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Il report su “L’economia umbra e i bilanci delle imprese”

La mattinata dedicata a “L’economia umbra e i bilanci delle imprese”, promossa dalla Camera di Commercio dell’Umbria, ha avuto questa qualità: non una semplice sequenza di relazioni, ma un confronto costruito attorno a dati solidi e a una domanda chiara, cioè come rendere più forte e più stabile la crescita regionale.

Un passaggio utile per l’Umbria

Il punto più rilevante della mattinata è che la Camera di Commercio dell’Umbria è riuscita a mettere in campo un incontro di grande qualità, capace di offrire indicazioni concrete e di spingere il discorso pubblico regionale oltre la superficie. Marginalità, struttura produttiva, demografia, credito, capitale umano, capacità amministrativa: sono questi i parametri profondi che oggi possono orientare le decisioni delle istituzioni e delle imprese.

Gli interventi

All’apertura del presidente Giorgio Mencaroni sono seguite le relazioni del segretario generale Federico Sisti, del professor Andrea Cardoni del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Perugia e di Andrea Colabella, della Divisione analisi e ricerca economica territoriale della Banca d’Italia di Perugia. Prima delle conclusioni dell’assessore regionale allo sviluppo economico Francesco De Rebotti hanno preso la parola anche le associazioni di categoria, il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Perugia, Enrico Guarducci, esponenti delle imprese e del mondo bancario. È emersa una collaborazione stretta tra Camera di Commercio, Banca d’Italia, Università, Regione Umbria, Ordini professionali, rappresentanze economiche e forze sociali del territorio.

Ad aprire i lavori il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, che ha richiamato il valore pubblico dell’informazione economica. “Conoscere per deliberare non è una formula rituale: è un metodo di lavoro”, ha osservato il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, insistendo sulla necessità di leggere l’economia reale senza slogan e senza semplificazioni. “L’appuntamento di oggi – ha scandito – non è un rito: è un momento operativo. È un invito a trasformare dati e analisi in scelte migliori: nelle imprese, nelle istituzioni, nella finanza, nella formazione. E soprattutto è un invito a farlo insieme, in modo coordinato, perché le risorse non sono infinite e gli errori di frammentazione si pagano caro. Noi crediamo che l’informazione economica sia un bene pubblico. Non perché “fa bella figura”, ma perché aiuta a decidere meglio. Ed è questo che vogliamo mettere al centro: un’Umbria che non si accontenta di resistere, ma che sceglie di capire, di misurarsi, di migliorare. Con coesione. Con responsabilità. Con metodo”.

Il rapporto della Camera di Commercio

Il cuore della mattinata è stato il rapporto annuale della Camera di Commercio dell’Umbria, curato dal professor Andrea Cardoni con il collaudato team camerale impegnato nell’analisi economica e sociale. Il punto di osservazione scelto è stato l’Ebitda margin, l’indicatore che misura il margine operativo lordo in rapporto ai ricavi e che consente di capire quanto un’impresa sia capace di generare risorse per investire, innovare e restare competitiva.

La fotografia che emerge è tutt’altro che scontata. Le società di capitali umbre, tra il 2019 e il 2024, hanno mostrato tenuta e crescita. Ma il tema, ha spiegato Cardoni, non è soltanto crescere: è capire con quale qualità si cresce. “Non basta guardare ai ricavi o agli utili se poi non si misura la forza strutturale del sistema”. L’Umbria non appare ferma, ma non è ancora in grado di compiere quel salto di qualità necessario a consolidare una traiettoria più robusta.

Margini e struttura produttiva

Il dato richiamato da Cardoni è eloquente: nel 2024 l’Ebitda margin regionale si colloca all’8 per cento, sotto la soglia del 10 per cento che segnala una piena solidità competitiva e sotto i livelli di Marche e Toscana. Il problema, però, non è solo quantitativo. È soprattutto strutturale. In Umbria pesa ancora troppo il commercio, che comprime la marginalità media, mentre i servizi avanzati, pur mostrando performance elevate, hanno ancora un peso troppo limitato. Conta anche il nodo dimensionale: le imprese più piccole e quelle medio-piccole mostrano segnali interessanti, mentre nelle classi superiori il margine si abbassa.

“La sfida è portare più qualità dentro la crescita”, ha osservato Cardoni, indicando il punto: non servono letture consolatorie, ma strumenti capaci di distinguere tra semplice tenuta e vera capacità di sviluppo.

Demografia e capitale umano

A dare ulteriore profondità al quadro è stata la presentazione di “Pablo” (una sinossi dei dati economici e sociali dell’Umbria) da parte di Federico Sisti, che ha ricondotto il discorso economico alla dinamica demografica. “La questione delle questioni è la popolazione che diminuisce, invecchia e restringe la base del lavoro”, ha detto Sisti. Le proiezioni indicano che nei prossimi sedici anni l’Umbria potrebbe perdere circa 66 mila residenti, con un saldo naturale fortemente negativo e una contrazione delle persone in età attiva che rischia di trasformarsi in una vera ipoteca sullo sviluppo.

Per Sisti questo significa meno lavoro disponibile, minore spinta innovativa, più difficoltà nel sostenere la crescita e i servizi. Il Segretario Generale dell’Ente camerale si è poi soffermato su altri parametri, come redditi pro capite – l’Umbria è sotto la media nazionale – e le specializzazioni produttive della regione.

Il nodo del credito

La relazione di Andrea Colabella ha aggiunto un tassello decisivo, portando l’attenzione sul credito. Con un’analisi comparata con media nazionale, Marche e Toscana, Colabella ha mostrato come in Umbria le imprese, soprattutto quelle piccole, risultino penalizzate sia sul piano della quantità del credito sia su quello del costo. La situazione appare più sfavorevole nei prestiti fino a un anno, mentre sui mutui il divario tende ad attenuarsi. È un elemento cruciale, perché lega direttamente la questione finanziaria alla capacità di investire e crescere.

De Rebotti

Nelle conclusioni, Francesco De Rebotti ha tradotto i temi emersi in una prospettiva operativa. L’assessore ha annunciato un cambiamento importante nei bandi regionali, nei quali entrerà il criterio della pluridisciplinarietà insieme a una maggiore attenzione alla capacità delle imprese di attrarre e trattenere capitale umano. Ha inoltre indicato il credito come una delle questioni da affrontare e ha annunciato che tra il 2026 e il 2027 saranno destinati 60 milioni di euro al sistema produttivo regionale. “Non basta accompagnare le imprese con gli incentivi: bisogna premiare chi costruisce lavoro qualificato e sviluppo durevole”. Sul tema Zes, De Rebotti ha insistito soprattutto sul valore della semplificazione amministrativa, indicandola come una leva decisiva per rendere più attrattivo il territorio.

Giovani e digitale nell’impresa: i due volti dell’Umbria

Due indagini con la Camera di Commercio dell’Umbria descrivono un doppio binario. Nel digitale “classico” la regione resta sotto la media nazionale, ma l’economia dei Digital Content Creator corre: in Umbria sono 392 imprese. Nel perimetro delle start-up innovative, invece, la quota giovanile resta sotto media. Sulle start-up Terni spicca per intensità e posizionamenti: 7° e 14° posto su 110 province. Perugia tiene su alcuni indicatori, ma rallenta nella crescita ed è indietro sulle giovanili.

Nel precedente report della Camera di Commercio era emerso che la quota di imprese che innovano nel digitale è inferiore alla media italiana di 5,8 punti percentuali; ancora più marcato il divario sull’intensità degli investimenti (tecnologia, organizzazione e modelli di business), dove il gap arriva a -9,7 punti. È un dato che pesa, perché descrive la capacità di trasformare il digitale in produttività.
Eppure, guardando dove l’innovazione si alimenta di linguaggi, piattaforme e competenze diffuse – spesso più vicine ai giovani – la fotografia si fa meno scontata. Due indagini realizzate con la collaborazione della Camera di Commercio dell’Umbria mettono in fila gli indizi. La prima, di Infocamere con il coordinamento scientifico dell’Università di Padova, misura l’espansione dell’economia dei Digital Content Creator. La seconda, Dataview – Il barometro dell’economia territoriale di Unioncamere–Istituto Guglielmo Tagliacarne, osserva le start-up innovative nelle due province umbre. Insieme raccontano un territorio che produce nuova imprenditorialità digitale, ma che fatica ancora a tradurre una parte di quel potenziale nel canale, più stretto e costoso, delle start-up innovative “certificate”.

L’alfabetizzazione digitale si fa impresa

L’indagine sui Digital Content Creator intercetta imprese nate attorno ai nuovi canali digitali: YouTube, TikTok, Instagram, e a parole chiave come “content creator”, “video maker”, “influencer”, rintracciate nell’oggetto sociale e nelle descrizioni di attività. Non è soltanto un fenomeno culturale: dietro un contenuto ben costruito ci sono competenze su produzione, montaggio, grafica, dati, marketing, contratti e diritti.
La ricerca distingue le imprese in due gruppi. Le “core” operano in settori ATECO intrinsecamente legati alla content creation (produzione audiovisiva, piattaforme digitali, comunicazione e marketing digitale): rappresentano una nuova imprenditorialità nativa. Le “ibride” svolgono attività in cui la creazione di contenuti è ancillare ma rilevante (moda, turismo, fitness, consulenza, istruzione): sono la prova che il contenuto può diventare parte integrante del modello di business.
Tra 2015 e 2024 la crescita è netta. In Italia le imprese di Digital Content Creator sono aumentate del +185% (da 8.918 a 25.429), con un ritmo più intenso per le “core” (+206%) rispetto alle “ibride” (+155%). L’Umbria segue la stessa traiettoria e conta 392 imprese: 229 “core” e 163 “ibride”. Sul totale nazionale la regione vale l’1,54% del fenomeno; sale all’1,7% nelle “ibride” e scende all’1,43% nelle “core”: quote in linea, e in parte leggermente superiori, rispetto al peso dell’Umbria su popolazione ed economia nazionale. È qui che l’innovazione “giovane” si vede con più chiarezza: come imprenditorialità digitale diffusa, spesso micro, capace di crescere e contaminare settori tradizionali.
La cerniera: giovani presenti, ma meno della media nel perimetro start-up
È qui che il racconto cambia tono. Nelle graduatorie sulle start-up innovative, infatti, la quota di start-up giovanili risulta sotto la media nazionale sia a Terni sia a Perugia, e in modo più marcato nel capoluogo. Non è una smentita della spinta giovanile: è la prova che questa spinta, oggi, passa più facilmente da canali a bassa soglia d’ingresso (creator, servizi digitali, attività ibride) che dal canale delle start-up innovative, dove contano capitale, reti, incubazione e competenze avanzate. In altre parole: i giovani innovano, ma non sempre lo fanno dentro la definizione statistica di “start-up innovativa”.

Le start-up innovative nelle due province dell’Umbria

Nel barometro Dataview di Unioncamere–Tagliacarne, la provincia di Terni risulta sopra la media nazionale in tre voci su cinque e in due casi entra tra le prime venti posizioni della graduatoria delle 110 province italiane. Il dato migliore è l’incidenza delle start-up ad alto valore tecnologico in ambito energetico: 29,2%, 7° posto nazionale. Molto bene anche il numero di start-up innovative per 100.000 abitanti: 14, che vale il 14° posto. La variazione percentuale 2016–2025 è +100% (38° posto). Restano invece più deboli due indicatori: l’incidenza delle start-up femminili (4,2%, 101° posto) e quella delle start-up giovanili (sotto media, 74ª posizione).
La provincia di Perugia mostra un profilo più irregolare. È sopra media in due indicatori: l’incidenza delle start-up femminili (23,3%, 11° posto su 110) e l’incidenza delle start-up ad alto valore tecnologico in ambito energetico (22,1%, 22ª posizione). Regge nel numero di start-up innovative per 100.000 abitanti (13,5, 50° posto), ma rallenta nella variazione 2016–2025 (+38,7%, 66° posto). Il punto più critico è l’incidenza delle start-up giovanili: 9,3%, 94° posto su 110.
Il quadro finale è quindi coerente, ma più sfumato di uno slogan: l’Umbria tiene e cresce dove l’innovazione digitale è accessibile, sperimentale e diffusa; mentre nel canale delle start-up innovative, soprattutto per la componente giovanile, emergono ancora margini ampi. La base c’è. La sfida – per imprese, istituzioni e sistema dei servizi – è rendere più facile il passaggio dalla competenza digitale al progetto imprenditoriale strutturato: dal contenuto al prodotto, dalla visibilità al capitale, dalla micro-attività all’impresa che scala.

Mencaroni: la transizione digitale cambio di mentalità e metodo

Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Questi dati ci dicono una cosa che spesso sfugge: la transizione digitale non è una vetrina di tecnologie, è un cambio di mentalità e di metodo. Se i giovani trovano strade rapide per fare impresa nelle piattaforme e nei contenuti, significa che il talento c’è e sa muoversi; il compito delle istituzioni è trasformare quell’energia in progetti che restano, crescono e creano lavoro qui. Per questo, nel nostro programma di mandato, digitale ed ecologico non sono due capitoli separati: sono la stessa sfida, produrre di più consumando meno, competere con dati e competenze invece che con margini compressi. Ecco perché investiamo in iniziative che portano l’impresa dentro le scuole: non per ‘orientare’, ma per allenare i ragazzi a sperimentare, magari fallire e poi ripartire meglio. L’Umbria può diventare un laboratorio nazionale se riesce a fare il salto dal digitale praticato al digitale industriale: dalla creatività diffusa a filiere e imprese che scalano”.

Governo del territorio, la Rete professioni tecniche: riattivare il Tavolo regionale

La Rete delle professioni tecniche chiede la riattivazione del tavolo a Villa Umbra per risolvere i problemi di interpretazione dell’articolo 251 della legge regionale sul governo del territorio, che risulta nuovamente inattivo da luglio.

Richiesta avanzata alla presidente Proietti e all’assessore De Luca. “Un luogo di confronto fondamentale – afferma a proposito del Tavolo Livio Farina, coordinatore della Rete delle professioni tecniche (Rpt) dell’Umbria – nel quale professionisti, uffici tecnici comunali e uffici regionali potevano discutere insieme di problematiche applicative della normativa sul governo del territorio e norme correlate, condividere criticità interpretative e sollecitare interventi di modifica, aggiornamento e uniformazione applicativa”.

“Da anni – ricorda Farina – chiediamo che le normative regionali che regolano il governo del territorio siano il più possibile chiare, comprensibili, coerenti con la legislazione di rango superiore e applicate in modo uniforme nel territorio dell’Umbria. Una richiesta legittima, alla luce dei ruoli e delle responsabilità che siamo chiamati ad assumerci, ma anche un’esigenza di interesse generale per cittadini, professionisti, imprese e amministrazioni pubbliche. Una richiesta necessaria quindi per garantire uniformità procedurale, interpretativa e applicativa delle norme regionali: requisito che oggi non può essere dato per scontato”.

La richiesta del rappresentante dei circa 11mila tecnici umbri, giunge pochi giorni dopo un simile appello lanciato dal presidente del Collegio dei geometri di Perugia, Enzo Tonzani, anch’egli da tempo impegnato affinché tale tavolo di confronto riparta.

“Quando un cittadino si rivolge a un professionista per una consulenza tecnica – spiega Farina – le richieste sono quasi sempre tre: si può fare? Quando? Quanto costa? Domande legittime, che oggi però trovano sempre più spesso risposte incerte, quando non addirittura impossibili. Le cause sono note: scarsa chiarezza normativa accompagnata da un’eccessiva possibilità di interpretazione delle regole; incertezza dei tempi e delle procedure; estrema variabilità e volatilità dei costi. Se su questi ultimi i margini di intervento sono limitati, sugli altri aspetti è invece possibile e doveroso agire. I professionisti tecnici hanno un ruolo fondamentale di congiunzione tra cittadini e pubblica amministrazione e sono parte essenziale del processo di semplificazione amministrativa che, anche attraverso la digitalizzazione e i meccanismi di certificazione, attribuisce loro deleghe e responsabilità sempre maggiori”.

Il coordinatore della Rpt Umbria quindi conclude: “Auspichiamo che le professioni tecniche vengano coinvolte attivamente nelle fasi iniziali dei processi di analisi, revisione e aggiornamento delle normative in materia di governo del territorio, offrendo un contributo concreto e utile nell’interesse collettivo, per l’auspicata semplificazione amministrativa. In questo senso, riteniamo e ribadiamo che la riattivazione del tavolo di confronto di Villa Umbra rappresenti un’occasione reale e immediata per affrontare e risolvere le criticità che oggi, spesso, impediscono chiarezza e uniformità interpretativa e applicativa delle norme”.

I Geometri tornano a chiedere alla Regione di rivedere le criticità del Testo unico governo del territorio

Risolvere le criticità del Testo unico governo del territorio. Questo l’appello che i geometri rivolgono all’assessore regionale Thomas De Luca, che a fine estate aveva assicurato la piena disponibilità in tal senso, ribadita poi in un evento il 29 novembre scorso.

“Confidavamo – afferma il presidente del Collegio dei geometri di Perugia, Enzo Tonzani – che si potesse ripartire subito con il lavoro già avviato a Villa Umbra, volto a chiarire gli aspetti più problematici della legge regionale Testo unico governo del territorio e dare alle norme un’interpretazione che fosse la più univoca possibile. Purtroppo – rileva – non riscontriamo la stessa disponibilità da parte degli uffici regionali interessati tant’è che non si è ancora riusciti a organizzare e riproporre tale attività. Questo, ovviamente, a discapito dei cittadini e delle imprese che continuano a scontare gravi ritardi e possibili cause giudiziarie a causa delle criticità contenute nella legge”.

Da qui un nuovo appello all’assessore De Luca e all’intera Giunta regionale affinché possano ripartire gli specifici laboratori alla Scuola umbra di amministrazione pubblica di Perugia, in cui negli anni passati si erano già iniziati confrontare di persona i professionisti, i tecnici comunali e la Regione che di fatto è il legislatore. “Riuscire ad affrontare e risolvere i noti problemi che denunciamo da anni – prosegue Tonzani – rappresenterebbe un’importante leva per sostenere il settore edilizio e venire incontro alle richieste di efficienza e rapidità dei cittadini. Voglio segnalare di nuovo alcuni casi eclatanti per cui può addirittura capitare che all’interno dello stesso ente due uffici diano due indicazioni di lavoro tra di loro completamente discordanti, lasciando quindi nell’incertezza i tecnici che devono portare avanti le pratiche. Conosciamo le difficoltà organizzative degli uffici, le tante incombenze, lo spirito collaborativo e di grande disponibilità del personale, per altro anche limitato, ci dispiace però riscontrare una sorta di indifferenza rispetto a tali problemi. Per questo facciamo appello alla politica affinché si possa mettere mano ai problemi derivanti dall’applicazione della legge 1/2015 e del collegato regolamento”.

A dimostrazione della possibilità di intervenire in questo senso, il presidente dei geometri perugini porta il recente esempio positivo del Comune di Magione, che nei mesi scorsi ha coinvolto i tecnici e i professionisti nel lavoro di revisione della disciplina edilizia comunale che, grazie anche alle loro indicazioni, ha portato a un nuovo regolamento più snello e operativo, grazie a un’attività di semplificazione normativa, con la soppressione di oltre un terzo degli articoli che risultavano obsoleti, ridondanti o potenzialmente interferenti con altre normative. “Lo stesso tipo di attività – conclude Tonzani – si potrebbe fare a livello regionale. Da parte nostra e di tutte le professioni tecniche dell’Umbria c’è totale volontà a collaborare e a portare avanti questo lavoro, nel pieno interesse dei cittadini”.

A Perugia l’assemblea dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili della provincia

Si è tenuta a Perugia l’assemblea generale degli iscritti all’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili della provincia di Perugia, consueto appuntamento di fine anno per l’approvazione del bilancio preventivo 2026. Ad aprire l’incontro è stata la dottoressa Miriam Sartini, direttrice della filiale di Perugia di Banca d’Italia, seguita dall’intervento della dottoressa Elisabetta Tondini, responsabile area Processi e trasformazioni economiche e sociali dell’Agenzia Umbria Ricerche (Aur).

Insieme alle ospiti sono stati analizzati i dati congiunturali dell’economia umbra e di quella nazionale: dalle analisi è emersa la progressiva perdita di Pil del territorio umbro e nel contempo un incremento dell’occupazione, ciò a certificare la preoccupante flessione progressiva della produttività a causa della bassa propensione delle imprese agli investimenti e all’innovazione. È seguito, poi, l’intervento del presidente dell’Ordine dei commercialisti di Perugia, Enrico Guarducci, che prendendo spunto dalle relazioni delle relatrici che lo hanno preceduto, ha sottolineato che “la perdita delle vocazioni che investe anche la professione dei Commercialisti può essere ascritta tra le cause che hanno determinato un dato così preoccupante per il territorio umbro”.

“Il nuovo Consiglio, che verrà eletto il 15 e 16 gennaio per il quadriennio 2026-2029 – ha aggiunto Guarducci –, dovrà continuare a mettere al centro del proprio impegno il recupero dell’attrattività della professione di Commercialista verso i giovani, puntando sull’inclusività e favorendo la formazione di alto livello per materie ritenute dai giovani la frontiera della nuova professione e indispensabili per la crescita del territorio come la consulenza strategica direzionale, finanziaria, il tax control framework, fiscalità internazionale e l’internalizzazione delle imprese. Il supporto della nostra categoria per lo sviluppo dell’economia del territorio è imprescindibile, essendo anello di congiunzione tra privati e aziende da una parte e istituzioni dall’altra. I giovani che vogliono avvicinarsi alla nostra professione, oggi, hanno l’opportunità straordinaria di emergere visto il momento di grandi cambiamenti che stiamo vivendo. L’intelligenza artificiale, la digitalizzazione, la business intelligence, costituiscono strumenti che modificano radicalmente l’approccio con il lavoro quotidiano tradizionale permettendo di sviluppare conoscenze più specialistiche necessarie alla crescita delle aziende”.

Al termine dell’assemblea, dopo l’approvazione all’unanimità del Bilancio preventivo 2026 e i ringraziamenti a tutti coloro che hanno partecipato attivamente al quadriennio della consiliatura uscente, dal Consiglio di disciplina al Collegio dei revisori, dall’Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento al Comitato pari opportunità, sono state assegnate medaglie ricordo agli iscritti all’albo con 25 anni di anzianità.

Perisse e Montecucco consulenti per la Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi

Due giovani professionisti umbri, Luca Perisse e Luca Montecucco, sono stati nominati consulenti per la Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi.

L’assegnazione ufficiale dell’incarico è avvenuta nell’ambito del progetto Camerale IICUAE, in occasione del Gulf International Congress di Dubai, evento patrocinato dall’Ambasciata d’Italia negli Emirati. Alla presenza del presidente della Camera di Commercio italiana negli Emirati Arabi Uniti, Stefano Campagna, del direttore generale Roberta De Santis e dei rappresentanti di AssoCamere Estero.

“Utilizzerò le mie competenze di consulente di marketing – ha detto Luca Perisse – per valorizzare tutte quelle aziende italiane e quei territori che si affacciano ai nuovi mercati internazionali, guidando le imprese e gli enti pubblici ad un adeguato processo di promozione nel Middle East. Questo traguardo riflette la mia dedizione nel garantire strategie di comunicazione innovative e digitali, sempre aggiornate e conformi ai più alti standard professionali”.

“Questo prestigioso riconoscimento istituzionale – ha aggiunto il dottore commercialista Luca Montecucco – pone le basi per la costituzione di una fattiva sinergia tesa alla collaborazione internazionale. Come professionisti certificati, forniremo consulenza e supporto sotto il profilo fiscale e quello del marketing operativo a tutte quelle Imprese italiane interessate all’intera Area del Golfo. Un percorso di eccellenza che mira a costruire relazioni strategiche, a generare opportunità concrete ed a consolidare la presenza del Made in Italy. Ringrazio sentitamente la Camera di Commercio Italiana per la fiducia riposta e per averci messo a disposizione per l’intero incarico gli uffici camerali presso il Trade Center di Dubai che sfrutteremo per le missioni commerciali e di internazionalizzazione”.

Smau Milano, in vetrina le startup umbre

La Regione Umbria tra i protagonisti a Smau Milano 2025, il principale evento italiano e internazionale dedicato all’innovazione e alle startup.

Con il coordinamento dell’Assessorato regionale allo Sviluppo economico e al supporto operativo di Sviluppumbria, cinque startup umbre hanno presentato a Smau l’eccellenza dell’ecosistema innovativo regionale. Durante i due giorni di fiera, alla presenza del direttore regionale allo Sviluppo economico, Adriano Bei, le promettenti imprese umbre hanno preso parte a workshop tematici, eventi di networking e live show, costruendo nuove relazioni con grandi aziende, professionisti e operatori internazionali provenienti da oltre venti Paesi.

Le startup umbre

Le startup presenti hanno offerto una panoramica delle diverse anime dell’innovazione umbra.

Codrive Srl, un navigatore “intelligente” che simula un copilota di rally e analizza lo stile di guida;
Beamide Srl, spin-off dell’INFN di Perugia, che sviluppa software di simulazione degli effetti delle radiazioni per il settore spaziale e microelettronico;
Sipi Srl (FidoCommercialista), piattaforma digitale per la consulenza contabile e fiscale online;
Smartpeg Srl, specializzata in soluzioni software per la gestione strategica delle risorse umane;
Prolabin & Tefarm Srl, produzione di materiali lamellari biocompatibili per cosmetica, nutraceutica e industria.

Sviluppumbria ha accompagnato le startup in questo percorso, attraverso servizi di orientamento, internazionalizzazione e supporto alla crescita, nell’ambito dei programmi Smartup, della rete EEN (Enterprise Europe Network) e attraverso il finanziamento del Bando Ricerca finanziato dalla Regione Umbria.

A testimonianza della qualità delle realtà umbre, Smartpeg Srl, insieme al partner Baltur, ha ricevuto il premio Innovazione Smau 2025 un importante riconoscimento per un progetto innovativo che valorizza le persone e la digitalizzazione dei processi HR, unendo tecnologia e sostenibilità.

Il sostegno di Regione e Sviluppumbria

L’obiettivo della Regione, attraverso Sviluppumbri, favorire la crescita, l’internazionalizzazione e la competitività delle imprese umbre nei mercati strategici, anche attraverso la creazione di reti e collaborazioni.

“La partecipazione dell’Umbria a Smau è un elemento importante nella strategia regionale di sostegno all’innovazione e alla crescita sostenibile – ha detto l’assessore regionale allo sviluppo economico, Francesco De Rebotti – che valorizza le competenze, la creatività e la capacità d’impresa. A Smau, le nostre realtà produttive, dalle startup alle aziende più consolidate, hanno potuto confrontarsi con partner, investitori e operatori del settore, aprendo nuove opportunità di sviluppo economico e occupazionale. La Regione Umbria, anche attraverso la partecipazione a manifestazioni come questa, promuove un ecosistema dell’innovazione capace di rafforzare le filiere produttive e attrarre investimenti”.

“Sostenere la presenza delle nostre startup a Smau significa rafforzare il legame tra innovazione, impresa e territorio – sottolinea Luca Ferrucci amministratore unico di Sviluppumbria –. L’Umbria vuole essere sempre più un laboratorio di idee e tecnologie capaci di competere a livello globale, in linea con gli obiettivi della nuova programmazione europea”.

Geometri Perugia, protocollo con i professionisti Confcommercio

Il Collegio dei geometri di Perugia ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Associazione professionisti della Confcommercio. Si tratta della prima iniziativa in Italia.

In particolare, in questo caso, con la sua struttura regionale umbra presieduta da Annamaria Pacialeo. Il documento, sottoscritto dalla stessa Pacialeo e, per i geometri perugini, dal presidente Enzo Tonzani, è stato siglato nella sede della Confcommercio Umbria.

“Con questo accordo – ha commentato Tonzani – cerchiamo di mettere insieme le nostre rispettive esperienze e competenze. Entrambi, ad esempio, facciamo formazione ed entrambi ci rivolgiamo a professionisti e imprese, quindi, piuttosto che duplicare un lavoro molto simile, adesso cercheremo di farlo insieme e meglio, in maniera più approfondita. Inoltre, questa intesa ci consente di entrare in contatto con tutta una serie di realtà, siano esse professionisti o imprese del territorio, così da farci conoscere e avviare nuove collaborazioni. C’è poi per entrambi l’obiettivo, non secondario, di ottimizzare i tempi e portare avanti il lavoro in maniera più puntuale, al servizio dei rispettivi iscritti”. “L’Associazione professionisti di Confcommercio Umbria – ha dichiarazione la sua presidente Annamaria Pacialeo – è una realtà giovane ma ambiziosa, nata per rappresentare e mettere in rete l’intero mondo delle libere professioni. Professionisti diversi, ma uniti dall’obiettivo di costruire sinergie capaci di generare nuove opportunità e valorizzare le competenze di ciascuno. Questo accordo con il Collegio dei geometri va esattamente in questa direzione: creare un ponte tra mondi professionali complementari, per offrire servizi e strumenti sempre più efficaci ai nostri iscritti. Grazie alla collaborazione con Confcommercio, i geometri potranno accedere a un sistema articolato di servizi – dalla formazione alla consulenza, fino all’accesso al credito e ai bandi pubblici – con vantaggi concreti per lo sviluppo della loro attività. Con questo protocollo vogliamo passare dalle parole ai fatti: attivare percorsi comuni di formazione, aggiornamento e crescita professionale, mettendo a disposizione dei geometri e dei professionisti strumenti concreti per affrontare le sfide del mercato e dell’innovazione. È un passo importante verso una rete professionale regionale davvero integrata e innovativa”.

Tra gli obiettivi elencati nel documento c’è d’altronde proprio questo; avviare rapporti di collaborazione volti a promuovere azioni di studio, analisi, ricerca e formazione e di condividere e approfondire tematiche di comune interesse; creare iniziative congiunte volte a stabilire e rafforzare il networking professionale; sviluppare iniziative e condividere servizi offerti presso i rispettivi iscritti. Inoltre, l’Associazione professionisti si impegna a mettere a disposizione del Collegio, dei suoi iscritti e dei clienti di quest’ultimi, tutti i suoi servizi e strumenti operativi per l’assistenza alle imprese.

“È un grande vantaggio per la categoria – ha concluso Tonzani – e stiamo già pensando di proporre lo stesso tipo di collaborazione ai colleghi di Terni, augurandoci che condividano questo principio di collaborazione così da divenire la prima regione, e non solo la prima provincia, a sottoscrivere un accordo di questo tipo”.

Da ANCE Umbria borse di studio ai geometri di domani

Una mattinata in cui è stata celebrata la figura del geometra, che resta fondamentale per il settore delle costruzioni. Insieme agli studenti delle prime classi degli Istituti CAT – Costruzioni, Ambiente e Territorio (ex Geometri), che aderiscono a Rete ScuolANCE Umbria, presenti all’Auditorium del Sistema Edilizia di Perugia. Dove hanno anche effettuato una visita esperienziale alla Virtual Academy del Formedil – CESF Perugia, provando i simulatori di mezzi di cantiere e visori di realtà aumentata nel cantiere virtuale dove vengono formati i vari operatori.

Tra i ragazzi presenti, molti dei 97 beneficiari delle borse di studio, per un valore complessivo di 30mila euro, messe a disposizione da ANCE Umbria, come sostegno ad un percorso formativo, quello appunto del geometra, ritenuto importantissimo per il settore.

“Purtroppo – ha ricordato nel suo intervento introduttivo il presidente di ANCE Umbria, Albano Morelli – è sempre più difficile reperire geometri. Una figura, quella del geometra, che invece resta centrale, pur in un settore in continua evoluzione normativa e tecnologica qual è quello delle costruzioni, che offre possibilità lavorative ancora più interessanti e gratificanti dal punto di vista economico”. Un problema culturale, per il presidente Morelli, che ha invitato le famiglie e in generale la società umbra a superare i luoghi comuni. “Non giudicate il nostro settore senza averlo prima conosciuto” l’appello che Morelli ha rivolto alle famiglie e ai ragazzi, ai quali ha assicurato il sostegno di ANCE Umbria, insieme agli altri soggetti coinvolti nel progetto, durante tutto il percorso formativo.

Un progetto che coinvolgerà ancora di più i Collegi Geometri di Perugia e Terni, rappresentati dai presidenti Enzo Tonzani e Roberto Riommi, con i quali, ha annunciato Morelli, sarà a breve sottoscritto un protocollo proprio per stabilire e coordinare le azioni congiunte da intraprendere. “La figura del geometra – hanno sottolineato Tonzani e Riommi – è ancora oggi essenziale e offre enormi possibilità e importanti sbocchi professionali. Questo è il messaggio che vogliamo trasmettere alle famiglie. Sono infatti ancora troppo pochi i ragazzi che si iscrivono ai CAT e scelgono di intraprendere questa carriera, eppure c’è tanta richiesta di questa figura professionale. Bene quindi l’impegno economico di ANCE per portare ancora più attenzione al percorso formativo dei CAT. Con ANCE d’altronde portiamo avanti lo stesso obiettivo e abbiamo perciò deciso di unire le forze, con l’accordo che consentirà di sviluppare ulteriori iniziative di sensibilizzazione”.

Il progetto di sostegno all’azione formativa che ANCE Umbria ha avviato lo scorso anno con il protocollo d’intesa siglato con il “Capitini” di Perugia si è sviluppato, sino a coinvolgere tutti istituti tecnici umbri con indirizzo CAT, che hanno firmato l’adesione alla Rete ScuolANCE.

La cerimonia intitolata “Costruire: il tuo futuro”, durante la quale sono state consegnate simbolicamente le borse di studio, è stata l’occasione per conoscere direttamente e coinvolgere gli studenti (molte classi hanno seguito la diretta streaming) che hanno iniziato il percorso formativo del geometra, spiegando loro le opportunità offerte dal mondo delle costruzioni. Il direttore di ANCE Umbria, Ernesto Di Benedetto, ha illustrato la proposta formativa della Rete ScuolANCE, finalizzata a promuovere la formazione dei ragazzi e ad avvicinare il mondo della scuola e le imprese del settore delle costruzioni.

Argomento, questo, su cui c’è stato un interessante e costruttivo confronto con gli interventi, dopo la relazione del presidente di ANCE Umbria Morelli, del dirigente ITET “Capitini” di Perugia Silvio Improta, dei presidenti del Collegio Geometri di Perugia e Terni Tonzani e Riommi, e Stefano Pagnotta di Arpal. Intervenuti anche la parlamentare Emma Pavanelli e il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, che ha ha rivolto ai ragazzi un messaggio di incoraggiamento: “Dovete sognare non solo di diventare geometri, ma di essere protagonisti di questo settore, diventando esperti nelle tante opportunità che esso vi può offrire”.

L’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione, Fabio Barcaioli, ha lodato la collaborazione tra scuola, imprese, professionisti e istituzioni, sottolineando l’importanza della formazione per garantire qualità del lavoro adeguatamente retribuito, qualità degli interventi e sicurezza nei cantieri.

Ricostruzione e AI, il contributo dell’Ordine Ingegneri Perugia al Congresso nazionale

Hanno portato le esperienze professionali acquisite nella ricostruzione delle zone colpite dal terremoto i membri del Consiglio dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Perugia al 69esimo Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri d’Italia, che si è tenuto al Teatro delle Muse di Ancona.

Ricostruire e non solo costruire. Prevenire, utilizzando al meglio le risorse che le nuove tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale, per uno sviluppo sostenibile dei territori. Tanto più quelli particolarmente critici dove le minacce dei terremoti o delle alluvioni sono più forti. Questo il contributo degli ingegneri del Perugino al Congresso nazionale.

“È stata un’occasione importante – hanno commentato i membri del consiglio direttivo dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Perugia – per confrontarci con i professionisti di tutta Italia, in particolare, su un aspetto che sentiamo molto vicino e con il quale ci confrontiamo quotidianamente. L’Umbria è un territorio sismico, dove le ferite dei terremoti sono ben visibili. Ma anche dove l’ingegneria, intervenendo sul campo, ha avuto ed ha modo di crescere ed evolversi per rispondere a necessità immediate e concrete. La scuola umbra degli interventi sul costruito è ormai un modello riconosciuto ed è stata fondamentale nei tanti eventi di sisma che hanno caratterizzato il nostro Paese, da quello che interessò Umbria e Marche nel 1997, a L’Aquila nel 2009, in Emilia nel 2012 e ancora in Umbria ed Italia Centrale nel 2016 e 2023. Ricostruire, secondo una nuova concezione e secondo nuove ‘regole’, per noi è una necessità quotidiana. E in questo le nuove risorse, come l’intelligenza artificiale, sono sicuramente uno strumento in più per rispondere sempre al meglio ai bisogni e alle criticità che l’esperienza ci mette di fronte. Trovare soluzioni sempre più adeguate, migliori come risultati anche nella sostenibilità ambientale è la sfida che dobbiamo raccogliere, e raccogliamo, senza esitazione”.