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Tag: lavoro

In Umbria 24mila pensionati in più rispetti ai lavoratori | Analisi e dinamica dei prossimi anni

In Umbria ci sono oltre 24mila pensionati in più rispetto ai lavoratori. Un saldo negativo che, nel Centro Italia, l’Umbria condivide con le Marche. Mentre nel Nord l’unica regione con saldo a favore dei pensionati è un’altra con un’età media molto elevata, la Liguria (-4,767). Tutte le regioni del Mezzogiorno presentano un dato a favore dei pensionati. Le situazioni più critiche interessano la Sicilia con -186.462, la Calabria con -220.349 e, specialmente, la Puglia con -263.020.

L’Ufficio studi della Cgia ha analizzato i dati delle province e regioni italiane e delineato la prospettiva per i prossimi anni, con i nuovi pensionamenti certi, mentre le assunzioni del futuro sono ovviamente da dimostrare in base all’andamento del mercato del lavoro.

In Italia

In Italia il numero dei pensionati ha ormai raggiunto quello dei lavoratori. Il dato definitivo del 2025 indica in 24,1 milioni le persone occupate in Italia e quasi 23,2 le pensioni pagate.

Un numero, il secondo, destinato con certezza ad aumentare nei prossimi anni, come rileva la Cgia. Entro il 2029 usciranno infatti dal mercato del lavoro 3 milioni di italiani. Di questi, una quota pari a circa il 74 per cento del totale, ossia 2.244.700 persone, interesserà le regioni centrosettentrionali. Anche se l’altra dinamica, quella dei nuovi ingressi al lavoro, penalizza di più il Sud, che quindi vede più sbilanciato il rapporto verso i pensionati.

Un problema per il sistema economico italiano, che avrà a disposizione meno manodopera e impiegati. Ma anche per i conti pubblici.  Quest’anno – rileva sempre l’Ufficio studi della Cgia – la spesa pensionistica è destinata a toccare i 351,8 miliardi di euro: il 2,7 per cento in più di quanto abbiamo pagato l’anno scorso, un trend in linea con l’andamento dell’inflazione che quest’anno dovrebbe crescere del 2,8 per cento. Ma nel 2029, a legislazione vigente, l’ammontare delle uscite complessive per pagare tutti gli assegni pensionistici dovrebbe aumentare di 36,8 miliardi, attestandosi sui 388,6 miliardi di euro: praticamente il 10,5 per cento in più, mentre l’inflazione, stando alle previsioni, dovrebbe salire di “soli” 5,8 punti. L’effetto “esodo” comincerà a farsi sentire anche sui conti del sistema previdenziale.

La situazione nelle province

Dall’analisi, fatta dall’Ufficio studi della Cgia – del saldo tra il numero di occupati e le pensioni erogate nel 2025, delle 102 province d’Italia
monitorate “solo” 54 presentano un saldo positivo. Infine, le uniche realtà territoriali del Mezzogiorno che presentano una differenza positiva sono Catania (+475), Matera (+1.127), Pescara (+3.454) e, in particolare, Ragusa (+16.241).

La situazione più “squilibrata” d’Italia si è verificata nella Città Metropolitana di Reggio Calabria: la differenza è stata pari a -90.368. Seguono la provincia di Taranto con -87.189, Lecce con -85.508 e Messina con -76.936. Va segnalato che l’elevato numero di assegni pensionistici erogati nel Mezzogiorno non è ascrivibile alla eccessiva presenza delle pensioni di vecchiaia/anticipate, ma all’elevata diffusione dei trattamenti assistenziali e di invalidità.

Un risultato preoccupante che dimostra con tutta la sua evidenza gli effetti provocati in questi ultimi decenni da quattro fenomeni strettamente correlati fra di loro: la denatalità, il progressivo invecchiamento della popolazione, un tasso di occupazione tra i più bassi in UE e la presenza di tantissimi lavoratori irregolari. La combinazione di questi fattori ha ridotto progressivamente il numero degli occupati regolari e, conseguentemente, è aumentata la platea dei percettori di welfare.

In Umbria

In Umbria nel 2025 risultano 401.882 occupati e 377.788 pensionati, con un saldo a favore di questi ultimi di 24.094 unità. L’incidente degli over 50 sui dipendenti privati nella regione ha superato il 34 per cento. Con un domanda di sostituzione entro il 2029 che sfiora il 45 per cento, con 44.800 persone che andranno in pensione, di cui 20.100 nel settore privato.

Quanto alle province, Terni e Perugia sono praticamente appaiate in classifica. A Terni risultano 104.611 pensionati e 92.897 occupati (-11.714); in provincia di Perugia ci sono 297.271 pensionati e 284.891 occupati (-12.380).

Nel Nord

Ma ci sono 11 province settentrionali che al pari della quasi totalità di quelle meridionali registrano un numero di pensioni erogate superiore a quello dei lavoratori attivi. Si tratta di Lecco con – 188, Belluno con -213, La Spezia con -602, Alessandria con -1.227, Ferrara con -1.548, Sondrio con -1.869, Massa-Carrara con -2.731, Vercelli con -5.351, Rovigo con -5.652 e Biella con -9.153.

La situazione geografica del Nord più disallineata si registra a Savona. Nel capoluogo ligure di ponente il saldo è stato pari a -9.326. Due province della Liguria su quattro presentano un risultato anticipato dal segno meno, mentre in Piemonte sono tre su otto.

Spoleto, Lab35 – Sacca Lab entra nel vivo con JOB LAB per l’orientamento dei giovani

A un mese dall’evento inaugurale che ha visto la partecipazione di dj Ralf e la riflessione sulla cultura del clubbing insieme agli studenti del territorio, entra nel vivo la programmazione di Lab35 – Sacca Lab. Prende il via domani, giovedì 22 ottobre, il ciclo di incontri del JOB LAB, lo spazio di orientamento esperienziale e formazione pensato per mettere in relazione diretta gli studenti delle quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado – ed aperto anche a tutta la cittadinanza – con il mondo delle imprese, delle istituzioni, dell’università e del Terzo Settore.

Il progetto Lab35 – Sacca Lab, spazio temporaneo di formazione, ricerca e produzione culturale dedicato a ragazze e ragazzi under 35 ospitato negli spazi di Palazzo Leonetti Luparini, nasce dalla co-progettazione tra il Comune di Spoleto, Anci (nell’ambito del progetto LAB35 Idee in Movimento finanziato in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Giovanili), FuoriFestival APS e Il Filo Rosso APS.

Un percorso in 5 pomeriggi e un JOB LAB DAY finale

Il percorso del JOB LAB, iniziato in collaborazione con l’Istituto Alberghiero di Spoleto con incontri di formazione sulle competenze e orientamento, continuerà con 5 Job Meeting pomeridiani (dalle 17 alle 19), che si terranno presso Palazzo Mauri, con una struttura dinamica e partecipativa: a una prima parte di testimonianza con esperti e professionisti seguirà una sessione laboratoriale con tavoli di lavoro dedicati ai ragazzi. Il ciclo si concluderà poi con un grande JOB LAB DAY mattutino il 10 dicembre al Palazzo Comunale.

Il calendario degli incontri a Palazzo Mauri

Giovedì 22 ottobre si inizia con Turismo lento, cammini e nuove esperienze: l’incontro inaugurale affronterà i temi del turismo esperienziale, outdoor e sostenibile, della progettazione di itinerari culturali e delle nuove professioni della travel industry. Ospiti: Gigi Bettin (Sviluppumbria S.p.A.), Roberto Adami (WeRoad) e Andrea Trevisi (Parco culturale “Terre di Pietra e d’Acqua”).

Giovedì 29 ottobre si prosegue con Cultura come impresa: un focus sulla cultura come risorsa economica, gestione dei servizi museali, storytelling, social media e marketing territoriale. Ospiti: Jessica Mammoli (content creator e divulgatrice culturale), Serena Marinelli (Maggioli Cultura e Turismo) e Silvia Casciarri (Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto / Carsulae).

Giovedì 5 novembre in programma Fare impresa oggi: dedicato ad avvio d’impresa, startup, artigianato, commercio, Made in Italy e competenze richieste dal mercato. Ospiti: Tommaso Barbanera (Confcommercio Spoleto), Omar Di Curzio (Giovani Imprenditori Confcommercio Umbria) e Matteo Filippi (Federalberghi).

Giovedì 12 novembre con Europa, mobilità e opportunità per i giovani: un approfondimento su Erasmus+, Corpo Europeo di Solidarietà, volontariato internazionale, ricerca delle opportunità e valorizzazione delle competenze acquisite all’estero. Ospiti: Francesco Di Giacomo (Umbrian Training Center) e Arianna Giovannini (Assessore del Comune di Scheggino, Delegata ANCI politiche europee, Rete Eulc e Cpa).

Infine, giovedì 19 novembre con Terzo settore, impresa sociale e servizio civile: un’analisi delle professioni nel sociale, della cooperazione internazionale e del Servizio Civile Universale e Digitale come volano per lo sviluppo di competenze spendibili nel lavoro. Ospiti: Giovane Legambiente Umbria, Samira Tamat ONG e Il Filo Rosso APS.

Un’opportunità per il territorio

L’iniziativa punta a sviluppare nei ragazzi competenze trasversali come teamwork, problem solving, personal branding e public speaking, trasformando l’orientamento scolastico in una concreta esperienza di incontro tra talento, formazione e tessuto economico umbro.

Per maggiori dettagli su tutti i 5 laboratori del progetto (MIND, JOB, 360°, VISION e PERFORMANCE) e per consultare la programmazione completa: www.saccalab.it.

Orvietano, tirocini formativi retribuiti per i giovani | Come fare domanda

Pubblicato l’avviso “T.E.C.O. – Tirocini Extra-Curriculari per l’Occupazione”, promosso da ARPAL Umbria e finanziato dal Programma regionale Umbria FSE+ 2021-2027.

L’intervento dispone di una dotazione complessiva di 4 milioni di euro, con una riserva di 1.250.000 euro per le cinque Aree Interne dell’Umbria di cui 250mila euro per i tirocini destinati ai residenti dell’Area Interna Sud Ovest Orvietano. Il territorio comprende i Comuni di Orvieto, Allerona, Alviano, Attigliano, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecchio, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Parrano, Penna in Teverina, Porano e San Venanzo.

Chi può fare domanda

L’avviso è rivolto a giovani dai 18 anni compiuti ai 35 anni non ancora compiuti, inoccupati o disoccupati, residenti o domiciliati in Umbria, iscritti ai Centri per l’Impiego regionali e con un Patto di Servizio Personalizzato sottoscritto da non oltre 12 mesi. La quota riservata all’Area Interna è destinata specificamente ai residenti nei 19 Comuni.

I tirocini prevedono un’esperienza formativa presso soggetti ospitanti con sede operativa in Umbria e hanno una durata dai quattro mesi ai mesi in base ai quattro percorsi indicati nell’avviso e secondo il profilo individuato dal Centro per l’Impiego e riportato nel Patto di Servizio. L’impegno settimanale va da 30 a 36 ore.

I percorsi

Questi i percorsi:

  • Percorso 1 – per i soggetti più prossimi al mercato del lavoro, ad alta occupabilità, già in possesso delle competenze richieste (work ready);
  • Percorso 2 – per i soggetti più lontani dal mercato ma in possesso di competenze spendibili, che necessitano di un aggiornamento delle competenze;
  • Percorso 3 – per i soggetti lontani dal mercato e con competenze non adeguate ai fabbisogni richiesti, che necessitano di nuovi percorsi formativi;
  • Percorso 4 – per i soggetti con bisogni complessi, in presenza di ostacoli che vanno oltre la dimensione lavorativa, con attivazione della rete dei servizi territoriali.

Compenso

Ai partecipanti è riconosciuta un’indennità di 600 euro lordi mensili, erogata con cadenza bimestrale posticipata. L’importo è riconosciuto per intero al raggiungimento di almeno il 70% delle presenze mensili. Al di sotto di questa soglia viene riproporzionato. Il percorso è finalizzato a rafforzare le competenze e favorire l’inserimento o il reinserimento lavorativo.

Le domande

Le domande di attivazione devono essere presentate dalle imprese ospitant, anche tramite un delegato, esclusivamente online attraverso la piattaforma Elixforms, con accesso mediante SPID o CIE. L’apertura è fissata alle ore 9 di lunedì 5 ottobre 2026. La procedura è a sportello: le domande saranno esaminate in ordine cronologico e potranno essere trasmesse fino alla chiusura dell’avviso per esaurimento delle risorse disponibili.

I giovani che non hanno un Patto di Servizio valido o lo hanno sottoscritto da oltre 12 mesi devono richiederne la sottoscrizione o l’aggiornamento al Centro per l’Impiego, prenotando un appuntamento tramite l’indirizzo destinatariteco@arpalumbria.it e indicando nome, cognome, codice fiscale, numero di telefono, email, residenza e domicilio.

L’avviso completo e la modulistica sono disponibili nella sezione dedicata agli avvisi pubblici del sito di ARPAL Umbria. Per informazioni e chiarimenti è possibile scrivere a avvisoteco@arpalumbria.it.

Umbria Lavoro Fest, formazione e opportunità concrete di occupazione

Durante la prima giornata di Umbria Lavoro Fest sono state circa 600 le persone che hanno popolato gli spazi del Tulipano, partecipando ai colloqui, visitando i desk delle aziende e della Rete dei servizi per il lavoro, prendendo parte ai panel e alle attività di orientamento. Una presenza composta da giovani, ma anche da lavoratori e persone di ogni età, a conferma di un interesse trasversale per gli strumenti le opportunità messi a disposizione.

Il dato delle presenze si aggiunge ai numeri con cui Umbria Lavoro Fest era arrivata all’appuntamento: oltre 400 persone già prenotate per i colloqui, 1.050 candidature trasmesse alle imprese, 104 profili professionali ricercati e 157 posti disponibili. Numeri che, già prima dell’apertura, avevano evidenziato una domanda significativa di lavoro e di incontro diretto con le aziende. Ma la partecipazione ha prodotto anche un effetto concreto sulla presenza delle imprese. Nel corso del pomeriggio di giovedì, infatti, altre aziende hanno contattato Arpal Umbria manifestando l’interesse a prendere parte alla manifestazione. Già dalla mattinata i nuovi soggetti sono operativi con i propri desk all’interno della fiera, ampliando ulteriormente le possibilità di incontro.

“Il dato che più ci rende soddisfatti – sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo economico e alle Politiche del lavoro Francesco De Rebotti – è vedere che quello che avevamo immaginato sta accadendo concretamente. Al Tulipano si sono incontrate persone in cerca di un’opportunità, imprese alla ricerca di competenze, operatori, istituzioni, agenzie e soggetti della formazione. Non si sono semplicemente incrociati: hanno dialogato, si sono confrontati, hanno costruito relazioni. È questo il senso di una manifestazione come Umbria Lavoro Fest”.

La prima giornata

La prima giornata ha visto alternarsi ai momenti dedicati al recruiting e ai colloqui un ricco programma di panel e workshop. Si è parlato di sviluppo, giovani e mercato del lavoro, di cultura e imprese creative, di inclusione e pari opportunità, di intelligenza artificiale e trasformazioni professionali, fino alle politiche per il mercato del lavoro e al ruolo di Arpal Umbria. I 70 desk delle aziende e dei soggetti della Rete dei servizi per il lavoro hanno rappresentato per tutta la giornata un punto di riferimento per informazioni, orientamento e contatti diretti. “Abbiamo voluto che questa fosse una fiera del lavoro nel senso più ampio del termine – conclude De Rebotti – non soltanto un luogo dove consegnare un curriculum, ma uno spazio nel quale capire come sta cambiando il mercato del lavoro, quali competenze vengono richieste, quali servizi esistono e come persone e imprese possono essere accompagnate. La risposta che abbiamo avuto ci conferma che questa strada va percorsa. Il nostro obiettivo è che nessuno consideri Umbria Lavoro Fest un appuntamento che finisce oggi. Questi due giorni devono lasciare qualcosa: un contatto, un colloquio, un’informazione, una competenza, un’opportunità. Ma soprattutto devono consolidare una rete che continui a lavorare insieme. Se persone, imprese, istituzioni e servizi hanno imparato a conoscersi meglio, a dialogare e a collaborare, allora questa prima edizione ha già raggiunto un risultato importante. Adesso dobbiamo trasformare questa energia in un percorso stabile e continuativo”.

I panel della giornata di venerdì

La seconda giornata è iniziata venerdì mattina con la prosecuzione dei colloqui e delle attività di recruiting. Sono stati nuovamente operativi gli spazi delle imprese, compresi i nuovi desk attivati dopo le richieste arrivate ad Arpal nella giornata di giovedì, insieme agli sportelli della Rete dei servizi per il lavoro, all’orientamento, alla CV Clinic, a Eures e al collocamento mirato. Sono proseguiti gli incontri tra candidati e aziende anche per chi non aveva effettuato la candidatura online. Attive anche l’Agorà Digitale, la Terrazza On Air per interviste e dirette e gli altri spazi di incontro predisposti all’interno del Tulipano.

Il primo panel della giornata di venerdì, “Giovani, formazione e il lavoro di domani: l’Università, gli Ie FP, IFTS, ITS e la scommessa di Pentima”, ha visto al tavolo Fabio Barcaioli, assessore all’Istruzione e alla Formazione, Francesco De Rebotti, assessore allo Sviluppo Economico e alle Politiche del Lavoro, Caterina Capponi, Delegata del Rettore per Orientamento, Tutorato e Relazioni con i Mondi del Lavoro, Giacomo Leonelli, Amministratore Unico di Adisu, Nicola Modugno, Direttore Its Umbria, e Claudia Ciombolini, Direttrice del Sul.

Successivamente, al convegno “La transizione ecologica in Umbria: Economia Green, nuove filiere del lavoro a Terni e le nuove competenze” hanno portato il loro contributo Thomas De Luca, assessore all’Energia e all’Ambiente, e Luca Tramini, Presidente della Commissione Nazionale Politiche del Lavoro, Formazione e Occupazione dell’Anci.

A chiudere la mattinata è stato l’incontro “Radici di Futuro: Agricoltura, Lavoro e Legalità. Sostegni per lo sviluppo rurale e strumenti di lotta al caporalato”. Sono intervenuti Simona Meloni, assessore alle Politiche agricole, Dominga Cotarella, Presidente di Coldiretti Umbria, Matteo Pennacchi, Presidente di Confagricoltura Umbria, e Roberto Di Filippo, Presidente di Cia Umbria.   

Nel pomeriggio l’incontro “Labour Market Intelligence: azione di contrasto al mismatch e Excelsior strumenti per i fabbisogni delle Imprese”, con Francesco Siciliano, Dirigente Arpal Umbria, Fabio Narciso, Responsabile Servizi per il Lavoro e le Imprese – Area sud di Arpal Umbria, Federico Sisti, Direttore della Camera di Commercio dell’Umbria, Leonardo Esposito, Amministratore Unico di Punto Zero scarl, e Mario Margasini, Presidente di Nuove Ri-Generazioni Umbria. Successivamente l’appuntamento “Gol e le nuove sfide per la formazione e le politiche attive del lavoro”, con i relatori Massimo Temussi, Direttore Generale presso il Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, Simone Cappelli, Dirigente della Regione Toscana e Coordinatore delle Regioni, Paolo Sereni, Direttore Arpal Umbria, e i Direttori regionali Adriano Bei e Luigi Rossetti. Le conclusioni e i saluti, infine, sono stati affidati all’assessore Francesco De Rebotti e a Tiziana Ciprini, amministratrice unica di Arpal Umbria.

Iniziata Umbria Lavoro Fest, il programma

Iniziata al Centro Direzionale “Il Tulipano” di Terni la prima edizione di Umbria Lavoro Fest, la manifestazione promossa dalla Regione e da Arpal Umbria nell’ambito delle politiche di coesione del Programma regionale FSE+ 2021-2027. Due giornate, giovedì e venerdì, dedicate al lavoro, all’orientamento, alla formazione e al confronto tra cittadini, imprese, istituzioni e operatori della rete dei servizi per il lavoro.

L’apertura della manifestazione è coincisa con il taglio del nastro del nuovo Centro per l’Impiego di Terni, alla presenza della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, dell’assessore regionale allo Sviluppo economico e alle Politiche del lavoro Francesco De Rebotti, dell’assessore del Comune di Terni Sergio Cardinali e dell’amministratrice unica di Arpal Umbria Tiziana Ciprini.

“Questa inaugurazione – ha dichiarato la presidente Proietti – rappresenta un segnale concreto di fiducia e di impegno per il futuro dell’Umbria. Ripartiamo da una sede completamente rinnovata, frutto di importanti investimenti pubblici, ma soprattutto di un lavoro fondato sulla collaborazione e sulla consapevolezza che nessuno può affrontare da solo le grandi sfide dell’occupazione e dello sviluppo. Qui oggi c’è l’Umbria che sceglie di fare squadra: la Regione, Arpal Umbria, la Camera di Commercio, che ringrazio, e partner essenziali come il mondo delle imprese, Sviluppo Lavoro Italia, le istituzioni formative, le organizzazioni sociali e tutti coloro che ogni giorno lavorano per creare opportunità”.

“Non si tratta – ha concluso la presidente della Regione – soltanto un evento: è uno spazio di incontro tra domanda e offerta di lavoro, tra competenze e bisogni delle aziende, tra le aspirazioni delle persone e le prospettive di crescita dei territori. È un’occasione per affermare una visione chiara: il lavoro di qualità, stabile, sicuro e adeguatamente retribuito è la prima condizione per dare futuro alle giovani generazioni, contrastare le disuguaglianze e rendere l’Umbria più attrattiva e competitiva. Vogliamo che ogni persona possa trovare qui ascolto, orientamento e strumenti concreti per costruire il proprio percorso. Vogliamo che le imprese trovino interlocutori capaci di accompagnarle nella ricerca delle competenze necessarie per crescere”.

“Questa prima mattinata – sottolinea l’assessore Francesco De Rebotti – ci restituisce un’immagine molto positiva di quello che volevamo costruire. Abbiamo visto fin da subito tante persone, tanti giovani, operatori, imprese e rappresentanti delle istituzioni vivere gli spazi del Tulipano e partecipare alle diverse attività. La Regione ha messo a disposizione non soltanto una sede, ma soprattutto un luogo e due giornate nelle quali incontrarsi, informarsi, cercare un’opportunità e confrontarsi sul futuro del lavoro. È una partecipazione che ci soddisfa e che conferma quanto sia importante continuare a investire su questi strumenti”.

Il programma

Subito dopo l’inaugurazione hanno preso il via i primi appuntamenti del programma, con il panel “Lavoro, sviluppo, giovani: verso Umbria 2030”, dedicato alle prospettive del mercato del lavoro regionale e al rapporto tra sviluppo, imprese e nuove generazioni, con il confronto tra istituzioni, organizzazioni sindacali e rappresentanti delle associazioni datoriali. La mattinata è proseguita con l’incontro “L’impresa della Cultura: la nuova legge regionale tra tutele per i lavoratori e opportunità per le imprese creative”, alla presenza del vicepresidente della regione Tommaso Bori, che ha affrontato il rapporto tra cultura, lavoro e sviluppo delle imprese del settore.

La manifestazione vedrà nel corso della giornata anche i numerosi spazi dedicati all’incontro diretto tra domanda e offerta di lavoro. I colloqui e le attività di recruiting proseguono durante entrambe le giornate, insieme alla possibilità, anche per chi non si è candidato online, di presentarsi direttamente alle aziende presenti al Tulipano. A completare l’offerta ci sono i 70 desk delle imprese e dei soggetti della Rete dei servizi per il lavoro, dove è possibile ricevere informazioni sulle opportunità disponibili, conoscere i servizi regionali e incontrare gli operatori. Attivi anche gli spazi dedicati all’orientamento, alla CV Clinic, a Eures e al collocamento mirato.

Nel pomeriggio il panel “Il lavoro come strumento di inclusione: dal benessere organizzativo alle pari opportunità”, con la partecipazione, tra gli altri, dell’assessore De Rebotti, della presidente dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità in Umbria Bianca Maria Tagliaferri, del Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità Renato Tomei, della consigliera per le Pari opportunità della Regione Umbria Rosita Garzi e di rappresentanti di Arpal Umbria e AIDP Umbria. In programma anche l’appuntamento dedicato alle nuove generazioni e all’intelligenza artificiale, “Me l’ha detto miocuggino: l’AI fa tutto da sola!”, curato da Fabiana Andreani, specialista in orientamento e lavoro per gli under 35. Un incontro pensato per affrontare, in maniera pratica, alcuni dei luoghi comuni sull’intelligenza artificiale e sulle trasformazioni che stanno interessando il mondo del lavoro. A concludere la giornata di oggi il confronto “Politiche e scenari per il mercato del lavoro: l’impatto delle riforme e il ruolo di ARPAL Umbria”, curato da Arpal Umbria, con l’assessore De Rebotti, l’amministratrice unica Tiziana Ciprini, il direttore Paolo Sereni e il direttore regionale Adriano Bei.

Vari panel vedranno inoltre la presenza anche dell’assessore Thomas De Luca, impegnato nel panel su “Economia green, nuove filiere occupazionali a Terni e competenze del futuro”, dell’assessora Simona Meloni in quello “Sviluppo rurale, lavoro agricolo e strumenti contro il caporalato”, e dell’assessore Fabio Barcaioli su “Progetto Pentima, formazione professionale, Università, ITS e IFTS”.

“Umbria Lavoro Fest – chiosa l’assessore De Rebotti – non va considerato un appuntamento isolato, ma un punto di partenza. Vogliamo utilizzare questa esperienza per rafforzare la rete dei servizi, rendere sempre più semplice l’accesso alle opportunità e accompagnare persone e imprese nelle trasformazioni del mercato del lavoro. La partecipazione di oggi ci dice che c’è bisogno di luoghi come questo e il nostro impegno è fare in modo che il lavoro iniziato qui prosegua nel tempo”.

Il secondo giorno

Domani, venerdì 2 ottobre, la manifestazione entrerà nella seconda giornata con un nuovo calendario di incontri, panel e workshop dedicati alle principali questioni legate al lavoro e allo sviluppo regionale. Proseguiranno inoltre le attività di orientamento, i servizi informativi e gli incontri tra candidati e imprese, con nuovi colloqui e occasioni di recruiting. Per tutta la durata di Umbria Lavoro Fest resteranno attivi anche gli spazi dedicati alle aziende e alla Rete dei servizi per il lavoro, l’Agorà Digitale per gli incontri a distanza, la Terrazza On Air per interviste e dirette e le altre aree predisposte per accompagnare visitatori, candidati e imprese.

Tirocini extra-curriculari per l’occupazione, approvati i criteri di selezione

La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato i criteri di selezione dell’avviso pubblico “T.e.c.o. – Tirocini extra-curriculari per l’occupazione”, una misura promossa nell’ambito del Programma Regionale Umbria FSE+ 2021-2027. L’iniziativa, fortemente voluta dall’assessorato regionale alle Politiche del lavoro, nasce con l’obiettivo di sostenere l’occupabilità dei giovani umbri e di accompagnarli in quella fase, spesso delicata, che segna il passaggio dal mondo della formazione a quello del lavoro.

I beneficiari

A poter beneficiare della misura sono i giovani tra i 18 e i 35 anni non ancora compiuti, residenti o domiciliati in Umbria, che risultino iscritti ai Centri per l’impiego regionali e abbiano sottoscritto un patto di servizio da non oltre 12 mesi. Dei 4 milioni di euro stanziati dalla Regione, 1 milione e 250mila saranno destinati in modo specifico ai giovani residenti nelle cinque aree interne del territorio umbro – Sud Ovest Orvietano, Nord Est Umbria, Valnerina, Unione dei Comuni del Trasimeno e Media Valle del Tevere – con una dotazione di 250mila euro riservata a ciascuna area, a testimonianza dell’attenzione riservata questi territori.
Sul piano operativo, la domanda di attivazione del tirocinio dovrà essere presentata dall’impresa ospitante, oppure da un soggetto delegato, con la sola esclusione dei Centri per l’impiego, e dovrà essere corredata da una convenzione e da un progetto formativo individuale sottoscritti congiuntamente dall’impresa, dal soggetto promotore e dal tirocinante. Per quanto riguarda la durata, i tirocini avranno una durata di 4 mesi, con la possibile estensione a 6 mesi nel caso si tratti di soggetti fragili, persone con disabilità o prese in carico dai servizi sociali, mentre l’impegno settimanale richiesto è compreso tra le 30 e le 36 ore, con un limite massimo di 8 ore giornaliere.

Ai tirocinanti sarà riconosciuta un’indennità di 600 euro lordi mensili, erogata da un soggetto pagatore individuato da Arpal Umbria, con pagamento bimestrale posticipato e a condizione che venga raggiunto almeno il 70% delle presenze mensili previste. Al termine del percorso, a chi avrà partecipato per almeno il 70% della durata prevista sarà rilasciata un’attestazione delle competenze acquisite.

L’avviso pubblico sarà pubblicato entro il mese di settembre 2026 e le domande presentate saranno valutate secondo l’ordine cronologico di arrivo, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

De Rebotti: ponte fondamentale tra formazione e lavoro

“I tirocini extra-curriculari – ha spiegato l’assessore regionale Francesco De Rebotti – rappresentano un ponte fondamentale tra formazione e lavoro, soprattutto in un contesto economico che richiede competenze sempre più specifiche e aggiornate. Puntiamo a valorizzare i talenti del nostro territorio, con particolare attenzione alle aree interne, spesso più fragili dal punto di vista occupazionale. Con l’approvazione di questi criteri l’Umbria conferma il proprio impegno concreto per l’occupazione giovanile, offrendo strumenti efficaci per accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita professionale. Invitiamo le imprese umbre a cogliere questa opportunità, contribuendo insieme a costruire un futuro più solido per le nuove generazioni”.

Più donne al lavoro, ma su di loro “pesano” ancora maggiormente casa e famiglia | La ricerca

Donne nel mondo del lavoro, presentato il rapporto Aur sui divari di genere in Umbria. Un rapporto che mostra come nella regione cresca l’occupazione femminile, ma restino differenze nella qualità del lavoro, nelle retribuzioni, nelle possibilità di carriera e nella distribuzione delle responsabilità familiari e di cura.

La ricerca, realizzata nell’ambito della collaborazione tra la consigliera di parità della Regione Umbria e l’Agenzia Umbria Ricerche, dal titolo “Le asimmetrie di genere nella società umbra. Donne e lavoro, un percorso ancora incompiuto”, analizza la condizione delle donne nel mercato del lavoro, nell’imprenditoria, nelle istituzioni e nei ruoli decisionali.

La presentazione è stata svola dalle autrici Enza Galluzzo, Monica Raichini ed Elisabetta Tondini. Sono intervenuti l’assessora regionale con delega alle Pari opportunità, Simona Meloni, la presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria, Sarah Bistocchi, la consigliera di parità Rosita Garzi e l’amministratore unico dell’AUR, Marco Damiani.

I dati

Nel 2025 le occupate umbre sono salite a 172.300, con un incremento di 3.100 unità in un anno. Il tasso di occupazione femminile ha raggiunto il 63 per cento, ma le donne rappresentano ancora il 57,4 per cento delle persone disoccupate. Persistono inoltre differenze rilevanti nei redditi: nel 2024 quello medio annuo da lavoro delle donne umbre è stato pari a 20.721 euro, contro i 27.141 euro degli uomini.

“Le asimmetrie di genere non possono essere affrontate con una sola politica settoriale – ha spiegato Garzi –. Occorre unire pari opportunità, lavoro, natalità, carichi di cura, organizzazione dei tempi, politiche sociali, imprese e sistema formativo”. Garzi ha annunciato che i principali contenuti della ricerca saranno tradotti anche in uno strumento più sintetico e accessibile, da utilizzare nel confronto sul territorio e nelle scuole.

“I dati non devono restare confinati in una pubblicazione scientifica – ha aggiunto. Devono diventare patrimonio delle istituzioni, delle imprese, delle associazioni e delle nuove generazioni, contribuendo a mettere in discussione stereotipi ancora molto radicati”.

“Con questa edizione abbiamo voluto rafforzare la ricerca, coinvolgendo competenze e sensibilità differenti e costruendo una sorta di ‘Asimmetrie 2.0’”, ha spiegato l’amministratore unico dell’AUR, Marco Damiani.

“La cadenza annuale consente di creare una serie storica e di mettere a disposizione delle istituzioni una fotografia aggiornata delle trasformazioni della società umbra – ha concluso Damiani. Studiare la condizione femminile non significa occuparsi soltanto delle donne, ma misurare il grado di apertura, inclusività ed efficienza dell’intera società. Le disuguaglianze economiche generano disuguaglianze nell’accesso alle risorse, ai servizi di welfare, alle opportunità e alle reti sociali. Una società più uguale nei rapporti di genere è una società che registra migliori indicatori di sviluppo e una più elevata qualità della vita per tutte le cittadine e tutti i cittadini”.

Gli interventi delle Istituzioni

“Il rapporto evidenzia i progressi compiuti, ma anche quanto sia ancora lunga la strada verso una parità effettiva – ha dichiarato l’assessora regionale Simona Meloni. Non dovrebbe essere necessaria una legge per assicurare la presenza delle donne nelle istituzioni e nei luoghi decisionali. Il fatto che questi strumenti siano ancora indispensabili dimostra che il cambiamento culturale non è stato completato”.

Meloni ha poi posto l’accento soprattutto sull’autonomia economica delle donne, quale condizione essenziale per la libertà personale e per uscire da situazioni di violenza o dipendenza:

“Il lavoro consente alle donne di costruire il proprio progetto di vita e di scegliere liberamente – ha sottolineato. Una donna senza indipendenza economica incontra maggiori difficoltà nel lasciare una situazione di violenza, trovare una casa e garantire sicurezza a sé stessa e ai propri figli. Per questo le politiche per l’occupazione femminile, il reddito di libertà e il reinserimento lavorativo sono parte integrante del contrasto alla violenza di genere”.

L’assessora ha ricordato anche la forte presenza delle donne umbre nel turismo, nell’artigianato, nell’agricoltura e nei servizi, osservando come la pandemia abbia mostrato la fragilità di alcune conquiste e abbia costretto molte lavoratrici a scegliere tra occupazione e responsabilità familiari.

“Il part-time e il lavoro discontinuo continuano a riguardare soprattutto le donne – ha aggiunto Meloni. Occorre redistribuire i carichi di cura e costruire politiche integrate tra lavoro, welfare, istruzione, famiglia e formazione. I dati del rapporto devono diventare strumenti di conoscenza e di cambiamento per le istituzioni, le imprese e le scuole”.

“Molti diritti sono stati conquistati, ma molta strada resta da percorrere – ha affermato la presidente Bistocchi. Nell’anno in cui ricordiamo gli ottant’anni del voto alle donne, dobbiamo riaffermare il valore dell’articolo 3 della Costituzione, che non sancisce soltanto l’uguaglianza formale, ma impegna le istituzioni a rimuovere gli ostacoli che limitano concretamente la libertà e la partecipazione”.

La presidente Bistocchi ha richiamato il divario retributivo, la concentrazione sulle donne del lavoro di cura e le difficoltà di accesso agli incarichi dirigenziali e manageriali, nonostante i migliori risultati spesso conseguiti dalle ragazze nei percorsi scolastici e universitari.

“La presenza femminile nelle istituzioni umbre è significativa, ma non deve farci pensare che la parità sia stata raggiunta – ha aggiunto. Le donne continuano a essere meno presenti nei livelli apicali e a subire discriminazioni anche nell’accesso al lavoro. La piena uguaglianza è il presupposto di una società più giusta e democratica”.

La presidente ha inoltre ringraziato Rosita Garzi, giunta alla conclusione del mandato, per la serietà e la professionalità con cui ha svolto il ruolo di consigliera di parità.

Nuova ondata di calore sull’Umbria, le indicazioni per i fragili e i limiti ai lavori all’aperto

Nuova fase di ondata di calore anche in Umbria, con temperature elevate soprattutto nelle aree interne e nei centri urbani. Il bollettino del sistema nazionale per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore segnala per Perugia il passaggio al livello 2 per le giornate dell’8 e del 9 luglio, con temperature alle ore 14 previste fino a 33-34 gradi e temperatura massima percepita fino a 34 gradi. Le previsioni disponibili indicano nei prossimi giorni valori massimi intorno ai 32-34 gradi a Perugia e fino a 35-37 gradi a Terni.

“La nuova ondata di calore richiede prudenza, attenzione e responsabilità da parte di tutti – dichiara la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. Il caldo estremo è un fattore di rischio per la salute, in particolare per anziani, bambini, persone con patologie croniche, persone non autosufficienti, cittadini che vivono soli e lavoratrici e lavoratori esposti al sole. La Regione, insieme al sistema sanitario, ai comuni e alla protezione civile, mantiene alta l’attenzione e invita tutti a seguire le raccomandazioni ufficiali”.

Le indicazioni per le persone più fragili

Il Centro funzionale regionale segnala condizioni prevalentemente stabili e temperature massime in aumento nella giornata del 9 luglio.
“Chiediamo ai cittadini di evitare l’esposizione nelle ore più calde, di bere regolarmente, di controllare le persone più fragili e di rivolgersi al medico o ai servizi sanitari in caso di sintomi sospetti – prosegue la presidente Proietti. La prevenzione è la misura più efficace: piccoli comportamenti quotidiani possono evitare conseguenze serie, dai colpi di calore alla disidratazione”.La Regione ricorda che sono particolarmente esposti al rischio gli anziani sopra i 65 anni, i neonati e i bambini, le persone con obesità o malattie croniche, in particolare cardiovascolari, chi assume farmaci che possono interferire con la termoregolazione o con la percezione del calore, le persone non autosufficienti e quelle che vivono in condizioni di isolamento.

Il lavoro all’aperto

Particolare attenzione riguarda anche il lavoro all’aperto. È in vigore l’ordinanza della presidente della Giunta regionale 11 giugno 2026, n. 3, contingibile e urgente in materia di igiene e sanità pubblica, adottata per prevenire i rischi da esposizione prolungata al sole. Il provvedimento, efficace fino al 15 settembre 2026 dispone il divieto di lavoro dalle ore 12:30 alle ore 16:00 nelle aree e nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala rischio “ALTO” per lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa alle ore 12.
Il divieto riguarda il settore agricolo e florovivaistico, i cantieri edili all’aperto, le cave e la logistica limitatamente ai piazzali destinati in via esclusiva e permanente al deposito merci, con esclusione delle pertinenze dei magazzini coperti. Per le consegne tramite mezzi a pedalata anche assistita, l’ordinanza prevede che il rischio calore sia inserito nei parametri di calcolo dei tempi di consegna e delle distanze massime di percorrenza, anche intervenendo sugli algoritmi delle piattaforme digitali, senza conseguenze negative sul piano salariale o reputazionale.
“Sul lavoro la sicurezza viene prima – sottolinea la presidente. Nessuna attività produttiva può essere organizzata ignorando gli effetti del caldo estremo. Le imprese devono programmare turni, pause, ombreggiamento, idratazione e misure di protezione coerenti con la valutazione del rischio. È un dovere giuridico, ma soprattutto un dovere di civiltà verso chi lavora”.
L’ordinanza raccomanda inoltre ai Comuni di valutare deroghe temporanee ai regolamenti locali sulle emissioni acustiche, previa verifica delle condizioni contingenti, per consentire lo svolgimento delle attività lavorative nelle fasce orarie più fresche.
“La collaborazione tra istituzioni, Comuni, aziende sanitarie, parti sociali, imprese e cittadini è decisiva – conclude Proietti. L’Umbria affronta questa fase con strumenti di prevenzione, informazione e tutela. A tutti chiediamo attenzione, proteggere le persone più esposte significa proteggere l’intera comunità”.

Hephaistos, percorso per la formazione professionale degli studenti con disabilità

Dare ai ragazzi con disabilità l’opportunità di formarsi nel settore di loro interesse per inserirsi nel mondo del lavoro: è questo l’obiettivo del progetto “Hephaistos – Il diritto al lavoro attraverso il merito”, presentato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, a Roma, alla presenza del ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, della presidente dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, Bianca Maria Tagliaferri, e dell’ex presidente dell’Osservatorio e attuale consigliera del ministro, Paola Fioroni.

Il progetto, che punta a trasformare la disabilità in un percorso di alta specializzazione professionale fondato sulle competenze e sulla valorizzazione delle inclinazioni personali degli studenti, è già stato avviato in via sperimentale per due ragazzi, grazie alla sinergia tra la Regione Umbria, l’ente di formazione Cnos Fap, il liceo classico Federico Frezzi e l’istituto tecnico tecnologico Leonardo Da Vinci di Foligno. Negli anni scolastici 2024/2025 e 2025/2026 i due studenti selezionati hanno frequentato il corso per operatore della ristorazione per 180 ore all’anno e hanno potuto così acquisire competenze concrete che potranno integrare con altre 180 ore di formazione il prossimo anno scolastico, raggiungendo un totale di 540 ore formative nel triennio.

“Questo progetto mette al centro il valore di ogni persona – ha evidenziato in apertura il ministro Locatelli – ed è quindi in linea con la riforma per la disabilità”. Il ministro si è poi complimentato con tutti coloro che hanno lavorato per la sua attuazione aggiungendo che “si tratta di un percorso che potrebbe diventare un modello per tutta l’Italia, anche perché ha saputo fare rete tra scuole, territorio, associazioni”.

“La Regione si impegna tutti i giorni per l’affermazione dei diritti dei ragazzi e delle ragazze, delle persone con disabilità – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti -. E lo fa anche nel campo dell’istruzione e del lavoro, anche grazie all’Arpal, che insieme alla scuola ha elaborato un progetto che è già un modello esportabile in altri territori e replicabile a livello nazionale. Favorire le condizioni e permettere a chi ha una disabilità di inserirsi dopo la scuola nel mondo del lavoro è la bellezza di questo progetto. Ma sono belli anche i percorsi che questi ragazzi intraprendono e vivono ogni giorno, rapportandosi con il lavoro. Se la nostra Repubblica è fondata sul lavoro, come recita la Costituzione, il lavoro è un diritto di tutti, nessuno escluso, e tutti dobbiamo fare la nostra parte: istituzioni, scuola e imprese. La Regione – ha aggiunto la presidente – è impegnata con ‘Umbria per tutti’, il piano di azioni per la promozione e l’attuazione dei diritti delle persone con disabilità che è lo strumento per ‘costruire’ città e comunità veramente inclusive. L’impegno congiunto e convinto del mondo della scuola, della governance multilivello regionale con la delega in capo alla Presidenza della giunta, dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, delle imprese e delle famiglie, delle associazioni e delle città, può portare a percorsi innovativi di vita e di lavoro per tutti.”
“Abbiamo individuato il gap che troppo spesso esiste tra la fine della scuola e l’inserimento nel mondo del lavoro e da qui è nato un impegno concreto delle istituzioni e delle imprese – ha aggiunto la presidente dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, Bianca Maria Tagliaferri – Questo progetto, che mette insieme le scuole, la Cnos Fap con i suoi laboratori e la Regione Umbria attraverso la certificazione delle competenze, ha dato voce al futuro di questi ragazzi e dimostra come si possano costruire percorsi innovativi di vita e di lavoro per tutti”.
Il progetto Hephaistos è pensato per offrire agli studenti con disabilità certificata ai sensi della legge 104, art. 3 comma 3, accompagnati dagli insegnanti di sostegno, un percorso formativo a loro scelta per diventare operatore della ristorazione, elettricista, termoidraulico, saldatore riduttivo, ma anche per acquisire competenze professionali nell’area della meccanica industriale e nel settore auto e moto. Il tutto all’interno dei Pcto (percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, ex alternanza scuola-lavoro), percorsi obbligatori per gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori italiane, e grazie a una convenzione tra scuola ed ente formativo.

Il progetto si inserisce nel percorso regionale di attuazione del D.Lgs 62/2024 sulla riforma della disabilità e del “Progetto di Vita” dettagliato dall’articolo 26, basato su personalizzazione, partecipazione e integrazione sociosanitaria.

“I due ragazzi coinvolti nella sperimentazione – è stato detto in conferenza stampa – hanno vissuto due anni scolastici proficui e preziosi e hanno potuto constatare quanto l’ente di formazione scelto, il Cnos Fap, abbia offerto alte competenze in un contesto di inclusione e grande umanità”. Il prossimo obiettivo del progetto è ampliare la platea di studenti beneficiari quanto più possibile, nei limiti dei numeri sostenibili, e attivare un anno di formazione aggiuntiva, al termine del triennio, per permettere ai ragazzi di acquisire maggiori competenze spendibili nel mondo del lavoro.
Durante la conferenza stampa sono stati illustrati alcuni dati della direzione sanitaria regionale che confermano la crescente necessità di rafforzare percorsi inclusivi e professionalizzanti: nell’anno scolastico 2023-2024 gli alunni con disabilità nelle scuole italiane hanno raggiunto quota 359mila, con un incremento del 26% negli ultimi cinque anni, mentre sono 153mila gli studenti che necessitano di assistenza per l’autonomia e la comunicazione.

“Il modello Hephaistos – è stato ricordato – è in linea con il nuovo approccio dettato dal Progetto di Vita perché punta sulla valorizzazione del merito attraverso la costruzione di competenze reali, sulla libera scelta dei percorsi formativi in base alle inclinazioni personali, sull’integrazione strutturale nei Pcto e sulla certificazione delle micro-competenze tecniche acquisite, per favorire un inserimento concreto e qualificato nel mondo del lavoro”.

Incentivi all’occupazione, salario giusto, rinnovi, digitale: il decreto sul lavoro in sintesi

Questi, in sintesi, i punti del decreto-legge sul lavoro approvato dal Consiglio dei Ministri, con una dotazione di circa 934 milioni di euro.

Bonus e incentivi all’occupazione

Al fine di ridurre i divari territoriali e favorire l’inserimento nel mercato del lavoro delle categorie più esposte, il decreto prevede quattro principali misure di decontribuzione:

bonus assunzione donne 2026, consistente in un esonero contributivo del 100% (fino a 650 euro mensili) per 24 mesi per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate, con un incremento a 800 euro per le assunzioni effettuate nelle regioni della zona economica speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno;
bonus assunzione giovani 2026, che prevede l’esonero del 100% dei contributi previdenziali (fino a 500 euro mensili) per 24 mesi per le nuove assunzioni di personale non dirigenziale di età inferiore ai 35 anni, con limite elevato a 650 euro nel Sud e nelle aree di crisi;
bonus stabilizzazione giovani 2026, che prevede l’esonero del 100% dei contributi fino a 500 euro per 24 mesi anche per le stabilizzazioni di contratti a termine, stipulati tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2026 e della durata massima di 12 mesi, effettuate tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, per personale di età inferiore ai 35 anni mai occupato stabilmente in precedenza;
bonus assunzioni ZES 2026, per i datori di lavoro che occupano fino a un massimo di 10 dipendenti nella ZES unica per il Mezzogiorno, consistente in un esonero contributivo totale (fino a 650 euro mensili) per l’assunzione di soggetti over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.

Salario giusto

La disciplina sui trattamenti economici complessivi (TEC) tutela l’equilibrio di interessi tra lavoratori e parti sociali. Si garantisce ai lavoratori una retribuzione non inferiore ai minimi stabiliti dai contratti collettivi nazionali (CCNL) stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, contrastando il dumping. La norma tutela le imprese favorendo la concorrenza leale e valorizza l’autonomia di sindacati e datori di lavoro, evitando l’imposizione di un salario minimo fissato per legge e lasciando alla contrattazione la definizione delle voci retributive.

Disciplina dei rinnovi contrattuali

Si interviene sulla disciplina del rinnovo dei contratti collettivi di lavoro. Nel rispetto dell’autonomia delle parti sociali, si stabilisce che siano le stesse a disciplinare, in sede di rinnovo, le decorrenze degli incrementi retributivi, gli eventuali importi una tantum e gli strumenti di copertura economica per il periodo tra la scadenza del vecchio contratto e la firma del nuovo, assumendo la data di scadenza naturale del contratto previgente come riferimento per assicurare la continuità della tutela economica. Qualora il rinnovo non avvenga entro 12 mesi dalla scadenza, le retribuzioni sono adeguate forfettariamente in misura pari al 30% della variazione dell’Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato (IPCA).

Contrasto al caporalato digitale e tutele tecnologiche

Il provvedimento introduce misure specifiche per prevenire l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro, con particolare riferimento alle attività gestite tramite piattaforme digitali, attraverso la verifica dell’identità digitale del lavoratore. Si tratta di una misura volta a impedire il fenomeno della cessione o del “noleggio” degli account che alimenta forme di caporalato, consentendo l’accesso alle piattaforme esclusivamente tramite sistemi di identificazione certa (SPID, CIE o sistemi di autenticazione forte); vige il divieto di cedere le proprie credenziali o utilizzare account non riconducibili alla propria identità, con responsabilità dei gestori per i sistemi di controllo e sanzioni amministrative o sospensione dell’attività per omessa vigilanza. Ed anche
il diritto alla trasparenza algoritmica, che impone l’obbligo di fornire informazioni chiare sulle modalità di funzionamento degli algoritmi che influenzano l’assegnazione dei compiti e i compensi, garantendo il diritto di conoscere i parametri del proprio “rating” e di richiedere l’intervento umano per il riesame di decisioni automatizzate che incidano significativamente sul rapporto di lavoro.
Conciliazione famiglia-lavoro

Sgravi

Il decreto introduce uno sgravio contributivo per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026, un nuovo strumento di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro, che definisce requisiti verificabili e indicatori di performance per le organizzazioni, private e pubbliche, che scelgono di investire in modo strutturato su maternità, paternità, carichi di cura, flessibilità organizzativa, welfare aziendale, salute e continuità di carriera. La misura contenuta nel decreto prevede un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le aziende in possesso della certificazione collegata alla valorizzazione del sostegno alla natalità e alle esigenze di cura, con una misura fino all’1 per cento e nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna impresa.

Trattamento di fine rapporto

Si prevede la possibilità per i lavoratori di conferire alla previdenza complementare le quote TFR maturate nel periodo gennaio-giugno 2026.