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Autore: Sara Grossi

Per ogni categoria, ecco le 39 migliori birre artigianali italiane

Ecco le 39 migliori birre artigianali italiane vincitrici, nelle varie categorie, del Premio Cerevisia 2025, il più autorevole riconoscimento nazionale dedicato alla brassicultura di qualità. A produrle sono 27 birrifici, selezionati tra 140 birre finaliste provenienti da 16 regioni italiane. La proclamazione ufficiale è avvenuta durante la cerimonia svoltasi al Centro Congressi della Camera di Commercio dell’Umbria.

Giunto alla sua dodicesima edizione, il Premio Cerevisia è l’unico concorso brassicolo italiano promosso esclusivamente da enti pubblici, senza sponsor commerciali o influenze private. I giudizi vengono espressi da una giuria scientifica indipendente, con procedure anonime e trasparenti, coordinate dal CERB – Centro di Ricerca per l’Eccellenza della Birra dell’Università di Perugia.

Il premio alla birra migliore d’Italia

Il Premio Eccellenza, riservato alla birra artigianale con il punteggio più alto in assoluto, è stato assegnato a “Gorilla Barley Wine” dei Mastri Birrai Umbri. L’Umbria, regione ospitante, si è aggiudicata in tutto sei riconoscimenti, confermando una qualità produttiva in costante crescita.

I Premi territoriali, destinati alle birre che rappresentano al meglio la produzione per macro-area geografica, sono andati a:

  • Nord Italia: Brenta Brau Vienna – Birrificio Val Rendena (Trentino-Alto Adige)
  • Centro Italia: Buffalo Circus – Fabbrica della Birra Perugia (Umbria)
  • Sud e Isole: Porter – Birra Puddu (Sardegna)

Il Premio Immagine, che valorizza originalità e qualità grafica dell’etichetta, è stato attribuito a:

  • Birra Montecassino – Birrificio Montecassino (Lazio)

A questi si aggiungono 34 premi per stile brassicolo, assegnati alle birre che si sono distinte nelle rispettive categorie di riferimento. L’elenco completo segue in fondo all’articolo.

Cerevisia, un premio in espansione come il settore

La partecipazione al Premio Cerevisia riflette la crescita del comparto: quasi 1.000 i birrifici artigianali attivi in Italia, in forte ripresa post-Covid. Le 140 birre finaliste del 2025 testimoniano un miglioramento costante in termini di qualità, innovazione e professionalità.

Vincitori assoluti

Premio Eccellenza
• Gorilla Barley Wine – Mastri Birrai Umbri (Umbria)

Premio Nord Italia
• Brenta Brau Vienna – Birrificio Val Rendena (Trentino-Alto Adige)

Premio Centro Italia
• Buffalo Circus – Fabbrica della Birra Perugia (Umbria)

Premio Sud e Isole
• Porter – Birra Puddu (Sardegna)

Premio Immagine
• Birra Montecassino – Birrificio Montecassino (Lazio)

Vincitori per stile birrario

Categoria Pilsner

• 1° – Theresianer Premium Pils – Theresianer Birra Italiana 1766 (Veneto)
• 2° – Amala – Birralfina (Umbria)
• 3° – Pils – Riversa (Lombardia)

Categoria Bock

• 1° – Lava – Miamal (Lombardia)
• 2° – Delirio – Birra Cala (Calabria)

Categoria Golden/Blond Ale

• 1° – Exxtasy – Birralfina (Umbria)
• 2° – Happy Hoppy – Qubeer (Lombardia)
• 3° – Midona – Amarcord (Marche)

Categoria Belgian Pale/Blond Ale

• 1° – Annozero – Birralfina (Umbria)

Categoria Pale Ale

• 1° – Babel – Foglie d’Erba (Friuli Venezia Giulia)
• 2° – Cassia – Itineris (Lazio)
• 3° – Big Bang Beer Luna – Birra Flea (Umbria)

Categoria Porter/Stout

• 1° – Baltika – Birralfina (Umbria)
• 2° – Totò – Maghi di Orz (Veneto)

Categoria Blanche/Witbier

• 1° – Kalabra Bergamotto – Birra Kalabra (Calabria)
• 2° – Brama – Opificio Birrario (Toscana)

Categoria Weizen/Weiss/Frumento

• Unica premiata – Cubulteria – Birra Karma (Campania)

Categoria Saison

• 1° – Sister Ale – Birrificio 2 Sorelle (Piemonte)

Categoria Black IPA

• 1° – Kalabra Black IPA – Birra Kalabra (Calabria)
• 2° – Hella Hope – Birrificio 2 Sorelle (Piemonte)
• 3° – Federico II Extra – Birra Flea (Umbria)

Categoria Double/Imperial IPA

• 1° – Space Invaders – Qubeer (Lombardia)

Categoria Dubbel

• 1° – Symphony – Gladium (Calabria)

Categoria Belgian Strong Ale

• 1° – Golden – Monaci Vesuviani (Campania)
• 2° – Tom Ale – Maghi di Orz (Veneto)

Categoria Fruit Beer

• 1° – Seabreeze – Tip Torre in Pietra Birrificio Artigianale (Lazio)

Categoria Italian Grape Ale

• 1° – Gaglioppo Librandi – Birra Cala (Calabria)
• 2° – Vinum – Birralfina (Umbria)
• 3° – Nube – Birrificio Colfiorito (Umbria)

Categoria Gluten Free

• 1° – N’Artigiana Senza Glutine – Birrificio Artigianale Napoletano (Campania)
• 2° – Amarcord Senza Glutine – Amarcord (Marche)

Categoria Materie Prime

• 1° – Fovea Light – Rebeers (Puglia)
• 2° – Birra Nursia Extra – Birra Nursia (Umbria)
• 3° – Annozero Wet Hope – Birralfina (Umbria)

Le voci delle istituzioni

“Cerevisia è cresciuto perché ha basi solide: fondamento pubblico, serietà scientifica e competenza diffusa”, ha dichiarato Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria. “Oggi l’Umbria si prende una scena importante: sei premi che confermano un salto di qualità reale. E non dimentichiamo l’effetto a catena: il luppolo, da coltura marginale, è ormai parte di una filiera concreta, anche nella nostra regione”.

Per Andrea Bagnolini, direttore generale di Assobirra, “il Premio Cerevisia è il simbolo di una trasformazione impensabile fino a pochi anni fa: birrifici che crescono, qualità che sale, fermento in tutte le regioni. E ora si apre una nuova sfida: valorizzare il turismo brassicolo, che è in forte espansione e può diventare motore del territorio”.

Paolo Fantozzi, presidente del comitato tecnico-scientifico, ha spiegato: “Cerevisia è l’unico premio in Italia che non si limita al gusto: ogni birra finalista è verificata anche per l’etichettatura e la conformità. Questo garantisce un livello di qualità certificata al 100%”.

“Anche quest’anno abbiamo valutato con rigore la qualità e la coerenza merceologica delle birre finaliste”, ha aggiunto Ombretta Marconi, direttrice del CERB. “Il settore è vivace, in fermento e sempre più centrale nello sviluppo economico e sociale dei territori”.

Mauro Bacinelli, dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Umbria, ha sottolineato: “La birra artigianale è un asse strategico dell’agroalimentare e del turismo. La legge regionale del 2023 ha rafforzato un percorso virtuoso: imprese più solide, giovani coinvolti, Cerevisia al centro di questa crescita”.

Infine, l’assessora del Comune di Deruta Francesca Marchini ha ricordato con commozione: “Deruta ha saputo unire la tradizione ceramica al mondo brassicolo. E oggi siamo fieri che uno dei premi porti il nome del sindaco Alvaro Verbena, tra i primi a credere in Cerevisia”.

Marianelli è il nuovo rettore di Unipg, ecco il programma in ticket con Gammaitoni

E’ Massimiliano Marianelli, docente di Storia della filosofia, il nuovo magnifico rettore dell’Università degli Studi di Perugia. Con 727 voti ha superato al ballottaggio il docente di Diritto costituzionale Daniele Porena, che si è fermato a 336 consensi nel voto ponderato.

Marianelli, già ampiamente in testa nel primo turno, si è presentato al voto di “spareggio” in ticket con il terzo, Luca Gammaitoni, che aveva mancato il ballottaggio per una manciata di voti.

Marianelli, che si è laureato all’Università degli Studi di Perugia, ha svolto tutto il proprio percorso accademico nell’Ateneo perugino, sino all’elezione a direttore del Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione con cui si è presentato alla sfida per il rettorato.

(nella foto il prof. Oliviero applaude il suo successore alla guida dell’UniPg, Marianelli)

Chi è il professore Massimiliano Marianelli

Massimiliano Marianelli è professore ordinario di Storia della Filosofia e direttore del Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione – FiSSUF. Ha ricoperto incarichi come Delegato del Rettore per la Didattica, presidente del Presidio di Qualità e membro del Senato Accademico e delle commissioni Ricerca e Didattica. È referente di accordi internazionali e coordina doppi titoli con atenei europei ed Extra UE. Visiting professor, ha tenuto lezioni e corsi in molti paesi tra cui Argentina, Brasile, Colombia, Cuba, Francia, Spagna, Svezia, dirige centri studio e di ricerca interuniversitari e la rivista Metaxy Journal.
Membro di comitati editoriali e scientifici, ha partecipato a progetti europei, nazionali e locali.
La sua ricerca è incentrata sul “tra” come spazio vivo di mediazione, relazione, rigenerazione del pensiero e costruzione di comunità inclusive. Tra i suoi ambiti di ricerca: ontologia della relazione, rapporto etica-economia-management, intersoggettività-intercultura, filosofia e arte contemporanea con attenzione al paesaggio, il pensiero francese del Novecento e in particolare Simone Weil. Ha ricevuto nel 2005 il premio internazionale “Medaglia del Pontificato”.
Ha partecipato a importanti convegni internazionali, ideato, organizzato e partecipato a percorsi di alta formazione, master, summer school, laboratori interdisciplinari su etica dell’impresa e management, educazione e beni relazionali. Insegna in corsi di laurea e dottorato, innovando la didattica filosofica con un approccio antropologico e relazionale.
È nel direttivo della Società Italiana di Storia della Filosofia.
Impegnato nella terza missione, promuove progetti su umanesimo, ecologia integrale e cittadinanza globale, anche per le imprese. Ha collaborato con enti pubblici e fondazioni culturali, integrando ricerca filosofica, azione sociale e divulgazione.
È autore di numerose pubblicazioni in più lingue: il suo impegno intellettuale coniuga visione umanistica e apertura al dialogo tra saperi e culture, recente (2023) la presentazione di un manuale Anima, Corpo, Relazioni, Storia della filosofia da una prospettiva antropologica – coordinato e con più Autori, adottato in numerosi Atenei, che propone un modello innovativo di Storia della filosofia, centrata sull’attenzione alla questione antropologica e al tema delle relazioni.

Il documento programmatico sottoscritto da Marianelli e Gammaitoni

Questo il testo integrale dell’accordo siglato tra Marianelli e Gammaitoni, con quest’ultimo che avrà dal nuovo magnifico rettore la delega alla sanità.

I sottoscritti Prof. Massimiliano Marianelli e Prof. Luca Gammaitoni,

riconoscono un’ampia concordanza tra i loro programmi, una convergenza sostanziale che prende forma dal progetto “Prendiamoci cura. L’Università per il nostro tempo: comunità, relazioni, ricerca” e che si fonda su valori condivisi: attenzione ai più fragili, promozione del benessere di tutte le persone, inclusione e responsabilità sociale. Questa sintonia si riflette in un insieme di punti programmatici concreti, che testimoniano una volontà condivisa di lavorare in modo coeso per il bene comune dell’Università. Si tratta di un cammino che guarda alla partecipazione e alla possibilità concreta di costruire “ponti” -non schieramenti-, valorizzando le diverse sensibilità presenti nella nostra comunità accademica.

La convergenza si misura, in particolare, su specifici punti programmatici:

  1. Valorizzazione della comunità accademica

Immaginiamo l’Ateneo come una comunità di persone, dove relazioni e sinergie tra studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo-bibliotecario e CEL siano il fondamento per una crescita condivisa. In quest’ottica, intendiamo favorire un progressivo miglioramento dei luoghi di studio e di lavoro, promuovendo ambienti accoglienti e funzionali per tutte e tutti.

  1. Didattica, Ricerca e Terza Missione

Siamo convinti dell’importanza di un’Università che integri profondamente didattica, ricerca e terza missione. Vogliamo favorire il dialogo tra saperi e promuovere un contesto in cui la conoscenza sia generata e condivisa in modo aperto. La ricerca di base è un valore fondamentale, che deve restare libera da pressioni esterne e capace di promuovere un modello universitario in grado di favorire il dialogo interdisciplinare. L’obiettivo è la definizione di una comunità accademica capace di generare e diffondere nuova conoscenza.

  1. Semplificazione

Crediamo in una gestione che favorisca la partecipazione e il confronto, attraverso strutture amministrative snelle e trasparenti. Proponiamo strumenti come gli “Stati Generali” dei Dipartimenti per rafforzare il dialogo e la collaborazione tra le diverse componenti dell’Ateneo, nel rispetto del principio di sussidiarietà.

  1. Inclusione, welfare e attenzione alle fragilità

Riteniamo prioritario promuovere il benessere di tutte le persone, attraverso politiche di welfare, pari opportunità e contrasto alle disuguaglianze. Un Ateneo che si “prende cura” delle persone è un Ateneo capace di valorizzare il potenziale di ciascuna di esse.

  1. Centralità degli studenti

Gli studenti sono parte attiva e fondamentale della vita accademica. Vogliamo migliorare la qualità della didattica, potenziare i servizi e promuovere il coinvolgimento degli studenti nei processi decisionali. Particolare attenzione va anche ai dottorandi, il cui contributo alla ricerca deve essere riconosciuto e valorizzato, anche attraverso adeguate forme di rappresentanza.

  1. Incremento delle rappresentanze

Riteniamo importante ampliare la rappresentanza nei principali organi di governo dell’Ateneo, includendo il personale tecnico-amministrativo-bibliotecario e CEL, i dottorandi e i ricercatori, per una comunità universitaria più equa e partecipata.

  1. Sostegno al personale precario

Crediamo nella necessità di costruire percorsi chiari e sostenibili per i giovani ricercatori, valorizzando il loro ruolo strategico nella ricerca e per la vita tutta dell’Ateneo. La stabilizzazione, con una programmazione chiara, rappresenta una scelta responsabile e orientata alla qualità.

  1. Autonomia dell’Università

L’autonomia dell’Ateneo è un valore fondamentale che intendiamo tutelare, garantendo un contesto libero per il pensiero, la ricerca e la formazione. Promuoviamo un’autonomia responsabile, al servizio della collettività.

  1. Visione partecipata del rettorato

Immaginiamo una gestione trasparente e fondata sul dialogo, dove il Rettore eserciti un ruolo di coordinamento valorizzando le deleghe, il ruolo dei Dipartimenti e la collegialità come metodo e valore.

  1. Apertura internazionale

Vogliamo un Ateneo radicato nel territorio umbro ma aperto al mondo, capace di dialogare con le migliori esperienze nazionali e internazionali. La dimensione europea e globale è essenziale per arricchire la nostra comunità e offrire nuove opportunità a studenti, docenti e ricercatori personale tecnico-amministrativo-bibliotecario e CEL.

Ci riconosciamo, inoltre, sui seguenti principi:

  • Cultura della conoscenza come bene comune: la conoscenza è un valore pubblico, non solo strumento per il mercato.
  • Cooperazione tra atenei: crediamo in reti di collaborazione, soprattutto tra Università pubbliche del Centro Italia.
  • Relazioni e comunicazione interna: incentivare il confronto diretto tra le persone, promuovendo momenti di dialogo reale.
  • Internazionalizzazione: sosteniamo Erasmus, reti europee e lo sviluppo di relazioni interculturali.
  • Sostenibilità e responsabilità sociale: attenzione al territorio e alle sedi decentrate, con un rinnovato impegno per la sede di Terni.
  • Pace: valorizzazione dell’Umbria come luogo di accoglienza e promozione della pace.

Sulla base di questa ampia condivisione di principi e obiettivi, il Prof. Luca Gammaitoni sostiene il Prof. Massimiliano Marianelli per contribuire insieme alla costruzione di una gestione partecipata, fondata sull’ascolto, la corresponsabilità e il rispetto. Questa scelta nasce dal desiderio condiviso di mettere in relazione esperienze diverse, valorizzandole in un progetto unitario che riconosca la pluralità come risorsa. In questo spirito, l’auspicio è che il percorso intrapreso possa essere occasione di confronto costruttivo e dialogo aperto per tutta la comunità accademica, nel rispetto delle differenze e nella ricerca di un bene comune più ampio e “alto”.

Prof. Massimiliano Marianelli

Prof. Luca Gammaitoni

Spazio Modu, a Foligno il nuovo polo di coworking e innovazione

Inaugurato Spazio Modu Foligno, il nuovo coworking che vuole diventare un cuore pulsante di innovazione e collaborazione nel centro storico. Oltre 200 persone presenti nei locali di via Oberdan 55/57, dimostrando l’urgenza e il desiderio di luoghi capaci di generare nuove visioni e opportunità.

Con l’idea di “spazi che aprono per visioni che rigenerano”, l’iniziativa ha sottolineato fin da subito l’ambizione di Spazio Modu di essere più di un semplice spazio di lavoro condiviso. È un luogo generativo, concepito per mettere in relazione politiche, pratiche e desideri, immaginando una città capace di crescere intorno a spazi aperti, condivisi e culturali.

“Il 2025 ci porta uno spazio migliore, dopo l’esperienza finita del coworking Multiverso e sempre nel centro di Foligno, e ci porta un nome nuovo che è frutto di una collaborazione nata due anni fa e di rapporti che hanno fatto presto a consolidarsi e sedimentare con la bella realtà dello Spazio Modu di Perugia. Resistere e ripartire, queste sono state le priorità che ci siamo dati, questo stiamo provando a fare”, ha dichiarato Filippo Salvucci, amministratore di Spazio Modu Foligno, introducendo la visione e la rete con Perugia. Salvucci ha inoltre rimarcato l’importanza vitale del fare rete per le piccole imprese, condividendo una visione comune e servizi essenziali.

Gli interventi che si sono susseguiti hanno approfondito diverse sfaccettature del ruolo del coworking e della cultura come motori di sviluppo. Olivia Marie Lamberini di Spazio Modu Perugia ha illustrato il coworking come attivatore di prossimità, impresa creativa e rigenerazione urbana, esprimendo grande soddisfazione per la creazione di un “ponte culturale tra Perugia e Foligno”.

Emiliano Pergolari (direzione artistica Factory Fest) ha toccato il tema degli spazi e luoghi di cultura, evidenziando come le pratiche e i presidi artistici e culturali debbano superare la concezione di mero “intrattenimento” per parlare direttamente alle persone. A seguire, Chiara Corica (progettista culturale, Cooperativa Densa) ha parlato di come rigenerare attraverso la cura, con esperienze tra infanzia, adolescenza, prossimità e città, portando testimonianze di pratiche che connettono coworking, centri estivi e quartieri in trasformazione.

Un momento saliente è stato l’intervento di Linda Di Pietro, direttrice artistica BASE Milano e collaboratrice esperta della vicepresidenza della Regione Umbria. Nel suo discorso su “Rigenerare: cultura come infrastruttura del possibile”, ha sottolineato il potere trasformativo della cultura nei territori: “La cultura è anche sviluppo economico e la presenza dell’Assessore De Rebotti è indicativa. Dobbiamo spostare il senso della rigenerazione urbana dalla città di pietra alla città di carne, per rigenerazioni culturali”.

Le conclusioni sono state affidate all’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Umbria, Francesco De Rebotti, che ha evidenziato come cultura e creatività debbano essere leve dello sviluppo territoriale. De Rebotti ha riconosciuto il ruolo cruciale dei tessuti culturali e creativi come motori di cambiamento e rigenerazione economica: “Spazi e messaggi come questo sono ciò di cui ha bisogno quell’Umbria che vuole essere sé stessa. È giusto far respirare anche a Foligno la presenza di una Regione che ha cambiato direzione nelle sue politiche, e ora bisogna incalzare chi governa la città su molti temi”.

“L’Umbria è base logistica per molti giovani e Foligno snodo fondamentale”, ha concluso l’assessore, evidenziando il supporto regionale al progetto.

Corso APAU e Naturalmiele, premiati 80 nuovi apicoltori “in erba”

Premiati 80 nuovi “apicoltori in erba” grazie al percorso formativo promosso nel 2025 da APAU (Associazione Produttori Apistici Umbri) in collaborazione con Naturalmiele. Un percorso realizzato con il sostegno della Regione Umbria nell’ambito del bando finanziato dai fondi previsti dal Regolamento UE 2021/2115, dedicati al settore apistico.

Coinvolti oltre 80 partecipanti attraverso cinque corsi gratuiti, distribuiti sul territorio umbro e aperti non solo ad apicoltori già attivi, ma anche a semplici appassionati e neofiti desiderosi di avvicinarsi a questo affascinante e strategico settore.

I corsi, finanziati al 100%, si sono articolati nel seguente modo: corsi base, svolti nei Comuni di Foligno, Magione e Terni; corsi avanzati, tenuti a Umbertide e Città di Castello; corso di analisi sensoriale del miele (I livello), organizzato ad Amelia.

A conclusione del percorso, tutti i partecipanti si sono ritrovati per una giornata speciale presso l’apicoltura Brencio di Marsciano, una delle realtà apistiche professionali più significative dell’Umbria, con oltre 1000 alveari. Durante la visita, i corsisti hanno potuto assistere a una dimostrazione di smielatura e confrontarsi direttamente con professionisti del settore.

A seguire, un momento conviviale con un pranzo presso la Locanda dei Pescatori a Sant’Arcangelo di Magione, durante il quale si è svolta anche la cerimonia di consegna degli attestati, alla presenza dell’assessore all’Agricoltura della Regione Umbria, Simona Meloni, che ha sottolineato il valore strategico dell’apicoltura per la sostenibilità ambientale, la biodiversità e lo sviluppo rurale.

“Le api non sono solo produttrici di miele, cera o pappa reale – ha dichiarato l’assessore Meloni – ma sono alleate fondamentali per la salute dell’ambiente e la sicurezza alimentare (garantendo il 70% dell’impollinazione). Investire nella loro tutela significa prendersi cura del nostro futuro”.

Presenti il presidente di Apau, Luca Ciampelli, e di Naturalmiele, Beniamino Romildo, i quali hanno evidenziato che “l’azione formativa si inserisce in un disegno più ampio di rafforzamento del comparto apistico umbro, che si distingue per qualità e capacità innovativa, e conferma la centralità dell’allevamento delle api non solo come pratica agricola, ma come presidio ambientale e strumento di valorizzazione territoriale”.

Dai monaci ai giovani imprenditori, l’Umbria terra delle birre artigianali

Il Premio Cerevisia 2025 fotografa la metamorfosi del settore delle birre artigianali in Italia: 147 birre selezionate, 27 vincitori da 13 regioni italiane, e una mappa dell’Italia brassicola che si fa sempre più complessa, strutturata, matura. In un settore che sfiora oggi i mille birrifici in tutta la penisola, in una spinta imprenditoriale che ha coinvolto i giovani.

Sul podio delle regioni più premiate svetta l’Umbria, con sei birrifici vincitori. Un risultato che premia l’interesse imprenditoriale verso questo settore, che del resto vanta una tradizione che affonda nelle pratiche dei monasteri.

Seguono Campania, Calabria, Lazio e Lombardia con tre premi ciascuna. Il Veneto porta a casa due riconoscimenti, mentre Marche, Sardegna, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Puglia contano un vincitore a testa.

Svelati soltanto i nomi dei 27 birrifici vincitori, senza però associare ancora i premi alle singole etichette. Una scelta voluta dagli organizzatori per mantenere la suspense fino alla cerimonia ufficiale di premiazione, prevista per martedì 17 giugno alle ore 10.00 presso il Centro Congressi della Camera di Commercio dell’Umbria a Perugia.

L’eccellenza si misura al microscopio (e al palato)

Non una semplice rassegna: il Cerevisia – nato nel 2013 per iniziativa della Camera di Commercio (allora di Perugia, oggi dell’Umbria), della Regione Umbria, del Comune di Deruta, del CERB dell’Università di Perugia e di AssoBirra – si distingue per l’alto profilo istituzionale e scientifico.
Il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste e dell’AITBM (Associazione Italiana dei Tecnici della Birra e del Malto) ne rafforza il prestigio.

Ogni birra candidata è sottoposta a un doppio vaglio: chimico-fisico e organolettico.
Il primo è affidato al CERB, il primo centro di ricerca brassicola fondato in Italia dal prof. Paolo Fantozzi; il secondo a una giuria nazionale di degustazione.
I campioni, anonimizzati secondo un protocollo pubblico certificato, vengono versati uno a uno davanti ai giudici, per garantire massima freschezza e imparzialità.
Ogni birra riceve inoltre un certificato ufficiale di analisi.

“Questo è l’unico premio che garantisce non solo la qualità organolettica delle birre, ma anche la conformità delle etichette, dei materiali e del packaging alle normative vigenti” ha sottolineato Paolo Fantozzi, vicepresidente del BaNAB.

L’Umbria capofila di una nuova filiera

Dietro ai premi c’è un fermento reale. L’Umbria conta 25 birrifici iscritti al Registro Imprese, 14 dei quali con attività brassicola prevalente.
Ma più dei numeri, contano i percorsi: la Regione ha approvato nel 2023 una legge specifica per la valorizzazione della birra artigianale, promuovendo l’intera filiera del luppolo.

Un comparto in crescita, che crea opportunità lungo tutta la catena del valore: dall’agricoltura alla trasformazione, dalla distribuzione alla ristorazione.

“Abbiamo scommesso sulla birra artigianale come volano per l’agroalimentare e il turismo. I risultati si vedono: la qualità cresce, le imprese si rafforzano e il settore attira giovani. Cerevisia è uno strumento potente in questo processo”, ha detto il dott. Mauro Bacinelli dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione dell’Umbria.

Un premio per chi ha talento (e lo sa raccontare)

Oltre ai riconoscimenti per l’eccellenza brassicola, il Cerevisia prevede una serie di premi speciali.

“Il valore di un prodotto non è solo nella qualità intrinseca, ma anche nella capacità di comunicarlo nel giusto contesto” ha detto Fantozzi.

Mencaroni: “Numeri impensabili solo dieci anni fa”

“Oggi in Italia si contano quasi mille microbirrifici. Una cifra straordinaria, se pensiamo che solo dieci anni fa erano appena una cinquantina» ha detto Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria e del BaNAB.

“Il consolidamento del Premio Cerevisia si fonda su tre pilastri: matrice istituzionale, rigore scientifico e competenza nazionale nella degustazione. Sono orgoglioso che quest’anno l’Umbria salga sul gradino più alto del podio, con sei premi che testimoniano la crescita qualitativa della regione”.

Mencaroni ha aggiunto che “l’impatto della birra artigianale si riflette anche sulla produzione primaria: il luppolo, coltura fino a poco fa marginale, sta creando una vera e propria filiera in regioni come l’Umbria”.

Toniaccini e Latterini: “Deruta capitale del fermento creativo”

“Deruta si conferma palcoscenico di eventi nazionali di rilievo. Il Premio Cerevisia valorizza il talento, la qualità e le eccellenze locali, con un forte richiamo a livello nazionale” ha dichiarato il sindaco Michele Toniaccini.

A lui ha fatto eco il consigliere Giacomo Latterini, che ha sottolineato come “l’impegno a favore della birra artigianale abbia favorito l’emergere di nuove realtà imprenditoriali sia in Umbria sia a livello nazionale. Realtà che si stanno strutturando, diventando veri attori economici. In parallelo, grazie alla politica regionale, si è avviata una filiera del luppolo che rappresenta una novità importante per il comparto agroalimentare”.

Marconi (CERB): “Un settore in piena espansione”

“Anno dopo anno, il livello delle birre in gara si alza. Cresce la competizione, ma anche la consapevolezza. Questo settore sta diventando sempre più strategico per lo sviluppo locale, non solo economico ma anche sociale”, ha spiegato Ombretta Marconi, direttrice del CERB.

Il Centro – attivo nell’analisi, formazione e sperimentazione – è oggi un punto di riferimento per tutto il settore.

“La qualità delle birre italiane è in costante miglioramento, e molte di esse nascono proprio con il supporto tecnico e scientifico del nostro centro”, ha aggiunto Marconi.

Giovani e futuro: il lievito della qualità

Il Premio Cerevisia è pensato anche come incubatore per le nuove generazioni.
Tra i premiati numerosi sono i birrifici fondati da giovani under 40, che scelgono produzioni artigianali di alta qualità, legate al territorio e attente alla sostenibilità.

“La birra è innovazione, è linguaggio contemporaneo dell’agroalimentare italiano. Con questo premio vogliamo incentivare le nuove generazioni a investire con coraggio e competenza” ha ribadito Mencaroni.

“Oggi celebriamo non solo un prodotto, ma una cultura che cresce. E, come ogni cultura, ha bisogno di visione e rigore”, ha detto in conclusione Fantozzi.

I BIRRIFICI VINCITORI

Calabria
Birra Cala
Birra Kalabra
Symphony

Campania
Birra Karma
Birrificio Artigianale Napoletano
Monaci Vesuviani

Friuli Venezia Giulia
Foglie d’Erba

Lazio
Birrificio Montecassino
Itineris
Tip Torre in Pietra Birrificio Artigianale

Lombardia
Miamal
Qubeer
Riversa

Marche
Amarcord

Piemonte
Birrificio 2 Sorelle

Puglia
Rebeers

Sardegna
Birra Puddu

Toscana
Opificio Birrario

Trentino Alto Adige
Birrificio Val Rendena

Umbria
Birra Flea
Birra Nursia
Birralfina
Birrificio Colfiorito
Fabbrica della Birra Perugia
Mastri Birrai Umbri

Veneto
Maghi di Orz
Theresianer Birra Italiana 1766

“Jouer avec le feu”, menzione speciale per il “G. Bruno” di Perugia al Prix Palatine

Il video “Jouer avec le feu”, realizzato dalla classe 3AL del Liceo Linguistico dell’I.I.S. ‘Giordano Bruno’ di Perugia, diretto dalla professoressa Anna Bigozzi, ha ottenuto una menzione speciale nel Concorso-video ‘Prix Palatine’ 2025.

“Tra le più di 40 proposte ricevute – si legge nella motivazione della Giuria composta dal regista Gianlorenzo Lombardi, dall’assistente alla regia Claire Corbetta-Doll e dal montatore Thomas Marchand – questo video si è distinto per la qualità della realizzazione, la creatività della messa in scena e l’impegno delle studentesse e degli studenti”. Dando vita ad un video con “un formato originale e un tono impegnato”.

La giuria si congratula con gli studenti e con i docenti “per il loro coinvolgimento in questo percorso di educazione all’immagine”.

Una delegazione dell’I.I.S. ‘Giordano Bruno’ è stata invitata il prossimo 5 novembre all’Ambasciata di Francia a Roma, in occasione del lancio della nuova edizione del ‘Prix Palatine’ (2026).

Il prestigioso ‘Prix Palatine

Il “Prix Palatine” è un progetto didattico e cinematografico, rivolto alle sezioni Esabac del Liceo Linguistico, che sintetizza l’educazione all’immagine e l’apprendimento della lingua francese: organizzato sia in Italia che in Francia, tale premio cinematografico, basato su tematiche socio-culturali e rivolto alla fascia adolescenziale, è riconosciuto da una giuria binazionale, composta da giovani provenienti da entrambi i Paesi.

Sotto la guida delle due docenti-referenti, la professoressa Cristina Cipolloni e la professoressa Maria Giovanna Gori, due classi del Liceo Linguistico di questo sperimentale Istituto perugino hanno, infatti, aderito, per l’anno scolastico 2024/2025, al prestigioso progetto ‘Prix Palatine’, proposto da Palatine e Lutetia, due associazioni culturali fondate a Parigi e a Roma con l’intento di promuovere scambi culturali tra Italia e Francia, in chiave europea.

Tra le competenze-chiave di questo progetto didattico si annoverano l’acquisizione dei primi rudimenti del linguaggio cinematografico, il potenziamento dello scambio culturale tra Italia e Francia, favorendo la costruzione di un’identità culturale europea, e il consolidamento della padronanza della lingua francese.

“Coerentemente con queste finalità educative – sottolineano le professoresse Cipolloni e Gori – nell’anno scolastico 2024/2025 le classi Esabac hanno aderito al progetto Prix Palatine, che valorizza il dialogo interculturale tra Italia e Francia, fornendo agli studenti gli strumenti per una fruizione consapevole del linguaggio cinematografico e rendendoli partecipi in prima persona come giuria giovanile di film in lingua originale a concorso”.

“Mirabilia Bootcamp 2025”, i video con cui gli studenti hanno raccontato le eccellenze alimentari umbre

“La tradizione non è un fardello del passato, ma il trampolino del futuro”. Da questa idea si è costruita la IV edizione di “Mirabilia Bootcamp”, il progetto della Camera di Commercio dell’Umbria per l’anno scolastico 2024-2025, pensato come Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO). Un laboratorio formativo gratuito che ha messo in rete 33 studenti e studentesse di sei istituti superiori, sei eccellenze agroalimentari umbre, due docenti di altissimo livello e una narrazione vivace e digitale: quella del podcast.

Per dieci giorni a Perugia la sede della Camera di Commercio si è trasformata in una vera e propria redazione creativa. Obiettivo? Raccontare il patrimonio immateriale Unesco – dalla Dieta Mediterranea alla cerca e cavatura del tartufo – attraverso il linguaggio della comunicazione contemporanea.

Sei i podcast video prodotti, uno per ogni alimento o tradizione cardine:

La Dieta Mediterranea
La cerca e cavatura del tartufo
L’olio extravergine d’oliva
Il vino
I legumi
Farina, pasta e pane

Protagonisti le studentesse e gli studenti delle scuole:

Liceo Properzio di Assisi
Istituto Omnicomprensivo “Salvatorelli-Moneta” – Marsciano
IIS Leonardo Da Vinci – Umbertide
Liceo Artistico “Bernardino di Betto” di Perugia
ITAS Giordano Bruno – Perugia
Liceo Donatelli – Terni

Con la guida del giornalista Rai Luca Garosi, docente di Strategie di Comunicazione all’Università di Perugia, e di Marco Matteucci, sceneggiatore, autore e regista, i ragazzi hanno appreso cos’è una notizia, come si struttura un’intervista, quali tecniche usare per un montaggio efficace, e come si realizza un podcast professionale.

“Abbiamo scelto il formato del video-podcast per dare voce alle tradizioni – spiegano i promotori – e metterle in dialogo con le nuove generazioni, attraverso strumenti digitali e linguaggi freschi”.

Al fianco dei ragazzi, una squadra di esperti del gusto e della cultura alimentare:

Gianna Fanfano, chef e presidente FIC(Federazione Italiana Cuochi) Umbria, portavoce nazionale LadyChef
Alessandra Chiappini, panificatrice e titolare di Lale Bakery
Filippo Rapo, nutrizionista e docente all’Istituto Alberghiero di Assisi
Antonio Andreani, maestro gastronomo e docente all’Università dei Sapori

Le uscite sul campo hanno portato gli studenti a intervistare figure di spicco dell’agroalimentare umbro:

Ivano Silvestri (Molino Silvestri)
Graziano Decimi (Frantoio Decimi)
Grazia Cecchini (Cantina Lungarotti)
Matteo Martelloni (Agriturismo Il Cerreto)
Matteo Gori, esperto cavatore del tartufo
I podcast raccontano storie vere, con taglio divulgativo, ironico e accurato. “Abbiamo scelto di trattare ogni prodotto come un personaggio – spiegano i ragazzi – con una storia, una voce e una missione”.

Nel podcast sui legumi, ad esempio, si scoprono varietà locali, usi innovativi in panificazione, e l’importanza della memoria gastronomica. “Spesso si pensa ai legumi solo come contorno, ma sono protagonisti anche nei prodotti da forno, con farine straordinarie”.

Nel format sul vino, si riflette su cambiamenti climatici, denominazioni, abbinamenti e rischi dell’abuso. “Il vino è parte della cultura mediterranea, ma va consumato con consapevolezza”.

Anche la cerca e cavatura del tartufo, Patrimonio Unesco dal 2021, è raccontata con taglio giovane ma rigoroso: “Ci siamo avvicinate a un mondo antico – spiegano le autrici – ascoltando le voci dei cavatori e scoprendo territori poco noti, veri scrigni di biodiversità”.

Il lavoro è culminato con la presentazione pubblica nella Sala Polivalente della Camera di Commercio dell’Umbria. Una giuria composta da Paola Buonomo (Responsabile Stampa e Comunicazione della Camera di Commercio dell’Umbria); Paola De Salvo (docente di Sociologia dell’ambiente e del territorio, Dipartimento Scienze Politiche Unipg) e Alessio Picchiani (conduttore Radio Glox) ha premiato la qualità dei contenuti e la capacità di sintesi e regia. “Un esempio concreto – è stato sottolineato al termine della presentazione pubblica – di scuola che si apre al territorio, e di come il racconto del patrimonio possa diventare esperienza viva”.

Fondamentale anche il supporto dei Volontari del Servizio Civile nell’ambito del progetto della Camera di Commercio dell’Umbria e di CescProject “VALORE PLUS”, dedicato alla promozione del turismo sostenibile e sociale.

“Oggi i giovani possono essere comunicatori efficaci dei valori Unesco – commentano gli organizzatori – ma serve offrire loro strumenti, contesto e fiducia. Mirabilia Bootcamp è questo: un ponte tra competenze e futuro”.

E non è un caso che il titolo dell’intero progetto sia: “Mirabilia racconta l’UNESCO: tradizioni che nutrono il futuro”. Perché in un mondo in cerca di identità, cultura e cibo restano i veri codici per orientarsi.

Pmi nei centri storici, si è costituita Ancestor Umbria

Miglioramento delle città; rispetto del cittadino; promozione del commercio. Sono le tre “C” che guideranno l’azione di Ancestor, l’Associazione Nazionale Centri Storici di Confesercenti, che si è costituita anche in Umbria, per rafforzare le istanze delle piccole e medie imprese commerciali, turistiche, dei servizi e in particolare delle attività economiche presenti nei centri storici.

La neo costituita Ancestor Umbria si è presentata ufficialmente a Todi, in una conferenza stampa nella quale sono state illustrate le criticità e le potenzialità del fare impresa nei centri storici umbri e delineate alcune delle proposte che la stessa Ancestor, insieme a Confesercenti, porterà all’attenzione delle amministrazioni comunali e di quella regionale.

Un’azione che Ancestor svolgerà insieme a Confesercenti Umbria, sempre attenta alle esigenze del terziario, come ha ricordato il presidente Giuliano Granocchia. Che a proposito della peculiare situazione umbra, ha evidenziato come questa sia la regione con la più alta percentuale di attività della GDO (grande distribuzione organizzata), ma allo stesso tempo tra quelle con il reddito pro capite più basso. “Questo sarà esplosivo per i consumi” è l’allarme lanciato da Granocchia, che ha anche lamentato l’elevato livello della tassazione, anche locale. “Solleciteremo un ripensamento di tutte queste politiche sociali” ha annunciato il presidente di Confesercenti Umbria. Che rispetto alle politiche per i centri storici, potrà ora contare sulla specifica azione di Ancestor.

Dell’effetto della tassazione e dell’inflazione sui redditi reali e quindi sulla capacità di spesa delle famiglie ha parlato nello specifico il coordinatore regionale della Segreteria di Confesercenti Umbria, Sergio Giardinieri. Mettendo in guardia dall’illegalità che è nemica del commercio e delle imprese in generale e del rischio usura a cui sono esposte oltre 5 mila aziende in Umbria.

Chiamato a rappresentare Ancestor Umbria è Pier Francesco Quaglietti, che anche in qualità di referente Fipac ha ricordato le necessità delle categorie più fragili che vivono nei centri storici, in particolare gli anziani e i portatori di handicap: “I nostri borghi rappresentano una ricchezza, ma per mantenerli vivibili è necessario migliorare la sostenibilità della vita al loro interno. Garantendo servizi, come i trasporti pubblici, postali, bancari e presidi medici, fondamentali eppure molto spesso assenti o costosi nel caso del ricorso al privato. In questo senso, cercheremo di sensibilizzare le amministrazioni comunali, Anci Umbria ed i consorzi”.

Per la presentazione di Ancestor Umbria, introdotta dalla presidente della locale Confesercenti, Francesca Chiara Chiavari, è stata scelta Todi, città a forte vocazione turistica che può rappresentare un modello dove sperimentare nuove soluzioni a vantaggio della cittadinanza, dei visitatori e delle attività commerciali e ricettive presenti, in particolare nel centro storico. Secondo quel principio di stimolo e di proposta che caratterizzerà l’azione di Ancestor in tutte le città dell’Umbria.

Nella foto, da sinistra, Pier Francesco Quaglietti, Giuliano Granocchia, Sergio Giardinieri, Francesca Chiavari

Ritardi pagamenti, assemblea e presidio lavoratori Gardenia Officine Foligno

Le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti dell’Umbria hanno indetto per venerdì 13 giugno un’assemblea di tutto il personale dell’azienda Gardenia srl che opera in subappalto per la società Trenitalia nelle Officine manutenzione ciclica (Omcl) di Foligno, a seguito dei continui ritardi nei pagamenti delle mensilità e dei buoni pasto arretrati ai dipendenti.

L’assemblea sarà accompagnata, dalle 9 alle 11, da un presidio di protesta dei quindici lavoratori nel piazzale adiacente l’ingresso.

Spiegano i sindacati: “La situazione non è più sostenibile. Questa problematica – fanno sapere da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti – va avanti da troppo tempo, nonostante i nostri continui solleciti. La società Trenitalia ci ha confermato che effettua regolarmente i pagamenti all’azienda Gardenia e per cui vorremo capire le motivazioni di tali ritardi. Sappiamo che l’appalto è stato dato al massimo ribasso e temiamo che l’azienda abbia difficoltà ad avere margini di guadagno, ma questa non sarebbe comunque una giustificazione per non pagare il lavoro svolto dai dipendenti. Non ci accontentiamo più di piccoli acconti, ma vogliamo il pagamento di tutti gli arretrati”.

Treni turistici FS, da ottobre l’Espresso Assisi che attraversa l’Umbria

Tutte le domeniche dal 5 ottobre al 7 dicembre, partenza da Roma con arrivo ad Arezzo

C’è anche l’Umbria tra le destinazioni della nuova offerta di FS Treni Turistici Italiani, la società del Gruppo FS dedicata al turismo ferroviario, per il prossimo autunno.

L’Espresso Assisi sarà attivo tutte le domeniche dal 5 ottobre al 7 dicembre, per un viaggio tra Umbria e Toscana che accompagnerà i passeggeri alla scoperta di alcune delle località più affascinanti e spirituali del centro Italia, con arrivo ad Arezzo.

Gli altri convogli turistici collegheranno la capitale con la Val d’Orcia in Toscana e con il Monferrato in Piemonte.

Gli itinerari sono pensati per chi desidera vivere un’esperienza di viaggio slow, sostenibile e confortevole, a bordo di convogli completamente rinnovati, attraversando la natura e raggiungendo mete ricche di cultura e tradizione enogastronomica. L’offerta autunnale di FS TTI è già in vendita, permettendo a viaggiatori, gruppi e operatori turistici di programmare con anticipo un viaggio alla scoperta dell’Italia, attraverso un modo nuovo di viaggiare.

FS comunica che i biglietti per tutti gli itinerari sono acquistabili sul sito www.fstrenituristici.it e tramite i canali di vendita Trenitalia. Per rendere il viaggio ancora più conveniente, sono attive promozioni dedicate: TTI Special, con uno sconto del 25% per chi acquista entro le 48 ore dalla partenza, e TTI Gruppi, riservata a comitive di almeno dieci persone. Maggiori informazioni sui servizi sono disponibili sul sito.

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