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Autore: Redazione

Orvieto, continua la “fuga” verso i Comuni limitrofi

La lenta sparizione di Orvieto è una triste realtà fotografata impietosamente dalle statistiche. Quelle dell’Istat evidenziano una drammatica situazione di spegnimento demografico con Orvieto che è in caduta libera.

Il periodo preso in considerazione è quello degli ultimi cinque anni, con un successivo approfondimento sugli ultimi tre anni. Un disastro. Dal 2019 al 2024, Orvieto ha visto scomparire 1087 abitanti, ovvero il 5,3% della propria popolazione complessiva. Una media di 216 persone all’anno che lasciano la città e che rimane nella sostanza inalterata anche nell’ultimo triennio, quello che va dal 2021 al 2024, quando il saldo negativo è stato di 612 residenti.

Il declassamento di Orvieto è legato al fatto di essere ormai stabilmente al di sotto dei ventimila abitanti con una spirale progressiva che continua a manifestarsi con l’emorragia di popolazione e conseguente calo della ricchezza. L’unico parametro che ha un segno fortemente elevato è il valore del mercato immobiliare, ma in un contesto come questo si tratta in realtà di un fattore che aggrava la crisi perché è associato alla mancanza di case che determina uno spostamento di residenti verso i comuni limitrofi. Quelli più vicini dove le case costano di meno sono infatti quelli che, dal 2019 ad oggi hanno beneficiato del tracollo demografico orvietano, primo fra tutti il comune di Allerona che ha perso solo 73 abitanti o, ancora meglio Ficulle che ne ha persi solo 46. Si assiste insomma ad un “travaso” da Orvieto agli altri territori e a fare la differenza è, in larga misura, il differente mercato immobiliare. Tutto il comprensorio presenta infatti un costo medio delle abitazioni che è in linea con quello della provincia.

Il comprensorio di dodici comuni che aveva 40.806 abitanti nel 2019, ne ha 38622 a fine 2024. Una tendenza, quella alla fuga verso i comuni limitrofi che assume un carattere sempre più consolidato nel periodo preso in esame dall’Istat.

Il piano inclinato lungo il quale Orvieto continua inesorabilmente a scivolare senza che nessuno sia in grado di mettere in atto la minima misura correttiva, si riflette anche nella classifica delle città più popolose della regione. Una classifica inevitabilmente mortificante per Orvieto che ormai è la decima città umbra, superata abbondantemente anche da Bastia. Pochi anni fa era stata superata da Corciano (21619 abitanti) mentre Assisi che è al settimo posto con i suoi 27500 abitanti appare ormai irraggiungibile.

Flaminia, si apre la rotatoria provvisoria a Spoleto

Anas comunica che nella serata di mercoledì 12 febbraio sarà aperta in configurazione provvisoria di cantiere la rotatoria in corso di realizzazione a Spoleto, sulla strada statale 3 Flaminia.

In questa fase conclusiva dei lavori saranno quindi consentite tutte le manovre di ingresso e uscita in entrambe le direzioni.

Anas ha infatti completato tutte le attività previste in corrispondenza degli svincoli di Monteluco e Spoleto, compreso il nuovo impianto di illuminazione.

I lavori proseguono ora al centro della rotatoria per completare la realizzazione dell’opera.

A seguire sarà realizzata la pavimentazione definitiva, le barriere laterali di sicurezza e il marciapiede. L’ultimazione è prevista entro Pasqua.

L’intervento consentirà di migliorare la fluidità del traffico e innalzare i livelli di sicurezza per la circolazione, sia per il traffico lungo la direttrice Flamina che per quello in ingresso/uscita dalla viabilità locale.

La rotatoria avrà un diametro esterno di 36 metri e sarà dotata di un nuovo impianto di illuminazione. Sarà inoltre realizzato un attraversamento pedonale, anch’esso illuminato e collegato con marciapiede sia lato Spoleto che lato SP462.

I lavori rientrano nel piano di riqualificazione e potenziamento della SS3 “Flaminia” nel tratto Spoleto-Terni, avviato da Anas per un valore complessivo di oltre 30 milioni di euro finalizzato a risolvere le principali criticità dovute alla conformazione del tracciato e innalzare gli standard di sicurezza.

Il piano include 6 interventi di risanamento strutturale dei viadotti e 10 interventi di miglioramento del tracciato, tra i quali allargamenti in curva, sistemazione di incroci a raso e la realizzazione di una corsia aggiuntiva per i veicoli lenti in alcuni tratti.

“Cammini Aperti”, l’Umbria alla Bit nell’anno degli appuntamenti religiosi

Alla BIT di Milano, la Regione Umbria, insieme a Emilia-Romagna, Marche, Lazio e Toscana, ha presentato l’edizione 2025 di “Cammini Aperti”, con un focus speciale su spiritualità, sostenibilità e inclusività. Una iniziativa fortemente voluta dal Ministero del Turismo. Coordinato anche nel 2025 dalla Regione Umbria, l’evento torna infatti con un’edizione speciale, ispirata al Giubileo e agli anniversari francescani, celebrazioni destinate a richiamare milioni di pellegrini in Italia, rafforzando il ruolo del Paese come meta di riferimento per il turismo spirituale e sostenibile.

“Cammini Aperti” 2025

In programma il 10 e 11 maggio, “Cammini Aperti: Edizione speciale 2025”, in un anno straordinario per tutta l’Italia, contribuirà ulteriormente a consolidare il ruolo centrale del turismo esperienziale nel panorama nazionale, svelando la bellezza di aree lontane dai grandi flussi, capaci di far vivere un viaggio dentro la natura, la storia e sé stessi.Tra le novità del 2025 figurano le aperture straordinarie di luoghi di culto e siti di interesse storico e religioso, normalmente chiusi al pubblico, che permetteranno ai partecipanti di scoprire gemme nascoste dell’immenso patrimonio culturale e spirituale italiano.27 le escursioni proposte, con ogni regione che avrà a disposizione 3 escursioni per cammino, con l’obiettivo di coinvolgere 3.000 persone. Come per la scorsa edizione, ci si potrà iscrivere attraverso un portale dedicato.

Le escursioni copriranno il tratto di una tappa lungo un tracciato ad anello, con una lunghezza compresa tra 7 e 12 chilometri e un dislivello massimo di 300 metri (difficolta Turistica, Escursionistica) coinvolgendo guide ambientali escursionistiche o accompagnatori di media montagna.

(per informazioni: https://www.italia.it/it/italia/cosa-fare/spiritualita/cammini-religiosi.)

Grazie alla sinergia tra Regioni, Ministero del Turismo e attori locali, “Cammini Aperti” ha saputo intercettare immediatamente il desiderio sempre più diffuso di vivere esperienze autentiche e rigenerative, registrando l’esaurimento dei 2.000 posti a disposizione nell’arco di pochi giorni dal lancio. Facendo tesoro dell’approccio corale alla promozione delle esperienze e dei valori del progetto, anche quest’anno territorialmente saranno attive collaborazioni con realtà come Fish (Federazione Italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie) e il Club Alpino Italiano.

Gli appuntamenti religiosi in Umbria

La governatrice umbra Stefania Proietti ha ricordato gli appuntamenti religiosi che interesseranno quest’anno l’Umbria: “Il turismo lento, sostenibile e accessibile rappresenta un tratto identitario della nostra regione che continuerà ad investire su una promozione turistica all’insegna di un brand unitario, dedicando un ruolo di primo piano alla rete dei cammini e all’ospitalità dei visitatori che, sempre di più, sono alla ricerca di esperienze che coniugano cultura, storia, spiritualità, ambiente, paesaggio e benessere. Siamo entrati nell’anno del Giubileo, ad aprile ci sarà la canonizzazione di Carlo Acutis e ci prepariamo ai grandi appuntamenti per le celebrazioni dell’ottavo centenario francescano: eventi questi, di notevole portata spirituale che vedranno la nostra regione, ricca di tradizione religiosa, meta di pellegrini di tutto il mondo. La nostra volontà, in particolare a partire da questi anni così speciali, è quella di attuare una vera e propria promozione integrata dell’Umbria tutta, di tutte le nostre meravigliose città, di tutti i nostri borghi e i nostri comuni, anche i più piccoli, di tutte le nostre peculiarità storiche, archeologiche, culturali e spirituali, che ci rendono inequivocabilmente il ‘cuore’ dell’accoglienza del Belpaese”.

“L’Umbria è una terra da vivere e da attraversare. I Cammini religiosi, che vedono Assisi al centro e che si diramano per tutto il territorio regionale – ha ricordato l’assessore al Turismo, Simona Meloni – includendo centri caratterizzati da una grande spiritualità come quelli della Valnerina, rappresentano una ricchezza inestimabile che la Regione Umbria ha intenzione di valorizzare. I Cammini sono inoltre un modo di fare turismo imprescindibile per noi, che mette in rete più territori e più regioni, importantissimo per vivere il turismo lento e strategico anche per costruire offerte in grado di gestire il flusso di turistiche arriverà dal Giubileo e dagli Anniversari francescani”.

Bandecchi manda i vigili all’Ast: “La prepotenza non porta mai serenità” VIDEO

“Manderò la polizia locale tutti i giorni a controllare”, aveva detto il sindaco di Terni Stefano Bandecchi. E lunedì si è presentato ai cancelli dell’Ast insieme agli agenti della polizia locale e ai dirigenti comunali Federico Nannurelli e Claudio Bedini.

Le pattuglie della vigilanza ambientale, coordinare dalla comandante Gioconda Sassi, hanno visionato anche il parco scorie, come si vede in un video pubblicato su Instagram dallo stesso Bandecchi.

“Abbiamo trovato un po’ di polvere e parecchie cose fuori posto. La polvere dilaga e prima di guardare quanto costa l’energia sarebbe meglio guardare la Salute di tutti. Chi lavora e chi sta fuori. La prepotenza non porta mai serenità . Arrediamo come va a fini’ …” le parole del primo cittadino a commento del video.

Bandecchi ha anche detto che si è trattato solo dell’inizio di una serie di verifiche che saranno fatte su Ast. Evidente il riferimento alla nota con la quale nei giorni scorsi l’azienda, attraverso il ceo Menecali, aveva detto che senza una soluzione definitiva del problema del costo dell’energia il Gruppo Arvedi non avrebbe firmato l’Accordo di programma. Una presa di posizione che ha messo in allarme anche la Regione, che ha chiesto la convocazione del tavolo ministeriale sul piano industriale ed ha invitato a Terni i parlamentari europei e nazionali.

L’Umbria tra le regioni dove è più difficile reperire personale, le ricette di Confartigianato

L’Umbria è tra le regioni italiane dove le imprese fanno più fatica a reperire le figure professionali di cui hanno bisogno. L’Umbria si posiziona infatti al secondo posto a livello nazionale in questa non invidiabile classifica, con un tasso di difficoltà di reperimento del 65,1%.

Un dato in forte crescita rispetto all’anno precedente (+4,6 punti percentuali) e superiore alla media nazionale del 59,2%.

Questo trend si inserisce in un quadro generale che vede un incremento significativo delle difficoltà di assunzione nelle micro e piccole imprese (51,3%) e, in particolare, nell’artigianato, dove la percentuale sale al 59,2%.

La situazione in Italia

Quello del reperimento di personale è un problema nazionale, in un’Italia che vede l’occupazione continuare a crescere, con un aumento dell’1,2% su base annua, pari a 274mila occupati in più.

Secondo i dati del Sistema informativo Excelsior, pubblicati da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel 2024 il 47,8% delle assunzioni previste dalle imprese italiane risulta di difficile reperimento, con un incremento di 2,7 punti percentuali rispetto al 2023.

Le cause di questa crescente difficoltà sono molteplici: la crisi demografica, l’invecchiamento della popolazione, l’inadeguatezza delle competenze rispetto alle richieste del mercato, le aspettative dei giovani sempre più orientate verso forme di lavoro autonome e l’intensificarsi della fuga di cervelli.

Il commento del segretario di Confartigianato Terni, Medori

Criticità che in Umbria risultano particolarmente marcate. Commenta Michele Medori, segretario di Confartigianato Imprese Terni: “Il dato dell’Umbria deve farci riflettere: la difficoltà di reperimento del personale è un ostacolo alla crescita delle nostre imprese. Dobbiamo investire in formazione, migliorare l’attrattività del lavoro artigiano e creare un ambiente che incentivi i giovani a rimanere e a valorizzare le loro competenze sul nostro territorio. Confartigianato sta già lavorando in questa direzione, promuovendo percorsi di qualificazione professionale e strategie per trattenere i talenti locali”.

Il fenomeno del mismatch tra domanda e offerta di lavoro rappresenta una delle principali sfide per il sistema economico regionale e nazionale. La capacità di affrontarlo dipenderà dalle politiche formative e dall’adozione di misure di sostegno per le imprese, al fine di garantire un mercato del lavoro più equilibrato e sostenibile nel lungo periodo.

Umbria Top porta le cantine umbre al Wine Paris & Vinexpo

Cresce, per numeri e aspettative, la seconda partecipazione di Umbria Top al Wine Paris & Vinexpo. La cooperativa che riunisce la maggioranza delle aziende vitivinicole umbre, da oggi (lunedì) e sino al 12 febbraio è a Parigi per partecipare a uno degli appuntamenti internazionali più prestigiosi per il settore vinicolo.

Le cantine umbre partecipanti (lo stand Umbria Top sarà posizionato nella Hall 6 B071) passano infatti dalle 6 dello scorso anno a 19: Antonelli San Marco, Blasi Cantina, Cantina Berioli, Cantina Cardèto SCA, Cantina Colle Ciocco, Castello di Montegiove, Cesarini Sartori, Chiorri, Fattoria Le Poggette, Goretti, La Madeleine, Le Cimate, Lungarotti, Perticaia, Roccafiore Organic Wines, Scacciadiavoli, Tenuta Bellafonte, Terre Margaritelli e Tudernum.

Un bel balzo in termini numerici che testimonia sia la crescita di interesse dei produttori umbri ma anche l’aumentata importanza di questa fiera come appuntamento internazionale. La manifestazione, che ospiterà oltre 4.000 espositori e più di 100 eventi tra workshop, degustazioni e conferenze, rappresenta infatti una vetrina di prim’ordine per i vini umbri. Anche perché sono sempre più buoni i dati delle esportazioni del vino italiano, pure per quanto riguarda la Francia.

Il calendario delle promozioni internazionali

Umbria Top Wines inaugura così il calendario 2025 delle attività di promozione internazionale che proseguirà poi con la partecipazione ad altre tre importanti fiere di settore: Slow Wine Fair a Bologna (23-25 febbraio), ProWein a Düsseldorf (16-18 marzo) e Vinitaly 2025 (6-9 aprile).

In tutte le fiere sarà promosso il concept “Radici”, che mira a riscoprire le radici della storia vitivinicola umbra attraverso la parte arborea, le tecniche produttive, i modi e i luoghi di consumo, le abitudini degli umbri e dei popoli del Centro Italia. Il concept “Radici” si propone quindi come un’esplorazione a 360°, un viaggio a ritroso nel tempo per riscoprire le origini e le tradizioni che hanno plasmato il vino umbro, creando un ponte tra passato e futuro. Una “indagine” che si concentrerà sullo studio delle varietà di viti autoctone, sul loro legame con il territorio e sul ruolo cruciale che hanno avuto nella produzione di vini unici, ma che analizzerà pure le pratiche agricole e di vinificazione utilizzate nel corso dei secoli, con un occhio di riguardo alle tecniche tradizionali e sostenibili. Inoltre, saranno analizzate le abitudini e i rituali legati al vino, elemento fondamentale della cultura e della tradizione umbra.

L’obiettivo principale di “Radici” è quindi duplice. Comprendere il passato, ricostruendo così la storia del vino umbro per capire cosa è rimasto oggi di quelle antiche tradizioni e conoscenze. Ma anche valorizzare il presente e costruire il futuro, individuando i punti di forza del passato per promuovere il vino umbro nel futuro, valorizzando le peculiarità botaniche, agronomiche e ambientali del territorio.

Il concept “Radici” sarà quindi lanciato per la prima volta a Parigi per poi accompagnare le spedizioni alle altre fiere. Successivamente, sarà approfondito e arricchito di contenuti al Vinitaly, la più grande fiera del vino italiano. “Radici” sarà il filo conduttore che guiderà la narrazione dei vari stand, enfatizzando il legame profondo tra tradizione, territorio e innovazione. Un modo per promuovere l’eccellenza del vino umbro nel mondo, raccontando la sua storia e valorizzando le sue peculiarità uniche.

Le iniziative di UmbriaTop sono inserite nell’ambito delle iniziative di promozione delle produzioni certificate umbre promosse dalla Cooperativa Umbria Top Wines nell’ambito della misura del CSR Umbria 2023-2027 – intervento SRG10 “Promozione dei prodotti di qualità”.

Settore Manifestazioni Confesercenti, Mauro Giorgi responsabile regionale

Mauro Giorgi, imprenditore, molto conosciuto nel settore dell’organizzazione di appuntamenti periodici dedicati agli appassionati dell’antiquariato, del collezionismo, del modernariato e del vintage, è stato nominato responsabile regionale del settore “Manifestazioni,Eventi Affini ” della Confesercenti Umbria.

Con la sua associazione culturale “InDivenire” Mauro Giorgi è presente a Todi, Perugia, Foligno e Orvieto, a dimostrazione delle capacità organizzative e della scrupolosa attenzione nell’organizzazione di questi eventi.

Confesercenti Umbria prosegue così nella costante attenzione verso il mondo della piccola e media impresa, aggregando nuovi consensi.

Opere pubbliche, la Regione Umbria si affida al digitale con il BIM

Il digitale per migliorare le procedure delle opere pubbliche. La Regione Umbria ha approvato la delibera che istituisce un gruppo di lavoro dedicato all’implementazione del Building Information Modeling (BIM), il metodo digitale che rivoluziona la progettazione, la costruzione e la gestione delle infrastrutture. Una decisione che risponde agli obblighi normativi previsti dal Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), che impone l’adozione del BIM per tutti gli interventi di nuova costruzione e ristrutturazione di importo superiore ai 2 milioni di euro.

L’obiettivo è quello di migliorare l’efficienza e la qualità delle opere pubbliche, rendendo i processi più trasparenti, ottimizzando tempi e costi e garantendo un controllo più puntuale su tutte le fasi di realizzazione e manutenzione delle infrastrutture.

“La transizione digitale non è un’opzione, ma una necessità per garantire efficienza e qualità negli investimenti pubblici,” ha dichiarato Francesco De Rebotti, Assessore alle infrastrutture, trasporti e sviluppo economico della Regione Umbria. “Questa delibera segna un cambio di passo fondamentale: il BIM ci consentirà di controllare ogni aspetto delle opere pubbliche con un approccio basato su dati certi e processi strutturati, riducendo sprechi e inefficienze.”

Il gruppo di lavoro, composto da dirigenti di diversi settori regionali, tra cui Infrastrutture e Trasporti, Lavori Pubblici, Demanio e Patrimonio, Cybersecurity e Risorse Tecnologiche, avrà il compito di sviluppare un sistema di gestione digitale basato su BIM, articolato in tre direttrici principali: formazione del personale, acquisizione di strumenti tecnologici e definizione di un modello organizzativo efficiente. Uno degli aspetti chiave del progetto riguarda la formazione del personale tecnico e amministrativo, affinché i professionisti coinvolti nella gestione degli appalti pubblici possano acquisire competenze specifiche sui nuovi strumenti digitali. A tal fine, la Regione ha già avviato un primo percorso formativo che ha coinvolto tecnici e dirigenti in corsi dedicati alla metodologia BIM, con l’obiettivo di consolidare una qualificazione avanzata della macchina amministrativa.

L’adozione del BIM richiede strumenti hardware e software avanzati, in grado di gestire in modo integrato ogni fase della progettazione e realizzazione delle opere. Il gruppo di lavoro definirà un piano di acquisizione e manutenzione di piattaforme digitali, garantendo che le stazioni appaltanti regionali possano operare con le tecnologie più moderne.

Un elemento centrale sarà la creazione di un ambiente digitale condiviso, che permetterà ai diversi soggetti coinvolti di accedere a un’unica piattaforma per consultare progetti, documenti tecnici e flussi informativi in tempo reale. Questo sistema consentirà una gestione più efficace delle gare d’appalto e una maggiore trasparenza nei processi decisionali. La delibera prevede anche la stesura di un atto organizzativo che definirà ruoli, responsabilità e flussi informativi nel nuovo sistema di gestione digitale. In particolare, verranno individuate figure chiave come il gestore dell’ambiente di condivisione dei dati, i responsabili dei processi digitali e il coordinatore del flusso informativo degli appalti, garantendo così una gestione efficiente e conforme alle normative vigenti.

“La digitalizzazione è la strada per una gestione più sostenibile e innovativa del nostro patrimonio infrastrutturale,” ha concluso l’assessore De Rebotti. “Grazie al BIM – assicura – la Regione Umbria sarà in grado di ottimizzare tempi e costi, garantendo al contempo la qualità e la sicurezza delle opere pubbliche. Si tratta di un passaggio essenziale per rendere il nostro territorio più competitivo e pronto ad affrontare le sfide del futuro.”

L’approvazione di questa delibera segna dunque un punto di svolta per il settore degli appalti pubblici in Umbria, ponendo le basi per una regione più innovativa, efficiente e digitale.

Un settore, quello dei lavori pubblici, nel quale nei giorni scorsi associazioni imprenditoriali delle costruzioni e organizzazioni sindacali di categoria hanno siglato il Protocollo per la legalità e la sicurezza, auspicando un’ampia adesione da parte delle stazioni appaltanti, alle quali si chiede anche di limitare il criterio del massimo ribasso per l’indizione delle e il subappalto a cascata.

Il Giordano Bruno di Perugia aderisce al progetto italo-francese “Prix Palatine”

A chiusura delle attività di Orientamento in ingresso e consapevole dell’incremento assoluto maggiore di iscrizioni registrato, lo scorso anno, tra tutte le Scuole Secondarie di Secondo Grado del comune di Perugia, il Liceo Linguistico dell’I.I.S. Giordano Bruno, diretto dalla professoressa Anna Bigozzi, presenta il Progetto ‘Prix Palatine’, rivolto alle sezioni Esabac del Liceo Linguistico e concernente l’intero anno scolastico 2024/2025.

Sotto la guida delle due docenti-referenti, la professoressa Cristina Cipolloni e la professoressa Maria Giovanna Gori, due classi del Liceo Linguistico di questo sperimentale Istituto perugino hanno aderito al prestigioso progetto ‘Prix Palatine’, proposto da Palatine e Lutetia, due associazioni culturali fondate a Parigi e a Roma con l’intento di promuovere scambi culturali tra Italia e Francia, in chiave europea. Si tratta di un progetto didattico e cinematografico che sintetizza l’educazione all’immagine e l’apprendimento della lingua francese: organizzato sia in Italia che in Francia, tale premio cinematografico, basato su tematiche socio-culturali e rivolto alla fascia adolescenziale, è riconosciuto da una giuria binazionale, composta da giovani provenienti da entrambi i Paesi.

Tra le competenze-chiave di questo progetto didattico si annoverano l’acquisizione dei primi rudimenti del linguaggio cinematografico, il potenziamento dello scambio culturale tra Italia e Francia, favorendo la costruzione di un’identità culturale europea e il consolidamento della padronanza della lingua francese. «Coerentemente con queste finalità educative – sottolineano le professoresse Cipolloni e Gori – nell’anno scolastico 2024/2025 le classi Esabac hanno aderito al progetto Prix Palatine, che valorizza il dialogo interculturale tra Italia e Francia, fornendo agli studenti gli strumenti per una fruizione consapevole del linguaggio cinematografico e rendendoli partecipi in prima persona come giuria giovanile di film in lingua originale a concorso».

«Gli studenti Esabac – proseguono le docenti-referenti – scoprono di acquisire progressivamente un metodo di approccio efficace e funzionale agli studi e alla comprensione della realtà».

Cos’è l’Esabac

Come si apprende navigando nel sito dell’I.I.S. ‘Giordano Bruno’ di Perugia (https://www.giordanobrunoperugia.edu.it/pagine/liceo-linguistico), al Liceo linguistico ‘tradizionale’ è affiancato il Liceo linguistico con opzione Esabac.

L’offerta formativa si articola in tre opzioni, basate sull’insegnamento delle seguenti lingue: inglese, francese, spagnolo o tedesco, e si basa su 33 ore annuali di conversazione con docenti madrelingua. La Storia viene impartita in francese. Dal terzo anno di Liceo è possibile scegliere l’opzione Esabac per il conseguimento del doppio diploma valido sia in Italia che in Francia: Esame di Stato – Baccalauréat.

Dunque, il percorso Esabac permette il rilascio simultaneo di un ‘doppio diploma’, con i patrocini dell’Ambassade de France en Italie e dell’Intitut Français: l’Esame di Stato italiano e il Baccalauréat francese (quest’ultimo titolo dà accesso all’Università in Francia al pari degli studenti francesi) nelle Scuole Secondarie di II grado con sezione binazionale italo-francese Esabac. Quattro, le ore di Lingua e letteratura francese settimanali e due, le ore di Storia in lingua francese.

Agricoltura dal passato al futuro, esperti a confronto nel convegno Cia a Fabro Scalo

Dalla sostenibilità al ruolo dell’agricoltore nella conservazione del territorio e della biodiversità, fino alle sfide moderne della ruralità. Questi temi che sono stati al centro dell’incontro intitolato “Dal passato al futuro attraverso le sfide del presente”, che si è tenuto a Fabro Scalo, organizzato da Cia Agricoltori Italiani dell’Umbria e con la partecipazione di esperti del settore. Una riflessione sull’evoluzione del settore agricolo, dalle sue radici ancora fortemente presenti nell’attività odierna, sino alle nuove esigenze e criticità, anche legate al cambiamento climatico.

Sono intervenuti Costantino Pacioni presidente Cia Orvieto, Enrico Brugnoli ricercatore, dirigente di spicco del Cnr e membro del Cda del Consorzio della Valdichiana, Emma Tedeschini docente dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università di Perugia, Enrico Pietrangeli antropologo, Nazzareno Mariucci agronomo, e Isabella Tedeschini consulente d’amministrazione e management aziendale. Le conclusioni sono state affidate a Matteo Bartolini, presidente di Cia Umbria e vice presidente nazionale.

Pacioni ha parlato di «una situazione di difficoltà» per gli agricoltori, sottolineando come i costi sostenuti non siano adeguatamente coperti. «Se sul carrello della spesa si percepisce un netto aumento, quello che noi vediamo è una diminuzione del prezzo alla produzione. Ogni 100 euro che il consumatore spende al supermercato, l’agricoltore guadagna 1,8 euro, che è una cifra pari a circa il 2% del totale. In meno di dieci anni, l’Umbria ha perso il 25% delle sue aziende agricole, un fenomeno che ha portato a un progressivo abbandono di terreni, al rischio idrogeologico e incendi. Non possiamo più andare avanti in queste condizioni. Se c’è un incremento nell’industria di trasformazione, si registra una diminuzione del 30% nella produzione agricola. Alle istituzioni chiediamo di essere ascoltati su tutti questi aspetti».

Enrico Brugnoli ha spiegato come il cambiamento climatico stia impattando sull’agricoltura e sulla disponibilità di acqua, sottolineando l’importanza «della gestione delle acque per l’agricoltura e sulla manutenzione del territorio per fronteggiare l’aumento di eventi estremi con frequenti inondazioni ed erosione del suolo». Brugnoli ha anche fatto cenno all’esperienza maturata all’interno del Consorzio di bonifica e a alcuni progetti che mettono al centro «una agricoltura cosiddetta di precisione».

La professoressa Emma Tedeschini ha presentato il progetto di “Citizen Science”, che coinvolge i cittadini nella ricerca agricola che studia il microbiota delle foglie di lattuga, con la partecipazione attiva delle comunità locali che partecipano direttamente alla sperimentazione». Una delle fasi del progetto si svolgerà nel territorio dell’alto Orvietano, dove i cittadini contribuiranno alla raccolta di dati e alla sperimentazione sul campo». Pietrangeli ha discusso il fenomeno del Neoruralismo, un controesodo dalle città alla campagna, dove le pratiche agroecologiche contrastano il modello agricolo industriale. «Esempi concreti di pratiche agroforestali mostrano come queste nuove realtà rurali stiano rispondendo alle sfide attuali, combinando tradizione e innovazione in modo efficace e trasformativo». L’agronomo Mariucci ha parlato delle opportunità offerte dai bandi del Csr in Regione Umbria attualmente disponibili e aperti.

Isabella Tedeschini ha evidenziato l’importanza di valorizzare le tradizioni agricole locali, mantenendole vive e adattandole alle specificità del territorio. Tre aree di lavoro: «il capitale umano – ha spiegato – la valorizzazione del territorio e la perseveranza necessaria per portare avanti il cambiamento». Il presidente regionale Bartolini ha concluso l’incontro ricordando che la conoscenza del passato è cruciale per evitare gli stessi errori. Ha evidenziato l’evoluzione del settore agricolo nel dopoguerra, ma anche il declino dei modelli di agricoltura familiare e biodiversità. Contrariamente a quanto affermano alcuni politici», ha detto, «i dati Istat mostrano che nel 2024 le aziende agricole sono scese sotto il milione, rispetto ai 3 milioni di venti anni fa. Se l’export agroalimentare aumenta noi siamo felici ma se contestualmente la produzione di materie prime del nostro paese diminuisce, chi difende l’agricoltura italiana non può tacere o gioire».