Due indagini con la Camera di Commercio dell’Umbria descrivono un doppio binario. Nel digitale “classico” la regione resta sotto la media nazionale, ma l’economia dei Digital Content Creator corre: in Umbria sono 392 imprese. Nel perimetro delle start-up innovative, invece, la quota giovanile resta sotto media. Sulle start-up Terni spicca per intensità e posizionamenti: 7° e 14° posto su 110 province. Perugia tiene su alcuni indicatori, ma rallenta nella crescita ed è indietro sulle giovanili.
Nel precedente report della Camera di Commercio era emerso che la quota di imprese che innovano nel digitale è inferiore alla media italiana di 5,8 punti percentuali; ancora più marcato il divario sull’intensità degli investimenti (tecnologia, organizzazione e modelli di business), dove il gap arriva a -9,7 punti. È un dato che pesa, perché descrive la capacità di trasformare il digitale in produttività. Eppure, guardando dove l’innovazione si alimenta di linguaggi, piattaforme e competenze diffuse – spesso più vicine ai giovani – la fotografia si fa meno scontata. Due indagini realizzate con la collaborazione della Camera di Commercio dell’Umbria mettono in fila gli indizi. La prima, di Infocamere con il coordinamento scientifico dell’Università di Padova, misura l’espansione dell’economia dei Digital Content Creator. La seconda, Dataview – Il barometro dell’economia territoriale di Unioncamere–Istituto Guglielmo Tagliacarne, osserva le start-up innovative nelle due province umbre. Insieme raccontano un territorio che produce nuova imprenditorialità digitale, ma che fatica ancora a tradurre una parte di quel potenziale nel canale, più stretto e costoso, delle start-up innovative “certificate”.
L’alfabetizzazione digitale si fa impresa
L’indagine sui Digital Content Creator intercetta imprese nate attorno ai nuovi canali digitali: YouTube, TikTok, Instagram, e a parole chiave come “content creator”, “video maker”, “influencer”, rintracciate nell’oggetto sociale e nelle descrizioni di attività. Non è soltanto un fenomeno culturale: dietro un contenuto ben costruito ci sono competenze su produzione, montaggio, grafica, dati, marketing, contratti e diritti. La ricerca distingue le imprese in due gruppi. Le “core” operano in settori ATECO intrinsecamente legati alla content creation (produzione audiovisiva, piattaforme digitali, comunicazione e marketing digitale): rappresentano una nuova imprenditorialità nativa. Le “ibride” svolgono attività in cui la creazione di contenuti è ancillare ma rilevante (moda, turismo, fitness, consulenza, istruzione): sono la prova che il contenuto può diventare parte integrante del modello di business. Tra 2015 e 2024 la crescita è netta. In Italia le imprese di Digital Content Creator sono aumentate del +185% (da 8.918 a 25.429), con un ritmo più intenso per le “core” (+206%) rispetto alle “ibride” (+155%). L’Umbria segue la stessa traiettoria e conta 392 imprese: 229 “core” e 163 “ibride”. Sul totale nazionale la regione vale l’1,54% del fenomeno; sale all’1,7% nelle “ibride” e scende all’1,43% nelle “core”: quote in linea, e in parte leggermente superiori, rispetto al peso dell’Umbria su popolazione ed economia nazionale. È qui che l’innovazione “giovane” si vede con più chiarezza: come imprenditorialità digitale diffusa, spesso micro, capace di crescere e contaminare settori tradizionali. La cerniera: giovani presenti, ma meno della media nel perimetro start-up È qui che il racconto cambia tono. Nelle graduatorie sulle start-up innovative, infatti, la quota di start-up giovanili risulta sotto la media nazionale sia a Terni sia a Perugia, e in modo più marcato nel capoluogo. Non è una smentita della spinta giovanile: è la prova che questa spinta, oggi, passa più facilmente da canali a bassa soglia d’ingresso (creator, servizi digitali, attività ibride) che dal canale delle start-up innovative, dove contano capitale, reti, incubazione e competenze avanzate. In altre parole: i giovani innovano, ma non sempre lo fanno dentro la definizione statistica di “start-up innovativa”.
Le start-up innovative nelle due province dell’Umbria
Nel barometro Dataview di Unioncamere–Tagliacarne, la provincia di Terni risulta sopra la media nazionale in tre voci su cinque e in due casi entra tra le prime venti posizioni della graduatoria delle 110 province italiane. Il dato migliore è l’incidenza delle start-up ad alto valore tecnologico in ambito energetico: 29,2%, 7° posto nazionale. Molto bene anche il numero di start-up innovative per 100.000 abitanti: 14, che vale il 14° posto. La variazione percentuale 2016–2025 è +100% (38° posto). Restano invece più deboli due indicatori: l’incidenza delle start-up femminili (4,2%, 101° posto) e quella delle start-up giovanili (sotto media, 74ª posizione). La provincia di Perugia mostra un profilo più irregolare. È sopra media in due indicatori: l’incidenza delle start-up femminili (23,3%, 11° posto su 110) e l’incidenza delle start-up ad alto valore tecnologico in ambito energetico (22,1%, 22ª posizione). Regge nel numero di start-up innovative per 100.000 abitanti (13,5, 50° posto), ma rallenta nella variazione 2016–2025 (+38,7%, 66° posto). Il punto più critico è l’incidenza delle start-up giovanili: 9,3%, 94° posto su 110. Il quadro finale è quindi coerente, ma più sfumato di uno slogan: l’Umbria tiene e cresce dove l’innovazione digitale è accessibile, sperimentale e diffusa; mentre nel canale delle start-up innovative, soprattutto per la componente giovanile, emergono ancora margini ampi. La base c’è. La sfida – per imprese, istituzioni e sistema dei servizi – è rendere più facile il passaggio dalla competenza digitale al progetto imprenditoriale strutturato: dal contenuto al prodotto, dalla visibilità al capitale, dalla micro-attività all’impresa che scala.
Mencaroni: la transizione digitale cambio di mentalità e metodo
Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Questi dati ci dicono una cosa che spesso sfugge: la transizione digitale non è una vetrina di tecnologie, è un cambio di mentalità e di metodo. Se i giovani trovano strade rapide per fare impresa nelle piattaforme e nei contenuti, significa che il talento c’è e sa muoversi; il compito delle istituzioni è trasformare quell’energia in progetti che restano, crescono e creano lavoro qui. Per questo, nel nostro programma di mandato, digitale ed ecologico non sono due capitoli separati: sono la stessa sfida, produrre di più consumando meno, competere con dati e competenze invece che con margini compressi. Ecco perché investiamo in iniziative che portano l’impresa dentro le scuole: non per ‘orientare’, ma per allenare i ragazzi a sperimentare, magari fallire e poi ripartire meglio. L’Umbria può diventare un laboratorio nazionale se riesce a fare il salto dal digitale praticato al digitale industriale: dalla creatività diffusa a filiere e imprese che scalano”.
Premiati al Centro congressi della Camera di Commercio dell’Umbria, a Perugia i vini vincitori del concorso enologico regionale “L’Umbria del Vino” 2026.
Per la categoria Vini bianchi DOC 1° classificato il vino Ermes Trebbiano Spoletino DOC 2024 della cantina Benedetti & Grigi di Montefalco e 2° classificato il vino Vigneto Torricella Orvieto Classico DOC 2024 della Cantina Bigi di Orvieto. Per la categoria Vini bianchi IGT, primo classificato il vino Orzalume Umbria IGT Grechetto Sauvignon 2024 dell’Azienda agricola Castello di Corbara di Orvieto, mentre secondo classificato è il vino Grande Alone Umbria bianco IGT 2023 della Cantina Baldassarri – Eredi Baldassarri Luciano di Collazzone. Nella categoria Vini Rossi DOCG primo classificato è il vino Carapace lunga attesa Montefalco Sagrantino DOCG 2018 della cantina Tenute Lunelli di Bevagna e secondo il vino Preda del falco Montefalco Sagrantino DOCG 2021 della cantina Tenute Baldo di Bastia Umbra. Per i vini rossi DOC il vino The fighter Amelia DOC Merlot 2021 della Cantina Pizzogallo si posiziona al primo posto del podio, mentre al secondo troviamo il vino Giovanotto Colli del Trasimeno Gamay DOC 2024 dell’azienda agraria Montemelino di Tuoro sul Trasimeno. Nella categoria Vini rossi IGT primo classificato è il vino Petranera (Linea Oro) Umbria Rosso IGT 2024 dell’azienda agricola Le Crete di Giove e secondo classificato il vino Costante Umbria IGT Merlot 2022 della cantina Semonte di Gubbio. Tra i vini rosati troviamo un ex aequo al primo posto, con il vino Gioie’Lise Umbria Rosato IGT 2024 della cantina Vinsentie di Tuoro sul Trasimeno e il vino La Rosa del falco Umbria Rosato IGT 2025 della cantina Ruggeri Tenuta Colfalco di Montefalco, mentre al secondo posto troviamo il vino Pepe rosa Umbria Rosato IGT 2024 della cantina Cesarini Sartori di Gualdo Cattaneo.
Tra gli Spumanti di qualità primo classificato è il Gladius Metodo Classico Colli Martani Spumante DOC Millesimato 2020 della cantina Terre de la Custodia di Gualdo Cattaneo e secondo classificato è il vino Thadea Vino Spumante Rosato Brut 2024 della cantina Terre Margaritelli di Torgiano. Per la categoria vini dolci il vino Scialo Umbria Moscato Passito IGT 2022 della cantina Dionigi si posiziona al primo posto, mentre il vino Sperello Vinsanto Colli del Trasimeno DOC 2019 della cantina Berioli di Magione si attesta al secondo posto.
Infine, per i premi speciali, il vino Panata Orvieto Classico Superiore DOC 2023 dell’Azienda agricola Argillae di Allerona si aggiudica il Premio Impresa al femminile, il vino Montefalco Sagrantino Passito DOCG 2020 dell’Azienda agricola La Fonte di Bevagna si aggiudica il Premio Giovane imprenditore e, infine, il premio Vino biologico va al vino Indigeno Umbria IGT Trebbiano 2023 dell’Azienda agricola Chiesa del Carmine di Jeremy Sinclair di Perugia.
I vini vincitori potranno ora fregiarsi dell’apposito bollino “Concorso Enologico Regionale “L’Umbria del Vino” – Vincitore” da applicare sulle bottiglie.
Il concorso enologico regionale “L’Umbria del Vino” è promosso dalla Camera di Commercio dell’Umbria e curato dalla sua Azienda Speciale Promocamera, con la collaborazione anche di Regione Umbria, Coldiretti Umbria, Confagricoltura Umbria e Cia Umbria, il 3A Parco tecnologico agroalimentare dell’Umbria, Associazione Strade del Vino e dell’Olio dell’Umbria e Confcooperative Umbria. È, peraltro, l’unico concorso enologico, nella regione, autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (così si chiamava il dicastero competente nel 2021, quando il concorso è nato).
Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Camera di Commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni e dal segretario generale dell’ente Federico Sisti, che hanno tenuto a ribadire l’alto livello dei vini in concorso e l’importante lavoro di squadra che è stato fatto sia con i partner istituzionali che con i membri della commissione, composta da sommelier, enologi e giornalisti di settore, coordinati dal presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella e guidati dal capo panel Maurilio Chioccia. presenti alla cerimonia anche l’assessore regionale Simona Meloni e l’assessore comunale Fabrizio Croce, oltre ai membri della giuria e ai partner del concorso.
La produzione del vino in Umbria
La produzione del vino è aumentata in Umbria nel 2025 del 18% rispetto al 2024, con un +20% rispetto alla sua media 2020-2024, ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio Giorgio Mencaroni. “L’Umbria è una “regione boutique” nel settore che non compete con le regioni “industriali” per ettolitri, ma per la riconoscibilità di stile e le denominazioni che la caratterizzano, conferendole una marcata impronta qualitativa con produzioni simbolo. A fronte di questi dati positivi, – ha spiegato – i prezzi delle uve continuano a subire un deciso calo. Per questo, in un tale quadro, assumono sempre più importanza strumenti che possano contribuire a favorire la conoscenza e l’apprezzamento dei nostri vini da parte dei consumatori. Uno di questi strumenti è, senza dubbio, – ha concluso – il concorso L‘Umbria del Vino, volto alla valorizzazione dell’attività delle aziende vitivinicole e a gettare le basi per rafforzarne la presenza nei mercati nazionali e internazionali, grazie anche alla collaborazione con le istituzioni ed enti della regione.“
Che il concorso regionale sia una significativa occasione di promozione del vino regionale lo ha ribadito anche il segretario generale della Camera di Commercio, Federico Sisti, che ha anche ricordato come tale attività da parte dell‘ente non si ferma qui. ”Nel mese di marzo, il 13 e 14, ad esempio, – ha aggiunto – torna l‘appuntamento con UmbriaofWine, il b2b che vedrà 30 buyer internazionali in Umbria per incontrare e conoscere le nostre cantine e le loro produzioni. Inoltre, sono state avviate collaborazioni con partner del settore qualificati, attraverso le quali il concorso si propone di abbracciare iniziative che superano i confini regionali anche di respiro internazionale, con la presenza ad esempio al prossimo Vinitaly di Verona. Infine, – ha concluso – da quest‘anno la Camera di Commercio lancia il premio per la migliore carta dei vini dei ristoranti italiani che presenta una selezione di vini umbri. A tale proposito, già per il 2026 una menzione speciale è stata data, in attesa del premio vero e proprio, alla Roscioli Salumeria con Cucina di Roma per la sua carta dei vini.
Vino e giovani è stato, quindi, il binomio al centro dell‘intervento dell‘enologo Riccardo Cotarella, che ha ricordato come il vino stia attraversando attualmente un periodo complesso. ”Dobbiamo ricordare – ha sottolineato – che il vino è parte integrante della nostra cultura, della nostra tradizione e del nostro territorio ed è nostro compito rendere anche i giovani più consapevoli di questo. Ma – ha concluso – siamo ottimisti, il vino è sempre risorto e lo farà anche questa volta.“
Il vino in questi ultimi anni ha avuto una battuta d‘arresto a causa di congiunture negative – ha detto l‘assessore Simona Meloni – però come Regione stiamo cercando di lavorare per riportarlo in positivo. Ci apprestiamo alla partecipazione a Vinitaly, che sarà un‘importante momento di valorizzazione dell‘identità dell‘Umbria, cresciuta nel settore enogastronomico sia quantitativamente che qualitativamente. Stiamo lavorando anche per far si che la valorizzazione del nostro vino passi in primis proprio dalle carte dei vini dei ristoranti umbri. Infine, abbiamo anche gli strumenti a disposizione del settore – ha aggiunto – a favore degli investimenti delle imprese, con l‘OCM Vino. Riteniamo, insomma, – ha concluso – che quello vitivinicolo sia un comparto da valorizzare non solo dal punto di vista produttivo e commerciale ma anche nel binomio agricoltura e turismo, perchè il vino è identità e territorio.“
”Si tratta di un comparto, quello del vino, che rappresenta una fetta molto importante dell‘economia della città e della regione, ma soprattutto porta un insieme di saperi e tradizioni che arricchiscono l‘immaginario e l‘enorme patrimonio immateriale che costituisce un elemento di attrazione del nostro territorio. – ha tenuto a sottolineare l‘assessore del Comune di Perugia Fabrizio Croce – Per questo l‘amministrazione comunale è e sarà sempre al fianco dell‘Umbria del vino, per valorizzarlo sia in chiave economica che in chiave turistica.“
Nel 2025 è aumentato il numero delle imprese in Umbria, ma la crescita è lenta e resta lontana dalla media nazionale. Dal punto di vista territoriale, Terni fa meglio di Perugia. Tra i settori, pesa il calo del commercio, che in un anno perde 462 attività, mentre crescono servizi e professioni.
È quanto emerge dal report Movimprese di Infocamere, su dati della Camera di Commercio dell’Umbria: nella regione si contano 273 imprese in più, pari a una crescita dello 0,3%, a fronte di una media nazionale dello 0,96%.
Il risultato, pur positivo dopo il segno meno del 2024 (-0,36%), conferma quindi una dinamica più debole rispetto al quadro italiano, che nello stesso periodo registra un saldo attivo dello 0,96% (+56.599 imprese), oltre al triplo rispetto all’Umbria. Nella graduatoria nazionale l’Umbria si colloca al 14° posto su 20 regioni. Nel Centro Italia il risultato non è il peggiore, ma resta inferiore a quello di Toscana (+0,43%) e soprattutto Lazio (+2,08%), mentre le Marche si fermano a +0,27%.
Tra le due province umbre, Terni segna un andamento migliore rispetto a Perugia: +0,35% contro +0,28%. In termini assoluti, nel Ternano le nuove imprese sono 76, nel Perugino 197, per un totale regionale di 273 aziende in più. Complessivamente le imprese registrate passano da 89.958 a 90.231.
Va inoltre segnalato che le imprese attive crescono leggermente più di quelle registrate (+0,35% contro +0,30%), arrivando a quota 77.777. Il dato può riflettere sia una maggiore pulizia dei registri camerali sia il ritorno all’attività di imprese formalmente iscritte ma inattive negli anni precedenti.
La “qualità”
Prosegue, seppur lentamente, l’irrobustimento del tessuto imprenditoriale regionale. Le società di capitali aumentano anche in Umbria, ma meno che nel resto d’Italia. Nel 2025 le società di capitali attive crescono del 3,3% in regione, contro il +4,5% nazionale. La loro incidenza sul totale delle imprese umbre resta così più bassa della media italiana: 24,9% contro 29,3%.
Le imprese individuali e le società di persone continuano quindi a rappresentare una quota elevata del sistema produttivo regionale e mostrano maggiori difficoltà nel passaggio verso forme più strutturate. I segnali di miglioramento non mancano, ma l’Umbria nel 2025 non riesce a tenere il passo del resto del Paese, ampliando ulteriormente il divario.
Settori: pesa il calo del commercio
Dal punto di vista settoriale, al netto della crescita delle imprese non classificate, il dato più rilevante è il forte calo del commercio: tra il 2024 e il 2025 si contano 462 imprese in meno, di cui 315 in provincia di Perugia e 147 in quella di Terni. Le chiusure superano nettamente le nuove aperture.
A incidere sono la ristrutturazione in atto nel settore e una domanda ancora debole, nonostante la spinta del turismo. Nel 2025 in Umbria i consumi pro capite crescono dell’1,1% rispetto all’anno precedente: un aumento modesto se confrontato con l’incremento dei costi sostenuti dalle imprese, ma in linea con la media nazionale.
Continua anche la flessione del manifatturiero, che perde 172 imprese (-154 a Perugia e -18 a Terni). Frenano le costruzioni (-54 imprese) e arretrano i servizi immobiliari. A sostenere il bilancio complessivo è invece il resto del terziario, che registra un aumento delle attività.
In particolare, si segnala la crescita di 40 imprese nel settore delle Attività professionali, scientifiche e tecniche, considerato uno degli indicatori dell’innovazione. Un segnale incoraggiante sul fronte della transizione digitale ed ecologica, soprattutto in provincia di Perugia, che tuttavia non è ancora sufficiente a colmare il divario strutturale dell’Umbria rispetto alla media nazionale in termini di dinamica imprenditoriale.
Il commento
Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “I numeri ci dicono che l’Umbria cresce, ma lo fa con una velocità che resta insufficiente rispetto alla media nazionale. A pesare è anche una domanda dei consumi ancora debole, un tema che non riguarda solo la nostra regione ma che incide ovunque sulla capacità delle imprese di investire e consolidarsi. Il dato del commercio in difficoltà va letto in questo contesto e richiede attenzione e strumenti adeguati. Allo stesso tempo, segnali positivi arrivano dall’aumento delle imprese nei servizi professionali, scientifici e tecnici, che indicano una direzione chiara sul fronte dell’innovazione. È su questa capacità di rinnovamento che va costruita una crescita più solida e duratura per il sistema produttivo umbro”.
Il calo degli alberghi (in Umbria il quarto più consistente in Italia) e l’aumento degli affitti brevi, comunque sotto la media nazionale, ridisegnano il mercato dell’accoglienza turistica in Umbria.
Una trasformazione che non riguarda solo il numero delle imprese, ma il modo stesso in cui il territorio intercetta e organizza la domanda turistica. È quanto emerge dal report realizzato da Unioncamere con la collaborazione della Camera di Commercio dell’Umbria, basato sui dati del Registro delle imprese al terzo trimestre 2025 e sul confronto con il terzo trimestre 2021.
Il contesto nazionale
Il quadro nazionale fornisce il riferimento entro cui leggere le dinamiche regionali. In Italia, negli ultimi quattro anni, le imprese di “Servizi di alloggio di alberghi e simili” sono diminuite del 5,2%, mentre quelle legate agli alloggi per vacanze e soggiorni di breve durata sono cresciute del 42,1%, con oltre 13mila imprese in più. Un mutamento che segnala una ridefinizione strutturale dell’offerta turistica, alimentata da soggiorni più brevi, viaggi più frequenti, piattaforme digitali e da una domanda orientata a soluzioni flessibili.
L’Umbria nel cambiamento
Dentro questo scenario, l’Umbria mostra un profilo definito e riconoscibile, collocandosi a metà strada tra le regioni a più alta intensità turistica e quelle che faticano ad agganciare la nuova domanda. Tra il terzo trimestre 2021 e il terzo trimestre 2025 le imprese alberghiere regionali sono scese da 458 a 420 unità, con un calo dell’8,3%. Un dato che colloca la regione al quarto posto in Italia per contrazione, subito dopo Lazio (–13,3%), Marche (–12,9%) e Molise (–10,1%).
Affitti brevi: crescita sostenuta ma non esplosiva
Il calo degli alberghi non equivale a un arretramento della vocazione turistica regionale. Al contrario, si accompagna a una crescita consistente dell’ospitalità diffusa. In Umbria le imprese di “Servizi di alloggio per vacanze e altri soggiorni di breve durata” passano da 499 a 675 unità, con un incremento del 35,3%. Un valore inferiore alla media nazionale, ma che colloca la regione seconda nel Centro Italia dopo le Marche (+44,1%), davanti a Lazio (+34,8%) e Toscana (+18,7%).
Le province umbre
Le differenze emergono con chiarezza anche a livello provinciale. In provincia di Terni la flessione degli alberghi è più marcata (–11,3%, da 80 a 71 strutture), mentre in provincia di Perugia il calo si ferma al –7,7%. Sul fronte degli affitti brevi, Terni registra l’incremento percentuale più elevato (+39,6%), mentre Perugia cresce del 34,2%, confermandosi il principale bacino dell’offerta regionale.
La ristorazione come fattore di stabilità
Il doppio movimento dell’ospitalità si accompagna a una sostanziale tenuta della ristorazione. In Umbria i ristoranti con servizio al tavolo crescono dell’1,5%, un dato inferiore alla media nazionale ma il migliore tra le regioni del Centro Italia. Anche in questo caso Terni mostra una dinamica più vivace (+3,6%) rispetto a Perugia (+0,8%).
Il significato delle densità
Particolarmente rilevante è l’analisi delle densità ricettive, ovvero il rapporto tra popolazione residente e numero di strutture. In Italia esiste un albergo ogni 2.019 abitanti e un’impresa di affitti brevi ogni 1.316 residenti. In Umbria la densità alberghiera è quasi identica alla media nazionale (2.027 abitanti per albergo), mentre quella degli affitti brevi è più elevata (1.261 abitanti per impresa).
Il confronto nel Centro Italia
Nel confronto con le altre regioni del Centro, l’Umbria si colloca in una posizione intermedia: meno densa della Toscana, più del Lazio per gli alberghi e nettamente più delle Marche per gli affitti brevi. Un equilibrio che riflette una pressione turistica significativa, ma non eccessiva, e che definisce i contorni di un nuovo assetto dell’offerta ricettiva regionale.
Il commento
Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “I dati del report mostrano con chiarezza che il turismo sta cambiando e che le forme di ospitalità si stanno diversificando rapidamente. È una trasformazione che va governata, non subita, perché deve garantire equilibrio, qualità e sostenibilità dei territori. Le imprese alberghiere operano all’interno di un sistema di regole, investimenti e responsabilità che tutelano clienti e comunità locali. È quindi fondamentale che l’evoluzione dell’offerta avvenga in un quadro di concorrenza leale e di norme omogenee. Solo così si può valorizzare l’intero sistema turistico regionale senza penalizzare chi lavora nel rispetto delle regole. La sfida è costruire un modello di sviluppo ordinato, capace di coniugare innovazione, legalità e qualità dell’accoglienza”.
Allarme passaggio generazionale nell’imprenditoria umbra. Anche a causa dell’andamento demografico, ma non solo, come spiega un’analisi della Camera di Commercio dell’Umbria in una regione con quasi 91mila imprese in una regione sotto il milione di abitanti, un saldo che oscilla intorno allo zero, imprenditori più anziani della media nazionale e un export costruito senza grandi imprese capofila.
L’Umbria anticipa un nodo che riguarda l’intero capitalismo delle PMI italiane.
Mancato passaggio generazionale
Molte imprese non chiudono perché non stanno in piedi, ma perché non c’è chi le prenda in mano. È una differenza sostanziale, che cambia completamente l’agenda delle politiche economiche: non solo sostegno alle imprese in difficoltà, ma difesa di imprese sane che rischiano di scomparire per mancanza di ricambio generazionale.
Questa dinamica, che in territori più grandi resta diluita dentro numeri aggregati, in Umbria emerge con particolare chiarezza. La dimensione contenuta del sistema produttivo fa sì che ogni squilibrio diventi immediatamente leggibile. Ed è proprio questa trasparenza strutturale a rendere la regione un laboratorio naturale per comprendere cosa attende il sistema delle PMI italiane nei prossimi anni.
I dati in Umbria
Al 30 settembre 2025 lo stock delle imprese umbre è pari a 90.440 unità. È una densità imprenditoriale elevata, tra le più alte del Centro Italia. In un contesto così compatto, ogni variazione ha un impatto immediato sull’economia locale, sull’occupazione e sulle filiere di prossimità. Qui non esistono grandi ammortizzatori dimensionali: quando un’impresa esce dal mercato, il vuoto resta visibile.
Nel 2024 le iscrizioni sono state 4.260, le cessazioni 4.595, con un saldo di -335 imprese. Nel secondo trimestre 2025, però, il saldo torna positivo (+409 unità), confermando il segno più (+125) nl terzo trimestre 2025, segnale di una vitalità che resiste. Letti insieme, i dati raccontano un sistema che non crolla, ma che fatica a rigenerarsi in modo strutturale, con aperture che non compensano pienamente le uscite.
Il confronto con il resto d’Italia
Il nodo del ricambio emerge osservando l’età dei titolari d’impresa. Oltre il 34% degli imprenditori umbri ha più di 55 anni, contro una media nazionale intorno al 31%. Gli under 35 rappresentano meno del 9%, a fronte di una media italiana prossima all’11% e percentuali più alte nel Mezzogiorno.
Qui il confronto territoriale è netto:
· nel Nord l’invecchiamento è mitigato da passaggi manageriali e strutture societarie più robuste;
· nel Sud da una maggiore natalità imprenditoriale;
· in Umbria le due dinamiche non si compensano, lasciando un vuoto potenziale di continuità.
Nell’artigianato
Il dato più eloquente riguarda l’artigianato, uno dei pilastri identitari dell’economia regionale. Nell’ultimo anno le imprese artigiane guidate da under 35 sono diminuite del 40,7%, passando da 2.282 a 1.354. È una contrazione più marcata rispetto a molte regioni del Nord e non compensata, come nel Mezzogiorno, da nuove aperture. In Umbria, quando un’impresa artigiana chiude, spesso scompare definitivamente, portando con sé competenze difficilmente riproducibili.
Microimprese longeve, non fragili
La maggioranza delle imprese umbre è costituita da microimprese, spesso attive da oltre vent’anni. Hanno attraversato crisi finanziarie, pandemia e shock energetici senza collassare. Non sono imprese deboli, ma fortemente personalizzate, in cui competenze, clienti e fornitori ruotano attorno al titolare. Il rischio non è la competitività nel breve periodo, ma la perdita di continuità nel medio-lungo termine.
Questo modello è sempre più diffuso in Italia, ma in Umbria è dominante. Per questo il territorio anticipa un problema che altrove emergerà in modo più graduale.
Un export senza grandi imprese capofila
Nei primi nove mesi del 2025 l’export umbro ha raggiunto 4,37 miliardi di euro, pari allo 0,9% del totale nazionale. È un export costruito senza grandi aziende leader, basato su subfornitura, componentistica e lavorazioni specialistiche. Un modello simile a quello del Nord industriale, ma applicato a una scala micro, più vulnerabile quando una singola impresa esce dalla filiera.
Digitale e innovazione: una rincorsa reale
Negli ultimi dieci anni le imprese umbre attive nell’e-commerce sono aumentate del +204,7%, più di Toscana e Marche. La base resta contenuta, ma la dinamica indica una trasformazione concreta, soprattutto tra le microimprese. Non a caso, nel 2024 le domande umbre ai bandi PNRR sono cresciute del +27%, con il 62% presentato da imprese sotto i 50 addetti, segno che anche le realtà più piccole stanno provando ad agganciare il cambiamento.
Perché l’Umbria è un laboratorio
Nel 2024 il PIL regionale è cresciuto di circa +0,7%, in linea con il dato nazionale, e nel primo semestre 2025 la dinamica resta positiva (+0,6%, +0,5% il dato italiano)). L’Umbria, oggi, non è una regione tecnicamente in crisi. Ed è proprio questo il punto: perdere imprese che funzionano per mancanza di eredi è uno spreco sistemico, non una necessità economica.
Qui si vede prima ciò che altrove emergerà dopo: un capitalismo diffuso, fatto di imprese longeve e competenti, che rischia di dissolversi non per debolezza economica, ma per mancanza di trasmissione. Per questo l’Umbria non racconta solo una storia locale, ma anticipa una questione nazionale.
Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Ciò che rende l’Umbria un caso interessante è che le politiche non si fermano alle imprese già strutturate, ma raggiungono concretamente anche quelle sotto i dieci addetti. È qui che si misura l’efficacia dell’azione camerale: strumenti operativi, già attivi, che accompagnano le microimprese nei percorsi di digitalizzazione, organizzazione e innovazione, rendendo accessibili opportunità che altrove restano fuori portata. Questo lavoro quotidiano, spesso poco visibile, incide sulla tenuta e sull’evoluzione del tessuto produttivo reale. È in questa capacità di arrivare dove normalmente le politiche non arrivano che l’Umbria diventa un laboratorio concreto per il sistema delle PMI”.
Dal secondo trimestre 2019 al secondo trimestre 2025 il credito reale alle imprese umbre è sceso più di un quarto. Rispetto al 2018 la contrazione raggiunge addirittura il 36,6% Al netto dell’inflazione sono evaporati quasi 3,5 miliardi di euro, che diventano oltre 5,1 miliardi nel confronto più lungo con il 2018. Le costruzioni segnano un crollo del 62% E tra 2024 e 2025 il credito continua a ridursi di un ulteriore 5,5%, contro il -1% dell’Italia.
Sono dati allarmanti quelli che emergono dall’analisi condotta dalla Camera di Commercio dell’Umbria sui dati ufficiali della banca dati statistica della Banca d’Italia. Prendendo a riferimenti valori espressi in termini reali, ossia al netto dell’inflazione, grazie a una rielaborazione che utilizza i dati Istat sui prezzi al consumo.
Il commento del presidente Mencaroni
Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Il credito alle imprese umbre si è ridotto anno dopo anno e oggi il conto è evidente. Quando mancano risorse finanziarie, mancano anche investimenti e prospettive di crescita. Il problema non riguarda solo le banche o le imprese, ma l’intero sistema economico regionale. Serve ricostruire fiducia, perché senza fiducia il credito non riparte. Occorre rimettere in moto il dialogo tra imprese e sistema bancario. E creare condizioni che rendano conveniente tornare a investire in Umbria. È una sfida decisiva per il futuro della regione”.
Dal pre-Covid a oggi: una contrazione che si è stratificata nel tempo
Il confronto temporale mostra con chiarezza la portata del fenomeno. Tra il secondo trimestre 2025 e il secondo trimestre 2019, ultimo anno prima della crisi pandemica, il credito reale alle imprese umbre si è ridotto del 28,3%. Estendendo il confronto al 2018, la contrazione raggiunge -36,6%. Si tratta di un dato più negativo della media nazionale e che colloca l’Umbria in una posizione di difficoltà anche rispetto a molte altre regioni del Centro Italia.
Questa riduzione non è avvenuta in un solo momento, ma si è accumulata nel corso degli anni, attraversando fasi diverse: l’espansione post-Covid sostenuta da politiche monetarie straordinariamente espansive, il successivo irrigidimento legato all’aumento dei tassi di interesse a partire dal 2022 e, infine, la fase più recente, in cui la discesa dei tassi non ha prodotto una ripresa del credito.
Miliardi di euro in meno per il sistema produttivo
Osservando i valori assoluti, la dimensione della perdita diventa ancora più evidente. In termini reali, tra il 2019 e il 2025 quasi 3,5 miliardi di euro di credito alle imprese sono venuti meno. Se il confronto viene effettuato con il 2018, la riduzione supera i 5,1 miliardi di euro. Si tratta di risorse che, nel tempo, non hanno più alimentato investimenti, liquidità aziendale e processi di crescita, incidendo direttamente sulla capacità competitiva del tessuto produttivo regionale.
Settori colpiti in modo asimmetrico
La contrazione del credito non ha interessato in modo uniforme i diversi comparti. Le costruzioni risultano il settore più penalizzato, con una riduzione reale del credito del 62%, che raggiunge -63,2% in provincia di Perugia e -58,9% in quella di Terni. Seguono i servizi, con -36,8%, e l’industria manifatturiera, che registra -26,1%, ma con una penalizzazione particolarmente marcata nel Ternano (-37,1%).
Il ruolo degli intermediari bancari
Dal lato dell’offerta, la contrazione del credito riflette comportamenti differenziati. Le banche classificate dalla Banca d’Italia come “piccole” sono quelle che hanno ridotto maggiormente l’esposizione, con -29,6% tra il 2019 e il 2025. Seguono le banche “minori” e quelle “medie”. Le banche maggiori, pur riducendo anch’esse il credito, hanno contenuto la flessione al 17,4%, segnalando una maggiore capacità di tenuta.
Prestito medio in calo e divario territoriale
Nel 2025, un’impresa umbra dispone in media di 114 mila euro di credito bancario, contro una media nazionale di 133 mila euro. Nel Centro Italia il Lazio registra 154 mila euro, la Toscana 129 mila, mentre le Marche risultano sostanzialmente allineate all’Umbria. Il confronto storico conferma il ridimensionamento: nel 2019 il prestito medio in Umbria era pari a 155 mila euro, a testimonianza di una perdita progressiva di capacità finanziaria.
Il dato più recente conferma la tendenza
L’analisi dell’ultimo anno mostra che la dinamica non si è arrestata. Tra il secondo trimestre 2024 e il secondo trimestre 2025, il credito reale alle imprese umbre si è ulteriormente ridotto del 5,5%, pari a oltre 514 milioni di euro. Una contrazione nettamente superiore a quella registrata a livello nazionale e nel resto del Centro Italia, che rafforza l’idea di una fragilità strutturale del contesto regionale.
Credito e investimenti: un legame che si è indebolito
Come evidenziato dai rapporti della Banca d’Italia – Filiale di Perugia, la contrazione del credito è il risultato di una domanda più debole da parte delle imprese, legata a investimenti contenuti e a un clima di fiducia ancora basso, e di politiche di offerta prudenti da parte degli intermediari bancari. Le imprese richiedono meno finanziamenti perché investono meno; le banche, a loro volta, mantengono criteri selettivi, soprattutto verso micro e piccole imprese, che rappresentano una parte rilevante del sistema produttivo umbro.
Una questione strutturale che guarda avanti
La riduzione del credito procede così di pari passo con investimenti privati modesti, rallentamento dell’edilizia dopo la fine degli incentivi fiscali e una crescita economica contenuta, sostenuta soprattutto dagli investimenti pubblici e dal PNRR, che non compensano pienamente la debolezza della domanda privata. Il quadro che emerge non riguarda soltanto il passato recente, ma chiama in causa le prospettive di sviluppo dell’Umbria: riattivare il circuito tra credito, investimenti e crescita resta una condizione essenziale per rafforzare la competitività del sistema economico regionale nei prossimi anni.
L’economia perugina non è ferma, ma non riesce a decollare. Le imprese lavorano, producono, assumono, sembrano reagire. Ma il quadro complessivo restituisce l’immagine di una città che fa molta strada senza riuscire davvero ad avanzare.
È quanto emerge con nettezza dai dati elaborati dalla Camera di Commercio dell’Umbria. Numeri che, presi singolarmente, offrono perfino segnali confortanti, ma che messi insieme raccontano una storia diversa, fatta di energia che non diventa valore.
I numeri dell’economia perugina
Il tessuto imprenditoriale, a prima vista, tiene bene. Nel terzo trimestre 2025 le imprese attive sono 13.964, con una dimensione media di 4,5 addetti, superiore alla media regionale (3,7) e in linea con quella italiana. Anche la dinamica dell’ultimo decennio è coerente: Perugia passa da 4,1 a 4,5 addetti medi per impresa, in linea con l’andamento di Italia e Umbria. Gli addetti crescono: 63.064, pari a un +8,5% rispetto al 2015, un ritmo più veloce sia del dato nazionale (+5,1%) sia di quello umbro (+4,5%). Un tessuto vivo, che si espande e si adatta, almeno in termini quantitativi.
Il dato sulle imprese di capitali è ancora più significativo. Nel 2024 il valore della produzione medio supera i 6,261 milioni di euro, quasi il doppio della media italiana e molto oltre il dato regionale. Anche la crescita del valore della produzione è robusta: +47,2% rispetto all’ultimo anno pre-Covid, una performance superiore ai valori nazionale e umbro. Un risultato che dimostra la capacità di molte aziende di leggere il mercato e riposizionarsi, pur dentro un contesto cittadino che mostra segnali di fatica.
Eppure, dietro questi segnali incoraggianti, si nasconde la zavorra che da anni rallenta Perugia: la redditività troppo bassa. Se il fatturato corre, ciò che resta alle imprese dopo aver coperto i costi corre molto meno. L’Ebitda margin – il margine operativo lordo in rapporto al valore della produzione – si ferma nel 2024 al 6,5%, contro il 9,3% della media italiana e il 9% del Centro (calcolato su Umbria, Marche e Toscana). È inferiore anche all’8,3% della media umbra.
Non si tratta di un episodio, ma di una condizione strutturale. Dal 2019 al 2024 l’Ebitda delle imprese di capitali perugine è rimasto costantemente più basso rispetto a quello di Italia e Umbria, pur mostrando una crescita graduale. Il divario resta però ampio, e quel divario ha conseguenze concrete: riduce lo spazio per gli investimenti, limita la capacità di innovare e impedisce quel salto competitivo che la città attende da tempo. Le imprese fatturano, ma guadagnano troppo poco rispetto allo sforzo sostenuto. Si aumenta il volume, ma non la capacità di trasformarlo in risorse per il futuro.
Come sta cambiando il sistema imprenditoriale
Il secondo elemento chiave è la trasformazione della composizione delle imprese tra 2015 e 2025. Qui i dati rivelano un cambiamento profondo, che riflette sia l’evoluzione demografica sia i nuovi bisogni della città.
La manifattura registra un arretramento del 12,1% nel numero delle attività e del 5,4% negli addetti. Le costruzioni perdono il 7,2% delle imprese, ma aumentano gli occupati (+7,9%), segno di una concentrazione delle attività e di una domanda più orientata alla riqualificazione edilizia. Il commercio segna un calo netto: -18,5% di attività e -4,5% di addetti, una riduzione che riflette le trasformazioni delle abitudini dei consumatori e il peso crescente del digitale. I trasporti e magazzinaggio crollano del 25,6% in termini di imprese, mentre gli addetti calano solo del 2,3%, segnale di una maggiore concentrazione del settore.
Al contrario, emergono con grande forza i settori in crescita. Le attività artistiche, sportive e di intrattenimento crescono del 44,5%, fotografando una domanda crescente di servizi legati al tempo libero e al benessere. Le attività sanitarie e di assistenza sociale aumentano del 37,2%, passando da 1.468 a 2.473 imprese: un dato che riflette l’invecchiamento della popolazione e la crescente richiesta di servizi socio-sanitari. Il settore turistico registra una crescita lieve nel numero delle attività (+1,5%), ma significativa negli addetti (+15%), a conferma di un orientamento verso servizi più strutturati. Le attività immobiliari segnano un aumento del 20% delle imprese e del 14% degli addetti, mostrando un mercato vivace e in continua trasformazione.
In sintesi: Perugia si sposta dai settori tradizionali a quelli legati ai servizi alla persona, al tempo libero, alla cura, al turismo e al mercato immobiliare. Una vera metamorfosi che racconta una città sempre più orientata ai servizi e meno alla produzione, più dipendente dalla domanda interna che dalle catene del valore globali.
Un sistema che vive, ma non si rafforza
Cresce il fatturato, aumentano gli addetti, cambia la composizione del tessuto produttivo. Eppure, la debolezza della redditività rimane il punto dolente. Le imprese perugine portano a casa margini troppo esigui per investire e innovare, e l’intero sistema economico ne risente. Perugia si muove, ma non decolla. Lavora molto, ma rende troppo poco.
La sfida dei prossimi anni è chiara: trasformare quantità in qualità, spostare il baricentro dalla semplice crescita del volume d’affari alla crescita della produttività. Perché solo un sistema che riesce a trattenere valore può generare sviluppo stabile, duraturo e capace di dare a Perugia lo slancio che merita.
Il commento del presidente Mencaroni
Dati che Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, commenta così: “Questi numeri confermano che Perugia ha energie, competenze e una vitalità imprenditoriale che non si è mai spenta, ma mostrano anche quanto sia urgente trasformare questa vivacità in valore stabile. Non basta crescere in quantità: dobbiamo mettere le imprese nelle condizioni di far crescere qualità, produttività e redditività. Le aziende stanno dimostrando una capacità di adattamento notevole, ma serve un contesto che renda gli investimenti più sostenibili e gli sforzi più remunerativi. Come Camera di Commercio continuiamo a lavorare su dati, servizi e strumenti che aiutino le imprese a orientarsi, innovare e rafforzarsi. È su questo terreno che si misura la competitività di un territorio e la sua capacità di trattenere talenti, lavoro e opportunità. Perugia può fare di più e meglio: i dati lo indicano con chiarezza, e ora occorre agire con lucidità, continuità e visione, perché il futuro economico della città si costruisce adesso, non domani”.
Inaugurata a Terni la seconda edizione di “Sweet Pampepato”, il festival che celebra il territorio ternano attraverso il suo dolce iconico. “Il Pampepato diventa occasione per una grande iniziativa di marketing territoriale” ha ricordato Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Terni, associazione che ha dato impulso a questa iniziativa che raccoglie i produttori locali ed ha il patrocinio delle istituzioni, la collaborazione della Camera di Commercio dell’Umbria e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni.
A tagliare il nastro, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, intervenuta all’inaugurazione insieme ai consiglieri di opposizione Paola Agabiti ed Enrico Melasecche, a dimostrazione dell’energia bipartisan del Pampepato di Terni Igp. Presenti anche l’assessore del Comune di Terni Stefania Renzi e il presidente della Camera di commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni, insieme ai produttori artigiani e commercianti che aderiscono all’iniziativa ed agli organizzatori.
Gli ospiti hanno potuto la scultura in Pampepato raffigurante la Lancia di Pomodoro, visitare gli stand e naturalmente assaggiare il dolce tipico ternano.
Il Pampepato IGP torna protagonista con degustazioni, incontri, laboratori e momenti di spettacolo che animeranno Terni per tutto il weekend. Questo il programma completo della tre giorni ricca di appuntamenti.
I produttori di pampepato di Terni Igp e di eccellenze dolciarie, vi attendono nel centro storico per deliziare i vostri palati e inebriarvi con i profumi delle loro tipicità.
Piazza della Repubblica:
I Produttori di Pampepato di Terni Igp
Dolceforno – Favorito dal 1945 – Pasticceria Le Delizie Di Deby – Panificio Fioretti E Orsi – Pasticceria D’Antonio – Pasticceria Evy – Pasticceria Marchetti – Pasticceria Paggi & Serangeli – Pasticceria Tini – Il Posca dal 1890 – Ristorante Piermarini – Ramozzi Piazza Dalmazia – Zero Zero Bakery Cafè.
Area realizzata grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Santangelo Group, Main sponsor di Sweet Pampepato, che devolverà metà del ricavato delle vendite per acquistare e donare attrezzature mediche al reparto di pediatria dell’Ospedale Santa Maria di Terni.
Corso Tacito:
Produttori di dolci tipici italiani e di cioccolato artigianale.
Ore 9.00 – 20.00: “SWEETHYRUS” LA MASCOTTE DI SWEET PAMPEPATO
Itinerante, Centro Storico
“SweeThyrus”, la golosa mascotte di Sweet Pampepato si aggirerà tra stand espositivi, laboratori ed eventi per intrattenere e divertire grandi e piccini. Vieni a conoscerla e a scattare una foto ricordo insieme a lei!
Ore 9.00 – 12.30: “BIMBI PAMPEPATI” Laboratori – SOLD OUT – ISCRIZIONI CHIUSE PER MASSIMA CAPIENZA RAGGIUNTA
Sala Caffè Letterario presso la BCT, Piazza della Repubblica
Storia di ingredienti fatati, di magici folletti e di draghetti golosi con personaggi a sorpresa, colpi di scena e sorrisi. Lettura animata per bambini per far conoscere la storia del Pampepato, il dolce più amato dai ternani di tutte le età. Nella splendida cornice del Caffè Letterario della BCT i piccoli alunni potranno vivere uno dei luoghi più belli della città da protagonisti, perché la bellezza e la cultura messa a loro disposizione e proposta a loro misura possa educare i bimbi ad amare la propria città e fargli conoscere le tradizioni che ci appartengono. Laboratori di lettura animata destinati alle scuole materne e primarie di I grado, solo su iscrizione. A cura di Carol Piermarini, Ristorante e Azienda Agricola a Ferentillo (TR)
Ore 9.00 – 12.30: LABORATORI DI ARTE BIANCA, PER APPRENDERE CON GUSTO – SOLD OUT – ISCRIZIONI CHIUSE PER MASSIMA CAPIENZA RAGGIUNTA
PalaPampepato, Piazza Tacito
I ragazzi dell’l’Istituto Tecnico Economico e Professionale per i servizi Casagrande-Cesi di Terni, coadiuvati dal corpo docente, saranno protagonisti di laboratori di arte bianca rivolti alle classi delle scuole secondarie di primo grado, volti alla conoscenza degli ingredienti che rendono il pampepato di Terni unico e inconfondibile. Gli studenti avranno poi occasione di cimentarsi nell’arte del fare mettendosi alla prova nella realizzazione di golose prelibatezze. Laboratori dedicati alle scuole secondarie di primo grado
Ore 15.00: SFIDA GENERAZIONALE PER IL MIGLIOR PAMPEPATO – Disfida con degustazione
PalaPampepato, Piazza Tacito
La disfida si sdoppia per celebrare al meglio il ‘dolce della nonna’ che ‘non passa mai di moda’, con l’assegnazione dell’’Innovazione’ ai non ancora quarantenni, chiamati a proporre rivisitazioni audaci, e la ‘Tradizione’ a tutti gli altri. Per la prima volta, la competizione introduce un terzo elemento di giudizio: il Premio Giuria Popolare, estendendo la degustazione a un pubblico più vasto per decretare il vincitore con voto diretto. Nella giuria che valuterà i Pampepati della Tradizione: Ronny Albucci (Chef Academy), Alfredo Veneri (Sapori da sapere), Ivana Fernetti (Pasticceria Marchetti), Matteo Carpinelli (Associazione italiana sommelier), Alessandro Laureti (giornalista). I giurati della sfida ‘Innovazione’: Alessio Formichetti (Chef Academy), Roberto Frasca (Sapori da sapere), Eleonora Tini (Pasticceria Tini), Maurizio Orlandi (Associazione italiana sommelier), Francesca Torricelli (giornalista).
Per conoscere i dettagli e le modalità di iscrizione alla disfida CLICCA QUI
Evento in collaborazione con Marta Rosati e Met Bistrot
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 16.00 – 20.00: PAMPEPATO’S VIBE “IL PAMPEPATO NELLE VIE”
Corso Vecchio e Via del Tribunale
I Commercianti di Corso Vecchio e Via del Tribunale vi aspettano con sorprese golose all’interno delle attività aderenti.
Ore 16.00 – 20.00: PAMPEPATO’S VIBE “IL PAMPEPATO SCOMPOSTO E I SUOI ABBINAMENTI”
Cioccolateria Calvani
Il tradizionale pampepato in una veste nuova, degustato con una selezione particolare di liquori e distillati.
Ore 17.00: OMAGGIO ALLA TERNANA CALCIO IN OCCASIONE DEL CENTENARIO – LA MAXI TAVOLETTA DI CIOCCOLATO SPEZIATA AL PAMPEPATO
PalaPampepato, Piazza Tacito
Un tributo storico al Centenario della Ternana Calcio con la spettacolare Maxi-Tavoletta di Cioccolato speziata al pampepato, realizzata dai Produttori di Pampepato di Terni IGP, fedelmente decorata con i colori rossoverdi. Insieme alle Istituzioni, vi aspettiamo per celebrare questo importante traguardo e degustare insieme questo dolce e spettacolare omaggio.
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 18.00: “SPIRITI E DOLCEZZE”: IL RAPPORTO TRA LIQUORI E DESSERT NELLA STORIA DELLA GASTRONOMIA – Degustazione guidata
PalaPampepato, Piazza Tacito
Dai monasteri medievali alle pasticcerie delle capitali europee, il legame tra liquori e dolci racconta un capitolo affascinante della nostra cultura gastronomica. I distillati, nati per scopi medicinali, sono diventati ingredienti fondamentali di creme, bagne, gelati e preparazioni iconiche, dando vita a sapori che profumano di storia, territorio e tradizione. Un viaggio tra ricette, aneddoti e curiosità che mostra come il mondo della liquoristica e quello della pasticceria abbiano camminato insieme, influenzandosi e trasformando il gusto europeo fino ai giorni nostri. Con Francesco Santocchi di: Il Posca dal 1890
Appuntamento realizzato grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 19.00: ALCHIMIE DEL PAMPEPATO: LA TRADIZIONE UMBRA SI TUFFA IN UN SORSO MODERNO
PalaPampepato, Piazza Tacito
Unitevi a noi per un viaggio sensoriale tra passato e futuro. Il tradizionale pampepato umbro si trasforma in un’esperienza liquida grazie alla mixology molecolare, fondendo arte, scienza e gusto. Tra aromi di spezie, cacao e miele, scopriremo insieme come la tradizione possa rinascere in chiave contemporanea, in dei cocktail che raccontano la storia del territorio in modo sorprendente e innovativo. Un incontro tra alchimia e sapore, dove ogni sorso diventa un esperimento di emozione e territorialità. Con Leonardo Scimmi // Back to – Unusual Bar.
Appuntamento realizzato grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Dalle ore 19.30: PAMPEPATO’S VIBE “”CIOCCO MAGIA da HORA MEDIA”
Ristorante Hora Media, Via Cavour 9
Una serata tutta da gustare al ristorante Hora Media, dove il protagonista sarà un eccentrico cioccolatiere pronto a svelare tutti i suoi segreti. Tra una portata e l’altra, vivrete un’esperienza unica, immersi in un mondo fatto di fantasia, cacao e un pizzico di follia.
Una cena interamente a base di cioccolato, accompagnata da personaggi e momenti di pura magia… perché, si sa, un po’ di dolcezza rende tutto migliore!
SABATO
Ore 9.00 – 20.00: APERTURA SPAZI ESPOSITIVI
I produttori di pampepato di Terni Igp e di eccellenze dolciarie, vi attendono nel centro storico per deliziare i vostri palati e inebriarvi con i profumi delle loro tipicità.
Piazza della Repubblica:
I Produttori di Pampepato di Terni Igp
Dolceforno – Favorito dal 1945 – Pasticceria Le Delizie Di Deby – Panificio Fioretti E Orsi – Pasticceria D’Antonio – Pasticceria Evy – Pasticceria Marchetti – Pasticceria Paggi & Serangeli – Pasticceria Tini – Il Posca dal 1890 – Ristorante Piermarini – Ramozzi Piazza Dalmazia – Zero Zero Bakery Cafè.
Area realizzata grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Santangelo Group, Main sponsor di Sweet Pampepato, che devolverà metà del ricavato delle vendite per acquistare e donare attrezzature mediche al reparto di pediatria dell’Ospedale Santa Maria di Terni.
Corso Tacito:
Produttori di dolci tipici italiani e di cioccolato artigianale.
Ore 9.00 – 20.00: “SWEETHYRUS” LA MASCOTTE DI SWEET PAMPEPATO
Itinerante, Centro Storico
“SweeThyrus”, la golosa mascotte di Sweet Pampepato si aggirerà tra stand espositivi, laboratori ed eventi per intrattenere e divertire grandi e piccini. Vieni a conoscerla e a scattare una foto ricordo insieme a lei!
Ore 9.30: “BUONGIORNO SWEET PAMPEPATO!”
PalaPampepato, Piazza Tacito
Un’esclusiva colazione in onore di Sweet Pampepato preparata e servita dai talentuosi ragazzi dell’Istituto Tecnico Economico e Professionale per i servizi Casagrande – Cesi di Terni. Un momento formativo e di gusto, coadiuvato dagli allievi, per celebrare il nostro ospite d’onore.
Appuntamento riservato agli invitati
Ore 10.00 – 18.00 ENERGIA LUDICA E I GIOCHI DI LEGNO
Piazza Tacito
Energia Ludica vi aspetta con la sua splendida ludoteca itinerante di giochi non tecnologici e della tradizione popolare. Giochi educativi divertenti e intergenerazionali per riportare la dimensione del gioco ad un livello di socializzazione ed incontro.
Ore 10.30: TAGLIO DEL NASTRO E INAUGURAZIONE DEL FESTIVAL
PalaPampepato, Piazza Tacito
Alla presenza delle istituzioni, degli sponsor, dei giornalisti e di tutti i visitatori avverrà il tradizionale taglio del nastro.
Ore 10.45: “IL LOUVRE DI SWEET PAMPEPATO”
INAUGURAZIONE DELL’OPERA D’ARTE “OMAGGIO AL MAESTRO POMODORO”
Piazza Tacito
Nel solco profondo che unisce la grande arte contemporanea alle radici culturali del nostro territorio, lo scultore ternano Marco Diamanti e i produttori di Pampepato di Terni IGP, hanno scelto di compiere un gesto tanto semplice quanto denso di significato: un dono in onore del maestro Arnaldo Pomodoro, protagonista assoluto della scultura italiana e autore della celebre Lancia di Luce che svetta nel cuore di Terni. Il dono, che prende la forma del Pampepato ternano, è molto più di un omaggio simbolico. È un incontro tra materia e memoria, tra la forza evocativa della scultura e il sapore autentico delle tradizioni locali. La scelta di realizzare una versione simbolica dell’opera in Pampepato è un gesto affettuoso e profondo: un omaggio alla grandezza del maestro Pomodoro, ma anche un modo per legare idealmente la sua arte al territorio ternano, attraverso uno dei suoi simboli più identitari. In questo gesto, convivono il rispetto per il genio artistico e l’amore per la propria terra, in un dialogo fatto di forme, sapori e memoria condivisa.
Ore 11.15: “LA COLLOCAZIONE DEL PAMPEPATO DI TERNI IGP NEL CONTESTO PIÙ AMPIO DELLA TRADIZIONE DOLCIARIA ITALIANA, POSSIBILITÀ DI SVILUPPO E NUOVE SFIDE” con PAOLO MASSOBRIO
PalaPampepato, Piazza Tacito
Paolo Massobrio, giornalista, scrittore, gastronomo italiano, la cui autorevolezza di critico gastronomico e conoscenza della tradizione culinaria italiana permetterà di collocare il Pampepato di Terni IGP nel contesto più ampio della tradizione dolciaria nazionale, valorizzandone le peculiarità e le possibilità di sviluppo. Paolo Massobrio con le sue iniziative è riuscito a coniugare la passione per la creatività e la qualità presente nei territori italiani con una visione di un loro sviluppo sociale ed economico. Affiancato da Mauro e Giordano Fioretti, del Panificio Fioretti & Orsi, produttore di Pampepato di Terni IGP, dialogherà con la giornalista Marta Rosati e con il pubblico sui temi in oggetto e proporrà per l’occasione una degustazione guidata di pampepato in abbinamento a vini, da lui selezionati, che andranno ad esaltarne le caratteristiche.
Evento di Ancos Aps, realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 12.15: “OMAGGIO A GASTONE MOSCHIN NEL CINQUANTENARIO DI AMICI MIEI”
PalaPampepato, Piazza Tacito
In occasione del cinquantenario di uno dei capolavori della commedia all’italiana, rendiamo omaggio al grande attore Gastone Moschin, l’indimenticabile “architetto Melandri” di Amici Miei. A ripercorrere la sua straordinaria carriera tra cinema, teatro e televisione sarà la figlia, l’attrice Emanuela Moschin, in un emozionante dialogo con il pubblico e con la giornalista Marta Rosati. Per l’occasione, l’attrice ternana Elisa Gabrielli, proporrà un ‘Monologo Pampepato’. L’appuntamento culminerà con la consegna a Emanuela di una targa commemorativa in ricordo dell’icona ternana.
A seguire degustazione di Pampepato di Terni Igp
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 14.30: “ECCELLENZA E ARTE PASTICCERA: IL DOLCE DELL’ISTITUO CASAGRANDE-CESI”
PalaPampepato, Piazza Tacito
Gli allievi dell’Istituto Casagrande – Cesi di Terni, guidati dal corpo docente, presentano il dolce innovativo creato e realizzato appositamente per la seconda edizione di Sweet Pampepato. Un progetto che unisce eccellenza tecnica e maestria creativa in cucina. A seguire, una degustazione esclusiva.
Ritrovo davanti all’ingresso della BCT (Biblioteca Comunale di Terni), Piazza della Repubblica
Un’occasione imperdibile per scoprire il territorio e i suoi tesori insieme ai ragazzi dell’Accoglienza Turistica – dell’IIS Tecnico Economico Professionale per i Servizi “A. Casagrande – F. Cesi” coadiuvati dal corpo docente. Gli interessati potranno partecipare ad una visita guidata gratuita, scegliendo uno dei due percorsi proposti:
Percorso dolce “slow”:
partenza Bct, Porta Sant’Angelo, Mura Della Passeggiata, Anfiteatro, Duomo, Torre Barbarasa, San Salvatore.
Percorso piccante”insolito”:
partenza Bct, Piazza Tacito, Fontana Dello Zodiaco, Palazzo Bazzani, Chiesa Di San Lorenzo, Palazzo Spada, Obelisco Di Pomodoro, Atelier Tomassini.
Per partecipare alle visite guidate gratuite è necessario effettuare la prenotazione entro giovedì 20 novembre tramite il seguente link: https://forms.gle/Gaakk4eDHenAJxeK8
Ore 15.30 – 16.15: IL CARILLON VIVENTE
Itinerante, Centro Storico
Un pianoforte bianco, elegantemente decorato e dotato di ruote, scivola lentamente tra le vie del centro, suonato da un musicista in abito settecentesco. Sopra di esso, una ballerina in tutù bianco danza sulle punte, come una figura eterea proveniente da un sogno.
Questo spettacolo itinerante, noto come “Il Carillon Vivente”, trasforma ogni angolo in un palcoscenico incantato, dove la musica e la danza si fondono in un’armonia perfetta. L’installazione, che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo, rappresenta un incontro tra arte, poesia e tradizione, regalando a chiunque lo osservi un’esperienza unica e indimenticabile. Un’occasione imperdibile per lasciarsi trasportare dalla melodia e dalla grazia di questo straordinario spettacolo.
Ore 15.30 – 17.00: LABORATORI CREATIVI PER PICCOLI ARTISTI
Piazza Tacito
I ragazzi dell’IIS Tecnico Economico Professionale per i Servizi “A. Casagrande – F. Cesi” aspettano i vostri bambini per farli divertire con attività ricreative e laboratori di disegno. Le attività sono gratuite e non necessitano di prenotazione, si richiede ai familiari accompagnatori di presenziare alle attività. Fascia di età dai 5 ai 10 anni.
Ore 15.45: “ANEDDOTI, STORICITÀ E CULTURA TERRITORIALE SUL PAMPEPATO DI TERNI”
PalaPampepato, Piazza Tacito
Il Maestro Francesco Favorito, figura di spicco della pasticceria e dell’arte bianca italiana, guiderà il pubblico in un suggestivo viaggio sul Pampepato di Terni. Una lezione che unisce alta pasticceria, aneddoti e il profondo legame culturale con il territorio. Un’occasione per esplorare l’eccellenza e la storia del nostro dolce e per assaporarne infine il sorprendente sapore.
Appuntamento realizzato grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 16.00 – 20.00: PAMPEPATO’S VIBE “IL PAMPEPATO NELLE VIE”
Corso Vecchio e Via del Tribunale
I Commercianti di Corso Vecchio e Via del Tribunale vi aspettano con sorprese golose all’interno delle attività aderenti.
Ore 16.00 – 20.00: PAMPEPATO’S VIBE “IL PAMPEPATO SCOMPOSTO E I SUOI ABBINAMENTI”
Cioccolateria Calvani
Il tradizionale pampepato in una veste nuova, degustato con una selezione particolare di liquori e distillati.
Ore 16.00 – 20.00: PAMPEPATO’S VIBE IN VIA PETRUCCI
Via Giuseppe Petrucci 2
Degustazione di pampepato, truccabimbi e accompagnamento musicale.
Attività a cura di: SharonStore, via Giuseppe Petrucci 2; Equivalenze via Mancini, 4/A; MycaseDesire, via Giuseppe Petrucci 4; Forno Cari. via Giuseppe Petrucci 6
Ore 17.00: “L’IMPORTANZA DELL’IGP – IL PAMPEPATO DI TERNI IGP IN TAVOLA con lo chef DANIELE PERSEGANI” – Cooking Show
PalaPampepato, Piazza Tacito
Daniele Persegani, celebre volto televisivo di “La prova del cuoco” e dal 2020 “È sempre mezzogiorno” su Rai 1, condotto da Antonella Clerici, insegnante di cucina, chef creativo e innovativo, capace di reinterpretare i sapori classici con estro e originalità, noto anche per il suo amore per le tradizioni culinarie regionali, come dimostra il suo impegno nella promozione di piatti tipici e prodotti DOP/IGP, sarà il protagonista di un cooking show che porterà alla realizzazione di un originale declinazione del Pampepato di Terni IGP. Daniele Persegani, la cui creatività e abilità culinaria permetteranno di esplorare nuove possibilità di utilizzo del Pampepato di Terni IGP, coadiuvato da studenti dell’IIS Tecnico Economico Professionale per i Servizi “A. Casagrande – F. Cesi” di Terni, ci mostrerà come questo dolce possa essere protagonista di piatti sorprendenti, capaci di esaltarne la versatilità e il gusto unico.
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 17.00 – 17.45: IL CARILLON VIVENTE
Itinerante, Centro Storico
Un pianoforte bianco, elegantemente decorato e dotato di ruote, scivola lentamente tra le vie del centro, suonato da un musicista in abito settecentesco. Sopra di esso, una ballerina in tutù bianco danza sulle punte, come una figura eterea proveniente da un sogno.
Questo spettacolo itinerante, noto come “Il Carillon Vivente”, trasforma ogni angolo in un palcoscenico incantato, dove la musica e la danza si fondono in un’armonia perfetta. L’installazione, che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo, rappresenta un incontro tra arte, poesia e tradizione, regalando a chiunque lo osservi un’esperienza unica e indimenticabile. Un’occasione imperdibile per lasciarsi trasportare dalla melodia e dalla grazia di questo straordinario spettacolo.
Ore 18.00: CONFERIMENTO DEL “PREMIO AMBASCIATORE DEL GUSTO” allo chef DANIELE PERSEGANI”
PalaPampepato, Piazza Tacito
Il Festival Sweet Pampepato è lieto di conferire il prestigioso titolo di “Ambasciatore del Gusto” allo Chef Daniele Persegani, volto noto della TV e della tradizione culinaria italiana. Un riconoscimento che celebra il suo instancabile impegno nella valorizzazione delle eccellenze agroalimentari e la sua dedizione nel diffondere l’autenticità e i sapori più genuini delle ricette regionali nel cuore del pubblico.
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 18.15: CONFERIMENTO DEL “PREMIO PAMPEPATO D’ORO” ad ALESSIO FOCONI: L’ECCELLENZA TERNANA IN PEDANA
PalaPampepato, Piazza Tacito
Il Festival Sweet Pampepato celebra quest’anno un’autentica eccellenza del nostro territorio: lo schermidore ternano Alessio Foconi. Il “Pampepato d’Oro” viene conferito ad Alessio, non solo per la sua straordinaria carriera sportiva che ha portato il nome di Terni sul podio mondiale, ma come simbolo della passione, della determinazione e della tradizione che uniscono il nostro dolce simbolo IGP ai grandi talenti locali. Alessio Foconi è un Ambasciatore del valore ternano nel mondo, incarnando la perseveranza e l’abilità artigiana che servono, sia per forgiare una vittoria, che per creare un Pampepato perfetto. Un riconoscimento alla sua carriera e al suo indissolubile legame con la città. A seguire degustazione di Pampepato di Terni Igp.
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 19.15: “PAMPEPATO & PERSICHETTO – TRADIZIONE CHE SI RINNOVA”
PalaPampepato, Piazza Tacito
Terni celebra la sua anima più autentica con un incontro che unisce gusto, storia e creatività contemporanea. Il Pampepato, simbolo natalizio della città, incontra il mondo della mixology moderna in un evento che mette al centro l’identità ternana, tra radici e visione. Protagonisti di questa serata tre realtà che raccontano la città in modi diversi ma complementari: la Pasticceria Marchetti, custode della tradizione dolciaria locale; Basico Lab, laboratorio ternano che reinterpreta i classici con spiriti e liquori artigianali; e Rolando Oddi, creatore del leggendario Persichetto, l’iconico cocktail che ha segnato un’epoca. In degustazione, il Pampepato Marchetti, accostato a un Negroni in veste natalizia realizzato con i prodotti Basico Lab — un connubio di aromi caldi e profumi di spezie che raccontano un Natale tutto ternano. A seguire, una reinterpretazione del pampepato ispirata al Persichetto, dove cioccolato, spezie e note fruttate diventano il linguaggio comune tra dolce e cocktail. Un’esperienza che mette in dialogo passato e presente, artigianato e sperimentazione, gusto e memoria. Perché la tradizione, a Terni, non si conserva soltanto: si rielabora, si racconta, e continua a sorprendere.
Appuntamento realizzato grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
DOMENICA
Ore 9.00 – 20.00: APERTURA SPAZI ESPOSITIVI
I produttori di pampepato di Terni Igp e di eccellenze dolciarie, vi attendono nel centro storico per deliziare i vostri palati e inebriarvi con i profumi delle loro tipicità.
Piazza della Repubblica:
I Produttori di Pampepato di Terni Igp
Dolceforno – Favorito dal 1945 – Pasticceria Le Delizie Di Deby – Panificio Fioretti E Orsi – Pasticceria D’Antonio – Pasticceria Evy – Pasticceria Marchetti – Pasticceria Paggi & Serangeli – Pasticceria Tini – Il Posca dal 1890 – Ristorante Piermarini – Ramozzi Piazza Dalmazia – Zero Zero Bakery Cafè.
Area realizzata grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Santangelo Group, Main sponsor di Sweet Pampepato, che devolverà metà del ricavato delle vendite per acquistare e donare attrezzature mediche al reparto di pediatria dell’Ospedale Santa Maria di Terni.
Corso Tacito:
Produttori di dolci tipici italiani e di cioccolato artigianale.
Ore 9.00 – 20.00: “SWEETHYRUS” LA MASCOTTE DI SWEET PAMPEPATO
Itinerante, Centro Storico
“SweeThyrus”, la golosa mascotte di Sweet Pampepato si aggirerà tra stand espositivi, laboratori ed eventi per intrattenere e divertire grandi e piccini. Vieni a conoscerla e a scattare una foto ricordo insieme a lei!
Ore 9.00 – 20.00: “IL LOUVRE DI SWEET PAMPEPATO”
Piazza Tacito
Esposizione della dolce opera d’Arte creata dallo scultore. Marco Diamanti in collaborazione con i Produttori di Pampepato di Terni Igp, omaggio al grande Maestro Pomodoro e alla città di Terni.
Ore 10.00 – 18.00 ENERGIA LUDICA E I GIOCHI DI LEGNO
Piazza Tacito
Energia Ludica vi aspetta con la sua splendida ludoteca itinerante di giochi non tecnologici e della tradizione popolare. Giochi educativi divertenti e intergenerazionali per riportare la dimensione del gioco ad un livello di socializzazione ed incontro.
ORE 10.00: VISITA GUIDATA: SUI LUOGHI DI SAN FRANCESCO NELLA CITTÀ DI TERNI
Palazzo Spada
Sebastiano Torlini, Guida Turistica e Guida Ambientale Escursionistica, vi guiderà alla scoperta dei luoghi di San Francesco a Terni. Le tappe della visita guidata: Palazzo Spada, Statua del Thyrus, Tempio di San Salvatore, Palazzo Manassei, Chiesa di San Pietro, Chiesa di San Cristoforo, Chiesa di San Francesco, Palazzo Mazzancolli e ritorno a Palazzo Spada.
Costo: 5 euro a persona
Per info e prenotazioni: Sebastiano Torlini – Cell. 3334317673
Ore 11.00: SHOWCOOKING IN MUSICA: SINFONIA DI GUSTO con LUCA D’ANTONIO, la Trattoria CARPE DIEM e la CANTINA ZANCHI
PalaPampepato, Piazza Tacito
Un appuntamento che unisce l’alta cucina con la maestria e l’arte di giovani allievi del Conservatorio Statale di Musica Giulio Briccialdi. In degustazione: “Stufato di manzo al pampepato IGP della trattoria carpe Diem e pampepato Fratelli D’Antonio” abbinato al Rosato Antichi Cloni della Cantina Zanchi.
Un’esperienza sensoriale completa da non perdere.
Appuntamento realizzato grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 12:00: CONFERIMENTO DEL “PREMIO BONTÀ” ALL’ ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO “ALADINO” DI TERNI
PalaPampepato, Piazza Tacito
Sweet Pampepato rende omaggio a Terni in tutte le sue sfaccettature. Il premio Bontà è il riconoscimento che il Festival desidera assegnare a una realtà del territoriale che ha dimostrato una particolare attenzione ai temi del sociale e della solidarietà. Per l’edizione 2025 il riconoscimento viene conferito all’associazione “Aladino Odv” di Terni, attiva nel supporto a bambini, ragazzi e giovani adulti con disabilità, promuovendo la loro autonomia e inclusione sociale tramite attività laboratoriali e sportive.
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 14.45: IL PAMPEPATO: COME RENDERLO INNOVATIVO ANCHE NELLA CUCINA ITALIANA
PalaPampepato, Piazza Tacito
Il Maestro Pasticcere Francesco Favorito svela come il Pampepato di Terni può diventare un elemento innovativo e versatile della cucina italiana contemporanea. Non mancare a questo spettacolare showcooking per scoprire tecniche e segreti che lo integrano in piatti originali e innovativi, trasformandolo da dolce tipico a ingrediente gourmet. Un’occasione unica per esplorare il futuro creativo di questo classico della tradizione ternana.
Appuntamento realizzato grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Ritrovo davanti all’ingresso della BCT (Biblioteca Comunale di Terni) in Piazza della Repubblica
Un’occasione imperdibile per scoprire il territorio e i suoi tesori insieme ai ragazzi dell’- Accoglienza Turistica – dell’IIS Tecnico Economico Professionale per i Servizi “A. Casagrande – F. Cesi” coadiuvati dal corpo docente. Gli interessati potranno partecipare ad una visita guidata gratuita, scegliendo uno dei due percorsi proposti:
Percorso dolce “slow”:
partenza Bct, Porta Sant’Angelo, Mura Della Passeggiata, Anfiteatro, Duomo, Torre Barbarasa, San Salvatore.
Percorso piccante”insolito”:
partenza Bct, Piazza Tacito, Fontana Dello Zodiaco, Palazzo Bazzani, Chiesa Di San Lorenzo, Palazzo Spada, Obelisco Di Pomodoro, Atelier Tomassini.
Per partecipare alle visite guidate gratuite è necessario effettuare la prenotazione entro giovedì 20 novembre tramite il seguente link: https://forms.gle/Gaakk4eDHenAJxeK8
Ore 16:00: DISFIDA “SPAZIALE” TRA IL PAMPEPATO DI TERNI IGP E IL PAMPAPATO DI FERRARA IGP
PalaPampepato, Piazza Tacito
La tradizione dolciaria si tinge di fantascienza in un omaggio al “Re degli effetti speciali”, Carlo Rambaldi ferrarese di nascita, che ha lasciato un’impronta indelebile a Terni con il suo operato. Le due eccellenze regionali, entrambe certificate IGP, si sfidano a colpi di gusto, spezie e storia. Una giuria d’eccezione decreterà il vincitore, al quale è stato promesso un premio all’altezza del genio di Rambaldi: un simbolico ritorno nello spazio!
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 16.00 – 20.00: PAMPEPATO’S VIBE “IL PAMPEPATO NELLE VIE”
Corso Vecchio e Via del Tribunale
I Commercianti di Corso Vecchio e Via del Tribunale vi aspettano con sorprese golose all’interno delle attività aderenti.
Ore 16.00 – 20.00: PAMPEPATO’S VIBE “IL PAMPEPATO SCOMPOSTO E I SUOI ABBINAMENTI”
Cioccolateria Calvani
Il tradizionale pampepato in una veste nuova, degustato con una selezione particolare di liquori e distillati
ORE 16:00 – 17:00: L’ARTE IN MOVIMENTO: SBANDIERATORI E MUSICI CITTÀ DI FOLIGNO
Itinerante, Centro Storico
Uno spettacolo itinerante che unisce storia, ritmo e coreografie mozzafiato. Il Gruppo Sbandieratori e Musici Città di Foligno a Sweet Pampepato tra le vie del centro storico in un turbinio di colori e sonorità. Lasciatevi travolgere dal rullare dei tamburi e dal maestoso volteggio delle bandiere.
Ore 17.00: “IL PAMPEPATO DI TERNI IGP: un tesoro sostenibile, di gusto e tradizione, nelle Terre di San Valentino con TESSA GELISIO” – Cooking Show
PalaPampepato, Piazza Tacito
Tessa Gelisio, noto volto televisivo, conduttrice, autrice e appassionata ambasciatrice della cucina sostenibile e dell’ecologia, guiderà il pubblico in un affascinante percorso dedicato al Pampepato come gioiello sostenibile e tracciato della gastronomia umbra. L’evento si articolerà in un Talk Show e in uno Show Cooking. La conduttrice approfondirà il ruolo della promozione di pratiche agricole sostenibili e della valorizzazione dei prodotti locali, come il Pampepato di Terni IGP, per la tutela dell’ambiente e la conservazione del paesaggio. Nello Show Cooking, invece, Tessa Gelisio, insieme a Carol Piermarini del Ristorante Piermarini di Ferentillo, realizzerà dimostrazioni pratiche, esplorando l’uso del Pampepato in ricette tradizionali e innovative, con un focus sugli ingredienti e sulla sostenibilità della filiera produttiva. L’incontro svelerà il legame indissolubile tra questo antico dolce natalizio, il territorio di Terni e le sue radici rurali, celebrando al contempo la ricchezza delle “Terre di San Valentino”. A moderare l’evento, la presentatrice ternana Silvia Santarelli.
Evento di Ancos Aps, realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
ORE 17:30 – 18.30: L’ARTE IN MOVIMENTO: SBANDIERATORI E MUSICI CITTÀ DI FOLIGNO
Itinerante, Centro Storico
Uno spettacolo itinerante che unisce storia, ritmo e coreografie mozzafiato. Il Gruppo Sbandieratori e Musici Città di Foligno a Sweet Pampepato tra le vie del centro storico in un turbinio di colori e sonorità. Lasciatevi travolgere dal rullare dei tamburi e dal maestoso volteggio delle bandiere.
ORE 18.15: BIRRA E PAMPEPATO: QUESTO MATRIMONIO S’HA DA FARE
PalaPampepato, Piazza Tacito
Ne parliamo e degustiamo con: Luca D’Antonio della Pasticceria D’Antonio, Giovanni Ridolfi, Mastro birraio Birra Magester (Ferentillo) e Bruno Felici, esperto di birra de “La Cruda-ristorante birraio” Terni.
Appuntamento realizzato grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti
Ore 18.15: “PROCESSO AL PAMPEPATO – L’APPELLO”
Caffè Letterario della BCT
La Procura della Repubblica del buongusto ha presentato “ricorso in Appello” contro la sentenza di assoluzione dello scorso anno. Il Pampepato, colto in ‘fragranza’ e in ‘custodia cautelare in credenza’, sarà di nuovo in un’aula di Tribunale per un evento di satira e cultura che si preannuncia irresistibile. Special guest della pièce, la band Altoforno di Terni, che si esibirà in un brano inedito dedicato al Pampepato. Alla rappresentazione teatrale prenderà parte, tra gli altri, anche il sindaco e presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi.
A cura di Marta Rosati
Ore 19.15: I COCKTAIL D’AUTORE DEL MET BISTROT – APERITIVI PAMPEPATI
PalaPampepato, Piazza Tacito
Il MET Bistrot porta l’iconico sapore del Pampepato di Terni nel mondo della mixology, con due creazioni d’autore che bilanciano tradizione e inventiva. La loro arte non si limita a un assaggio, ma decostruisce e ricostruisce il dolce ternano in chiave alcolica.
Le Rivisitazioni Alcoliche (e segrete) del Pampepato: “Ternano Liquido”, long drink con vodka infusa con mandorle, noci e pepe, liquore alla nocciola, Vermouth di Parma e soda all’arancia amara; e il “Pampespresso”, after dinner intenso con gin infuso con arancia candita, uva passa e spezie, caffè espresso, liquore al cacao e cordiale alle nocciole.
Appuntamento realizzato grazie alla Camera di Commercio dell’Umbria e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
L’economia umbra si è fermata. Al netto dell’inflazione, nel 2024 la crescita è stata solo nominale. È quanto emerge dall’analisi del Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere, basata sull’ultima revisione della contabilità nazionale dell’Istat diffusa a settembre e integrata con l’elaborazione dei dati regionali curata dalla Camera di Commercio dell’Umbria.
La crescita del valore aggiunto a valori correnti si ferma allo 0,99%, un dato che pone l’Umbria al penultimo posto in Italia, seguita solo dall’Emilia-Romagna (+0,95%). Se si considera appunto l’inflazione media regionale, stimata attorno allo 0,9%, il segno positivo scompare: in termini reali, la regione non cresce. Il confronto con la media nazionale è negativo: l’Italia, pur rallentata, segna un incremento reale dell’1,14%, confermando un divario a sfavore dell’Umbria che tende ad allargarsi.
A livello strutturale, il dato più preoccupante riguarda la tenuta complessiva del sistema produttivo, ormai polarizzato tra comparti deboli e nicchie vitali. Con un valore aggiunto pro capite di 28.030 euro, pari all’84,1% della media nazionale (33.347 euro), l’Umbria perde ulteriore terreno: non è più il ponte tra Centro e Sud, ma una terra di mezzo sempre più spinta verso la seconda metà della classifica. L’Abruzzo ha ormai consolidato il sorpasso e la distanza dell’Umbria dal Centro-Nord si amplia.
Industria in crisi profonda. Terni ultima in Italia per andamento
Il crollo dell’industria manifatturiera è il principale responsabile della frenata. Nel 2024 il settore registra un calo dell’8,08%, il peggiore dato d’Italia. L’Umbria, tradizionalmente legata alla manifattura, vede restringersi il perimetro produttivo senza che si intravedano controtendenze significative. Il quadro provinciale accentua il pessimismo: Terni è ultima tra le 107 province italiane, con un drammatico -10,45% del valore aggiunto industriale, mentre Perugia è quartultima (-7,53%). Una perdita di capacità competitiva che non si spiega solo con il ciclo congiunturale, ma con un indebolimento strutturale delle filiere, dell’innovazione e degli investimenti.
Agricoltura e turismo tengono in piedi la regione
In un contesto di stagnazione l’agricoltura si rivela invece un pilastro di resilienza. Il settore cresce del 13,64%, oltre tre punti percentuali sopra la media nazionale, e si colloca tra i migliori risultati in Italia. A livello provinciale, Terni sale al 26° posto (+18,75%), mentre Perugia è 53ª (+11,38%), a conferma di un comparto che, pur piccolo, continua a modernizzarsi e a sfruttare la spinta dell’agroalimentare di qualità e del turismo rurale.
Buoni segnali anche dai servizi legati a commercio, trasporti, alloggio e ristorazione, che crescono del 3,3%, perfettamente in linea con la media nazionale (+3,15%) e superiore a quella del Centro Italia (+2,86%). In particolare, il turismo mostra una sorprendente capacità di tenuta, sostenuto da un’offerta culturale diffusa e da un posizionamento territoriale sempre più attrattivo.
Meno brillante rispetto alla media nazionale ma comunque interessante, invece, la dinamica dei servizi professionali, finanziari e immobiliari, che avanzano del 4,06%, un punto in meno rispetto alla media italiana (+5,02%), segno che l’Umbria continua a soffrire la carenza di competenze specialistiche e di investimenti nei servizi avanzati.
Terni prima in Italia nella pubblica amministrazione
Se l’industria arretra, il settore pubblico mostra un volto decisamente più dinamico. Nel comparto che comprende pubblica amministrazione, sanità, istruzione e attività culturali e di intrattenimento, l’Umbria mette a segno un risultato positivo (+3,84%), superiore alla media nazionale (+2,94%). A livello provinciale, la sorpresa è Terni: prima in Italia tra le 107 province, con un aumento del 4,88% del valore aggiunto, mentre Perugia si piazza al 28° posto (+3,5%). Un risultato che si lega alla forte presenza di strutture pubbliche e alla vivacità del tessuto culturale locale. La Camera di Commercio dell’Umbria ha del resto documentato come la regione sia la prima in Italia per numero di attività culturali e spettacoli in rapporto alla popolazione, un elemento che contribuisce alla coesione sociale e all’attrattività turistica.
Costruzioni in calo, segnali deboli dai servizi
Tra i comparti più in difficoltà figurano anche le costruzioni, che in Umbria segnano un arretramento del 6%, secondo peggior risultato nazionale dopo il Molise (-11,3%). Terni precipita al terzultimo posto con -8,79%, mentre Perugia si ferma al 95° (-4,03%). Commercio e turismo rappresentano invece i motori che impediscono una contrazione più severa: Terni cresce del 3,43% e Perugia del 3,26%, valori in linea con il resto del Paese, confermando la capacità di questi settori di mantenere viva l’economia regionale.
Un sistema che galleggia, ma non corre
Nel complesso, il 2024 consegna l’immagine di un’Umbria che cresce poco e male. Il valore aggiunto aumenta nominalmente, ma l’inflazione ne annulla gli effetti reali. L’industria arretra, l’agricoltura avanza, i servizi tengono ma non trainano. È un’economia che si regge sull’equilibrio instabile di comparti tradizionali e attività di sostegno, dove la mancanza di innovazione e di spinta produttiva pesa sempre di più. Senza un rilancio del settore manifatturiero e un salto di qualità nei servizi ad alto valore aggiunto, la regione rischia di restare ai margini della ripresa nazionale.
Mencaroni: crisi strutturale, processo lungo
“La crisi strutturale dell’economia umbra non è un fenomeno recente – ricorda Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria – ma un processo lungo, che oggi trova una nuova conferma nei dati sul valore aggiunto. Il fatto che la nostra regione sia stata inserita nella Zona Economica Speciale unica, insieme alle Marche, è un segnale della difficoltà, ma anche un’opportunità da cogliere con decisione. Le Zes nascono per favorire investimenti e crescita nelle aree in ritardo, e l’Umbria può e deve sfruttare questa condizione per rilanciarsi. Come Camera di Commercio siamo impegnati nell’accompagnare le imprese nella doppia transizione, economica ed ecologica, sostenendo la digitalizzazione, la formazione e l’innovazione. Perché solo attraverso un aumento della produttività reale e una maggiore capacità di attrarre capitali e competenze l’Umbria potrà tornare a crescere in modo stabile, rafforzando il suo tessuto economico-produttivo e, di conseguenza, anche sociale”.
Rigenerazione urbana e distretti del commercio. Questa la spinta allo sviluppo delle città che arriva da “Imprese Futuro Umbria 2025”, l’evento con cui Confcommercio Umbria ha celebrato 80 anni di storia associativa. Alla Sala dei Notari di Perugia si sono alternati economisti, accademici, amministratori e imprenditori, accomunati da una stessa convinzione: il futuro dell’Umbria si costruisce nei territori, nelle città e nella capacità delle comunità di rinnovarsi.
La rigenerazione urbana
Dopo il saluto del vicepresidente di Confcommercio Umbria Simone Fittuccia e dell’assessore allo sviluppo economico del Comune di Perugia Andrea Stafisso, il primo a prendere la parola è stato il professor Alessandro Balducci, già prorettore del Politecnico di Milano, considerato tra i massimi esperti di rigenerazione urbana.
Balducci ha posto al centro del suo intervento un messaggio forte: “La rigenerazione non è un progetto edilizio, ma un progetto di comunità. Le città torneranno a vivere solo se sapranno coinvolgere cittadini e imprese dei servizi di prossimità in un disegno condiviso di rinascita”.
Distretti del commercio
A seguire, la professoressa Elena Franco, architetto e studiosa delle politiche urbane, ha approfondito il tema dei distretti del commercio, strumento innovativo capace di rigenerare economie urbane e rafforzare la coesione sociale.
“I distretti del commercio”, ha spiegato Elena Franco, “non sono semplici formule amministrative: sono vere e proprie reti collaborative, in cui pubblico e privato co-progettano spazi, esperienze e nuove opportunità economiche”.
Esperienze concrete di distretti del commercio sono state raccontate da Michele Biselli (presidente Confcommercio Perugia), Oscar Fusini (direttore Confcommercio Bergamo), Juri Imeri (Sindaco di Treviglio) e Matteo Burico (Sindaco di Castiglione del Lago), che hanno sostenuto come una governance locale forte e partecipata possa ridare vitalità ai centri urbani.
Dal “made in Itaky” al “sense of Italy”
Un cambio di paradigma è arrivato con l’intervento di Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi Confcommercio nazionale, che ha presentato la sua innovativa teoria del Sense of Italy: un concetto che supera la logica tradizionale del Made in Italy – legato alla produzione materiale – per abbracciare un’identità economica fondata sulla relazione tra beni e servizi, cultura, turismo e qualità della vita.
Bella ha dimostrato, dati alla mano, come la crescita italiana sia oggi trainata proprio dai servizi di mercato e dall’esperienza turistica, settori che alimentano un ciclo virtuoso tra desiderio, memoria e valore percepito.
“Ogni territorio – ha spiegato Mariano Bella – deve costruire il proprio Sense of Italy, la propria capacità di generare senso, emozione, desiderio. È lì che si forma il valore economico contemporaneo”.
Da qui l’idea, lanciata simbolicamente durante l’evento, di un “Sense of Umbria”: una chiave interpretativa che racconta la regione attraverso autenticità, bellezza discreta, qualità della vita e valore delle relazioni.
Un modello che può trasformare il patrimonio culturale e umano dell’Umbria in una nuova economia dell’esperienza, radicata nei territori e aperta al mondo.
Mencaroni: rigenerare le città per rigenerare le comunità
Il presidente di Confcommercio Umbria, Giorgio Mencaroni, ha collegato i temi emersi dal confronto ai pilastri della missione dell’associazione: “Viviamo un tempo in cui anche le nostre piccole città e i nostri borghi stanno cambiando. Cambiano le economie, i modi di vivere, di incontrarsi. È un cambiamento che interroga tutti noi – istituzioni, imprese, comunità locali – ma che può offrire nuove opportunità se lo affrontiamo con visione e coraggio”.
Mencaroni ha ricordato come Confcommercio Umbria abbia da tempo lanciato l’allarme sulla desertificazione commerciale dei centri storici, e oggi lavori insieme a istituzioni e Comuni per contrastarla con un approccio nuovo, sistemico e integrato.
“La difesa del commercio tradizionale – ha aggiunto – è solo un tassello di una strategia più ampia di rigenerazione urbana. In questa direzione vanno i distretti del commercio, su cui stiamo investendo energie e competenze, perché se tornano a vivere i centri storici, tornano a vivere anche le relazioni, l’identità e la fiducia.
Ci aspettiamo dalla Regione risposte concrete in tema di risorse, anche attraverso lo strumento dei Fondi Strutturali: stiamo seguendo con estrema attenzione questa partita che riteniamo strategica”.
Nel richiamare gli interventi dei relatori, Mencaroni ha citato la lezione di Balducci e Franco come esempi di una visione comune: “La rigenerazione urbana è un progetto di comunità, e i distretti del commercio sono strumenti di innovazione territoriale”.
E ha poi collegato la riflessione di Mariano Bella alla vocazione umbra: “Il Sense of Italy di cui ha parlato Bella è ciò che noi umbri possiamo e dobbiamo raccontare: la qualità della vita, la bellezza dei luoghi, l’autenticità delle nostre imprese. È questo senso profondo di italianità radicato nelle comunità locali che dobbiamo tradurre in valore economico, in attrattività turistica, in nuova impresa”.
L’Umbria di domani
La sezione “L’Umbria di domani”, con Luca Ferrucci (amministratore unico di Sviluppumbria), Francesco De Rebotti (assessore regionale allo Sviluppo Economico) e Simona Meloni (Assessore regionale al Turismo, Riqualificazione urbana e centri storici), ha tracciato un percorso comune: unire innovazione, politiche territoriali e turismo in una strategia unitaria di crescita sostenibile.
“L’Umbria ha bisogno di una visione condivisa – ha ribadito Mencaroni – che metta insieme istituzioni, imprese e cittadini per restituire alle nostre città la loro anima produttiva, sociale e culturale. Confcommercio è pronta, come sempre, a fare la sua parte”.
Gli 80 anni di Confcommercio Umbria
Nel segmento conclusivo, dedicato a “Ricordare il futuro”, Giampaolo Rossi (CEO Fabbrica di Lampadine) e Omar Di Curzio (presidente Giovani Imprenditori Confcommercio Umbria) hanno portato due testimonianze simboliche: il passato che ispira e il futuro che incalza.
Dopo il contributo del presidente Giorgio Mencaroni, si sono succeduti gli interventi istituzionali del sottosegretario al ministero dell’Interno Emanuele Prisco, della presidente della Giunta regionale dell’Umbria Stefania Proietti, della sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi e della presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria Sarah Bistocchi, che hanno ribadito l’importanza del sistema delle imprese per la coesione territoriale e sociale dell’Umbria.
Le premiazioni
L’evento si è concluso con la consegna – da parte delle autorità presenti – di una serie di riconoscimenti a figure simbolo che hanno fatto la storia di questi primi 80 anni della Confcommercio dell’Umbria e alle imprese che da decenni hanno il proprio patto associativo con l’organizzazione. Un premio simbolico, attraverso il quale – ha tenuto a sottolineare il presidente Giorgio Mencaroni – “vogliamo dire grazie a tutte gli imprenditori e professionisti che ogni giorno, da 80 anni, si affidano a Confcommercio Umbria per gestire al meglio la propria attività e affrontare le sfide di un cambiamento sempre più vertiginoso”.
Riconoscimento a Francesco Sacchetti, ex direttore di Confcommercio Umbria. Riconoscimenti alla memoria ai presidenti di Confcommercio della provincia di Perugia e dell’Umbria Giuseppe Paoloni e Antonio Giorgetti e al presidente di Confcommercio Gubbio e Innovazione Terziario Lucio Lupini.
Premi alle Eccellenze: AD Motor, Barton Group, Bianconi Ospitalità, Cancelloni Food Service, Donati Abbigliamento, Macelleria Pucci, Micra Software & Services S.r.l, PAC 2000 A CONAD
Premi alle imprese, selezionate su tutto il territorio regionale in base alla anzianità del rapporto associativo con Confcommercio:
Assisi: Brunelli Angelo Calzature, Il Buongustaio di Gambacorta Eugenio, Fontebella Palace Hotel Bastia Umbra: Marini Edilizia srl, Mondia Srl Città di Castello: Hotel Park Geal, Oreficeria Talamelli Snc Gualdo: Ristorante Gigiotto Gubbio: Gioielleria Bedini Sas; Magazzini Santini Snc, Mercerie Parlanti Snc Foligno: Best Food 1967, di Trampetti Daniele; Hotel Ristorante Fichetto; Norcineria Massatani; Pasticceria Muzzi srl; Righi Abbigliamento Spoleto: Hotel dei Duchi, Paoluzi Maria Rita, Tomasini Francia srl, Trattoria “Da Piero” al Palazzaccio Orvieto: Esperienza Vera Sas Terni: Mode Manni snc di Corradi F. & R.; Ottica Dragoni srl; Societa’ Pegaso srl Todi-Marsciano: La Bottega di Carlino; Pizzeria Italo Snc di Giubilei Marco Perugia: Alessandrelli Centro Casa; Automigliorgas; Biagini Oreficeria; Casa del Lampadario; Gerbi Adriano Trasimeno: Camilloni s.r.l.; Gelateria Tropical; Gioielleria Capolsini & C. Snc.