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Autore: Sara Grossi

Tre Comuni umbri alle urne per sindaco e Consiglio: come si vota

Urne aperte nei tre Comuni umbri che devono scegliere il nuovo sindaco. Si tratta di Monte Santa Maria Tiberina, Amelia e Assisi. Urne aperte questa mattina, domenica, alle 7, con possibilità di votare sino alle 23 Domani, lunedì 26 maggio, si vota dalle 7 alle 15.

Assisi

E proprio sulla Città Serafica, dove l’esperienza da sindaca di Stefania Proietti è terminata in anticipo per l’elezione a presidente della Regione Umbria, sono puntati gli occhi di tutti, considerando il voto anche come una sorta di prima prova sull’operato della governatrice. Oltre che, naturalmente, per l’importanza della città, vera ambasciatrice dell’Umbria del mondo attraverso la figura di San Francesco.

Ad Assisi il confronto è tra il candidato del centrosinistra Valter Stoppini, sostenuto dalle liste Assisi domani, Assisi civica, Partito democratico, Progressisti per Assisi e Valter Stoppini per Assisi, e il candidato del centrodestra Eolo Cicogna, anche lui con cinque liste in coalizione: Assisi al centro – Cicogna sindaco, Forza Italia, Eolo Cicogna sindaco, Fratelli d’Italia, Lega.

Ad Assisi sono chiamati alle urne 23.026 elettori. Essendo una città con più di 15mila abitanti, è l’unica in cui si potrebbe andare al ballottaggio nelle giornate di domenica 8 e lunedì 9 giugno.

Amelia

Anche ad Amelia bisogna sostituire il sindaco andato in Regione, Laura Pernazza, eletta consigliere nella lista di Forza Italia. A contendersi la sua fascia Avio Proietti Scorsoni per il centrodestra (lista Per Amelia) e Pompeo Petrarca per il centrosinistra (lista Amelia – Un Patto Avanti).

Gli aventi diritto al voto sono 9.802.

Santa Maria Tiberina

Anche a Monte Santa Maria Tiberina c’è da scegliere il sostituto di un sindaco eletto in Regione, Letizia Michelini del Pd.

I 941 elettori sono chiamati a scegliere tra Giorgia Gorini (Umbria autonoma), Rinaldo Mancini (Un impegno comune) e Francesco Algeri Rignanese (Uniti per cambiare).

Come si vota

Ad Assisi, comune sopra i 15mila abitanti, si può effettuare il cosiddetto voto disgiunto, cioè barrare il nome di un sindaco e scegliere contestualmente un partito (anche scrivendo il nome di un candidato per il Consiglio o di due di diverso genere) di una lista non collegata.

La votazione del sindaco e del consiglio comunale avviene su un’unica scheda che riporta il nome e il cognome del sindaco, i contrassegni delle liste affiancati dalle righe per esprimere i due voti di preferenza ai candidati consigliere di genere diverso (doppia preferenza di genere).

Ad Amelia e Monte Santa Maria Tiberina l’elettore può esprimere un voto solo per il candidato alla carica sindaco e per una lista a lui collegata; in quest’ultimo caso il voto si estende anche al candidato sindaco. L’elettore può anche indicare il nome del candidato scelto per il Consiglio o due, ma di diverso genere.

Segui lo spoglio in diretta.

Export tra luci e ombre, 142 imprese umbre pronte al salto all’estero

Nel 2024 dall’Umbria sono stati esportati beni e servizi per 4 miliardi di euro. Ma solo lo 0,9% delle esportazioni italiane partono Terni fa meglio di Perugia, ma il rischio di dipendenza dagli Usa è concreto: due imprese emergenti su tre vendono solo lì. Ma ci sono anche luci nel Rapporto Unioncamere realizzato dal Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne: l’Umbria conta oggi 142 imprese “aspiranti esportatrici”, divise equamente tra industria e servizi. Si tratta di aziende che hanno tutte le caratteristiche per affacciarsi con successo sui mercati esteri, ma che ancora non l’hanno fatto o lo fanno solo occasionalmente. Molte sono micro o piccole aziende artigiane, spesso radicate nei distretti territoriali e con una forte specializzazione manifatturiera.

La situazione a Perugia e Terni

Nel dettaglio provinciale, il quadro congiunturale è positivo. Secondo i dati del Tagliacarne, tra il 2023 e il 2024 le esportazioni sono aumentate del 5,7% a Perugia e del 4,3% a Terni, ben sopra la media nazionale (+1,5%). Si tratta di segnali incoraggianti, specie se considerati insieme alla crescita dell’occupazione (+1,8% Perugia, +7,7% Terni) e al boom di entrate previste per nuovi lavoratori (+50,3% e +15,8%).

La provincia di Perugia sconta un netto calo di startup innovative (-29,4%) mentre Terni mostra un crollo più contenuto (-20,8%), ma entrambe sembrano aver agganciato un trend di crescita dell’export.

I settori

I settori trainanti restano acciaio, meccanica di precisione, agroalimentare, tessile e arredamento. Emergono comparti ad alto contenuto tecnologico: componentistica elettronica, chimica verde, servizi digitali. È qui che si gioca la scommessa dell’innovazione applicata all’export.

Il potenziale delle micro-imprese

Le micro e piccole imprese umbre, spesso artigiane, hanno un potenziale ancora inespresso ma reale. Il 97,5% ha meno di dieci addetti. Alcuni strumenti esistono già: voucher, fiere estere, consulenze logistiche. Ma serve un salto di qualità, con interventi sistemici, alleanze locali, università e ITS.

I dazi americani

L’internazionalizzazione è la strada obbligata per accrescere produttività e solidità. Le aziende esportatrici sono più innovative, resilienti e ad alta intensità di capitale umano. Ma servono reti, logistica efficiente e stabilità geopolitica. Le politiche protezioniste di Trump sono un freno anche per territori virtuosi.
Due imprese emergenti su tre che esportano negli Usa dipendono solo da quel mercato. Serve diversificare: Europa, Medio Oriente, Asia, America Latina, Africa.

Politiche da calibrare sul territorio

La presenza di 142 aspiranti esportatrici offre alle istituzioni un’occasione: intervenire in modo mirato.
Va colmato il gap infrastrutturale, soprattutto intermodalità e reti digitali. Tra PNRR e fondi UE, i progetti ci sono.

Cruciale è anche rafforzare le competenze linguistiche e culturali per superare le barriere tecniche e migliorare la reputazione del brand Umbria.

Piccolo non è più un limite insormontabile

L’Umbria, con il suo 0,9% di export nazionale e l’1,8% di potenziali nuove imprese esportatrici, dimostra che piccolo non è sinonimo di marginale. Le basi ci sono: tessuto imprenditoriale compatto, cultura del lavoro, aziende pronte al salto. Ora tocca a politica, istituzioni e sistema camerale. L’Umbria può diventare snodo strategico del made in Italy che guarda lontano.

Mencaroni: “Creare un ecosistema favorevole all’internazionalizzazione”

Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Il fatto che crescano le esportazioni sia a Perugia che a Terni, e che vi sia un numero rilevante di imprese pronte a entrare nei mercati internazionali, ci dice che il nostro sistema produttivo ha voglia di mettersi in gioco, di innovare, di andare oltre i confini. Questo è un segnale di fiducia, ma anche una responsabilità: il nostro compito come Camera di Commercio è sostenere questa spinta, creando un ecosistema favorevole all’internazionalizzazione. Dobbiamo accompagnare le imprese con strumenti concreti, ancora di più del molto che abbiamo fatto in questi anni: dalla formazione all’accesso ai mercati, dalla promozione all’estero alla digitalizzazione dei processi, fino al supporto per la logistica e le certificazioni. L’Umbria, pur essendo una regione piccola, ha un patrimonio di eccellenze nei settori agroalimentare, meccanico, moda, legno-arredo che il mondo cerca e apprezza. Ora serve un ulteriore cambio di passo: fare rete, unire competenze pubbliche e private, e puntare con decisione su quei mercati in cui possiamo giocare un ruolo da protagonisti. Noi ci siamo, e faremo come sempre la nostra parte con determinazione”.

L’economia degli eventi immersivi, l’esperienza di Rossano Lucidi

L’economia degli eventi immersivi, la tendenza per promuovere brand di moda e design anche in Umbria La realtà virtuale, la realtà aumentata e gli ambienti interattivi stanno trasformando infatti il settore delle iniziative, permettendo esperienze altamente coinvolgenti. Una innovazione che sta rivoluzionando fiere, conferenze, lanci di prodotto e spettacoli, offrendo esperienze più coinvolgenti rispetto agli eventi tradizionali, approdata anche in Umbria. Aziende e organizzatori stanno investendo sempre di più in questa direzione.

Testimone di questo trend è Rossano Lucidi, l’umbro sbarcato trent’anni fa ad Ibiza per dare vita al brand Made in Italy.

Dall’Umbria a Ibiza

Dall’Umbria a Ibiza, quindi. E poi a Riccione, su e giù per l’Italia, in Europa e Stati Uniti. L’imprenditore creativo, promoter di eventi dance di musica elettronica, latin urban music e rock anni ’60-’70 con mood Flower Power, modalità hippy chic, non ha dubbi su quella che sta diventando la formula più appetibile per promuovere un brand di moda o di design, ma anche di beverage o di enogastronomia.

“Oggi occorre farlo con un’esperienza emozionale, attraverso la sinergia tra imprenditori, in location esclusive, fuori dall’ordinario, solo così si riesce a catturare il pubblico”.

Lucidi, che da quando aveva 14 anni dà vita a gettonatissimi party che trascinano intere generazioni, con una capacità già all’epoca di catalizzare 4000 persone, ora che ne ha 52 ha ben chiaro dove sta andando il mercato. “C’è stata un’evoluzione esponenziale in questo settore, che evolverà ancora di più nel giro di poco grazie all’intelligenza artificiale e al metaverso, segnando una trasformazione chiave nell’industria degli eventi. Oggi occorre soprattutto creare un’esperienza emozionale, solo così si riesce a toccare le corde del pubblico”.

Proprio di recente ha lanciato nella sua Umbria un nuovo marchio di eventi, firmando da chief executive il suo innovativo format “Interactivo immersive visual dinner show” presentato da Starsky and Hutch all’Auditorium Santa Caterina di Foligno, anche per lanciare lo streetweare G-Stare nei punti Smooth. Una cena tra musica, esibizioni di cantanti, danza aerea, pole dance, balli sincronizzati, che intrattenevano il pubblico avvolto da un caleidoscopio di immagini che inondavano le pareti col video mapping 3D, contaminate dalle performance musicali di dj Faust-t e Dj Ralf.

“Vivere un’esperienza tra storia, arte, architetture, degustando i sapori di qualità che ci hanno reso famosi nel mondo, ballando bella musica, è un’esperienza che non ha prezzo. Questa è la direzione per un party di successo. Ma ha bisogno anche di fare rete con le imprese, soprattutto del territorio, per esempio, per noi è sato fondamentale avere come partner Eco Energia. Oppure realtà come Ok Energia, accanto a cantine e altre aziende note in vari settori”.

Nei party con Rocco Siffredi a Renzo Rosso

E Lucidi, che ha debuttato al Pacha Ibiza per poi passare all’Amnesia Ibiza, dove ha raggiunto la fama mondiale, organizzando party con personaggi più disparati – da Rocco Siffredi a Renzo Rosso – portando artisti come J Balvin, Maluma, Karol G, Farruko, Daddy Yankee, Ozuna, Natty Natasha e tra gli italiani Tony Effe, Guè Pequeno, Sfera e Basta, conferma che siamo ad un nuovo punto di svolta. “Nel mondo della moda e del design, l’esperienza è tutto. I brand non si limitano più a vendere prodotti, ma creano veri e propri universi narrativi in cui il pubblico può immergersi. In questo contesto, il 3D sta rivoluzionando il modo di comunicare un marchio, trasformando la promozione in un’esperienza multisensoriale capace di lasciare un segno indelebile. E coinvolgere emotivamente il pubblico significa aumentare l’engagement e la brand awareness. Le persone non solo vivono l’esperienza, ma la condividono in tempo reale sui social, generando un effetto virale. Video, foto e reel di eventi immersivi hanno un alto potenziale di condivisione, trasformando ogni ospite in un ambassador spontaneo. Secondo uno studio di EventTrack già di qualche anno fa, il 98% delle persone che partecipano a un evento immersivo si sente più connesso al brand e il 74% è più incline all’acquisto. Numeri che dimostrano oggi ancora di più come l’interazione diretta aumenti la fidelizzazione e la conversione. Per il consumatore non si tratta più solo di acquistare un prodotto, ma di vivere un’esperienza indimenticabile, un mood. E in un mondo in cui le emozioni guidano le scelte, questa – conclude – è orami la strategia vincente”.

Superbonus, in Umbria interessato il 4,7% degli edifici residenziali

Il Superbonus ha finanziato interventi sul 4,7% degli edifici residenziali dell’Umbria, pari a 9.483. Una percentuale che è al di sopra della media italiana, che è del 4,1%.

Con oneri a carico dello Stato per 2.363,4  milioni di euro, per una media di 249.225 euro.

Nei primi tre mesi di quest’anno si è speso percentualmente il 2%, per un importo di 46,9 milioni.

L’Ufficio studi della Cgia rileva come in Italia, sebbene da quest’anno l’incentivo sia sceso al 65%, nei primi tre mesi del 2025 gli oneri a carico dello Stato siano aumentati di altri 1,8 miliardi di euro. Pertanto, il valore economico complessivo del vantaggio fiscale riconosciuto a coloro che hanno utilizzato il Superbonus per finanziare i lavori di ristrutturazione/efficientamento energetico delle proprie abitazioni è salito a 126 miliardi. 

Nel primo trimestre di quest’anno le uscite più significative per le casse pubbliche hanno interessato la Campania (+ 3,4% pari a +301,6 milioni di euro), le Marche (+2,5% che corrisponde a +87,6 milioni) e il Molise (+2,5% pari a 19,3 milioni).

Le regioni che, invece, in questo inizio 2025 hanno utilizzato meno il Superbonus sono state la Puglia (+0,6% con una spesa di +38,1 milioni di euro), la Valle d’Aosta (+0,6% pari a +3,4 milioni) e, infine, la Sardegna (+0,4% che corrisponde a +12,7 milioni di euro).

Festa di Santa Rita, la Supplica alla “donna del perdono” per invocare la pace | Immagini

Le rose rosse in cielo. La Supplica a Santa Rita, la donna del perdono, per invocare la pace. “Proviamo a vincere il male con il bene – le parole del cardinale Baldassare Reina – come Santa Rita che ha perdonato chi ha ucciso suo marito. Il male produce male e atrofizza il nostro cuore. Come si fa a perdonare? Gesù dice rimanete in me, rimanete nel mio amore. Serve un cristianesimo un po’ più profondo. Santa Rita ha vissuto una fede forte è stata una donna piena di gioia pur nelle difficoltà”.

Quell’appello alla pace che è oggi di Papa Leone, che da cardinale, un anno fa, celebrò a Cascia il Pontificale per Santa Rita, a cui è particolarmente devoto.

Una invocazione alla pace iniziata in serata con l’arrivo della Fiaccola, portata dagli sportivi sino alla Basilica di Santa Rita. E proseguita nel giorno della celebrazione della Santa degli Impossibili. Una grande partecipazione di fede e tradizione (suggestivo il corteo storico raffigurante momenti della vita della Santa) che ha accompagnato ogni momento del programma religioso e civile, che ha visto giungere, come ogni anno, fedeli e pellegrini da tutta Italia e dall’estero.

Numerose le figure istituzionali presenti. L’amministrazione comunale, capeggiata dal sindaco Mario De Carolis. La Regione, con la presidente Stefania Proietti, l’assessore Simona Meloni, la presidente dell’Assemblea Sarah Bistocchi e la consigliera Paola Agabiti. La Provincia di Perugia, con il presidente Massimiliano Presciutti. E le delegazioni di numerosi Enti e Istituzioni, anche al di fuori dell’Umbria.

“Rendere omaggio a Santa Rita – ha dichiarato la presidente Proietti – è un impegno concreto a vivere i suoi insegnamenti. La sua vita è un richiamo forte alla pace, alla riconciliazione e alla forza della preghiera, valori che oggi sono più che mai necessari. Il suo messaggio è attuale e universale e Santa Rita ci invita a essere costruttori di pace nel quotidiano. È questo il messaggio che l’Umbria vuole portare con sé ogni giorno dell’anno”.

La figura di Santa Rita da Cascia continua a rappresentare, per l’Umbria e per il mondo intero, un esempio straordinario di fede vissuta. I simboli della sua vita – il flagello, il Vangelo e le rose – evocano ancora oggi la sua esperienza spirituale e l’esempio di dedizione silenziosa ma potente. Questa simbologia è ancora viva e presente nelle celebrazioni che ogni anno si rinnovano: in particolare, la Giornata delle Rose, con la sua benedizione collettiva, rappresenta un gesto semplice ma profondamente partecipato, attraverso cui i fedeli esprimono il desiderio di condividere, anche nella vita quotidiana, quella grazia di cui Santa Rita è considerata il simbolo. Il suo esempio, segnato da perdono, dedizione, capacità di superare ogni conflitto, continua a ispirare generazioni.

Assogal Umbria, Pietro Bellini succede ad Agabiti alla presidenza

Pietro Bellini, presidente del Gal Valle Umbra e Sibillini, è il nuovo presidente di Assogal Umbria. I rappresentanti dell’associazione che riunisce i Gal dell’Umbria lo hanno indicato per la successione ad Albano Agabiti, presidente del Gal Ternano, con voto unanime.

Il presidente rimarrà in carica per un anno e sarà punto di riferimento dei cinque Gal membri dell’associazione: Gal Alta Umbria, Gal Media Valle del Tevere, Gal Ternano, Gal Trasimeno Orvietano e Gal Valle Umbra e Sibillini.

“Sono grato – dichiara Pietro Bellini – per la fiducia e per l’attestazione di stima datami dai componenti di Assogal. Ringrazio il Gal Ternano e il presidente Agabiti per il lavoro svolto in questo ultimo anno e tutti i componenti del coordinamento dei Gal dell’Umbria e per l’impegno costante profuso a favore dei territori. Il lavoro di Assogal è stato e continuerà a essere cruciale per la nostra regione e sia io sia il Gal Valle Umbra e Sibillini siamo felici di metterci al servizio della nostra comune missione con impegno e dedizione per unire le tante esigenze e peculiarità di queste terre”.

imprenditrici

Gli umbri non fanno figli: sempre meno studenti e (domani) giovani lavoratori

Anche in Umbria, come in gran parte d’Italia, la popolazione sta invecchiando e si contestualmente si assottiglia la fascia dei giovani.

Come evidenzia Giovanni Coco nello studio dell’AUR, non si tratta solo di una riduzione numerica, ma di uno spostamento radicale del baricentro generazionale.

Gli indicatori aggiornati al Censimento permanente 2023, evidenziano la rarefazione della popolazione infantile nei piccoli comuni: in almeno dieci di questi, i bambini tra 0 e 9 anni sono meno di cinquanta. In alcuni casi, si scende persino sotto i trenta residenti in questa fascia d’età. E la popolazione tra sotto i 9 anni varia da un massimo del 7,2% a un minimo del 5,5%.

Fino a 14 anni

Se si allarga l’analisi alla popolazione tra 0 e 14 anni si vede che rappresenta oggi l’11,3% del totale. Nel 2004, questa stessa fascia d’età costituiva il 12,3% della popolazione regionale. In termini assoluti, parliamo di una perdita di circa 13.000 giovani nell’arco di vent’anni. Una dinamica apparentemente lenta, ma che nel lungo periodo produce squilibri irreversibili. Tant’è che oggi in Umbria a fronte di circa 149.000 persone tra 0 e 20 anni, ce ne sono 260.000 nella fascia 41-60: un divario che supera le 110.000 unità, segno di uno squilibrio generazionale strutturale ormai conclamato.

La natalità discendente

La curva discendente della natalità accompagna, e in parte spiega, questa rarefazione giovanile. Tra il 2008 e il 2024, il tasso di natalità in Umbria è passato da 9,5 a 5,5 nati per mille abitanti, una riduzione superiore al 40%. Si tratta di una delle flessioni più marcate d’Italia.

Anche il numero medio di figli per donna conferma la criticità del quadro: nel 2024 l’Umbria si attesta attorno a quota 1,1, ben lontana dalla soglia di 2,1 necessaria al ricambio generazionale. La denatalità non è episodica, non è un effetto passeggero della crisi o della pandemia: è una tendenza strutturale, radicata nei meccanismi economici, sociali e culturali che regolano la transizione alla vita adulta.

Diminuisce la popolazione attiva

La diminuzione dei giovani produce una crescente sproporzione tra popolazione attiva e inattiva. L’indice di dipendenza strutturale dell’Umbria è passato dal 54,9% del 2004 al 62,1% del 2024, con un incremento di oltre 7 punti percentuali. L’indice di vecchiaia ha superato quota 237, con oltre 2,3 anziani ogni giovane. Gli over 65 umbri ruotano intorno al 28%. E se la tendenza continua, si supererà presto la soglia critica del 30%, oltre la quale l’equilibrio intergenerazionale rischia di diventare instabile.

Problemi sociali ed economici

Se ne ricava un sistema sociale che non può non manifestare segnali di crescente tensione: da un lato aumentano le esigenze sanitarie, pensionistiche e assistenziali legate all’invecchiamento della popolazione; dall’altro, si assiste a una progressiva contrazione della base fiscale su cui poggiano i sistemi di protezione. Morale. Ne deriva una pressione crescente sulla sostenibilità del welfare regionale, determinata appunto da una dinamica demografica strutturalmente sbilanciata.

I giovani umbri fuggono

Inoltre, a rendere ancora più fragile la presenza giovanile – e non è affatto un aspetto secondario – ci pensa anche la mobilità in uscita. Molti giovani umbri scelgono di lasciare la regione per trasferirsi altrove in Italia o all’estero, attratti da opportunità formative e lavorative che il contesto locale fatica a offrire. Si tratta di un fenomeno, che si protrae da anni e coinvolge in modo particolare la fascia tra i 20 e i 39 anni. I dati più solidi a nostra disposizione – riferiti al periodo 2001-2021 (Istat) – mostrano una perdita di oltre 26.000 residenti in questa classe di età. Un’emorragia silenziosa, ma costante: partono, anno dopo anno, senza che il territorio riesca davvero a trattenerli – e spesso, chi parte, non torna più.

Le ripercussioni sulla scuola

Uno dei primi ambiti in cui questa trasformazione si riflette in modo evidente è la scuola. Il sistema scolastico regionale, infatti, si è già contratto in modo significativo: in dieci anni sono scomparse centinaia di classi e decine di plessi, soprattutto nelle aree interne. Le scuole umbre hanno perso circa 9.000 studenti nell’ultimo decennio. Una riduzione di oltre il 7% che, al di là della cifra, si traduce in aule semivuote, sezioni accorpate, bambini costretti a spostarsi altrove per studiare. È dentro queste dinamiche, all’apparenza scolastiche, che si misura con chiarezza la portata del cambiamento demografico in atto.

Gli aspetti sociali

Ma in questo scenario, il rischio non riguarda soltanto la tenuta quantitativa della popolazione studentesca, ma l’indebolimento di una delle funzioni più vitali che i giovani assolvono nei territori: quella di tenere aperti gli spazi della cultura, della ricerca, dell’innovazione. Dove c’è presenza studentesca, infatti, il tessuto sociale si rinnova, si connette con il futuro, mantiene viva una dinamica di scambio e progettazione collettiva.

Il mercato del lavoro

Gravi anche le ripercussioni sul mercato del lavoro regionale. Meno giovani disponibili significa minore capacità di innovare, di adattarsi ai nuovi paradigmi tecnologici. Il tessuto imprenditoriale umbro, già fragile e fortemente orientato alla microimpresa, si espone così a un crescente rischio di obsolescenza. Il ricambio generazionale rallenta o si inceppa in molti ambiti strategici: nei mestieri, nella pubblica amministrazione, nelle libere professioni, nel settore artigiano.

Grifo Alimentare, 80 milioni di fatturato e nuovi distributori per ampliare il mercato

Sessanta milioni di litri di latte conferito, 80 milioni di euro di fatturato e 150 dipendenti complessivi suddivisi tra i quattro stabilimenti di Ponte San Giovanni, Norcia, Colfiorito e Pratomagno e nell’attività della gastronomia. Nuovi prodotti messi in commercio ed un aumento delle quote di mercato.

I soci del Gruppo Grifo Agroalimentare, riuniti in assemblea, hanno approvato all’unanimità il bilancio dell’ultimo anno di esercizio.

“Ringrazio i soci – ha commentato il presidente Carlo Catanossi nella sua relazione – per aver espresso ancora una volta la massima fiducia nel corpo dirigente, nell’alveo della continuità gestionale. Il 2024 è andato bene e ci ha dato delle belle soddisfazioni. Ci sono segni di crescita e di recupero di marginalità, oltre a un’accresciuta presenza nei territori caratteristici della nostra azienda. Cresciamo anche come penetrazione nel mercato, aumentando la nostra percentuale di latte e prodotti freschi rispetto ai nostri competitor. Nel 2024 abbiamo anche messo in commercio nuovi prodotti come il nostro Caciottone igp di Norcia che ha comportato un bel recupero di immagine. Insomma, un anno di soddisfazione e foriero di ulteriori sviluppi per il 2025”.

Catanossi ha annunciato nuovi sviluppi per l’anno in corso e per il futuro: “Abbiamo nuovi progetti nel cassetto. Adesso stiamo cavalcando le scelte e gli investimenti fatti negli ultimi anni. Il nostro latte Esl (extended shelf life) a lunga durata e il nostro latte delattosato ci stanno dando grande soddisfazione. Rispetto al delattosato, amplieremo la gamma di prodotti visto l’incremento importante di consumatori che si rivolgono verso questo segmento. Abbiamo inoltre stretto rapporti molto significativi con alcuni distributori che ci stanno facendo coprire meglio il territorio dell’Italia centrale, in particolare Toscana e Abruzzo, e con un’importantissima industria di trasformazione per potenziare la nostra gamma di prodotti. Negli ultimi giorni, infine, abbiamo ottenuto le certificazioni per prodotti halal e kosher (due segmenti che non avevamo), che ci apriranno a questi mercati in espansione sia in Italia che all’estero”.

La nuova Adisu, non solo alloggi: i tre bandi per gli studenti

Borse di studio, mense, alloggi. Servizi che incidono fortemente sui livelli di soddisfazione della popolazione universitaria perugina e quindi, di fatto, sull’effettivo diritto allo studio.

Da qui la nuova mission dell’Adisu, le cui linee guida sono state presentate dal nuovo amministratore unico, Giacomo Leonelli, e dall’assessore regionale Fabio Barcaioli.

“È stata l’occasione per presentare le linee strategiche dell’Agenzia – ha sottolineato Leonelli – soffermandoci in particolare su alcuni temi molto sensibili come borse di studio, mense e alloggi. Proprio la collocazione delle residenze universitarie, infatti, incide fortemente sulla qualità della vita e sull’accessibilità ai servizi per la comunità studentesca. Abbiamo, inoltre, illustrato tre bandi che rappresentano bene le missioni dell’Agenzia: il bando per i contributi straordinari destinati agli studenti che hanno avuto difficoltà impreviste e comprovate anche all’interno del proprio nucleo familiare nell’ultimo anno; quello per le attività culturali, che intendiamo rifinanziare visto il successo riscontrato negli anni passati, così da poter sostenere le iniziative musicali, sportive e ricreative promosse dagli studenti universitari. L’obiettivo è anche quello di rendere le città dell’Umbria, e in particolare il capoluogo, sempre più attrattive: il sistema universitario deve essere più equo ed efficiente nei servizi, ma anche più competitivo e accogliente in un contesto ormai globale. Con il terzo bando infine intendiamo valorizzare le diverse culture d’origine degli studenti, anche attraverso la cucina: potranno proporre ricette tipiche dei propri territori che verranno poi inserite nei menù delle mense universitarie”.

“Il nostro obiettivo – ha precisato l’assessore Barcaioli – è rilanciare il diritto allo studio rimettendo al centro lo studente e i suoi bisogni. Sul tema degli alloggi, non possiamo più pensare solo al posto letto in sé, ma dobbiamo valutare i trasporti che ne consentono il collegamento, anche serale, con la mensa e il centro cittadino affinché lo studente sia agevolato e possa vivere anche il fondamentale aspetto della socialità. Dobbiamo guardare al futuro anche con il cohousing – ha dichiarato l’assessore – che rende lo studente attivo in un processo sociale più alto. Non solo: bisogna considerare che garantire il diritto allo studio non è solo pensare agli alloggi e alla mensa, ma è coprire i bisogni dello studente come individuo. A questo proposito, ad esempio, vogliamo inserire nel piano sociosanitario la creazione di un consultorio all’interno dell’università”.

Durante la conferenza stampa, alla quale hanno partecipato anche il dirigente A.Di.S.U. Mauro Pianesi e la presidente della Commissione di garanzia degli studenti Giorgia Chioccoloni, Leonelli ha quindi illustrato nel dettaglio le tre nuove iniziative disponibili per gli studenti.

I bandi per gli studenti

Il primo bando, relativo alla concessione di sussidi straordinari a favore di studenti in gravi difficoltà, sarà aperto dal 14 maggio al 13 giugno e prevede uno stanziamento di 100mila euro, in linea con i bandi analoghi del 2022 e del 2023. È riservato agli studenti non beneficiari di borse di studio che, a causa di gravi problematiche intervenute, si trovino in condizioni di difficoltà tali da compromettere la regolare prosecuzione del proprio percorso di studi.

Il secondo bando, con il quale saranno concessi contributi economici per iniziative sociali e ricreative per l’anno in corso, è già aperto e scadrà il 20 maggio. Prevede il finanziamento di iniziative promosse da associazioni, enti pubblici e soggetti non economici che operano nell’ambito universitario.

La terza iniziativa è una novità: si chiama “Da leccarsi i baffi! Le ricette dei nostri studenti” ed è un concorso culinario con il quale saranno selezionate e premiate alcune ricette tradizionali proposte dagli studenti stessi e poi preparate per tutti durante una Giornata della convivialità. Partendo dalle ricette, saranno poi realizzati dei podcast con i quali gli studenti potranno parlare di sé e del contesto culturale dal quale sono nati i piatti proposti. La scadenza del bando, inizialmente prevista per il 12 maggio, sarà prorogata a breve. Tutte le informazioni sui bandi presentati in conferenza stampa sono disponibili nel sito dell’A.Di.S.U.

Fumata bianca: Robert Francis Prevost è il nuovo Papa, Leone XIV

La terza fumata è bianca, scelto il nuovo Papa della Chiesa cattolica. Al quarto scrutinio i cardinali hanno eletto il successore di Francesco. E’ Robert Francis Prevost, prefetto del Dicastero per i Vescovi, Arcivescovo-Vescovo emerito di Chiclayo (in Perù), promosso il 6 febbraio da Francesco all’Ordine dei Vescovi con il titolo della Chiesa Suburbicaria di Albano. Il nuovo Papa ha scelto il nome di Leone XIV.

“La pace sia con tutti voi”. Le prime parole del nuovo Pontefice, che invoca una pace “disarmata e disarmante” e ringrazia il predecessore Francesco e i cardinali che lo hanno eletto. Quindi un passaggio in spagnolo rivolto alla comunità di Chiclayo, in Perù.

Statunitense, ma il meno americano dei cardinali americani, a lungo missionario in America Latina. E con esperienza di governo come priore degli agostiniani. Il primo Pontefice statunitense, chiamato a proseguire le riforme volute da Papa Francesco.

“Pace”, ripete più volte nel suo primo discorso affacciandosi su piazza San Pietro.

La fumata bianca

Alle 18.08 dal comignolo della Cappella Sistina la fumata bianca è stata accolta dalle grida di gioia di fedeli e turisti che affollavano piazza San Pietro, raggiunti subito dopo dalle tante persone che hanno voluto assistere all’annuncio del nome del nuovo pontefice, il celebre Habemus Papam, pronunciato dal protodiacono Dominique Mamberti, alle 19,12.

L’elezione è avvenuta al quarto scrutinio, come era stato per Benedetto XVI. Papa Francesco, invece, era stato scelto alla quinta votazione dei cardinali.

Campane a festa in tutte le chiese, da Notre Dame alla Basilica di Assisi, alla Santo Sepolcro di Gerusalemme. In piazza San Pietro è arrivata la Banda dei Gendarmi, accompagnata dalle guardie svizzere.

(a seguire aggiornamenti)