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Autore: Redazione

Sanità, imprese, lavoro, ricostruzione: il programma della presidente Proietti

La sanità al primo punto, per una materia che la governatrice umbra Stefania Proietti ha voluto tenere per sé. Puntando sulla manager Daniela Donetti. Ma anche la ricostruzione delle zone sismiche, l’emergenza lavoro, lo sviluppo economico e le infrastrutture, materie da coniugare anche nell’esigenza della tutela ambientale.

Questi i temi che la presidente ha portato in Consiglio regionale, dove ha illustrato le linee guida del suo programma di mandato.

Sanità

L’obiettivo annunciato è quello di costruire il ‘Sistema Salute’, andando ad incidere sulle 8 direttrici per lo sviluppo del sistema integrato della salute, definendo il nuovo Piano sanitario regionale.

  1. Sviluppo dell’approccio ‘One-Health’ (UNA SOLA SALUTE) attraverso il
    rafforzamento del sistema di prevenzione a garanzia del benessere del
    cittadino, con particolare riguardo alla popolazione a rischio e promozione
    di corretti stili di vita, potenziamento del sistema di sorveglianza
    epidemiologica e della prevenzione e contrasto alle emergenze sanitarie,
    programmazione degli interventi per il benessere animale e a tutela della
    sicurezza degli alimenti.
  2. Riorganizzazione della RETE OSPEDALIERA E DEL TERRITORIO attraverso il
    potenziamento dell’offerta clinico-assistenziale e socioassistenziale,
    secondo le priorità sancite in sede di programmazione regionale attraverso
    l’innovazione, la differenziazione dell’offerta e attivando livelli di
    specializzazione crescente e ampliando la gamma delle tipologie di servizio,
    nel rispetto dei principi di razionalizzazione ed efficientemento dei
    servizi.
  3. Sviluppo della rete di cooperazione tra Ospedali-Territorio e
    Territorio-Territorio per la creazione di RETI CLINICHE INTERAZIENDALI
    FUNZIONALI per gestire in modo integrato i Percorsi Diagnostici Terapeutici e
    Assistenziali (PDTA) secondo i principi di sicurezza delle cure, complessità
    prestazioni e gestione in prossimità della persona.
  4. Promozione dell’efficientamento delle strutture organizzative della rete
    dell’offerta ospedaliera e territoriale e sviluppo con il PRIVATO
    ACCREDITATO in una logica di supporto e non di competizione, di
    programmazione e non di emergenzialità.
  5. Azioni per la riduzione delle disuguaglianze nell’erogazione delle
    prestazioni sanitarie e dei LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA), anche
    attraverso il miglioramento dell’accessibilità ai servizi, ai tempi di
    attesa e appropriatezza delle prescrizioni e azioni per la comunicazione, la
    partecipazione, la condivisione anche mediante la partecipazione delle
    associazioni del Terzo settore e dei pazienti ai percorsi.
  6. Potenziamento della SANITÀ DIGITALE: sviluppo delle politiche per
    ‘l’Ospedale sicuro’ e il ‘dato sicuro’ attraverso gli investimenti
    in cybersecurity e implementazione e diffusione del fascicolo sanitario
    elettronico, sviluppo ed interoperabilità dei sistemi digitali, la
    diffusione e lo sviluppo dei sistemi di e-Health e telemedicina.
  7. Nel rapporto con l’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI di Perugia creazione di una
    collaborazione di valore per la didattica e per la realizzazione di progetti
    di ricerca nell’area medica e delle professioni sanitarie, sia sul versante
    biomedico che su quello della organizzazione dei servizi sanitari, volti a
    sviluppare procedure diagnostiche e terapeutiche innovative e a favorire il
    rapido trasferimento applicativo delle acquisizioni sperimentali.
  8. Sostegno a politiche per la VALORIZZAZIONE DEI PROFESSIONISTI SANITARI,
    anche dando adeguato riconoscimento alle prestazioni svolte e compensando
    maggiormente le funzioni per le quali si registrano carenze, tra cui i
    servizi di pronto soccorso.

Ricostruzione

Altra delega che Proietti ha tenuto per sé p quella della ricostruzione delle aree colpite dal sisma e dalle calamità naturali. “Serve velocizzazione – ha detto – le persone colpite da questi eventi non possono più aspettare. Abbiamo avuto, oltre a quello del 2016, un altro sisma minore per danni ma non nell’impatto sulla popolazione. Urge avviare la ricostruzione anche delle altre aree. Ho tenuto anche la delega alla
Protezione civile – ha evidenziato – perché c’è la responsabilità di dover correre immediatamente. Le risorse devono essere incrementate. Quindi la delega per le grandi manifestazioni: Giubileo e Centenario sono due grandi occasioni di sviluppo per l’Umbria, per un sistema di accoglienza integrato su tutti i
territori”.

Sviluppo e lavoro

Per Proietti su sviluppo e lavoro “deve esserci una tavola rotonda di coprogettazione per il futuro dell’Umbria, non separando lo sviluppo dal lavoro, un lavoro non precario, con un salario minimo garantito, e in sicurezza. Al centro ci devono essere i giovani, non vogliamo più assistere al depauperamento e alla dispersione delle loro energie. Auspichiamo che prima o poi la politica crei
le condizioni per farli tornare. Il Pnrr – ha evidenziato – è una grande opportunità per affrontare velocemente i temi cruciali”.

“Dobbiamo chiedere infrastrutture – ha proseguito – quindi risorse per le ferrovie ma anche per infrastrutture digitali. E non possiamo fermarci al digitale, serve diritto allo studio per tutti, anche di
scegliere l’Università. Quello dei Trasporti pubblici locali è un tema collegato. Il diritto alla mobilità deve essere ancora più esteso, anche per fasce di età, non solo per gli universitari. Serve una casa per i
giovani che scelgono di restare in Umbria”.

Questione ambientale

Per Proietti la questione ambientale diventa fondamentale anche per non perdere posti di
lavoro: “Sappiamo che l’industria non sostenibile non ha futuro, sono necessari investimenti con intervento del governo. Occorre fermare l’inceneritore per dare un futuro all’Umbria, servono nuove soluzioni di sviluppo che partano dai rifiuti per rigenerare interi siti produttivi, non prescindendo dalla tutela dell’ambiente. Il Piano energetico ambientale regionale sarà fra i primi documenti che produrremo, per dare certezze non solo ai comuni ma anche agli investitori”.

Altri temi economici

Altro tema fondante del programma della Giunta Proietti è il turismo: “Giubileo e Centenario possono farci ripartire e questo riguarda il sistema dell’accoglienza in tutti i territori, servono infrastrutture efficienti”.

E poi il commercio, che “vive situazione drammatica, soprattutto nei centri storici: senza servizi – dice la presidente – non c’è vivibilità. Faremo – assicura – la legge sul commercio”.

Proietti ha assicurati anche che si punterà su internazionalizzazione e accesso al credito per le imprese, con intese con altre regioni, anche a livello internazionale. “Gli investimenti in tecnologia – ha spiegato – devono essere fatti nelle logiche di rete, anche per ciò che concerne le reti infrastrutturali e trasportistiche. Come per le strade non possiamo prescindere da finanziamenti governativi.

Sull’agricoltura, ha ricordato che con la programmazione europea e le innovazioni può diventare elemento trainante di nuovo sviluppo economico sostenibile.

Il patrimonio pubblico è poi da rilanciare: “Vi sono grandi potenzialità e lavoreremo sull’edilizia residenziale pubblica per dare a ogni persona un tetto”.

Istruzione e formazione

Il processo di crescita dell’Umbria, anche economica, dovrà essere favorito nel medio-lungo periodo anche promuovendo l’accesso all’istruzione e combattendo l’abbandono scolastico. “Più servizi possibili – ha detto Proietti – anche per conciliare vita e lavoro”. Annunciando risorse su edilizia scolastica e collaborazione con l’Università e l’alta formazione.

La replica delle opposizioni

Per le opposizioni ha parlato la portavoce, ed ex governatrice, Donatella Tesei. Che in premessa ha detto rivolgendosi a Proietti e alla maggioranza che la sostiene: “Faremo un’opposizione concreta, non ideologica e preconcetta, ma senza sconti, sui temi e sugli argomenti. Basta però raccontare storie da campagna elettorale e mistificare la realtà. È tempo di lavorare sulla concretezza”.

“Sulla sanità avete evidenziato gli stessi punti su cui abbiamo iniziato a lavorare a metà del 2022, appena usciti dalla pandemia. Allora – ha ricordato Tesei – ci siamo trovati ad affrontare una sanità completamente disastrata e questo non può essere dimenticato. Dobbiamo fare in modo che quello che si è verificato non accada più.

“Si dovrà procedere con le integrazioni e la realizzazione dei nuovi ospedali – ha proseguito – e si dovranno anche chiarire i tempi. Le risorse per l’ospedale di Terni ci sono e vanno messe a valore mentre si interviene per ridurre gli accessi impropri”.

Le opposizioni chiedono “concretezza” sui progetti del Pnrr e di far uscire l’Umbria dall’isolamento. “Dobbiamo permettere agli umbri – le parole di Tesei – di accedere all’alta velocità ferroviaria. Ci sono già pronti 10 milioni di euro per progettare la nuova stazione AV Medio Etruria. Avendo il progetto si potranno trovare i finanziamenti per realizzare un infrastruttura che sarà anche al servizio dell’Umbria. Importante sarà poi affrontare la questione del Nodo di Perugia, per il quale si deve decidere cosa si vuole fare, ricordando che le opere pubbliche avvengono per stralci funzionali e con i progetti pronti. Con la volontà di realizzare le opere i finanziamenti si trovano”.

Quanto alla situazione economica, Tesei ha ricordato: “L’Umbria nel 2018 è scesa a ‘Regione in transizione’, con il rischio della recessione, che abbiamo scongiurato sostenendo le aziende e puntando
sulla crescita, come dimostrano i dati sull’occupazione finalmente positivi. Dobbiamo fare in modo che questo processo virtuoso vada avanti. Nella scorsa legislatura abbiamo investito molto nella promozione
dell’Umbria e speriamo che quell’impegno prosegua. L’accordo sugli 80 milioni di euro per gli 800 anni di S.Francesco l’ho concluso io e lo conosco. Così come ho portato alla cabina di regia sulla ricostruzione un
elemento importante, ossia lo sblocco delle risorse per i luoghi di culto. Accordo che ho concluso con il commissario Legnini, avendo compreso l’importanza del Giubileo e degli 800 anni di S.Francesco. Chi governa la Regione deve guardare avanti e lontano, dato che ora l’Umbria è una meta ambita, che prima veniva promossa con le foto della Toscana. Il nostro target turistico è medio-alto e servono investimenti importanti. Ci sono stati e ci sono bandi per migliorare la ricettività e l’accoglienza. Quella è la via
giusta e bisogna continuare a seguirla”.

“Altra sfida rilevante – ha continuato la portavoce delle opposizioni – è il raddoppio immediato dell’aeroporto. Nel 2024 lo scalo ha battuto il record del 2023 con 534mila passeggeri. Deve essere
velocemente approvato il piano industriale – convocando l’assemblea della Sase – visto che le rotte partono da marzo. Il volo su Milano-Bergamo era stato richiesto dalle nostre imprese e collegava Perugia con un Hub dove transitano 14 milioni di passeggeri. Si tratta di un volo finanziato anche dalla Fondazione e da Confindustria, proprio per la sua valenza economica. Il numero dei passeggeri non era quello delle tratte turistiche ma la sua valenza era alta. Per attivare le rotte serve un piano industriale e la
relativa disponibilità economica. Il ‘San Francesco’ era in fin di vita 5 anni fa ma ora può crescere ulteriormente ed arrivare a 1 milione di passeggeri. Senza soldi gli aerei non volano ma questi sono servizi essenziali e strategici. L’assessore De Rebotti ha recentemente incontrato i sindacati ma non ha incontrato la società di gestione dell’aeroporto”.

Quanto ad uno dei dossier che riguarda Perugia, Tesei ha lamentato il fatto che la Regione “immotivatamente” abbia rinviato sine die l’assemblea dei soci del Fondo Monteluce, “che invece deve essere convocata al più presto per porre fine a una vicenda drammatica che abbiamo ereditato. È necessario muoversi velocemente per costruire la Casa della Salute e mettere le strutture a disposizione di Ater, restituendo almeno l’area alla città. Una zona che prima era un cratere è stata salvata solo grazie al nostro intervento su questo altro imbarazzante dossier”.

Infine, Tesei ha detto: “La legge sulla famiglia va conservata e rifinanziata. Abbiamo lavorato sul riconoscimento delle persone con disabilità ed abbiamo ottenuto la sperimentazione dei progetti di vita indipendente, che avremmo voluto estendere anche al Ternano”.

Contributi a fondo perduto per la transizione industriale, c’è il PID a sostegno delle imprese umbre

Il Fondo per la Transizione Industriale, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e gestito da Invitalia, rappresenta un’opportunità per le imprese che vogliono investire nella tutela ambientale.

Con una dotazione di 400 milioni di euro, di cui il 40% destinato al Mezzogiorno, il fondo offre contributi a fondo perduto per favorire l’adeguamento del sistema produttivo. Accedendo così a finanziamenti essenziali per migliorare la loro efficienza energetica, promuovere l’uso efficiente delle risorse e sostenere l’economia circolare.

Chi può beneficiare del Fondo?

Le imprese, indipendentemente dalla loro dimensione, possono presentare domanda se regolarmente costituite e attive nel registro delle imprese. I settori coinvolti includono:

  • Efficienza energetica
  • Sostenibilità e uso efficiente delle risorse
  • Economia circolare e riduzione delle emissioni

Progetti ammissibili

I programmi d’investimento devono essere finalizzati esclusivamente al miglioramento dei processi aziendali in termini di tutela ambientale. Le aree di intervento ammissibili comprendono:

  • Risparmio energetico
  • Produzione di energia da fonti rinnovabili o idrogeno per autoconsumo
  • Risparmio della risorsa idrica
  • Riduzione dei rifiuti in discarica

Modalità di accesso e tempistiche

Le domande possono essere presentate a partire dalle ore 12.00 del 5 febbraio 2025 fino alle ore 12.00 dell’8 aprile 2025 tramite la piattaforma di Invitalia. La pubblicazione della graduatoria è prevista entro il 30 maggio 2025. Una parte significativa dei fondi (50%) è riservata alle imprese energivore, con una quota del 40% dedicata a progetti nelle regioni del Mezzogiorno.

Il supporto alle imprese umbre

Per cogliere questa opportunità, le imprese umbre possono contare sul supporto del Punto Impresa Digitale (PID) dell’Umbria. Al PID possono rivolgersi per ricevere assistenza personalizzata per comprendere meglio le opportunità disponibili e ottimizzare le loro domande di finanziamento.

Disoccupazione agricola, le domande entro marzo: come fare

Entro il 31 marzo è possibile presentare la domanda di disoccupazione agricola per l’anno 2024. Possono presentare la domanda i lavoratori agricoli che hanno prestato attività per almeno 102 giornate nel biennio 2023/2024 e posseggono almeno 2 anni di anzianità assicurativa, contro la disoccupazione involontaria. La prestazione è rivolta agli Operai Agricoli a tempo determinato (OTD) e a certe condizioni anche agli Operai Agricoli a tempo indeterminato (OTI). L’indennità spetta nella misura del 40% della retribuzione di riferimento. Agli Operai agricoli a tempo Indeterminato l’indennità viene erogata nella misura del 30% della retribuzione effettiva.

La domanda è importante – spiegano da Epaca Coldiretti Umbria – sia per ottenere la prestazione economica che per la copertura contributiva, ma anche per eventuali prestazioni integrative a sostegno del reddito come ad esempio gli assegni al nucleo familiare per il coniuge.

Per verificare i propri requisiti, è necessario contattare uno degli uffici del patronato Epaca Coldiretti presenti sul territorio, dove gli operatori sono a disposizione per controllare la posizione contributiva e per la presentazione della domanda, previo appuntamento.

La scadenza delle domande – precisa Coldiretti – è fissata al 31 marzo, ma è utile agire per tempo reperendo i seguenti documenti: documento di riconoscimento; passaporto e copia del permesso/carta di soggiorno in caso di nazionalità extra UE; copia dichiarazione redditi 2023/2024 propri e del coniuge, se si richiedono gli assegni familiari.

Il presidente di Assaeroporti al San Francesco: valore strategico degli scali regionali

Ha evidenziato il valore strategico degli scali regionali per l’economia locale e nazionale, il presidente di Assaeroporti, Carlo Borgomeo, nella visita effettuata all’aeroporto internazionale dell’Umbria – Perugia “San Francesco d’Assisi”. Dove ha incontrato i vertici di Sase, la società che gestisce l’aeroporto, e i rappresentanti dei principali Enti operanti nello scalo. All’incontro era presente anche il direttore Aeroportuale Regioni Centro di Enac, Silvia Ceccarelli.

Il presidente Borgomeo ha sottolineato il ruolo cruciale degli aeroporti regionali. In un contesto di crescente domanda di trasporto aereo e di trend positivi per i prossimi anni, ha evidenziato come queste infrastrutture siano fondamentali per il collegamento e lo sviluppo dei territori e per accogliere la domanda che gli aeroporti potrebbero non essere in grado di soddisfare. Ha ricordato, inoltre, l’impatto significativo del sistema aeroportuale italiano, che contribuisce al 3,8% del PIL nazionale e sostiene oltre un milione di posti di lavoro, tra effetti diretti, indiretti, indotti e catalitici.

Presente anche Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria e membro del Cda di Sase (la Camera di Commercio è stata tra i soci fondatori di SASE e azionista principale per molti anni), che ha offerto una prospettiva articolata sulla necessità di coordinare meglio i piccoli aeroporti, sia tra loro che con i grandi hub.

“Con il presidente Borgomeo – il commento di Mencaroni – abbiamo condiviso la convinzione che i piccoli aeroporti sono fondamentali per l’assetto aeroportuale italiano perché rappresentano una realtà che, se connessa a quella dei grandi aeroporti, aiuta a decongestionare questi ultimi. Tuttavia, non solo è fondamentale la connessione tra piccoli e grandi aeroporti, ma anche quella – ed è una mia vecchia battaglia – tra i piccoli aeroporti di aree diverse ma raggiungibili entro un lasso di tempo accettabile, perché non ci sia un florilegio delle stesse tratte, magari anche negli stessi giorni, quando l’offerta, se coordinata, potrebbe essere più diversificata e ampia. Ricordo – ha concluso – che anni fa realizzammo un’indagine sugli aeroporti dell’Umbria, delle Marche, di parte della Toscana e dell’Emilia Romagna, allargando l’attrazione di utenza anche all’Alto Lazio, rilevando che c’erano, e spesso negli stessi giorni, venti voli per Londra, quando coordinandosi ne sarebbero bastati meno, con tassi di riempimento delle tratte più elevati e con risorse per nuove tratte”.

Aeroporto che in questi giorni, in attesa del nuovo board, è alle prese con la vertenza sindacale dei lavoratori del servizio sicurezza e con il “caso” Aeroitalia, che dopo il collegamento con Bergamo ha fermato anche quello per Comiso, attivato solo un mese fa.

No al progetto agrivoltaico a Bevagna, De Luca: definire le aree idonee

“Incompatibilità ambientale e paesaggistica”. Questi i motivi che hanno portato la Commissione Tecnica Regionale per le Valutazioni Ambientali (CTR-VA) della Regione Umbria ad esprimere parere non favorevole alla realizzazione di un impianto agrivoltaico di 27,06 MWp a Bevagna.

La CTR-VA ha evidenziato inoltre la mancanza di dettagli sul progetto di connessione alla rete elettrica e l’impatto dovuto sui beni e valori paesaggistici e ambientali.

“Un parere – viene ricordato in una nota dell’assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca – che si basa su un’analisi approfondita delle caratteristiche ambientali e storico-culturali dell’area, giudicata di elevato valore. Questa decisione, presa in data 8 gennaio 2025, è stata ponderata attentamente dopo l’analisi approfondita della documentazione presentata e delle caratteristiche del territorio interessato”.

“Le principali motivazioni che hanno portato al parere negativo – chiarisce l’assessore – riguardano prima di tutto il significativo impatto paesaggistico del progetto che si estende su circa 30 ettari, ritenuto incompatibile con il contesto in cui si inserisce, classificato come area di pregio e di particolare interesse agricolo, votata alla produzione di vino DOCG Montefalco Sagrantino e di olio DOP Extravergine di oliva Umbria Colli Martani. Un’area anche considerata di elevato valore naturalistico e paesaggistico, con un’unità di paesaggio di elevata qualità ed esposizione panoramica. L’installazione dell’impianto comporterebbe l’artificializzazione del territorio, la compromissione del paesaggio agricolo e rurale, e l’alterazione delle componenti e relazioni funzionali, storiche, visive (anche da molteplici punti panoramici e da grandi distanze), culturali, simboliche ed ecologiche che caratterizzano il paesaggio. Il progetto non definisce in modo preciso le opere di connessione alla rete di trasporto nazionale, in particolare la posizione della stazione elettrica, il tracciato e la tipologia dell’elettrodotto. La mancanza di queste informazioni non consente una valutazione completa delle ripercussioni negative sul paesaggio, sulle risorse storico-culturali, sull’impatto delle radiazioni elettromagnetiche e sulla biodiversità.
Non sono state presentate ipotesi progettuali efficaci per la mitigazione dell’impatto visivo, aggravando ulteriormente le preoccupazioni relative all’alterazione del paesaggio. Inoltre, non è possibile escludere impatti sul rischio idraulico e idrogeologico, data la presenza dei fiumi Topino e Clitunno e del lago dell’Aiso. L’area è soggetta a vincoli paesaggistici ai sensi del D.Lgs. 42/04 art. 136, che ne limitano le trasformazioni edilizie e ambientali per tutelare le caratteristiche peculiari del luogo. Infine, l’area interferisce con siti di interesse archeologico”.

“È fondamentale sottolineare – prosegue De Luca – che la Regione Umbria riconosce la transizione ecologica come obiettivo prioritario e improcrastinabile, e che siamo fortemente favorevoli alla realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Tuttavia la transizione ecologica deve essere governata come qualsiasi altro fenomeno”.

“Oggi – conclude l’assessore – ci troviamo con l’assenza pressoché totale di strumenti non solo nella mancata definizione delle aree idonee ma anche di quelle non idonee. Questo crea un contesto sfavorevole anche a chi vuole investire in Umbria. La giunta e gli uffici tecnici continueranno a lavorare per promuovere uno sviluppo sostenibile, in cui la transizione energetica sia compatibile con la tutela del patrimonio naturale e culturale dell’Umbria. Lo faremo – assicura De Luca – a partire dalla definizione delle aree idonee e dal riavvio del percorso per l’approvazione del piano paesaggistico regionale”.

Sul Brt incontri per l’area di via Chiusi, dove è stato aperto il cantiere

Proseguono gli incontri dell’amministrazione comunale e dei tecnici legati ai cantieri del Brt (Bus Rapid Transit), il Metrobus che collegherà Castel del Piano a Fontivegge.

Lunedì l’assessore comunale alla Mobilità Pierluigi Vossi, insieme ai tecnici comunali e di Abacus, si è confrontato con i componenti del comitato di via Chiusi rappresentati da Lorenzo Scirocco presso il circolo arci La Piroga. Da parte del comitato è stata espressa soddisfazione per il recepimento da parte dell’Amministrazione comunale delle richieste formulate, tra cui la riduzione drastica del numero degli alberi che dovranno essere tagliati (solo 8) e la non realizzazione delle corsie preferenziali mantenendo l’attuale conformazione. Il tratto stradale – ha tuttavia spiegato l’assessore Vossi insieme ai tecnici – subirà comunque delle migliorie in quanto verrà completamente riasfaltato, verranno rinnovati i marciapiedi e verranno, infine, realizzate le due fermate del Metrobus in prossimità del complesso scolastico di via Chiusi (I.C. Perugia 5, infanzia, primaria Santucci e secondaria di primo grado) e del centro commerciale Emisfero.

L’Amministrazione comunale ha poi incontrato la direzione dell’Emisfero ed il dirigente scolastico dell’I.C. Perugia 5 Fabio Gallina per dare notizia dell’avvio dei lavori.

Cambia la viabilità in via Chiusi

Intanto, con il cantiere aperto tra via Chiusi e via Settevalli, anche quella zona è stata interessata da una modifica alla viabilità.

Queste le disposizioni dell’ordinanza:

1-istituzione del senso unico di marcia sul tracciato stradale di collegamento fra via Settevalli e via Chiusi (Rotatoria Donato Fezzuoglio), secondo questo senso di marcia;

2-direzione obbligatoria a sinistra per i veicoli in uscita dal parcheggio del centro commerciale, all’intersezione con il tracciato di cui al punto 1);

3-limite massimo di velocità di 30 Km/h nei tratti interessati dai lavori e in quelli ad essi adducenti.

Le misure verranno istituite progressivamente in relazione allo sviluppo dei lavori.

Regione, insediate le tre Commissioni permanenti

Insediate a Palazzo Cesaroni le tre Commissioni consiliari permanenti dell’Assemblea legislativa dell’Umbria.

La Prima Commissione ha eletto Francesco Filipponi (Pd) presidente e Laura Pernazza (FI) vice. Gli altri componenti sono Paola Agabiti (FdI), Cristian Betti, Letizia Michelini, Maria Grazia Proietti (Pd),
Luca Simonetti (M5S), Donatella Tesei (Lega).

Le materie di competenza della Commissione sono: bilancio, programmazione generale, programmazione e organizzazione delle risorse finanziarie, patrimoniali e umane, enti dipendenti dalla Regione e società partecipate dalla regione, rapporti con gli enti locali, innovazione e sistemi informativi, politiche comunitarie, relazioni internazionali, cooperazione allo sviluppo, emigrazione.

La Seconda Commissione ha eletto alla carica di presidente Letizia Michelini (Pd) e Nilo Arcudi (Umbria civica) come vicepresidente. Gli altri componenti sono Cristian Betti, Stefano Lisci (Pd), Enrico Melasecche Germini (Lega), Laura Pernazza (FI), Fabrizio Ricci (Avs), Luca Simonetti (M5S).

Le materie di competenza della Commissione sono: politiche agricole e agro-alimentari, programmazione forestale e politiche per lo sviluppo della montagna, artigianato e cooperazione, energia, commercio, turismo, governo del territorio, protezione civile, urbanistica, valorizzazione dei sistemi naturalistici e paesaggistici, aree protette, infrastrutture e trasporti, difesa del suolo, ciclo idrico integrato, cave, miniere e acque minerali, opere pubbliche e infrastrutture tecnologiche, mobilità.

La Terza Commissione ha eletto alla carica di presidente Luca Simonetti (M5S) e Matteo Giambartolomei (FdI) come vicepresidente. Gli altri componenti sono Stefano Lisci, Maria Grazia Proietti (Pd), Eleonora Pace (FdI), Andrea Romizi (FI), Fabrizio Ricci (Avs), Bianca Maria Tagliaferri (Umbria domani).

Le materie di competenza della Commissione sono: tutela della salute, sicurezza dei luoghi di lavoro, sicurezza alimentare, politiche abitative, edilizia pubblica, beni e attività culturali, volontariato e cooperazione sociale, sport e impiantistica sportiva, istruzione e sistema formativo, formazione professionale, diritto allo studio, politiche attive del lavoro, pari opportunità, caccia e pesca, immigrazione.

Coop Centro Italia e Unicoop Tirreno verso Unicoop Etruria: il piano

Via libera dai rispettivi Cda al percorso di aggregazione di Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia. Si chiamerà Unicoop Etruria Società Cooperativa. A febbraio saranno convocate le assemblee dei soci alle quali verranno sottoposte queste novità.

I numeri

Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia sono due delle cooperative del mondo Coop, ognuna con le proprie storie e il proprio radicamento nei territori e nelle comunità in cui sono presenti coi punti vendita e le sezioni soci. Unicoop Tirreno, con sede a Piombino (LI), è nata 80 anni fa e oggi ha 510 mila soci, 3500 dipendenti e 98 supermercati in Toscana, Lazio e Umbria. Coop Centro Italia ha oltre 270 mila soci, 2300 lavoratori e 76 punti vendita in Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo. La loro unione darà vita ad una delle più grandi cooperative di consumo in Italia.

Le aggregazioni

Aggregazioni di questo tipo sono state negli anni una costante tra le cooperative di consumatori. Questo tema è stato al centro del Documento programmatico per il rinnovamento delle coop di consumatori approvato a settembre 2024 a Populonia (LI) dalle Cooperative del Distretto Coop Tirrenico e che, tra i suoi capisaldi per il futuro, sottolineava la necessità di nuove sinergie produttive, sociali ed economiche tra cooperative, ampliando il loro ruolo di collante sociale e di punto di riferimento per i servizi, la solidarietà e lo scambio culturale, capace di rispondere ai nuovi bisogni di una popolazione che, secondo le previsioni, sarà sempre più anziana e sola.

Nuovo modello di governance

Una delle novità derivanti da questo progetto sarà il coinvolgimento dei soci, che attraverso l’adozione di un nuovo modello di governance, rafforzeranno il loro ruolo nelle scelte e nei processi decisionali della cooperativa. Attualmente le due cooperative hanno un assetto di tipo tradizionale, mentre quello di Unicoop Etruria sarà basato su una divisione chiara di ruoli tra chi rappresenta i soci e chi ha la responsabilità della gestione, ovvero rispettivamente il Consiglio di sorveglianza e il Consiglio di gestione. Con questo tipo di organizzazione, definita dualistica, verrà dato maggiore potere e capacità di indirizzo ai soci, elemento essenziale per iniziare questo percorso.

Il piano industriale

Intanto, in attesa delle doverose modifiche statutarie, le due cooperative proseguono un percorso di avvicinamento sia dal punto di vista della socialità, sia estendendo le sinergie già in essere su logistica, informatica, centrale acquisti.

In questo percorso Unicoop Firenze sarà parte del progetto di rilancio, avendo espresso una esplicita manifestazione di interesse ad una revisione dei perimetri delle cooperative per semplificare il sistema e renderlo più adeguato ai nuovi bisogni dei territori, dei soci e dei consumatori.

Il percorso di Unicoop Etruria poggia su un piano industriale, che prevede interventi per fare in modo che la nuova cooperativa risponda ancor di più alle esigenze dei soci e dei consumatori. Azioni sì complesse, ma chiare e definite che, nell’arco di un triennio, porteranno la nuova cooperativa ad avere una rete vendita produttiva, confermando l’insegna Coop leader economico e sociale nei territori storici, capace di anticipare le trasformazioni socioeconomiche e rispondere in modo adeguato ai bisogni delle persone.

I commenti

“Il progetto di rinnovamento, consolidamento e sviluppo delle nostre cooperative non nasce oggi – spiega Simonetta Radi (nella foto), presidente di Unicoop Tirreno – lo stiamo realizzando passo dopo passo da tempo, in stretta sinergia col movimento cooperativo (ANCC e Distretto Coop Tirrenico). Siamo giunti ora al passaggio che rafforza i valori che stanno alla base della cooperazione di consumo, valorizza il ruolo dei soci e pone basi più solide per un riposizionamento favorevole sia in termini di prodotto che di prezzo” dichiara Antonio Bomarsi, presidente di Coop Centro Italia. “La nascente cooperativa sarà una realtà solida e protesa verso il futuro, impegnata per offrire prodotti e servizi alle migliori condizioni di mercato, per tutelare il potere d’acquisto, promuovere la solidarietà e la salvaguardia dell’ambiente. In sintesi, la nuova cooperativa, Unicoop Etruria, continuerà ad evolversi e per farlo ripartirà dalle proprie origini che oggi più che mai risultano attuali e vitali”.

“Con il documento presentato a Populonia abbiamo tracciato un percorso per il rafforzamento della cooperazione tra consumatori del distretto tirrenico, partendo dall’analisi dei cambiamenti in atto nella nostra società – afferma Roberto Negrini, presidente del Distretto Coop Tirrenico -. L’aggregazione di due realtà importanti come Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia è un passo fondamentale per dare risposta alle nuove esigenze economiche e sociali del nostro territorio, frutto di un lavoro di squadra che procede da mesi con un obiettivo comune: centralità del socio, maggiore convenienza e incremento della solidità economica e patrimoniale del movimento cooperativo.”

“Questo processo di aggregazione – dichiara Ernesto Dalle Rive, presidente dell’Associazione nazionale delle coop dei consumatori – è un esempio del dinamismo e della capacità di innovazione che hanno oggi le cooperative del consumo. Con questo passo Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia mettono al centro il socio e si pongono l’obiettivo di sviluppare l’offerta rivolta ai consumatori dei territori e le nuove esigenze del mercato. È senza dubbio un’operazione coraggiosa che consente a Coop di consolidare il ruolo di leader in quelle aree in una fase non semplice a causa dell’andamento dei consumi”.

Lavori al cavalcavia di Casalina, così cambia la viabilità sulla E45

Da domani, martedì 14 gennaio, lavori al cavalcavia dello svincolo di Casalina, lungo la E45.

Per consentire il montaggio dei ponteggi sospesi, fino a venerdì 17 gennaio, comunica Anas, sarà necessaria la chiusura di una carreggiata con transito regolato a doppio senso di marcia in carreggiata opposta, mentre lo svincolo di Casalina sarà temporaneamente chiuso in ingresso e in uscita per chi viaggia in direzione Perugia.

Il montaggio di questa tipologia di ponteggi consentirà di eseguire gran parte dei lavori senza limitazioni al transito sulla E45.

Gli interventi riguardano in particolare il risanamento delle spalle, il rinforzo dell’impalcato e l’ammodernamento delle barriere laterali, al fine di migliorare gli standard di sicurezza e la durata delle opere nel tempo.

Nell’ambito del programma di riqualificazione e potenziamento della E45, Anas ha avviato i lavori di manutenzione programmata per il risanamento strutturale di 20 cavalcavia che sovrappassano la sede stradale.

Sciopero metalmeccanici, i sindacati: adesione anche dell’80%

Per i sindacati è stata alta, con punte anche dell’80%, l’adesione in Umbria allo sciopero generale indetto dopo la rottura della trattativa con Federmeccanica e Assistal sul rinnovo del contratto nazionale del lavoro.

In concomitanza con le otto ore di astensione dallo sciopero, Fim, Fiom e Uilm dell’Umbria hanno tenuto un presidio di protesta davanti alla sede regionale di Confindustria per far sentire la propria voce e chiedere il rinnovo del Contratto di lavoro e la ripresa della trattativa.

“Respingiamo la provocazione che abbiamo ricevuto con la piattaforma alternativa presentataci da Federmeccanica – dicono i rappresentanti dei metalmeccanici dell’Umbria -. Il nostro obiettivo è creare un lavoro di qualità, respingendo una piattaforma che ha generato il caos e che non dà risposte su salario, welfare integrativo, diritti, parità di genere, salute e sicurezza. Senza metalmeccanici in questo Paese non c’è futuro. Se non ci sarà una risposta seria, le organizzazioni sindacali continueranno a mobilitarsi per ottenere il contratto nazionale”.

La trattativa si è rotta, secondo quanto denunciano i sindacati, perché Federmeccanica e Assistal avevano respinto la piattaforma dei lavoratori, presentandone un’altra.

“La proposta di Federmeccanica e Assistal – sottolineano le segreterie territoriali Fim, Fiom e Uilm di Perugia e Terni – prende solo i titoli della piattaforma di Fim, Fiom e Uilm smontando complessivamente la proposta delle organizzazioni sindacali votata dal 98 per cento dei lavoratori. Peggiora complessivamente tutte le condizioni. Non c’è alcuna disponibilità, per esempio, a normare l’utilizzo dei contratti precari attraverso il contratto nazionale. Per l’orario di lavoro nessuna disponibilità a ridurre l’orario di lavoro e a regolamentare lo smart working, come nessuna disponibilità a riconoscere permessi per conciliare tempi di vita e di cure dei figli e dei genitori. Nella piattaforma poi nessuna garanzia economica e occupazione per i lavoratori in caso di cambio di appalto”.