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Autore: Redazione

Famiglia sterminata a colpi di fucile, si indaga

A trovarli senza vita, nella loro villetta di Fratticiola Selvatica – frazione del comune di Perugia – è stato il fidanzato della 39enne senza vita. Uccisi da colpi di arma da fuoco anche la madre di lei, di 66 anni, e il padre (69 anni).

Accanto al corpo dell’uomo, secondo quanto emerso, è stato trovato un fucile da caccia (l’uomo aveva regolare licenza) forse l’arma utilizzata per la strage. Elemento che fa pensare all’ipotesi di un dramma familiare, un doppio femminicidio – suicidio. Anche se al momento non ci sono conferme ufficiali da parte delle autorità.

Nella villetta dove sono state trovare morte padre, moglie e figlia, insieme al medico legale e al magistrato di turno, sono giunti gli esperti della polizia scientifica per i rilievi.

Ast annuncia: costi energetici insostenibili, fermiamo uno dei forni per una settimana

Arvedi Acciai Speciali Terni fermerà uno dei due forni elettrici dell’acciaieria per una settimana a fine settembre. “Al momento”, è scritto nella nota con cui l’azienda ha comunicato la decisione. Maturata, viene spiegato, “a causa del perdurare degli alti costi energetici che non consentono all’azienda di essere competitiva nei confronti delle crescenti importazioni dall’Asia a prezzi stracciati”.

Costi energetici che secondo quanto lamentato dall’azienda creano uno squilibrio insostenibile. “Il livello del costo dell’energia elettrica in Italia, tre volte superiore a quello di altri paesi europei dove sono basati i concorrenti di Ast – si legge ancora nella nota – sta condizionando il piano di rilancio dello stabilimento umbro”.

La nota di Arvedi Ast

“Il tema dell’energia – scrive la proprietà – è una delle questioni più dibattute tra le aziende italiane e lo è in particolare per Arvedi AST, sito produttivo altamente energivoro che vede compromessa la propria competitività sul mercato a causa di un costo energetico due/tre volte superiore rispetto a quello di altri competitor europei”.

“Per condividere con tutti i lavoratori un fattore discriminante e distorsivo della concorrenza, ragione per cui l’azienda si batte sui tavoli istituzionali, nazionali ed europei, con il supporto di Regione Umbria, per ottenere un equo costo dell’energia, questa mattina è stato posizionato in AST un cartellone che dettaglia il grave disagio che gli elevati costi energetici stanno causando alla competitività dell’azienda. La maxi affissione, che ricopre uno degli edifici affacciati sul principale piazzale interno del sito di Viale Brin, da un lato ripercorre la storia dell’esproprio del ramo d’azienda elettrico della Terni e del mancato indennizzo per cui negli anni numerose istituzioni, a livello nazionale e locale, hanno assunto l’impegno di addivenire ad una soluzione compensativa per Terni e per Acciai Speciali Terni S.p.A., senza però giungere – sino ad oggi – ad una soluzione condivisa e definitiva; dall’altro mette in evidenza i “numeri” della sperequazione in termini di costi che Ast deve subire rispetto agli altri suoi concorrenti europei, evidenziando come in qualche caso il costo della bolletta energetica sia quasi triplicato”.

“Eppure – prospetta Arvedi Ast – una soluzione ci sarebbe, se si consentisse finalmente ad Acciai Speciali Terni S.p.A., semplicemente ripristinando le condizioni originali di autoproduzione con il collegamento diretto esistente con la centrale Enel di Galleto, l’approvvigionamento di energia elettrica per i suoi fabbisogni a costi comparabili a quelli di analoghe forniture nei Paesi europei e in linea con le società auto-produttrici di energia elettrica. AST vedrebbe in questo modo ristabilite le condizioni che hanno permesso la nascita di un sito produttivo capace di superare i più gravi periodi di crisi. Eloquente in proposito il titolo che accompagna l’affissione: ‘Abbiamo il diritto morale di avere le nostre centrali o di essere pagati da chi le ha espropriate'”.

Le reazioni

Una soluzione, quella di Galleto, sollecitata anche dal segretario umbro del Pd Tommaso Bori: “Ritengo, per questo, quasi paradossale che non sia stata ancora verificata l’ipotesi di ripristino del collegamento tra Ast e la centrale idroelettrica di Galleto, che sarebbe in grado alimentare l’impianto attraverso energia pulita e a chilometro zero. Serve dunque che la destra che governa a livello regionale e nazionale si faccia carico delle sue responsabilità, di questo immobilismo che, a distanza di anni, non ha portato ancora alla firma del nuovo accordo di programma né ad affrontare in maniera costruttiva e responsabile il nodo energia, nonostante gli impegni assunti con Arvedi”.

I parlamentari umbri del Pd Anna Ascani e Walter Verini puntano l’indice contro “l’inerzia del Governo”, si appellano al ministro Urso e chiamano in causa la Regione, ma anche il Comune di Terni, giudicato “latitante” nella funzione “di stimolo” che invece dovrebbe svolgere insieme a lavoratori, sindacati, rete dell’indotto.

Umbria Cinema, al via il festival che promuove le pellicole italiane (e Todi)

Dodici film italiani in concorso, uno fuori concorso e l’anteprima della serie di Rai Fiction “I casi di Teresa Battaglia – Ninfa Dormiente”. Grandi ospiti attesi, tra i quali Carlo Verdone, Margherita Buy, Emanuela Fanelli, Claudia Gerini, Valeria Golino, Paolo Calabresi, Luca Barbarossa, Massimiliano Bruno e Max Giusti.

Al via la quarte edizione di Umbria Cinema, il Festival che animerà anche le piazze di Todi tra il 13 e il 15 settembre.

Il programma del Festival, promosso dalla Regione Umbria, dal Comune di Todi, con direttore artistico il regista Paolo Genovese, presidente di Umbria Film Commission, è stato presentato alla stampa a Roma, nella sede dell’Associazione Stampa Estera, da Paolo Genovese insieme all’assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Umbria, Paola Agabiti, e al sindaco di Todi, Antonino Ruggiano. Insieme a loro l’onorevole Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura, scienza e istruzione della Camera dei Deputati. Presenti in sala anche Gabriella Germani e Andrea Perroni, conduttori delle serate di Umbria Cinema Festival. All’incontro è intervenuto Luigi Cantamessa, direttore generale Fondazione FS Italiane e ad Fs Treni turistici italiani, che ha presentato l’iniziativa del treno Roma – Assisi.

Umbria Cinema ha scelto di differenziarsi rispetto ad altre manifestazioni del mondo del cinema dedicandosi esclusivamente a quello italiano, raccontandolo fuori e dentro lo schermo.

Il programma

I dodici film in concorso verranno proiettati al cinema Nido dell’Aquila da oggi, lunedì 9, sino a domenica 15 settembre (con accesso libero e gratuito), e gareggeranno per l’assegnazione di sei Premi: Miglior Film, Miglior Attore, Miglior Attrice, Miglior Sceneggiatura, Miglior Opera Prima e Miglior Regista.

Questi i film in concorso:

FINALMENTE L’ALBA di Saverio Costanzo;

ROMEO È GIULIETTA di Giovanni Veronesi;

VOLARE di Margherita Buy; ZAMORA di Neri Marcorè; DIECI MINUTI di Maria Sole Tognazzi;

ENEA di Pietro Castellitto;

TE L’AVEVO DETTO di Ginevra Elkann;

CARACAS di Marco D’Amore;

GLORIA! di Margherita Vicario;

ANOTHER END di Piero Messina;

UN MONDO A PARTE di Riccardo Milani;

CONFIDENZA di Daniele Luchetti.

Venerdì 13, alle ore 21, inizierà la serata inaugurale presentata da Gabriella Germani. Il pubblico assisterà alla consegna del Premio Gigi Proietti a Margherita Buy, e del Premio Città di Todi a Emanuela Fanelli.

A seguire salirà sul palco Claudia Gerini che si esibirà con lo spettacolo “Qualche Estate fa. Vita, Poesia e Musica di Franco Califano” accompagnata dal gruppo musicale Solis String Quartet.

Sabato 14 la serata sarà presentata da Andrea Perroni e Greta Mauro, e vedrà la consegna ufficiale dei Premi ai film in Concorso, tra cui quello per il Miglior Film.

Sul palco saliranno gli artisti premiati, e tra i vari ospiti che si succederanno sono previsti Paolo Calabresi e Luca Barbarossa, che presenteranno entrambi i loro libri, a seguire Max Giusti e il suo spettacolo. La serata sarà allietata dagli intermezzi musicali dell’Orchestraccia.

Domenica 15 presenterà ancora una volta Gabriella Germani. Grande attesa per l’arrivo sul palco di Carlo Verdone, che riceverà il Premio Proietti.

A seguire la presentazione del libro “Ennio Morricone, Il genio, l’uomo, il padre” di Valerio Cappelli e Marco Morricone, e del film fuori concorso “Amici per caso” di Max Nardari con Filippo Contri e Filippo Tirabassi. Seguirà l’esibizione degli allievi del Laboratorio delle Arti Sceniche di Massimiliano Bruno.

Chiuderà la serata l’anteprima della prima puntata della nuova serie di Rai fiction “I casi di Teresa Battaglia – Ninfa Dormiente” con Elena Sofia Ricci, alla presenza del regista Kiko Rosati e degli attori Fausto Maria Sciarappa e Gianluca Gobbi.

Le dichiarazioni

“Un’edizione – ha dichiarato il direttore artistico Paolo Genovese estremamente ricca di ospiti e di film, una selezione trasversale che spazia tra tutti i generi del cinema italiano. Il cuore del festival rimane l’incontro con il pubblico, il premio diventa un’occasione per i protagonisti del nostro cinema di confrontarsi e di rivelare quanto lavoro e passione c’è dietro ad ogni racconto cinematografico”.

“L’Assessorato al Turismo della Regione Umbria – ha spiegato l’assessore, Paola Agabiti – ha puntato convintamente sul cinema con importanti investimenti finanziari e con una complessiva revisione della legislazione di settore, avendo ben presente che il mondo delle produzioni cinematografiche non rappresenta soltanto una declinazione fondamentale dell’espressione artistica e culturale, bensì anche un volano di attrattività turistica e di valorizzazione del territorio e delle eccellenze storico-artistiche di cui l’intera Umbria è custode. L’Umbria Cinema Festival di Todi con l’edizione 2024, si conferma come un appuntamento sempre più atteso anche dalle comunità locali, sempre più coinvolte e partecipi di questo legame con il cinema all’interno del territorio. In questo contesto – ha proseguito l’assessore – vorrei ricordare anche il progetto ‘Umbria, i Sapori del Cinema’, realizzato in collaborazione con l’Assessorato regionale all’Agricoltura, che partirà il 20 settembre con l’obiettivo di valorizzare le produzioni agroalimentari attraverso eventi e proiezioni cinematografiche organizzate dalla Rete dei Festival del Cinema umbri. Voglio ringraziare il direttore Paolo Genovese, Sviluppumbria e tutte le istituzioni a partire dal sindaco del Comune di Todi, Antonino Ruggiano, che hanno contribuito a portare le luci del grande schermo in Piazza del Popolo di Todi, una delle piazze più belle della nostra regione”.

“Ancora una settimana all’insegna dell’arte e della cultura, stavolta quella cinematografica, per la città di Todi, con una proposta di alto livello qualitativo e di forte richiamo mediatico, un mix al centro della strategia regionale di valorizzare e promozione di tutti i territori dell’Umbria, sempre più spesso location ideali per importanti produzioni di cinema e tv e, di conseguenza, destinazioni turistiche privilegiate. La quarta edizione di Umbria Cinema è per Todi il coronamento di un’estate straordinaria in termini di eventi e di presenze e uno stimolo ulteriore alla crescita della propria offerta di ospitalità sia in termini quantitativi che qualitativi”, ha dichiarato il Sindaco Antonino Ruggiano ringraziando l’assessore regionale Paola Agabiti e il direttore artistico Paolo Genovese per il loro impegno che troverà sempre la collaborazione della città”.

Il presidente della Commissione Cultura della Camera, on. Federico Mollicone, ha dichiarato: “L’Umbria Cinema Festival si sta confermando come una delle manifestazioni di maggiore rilievo non solo sul territorio umbro, ma anche su quello nazionale. Il palinsesto delle proiezioni e il programma che oggi presentiamo ne è la testimonianza. Il cinema – e lo abbiamo sottolineato anche a Venezia – da sempre è uno strumento fondamentale per la valorizzazione e di rilancio dei nostri territori”.

Da lunedì nuovo cantiere sul Raccordo con chiusura notturna

Da lunedì 9 settembre nuovo cantiere, con chiusura notturna, sul Raccordo autostradale Perugia – Bettolle. Anas dovrà infatti eseguire i lavori per la sostituzione dello spartitraffico centrale tra gli svincoli di Olmo e Corciano. Si tratta di una in prosecuzione dei lavori recentemente ultimati, per circa 3 km, tra Madonna Alta e Olmo, nell’ambito del programma di riqualificazione della rete stradale umbra.

La vecchia barriera in calcestruzzo sarà sostituita con una di nuova concezione, alta 1,2 metri, che innalza notevolmente gli standard di sicurezza stradale ed è in grado di contenere eventuali urti con uno spostamento molto ridotto, anche in caso di sbandamento di mezzi pesanti.

Per contenere al minimo i disagi al traffico, fa sapere Anas, gli interventi si svolgeranno in orario notturno. Nel dettaglio, dalle 20:30 alle 6:30 tra gli svincoli di Olmo e Corciano sarà chiusa la carreggiata in direzione Bettolle e la corsia di sorpasso in direzione Ponte San Giovanni.

Il traffico in direzione Bettolle/A1 sarà deviato sulla viabilità secondaria parallela al Raccordo (strada Trasimeno Ovest-via Antonio Gramsci) con uscita obbligatoria allo svincolo di Olmo e rientro allo svincolo di Corciano. Il traffico in direzione Ponte San Giovanni potrà transitare in corsia di marcia con divieto di sorpasso tra gli svincoli di Corciano e Olmo.

Ancora un’auto contromano, anziano grave dopo uno scontro frontale

Ancora un grave incidente stradale provocato da un automobilista che ha imboccato contromano la strada. Questa il frontale tra due auto è avvenuto nella prima mattinata di venerdì, lungo la statale 318 tra Branca e Gualdo Tadino.

Un 82enne, alla guida di una Fiat 600, ha sbagliato l’ingresso allo svincolo, ritrovandosi contromano. Un camion che sopraggiungeva in direzione opposta è riuscito ad evitarlo, ma non un 72enne del posto che transitava con una Merceded.

Nell’impatto l’82enne ha riportato ferite molto gravi ed è stato trasportato in ospedale con l’elisoccorso. Ferite lievi per il conducente dell’altra auto.

Sul posto sono giunti i carabinieri. La dinamica dello scontro è però evidente.

Comunità montane, il disavanzo sceso a 1,7 milioni

E’ sceso a 1,7 milioni, rispetto agli 8,5 milioni di tre anni fa, il disavanzo consolidato globale delle Comunità montane in liquidazione. Un risultato per il quale la governatrice umbra Donatella Tesei ha ringraziato il commissario liquidatore Fabrizio Vagnetti. Facendo una previsione: “Continuando a lavorare così, entro i prossimi cinque anni arriveremo al pareggio e alla liquidazione delle comunità montane senza gravare sui bilanci dei comuni, soprattutto quelli del Trasimeno, e di conseguenza sui cittadini”.

Ripercorrendone la storia delle Comunità montane umbre, Tesei ha sottolineato che si trattava di uno dei dossier più complessi. Con una situazione che potenzialmente poteva minare i conti pubblici regionali e dei Comuni. “Una problematica che abbiamo affrontato immediatamente, con trasparenza verso i cittadini e che al mio insediamento vedeva 5 commissari e nessuna soluzione all’orizzonte. Abbiamo provveduto a nominare un Commissario liquidatore unico, che ringrazio per l’ottimo lavoro svolto, e nel primo anno di lavoro si è riusciti a ricostruire la situazione, comunicarla in trasparenza agli umbri e produrre il piano di liquidazione unitaria, appurando il disavanzo complessivo di ben 8,5 milioni. Nello specifico va sottolineato che il solo disavanzo della comunità montana del Trasimeno ammontava a 19,2 milioni e vedeva conti e beni pignorati”.

La presidente ha poi elencato i risultati fin qui conseguiti, tra tutti la riduzione del disavanzo complessivo, appunto, da 8,5milioni a 1,7 milioni.

Vagnetti ha evidenziato inoltre come siano stati messi a reddito mediante locazioni gli immobili, sia stata ricostruita la regolarità urbanistica, siano state effettuate le ricostruzioni delle situazioni catastali di tutto il patrimonio immobiliare. Fatti i bandi di vendita per terreni e immobili; effettuati gli stralci con i fornitori del Trasimeno; ultimato il passaggio di tutti gli archivi storici ad Afor. Quanto alla Comunità montana del Trasimeno, sbloccata la tesoreria pignorata dal 2016 e approvati i bilanci fermi al 2019. Infine, ha avuto inizio la procedura per l’estinzione di tutti i mutui e finanziamenti delle 4 Comunità montane per le quali è stato possibile farlo.

“Il prossimo traguardo – è l’obiettivo posto dalla presidente Tesei – è la chiusura in pareggio della liquidazione unica delle comunità montane, e quindi salvataggio di tutti i comuni del Trasimeno, in un orizzonte temporale di altri 5 anni di questo tipo di lavoro. Il tutto sempre nello spirito di non sollevare polemiche sul passato, ma risolvere il problema affinché non gravi sui cittadini”.

Aeroitalia, fino al 24 ottobre i voli Perugia – Lamezia Terme

Prolungati fino al 24 ottobre i collegamenti Aeroitalia tra l’aeroporto internazionale dell’Umbria e Lamezia Terme.

La rotta, inizialmente prevista fino a metà settembre, sarà infatti operativa con due voli settimanali, ogni giovedì e domenica, fino alla fine di ottobre. Questa estensione, spiegano dall’aeroporto umbro, è stata resa possibile grazie all’aumento della domanda per i collegamenti con il Sud Italia e al successo registrato dalla rotta, inaugurata lo scorso giugno.

Gaetano Intrieri, amministratore delegato di Aeroitalia, e Umberto Solimeno, direttore generale dell’aeroporto San Francesco d’Assisi, hanno espresso soddisfazione per i risultati ottenuti e per la prevista crescita del traffico sull’aeroporto umbro. Dall’inizio delle operazioni a Perugia, Aeroitalia ha trasportato oltre 20.000 passeggeri, consolidando così il ruolo strategico dello scalo umbro nel network della compagnia.

Con questo ampliamento, Aeroitalia rafforza ulteriormente la propria presenza nel mercato italiano, offrendo nuove opportunità di viaggio sia per i passeggeri business che per i turisti.

Accordo di Programma Arvedi-AST al centro del dibattito politico

L’appello rivolto da Confartigianato Terni ai vari livelli istituzionali – Governo, Regione, Comune, secondo le rispettive competenze – perché si acceleri nel dare concretezza all’Accordo di Programma Arvedi-AST, a tre anni dal passaggio di proprietà del polo siderurgico, ha rimesso al centro dell’agenda politica un tema fondamentale per il territorio, al quale dovrebbe garantire investimenti per un miliardo di euro.

Ed anche l’imminenza della scadenza elettorale ha favorito gli interventi di centrodestra e centrosinistra su un tema così importante. Riportandolo, appunto, nell’agenda politica ternana e umbra, anche pubblicamente. E questo era del resto il senso del costruttivo invito di Confartigianato Terni, affinché i vari livelli istituzionali, di comune accordo e secondo le rispettive competenze, riescano ad accelerare nell’attuazione dell’Accordo di Programma. E questo, al di là del confronto dialettico che, appunto, risente ovviamente anche della campagna elettorale già avviata.

Tesei: la strada già fatta e il caro-energia sull’ultimo miglio dell’Accordo

La governatrice umbra Donatella Tesei ricorda il lavoro sin qui fatto, secondo l’aggiornamento da lei comunicato a fine giugno in aula rispondendo a un’interrogazione sul tema. Con le interlocuzioni con Governo e aziende che comunque, assicura, stanno continuando.

Tesei coglie l’occasione per fare ancora il punto “su questo tema sicuramente strategico e di cui mi sono occupata – sottolinea – personalmente e con costanza quasi quotidiana”.

“Le Acciaierie di Terni – evidenzia la governatrice – negli anni precedenti questo Governo regionale hanno attraversato complesse situazioni gestionali che più di una volta sono sfociate in lunghi e complicati momenti di difficoltà, risolti anche grazie alle azioni delle forze sindacali. Al momento del nostro insediamento, le acciaierie erano state messe in vendita dall’allora proprietà tedesca, che da tempo non le considerava strategiche e per questo risultavano assolutamente carenti di investimenti, quindi in crisi di competitività e con rischi concreti per occupazione ed intero indotto. Insieme al Governo nazionale abbiamo accompagnato il cambio di proprietà, cercando di evitare assetti che non davano garanzie di rilancio e prospettive occupazionali: anche grazie a questa azione siamo arrivati all’acquisizione dell’Ast da parte di un solido Gruppo italiano, Arvedi, che ha subito e con grande correttezza stretto contatti con le Istituzioni locali, predisponendo rapidamente un Piano industriale credibile ed ambizioso e dando luogo a primi immediati investimenti e riorganizzazione, nella salvaguardia dell’occupazione. Ricetta che ha dato immediatamente stabilità all’azienda. Insieme al Governo nazionale ed alla nuova proprietà, abbiamo individuato in un Accordo di programma lo strumento giusto per coniugare gli indispensabili ed ingentissimi investimenti privati, con le necessarie risorse pubbliche ed altre condizioni abilitanti di supporto, nell’ottica della piena realizzazione di quel Piano industriale che consentisse stabile ed ulteriore rilancio e sviluppo occupazionale. L’Accordo in questione prevede oltre un miliardo di euro di investimenti, di cui circa 300 milioni con fondi pubblici ed il resto a carico della stessa nuova proprietà”.

“L’impegno della Regione – prosegue Tesei – non si è esaurito qui. Infatti abbiamo provveduto anche a facilitare le condizioni infrastrutturali con il finanziamento della bretella Staino-Prisciano, ed i miglioramenti continui della Orte-Civitavecchia, strategica per l’AST. Io stessa poi ho chiesto ad Arvedi, in appositi tavoli di confronto, che anche le aziende locali competitive potessero recitare un ruolo importante nel Piano Industriale in corso perseguito proprio da Arvedi, Gruppo che ringrazio per il leale e continuo confronto, per il lavoro svolto e per gli investimenti già messi in essere e che avverranno in azienda ed anche per quelli di responsabilità sociale nei confronti del territorio che arriveranno con modalità già definite, così come ringrazio le forze sindacali per il lavoro ed il senso di responsabilità dimostrati in questi anni. Per ciò che concerne, infine, la discarica, abbiamo vigilato sull’accordo tra le parti interessate, che dovrà soddisfare anche quelle condizioni di sostenibilità ambientale che per me, nell’intero Piano, vengono al pari di quelle di sviluppo industriale ed occupazionale. Tutto questo lungo e complesso lavoro ha fatto sì che nonostante l’inflazione, il caro energia, e la crisi del mercato, la nuova AAST, abbia retto il mercato e, a differenza del passato, non vi siano state crisi”.

Quanto alla situazione attuale, Tesei spiega: “L’ultimo miglio dell’Accordo di Programma – che la Regione per parte propria ritiene da tempo sottoscrivibile registrando comunque gli investimenti già iniziati da parte dell’Azienda – è rappresentato dal costo dell’energia, problema strutturale, comune in Italia a tutte le aziende energivore che sono alle prese con costi superiori al resto d’Europa. Anche in questa direzione, nonostante il nostro ruolo istituzionalmente e funzionalmente limitato in materia, ci siamo attivati con Enel per far sì che le parti potessero raggiungere il miglior accordo possibile. Oltre questo, abbiamo sollecitato la soluzione di un problema strutturale e nazionale di un comparto di aziende, tra l’altro acuito a Terni decenni fa con la vicenda degli espropri, che ha visto la creazione di un tavolo nazionale tra le parti ed i vertici del Governo, che è ancora al lavoro”.

“Alla luce di tutto ciò – conclude la presidente della Regione Umbria – mi sembra fuori luogo parlare di disinteresse da parte della politica regionale, quando invece questo è uno dei dossier più complessi che ho ereditato e per questo curato personalmente come tutti possono testimoniare. Invito, pertanto, Confartigianato ad informarsi meglio sui fatti prima di esprimersi con affermazioni paradossali ed in tal senso ribadisco la mia più totale disponibilità al fine di fornire dettagliatamente tutto il percorso e i risultati in esso ottenuti, nonché le future evoluzioni, a Confartigianato e a quanti ne sentissero il bisogno”.

Paparelli: AST fuori dall’agenda politica

Il consigliere regionale Pd Fabio Paparelli rivendica invece il lavoro fatto per incalzare la Giunta regionale su questo tema, con quattro interrogazioni e sei mozioni. Lamentando però di non aver ricevuto “risposte convincenti e impegni concreti” su un argomento, quello dell’AST, che si ritiene sparito dall’agenda politica regionale.

“A conferma di ciò – afferma Paparelli – basti ricordare il completo abbandono del programma relativo all’Area di crisi complessa che ad oggi risulta completamente svuotato. In assenza di un nuovo accordo di programma non solo non vengono date risposte in termini di investimenti Ast, ma mancano i
presupposti per mettere in campo misure importanti legate alla competitività del territorio sia in termini di sostenibilità ambientale che di sviluppo del sistema imprenditoriale locale. Almeno in sei occasioni abbiamo assistito ad annunci su un imminente firma di accordi di programma di cui non c’è stata traccia”.

“Del tutto ignorate anche le ragioni delle piccole e medie imprese dell’indotto Ast – ricorda Paparelli – che hanno dovuto scontare anni difficili con restrizioni e sacrifici fin sopra le possibilità senza la men che minima attenzione della regione. Il comparto si aspettava un tavolo a tutela di questo settore che non è mai stato convocato”.

Quindi l’attacco politico da parte dell’esponente dem: “La presidente Tesei porta con sé anche la responsabilità di aver non voluto dare continuità al lavoro fatto dalla Giunta regionale precedente sui
temi della produttività e che ha sottoscritto l’accordo di programma nel 2018 per la riqualificazione dei poli siderurgici e chimico, mettendo a disposizione 30 milioni di euro di risorse ottenute tramite la legge 181 di cui ne sono state utilizzate soltanto una parte, oltre a 36 milioni di risorse regionali”.

“Perfino il polo chimico ternano – conclude Paparelli – che in passato ha rappresentato un’eccellenza e un grande motivo di speranza per lo sviluppo e per una nuova identità industriale del territorio, attende ancora oggi risposte che sono mai arrivate per incapacità manifesta di questa giunta regionale e di chi la sta guidando”.

Insomma, gli investimenti nel territorio ternano legati all’acquisizione di AST da parte di Arvedi, grazie all’appello di Confartigianato Terni, sono tornati, anche pubblicamente, al centro del dibattito politico umbro, a pochi mesi dall’appuntamento elettorale. Tradizionalmente tempo di bilancio, ma anche di programmazione e di impegni per il prossimo futuro nei confronti di cittadini, famiglie e territori.

E’ perugino l’unico studente italiano attualmente a Princeton

E’ umbro l’unico studente italiano di Princeton per il quadriennio 2024-2028. E’ il perugino Valerio Castellini, già studente del Liceo “Mariotti” a Perugia, che aveva scelto di proseguire gli studi a Maastricht, in Olanda, dove ha conseguito il diploma di baccellierato internazionale (Ib), dopo aver vinto la selezione nazionale dei Collegi del Mondo Unito (Uwc).

Un’esperienza formativa e umana, quest’ultima, che Valerio consiglia ad altri giovani: “Sono felice di questa opportunità straordinaria – spiega – che forse non avrei mai avuto se non fossi passato prima attraverso l’esperienza in Uwc. Per questo invito gli studenti italiani a non lasciarsi sfuggire il bando che Uwc Italia pubblica ogni anno, offrendo a qualche decina di ragazzi l’occasione unica di vivere e studiare in un ambiente internazionale. Ma bisogna affrettarsi, il bando per le partenze del prossimo anno scade il 31/10/2024!”.

Ora Valerio Castellini proseguirà la sua formazione all’Università di Princeton, nel New Jersey, uno degli atenei più prestigiosi al mondo, che vanta tra i suoi studenti personaggi come John F. Kennedy, John Nash, Alan Turing, Michelle Obama, Jeff Bezos, e nel cui campus è sepolto Albert Einstein.

Che fine ha fatto l’Accordo di Programma Arvedi-AST? I timori di Confartigianato Terni

A tre anni dall’acquisizione delle acciaierie di Terni da parte del gruppo Arvedi, nonostante gli annunci soprattutto in coincidenza delle scadenze elettorali, l’Accordo di Programma Arvedi-AST, che dovrebbe garantire investimenti per un miliardo di euro, è scomparso dall’agenda politica. Cosa che preoccupa fortemente Confartigianato Terni.

“Non ci risulta che sia stato fatto alcun passo avanti – evidenzia l’associazione di categoria – e il territorio rischia di essere privato degli investimenti programmati. Inoltre, i fondi di parte pubblica programmati dal Governo e autorizzati dall’UE sono fondi destinati e quindi non possono essere tenuti inutilizzati all’infinito e consistono anche in fondi PNRR, che sono soggetti a scadenze ravvicinate. Delle diverse questioni che risultavano ancora aperte all’inizio del 2024 di natura ambientale (intervento sulla discarica); di natura energetica; di natura occupazionale e di natura finanziaria (programmazione e utilizzo dei fondi) non ci risulta che alcuna abbia trovato soluzione, anzi, al contrario, il passare infruttuoso del tempo sta complicando sempre di più la ricerca di una soluzione, nel sostanziale disinteresse della politica locale e nazionale”.

Una situazione che Confartigianato chiede a Governo, Regione Umbria e Comune di Terni chiede di sbloccare in tempi brevi agendo di comune accordo, garantendone la firma e l’avvio degli investimenti sul sito produttivo, così da scongiurare la perdita delle risorse destinate all’accordo stesso.