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Autore: Sara Grossi

Esternalizzazione servizi aeroporto, Sase ha spaccato il fronte sindacale

L’accordo tra la Sase e Fit-Cisl e Ugl per risanare il bilancio in rosso dell’aeroporto internazionale dell’Umbria rompe il front sindacale. Filt-Cgil e Uiltrasporti, che non sono state invitate all’incontro, puntano l’indice contro la Sase, ma anche contro le altre due sigle sindacali. E valutano ricorsi contro una misura considerata antisindacale, appellandosi nel frattempo alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.

“Questo accordo – scrivono Filt-Cgil e Uiltrasporti – è uno schiaffo in faccia ai lavoratori che stanno lottando a favore di colleghi che, pur svolgendo la stessa mansione in ambito aeroportuale nei servizi di Sicurezza e Rampa – movimentazione bagagli, oggetto di esternalizzazioni a basso costo, percepiscono un salario ridotto del 30%. Le glorie di Fit Cisl e Ugl di percorrere il protagonismo individuale ha frantumato l’unità sindacale che in questo momento voleva dire garanzie anche per i loro iscritti che da oggi sono molto più deboli”.

Filt-Cgil e Uiltrasporti hanno convocato una assemblea dei dipendenti Sase Spa “per decidere quale azione di lotta introdurre a seguito del mancato accordo, in Prefettura in ambito alla procedura di cui alla Legge 146/90 e s.m.i., a supporto della vertenza in atto contro le esternalizzazioni di Sase Spa, contro il buco di bilancio creato”.

Il Decreto Bollette è legge: gli aiuti per famiglie, imprese e associazioni sportive

Bonus bollette di 200 euro, che sale fino a 500 euro per chi riceve già il bonus sociale. Per le aziende 1200 milioni

Bonus bollette per le famiglie e sostegni alle imprese energivore. Con l’approvazione in Senato è diventato legge il Decreto bollette, per l’agevolazione tariffaria per la fornitura di energia elettrica e gas naturale.

Stanziati 8 milioni di contributi a favore delle famiglie con Isee fino a 25mila euro, ai quali va un contributo straordinario, il bonus bollette, di 200 euro. Che sale fino a 500 euro per chi già riceve il bonus sociale.  

I clienti vulnerabili del sistema a tutele graduali potranno essere inseriti nel mercato tutelato anche alla cessazione del 31 marzo 2027. 

Per le imprese energivore sono stanziati 600 milioni di euro, anticipando i proventi delle aste Emission Trading System. Altri 600 milioni di euro serviranno a finanziare il Fondo per la transizione energetica industriale per i progetti di efficienza e riduzione dei costi energetici nel settore industriale. 

Le offerte energetiche dovranno essere più chiare e trasparenti. Impignorabili i debiti legati alle bollette sugli gli immobili. 

Sostegni per 10 milioni a favore di associazioni sportive che gestiscono impianti a forte consumo di energia, come le piscine. 

Spiega il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin: “Con il decreto bollette, divenuto legge, abbiamo scelto di sostenere famiglie e imprese nella difficile congiuntura dei prezzi energetici. Il nuovo provvedimento reca un aiuto tangibile innanzitutto a quanti sono in maggiore difficoltà economica, introducendo anche nuove norme a tutela dei consumatori”.

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Elezioni Rsu: Uil in sanità ed Enti locali, Cgil nella scuola

La Uil Fpl primo sindacato nella sanità e nelle funzioni locali, la Cgil nelle funzioni nelle articolazioni umbre delle funzioni centrali e nella scuola e università.

Sono i due sindacati che fanno la voce grossa dopo l’ultima tornata elettorale per il rinnovo della Rsu nel pubblico impiego, che ha visto un’affluenza superiore all’80% dei dipendenti.

La Uil domina in sanità e nei Comuni

Il segretario generale della Uil dell’Umbria, Maurizio Molinari, affiancato dal segretario regionale della Uil Fpl Jacky Mariucci, rivendica il cambiamento della Uil, che “ha scelto la concretezza rispetto all’ideologia”, come nel caso del contrasto alla manovra della Regione.

uil

Un risultato che ha consentito di confermare ed anzi rafforzare il sindacato nel settore pubblico, in particolare in Sanità (con il 36,3% complessivo dei voti e la maggioranza assoluta conquistata nell’Azienda ospedaliera di Perugia e oltre un terzo dei seggi in quella di Terni) e nelle funzioni locali: maggioranza assoluta nei Comuni di Orvieto, Marsciano, Città di Castello, Norcia, Magione e Corciano, primo sindacato nei Comuni di Perugia, Assisi, Foligno e Gubbio.

Risultati che portano la Uil a rilanciare il “Cantiere Umbria”, per un vero “cambiamento” nella regione.

Cgil forte della scuola e università

La Flc Cgil brinda con il settore della scuola e della formazione, dove è risultata prima con il 35,05% dei voti. Nella provincia di Perugia ha raggiunto un traguardo storico con quasi il 30% dei consensi, tornando così a essere il primo sindacato con 7 punti percentuale in più della Cisl Scuola, da anni primo sindacato in questo territorio. Nella provincia di Terni, la Flc Cgil è andata ben oltre il 50% dei consensi, con più di 27 punti percentuale di differenza dalla Uil Scuola, secondo sindacato della provincia.

Nel settore Università, la Flc Cgil conferma e rafforza il consenso conquistando sette seggi su dodici all’Università degli studi di Perugia e, per la prima volta, anche un seggio su tre all’Università per stranieri di Perugia.

scuola

“In termini percentuali – spiega la segretaria generale della Flc Cgil Umbria, Moira Rosi – arriviamo quasi al 55% dei voti, rispetto a Cisl che rimane al 23%. Nel settore Ricerca eleggiamo su tutte le sedi della regione, Infn, Cnr e Istat, passando dal 22,30% al 48%. Nell’Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica) abbiamo eletti all’Accademia delle belle arti di Perugia e al Conservatorio ‘Briccialdi’ di Terni, con il 28% dei consensi nella regione. Un risultato che premia un lavoro di squadra e soprattutto l’impegno di tutti i candidati che si sono messi a disposizione e hanno contribuito in prima persona al raggiungimento di questo straordinario risultato”.

Sabato i funerali di Papa Francesco, 5 giorni di lutto in Italia e in Umbria

Lutto nazionale, fino a sabato 26 aprile, giorno in cui, alle ore 10 sul sagrato della Basilica di San Pietro, in Vaticano, saranno celebrati i funerali di Papa Francesco.

Bandiere a mezz’asta su tutti gli edifici pubblici, minuto di silenzio nelle scuole, negli uffici e durante eventi pubblici, riduzione o sospensione di manifestazioni sportive, culturali e istituzionali non essenziali (rinviate le partite in programma sabato 26 aprile, mentre quelle saltate nel giorno di Pasquetta saranno recuperate come da programma mercoledì 23 aprile). Eventi consentiti solo se di beneficenza o con finalità solidali.

Tutti gli impegni pubblici del governo sono stati cancellati o rimandati: le personalità istituzionali potranno partecipare solo a eventi coerenti con il momento di lutto.

Saranno celebrate, con sobrietà, le cerimonie per il 25 aprile.

In conformità con quanto stabilito dal Consiglio dei ministri, con decreto la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti ha proclamato, in segno di cordoglio e vicinanza, il lutto su tutto il territorio regionale.

La decisione è stata adottata in considerazione del profondo legame che il Pontefice aveva costruito con l’Umbria e in particolare con Assisi, la città di San Francesco di cui aveva assunto il nome e a cui aveva ispirato il suo magistero. Qui si è recato ben 6 volte (sulle 8 nella regione) nel suo Pontificato proprio per sottolineare l’ispirazione ai valori di fraternità, pace, amore per i poveri e cura del Creato.

Il magistero di Papa Francesco, ispirato a San Francesco d’Assisi e tutto rivolto ai poveri, alla fraternità, alla custodia del Creato e alla pace, è e continuerà ad essere di ispirazione per l’Umbria tutta.

L’Umbria, anche con gli incontri con le comunità di Norcia colpite dal sisma e con le suore di Spello, è stata la regione più visitata da Papa Francesco al di fuori dalla sede papale, oltre la regione Lazio.

Il decreto è stato trasmesso ai prefetti dell’Umbria, al presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria, ai presidenti delle Province, ai sindaci dei Comuni e, per quanto di rispettiva competenza, agli enti e società partecipate ivi compresi gli enti del Servizio sanitario regionale.

Ad Assisi, in concomitanza con i funerali di Papa Francesco, si terrà una simbolica cerimonia funebre.

(foto della Sala stampa Vaticana)

L’ultima visita in Umbria di Papa Francesco per una nuova economia

Il 24 settembre 2022 l’ultima visita di Papa Francesco in Umbria. Una terra che Bergoglio visita da Pontefice per ben 8 volte. A testimoniare il legame con l’Umbria e in particolare con la città di Assisi. Del resto, salendo al soglio di Pietro aveva scelto il nome di Francesco, primo Papa a farlo: una scelta che ha rappresentato anche il programma del suo mandato come guida della Chiesa.

L’ultima visita di Papa Francesco in Umbria, l’ottava, la sesta ad Assisi includendo anche quelle a Santa Maria degli Angeli ne 2016 e nel 2021, è per prendere parte all’evento di respiro internazionale “The Economy of Francesco”. Un’economia inclusiva, occasione di benessere per tutti e non solo di progresso ed arricchimento economico per alcuni. Questo il messaggio che Papa Francesco aveva inviato anche lo scorso anno ai giovani economisti membri della fondazione “The Economy of Francesco”. “Amate l’economia, amate concretamente i lavoratori, i poveri, privilegiando le situazioni di maggiore sofferenza”, il suo invito.

Un’economia sull’esempio di San Francesco, “figlio di un mercante” capace di venire a conoscenza dei “pregi e difetti di quel mondo”.

“Ho voluto incardinare tutto il movimento Economy of Francesco – aveva spiegato il Santo Padre – su San Francesco d’Assisi che, semplicemente spogliandosi di tutto per amore di Gesù e dei poveri, ha dato anche un impulso nuovo allo sviluppo dell’economia”.

Così come sempre nel segno di San Francesco, Papa Bergoglio ha portato avanti le istanze di tutela del Creato, la “casa comune”, come l’ha chiamata nell’Enciclica “Laudato sì, tratto dal Cantico delle Creature.

(foto Sala stampa vaticana)

E’ morto il Papa, ha guidato la Chiesa nel nome di Francesco d’Assisi

E’ morto all’età di 88 anni Papa Francesco. Il pontefice si è spento nel giorno di Pasquetta dell’Anno Giubilare da lui proclamato e inaugurato la notte di Natale con l’apertura della Porta Santa.

Il giorno di Pasqua, pur fortemente sofferente e debilitato dalla malattia che lo aveva costretto ad una lunga degenza, a bordo della papamobile aveva fatto un giro in piazza San Pietro per benedire i fedeli.

L’annuncio della morte del Papa è stato dato dal cardinale Farrell: “Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco. Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della Sua chiesa. Ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio ed amore universale, in modo particolare a favore dei più poveri e emarginati. Con immensa gratitudine per il suo esempio di vero discepolo del Signore Gesù, raccomandiamo l’anima di Papa Francesco all’infinito amore misericordioso di Dio Uno e Trino”.

Papa Francesco era molto legato all’Umbria e in particolare alla città di Assisi. Bergoglio aveva scelto Francesco come nome una volta salito al soglio pontificio, ispirandosi proprio alla figura del Poverello di Dio, per una chiesa che tornasse ad essere umile tra gli umili. La notizia della morte del Santo Padre è stata accolta con dolore nel Sacro Convento di Assisi.

Pasqua e Pasquetta di lavoro per quasi 57mila umbri

Un umbro su cinque, tra coloro che hanno un impiego, ha trascorso le vacanze di Pasqua e Pasquetta. Così come gran parte dei giorni festivi durante l’anno, o almeno a turno con i colleghi.

Secondo le stime della Cgia di Mestre, quasi 57mila umbri ha lavorato in questi giorni di festa. Appunto, circa il 20% dei lavoratori della regione.

Una percentuale in linea con la media italiana (20,4%), in un’Italia che vede i sardi lavorare maggiormente durante le feste (quasi il 27%) e i lombardi di meno (16,3%).

In tutta Italia, sempre secondo la stima della Cgia di Mestre, hanno lavorato nei giorni di Pasqua e Pasquetta quasi 5 milioni di italiani.

Sostegno all’export, aiuti per le imprese umbre che partecipano a fiere all’estero

La crisi geopolitica e la guerra dei dazi spinge anche le imprese umbre vocate all’export a cercare nuovi mercati esteri.

Ha come obiettivo proprio il sostegno dei progetti di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese mediante la partecipazione a fiere internazionali che si svolgono nel periodo compreso tra il 01/04/2025 e il 31/03/2026, l’avviso pubblico emanato dalla Regione Umbria.

Sottolinea l’assessore allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti: “Già in situazione ordinaria l’intenzione di procedere allo sviluppo di processi di internazionalizzazione, costituisce un’opzione strategica per le Pmi. In considerazione delle scelte operate dall’amministrazione statunitense, con l’imposizione ondivaga di dazi ai partner commerciali tale scelta va perseguita con ancora maggiore intenzione. La qualità dei manufatti realizzati nella nostra regione, lo sviluppo tecnologico di settori determinanti nella costituzione del nostro Pil, l’attitudine ad individuare prospettive produttive che incrociano esigenze di mercato evolute non possono non richiedere attenzione da parte della rete dei soggetti preposti al sostegno all’impresa”.

Chi può partecipare

Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese con sede operativa in Umbria e con i requisiti specificati nel bando che è gestito da Sviluppumbria (tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.sviluppumbria.it).

Le risorse finanziarie disponibili ammontano a un milione di euro a valere sulle risorse del PR FESR 2021-2027 – Priorità 1 – OS 1.3 – Azione 1.3.2 Sostegno all’internazionalizzazione delle PMI così come previsto dalla DGR 231 del 19/03/2025.

“Proprio per l’importanza che attribuiamo alla dinamica di internazionalizzazione – annuncia De Rebotti – intenderemo dotare l’azione promossa dal bando con ulteriori risorse che saranno stanziate già nel corso di questa annualità”.

ITS Umbria Academy, Meccatronica al top in Italia e le altre opportunità per i giovani

L’ITS Umbria Academy si conferma ancora una volta tra le eccellenze a livello nazionale, con il corso di Meccatronica con sede a Terni che ha raggiunto il primo posto assoluto nella graduatoria stilata dal Ministero, che ha valutato oltre 450 percorsi biennali di Istituti Tecnici Superiori (ITS), valutandone la qualità formativa e, soprattutto, gli esiti occupazionali a un anno dal diploma.

Un riconoscimento certificato al Ministero dell’Istruzione e del Merito in occasione dell’incontro nazionale “ITS Academy – Monitoraggio 2025”, promosso dal Ministero e da INDIRE nell’ambito del Sistema Nazionale di Monitoraggio e Valutazione (SNMV) per l’Istruzione Tecnologica Superiore.
L’iniziativa è stata infatti l’occasione per illustrare i percorsi ITS oggetto del monitoraggio ministeriale, da cui scaturisce il sistema di premialità e riconoscimento della qualità formativa. Il monitoraggio rappresenta uno strumento strategico per valutare l’efficacia dei percorsi ITS e orientare le future politiche pubbliche nel campo dell’istruzione tecnica post-diploma.

ITS Academy Umbria

Fondata nel 2011, ITS Umbria Academy è cresciuta rapidamente, arrivando oggi a contare circa 400 nuovi immatricolati ogni anno, 15 percorsi formativi attivi e oltre 400 aziende partner coinvolte sia nella progettazione dei corsi sia nell’erogazione della didattica e nell’ospitalità degli studenti in tirocinio.
Le attività dell’ITS si svolgono in tre campus e quattro laboratori didattici avanzati, distribuiti a Perugia, Foligno, Terni e Città di Castello. Questi spazi, recentemente rinnovati e dotati delle tecnologie più moderne, verranno ufficialmente inaugurati nel mese di giugno.

ITS Umbria Academy è un’accademia politecnica biennale, gratuita e aperta ai giovani diplomati, specializzata in scienze e tecnologie applicate. Nata dalla sinergia tra Ministero dell’Istruzione, Regione Umbria e le principali aziende del territorio, rappresenta oggi un modello virtuoso in cui governance e didattica si fondano sulla collaborazione tra pubblico e privato.

Meccatronica e gli altri corsi

Il riconoscimento ministeriale ricevuto non solo certifica la qualità dell’offerta formativa, ma conferma anche il ruolo strategico dell’ITS umbro nel favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, soprattutto in ambito tecnico e tecnologico.

Il corso di Meccatronica premiato ha raggiunto un tasso di occupazione pari al 95%. Un dato che testimonia l’efficacia del percorso formativo, la vicinanza al mondo produttivo e l’alto grado di specializzazione raggiunto dagli studenti.

ITS Umbria opera in tutte le aree tecnologiche previste dalla normativa nazionale: Meccatronica, Meccatronica e Cartotecnica, Information Technology, Cybersecurity, Biotecnologie e Sostenibilità ambientale, Agroalimentare, Marketing, Turismo, Edilizia-BIM ed Efficienza Energetica.

Oltre alla Meccatronica, anche altri sette corsi di ITS Umbria Academy hanno ricevuto la premialità ministeriale: si tratta di percorsi appartenenti alle aree del Digitale, delle Biotecnologie, dell’Agroalimentare e del Turismo. Questi corsi hanno registrato un tasso di occupazione medio pari all’80%, confermando un quadro complessivo altamente positivo.

Giulietti: “Orgogliosi”

“Siamo orgogliosi di aver raggiunto anche quest’anno un risultato così significativo – ha dichiarato Marco Giulietti, presidente di ITS Umbria Academy – Quest’anno, in particolare, il riconoscimento assume un valore ancora maggiore poiché tutti gli ITS a livello nazionale hanno investito significativamente e sono cresciuti qualitativamente. Tuttavia, ciò che ci rende più orgogliosi è il 95% di assunzioni degli iscritti al corso di Meccatronica, che testimonia lo straordinario talento dei nostri ragazzi. Siamo fieri di offrire un ambiente stimolante, innovativo e all’avanguardia, dove i ragazzi possono sviluppare le loro competenze e gettare le basi per realizzare i loro sogni. Questi traguardi testimoniano l’altissima qualità e la professionalità dei nostri percorsi formativi e del nostro metodo di formazione contemporaneo, basato su un costante dialogo con le imprese. Fondamentale, in questo contesto, è il ruolo della Regione Umbria, che da sempre ci supporta”.

L’impegno della Regione

“La Regione con convinzione sostiene l’operato di Its Umbria Academy – le parole della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti in una comunicazione – che ancora una volta si attesta all’apice della classifica nazionale non solo per la qualità dei corsi ma anche per l’ottima percentuale di occupazione dei giovani nelle realtà produttive rispondendo così alla domanda di competenze del mondo imprenditoriale. È questa la strada giusta per un moderno ed efficace sistema formativo che sia veramente motore di innovazione e crescita, come già detto anche nel Patto per il futuro dell’Umbria che abbiamo stretto con le categorie economiche, sindacali e sociali della regione. Fondamentale inoltre proseguire nell’investimento di nuovi percorsi professionalizzanti, potenziando i corsi in tutto il territorio umbro”.

L’assessore Barcaioli ha ribadito in una nota: “Il riconoscimento di oggi è un’ulteriore conferma dell’eccellenza dell’ITS in dell’Umbria, che ho potuto verificare personalmente. La Fondazione ha un ruolo strategico all’interno del sistema formativo regionale, ed è un motore fondamentale di innovazione e crescita. La Regione Umbria è attualmente al lavoro su un nuovo piano triennale per il potenziamento del sistema ITS, che punta a una crescita strutturata e duratura dell’offerta formativa importantissima per il futuro del nostro territorio”.


Artigianato e piccolo commercio, a Perugia la Grande Fiera di Pasqua

Torna a Perugia, da venerdì 18 a lunedì 21 aprile, la Grande Fiera di Pasqua. L’inaugurazione venerdì alle12 in piazza Italia, con la sindaca Vittoria Ferdinandi, Fabrizio Croce assessore comunale al turismo e Marco Brilli, presidente di Fare Facendo, associazione che ha organizzato l’evento, con il patrocinio dell’amministrazione comunale.

La manifestazione dedicata all’artigianato e al piccolo commercio ospiterà circa 50 stand di espositori selezionati, umbri e provenienti da altre regioni italiane, aperti dalle 10 alle 20 tra piazza Italia, corso Vannucci e piazza Matteotti.

“Questa fiera – commenta Marco Brilli – dimostra una grande vitalità della città nell’accogliere molti e interessanti eventi. Abbiamo distinto due aree, per una lettura organica e organizzata della manifestazione. In piazza Italia e per un piccolo pezzo di corso Vannucci ci sarà l’artigianato, quindi una serie di piccoli produttori che trovano difficoltà ad andare nelle grandi fiere più costose. Punto molto su questo, la nostra è una fiera economicamente accessibile e questo favorisce piccole realtà che vengono volentieri agli eventi promossi dalla nostra associazione. Altro spazio è piazza Matteotti dedicata all’artigianato enogastronomico, quindi i piccoli produttori di pane, formaggio, salumeria, dolci e altro. Sarà come sempre interessante fare una passeggiata, curiosando tra i banchi, e poi approfittare per visitare la città”. Tra piazza Italia e corso Vannucci spazio anche agli espositori del verde con piante e fiori.

Rinnovata dunque la disposizione della fiera, mentre sono confermati i caratteristici stand con strutture in legno e tessuto che “si adattano al centro storico – aggiunge Brilli – e sono sempre ben accolte per la loro praticità e per l’impatto estetico. Consentono, inoltre, di evitare l’utilizzo di grandi quantità di plastica e pvc delle consuete strutture per le fiere”.

Un evento, dunque, che conferma sensibilità rispetto alla sostenibilità da più punti di vista e fa dell’attenzione alla qualità degli espositori uno dei suoi punti di forza.

“Ormai – conclude Brilli – noi abbiamo espositori che vengono da tutta Italia che partecipano sempre con grande entusiasmo. FareFacendo organizza soprattutto eventi di valorizzazione dell’artigianato e del piccolo commercio e accoglie sia produttori locali che provenienti da altre zone, selezionando in base alla qualità e all’unicità delle proposte. In questo momento FareFacendo ha circa 80 soci da tutta Italia che trovano nello spirito della nostra organizzazione quello che in altre associazioni manca e cioè una sostenibilità economica, una vivacità nel progettare iniziative anche un po’ differenti da altri. Nel tempo ci siamo fatti una reputazione di qualità e di selezione che è vincente”.