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Autore: Redazione

Si ribalta tir col cemento, bloccato lo svincolo per l’autostrada

Rimasto bloccato lo svincolo per l’autostrada, a Nera Montoro, per un incidente avvenuto poco dopo le 13 sulla via Ortona.

Un tir che trasportava cemento si è ribaltato. L’autista è riuscito ad uscire autonomamente, affidandosi alle cure del 118.

Dal mezzo è uscito del carburante, ma non il carico di cemento. I vigili del fuoco hanno provveduto a mettere in sicurezza il tir. Sarà necessario un trasbordo della calce in polvere per poter rimuovere il mezzo pesante, si prevedono tempi lunghi per la riapertura dello svincolo.

Sul posto stanno operando i carabinieri insieme ai vigili del fuoco.

Colto da un malore nel bosco, muore cacciatore

Un cacciatore spoletino è morto, a seguito di un malore mentre si trovava nei boschi, nella zona di Meggiano, nell’Alta Marroggia.

L’allarme è scattato intorno alle 15. Quando il personale del Sasu dell’Umbria, il personale del 118 e i carabinieri hanno raggiunto l’uomo, per lui non c’era più niente da fare.

Ottenute le autorizzazioni dal magistrato di turno per la rimozione, la salma è stata riportata a Spoleto dagli operatori del Sasu.

Un caso simile, quasi in contemporanea, si era verificato ad Anghiari, in una zona boschiva ai confini tra Toscana e Umbria. I compagni della squadra di caccia al cinghiale, in attesa dell’arrivo dell’elisoccorso, sono riusciti a raggiungere defibrillatore pubblico, salvandogli così la vita.

A Foligno, in una zona boschiva nei pressi dell’Abbazia di Sassovivo, un cacciatore è invece caduto in un dirupo, ferendosi. E’ stato portato in salvo dal personale del Sasu.

Due motociclisti tamponano un’auto sul tratto umbro dell’A1

E’ rimasta chiusa per circa un’ora, domenica pomeriggio, una corsia dell’autostrada A1, nel tratto umbro al km 464, in direzione sud, per un incidente occorso a due motociclisti.

I due centauri hanno tamponato un’auto, rimanendo feriti. Sul posto sono intervenute le autoambulanze del 118 e una squadra del distaccamento di Orvieto dei vigili del fuoco, insieme alla polizia strada. Illesi gli occupanti dell’auto.

Cacciatore scivola in un dirupo e si ferisce, recuperato dai vigili del fuoco

Un cacciatore è scivolato in un dirupo, domenica mattina, in una zona impervia vicino all’Abbazia di Sassovivo, in località Uppello, nel territorio comunale di Foligno.

L’uomo è rimasto ferito, ma è riuscito a dare l’allarme.

E’ stato raggiunto da una squadra dei vigili del fuoco di Foligno, che lo ha stabilizzato e posizionato su una barella toboga, per essere recuperato utilizzando tecniche SAF (Speleo Alpino Fluviali). Sul posto è intervenuto anche il personale del SASU (Soccorso Alpino Speleologico Umbria (SASU).

L’uomo è stato quindi affidato alle cure del personale medico del 118, che ne ha disposto il trasferimento all’ospedale di Foligno.

Morte di Giovanni Spedaletti, il cordoglio delle Istituzioni e del mondo del basket

La comunità di Torgiano, le Istituzioni e il mondo del basket sconvolti per la morte di Giovanni Spedaletti, il 18enne deceduto sabato pomeriggio in un incidente sulla strada Ferriera. La sua moto, per cause in corso di accertamento, si è scontrata con un’auto. Il giovane è morto sul colpo.

Giovanni Spedaletti stata tornando a casa dopo aver arbitrato una partita di basket. Sport che il giovane aveva praticato con passione, vestendo la maglia della Pontevecchio Basket.

Il Comune di Torgiano ha annullato gli eventi in programma per l’evento “La guerra del sale”. La Federazione italiana pallacanestro espresso le condoglianze alla famiglia a nome di tutto il basket italiano. Su tutti i campi di basket si osserverà un minuto di silenzio prima delle gare in programma domenica 10 novembre.

Meno imprese e addetti, ma in Umbria ancora un quarto dei lavoratori del privato è nel manifatturiero

In Umbria un quarto dei dipendenti del settore privato lavora per imprese del manifatturiero. E’ quanto certifica la Camera di commercio dell’Umbria, che ha elaborato gli ultimi dati del Sistema camerale, mettendoli a confronto con le altre regioni (nelle Marche la quota è del 34%, in Sardegna appena sopra il 10%) ed analizzando l’andamento negli ultimi dieci anni.

Nel decennio 2014-2024 in Umbria si è registrato un calo sia del numero di imprese che degli addetti del settore manifatturiero regionale. Con gli addetti che però rappresentano ancora una quota consistente del totale tra le imprese private.

I dati

Nell’ultimo decennio sono scomparse nella regione 1.007 imprese manifatturiere, passando dalle 7mila 960 del secondo trimestre 2014 alle 6mila 953 del 2024, con il calo del 12,7%. La flessione è stata più forte in provincia di Terni (-14,7%, da 1.532 a 1.307) rispetto a quella di Perugia (-12,2%, da 6mila 428 a 5mila 646).

Calo, anche se assai meno marcato, per gli addetti (sia familiari che dipendenti) delle imprese manifatturiere umbre, che scendono del 5,3% (da 71mila 055 del II trimestre 2014 a 67mila 298 dello stesso periodo 2024). Anche in questo caso, l’arretramento è molto più forte in provincia di Terni (-14,7%) che in quella di Perugia, dove la flessione degli addetti è del 4&.

Da rilevare che gli addetti delle aziende manifatturiere nella regione rappresentano il 25,1% del totale degli addetti delle imprese umbre di tutti i settori.

Più piccolo, ma più solido

Più piccolo nel decennio 2014-2024 – soprattutto in termini di imprese e anche di addetti – ma il sistema manifatturiero umbro si dimostra più solido. Aumentate infatti le dimensioni medie aziendali (da 8,9 addetti per impresa a 9,7). Nel 2023, poi, il comparto ha messo a segno un risultato operativo record di 228mila 113 euro per impresa manifatturiera di capitali e un utile netto per impresa (sempre di capitali) di 162mila 611 euro.

Gli ultimi cinque anni

Se si guarda agli ultimi cinque anni (2019-2023), in Umbria il settore manifatturiero in termini percentuali performa meno del complesso del sistema economico regionale; ad esempio, il risultato operativo (EBIT) per impresa di capitali è cresciuto in Umbria, nel quinquennio, del 42,4% nel settore manifatturiero e del 65,4% nel complesso del sistema economico regionale. E lo stesso accade per il valore della produzione per impresa di capitali (+31,9% nel manifatturiero e +39,4% nel complesso delle imprese di tutti i settori) e per il valore aggiunto (+24% nel manifatturiero e +31,9% per il complesso delle imprese di tutti i settori).

Le imprese giovanili manifatturiere

Le imprese manifatturiere giovanili – ossia quelle in cui la proprietà è in prevalenza di persone di età inferiore ai 35 anni – nella regione sono scese dalle 518 del secondo trimestre 2014 alle 282 dello stesso trimestre 2024. Si tratta di quasi un dimezzamento. In provincia di Perugia sono passate da 515 a 226 e in quella di Terni da 103 a 56. Rappresentano nel 2024 il 4,1% del totale delle imprese manifatturiere umbre (nel 2014 rappresentavano il 6,5%). Un segnale che va interpretato, ma che non suona certo bene per il futuro della manifattura umbra.

Il commento del presidente Mencaroni

Questo il commento del presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni: “Vedo il bicchiere mezzo pieno sul report dell’Ente camerale umbro sull’andamento del settore manifatturiero nell’ultimo decennio. L’aumento delle dimensioni aziendali medie nel manifatturiero accorcia un po’ il divario che l’Umbria patisce nei confronti della media nazionale e testimonia, insieme ad altri elementi come i dati di bilancio – quasi eccezionali nel 2023, almeno per quanto riguarda le aziende manifatturiere di capitali – che la manifattura umbra è più solida e ha dimostrato resilienza in questi anni difficili, mettendosi in condizione di intercettare il forte rimbalzo post-Covid del 2022 e 2023. Purtroppo, nel decennio sono rimaste sul campo oltre mille aziende manifatturiere, le più fragili, che non ce l’hanno fatta a mettersi in sicurezza. E questo è il bicchiere mezzo vuoto. Il tributo non è stato lieve, se si pensa che tra il 2014 e il 2024 la contrazione del numero delle imprese è stata del 12,7%, con la punta del -14,7% in provincia di Terni. Una lezione che dobbiamo comprendere bene, perché le imprese umbre della manifattura, come quelle degli altri settori, saranno competitive, sia sul mercato interno che su quelli esteri, se accetteranno in pieno le sfide della transizione digitale ed ecologica che, lo voglio rimarcare ancora una volta, rappresentano i capisaldi delle scelte strategie della Camera di Commercio dell’Umbria, che porta avanti questa posizione con innumerevoli iniziative, anche di mobilitazione, informazione, formazione e partecipazione, oltre che di incentivi. E lo fa in sinergia con le associazioni di categoria e le altre istituzioni, perché solo quando si è insieme, quando si fa massa critica e si hanno obiettivi condivisi, si possono produrre risultati concreti. Il futuro prossimo le imprese dell’Umbria lo costruiscono oggi, e i tempi sono brevi. Ci vogliono impegno, convinzione, investimenti. Chi si attarda corre un grosso rischio. Come affermava un famoso economista, nessun pasto è gratis”.

Uva da vino, grande produzione ma prezzi in calo: le quotazioni

Nella campagna di quest’anno netta crescita in Umbria della produzione di vino e mosto, dopo la caduta dello scorso anno. Nel 2024, infatti, secondo le stime di Assoenologi, Ismea e Uiv (Unione italiana vini), la produzione nella regione è salita del 30%, salendo a 365mila ettolitri di vino e mosto rispetto ai 273mila quintali del 2023. Un dato, quello umbro, nettamente superiore alla media nazionale (+7,1%) e che si piazza al terzo posto, dopo Molise (+100%) e Abruzzo (+85%) e in condominio con Toscana, Lazio, Campania e Basilicata, anch’esse con +30% rispetto allo scorso anno, che come noto fu funestato dall’attacco della peronospera.

Tuttavia calano i prezzi, in media di oltre il 26% (per la precisione -26,4%), con punte che superano il -30%. Tra le cause, il fatto che il consumo di vino è in costante riduzione: dal 2010 al 2024 il consumo, in termini di litri pro capite, si è più che dimezzato (da 21,76 a 10,3 litri).

Un anno double face, quindi, per il vino umbro, con più produzione ma con prezzi che, in media, calano quasi nella stessa misura.

I prezzi

Il quadro dei prezzi delle uve per la produzione di vini Doc e Docg – che ormai nella regione comprendono la gran parte della produzione vitivinicola – lo fornisce l’ultimo listino della Borsa Merci di Perugia, organo della Camera di Commercio dell’Umbria, che presenta un quadro dei prezzi al quintale pagati ai produttori. In tale quadro va evidenziato che la Borsa Merci della Camera di Commercio dell’Umbria ha il pregio, raro tra tutte le Borse Merci italiane, di indicare il prezzo delle merci pagato realmente al produttore, franco consegna ai centri di raccolta. Molte altre Borse considerano invece solo i prezzi praticati nelle contrattazioni tra grossisti.

L’ultimo Listino della Borsa Merci della Camera di Commercio dell’Umbria, relativo al 5 novembre, per quanto riguarda le uve largamente più diffuse nel territorio per produrre vini rossi Doc e Docg vede quotare – prezzo pagato ai produttori – Sangiovese tra 36 e 45 euro al quintale (prezzo medio 40,5 euro), Merlot (min 40 euro, max 55 euro di uva al quintale, prezzo medio 42,5 euro), Sagrantino Docg tra 120 e 160 euro (prezzo medio 140 euro).

Per quanto riguarda invece riguarda le uve largamente più diffuse nel territorio per produrre vini bianchi Doc, Trebbiano quota tra 28 e 35 euro (prezzo medio 31,5 euro) al quintale e le uve per il Grechetto tra 40 e 45 euro al quintale (prezzo medio 42,5 euro).

Si tratta di prezzi in calo rispetto al 2023. Il risultato peggiore in assoluto – confrontando i prezzi medi 2024 con quelli 2023 – lo registra il Merlot con -34,6%, segue il Sangiovese con -31,4%. Il Trebbiano segna -30% e il Grechetto -26%.

Le quotazioni in Umbria (prezzo al produttore)

Il quadro si completa con: le uve per produrre Cabernet Sauvignon, Gamay, Pinot Grigio, Chardonnay e Vermentino presentano un minimo di prezzo di 40 euro e un massimo di 45, con un listino medio di 42,5 euro. Il Trebbiano Spoletino segna min. 43 – max 48 euro, prezzo medio 45,5 euro.

Quanto alle variazioni di prezzo sul 2023, Gamay scende del 28%, mentre Pinot Grigio e Chardonnay flettono del 26,7%, il Vermentino fa -22,7% e il Trebbiano Spoletino -21,6%.

L’andamento della produzione nelle regioni italiane

I dati nazionali mostrano come la campagna 2024 (rispetto al 2023) sia stata caratterizzata da una tenuta della produzione nell’area al Nord (+0,6%), da forti recuperi nelle regioni centrali e un incremento contenuto nel Sud (+15,5%. Se paragoniamo il dato 2024 alla media dell’ultimo quinquennio, Nord e Centro si discostano del 5,3% e 5,4%, mentre si registra una flessione importante nell’area Sud con -25,7%.

Per quanto concerne l’Umbria, con l’incremento di quest’anno torna sostanzialmente sui livelli produttivi del 2023, quando il dato era di 365mila ettolitri, contro gli attuali 355mila.

In testa, come detto, ci sono i maxi incrementi di Molise e Abruzzo, seguiti dal +30% di Lazio, Molise, Campania e Basilicata. Quindi il +25% delle Marche, seguito dal +18% della Puglia, dal +10% della Calabria e del Piemonte. Chiude l’elenco delle regioni con il segno più l’Emilia Romagna (+7%). Friuli Venezia-Giulia e Veneto non mostrano variazione tra la produzione 2024 e quella 2024

In negativo la Liguria, ma solo del 3%, il Trentino-Alto Adige (-12,4%), la Sicilia (-16%) e, entrambe con -20%, Valle d’Aosta e Sardegna. Fanalino di coda è la Lombardia (-30%).

A livello nazionale, sempre secondo le stime di Assoenologi, Ismea e Uiv, la produzione è passata da 38 milioni 291 mila ettolitri 41 milioni di ettolitri, con un incremento – come detto – del 7,1%. Un dato che, nonostante sia in aumento, resta di circa il 13% sotto quello della media di produzione 2019-2023, che si attestò a 46milioni 955mila ettolitri.

I commenti

Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Favorire la concentrazione delle contrattazioni in condizioni di trasparenza; agevolare gli operatori mediante l’erogazione di servizi accessori. Sono questi gli obiettivi della Borsa Merci della Camera di Commercio dell’Umbria. L’importanza di questo strumento, che fonda il suo pilastro sulla trasparenza e sulla sua valenza istituzionale, è esaltata dal fatto che quella della provincia di Perugia fornisce i prezzi pagati al produttore, cosa che non avviene in tante altre Borse e che a mio parere rappresenta una caratteristica d’eccellenza”.

Per Bruno Diano, presidente della Borsa Merci della Camera di Commercio dell’Umbria, “la produzione quest’anno nella regione è stata buona, come anche la qualità. Avrebbe potuto essere un’annata migliore, per i nostri agricoltori, se non ci fosse un calo a due cifre dei prezzi. Il fatto è che le cantine sono piuttosto piene e quindi c’è ancora prodotto da smaltire. Ciò deprime i prezzi, anche perché il consumo di vino in Italia, in termini di consumi pro capite, è in costante calo”.

Francesco Martella, agronomo, membro della Deputazione della Borsa Merci di Perugia, spiega: “In Umbria è stato un anno di netto recupero produttivo, con la vendemmia partita molto bene soprattutto sulle varietà precoci e medio precoci. Qualche difficoltà c’è stata nella coda della campagna, dove in alcuni territori le continue piogge del mese di ottobre hanno provocato un abbassamento della resa e qualche problema fitosanitario. Senza dubbio si può affermare che la campagna 2024 è stata quella ripartenza rispetto a quella disastrosa del 2023, dove i problemi fitosanitari compromisero in maniera importante la raccolta. Quest’anno si sono recuperati i volumi medi storici del territorio”.

Cammino dell’Intrepido Larth, in un solo anno oltre 200mila euro di indotto

È di oltre 200mila euro l’indotto economico per il territorio a un anno dal lancio ufficiale, in occasione della Borsa del Turismo di Rimini, del Cammino dell’Intrepido Larth, il primo progetto di marketing territoriale interamente sostenuto da privati che ha proiettato nel settore dei cammini nazionali ed internazionali il tragitto che unisce Orvieto a Bolsena e Civita di Bagnoregio. Un circuito circolare di 58 chilometri, suddiviso su tre tappe da percorrere in altrettante giornate.

Da ottobre 2023 ad oggi, il Cammino ha visto una crescita esponenziale, riuscendo a ritagliarsi un ruolo sempre più significativo in un settore, quello del turismo lento, che continua a svilupparsi e che nel 2023 ha fatto registrare nel mercato italiano un incremento del 25% rispetto al 2022. I promotori del progetto – le guide escursionistiche Emanuele Rossi e Luca Sbarra, l’editore della casa editrice Intermedia Edizioni Claudio Lattanzi, con il fondamentale sostegno della guida ed accompagnatrice turistica Cristina De Angelis – nello stilare un primo bilancio, parlano di “risultati che hanno di gran lunga superato ogni più ottimistica previsione”.

“Nel valutare l’impatto quantitativo di questo tipo di offerta turistica – dicono – il parametro che viene preso a riferimento è quello delle credenziali che vengono vendute e ritirate dai singoli camminatori come testimonianza del percorso effettuato. Nel nostro caso, in quasi dodici mesi, le credenziali distribuite sono state poco meno di mille, ma bisogna tener conto del fatto che molte persone compiono il cammino o un tratto di esso, senza ritirare le credenziali”.

Il rapporto che si è instaurato con le numerose attività ricettive, di ristorazione e commerciali che sono finora entrate a far parte del progetto consente anche di avere un valore indicativo su valore della spesa media giornaliera di ogni camminatore che si aggira sugli 80 euro. “Assumendo questo valore, moltiplicandolo per i tre giorni di durata del cammino e tenendo conto delle credenziali vendute – aggiungono – ne deriva un indotto per l’economia del territorio pari a 240.000 euro. Si tratta di una stima prudenziale collegata al fatto che non tutti impiegano tre giorni, ma anche che non tutti quelli che percorrono il tragitto alla fine prendono le credenziali. Diciamo che una valutazione di quanto abbia finora prodotto in termini di ricchezza il progetto oscilla tra i 200.000 e i 240.000 euro”.

Il potenziale del cammino è notevole e ancora da sviluppare completamente. “Siamo grati al Comune di Orvieto – affermano – che ha favorito il lancio a Rimini-spiegano-sicuramente ci sono ancora molte cose da fare anche nel rapporto con i vari enti locali ed è necessario mettere in campo una strategia indirizzata anche al sostegno pubblico di un progetto che ha natura comunitaria perché persegue l’obiettivo di incrementare i flussi turistici, i tempi medi di permanenza e la collaborazione tra i territori di due regioni diverse”.

Cristina De Angelis è attualmente impegnata nel favorire la possibilità che il percorso possa essere compiuto anche a cavallo oltre che in bicicletta come è attualmente possibile per gran parte dei 58 chilometri. Allo studio c’è la valorizzazione dell’identità religiosa, ma anche una più stretta collaborazione con il mondo economico, associativo, scolastico e culturale delle tre città coinvolte. Tutti temi affrontati lo scorso mese di marzo in occasione del convegno promosso dagli amici di Larth a Palazzo Coelli intorno all’argomento: “Il Cammino dell’Intrepido Larth come modello di promozione interregionale” a cui hanno preso parte numerosi esperti e rappresentanti del mondo associativo ed istituzionale.

Per ulteriori informazioni:
https://camminodilarth.it/

Strisce blu gratuite per i primi 15 minuti, il plauso di Confartigianato

Confartigianato Terni esprime apprezzamento per la scelta del Comune di Terni di rendere gratuiti i primi 15 minuti di sosta sui parcheggi a pagamento con strisce blu.

L’iniziativa, certamente positiva per l’associazione, è una prima risposta alle esigenze dei clienti degli esercizi del commercio e dell’artigianato del centro città di Terni. Migliorando sia l’utilizzo degli spazi, sia la fruibilità del centro città e in particolare della rete commerciale e artigianale.

La gratuità iniziale per motivi tecnici è limitata alle soste che vengono pagate tramite app e non si estende anche ai pagamenti con parcometro.

“La sensibilità dimostrata dall’Amministrazione comunale in questo frangente – scrive Confartigianato Terni in una nota – fa ben sperare per una prosecuzione nella direzione giusta di un adeguato sostegno alla rete commerciale e artigianale del centro città. Confartigianato Terni, infatti, nei contributi e documenti ufficialmente inviati all’Ente comunale ha formulato molte proposte riguardo la viabilità e i servizi di parcheggio, come il rilancio delle convenzioni con i parcheggi di attestamento, le giornate gratuite dei parcheggi strisce blu in coincidenza degli eventi commerciali e nei pomeriggi del sabato, una fascia di gratuità iniziale più sostanziosa. Inoltre – conclude l’associazione – molti commercianti e artigiani sollecitano un riassetto della regolamentazione in vigore delle fermate in prossimità degli esercizi sia fuori che dentro la Ztl”.

Non risponde al telefono, anziana trovata morta in casa

I vigili del fuoco del Distaccamento di Amelia, quando sono entrati nell’abitazione da una finestra al secondo piano, hanno trovato la donna deceduta. Morta presumibilmente da alcuno giorni, da quando cioè non aveva dato più notizie di sé, non rispondendo al telefono.

Quindi l’allarme e la tragica scoperta.