L’economia perugina non è ferma, ma non riesce a decollare. Le imprese lavorano, producono, assumono, sembrano reagire. Ma il quadro complessivo restituisce l’immagine di una città che fa molta strada senza riuscire davvero ad avanzare.
È quanto emerge con nettezza dai dati elaborati dalla Camera di Commercio dell’Umbria. Numeri che, presi singolarmente, offrono perfino segnali confortanti, ma che messi insieme raccontano una storia diversa, fatta di energia che non diventa valore.
I numeri dell’economia perugina
Il tessuto imprenditoriale, a prima vista, tiene bene. Nel terzo trimestre 2025 le imprese attive sono 13.964, con una dimensione media di 4,5 addetti, superiore alla media regionale (3,7) e in linea con quella italiana. Anche la dinamica dell’ultimo decennio è coerente: Perugia passa da 4,1 a 4,5 addetti medi per impresa, in linea con l’andamento di Italia e Umbria. Gli addetti crescono: 63.064, pari a un +8,5% rispetto al 2015, un ritmo più veloce sia del dato nazionale (+5,1%) sia di quello umbro (+4,5%). Un tessuto vivo, che si espande e si adatta, almeno in termini quantitativi.
Il dato sulle imprese di capitali è ancora più significativo. Nel 2024 il valore della produzione medio supera i 6,261 milioni di euro, quasi il doppio della media italiana e molto oltre il dato regionale. Anche la crescita del valore della produzione è robusta: +47,2% rispetto all’ultimo anno pre-Covid, una performance superiore ai valori nazionale e umbro. Un risultato che dimostra la capacità di molte aziende di leggere il mercato e riposizionarsi, pur dentro un contesto cittadino che mostra segnali di fatica.
Eppure, dietro questi segnali incoraggianti, si nasconde la zavorra che da anni rallenta Perugia: la redditività troppo bassa. Se il fatturato corre, ciò che resta alle imprese dopo aver coperto i costi corre molto meno. L’Ebitda margin – il margine operativo lordo in rapporto al valore della produzione – si ferma nel 2024 al 6,5%, contro il 9,3% della media italiana e il 9% del Centro (calcolato su Umbria, Marche e Toscana). È inferiore anche all’8,3% della media umbra.
Non si tratta di un episodio, ma di una condizione strutturale. Dal 2019 al 2024 l’Ebitda delle imprese di capitali perugine è rimasto costantemente più basso rispetto a quello di Italia e Umbria, pur mostrando una crescita graduale. Il divario resta però ampio, e quel divario ha conseguenze concrete: riduce lo spazio per gli investimenti, limita la capacità di innovare e impedisce quel salto competitivo che la città attende da tempo. Le imprese fatturano, ma guadagnano troppo poco rispetto allo sforzo sostenuto. Si aumenta il volume, ma non la capacità di trasformarlo in risorse per il futuro.
Come sta cambiando il sistema imprenditoriale
Il secondo elemento chiave è la trasformazione della composizione delle imprese tra 2015 e 2025. Qui i dati rivelano un cambiamento profondo, che riflette sia l’evoluzione demografica sia i nuovi bisogni della città.
La manifattura registra un arretramento del 12,1% nel numero delle attività e del 5,4% negli addetti. Le costruzioni perdono il 7,2% delle imprese, ma aumentano gli occupati (+7,9%), segno di una concentrazione delle attività e di una domanda più orientata alla riqualificazione edilizia. Il commercio segna un calo netto: -18,5% di attività e -4,5% di addetti, una riduzione che riflette le trasformazioni delle abitudini dei consumatori e il peso crescente del digitale. I trasporti e magazzinaggio crollano del 25,6% in termini di imprese, mentre gli addetti calano solo del 2,3%, segnale di una maggiore concentrazione del settore.
Al contrario, emergono con grande forza i settori in crescita. Le attività artistiche, sportive e di intrattenimento crescono del 44,5%, fotografando una domanda crescente di servizi legati al tempo libero e al benessere. Le attività sanitarie e di assistenza sociale aumentano del 37,2%, passando da 1.468 a 2.473 imprese: un dato che riflette l’invecchiamento della popolazione e la crescente richiesta di servizi socio-sanitari. Il settore turistico registra una crescita lieve nel numero delle attività (+1,5%), ma significativa negli addetti (+15%), a conferma di un orientamento verso servizi più strutturati. Le attività immobiliari segnano un aumento del 20% delle imprese e del 14% degli addetti, mostrando un mercato vivace e in continua trasformazione.
In sintesi: Perugia si sposta dai settori tradizionali a quelli legati ai servizi alla persona, al tempo libero, alla cura, al turismo e al mercato immobiliare. Una vera metamorfosi che racconta una città sempre più orientata ai servizi e meno alla produzione, più dipendente dalla domanda interna che dalle catene del valore globali.
Un sistema che vive, ma non si rafforza
Cresce il fatturato, aumentano gli addetti, cambia la composizione del tessuto produttivo. Eppure, la debolezza della redditività rimane il punto dolente. Le imprese perugine portano a casa margini troppo esigui per investire e innovare, e l’intero sistema economico ne risente. Perugia si muove, ma non decolla. Lavora molto, ma rende troppo poco.
La sfida dei prossimi anni è chiara: trasformare quantità in qualità, spostare il baricentro dalla semplice crescita del volume d’affari alla crescita della produttività. Perché solo un sistema che riesce a trattenere valore può generare sviluppo stabile, duraturo e capace di dare a Perugia lo slancio che merita.
Il commento del presidente Mencaroni
Dati che Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, commenta così: “Questi numeri confermano che Perugia ha energie, competenze e una vitalità imprenditoriale che non si è mai spenta, ma mostrano anche quanto sia urgente trasformare questa vivacità in valore stabile. Non basta crescere in quantità: dobbiamo mettere le imprese nelle condizioni di far crescere qualità, produttività e redditività. Le aziende stanno dimostrando una capacità di adattamento notevole, ma serve un contesto che renda gli investimenti più sostenibili e gli sforzi più remunerativi. Come Camera di Commercio continuiamo a lavorare su dati, servizi e strumenti che aiutino le imprese a orientarsi, innovare e rafforzarsi. È su questo terreno che si misura la competitività di un territorio e la sua capacità di trattenere talenti, lavoro e opportunità. Perugia può fare di più e meglio: i dati lo indicano con chiarezza, e ora occorre agire con lucidità, continuità e visione, perché il futuro economico della città si costruisce adesso, non domani”.
Inaugurata a Terni la seconda edizione di “Sweet Pampepato”, il festival che celebra il territorio ternano attraverso il suo dolce iconico. “Il Pampepato diventa occasione per una grande iniziativa di marketing territoriale” ha ricordato Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Terni, associazione che ha dato impulso a questa iniziativa che raccoglie i produttori locali ed ha il patrocinio delle istituzioni, la collaborazione della Camera di Commercio dell’Umbria e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni.
A tagliare il nastro, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, intervenuta all’inaugurazione insieme ai consiglieri di opposizione Paola Agabiti ed Enrico Melasecche, a dimostrazione dell’energia bipartisan del Pampepato di Terni Igp. Presenti anche l’assessore del Comune di Terni Stefania Renzi e il presidente della Camera di commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni, insieme ai produttori artigiani e commercianti che aderiscono all’iniziativa ed agli organizzatori.
Gli ospiti hanno potuto la scultura in Pampepato raffigurante la Lancia di Pomodoro, visitare gli stand e naturalmente assaggiare il dolce tipico ternano.
Il Pampepato IGP torna protagonista con degustazioni, incontri, laboratori e momenti di spettacolo che animeranno Terni per tutto il weekend. Questo il programma completo della tre giorni ricca di appuntamenti.
I produttori di pampepato di Terni Igp e di eccellenze dolciarie, vi attendono nel centro storico per deliziare i vostri palati e inebriarvi con i profumi delle loro tipicità.
Piazza della Repubblica:
I Produttori di Pampepato di Terni Igp
Dolceforno – Favorito dal 1945 – Pasticceria Le Delizie Di Deby – Panificio Fioretti E Orsi – Pasticceria D’Antonio – Pasticceria Evy – Pasticceria Marchetti – Pasticceria Paggi & Serangeli – Pasticceria Tini – Il Posca dal 1890 – Ristorante Piermarini – Ramozzi Piazza Dalmazia – Zero Zero Bakery Cafè.
Area realizzata grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Santangelo Group, Main sponsor di Sweet Pampepato, che devolverà metà del ricavato delle vendite per acquistare e donare attrezzature mediche al reparto di pediatria dell’Ospedale Santa Maria di Terni.
Corso Tacito:
Produttori di dolci tipici italiani e di cioccolato artigianale.
Ore 9.00 – 20.00: “SWEETHYRUS” LA MASCOTTE DI SWEET PAMPEPATO
Itinerante, Centro Storico
“SweeThyrus”, la golosa mascotte di Sweet Pampepato si aggirerà tra stand espositivi, laboratori ed eventi per intrattenere e divertire grandi e piccini. Vieni a conoscerla e a scattare una foto ricordo insieme a lei!
Ore 9.00 – 12.30: “BIMBI PAMPEPATI” Laboratori – SOLD OUT – ISCRIZIONI CHIUSE PER MASSIMA CAPIENZA RAGGIUNTA
Sala Caffè Letterario presso la BCT, Piazza della Repubblica
Storia di ingredienti fatati, di magici folletti e di draghetti golosi con personaggi a sorpresa, colpi di scena e sorrisi. Lettura animata per bambini per far conoscere la storia del Pampepato, il dolce più amato dai ternani di tutte le età. Nella splendida cornice del Caffè Letterario della BCT i piccoli alunni potranno vivere uno dei luoghi più belli della città da protagonisti, perché la bellezza e la cultura messa a loro disposizione e proposta a loro misura possa educare i bimbi ad amare la propria città e fargli conoscere le tradizioni che ci appartengono. Laboratori di lettura animata destinati alle scuole materne e primarie di I grado, solo su iscrizione. A cura di Carol Piermarini, Ristorante e Azienda Agricola a Ferentillo (TR)
Ore 9.00 – 12.30: LABORATORI DI ARTE BIANCA, PER APPRENDERE CON GUSTO – SOLD OUT – ISCRIZIONI CHIUSE PER MASSIMA CAPIENZA RAGGIUNTA
PalaPampepato, Piazza Tacito
I ragazzi dell’l’Istituto Tecnico Economico e Professionale per i servizi Casagrande-Cesi di Terni, coadiuvati dal corpo docente, saranno protagonisti di laboratori di arte bianca rivolti alle classi delle scuole secondarie di primo grado, volti alla conoscenza degli ingredienti che rendono il pampepato di Terni unico e inconfondibile. Gli studenti avranno poi occasione di cimentarsi nell’arte del fare mettendosi alla prova nella realizzazione di golose prelibatezze. Laboratori dedicati alle scuole secondarie di primo grado
Ore 15.00: SFIDA GENERAZIONALE PER IL MIGLIOR PAMPEPATO – Disfida con degustazione
PalaPampepato, Piazza Tacito
La disfida si sdoppia per celebrare al meglio il ‘dolce della nonna’ che ‘non passa mai di moda’, con l’assegnazione dell’’Innovazione’ ai non ancora quarantenni, chiamati a proporre rivisitazioni audaci, e la ‘Tradizione’ a tutti gli altri. Per la prima volta, la competizione introduce un terzo elemento di giudizio: il Premio Giuria Popolare, estendendo la degustazione a un pubblico più vasto per decretare il vincitore con voto diretto. Nella giuria che valuterà i Pampepati della Tradizione: Ronny Albucci (Chef Academy), Alfredo Veneri (Sapori da sapere), Ivana Fernetti (Pasticceria Marchetti), Matteo Carpinelli (Associazione italiana sommelier), Alessandro Laureti (giornalista). I giurati della sfida ‘Innovazione’: Alessio Formichetti (Chef Academy), Roberto Frasca (Sapori da sapere), Eleonora Tini (Pasticceria Tini), Maurizio Orlandi (Associazione italiana sommelier), Francesca Torricelli (giornalista).
Per conoscere i dettagli e le modalità di iscrizione alla disfida CLICCA QUI
Evento in collaborazione con Marta Rosati e Met Bistrot
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 16.00 – 20.00: PAMPEPATO’S VIBE “IL PAMPEPATO NELLE VIE”
Corso Vecchio e Via del Tribunale
I Commercianti di Corso Vecchio e Via del Tribunale vi aspettano con sorprese golose all’interno delle attività aderenti.
Ore 16.00 – 20.00: PAMPEPATO’S VIBE “IL PAMPEPATO SCOMPOSTO E I SUOI ABBINAMENTI”
Cioccolateria Calvani
Il tradizionale pampepato in una veste nuova, degustato con una selezione particolare di liquori e distillati.
Ore 17.00: OMAGGIO ALLA TERNANA CALCIO IN OCCASIONE DEL CENTENARIO – LA MAXI TAVOLETTA DI CIOCCOLATO SPEZIATA AL PAMPEPATO
PalaPampepato, Piazza Tacito
Un tributo storico al Centenario della Ternana Calcio con la spettacolare Maxi-Tavoletta di Cioccolato speziata al pampepato, realizzata dai Produttori di Pampepato di Terni IGP, fedelmente decorata con i colori rossoverdi. Insieme alle Istituzioni, vi aspettiamo per celebrare questo importante traguardo e degustare insieme questo dolce e spettacolare omaggio.
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 18.00: “SPIRITI E DOLCEZZE”: IL RAPPORTO TRA LIQUORI E DESSERT NELLA STORIA DELLA GASTRONOMIA – Degustazione guidata
PalaPampepato, Piazza Tacito
Dai monasteri medievali alle pasticcerie delle capitali europee, il legame tra liquori e dolci racconta un capitolo affascinante della nostra cultura gastronomica. I distillati, nati per scopi medicinali, sono diventati ingredienti fondamentali di creme, bagne, gelati e preparazioni iconiche, dando vita a sapori che profumano di storia, territorio e tradizione. Un viaggio tra ricette, aneddoti e curiosità che mostra come il mondo della liquoristica e quello della pasticceria abbiano camminato insieme, influenzandosi e trasformando il gusto europeo fino ai giorni nostri. Con Francesco Santocchi di: Il Posca dal 1890
Appuntamento realizzato grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 19.00: ALCHIMIE DEL PAMPEPATO: LA TRADIZIONE UMBRA SI TUFFA IN UN SORSO MODERNO
PalaPampepato, Piazza Tacito
Unitevi a noi per un viaggio sensoriale tra passato e futuro. Il tradizionale pampepato umbro si trasforma in un’esperienza liquida grazie alla mixology molecolare, fondendo arte, scienza e gusto. Tra aromi di spezie, cacao e miele, scopriremo insieme come la tradizione possa rinascere in chiave contemporanea, in dei cocktail che raccontano la storia del territorio in modo sorprendente e innovativo. Un incontro tra alchimia e sapore, dove ogni sorso diventa un esperimento di emozione e territorialità. Con Leonardo Scimmi // Back to – Unusual Bar.
Appuntamento realizzato grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Dalle ore 19.30: PAMPEPATO’S VIBE “”CIOCCO MAGIA da HORA MEDIA”
Ristorante Hora Media, Via Cavour 9
Una serata tutta da gustare al ristorante Hora Media, dove il protagonista sarà un eccentrico cioccolatiere pronto a svelare tutti i suoi segreti. Tra una portata e l’altra, vivrete un’esperienza unica, immersi in un mondo fatto di fantasia, cacao e un pizzico di follia.
Una cena interamente a base di cioccolato, accompagnata da personaggi e momenti di pura magia… perché, si sa, un po’ di dolcezza rende tutto migliore!
SABATO
Ore 9.00 – 20.00: APERTURA SPAZI ESPOSITIVI
I produttori di pampepato di Terni Igp e di eccellenze dolciarie, vi attendono nel centro storico per deliziare i vostri palati e inebriarvi con i profumi delle loro tipicità.
Piazza della Repubblica:
I Produttori di Pampepato di Terni Igp
Dolceforno – Favorito dal 1945 – Pasticceria Le Delizie Di Deby – Panificio Fioretti E Orsi – Pasticceria D’Antonio – Pasticceria Evy – Pasticceria Marchetti – Pasticceria Paggi & Serangeli – Pasticceria Tini – Il Posca dal 1890 – Ristorante Piermarini – Ramozzi Piazza Dalmazia – Zero Zero Bakery Cafè.
Area realizzata grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Santangelo Group, Main sponsor di Sweet Pampepato, che devolverà metà del ricavato delle vendite per acquistare e donare attrezzature mediche al reparto di pediatria dell’Ospedale Santa Maria di Terni.
Corso Tacito:
Produttori di dolci tipici italiani e di cioccolato artigianale.
Ore 9.00 – 20.00: “SWEETHYRUS” LA MASCOTTE DI SWEET PAMPEPATO
Itinerante, Centro Storico
“SweeThyrus”, la golosa mascotte di Sweet Pampepato si aggirerà tra stand espositivi, laboratori ed eventi per intrattenere e divertire grandi e piccini. Vieni a conoscerla e a scattare una foto ricordo insieme a lei!
Ore 9.30: “BUONGIORNO SWEET PAMPEPATO!”
PalaPampepato, Piazza Tacito
Un’esclusiva colazione in onore di Sweet Pampepato preparata e servita dai talentuosi ragazzi dell’Istituto Tecnico Economico e Professionale per i servizi Casagrande – Cesi di Terni. Un momento formativo e di gusto, coadiuvato dagli allievi, per celebrare il nostro ospite d’onore.
Appuntamento riservato agli invitati
Ore 10.00 – 18.00 ENERGIA LUDICA E I GIOCHI DI LEGNO
Piazza Tacito
Energia Ludica vi aspetta con la sua splendida ludoteca itinerante di giochi non tecnologici e della tradizione popolare. Giochi educativi divertenti e intergenerazionali per riportare la dimensione del gioco ad un livello di socializzazione ed incontro.
Ore 10.30: TAGLIO DEL NASTRO E INAUGURAZIONE DEL FESTIVAL
PalaPampepato, Piazza Tacito
Alla presenza delle istituzioni, degli sponsor, dei giornalisti e di tutti i visitatori avverrà il tradizionale taglio del nastro.
Ore 10.45: “IL LOUVRE DI SWEET PAMPEPATO”
INAUGURAZIONE DELL’OPERA D’ARTE “OMAGGIO AL MAESTRO POMODORO”
Piazza Tacito
Nel solco profondo che unisce la grande arte contemporanea alle radici culturali del nostro territorio, lo scultore ternano Marco Diamanti e i produttori di Pampepato di Terni IGP, hanno scelto di compiere un gesto tanto semplice quanto denso di significato: un dono in onore del maestro Arnaldo Pomodoro, protagonista assoluto della scultura italiana e autore della celebre Lancia di Luce che svetta nel cuore di Terni. Il dono, che prende la forma del Pampepato ternano, è molto più di un omaggio simbolico. È un incontro tra materia e memoria, tra la forza evocativa della scultura e il sapore autentico delle tradizioni locali. La scelta di realizzare una versione simbolica dell’opera in Pampepato è un gesto affettuoso e profondo: un omaggio alla grandezza del maestro Pomodoro, ma anche un modo per legare idealmente la sua arte al territorio ternano, attraverso uno dei suoi simboli più identitari. In questo gesto, convivono il rispetto per il genio artistico e l’amore per la propria terra, in un dialogo fatto di forme, sapori e memoria condivisa.
Ore 11.15: “LA COLLOCAZIONE DEL PAMPEPATO DI TERNI IGP NEL CONTESTO PIÙ AMPIO DELLA TRADIZIONE DOLCIARIA ITALIANA, POSSIBILITÀ DI SVILUPPO E NUOVE SFIDE” con PAOLO MASSOBRIO
PalaPampepato, Piazza Tacito
Paolo Massobrio, giornalista, scrittore, gastronomo italiano, la cui autorevolezza di critico gastronomico e conoscenza della tradizione culinaria italiana permetterà di collocare il Pampepato di Terni IGP nel contesto più ampio della tradizione dolciaria nazionale, valorizzandone le peculiarità e le possibilità di sviluppo. Paolo Massobrio con le sue iniziative è riuscito a coniugare la passione per la creatività e la qualità presente nei territori italiani con una visione di un loro sviluppo sociale ed economico. Affiancato da Mauro e Giordano Fioretti, del Panificio Fioretti & Orsi, produttore di Pampepato di Terni IGP, dialogherà con la giornalista Marta Rosati e con il pubblico sui temi in oggetto e proporrà per l’occasione una degustazione guidata di pampepato in abbinamento a vini, da lui selezionati, che andranno ad esaltarne le caratteristiche.
Evento di Ancos Aps, realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 12.15: “OMAGGIO A GASTONE MOSCHIN NEL CINQUANTENARIO DI AMICI MIEI”
PalaPampepato, Piazza Tacito
In occasione del cinquantenario di uno dei capolavori della commedia all’italiana, rendiamo omaggio al grande attore Gastone Moschin, l’indimenticabile “architetto Melandri” di Amici Miei. A ripercorrere la sua straordinaria carriera tra cinema, teatro e televisione sarà la figlia, l’attrice Emanuela Moschin, in un emozionante dialogo con il pubblico e con la giornalista Marta Rosati. Per l’occasione, l’attrice ternana Elisa Gabrielli, proporrà un ‘Monologo Pampepato’. L’appuntamento culminerà con la consegna a Emanuela di una targa commemorativa in ricordo dell’icona ternana.
A seguire degustazione di Pampepato di Terni Igp
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 14.30: “ECCELLENZA E ARTE PASTICCERA: IL DOLCE DELL’ISTITUO CASAGRANDE-CESI”
PalaPampepato, Piazza Tacito
Gli allievi dell’Istituto Casagrande – Cesi di Terni, guidati dal corpo docente, presentano il dolce innovativo creato e realizzato appositamente per la seconda edizione di Sweet Pampepato. Un progetto che unisce eccellenza tecnica e maestria creativa in cucina. A seguire, una degustazione esclusiva.
Ritrovo davanti all’ingresso della BCT (Biblioteca Comunale di Terni), Piazza della Repubblica
Un’occasione imperdibile per scoprire il territorio e i suoi tesori insieme ai ragazzi dell’Accoglienza Turistica – dell’IIS Tecnico Economico Professionale per i Servizi “A. Casagrande – F. Cesi” coadiuvati dal corpo docente. Gli interessati potranno partecipare ad una visita guidata gratuita, scegliendo uno dei due percorsi proposti:
Percorso dolce “slow”:
partenza Bct, Porta Sant’Angelo, Mura Della Passeggiata, Anfiteatro, Duomo, Torre Barbarasa, San Salvatore.
Percorso piccante”insolito”:
partenza Bct, Piazza Tacito, Fontana Dello Zodiaco, Palazzo Bazzani, Chiesa Di San Lorenzo, Palazzo Spada, Obelisco Di Pomodoro, Atelier Tomassini.
Per partecipare alle visite guidate gratuite è necessario effettuare la prenotazione entro giovedì 20 novembre tramite il seguente link: https://forms.gle/Gaakk4eDHenAJxeK8
Ore 15.30 – 16.15: IL CARILLON VIVENTE
Itinerante, Centro Storico
Un pianoforte bianco, elegantemente decorato e dotato di ruote, scivola lentamente tra le vie del centro, suonato da un musicista in abito settecentesco. Sopra di esso, una ballerina in tutù bianco danza sulle punte, come una figura eterea proveniente da un sogno.
Questo spettacolo itinerante, noto come “Il Carillon Vivente”, trasforma ogni angolo in un palcoscenico incantato, dove la musica e la danza si fondono in un’armonia perfetta. L’installazione, che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo, rappresenta un incontro tra arte, poesia e tradizione, regalando a chiunque lo osservi un’esperienza unica e indimenticabile. Un’occasione imperdibile per lasciarsi trasportare dalla melodia e dalla grazia di questo straordinario spettacolo.
Ore 15.30 – 17.00: LABORATORI CREATIVI PER PICCOLI ARTISTI
Piazza Tacito
I ragazzi dell’IIS Tecnico Economico Professionale per i Servizi “A. Casagrande – F. Cesi” aspettano i vostri bambini per farli divertire con attività ricreative e laboratori di disegno. Le attività sono gratuite e non necessitano di prenotazione, si richiede ai familiari accompagnatori di presenziare alle attività. Fascia di età dai 5 ai 10 anni.
Ore 15.45: “ANEDDOTI, STORICITÀ E CULTURA TERRITORIALE SUL PAMPEPATO DI TERNI”
PalaPampepato, Piazza Tacito
Il Maestro Francesco Favorito, figura di spicco della pasticceria e dell’arte bianca italiana, guiderà il pubblico in un suggestivo viaggio sul Pampepato di Terni. Una lezione che unisce alta pasticceria, aneddoti e il profondo legame culturale con il territorio. Un’occasione per esplorare l’eccellenza e la storia del nostro dolce e per assaporarne infine il sorprendente sapore.
Appuntamento realizzato grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 16.00 – 20.00: PAMPEPATO’S VIBE “IL PAMPEPATO NELLE VIE”
Corso Vecchio e Via del Tribunale
I Commercianti di Corso Vecchio e Via del Tribunale vi aspettano con sorprese golose all’interno delle attività aderenti.
Ore 16.00 – 20.00: PAMPEPATO’S VIBE “IL PAMPEPATO SCOMPOSTO E I SUOI ABBINAMENTI”
Cioccolateria Calvani
Il tradizionale pampepato in una veste nuova, degustato con una selezione particolare di liquori e distillati.
Ore 16.00 – 20.00: PAMPEPATO’S VIBE IN VIA PETRUCCI
Via Giuseppe Petrucci 2
Degustazione di pampepato, truccabimbi e accompagnamento musicale.
Attività a cura di: SharonStore, via Giuseppe Petrucci 2; Equivalenze via Mancini, 4/A; MycaseDesire, via Giuseppe Petrucci 4; Forno Cari. via Giuseppe Petrucci 6
Ore 17.00: “L’IMPORTANZA DELL’IGP – IL PAMPEPATO DI TERNI IGP IN TAVOLA con lo chef DANIELE PERSEGANI” – Cooking Show
PalaPampepato, Piazza Tacito
Daniele Persegani, celebre volto televisivo di “La prova del cuoco” e dal 2020 “È sempre mezzogiorno” su Rai 1, condotto da Antonella Clerici, insegnante di cucina, chef creativo e innovativo, capace di reinterpretare i sapori classici con estro e originalità, noto anche per il suo amore per le tradizioni culinarie regionali, come dimostra il suo impegno nella promozione di piatti tipici e prodotti DOP/IGP, sarà il protagonista di un cooking show che porterà alla realizzazione di un originale declinazione del Pampepato di Terni IGP. Daniele Persegani, la cui creatività e abilità culinaria permetteranno di esplorare nuove possibilità di utilizzo del Pampepato di Terni IGP, coadiuvato da studenti dell’IIS Tecnico Economico Professionale per i Servizi “A. Casagrande – F. Cesi” di Terni, ci mostrerà come questo dolce possa essere protagonista di piatti sorprendenti, capaci di esaltarne la versatilità e il gusto unico.
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 17.00 – 17.45: IL CARILLON VIVENTE
Itinerante, Centro Storico
Un pianoforte bianco, elegantemente decorato e dotato di ruote, scivola lentamente tra le vie del centro, suonato da un musicista in abito settecentesco. Sopra di esso, una ballerina in tutù bianco danza sulle punte, come una figura eterea proveniente da un sogno.
Questo spettacolo itinerante, noto come “Il Carillon Vivente”, trasforma ogni angolo in un palcoscenico incantato, dove la musica e la danza si fondono in un’armonia perfetta. L’installazione, che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo, rappresenta un incontro tra arte, poesia e tradizione, regalando a chiunque lo osservi un’esperienza unica e indimenticabile. Un’occasione imperdibile per lasciarsi trasportare dalla melodia e dalla grazia di questo straordinario spettacolo.
Ore 18.00: CONFERIMENTO DEL “PREMIO AMBASCIATORE DEL GUSTO” allo chef DANIELE PERSEGANI”
PalaPampepato, Piazza Tacito
Il Festival Sweet Pampepato è lieto di conferire il prestigioso titolo di “Ambasciatore del Gusto” allo Chef Daniele Persegani, volto noto della TV e della tradizione culinaria italiana. Un riconoscimento che celebra il suo instancabile impegno nella valorizzazione delle eccellenze agroalimentari e la sua dedizione nel diffondere l’autenticità e i sapori più genuini delle ricette regionali nel cuore del pubblico.
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 18.15: CONFERIMENTO DEL “PREMIO PAMPEPATO D’ORO” ad ALESSIO FOCONI: L’ECCELLENZA TERNANA IN PEDANA
PalaPampepato, Piazza Tacito
Il Festival Sweet Pampepato celebra quest’anno un’autentica eccellenza del nostro territorio: lo schermidore ternano Alessio Foconi. Il “Pampepato d’Oro” viene conferito ad Alessio, non solo per la sua straordinaria carriera sportiva che ha portato il nome di Terni sul podio mondiale, ma come simbolo della passione, della determinazione e della tradizione che uniscono il nostro dolce simbolo IGP ai grandi talenti locali. Alessio Foconi è un Ambasciatore del valore ternano nel mondo, incarnando la perseveranza e l’abilità artigiana che servono, sia per forgiare una vittoria, che per creare un Pampepato perfetto. Un riconoscimento alla sua carriera e al suo indissolubile legame con la città. A seguire degustazione di Pampepato di Terni Igp.
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 19.15: “PAMPEPATO & PERSICHETTO – TRADIZIONE CHE SI RINNOVA”
PalaPampepato, Piazza Tacito
Terni celebra la sua anima più autentica con un incontro che unisce gusto, storia e creatività contemporanea. Il Pampepato, simbolo natalizio della città, incontra il mondo della mixology moderna in un evento che mette al centro l’identità ternana, tra radici e visione. Protagonisti di questa serata tre realtà che raccontano la città in modi diversi ma complementari: la Pasticceria Marchetti, custode della tradizione dolciaria locale; Basico Lab, laboratorio ternano che reinterpreta i classici con spiriti e liquori artigianali; e Rolando Oddi, creatore del leggendario Persichetto, l’iconico cocktail che ha segnato un’epoca. In degustazione, il Pampepato Marchetti, accostato a un Negroni in veste natalizia realizzato con i prodotti Basico Lab — un connubio di aromi caldi e profumi di spezie che raccontano un Natale tutto ternano. A seguire, una reinterpretazione del pampepato ispirata al Persichetto, dove cioccolato, spezie e note fruttate diventano il linguaggio comune tra dolce e cocktail. Un’esperienza che mette in dialogo passato e presente, artigianato e sperimentazione, gusto e memoria. Perché la tradizione, a Terni, non si conserva soltanto: si rielabora, si racconta, e continua a sorprendere.
Appuntamento realizzato grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
DOMENICA
Ore 9.00 – 20.00: APERTURA SPAZI ESPOSITIVI
I produttori di pampepato di Terni Igp e di eccellenze dolciarie, vi attendono nel centro storico per deliziare i vostri palati e inebriarvi con i profumi delle loro tipicità.
Piazza della Repubblica:
I Produttori di Pampepato di Terni Igp
Dolceforno – Favorito dal 1945 – Pasticceria Le Delizie Di Deby – Panificio Fioretti E Orsi – Pasticceria D’Antonio – Pasticceria Evy – Pasticceria Marchetti – Pasticceria Paggi & Serangeli – Pasticceria Tini – Il Posca dal 1890 – Ristorante Piermarini – Ramozzi Piazza Dalmazia – Zero Zero Bakery Cafè.
Area realizzata grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Santangelo Group, Main sponsor di Sweet Pampepato, che devolverà metà del ricavato delle vendite per acquistare e donare attrezzature mediche al reparto di pediatria dell’Ospedale Santa Maria di Terni.
Corso Tacito:
Produttori di dolci tipici italiani e di cioccolato artigianale.
Ore 9.00 – 20.00: “SWEETHYRUS” LA MASCOTTE DI SWEET PAMPEPATO
Itinerante, Centro Storico
“SweeThyrus”, la golosa mascotte di Sweet Pampepato si aggirerà tra stand espositivi, laboratori ed eventi per intrattenere e divertire grandi e piccini. Vieni a conoscerla e a scattare una foto ricordo insieme a lei!
Ore 9.00 – 20.00: “IL LOUVRE DI SWEET PAMPEPATO”
Piazza Tacito
Esposizione della dolce opera d’Arte creata dallo scultore. Marco Diamanti in collaborazione con i Produttori di Pampepato di Terni Igp, omaggio al grande Maestro Pomodoro e alla città di Terni.
Ore 10.00 – 18.00 ENERGIA LUDICA E I GIOCHI DI LEGNO
Piazza Tacito
Energia Ludica vi aspetta con la sua splendida ludoteca itinerante di giochi non tecnologici e della tradizione popolare. Giochi educativi divertenti e intergenerazionali per riportare la dimensione del gioco ad un livello di socializzazione ed incontro.
ORE 10.00: VISITA GUIDATA: SUI LUOGHI DI SAN FRANCESCO NELLA CITTÀ DI TERNI
Palazzo Spada
Sebastiano Torlini, Guida Turistica e Guida Ambientale Escursionistica, vi guiderà alla scoperta dei luoghi di San Francesco a Terni. Le tappe della visita guidata: Palazzo Spada, Statua del Thyrus, Tempio di San Salvatore, Palazzo Manassei, Chiesa di San Pietro, Chiesa di San Cristoforo, Chiesa di San Francesco, Palazzo Mazzancolli e ritorno a Palazzo Spada.
Costo: 5 euro a persona
Per info e prenotazioni: Sebastiano Torlini – Cell. 3334317673
Ore 11.00: SHOWCOOKING IN MUSICA: SINFONIA DI GUSTO con LUCA D’ANTONIO, la Trattoria CARPE DIEM e la CANTINA ZANCHI
PalaPampepato, Piazza Tacito
Un appuntamento che unisce l’alta cucina con la maestria e l’arte di giovani allievi del Conservatorio Statale di Musica Giulio Briccialdi. In degustazione: “Stufato di manzo al pampepato IGP della trattoria carpe Diem e pampepato Fratelli D’Antonio” abbinato al Rosato Antichi Cloni della Cantina Zanchi.
Un’esperienza sensoriale completa da non perdere.
Appuntamento realizzato grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 12:00: CONFERIMENTO DEL “PREMIO BONTÀ” ALL’ ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO “ALADINO” DI TERNI
PalaPampepato, Piazza Tacito
Sweet Pampepato rende omaggio a Terni in tutte le sue sfaccettature. Il premio Bontà è il riconoscimento che il Festival desidera assegnare a una realtà del territoriale che ha dimostrato una particolare attenzione ai temi del sociale e della solidarietà. Per l’edizione 2025 il riconoscimento viene conferito all’associazione “Aladino Odv” di Terni, attiva nel supporto a bambini, ragazzi e giovani adulti con disabilità, promuovendo la loro autonomia e inclusione sociale tramite attività laboratoriali e sportive.
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 14.45: IL PAMPEPATO: COME RENDERLO INNOVATIVO ANCHE NELLA CUCINA ITALIANA
PalaPampepato, Piazza Tacito
Il Maestro Pasticcere Francesco Favorito svela come il Pampepato di Terni può diventare un elemento innovativo e versatile della cucina italiana contemporanea. Non mancare a questo spettacolare showcooking per scoprire tecniche e segreti che lo integrano in piatti originali e innovativi, trasformandolo da dolce tipico a ingrediente gourmet. Un’occasione unica per esplorare il futuro creativo di questo classico della tradizione ternana.
Appuntamento realizzato grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Ritrovo davanti all’ingresso della BCT (Biblioteca Comunale di Terni) in Piazza della Repubblica
Un’occasione imperdibile per scoprire il territorio e i suoi tesori insieme ai ragazzi dell’- Accoglienza Turistica – dell’IIS Tecnico Economico Professionale per i Servizi “A. Casagrande – F. Cesi” coadiuvati dal corpo docente. Gli interessati potranno partecipare ad una visita guidata gratuita, scegliendo uno dei due percorsi proposti:
Percorso dolce “slow”:
partenza Bct, Porta Sant’Angelo, Mura Della Passeggiata, Anfiteatro, Duomo, Torre Barbarasa, San Salvatore.
Percorso piccante”insolito”:
partenza Bct, Piazza Tacito, Fontana Dello Zodiaco, Palazzo Bazzani, Chiesa Di San Lorenzo, Palazzo Spada, Obelisco Di Pomodoro, Atelier Tomassini.
Per partecipare alle visite guidate gratuite è necessario effettuare la prenotazione entro giovedì 20 novembre tramite il seguente link: https://forms.gle/Gaakk4eDHenAJxeK8
Ore 16:00: DISFIDA “SPAZIALE” TRA IL PAMPEPATO DI TERNI IGP E IL PAMPAPATO DI FERRARA IGP
PalaPampepato, Piazza Tacito
La tradizione dolciaria si tinge di fantascienza in un omaggio al “Re degli effetti speciali”, Carlo Rambaldi ferrarese di nascita, che ha lasciato un’impronta indelebile a Terni con il suo operato. Le due eccellenze regionali, entrambe certificate IGP, si sfidano a colpi di gusto, spezie e storia. Una giuria d’eccezione decreterà il vincitore, al quale è stato promesso un premio all’altezza del genio di Rambaldi: un simbolico ritorno nello spazio!
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 16.00 – 20.00: PAMPEPATO’S VIBE “IL PAMPEPATO NELLE VIE”
Corso Vecchio e Via del Tribunale
I Commercianti di Corso Vecchio e Via del Tribunale vi aspettano con sorprese golose all’interno delle attività aderenti.
Ore 16.00 – 20.00: PAMPEPATO’S VIBE “IL PAMPEPATO SCOMPOSTO E I SUOI ABBINAMENTI”
Cioccolateria Calvani
Il tradizionale pampepato in una veste nuova, degustato con una selezione particolare di liquori e distillati
ORE 16:00 – 17:00: L’ARTE IN MOVIMENTO: SBANDIERATORI E MUSICI CITTÀ DI FOLIGNO
Itinerante, Centro Storico
Uno spettacolo itinerante che unisce storia, ritmo e coreografie mozzafiato. Il Gruppo Sbandieratori e Musici Città di Foligno a Sweet Pampepato tra le vie del centro storico in un turbinio di colori e sonorità. Lasciatevi travolgere dal rullare dei tamburi e dal maestoso volteggio delle bandiere.
Ore 17.00: “IL PAMPEPATO DI TERNI IGP: un tesoro sostenibile, di gusto e tradizione, nelle Terre di San Valentino con TESSA GELISIO” – Cooking Show
PalaPampepato, Piazza Tacito
Tessa Gelisio, noto volto televisivo, conduttrice, autrice e appassionata ambasciatrice della cucina sostenibile e dell’ecologia, guiderà il pubblico in un affascinante percorso dedicato al Pampepato come gioiello sostenibile e tracciato della gastronomia umbra. L’evento si articolerà in un Talk Show e in uno Show Cooking. La conduttrice approfondirà il ruolo della promozione di pratiche agricole sostenibili e della valorizzazione dei prodotti locali, come il Pampepato di Terni IGP, per la tutela dell’ambiente e la conservazione del paesaggio. Nello Show Cooking, invece, Tessa Gelisio, insieme a Carol Piermarini del Ristorante Piermarini di Ferentillo, realizzerà dimostrazioni pratiche, esplorando l’uso del Pampepato in ricette tradizionali e innovative, con un focus sugli ingredienti e sulla sostenibilità della filiera produttiva. L’incontro svelerà il legame indissolubile tra questo antico dolce natalizio, il territorio di Terni e le sue radici rurali, celebrando al contempo la ricchezza delle “Terre di San Valentino”. A moderare l’evento, la presentatrice ternana Silvia Santarelli.
Evento di Ancos Aps, realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
ORE 17:30 – 18.30: L’ARTE IN MOVIMENTO: SBANDIERATORI E MUSICI CITTÀ DI FOLIGNO
Itinerante, Centro Storico
Uno spettacolo itinerante che unisce storia, ritmo e coreografie mozzafiato. Il Gruppo Sbandieratori e Musici Città di Foligno a Sweet Pampepato tra le vie del centro storico in un turbinio di colori e sonorità. Lasciatevi travolgere dal rullare dei tamburi e dal maestoso volteggio delle bandiere.
ORE 18.15: BIRRA E PAMPEPATO: QUESTO MATRIMONIO S’HA DA FARE
PalaPampepato, Piazza Tacito
Ne parliamo e degustiamo con: Luca D’Antonio della Pasticceria D’Antonio, Giovanni Ridolfi, Mastro birraio Birra Magester (Ferentillo) e Bruno Felici, esperto di birra de “La Cruda-ristorante birraio” Terni.
Appuntamento realizzato grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 18.15: “PROCESSO AL PAMPEPATO – L’APPELLO”
Caffè Letterario della BCT
La Procura della Repubblica del buongusto ha presentato “ricorso in Appello” contro la sentenza di assoluzione dello scorso anno. Il Pampepato, colto in ‘fragranza’ e in ‘custodia cautelare in credenza’, sarà di nuovo in un’aula di Tribunale per un evento di satira e cultura che si preannuncia irresistibile. Special guest della pièce, la band Altoforno di Terni, che si esibirà in un brano inedito dedicato al Pampepato. Alla rappresentazione teatrale prenderà parte, tra gli altri, anche il sindaco e presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi.
A cura di Marta Rosati
Ore 19.15: I COCKTAIL D’AUTORE DEL MET BISTROT – APERITIVI PAMPEPATI
PalaPampepato, Piazza Tacito
Il MET Bistrot porta l’iconico sapore del Pampepato di Terni nel mondo della mixology, con due creazioni d’autore che bilanciano tradizione e inventiva. La loro arte non si limita a un assaggio, ma decostruisce e ricostruisce il dolce ternano in chiave alcolica.
Le Rivisitazioni Alcoliche (e segrete) del Pampepato: “Ternano Liquido”, long drink con vodka infusa con mandorle, noci e pepe, liquore alla nocciola, Vermouth di Parma e soda all’arancia amara; e il “Pampespresso”, after dinner intenso con gin infuso con arancia candita, uva passa e spezie, caffè espresso, liquore al cacao e cordiale alle nocciole.
Appuntamento realizzato grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
L’economia umbra si è fermata. Al netto dell’inflazione, nel 2024 la crescita è stata solo nominale. È quanto emerge dall’analisi del Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere, basata sull’ultima revisione della contabilità nazionale dell’Istat diffusa a settembre e integrata con l’elaborazione dei dati regionali curata dalla Camera di Commercio dell’Umbria.
La crescita del valore aggiunto a valori correnti si ferma allo 0,99%, un dato che pone l’Umbria al penultimo posto in Italia, seguita solo dall’Emilia-Romagna (+0,95%). Se si considera appunto l’inflazione media regionale, stimata attorno allo 0,9%, il segno positivo scompare: in termini reali, la regione non cresce. Il confronto con la media nazionale è negativo: l’Italia, pur rallentata, segna un incremento reale dell’1,14%, confermando un divario a sfavore dell’Umbria che tende ad allargarsi.
A livello strutturale, il dato più preoccupante riguarda la tenuta complessiva del sistema produttivo, ormai polarizzato tra comparti deboli e nicchie vitali. Con un valore aggiunto pro capite di 28.030 euro, pari all’84,1% della media nazionale (33.347 euro), l’Umbria perde ulteriore terreno: non è più il ponte tra Centro e Sud, ma una terra di mezzo sempre più spinta verso la seconda metà della classifica. L’Abruzzo ha ormai consolidato il sorpasso e la distanza dell’Umbria dal Centro-Nord si amplia.
Industria in crisi profonda. Terni ultima in Italia per andamento
Il crollo dell’industria manifatturiera è il principale responsabile della frenata. Nel 2024 il settore registra un calo dell’8,08%, il peggiore dato d’Italia. L’Umbria, tradizionalmente legata alla manifattura, vede restringersi il perimetro produttivo senza che si intravedano controtendenze significative. Il quadro provinciale accentua il pessimismo: Terni è ultima tra le 107 province italiane, con un drammatico -10,45% del valore aggiunto industriale, mentre Perugia è quartultima (-7,53%). Una perdita di capacità competitiva che non si spiega solo con il ciclo congiunturale, ma con un indebolimento strutturale delle filiere, dell’innovazione e degli investimenti.
Agricoltura e turismo tengono in piedi la regione
In un contesto di stagnazione l’agricoltura si rivela invece un pilastro di resilienza. Il settore cresce del 13,64%, oltre tre punti percentuali sopra la media nazionale, e si colloca tra i migliori risultati in Italia. A livello provinciale, Terni sale al 26° posto (+18,75%), mentre Perugia è 53ª (+11,38%), a conferma di un comparto che, pur piccolo, continua a modernizzarsi e a sfruttare la spinta dell’agroalimentare di qualità e del turismo rurale.
Buoni segnali anche dai servizi legati a commercio, trasporti, alloggio e ristorazione, che crescono del 3,3%, perfettamente in linea con la media nazionale (+3,15%) e superiore a quella del Centro Italia (+2,86%). In particolare, il turismo mostra una sorprendente capacità di tenuta, sostenuto da un’offerta culturale diffusa e da un posizionamento territoriale sempre più attrattivo.
Meno brillante rispetto alla media nazionale ma comunque interessante, invece, la dinamica dei servizi professionali, finanziari e immobiliari, che avanzano del 4,06%, un punto in meno rispetto alla media italiana (+5,02%), segno che l’Umbria continua a soffrire la carenza di competenze specialistiche e di investimenti nei servizi avanzati.
Terni prima in Italia nella pubblica amministrazione
Se l’industria arretra, il settore pubblico mostra un volto decisamente più dinamico. Nel comparto che comprende pubblica amministrazione, sanità, istruzione e attività culturali e di intrattenimento, l’Umbria mette a segno un risultato positivo (+3,84%), superiore alla media nazionale (+2,94%). A livello provinciale, la sorpresa è Terni: prima in Italia tra le 107 province, con un aumento del 4,88% del valore aggiunto, mentre Perugia si piazza al 28° posto (+3,5%). Un risultato che si lega alla forte presenza di strutture pubbliche e alla vivacità del tessuto culturale locale. La Camera di Commercio dell’Umbria ha del resto documentato come la regione sia la prima in Italia per numero di attività culturali e spettacoli in rapporto alla popolazione, un elemento che contribuisce alla coesione sociale e all’attrattività turistica.
Costruzioni in calo, segnali deboli dai servizi
Tra i comparti più in difficoltà figurano anche le costruzioni, che in Umbria segnano un arretramento del 6%, secondo peggior risultato nazionale dopo il Molise (-11,3%). Terni precipita al terzultimo posto con -8,79%, mentre Perugia si ferma al 95° (-4,03%). Commercio e turismo rappresentano invece i motori che impediscono una contrazione più severa: Terni cresce del 3,43% e Perugia del 3,26%, valori in linea con il resto del Paese, confermando la capacità di questi settori di mantenere viva l’economia regionale.
Un sistema che galleggia, ma non corre
Nel complesso, il 2024 consegna l’immagine di un’Umbria che cresce poco e male. Il valore aggiunto aumenta nominalmente, ma l’inflazione ne annulla gli effetti reali. L’industria arretra, l’agricoltura avanza, i servizi tengono ma non trainano. È un’economia che si regge sull’equilibrio instabile di comparti tradizionali e attività di sostegno, dove la mancanza di innovazione e di spinta produttiva pesa sempre di più. Senza un rilancio del settore manifatturiero e un salto di qualità nei servizi ad alto valore aggiunto, la regione rischia di restare ai margini della ripresa nazionale.
Mencaroni: crisi strutturale, processo lungo
“La crisi strutturale dell’economia umbra non è un fenomeno recente – ricorda Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria – ma un processo lungo, che oggi trova una nuova conferma nei dati sul valore aggiunto. Il fatto che la nostra regione sia stata inserita nella Zona Economica Speciale unica, insieme alle Marche, è un segnale della difficoltà, ma anche un’opportunità da cogliere con decisione. Le Zes nascono per favorire investimenti e crescita nelle aree in ritardo, e l’Umbria può e deve sfruttare questa condizione per rilanciarsi. Come Camera di Commercio siamo impegnati nell’accompagnare le imprese nella doppia transizione, economica ed ecologica, sostenendo la digitalizzazione, la formazione e l’innovazione. Perché solo attraverso un aumento della produttività reale e una maggiore capacità di attrarre capitali e competenze l’Umbria potrà tornare a crescere in modo stabile, rafforzando il suo tessuto economico-produttivo e, di conseguenza, anche sociale”.
Rigenerazione urbana e distretti del commercio. Questa la spinta allo sviluppo delle città che arriva da “Imprese Futuro Umbria 2025”, l’evento con cui Confcommercio Umbria ha celebrato 80 anni di storia associativa. Alla Sala dei Notari di Perugia si sono alternati economisti, accademici, amministratori e imprenditori, accomunati da una stessa convinzione: il futuro dell’Umbria si costruisce nei territori, nelle città e nella capacità delle comunità di rinnovarsi.
La rigenerazione urbana
Dopo il saluto del vicepresidente di Confcommercio Umbria Simone Fittuccia e dell’assessore allo sviluppo economico del Comune di Perugia Andrea Stafisso, il primo a prendere la parola è stato il professor Alessandro Balducci, già prorettore del Politecnico di Milano, considerato tra i massimi esperti di rigenerazione urbana.
Balducci ha posto al centro del suo intervento un messaggio forte: “La rigenerazione non è un progetto edilizio, ma un progetto di comunità. Le città torneranno a vivere solo se sapranno coinvolgere cittadini e imprese dei servizi di prossimità in un disegno condiviso di rinascita”.
Distretti del commercio
A seguire, la professoressa Elena Franco, architetto e studiosa delle politiche urbane, ha approfondito il tema dei distretti del commercio, strumento innovativo capace di rigenerare economie urbane e rafforzare la coesione sociale.
“I distretti del commercio”, ha spiegato Elena Franco, “non sono semplici formule amministrative: sono vere e proprie reti collaborative, in cui pubblico e privato co-progettano spazi, esperienze e nuove opportunità economiche”.
Esperienze concrete di distretti del commercio sono state raccontate da Michele Biselli (presidente Confcommercio Perugia), Oscar Fusini (direttore Confcommercio Bergamo), Juri Imeri (Sindaco di Treviglio) e Matteo Burico (Sindaco di Castiglione del Lago), che hanno sostenuto come una governance locale forte e partecipata possa ridare vitalità ai centri urbani.
Dal “made in Itaky” al “sense of Italy”
Un cambio di paradigma è arrivato con l’intervento di Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi Confcommercio nazionale, che ha presentato la sua innovativa teoria del Sense of Italy: un concetto che supera la logica tradizionale del Made in Italy – legato alla produzione materiale – per abbracciare un’identità economica fondata sulla relazione tra beni e servizi, cultura, turismo e qualità della vita.
Bella ha dimostrato, dati alla mano, come la crescita italiana sia oggi trainata proprio dai servizi di mercato e dall’esperienza turistica, settori che alimentano un ciclo virtuoso tra desiderio, memoria e valore percepito.
“Ogni territorio – ha spiegato Mariano Bella – deve costruire il proprio Sense of Italy, la propria capacità di generare senso, emozione, desiderio. È lì che si forma il valore economico contemporaneo”.
Da qui l’idea, lanciata simbolicamente durante l’evento, di un “Sense of Umbria”: una chiave interpretativa che racconta la regione attraverso autenticità, bellezza discreta, qualità della vita e valore delle relazioni.
Un modello che può trasformare il patrimonio culturale e umano dell’Umbria in una nuova economia dell’esperienza, radicata nei territori e aperta al mondo.
Mencaroni: rigenerare le città per rigenerare le comunità
Il presidente di Confcommercio Umbria, Giorgio Mencaroni, ha collegato i temi emersi dal confronto ai pilastri della missione dell’associazione: “Viviamo un tempo in cui anche le nostre piccole città e i nostri borghi stanno cambiando. Cambiano le economie, i modi di vivere, di incontrarsi. È un cambiamento che interroga tutti noi – istituzioni, imprese, comunità locali – ma che può offrire nuove opportunità se lo affrontiamo con visione e coraggio”.
Mencaroni ha ricordato come Confcommercio Umbria abbia da tempo lanciato l’allarme sulla desertificazione commerciale dei centri storici, e oggi lavori insieme a istituzioni e Comuni per contrastarla con un approccio nuovo, sistemico e integrato.
“La difesa del commercio tradizionale – ha aggiunto – è solo un tassello di una strategia più ampia di rigenerazione urbana. In questa direzione vanno i distretti del commercio, su cui stiamo investendo energie e competenze, perché se tornano a vivere i centri storici, tornano a vivere anche le relazioni, l’identità e la fiducia.
Ci aspettiamo dalla Regione risposte concrete in tema di risorse, anche attraverso lo strumento dei Fondi Strutturali: stiamo seguendo con estrema attenzione questa partita che riteniamo strategica”.
Nel richiamare gli interventi dei relatori, Mencaroni ha citato la lezione di Balducci e Franco come esempi di una visione comune: “La rigenerazione urbana è un progetto di comunità, e i distretti del commercio sono strumenti di innovazione territoriale”.
E ha poi collegato la riflessione di Mariano Bella alla vocazione umbra: “Il Sense of Italy di cui ha parlato Bella è ciò che noi umbri possiamo e dobbiamo raccontare: la qualità della vita, la bellezza dei luoghi, l’autenticità delle nostre imprese. È questo senso profondo di italianità radicato nelle comunità locali che dobbiamo tradurre in valore economico, in attrattività turistica, in nuova impresa”.
L’Umbria di domani
La sezione “L’Umbria di domani”, con Luca Ferrucci (amministratore unico di Sviluppumbria), Francesco De Rebotti (assessore regionale allo Sviluppo Economico) e Simona Meloni (Assessore regionale al Turismo, Riqualificazione urbana e centri storici), ha tracciato un percorso comune: unire innovazione, politiche territoriali e turismo in una strategia unitaria di crescita sostenibile.
“L’Umbria ha bisogno di una visione condivisa – ha ribadito Mencaroni – che metta insieme istituzioni, imprese e cittadini per restituire alle nostre città la loro anima produttiva, sociale e culturale. Confcommercio è pronta, come sempre, a fare la sua parte”.
Gli 80 anni di Confcommercio Umbria
Nel segmento conclusivo, dedicato a “Ricordare il futuro”, Giampaolo Rossi (CEO Fabbrica di Lampadine) e Omar Di Curzio (presidente Giovani Imprenditori Confcommercio Umbria) hanno portato due testimonianze simboliche: il passato che ispira e il futuro che incalza.
Dopo il contributo del presidente Giorgio Mencaroni, si sono succeduti gli interventi istituzionali del sottosegretario al ministero dell’Interno Emanuele Prisco, della presidente della Giunta regionale dell’Umbria Stefania Proietti, della sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi e della presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria Sarah Bistocchi, che hanno ribadito l’importanza del sistema delle imprese per la coesione territoriale e sociale dell’Umbria.
Le premiazioni
L’evento si è concluso con la consegna – da parte delle autorità presenti – di una serie di riconoscimenti a figure simbolo che hanno fatto la storia di questi primi 80 anni della Confcommercio dell’Umbria e alle imprese che da decenni hanno il proprio patto associativo con l’organizzazione. Un premio simbolico, attraverso il quale – ha tenuto a sottolineare il presidente Giorgio Mencaroni – “vogliamo dire grazie a tutte gli imprenditori e professionisti che ogni giorno, da 80 anni, si affidano a Confcommercio Umbria per gestire al meglio la propria attività e affrontare le sfide di un cambiamento sempre più vertiginoso”.
Riconoscimento a Francesco Sacchetti, ex direttore di Confcommercio Umbria. Riconoscimenti alla memoria ai presidenti di Confcommercio della provincia di Perugia e dell’Umbria Giuseppe Paoloni e Antonio Giorgetti e al presidente di Confcommercio Gubbio e Innovazione Terziario Lucio Lupini.
Premi alle Eccellenze: AD Motor, Barton Group, Bianconi Ospitalità, Cancelloni Food Service, Donati Abbigliamento, Macelleria Pucci, Micra Software & Services S.r.l, PAC 2000 A CONAD
Premi alle imprese, selezionate su tutto il territorio regionale in base alla anzianità del rapporto associativo con Confcommercio:
Assisi: Brunelli Angelo Calzature, Il Buongustaio di Gambacorta Eugenio, Fontebella Palace Hotel Bastia Umbra: Marini Edilizia srl, Mondia Srl Città di Castello: Hotel Park Geal, Oreficeria Talamelli Snc Gualdo: Ristorante Gigiotto Gubbio: Gioielleria Bedini Sas; Magazzini Santini Snc, Mercerie Parlanti Snc Foligno: Best Food 1967, di Trampetti Daniele; Hotel Ristorante Fichetto; Norcineria Massatani; Pasticceria Muzzi srl; Righi Abbigliamento Spoleto: Hotel dei Duchi, Paoluzi Maria Rita, Tomasini Francia srl, Trattoria “Da Piero” al Palazzaccio Orvieto: Esperienza Vera Sas Terni: Mode Manni snc di Corradi F. & R.; Ottica Dragoni srl; Societa’ Pegaso srl Todi-Marsciano: La Bottega di Carlino; Pizzeria Italo Snc di Giubilei Marco Perugia: Alessandrelli Centro Casa; Automigliorgas; Biagini Oreficeria; Casa del Lampadario; Gerbi Adriano Trasimeno: Camilloni s.r.l.; Gelateria Tropical; Gioielleria Capolsini & C. Snc.
Nel terzo trimestre 2025 nella regione il numero delle aziende in Umbria è continuato a crescere. Il recupero nel numero delle imprese quindi prosegue, ma il confronto con un anno fa resta ancora negativo. Segnali di vitalità per le società di capitale, anche se la distanza dal resto del Paese si allarga.
Il risultato è comunque importante: mentre l’Italia e il Centro tirano il fiato, segnando una leggera flessione dopo il rimbalzo primaverile, l’Umbria si muove in controtendenza, confermando un tessuto imprenditoriale che prova a ritrovare equilibrio e fiducia dopo che, fino a due trimestri fa, aveva evidenziato una fase difficile.
Questo il quadro dell’imprenditoria umbra che emerge dai dati di Movimprese di Infocamere, la piattaforma del sistema camerale italiano che fotografa la dinamica delle imprese sul territorio. Nel trimestre luglio-settembre 2025, le imprese umbre iscritte al Registro camerale sono 90.440, in aumento di 132 unità rispetto al secondo trimestre.
Il confronto annuale Se però il confronto si sposta su base tendenziale, cioè rispetto allo stesso periodo del 2024, il quadro cambia. Un anno fa le imprese registrate erano 91.088: il saldo negativo è di 648 aziende, pari a un calo dello 0,7%. In Italia la flessione è del 0,6%, nel Centro del 0,5%. Un quadro dunque ambivalente: bene nel confronto ravvicinato, meno brillante nel confronto annuale. Ma la direzione di marcia è tornata quella giusta, e questo è il segnale che più conta in una fase ancora incerta.
Dieci anni di trasformazioni Se si guarda al decennio 2015-2025, l’Umbria registra una contrazione più marcata rispetto alla media nazionale e al Centro Italia. Dieci anni fa, nel terzo trimestre 2015, le imprese iscritte erano 95.422, quasi 5.000 in più rispetto a oggi. Il calo complessivo è quindi del 5,2%, contro il -3% dell’Italia e il -3,6% del Centro. Un arretramento che racconta le difficoltà di un territorio colpito duramente dalle crisi globali, ma anche la capacità di adattamento di chi è rimasto, investendo in nuovi modelli organizzativi e digitali.
Le società di capitale tornano a muoversi Segnali incoraggianti arrivano dalle società di capitale, considerate un termometro della solidità di un sistema produttivo. Nel terzo trimestre 2025 l’Umbria ne conta 25.907, pari al 28,6% del totale delle imprese.
Un valore ancora distante dalla media nazionale del 33,4%, ma in crescita rispetto ai trimestri precedenti: +200 società rispetto al secondo trimestre, dopo un rimbalzo già avviato nella primavera 2025. Sul fronte annuale, tuttavia, il bilancio resta in lieve rosso: tra il terzo trimestre 2024 e lo stesso periodo del 2025 si registra una flessione da 17.207 a 17.171 società di capitale. È un arretramento minimo, ma che segnala come le imprese umbre più strutturate abbiano faticato più della media nazionale a reggere l’urto post-Covid, probabilmente perché più esposte in settori colpiti duramente dalle restrizioni o perché meno dotate di riserve e strumenti finanziari.
Una crescita ancora da consolidare Nel lungo periodo, la quota delle società di capitale sul totale delle imprese umbre è comunque cresciuta in modo costante: era il 21,5% nel 2015, è salita al 25,8% nel 2019 e ha toccato il 28,6% nel 2025. Ma la distanza con l’Italia, invece di ridursi, si è ampliata. Se nel 2019 l’indice umbro era pari all’89,6% del dato nazionale, nel 2025 è sceso all’85,6%. Un gap che racconta un tessuto economico ancora troppo frammentato, dove la microimpresa resta il modello prevalente. Eppure, rispetto al 2015, l’Umbria ha guadagnato terreno: dieci anni fa era ferma all’81,2% dell’indice nazionale.
La mappa delle imprese umbre Nel III trimestre 2025, la composizione per forma giuridica conferma la netta prevalenza delle imprese individuali, che restano la spina dorsale dell’economia regionale: 44.952 aziende, pari al 49,7% del totale. Seguono le società di capitale, con 25.906 imprese (28,6%), e le società di persone, pari a 17.172 unità (19%). Chiudono il quadro le altre forme giuridiche con 2.410 imprese, il 2,7% del totale.
Tra resilienza e reazione La fotografia che emerge è quella di un’Umbria che prova a reagire pur restando fragile, come dimostra anche il calo su base annuale del numero delle imprese. La fase di ricostruzione economica post-pandemia si intreccia con un processo di selezione naturale delle imprese: chi ha saputo innovare e digitalizzarsi regge, chi è rimasto ancorato a modelli tradizionali fatica. Il messaggio, tuttavia, è chiaro: la vitalità del sistema imprenditoriale umbro non è spenta. È un segnale da leggere con attenzione e da sostenere con politiche mirate, capaci di rafforzare la struttura del tessuto produttivo, favorendo la transizione verso modelli d’impresa più solidi, capitalizzati e innovativi.
“I dati Movimprese del terzo trimestre 2025, dopo quelli positivi del II semestre – commenta il presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni – evidenziano un’Umbria che sta reagendo, anche in un contesto nazionale che torna a rallentare. È un segnale importante, perché dimostra che il sistema produttivo regionale ha ritrovato un po’ di fiducia e sta tornando a investire, dopo che fino a due trimestri fa aveva passato una fase difficile. Certo, la distanza con la media italiana resta, ma la direzione è quella giusta: serve continuità, non solo nel sostegno alle imprese ma anche nella semplificazione amministrativa e nell’accesso al credito. Il nostro compito, come Camera di Commercio, è accompagnare tutto questo, valorizzando chi scommette su qualità, digitalizzazione e capitale umano. L’Umbria non deve rinunciare a giocare un ruolo da protagonista in questa fase di transizione economica”.
L’artigianato guida la ripresa dell’economia nelle zone terremotate. Se si esclude Spoleto, negli altri 14 comuni del cosiddetti “cratere” dieci anni dopo il sisma del 2016 si registra un +11% di addetti. Nello stesso periodo, l’Umbria ha visto un calo del 4,3% e l’Italia del 7,2%.
I dipendenti subordinati registrano un +39,5 (Umbria +1,5% e Italia -6,2%). Complessivamente imprese in calo dell’11,2%: questo significa che ce ne sono di meno, ma sono più strutturate e in grado di assicurare più occupazione.
E’ quanto mostra, in sintesi, il report della Camera di Commercio dell’Umbria, nell’ambito del Progetto Fenice.
Meno imprese, ma più addetti
L’analisi copre il decennio dal secondo trimestre 2015 al secondo trimestre 2025, includendo il 2019 come anno pre-pandemico. Nei comuni montani del cratere (Arrone, Cascia, Cerreto di Spoleto, Ferentillo, Montefranco, Monteleone di Spoleto, Norcia, Poggiodomo, Preci, Polino, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano e Vallo di Nera) escludendo Spoleto che, essendo una città, ha dinamiche sue proprie differenti dalla situazione più omogenea esistente negli altri comuni, le imprese artigiane attive sono calate da 489 a 411, con una perdita dell’11,2%.
Numeri peggiori della media regionale (-5,5%) e nazionale (-4%). Ma dietro questa contrazione si cela un paradosso positivo: gli addetti sono aumentati dell’11%, passando da 1.008 a 1.149. Una dinamica positiva che va in direzione opposta rispetto al resto del Paese: l’Umbria ha perso 3.936 addetti (-4,3%), l’Italia addirittura 214mila (-7,2%).
È il segnale che, seppur meno numerose, le imprese artigiane rimaste hanno saputo irrobustirsi, assumere e crescere di dimensione. La media è salita da 2,1 a 2,8 addetti per azienda, ribaltando il rapporto con la regione che nel 2015 aveva valori più alti.
Tanti dipendenti subordinati
Il vero spartiacque è nella qualità dell’occupazione. Nei 14 comuni del cratere, i dipendenti subordinati – lavoratori dipendenti veri e propri, non familiari – sono aumentati del 39,5%: da 370 a 629. Un dato che fa impressione se confrontato con l’Umbria (+1,5%) e con l’Italia, che ha perso il 6,2%.
In parallelo i collaboratori familiari sono scesi da 638 a 520 (-20,2%). Nel 2015 erano quasi il doppio dei dipendenti, nel 2019 si erano equilibrati, nel 2025 i subordinati hanno preso il sopravvento. È la fine del modello tradizionale e l’inizio di un artigianato più moderno, che non si regge solo sul nucleo familiare ma apre le porte a professionalità esterne.
Un passaggio che segna la differenza tra resistere e competere. E che racconta come il terremoto, pur devastante, abbia accelerato una trasformazione che altrove fatica a decollare.
Male Spoleto
Se si include Spoleto, il quadro resta positivo ma si smorza. La città, con oltre 36mila abitanti – più di tutti gli altri 14 comuni messi insieme – riduce la crescita degli addetti allo 0,6% e frena l’aumento dei dipendenti al 9,1%.
Le dinamiche spoletine, più simili al trend regionale, non agganciano la stessa traiettoria di rafforzamento. Il cratere montano appare così come un contesto a sé, più coeso e più segnato dalla ricostruzione, mentre Spoleto segue un percorso urbano e meno trainato dall’emergenza post-sisma.
I settori che trainano
Dentro i numeri si vedono i mestieri che hanno beneficiato di più. In dieci anni, gli addetti legati all’alloggio e alla ristorazione sono quasi raddoppiati, da 109 a 213, spinti dalla presenza del personale dei cantieri della ricostruzione e dalla ripresa post terremoto di un certo flusso turistico.
La manifattura cresce da 831 a 879 addetti, segno che anche i settori tradizionali possono adattarsi. L’agricoltura artigiana rimane stabile con 79 addetti, mentre trasporti e magazzinaggio segnano una leggera contrazione. Le “altre attività di servizi”, che includono anche comparti innovativi, assorbono circa 400 occupati.
Oltre la ricostruzione
La domanda è inevitabile: cosa accadrà quando i cantieri finiranno? La ricostruzione ha agito da motore straordinario, ma non potrà durare all’infinito. Se non si consolida ora la crescita, il rischio è di perdere terreno.
La priorità è rendere strutturale l’irrobustimento, puntando su innovazione, formazione, filiere e attrazione di giovani. Non basta resistere: serve costruire un futuro competitivo. Il cratere montano ha dimostrato che l’artigianato può cambiare pelle anche nelle zone più fragili. La sfida è trasformare l’eccezione in regola, facendo di questi territori un laboratorio di resilienza che diventa sviluppo.
La sfida sociale e il Progetto Fenice
Accanto ai segnali positivi, resta aperta una sfida cruciale: quella demografica. Il cratere montano soffre infatti di spopolamento e invecchiamento della popolazione, con il rischio che la vitalità economica non trovi nuova linfa nelle generazioni future. Perché la crescita non resti un episodio legato solo alla ricostruzione, occorre attrarre giovani e competenze innovative, trasformando questi territori in luoghi capaci di offrire opportunità stabili. Le risorse del PNRR, la spinta della digitalizzazione e le opportunità della transizione verde possono diventare leve decisive per consolidare i risultati e garantire che l’artigianato del cratere resti competitivo anche oltre l’emergenza. E in questo contesto si inserisce il Progetto Fenice, nato dalla collaborazione fra Università per Stranieri di Perugia, Comune di Norcia, Camera di Commercio dell’Umbria e Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, per aiutare concretamente a ricostruire il tessuto sociale, culturale ed economico delle aree colpite dal sisma.
La dichiarazione di Mencaroni
Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Questi numeri ci dicono che la montagna umbra del cratere, pur ferita dal sisma del 2016, ha reagito con una sorprendente capacità di rafforzamento. Meno imprese ma più solide, più grandi, con più occupati, mentre la regione e l’Italia hanno perso terreno. La spinta della ricostruzione ha avuto un ruolo decisivo, ma la vera sfida è andare oltre e rendere strutturale questa crescita. Dobbiamo accompagnare le aziende nell’innovazione e nell’accesso a nuove competenze, perché l’artigianato non può restare legato soltanto all’onda lunga dell’emergenza. Il capitale umano è il cuore di questo processo – sottolinea Mencaroni – e come Camera di Commercio continueremo a sostenerlo con strumenti concreti di sviluppo territoriale. Perché non basta resistere: serve costruire un futuro competitivo. Il cratere montano ha dimostrato che l’artigianato può cambiare pelle anche nelle zone più fragili. La sfida – conclude – è trasformare l’eccezione in regola, facendo di questi territori un laboratorio di resilienza che diventa sviluppo”.
Consumi in Umbria ancora sotto i livelli pre-crisi, ma con segnali di ripresa: il 2025 cresce dell’1,1% sul 2024. Lo rileva l’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sui consumi delle famiglie italiane nei trent’anni 1995-2025.
Dati che danno una doppia lettura nel tempo. Se in Umbria i consumi pro capite restano infatti al di sotto dei livelli pre-crisi, fa sperare il segnale positivo, pur modesto, evidenziato quest’anno. Quel +1,1% rispetto al 2024, lo stesso dato della media italiana e delle regioni del Centro.
I dati nel dettaglio
Nel dettaglio, i consumi pro capite in Umbria, a prezzi costanti 2025, passano dai 19.378 euro del 1995 ai 21.532 euro attuali, con una crescita dell’11,1%. Nello stesso periodo, però, l’Italia registra un incremento del 14,4%, segno di una ripresa più sostenuta rispetto al dato regionale.
Il confronto con il 2007, anno di massimo storico, evidenzia come i consumi umbri siano ancora inferiori del 5,2%, mentre a livello nazionale la contrazione è più contenuta (-1%).
Rispetto al 2019, prima della pandemia, l’Umbria segna una crescita appena più sostenuta di quella nazionale (+3,3% Umbria contro il +2,9% Italia), ma resta al di sotto della media nazionale in valori assoluti: 21.532 euro contro 22.114 euro.
“Questi dati confermano che, pur in un quadro di moderata ripresa, la nostra regione fatica ancora a recuperare pienamente i livelli di spesa pre-crisi”, commenta Giorgio Mencaroni, presidente di Confcommercio Umbria.
“Il consumo delle famiglie è la leva principale per la crescita economica e l’occupazione: per questo è fondamentale rafforzare la fiducia e il potere d’acquisto, sostenendo redditi e riducendo la pressione fiscale. Insieme alle istituzioni dobbiamo lavorare per creare condizioni favorevoli a chi consuma e a chi produce, perché solo così potremo trasformare i segnali positivi in una ripresa stabile e duratura”.
Ufficio Studi Confcommercio: così i consumi
Ict e tempo libero trainano le nuove abitudini di acquisto. La rivoluzione tecnologica ha lasciato il segno nei comportamenti di spesa degli italiani: negli ultimi tre decenni la spesa pro capite per informatica e telefoni ha registrato una crescita vertiginosa, di quasi il 3.000%. In parallelo, anche i consumi legati alla fruizione del tempo libero – in particolare i servizi culturali e ricreativi – hanno mostrato un progresso significativo, con un aumento reale di oltre il 120%. Ad eccezione del comparto tecnologico e del tempo libero, poche altre voci mostrano segnali strutturali di espansione.
Le spese per viaggi e vacanze (+18%) e ristorazione (+25,7%) – sebbene in ripresa – non hanno ancora recuperato completamente le perdite post-pandemiche. Al contrario, il contenimento della domanda di beni tradizionali continua a consolidarsi anche nel 2025, segno di una prudenza che riflette sia scelte culturali che incertezze percepite.
I beni tradizionali perdono centralità – Calano, invece, le categorie più consolidate: alimentari e bevande segnano un calo del 5,1% rispetto al 1995, l’abbigliamento perde lo 0,5% e i mobili ed elettrodomestici restano sostanzialmente stabili (+0,8%). In contrazione anche il consumo reale di energia domestica (-35,1%), dovuto principalmente alla crescente attenzione al risparmio e all’efficienza energetica, sebbene il prezzo unitario dell’energia sia cresciuto notevolmente.
Umbria terra di santi e… ballerini. La regione, che in genere pesa intorno all’1,4-1,5% a livello nazionale in termini di popolazione e Pil, nel comparto delle sale da ballo arriva a sfiorare il 4% del totale italiano, con quasi 1.500 addetti (il 69% dell’intero settore del relax e del divertimento). Nel secondo trimestre di quest’anno, infatti, le sale da ballo umbre rappresentano il 20,1% delle imprese attive del comparto relax e divertimento (94 su 468), a fronte di una media nazionale del 7,8%. Non solo: assorbono da sole 1.469 addetti su 2.130 complessivi, pari al 69% degli occupati del settore.
L’economia del relax in Italia e in Umbria
Per inquadrare questi dati occorre considerare il contesto più ampio. L’“economia del relax e del divertimento” comprende sport, palestre, parchi, stabilimenti balneari, sale giochi, discoteche e altre attività legate al tempo libero. Non è un settore marginale, ma un ambito che incrocia turismo, socialità e benessere, generando occupazione e coesione.
Secondo l’analisi della Camera di Commercio dell’Umbria su dati Unioncamere-InfoCamere e Movimprese (II trimestre 2025), in Italia sono attive 36.863 imprese del relax, con 116.185 addetti. In Umbria il comparto conta 468 imprese attive, anche se sono 550 quelle registrate.
In questo quadro le sale da ballo emergono come il vero baricentro regionale, superando per numero di addetti l’insieme di tutti gli altri sottosettori.
Le “altre attività di intrattenimento”
Accanto al ballo, il comparto umbro presenta altre voci significative. Le attività di intrattenimento e divertimento – giostre, animazione di feste, escape room, laser game, paintball – contano 108 imprese, pari al 23,1% del totale (sopra il 21,9% nazionale), ma con un peso occupazionale più ridotto: 256 addetti, pari al 12% del settore.
Organizzazioni sportive ed eventi
Rappresentano il 24,7% delle imprese attive umbre nel relax e nel divertimento (in linea con il 24,6% nazionale), ma con soli 85 addetti (4%). Più consistente appare il comparto dei centri fitness, che in Umbria incidono per il 18,6% delle imprese del relax, contro il 13,9% nazionale. Qui lavorano 121 persone, pari al 5,7% degli addetti, segno di una domanda crescente di benessere e forma fisica.
Sale giochi e parchi divertimento
Le sale giochi rappresentano l’8,5% delle imprese umbre (40 attività), poco sotto il 9,6% nazionale, con 128 addetti (6%). I parchi di divertimento e tematici raggiungono invece il 3,8% delle imprese umbre contro il 2,5% nazionale, con 63 addetti (3%). Numeri contenuti, ma che testimoniano una diversificazione dell’offerta, in grado di attrarre pubblico con formule innovative.
Stabilimenti balneari
Ovviamente, non avendo il mare, in Umbria restano un settore marginale: 1,1% delle imprese umbre del settore relax e divertimento contro il 17,7% nazionale, con appena 8 addetti. Un dato inevitabile vista la conformazione geografica della regione, che tuttavia rafforza il peso di altre attività come il ballo e il fitness, capaci di colmare in parte questa assenza strutturale.
Perugia e Terni: la geografia del relax
La provincia di Perugia concentra 362 imprese attive con 1.753 addetti (oltre l’80% del totale regionale). Qui la tradizione di locali da ballo, discoteche e intrattenimento ha trovato una naturale connessione con turismo culturale e flussi di visitatori. La provincia di Terni conta 106 imprese e 377 addetti: numeri più contenuti, ma con una specializzazione interessante nello sport, nel fitness e in alcune attività innovative. Un equilibrio che garantisce al settore una diffusione abbastanza omogenea in tutto il territorio regionale.
Il confronto con l’Italia
Nel complesso l’Umbria pesa per l’1,27% delle imprese italiane dell’economia del relax, leggermente sotto il suo peso medio in termini di Pil e popolazione. Ma in alcune voci il quadro si ribalta. Come detto le sale da ballo umbre valgono quasi il 4% del totale nazionale, i parchi divertimento l’1,92% e i centri fitness l’1,75%. Più contenute le quote umbre in eventi sportivi (1,17%) e sale giochi (1,36%).
A livello nazionale, il comparto è guidato dalle attività di intrattenimento e divertimento (21,9%), seguite da organizzazioni sportive ed eventi (19,2%), stabilimenti balneari (17,7%), centri fitness (13,9%), sale da ballo (7,8%), sale giochi (9,6%), altre attività sportive (5,4%) e parchi tematici (2,5%).
Economia e socialità
L’Umbria mostra dunque un profilo particolare. Non eccelle in tutti i segmenti del relax e del divertimento, ma nelle sale da ballo, e in misura più contenuta anche in altre voci del settore, presenta valori superiori (nel ballo nettamente superiori) alla media nazionale. È qui che il divertimento si trasforma in impresa, la socialità in lavoro, la musica in attrattività territoriale.
Il dato triplo delle sale da ballo non è quindi soltanto un numero: è l’indicatore di un settore che unisce economia e comunità, rafforzando l’immagine dell’Umbria come regione capace di trasformare passioni collettive in leve di sviluppo. Un fenomeno, d’altronde, già visto con i dati della cultura, oggetto del report della Camera di Commercio di qualche settimana fa.
Il commento del presidente Mencaroni
Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Il dato delle sale da ballo fotografa una regione che, nel cuore del Paese, ha saputo trasformare la voglia di socialità in un pezzo di economia concreta: venti imprese su cento del comparto relax, contro meno di otto a livello nazionale, e quasi il 70% degli addetti. È un risultato che ci distingue e che racconta la vitalità di un settore capace di generare lavoro e attrattività. Ma l’economia del relax non è fatta solo di piste da ballo: comprende sport, fitness, intrattenimento, parchi, con performance più in linea con la media italiana. Per questo guardiamo al dato del ballo come a un segnale incoraggiante, che ci dice quanto le identità locali possano diventare leva di sviluppo, e allo stesso tempo come stimolo per rafforzare gli altri comparti e dare all’Umbria un profilo ancora più competitivo”.
Aumentano nelle aziende umbre le donne dipendenti non familiari. Un segno di vera crescita, come sottolinea la Camera di commercio dell’Umbria, che ha analizzato le dinamiche nella regione nell’ultimo decennio.
Spiega Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “I dati dimostrano che l’imprenditoria femminile umbra, pur riducendosi numericamente, ha saputo crescere in qualità, struttura e occupazione. È un segnale di maturità che dobbiamo valorizzare: le imprese guidate da donne sono oggi più solide, meno legate al nucleo familiare e più aperte a competenze esterne, capaci quindi di affrontare le sfide del mercato globale. Tuttavia, restano barriere che non possiamo ignorare: l’accesso al credito, la burocrazia e la difficoltà di consolidare le attività nel tempo. Per questo la Camera di Commercio dell’Umbria continuerà a sostenere percorsi di formazione, digitalizzazione e certificazione di parità, strumenti essenziali per rendere l’impresa femminile un pilastro sempre più forte del nostro sviluppo economico e sociale. La crescita dell’Umbria passa anche dalla crescita delle sue imprenditrici”.
Meno imprese ma più robuste Il decennio 2015-2025 ridisegna la geografia delle imprese femminili in Umbria. Se da un lato il numero complessivo cala – da 20.789 a 19.633, pari a -5,6% – dall’altro la solidità delle aziende “rosa” cresce. Gli addetti crescono da 49.594 a 52.563, con un incremento del 6% che segnala un percorso di consolidamento. Aumenta soprattutto la dimensione media: 2,68 addetti contro i 2,39 del 2015, +12,1%, un progresso ben superiore alla media nazionale (+8,7%).
È un segnale importante: le imprese femminili umbre restano più piccole delle maschili (4,14 addetti medi), ma accorciano le distanze. E soprattutto smettono di poggiare quasi esclusivamente sulla famiglia, aprendo a nuove forme di occupazione.
Un cambio culturale evidente Dentro questi numeri si legge un cambiamento di prospettiva. In dieci anni gli addetti familiari si riducono del 15,7% (da 20.670 a 17.416), mentre crescono con forza gli addetti non familiari (+17,7%, da 28.924 a 35.147). Significa che sempre più imprenditrici scelgono di affidarsi a competenze esterne, assumendo dipendenti veri e propri. Una tendenza che, in proporzione, è quasi doppia rispetto a quella delle imprese maschili (+9,5%).
Il risultato è chiaro: meno attività a stretta conduzione familiare, più imprese professionalizzate. È un salto di qualità che cambia la natura del tessuto produttivo “rosa”, rendendolo più competitivo e pronto ad affrontare sfide complesse.
La sfida della sopravvivenza Resta però un punto debole: la durata delle imprese femminili. I dati Unioncamere mostrano che a 5 anni dalla nascita sopravvive il 72,3% delle aziende “rosa”, contro il 77,3% di quelle maschili; oltre i 5 anni la distanza si allarga, 67,5% contro 73,1%. Un segnale che richiama l’urgenza di strumenti di accompagnamento più forti, per aiutare le imprese femminili a consolidarsi nel tempo.
Eppure, nonostante le difficoltà, le imprese femminili continuano a rappresentare un quarto del tessuto imprenditoriale umbro, con un peso leggermente sceso, in Umbria, dal 25,7% al 25,3%. Un dato che non toglie rilevanza al loro ruolo, sempre più centrale nelle dinamiche economiche locali.
Il nodo del credito Altro fronte cruciale è quello del finanziamento. Solo poco più di un terzo delle imprese femminili ricorre a prestiti bancari, una quota simile a quella maschile. Ma le modalità di avvio mostrano una forte differenza culturale: tre imprenditrici su quattro iniziano con capitali personali o familiari, mentre solo una su quattro utilizza prestiti bancari (26,9% contro il 22,4% degli uomini).
L’uso di strumenti innovativi come business angels, venture capital o crowdfunding è marginale: meno dell’1%. Una scelta che garantisce autonomia finanziaria, ma che limita la possibilità di scalare i mercati. È qui che si gioca una partita decisiva per il futuro: aprirsi a fonti di capitale diversificate è ormai condizione indispensabile per crescere in un contesto competitivo globale.
Burocrazia e incentivi Alle difficoltà di accesso al credito si sommano quelle legate agli incentivi pubblici. Oltre la metà delle imprese segnala ostacoli burocratici. Una imprenditrice su tre lamenta la complessità delle pratiche, mentre più di una su dieci sottolinea le attese troppo lunghe per ricevere concretamente i fondi.
Questa rigidità amministrativa rischia di vanificare l’impatto delle politiche pubbliche, soprattutto per le realtà più piccole, che non hanno uffici dedicati a seguire pratiche e scadenze. In molti casi, la burocrazia diventa un ostacolo alla competitività, più che uno strumento di sostegno.
Certificazione di parità in crescita, ma con ampi margini di miglioramento Un segnale incoraggiante arriva dalla certificazione della parità di genere, introdotta dal PNRR e gestita da Unioncamere. A livello nazionale le imprese certificate sono passate dalle poche decine del 2022 alle 7.960 del 2025. Un progresso significativo, ma che riguarda ancora una quota molto limitata del tessuto produttivo italiano.
Considerato che in Italia le imprese femminili attive sono oltre 1,3 milioni, la certificazione oggi interessa solo una minoranza e lascia dunque ampi margini di crescita. Rafforzare questo strumento non significa solo ridurre il gender gap, ma anche rendere più trasparenti i processi interni, aumentare la reputazione e migliorare la competitività delle aziende, creando un ambiente più attrattivo per talenti e investimenti.
Il ruolo del comitato per l’imprenditoria femminile Fondamentale, in questo scenario, il contributo del Comitato per l’imprenditoria femminile (CIF) della Camera di Commercio dell’Umbria. Presieduto da Dalia Sciamannini e coordinato sul piano dirigenziale dal vice segretario generale Giuliana Piandoro, il CIF promuove la cultura d’impresa, organizza attività di formazione, mentoring e networking, e offre strumenti per affrontare i nodi più critici, dal credito alla digitalizzazione.
Un lavoro costante che trasforma i numeri in occasioni concrete di crescita e accompagna le donne imprenditrici verso percorsi di maggiore autonomia e stabilità.
Ad agosto le imprese dell’Umbria prevedono 4.380 assunzioni, con un saldo negativo di 230 unità rispetto allo stesso mese del 2024. Su base trimestrale, però, il dato si fa positivo: tra agosto e ottobre sono 17.920 gli ingressi previsti, 390 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
I dati arrivano dall’ultimo bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nell’ambito del Programma nazionale “Giovani, donne e lavoro”, cofinanziato dall’Unione europea. Excelsior è oggi uno strumento fondamentale per leggere in tempo reale le dinamiche occupazionali italiane: ogni mese intervista oltre 100mila imprese, restituendo una mappa dettagliata delle assunzioni previste, dei profili ricercati e delle difficoltà di reperimento.
Ma la vera notizia, come rilevato da una specifica analisi della Camera di Commercio dell’Umbria, non sta nei volumi assoluti delle assunzioni, bensì nella loro composizione qualitativa. E questa composizione racconta un cambiamento profondo e, sotto molti aspetti, preoccupante.
Sempre meno laureati
Il primo dato allarmante riguarda la domanda di laureati: solo il 7% delle assunzioni previste ad agosto 2025 richiede un titolo universitario. È il livello più basso dal 2019, anno in cui la quota era al 9%, poi scesa all’8% nel 2024.
Un trend che non riguarda solo l’Umbria: anche a livello nazionale si osserva un arretramento, con il dato italiano che passa dall’11% del 2019 al 9% attuale. Il che significa che il sistema produttivo nel suo complesso si sta allontanando dai profili ad alta qualificazione, con un impatto negativo sull’innovazione e sulla crescita di lungo periodo.
L’avanzata delle qualifiche professionali
Se laureati e diplomati perdono terreno, altri profili avanzano con decisione. A guidare la trasformazione è la voce “qualifica o diploma professionale”, che da sola assorbe il 45% delle assunzioni umbre previste ad agosto 2025. Era al 32% nel 2019 e al 44% nel 2024: una crescita continua, che riflette la domanda di competenze operative e specialistiche di base, a scapito dell’istruzione generale.
Nel frattempo, diplomati e laureati insieme rappresentano solo il 31% delle assunzioni (24% i diplomati, 7% i laureati), contro il 46% del 2019. Un vero e proprio slittamento verso il basso nella scala formativa.
Inalterata, invece, la quota di chi entra nel mercato del lavoro con la sola scuola dell’obbligo, che rimane attorno al 22%.
Più profili generici, meno specializzazione
A completare il quadro, l’evoluzione dei profili professionali richiesti. Crescono quelli “generici”, ovvero senza specializzazione specifica, che passano dal 12% del 2019 al 18% nel 2025.
All’opposto, calano sensibilmente le assunzioni di dirigenti, specialisti e tecnici (dal 17% al 12%) e quelle di operai specializzati e conduttori di impianti (dal 37% al 27%). Solo le professioni commerciali e dei servizi registrano un incremento, passando dal 28% al 37%, mentre gli impiegati restano stabili al 6%.
Questi dati indicano una struttura occupazionale che si sposta verso profili intermedi e generici, mentre si restringe lo spazio per le professioni più complesse, cruciali per l’innovazione.
Le “Top five” dei settori: l’industria metalmeccanica ed elettronica arretra
Il cambiamento emerge anche osservando la composizione settoriale delle assunzioni. Tra i cinque comparti con il maggiore peso percentuale nel trimestre agosto-ottobre 2025 (le cosiddette “Top five”), si registrano due segnali opposti.
Crescono i servizi di alloggio e ristorazione; servizi turistici, che passano dal 16,1% al 19,1% delle assunzioni totali, e le costruzioni, dall’8,4% all’11,3%.
Al contrario, si riducono le assunzioni nel commercio (dal 14,8% al 13,1%) e nei servizi alle persone (dal 13,2% al 10,6%).
Il cambiamento più emblematico riguarda però l’industria. Nel 2019 tra le “Top five” umbre figuravano le industrie metalmeccaniche ed elettroniche, con il 5,1% delle assunzioni nel trimestre agosto-ottobre. Oggi spariscono dalla classifica, sostituite dalle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco, con il 4,9% delle assunzioni.
Un’ulteriore conferma che il peso dei settori tecnologicamente avanzati si sta assottigliando, lasciando spazio ad attività più tradizionali, meno strategiche e meno innovative.
Il paradosso del lavoro che c’è, ma non si trova
Le imprese umbre che intendono assumere sono aumentate negli anni: erano il 9% ad agosto 2019, oggi sono il 12%. Ma l’espansione quantitativa non colma il divario qualitativo.
La difficoltà nel reperire le figure richieste è ancora alta: nel 2025, il 51% delle imprese segnala problemi, contro il 33% di sei anni fa. Il dato è in miglioramento rispetto al 2024, ma resta sintomo di un mercato del lavoro sbilanciato, dove la domanda si allontana dall’offerta formativa reale.
Un mercato che si adatta al ribasso
In sintesi, i numeri del Sistema informativo Excelsior disegnano un mercato del lavoro in progressiva semplificazione. L’Umbria continua ad assumere, ma lo fa spostando l’attenzione su profili meno qualificati, con ricadute strutturali sull’intero modello di sviluppo.
La regressione formativa è un dato di fatto: meno laureati, meno diplomati, più figure generiche. E con essa, si osserva una trasformazione produttiva che penalizza l’industria innovativa in favore di settori come turismo e costruzioni.
Il rischio è che il sistema economico regionale si adagi su un equilibrio fragile, rinunciando a investire nelle competenze che servono davvero per crescere.
Il Sistema Excelsior, mese dopo mese, non restituisce solo statistiche, ma una radiografia delle scelte strategiche (o delle rinunce) del tessuto imprenditoriale. E a leggere i dati di agosto 2025, l’Umbria si muove, sì, ma in maniera squilibrata.
Mencaroni: la chiave è l’innovazione
Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “La vera sfida oggi è trovare la chiave perché l’economia umbra possa collocarsi stabilmente su livelli più elevati di innovazione, sia nelle attività tradizionali che in quelle ad alto contenuto tecnologico, che nella nostra regione stanno vivendo una fase di stallo. Serve un patto corale e concreto per spingere l’Umbria verso un salto di qualità, facendo leva sulla transizione digitale ed ecologica. Non a caso, questi sono i due pilastri del programma strategico che la Camera di Commercio dell’Umbria sta portando avanti. Non si tratta di far crescere un settore a scapito di un altro, ma di far crescere tutto il sistema. È questo l’unico modo per costruire un futuro più solido, attrattivo e competitivo per il nostro territorio. E per riuscirci è fondamentale una forte sinergia tra tutte le Istituzioni, regionali e nazionali”.
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