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Autore: Redazione

G7 Disabilità e Inclusione in Umbria, il programma dei lavori

Si apre oggi, lunedì, il G7 Inclusione e Disabilità, che porterà in Umbria, per tre giorni, i ministri del sociale dei sette Grandi del mondo a confrontarsi con operatori e persone diversamente abili sui temi dell’inclusione, con approfondimenti su particolari aspetti come l’intelligenza artificiale e sport. L’obiettivo è quello di condividere buone pratiche ed elaborare strategie e impegni per garantire a tutti il diritto alla piena partecipazione alla vita civile, sociale e politica.

Il programma

Lunedì

Il 14 ottobre pomeriggio – con inizio alle ore 15 – si terrà la cerimonia di accoglienza delle delegazioni ad Assisi sulla piazza inferiore di San Francesco, antistante l’omonima Basilica. Vi potranno partecipare cittadini e associazioni e saranno coinvolti volontari provenienti da varie realtà. Band e gruppi musicali inclusivi omaggeranno l’arrivo dei capi delegazione. Progetti inclusivi saranno presentati attraverso l’allestimento di stand gestiti da enti del terzo settore.

Martedì

Il 15 ottobre al Castello di Solfagnano avrà luogo la giornata preparatoria con la partecipazione, oltre che delle delegazioni ministeriali, dei rappresentanti del mondo associativo italiano e internazionale che prenderanno la parola sui temi centrali del G7, trattati in appositi panel. Il secondo giorno, il 15 ottobre, vedrà lo svolgimento della giornata preparatoria presso il castello di Solfagnano, con la partecipazione di enti e associazioni nazionali e internazionali. In questa fase, i delegati lavoreranno alla stesura della cosiddetta Carta di Solfagnano, un documento che racchiuderà le priorità condivise dai Paesi del G7 per quanto riguarda le politiche di inclusione.

Durante la giornata, l’accoglienza, la ristorazione e altri servizi saranno assicurati anche con il coinvolgimento di numerose associazioni e cooperative sociali che si occupano di inclusione lavorativa.

Mercoledì

Il 16 ottobre sarà dedicato alla riunione ministeriale, dalle 10,30, con la partecipazione dei Ministri del G7+UE e dei Paesi dell’outreach (sono stati invitati i Ministri di Tunisia, Kenya, Sud Africa, Vietnam e Cile).

Sarà approvata la Carta di Solfagnano, che sarà la dichiarazione ufficiale dell’impegno collettivo per promuovere l’inclusione a livello globale. Alle 12.30 si terrà una conferenza stampa congiunta, durante la quale i ministri presenteranno pubblicamente la Carta e i principali punti discussi durante il vertice.

Sei panel tematici

I lavori si articoleranno in sei panel tematici, ciascuno dedicato a una questione chiave: “L’inclusione come priorità dell’agenda di tutti i Paesi”, “Accessibilità universale e prevenzione e gestione delle emergenze”, “Vita indipendente e inclusione lavorativa”, “Il diritto di tutti alla piena partecipazione alla vita civile, sociale e politica”, “Intelligenza Artificiale” e “Sport e servizi per tutti”.

Ladri inseguiti nella notte, udienza di convalida dell’unico arrestato

Udienza di convalida lunedì, a Terni, per l’unico arrestato dalla polizia dopo l’inseguimento a folle velocità all’alba di domenica, per le vie della città dell’Acciaio.

Il Suv Mercedes, appena rubato in via del Sersimone, era stato intercettato da una pattuglia della polizia, che si è lanciata all’inseguimento dei ladri. Un agente ha sparato un colpo in aria, ma i ladri non si sono fermati. Una volta raggiunto Borgo Bovio, di fronte ad un’altra auto della polizia, sono scesi e si sono dati alla fuga a piedi. Uno solo dei tre-quattro membri di quella che sembra essere una banda dedita ai furti è stato fermato e arrestato dai poliziotti.

E’ caccia agli altri. L’auto rubata, una volta terminati i rilievi per accertare la presenza di tracce utili a risalire all’identità dei ladri, è stata restituita al proprietario.

L’ipotesi è che i ladri avessero progettato di utilizzare il Suv come ariete per sfondare la vetrina di un esercizio (forse una gioielleria) preso di mira.

Grave ferita a un braccio mentre taglia la legna, in ospedale con l’elisoccorso

E’ stato trasportato con l’elisoccorso all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia il 74enne di Umbertide che domenica mattina si è ferito gravemente a un braccio mentre stava tagliando la legna.

L’uomo è stato soccorso dalla moglie, che ha chiamato i sanitari. Il personale del 118, vista la gravità della ferita al braccio, ha chiesto l’intervento dell’elisoccorso per il trasporto immediato all’ospedale di Perugia, dove il 74enne è stato sottoposto a intervento chirurgico.

Olio extravergine di oliva umbro, qual è il giusto prezzo?

Con l’inizio della campagna olearia in Umbria arrivano anche le solite diatribe sul prezzo di un litro di olio extravergine di oliva.
Troppo caro venderlo a 14-15 euro al litro, come la precedente campagna olearia, visto che è un’annata di carica, le olive sulle piante ci sono: se il prodotto c’è, il prezzo deve calare.

“E’ un assioma che rifiutiamo e a cui dobbiamo opporci – afferma Marco Viola, presidente di Assoprol, Organizzazione dei produttori Olivicoli dell’Umbria – perché legare il valore dell’olio extravergine di oliva umbro, da cui discende il prezzo e non il contrario, alla sola carica degli olivi è degradante, umiliante per gli sforzi degli olivicoltori. Inoltre, non è neanche corretto dal punto di vista economico”.

Più olive, ma rese di olio in calo

La campagna olearia in Umbria si prospetta più ricca della precedente, con un aumento della produzione di olive del 30-40% ma anche, purtroppo, rese in olio al frantoio in calo almeno del 30% rispetto alla scorsa campagna olearia. Questo significa che l’olivicoltore porta più olive al frantoio, portando a casa la stessa quantità di olio, o poco più, dello scorso anno ma con un aumento di costi, soprattutto di frangitura.

“E’ ora che le valutazioni sul prezzo dell’olio extravergine di oliva umbro non vengano fatte in maniera approssimativa e sulla base di convenienze di parte – aggiunge Viola – ma sulla base di dati reali della campagna olearia. Purtroppo, i cambiamenti climatici stanno rendendo sempre più complicato e rischioso fare il mestiere dell’olivicoltore. Ha qualche diritto l’olivicoltura umbra di veder riconosciuto un aumentato rischio di impresa e di vederselo remunerato? Oppure si preferisce che gli oliveti tornino a diventare bellissime quercete?”.

Il valore dell’olio extravergine di oliva umbro

Assoprol, inoltre, sottolinea come il valore dell’olio extravergine di oliva umbro non possa essere assimilato a una semplice commodity, legata a una dinamica di domanda-offerta basata sui volumi di prodotto dell’annata, ma vada considerato in ragione di molteplici fattori, primo fra tutto l’alta considerazione che i consumatori attribuiscono al polmone verde del Centro Italia, la patria di San Francesco e San Benedetto, di una profonda spiritualità che ha emozionato il nostro Paese e il mondo.
L’olio extravergine di oliva umbro è anche storia, paesaggio e cultura che i consumatori possono e sanno apprezzare e anche pagare adeguatamente, se il suo valore non viene svilito da offerte speciali e prezzi troppo bassi sugli scaffali del supermercato.

Mercato e consumi

I dati di mercato dell’ultima campagna olearia dimostrano che, a fronte di un significativo aumento dei prezzi, non c’è stato un calo importante dei consumi di oli DOP e IGP, che anzi sono rimasti stabili, stante la mancanza di offerta.

Lo spazio commerciale per offrire olio extravergine di oliva a prezzi remunerativi per l’intera filiera esiste.
“Il valore dell’olio extravergine di oliva è riconosciuto dai consumatori ma non da un pezzo della filiera olivicolo-olearia troppo abituata a usare come unica leva di marketing il prezzo – conclude Viola – ma se si continua a tirare la corda, il rischio che si spezzi è molto alto. Il rischio è l’abbandono dell’olivicoltura umbra perché è in gioco la stessa dignità degli olivicoltori. Se qualcuno vuole soffocare gli olivicoltori umbri con prezzi irricevibili sappia che non staremo inermi. Urleremo la nostra rabbia perché tutti ci possano sentire”.

Sfruttava lavoratori extracomunitari, imprenditore arrestato per caporalato

Caporalato, arrestato in flagranza di reato a Trevi un cittadino italiano di 68 anni, titolare di un’azienda che taglia e commercializza legna destinata alla grande distribuzione, ritenuto responsabile di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro aggravato.

I carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Perugia, con l’ausilio di militari della Stazione di Trevi, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Perugia e dei mediatori culturali dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, hanno accertato che l’uomo, titolare di un’azienda esercente attività di taglio, confezionamento e commercializzazione di legna destinata al mercato della grande distribuzione, sfruttava tre lavoratori extracomunitari, di cui due di nazionalità pakistana e una di nazionalità senegalese.
Tutti i lavoratori, seppur titolari di contratto e in possesso di regolari titoli di soggiorno sul territorio italiano, risultavano essere impiegati in condizioni di sfruttamento in considerazione di una sistematica retribuzione palesemente difforme da quella prevista dai contratti collettivi nazionali e sproporzionata rispetto al lavoro prestato. Ciò in violazione della normativa relativa all’orario di lavoro e al riposo settimanale, in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, tale da esporre gli stessi a pericolo per la salute la sicurezza e l’incolumità personale e alla loro sottoposizione a condizioni alloggiative particolarmente degradanti.

Venivano rilevate inoltre reiterate inosservanze tra cui la mancata formazione dei dipendenti, non addestrati nell’utilizzo di specifica attrezzatura da taglio, il mancato adeguamento del luogo di lavoro con attrezzature antincendio e presidi di primo soccorso pur essendo presente un’ingente quantità di materiale altamente infiammabile all’interno del capannone, la mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale anche in considerazione di pregressi infortuni sul lavoro occorsi a due dei dipendenti presenti e ad altri che avevano già cessato il rapporto di lavoro.

Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato dichiarato in stato di arresto per le ipotesi di reato sopra indicate e, come disposto dalla Procura della Repubblica di Spoleto, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari a disposizione del giudice del Tribunale di Spoleto che ne ha convalidato l’arresto e confermato la medesima misura cautelare alternativa alla detenzione.

I carabinieri, infine, oltre ad elevare ammende per circa 18.000 euro, hanno sequestrato il capannone (del valore di 370.000 euro), sede operativa dell’azienda, e tutto il materiale in esso contenuto, comprese le attrezzature da lavoro e i mezzi di trasporto, al fine di scongiurare la reiterazione del reato di sfruttamento e salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Si ribalta con il camion, muore autotrasportare 66enne

Un camionista di 66 anni, campano, ha perso la vita nell’incidente avvenuto nella notte tra venerdì e sabato alle porte di Perugia, all’innesto tra la SS75 Centrale Umbra e la E45 in direzione sud.

Il mezzo, per cause in corso di accertamento, è uscito di strada, ribaltandosi. Il conducente ha perso la vita. Ferito un 36enne che era con lui nel mezzo pesante.

Lo svincolo è stato temporaneamente chiuso per effettuare i rilievi e rimuovere il mezzo pesante. Il traffico è deviato su percorsi alternativi. Sul posto stanno lavorando vigili del fuoco e personale Anas.

Amelia, crolla una parete rocciosa: non ci sono feriti

Crollo di una parete rocciosa ad Amelia, in via del Monte. La zona interessata dal crollo è stata transennata e interdetta, il capannone e l’abitazione vicino non erano utilizzati, mentre il piazzale veniva usato abitualmente come parcheggio. In quel momento c’erano parcheggiate due auto, rimaste bloccate, senza essere comunque toccate dalle pietre.

Sul posto sono intervenuti gli uomini del Distaccamento vigili del fuoco di Amelia del Comando Provinciale di Terni, insieme al personale della sede centra con i GOS (Gruppo operativo speciale) che hanno provveduto a rimuovere le pietre.

Sul posto personale dell’ufficio tecnico del Comune di Amelia, il vice sindaco Avio Proietti Scorsoni, il comandante della stazione carabinieri di Amelia e la polizia locale.

Accordo di programma Ast, Confartigianato: “Nessun passo avanti e manca il tema dell’indotto”

Confartigianato Imprese Terni aveva acceso i riflettori sull’Accordo di Programma Ast, lamentando con preoccupazione i ritardi della procedura che dovrebbe portare agli investimenti per il territorio. Preoccupazioni che ora sono emerse anche nel tavolo nazionale che si è tenuto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

“Non sono stati fatti passi avanti”

“Dopo mesi di accantonamento della questione Accordo di Programma e i solleciti che Confartigianato
Terni ha fatto per riportarla all’attenzione del dibattito politico – commenta il presidente di Confartigianato Imprese Mauro Franceschini – il fatto che finalmente si sia svolto un nuovo incontro al MIMIt è certamente positivo e in questo senso esprimiamo soddisfazione. Riguardo però i risultati dell’incontro – aggiunge – molte sono le preoccupazioni e le perplessità, perché in esso non si sono registrati passi in avanti sostanziali rispetto all’obiettivo della sottoscrizione dell’Accordo
di Programma. Al contrario è arrivata l’ufficializzazione che una ipotetica soluzione strutturale del
nodo delle tariffe energetiche, questione posta come condizione da Arvedi AST per l’Sccordo, non sarà
possibile prima del 2029. Non potendo né AST né il territorio attendere così a lungo, a questo punto la
firma dell’Accordo con il connesso sblocco dei 700 milioni di parte privata e 300 milioni di parte
pubblica è completamente rimessa all’impegno assunto dal ministro Urso a trovare una soluzione
ponte sulle tariffe energetiche, per la quale però non ci sono né anticipazioni, né certezze. Inoltre – evidenzia Confartigianato Terni – vale l’osservazione che, se era chiaro al Governo, che occorreva una soluzione ponte, essa poteva certamente essere cercata prima senza far passare inutilmente mesi e anni a danno degli umbri”.

“Non sappiamo se sono giustificate le parole del sindaco Bandecchi che accusa Arvedi – AST di intenti
strumentali a scapito del territorio nella trattativa – prosegue Confartigianato – ma di sicuro confermiamo che è il territorio e, in particolare l’indotto, che sta pagando il prezzo più alto di questa situazione di sostanziale stallo che si protrae dal 2022″.

Il tema dei costi energetici

Confartigianato evidenzia con rammarico come temi cruciali come quello dell’energia e della competitività siano ancora oggi approcciati, sia a livello nazionale che locale, con canoni emergenziali e soluzioni di continuo ripiego.

“Gli alti costi dell’energia che deprimono la competitività delle imprese – evidenzia il presidente Franceschini – sono un problema nazionale e serve una soluzione di sistema per tutte le imprese, essendo lontana una tale soluzione si invoca una soluzione strutturale locale per sostenere la competitività dei poli produttivi energivori e strategici come AST, non essendo possibile una soluzione locale strutturale in tempi brevi si punta su una soluzione ponte, con un continuo rinvio, mentre la firma dell’Accordo non arriva”.

Il tema dell’indotto

“Senza contare – evidenzia ancora Confartigianato – che l’interesse pubblico a sostenere la competitività dei poli strategici come AST tramite una riduzione dei costi energetici si debba estendere anche all’intero indotto, perché AST e indotto costituiscono nel loro insieme un polo energivoro che deve stare sul mercato internazionale. L’indotto AST ha una grande rilevanza, anche occupazionale, e quindi va tutelato e promosso affinché l’intero polo AST possa essere competitivo. Anzi questo prolungato stallo ci risulta aver favorito rapporti con le imprese dell’indotto eccessivamente orientati alla riduzione dei costi, anche correndo consapevolmente il rischio di ridurre o addirittura espellere imprese locali dal polo siderurgico,
dissolvendo un patrimonio di competenze, prassi operative sicure e omogenee e attenzione alla qualità del prodotto finale che non sarà facile recuperare e che è indispensabile – conclude il presidente Franceschini – per affrontare la nuova positiva fase che, auspichiamo, si apra con la sottoscrizione dell’Accordo di Programma”.


Litiga con la ex moglie convivente, scatta il braccialetto elettronico

Litiga con la ex moglie convivente, scatta il braccialetto elettronico dopo i racconti della donna. I carabinieri della Compagnia di Todi sono intervenuti in un’abitazione di Pantalla a seguito di una segnalazione al Numero Unico di Emergenza – NUE – 112.

I militari, giunti sul posto, si sono trovati di fronte a una situazione di grave tensione domestica che ha reso necessario l’attivazione del “Codice Rosso” e l’allontanamento urgente dalla casa familiare di un uomo 77enne, deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Spoleto per l’ipotesi di maltrattamenti in famiglia.

La misura è stata adottata a causa di vessazioni psicologiche e fisiche nei confronti della ex moglie convivente, raccontate dalla donna, che in precedenza non aveva mai avuto il coraggio di denunciare.

I militari hanno quindi effettuato una perquisizione nella camera da letto, dove hanno trovato una pistola carica nascosta nel cassetto del comodino. L’arma, pur essendo regolarmente detenuta, è stata ritenuta costituire un potenziale pericolo.

Inoltre, i militari, hanno provveduto a sequestrare cautelativamente anche diverse armi da caccia e il relativo munizionamento, tutti legalmente detenuti.

Il giudice del Tribunale di Spoleto, in sede di convalida dell’allontanamento, ha deciso di applicare anche il braccialetto elettronico al responsabile, misura necessaria per monitorare costantemente i movimenti dell’uomo e prevenire ulteriori episodi di violenza.

Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e valutare eventuali ulteriori azioni a tutela della vittima.

Anci Umbria, 20 borse per neodiplomati interessati ad esperienze all’estero

Da Anci Umbria 20 borse per neodiplomati, finanziate con il programma Erasmus+ progetto “Accreditamento Anci Umbria”, terza annualità.  Le borse sono rivolte a ragazzi e ragazze di età compresa tra i 19 e 25 anni, neodiplomati in istituti tecnici. Le figure che si andranno a formare saranno afferenti ai seguenti settori: amministrazione, finanza e marketing; turismo; grafica e comunicazione; servizi commerciali.

Nell’ambito dell’accreditamento, Anci intende coinvolgere nelle attività formative Erasmus+ neodiplomati umbri che svolgeranno un periodo di formazione presso aziende situate in Francia, Albania, Irlanda e Spagna, all’interno di una strategia diretta a fare della mobilità europea un fattore stabile di innovazione dei sistemi di raccordo tra scuola, istituzioni ed imprese, in grado di generare nuove opportunità di sviluppo socio-economico in Umbria, un territorio che registra tassi di disoccupazione giovanile (con riferimento a giovani tra i 15 e i 24 anni) pari al 31%.

I posti a disposizione sono 5 per la Francia (per la durata 122 giorni cadauno), 7 per la Spagna (122 giorni), 7 per l’Irlanda (122 giorni) e 1 per l’Albania (92 giorni).

Potranno presentare domanda di partecipazione al progetto “Accreditamento Anci Umbria” i giovani neodiplomati dell’anno 2023/2024 che, alla data di pubblicazione del bando, hanno conseguito il diploma da non più di 12 mesi presso istituti umbri in linea con i settori professionali previsti; risiedono presso la Regione Umbria; hanno una competenza linguistica minima pari al B1 in lingua straniera (a seconda dal paese di destinazione prescelto).Tutta la documentazione richiesta dal bando (consultabile nel sito www.anci.umbria.it) dovrà essere inviata esclusivamente tramite mail al seguente indirizzo di posta elettronica: anciumbria@erasmusaccreditation.com

Le candidature potranno essere inviate fino al 30 ottobre 2024. Successivamente saranno calendarizzati i colloqui per le selezioni.