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Borsa, tonfo iniziale e parziale ripresa: il titolo Cucinelli cede l’1,74%

Occhi puntati sul titolo Brunello Cucinelli a Piazza Affari dopo il crollo (-17,28%) di giovedì seguito al report in cui Morpheus Research accusa la casa di moda di aver violato le sanzioni Ue alla Russia e di politiche aggressive per ridurre le scorte eccessive. Accuse alle quali la casa di moda ha replicato, preparandosi ad un’azione legale.

Venerdì mattina il titolo ha proseguito la discesa, tanto che nella prima ora di contrattazioni è stato più volte sospeso, toccando anche il minimo di 77,60 euro.

Poi la ripresa, con il recupero e la fluttuazione intorno al prezzo di apertura (84,30) sino a chiudere a 83,60 (-1,74%).

Nonostante il danno reputazionale del report di Morpheus Research, gli analisti sono fiduciosi sul recupero del titolo Brunello Cucinelli, ritenendo non preoccupanti le valutazioni sulle scorte, anche rispetto al modello di business della casa di Solomeo. Queste le valutazioni degli esperti di Ubs (che ricordano come nel primo semestre 2025 le scorte siano calate al 28,2% delle vendite totali) e di Equita, che ricorda come l’alto livello del magazzino sia un elemento strutturale dell’azienda, considerando anche la necessità di dover avere a disposizione diverse taglie per ciascun capo. Intermonte e Bernstein hanno fiducia nella correttezza della casa di Solomeo, puntando sull’importanza di contrastare il danno d’immagine.

Russia, la Brunello Cucinelli Spa respinge le accuse ma il titolo cede il 17,28% in Borsa

La Brunello Cucinelli Spa respinge le accuse di aver violato le sanzioni alla Russia, contenute nel rapporto della società Morpheus Research. Ma dopo essere stato sospeso e riammesso alle contrattazioni, il titolo della casa di moda perde il 17,28% a Piazza Affari, chiudendo a uita 85,08 euro.

La società sta valutando azioni legali “a tutela della sua reputazione e degli interessi di tutti i suoi stakeholder”. Oltre al danno finanziario e per gli investitori, c’è anche il danno d’immagine, proprio nei giorni della Milano Fashion Week.

“All’inizio del conflitto – si legge nella nota della casa di moda – abbiamo scelto di mantenere inalterata la nostra struttura locale continuando a garantire salari pieni ai dipendenti e venditori e onorare i contratti di affitto, come sempre fatto in ogni parte del mondo anche in situazioni straordinarie. Attualmente il nostro personale offre, su richiesta dei clienti finali – viene spiegato – un servizio di assistenza all’interno del nostro showroom. Il prodotto utilizzato è quello regolarmente spedito in Russia entro i limiti stabiliti dall’Unione Europea e la parte residuale dell’inventario consegnato prima dell’introduzione delle sanzioni. In questo modo siamo in grado di generare localmente le risorse necessarie per sostenere stipendi e affitti. Gli spazi dedicati al marchio all’interno di più ampie strutture multi-brand rimangono operativi. Con i partner wholesale agiamo nel pieno rispetto delle regole comunitarie fornendo loro solo la parte di collezione consentita entro i limiti di valore fissati”.

Nella nota si evidenzia come le verifiche effettuate dall’Agenzia delle Dogane Italiane abbiano accertato il pieno rispetto delle procedure così come non sono state rilevate segnalazioni da autorità doganali straniere che potessero prefigurare triangolazioni commerciali.

La Brunello Cucinelli Spa respinge anche con i numeri presunte violazioni legate al mercato russo: “L’incidenza del mercato russo sul nostro fatturato si è ridotta di oltre due terzi rispetto al 2021 risultando oggi intorno al 2%. Il valore delle esportazioni verso la nostra filiale russa è passato dai 16 milioni di euro del 2021 ai 5 milioni euro del 2024; dati questi disponibili ogni anno nel nostro bilancio”.

“Crediamo che questi valori – conclude la nota della Brunello Cucinelli Spa – possano risultare esaustivi nel dimensionare correttamente questo argomento e nell’escludere anche qualsiasi ipotesi su un utilizzo del mercato russo per la riduzione del magazzino e lo smaltimento delle rimanenze”.

Crollo (-17,28%%) dopo lo stop in Borsa per il titolo Cucinelli, “violate le sanzioni alla Russia”

Borsa Italiana alle 13,34 di oggi, giovedì, ha sospeso le quotazioni del titolo Brunello Cucinelli, che in quel momento stava perdendo 4,95% a 97,76 euro. Dopo la nota in cui la casa di moda respinge ogni accusa, il titolo viene riammesso alle contrattazioni e perde il 17,28%.

Un crollo seguito alla pubblicazione del report con il quale Morpheus Research (società fondata nel 2025 da un gruppo di analisti a caccia di eventuali comportamenti scorretti sui mercati finanziari) accusa la casa di moda di Solomeo di aver continuato a vendere abiti e accessori in Russia, in parziale violazione delle sanzioni imposte dall’Unione Europea. 

Un lungo report – frutto di un lavoro di ricerca durato 3 mesi – nel quale si parla di “sconti aggressivi” al fine di liberare magazzini troppo pieni evitando di indebolire il brand. 

Accuse che hanno portato ad un posizionamento ribassista degli investitori sul titolo Brunello Cucinelli Spa, anche dopo la nota con cui la casa di moda ha spiegato qual è la sua attività nel mercato russo dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, nel rispetto delle regole comunitarie.

Danni cinghiali, nuove regole per i risarcimenti | Al vaglio modifiche al regolamento 34

Nuovo disciplinare in Umbria per gli indennizzi dei danni causati dalla fauna selvatica a chi viaggia sulle strade. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore Simona Meloni, approvando le nuove regole ha stanziato 800mila euro l’anno per garantire la copertura degli indennizzi. Il fondo, istituito presso la direzione sviluppo economico, agricoltura, istruzione, formazione e lavoro, turismo e sport, stabilisce criteri e modalità di accesso. Il disciplinare definisce con chiarezza i casi di ammissibilità, i soggetti beneficiari e la misura del ristoro: 60% delle spese documentate per la riparazione del veicolo o, in caso di rottamazione, fino al 50% del valore stimato secondo listino Eurotax, con un tetto massimo di 4.999,99 euro. Le domande dovranno essere presentate entro 30 giorni dal sinistro, esclusivamente tramite PEC o raccomandata A/R, corredate da modulistica e documentazione completa.

La presidente Stefania Proietti ha sottolineato l’importanza del nuovo provvedimento: “Fino a oggi i cittadini che subivano danni a causa della fauna selvatica erano costretti a rivolgersi ai tribunali, affrontando trafile giudiziarie lunghe, costose e dall’esito incerto, con un aggravio anche per la pubblica amministrazione. Ogni anno si registrano circa 120 procedimenti con la Regione Umbria, a cui vanno aggiunti i casi coperti dalle assicurazioni private e quelli in cui i cittadini hanno rinunciato ad agire. Oggi, con l’approvazione di questa misura mettiamo fine a questa situazione introducendo una procedura amministrativa semplificata che, grazie all’investimento regionale, consentirà di ottenere il risarcimento in maniera diretta e chiara, senza passare per le aule di giustizia, dando risposte concrete, rapide e trasparenti”.

Proietti ha parlato del problema della fauna selvatica: “Non possiamo ignorare i numeri, che descrivono la diffusione della fauna selvatica, in particolare dei cinghiali. Negli ultimi decenni la crescita non è stata più frutto di una gestione programmata, ma ha assunto dimensioni tali da incidere in modo pesante sulla sicurezza stradale, sull’attività agricola, sulla tutela del paesaggio e persino sulla salute delle persone. È un problema che riguarda non solo i cittadini coinvolti negli incidenti, ma anche le nostre comunità, le imprese e i territori, spesso segnati dall’abbandono dei terreni e dalle difficoltà di chi vive nelle aree interne”.

Meloni ha spiegato: “Il disciplinare introduce regole semplici e di facile accesso per i cittadini che subiscono danni, evitando il ricorso ai tribunali e garantendo un indennizzo diretto. Dopo anni di richieste inascoltate, colmiamo un vuoto normativo e restituiamo ai cittadini uno strumento snello e concreto. Abbiamo stanziato risorse importanti a tutela della sicurezza stradale, ma questo è solo un tassello di una strategia più ampia. Ogni anno la fauna selvatica provoca in Umbria danni stimati in oltre un milione di euro, tra incidenti stradali e perdite in agricoltura. Per questo stiamo lavorando anche sul contenimento dei cinghiali e sul rafforzamento del confronto con il mondo agricolo e venatorio, attraverso la consulta della caccia. L’obiettivo è duplice: ridurre i danni e allo stesso tempo ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche. Questo disciplinare segna un cambio di passo: tutela i cittadini, sostiene gli agricoltori e rende più efficiente l’azione regionale”.

Infine, l’assessora Meloni ha annunciato che sono in arrivo novità per quanto riguarda il regolamento n. 34 del 1999 sul prelievo venatorio del cinghiale in forma singola e collettiva. Sono infatti al vaglio alcune proposte che dovranno essere poi partecipate con la consulta regionale della caccia. L’obiettivo è quello di contribuire in maniera efficace al depopolamento dei capi in ottemperanza al piano di contenimento elaborato dal commissario straordinario alla peste suina africana. Tra le misure allo studio anche il ripensamento delle modalità di caccia attualmente previste.

Redditi, ecco chi sono e quanto guadagnano e pagano i contribuenti umbri

In Umbria il 68,9% dei contribuenti (cioè 460.962), ha dichiarato nel 2023 meno della media nazionale, pari a pari a 24.830 euro. Il reddito medio complessivo dichiarato nella regione è stato di 22.790 euro. Un dato complessivo che vede però, secondo l’elaborazione della Cgia su dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, situazioni molto differenti tra le due province.

In provincia di Perugia

Nella provincia di Perugia, secondo le dichiarazioni del 2023, il reddito complessivo medio è stato di 22.867 euro, mentre è stata di di 5.091 l’Irpef media versata. Il numero dei 502.222 contribuenti risulta così suddiviso: 284.070 i lavoratori dipendenti; 178.430 i pensionati; 19.047 gli autonomi; 26.425 coloro che percepiscono redditi da partecipazioni.

In provincia di Terni

Nella provincia di Terni nello stesso anno il reddito complessivo medio è stato di 22.570 euro, mentre è stata di di 5.084 l’Irpef media versata. Il numero dei 166.381 contribuenti risulta così suddiviso: 89.086 i lavoratori dipendenti; 62.900 i pensionati; 6.471 gli autonomi; 6.714 coloro che percepiscono redditi da partecipazioni.

In Italia

A livello nazionale, secondo l’elaborazione della Cgia, al netto delle detrazioni e degli oneri deducibili, nel 2023 i contribuenti hanno dichiarato un’Irpef pari a 190 miliardi di euro.

Guardando alle province italiane, il prelievo medio netto più elevato ha interessato i contribuenti della Città Metropolitana di Milano con 8.846 euro. Seguono le persone fisiche di Roma con 7.383, della provincia di Monza-Brianza con 6.908, di Bolzano con 6.863 e della Città Metropolitana di Bologna con 6.644. I meno tartassati d’Italia sono stati i contribuenti della Sud Sardegna che hanno pagato solo 3.619 euro. La media nazionale è stata pari a 5.663 euro.

Avviso Large, dalla Regione altri 3 milioni per le imprese che investono in innovazione

Rifinanziato con 3 milioni di euro dalla Giunta regionale l’Avviso Large 2023, per il sostegno delle imprese umbre che investono in progetti produttivi innovativi e di rilievo.

L’intervento è rivolto a iniziative di investimento, sia materiali che immateriali, con un importo compreso tra 200.000 e 1,5 milioni di euro. Grazie a questa nuova dotazione, sarà possibile finanziare numerosi progetti già presentati e positivamente valutati, ma che non avevano trovato copertura a causa dell’esaurimento delle risorse iniziali.

Le nuove risorse derivano dal Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC), recentemente rese disponibili e riprogrammate dall’Amministrazione regionale, con l’obiettivo di contemperare le diverse esigenze di sviluppo espresse dal territorio.

“Con questa misura – sottolinea l’assessore De Rebotti – la Regione conferma l’impegno a sostenere la crescita e la competitività del tessuto produttivo umbro, offrendo alle imprese strumenti concreti per innovare e rafforzare la loro presenza sui mercati, in combinato con le recenti azioni a sostegno degli investimenti sull’occupazione stabile e le nuove assunzioni”.

Il rifinanziamento dell’Avviso Large 2023 rappresenta un ulteriore passo nella strategia regionale di sostegno agli investimenti produttivi e conferma la volontà di valorizzare i progetti già selezionati per qualità e capacità di generare impatto economico e occupazionale. Con questa decisione, la Regione Umbria ribadisce la propria vicinanza al mondo delle imprese e rafforza il percorso di rilancio dell’economia locale, puntando su innovazione, sostenibilità e competitività.

(foto generica d’archivio)

La dinamica dei finanziamenti e il costo del credito alle imprese umbre

Nel 2024, secondo l’ultimo rapporto della Banca d’Italia, la contrazione del credito all’economia regionale si è attenuata. Il calo ha però continuato a interessare il settore produttivo e ha rispecchiato le minori esigenze di finanziamento di investimenti e capitale circolante. Le condizioni di offerta sono rimaste orientate alla cautela. La qualità del credito è peggiorata, soprattutto per le imprese della manifattura, pur confermandosi su livelli storicamente buoni.

Nel 2024 i risultati reddituali si sono confermati positivi per larga parte delle aziende umbre. Secondo l’indagine Invind, la quota di imprese che hanno chiuso l’esercizio in utile è ulteriormente cresciuta,
raggiungendo un nuovo massimo. L’incremento ha interessato in particolare le aziende dei servizi, a fronte di un calo rilevato per quelle industriali.

La liquidità finanziaria delle imprese è rimasta elevata nel confronto storico. È proseguita la ricomposizione verso le attività a remunerazione più elevata, quali i depositi a risparmio e i titoli quotati; resta comunque preponderante la quota detenuta nei depositi a vista e nei conti correnti.

La dinamica dei finanziamenti

Nel corso del 2024 la contrazione dei prestiti al comparto produttivo umbro si è attenuata (-2,1% a dicembre, dal -4,2 di un anno prima). In un contesto di politiche di offerta ancora caute e di una domanda
di credito debole, la riduzione dei prestiti ha continuato a essere marcata per le imprese di più piccola
dimensione (-6,8%, a fronte del -0,9 per le medio-grandi) e, tra i settori, nell’edilizia (-7,9%).

Il costo del credito

La riduzione dei tassi di riferimento della BCE si sta gradualmente trasmettendo al costo del credito. Dopo il sensibile incremento registrato nel corso del 2023, il tasso mediamente applicato ai prestiti connessi a esigenze di liquidità è sceso di quasi un punto percentuale, al 6,1% nel quarto trimestre del 2024. Il calo ha riguardato in misura analoga le diverse classi dimensionali e branche di attività economica. L’onerosità media dei nuovi prestiti destinati agli investimenti, rappresentati principalmente da operazioni a scadenza prolungata, è scesa più decisamente, al 4,9% (dal 6,7 di un anno prima).

Lavoro stabile, al via gli incentivi alle imprese

Occupazione stabile, al via gli incentivi. Da oggi, lunedì 25 agosto, le imprese umbre possono presentare domanda per accedere agli incentivi previsti dall’avviso pubblico “Incentivi per l’occupazione stabile nel 2025”, finanziato con risorse del Programma regionale Umbria FSE+ 2021–2027 – Asse I Occupazione e del Fondo per lo sviluppo e la coesione.

L’avviso mette a disposizione 5 milioni di euro complessivi per sostenere le imprese che, tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2025, abbiano effettuato assunzioni a tempo indeterminato, attivato contratti di apprendistato o stabilizzato rapporti di lavoro precari. La richiesta non deve essere preventiva, ma deve riguardare assunzioni o stabilizzazioni già effettuate al momento della domanda, ad eccezione di quelle realizzate nei primi 25 giorni del mese di agosto, che saranno comunque ammesse.

Gli incentivi vanno da 9.000 a 15.000 euro per ciascun lavoratore assunto o stabilizzato, con importi maggiori riconosciuti per l’inserimento di giovani laureati per mansioni che prevedono il titolo di studi accademico e per le assunzioni di persone con disabilità oltre la quota di legge. È inoltre prevista una prima scadenza il 30 settembre 2025: le domande arrivate entro tale data saranno ammesse a valutazione senza attendere la chiusura definitiva dell’avviso, fissata al 31 dicembre. Arpal Umbria potrà chiudere anticipatamente la procedura solo se le richieste supereranno di tre volte la dotazione finanziaria.

Un elemento che caratterizza l’avviso è l’introduzione di un meccanismo di erogazione che consentirà alle imprese di disporre più velocemente delle risorse richieste senza sostenere spese per garanzie fideiussorie: gli incentivi saranno liquidati per il 50% dopo sei mesi dall’assunzione o dalla stabilizzazione e per la restante parte dopo 12 mesi. Si tratta di un aspetto determinante per semplificare le procedure, alleggerire il carico finanziario delle aziende e favorire così nuove opportunità di lavoro stabile.

“Con questa misura – spiega l’assessore allo sviluppo economico, al lavoro e alle infrastrutture Francesco De Rebotti – mettiamo a disposizione delle imprese umbre strumenti concreti per creare occupazione stabile, con un’attenzione particolare ai lavoratori più fragili e ai giovani laureati. È un passo importante per contrastare la precarietà e la fuga di competenze, frutto di un percorso di concertazione che ha visto il contributo delle rappresentanze datoriali. Arpal Umbria è costantemente a disposizione delle imprese e dei consulenti del lavoro per fornire chiarimenti e accompagnare le aziende nella fase di presentazione delle domande”.

Bonus sociale rifiuti, ecco quali famiglie avranno la riduzione Tari

Bonus sociale rifiuti per 4 milioni di famiglie (di cui circa 55mila in Umbria) in disagio economico. Arera (Autorità di regolazione per energia rete e ambiente) comunica che lo sconto, che arriverà nel 2026, sarà pari al 25% della Tari/tariffa corrispettiva dovuta dal cittadino e sarà riconosciuto automaticamente a tutti i nuclei familiari con ISEE inferiore a 9.530 euro, o sotto i 20.000 euro per le famiglie numerose.

Con la delibera 355/2025/R/rif l’Autorità ha infatti definito le modalità operative necessarie per consentire l’erogazione automatica del bonus sociale rifiuti, che si aggiunge a quelli già esistenti relativi a energia elettrica, gas e acqua, a ulteriore sostegno della spesa per i servizi essenziali delle fasce più bisognose della popolazione.

Il bonus, che è pari al 25% della Tari/tariffa corrispettiva dovuta dal cittadino, verrà riconosciuto automaticamente (senza che l’utente ne debba fare esplicita richiesta) a tutti i nuclei familiari che hanno presentato all’INPS una DSU (dichiarazione sostitutiva unica) e ottenuto un livello di attestazione ISEE sotto la soglia prefissata di 9.530 euro (estesa a 20.000 euro per i nuclei familiari con almeno 4 figli a carico).

Con l’entrata in vigore del provvedimento, i nuclei familiari con ISEE sotto soglia potranno ottenere lo sconto sulla tassa rifiuti sostenuta nell’anno precedente: infatti, poiché la TARI dovuta viene solitamente quantificata annualmente entro i primi mesi dell’anno e l’ISEE può essere richiesto dai cittadini durante tutto l’anno, i dati utili per applicare lo sconto saranno disponibili solo nell’anno successivo a quello di presentazione dell’ISEE. Nel 2026 sarà pertanto applicato lo sconto ai nuclei familiari che hanno ottenuto un’attestazione ISEE sotto soglia nel 2025.

Grazie anche alla continua e proficua collaborazione con tutti i soggetti interessati (INPS, Acquirente Unico, SII, ANCI SGATE e CSEA), il provvedimento individua e regola i flussi di dati che consentono l’identificazione degli aventi diritto e la corresponsione automatica del beneficio con decorrenza a partire dai primi mesi del 2026.

Tali flussi, contenendo dati sensibili, sono stati definiti nel rispetto del GDPR, e secondo quanto previsto dalla normativa, previo parere del Garante per la protezione dei dati personali, che con la sua stretta e sollecita collaborazione istituzionale ha consentito l’emanazione del provvedimento in tempi utili per la predisposizione degli interventi operativi necessari per consentire l’erogazione a inizio 2026

Il provvedimento definisce altresì gli obblighi informativi di tutti i soggetti coinvolti nel processo di erogazione anche ai fini del monitoraggio delle somme erogate.