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Autore: Sara Grossi

“Fresco” e inclusione, il CNDDU: scuole aperte d’estate

Scuole “fresche” e confortevoli aperte anche d’estate, per attività formative e di inclusione.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani lancia nuovamente un appello urgente al ministero dell’Istruzione e del Merito, prof. Giuseppe Valditara, alle famiglie e a tutte le istituzioni democratiche: “E’ tempo di agire con coraggio e visione, non solo per affrontare l’emergenza, ma per trasformare radicalmente il modo in cui concepiamo il sistema scolastico di fronte al cambiamento climatico.

Per iil CNDDU le scuole non possono chiudere per tre mesi: servono presìdi educativi aperti anche d’estate. “Eppure, una scuola aperta – si è evidenzia – è un presidio sociale e climatico: è un luogo che può proteggere i più giovani, offrire spazi climatizzati, attività di recupero, socializzazione e supporto emotivo in un periodo in cui la solitudine e il disagio si amplificano”.

Da qui la richiesta dell’apertura estiva programmata delle scuole per corsi di recupero, supporto personalizzato, alfabetizzazione digitale e attività culturali, specie nelle aree a maggiore dispersione scolastica. Il coinvolgimento di enti locali, terzo settore e famiglie in un patto educativo estivo che valorizzi le risorse del territorio. Eisorse dedicate al personale volontario e supplente per garantire l’organizzazione delle attività e la sicurezza degli ambienti.

Ma per far questo, il CNDDU chiede scuole resilienti al caldo. E lancia la proposta di un piano nazionale per il comfort climatico scolastico.
“Le nostre aule – evidenzia – sono ostili alla vita nei mesi estivi e spesso anche a settembre e maggio. Non è più solo una questione di “disagio”: è un tema di salute, di concentrazione, di equità territoriale e di diritto costituzionale allo studio. A Palermo, Napoli, Lecce, Foggia, Roma o Cagliari, moltissime scuole superano i 35° già alle 11 del mattino, in locali senza ombra né ventilazione. Questo rende drammatica anche la fase di avvio dell’anno scolastico 2025/2026, con molte strutture incapaci di garantire un ambiente sicuro e vivibile per studenti e personale, costringendo a rinvii, riduzioni dell’orario o condizioni di studio insostenibili”.

Da qui la proposta dell’avvio immediato di un Piano Nazionale per la Resilienza Climatica delle Scuole. Con climatizzazione intelligente e sostenibile delle aule, con impianti a basso impatto energetico; riqualificazione bioedilizia: tetti verdi, schermature solari, ventilazione naturale, materiali isolanti; installazione di stazioni climatiche scolastiche per il monitoraggio costante di temperatura, umidità e qualità dell’aria interna, da usare anche a fini didattici.

E’ morto il saggista e attivista letterario Goffredo Fofi

E’ morto Goffredo Fofi, intellettuale, saggista e attivista letterario eugubino.

Lo ricordano esprimendo cordoglio anche la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, e il vice sindaco Marco Pierini, che ricordano: “Giusto un mese fa, invitato alla Sala dei Notari dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso, Goffredo Fofi aveva ricordato assieme all’amico Piergiorgio Giacchè la figura di Aldo Capitini, alternando brani di memoria – personale e collettiva – a riflessioni sui nostri tempi nelle quali le parole del filosofo perugino riecheggiavano sempre vive e attuali. In qualche modo, quest’ultimo, recentissimo, affondo su Capitini completava un lungo percorso biografico e intellettuale, riportando Fofi alle origini, a quel 1955 quando, appena diciottenne, lasciò Gubbio per raggiungere in Sicilia Danilo Dolci che alla non violenza di origine gandhiana e capitiniana, stava dando corpo facendone lo strumento di lotta contro la mafia, l’analfabetismo, lo sfruttamento, la miseria”.

“Nei settant’anni di vita che sono seguiti a questo esordio non convenzionale – proseguono – anche per gli ambienti più aperti della sinistra del tempo, il critico cinematografico e teatrale, il giornalista, il letterato, il giornalista, l’attivista Fofi non ha mai mancato di indagare la contemporaneità con uno sguardo anticonformista, attento, indirizzato innanzi tutto all’osservazione e all’ascolto. Delle arti, e in particolare del Cinema, sapeva sempre cogliere la loro rispondenza a quanto di più genuino e autentico scaturiva, nei vari decenni, dagli ambienti culturali e dai contesti sociali, comprendendone in anticipo le possibilità di sviluppo, abolendo le gerarchie e le classificazioni, sovvertendo i confini tra la cultura ‘alta’ e quella popolare e trattando con il medesimo acume di Bellocchio e di Totò, la cui comicità nelle alte sfere dell’intellighenzia veniva ignorata se non addirittura derisa. Penna felice e instancabile Fofi ha affiancato alla produzione saggistica un inesauribile amore per le riviste, collaborandovi, dirigendole, fondandole senza sosta, lasciando il proprio segno inconfondibile su pagine come quelle di “Quaderni Piacentini”, “Ombre rosse”, “Lo Straniero””.

Il 10 giugno, al termine dell’incontro, prima di tornare nella casa di Gubbio, Goffredo Fofi si è intrattenuto con gli amici vecchi e nuovi, condividendo con loro dei progetti in corso e di quelli ancora da mettere in cantiere, “dimostrando ancora una volta – concludono Ferdinandi e Pierini – che la passione e la libertà non conoscono limiti e che i migliori maestri – come lui è stato – non sono quelli che pretendono di essere seguiti ma quelli che amano farsi accompagnare”.

Premio Giovani Confindustria Umbria e Azimut: i vincitori

Si è tenuta al Castello di Solfagnano a Perugia la premiazione della prima edizione del Premio “Progetti e Territorio”, istituito dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Umbria in collaborazione con Azimut Umbria e Marche – Area di Azimut Capital Management spa, realtà globale nell’asset management, wealth management, investment banking e nel fintech, al servizio di privati e imprese.

Innovazione, Sostenibilità e Talento erano le aree tematiche del Premio, che ha visto la candidatura di 33 progetti ed è nato con l’obiettivo di valorizzare e condividere azioni innovative sviluppate da imprese del territorio.

Una Commissione di Valutazione composta dai componenti del Consiglio Direttivo del Gruppo Giovani Imprenditori e una rappresentanza di Azimut Umbria e Marche ha selezionato nove imprese finaliste (tre per categoria), i cui progetti sono stati presentati durante l’evento conclusivo e votati dal pubblico presente alla cerimonia di premiazione in occasione della tradizionale Festa d’estate.

I vincitori

Tre le imprese umbre vincitrici, una per ogni categoria del Premio, che hanno ottenuto il riconoscimento nel suggestivo Castello di Solfagnano durante il tradizionale appuntamento conviviale estivo del Gruppo, cui hanno partecipato oltre 150 imprenditori.

Per la categoria Innovazione è stata premiata l’azienda Rampini Carlo con il progetto “Energia Rinnovabile e Accumulo Intelligente per una Produzione Sostenibile”, presentato da Caterina Rampini.

Per la categoria Sostenibilità è stata premiata l’azienda Diva International con il progetto “Da Scarto a Valore: ecosistema per una produzione circolare”, presentato da Simone Bellucci.

Per la categoria Talento è stata premiata l’azienda Cancelloni Food Service con il progetto “Premio Volante d’Oro – Valorizzare il talento alla guida”, presentato da Chiara e Tommaso Cancelloni.

Oltre ai vincitori, sono arrivate in finale per la categoria Innovazione le aziende Elektron e Xteam, per la categoria Sostenibilità le aziende Laboratori Effe e Umbra Acque, per la categoria Talento le aziende Generazione T e Randstad Italia.

I premiati hanno ricevuto una targa personalizzata con le motivazioni dell’assegnazione

All’iniziativa, introdotta dal Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Umbria Daniele Tonti, sono intervenuti l’Amministratore Unico di Sviluppumbria Luca Ferrucci, il Presidente di Confindustria Umbria Vincenzo Briziarelli, il Presidente della Sezione Territoriale di Perugia Federico Malizia e il Direttore Generale Simone Cascioli, Roberto Martarelli e Antonio Chicca, rispettivamente Executive Manager di Azimut e Amministratore delegato di Azimut Direct.

Tonti: capacità delle imprese umbre di generare un impatto concreto sul territorio

“Siamo particolarmente orgogliosi – sottolinea il Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Umbria Daniele Tonti – della partecipazione e dell’entusiasmo che questa prima edizione del Premio ha saputo suscitare. Questa iniziativa, realizzata in collaborazione con Azimut e pensata dai giovani per i giovani, intende mettere in evidenza la capacità delle imprese umbre di generare un impatto concreto sul territorio, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica e alla valorizzazione dei talenti. Ringraziamo quanti hanno deciso di partecipare con i propri progetti, tutti di assoluto valore, segno tangibile del dinamismo e dell’impegno del tessuto produttivo per lo sviluppo del nostro territorio”.

Martarelli: finanza al servizio delle imprese, della cultura e del sociale

Esprime grande soddisfazione Roberto Martarelli, Executive Manager di Azimut: “In Azimut abbiamo la forte convinzione che la finanza debba essere al servizio delle imprese, della cultura e del sociale; con il Premio Progetti e Territorio e la collaborazione con il Gruppo Giovani Imprenditori vogliamo dimostrare che facendo rete tra Imprese, Associazioni e Finanza si crea un grande valore economico e sociale per i territori. Un grande ringraziamento al GGI per la perfetta organizzazione”.

Clima e stato fitosanitario, Confagricoltura prevede una buona vendemmia

Effetti del clima e stato fitosanitario dei vigneti, primo bilancio di Confagricoltura Umbria sulla stagione vitivinicola 2025. Dati che fanno prevedere una buona vendemmia.

“I produttori – afferma il presidente di Confagricoltura Umbria Fabio Rossi – devono fare i conti con i cambiamenti climatici in atto e con politiche ambientali orientate alla riduzione dell’uso dei fitofarmaci, e per questo è importante far conoscere loro servizi efficaci e indispensabili come Smart Meteo per la resilienza delle imprese in un contesto ambientale e di mercato in continua evoluzione”.

Andamento climatico (marzo – giugno)

Finora le condizioni climatiche sono state favorevoli. La primavera umbra è stata caratterizzata da un alternarsi di condizioni che hanno influenzato lo sviluppo vegetativo delle viti. A partire dal mese di marzo sono state rilevate precipitazioni piuttosto diffuse su buona parte del territorio regionale, con accumuli significativi nell’areale vitato dell’alto Tevere e dell’Orvietano; le temperature di aprile, piuttosto miti hanno favorito un germogliamento uniforme e anticipato rispetto alla media in alcune aree. Le precipitazioni registrate nel mese di aprile sono state ben distribuite, permettendo al terreno di accumulare riserve idriche senza eccessi. Durante il mese di maggio si è registrata una maggiore variabilità, con periodi di caldo intenso, soprattutto nella prima decade, seguiti da un abbassamento delle temperature e un aumento delle precipitazioni, talvolta anche di forte intensità, verso la fine del mese. Questa alternanza ha richiesto una costante attenzione da parte dei viticoltori per la gestione del vigore vegetativo e la prevenzione delle malattie. Nel mese di giugno l’andamento meteo è stato nel complesso favorevole, con clima prevalentemente caldo e soleggiato, con giornate lunghe che hanno favorito la fioritura e l’allegagione in maniera quasi ottimale. Le precipitazioni si sono diradate, concentrandosi in pochi episodi a carattere temporalesco, che hanno apportato l’acqua necessaria.

Stato Fenologico e Fitosanitario

L’avanzamento fenologico delle principali cultivar presenti a livello regionale è abbastanza omogeneo, riflette le condizioni meteo e ampelografiche delle principali aree vitate. Complessivamente lo stato fitosanitario dei vigneti non desta particolare preoccupazione, le attività di monitoraggio fitosanitario e assistenza tecnica erogata alle aziende viticole, hanno consentito di programmare gli interventi di difesa fitosanitaria nei momenti cruciali per contrastare lo sviluppo delle fitopatie tipiche del periodo (Peronospora e Oidio). Allo stato attuale si registrano focolai isolati di peronospora su foglia, con valori di diffusione massima nell’ordine del 10% e 5% su grappolo ma senza gravi compromissioni generalizzate (le infezioni risultano per la quasi totalità bloccate). Per l’Oidio si segnalano valori di diffusione massima nell’ordine del 3% su foglia e 5% su grappolo ma senza gravi compromissioni generalizzate (le infezioni risultano per la quasi totalità bloccate). In questi giorni è alta l’attenzione nei confronti dell’oidio in quanto si registrano le condizioni meteo ideali affinché la malattia fungina possa diffondersi. La prima generazione della tignoletta è stata gestita con successo, e il monitoraggio per le generazioni successive è in corso, con l’applicazione di strategie di difesa integrate.

Proiezioni sulla resa

Considerando le condizioni climatiche finora favorevoli e un buono stato fitosanitario generale, si prevede una buona vendemmia, la fioritura e l’allegagione si sono svolte in modo soddisfacente nella maggior parte delle aree viticole, indicando un buon numero di grappoli per ceppo.

Sebbene sia ancora presto per fornire stime precise sulla quantità finale – che dipenderà molto dall’andamento climatico dei prossimi mesi di luglio e agosto, cruciali per l’accrescimento degli acini e la maturazione – le premesse attuali suggeriscono una resa potenziale in linea con le medie produttive degli ultimi anni, o leggermente superiore in alcuni vigneti dove le condizioni sono state particolarmente ideali.

Smart Meteo

Confagricoltura ricorda che Smart Meteo nasce con l’obiettivo di supportare un sistema di gestione aziendale innovativo, capace di affrontare in modo efficace le avversità fitosanitarie e climatiche. L’intento è quello di ridurre le perdite produttive legate all’andamento stagionale, ottimizzando al contempo l’uso dei fitofarmaci, sia in termini di quantità che di modalità d’impiego. Il sistema fornisce dati climatici e fitosanitari affidabili, validati e geo-referenziati consentendo così una gestione più consapevole e sostenibile delle pratiche agricole.

Per Confagricoltura è quindi possibile rafforzare la sostenibilità ambientale del settore agricolo, senza mettere a rischio il potenziale produttivo. Quello che per Confagricoltura non è in discussione è l’obiettivo di tagliare il ricorso alla chimica nei processi produttivi, a vantaggio delle risorse naturali e della biodiversità lasciando la strada aperta alla ricerca, alle innovazioni e agli investimenti.

È quindi importante, come sostiene ancora Rossi, l’aspetto evidenziato della scienza applicata in agricoltura: “Gli agricoltori sono chiamati ogni giorno a produrre cibo in maniera sicura, salutare e sostenibile, secondo le stringenti normative diffuse su scala globale, rispettando al contempo elevati standard ambientali. La complessità delle sfide in cui ogni giorno ci interfacciamo, tuttavia, rende il nostro compito sempre più arduo”.

Le ragioni della stretta sul credito alle imprese umbre

Crolla il credito bancario alle imprese umbre. Secondo i dati della Banca d’Italia al 31 marzo 2025, i prestiti a società non finanziarie e famiglie produttrici nella regione sono scesi del 3,5% su base annua, e addirittura del 5,4% se si confronta il primo trimestre 2024 con il primo trimestre 2025.

Una contrazione pesante – evidenzia nella sua analisi la Camera di Commercio dell’Umbria – sesto peggior dato d’Italia, ben superiore alla media nazionale (-1%). Se si considera l’inflazione (+1,7% tra marzo 2024 e marzo 2025), la riduzione in termini reali tocca il -5,1% su base annua e oltre il -7% se si fa il confronto tendenziale tra il primo trimestre 2024 e quello 2025.

In termini assoluti, ammonta a 400 milioni di euro in meno il saldo della stretta delle banche sulle imprese. Il volume complessivo di prestiti in Umbria, al lordo dell’inflazione, è passato da 7,92 miliardi di euro a 7,5 miliardi, in appena dodici mesi.

Piccole imprese sotto assedio
A soffrire maggiormente sono le piccole imprese, che rappresentano la spina dorsale del tessuto produttivo regionale. La banca dati statistica di Bankitalia rileva un crollo del 7,8% dei prestiti alle aziende minori nel confronto tra primo trimestre 2024 e primo trimestre 2025. Il credito è sceso da 1,84 a 1,7 miliardi di euro in valori nominali, contro una flessione nazionale del 5,5%. Le imprese medio-grandi hanno registrato un calo ben più contenuto: -0,9% su base annua.
La stretta sul credito non è uguale per tutti. La struttura produttiva umbra – caratterizzata da una maggiore incidenza di micro e piccole imprese rispetto alla media italiana – è colpita con più durezza. Gli istituti di credito, alle prese con il ritorno dell’incertezza macroeconomica e con la fine del ciclo dei super-profitti da tassi elevati, restringono le maglie per i soggetti considerati più rischiosi.

Le costruzioni crollano: -12% in termini reali
A livello settoriale, le costruzioni subiscono la frenata più brusca: tra il primo trimestre 2024 e lo stesso periodo del 2025, i prestiti sono passati da 707 a 632 milioni di euro, pari a un calo del -10,6% nominale e -12,3% reale. L’industria registra un -5,5% (da 3,73 a 3,52 miliardi), mentre i servizi calano del 4,1%.

Rispetto alla media italiana
Il confronto con l’Italia è impietoso:
• Credito complessivo alle imprese: -5,4% in Umbria vs -1% in Italia
• Industria: -5,5% Umbria vs -1,5% Italia
• Servizi: -4,1% Umbria vs -1,4% Italia
• Costruzioni: -10,5% Umbria vs -7,5% Italia
• Piccole imprese: -7,8% Umbria vs -5,5% Italia

Tutti gli indicatori posizionano l’Umbria sotto la media nazionale. Peggio, in termini nominali, fanno solo cinque regioni: Molise, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Basilicata.

Perché l’Umbria è più penalizzata?
Il Pil umbro nel periodo considerato è cresciuto dello 0,7%, in linea con la media italiana. Perché allora la frenata del credito è più accentuata? Tre le possibili spiegazioni suggerite dalla Camera di commercio dell’Umbria.

La prima riguarda la maggiore liquidità accumulata dalle medie e grandi imprese umbre durante gli anni del denaro facile (2020-2021), grazie alle politiche ultra-espansive della BCE. Oggi quelle aziende, già ben patrimonializzate, non hanno bisogno di nuovo credito, soprattutto con tassi elevati.

C’è poi la contrazione della manifattura regionale, che nel 2023 ha ridotto del 9% gli investimenti programmati. Con meno progetti, cala la richiesta di finanziamento. Una dinamica che riguarda anche altre aree del Paese, ma che in Umbria ha inciso di più, per la specializzazione produttiva e il debole andamento industriale.

Infine, la struttura produttiva sbilanciata sulle micro e piccole imprese, spesso con merito di credito basso. Le banche, che si preparano a un aumento delle sofferenze e hanno prospettive di profitti inferiori a causa della riduzione dei tassi di interesse, evitano esposizioni rischiose. In Umbria questo significa colpire il cuore dell’economia reale.

L’analisi del presidente Mencaroni
Questa l’analisi di Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Per invertire la rotta non basta denunciare la stretta: serve un’azione decisa, mirata e multilivello. La nostra regione non può permettersi di lasciare senza ossigeno le sue imprese più fragili, proprio mentre si gioca la partita cruciale del rilancio economico e della doppia transizione, digitale ed ecologica. Le banche, la Cassa depositi e prestiti, le istituzioni e i territori devono fare la loro parte, ora”.

Tre le direttrici d’intervento indicate da Mencaroni: “Rafforzare i sistemi di garanzia pubblica, a partire dal Fondo centrale per le PMI, estendendo e semplificando le procedure per l’accesso al credito, soprattutto per le microimprese, le startup, le imprese femminili e giovanili. Rilanciare il ruolo della Cassa depositi e prestiti in Umbria non solo come finanziatore aggiunge – ma come partner strategico delle imprese e degli enti locali, attraverso strumenti innovativi come minibond, co-investimenti e piattaforme territoriali dedicate. Costruire nuove reti territoriali – indica ancora Mencaroni – che coinvolgano banche locali, consorzi fidi, Comuni, associazioni di categoria e Università, per rendere il credito più vicino ai bisogni reali delle imprese umbre, anche attraverso l’uso intelligente dei dati per valutare meglio il merito creditizio delle realtà più piccole”.

“Non si tratta di tornare a erogazioni facili o indiscriminate, ma di strutturare un ecosistema del credito più giusto, più reattivo e più inclusivo. Con meno burocrazia e più fiducia. Meno rigidità e più prossimità. Perché senza credito anche la migliore idea resta chiusa in un cassetto. E oggi, in Umbria – conclude il presidente della Camera di commercio – quel cassetto rischia di restare sbarrato a troppi”.

Università per Stranieri, nuovi progetti con la Cina

Il lavoro svolto dall’Università per Stranieri di Perugia nel favorire l’incontro tra giovani di diverse nazionalità è stato definito dall’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia, Jia Guide, “essenziale per costruire ponti tra i nostri popoli”, in particolare attraverso il canale educativo, che resta uno dei pilastri delle relazioni tra Cina e Italia.

Nella visita ufficiale all’Ateneo perugino, l’ambasciatore – accompagnato da una delegazione composta da funzionari dell’Ufficio Istruzione e dell’Ufficio Politico dell’Ambasciata (Yu Xingguo, Huang Ruikai, Wu Yize, Song Chen) ha formulato una serie di proposte concrete per rafforzare ulteriormente la cooperazione bilaterale. Ha parlato del forum China-Italy University Rectors Dialogue Meeting, un importante incontro istituzionale in Cina, che coinvolgerà alcune delle università più prestigiose del Paese. La presenza dell’Università per Stranieri di Perugia a tale evento rappresenterebbe, secondo l’ambasciatore, un’opportunità strategica per avviare nuovi progetti accademici condivisi.

In secondo luogo, ha rilanciato l’iniziativa promossa dal presidente della Repubblica Popolare Cinese, dedicata alla mobilità studentesca tra Europa e Cina. Il programma, giunto alla terza edizione, mira a favorire gli scambi tra studenti universitari cinesi ed europei, e ha già visto la partecipazione di un nutrito gruppo italiano. L’Italia è indicata come partner privilegiato nel progetto, e l’Ambasciatore ha espresso il desiderio di accogliere nei prossimi anni un numero crescente di studenti provenienti dall’Ateneo perugino.

Infine, pur riconoscendo il ruolo centrale dell’Università nell’insegnamento linguistico e nella formazione interculturale, l’ambasciatore Jia Guide ha incoraggiato l’apertura a nuove forme di collaborazione anche in altri ambiti disciplinari, sottolineando le competenze trasversali maturate dall’Ateneo in settori differenti dalla linguistica.

Accolto a Palazzo Gallenga dal rettore dell’Unistra Perugia, prof. Valerio De Cesaris, dal direttore generale Luigi Botteghi e da una delegazione dell’Ateneo (Letizia Cinganotto Roberto Dolci; Federica Guazzini; Giovanna Scocozza; Valentina Carbonara; Valentina Seri, Corrado Losito, Valentina Severoni, Sabrina Cittadini, Barbara Pirisinu), l’ambasciatore ha avuto modo di conoscere da vicino le attività dell’Università, visitando gli spazi di Palazzo Gallenga e incontrando gli studenti cinesi attualmente iscritti ai programmi Marco Polo e Turandot, ai corsi di laurea triennale e magistrale, oltre agli studenti italiani selezionati per il programma di mobilità YES.

Nel suo intervento, il rettore De Cesaris ha sottolineato l’importanza strategica del legame con la Cina all’interno della vocazione internazionale dell’Ateneo, che accoglie ogni anno studenti da oltre 110 Paesi. Ha ricordato come l’Università per Stranieri di Perugia sia un punto di riferimento per la formazione dei docenti di lingua italiana destinati a operare in Cina, anche grazie alla collaborazione pluriennale con il China Scholarship Council e con una rete di circa venti università cinesi.

“In un contesto internazionale segnato da forti tensioni – ha dichiarato il rettore De Cesaris – la cooperazione accademica si conferma come infrastruttura di pace e la dimensione universitaria si propone come strumento essenziale per costruire un dialogo autentico tra culture, popoli e generazioni”.

La visita si è conclusa in un clima di stima reciproca, con l’impegno condiviso a rafforzare una cooperazione educativa che, come è emerso da entrambi gli interventi, si configura sempre più come uno degli strumenti più efficaci per promuovere comprensione, rispetto e collaborazione nel mondo contemporaneo.

Fashion Show, sulla passerella dell’Accademia “Vannucci” anche realizzazioni da Siviglia e dal Costa Rica (foto)

“Out of the Walls”. Un’edizione internazionale quella del Fashion Show dell’Accademia “Vannucci” di Perugia, l’ormai tradizionale serata con la sfilata degli abiti ideati e realizzati dagli studenti del corso di Fashion Design. Presenti infatti quest’anno l’Accademia di Belle Arti di Siviglia e la Camera della Moda del Costa Rica, che hanno presentato alcuni dei loro modelli più interessanti alla nostra sfilata annuale.

Una sfilata, sotto il coordinamento generale della professoressa Serena Logozzo, che per la sua quarta edizione ha dunque segnato un’importante apertura all’internazionalizzazione. Tra gli ospiti d’onore, la fashion tech designer Laura Civetti, specializzata in innovazione dei materiali, e la stilista Regina Schrecker, che partecipa sempre con piacere a questo tipo di eventi organizzati dall’antica istituzione Afam (Istituto di alta formazione artistica), oggi statale.

Soddisfatta del successo dell’evento la direttrice dell’Accademia, Tiziana D’Acchille, “perché con questa edizione abbiamo segnato l’avvio di un dialogo culturale più ampio: un Fashion show improntato all’idea di un’apertura nei confronti della città, dell’Europa, del mondo. Infatti, il titolo simboleggia l’apertura verso un confronto costruttivo con altre istituzioni: in questo caso, Un appuntamento che, per i nostri studenti, rappresenta la conclusione di un anno di lavoro e di crescita. Un impegno, il loro, che si è materializzato con la collezione “Time lapse”, una sorta di spazio-tempo ravvicinato che riguarda non solo il tempo inteso come misura di una sequenza, ma anche un tempo interno, quindi una sorta di riflessione sulla loro intimità, sulla loro memoria, su materiali e idee che rappresentano sì la loro creatività, ma anche un po’ il loro vissuto e la loro interiorità. Una sfilata che è stata molto gradita da tantissimi ospiti”.
Il Fashion Show dell’Accademia “Vannucci”, ancora una volta, ha saputo valorizzare il talento e la creatività degli studenti del corso di Fashion Design, un percorso formativo che da cinque anni a questa parte continua a crescere in termini di iscrizioni, affermandosi come punto di riferimento per lo studio della moda, non solo in Italia centrale, con una particolare attenzione alla maglieria, tratto distintivo anche del territorio umbro.

In passerella non sono sfilati solo abiti, ma visioni, identità e progetti che raccontano un’idea di stile capace di coniugare ricerca estetica, sperimentazione e artigianalità. Un evento che conferma il ruolo dell’Accademia come fucina di nuove generazioni di designer, pronti a dialogare con il mondo e a portare avanti l’eredità del Made in Italy con uno sguardo innovativo e consapevole.

Tpl, due scioperi Filt Cgil e Faisa Cisal “per impedire che il servizio venga smembrato”

Due scioperi nel comparto del trasporto pubblico locale (Tpl), con manifestazione in piazza Italia sotto il palazzo della Regione, con l’obiettivo di “impedire che l’attuale servizio unico regionale venga smembrato”.

I rappresentanti delle organizzazioni sindacali Filt Cgil e Faisa Cisal dell’Umbria lo hanno comunicato al prefetto di Perugia.

I sindacati sono contro il disegno “che persegue anche l’attuale giunta regionale riproponendo anch’essa la suddivisione in quattro lotti nella prossima gara di affidamento, nonostante le promesse elettorali e proclami nei consigli regionali quando era minoranza”.

“Una scelta scellerata – hanno sostenuto i segreteri generali umbri di Filt Cgil, Ciro Zeno, e Faisa Cisal, Cristian Di Girolamo, all’uscita dall’incontro in Prefettura – che, se dovesse essere portata avanti, condurrà alla distruzione del servizio tpl in Umbria, con disagi e perdita di servizi per i cittadini ed eviedenti risvolti negativi per tutti i lavoratori del comparto”.

“Abbiamo annunciato al prefetto che sciopereremo e manifesteremo – hanno fatto quindi sapere Zeno e Di Girolamo –. Stiamo purtroppo chiudendo le procedure di raffreddamento con esito negativo e andiamo quindi verso la dichiarazione di sciopero: un primo sciopero parziale di quattro ore che indirremo entro il mese di agosto e un secondo sciopero di otto ore che proclameremo per il mese di settembre. Vista la chiusura totale che abbiamo avuto, ciò era inevitabile”.

“L’attuale giunta regionale – hanno spiegato i segretari di Filt Cgil e Faisa Cisal dell’Umbria – prosegue nella stessa direzione della precedente, riproponendo una gara di affidamento suddivisa in quattro lotti. Siamo fermamente convinti che ciò rappresenterà la distruzione del tpl in Umbria con conseguente perdita di posti di lavoro e di servizi e instabilità occupazionale. Ciò sarà devastante per la nostra regione. Non possiamo accettare che la Regione Umbria possa ridurre il tpl a un servizio basato su logiche unicamente commerciali, ma vogliamo che rimanga un servzio universale e idoneo per tutti i cittadini”. “Invece di agevolare e favorire l’utilizzo del mezzo pubblico – hanno proseguito i due sindacalisti –, con questo processo di smembramento in quattro lotti si distrugge il servizio del tpl umbro. La gara a lotto unico dà maggiori garanzie sulla partecipazione di aziende più importanti, solide e organizzate, ma se invece frammentiamo il servizio in piccoli lotti a cui tutti possono partecipare è evidente che si possa andare incontro a gestioni meno efficienti ed efficaci, con conseguenti danni a cittadini e lavoratori. Il paradosso è che chi fino a ‘ieri’ contrastava la scelta della gara in quattro lotti, perché proposta dalla parte politica avversaria, oggi invece la appoggia e la porta avanti. Questo è inaccettabile e la nostra decisione inevitabile”.

“Gli scioperi – hanno precisato Zeno e Di Girolamo – non nascono per danneggiare la comunità, ma per salvaguardare lavoro e diritti”.

Confcommercio Perugia teme il ritorno alla vecchia Ztl in centro

Soddisfa il prolungamento sino all’1,45 di notte dell’orario del Minimetrò, ma preoccupa il paventato ritorno alla vecchia Ztl. Confcommercio Mandamento Perugia invita l’Amministrazione comunale ad un confronto sulle politiche per l’accesso al centro storico, chiedendo che venga convocato quanto prima un nuovo incontro del gruppo di lavoro “per affrontare queste questioni e delineare strategie concrete, lungimiranti e condivise, essenziali per il benessere di tutti i cittadini e delle attività locali”.

Bus navetta per Umbria Jazz

Poiché Confcommercio ritiene il prolungamento dell’orario del Minimetrò insufficiente “per le esigenze di una città viva”, l’associazione propone nei due week end di Umbria Jazz l’istituzione di un servizio bus navetta dedicato, che colleghi Piazza Italia al Terminal Minimetrò di Pian di Massiano, operativo almeno fino alle 3 o le 4 del mattino, in modo da far convergere più sistemi di mobilità e valorizzare la piastra di piazzale Umbria Jazz.

E questo per garantire un rientro facile e sicuro ai numerosi giovani avventori che vivono il centro storico fino a tarda ora e, contestualmente, favorire pienamente la fruizione notturna del centro, sostenendo le attività commerciali (bar, locali, ristoranti) che rappresentano un indotto economico e sociale importante.

No al ritorno alla vecchia Ztl

Confcommercio Perugia esprime invece ferma e decisa contrarietà riguardo l’ipotesi prospettata di riportare la chiusura della ZTL alle condizioni precedenti.

“Se una tale decisione si dovesse concretizzare – sottolinea il presidente di Confcommercio Perugia Michele Biselli – la città farebbe un passo indietro incomprensibile, che annullerebbe i significativi progressi compiuti negli ultimi anni in termini di vitalità, accessibilità e fruizione del centro storico, con effetti indubbiamente negativi sulla sua attrattività per residenti, visitatori e operatori economici. Siamo convinti che la sosta selvaggia non si combatte penalizzando l’intera popolazione con una chiusura generalizzata della ZTL, ma intervenendo in modo mirato e sanzionando chi non rispetta le regole del parcheggio”.

“Ribadiamo l’importanza di implementare soluzioni e controlli più efficaci – prosegue Confcommercio – anziché adottare misure restrittive che creano una percezione di ‘esclusività’ o inaccessibilità, snaturando il ruolo del centro storico come ‘agorà’ cittadina. Un’agorà che favorisce l’interazione spontanea, la creazione di legami comunitari e un senso di appartenenza, dove le diverse generazioni si incrociano, si formano nuove idee e la comunità si riconosce. Abbiamo condiviso in passato il successo dei progetti sui parcheggi con orari e tariffe ridotte: crediamo fermamente che sia questa la strada da continuare a percorrere, con l’aggiunta di una forte comunicazione e un’azione di marketing focalizzata”.

La partecipazione

“La nostra disponibilità a collaborare è sempre stata costante”, afferma il presidente di Confcommercio Perugia Michele Biselli. Che ricorda come all’amministrazione comunale sia stato proposto un Patto della Mercanzia sottoscritto lo scorso marzo. “Per noi – spiega – non si tratta di un atto formale, ma l’impegno preciso di portare in Comune la voce di migliaia di imprenditori e cittadini. Per questo motivo crediamo che questioni e iniziative di vitale importanza per l’acropoli perugina debbano essere affrontate nei gruppi di lavoro, e in particolare in quello cruciale dedicato al centro storico, perché siano realmente luoghi di confronto costruttivo per il futuro della città”.

“Un tavolo di lavoro per il centro”

Mercoledì i funerali dell’imprenditore Dario Bavicchi

Saranno celebrati mercoledì mattina alle ore 10,30, nella chiesa di San Pietro a Perugia, i funerali di Dario Bavicchi, l’agronomo che aveva contribuito ad innovare, portandola ad operare anche in altri settori legati al green e all’agricoltura, la storia azienda di famiglia fondata nel 1896. Si è spento all’età di 63 anni.

Dario Bavicchi aveva dato impulso alla Bavicchi Pro e nel 2011 aveva fondato con altri soci la linea NoiBio.

Tra i tanti che hanno espresso cordoglio l’assessore Fabrizio Croce, che insieme a Dario Bavicchi aveva fondato il gruppo musicale Militia. La musica era infatti l’altra grande passione di Bavicchi.

“Con lui se ne va non solo un imprenditore stimato, ma anche un uomo profondamente legato alla tradizione e allo sviluppo del territorio, che ha saputo coniugare innovazione e memoria storica, contribuendo a portare avanti una realtà che da oltre un secolo rappresenta un punto di riferimento per generazioni di perugini” il messaggio di cordoglio dell’amministrazione comunale.