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Andrea Casciari confermato dg dell’Ospedale di Terni

Andrea Casciari resta direttore generale dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni. Il prolungamento dell’incarico per altri due anni è stato deliberato dalla Giunta regionale, d’intesa con il magnifico rettore dell’Università degli Studi di Perugia

“La scelta di Casciari – si legge in una nota della Regione – garantisce continuità gestionale in una fase strategica per l’ospedale ternano, chiamato a consolidare il proprio ruolo di polo sanitario di rilievo regionale e nazionale, anche in sinergia con l’Università di Perugia”.

L’amministrazione regionale augura al direttore Casciari buon lavoro, “con l’auspicio che l’esperienza maturata possa tradursi in ulteriori risultati a beneficio della qualità delle cure, dell’innovazione dei servizi e della vicinanza ai cittadini”.

Maltempo, torrente esonda e allagamenti. Le immagini dall’elicottero

Si è lavorato tutto il giorno per cercare di ripristinare l’argine del torrente esondato, a seguito delle abbondanti piogge, in località San Lorenzo, nel territorio comunale di Montefalco.

Intorno alle 5 di giovedì l’acqua ha sfondato un argine, raggiungendo le abitazioni limitrofe e provocando allagamenti fino a circa 50 centimetri in alcuni edifici.

I vigili del fuoco, con l’impiego di idrovore e motopompe, hanno operato per allontanare l’acqua e riportare la situazione alla normalità.

Ulteriori criticità si sono registrate nel comune di Castel Ritaldi, dove i torrenti Ruiggiano e Tatarena hanno esondato, allagando alcune abitazioni. Sul posto sta operando una squadra dei Vigili del fuoco di Spoleto, impegnata con idrovore e motopompe. Nella stessa zona, un’autovettura rimasta bloccata è stata rimossa con il carroattrezzi, mentre un altro veicolo è tuttora fermo in via La Penna, dove sta intervenendo un’altra squadra per il recupero.

Un ulteriore intervento è in corso in località Fratta, dove una squadra fluviale dei vigili del fuoco è impegnata per fronteggiare l’allagamento di alcuni capannoni.

Si apre venerdì a Perugia la tre giorni di UmbriaWine, il programma

Si apre domani, venerdì 12 settembre, la terza edizione di UmbriaWine, il festival del vino umbro in svolgimento sino a domenica 14 settembre a Perugia.

Per l’occasione decisa da Minimetro Spa e Comune di Perugia un’apertura straordinaria, con l’ultima corsa sia per venerdì 12 che per sabato 13 spostata alle ore 1:05.

Obiettivo, promuovere la cultura del vino regionale, raccontando identità, eccellenze, passato, presente e futuro del comparto vitivinicolo umbro.

Degustazioni, masterclass, conferenze tematiche, percorsi esperienziali e momenti di confronto, ma anche tanta musica, cultura e arte per una intera città coinvolta. Protagoniste le 42 cantine umbre (con oltre 250 etichette per una rappresentazione esaustiva del comparto regionale) con gli stand posizionati nelle iconiche piazze del centro storico del capoluogo umbro: Piazza Repubblica, Piazza Italia, Giardini Carducci, Piazza Matteotti. Saranno poi 6 i food truck per completare la proposta eno-gastronomica, anche questi tutti esclusivamente di provenienza umbra.

Venerdì

Il taglio del nastro è fissato per venerdì 12 settembre alle ore 17:15 in Piazza della Repubblica a cui seguirà un incontro sul comportato vitivinicolo umbro. In collaborazione con Umbria Top, la società cooperativa umbra che promuove il vino di qualità anche quest’anno partner d’eccellenza della manifestazione, l’evento si aprirà infatti alle ore 17.30, subito dopo l’inaugurazione e sempre in Piazza della Repubblica, con il talk dal titolo “Il comparto vitivinicolo umbro: sinergie, prospettive e opportunità da UE, istituzioni ed enti locali”.

Interverranno rappresentanti delle istituzioni regionali e comunali, del mondo accademico e degli operatori del settore: Simona Meloni, assessore al PNRR, alle politiche agricole e agroalimentari, al turismo e allo sport della Regione Umbria; Andrea Stafisso, assessore allo Sviluppo Economico e Commercio del Comune di Perugia; Fabrizio Croce, assessore al Turismo, Città storica, Spettacolo dal vivo e Creatività urbana del Comune di Perugia; Antonio Allegra, docente dell’Università per Stranieri di Perugia; Olivier La Rocca, CEO della società Europartners Srl con sede a Bruxelles e Massimo Sepiacci, presidente di Umbria Top. A moderare l’incontro sarà Luca Della Regina, wine communicator. Al centro del dibattito ci saranno le opportunità per il comparto vitivinicolo regionale, dai bandi europei alle strategie istituzionali, con particolare attenzione all’enoturismo e al legame tra Perugia e uno dei prodotti agricoli più identitari della regione.

Altre poi le conferenze in programma durante i tre giorni. Sempre venerdì 12 settembre, alle ore 18.30 la presentazione di “Umbre Best Experience 2025” a cura di U.M.B.R.E. Alle ore 19.15 “Le Strade del Vino si raccontano” con analisi e prospettive sul mercato del vino. Interviene Gianni di Mattia.

Sabato

Sabato 13 settembre invece, alle ore 19, “Le Donne del Vino Umbria. Il mondo del vino al femminile” con gli interventi delle delegate regionali.

Domenica 14 settembre, sempre in piazza della Republica, alle ore 17 “Vino e abbinamenti” con Andrea Bava, Elia Lunghi e Nicola Cascini. Alle ore 18, “Albicchiere, preservare il vino si può”, interviene Massimo Mearini. Alle ore 18:30, “Vivagri – una storia di solidarietà” con Gabriele Bartolucci.

Quest’anno sono poi in programma ben 4 masterclass esclusive e su prenotazione. Un format di degustazioni guidate che consente di vivere un’esperienza imperdibile grazie ai migliori vini umbri accuratamente selezionati dagli ospiti del festival in magnifiche location del centro storico di Perugia.

Si inizia sabato 13 settembre con una degustazione “Vini & Sigari” (ore 18, Terrazza Collin’s Restaurant – Hotel Brufani). Un’esperienza esclusiva che unisce i migliori vini da meditazione e i sigari umbri, per un percorso sensoriale unico nel cuore di Perugia.

Ancora sabato 13 settembre un’altra degustazione guidata a cura della giornalista, enologa e sommelier Francesca Granelli su “Vini passiti, muffati e dolci in Umbria” (ore 18, Priori Secret Garden) in collaborazione con Le Donne del Vino Umbria, associazione nazionale che promuove la cultura del vino e il ruolo delle donne nella filiera produttiva enologica.

Domenica

Domenica 14 settembre toccherà a “Vitigni autoctoni: alle radici dei vini di qualità” (ore 17, Chiostro della Cattedrale di San Lorenzo) a cura di Umbria Top Wines. Degustazione condotta da Alberto Palliotti, professore di Arboricoltura generale e coltivazioni arboree all’Università degli Studi di Perugia, affiancato dal sommelier AIS Annachiara Baiocco, di quattro vitigni: Pecorino, Trebbiano Spoletino, Tostolello e Grero. Alla masterclass sarà abbinata la visita guidata alla Perugia Sotterranea.

Alle ore 17:30 invece, all’Osteria a Priori, “Montefalco in ogni calice, l’Umbria in ogni assaggio”, in collaborazione con il Consorzio tutela Vini Montefalco, con degustazione e abbinamenti dello chef. Conduce Giulia Celeschi.

Per tutte e 4 le iniziative i posti sono limitati e l’ingresso è su prenotazione tramite TicketSMS. Info e prenotazioni: +39 348 166 8492.

Oltre a degustazioni, talk e conferenze, dal pomeriggio fino a tarda sera i partecipanti dell’evento potranno ascoltare tanta musica come colonna sonora dell’evento con i suoni dei migliori artisti live e dj set del panorama regionale, che si alterneranno in 3 piazze: piazza Italia, piazza Matteotti e Giardini Carducci. Venerdì 12 settembre in piazza Italia suoneranno Sylvie, Blackmerendass e Ricky; ai giardini Carducci Eleonora Brenci & Mattia Marinelli Live, Rainy Day Daydream Live e dj Fab + Friday; in piazza Matteotti The Dreamers Live, Evie Calabasas Live, DJ Red e Wine Lovers. Sabato 13 settembre in piazza Italia, Universitario Pg e Size; ai giardini Carducci You Live, Offsite Live e Roghers; in piazza Matteotti Damix Live, Daniele Adiutori Live, Sisani, Vibes. Domenica 14 settembre in piazza Italia John Andrew Lunghi Live, Cream and Coffee Duo Live, Floriano Giardino, Faust – T; ai Giardini Carducci Antonio Gabriele Live, Aidos Live, Lazy Sunday; in piazza Matteotti, Pietro Lapenta Live, Pietro Paciosi, Oltre e Mascio.

Dal 12 al 14 settembre ci sarà anche il Wine Shop ufficiale in Piazza della Repubblica. Dalle 17 alle 20 si potrà acquistare, e ritirare comodamente al momento del rientro, tutte le etichette presenti al festival tramite lo stand dedicato. Un’occasione unica per scoprire e portare a casa i sapori autentici della regione, selezionati tra le 42 cantine presenti al festival.

Anche l’arte e la cultura incontreranno il vino ad UmbriaWine 2025. Dal 12 al 14 settembre sono previsti degli sconti (dedicati ai possessori del kit) per visitare la Galleria Nazionale dell’Umbria, Palazzo Baldeschi e il Museo del Capitolo della Cattedrale. Si inserisce nel panorama delle attività culturali all’interno del programma di Umbria Wine anche la mostra “Riflessi Urbani”. L’estetica fotografica di Vincenzo Del Franco sarà protagonista a Perugia venerdì 12 Settembre, dalle ore 18.00 alle 20.30, presso lo Spazio CEC (Via Bruschi, 2b), con una esposizione di scatti urbani, immediatamente sviluppati su polaroid fra le città di Milano e Perugia.

L’evento, ideato ed organizzato dall’associazione Open Mind con il sostegno di Fondazione Perugia, è realizzato anche grazie ai patrocini di Regione Umbria, Provincia di Perugia, Provincia di Terni, Comune di Perugia, Camera di Commercio dell’Umbria, Università degli Studi di Perugia, Università per Stranieri di Perugia.

Tra i main partner, oltre ad Umbria Top, anche Alessandrelli e Ugolinelli. Tante, inoltre le collaborazioni dell’edizione 2025: tra le altre anche quelle con Confagricoltura, CIA, AIS Umbria, Le Donne del Vino Umbria, Consorzio Tutela Vini Montefalco, Strada dei Vini del Cantico, Strada del Vino Colli del Trasimeno, Strada del Sagrantino, Strada dei Vini Etrusco-Romana.

Sulle pagine ufficiali dell’evento e sul sito internet umbriawine.it sono disponibili il programma completo e tutte le informazioni, su come acquistare in preorder i ticket degustazioni. L’accesso all’area è sempre libero e gratuito per tutti e tre i giorni di evento.

A Terni la prima edizione del Memorial Mirko Giansanti

Due giorni all’insegna del motosport, del ricorso e dell’orgoglio ternano, sabato 13 e domenica 14 settembre, in occasione della prima edizione del Memorial Mirko Giansanti. Una manifestazione ideata dal Club Moto d’Epoca Remo Venturi di Spoleto in collaborazione con Endas e con il Comune di Terni, in occasione di quello che sarebbe stato il compleanno dello sfortunato campione ternano, morto di malattia a soli 46 anni.

Paolo Maggi, ideatore dell’iniziativa, l’ha proposta alla famiglia Giansanti, che ne è stata entusiasta. Alla presentazione, che si è svolta nella Sala Consiliare di Palazzo Spada, c’era il papà di Mirko, Fosco Giansanti, visibilmente commosso, così come i familiari e gli amici.

La premiazione

Insieme a Fosco Giansanti, sono stati premiati Filippo Conti, amico di Mirko con cui ha condiviso l’esperienza alTeam GYTR in WorldSBK; Romina Dionisi, prima donna ternana pilota che ha partecipato a competizioni internazionali di enduro e cross; Tommaso Montanari, che ha annunciato la suq quarta partecipazione alla Dakar; Luca Agostinelli, giovane pilota della Red Bull Rookies Cup. Non ha invece potuto partecipare alle cerimonia Danilo Petrucci, ternano impegnato nel campionato Superbike.

I soggetti promotori e coinvolti

Commossi anche quanti sono intervenuti per illustrare il programma della manifestazione e le finalità. Paolo Massarini, presidente del Moto Club Remo Venturi; il vicepresidente del CONI Umbria Fabio Moscatelli; il presidente della sezione ternana dell’associazione Atleti Azzurri d’Italia Moreno De Piccoli; il presidente del comitato regionale Endas Carla Carnevali.

Il programma

Sarà un weekend all’insegna dei motori. Si inizierà sabato 13 con l’esposizione in piazza Europa delle moto appartenute a Mirko Giansanti. Domenica 14 settembre, dalle ore 9, dopo la parata dei campioni ternani e non (saranno presenti, con Fosco Giansanti, anche i familiari di Libero Liberati), al ciclopattinodromo ‘Perona’ si terranno le sessioni in pista, suddivise per categoria e cilindrata.

Criminalità organizzata, corruzione e riciclaggio: in audizione il procuratore Cantone

La Commissione d’inchiesta regionale su “Analisi e studi su criminalità organizzata e infiltrazioni mafiose, corruzione e riciclaggio, narcotraffico e spaccio di stupefacenti”, presieduta da Fabrizio Ricci, ha ascoltato in audizione il procuratore della Repubblica di Perugia e responsabile della Direzione distrettuale antimafia Raffaele Cantone.

Un’audizione nella quale si è parlato anche dei rischi di infiltrazioni malavitose nelle realtà economiche e di come queste possano distorcere il mercato locale e la libera concorrenza in vari settori.

L’incontro segue quelli già effettuati dalla Commissione con il procuratore generale presso la Corte d’appello di Perugia, Sergio Sottani, con il procuratore della Repubblica di Terni, Andrea Claudiani e con il procuratore della Repubblica di Spoleto, Claudio Cicchella, nell’ambito di un’azione conoscitiva delle
problematiche relative a sicurezza e ordine pubblico presenti sui territori.

In precedenza erano stati sentiti anche l’ex presidente della Commissione stessa, Eugenio Rondini, e l’ex presidente dell’Osservatorio regionale antimafia, Walter Cardinali.

Membri della Commissione d’inchiesta, oltre al presidente Fabrizio Ricci (Avs), la vicepresidente Eleonora Pace (FDI) i consiglieri Andrea Romizi (FI), Donatella Tesei (Lega), Letizia Michelini e Stefano Lisci (Pd), , Bianca Maria Tagliaferri (UD-PP), e Luca Simonetti (M5s).

Incidente con tre feriti, l’A1 chiusa in direzione nord per consentire i soccorsi

E’ rimasta temporaneamente chiusa l’autostrada A1, in direzione nord tra Attigliano e Orvieto, per un grave incidente che ha coinvolto un furgone sul quale viaggiavano tre persone, che si è ribaltato.

L’autista del furgone è stato trasportato in elisoccorso all’ospedale di Terni.

L’incidente si è verificato intorno alle 9 di oggi, martedì 9 settembre. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Amelia, la polizia stradale e le ambulanze del 118.

Una volta terminate le operazioni di soccorso e ripulita la sede stradale l’autostrada è stata riaperta anche in direzione nord.

Riscoprire la programmazione per contrastare la crisi di Orvieto, siano le associazioni a battere il colpo decisivo

E’ da tempo relegata nel baule lessicale delle parolacce politiche, eppure la programmazione è l’unica strada razionale per cercare di arrestare il declino orvietano e provare ad avviare il percorso della crescita. Programmazione significa fare una foto dell’esistente, porsi degli obiettivi per il futuro e indicare le strategie per raggiungerli in un determinato periodo.

L’importante e recente studio effettuato da Cts dimostra, dati alla mano, che il sistema produttivo di Orvieto ha perso 500 posti di lavoro dal 2019 al 2025. Una realtà spaventosamente allarmante eppure nessuno si è scomposto di fronte a questa Caporetto. Tutti indifferenti come fosse stata la notizia di un pareggio dell’Orvietana. In una comunità che appare ormai apatica, indifferente e capace solo di commentare le luminarie del Natale, l’ennesima statistica che fotografa il baratro nel quale la comunità sta scivolando ogni anno di più non suscita la minima reazione. A nessuno sembra interessare il futuro della città. Dove sono le associazioni di categoria? Dove sono i sindacati? Dove sono gli ex primi cittadini? Dove sono i cittadini? La sensazione inquietante è che qui la politica sia ormai morta e che ad ucciderla sia stata la rassegnazione generalizzata che il futuro non esista. Chi vive qui lo fa cercando di ritagliarsi una nicchia individuale e familiare più o meno confortevole, mentre la stragrande maggioranza dei giovani immagina e si organizza un futuro che non sarà ad Orvieto. Come sarebbe del resto possibile farlo in un posto che non si pone il minimo problema di favorire i due pilastri della rinascita sociale che sono occasioni di lavoro e abitazioni a prezzi umani?

L’ESEMPIO STORICO DELL’UMBRIA SOCIAL-COMUNISTA

Pensare in termini di programmazione significa innanzitutto ragionare su come e dove i posti di lavoro debbano essere recuperati. Un esempio fondamentale di programmazione applicata al nostro territorio fu quello messo in atto dalla classe politica social-comunista nei primi due decenni di governo regionale, dall’avvento della Regione nel 1970 fino alla fine degli anni 80. Il ceto politico rappresentato da Pietro Conti, Germano Marri, Francesco Mandarini, Alberto Provantini e gli altri partì da un’analisi molto realistica delle condizioni della neonata regione e delle condizioni di vita dei ceti popolari.

L’Umbria che era rimasta esclusa dal boom economico degli anni Sessanta e che aveva un livello di retribuzioni più basso della media nazionale (primato negativo che ancora perdura), aveva bisogno di un sistema di welfare molto potente, ispirato dal modello emiliano, per compensare i bassi salari attraverso un sistema di protezione sociale che andava dagli asili ai trasporti pubblici, dalla rete degli ospedali ai consultori, dai dopolavoro aziendali alla diffusione delle mense, dagli ambulatori medici all’assistenza sociale per le disabilità fino agli assegni integrativi alle famiglie numerose. Questa scelta di puntare con forza sul welfare divenne ancora più marcata negli anni 80 di fronte alla prima grande crisi del capitalismo famigliare perugino e ai primi scricchiolii dell’apparato industriale pubblico di Terni, incentrato su chimica e siderurgia. Dal 1975 al 1980, la Lega delle Cooperative ricevette dalla Regione trasferimenti diretti per 19 miliardi di lire. Fu un tentativo necessario per arginare la crisi che ebbe come effetto collaterale quello di gonfiare l’elefantiaco apparato clientelare che ha poi consentito alla sinistra umbra di macinare consensi fino al 2019.

COSA FARE E CHI DEVE FARLO

Aggredire sul serio il declino di Orvieto, una città paralizzata da un immobilismo asfissiante in cui ci vogliono mesi per cercare di collocare un semaforo in una strada e dove non si riesce nemmeno a far ripartire un progetto salvavita come quello della cardioprotezione, è qualcosa che supera di molto le debolissime energie della classe politica che naviga a vista e campa alla giornata.  I buchi nell’acqua che si stanno facendo con la duplice programmazione delle Aree interne lo dimostrano chiaramente. Chi può allora farsi carico di indicare una possibile rotta per il domani e indirizzare la politica? Possono provare a farlo solo le associazioni che, in questi anni, hanno rappresentato l’unica luce di vitalità in un deserto dei Tartari in cui solo adesso ci si comincia a ridestare dal sonno ipnotico del villaggio turistico come panacea di ogni male, ma che da 24 anni si porta dietro anche il vuoto mai colmato dovuto alla scomparsa dell’economia militare.

Alcuni coraggiosi orvietani hanno deciso che non vogliono affatto rassegnarsi. Sono quelli che hanno creato “PrometeOrvieto”, che hanno dato via al “Comitato orvietano per la salute pubblica”, al “Cts”, sono le associazioni da sempre impegnate sul versante ambientale e su quello sociale ed assistenziale come “Occ”, sono quelli di “Orvieto città aperta” che hanno tentato di proporre una soluzione per la Piave, sono quelli che si impegnano per una città inclusiva con “CiCasco”, sono quelli che lavorano per progetti di rigenerazione urbana come “Val di Paglia bene comune”, sono quelli di “Cantiere Orvieto”, quelli di “Abitare Orvieto”, sono quelli che lavorano per diffondere nuove forme di turismo, sono le coop sociali che operano nel nome dell’integrazione come “Mir” e “Tartaruga”, c’è l’importante realtà rappresentata da “Cesvol” e “Uisp”, da “Age” e “Rotary” e “Lions”, c’è “Piano Terra” che si occupa di commercio solidale, c’è “Andromeda” ci sono i gruppi politici di ispirazione civica come “Nova” e altri ancora. Persone che non si arrendono e che hanno molte energie, ma che finora non hanno mai iniziato a dialogare tra loro.  Adesso c’è una prima occasione per poterlo fare. Si tratta la discussione da avviare (velocemente) sul piano socio sanitario regionale, per far emergere le esigenze di Orvieto e dell’orvietano. Potrebbe essere un esperimento interessante per gente che odia gli indifferenti e ama costruire. In questo strano posto “Collaborare” è una parola dal significato rivoluzionario.  Vogliamo provarci?

A Spoleto la due-giorni della Fiera della Madonna di Spoleto

E’ tornata a Spoleto la Fiera della Madonna di Loreto, dal nome della chiesa che sorge a ridosso dell’ospedale, al termine delle Logge che muovevano da Porta Loreto, al cosiddetto Borgaccio, luogo dove storicamente arrivavano i venditori ambulanti.

Ora la Fiera della Madonna di Loreto si svolge nella zona di viale Trento e Trieste.

Sabato bancarelle aperte fino alle 22. Martedì 9 settembre, nella seconda giornata, la fiera si svolgerà dalle 8 alle 20.

Come da tradizione, tra i 150 espositori, presente il mercato degli stand tipi, antiquariato, vintage e artigianato locale, cucina umbra.

La novità di questa edizione è lo spazio dedicato alle associazioni culturali, sportive e di volontariato nell’area camper di via Fratelli Cervi.

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Info viabilità

Il Comune di Spoleto indica le regole per la viabilità. Divieto di transito e di sosta dalle ore 5.00 di lunedì 8 alle ore 24.00 di martedì 9 settembre, eccetto che per i mezzi di soccorso e pronto intervento e di quelli adibiti alla vendita, in via Martiri Fosse Ardeatine, in via Brigata Garibaldi, in viale Trento e Trieste, sia nel tratto compreso fra largo Melvin Jones e l’intersezione con viale Guglielmo Marconi, che nell’area di sosta adiacente il muro di recinzione l’Istituto per Sovrintendenti della Polizia di Stato (tratto compreso tra largo Antonelli e viale Marconi).

I divieti sono previsti, negli stessi giorni e negli stessi orari, anche in via Fratelli Cervi (nell’area di sosta regolamentata a disco orario), tra via Fratelli Cervi e via XVII Settembre, nel parcheggio adiacente via Fratelli Cervi, via Caduti di Nassirya (nel tratto fra l’intersezione con via Fratelli Cervi e l’intersezione con via di Villa Redenta), largo Antonelli.

Sempre dalle ore 5.00 di lunedì 8 alle ore 24 di martedì 9 settembre sono previste ulteriori modifiche alla circolazione. I veicoli in uscita da via di Villa Redenta avranno la direzione obbligatoria a destra, mentre è disposto il divieto di transito dalla rotatoria di via Caduti di Nassiriya, direzione largo Antonelli, all’intersezione con via di Villa Redenta.

In viale Trento e Trieste, all’altezza dell’intersezione con viale Guglielmo Marconi, è istituito il divieto di transito con obbligo di svolta a destra per i veicoli provenienti dalla stazione ferroviaria, con eccezione per i mezzi di soccorso in emergenza, mentre è istituito l’obbligo di svolta a destra o a sinistra, con divieto di proseguire diritto, in viale Guglielmo Marconi per i veicoli in direzione verso viale Trento e Trieste, all’altezza dell’intersezione con via Cerquiglia.

Nei giorni di svolgimento della Fiera di Loreto il trasporto pubblico locale verrà deviato su percorsi alternativi, comunicati preventivamente all’utenza dal gestore del citato servizio.

Dall’8 al 9 settembre, i titolari di abbonamento per le aree di sosta a pagamento interdette potranno parcheggiare in tutte le aree a pagamento limitrofe, indipendentemente dai settori indicati negli abbonamenti.

Dalle ore 6.00 alle ore 8.00 di entrambi i giorni interessati dalla Fiera, potranno accedere e permanere nell’area, per operazioni di scarico merci, soltanto i venditori ambulanti muniti di concessione di posteggio e autorizzazione per l’esercizio del commercio su aree pubbliche.

“Sbaracco di fine estate”, bilancio e prospettive future tra promozione e impresa

E’ piaciuta la formula dello “Sbaracco di fine estate 2025”, organizzato da Confartigianato Imprese Terni in collaborazione con Terni Comics, Comune di Terni e Comitati di Via, che ha visto l’anticipo di venerdì come giornata più strettamente dedicata allo shopping e il sabato in concomitanza con la Notte dello Sport e il Terni Comics al PalaTerni.

In particolare, la Notte dello Sport ha confermato di essere un evento di forte richiamo. Ma, come Confartigianato aveva rilevato, la sua impostazione può essere migliorata per favorire un ruolo più proficuo per i negozi. Da qui la scelta dell’anticipo del 5 settembre.

“Rileviamo con soddisfazione – scrive Confartigianato Terni in una nota – che l’iniziativa ha il valore positivo di aver posto i problemi di migliorare il coordinamento e la pianificazione degli eventi e di collegare gli eventi di grande rilievo come Terni Comics che si svolgono al Palaterni con il centro città”.

“Naturalmente – aggiunge Confartigianato – i risultati di vendita, oltre che dal format dell’evento, dipendono anche da molti altri fattori che riguardano le politiche commerciali delle singole imprese, gli andamenti di mercato, la contingenza dei redditi e dei consumi delle famiglie e, non ultima, una crescente perdita di attrattività degli eventi di fine stagione, in considerazione del moltiplicarsi di sconti sull’intero periodo dell’anno”. In questo senso, Confartigianato Imprese Terni ritiene necessario avviare una riflessione comune sulla progettazione degli eventi cittadini, “affinché siano pensati non solo come occasioni di spettacolo e socialità, ma anche come strumenti capaci di sostenere concretamente la rete commerciale e artigiana del centro. Solo così sarà possibile difendere e sviluppare un tessuto economico che rappresenta un elemento essenziale per la vivibilità, l’attrattività e l’identità della città”.

Confartigianato ribadisce la propria disponibilità a collaborare con l’Amministrazione comunale e con le altre realtà del territorio per costruire un calendario di eventi che sappia unire socialità, cultura e sport con reali ricadute economiche a favore delle imprese locali.

Carlo Acutis è santo: le immagini di una giornata di fede, gioia e speranza

Carlo Acutis è santo. Grande gioia a Roma, dove papa Leone XIV ha presieduto la celebrazione della canonizzazione del primo santo nato nel XXI secolo insieme a quella di Pier Giorgio Frassati. Una gioia che ha unito la Lombardia (Carlo Acutis, nato a Londra, è vissuto a Milano con la famiglia), il Piemonte (che ha dato i natali a Frassati) e l’Umbria, dove riposano, ad Assisi, le spoglie di Carlo Acutis nel Santuario della Spogliazione.

Piazza San Pietro si è presentata gremita già all’alba, con migliaia di giovani in prima fila: all’apertura dei cancelli, alle ore 6, erano presenti oltre 12mila fedeli, un flusso che nel corso della mattinata ha riempito ogni spazio disponibile attivando a toccare la cifra di oltre 70 mila persone. La cerimonia solenne ha visto la partecipazione ufficiale del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, del presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, del sindaco di Assisi Valter Stoppini e accanto numerose delegazioni e altre istituzioni civili e religiose.

Il papa prima della celebrazione ha parlato salutando una piazza gremitissima con queste parole: “Oggi è una festa bellissima per tutta l’Italia, per tutta la Chiesa e per tutto il mondo. Tutti noi siamo chiamati a essere santi, voi giovani non sprecate le vostre vite”.

Il legame di Carlo Acutis con Assisi

La presidente Proietti ha dichiarato: “L’Umbria oggi vive un momento storico di straordinaria intensità e di immensa gioia. Carlo Acutis, giovane di una generazione vicina alla nostra, primo santo millenial, che ha scelto Assisi come sua casa spirituale, ci mostra che la santità è possibile anche nel quotidiano, senza clamori, con semplicità e autenticità. È un messaggio potente per i giovani e per tutta la nostra comunità: non lasciarsi trascinare dall’ordinario, ma cercare con coraggio e creatività il bene. Assisi e l’Umbria sono la sua terra di elezione, terra messaggio di accoglienza e di fraternità”.

È infatti Assisi, “città serafica” di San Francesco, il luogo scelto dalla famiglia come dimora delle spoglie di Carlo. Dal 2019 il corpo riposano nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, oggi Santuario della Spogliazione, dove oggi migliaia di fedeli hanno seguito in diretta su più schermi allestiti per l’occasione la celebrazione, trasformando la città in un grande abbraccio spirituale. Tra le iniziative, anche un treno speciale partito dall’Umbria con 800 pellegrini diretti a San Pietro.

“La collocazione della sua tomba nel Santuario della Spogliazione, luogo in cui San Francesco si spogliò delle vesti per abbracciare la povertà evangelica, – ha aggiunto la presidente – è un segno eloquente. Lì il giovane Francesco inaugurava una nuova stagione di vita cristiana e oggi il giovane san Carlo testimonia che la santità è accessibile anche ai giovani di oggi, a chi vive in un mondo fatto di social network e tecnologia. Entrambi hanno incarnato un modo semplice e diretto di annunciare il Vangelo: Francesco con la vita itinerante e i gesti radicali, Carlo con i linguaggi digitali e la sua creatività. La canonizzazione di Carlo, che cade proprio nell’ottavo centenario francescano del Cantico delle Creature, sembra voler dire al mondo che il carisma francescano continua a germogliare e a fiorire anche in forme nuove e sorprendenti”.

Carlo e Francesco

La storia di Carlo parla da sé, a sette anni ricevette la prima comunione e da quel giorno il suo rapporto con la presenza reale di Cristo nel pane consacrato fu quotidiano. Crescendo, desiderò ardentemente che altri potessero condividere il suo stesso amore per l’Eucaristia, che soleva definire “la mia autostrada per il cielo”. Frequentò la quarta e la quinta ginnasio all’Istituto Leone XIII dei Padri Gesuiti e si dedicò al volontariato come catechista nella parrocchia di Santa Maria Segreta a Milano, ma anche sviluppando siti web e progetti digitali per la diffusione della fede.
Durante le vacanze ad Assisi, Carlo si avvicinò alla figura di San Francesco, dal quale imparò l’ammirazione e il rispetto per il creato e la generosità verso i poveri, per i quali compiva frequenti gesti di solidarietà concreta. All’inizio di ottobre 2006 comparvero i sintomi della leucemia acuta che lo portarono, in pochi giorni, alla morte. Prima del ricovero volle offrire le sue sofferenze per la Chiesa e per il Papa. Spirò all’ospedale San Gerardo di Monza il 12 ottobre 2006.

I passi fino alla canonizzazione

L’aura di santità che lo ha circondato fin dai primi giorni si è diffusa rapidamente in Italia e nel mondo. Il 10 ottobre 2020 è stato proclamato beato nella Basilica di San Francesco ad Assisi. In vista della canonizzazione, il 23 maggio e il 25 novembre 2024 il compianto Papa Francesco autorizzò i decreti sui miracoli attribuiti alla sua intercessione.

Come scrisse Carlo stesso in uno dei suoi appunti spirituali, “Tutti nascono originali, ma molti muoiono fotocopie”. Una frase che interpreta il messaggio francescano di libertà e autenticità: non uniformarsi alle logiche del mondo, ma vivere da “originali”, con la gioia di chi sa che la vita è un dono da restituire.
“Conoscevo la storia di Carlo prima della mia esperienza politica. Carlo fu beatificato quando ero sindaco di Assisi, viene canonizzato ora che sono presidente della Regione, da oggi l’Umbria ha un nuovo santo che parla ai giovani, che devono essere per noi il centro delle politiche e della fiducia nel futuro, Carlo sarà una luce e una speranza per tutti noi”.

Il messaggio del vescovo Sorrentino

“È gioia grande per la canonizzazione di Carlo, in Paradiso nel cielo, ma anche sulla terra, e in special modo per noi di Assisi che abbiamo la gioia di avere Carlo, nelle sue le spoglie mortali, con noi. Credo che sia un giorno bello per tutta la chiesa e noi siamo accanto al suo cuore per dirci che è con il cuore che dobbiamo vivere questa festa”. Lo ha detto il vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, in un video-messaggio in occasione della cerimonia di canonizzazione.

La giornata dei pellegrini umbri

In piazza San Pietro a Roma c’erano anche circa 800 pellegrini umbri che hanno raggiunto Roma con un treno speciale organizzato dalle Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e Foligno, per assistere alla messa di canonizzazione presieduta da Papa Leone XIV. A bordo, 12 volontari per distribuire zaini, foulard e cappellini; insieme a loro, sacerdoti e religiosi hanno animato il viaggio, guidati dal rettore del Santuario, padre Marco Gaballo. A Roma è stata portata la reliquia del cuore di Acutis, normalmente custodita ad Assisi nella Cattedrale di San Rufino e che, come di prassi in queste cerimonie, è stata esposta durante la celebrazione; una seconda reliquia è stata poi donata al Santo Padre.

La famiglia Acutis tra gli offerenti

Alla celebrazione hanno preso parte anche i concelebranti delle postulazioni: per Frassati, il cardinale di Torino Roberto Repole e monsignor Claudio Giuliodori; per Acutis, i vescovi di Milano e Assisi, Mario Delpini e Domenico Sorrentino. A leggere uno dei brani del Vangelo, in inglese, uno dei fratelli di Carlo, Michele Acutis, mentre una delle lettrici della preghiera universale in lingua spagnola è stata Valeria Vargas Valverde, la giovane costaricana che nel 2022 ha ricevuto il secondo miracolo: “Una grandissima emozione, è tutto bellissimo, sono contenta e molto felice di stare qui, è un privilegio”, le sue parole a margine della cerimonia. Tra gli offerenti – tra gli altri – l’intera famiglia Acutis: il padre di Carlo, Andrea, la madre Antonia, e i fratelli Michele e Francesca.

Le celebrazioni ad Assisi

Tante le persone presenti anche ad Assisi, dove oltre al maxischermo nella chiesa di Santa Maria Maggiore – Santuario della Spogliazione dove riposa il corpo del Santo millennial sono stati allestiti anche due schermi per permettere al maggior numero di pellegrini di seguire la messa in diretta da San Pietro. Più composta ma non per questa meno sentita la festa in città, dove i pellegrini hanno battuto le mani durante i vari passaggi della messa e del rito di canonizzazione e sono arrivati con foulard, santini e manifesti con il volto del giovane millennial. Moltissimi i gruppi da ogni parte del mondo e operatori della comunicazione che da diversi giorni stanno raccogliendo testimonianze, facendo interviste per raccontare il fenomeno ‘Carlo Acutis’. I festeggiamenti per la canonizzazione sono iniziati già venerdì pomeriggio con lo scoprimento e la benedizione di una statua di Carlo Acutis, realizzata e donata dall’artista canadese Timothy Schmalz. La cerimonia di scoprimento della statua, che ha visto la presenza del vescovo Sorrentino, del rettore del Santuario padre Marco Gaballo e del sindaco di Assisi, Valter Stoppini e di moltissimi fedeli è stata posizionata nel chiostro del vescovado, parallela a quella del Poverello. “Eccoli, il gigante San Francesco e il bambino Carlo formano un team perfetto – ha detto il vescovo – e da qui dal Santuario della Spogliazione lanciano un messaggio forte al mondo”.

Nel pomeriggio di domenica, alle 16 altra messa all’interno della chiesa di Santa Maria Maggiore e il giorno successivo, lunedì 8 settembre, dopo la celebrazione eucaristica delle ore 12,00 a Roma, presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei Santi, nel pomeriggio alle 18 in Assisi, sempre nella chiesa di Santa Maria Maggiore, dove è sepolto Carlo Acutis, ci sarà la prima messa di ringraziamento post canonizzazione, celebrata da monsignor Domenico Sorrentino, vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno alla presenza dei genitori di Carlo e delle massime autorità regionali e locali. Altra messa di ringraziamento è prevista il 14 settembre alle 18 nella cattedrale di San Rufino in occasione della consegna del piano pastorale interdiocesano, mentre nella mattinata di domenica 28 settembre alle ore 10,30, sarà celebrata una santa messa di ringraziamento nella Basilica di San Francesco, presieduta dal cardinale Lazarus You Heung-sik, prefetto del Dicastero per il Clero. Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, la messa di ringraziamento è in programma il 5 ottobre alle 18 e sarà presieduta dal cardinale Semeraro. La serie di celebrazioni post canonizzazione si concluderanno il 12 ottobre, festa di San Carlo, in occasione della memoria liturgica con la santa messa delle 11 presieduta dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede.

Le parole del sindaco

“La canonizzazione di Carlo Acutis – le parole del primo cittadino della Città Serafica, Valter Stoppini, a Roma insieme al presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti – è un evento storico per Assisi, che da oggi ha un nuovo santo in grado di parlare al mondo con semplicità e umanità, rivolgendosi in particolare ai giovani. La nostra comunità vive con grande gioia e forte emozione questo momento, condividendo questi sentimenti con la sua famiglia, che ha scelto di abitare proprio nella nostra città”.