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Autore: Redazione

Camper a fuoco, gravi ustioni per una coppia e la bambina

La piccola ha solo 3 anni. E’ stata trasporta all’ospedale Mayer di Firenze, con gravi ustioni. Il papà, di 44 anni, anch’egli gravemente ustionato dalle fiamme che hanno avvolto il loro camper, è stato trasportato all’ospedale di Pisa. La mamma della piccola, di 42 anni, si trova invece ricoverata all’ospedale di Pisa. L’altra figlia, fortunatamente uscita illesa dal rogo, è stata affidata agli amici che avevano partecipato alla gita in Valsorda.

L’allarme è scattato domenica mattina, vicino al campeggio. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco di Gaifana, con due automezzi (APS e ABP), insieme alle autoambulanze dall’ospedale di Branca.

La piccola di tre anni ed i genitori, di Loreto, sono stati trasportati all’ospedale di Perugia. Vista la gravità delle lesioni della bambina e del papà, ne è stato deciso il trasferimento in strutture specializzate per le ustioni.

Sul posto anche le forze dell’ordine, che indagano sulle cause dell’incendio.

“Lavora con Larth”, cresce la rete di artigiani e terzo settore intorno al cammino di trekking

Nuove adesioni al progetto “Lavora con Larth”, l’iniziativa comunitaria lanciata dall’organizzazione del cammino di trekking dell’Intrepido Larth per coinvolgere enti del terzo settore ed artigiani locali nella realizzazione dei gadget acquistati dagli escursionisti.

A pochi giorni dal lancio dell’iniziativa, a cui aveva subito aderito la cooperativa sociale Mir, anche un altro importante protagonista dell’artigianato locale entra nel circuito. Si tratta di Giorgio Campanari, titolare della caratteristica bottega “La mia Orvieto” di corso Cavour, specializzata nella produzione e nella personalizzazione di numerosi e singolari oggetti da collezione, opere d’arte e souvenir di qualità.

“Credo molto in questo progetto che è impostato su una concezione del turismo inteso come risorsa a favore della comunità – dice Campanari – e appoggio con entusiasmo un’iniziativa che è sicuramente economica, gestita in maniera imprenditoriale, ma che sta producendo valore a favore di chi vive e lavora qui. Credo che sia un modello molto apprezzabile per sostenere l’artigianato, fornendo una leva in più, oltre che per dare una mano a quelle realtà che occupano persone con minori possibilità nel mercato del lavoro”.

A distanza di pochissimi giorni dall’avvio di “Lavora con Larth”, stanno già partendo le prime forniture dei gadget da parte della cooperativa Mir, la cui sartoria occupa donne del centro antiviolenza “L’albero di Antonia”, persone con disabilità o a rischio marginalità e devianza e detenuti semiliberi. Si tratta di oggetti che saranno commercializzati sia nei negozi e nelle attività convenzionate con il cammino che on line. Nel frattempo sta per essere presentato ufficialmente anche il cammino del miracolo del Corpus Domini, la grande novità con cui il territorio della diocesi darà il proprio contributo per accogliere al meglio i pellegrini dell’Anno Santo.

“Il potenziamento dell’offerta nel campo del turismo lento-spiegano gli organizzatori-sta facendo crescere tutto l’indotto economico collegato a questa tipologia di mercato che vede sempre più l’area orvietana proiettata in un’importante dimensione nazionale. I numeri sono in grandissima ascesa, ma siamo solo all’inizio del nostro progetto che si sviluppa attraverso varie tappe. Il senso di questo lavoro è quello di trasformare lo sviluppo turistico in un bene condiviso a vantaggio di tutta la comunità, mettendo in primo piano i nostri artigiani e produttori così come le persone che, per motivi personali o in una fase della loro vita, possono essere sostenute”.

Pesca sportiva alla trota, le date

La stagione della pesca professionale e sportiva alla trota in Umbria si aprirà ufficialmente domenica 23 febbraio. Su proposta dell’assessore regionale con delega Simona Meloni, la Giunta regionale ha approvato nell’ultima seduta la delibera che ripristina l’apertura della stagione di pesca alla trota all’ultima domenica di febbraio mantenendo tuttavia la chiusura all’ultima domenica di ottobre.

Spiega l’assessore Meloni: “È stato fatto un lavoro di concertazione importante che ci ha permesso di ripristinare l’apertura all’ultima domenica di febbraio e, grazie all’attività della Commissione consultiva per la tutela del patrimonio ittico e per la pesca sportiva, armonizzare così la pesca nella nostra regione con il Calendario della Regione Marche per la stagione 2025. Questa scelta di ridefinire apertura e chiusura ha lo scopo di diluire la pressione dell’attività di pesca soprattutto sul bacino del fiume Nera, un’attenzione che riteniamo importante per la tutela e la salvaguardia degli ecosistemi fluviali”.

La delibera della Giunta regionale ripristina le date di apertura e chiusura previste per pesca alla trota dal Regolamento regionale n. 2/2011; in particolare dall’alba dell’ultima domenica di febbraio fino a un’ora dopo il tramonto della prima domenica di ottobre. Fino al 31 marzo, ai fini della tutela della riproduzione della fauna ittica, la pesca è consentita solo da riva e senza entrare in acqua.

Liste d’attesa, così cambia il ricorso ai centri privati

Anche i centri privati accreditati in campo per abbattere le liste d’attesa. Ma la logica, avvertono dalla Regione, è quella di non proseguire nel percorso adottato negli anni passati, secondo cui sono stati assegnati dei budget alla sanità privata basati unicamente sul numero di prestazioni portando ad una sorta di concorrenza tra pubblico e privato.

La presidente Stefania Proietti, che ha tenuto per sé la delega alla Sanità, annuncia che, ad oggi, sono state aumentate le disponibilità nelle agende di prenotazione di oltre 30.600 posti. “I quali – spiega -verranno tutti prenotati entro il mese di marzo e circa il 70% delle prestazioni saranno effettuate entro il prossimo mese di aprile. Nel frattempo, verranno creati nuovi posti disponibili per proseguire il recupero delle prestazioni arretrate, cercando di rispettare al massimo gli ambiti territoriali di garanzia, ovvero evitare il più possibile il ‘turismo sanitario’ che in questi ultimi anni ha portato i cittadini da un capo all’altro della regione”.

“Contestualmente al recupero delle prestazioni – prosegue la presidente Proietti – sono state rese più efficaci anche le modalità di contatto dei cittadini, i quali vengono chiamati telefonicamente almeno tre volte e in momenti diversi della giornata. Vengono immediatamente fissati gli appuntamenti a coloro che accettano la data e la sede proposta mentre vengono mantenuti in lista coloro che scelgono di essere ricontattati per effettuare la prestazione in un’altra sede. Vengono cancellati dalle liste quei cittadini che lo chiedono espressamente mentre a coloro che non rispondono alla chiamata viene inviato un SMS con un numero di telefono da richiamare. Per rendere chiaro e trasparente il percorso ricordiamo che i numeri che chiamano per le liste di attesa sono quelli dei distretti sanitari di appartenenza”.

L’app “UmbriaFacile”

Inoltre, nell’ottica della semplificazione dell’accesso dei cittadini ai servizi sanitari, giova ricordare che grazie all’app unica regionale “UmbriaFacile” è possibile effettuare le prenotazioni per visite ed esami in totale sicurezza e con facilità, per sé stessi ma anche per terzi, scegliendo luogo, giorno e orario. UmbriaFacile infatti è dotata di un’interfaccia intuitiva e user-friendly che garantisce un’esperienza ottimale agli utenti. Autenticandosi tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (Carta d’Identità Elettronica), è possibile consultare anche altri servizi sanitari, come il fascicolo sanitario, l’esenzione ticket, il cambio del medico curante e la situazione dell’affluenza dei pazienti nei vari pronto soccorso degli ospedali regionali, per codice di priorità. A breve verrà attivata anche il servizio di notifica push delle prenotazioni CUP, un utile promemoria direttamente sulla schermata del proprio smartphone. UmbriaFacile è scaricabile sia su Google Play https://play.google.com/store/apps/details?id=it.regione.umbria.appunica&pli=1  che su App Store https://apps.apple.com/it/app/umbriafacile/id6670786848

Pronunciamento Consulta, ANAP: rivedere il sistema di adeguamento pensioni

Dopo la recente pronuncia della Consulta, che ha riconosciuto la possibilità di considerare in futuro le perdite subite dai pensionati, ma senza fornire garanzie concrete, ANAP – l’Associazione dei Pensionati di Confartigianato – ribadisce la necessità di rivedere l’attuale sistema di adeguamento degli assegni pensionistici. E questo sempre nell’ottica di tutelare il potere d’acquisto delle pensioni e garantire equità nel meccanismo di rivalutazione.

“Capiamo l’importanza di tutelare i pensionati con assegni più bassi, ma questo non può avvenire penalizzando chi ha lavorato per una vita versando contributi significativi”, dichiara Luciano Vittori, presidente ANAP Provincia di Terni.

“Il sistema attuale erode progressivamente il potere d’acquisto di centinaia di migliaia di pensionati, senza certezze di recupero futuro. Non si può continuare a far cassa sulle pensioni con misure emergenziali che diventano strutturali, per mancanza di una visione sistema e di lungo respiro.”

ANAP sottolinea come il mancato adeguamento pieno colpisca soprattutto i pensionati con assegni medio-alti, che per anni hanno contribuito in modo rilevante al sistema previdenziale e fiscale del Paese.

“Chiediamo, quantomeno, che la percentuale di rivalutazione sia calcolata per fasce di importo e non sull’intero trattamento pensionistico. Solo così possiamo ristabilire un criterio di equità e giustizia sociale”, prosegue Vittori, “e stiamo valutando, se opportune, nuove possibilità di contenzioso volte a ottenere una rivalutazione più equa e coerente con i principi di proporzionalità e progressività e con quanto rilevato dalla Consulta”.

ANAP ribadisce al Governo la necessità di aprire un confronto serio e costruttivo sulla materia, per garantire ai pensionati la giusta tutela del loro reddito e il riconoscimento del contributo che hanno dato allo sviluppo del Paese.

Digitale, prima riunione del “Tavolo regionale dell’Umbria 2030”

Il vicepresidente della Regione Umbria con delega all’Innovazione e Agenda digitale, Tommaso Bori, ha avviato la prima riunione del “Tavolo regionale dell’Umbria 2030”, che ha fortemente voluto “proprio con l’obiettivo – ha spiegato – di coinvolgere il partenariato istituzionale ed economico/sociale, in un percorso finalizzato a fare del digitale una leva strategica per lo sviluppo dell’Umbria, sia in ambito pubblico, che privato”.

La Regione Umbria, ha assicurato l’assessore Bori – è orientata a promuovere una trasformazione digitale democratica e inclusiva, che diventi strumento di crescita dell’intera società umbra, capace di alimentare la partecipazione, di superare le disparità di genere e di scongiurare polarizzazioni sociali e territoriali che la tecnologia rischia di amplificare.

In apertura dell’incontro – alla presenza dei direttori e dei dirigenti regionali, dei rappresentanti delle società e enti partecipati o controllati, delle aziende sanitarie e ospedaliere, delle università e degli altri centri di ricerca presenti nella regione, dell’ufficio scolastico regionale per l’Umbria, delle associazioni di categoria, delle realtà cooperative, dei sindacati e delle altre principali istituzioni del territorio – Bori ha ricordato che “nel programma di governo della presidente Proietti, è evidenziato il proposito di fare dell’Umbria la Regione più digitale d’Italia e, di conseguenza, la priorità di far tornare l’agenda digitale in una dimensione trasversale della programmazione regionale.

Per Bori di conseguenza, “i servizi regionali non dovranno essere compartimenti stagni, ma al contrario, strutture leggere e sempre più dialoganti, anche sul fronte delle risorse, visto che il nuovo orientamento è quello di stabilire un’osmosi anche tra tutti i fondi a disposizione in un’ottica sempre più integrata per far sì che la Regione Umbria possa mettersi a servizio dell’intero sistema pubblico dell’Umbria”.

Spostando l’attenzione dai propositi all’azione, Bori ha reso noto che nel PIAO 2025-2027 approvato dalla Giunta la trasformazione digitale e la comunicazione sono state poste come missioni trasversali da coordinare in tutte le articolazioni regionali, perché è necessario e quanto mai urgente, che il miglioramento e la digitalizzazione del sistema amministrativo-contabile dell’ente sia attuato non come semplice riproposizione in chiave digitale dell’iter approvativo cartaceo, ma tramite una riorganizzazione dei processi, attraverso l’adozione di strumenti digitali avanzati, supportati anche dall’intelligenza artificiale, che possano condurre ad un sistema più efficiente a parità di investimenti”.

Le azioni avviate

Il focus della riunione è stato spostato quindi, sulle azioni avviate: ovvero il restyling e l’innovazione radicale del sito della Regione Umbria,(prossima.regione.umbria.it) la comunicazione integrata e i servizi dell’app UmbriaFacile.

Il responsabile del servizio regionale semplificazione e facilitazione digitale, Giovanni Gentili, ha illustrato la fase di dispiegamento e test del nuovo sito istituzionale della Regione Umbria denominato “prossima” sottolineando che la costruzione vuole essere partecipata e coinvolgere attivamente tutte le persone interessate nella definizione delle funzionalità, della struttura e dei contenuti. Una buona architettura dell’informazione infatti, aiuta i cittadini a comprendere ciò che le circonda e a trovare ciò che cercano, sia online che offline. A tal fine, occorre invertire il punto di vista burocratico prediligendo un approccio che parte dai bisogni dell’utente.

L’app “UmbriaFacile”, ha spiegato il dirigente regionale alla semplificazione e facilitazione digitale, Graziano Antonelli, ha consente ai cittadini di accedere rapidamente ad un’ampia gamma di servizi della PA, inclusi quelli socio-sanitari. Il design di UmbriaFacile, con un’interfaccia intuitiva e user-friendly, è basato sul “Modello Comuni” di AgID e segue i principi dell’User Centered Design per garantire un’esperienza ottimale agli utenti. Tra le principali funzionalità dell’app vi sono l’accesso facilitato ai servizi pubblici regionali, in linea con la strategia “Cloud First” per la digitalizzazione della pubblica amministrazione; l’autenticazione sicura tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (Carta d’Identità Elettronica), allerta meteo, battute di caccia, candidature ed offerte di lavoro e gestione delle pratiche amministrative, centrale è quello relativo all’area sanitaria permettendo a chiunque di usufruire in modo rapido e semplice di un servizio fondamentale, che consente di avere sempre a disposizione il proprio fascicolo sanitario, di essere informati della condizione delle file d’attesa nei vari pronto soccorso degli ospedali regionali e ambulatori in base al colore del codice di attesa, di prenotare visite mediche ed esami per se stessi e per terzi scegliendo luogo, giorno e orario e cambiare medico con un clik.

A conclusione dell’incontro sono stati presentati i DigiPass e le loro innovazioni dove i cittadini possono trovare il personale che li supporta nell’utilizzo dei servizi. Il percorso di digitalizzazione dei servizi pubblici quindi, è accompagnato dai 62 punti di facilitazione digitale distribuiti lungo il territorio umbro.

Questo è il primo passo che la Regione compie per porsi come possibile punto di riferimento in ambito digitale del Paese, anche grazie al ruolo del vicepresidente Bori come Coordinatore della Commissione per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione della Conferenza delle Regioni.

Lo stato di salute dell’economia del Folignate: il Report Camera di Commercio

Crisi demografica e il divario con il resto dell’Umbria e dell’Italia rappresentano sfide cruciali per l’economia del Folignate, che pure mostra segnali di crescita, anche se moderata e legata all’andamento di alcuni settori trainanti.

Il report “L’Economia del Folignate”, realizzato dalla Camera di Commercio dell’Umbria, fotografa un quadro complesso: redditi inferiori alla media regionale e nazionale e investimenti insufficienti in innovazione. L’occupazione tiene, ma resta inferiore ai livelli nazionali. Le strategie per il rilancio includono incentivi per attrarre giovani e imprese, formazione avanzata e supporto all’innovazione. Senza un intervento deciso, il rischio è un declino economico e sociale sempre più marcato.

L’analisi dei dati del sistema informativo “Pablo” e dei bilanci aziendali evidenzia un territorio con alcuni settori produttivi solidi, ma con bassa competitività e un calo della popolazione preoccupante. fattori che rischiano di compromettere lo sviluppo a lungo termine.

La presentazione del Report

Il report “L’Economia del Folignate”, realizzato dalla Camera di Commercio dell’Umbria nell’ambito dell’iniziativa di successo “La Camera incontra i territori”, è stato presentato nella tappa Foligno, dove la Giunta camerale si è riunita confrontandosi con istituzioni, associazioni imprenditoriali e categorie professionali del territorio (Bevagna, Foligno, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Nocera Umbra, Sellano, Spello, Trevi e Valtopina).

Nell’occasione il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, ha ribadito la validità dell’iniziativa, avviata lo scorso anno e giunta alla sua quinta tappa dopo Città di Castello, Spoleto, Orvieto e Assisi. L’incontro ha permesso un confronto diretto sulle necessità del territorio, così da migliorare continuamente l’efficienza dell’attività camerale. Mencaroni ha poi ringraziato il Comune di Foligno per l’attenzione rivolta all’Ente camerale, sottolineando il legame storico tra Foligno e la Camera, che proprio quest’anno celebra i 190 anni dalla sua fondazione in questa città.

Con lui, il vice presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Mauro Franceschini. Presenti all’incontro anche i sindaci del territorio, a partire dal primo cittadino di Foligno, Stefano Zuccarini, che hanno espresso soddisfazione per l’iniziativa e ribadito l’importanza di rafforzare il rapporto con la Camera di Commercio. È stata sottolineata l’importanza di disporre di dati economici aggiornati, grazie ai report della Camera, per orientare le politiche locali.

Il report economico è stato illustrato il segretario generale dell’Ente Camerale, Federico Sisti, accompagnato dai vice segretari Mario Pera e Giuliana Piandoro.

Un territorio in declino demografico

Uno degli aspetti più allarmanti riguarda il trend demografico. Tra il 1971 e il 2024, la popolazione del Folignate è cresciuta solo del 6,2%, mentre l’Umbria ha registrato un aumento del 10% e l’Italia dell’8,9%. Ancora più preoccupante è la previsione al 2042: il Folignate perderà quasi 9.000 abitanti, con un calo del 9,3%. Il saldo naturale è negativo (-3.417 abitanti), con un indice di vecchiaia che passerà dagli attuali 224 anziani ogni 100 bambini a 386 nel 2042.

La questione non è solo numerica, ma anche qualitativa: la percentuale di popolazione con istruzione terziaria è ferma al 15,6%, inferiore alla media umbra (16,9%).

Dati più granulari sulla qualità della vita

  • La riduzione della popolazione ha portato alla chiusura di alcuni servizi essenziali nei piccoli centri.
  • Il reddito medio per contribuente è inferiore alla media umbra e nazionale, influenzando il potere d’acquisto locale.
  • Il coefficiente di Gini, che misura la disuguaglianza nella distribuzione del reddito, mostra un divario crescente tra fasce di popolazione.

Economia: tra stabilità e difficoltà strutturali

L’economia del Folignate mostra segnali di crescita, ma a un ritmo inferiore rispetto al resto del Paese. Il valore aggiunto per impresa nel 2023 era di 592.764 euro, ben al di sotto della media umbra (723.907 euro) e italiana (753.527 euro). La produttività del lavoro è migliorata dal 2019 al 2023, ma resta inferiore ai livelli regionali e nazionali.

Il valore della produzione per impresa è cresciuto, ma rimane nettamente inferiore alla media umbra e nazionale, evidenziando un tessuto economico meno dinamico.

Le imprese e i settori trainanti

  • Il settore manifatturiero è in difficoltà con una riduzione delle unità locali (-2,7% nel 2024).
  • Il turismo mostra segnali di ripresa, con un aumento delle presenze, ma una permanenza media inferiore alla media nazionale.
  • I settori più dinamici sono il commercio all’ingrosso e i servizi alle imprese.
  • Le aziende leader per fatturato, come O.M.A. S.p.A. e UmbraGroup, svolgono un ruolo strategico per l’occupazione locale.

Redditività e investimenti: segnali misti

Gli indicatori di redditività mostrano un panorama altalenante. Il ROI delle imprese folignati nel 2023 era del 4,0%, inferiore alla media italiana (4,4%). Il ROE è sceso dal 7,7% del 2019 al 6,1% nel 2023.

Sul fronte degli investimenti, le imprese del Folignate hanno registrato un incremento delle immobilizzazioni totali nel 2023, superando la media italiana.

Competitività e innovazione

  • Il Folignate ha una bassa propensione all’innovazione.
  • Le imprese esportano meno rispetto alla media regionale e nazionale.
  • Gli investimenti in digitalizzazione sono limitati, riducendo la competitività.

Occupazione e mercato del lavoro

Il mercato del lavoro tiene, ma con criticità. Il numero di addetti per impresa è inferiore alla media umbra e italiana. Il costo del personale è cresciuto del 19% tra il 2019 e il 2023, ma resta inferiore alla media nazionale.

Politiche e strategie per il rilancio

  • Incentivi per attrarre giovani e professionisti.
  • Investimenti in formazione per colmare il gap di competenze.
  • Rafforzamento del sostegno all’innovazione e alle startup.

Il Folignate si trova in una posizione delicata: l’economia cresce, ma il divario con il resto del Paese resta marcato. Il nodo demografico è centrale e senza un’inversione di tendenza il rischio è un declino economico e sociale sempre più grave.

Nel centro di Perugia è già tempo di Sbaracco

Nel centro storico torna l’iniziativa Sbaracco – La Festa del Piccolo Commercio, organizzata dal Consorzio Perugia in Centro, l’associazione che riunisce i commercianti dell’acropoli. L’evento, giunto alla sua 22esima edizione, si terrà il venerdì 21 e sabato 22 febbraio 2025 e rappresenta un’opportunità imperdibile per tutti gli appassionati di shopping.

Le vie storiche di Perugia e i pittoreschi borghi dell’acropoli si trasformeranno in un grande salotto a cielo aperto, animato da artigiani e commercianti locali che proporranno prodotti di ogni tipo, arricchendo l’atmosfera con stand allestiti direttamente davanti alle vetrine dei negozi. Il cuore dell’iniziativa è il tradizionale “saldo dei saldi”, con sconti ulteriori rispetto a quelli già applicati durante il periodo dei saldi invernali, offrendo così l’occasione di acquistare a prezzi vantaggiosi.

“Sbaracco è un evento che rappresenta molto di più di una semplice occasione di shopping – spiega Paolo Mariotti, presidente del Consorzio Perugia in Centro – . È un’opportunità per tutta la cittadinanza di scoprire, grazie a sconti imperdibili, e sostenere il commercio di prossimità, che è il cuore pulsante della nostra città. In un periodo in cui la concorrenza è sempre più globale, è fondamentale valorizzare le realtà locali, che contribuiscono a mantenere viva l’identità e la tradizione del nostro centro storico. L’iniziativa è un’occasione unica per fare acquisti vantaggiosi e rafforzare il legame tra i cittadini e le attività commerciali locali”.

L’evento prenderà il via venerdì 21 febbraio alle ore 10 e interesserà decine di negozio diffusi nelle diverse aree del centro storico, tra cui Corso Vannucci e le vie limitrofe come piazza Matteotti, via dei Priori, via Oberdan, corso Cavour, via Marconi, via Masi e viale Indipendenza. Decine di negozi esporranno all’esterno i propri prodotti, offrendo sconti fino all’80% su una vasta gamma di articoli, tra cui abbigliamento, calzature, accessori, prodotti per il benessere e molto altro.

Dai gioielli agli articoli per la casa, dai profumi ai prodotti di erboristeria, dai casalinghi agli articoli sportivi, ogni angolo del centro si riempirà di occasioni imperdibili. Un’ulteriore sorpresa per i visitatori: in caso di maltempo, l’evento proseguirà con corner dedicati all’interno dei negozi aderenti, garantendo così un’esperienza di shopping senza interruzioni.

Sbaracco è ormai un appuntamento consolidato nel panorama degli eventi perugini e non solo, richiamando ogni anno centinaia di visitatori pronti a scoprire le migliori offerte e a supportare il piccolo commercio locale. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Perugia, che sostiene attivamente il commercio e le tradizioni della città. Per rimanere aggiornati su tutte le novità dell’evento e conoscere l’elenco completo dei negozi partecipanti, vi invitiamo a seguire i profili social “Enjoy Perugia” e “Perugia in Centro”.

Un milione di euro per il Trasimeno, ecco gli interventi

Si è aperta con un confronto presso il Museo della Pesca a San Feliciano, cui hanno partecipato gli amministratori locali, le associazioni, i tecnici e i cittadini dei Comuni del Lago Trasimeno e con la presenza degli assessori regionali Simona Meloni e Thomas De Luca e del consigliere regionale Christian Betti, la ricognizione al Lago Trasimeno del commissario straordinario nazionale per l’adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica, Nicola Dell’Acqua.

Gli interventi per il Trasimeno

Un sopralluogo che arriva a seguito dello sblocco di risorse finanziarie per circa un milione di euro da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e all’esito positivo delle analisi sulle acque di Montedoglio, che possono rappresentare un pezzo importante degli interventi urgenti allo studio per tutelare l’ecosistema del lago.

Dragaggi, pulizia delle sponde, sistemazione della rete di scolo, pesca e acqua da Montedoglio: sono questi gli elementi essenziali di una strategia più ampia che di cui si è parlato a San Feliciano e che ora sarà al centro di una Conferenza dei servizi che il commissario Dell’Acqua intende convocare quanto prima e che, come è stato detto durante l’incontro al Museo della Pesca, avrà tempi stretti e un carattere immediatamente operativo.

Le parole del commissario

“Ci sono delle attività da svolgere subito per dare un segnale a tutto il Trasimeno e far capire che si possono avviare attività non impattanti per sistemare l’attuale situazione e le sue criticità – ha detto il commissario Dell’Acqua -. Poi ci sono anche azioni a lungo termine da avviare, a cominciare da una gestione integrata dell’ecosistema. Prima di tutto, comunque, occorre chiudere l’accordo sull’acqua di Montedoglio. Ne abbiamo parlato con la presidente della Regione Stefania Proietti e abbiamo concordato che questo passaggio è necessario per dare la certezza al Trasimeno di avere una disponibilità idrica che consenta al lago di essere resiliente anche di fronte al cambiamento climatico e l’andamento delle piogge. Per farlo serve l’acqua di Montedoglio che va adattata perché viene da un altro bacino idraulico e occorre poi la pulizia dei fondali dai sedimenti”.

Gli assessori regionali

Uscire da una logica emergenziale e dall’inerzia che ha contraddistinto il passato è quello che ha sottolineato l’assessore regionale Thomas De Luca: “È evidente che nessuna delle risposte che intendiamo adottare, presa singolarmente, è risolutiva ma deve essere portata avanti nel suo complesso. Ogni azione è fondamentale. E soprattutto quello che è necessario è cambiare il paradigma: da una gestione emergenziale a una gestione ordinaria – ha spiegato De Luca -. Lo sappiamo che è difficile, ma in questo momento è fondamentale costruire una nuova normalità in cui la manutenzione ordinaria dei fossi, le nuove opere adduttive, la gestione e la governance dei fenomeni, siano qualcosa che anticipi le crisi idriche e le emergenze. È evidente che i vincoli ambientali previsti dalla Direttiva Habitat sussistono se l’habitat c’è: quindi tutelare la biodiversità vuol dire agire. Non fare nulla significa trasformare il Trasimeno in una palude. Dobbiamo agire presto con la prospettiva che non si ritorni all’inerzia degli anni passati”.

Parla di una forte azione di sistema per la tutela e lo sviluppo del Trasimeno anche l’assessore regionale Simona Meloni: “Occorre una terapia d’urto per iniziare al meglio la stagione estiva del Lago. Questo è quello che abbiamo già previsto con una delibera della Giunta regionale che ci consente di avviare un’azione per l’ecosistema e la vivibilità del Trasimeno. Un lago che è fatto di turismo, economia, pesca e sviluppo – ha spiegato Meloni -. La visita del Commissario Dell’Acqua ci consente anche di pianificare il futuro affinché non si ripetano più situazioni di emergenza. Occorre un intervento normativo quadro con risorse annuali stabili e che diano ogni anno certezza sulle attività che si possono svolgere per mantenere il lago vivo, attivo e pulito. Dalla manutenzione delle sponde fino ai dragaggi, il Trasimeno deve poter essere navigabile con collegamenti verso le isole e valorizzare le sue attività economiche consentendo anche quel ricambio generazionale di chi, in questa terra, vive e investe da generazioni”.

La ricognizione del commissario Dell’Acqua è poi proseguita fino a concludersi con un meeting presso uffici Unione dei Comuni a Passignano sul Trasimeno.

Fusione in Unicoop Etruria, giovedì sciopero. Coop Centro Italia: percorso sindacale già avviato

I lavoratori della sede e del magazzino di Castiglione del Lago di Coop Centro Italia, unitamente alle organizzazioni sindacali Filcams Cgil Perugia e Uiltucs Uil Umbria, riuniti in assemblea, hanno indetto lo stato di agitazione e due ore di sciopero per giovedì 20 febbraio, dalle ore 8:30 alle ore 10:30, con presidio fuori dalla stessa sede di Castiglione del Lago.

“Nonostante le nostre ripetute richieste – spiegano le organizzazioni sindacali – l’azienda non ha ancora fornito il piano industriale relativo alla fusione per incorporazione con Unicoop Tirreno. Con questa iniziativa vogliamo informare l’opinione pubblica della condotta dell’azienda e richiedere con forza il piano industriale e le ricadute occupazionali che l’applicazione dello stesso avranno sui lavoratori e su tutto il territorio locale”.

Coop Centro Italia, infatti, è una delle imprese più grandi della regione e, considerando gli addetti del centro logistico e direzionale di Castiglione del Lago, è uno dei maggiori bacini occupazionali del Trasimeno.

Il progetto di fusione prevede la creazione di Unicoop Etruria Società Cooperativa. “La fusione per incorporazione – ricordano Filcams Cgil Perugia e Uiltucs Uil Umbria – sposta la sede legale e amministrativa in provincia di Livorno e rischia di indebolire la presenza nel territorio della cooperativa. Per queste ragioni, consapevoli che Coop Centro Italia rappresenti un patrimonio di tutta la comunità, chiediamo il sostegno delle istituzioni e invitiamo al presidio tutte le forze politiche e sociali della regione, auspicando che la mobilitazione favorisca un cambio di atteggiamento da parte dei dirigenti e degli amministratori di Coop Centro Italia, che sino a ora sono stati evasivi”.

La risposta di Coop Centro Italia

Coop Centro Italia precisa però che il confronto sindacale sul percorso di fusione con Unicoop Tirreno è stato già avviato in occasione dell’incontro del 13 gennaio, con l’incontro a Roma presso lo Starhotels Metropole, con le rappresentanza sindacali di categoria, nonché RSU e RSA di ogni singola unità organizzative/lavorative delle due Cooperative.

“In quella sede – scrive Coop Centro Italia – la Cooperativa ha illustrato i contenuti del Piano Industriale e ha condiviso con le OO.SS. di proseguire un percorso di confronto con la rappresentanza dei lavoratori sui diversi ambiti coinvolti”.

Successivamente, viene ricordato, si è tenuto un ulteriore incontro il 4 febbraio e un altro è già fissato per il prossimo 26 febbraio nell’ambito della consultazione sindacale relativa alla procedura di fusione.

“Riteniamo importante evidenziare – scrive ancora Coop Centro Italia – che a seguito dell’ultimo incontro, del 4 febbraio le OO.SS. hanno diffuso un comunicato unitario in cui si evidenzia che la Cooperativa ha fornito ‘prime, parziali rassicurazioni’ riguardo a magazzini e sedi”. E si evidenzia come nel comunicato sindacale a firma Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil diffuso il giorno 4 febbraio sia stato scritto: “I magazzini di Vignale e Castiglione del Lago non saranno interessati da ricadute dirette e in generale tutti gli attuali siti logistici sono considerati funzionali al nuovo progetto”; “Sulle Sedi sarà operata “un’ottimizzazione”, ma non sono ancora in grado di quantificare gli eventuali esuberi che si determineranno. È escluso in ogni caso il ricorso a procedure unilaterali di licenziamento collettivo”.

Con questa precisazione Coop Centro Italia intende quindi sottolineare che il tavolo di confronto è già attivo e vede la partecipazione delle rappresentanze sindacali nazionali e territoriali (comprese Filcams Cgil di Perugia e Uiltucs Uil Umbria), nonché delle RSU e RSA di tutte le unità organizzative della Cooperativa e della controllata Superconti.

Gli incontri con le organizzazioni sindacali, conclude Coop Centro Italia, stanno a testimoniare una interlocuzione che, nel corso dei confronti che ci saranno, “potrà anche tenere di conto di valutazioni e suggerimenti da parte delle OO.SS. nazionali”.

(foto di archivio, notizia aggiornata alle 17.28)