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Tag: Spoleto

Mostra Orafa e artigianato artistico, Confartigianato porta il saper fare artigiano al Festival dei Due Mondi

Da oggi, 26 giugno, fino al 12 luglio, la Sala degli Ori di Spoleto (Via Saffi 18) ospita la Mostra di Arte Orafa, un’esposizione che esalta l’eccellenza manifatturiera del settore attraverso opere di grande pregio artistico e tecnico. Ad arricchire l’evento sarà la presenza di lavori del celebre artista internazionale Mark Kostabi, in un dialogo originale tra arte contemporanea e alta artigianalità.

E’ questa la prima delle due importanti iniziative con cui, nel prestigioso contesto del Festival dei Due Mondi, Confartigianato Imprese Umbria promuove l’artigianato artistico, con l’obiettivo di valorizzare uno dei patrimoni più preziosi dell’identità culturale ed economica italiana: il saper fare artigiano.

L’inaugurazione ufficiale della Mostra di Arte Orafa venerdì 26 giugno 2026 alle ore 16.30, con il tradizionale taglio del nastro presso l’ingresso della Sala degli Ori.

La mostra rappresenta un’occasione unica per cittadini, turisti e operatori del settore di conoscere da vicino il valore creativo, culturale ed economico dell’oreficeria artistica, comparto simbolo della tradizione manifatturiera italiana e al tempo stesso protagonista di nuove opportunità sui mercati internazionali.

Il momento centrale della manifestazione sarà il convegno sul tema “L’ANIMA DEL FARE: L’ARTIGIANATO ARTISTICO TRA IDENTITÀ, MERCATO E FUTURO”, in programma venerdì 3 luglio 2026 alle ore 17.00, presso la Sala dello Spagna nel Palazzo del Comune di Spoleto.

L’incontro vedrà la partecipazione di autorevoli rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e delle organizzazioni di categoria, chiamati a confrontarsi sulle prospettive di sviluppo dell’artigianato artistico in un contesto caratterizzato da profonde trasformazioni economiche e commerciali.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del sindaco di Spoleto Andrea Sisti e del presidente di Confartigianato Imprese Umbria Mauro Franceschini.

Seguiranno gli interventi di:
• Paolo Garzotti, capo missione presso la Commissione Europea, che illustrerà le nuove opportunità per le PMI derivanti dagli accordi commerciali internazionali promossi dall’Unione Europea;
• Alfonso Piantedosi, dirigente della Divisione VI UIBM del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che presenterà le novità relative all’estensione delle Indicazioni Geografiche europee ai prodotti artigianali e industriali;
• Erika Liberati, presidente nazionale Ceramisti di Confartigianato Imprese, che analizzerà l’evoluzione dei consumi nel settore del lusso e dell’handmade e le opportunità per le micro e piccole imprese.
• Simona Meloni, assessore della Regione Umbria, che approfondirà il ruolo dell’artigianato artistico nelle strategie regionali per il rilancio delle aree interne;

Le conclusioni saranno affidate a Marcello Serafini, segretario di Confartigianato Imprese Umbria.

A moderare il dibattito sarà Corrado Bordoni, Responsabile dell’Ufficio Export di Confartigianato Imprese Terni e EU Trade Champion.

Un confronto sul futuro del Made in Italy

Le due iniziative nascono dalla volontà di creare un momento di riflessione e valorizzazione dedicato alle imprese dell’artigianato artistico, settore che custodisce competenze uniche e rappresenta un elemento distintivo del Made in Italy nel mondo.
Tra i temi al centro del confronto figurano l’internazionalizzazione delle PMI, la tutela delle produzioni artigianali, le nuove normative europee, i cambiamenti nei consumi e le strategie necessarie per coniugare tradizione, innovazione e competitività.
Attraverso la mostra e il convegno, Confartigianato Imprese Umbria intende riaffermare il valore dell’artigianato artistico come leva di sviluppo economico, attrattività territoriale e trasmissione dell’identità culturale, promuovendo una visione del futuro fondata sulla qualità, sulla creatività e sul patrimonio di competenze che caratterizza le imprese artigiane italiane.

“EAT”, a Spoleto l’Enogastronomia a Teatro

Da giovedì 4 dicembre si apre il sipario sulla quarta edizione di “EAT – Enogastronomia a Teatro”, evento organizzato da Anna7Poste Eventi&Comunicazione Srl in collaborazione con il Comune di Spoleto e supportato da Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, Monini S.p.A., in programma fino a domenica 7 dicembre.

Nel Settecento il teatro non era soltanto palcoscenico di arti e spettacolo, ma un luogo vivo, sociale, in cui si mangiava, si brindava e si festeggiava insieme. Con EaT questo spirito torna a rivivere: il teatro ridiventa spazio di incontro e condivisione, dove cultura e gusto si intrecciano per restituire al pubblico l’esperienza autentica di un tempo. Lo spazio del teatro e non solo, grazie ad un ricco programma di appuntamenti, tornerà quindi ad essere condiviso interamente, in una chiave di esclusiva convivialità.

Quattro giorni carichi di novità dove vanno in scena degustazioni, cibo, performance e musica, con l’obiettivo anche di divulgare la promozione e la difesa delle eccellenze enogastronomiche locali e nazionali in sedi suggestive e inusuali, come il Teatro Caio Melisso e il Teatrino delle Sei, importanti luoghi di cultura attraverso cui far conoscere le produzioni teatrali emergenti e far vivere al pubblico un’esperienza unica, grazie a spettacoli che prevedono una partecipazione sempre più attiva, per amplificare le emozioni e le suggestioni.

Il taglio del nastro dell’evento è in programma giovedì 4 dicembre al Teatro Caio Melisso (ore 19.30) con interventi di Andrea Sisti, sindaco di Spoleto, Pietro Bellini, presidente GAL Valle Umbra e Sibillini, Paolo Feliziani, presidente della Fondazione Carispo, Maria Flora Monini, responsabile comunicazione e relazioni esterne di Monini S.p.A. e Anna Setteposte, organizzatrice di EaT.

A seguire, ad inaugurare la kermesse (Teatro Caio Melisso, ore 20) sarà “Mama I’m Coming Home” con Alessandro Sesti e Debora Contini, in anteprima nazionale. Lo spettacolo, durante il quale si potranno assaggiare alcuni dei piatti tipici dell’Umbria contadina, quella cucina semplice che è sinonimo di casa, di famiglia, di calore, racconta attraverso una storia personale l’universalità del rapporto madre-figlio/a. Ci si addentrerà in cosa significa essere una madre cresciuta durante il boom economico, ma soprattutto, una donna che ha vissuto la propria infanzia in un’Italia dove il timore di Dio e il patriarcato più nocivo erano considerati la normalità. Lo scontro tra un figlio, che assorbe la globalizzazione e immagina infiniti possibili “se”, e una madre, costretta a comprendere il cambiamento sociale in atto, genererà un modo per parlare dell’universo femminile nella maniera in cui era inteso negli anni ’60 del nostro Paese, dalla violenza di genere alle disuguaglianze che ancora oggi permeano la società attuale.

La seconda giornata, venerdì 5 dicembre, è caratterizzata da due appuntamenti. Si inizia con “Emozioni da bere. Il primo cocktail show sulle emozioni” (Teatro Caio Melisso, ore 19). Un format unico, un viaggio nelle emozioni umane, un aperitivo durante il quale si ride, si riflette, si gioca e si brinda. “Cocktail emotivi” realizzati ad hoc, ognuno ispirato a un’emozione diversa. Regia drammaturgia interpretazione Daniele Vagnozzi, supervisione alla regia Alessandro Savarese. Costume e oggetti di scena Stefania Cempini, ideazione cocktail Sebastian Lombardo / Raval. Produzione Marche Teatro.

A seguire il nuovo one man show di Vito dal titolo “L’altezza delle lasagne. Monologo di sopravvivenza gastronomica” (Teatro Caio Melisso, ore 21.15). Perché è scomparsa la rucola e siamo invasi dall’avocado? Chi ha deciso che non serve più la mezzaluna? Cosa ha trasformato il semplice gesto di nutrirsi in una nuova religione? Da quando l’uomo ha smesso di fare da mangiare e si è trasformato in Chef? Si può preparare una torta di mele eco-sostenibile senza sfruttare l’ambiente? Vito porta lo spettatore su un terreno a lui caro, quello del cibo e della cucina, in un excursus esilarante e spietato sul malsano e preverso rapporto tra l’uomo e il piano cottura. Lo spettacolo (di Francesco Freyrie e Andrea Zalone) che tutti quelli che amano cucinare dovrebbero vedere.

Ricca di appuntamenti la giornata di sabato 6 dicembre. Si inizia con la tavola rotonda organizzata e a cura del Gal Valle Umbra e Sibillini dal titolo “Origine e qualità degli alimenti. Il ruolo dei Consorzi di tutela nell’era dell’AI” (Teatro Caio Melisso, ore 10.30).

A seguire “Cibo angelico” (Fattoria Sociale, Loc. Protte n.27, ore 12). Quando entra in scena l’attrice Mariella Fabbris è un tornado familiare, tra lettere, poesia, teatro e cucina. In collaborazione con Fattoria Sociale. Spettacolo e degustazione di gnocchi (gnocchi al pomodoro – gnocchi al pesto – gnocchi ai tre formaggi – gnocchi dolci).

“La ultima vez” (L’ultima volta) di Gabriella Salvaterra (Teatrino delle 6, ore 12.45 e in replica alle 19.45) è invece una cena clandestina che si propone di celebrare la meraviglia di un eterno nuovo inizio. Questo spettacolo supera i limiti tradizionali del teatro, integrando in un’esperienza poetica il cibo, la narrazione, la musica e la memoria dei nostri corpi.

Con “La rivincita del Trebbiano” (Teatro Caio Melisso, ore 16.45) il pomeriggio è in programma anche una degustazione guidata a cura dei giornalisti enogastronomici Antonio Boco e Giuseppe Carrus. Da varietà bistratta, derisa, camuffata, ritenuta buona solo per quantità e prodotti da taglio, a uva capace di vini contemporanei e attraenti, ad alto tasso di originalità e dalle molteplici declinazioni. Ecco allora che il sipario si aprirà per il Trebbiano, anzi per i Trebbiani.

La giornata si concluderà con l’atteso ritorno dei Food Ensemble con “Il concerto che puoi mangiare” (Teatro Caio Melisso, ore 21). Il primo concerto che si può assaggiare si unirà questa volta allo chef Tommaso Tonioni per una collaborazione irripetibile. Per questa edizione verrà ideato un piatto inedito, creato appositamente per la serata e svelato in anteprima durante la performance. Nel pieno stile Food Ensemble, il piatto diventerà musica: suoni, aromi e movimenti della preparazione si trasformeranno in una nuova traccia, che dopo l’evento sarà pubblicata e ascoltabile in streaming.

L’ultima giornata di EaT, domenica 7 dicembre, inizierà con una matinée al cinema, tra colazione e proiezione del film “Il gusto delle cose” (Sala Pegasus, ore 10.30).

In contemporanea è in programma anche lo spettacolo per bambini dai 5 ai 10 anni “Shakespeare a colazione” (Teatro Caio Melisso, ore 10.45), altra novità di questa edizione di EaT ed ispirato alla formula del celebre “Shakespeare for Breakfast” del Fringe Festival di Edimburgo. Testo originale a cura di Perelandra (iniziativa gratuita realizzata con il contributo del Gal Valle Umbra e Sibillini).

Anche domenica, dopo le due repliche di sabato, andrà in scena la cena clandestina di Gabriella Salvaterra dal titolo “La ultima vez” (Teatrino delle 6, ore 12.30).

Con lo spettacolo ironico e scanzonato “Mangiare tutto” (Teatro Caio Melisso, ore 16.30), l’attore e cuoco Niccolò Califano, reduce dal programma Sky Masterchef, e lo scrittore e drammaturgo Matteo Cavezzali, racconteranno poi la passione/patologia che colpisce ogni italiano: la mania per la cucina. In scena, oltre a Califano anche Andrea Sciamanna.

Il finale della quattro giorni spoletina sarà poi con la prima produzione targata EaT dal titolo “A tavola!” (Teatro Caio Melisso, ore 18.30), spettacolo che vuole mettere in scena il rito della tavola a 360 gradi. Tra ironia e poesia, il sipario si aprirà sul rito antico del “mangiare insieme e apparecchiare”, capace di rafforzare i legami e di dare forma alla memoria collettiva. Con Guido Farinelli, autore dei testi, Gabriele Furnari Falanga e Angelo Barone. Drammaturgia Giacomo Ballarè e regia Davide Gasparrini.

Sfuma il sogno di Foligno-Spoleto, la Capitale dell’Arte contemporanea 2027 sarà Alba

E’ Alba la nuova Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027. L’annuncio è stato dato dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel corso della cerimonia che si è svolta nella Sala Spadolini del Ministero, alla presenza della Giuria della selezione e dei rappresentanti delle città finaliste.

Niente da dare per Foligno e Spoleto, che hanno presentato una candidatura congiunta, arrivate in finale insieme a ”Pietrasanta ed a Termoli.

Ha vinto il progetto “Le fabbriche del vento”, con cui Alba ha saputo convincere la Giuria presieduta da Lorenza Baroncelli al termine della procedura di selezione, ottenendo la seguente motivazione:

“Il progetto si distingue per l’eccellente capacità di coniugare rigenerazione territoriale, innovazione artistica e partecipazione diffusa, attraverso un programma culturale di altissimo profilo. Si radica in una tradizione d’avanguardia che negli anni ha trasformato il territorio in laboratorio creativo, proiettandosi verso il futuro con iniziative destinate a diventare appuntamenti fissi nel panorama artistico nazionale e internazionale.

“Con la Capitale dell’arte contemporanea abbiamo, ancora, messo in moto le energie delle forze sociali, delle strutture e dei territori che hanno voglia di emergere, di farsi notare o anche solo di essere riconosciuti per la loro esperienza e la loro creatività”, ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

Alba riceverà un contributo di un milione di euro, destinato alla realizzazione delle iniziative previste nel dossier di candidatura.

Sfuma dunque il sogno per Foligno e Spoleto, con i due sindaci, Zuccarini e Sisti, che però si dicono soddisfatti della collaborazione e del lavoro fatto, che potrà servire per valorizzare l’arte contemporanea nei due territori.

Dal 31 ottobre al 2 novembre a Spoleto torna “Dolci d’Italia”

Presentata a Roma, nella Sala Colucci della sede Nazionale di Confcommercio, la sesta edizione di ‘Dolci d’Italia’, il Festival Nazionale dei Dolci organizzato da Epta Confcommercio Umbria con il contributo e il patrocinio del Comune di Spoleto, che si terrà nel centro storico di Spoleto dal 31 ottobre al 2 novembre. Hanno preso parte all’incontro il presidente di Epta Aldo Amoni, l’assessore con deleghe al turismo, sviluppo economico, commercio e marketing del Comune di Spoleto Giovanni Maria Angelini Paroli, il presidente del GAL Valle Umbra e Sibillini Pietro Bellini, il presidente della Confcommercio Spoleto Tommaso Barbanera.

Il programma

In programma tre giorni dedicati alle eccellenze dolciarie e alla scoperta delle tradizioni regionali, con momenti di intrattenimento e laboratori per adulti e bambini. Come da tradizione, il Chiostro di San Nicolò sarà il cuore pulsante della manifestazione, ospitando la Sweet Academy, la rassegna di cooking show che porta a Spoleto i maestri della pasticceria da tutta Italia. Un’occasione per imparare tecniche e segreti direttamente dai protagonisti. Tra i nomi più attesi di questa edizione spicca Simone Rugiati, chef, conduttore e volto amatissimo della televisione italiana, pioniere dei cooking show nel nostro Paese, protagonista sabato 1 novembre alle 16.30 con una masterclass che promette spettacolo e creatività.

Alla Sala degli Ori torna l’appuntamento con “Le Delizie dello Stivale”, un viaggio sensoriale che attraversa l’Italia da nord a sud grazie a una selezione di aziende dolciarie che proporranno al pubblico un dolce tipico per ogni regione. Un mosaico di sapori che racconta il Paese meglio di qualsiasi guida turistica, e che quest’anno si arricchisce della collaborazione con ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, a conferma di come la pasticceria italiana rappresenti un ambasciatore del Made in Italy nel mondo.

Per il presidente di Epta Aldo Amoni “Dolci d’Italia è diventato un appuntamento consolidato, capace di attrarre ogni anno migliaia di visitatori da tutto il Centro Italia e di valorizzare il territorio attraverso la celebrazione della sua tradizione dolciaria. Tuttavia – continua Amoni – dispiace constatare che, nonostante il successo crescente, molte aziende del settore restino ancora esitanti nel cogliere questa opportunità di visibilità e di contatto diretto con il pubblico. Credo che il futuro di eventi come questo passi proprio dalla capacità di fare sistema e di crederci tutti insieme, istituzioni e imprese comprese“.

Attesissimo il tradizionale “Dolce da record”, che domenica 2 novembre alle 16.00 in Piazza Garibaldi vedrà realizzare una Attorta spoletina lunga 60 metri, frutto del lavoro degli studenti dell’Istituto Alberghiero di Spoleto: un’impresa collettiva che unisce scuola e tradizione, grazie all’importantissimo sostegno della Dirigente Scolastica Dott.ssa Roberta Galassi.

Per l’assessore Paroli “Dolci d’Italia rappresenta un appuntamento di grande rilievo per la nostra città, capace di coniugare tradizione, qualità e valorizzazione del territorio. Con questa sesta edizione intendiamo rafforzare ulteriormente il ruolo di Spoleto come punto di riferimento nazionale per la promozione delle eccellenze dolciarie italiane, favorendo al contempo la crescita del turismo enogastronomico e la collaborazione tra operatori del settore. Si tratta ormai di un evento che è entrato a pieno titolo tra gli appuntamenti stabili del nostro palinsesto autunnale – ha spiegato Paroli – una manifestazione che contribuisce a promuovere l’immagine di Spoleto, valorizzandone le risorse anche grazie al prezioso sostegno delle imprese locali“.

Tra le novità del 2025, la sezione “Aspettando il Natale… brindisi e dolcezze” in Piazza Garibaldi, dove sarà possibile degustare panettoni, pandori e torroni artigianali da tutta Italia abbinati a Spumante Asti e Brachetto d’Acqui, in collaborazione con i rispettivi Consorzi di tutela. Si consolida anche la collaborazione con il GAL Valle Umbra e Sibillini: quest’anno in Piazza Garibaldi ci sarà il Palazzo GAL, un vero e proprio ‘quartier generale’ che ospiterà dibattiti e cooking show. Da segnalare tra gli altri, l’incontro che si terrà sabato 1 novembre alle 11.00 dal titolo ‘INCONTRO POP – Partecipa, Orientati, Progetta: il Futuro del GAL e delle Comunità Rurali’.

‘Dolci d’Italia’ conferma così la sua vocazione di grande vetrina nazionale per la pasticceria e il turismo esperienziale, capace di unire gusto, cultura e valorizzazione del territorio.

Info sul festival: https://www.dolciditalia.it/

Aiuto cuoco fatto a pezzi, le indagini dei carabinieri

La comunità spoletina sconvolta dal ritrovamento del corpo mutilato di un 21 originario del Bangladesh, Bala Sagor, detto Obi, Il ragazzo, ospite di una struttura di accoglienza, era scomparso giovedì 18 settembre. I familiari ne avevano denunciato la sparizione ai carabinieri della Compagnia di Spoleto. Appelli social con la foto del ragazzo, fino alla macabra scoperta avvenuta lunedì sera nel rione Casette.

Alcuni residenti hanno visto una bicicletta elettrica lasciata nel parco pubblico del quartiere ed hanno avvertito i carabinieri. Accanto alla bici i militari hanno trovato un sacco nero della spazzatura, dal quale sono emerse parti del corpo di un giovane. I successivi esami hanno confermato che si trattava del corpo di Obi, che lavorava a Spoleto come aiuto cuoco.

Nella giornata di martedì è stato effettuato un sopralluogo nell’abitazione e nel garage utilizzato da un ucraino, anche lui occupato nella ristorazione. L’abitazione, in via Pietro Conti, si trova non distante dal luogo del macabro ritrovamento.

Sul corpo del giovane, i cui resti non sono stati tutti rinvenuti, è stata disposta l’autopsia per stabilire le cause e il momento del decesso.

Capitale italiana arte contemporanea, Foligno-Spoleto tra le quattro finaliste

Foligno-Spoleto è tra le quattro finaliste per il riconoscimento di Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027.

Queste le città candidate in finale:

– FOLIGNO (PG) in aggregazione con SPOLETO, con il dossier “Foligno-Spoleto in Contemporanea”;

– ALBA (CN), con il dossier “Le fabbriche del vento”

– PIETRASANTA (LU), con il dossier “Essere arte. O dell’umanità dell’arte”

– TERMOLI (CB), con il dossier “Traiettorie contemporanee”

Le audizioni pubbliche delle città finaliste al Ministero della Cultura a Roma il 16 ottobre. Ciascun Comune avrà a disposizione un tempo massimo di 60 minuti, articolati in 30 minuti di presentazione del progetto e 30 minuti di colloquio con la Giuria, per illustrare nel dettaglio le proprie proposte.

La proclamazione della Capitale italiana dell’Arte Contemporanea, con un contributo finanziario di un milione di euro, avverrà entro il 30 ottobre.

Cambio di provincia, Bandecchi incontra i sindaci di Spoleto, Norcia, Todi e degli altri Comuni interessati

Quattro sindaci. Tre (Andrea Sisti, Spoleto; Antonino Ruggiano, Todi; Giuliano Boccanera, Norcia) chiamati a “decidere” in quale Provincia vogliono stare. L’altro, Stefano Bandecchi, è il sindaco di Terni e di quella provincia che chiede venga ampliata, per riequilibrare l’attuale suddivisione istituzionale dell’Umbria.

Si confronteranno lunedì 7 luglio (ore 16) a Spoleto, alla Sala Monterosso (complesso di proprietà della Provincia di Perugia)nel convegno organizzato dall’associazione Prima Spoleto.

E proprio Spoleto è la più allettata dal cambio di Provincia, che la porterebbe ad essere la seconda città più grande dopo Terni, “scavalcando” Orvieto.

Il presidente di Prima Spoleto, Pietro Testaguzza, ha invitato a partecipare anche gli altri sindaci dei Comuni interessati dell’area dello Spoletino, della Valnerina e del Tuderte.

Il titolo dell’incontro è piuttosto esplicito: “Restiamo con Perugia o passiamo con Terni?”.

Un incontro che riaprirà il dibattito su un tema che, periodicamente, da quando è tramontata l’ipotesi della terza Provincia con Foligno capoluogo, torna ad affacciarsi sul palcoscenico politico umbro.

(nella foto il presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi)

Sappe: “Violenti scontri nei carceri di Terni e Spoleto”

“Violenti disordini” provocati “per ore” da alcuni detenuti all’interno dei carceri di Terni e Spoleto. A denunciare la situazione è il Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria), con il segretario umbro Fabrizio Bonino.

“In entrambe le carceri umbre – scrive Bonino – sembra che i danni ai Reparti coinvolti – tutti e due destinati alla Media sicurezza – sono stati significativi: si pensi che persino alcuni familiari di detenuti ci hanno contattato per avere notizie sulla situazione. Purtroppo, ancora una volta, il grido d’allarme lanciato dal Sappe rimane inascoltato da un’Amministrazione regionale sempre più distante e assente. Non a caso, buona parte dei gravi eventi critici violenti che accadono vedono protagonisti proprio detenuti assegnati da Firenze. Insomma, l’Umbria e le sue carceri sono diventate la discarica sociale della Toscana: e questo è inaccettabile! Per questo auspichiamo che la riapertura a Perugia del Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria dell’Umbria avvenga in tempi rapidi”.

Il segretario generale del Sappe, Donato Capece, rinnova al DAP la richiesta di potenziamento degli organici della Polizia Penitenziaria dei Reparti regionali, rammentando che “la popolazione carceraria nazionale attuale è composta per un 30% di detenuti in attesa di giudizio; 30% di detenuti extracomunitari e un 20% di tossicodipendenti”. 

Il leader nazionale del sindacato ricorda infine che “il Sappe da decenni chiede l’espulsione dei detenuti stranieri, un terzo degli attuali presenti in Italia, per fare scontare loro, nelle loro carceri, le pene ma anche la riapertura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari dove mettere i detenuti con problemi psichiatrici, sempre più numerosi, oggi presenti nel circuito detentivo ordinari”.

E torna a chiedere la dotazione, per il personale del Corpo, di strumenti di tutela e garanzia non letali come i flash ball ed i bola wrap: il primo è un fucile che spara proiettili di gomma, già in dotazione alla Polizia Penitenziaria francese, mentre la seconda è un’arma di difesa che spara lacci bloccante le gambe dei riottosi, anch’essa già in uso ad alcune Polizie locali di alcune città italiane.

Cratere sisma, così l’andamento della ricostruzione cambia il mercato del lavoro

La ricostruzione cambia anche l’andamento del lavoro nei comuni nei 15 comuni del cratere umbro del sisma del 2016. Da un lato l’aumento degli addetti subordinati, vero segnale di un’economia che si sta strutturando; dall’altro, il declino inarrestabile degli addetti familiari, simbolo del tessuto micro-imprenditoriale della Valnerina.

Quando si guarda però al “cratere senza Spoleto”, cioè ai 14 comuni montani più piccoli, la fotografia è più nitida e meno distorta dal peso specifico della città: Cascia, Cerreto di Spoleto, Monteleone di Spoleto, Norcia, Poggiodomo, Preci, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano, Vallo di Nera (provincia di Perugia), più Arrone, Ferentillo, Montefranco e Polino (provincia di Terni).

Una crescita reale, ma figlia dei cantieri
Nel cratere umbro esclusa Spoleto, i lavoratori subordinati sono passati da 2.562 nel primo trimestre 2015 a 3.187 nel primo trimestre 2025: +24,4%. Un trend continuo, anno dopo anno, a partire dal 2021. Cresce anche il peso relativo: se nel 2015 i dipendenti erano il 53,5% del totale degli addetti, oggi rappresentano oltre il 62%.

Un cambiamento epocale per territori dominati da piccolissime imprese familiari. Il motivo? La ricostruzione. I cantieri del sisma hanno portato nella Valnerina nuove aziende, soprattutto edili, strutturate e con forza lavoro esterna. Inoltre, alcune imprese locali hanno saputo riorganizzarsi, mantenendo la sede in zona ma lavorando altrove, assumendo nuovo personale.

Un altro aspetto è l’emersione di lavoro formalmente registrato. Diversi addetti che prima risultavano “familiari” o non contrattualizzati, sono ora assunti con forme regolari. In un’area dove il sommerso aveva un certo peso, anche questo contribuisce a far salire i numeri ufficiali dei subordinati.

Il declino delle famiglie imprenditoriali
Nel frattempo, gli addetti familiari calano: da 2.229 nel 2015 a 1.945 nel 2025 (-12,7%). Una caduta figlia di due dinamiche. La prima è generale: in tutta Italia il modello dell’impresa a conduzione familiare regge sempre meno. La seconda è specifica: la botta del sisma, l’esodo forzato, la paura di non tornare. Tante famiglie non hanno ripreso l’attività nei paesi di origine.

Il risultato è che, nei fatti, la forza del lavoro autonomo familiare si svuota. In molti casi gli addetti risultano ancora formalmente tali solo per motivi statistici: in cassa integrazione, o nominalmente legati a un’impresa che ormai opera altrove. C’è poi il tema delle “aziende fantasma”: formalmente attive, ma senza produzione effettiva.

Il saldo complessivo: +7,1% senza Spoleto, -4,4% con Spoleto
Nel cratere umbro senza Spoleto, gli addetti totali (familiari + subordinati) sono saliti da 4.791 a 5.132 (+341), pari a +7,1%. Ma se si include Spoleto nel conteggio, il quadro cambia radicalmente: gli addetti totali nel cratere con Spoleto sono scesi da 16.660 a 15.934 (-726), con una contrazione del 4,4%.

La spiegazione è duplice. Da un lato Spoleto vale oltre il 60% del cratere in termini demografici. Dall’altro, è un centro urbano con problemi economici propri, preesistenti al terremoto: qui l’effetto ricostruzione si sente meno.

Nel cratere con Spoleto i subordinati crescono appena del 2,1% (da 10.860 a 11.092), mentre gli addetti familiari calano del 16,5% (da 5.800 a 4.842). Il dato aggregato è negativo.

Il rischio di un rimbalzo a vuoto
La domanda di fondo resta aperta: questo aumento di addetti subordinati è duraturo o effimero? Finita la ricostruzione, queste aziende resteranno? E soprattutto, è sufficiente per frenare lo spopolamento?

I dati demografici parlano chiaro: Norcia ha perso il 9,7% dei residenti dal 2016, Cascia quasi il 7%. A Poggiodomo gli abitanti sono scesi a 83, con un indice di vecchiaia del 1.150%. L’età media nei comuni del cratere supera spesso i 60 anni. I giovani se ne vanno, e pochi tornano. Il saldo naturale resta ampiamente negativo. Solo in alcuni comuni, come Cascia, si registra un timido rimbalzo di natalità e migrazioni in entrata, ma non basta.

Fenice, la sfida di ricostruire le comunità
In questo scenario si inserisce il progetto Fenice, un’iniziativa strategica per la rigenerazione socio-economica del cratere, promossa dall’Università per Stranieri di Perugia insieme a Comune di Norcia, Camera di Commercio dell’Umbria e Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica.

L’obiettivo è ambizioso: non solo ricostruire case e strade, ma anche economie locali, competenze, identità. Norcia e la Valnerina sono il cuore pulsante di questo programma, che mira a invertire la traiettoria del declino con formazione, impresa, cultura. Si lavora per attrarre giovani, consolidare filiere agricole e turistiche, sperimentare nuove forme di residenza, puntare su digitale e comunità energetiche.

I numeri dell’occupazione dicono che qualcosa si muove. Ma da solo, il mercato non basta. Serve visione, continuità e capacità di trattenere le persone. Fenice nasce per questo. Resta da vedere se saprà davvero riaccendere il futuro.

“La ricostruzione ha innescato un cambiamento nel mercato del lavoro”
“I numeri – il commento dal progetto Fenice – confermano che la ricostruzione ha innescato un cambiamento strutturale del lavoro nel cratere umbro, ma da sola non basta. Stiamo assistendo a una crescita degli occupati subordinati, segnale incoraggiante, ma resta il rischio di un rimbalzo a vuoto se non ricostruiamo anche comunità e prospettive. Il Progetto Fenice nasce proprio per questo: per trattenere chi vuole restare e attrarre chi può tornare. Investiamo in impresa, formazione e identità, perché senza persone nessun territorio può avere futuro. È il momento di accelerare, con visione e continuità.”

Nuova apertura McDonald’s, colloqui di lavoro per selezionare 50 dipendenti

Ha fatto tappa a Spoleto il McDonald’s Job Tour, la selezione del personale organizzato per le nuove aperture – tra cui appunto quella della città ducale – e assunzioni McDonald’s in tutta Italia. Presso l’Hotel dei Duchi di Viale Matteotti hanno preso il via i primi colloqui individuali per coloro che vogliono lavorare nel nuovo ristorante della città.

McDonald’s è alla ricerca di 50 persone che abbiano voglia di mettersi in gioco, di lavorare in squadra e a contatto con i clienti, da inserire nel team del nuovo ristorante. Le persone selezionate verranno inserite in un percorso di formazione propedeutico alle mansioni che svolgeranno; saranno inquadrate con contratti part-time o full-time, in base alle esigenze del ristorante, secondo il contratto nazionale del turismo. La retribuzione è quella prevista dallo stesso contratto, chiaramente parametrata al numero di ore lavorative settimanali.

McDonald’s Job Tour a Spoleto
La tappa del Job Tour ha dato il via al percorso di ricerca e selezione del personale per entrare a far parte del team del ristorante McDonald’s di prossima apertura a Spoleto, che si aggiungerà agli altri nove ristoranti già presenti in provincia di Perugia. Durante la giornata, i primi candidati hanno avuto la possibilità di sostenere un colloquio individuale e di incontrare e confrontarsi con i dipendenti di altri ristoranti.

Lavorare in McDonald’s
Queste nuove posizioni rientrano nel piano di crescita nazionale, che anche quest’anno prevede l’assunzione di 5.000 nuove persone in tutta Italia. McDonald’s conta ad oggi oltre 750 ristoranti in tutta la Penisola, dove lavorano 38.000 dipendenti, che ogni giorno servono più di un milione di persone.

Il 62% dei dipendenti – evidenzia l’azienda – è rappresentato da donne che sono il 50% degli store manager, mentre il 55% dei dipendenti ha meno di 29 anni e il 32% è studente. Un’opportunità di lavoro stabile e concreta, dove il 92% delle persone è assunto con contratto stabile.

Grazie ad un programma di formazione da oltre un milione di ore all’anno, McDonald’s garantisce a tutte le sue persone un percorso strutturato, volto a valorizzare i propri talenti e a fornire tutti gli strumenti necessari per permettere a ciascuno di crescere in azienda.

McDonald’s Italia
In Italia da 39 anni, McDonald’s conta oggi oltre 750 ristoranti in tutto il Paese per un totale di 38.000 persone impiegate che servono ogni giorno 1.2 milioni di clienti. I ristoranti McDonald’s italiani sono gestiti per il 90% secondo la formula del franchising grazie agli oltre 160 imprenditori locali che testimoniano il radicamento del marchio al territorio. Anche per quanto riguarda i fornitori, McDonald’s conferma la volontà di essere un marchio “locale”. Ad oggi la maggior parte dei fornitori infatti sono italiani. Nel mondo McDonald’s è presente in oltre 100 Paesi con più di 41.000 ristoranti.