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Tag: Umbria

Sulle tv nazionali in onda il nuovo spot promozionale dell’Umbria VIDEO

Da stasera, domenica 18 ottobre, sulle principali reti televisive nazionali, andrà in onda la nuova campagna di promozione turistica della Regione Umbria dedicata all’autunno. Presentato alla stampa nazionale a Palazzo Buonadrata di Rimini con un evento fuori salone al TTG, il nuovo spot prosegue il racconto avviato in primavera, confermando una strategia di comunicazione originale, ironica e riconoscibile, che punta a rafforzare il posizionamento dell’Umbria come destinazione da vivere in ogni stagione. Uno spot che, per la stagione invernale, punta sulle bellezze artistiche e paesaggistiche e sulla gastronomia.

Meloni: raccontiamo un’Umbria capace di emozionare in ogni periodo dell’anno

 “Vogliamo raccontare un’Umbria capace di emozionare e sorprendere in ogni periodo dell’anno – dichiara l’assessora regionale al Turismo Simona Meloni –. L’autunno è una stagione straordinaria per scoprire i nostri borghi, i paesaggi, il tartufo, le produzioni di qualità e il patrimonio culturale. Con questa campagna rafforziamo la riconoscibilità della nostra destinazione e valorizziamo anche i territori meno conosciuti cercando anche di destagionalizzare i flussi. La nostra sfida è costruire un turismo sempre più diffuso, sostenibile e capace di generare opportunità per le comunità locali”.

Lo spot

Protagonisti sono ancora una volta gli impiegati di un ufficio e un collega che, partito per una vacanza in Umbria, non ha più fatto ritorno. Questa volta a irrompere sulla scena è un cane da tartufi, simbolo delle eccellenze e delle esperienze che caratterizzano l’autunno umbro.

La campagna prevede due spot televisivi da 30 secondi, cinque da 15 secondi dedicati ad altrettante aree territoriali – Trasimeno, Valnerina, Parco del Monte Cucco, Orvietano e Media Valle del Tevere – e una versione cinematografica da un minuto. La programmazione interesserà le reti Rai, Mediaset e La7, con passaggi nelle fasce di maggiore ascolto e in prossimità dei principali telegiornali.

La promozione si estenderà anche alla stampa e al cinema, con un progetto visivo collegato agli scatti realizzati da Steve McCurry nell’ambito del workshop dedicato alla spiritualità, le cui immagini saranno esposte dal 29 ottobre all’Accademia di Belle Arti di Perugia.

Umbria e Toscana: sinergia per treni, acqua e sanità

Umbria e Toscana indicano una strada comune, anche per il trasporto ferroviario. Dopo l’incontro dello scorso marzo a Chiusi, il percorso di ‘Territori in connessione’ è proseguito a Castiglione del Lago, con l’obiettivo di trasformare l’intesa politica e istituzionale tra le due Regioni in un’azione sempre più concreta a sostegno della mobilità nell’Italia mediana.

Al centro del confronto, ancora una volta, il potenziamento dei collegamenti ferroviari lungo l’asse Roma-Firenze e il rafforzamento del ruolo delle stazioni intermedie, considerate essenziali per garantire collegamenti adeguati alle comunità, ai pendolari e ai lavoratori delle aree interne e dei territori di confine.

All’incontro hanno partecipato gli assessori regionali alle Infrastrutture e ai Trasporti Francesco De Rebotti e Filippo Boni, i capigruppo del Partito Democratico nei Consigli regionali dell’Umbria e della Toscana, Cristian Betti e Simone Bezzini, il senatore Silvio Franceschelli, i sindaci di Castiglione del Lago e Chiusi, Matteo Burico e Gianluca Sonnini, e la consigliera regionale umbra Letizia Michelini.

De Rebotti: collegamenti ferroviari centrali per lo sviluppo delle comunità

Per De Rebotti, il tema dei collegamenti ferroviari non può essere considerato una questione marginale o esclusivamente territoriale, ma riguarda direttamente la qualità della vita e le possibilità di sviluppo delle comunità. “La mobilità pubblica su ferro e il diritto delle persone a spostarsi in maniera comoda, efficiente e dignitosa non possono più essere rinviati”, sottolinea. “Da Umbria e Toscana arriva una richiesta chiara, che nasce dall’ascolto quotidiano delle esigenze di pendolari, lavoratori e cittadini. Gli amministratori locali e regionali stanno cercando di dare una risposta concreta a bisogni primari, mentre continuiamo a registrare una preoccupante disattenzione da parte del Governo centrale”.
“Il trasporto pubblico locale – prosegue De Rebotti – non appartiene a una parte politica. È un servizio essenziale, che incide sulla qualità della vita delle persone, sulla possibilità di raggiungere i luoghi di studio e di lavoro e sulla capacità delle nostre città e dei nostri territori di crescere. Per questo la collaborazione tra Umbria e Toscana è importante: siamo di fronte a problemi che non si fermano ai confini amministrativi e che richiedono una posizione comune”. Il confronto di Castiglione del Lago segna quindi il passaggio alla fase operativa del ‘Patto di Chiusi’, l’intesa politica e istituzionale avviata nei mesi scorsi. Le due Regioni stanno lavorando alla definizione di un documento programmatico unitario nel quale raccogliere proposte e richieste concrete per il potenziamento delle tratte ferroviarie e dei collegamenti lungo l’asse interessato.

Acqua e servizi sanitari

La collaborazione tra Umbria e Toscana, però, guarda anche oltre il tema ferroviario. La vicinanza dei territori e le esigenze delle comunità di confine rendono strategico il confronto su altri ambiti, a partire dalla gestione delle risorse idriche, con il riferimento all’accordo su Montedoglio, e dall’integrazione dei servizi sanitari. Tra le priorità emerse dal tavolo c’è innanzitutto la richiesta di un confronto immediato con i vertici di Rete Ferroviaria Italiana. A questo dovrà seguire un tavolo istituzionale urgente con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al quale le Regioni intendono portare le esigenze dei territori e le richieste che, sottolineano, da troppo tempo non hanno ricevuto risposte adeguate.
Un capitolo centrale sarà inoltre quello della stazione di Alta Velocità ‘Medio Etruria’. La sua evoluzione e la sua concreta realizzazione rappresentano un passaggio ritenuto strategico non soltanto per Umbria e Toscana, ma per l’intero Centro Italia, dove i territori attendono da anni un’infrastruttura capace di rafforzare le connessioni ferroviarie e la competitività dell’area. ”Il lavoro avviato a Chiusi non si esaurisce con l’incontro di oggi”, conclude De Rebotti. “Al contrario, entriamo nella fase nella quale dobbiamo trasformare le richieste in interlocuzioni e risultati. Per questo continueremo a lavorare insieme alla Toscana, mantenendo alta l’attenzione sui collegamenti ferroviari, sulle stazioni intermedie e sulla Medio Etruria. L’obiettivo è portare le istanze dell’Italia mediana ai tavoli dove si assumono le decisioni e ottenere finalmente risposte all’altezza delle esigenze dei nostri territori”.

Nelle prossime settimane sono previste ulteriori iniziative congiunte, con l’obiettivo di mantenere aperto il confronto e rafforzare la pressione istituzionale sulle questioni infrastrutturali e sui servizi che interessano le comunità umbre e toscane.

AI e tecnologie, transizione verde, turismo sostenibile: l’Umbria Regione imprenditoriale europea 2027

E’ l’Umbria la Regione imprenditoriale europea 2027 (European Entrepreneurial Region – EER), assegnato dal Comitato europeo delle regioni ai territori che si distinguono per strategie innovative, sostenibili e orientate alla crescita delle imprese. È una delle tre realtà premiate nell’Unione europea, insieme alla città tedesca di Duisburg e alla regione Nord-Est della Romania, e la quarta regione italiana a ottenere il riconoscimento, dopo Marche, Lombardia e Friuli Venezia Giulia.

Il premio è stato conferito a Bruxelles, durante la sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni, alla presidente Stefania Proietti. La giuria internazionale, presieduta dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, ha riconosciuto all’Umbria la capacità di trasformare le proprie difficoltà strutturali in opportunità di competitività, attraverso una strategia che integra innovazione industriale, intelligenza artificiale, transizione energetica, sostegno alle PMI e valorizzazione dei giovani talenti.

“L’Umbria dimostra che anche i territori più piccoli possono essere protagonisti dell’Europa. Una regione piccola che pensa in grande – ha dichiarato la presidente Stefania Proietti. Questo riconoscimento appartiene ad un’intera comunità di istituzioni, imprese, università e parti sociali. Abbiamo scelto di guardare alle nostre fragilità, dalla demografia, alle aree interne, alla dimensione delle imprese, e di farne il punto di partenza di una strategia che unisce innovazione, transizione verde, innovazione digitale e valorizzazione dei giovani e dei talenti. Il 2027 sarà l’anno dell’attuazione: vogliamo che ogni impresa umbra, anche la più piccola, possa crescere e competere in Europa”.

Le motivazioni

La candidatura, presentata il 18 marzo 2026, si articola in tre direttrici: innovazione e crescita delle imprese, transizione verde e turismo sostenibile, governance economica basata sui dati, con un’azione trasversale dedicata ai talenti. Al centro figura STEP, con oltre 31,4 milioni di euro destinati a intelligenza artificiale, biotecnologie, tecnologie pulite e manifattura avanzata. L’Umbria è tra le prime dodici regioni italiane ad aver riprogrammato risorse FESR per STEP, combinando contributi a fondo perduto e prestiti agevolati. Previsti anche interventi per l’aerospazio e le filiere industriali ad alta tecnologia.

Accanto a STEP, SMARTup, gestito da Regione Umbria e Sviluppumbria, sostiene le startup dall’idea imprenditoriale alla crescita sui mercati. Per il 2027 sono previsti strumenti di Proof of Concept, un fondo per le imprese innovative e una misura per la digitalizzazione delle PMI attraverso l’intelligenza artificiale.

I commenti

“L’Umbria vince perché ha trasformato innovazione, giovani, semplificazione e sostenibilità in azioni concrete, per l’ecosistema socio economico, in particolare per le PMI – ha sottolineato Proietti. Con la piattaforma STEP abbiamo nel solo 2026 riprogrammato con bandi e strumenti finanziari oltre 30 milioni di euro di fondi europei per cleantech e tecnologie strategiche, e con SMARTup accompagniamo le startup dall’idea al mercato europeo”.
Un ruolo determinante nella strategia è attribuito alla transizione energetica, attraverso lo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili anche nelle aree industriali, nuovi bandi e strumenti finanziari. Il percorso, sostenuto dalle leggi regionali 6 del 2024 e 7 del 2025, comprende investimenti in efficienza energetica, tecnologie pulite, sistemi di accumulo e idrogeno verde. La presidente Proietti ha richiamato anche il lavoro sulle concessioni idroelettriche.
“Il riconoscimento europeo conferma che la transizione ecologica può e deve diventare una leva strategica di competitività per l’intero sistema produttivo umbro – dichiara l’assessore regionale all’ambiente e all’energia, Thomas De Luca. Le Comunità energetiche rinnovabili consentono alle imprese di produrre e condividere energia pulita, contenere i costi e rafforzare la propria autonomia. Vogliamo che questo modello si diffonda anche nelle nostre aree industriali, perché la sostenibilità non sia un obiettivo astratto, ma un vantaggio economico concreto, soprattutto per le piccole e medie imprese. Dalle tecnologie pulite all’idrogeno verde, stiamo costruendo le condizioni per favorire nuovi investimenti e occupazione qualificata, anche nelle aree interne”.
La strategia valorizza anche il turismo sostenibile, che ha registrato 7.942.199 presenze (+8,5%) e 3.036.032 arrivi (+9,1%). Il progetto punta su borghi, Appennino, cammini, turismo sportivo e accessibile, artigianato e destagionalizzazione, con circa 4,5 milioni di euro in due anni per la promozione del brand “Umbria, Cuore verde d’Italia”.
“Nel 2025 abbiamo superato i 7,9 milioni di presenze, record storico che puntiamo a superare, quest’anno con l’ottavo centenario della morte di San Francesco – ha ricordato Proietti. Vogliamo fare di questa spinta una strategia strutturale: cammini, a partire dalla Via di Francesco, bike e borghi dell’Appennino, per far restare i visitatori più a lungo e distribuirli lungo tutto l’anno, valorizzando le aree interne come i luoghi dell’Umbria autentica”.
L’intelligenza artificiale sarà utilizzata anche per migliorare le politiche economiche regionali, attraverso sistemi di analisi, previsione e allerta precoce sulle crisi aziendali. Gepafin sperimenterà un Digital Twin economico-finanziario, basato su dati anonimizzati, per simulare flussi di pagamento e condizioni di liquidità delle imprese.
Centrale anche l’investimento sui giovani: oltre 3,65 milioni di euro per 38 borse di dottorato, maggiorate del 40 per cento rispetto al valore ministeriale, e una nuova legge regionale per attrarre e trattenere talenti, accompagnata da misure di welfare, sostegno agli asili nido, trasporti e conciliazione tra vita e lavoro. Il bando MySelf26 per la creazione d’impresa e il lavoro autonomo ha inoltre registrato un record di partecipanti.
“Una regione resta imprenditoriale solo se i suoi talenti scelgono di restare, o di tornare – ha affermato Proietti. Per questo abbiamo finanziato 38 borse di dottorato maggiorate del 40% e stiamo preparando una legge per l’attrazione dei talenti. Il bando myself26 per la creazione d’impresa e lavoro autonomo ha avuto un record di partecipanti”.
Il riconoscimento EER, promosso dal Comitato europeo delle regioni in partenariato con la Commissione europea, prevede per il 2027 un Forum delle Regioni imprenditoriali europee per lo scambio di buone pratiche. L’attuazione del programma umbro coinvolgerà Regione, Sviluppumbria, Gepafin, università, cluster tecnologici e associazioni di categoria, con uno Steering Group incaricato di monitorare gli obiettivi.
“Con Nord-Est della Romania e Duisburg condivideremo esperienze e buone pratiche, perché l’Europa cresce quando i territori cooperano, misurando gli impatti della nostra strategia – ha concluso Proietti. L’Umbria è definita il cuore verde d’Italia: con le sue aree interne conserva tante radici e desidera solo che queste possano dare nuovi germogli, cioè vita e futuro. L’Umbria cuore verde d’Italia, oggi grazie a questo premio batte più forte!”.

Umbria e Sardegna insieme per sostenere la ricerca scientifica

Collaborazione tra Umbria e Sardegna in nome della ricerca scientifica a sostegno di una candidatura strategica per l’Italia e per l’Europa.

“L’Einstein Telescope rappresenta una straordinaria infrastruttura di ricerca e un investimento sul futuro, sui giovani, sull’innovazione e sulla capacità dei territori di generare sviluppo e occupazione qualificata” ha commentato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, in Sardegna, in occasione dell’incontro dedicato alla collaborazione tra le due Regioni e al sostegno della candidatura italiana a ospitare l’Einstein Telescope nell’area della miniera dismessa di Sos Enattos, a Lula, in provincia di Nuoro.

La presidente Proietti e la presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Alessandra Todde, hanno formalizzato la volontà di rafforzare la cooperazione istituzionale nei settori della ricerca scientifica, dell’innovazione tecnologica, dell’alta formazione e del trasferimento delle conoscenze al sistema produttivo. E lo hanno fatto firmando una lettera d’intenti sancendo la cooperazione tra le due Regioni per promuovere, sostenere e valorizzare la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, anche attraverso lo sviluppo di specifici progetti e iniziative comuni.

Una collaborazione definita “strategica” per rafforzare l’Italia nella corsa verso l’aggiudicazione del progetto.
L’Einstein Telescope sarà il più avanzato osservatorio europeo di onde gravitazionali di terza generazione. L’infrastruttura, costituita da un grande interferometro sotterraneo, consentirà di studiare con una sensibilità senza precedenti i buchi neri e altri fenomeni dell’universo, producendo importanti ricadute anche nei campi della tecnologia, della geofisica e della sismologia.

Il Laboratorio Caos, realizzato presso l’Università degli Studi di Perugia con il sostegno del progetto ETIC, dell’INFN e dell’Osservatorio gravitazionale europeo, sviluppa tecnologie avanzate per l’isolamento sismico e la riduzione del rumore termico, indispensabili per il funzionamento dell’Einstein Telescope. Le ricerche condotte nel centro umbro potranno inoltre contribuire allo sviluppo di sistemi innovativi per l’allerta precoce dei terremoti.

Spettacoli, quel primato dell’Umbria che muove poca economia

L’Umbria si conferma nel 2025 la regione italiana con il maggior numero di spettacoli in rapporto alla popolazione. Il Rapporto SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) 2026 (relativo all’anno 2025) ne registra 78,3 ogni mille abitanti, quasi 22 in più rispetto alla media nazionale, ferma a 56,7. La densità dell’offerta umbra è superiore di circa il 38% al dato italiano.

Alle sue spalle si collocano Friuli-Venezia Giulia, con 76,4 spettacoli ogni mille abitanti, Lazio con 73,8, Valle d’Aosta con 73,6 e Marche con 69,2. In fondo alla graduatoria si trovano Molise, con 21,7, Calabria con 27,1, Campania con 37,9, Trentino-Alto Adige con 38,6 e Sicilia con 45,1.

In valori assoluti, gli appuntamenti umbri sono passati dai 67.297 del 2024 ai 66.710 del 2025: 587 in meno, pari allo 0,9%. È una contrazione sostanzialmente in linea con quella nazionale, dove gli spettacoli sono scesi da 3.370.090 a 3.343.656, il 0,78% in meno. Solo cinque regioni aumentano il numero degli eventi: Sicilia, Basilicata, Campania, Calabria e Sardegna. Le diminuzioni più marcate riguardano invece Liguria e Valle d’Aosta.

Il perimetro della rilevazione della SIA, comprende cinema, teatro, concerti, mostre, discoteche e sale da ballo, parchi e attrazioni viaggianti, fiere e spettacoli sportivi.

Una presenza che raggiunge anche i piccoli comuni

Il primato umbro – viene rilevato nell’elaborazione effettuata dalla Camera di commercio dell’Umbria – non dipende dai numeri assoluti, inevitabilmente condizionati dalla dimensione demografica, ma dalla distribuzione territoriale dell’offerta. La SIAE colloca l’Umbria tra le poche regioni nelle quali il numero dei comuni con almeno uno spettacolo ha mostrato stabilità o una lieve crescita.

Il risultato assume maggiore peso in un anno nel quale la rete nazionale si è ristretta. I comuni attivi italiani, infatti, a differenza dell’Umbria sono passati da 6.740 a 6.629; sono diminuiti anche i locali e gli organizzatori (cosa invece non avvenuta in Umbria). Con quest’ultimo termine la SIAE indica il soggetto responsabile dell’evento: può essere un’impresa, un’associazione, una fondazione, un ente pubblico, una pro loco o anche una persona fisica.

La continuità territoriale distingue l’Umbria dalle regioni nelle quali la programmazione tende a concentrarsi nei capoluoghi e nei grandi poli. Qui lo spettacolo resta presente anche nei centri minori, sostenuto da teatri, festival, associazioni, amministrazioni locali e strutture private.

Il quadro regionale si è intanto arricchito della legge regionale 18 maggio 2026, n. 8, “Norme in materia di cultura e imprese culturali e creative”. Il testo riconosce alle imprese culturali e creative un ruolo strategico nella valorizzazione del patrimonio e nello sviluppo del territorio, introducendo strumenti di programmazione e sostegno. I dati SIAE costituiscono così una base concreta per misurare la fase attuativa: l’Umbria parte da una rete di spettacoli molto diffusa, ma da una dinamica della spesa che nel 2025 ha perso terreno.

La spesa cambia segno

Se l’offerta conserva il primato, la spesa segue una traiettoria diversa. Nel 2025 il pubblico ha speso in Umbria 45,17 milioni di euro, quasi un milione in meno rispetto all’anno precedente. La riduzione è del 2,2%, mentre in Italia la spesa complessiva sale del 7%, fino a 4,3 miliardi.

L’Umbria è l’unica regione del Centro in arretramento. Le Marche crescono del 6,2%, il Lazio del 5,3% e la Toscana del 2%. Nella graduatoria nazionale per andamento della spesa, la regione si colloca al diciassettesimo posto.

Il dettaglio dei comparti mostra un sistema della spesa a due velocità. Crescono le fiere del 17,2%, le mostre del 15,3%, il teatro del 7,9%, il cinema del 5,1%, lo sport del 2,2% e i parchi e le attrazioni viaggianti dell’1,9%. Calano invece i concerti, del 5,8%, e soprattutto le discoteche e sale da ballo, dell’11,7%.

Sono proprio questi due comparti a determinare il risultato complessivo: le discoteche perdono circa 1,84 milioni di euro, i concerti oltre mezzo milione. Gli aumenti registrati negli altri settori non riescono a compensare la flessione.

Molte presenze, un valore medio più basso

Nel linguaggio statistico della SIAE gli spettatori sono presenze (una stessa persona, nell’arco dell’anno, può partecipare a più eventi).

Nel 2025 in Umbria sono state registrate 3.569.146 presenze, a fronte di circa 852 mila residenti, equivalenti a 4,2 ingressi per abitante. Il dato comprende anche turisti, visitatori provenienti da altre regioni e persone presenti a più spettacoli.

La spesa media è stata di 12,66 euro per presenza, contro i 16,99 euro nazionali. L’Umbria è quindicesima tra le venti regioni e si colloca il 25,5%, sotto la media italiana. Nel Centro il Lazio raggiunge 19,02 euro, la Toscana 15,79 e le Marche 12,93.

Rapportando la spesa all’intera popolazione, il risultato in Umbria è di 53,02 euro per abitante, contro 72,96 euro in Italia. La regione occupa il dodicesimo posto nazionale ed è ultima nel Centro.

Il dato suggerisce una struttura dell’offerta caratterizzata da prezzi e dimensioni mediamente più contenuti rispetto alle regioni che concentrano grandi concerti, manifestazioni sportive e produzioni ad alto incasso. Non misura, tuttavia, l’intera ricaduta economica generata dagli eventi su alberghi, ristorazione, commercio, trasporti e altri servizi.

Jazz e classica guidano l’identità regionale

La musica resta il comparto nel quale l’Umbria presenta il profilo più riconoscibile. Nel jazz registra la spesa media per spettatore più alta d’Italia, pari a 37,89 euro, e il maggiore introito medio per spettacolo, superiore a 11 mila euro.

Il Rapporto collega il risultato alla forza di Umbria Jazz, con 161 spettacoli, e indica Perugia tra le principali città italiane del settore, con circa 29 mila ingressi. La presenza si estende anche alla stagione invernale con Umbria Jazz Winter, a Orvieto, uno degli appuntamenti citati dalla SIAE nel calendario natalizio nazionale.

Nella musica classica l’Umbria raggiunge un altro primato: il 57% dei comuni ospita almeno un appuntamento, la quota più alta riportata tra le regioni italiane. La candidatura al patrimonio mondiale dell’Unesco, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, del sistema dei teatri condominiali all’italiana coinvolge, inoltre, strutture umbre insieme a quelle di Marche ed Emilia-Romagna.

Il commento del presidente Mencaroni

Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Il primato dell’Umbria non nasce da pochi eventi eccezionali, ma da una presenza dello spettacolo che raggiunge una parte molto ampia del territorio. È un vantaggio raro, perché alimenta partecipazione, attrattività e qualità della vita anche fuori dai centri maggiori. Il dato sulla spesa, però, invita a non fermarsi alla graduatoria: organizzare molti appuntamenti non basta se imprese, operatori e comunità locali non riescono a trattenere una quota maggiore del valore prodotto. La legge regionale n. 8 del 18 maggio 2026, che riconosce e sostiene le imprese culturali e creative, offre ora un quadro nuovo per consolidare questa rete e darle maggiore continuità. La Camera di Commercio è pronta a fare la sua parte, insieme alle istituzioni, al sistema delle imprese e al mondo degli eventi. L’Umbria dispone già di marchi internazionali e di un patrimonio diffuso: la sfida è trasformare questa ricchezza culturale in lavoro, investimenti e ricadute più stabili per i territori”.

Identità Golose, il “racconto dell’Umbria a tavola attraverso sette chef

I prodotti della sua straordinaria biodiversità. Ma anche la declinazione a tavola, attraverso l’esperienza di sette chef. Così l’Umbria si presenta a Milano a Identità Golose 2026, manifestazione che rappresenta il principale punto d’incontro internazionale per l’alta cucina e la pasticceria d’autore, e quest’anno esplora il tema “Identità Future”.

“Per lungo tempo questo patrimonio si è raccontato soprattutto attraverso una cucina di tradizione, fondata sulla centralità del prodotto, sulla memoria familiare e sul sapere contadino” ricorda l’assessora regionale all’Agricoltura e al Turismo, Simona Meloni. “Oggi – sottolinea – accanto a questa eredità, sta emergendo una nuova scena gastronomica fatta di cuochi che hanno maturato esperienze in Italia e all’estero e che hanno scelto di sviluppare in Umbria una ricerca personale, contemporanea e profondamente legata al territorio”. “La presenza a Identità Golose – prosegue – nasce proprio dalla volontà di raccontare questa evoluzione: una regione che continua a custodire il proprio patrimonio agroalimentare ma che, allo stesso tempo, lo interpreta con linguaggi nuovi, costruendo un dialogo tra agricoltura, sostenibilità, ricerca, creatività e cultura gastronomica”.

Partner strategici del progetto, insieme a Regione Umbria, sono Camera di Commercio e il Parco 3A – Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, soggetto regionale impegnato nella tutela, certificazione e valorizzazione delle produzioni agroalimentari di qualità.

La collaborazione con Identità Golose nasce dunque con l’obiettivo di portare all’attenzione del pubblico nazionale non soltanto i prodotti più conosciuti, ma anche quelle realtà produttive meno visibili che contribuiscono a mantenere viva la biodiversità regionale e il presidio delle aree rurali. Un dialogo diretto tra agricoltura e alta cucina che assume anche un importante valore culturale, sociale e turistico, sostenendo il lavoro dei produttori e rafforzando il legame tra qualità, territorio e sviluppo locale.

A rappresentare questa nuova fase della gastronomia umbra sono sette chef selezionati da Identità Golose, che, attraverso esperienze e sensibilità differenti, condividono una visione comune: considerare il territorio come una materia viva da interpretare, valorizzando stagionalità, prodotti identitari e relazioni con il mondo agricolo.

I sette chef

Emanuele Mazzella, guida i ristoranti Cedri e Osteria del Borgo presso Borgo dei Conti Resort. La sua cucina si distingue per eleganza, precisione tecnica e valorizzazione delle filiere agricole e pastorali umbre, con una particolare attenzione alla stagionalità e alla qualità delle materie prime.

Andrea Impero, chef di Elementi Fine Dining all’interno di Borgobrufa Spa Resort, sviluppa una proposta gastronomica che mette in dialogo tecnica, ricerca e leggerezza. Il suo lavoro rilegge il patrimonio locale attraverso una visione contemporanea e internazionale, mantenendo forte il legame con l’identità regionale.

Serena Sebastiani, alla guida della cucina di Tenuta Borgo Santa Cecilia nei pressi di Gubbio, costruisce una proposta fortemente radicata nel paesaggio umbro, valorizzando erbe spontanee, orti, selvaggina, bosco e prodotti stagionali in una narrazione autentica e attuale del territorio.

Giulio Gigli, chef del ristorante UNE a Capodacqua di Foligno, è tra le figure più interessanti della nuova cucina italiana. La sua ricerca parte spesso dal mondo vegetale, dalle microstagionalità e dalle produzioni spontanee per dare vita a una cucina identitaria, innovativa e profondamente connessa al territorio.

Vittorio Ottavi, con il progetto Ottavi Mare a Bevagna, propone una lettura originale del panorama gastronomico regionale, creando un dialogo tra cultura marina e sensibilità territoriale. Una cucina che unisce mare e campagna attraverso equilibrio, precisione e una forte identità personale.

Anna Rita Simoncini, alla guida de I Sette Consoli di Orvieto, rappresenta uno dei riferimenti storici della ristorazione umbra. La sua cucina costituisce un ponte tra memoria gastronomica e contemporaneità, valorizzando il patrimonio locale con misura, profondità e rigore.

Ronald Bukri, chef e co-fondatore di Coro a Orvieto, sviluppa una proposta essenziale e contemporanea che intreccia influenze internazionali, innovazione e memoria gastronomica, mantenendo il prodotto e il gusto al centro della propria ricerca.

Umbria e Marche, confronto operativo sulle opportunità della ZES

Una rassegna delle opportunità offerte dall’inserimento nella ZES unica di Marche e l’Umbria. Ma soprattutto un confronto operativo che i rappresentanti istituzionali hanno avuto con imprese, professionisti, associazioni di categoria ed enti locali. All’incontro di Fabriano sono state spiegate anche le modalità per accedere a questi benefici: il credito d’imposta per gli investimenti, l’Autorizzazione Unica attraverso lo Sportello Unico Digitale Zes e i nuovi incentivi alle assunzioni.

In un’iniziativa alla quale hanno partecipato il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, l’assessore regionale alla ZES, Giacomo Bugaro e il coordinatore della Struttura di Missione ZES Unica Giosy Romano. I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del sindaco di Fabriano Daniela Ghergo e saranno coordinati da Mirella Battistoni, consigliere regionale della Commissione Attività produttive.

Un incontro operativo, appunto, nel qual sono stati illustrati gli strumenti, le agevolazioni e le opportunità legate all’ingresso di Marche e Umbria nella ZES Unica. Due regioni che, tra l’altro, sono impegnate nella ripresa economica delle aree terremotate e nella gestione della deindustrializzazione a cui è andata incontro negli ultimi decenni la Fascia Appenninica.

L’Umbria tra 10 anni perderà il 9% della forza lavoro: previsioni e contromisure

L’AUR (Agenzia Umbria Ricerche) lancia l’allarme: il calo demografico peserà notevolmente sull’economia umbra già nei prossimi anni. Questo il focus del lavoro della dr.ssa Elisabetta Tondini, sulla base delle proiezioni demografiche Istat che indicano, da qui al prossimo decennio, la popolazione italiana n calo ovunque, ad eccezione di Lombardia, Emilia-Romagna e delle due province autonome). Ancora più importante, però, è la dinamica della fascia 15–64 anni: la perdita di persone in età da lavoro sarà diffusa, non risparmierà nessun territorio e sarà più accentuata tra le regioni economicamente più svantaggiate.

Il calo della forza lavoro in Umbria

In questo scenario, l’Umbria entro il 2035 rischia di perdere il 3,4% di abitanti e l’8,9% di quelli di età compresa tra 15 e 64 anni. Cioè quasi il 9% della sua potenziale forza lavorativa. Con rischi di ulteriore marginalizzazione.

Il solo fattore demografico determinerebbe una flessione economica – seppure con intensità differenti – diffusa in tutte le regioni italiane. Il Pil italiano dal 2023 al 2035 fletterebbe dell’8,0%. Quello umbro del 9,3%. Peggio dell’Umbria farebbero, oltre la Valle d’Aosta, le regioni meridionali.

La produttività

Per conservare nel 2035 il livello del Pil italiano dell’anno base (il 2023) sarebbe necessario, ad esempio, un incremento cumulato della produttività del lavoro pari all’8,7%, che corrisponderebbe a circa uno 0,7% annuo. In Umbria, la crescita della produttività del lavoro dovrebbe salire del 10,2%, per un tasso annuo dello 0,8%; nelle regioni meridionali, caratterizzate da cali demografici particolarmente consistenti, occorrerebbero aumenti anche ampiamente superiori all’1% annuo.

Il lavoro femminile

Tra le possibili dinamiche per evitare questo declino, lo studio analizza l’aumento del lavoro femminile. Ipotizzando un incremento diffuso del tasso di occupazione femminile di 5 punti percentuali e l’invariabilità delle altre componenti, l’impatto negativo diminuirebbe sensibilmente. In Umbria la perdita di Pil si ridurrebbe dal -9,3% al -5,6%: un miglioramento, certo, che non sarebbe però sufficiente a stabilizzare l’economia regionale. La mitigazione del calo del Pil riuscirebbe a evitare la contrazione economica solo in poche regioni del Nord, ovvero quelle che beneficiano di un incremento demografico.

Aumento generale del tasso di occupazione

Un passo ulteriore sarebbe un aumento anche dell’occupazione maschile (ipotizzato pari a 3 punti percentuali). In questo caso il quadro migliorerebbe ancora, ma anche questa combinazione non basterebbe a compensare gli effetti indotti dal calo demografico e mantenere l’economia regionale ai livelli del 2023: con le uniche eccezioni di Lombardia, Emilia-Romagna e le province autonome, per tutte le altre regioni si prospetterebbe una retrocessione economica che si farebbe minima per la Toscana (-0,4%) e massima per la Sardegna (-10,3%). Per l’Umbria il calo si attesterebbe al -3,5% (a fronte del -1,8% nazionale) e il PIL pro-capite mostrerebbe invece un lieve incremento, segno di una flessione demografica più sostenuta di quella economica.

Estensione dell’età pensionabile

In un contesto di invecchiamento demografico e crescente pressione sulla sostenibilità dei sistemi previdenziali, l’estensione dell’età pensionabile rappresenta una delle leve più discusse ma potenzialmente più efficaci per rafforzare la base occupazionale, oltre che contenere al contempo la spesa pubblica. Quali sarebbero allora gli effetti macroeconomici derivanti dall’innalzamento dell’età pensionabile, ad esempio, a 69 anni, con l’invariabilità della propensione all’occupazione di uomini e donne e della produttività del lavoro? Le risultanze di questa stima si collocherebbero tra due ipotesi limite. Nella prima l’allungamento dell’età pensionabile apporterebbe un sostanziale beneficio soprattutto nei territori con elevata partecipazione al lavoro, dunque in tutte le regioni del Centro-Nord: per l’Umbria il Pil aumenterebbe dello 0,9% (a fronte del +1,5% nazionale). Nella seconda ipotesi, l’effetto amplificatore sulla crescita risulterebbe molto più contenuto e limitato solo a quattro territori. L’Umbria subirebbe un calo del Pil pari al 3,1% (a fronte del -1,7% italiano).

Flussi migratori

L’aspetto che nell’immediato potrebbe attenuare il calo della forza lavoro è la componente migratoria. Poiché può contribuire a riequilibrare la piramide demografica attenuando la riduzione della popolazione attiva e sostenendo la capacità di generare lavoro. Una gestione efficace e lungimirante dei flussi migratori – per quanto complessa – può incidere in modo significativo nel contrastare lo squilibrio demografico e nel rafforzare la forza lavoro. Ma si tratta di un fattore fortemente aleatorio – viene sottolineato – influenzato da variabili geopolitiche e socioeconomiche difficilmente prevedibili.

È dunque un altro il fattore – è la conclusione dello studio – che, strettamente legato alla sfera economica, si impone come volano strategico su cui è indispensabile investire: la produttività del lavoro.

Per la spesa ogni famiglia umbra quest’anno spenderà 395 euro in più

Gli umbri spenderanno 395 euro in più in media per fare la spesa, quest’anno, rispetto al 2024. E’ la stima dell’Unione consumatori, che sulla base dei prezzi al consumo di luglio rilevati dall’Istat ha elaborato indicatori di spesa media per una famiglia tipo composta da quattro persone.

L’Umbria si trova a metà classifica tra le regioni italiane, con un incremento medio del costo della vita dell’1,5%.

Quanto alle città, Perugia si colloca tra le più care in Italia, con un incremento medio dell’1,8% (circa 487 euro in più a famiglia).

Va meglio a Terni, dove si registra un incremento dello 0,9% (+244 euro a famiglia).

La città con il maggior incremento dei prezzi è Rimini, con 771 euro in più a famiglia per la spesa, seguita da Bolzano (+730 euro) e Belluno (+678). L’inflazione più bassa si registra a Pisa: +0,6%, per un aumento annuo di 162 euro.

Maltempo, smottamenti e frane anche in Umbria AGGIORNAMENTI

Gli effetti del maltempo che ha interessato nel fine settimana il Centro Italia hanno creato qualche problema anche in Umbria, con frane e smottamenti. Anche se la piena del Tevere sembra essere passata indenne.

Smottamenti e crolli

E’ tenuta sotto controllo la situazione a Vallo di Nera, dove è crollata parte delle mura urbiche. Due abitazioni sono state sfollate, così come un edificio pubblico. Il tratto di muro, fanno sapere dalla Regione, era già destinatario di risorse, per le quali è stata richiesta una implementazione necessaria dopo il crollo di parte del muro.

Criticità si sono verificate anche nella zona del Trasimeno, ai Ponti di Perugia e nell’area dell’Orvietano. Sono stati inoltre immediatamente verificati i dissesti segnalati in alcuni comuni, Narni, Ferentillo, Allerona, Fabrodove il sindaco Simone Barbanera ha fatto transennare un’area delle mura a rischio crolli, con cinque persone sfollate.

In tutti questi comuni state attivate le verifiche da parte dei vigili del fuoco e da parte dei tecnici comunali, provinciali e regionali e nessuno desta al momento particolare preoccupazione data anche la intensità delle precipitazioni per ora limitate nel nostro territorio.

ll servizio protezione civile regionale, coadiuvato dagli altri servizi coinvolti nel sistema di reperibilità, sta continuando a monitorare l’evoluzione delle piogge e la situazione dei fiumi dell’Umbria, dove c’è stata allerta gialla. Anche attraverso l’ausilio dell’elicottero.

La diga di Montedoglio

In particolare l’attenzione è stata rivolta alla diga di Montedoglio, nella quale è in corso una fase di collaudo comportante la necessità di mantenere al livello dello sfioratore la quota dell’acqua invasata. In tale situazione è stato necessario modulare i rilasci dalla diga in modo tale da mantenere equilibrio tra la portata in ingresso ed i volumi scaricati a valle, il tutto tenendo ben presente la necessità di non aggravare il rischio nei territori sottesi alla diga. Continui sono stati gli scambi di informazioni tra il gestore della diga, il centro funzionale e i presidi idraulici che hanno monitorato, anche in loco, le portate. La fase di collaudo proseguirà per complessivi 15 giorni come da programma.

Nel frattempo l’amministrazione comunale di Città di Castello da venerdì ha informato la cittadinanza che, a seguito dell’allerta meteo diffusa dalla Regione Umbria e in considerazione dei rilasci di acqua dalla diga di Montedoglio comunicati dall’Ente Acque Umbre-Toscane, si potranno verificare innalzamenti del livello idrometrico del Tevere. Per questo sono stati attivati i pannelli digitali di allerta lungo il percorso ciclopedonale che costeggia il corso d’acqua, dove i cittadini sono invitati ad adottare comportamenti prudenti e responsabili. Il documento di allerta meteorologica diffuso dal Centro Funzionale della Protezione Civile della Regione Umbria, valido fino alla mezzanotte di domenica 16 marzo, riportava un codice giallo (rischio ordinario) per criticità idraulica, idrogeologica e vento nell’area dell’Altotevere per la giornata di venerdì 14 e un codice giallo per criticità idraulica e temporali a partire dalla giornata di sabato 15 marzo. La situazione è monitorata costantemente dal Presidio Territoriale del Servizio di Protezione Civile Comunale di Città di Castello, come comunicano il sindaco Luca Secondi e gli assessori alla Protezione Civile, Benedetta Calagreti, alla Polizia Locale, Rodolfo Braccalenti e Lavori Pubblici, Riccardo Carletti.

Frana a Pratelle

Nel territorio comunale di Città di Castello, a causa di una frana a Pratelle, la notte appena trascorsa, una famiglia, composta da cinque persone di cui due anziane, è stata costretta a lasciare la propria abitazione.

I vigili del fuoco previo sopralluogo hanno ritenuto a rischio l’incolumità degli occupanti e il sindaco, Luca Secondi, ha emesso ordinanza di inagibilità e immediato rilascio dell’immobile per pericolo frana. La polizia locale, coordinata dal Comandante, Emanuele Mattei, ha proceduto a dare esecuzione all’ordinanza mettendo a disposizione le proprie risorse e competenze per aiutare le persone a trovare un alloggio poi avvenuto presso i familiari residenti nei paesi limitrofi. Dopo essersi assicurati che gli occupanti fossero al sicuro hanno proceduto a sigillare l’abitazione e interdetto l’accesso a chiunque fino a nuove verifiche. Le operazioni sono terminate alle ore 1. Sul posto è intervenuto anche il tecnico reperibile e gli addetti delle Squadre Operative.

Attivati i pannelli di allerta lungo il percorso ciclopedonale di Città di Castello, dove i cittadini sono invitati alla prudenza.

Umbri in soccorso delle popolazioni toscane

La Regione Umbria, a seguito dello stato di mobilitazione dichiarato dal ministro Musumeci, ha messo a disposizione la sua colonna mobile per eventuale supporto alle Regioni Emilia Romagna e Toscana, per le quali si prevedeva un periodo di pioggia particolarmente intenso, come poi effettivamente si è verificato.
Nella serata di ieri è stata disposta l’attivazione di diverse regioni, tra cui l’Umbria, per portare soccorso alla popolazione di alcuni comuni toscani, particolarmente colpiti dalle esondazioni dei corsi d’acqua.
Funzionari della Regione Umbria sono arrivati nelle primissime ore di questa mattina, nei comuni assegnatici di Rufina e Dicomano, per le preliminari attività di scouting. Qui sono stati raggiunti dal resto della colonna mobile costituito da altri funzionari regionali e da 37 volontari con al seguito mezzi idrovore/motopompe, moduli per il lavaggio delle aree e locali invasi dal fango, bobcat e tutto quanto altro è necessario in situazioni come quella che si trovano ad affrontare.
Parte di queste attrezzature sono state recentemente acquistate dalla Regione, con fondi propri e altri messi a disposizione dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, proprio per dotare chi interviene in una emergenza di mezzi dedicati, funzionali per le specifiche attività.

“Mi fa piacere ricordare che per l’uso delle attrezzature e dei mezzi, nonché per la sicurezza degli operatori la Regione promuove corsi di formazione, ogni anno, a cui partecipano numerosi volontari.
Mi preme ringraziare – ha affermato la presidente Stefania Proietti – le associazioni comunali di Protezione Civile che sono partite per questo primo contingente, ovvero i gruppi comunali di Acquasparta, Bastia Umbra, Cannara, Marsciano e Spello, nonchè le associazioni di protezione civile di Città di Castello e Foligno, ma anche gli altri gruppi e associazioni di protezione civile che si erano resi disponibili e sui quali faremo affidamento nel caso ci sia necessità di permanere in Toscana per un periodo più lungo”.

(notizia in aggiornamento)