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Autore: Redazione

Accordo di Programma Arvedi-AST al centro del dibattito politico

L’appello rivolto da Confartigianato Terni ai vari livelli istituzionali – Governo, Regione, Comune, secondo le rispettive competenze – perché si acceleri nel dare concretezza all’Accordo di Programma Arvedi-AST, a tre anni dal passaggio di proprietà del polo siderurgico, ha rimesso al centro dell’agenda politica un tema fondamentale per il territorio, al quale dovrebbe garantire investimenti per un miliardo di euro.

Ed anche l’imminenza della scadenza elettorale ha favorito gli interventi di centrodestra e centrosinistra su un tema così importante. Riportandolo, appunto, nell’agenda politica ternana e umbra, anche pubblicamente. E questo era del resto il senso del costruttivo invito di Confartigianato Terni, affinché i vari livelli istituzionali, di comune accordo e secondo le rispettive competenze, riescano ad accelerare nell’attuazione dell’Accordo di Programma. E questo, al di là del confronto dialettico che, appunto, risente ovviamente anche della campagna elettorale già avviata.

Tesei: la strada già fatta e il caro-energia sull’ultimo miglio dell’Accordo

La governatrice umbra Donatella Tesei ricorda il lavoro sin qui fatto, secondo l’aggiornamento da lei comunicato a fine giugno in aula rispondendo a un’interrogazione sul tema. Con le interlocuzioni con Governo e aziende che comunque, assicura, stanno continuando.

Tesei coglie l’occasione per fare ancora il punto “su questo tema sicuramente strategico e di cui mi sono occupata – sottolinea – personalmente e con costanza quasi quotidiana”.

“Le Acciaierie di Terni – evidenzia la governatrice – negli anni precedenti questo Governo regionale hanno attraversato complesse situazioni gestionali che più di una volta sono sfociate in lunghi e complicati momenti di difficoltà, risolti anche grazie alle azioni delle forze sindacali. Al momento del nostro insediamento, le acciaierie erano state messe in vendita dall’allora proprietà tedesca, che da tempo non le considerava strategiche e per questo risultavano assolutamente carenti di investimenti, quindi in crisi di competitività e con rischi concreti per occupazione ed intero indotto. Insieme al Governo nazionale abbiamo accompagnato il cambio di proprietà, cercando di evitare assetti che non davano garanzie di rilancio e prospettive occupazionali: anche grazie a questa azione siamo arrivati all’acquisizione dell’Ast da parte di un solido Gruppo italiano, Arvedi, che ha subito e con grande correttezza stretto contatti con le Istituzioni locali, predisponendo rapidamente un Piano industriale credibile ed ambizioso e dando luogo a primi immediati investimenti e riorganizzazione, nella salvaguardia dell’occupazione. Ricetta che ha dato immediatamente stabilità all’azienda. Insieme al Governo nazionale ed alla nuova proprietà, abbiamo individuato in un Accordo di programma lo strumento giusto per coniugare gli indispensabili ed ingentissimi investimenti privati, con le necessarie risorse pubbliche ed altre condizioni abilitanti di supporto, nell’ottica della piena realizzazione di quel Piano industriale che consentisse stabile ed ulteriore rilancio e sviluppo occupazionale. L’Accordo in questione prevede oltre un miliardo di euro di investimenti, di cui circa 300 milioni con fondi pubblici ed il resto a carico della stessa nuova proprietà”.

“L’impegno della Regione – prosegue Tesei – non si è esaurito qui. Infatti abbiamo provveduto anche a facilitare le condizioni infrastrutturali con il finanziamento della bretella Staino-Prisciano, ed i miglioramenti continui della Orte-Civitavecchia, strategica per l’AST. Io stessa poi ho chiesto ad Arvedi, in appositi tavoli di confronto, che anche le aziende locali competitive potessero recitare un ruolo importante nel Piano Industriale in corso perseguito proprio da Arvedi, Gruppo che ringrazio per il leale e continuo confronto, per il lavoro svolto e per gli investimenti già messi in essere e che avverranno in azienda ed anche per quelli di responsabilità sociale nei confronti del territorio che arriveranno con modalità già definite, così come ringrazio le forze sindacali per il lavoro ed il senso di responsabilità dimostrati in questi anni. Per ciò che concerne, infine, la discarica, abbiamo vigilato sull’accordo tra le parti interessate, che dovrà soddisfare anche quelle condizioni di sostenibilità ambientale che per me, nell’intero Piano, vengono al pari di quelle di sviluppo industriale ed occupazionale. Tutto questo lungo e complesso lavoro ha fatto sì che nonostante l’inflazione, il caro energia, e la crisi del mercato, la nuova AAST, abbia retto il mercato e, a differenza del passato, non vi siano state crisi”.

Quanto alla situazione attuale, Tesei spiega: “L’ultimo miglio dell’Accordo di Programma – che la Regione per parte propria ritiene da tempo sottoscrivibile registrando comunque gli investimenti già iniziati da parte dell’Azienda – è rappresentato dal costo dell’energia, problema strutturale, comune in Italia a tutte le aziende energivore che sono alle prese con costi superiori al resto d’Europa. Anche in questa direzione, nonostante il nostro ruolo istituzionalmente e funzionalmente limitato in materia, ci siamo attivati con Enel per far sì che le parti potessero raggiungere il miglior accordo possibile. Oltre questo, abbiamo sollecitato la soluzione di un problema strutturale e nazionale di un comparto di aziende, tra l’altro acuito a Terni decenni fa con la vicenda degli espropri, che ha visto la creazione di un tavolo nazionale tra le parti ed i vertici del Governo, che è ancora al lavoro”.

“Alla luce di tutto ciò – conclude la presidente della Regione Umbria – mi sembra fuori luogo parlare di disinteresse da parte della politica regionale, quando invece questo è uno dei dossier più complessi che ho ereditato e per questo curato personalmente come tutti possono testimoniare. Invito, pertanto, Confartigianato ad informarsi meglio sui fatti prima di esprimersi con affermazioni paradossali ed in tal senso ribadisco la mia più totale disponibilità al fine di fornire dettagliatamente tutto il percorso e i risultati in esso ottenuti, nonché le future evoluzioni, a Confartigianato e a quanti ne sentissero il bisogno”.

Paparelli: AST fuori dall’agenda politica

Il consigliere regionale Pd Fabio Paparelli rivendica invece il lavoro fatto per incalzare la Giunta regionale su questo tema, con quattro interrogazioni e sei mozioni. Lamentando però di non aver ricevuto “risposte convincenti e impegni concreti” su un argomento, quello dell’AST, che si ritiene sparito dall’agenda politica regionale.

“A conferma di ciò – afferma Paparelli – basti ricordare il completo abbandono del programma relativo all’Area di crisi complessa che ad oggi risulta completamente svuotato. In assenza di un nuovo accordo di programma non solo non vengono date risposte in termini di investimenti Ast, ma mancano i
presupposti per mettere in campo misure importanti legate alla competitività del territorio sia in termini di sostenibilità ambientale che di sviluppo del sistema imprenditoriale locale. Almeno in sei occasioni abbiamo assistito ad annunci su un imminente firma di accordi di programma di cui non c’è stata traccia”.

“Del tutto ignorate anche le ragioni delle piccole e medie imprese dell’indotto Ast – ricorda Paparelli – che hanno dovuto scontare anni difficili con restrizioni e sacrifici fin sopra le possibilità senza la men che minima attenzione della regione. Il comparto si aspettava un tavolo a tutela di questo settore che non è mai stato convocato”.

Quindi l’attacco politico da parte dell’esponente dem: “La presidente Tesei porta con sé anche la responsabilità di aver non voluto dare continuità al lavoro fatto dalla Giunta regionale precedente sui
temi della produttività e che ha sottoscritto l’accordo di programma nel 2018 per la riqualificazione dei poli siderurgici e chimico, mettendo a disposizione 30 milioni di euro di risorse ottenute tramite la legge 181 di cui ne sono state utilizzate soltanto una parte, oltre a 36 milioni di risorse regionali”.

“Perfino il polo chimico ternano – conclude Paparelli – che in passato ha rappresentato un’eccellenza e un grande motivo di speranza per lo sviluppo e per una nuova identità industriale del territorio, attende ancora oggi risposte che sono mai arrivate per incapacità manifesta di questa giunta regionale e di chi la sta guidando”.

Insomma, gli investimenti nel territorio ternano legati all’acquisizione di AST da parte di Arvedi, grazie all’appello di Confartigianato Terni, sono tornati, anche pubblicamente, al centro del dibattito politico umbro, a pochi mesi dall’appuntamento elettorale. Tradizionalmente tempo di bilancio, ma anche di programmazione e di impegni per il prossimo futuro nei confronti di cittadini, famiglie e territori.

E’ perugino l’unico studente italiano attualmente a Princeton

E’ umbro l’unico studente italiano di Princeton per il quadriennio 2024-2028. E’ il perugino Valerio Castellini, già studente del Liceo “Mariotti” a Perugia, che aveva scelto di proseguire gli studi a Maastricht, in Olanda, dove ha conseguito il diploma di baccellierato internazionale (Ib), dopo aver vinto la selezione nazionale dei Collegi del Mondo Unito (Uwc).

Un’esperienza formativa e umana, quest’ultima, che Valerio consiglia ad altri giovani: “Sono felice di questa opportunità straordinaria – spiega – che forse non avrei mai avuto se non fossi passato prima attraverso l’esperienza in Uwc. Per questo invito gli studenti italiani a non lasciarsi sfuggire il bando che Uwc Italia pubblica ogni anno, offrendo a qualche decina di ragazzi l’occasione unica di vivere e studiare in un ambiente internazionale. Ma bisogna affrettarsi, il bando per le partenze del prossimo anno scade il 31/10/2024!”.

Ora Valerio Castellini proseguirà la sua formazione all’Università di Princeton, nel New Jersey, uno degli atenei più prestigiosi al mondo, che vanta tra i suoi studenti personaggi come John F. Kennedy, John Nash, Alan Turing, Michelle Obama, Jeff Bezos, e nel cui campus è sepolto Albert Einstein.

Che fine ha fatto l’Accordo di Programma Arvedi-AST? I timori di Confartigianato Terni

A tre anni dall’acquisizione delle acciaierie di Terni da parte del gruppo Arvedi, nonostante gli annunci soprattutto in coincidenza delle scadenze elettorali, l’Accordo di Programma Arvedi-AST, che dovrebbe garantire investimenti per un miliardo di euro, è scomparso dall’agenda politica. Cosa che preoccupa fortemente Confartigianato Terni.

“Non ci risulta che sia stato fatto alcun passo avanti – evidenzia l’associazione di categoria – e il territorio rischia di essere privato degli investimenti programmati. Inoltre, i fondi di parte pubblica programmati dal Governo e autorizzati dall’UE sono fondi destinati e quindi non possono essere tenuti inutilizzati all’infinito e consistono anche in fondi PNRR, che sono soggetti a scadenze ravvicinate. Delle diverse questioni che risultavano ancora aperte all’inizio del 2024 di natura ambientale (intervento sulla discarica); di natura energetica; di natura occupazionale e di natura finanziaria (programmazione e utilizzo dei fondi) non ci risulta che alcuna abbia trovato soluzione, anzi, al contrario, il passare infruttuoso del tempo sta complicando sempre di più la ricerca di una soluzione, nel sostanziale disinteresse della politica locale e nazionale”.

Una situazione che Confartigianato chiede a Governo, Regione Umbria e Comune di Terni chiede di sbloccare in tempi brevi agendo di comune accordo, garantendone la firma e l’avvio degli investimenti sul sito produttivo, così da scongiurare la perdita delle risorse destinate all’accordo stesso.

Innovazione sostenibile micro, piccole e medie imprese, nuovo bando da 2 milioni

La Regione Umbria ha pubblicato un nuovo bando per supportare l’innovazione sostenibile delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) del territorio, nell’ambito della manovra “All-In”. Una dotazione di 2 milioni di euro per incentivare percorsi di transizione ecologica, sociale e di governance, in linea con la S3 regionale.

“Questo bando – spiega la presidente della Regione, Donatella Tesei – rappresenta un passo fondamentale per sostenere le nostre MPMI nella sfida della sostenibilità. Vogliamo aiutare le imprese umbre a crescere, a innovare e a competere in un mercato sempre più orientato a criteri di responsabilità ambientale e sociale. Con la manovra ‘All-In’, la nostra Regione dimostra concretamente il suo impegno verso un futuro più sostenibile e prospero per tutti”.

L’apertura il 17 ottobre

Il bando, aperto ufficialmente dal 17 ottobre prossimo, prevede il finanziamento di progetti che mirano a integrare nelle MPMI criteri ESG (Environmental, Social, Governance), razionalizzare l’uso dell’energia e ottenere certificazioni ambientali, sociali o etiche. Le imprese potranno beneficiare di servizi di consulenza forniti da professionisti qualificati, con un importo finanziabile che va dai 5.000 ai 45.000 euro per progetto.

“L’innovazione sostenibile non è solo un’opportunità – sottolinea l’assessore allo Sviluppo economico Michele Fioroni – ma una necessità per le imprese che vogliono rimanere competitive. Oggi, anche le aziende più piccole devono poter vantare certificazioni di sostenibilità per poter accedere alle filiere produttive nazionali e internazionali. Con questo bando, offriamo alle PMI umbre gli strumenti necessari per affrontare la transizione verso modelli di business più sostenibili, in linea con le migliori pratiche internazionali. È un’occasione per investire nel futuro del nostro territorio”.

Elenco Innovation Manager

In parallelo, sarà possibile fare domanda per iscriversi all’elenco degli Innovation Manager della Regione Umbria, una lista esclusiva di consulenti e professionisti che potranno offrire i loro servizi alle imprese partecipanti. Questa opportunità è aperta a consulenti, professionisti, dipendenti e collaboratori di società di consulenza, che potranno così contribuire direttamente all’aumento della sostenibilità delle imprese umbre.

“Donne in digitale”, già esaurite le iscrizioni al percorso formativo

Subito “sold out” (con largo anticipo sul 17 settembre, giorno fissato per la scadenza delle iscrizioni) il percorso formativo “Donne in digitale”, che inizia il prossimo 19 settembre, promosso da Unioncamere per diffondere la cultura e la formazione digitale femminile, con l’obiettivo di accrescere la professionalità manageriale e migliorare le competenze digitali delle donne che fanno impresa e delle lavoratrici, anche e soprattutto per contrastare il gender gap.

Una risposta molto forte, quella giunta dal territorio umbro – anche grazie all’attivismo del CIF (Comitato Imprenditoria Femminile) della Camera di Commercio dell’Umbria – che rappresenta appunto un ottimo segnale della partecipazione femminile sulla strada della transizione digitale delle imprese, caposaldo dell’azione della Camera di Commercio insieme all’impegno per la transizione digitale.

Le attività formative in programma prevedono percorsi di upskilling e reskilling orientati ad acquisire e rafforzare le competenze digitali relative all’organizzazione del lavoro e alla comunicazione con il mercato e con gli utenti. In quest’ottica, il percorso formativo approfondirà metodologie e strumenti strategici per la presenza online, l’organizzazione del lavoro e il project management, la cura dei contenuti, anche attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie di e-commerce.

Il ruolo del CIF

Così Dalia Sciamannini, presidente CIF (Comitato Imprenditoria Femminile) Umbria, organo dell’Ente camerale: “Sono molto soddisfatta del percorso formativo Donne in digitale, che ha già raggiunto il massimo delle iscrizioni disponibili, perché si inserisce pienamente nelle attività e negli obiettivi su cui la Camera di Commercio dell’Umbria e il Comitato Imprenditoria Femminile (CIF) che rappresento stanno già lavorando. Ritengo che le collaborazioni tra il sistema camerale nazionale e quello regionale siano di fondamentale importanza per valorizzare le potenzialità delle donne imprenditrici ed aspiranti tali, in quanto, ottimizzando risorse economiche, di tempo e di personale, possiamo offrire, come per Donne in digitale, strumenti e informazioni utili allo sviluppo delle imprese femminili. Mi piace poi ricordare che il CIF, nel corso del mio mandato, ha già attivamente collaborato con il PID Punto Imprese Digitale e con il SNI (Servizio Nuove Imprese) della Camera di Commercio dell’Umbria proprio per mettersi al servizio delle donne che vogliono fare impresa con le competenze e la professionalità necessarie al giorno d’oggi”.

Chi è interessato al percorso formativo

L’evento è di interesse per:

  • presidenti e componenti dei Comitati per l’imprenditoria femminile;
  • donne che fanno impresa di tutti i settori produttivi ed economici
  • aspiranti imprenditrici
  • libere professioniste e lavoratrici autonome
  • dipendenti del settore privato
    donne che ricoprono posizioni di leadership o di lavoro all’interno delle organizzazioni del sistema associativo
  • donne inserite all’interno delle organizzazioni del terzo settore
    Il percorso
    Il percorso formativo verrá erogato in modalitá webinar in tre edizioni, della durata complessiva di 20 ore, e sarà articolato in due blocchi:
    5 moduli formativi della durata di 2 ore ciascuno, progettati con la struttura metodologia-focus-esempio-strumento per guidare le partecipanti alla scoperta di nuove soluzioni e/o mostrare spunti per l’elaborazione di strategie convincenti per il mercato;
    2 bootcamp operativi, elaborati con la metodologia delle stories-in-learning con momenti misti tra lezione frontale e attività operative.

I moduli

Modulo 1 From zero to HERo: la presenza online.
Modulo 2 Digital WorkHER: skill e tools per il project management e il lavoro.
Modulo 3 Social InfluencHER: tips&tricks per la comunicazione social
Modulo 4 Content EmpowHERment: costruire il contenuto anche con l’AI
Modulo 5 E-commerce LeadHER: strategie e pratica per l’e-commerce

Ambiente, corsi formativi gratuiti per la salvaguardi di Rete Natura 2000

Quattordici corsi formativi online gratuiti per potenziare le competenze degli operatori ambientali. E’ l’opportunità formativa offerta per la salvaguardia della Rete Natura 2000 per tutti coloro che operano nel campo della gestione e conservazione del territorio e che necessitano di competenze essenziali per affrontare le numerose e complesse sfide ambientali del futuro.

Tra le tematiche dell’offerta formativa del progetto “Life Imagine”, la gestione forestale, il riconoscimento e l’analisi di habitat e specie, sia vegetali che animali (invertebrati, vertebrati, chirotteri), l’uso del GIS, Geographic Information System, sistema informatico progettato per raccogliere, archiviare, analizzare, gestire e visualizzare dati geografici o spaziali, per la valutazione di incidenza ambientale. Sono inoltre previsti moduli su infrastrutture verdi, strumenti urbanistici compatibili con il Planning Tools Kit, tecniche di diagnosi ambientale e formazione per il personale docente scolastico. Ogni percorso è composto da più moduli, erogati da esperti e docenti universitari.

I corsi verranno ufficialmente presentati al pubblico dall’assessore all’Ambiente Roberto Morroni, i tecnici dell’assessorati e docenti universitari coinvolti.

Tutti i contenuti dei corsi sono stati condivisi con gli Ordini professionali interessati, che ne hanno sostenuto la divulgazione presso i propri iscritti. Gli utenti potranno scegliere liberamente i moduli più pertinenti alla propria attività lavorativa, senza alcun obbligo di frequenza. Tuttavia, per coloro che necessitano di un attestato di partecipazione, sarà richiesto il superamento di un test a risposte multiple al termine di ciascun modulo. Gli attestati ottenuti potranno essere utilizzati per richiedere i crediti formativi riconosciuti dagli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri, come dettagliato sul sito del progetto “Life Imagine”.

I corsi saranno disponibili sul sito web di “Life Imagine” fino alla conclusione del progetto, in una sezione dedicata e accessibile a tutti, previa registrazione. Il link per l’accesso sarà reso disponibile anche nella pagina istituzionale della Regione Umbria dopo la conferenza stampa di presentazione dei corsi formativi.

I corsi

I corsi offerti sono 14, per 62 moduli firmativi e 36 docenti coinvolti, con 4 Atenei partner, 5 Ordini (Agronomi, Architetti, Biologi, Geologi e Ingegneri) e 3 Collegi (Agrotecnici, Periti agrari e Geometri).

Questi i titoli dei corsi dell’offerta formativa “Life Imagine”:

1 La Rete Natura 2000 in Regione Umbria

2 Integrazione procedurale delle valutazioni ambientali

3 Riconoscimento e analisi di habitat e specie vegetali della Direttiva 92/43/EEC

4 Riconoscimento e analisi di habitat e specie – Settore forestale

5 Riconoscimento e analisi di habitat e specie – Settore zoologico, Invertebrati

6 Riconoscimento e analisi di habitat e specie – Settore zoologico, Vertebrati

7 Riconoscimento e analisi di habitat e specie – Settore zoologico, Chirotteri

8 L’uso del GIS nella valutazione di incidenza ambientale

9 Professioni verdi, eco-turismo e agricoltura sostenibile

10 Le infrastrutture verdi: relazioni tra sistema antropico e sistema naturale

11 Strumenti urbanistici compatibili con il Planning Tools Kit (PTK)

12 Introduzione ai sistemi GIS e WEBGIS

13 Tecniche di analisi, diagnosi e controllo ambientale

14 Formazione per il personale docente scolastico

Scontro sulla statale Valnerina, un morto e un ferito

E’ di un morto e di una persona ricoverata in ospedale, a Spoleto, il drammatico incidente che si è verificato nella serata di lunedì lungo la statale 685 Valnerina.

Per cause in corso di accertamento, un’auto, una Volkswagen Gol,f si è scontrata con un camion che trasportava prodotti alimentari.

L’uomo alla guida dell’auto era già morto all’arrivo dei soccorritori. Lo hanno estratto dalle lamiere della Golf i vigili del fuoco di Norcia. Il conducente del mezzo pesante è stato invece trasportato in ospedale a Spoleto dal personale del 118. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno effettuato i rilievi.

La statale 685 Valnerina è rimasta chiusa per consentire le operazioni di soccorso.

Torna a Valtopina la Mostra del Ricamo: il programma

Ricami, merletti e tessuti tornano protagonisti dal 6 all’8 settembre a Valtopina, dove si riaccenderanno i riflettori su un’attività artigianale che in Umbria vanta una lunga tradizione.

Presentato in Regione il programma della ventunesima edizione della Mostra del Ricamo a Mano e del Tessuto Artigianale di Valtopina. Presenti l’assessore regionale al Turismo e Cultura, Paola Agabiti; Gabriele Coccia, sindaco di Valtopina; Bianca Rosa Gallina assessore alla Cultura del Comune di Valtopina; Maria Mancini, presidente Scuola di ricamo; Cinzia Tomassini, Associazione Scuola di ricamo e Barbara Pavan curatrice della mostra “Radici Metamorfosi Mescolanze”.

“La Mostra del Ricamo di Valtopina è un’occasione per tutti di avvicinarsi a un mondo ricco di storia, arte e tradizione – ha dichiarato l’assessore Agabiti – ed è inoltre un simbolo dell’identità umbra in grado di attrarre visitatori da tutta Italia e dall’estero. La capacità dell’arte tessile di raccontare storie e creare bellezza accoglierà gli ospiti in una tre giorni ricca di eventi – ha proseguito l’Assessore. Valtopina, con la sua storia e il suo patrimonio artistico, ospita un evento che unisce l’innovazione alla tradizione, permettendo ai visitatori di scoprire le eccellenze dell’artigianato tessile. La Mostra del Ricamo – ha sottolineato l’assessore – è anche un’opportunità per rafforzare il valore culturale del lavoro artigianale e la sua capacità di comunicare emozioni e valori che si tramandano ai nostri giovani. Come Regione siamo orgogliosi di sostenere, in sinergia con il Comune di Valtopina e l’Associazione del ricamo, una manifestazione che contribuisce a promuovere l’Umbria e la sua storia come terra di cultura, creatività e tradizione. Inoltre questo evento dimostra come il turismo sia strettamente legato alla valorizzazione del nostro patrimonio culturale – ha concluso Agabiti – creando un circuito virtuoso che rafforza l’economia locale e arricchisce l’offerta turistica della nostra regione”.

“Sono molto orgoglioso che la mostra del ricamo di Valtopina, giunta alla ventunesima edizione, sia ormai diventato un appuntamento fondamentale ed imperdibile per il nostro territorio, grazie anche alla collaborazione di tutti i cittadini che contribuisco attivamente alla buona riuscita dell’evento più importante dell’anno” ha detto il sindaco Coccia. “La mostra è cresciuta e anche noi siamo cresciuti insieme a lei – ha evidenziato Bianca Rosa Gallina assessore Comune di Valtopina -. Voglio ringraziare tutti i collaboratori perché grazie a loro abbiamo imparato cosa si nasconde dietro le opere realizzate dalle nostre professioniste ed abbiamo avuto la possibilità di apprendere i segreti di quest’arte, unita ad una festa che coinvolge tutto il paese”.

Ha quindi annunciato Maria Mancini, presidente della Scuola di ricamo: “La mostra di quest’anno sarà arricchita con due padiglioni con ricami di ieri e di oggi, in uno saranno proposti merletti e tessuti artigianali e nell’altro saranno presenti i filati e tutto il necessario per le tecniche di ricamo. Sono inoltre presenti espositori stranieri nella parte commerciale con importanti novità sulla qualità dei tessuti e delle sete. Il filo nasce come elemento povero ma che assume un grande significato lavorato da artiste esperte nel ricamo, proponendo capolavori unici. Queste opere – ha proseguito Maria Mancini – hanno raggiunto una dimensione nuova comunicando con le immagini e raccontando storie. Quindi il filo è diventato un elemento culturale che noi cerchiamo di promuovere insieme alla manualità e creatività delle donne del nuovo millennio per impedire che vada persa una grande ricchezza artigianale che ci ha resi orgogliosi nel mondo. Accanto alle due mostre principali avremmo anche altre sette mostre tematiche dislocate nel centro del paese. Inoltre, nel palazzo comunale – ha ricordato in conclusione la presidente della Scuola di ricamo – verrà ospitata una mostra di abiti antichi ed il nostro museo, punto di partenza e punto di arrivo della mostra”.

Il programma

Le attività prenderanno il via venerdì 6 settembre alle 10:30 con l’inaugurazione ufficiale al Centro Espositivo Padiglione A – B (Palasport), dando inizio a una tre giorni immersiva nel mondo dell’arte tessile. Subito dopo, alle 11:30, il Museo del Ricamo aprirà le porte alla mostra “Radici Metamorfosi Mescolanze”, curata da Barbara Pavan, che esplorerà l’evoluzione del tessile in un dialogo tra passato e presente. La serata di venerdì sarà dedicata alla moda, con il défilé “Mode e Modi” alle 21:30 al Centro Polivalente Subasio, dove, sotto la conduzione di Ambra Cenci, sfileranno abiti e intimo d’epoca, trasportando il pubblico in un viaggio affascinante tra Ottocento e Novecento.

La mattina di sabato 7 settembre sarà dedicata alla riflessione sull’arte tessile con il convegno “Storie di trame e di donne”, previsto per le 10:30 nella Sala Gandini. L’incontro, moderato dal sociologo Roberto Segatori, vedrà la partecipazione di esperte come Katya Fernandez e Sandra Cosmi, che condivideranno le loro esperienze sul ricamo come elemento essenziale nella tradizione e innovazione dei costumi di scena.

Domenica 8 settembre, l’evento raggiungerà il suo culmine con una giornata ricca di appuntamenti imperdibili. Alle 11:00, il Palasport ospiterà la cerimonia di premiazione del concorso “Ricamare l’Umbria 2024”, seguito dall’assegnazione del premio “Messaggeri di Filo 2024”. Nel pomeriggio, alle 16:30, sempre al Palasport, si terrà l’incontro culturale “Filo e Cultura: Leonardo e le tovaglie perugine”, dove Clara Baldelli Bombelli e Marta Cucchia esploreranno il legame tra l’arte di Leonardo da Vinci e il tessuto perugino.

Durante l’intera manifestazione, Valtopina sarà animata da una varietà di mostre tematiche e laboratori. Le mostre esploreranno ogni aspetto del ricamo e del tessuto, con opere di artisti come Maria Bissacco, Silvia Giani e Katya Fernandez, mentre i laboratori, inclusi quelli di Arte Terapia curati da Tiziana Luciani e i giochi di filo per bambini e ragazzi, offriranno attività creative e didattiche per tutte le età.

Welcare Industries sugli scudi in attesa di diventare Società Benefit

Ad un anno dall’annuncio dell’acquisizione della certificazione B Corp, Welcare ha dimostrato eccellenza in molti ambiti cruciali tra i quali la governance etica, l’attenzione alle esigenze dei collaboratori, l’impegno verso la comunità, la minimizzazione dell’impatto ambientale e l’aderenza agli alti standard qualitativi richiesti dai clienti. Al termine di questo primo anno, Welcare Industries, raggiungendo un punteggio di 93 punti nell’analisi delle proprie performance – ben oltre il minimo richiesto di 80 – continua a porsi come un esempio di sostenibilità e responsabilità sociale mantenendo la certificazione.

“È significativo notare come abbiamo ottenuto i punteggi più elevati nelle sezioni relative ai lavoratori e alla comunità – sottolinea Fulvia Lazzarotto, CEO di Welcare Industries – nella sezione relativa ai lavoratori, mettiamo in primo piano il nostro impegno a creare un ambiente di lavoro sicuro, equo e inclusivo, dove i nostri dipendenti possano operare in eccellenza ma anche in serenità. Ci preoccupiamo della salute e del benessere dei nostri collaboratori, in gran parte personale giovane under 40 e proveniente dalla zona di Orvieto e limitrofe, e promuoviamo la crescita professionale e personale all’interno dell’azienda”.

Le finalità di beneficio comune sono in termini di:
Prodotto (focus su innovazione e ricerca scientifica rispetto al benessere dei pazienti e alla salute dei consumatori); Persone (focus su diversità e inclusione dei dipendenti e sulla sicurezza del personale); Comunità e territorio, rivolto alla partecipazione attiva alle iniziative del territorio; Ambiente (focus su riduzione delle emissioni ed attività di efficientamento energetico).

Welcare, inoltre, internamente sta strutturando un chiaro processo di governance per la gestione delle tematiche di sostenibilità, grazie alla definizione di un Comitato Operativo di Sostenibilità, guidato da un Responsabile di Impatto. L’impegno di Welcare nel diventare una società benefit rappresenta un passo significativo verso un futuro più sostenibile e responsabile. Con obiettivi chiari e un impegno costante verso l’innovazione, la sostenibilità e il benessere dei collaboratori e delle comunità, Welcare continua a distinguersi come una società leader nel settore dei dispositivi medici. “Essere una società benefit – conclude Lazzarotto – significa perseguire non solo il profitto, ma anche il bene comune, garantendo un impatto positivo e duraturo sulla società e sull’ambiente”.

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Perugia: divertimento vs. disturbi notturni

Perugia: divertimento vs. disturbi notturni

Residenti preoccupati per il rumore e i comportamenti problematici nel centro storico durante il fine settimana

La vivace vita notturna di Perugia, che si estende dalla storica piazza Danti a Porta Sole fino a piazza Piccinino, è diventata fonte di preoccupazione per i residenti. Questi ultimi hanno espresso il loro disappunto per l’eccessivo rumore e i comportamenti problematici che disturbano la quiete notturna.

Il cuore del problema risiede nel delicato equilibrio tra il diritto al divertimento e quello al riposo. Questo equilibrio sembra essere compromesso, in particolare dopo le due del mattino. Molti residenti hanno riportato di non riuscire a dormire fino alle tre, nonostante le finestre chiuse.

Il disturbo ha due principali fonti. Da un lato, la musica di alcuni locali continua anche dopo la fine dei concerti serali in piazza IV Novembre e ai Giardini Carducci. Dall’altro, c’è chi non riesce a divertirsi senza esagerare con alcol e droghe, alimentando comportamenti rumorosi e incivili.

Le forze dell’ordine sono intervenute più volte, ricevendo almeno una ventina di segnalazioni per rumori molesti e liti nella notte tra sabato e domenica. La maggior parte delle chiamate proveniva dal centro storico, specialmente da Porta Sole, via Ulisse Rocchi e via Bartolo. Tuttavia, spesso, all’arrivo delle autorità, i responsabili si erano già dispersi.

Disturbi Anche in Periferia

Le segnalazioni non si limitano al centro storico. Come riportato da Michele Milletti su Il Messaggero, anche la periferia di Perugia ha visto richieste di intervento della polizia, in particolare tra San Sisto e Sant’Andrea delle Fratte, per una violenta lite all’esterno di un locale. Ulteriori disturbi sono stati segnalati in altre zone della città nelle prime ore del mattino.

Anche Fontivegge ha affrontato problemi simili. Oltre alla musica alta e ai balordi per strada, c’è stato chi ha danneggiato i portoni dei palazzi. Un residente ha segnalato che un uomo, in evidente stato di alterazione, ha danneggiato il portone di un condominio di Via Cortonese.

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