vento.

Oltre ai pericoli sulle strade e a ridosso di abitazioni causati da rami e alberi pericolanti, in alcune zona è venuta a mancare l’elettricità.

La situazione è poi tornata alla normalità, anche se i vigili del fuoco hanno dovuto continuare a lavorare per ore nella zona per smaltire le diverse chiamate di intervento.

Al via i saldi estivi anche in Umbria, durata e regole

Al via da oggi, sabato 5 luglio, i saldi estivi 2025 anche in Umbria come nel resto d’Italia, con l’eccezione delle province di Trento e Bolzano, dove sono previste date diverse.

In Umbria, ai sensi della Legge regionale n. 10/2014, art. 31 comma 7, gli sconti si possono effettuare per 60 giorni con possibilità di vendite promozionali.

A Terni, nel giorno di avvio dei saldi estivi, si tiene la Shopping Night, organizzata da Confartigianato Imprese, con il coinvolgimento di circa 130 negozi e locali del centro storico.

Date e durata

Inizio uguale per (quasi) tutti, quindi, mentre la durata varia. Ecco le regole per regione:

Abruzzo 5 luglio per 60 giorni con possibilità di effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno
Basilicata 5 luglio – 2 settembre con divieto delle vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Calabria 5 luglio per 60 giorni con divieto vendite promozionali 15 giorni prima della data inizio saldi
Campania 5 luglio per 60 giorni con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Emilia Romagna 5 luglio per 60 giorni con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Friuli Venezia Giulia 5 luglio – 30 settembre con possibilità di effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno
Lazio 5 luglio per 6 settimane con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Liguria 5 luglio – 18 agosto per 45 giorni con divieto vendite promozionali 40 giorni prima della data inizio saldi
Lombardia 5 luglio – 2 settembre per 60 giorni con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Marche 5 luglio – 1 settembre con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Molise 5 luglio per 60 giorni con divieto vendite promozionali 30 giorni prima e 30 dopo della data inizio saldi
Piemonte 5 luglio per 8 settimane con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Puglia 5 luglio – 2 settembre con divieto vendite promozionali 15 giorni prima della data inizio saldi
Sardegna 5 luglio per 60 giorni con divieto vendite promozionali 40 giorni prima della data inizio saldi
Sicilia 5 luglio – 15 settembre con possibilità di effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno
Toscana 5 luglio per 60 giorni con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Umbria 5 luglio per 60 giorni con possibilità di effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno
Valle d’Aosta 5 luglio – 30 settembre per 60 giorni con divieto vendite promozionali 15 giorni prima della data inizio saldi
Veneto 5 luglio – 31 agosto con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi

Le regole

Federazione Moda Italia e Confcommercio ricordano una serie di indicazioni fondamentali, sia per gli esercenti che per i clienti, per effettuare gli acquisti in saldo seguendo norme di sicurezza e trasparenza:

Cambi
La possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. A differenza degli acquisti nei negozi fisici, in quelli online è possibile restituire il prodotto o effettuare cambi entro 14 giorni dal ricevimento a prescindere dall’esistenza di un vizio.

Prova dei capi
Non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante.

Pagamenti
Le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless.
Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.

Indicazione del prezzo
Obbligo di indicare il prezzo normale di vendita (tenendo conto che, in base al D.lgs 26/2023, va indicato il prezzo più basso applicato alle generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi), lo sconto e il prezzo finale. In particolare, si evidenzia che nelle regioni in cui è possibile effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno (Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Umbria) o fino a 15 giorni prima della data inizio saldi (Calabria , Puglia e Valle d’Aosta) il prezzo da considerare e su cui applicare lo sconto durante i saldi dovrà essere quello relativo all’eventuale campagna promozionale effettuata prima dei saldi.

“Troppo caldo al lavoro”, Cgil e Uil chiedono alle Poste di intervenire

Troppo caldo negli uffici postali e nei centri di distribuzione dell’Umbria, come nei mezzi spesso utilizzati dai portalettere. E’ quanto denunciano i sindacati Slc Cgil e UilPoste: “Sono inaccettabili le condizioni di lavoro dei dipendenti di Poste Italiane all’interno degli uffici postali e dei centri di distribuzione dell’Umbria. Con l’aumento delle temperature che nelle ultime settimane ha interessato la nostra regione, infatti, sono emerse nuovamente tutte quelle criticità che, tramite i nostri rappresentanti e delegati e tramite i rappresentanti per la sicurezza, avevamo denunciato ben prima dell’inizio della stagione calda”.

E’ lungo l’elenco delle criticità riscontrate: “Dall’inadeguatezza degli impianti di climatizzazione, che all’interno di strutture spesso datate e prive di un adeguato isolamento termico risultano cruciali per mantenere un clima accettabile – rilevano le organizzazioni sindacali – fino alla tardiva e a volte mancata distribuzione dei dispositivi di protezione individuale e delle uniformi estive. I portalettere ma anche gli sportellisti di Poste Italiane si trovano così a lavorare in condizioni climatiche inaccettabili, che determinano un ambiente di lavoro insalubre e rischioso”.

“La situazione appare grave e problematica – aggiungono Slc Cgil e UilPoste – anche sotto il profilo dell’attività lavorativa dei portalettere che, a causa dei gravi problemi organizzativi di Poste Italiane, spesso si trovano a effettuare il giro di consegna nelle fasce orarie centrali della giornata, quelle a maggior rischio per l’esposizione al sole. A questo proposito, oltre a chiedere interventi organizzativi per evitare o quantomeno limitare il periodo di lavoro nelle ore più calde, a livello nazionale chiediamo con forza la modifica della determinazione aziendale che, a seguito di una valutazione del rischio ‘ondate di calore’ richiesta dalle organizzazioni sindacali, considera incredibilmente tutti i portalettere come ‘lavoratori all’ombra’, a prescindere da dove svolgono effettivamente l’attività. Correggere questa valutazione – spiegano i sindacati – farebbe scattare un aumento significativo delle giornate in cui applicare le misure di cautela (pause, interdizione alla ‘gita’ per lavoratori ipersuscettibili allo stress termico). I portalettere infatti, svolgono la propria attività lavorativa nelle strade delle nostre città, non solo con le auto di servizio (spesso comunque carenti dal punto di vista della climatizzazione) ma anche con scooter e quadricicli elettrici (le famose ‘macchine gialle’) del tutto sprovviste di aria condizionata”.

“Chiediamo all’azienda – concludono Slc Cgil e UilPoste – cui la legge impone, tra le altre cose l’adozione di misure per garantire la salubrità e il benessere termico dei lavoratori, interventi tempestivi e risolutivi per consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di Poste di svolgere il proprio lavoro in condizioni dignitose e sicure”.

Cambio di provincia, Bandecchi incontra i sindaci di Spoleto, Norcia, Todi e degli altri Comuni interessati

Quattro sindaci. Tre (Andrea Sisti, Spoleto; Antonino Ruggiano, Todi; Giuliano Boccanera, Norcia) chiamati a “decidere” in quale Provincia vogliono stare. L’altro, Stefano Bandecchi, è il sindaco di Terni e di quella provincia che chiede venga ampliata, per riequilibrare l’attuale suddivisione istituzionale dell’Umbria.

Si confronteranno lunedì 7 luglio (ore 16) a Spoleto, alla Sala Monterosso (complesso di proprietà della Provincia di Perugia)nel convegno organizzato dall’associazione Prima Spoleto.

E proprio Spoleto è la più allettata dal cambio di Provincia, che la porterebbe ad essere la seconda città più grande dopo Terni, “scavalcando” Orvieto.

Il presidente di Prima Spoleto, Pietro Testaguzza, ha invitato a partecipare anche gli altri sindaci dei Comuni interessati dell’area dello Spoletino, della Valnerina e del Tuderte.

Il titolo dell’incontro è piuttosto esplicito: “Restiamo con Perugia o passiamo con Terni?”.

Un incontro che riaprirà il dibattito su un tema che, periodicamente, da quando è tramontata l’ipotesi della terza Provincia con Foligno capoluogo, torna ad affacciarsi sul palcoscenico politico umbro.

(nella foto il presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi)

Domanda Unificata, le nuove scadenze indicate da Agea

Agea ha prorogato al 15 luglio la data ultima per presentare la Domanda Unificata e le richieste di aiuto per gli interventi a superficie e a capo dello sviluppo rurale (Sigc). Per le domande presentate in ritardo e per le richieste di trasferimento titoli 2025, il termine ultimo è l’11 agosto, le domande che perverranno oltre questa data saranno considerate “irricevibili”, ovvero non saranno accettate.

Lo ha comunicato l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura nella circolare n.48390.

Inizialmente, la scadenza era il 15 maggio di ogni anno e, per la nuova campagna, il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) aveva già concesso una prima proroga, spostando il termine al 16 giugno 2025.

La circolare Agea specifica che, ad eccezione delle scadenze prorogate, tutte le altre disposizioni e il quadro normativo precedentemente adottato rimangono pienamente in vigore.

Caldo, la Regione annuncia controlli nei cantieri e nel lavoro agricolo

Mentre altre Regioni italiane hanno emanato ordinanze che vietano il lavoro all’aperto nelle ore più calde (in particolare nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura) la la Regione Umbria annuncia l’avvio di una intensa campagna di controlli nei cantieri edili e nelle aziende agricole per verificare il pieno rispetto dell’ordinanza emanata dalla presidente Stefania Proietti lo scorso 13 giugno.

L’ordinanza, che rappresenta una delle misure più incisive adottate a livello nazionale per la tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature, stabilisce il divieto assoluto di svolgere attività lavorative all’aperto esposte al sole dalle 12:30 alle 16:00 su tutto il territorio regionale. Il provvedimento si attiva esclusivamente nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio “Alto” per i lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa. Divieti che però non si applicano ai lavori di pubblico interesse.

“La sicurezza sui luoghi di lavoro – ha dichiarato la presidente Stefania Proietti – non è negoziabile, soprattutto quando le condizioni climatiche mettono a rischio la salute dei nostri lavoratori. Abbiamo voluto essere tempestivi quest’anno, emanando l’ordinanza già a giugno, anziché attendere fine luglio come nel 2024, perché le temperature record di queste settimane richiedevano un intervento immediato. Un ambiente di lavoro sicuro non è solo un obbligo normativo, ma un valore fondamentale che contribuisce a migliorare la qualità della vita, a ridurre i costi sociali legati agli infortuni e a promuovere una cultura della prevenzione sempre più diffusa”.

I controlli, coordinati dalle Aziende Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2 in collaborazione con gli enti competenti, interessano principalmente i cantieri edili all’aperto e le attività nel settore agricolo e florovivaistico. Le verifiche si concentrano non solo sul rispetto degli orari previsti dall’ordinanza, ma anche sull’adozione di adeguate misure organizzative e operative per la protezione dei lavoratori dalle alte temperature.

L’ordinanza, valida fino al 31 agosto 2025, prevede sanzioni severe per chi non rispetta le disposizioni. Chiunque violi il divieto sarà soggetto alle conseguenze previste dall’articolo 650 del Codice Penale, con possibile arresto fino a tre mesi o ammende fino a 206 euro. Restano salvi eventuali provvedimenti sindacali più restrittivi limitati all’ambito territoriale di riferimento.

L’Umbria si conferma così tra le prime regioni italiane ad aver adottato una misura così specifica e mirata, evidenziando il ruolo attivo e responsabile nel definire politiche sanitarie adeguate alle peculiarità del proprio territorio e alle sfide poste dai cambiamenti climatici in corso. In tempi brevi la Regione ascolterà le proposte delle parti sociali, dei sindacati e dei rappresentanti dei lavoratori, al fine di per apportare eventuali modifiche ed integrazioni all’ordinanza regionale, anche alla luce del piano varato dal governo nazionale

Le aziende e i datori di lavoro possono consultare quotidianamente la mappa del rischio su https://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/ per verificare l’attivazione del divieto e programmare di conseguenza le proprie attività lavorative.

Carenze di personale e organizzative nella Asl2, la Rsu pronta a chiedere lo stato di agitazione

Carenze di personale e organizzative. Sono pronti a richiedere lo stato di agitazione i delegati Rsu della Usl Umbria2, secondo il mandato ricevuto dall’assemblea, dopo una serie di incontri con i dipendenti a Foligno, Narni, Orvieto.

Le criticità sono state illustrate dalla coordinatrice della Rsu, Carolina Galeazzi, che chiede a Regione e Direzione aziendale di agire in fretta: “Delle quattro aziende sanitarie della Regione – ha fatto sapere Galeazzi – solo la Usl Umbria2 dal 2022 al 2025 ha perso circa 150 unità del comparto. Nonostante le reiterate richieste da parte della Rsu di aprire un tavolo tecnico per effettuare una ricognizione del personale in tutti i servizi dell’azienda, non è pervenuta nessuna risposta da parte dell’azienda. In questa situazione di acclarata difficoltà – ha proseguito Galeazzi – in alcuni territori i coordinatori e le posizioni organizzative si trovano a gestire più servizi, perché non sono state completate le procedure di espletamento dei concorsi interni per i coordinamenti, iniziate nel 2024 e poi sospese subito prima delle elezioni regionali”.

Galeazzi ha quindi richiamato la necessità della “di un dialogo e di un vero confronto tra dipendenti e azienda. Ci sono temi che sono stati assolutamente ignorati come il riconoscimento del diritto alla mensa, il riconoscimento del tempo di vestizione, nonostante le richieste da parte della Rsu. È stato richiesto il piano ferie aziendale per poter permettere ai dipendenti di fruire delle ferie estive senza gravare sui colleghi e sulla qualità dell’assistenza, ma a tutt’oggi non è pervenuta nessuna risposta e siamo già in piene ferie estive”.

Alla luce di tutte queste criticità, l’assemblea Rsu si dice “pronta a proclamare lo stato di agitazione del personale del comparto della Usl Umbria2. Non si può aspettare ancora, c’è bisogno di risposte e di un’assunzione di responsabilità da parte della Regione e dell’Azienda”.