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Autore: Redazione

Cantieri, negozi, bar e ristoranti: trovati più di cento lavoratori in nero o irregolari

Un centinaio di lavoratori in nero o comunque irregolari, tra cui una donna che, nel frattempo, prendeva anche l’assegno di disoccupazione. Mentre invece i quasi 900 negozi, bar e ristoranti della provincia di Perugia che hanno ricevuto i controlli della guardia di finanza hanno rispettato la regolarità dei pagamenti elettronici, consentendo tutti ai propri clienti di pagare con il pos.

La piega invece, nel bilancio dei primi 8 mesi dell’anno di controlli da parte della guardia di finanza, è rappresentato dal lavoro nero. In tutto ne sono stati scoperti 73, ai quali si aggiungono 28 addetti irregolari. In tutto sono stati ispezionati 173 luoghi di lavoro, tra cantieri edili, ristoranti, attività di commercio ortofrutticolo, aziende agricole e organizzazione di eventi. Le sanzioni variano da 1.950 euro a 11.700 euro.

I controlli sono stati effettuati a Bevagna, Costacciaro, Fossato di Vico, Bastia Umbra, Deruta, Gubbio, Città di Castello, Montone. E Foligno, dove in un laboratorio di pasticceria sono stati trovati tre dipendenti non regolarmente assunti, tra cui quella che percepiva la Naspi dall’Inps. E’ scattata una sanzione da 5.780 euro e la temporanea sospensione dell’attività, che ha poi riaperto dopo aver ottemperato alle prescrizioni indicate al termine del controllo.

Bus, sciopero indetto per il primo giorno di scuola

Sciopero di 24 ore del servizio di trasporto pubblico locale indetto per lunedì 15 settembre, giornata di aperture delle scuole, da Filt Cgil Umbria e Faisa Cisal Umbria.

Una protesta legata alla crisi del tpl umbro e dei trasporti in Umbria che creano disagi ai viaggiatori, soprattutto ai pendolari.

Venerdì 12 settembre alle ore 10 nella sala Pietro Conti della Camera del Lavoro di Perugia, in via del Macello n.26, la conferenza stampa di Filt Cgil Umbria e Faisa Cisal Umbria organizzata per spiegare le ragioni che hanno portato a indire lo sciopero.

Avviso Large, dalla Regione altri 3 milioni per le imprese che investono in innovazione

Rifinanziato con 3 milioni di euro dalla Giunta regionale l’Avviso Large 2023, per il sostegno delle imprese umbre che investono in progetti produttivi innovativi e di rilievo.

L’intervento è rivolto a iniziative di investimento, sia materiali che immateriali, con un importo compreso tra 200.000 e 1,5 milioni di euro. Grazie a questa nuova dotazione, sarà possibile finanziare numerosi progetti già presentati e positivamente valutati, ma che non avevano trovato copertura a causa dell’esaurimento delle risorse iniziali.

Le nuove risorse derivano dal Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC), recentemente rese disponibili e riprogrammate dall’Amministrazione regionale, con l’obiettivo di contemperare le diverse esigenze di sviluppo espresse dal territorio.

“Con questa misura – sottolinea l’assessore De Rebotti – la Regione conferma l’impegno a sostenere la crescita e la competitività del tessuto produttivo umbro, offrendo alle imprese strumenti concreti per innovare e rafforzare la loro presenza sui mercati, in combinato con le recenti azioni a sostegno degli investimenti sull’occupazione stabile e le nuove assunzioni”.

Il rifinanziamento dell’Avviso Large 2023 rappresenta un ulteriore passo nella strategia regionale di sostegno agli investimenti produttivi e conferma la volontà di valorizzare i progetti già selezionati per qualità e capacità di generare impatto economico e occupazionale. Con questa decisione, la Regione Umbria ribadisce la propria vicinanza al mondo delle imprese e rafforza il percorso di rilancio dell’economia locale, puntando su innovazione, sostenibilità e competitività.

(foto generica d’archivio)

I tanti “Volti” dell’AI, la due-giorni di Orizzonti Digitali

Due giorni per analizzare casi concreti di utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, in ogni ambito, da quello sociale a quello economico. E dedicata a “I Volti dell’Intelligenza Artificiale” l’edizione 2025 di Orizzonti Digitali.

La terza edizione dell’evento promosso da Confindustria Umbria, Umbria Digital Innovation Hub, Ance Umbria, Umbria Business School e ITS Umbria Academy – in collaborazione con Il Cortile di Francesco, Nemetria, Ordine dei Giornalisti dell’Umbria e con il patrocinio del Comune di Castiglione del Lago – prevede 18 panel di grande utilità per comprendere come l’AI stia già trasformando imprese, sanità, sport, diritto, agricoltura, infrastrutture e risorse umane.

Il 10 e l’11 settembre Villa del Colle del Cardinale a Colle Umberto (Perugia) ospiterà le due giornate di incontri e dibattiti in cui analizzare le applicazioni più concrete e sorprendenti dell’AI, con una serie di confronti tra scienziati, imprenditori, professionisti, filosofi e sportivi.

I temi del 10 settembre a partire dalle ore 11

La sicurezza informatica sarà protagonista della giornata inaugurale con due appuntamenti di grande interesse: “Cybersecurity: la prassi di riferimento UNI/PdR 174:2025”, dibattito in cui saranno illustrate le linee guida e gli strumenti concreti per proteggere le aziende da attacchi informatici che nel 2024 hanno colpito 357 imprese italiane, e l’originale “Cyberbarbecue”, una grigliata didattica, in cui il barbecue diventa metafora per spiegare in maniera efficace come difendersi meglio dagli hacker.

Previsto anche un approfondimento su “AI e Lean Management” per dimostrare come l’unione tra algoritmi e filosofia lean riesca a ottimizzare i processi produttivi, ridurre sprechi e incrementare la produttività.

Non mancherà uno sguardo al settore pubblico con “Burocrazia più snella con l’AI: mito o realtà?”, in cui verrà presentato un progetto sperimentale di Arpa Umbria per testare se – e come – l’Intelligenza Artificiale possa davvero semplificare i processi della Pubblica Amministrazione, migliorando servizi e riducendo tempi e costi.

La giornata proseguirà con un confronto di ampio respiro su “Ispirazione, algoritmo e immortalità digitale”, in cui filosofi, teologi, storici dell’arte ed esperti di tecnologia rifletteranno sul ruolo dell’AI nella cultura e nella spiritualità.

Quindi il panel “AI e medicina personalizzata”, che illustrerà come l’Intelligenza Artificiale e il calcolo ad alte prestazioni possano aprire la strada a cure mirate per ogni singolo paziente, con ricadute potenzialmente enormi sulla salute delle persone e sui costi del sistema sanitario (stimati in un risparmio di circa 20 miliardi di euro l’anno in Italia).

L’attenzione si sposterà quindi sul mondo delle imprese, con “AI e Industria 5.0”, un approfondimento sul nuovo piano che lega digitale e sostenibilità. Imprenditori, centri di competenza e provider tecnologici dibatteranno sui modelli dell’impresa del futuro, in cui l’AI sarà leva per innovazione, efficienza e impatto ambientale positivo.

La giornata si concluderà con un focus su “L’ecosistema digitale”, per analizzare le risorse disponibili anche per le aziende umbre: 350 milioni di euro stanziati dal PNRR per sostenere gli investimenti digitali, ancora ampiamente accessibili.

I temi dell’11 settembre a partire dalle ore 9.45

Nella seconda giornata, giovedì 11 settembre, altri panel per comprendere la capacità trasversale dell’AI di incidere in contesti molto diversi.

Si inizierà con “Tecnologia e sport”, un dibattito che spiegherà come l’AI stia già cambiando l’allenamento, la prevenzione degli infortuni e la valorizzazione dei talenti.

Il dibattito “AI al servizio dei legali” affronterà invece la comparsa dei primi “legali virtuali” e il ruolo crescente dell’AI nella professione forense.

Poi l’incontro “AI per costruzioni e professioni tecniche” analizzerà casi concreti e strumenti operativi per ingegneri, architetti e imprese di costruzioni. Secondo il World Economic Forum, l’adozione dell’AI può aumentare la produttività fino al 40% e ridurre gli errori progettuali del 25%.

“Competenze umane nell’era dell’AI” metterà in evidenza come selezione del personale, formazione continua e processi HR stiano vivendo già oggi una trasformazione radicale, con algoritmi in grado di ridurre bias e ottimizzare le decisioni manageriali.

“Dalla terra ai dati” sposterà il focus sull’agricoltura: secondo l’OCSE, l’AI può aumentare la produttività fino al 20% in un’ottica di sostenibilità, riducendo del 30% l’uso di acqua e fertilizzanti. Si parlerà poi di “Infrastrutture intelligenti”, capaci di trasformare le città rendendo i territori più sicuri ed efficienti: strade che segnalano in anticipo i guasti, edifici che comunicano i propri bisogni, soluzioni digitali che riducono sprechi e migliorano la qualità della vita.

Altri due panel saranno invece dedicati al mondo delle imprese e della finanza: “Quali benefici può trarre il CFO dall’AI”, con casi pratici di utilizzo di strumenti predittivi per trasformare i dati in vantaggio competitivo, e “AI come alleato del CEO”, per comprendere come l’Intelligenza Artificiale possa affiancare la leadership imprenditoriale nelle decisioni strategiche.

Un approfondimento specifico sarà dedicato al progetto UDD – Umbria Digital Data, che mette a disposizione 4,5 milioni di euro per le imprese umbre che investono in digitale: fondi già attivi, ancora in parte disponibili.

Chiuderà la giornata il convegno “I Volti dell’Intelligenza Artificiale”, sintesi corale dei temi affrontati nelle due giornate con protagonisti delle istituzioni, delle imprese, della Pubblica Amministrazione e della cultura che offriranno una visione d’insieme sulle evoluzioni in corso.

Gli incontri del 10 e 11 settembre sono aperti a tutti e la partecipazione è gratuita. Iscrizioni e programma completo sul sito di Confindustria Umbria.

A Spoleto la due-giorni della Fiera della Madonna di Spoleto

E’ tornata a Spoleto la Fiera della Madonna di Loreto, dal nome della chiesa che sorge a ridosso dell’ospedale, al termine delle Logge che muovevano da Porta Loreto, al cosiddetto Borgaccio, luogo dove storicamente arrivavano i venditori ambulanti.

Ora la Fiera della Madonna di Loreto si svolge nella zona di viale Trento e Trieste.

Sabato bancarelle aperte fino alle 22. Martedì 9 settembre, nella seconda giornata, la fiera si svolgerà dalle 8 alle 20.

Come da tradizione, tra i 150 espositori, presente il mercato degli stand tipi, antiquariato, vintage e artigianato locale, cucina umbra.

La novità di questa edizione è lo spazio dedicato alle associazioni culturali, sportive e di volontariato nell’area camper di via Fratelli Cervi.

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Info viabilità

Il Comune di Spoleto indica le regole per la viabilità. Divieto di transito e di sosta dalle ore 5.00 di lunedì 8 alle ore 24.00 di martedì 9 settembre, eccetto che per i mezzi di soccorso e pronto intervento e di quelli adibiti alla vendita, in via Martiri Fosse Ardeatine, in via Brigata Garibaldi, in viale Trento e Trieste, sia nel tratto compreso fra largo Melvin Jones e l’intersezione con viale Guglielmo Marconi, che nell’area di sosta adiacente il muro di recinzione l’Istituto per Sovrintendenti della Polizia di Stato (tratto compreso tra largo Antonelli e viale Marconi).

I divieti sono previsti, negli stessi giorni e negli stessi orari, anche in via Fratelli Cervi (nell’area di sosta regolamentata a disco orario), tra via Fratelli Cervi e via XVII Settembre, nel parcheggio adiacente via Fratelli Cervi, via Caduti di Nassirya (nel tratto fra l’intersezione con via Fratelli Cervi e l’intersezione con via di Villa Redenta), largo Antonelli.

Sempre dalle ore 5.00 di lunedì 8 alle ore 24 di martedì 9 settembre sono previste ulteriori modifiche alla circolazione. I veicoli in uscita da via di Villa Redenta avranno la direzione obbligatoria a destra, mentre è disposto il divieto di transito dalla rotatoria di via Caduti di Nassiriya, direzione largo Antonelli, all’intersezione con via di Villa Redenta.

In viale Trento e Trieste, all’altezza dell’intersezione con viale Guglielmo Marconi, è istituito il divieto di transito con obbligo di svolta a destra per i veicoli provenienti dalla stazione ferroviaria, con eccezione per i mezzi di soccorso in emergenza, mentre è istituito l’obbligo di svolta a destra o a sinistra, con divieto di proseguire diritto, in viale Guglielmo Marconi per i veicoli in direzione verso viale Trento e Trieste, all’altezza dell’intersezione con via Cerquiglia.

Nei giorni di svolgimento della Fiera di Loreto il trasporto pubblico locale verrà deviato su percorsi alternativi, comunicati preventivamente all’utenza dal gestore del citato servizio.

Dall’8 al 9 settembre, i titolari di abbonamento per le aree di sosta a pagamento interdette potranno parcheggiare in tutte le aree a pagamento limitrofe, indipendentemente dai settori indicati negli abbonamenti.

Dalle ore 6.00 alle ore 8.00 di entrambi i giorni interessati dalla Fiera, potranno accedere e permanere nell’area, per operazioni di scarico merci, soltanto i venditori ambulanti muniti di concessione di posteggio e autorizzazione per l’esercizio del commercio su aree pubbliche.

In Umbria si produce più grano, ma i prezzi vanno ancora giù

Produzione di grano duro e tenero in crescita in Umbria, ma i prezzi vanno giù e si annunciano nuove flessioni. I listini sono già in calo del 28% per il duro rispetto al 2023, mentre il tenero tiene solo sul confronto annuo, ma secondo la Borsa Merci è destinato a scendere e sul 2023 perde già quasi il 7%.

Il mercato schiaccia dunque i produttori, soprattutto sul grano duro, dove i listini mostrano un arretramento verticale rispetto al 2023 e dove già da martedì prossimo sono attese nuove riduzioni.
Secondo la Camera di Commercio dell’Umbria la produzione di grano duro ha toccato quest’anno le 100mila tonnellate, pari al +25% rispetto al 2014, collocando la regione al 2,3% del totale nazionale. Per il grano tenero si registra un incremento meno marcato, ma comunque significativo, con dati ancora in fase di consolidamento.

“Situazione davvero difficile sia per i produttori che per gli intermediari. La tendenza del prezzo medio è in continuo calo da qualche settimana, tanto che anche nella prossima riunione di martedì della Borsa Merci dovremo rivedere al ribasso le quotazioni, sia del grano duro che del grano tenero”, sottolinea il presidente della Borsa Merci, organo dell’Ente camerale umbro, Giuseppe Diano.

L’Italia e il contesto internazionale

Il contesto internazionale aggrava ulteriormente il quadro. “Sono in arrivo in Italia – rincara la dose Cesare Manganelli, membro della Borsa Merci – le produzioni di Paesi grandi produttori come Canada e Francia, che quest’anno hanno avuto raccolti particolarmente grandi, a prezzi bassi. E si tenga presente che la produzione è stata eccezionale in Russia, con il quarto miglior raccolto di tutti i tempi, permettendo tra l’altro alla Russia di quasi monopolizzare – anche per regioni geopolitiche – le esportazioni nei Paesi africani, chiudendo in quel continente gli spazi per la produzione di altri Stati”.
Se il mercato fa paura, almeno sul fronte qualitativo arrivano notizie incoraggianti. “La qualità di quest’anno è stata davvero buona – spiega Francesco Martella, agronomo, membro della Borsa Merci – anche migliore di quella dello scorso anno, tanto che il peso specifico relativo al grano di migliore qualità in Umbria è aumentato sia per il tenero che per il duro. L’asticella per essere considerato grano di qualità, insomma, è stata aumentata”.

I listini della Borsa Merci

Il riferimento per capire l’andamento resta la Borsa Merci di Perugia (che ha effetti estensivi anche sulla provincia di Terni), che ogni settimana pubblica i prezzi all’ingrosso di 278 merci, tra cui i frumenti. Prezzi che fanno da riferimento nella contrattazione tra le parti. E la Borsa Merci di Perugia ha il pregio, raro tra tutte le Borse Merci italiane, di indicare il prezzo delle merci pagato realmente al produttore, franco consegna ai centri di raccolta. Molte altre Borse considerano invece i prezzi praticati nelle contrattazioni tra grossisti e così via.
Proprio i listini confermano il crollo dei valori del grano duro. Nella prima settimana di settembre 2025 il prezzo medio del duro di migliore qualità si attesta a 264 euro a tonnellata (minimo 261 – massimo 267). Rispetto al 2024 la contrazione è del -4,9%, ma il confronto con il 2023 è drastico: -103,5 euro a tonnellata, pari a -28,2%.
Il grano tenero di migliore qualità regge solo nel confronto tra 2025 e 2024, con un prezzo medio di 213 euro a tonnellata (minimo 211 – massimo 215) contro i 202 euro dello scorso anno (+5,4%). Ma guardando al 2023, anche qui si nota un arretramento del -6,8%, con 15,5 euro a tonnellata in meno. Senza considerare che anch’esso, nella seduta di martedì della Borsa Merci, vedrà una riduzione del listino.

Martedì attese nuove riduzioni

Il presidente Diano lo ha detto chiaramente: i listini saranno rivisti al ribasso già nella prossima seduta. E non si tratta di un aggiustamento marginale. Le pressioni del mercato internazionale e le difficoltà degli intermediari spingono verso ulteriori correzioni, che colpiranno sia il duro sia il tenero. Una tendenza che, se confermata, potrebbe rendere sempre più complicata la pianificazione economica delle aziende agricole umbre, già provate da margini ridotti e costi di produzione in crescita.

Il quadro nazionale

A livello nazionale, la produzione di grano duro è stata di 4,365 milioni di tonnellate, il +24,7% in più rispetto al 2024. In Sicilia l’incremento è stato addirittura del +110,5%, in Puglia del +37,7%, in Abruzzo del +36,4%, in Basilicata del +33,3%, in Molise del +26,6% e in Campania del +20%. L’Umbria, con +25%, si colloca sopra le altre regioni del Centro Italia: Lazio (+5,6%), Marche (+5,5%) e Toscana (-7%).
Per il grano tenero, il raccolto nazionale è cresciuto di circa il 5%, attestandosi poco sopra i 2,7 milioni di tonnellate. Numeri che restano comunque insufficienti a coprire un fabbisogno interno superiore agli 8 milioni di tonnellate, di cui 6,5 destinati all’industria molitoria. La qualità, grazie a un andamento climatico più favorevole, è stata giudicata soddisfacente dal punto di vista merceologico, tecnologico e igienico-sanitario.

Una sfida aperta

La fotografia che emerge è quella di un comparto umbro produttivo e competitivo nella qualità, ma penalizzato da dinamiche di prezzo che rischiano di compromettere la redditività delle aziende agricole. La forbice tra raccolti abbondanti e quotazioni in caduta si allarga di settimana in settimana, lasciando i produttori con poche certezze.

Martedì dunque, con la nuova rilevazione della Borsa Merci, si conoscerà l’entità dei prossimi ribassi. Quel che è certo è che, se la produzione è un successo, il mercato rimane la vera incognita di questa stagione cerealicola. E se l’Umbria ha dimostrato di saper garantire quantità e qualità superiori alla media, la sfida sarà riuscire a trasformare questi risultati in reddito stabile per chi lavora nei campi. Perché, senza prospettive economiche, anche il grano migliore rischia di restare un successo soltanto sulla carta.

“Sbaracco di fine estate”, bilancio e prospettive future tra promozione e impresa

E’ piaciuta la formula dello “Sbaracco di fine estate 2025”, organizzato da Confartigianato Imprese Terni in collaborazione con Terni Comics, Comune di Terni e Comitati di Via, che ha visto l’anticipo di venerdì come giornata più strettamente dedicata allo shopping e il sabato in concomitanza con la Notte dello Sport e il Terni Comics al PalaTerni.

In particolare, la Notte dello Sport ha confermato di essere un evento di forte richiamo. Ma, come Confartigianato aveva rilevato, la sua impostazione può essere migliorata per favorire un ruolo più proficuo per i negozi. Da qui la scelta dell’anticipo del 5 settembre.

“Rileviamo con soddisfazione – scrive Confartigianato Terni in una nota – che l’iniziativa ha il valore positivo di aver posto i problemi di migliorare il coordinamento e la pianificazione degli eventi e di collegare gli eventi di grande rilievo come Terni Comics che si svolgono al Palaterni con il centro città”.

“Naturalmente – aggiunge Confartigianato – i risultati di vendita, oltre che dal format dell’evento, dipendono anche da molti altri fattori che riguardano le politiche commerciali delle singole imprese, gli andamenti di mercato, la contingenza dei redditi e dei consumi delle famiglie e, non ultima, una crescente perdita di attrattività degli eventi di fine stagione, in considerazione del moltiplicarsi di sconti sull’intero periodo dell’anno”. In questo senso, Confartigianato Imprese Terni ritiene necessario avviare una riflessione comune sulla progettazione degli eventi cittadini, “affinché siano pensati non solo come occasioni di spettacolo e socialità, ma anche come strumenti capaci di sostenere concretamente la rete commerciale e artigiana del centro. Solo così sarà possibile difendere e sviluppare un tessuto economico che rappresenta un elemento essenziale per la vivibilità, l’attrattività e l’identità della città”.

Confartigianato ribadisce la propria disponibilità a collaborare con l’Amministrazione comunale e con le altre realtà del territorio per costruire un calendario di eventi che sappia unire socialità, cultura e sport con reali ricadute economiche a favore delle imprese locali.

Carlo Acutis è santo: le immagini di una giornata di fede, gioia e speranza

Carlo Acutis è santo. Grande gioia a Roma, dove papa Leone XIV ha presieduto la celebrazione della canonizzazione del primo santo nato nel XXI secolo insieme a quella di Pier Giorgio Frassati. Una gioia che ha unito la Lombardia (Carlo Acutis, nato a Londra, è vissuto a Milano con la famiglia), il Piemonte (che ha dato i natali a Frassati) e l’Umbria, dove riposano, ad Assisi, le spoglie di Carlo Acutis nel Santuario della Spogliazione.

Piazza San Pietro si è presentata gremita già all’alba, con migliaia di giovani in prima fila: all’apertura dei cancelli, alle ore 6, erano presenti oltre 12mila fedeli, un flusso che nel corso della mattinata ha riempito ogni spazio disponibile attivando a toccare la cifra di oltre 70 mila persone. La cerimonia solenne ha visto la partecipazione ufficiale del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, del presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, del sindaco di Assisi Valter Stoppini e accanto numerose delegazioni e altre istituzioni civili e religiose.

Il papa prima della celebrazione ha parlato salutando una piazza gremitissima con queste parole: “Oggi è una festa bellissima per tutta l’Italia, per tutta la Chiesa e per tutto il mondo. Tutti noi siamo chiamati a essere santi, voi giovani non sprecate le vostre vite”.

Il legame di Carlo Acutis con Assisi

La presidente Proietti ha dichiarato: “L’Umbria oggi vive un momento storico di straordinaria intensità e di immensa gioia. Carlo Acutis, giovane di una generazione vicina alla nostra, primo santo millenial, che ha scelto Assisi come sua casa spirituale, ci mostra che la santità è possibile anche nel quotidiano, senza clamori, con semplicità e autenticità. È un messaggio potente per i giovani e per tutta la nostra comunità: non lasciarsi trascinare dall’ordinario, ma cercare con coraggio e creatività il bene. Assisi e l’Umbria sono la sua terra di elezione, terra messaggio di accoglienza e di fraternità”.

È infatti Assisi, “città serafica” di San Francesco, il luogo scelto dalla famiglia come dimora delle spoglie di Carlo. Dal 2019 il corpo riposano nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, oggi Santuario della Spogliazione, dove oggi migliaia di fedeli hanno seguito in diretta su più schermi allestiti per l’occasione la celebrazione, trasformando la città in un grande abbraccio spirituale. Tra le iniziative, anche un treno speciale partito dall’Umbria con 800 pellegrini diretti a San Pietro.

“La collocazione della sua tomba nel Santuario della Spogliazione, luogo in cui San Francesco si spogliò delle vesti per abbracciare la povertà evangelica, – ha aggiunto la presidente – è un segno eloquente. Lì il giovane Francesco inaugurava una nuova stagione di vita cristiana e oggi il giovane san Carlo testimonia che la santità è accessibile anche ai giovani di oggi, a chi vive in un mondo fatto di social network e tecnologia. Entrambi hanno incarnato un modo semplice e diretto di annunciare il Vangelo: Francesco con la vita itinerante e i gesti radicali, Carlo con i linguaggi digitali e la sua creatività. La canonizzazione di Carlo, che cade proprio nell’ottavo centenario francescano del Cantico delle Creature, sembra voler dire al mondo che il carisma francescano continua a germogliare e a fiorire anche in forme nuove e sorprendenti”.

Carlo e Francesco

La storia di Carlo parla da sé, a sette anni ricevette la prima comunione e da quel giorno il suo rapporto con la presenza reale di Cristo nel pane consacrato fu quotidiano. Crescendo, desiderò ardentemente che altri potessero condividere il suo stesso amore per l’Eucaristia, che soleva definire “la mia autostrada per il cielo”. Frequentò la quarta e la quinta ginnasio all’Istituto Leone XIII dei Padri Gesuiti e si dedicò al volontariato come catechista nella parrocchia di Santa Maria Segreta a Milano, ma anche sviluppando siti web e progetti digitali per la diffusione della fede.
Durante le vacanze ad Assisi, Carlo si avvicinò alla figura di San Francesco, dal quale imparò l’ammirazione e il rispetto per il creato e la generosità verso i poveri, per i quali compiva frequenti gesti di solidarietà concreta. All’inizio di ottobre 2006 comparvero i sintomi della leucemia acuta che lo portarono, in pochi giorni, alla morte. Prima del ricovero volle offrire le sue sofferenze per la Chiesa e per il Papa. Spirò all’ospedale San Gerardo di Monza il 12 ottobre 2006.

I passi fino alla canonizzazione

L’aura di santità che lo ha circondato fin dai primi giorni si è diffusa rapidamente in Italia e nel mondo. Il 10 ottobre 2020 è stato proclamato beato nella Basilica di San Francesco ad Assisi. In vista della canonizzazione, il 23 maggio e il 25 novembre 2024 il compianto Papa Francesco autorizzò i decreti sui miracoli attribuiti alla sua intercessione.

Come scrisse Carlo stesso in uno dei suoi appunti spirituali, “Tutti nascono originali, ma molti muoiono fotocopie”. Una frase che interpreta il messaggio francescano di libertà e autenticità: non uniformarsi alle logiche del mondo, ma vivere da “originali”, con la gioia di chi sa che la vita è un dono da restituire.
“Conoscevo la storia di Carlo prima della mia esperienza politica. Carlo fu beatificato quando ero sindaco di Assisi, viene canonizzato ora che sono presidente della Regione, da oggi l’Umbria ha un nuovo santo che parla ai giovani, che devono essere per noi il centro delle politiche e della fiducia nel futuro, Carlo sarà una luce e una speranza per tutti noi”.

Il messaggio del vescovo Sorrentino

“È gioia grande per la canonizzazione di Carlo, in Paradiso nel cielo, ma anche sulla terra, e in special modo per noi di Assisi che abbiamo la gioia di avere Carlo, nelle sue le spoglie mortali, con noi. Credo che sia un giorno bello per tutta la chiesa e noi siamo accanto al suo cuore per dirci che è con il cuore che dobbiamo vivere questa festa”. Lo ha detto il vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, in un video-messaggio in occasione della cerimonia di canonizzazione.

La giornata dei pellegrini umbri

In piazza San Pietro a Roma c’erano anche circa 800 pellegrini umbri che hanno raggiunto Roma con un treno speciale organizzato dalle Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e Foligno, per assistere alla messa di canonizzazione presieduta da Papa Leone XIV. A bordo, 12 volontari per distribuire zaini, foulard e cappellini; insieme a loro, sacerdoti e religiosi hanno animato il viaggio, guidati dal rettore del Santuario, padre Marco Gaballo. A Roma è stata portata la reliquia del cuore di Acutis, normalmente custodita ad Assisi nella Cattedrale di San Rufino e che, come di prassi in queste cerimonie, è stata esposta durante la celebrazione; una seconda reliquia è stata poi donata al Santo Padre.

La famiglia Acutis tra gli offerenti

Alla celebrazione hanno preso parte anche i concelebranti delle postulazioni: per Frassati, il cardinale di Torino Roberto Repole e monsignor Claudio Giuliodori; per Acutis, i vescovi di Milano e Assisi, Mario Delpini e Domenico Sorrentino. A leggere uno dei brani del Vangelo, in inglese, uno dei fratelli di Carlo, Michele Acutis, mentre una delle lettrici della preghiera universale in lingua spagnola è stata Valeria Vargas Valverde, la giovane costaricana che nel 2022 ha ricevuto il secondo miracolo: “Una grandissima emozione, è tutto bellissimo, sono contenta e molto felice di stare qui, è un privilegio”, le sue parole a margine della cerimonia. Tra gli offerenti – tra gli altri – l’intera famiglia Acutis: il padre di Carlo, Andrea, la madre Antonia, e i fratelli Michele e Francesca.

Le celebrazioni ad Assisi

Tante le persone presenti anche ad Assisi, dove oltre al maxischermo nella chiesa di Santa Maria Maggiore – Santuario della Spogliazione dove riposa il corpo del Santo millennial sono stati allestiti anche due schermi per permettere al maggior numero di pellegrini di seguire la messa in diretta da San Pietro. Più composta ma non per questa meno sentita la festa in città, dove i pellegrini hanno battuto le mani durante i vari passaggi della messa e del rito di canonizzazione e sono arrivati con foulard, santini e manifesti con il volto del giovane millennial. Moltissimi i gruppi da ogni parte del mondo e operatori della comunicazione che da diversi giorni stanno raccogliendo testimonianze, facendo interviste per raccontare il fenomeno ‘Carlo Acutis’. I festeggiamenti per la canonizzazione sono iniziati già venerdì pomeriggio con lo scoprimento e la benedizione di una statua di Carlo Acutis, realizzata e donata dall’artista canadese Timothy Schmalz. La cerimonia di scoprimento della statua, che ha visto la presenza del vescovo Sorrentino, del rettore del Santuario padre Marco Gaballo e del sindaco di Assisi, Valter Stoppini e di moltissimi fedeli è stata posizionata nel chiostro del vescovado, parallela a quella del Poverello. “Eccoli, il gigante San Francesco e il bambino Carlo formano un team perfetto – ha detto il vescovo – e da qui dal Santuario della Spogliazione lanciano un messaggio forte al mondo”.

Nel pomeriggio di domenica, alle 16 altra messa all’interno della chiesa di Santa Maria Maggiore e il giorno successivo, lunedì 8 settembre, dopo la celebrazione eucaristica delle ore 12,00 a Roma, presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei Santi, nel pomeriggio alle 18 in Assisi, sempre nella chiesa di Santa Maria Maggiore, dove è sepolto Carlo Acutis, ci sarà la prima messa di ringraziamento post canonizzazione, celebrata da monsignor Domenico Sorrentino, vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno alla presenza dei genitori di Carlo e delle massime autorità regionali e locali. Altra messa di ringraziamento è prevista il 14 settembre alle 18 nella cattedrale di San Rufino in occasione della consegna del piano pastorale interdiocesano, mentre nella mattinata di domenica 28 settembre alle ore 10,30, sarà celebrata una santa messa di ringraziamento nella Basilica di San Francesco, presieduta dal cardinale Lazarus You Heung-sik, prefetto del Dicastero per il Clero. Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, la messa di ringraziamento è in programma il 5 ottobre alle 18 e sarà presieduta dal cardinale Semeraro. La serie di celebrazioni post canonizzazione si concluderanno il 12 ottobre, festa di San Carlo, in occasione della memoria liturgica con la santa messa delle 11 presieduta dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede.

Le parole del sindaco

“La canonizzazione di Carlo Acutis – le parole del primo cittadino della Città Serafica, Valter Stoppini, a Roma insieme al presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti – è un evento storico per Assisi, che da oggi ha un nuovo santo in grado di parlare al mondo con semplicità e umanità, rivolgendosi in particolare ai giovani. La nostra comunità vive con grande gioia e forte emozione questo momento, condividendo questi sentimenti con la sua famiglia, che ha scelto di abitare proprio nella nostra città”.

Tre nuovi Comuni nella Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria

Tre nuovi territori faranno parte degli itinerari oleoturistici in Umbria: due in provincia di Terni, Montefalco e Valfabbrica, e uno in provincia di Terni, Castel Viscardo, che da quest’anno sono nel circuito di eccellenza della Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria.

Continua dunque a crescere la compagine associativa della rete di eccellenza della Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria, con l’ingresso dei tre Comuni che in questo 2025 hanno deciso di rispondere positivamente alla campagna associativa rivolta alle realtà produttive umbre di altissima qualità e agli Enti pubblici locali, per dare vita ad una proposta integrata che leghi sempre più indissolubilmente la qualità produttiva al territorio di appartenenza.

Tre territori, quelli di Montefalco, Valfabbrica e Castel Viscardo, fortemente rappresentativi della produzione olivicola regionale e non solo.

Valfabbrica

Partendo dal nord dell’Umbria, si incontra per primo Valfabbrica. Suggestivo borgo di origine medievale incastonato tra le verdi colline che uniscono Assisi e Gubbio. Valfabbrica nacque attorno al monastero benedettino di Santa Maria, intorno al X secolo, tra le pendici del Monte delle Croci e la riva sinistra del fiume Chiascio. Oggi Valfabbrica conserva il fascino di un paese tranquillo, con un centro storico caratterizzato da vicoli in pietra, torri antiche e scorci panoramici sulla campagna umbra. Il territorio oltre ad essere una tappa della Via di Francesco, è attraversato dal Sentiero Francescano della Pace, che collega Assisi e Gubbio, richiamando pellegrini e camminatori da tutto il mondo. Il territorio comunale rientra nella sottozona Dop “Colli Assisi-Spoleto”.

Montefalco

Centrale in Umbria sorge poi Montefalco, noto come la “ringhiera dell’Umbria” per la sua posizione panoramica sulle valli del Topino e del Clitunno, è un affascinante borgo medievale ricco di arte, storia e tradizioni enogastronomiche. Il centro storico, racchiuso da antiche mura, conserva chiese, palazzi medievali e la splendida Chiesa di San Francesco, oggi museo, che custodisce al suo interno capolavori del Rinascimento umbro, come gli affreschi di Benozzo Gozzoli raffiguranti le Storie della vita di San Francesco, e opere di Pietro Vannucci detto “Il Perugino”. Oltre a essere celebre per i suoi vini, in particolare il Sagrantino, Montefalco vanta una solida tradizione olivicola che affonda le radici nei secoli. Il territorio comunale che fa parte della sottozona Dop “Colli Martani”, vanta numerosi frantoi e aziende agricole di produzione di olio e.v.o.

Castel Viscardo

Spostandoci più a sud, nel ternano, a prendere parte al progetto di marketing territoriale della Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria è il Comune di Castel Viscardo a supporto del Frantoio Cecci già affiliato della rete associativa. Situato a pochi chilometri da Orvieto, nella zona di produzione dell’olio e.v.o. Dop “Colli Orvietani”, il paese prende il nome dal castello voluto nel XIII secolo da Viscardo di Alberico, capitano dell’esercito imperiale, attorno al quale si è sviluppato il nucleo urbano, ancora oggi dominato dalla presenza dell’antica rocca. Il centro storico conserva l’impronta medievale con vicoli stretti, archi in pietra e scorci panoramici sulla campagna circostante. Castel Viscardo è noto anche per la tradizione artigiana legata alla lavorazione del cotto fatto a mano, che rappresenta un’eccellenza locale tramandata di generazione in generazione. A testimonianza di questa storica tradizione, è di recente ritrovamento una fornace di epoca etrusca, emersa dagli scavi archeologici di Coriglia, frazione di Castel Viscardo, una conferma che già in epoca etrusca quest’area era destinata alla lavorazione dell’argilla. Il territorio di Castel Viscardo, con le sue fornaci sarà protagonista dell’itinerario “Evo&Experience nei Colli Orvietani” (per info e prenotazioni https://ticketitalia.com/evo-art-experience-in-umbria-2025-il-tour-nell-umbria-dei-colli-orvietani ) che sarà proposto al pubblico domenica 19 ottobre 2025, in occasione di Frantoi Aperti in Umbria – 18 ottobre/ 16 novembre 2025. Un percorso in bus navetta con guida turistica, alla scoperta dei luoghi storici che raccontano la tradizione della lavorazione della terracotta e delle eccellenze olearie del territorio, in particolare l’antico frantoio Cecci, nel castello di Monterubiaglio, mantenuto dalla famiglia Cecci, affianco al più moderno frantoio, per raccontare la tradizionale frangitura a presse.

Mostra mercato del libro antico e della stampa antica, il ricco programma a Città di Castello

Operatori del settore, bibliofili e appassionati si sono dati appuntamento a Città di Castello per un’unica tappa in Italia in questo fine settimana, della prestigiosa Mostra mercato nazionale del libro antico e della stampa antica, in programma fino a domani, domenica 7 settembre, a Palazzo Vitelli a Sant’Egidio.

La manifestazione, giunta alla XXVesima edizione, che può fregiarsi anche del patrocinio della Camera dei Deputati con un “focus” ed una sezione dedicata alla Costituzione della Repubblica Italiana (in dirittura di arrivo il suo ottantesimo anniversario dalla firma in programma nel 2027), si propone di conservare la memoria e di valorizzare il pregio delle opere dell’ingegno e dell’arte lasciate nella storia da importanti autori letterari, maestri incisori e cartografi.

Attraverso 40 espositori italiani e stranieri, distribuiti in 35 stands, che portano in vendita i propri tesori, la mostra mercato del libro antico e della stampa antica, fra le prime del settore per importanza a livello nazionale, offre uno sguardo su tutto ciò che è bello e raro nel campo bibliofilo e della stampa al pubblico di appassionati e collezionisti che hanno eletto Città di Castello come tappa immancabile della propria ricerca.

Sabato mattina prima del taglio del nastro ufficiale, proprio per rendere omaggio alla Costituzione a due anni dalle celebrazioni degli ottanta anni di vita, presso lo splendido salone “nobile” del palazzo “dimora” dei Vitelli si è svolto un significativo evento dal titolo “Carta, inchiostro e libertà: la Costituzione Italiana tra memoria e futuro”, alla presenza delle autorità nazionali, regionali e locali, fra cui la vice-presidente della Camera dei Deputati, onorevole, Anna Ascani, il sindaco, Luca Secondi, il presidente dell’associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, Fabio Nisi, l’assessore al turismo e commercio, Letizia Guerri, il presidente del consiglio comunale, Luciano Bacchetta, il curatore e responsabile scientifico della mostra, Giancarlo Mezzetti ed il professor, Francesco Clementi, ordinario di diritto pubblico comparato Università degli Studi di Roma La Sapienza.

“La Mostra del Libro antico e della Stampa antica, giunta alla XXV edizione – ha dichiarato la vice-presidente della Camera dei Deputati, Anna Ascani – è davvero una gemma preziosa per Città di Castello e fondato motivo di vanto per l’intera comunità. Festeggiamo il quarto di secolo in questi giorni di un evento diventato punto di riferimento internazionale e per questo vetrina della nostra città. Sono molto felice di aver contribuito al Patrocinio della Presidenza della Camera per la Mostra sulla Costituzione italiana che vedrà l’esposizione di testi e materiali fotografici del tempo della redazione della nostra Carta e tanti altri contributi che, sono certa, troveranno grande interesse tra i visitatori della Mostra e mi piace ricordare che proprio Città di Castello – ha concluso l’onorevole Ascani – da ormai oltre venti anni, ha questa magnifica consuetudine di donare una copia della Costituzione, accompagnata da un bel messaggio di auguri, ai ragazzi che compiono 18 anni. Mentre ci avviciniamo all’ottantesimo anniversario verifichiamo ogni giorno quanto essa sia “giovane” e contemporanea e quanto dobbiamo alle Madri ed ai Padri che mostrarono così tanta sapienza, coraggio e lungimiranza redigendola.”

Di particolare interesse l’intervento del professor, Francesco Clementi che si è soffermato sul felice connubio fra la Costituzione e l’inchiostro che nella storia ha scritto pagine indelebili su stampe e libri rari. “La Mostra del libro antico e della stampa antica – ha detto Clementi – non è un evento puramente celebrativo o antiquario: è, piuttosto, un’occasione per comprendere che la memoria custodita dalla carta e dall’inchiostro non è mai fine a se stessa, ma seme per nuove libertà. Così come i libri antichi hanno illuminato le epoche successive, la Costituzione, pur scritta oltre settant’anni fa, rimane bussola per orientarsi nel mare aperto del futuro.”

“Un libro antico può essere oggetto da collezione o strumento di riflessione: dipende dallo sguardo con cui lo osserviamo. Allo stesso modo – ha proseguito Clementi – la Costituzione può ridursi a testo venerato e inerte, oppure trasformarsi in forza viva capace di alimentare la democrazia. La differenza la fanno i cittadini, i lettori di oggi e di domani, chiamati a non smettere di leggere, interpretare e attuare quella Carta che è scritta per loro.”

Al termine dell’incontro, prima del taglio del nastro, alla presenza tra gli altri del prefetto di Perugia, Francesco Zito, del questore di Perugia, Dario Sallustio, della consigliera regionale, Letizia Michelini, del presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, di autorità religiose, civili, militari e forze dell’ordine, dopo essersi soffermati sulle bacheche dedicate alla Costituzione, avvolte dal tricolore, con documenti e foto di grande rilievo storico forniti dalla biblioteca della Camera dei Deputati, una rappresentanza della Filarmonica “Puccini” diretta dal maestro Nolito Bambini, ha eseguito l’Inno di Mameli lungo la scalinata affrescata che dal piano nobile del palazzo conduce allo splendido loggiato che si affaccia sul giardino rinascimentale di rara bellezza.

Di assoluto rilievo internazionale la sezione delle mostre espositive a partire da quella su Cagliostro, esclusiva e consistente su un personaggio discusso e osannato, presentata in cinque bacheche all’interno degli spazi espositivi. “Inchiostro Cagliostro”, è un’esposizione documentaria di volumi, incisioni, giornali e manifesti dal XVIII al XIX secolo, dedicata alla figura enigmatica e affascinante del conte di Cagliostro, protagonista della storia europea del Settecento: la più grande collezione privata in Europa raccolta dallo storico, Loris Di Giovanni. Si può ammirare la prima edizione a stampa sul Cagliostro scritta da Johann Joachim Christoph Bode. Ed ancora a rappresentare le opere teatrali, tra i tanti in collezione, un raro manifesto a colori di grandi dimensioni di Jules Chéret: l’altra unica copia mancante di buona parte dell’angolo superiore è custodita nella Biblioteca Nazionale di Francia. Ci sono poi oggetti rari e antichi: un grembiule massonico – cd. Voltaire in pelle, finemente incisa e dipinta a mano -, così chiamato perché in tutto uguale a quello (già appartenuto ad Helvetius) che Lalande, il Maestro Venerabile della Loggia “Le Nove Sorelle” di Parigi, cinse alla vita del grande filosofo. Loris Di Giovanni, ideatore e curatore dell’evento, che ha deciso di rendere fruibile al pubblico tutte queste rarità, è presente alla mostra come curatore dell’evento e come responsabile del dipartimento libri antichi e manoscritti della Casa d’Aste Capitolium Art di Brescia, per la prima volta a Città di Castello con una preview dell’asta di libri antichi e manoscritti che verrà esitata in autunno. Il percorso espositivo, diviso in cinque vetrine, accende i riflettori sulla vita di Cagliostro, mettendo in evidenza quel certo fascino e mistero trasmesso nei secoli dalle sue rocambolesche avventure. Una vetrina è dedicata allo “scandalo” della collana, un’altra al rapporto con la massoneria e l’alchimia, e poi al teatro e al cinema e alla “leggendaria” fortuna di Cagliostro nei secoli, una quarta alle incisioni e la quinta in anteprima nazionale con un rarissimo e prezioso busto di Cagliostro in gesso da Houdon della fine del XVIII secolo, unico esemplare in Europa: essendo il busto in marmo e l’altro in terracotta conservati in due musei negli Stati Uniti. Le novità non finiscono qui.

Uno dei maggiori operatori internazionali di codici manoscritti e miniati, Giuseppe Solmi, festeggia la sua storica e consecutiva presenza alla mostra che coincide con i 25 anni della rassegna presentando alcune rarità assolute fra cui un libro d’Ore francese XV secolo con 28 miniature, completo che sfiora i 50mila euro di valore. E poi, San Francesco, una miniatura su pergamena ritagliata da un Corale o Antifonario di area italiana databile probabilmente al XV secolo, Dittico in avorio databile al XIV secolo e una natività, francia, seconda metà del XV secolo, miniatura da libro d’ore miniato su pergamena. Inoltre in anteprima assoluta poi, un espositore ha comunicato al direttore scientifico e curatore della mostra, Giancarlo Mezzetti, di aver trovato, all’interno di un prezioso volume, una reliquia, un presumibile frammento del velo di Santa Veronica Giuliani, il cui corpo si trova a Città di Castello presso il monastero delle Clarisse Cappuccine, meta di continui pellegrinaggi e visite da tutto il mondo. Si tratta di un piccolo involucro di carta coeva di pochi centimetri ancora chiuso, contenuto all’interno di un volume stampato a Firenze nel 1770, che è stato consegnato alle suore Clarisse Cappuccine del monastero di Santa Veronica Giuliani, presente l’abbadessa suor Chiara Veronica Sebastiano assieme ad un’altra sorella e al vicario generale della diocesi, don Andrea Czortek.

“Ho avvisato immediatamente il responsabile scientifico della Mostra di Città di Castello, l’amico Giancarlo Mezzetti – ha dichiarato, Loris Di Giovanni – al quale ho girato le foto di quanto trovato e, assieme a lui, anche la proprietaria del volume e il presidente della casa d’aste”. “La munifica e pia Costanza Manetti che ha conferito il libro in asta e la cui famiglia annovera tra i suoi avi uno dei “Sette Santi Fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria”, Bonagiunta Manetti, Priore generale nel 1256 ed una cappella nobiliare nel Santuario di Monte Senario a loro dedicata – ha concluso Di Giovanni – raggiunta al telefono ed informata del ritrovamento assieme al titolare della casa d’aste, Giorgio Rusconi, all’unisono hanno deciso, per quello che a loro appare la cosa più giusta dopo questa straordinaria coincidenza: donare la reliquia all’autorità religiosa durante la Mostra Mercato del Libro Antico di Città di Castello”. Da segnalare poi la mostra, “La petite bibliotheque française – un’avventura editoriale tra Città di Castello e la Francia”. La storia della rivista mensile per studenti di francese, La Petite Bibliothèque Française, che fu pubblicata dalla libreria editrice Paci “La Tifernate” dagli anni ‘40 fino al 1966, è protagonista di una mostra collaterale sia della 58esima edizione del Festival delle Nazioni, che omaggia la Francia come nazione ospite, sia della Mostra mercato del libro antico, che quest’anno festeggia i 25 anni di presenza nel territorio tifernate. La rivista fondata negli anni ‘20 da Giacomo Giacomini ebbe con l’edizione Paci una crescita a livello sia di contenuti letterari che grafici. Una mostra che racconta la storia di questa avventura editoriale può costituire una testimonianza di un rapporto e uno scambio reale tra il nostro paese (e nello specifico Città di Castello) e la Francia attraverso la lingua, la letteratura, i costumi. L’esposizione del ricco materiale – comprendente opere a stampa (i fascicoli della rivista), disegni preparatori (molti di Fernando Fusco), cliché tipografici, corrispondenza con le case editrici francesi, è allestita negli spazi della stessa Libreria Paci in piazza Matteotti a Città di Castello e visitabile in orario di apertura della libreria fino al 12 settembre 2025.

Fino a domenica un allestimento è presente anche alla mostra. A seguire poi in collaborazione con l’Universita’ per Stranieri di Perugia, è stato presentato il volume di Giovanna Zaganelli, ordinario di semiotica del testo e Luca Paladino, “Narrazioni di potere e natura nel Rinascimento. Il mito dei Vitelli tra letteratura e arti figurative”, (Pliniana Editrice, 2025), volume che intende indagare il ruolo ricoperto dal mondo naturale nelle opere figurative e letterarie commissionate dalla Famiglia Vitelli soprattutto in Città di Castello, tra il XV e XVI secolo. Obiettivo del progetto è quello di offrire una valorizzazione originale del patrimonio rinascimentale di Città di Castello e del tifernate, ma anche di inquadrare i caratteri in una più generale e approfondita rilettura del ruolo giocato dal mondo naturale nel rinascimento umbro e italiano. Fra le iniziative collaterali, sabato 6 settembre alle ore 18,00, nello splendido salone “delle gesta vitelliane”, avrà luogo un incontro con l’artista, Antonino Bove, in conversazione con il professor Bruno Corà, dal titolo, “Arte: 10, 10, 123, fine della mortalità”. Inoltre la biblioteca comunale “Carducci” organizza una significativa esposizione di alcuni esemplari del suo prezioso Fondo antico. La mostra, che avrà luogo presso la sala “Eliana Pirazzoli” della biblioteca fino al 13 settembre, è intitolata “Scienza e natura nel mondo di Ulisse Aldrovandi. Tesori nascosti dalla collezione del Fondo antico della Biblioteca comunale Carducci” e rende visibili ai curiosi e agli appassionati alcuni volumi dell’opera del naturalista bolognese, tutti dedicati al regno animale e pubblicati intorno alla metà del XVII secolo.

La mostra sarà visitabile negli orari di apertura della biblioteca, quindi: il lunedì dalle 15 alle 19 e dal martedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Sabato 6 settembre, in occasione della Mostra nazionale del libro e della stampa antica la mostra sarà visitabile anche nel pomeriggio, dalle 15 alle 19. “Il prestigioso patrocinio della Camera dei Deputati ed il materiale cartaceo e fotografico che ci è stato concesso rendono questa 25esima edizione speciale con un programma di eventi e mostre di assoluto interesse e valore culturale a livello internazionale: grazie sentito alla vice-presidente Onorevole Anna Ascani. La presenza inoltre di 40 qualificati espositori dall’Italia e dall’estero offrirà ai visitatori e ai cultori e appassionati di questo settore in continua crescita, una vetrina di notevole livello”, hanno precisato, Fabio Nisi e Giancarlo Mezzetti, Presidente della Associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio e curatore della mostra. “Quello di inizio settembre a Città di Castello è uno degli appuntamenti di settore più attesi in Italia che abbiamo la fortuna di poter ospitare da 25 anni e sul quale come amministrazione comunale continuiamo a investire con orgoglio”, hanno dichiarato il sindaco Luca Secondi, l’assessore al Commercio e al Turismo Letizia Guerri e il presidente del consiglio comunale, Luciano Bacchetta, ricordando l’indimenticato dirigente del comune, Gualtiero Angelini (ideatore e promotore instancabile della mostra che) e ringraziando il presidente dell’associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio Fabio Nisi e il curatore della mostra Giancarlo Mezzetti “per il presidio culturale e scientifico che da sempre assicurano e che è uno dei fattori di successo della manifestazione che si è guadagnata con onore il prestigioso patrocinio della Camera dei Deputati.”

Alla cerimonia di inaugurazione ha partecipato anche il presidente della sezione Grafica e Cartotecnica di Confindustria Umbria, Leonardo Bambini, che ha definito la mostra, “una vetrina di assoluto prestigio internazionale che evidenzia anche la gloriosa storia e la tradizione plurisecolare di Città di Castello e altotevere umbro nel settore della stampa e della grafica, orgoglio di un’intera comunità”. Per informazioni: Segreteria Mostra 3389779751 / 075 855 5757, Mail: libroanticocdc@gmail.com sito: www.mostralibroantico.it., www.cittadicastelloturismo.it.

Orari mostra, Palazzo Vitelli a Sant’Egidio,

Sabato 6 settembre: apertura al pubblico ore 9,00 – Ore 9,30 inaugurazione ufficiale conferenze e presentazioni. Ore 18,00 sala dei Fasti Vitelliani:Incontro con l’artista Antonino Bove in conversazione con Bruno Corà

Domenica 7 settembre: 9,00 – 19,00.